Antonio Pappano dirige Petrassi e Čajkovskij a Santa Cecilia all’Auditorium Parco della Musica — 19, 20 e 21 novembre 2026
Antonio Pappano, Direttore Emerito dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, torna sul podio dell'Orchestra e del Coro dell'Accademia giovedì 19 novembre 2026 alle 19:30, venerdì 20 novembre alle 20:00 e sabato 21 novembre alle 18:00, nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30. In programma il Salmo IX di Goffredo Petrassi, con il coro preparato da Andrea Secchi, e la Sinfonia n. 6 «Patetica» di Čajkovskij. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910 da Termini, 53, 982 e 168. I biglietti costano da 23 a 54 euro secondo il settore e si comprano al botteghino dell'Auditorium, al botteghino di via Vittoria 6 e sul circuito di prevendita autorizzato dall'Accademia, raggiungibile dalla pagina ufficiale del concerto. I concerti cominciano con puntualità: chi arriva in ritardo non entra in sala.

È il primo dei due programmi che Pappano dirige nella stagione 2026/2027 dell'Accademia, l'orchestra che ha guidato come direttore musicale a partire dal 2005. Accanto a una delle sinfonie più amate del repertorio, la Patetica, Pappano porta un lavoro corale di un compositore romano che ha fatto la storia di Santa Cecilia, Goffredo Petrassi. Sotto trovate il programma, i protagonisti, la sala e tutto quello che serve per organizzare la serata.
Pappano a Santa Cecilia: le tre serate di novembre
Antonio Pappano dirige l'Orchestra e il Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia in tre serate, il 19, 20 e 21 novembre 2026, nella Sala Santa Cecilia, con il Salmo IX di Petrassi e la Sesta Sinfonia di Čajkovskij.
Le date e i turni
Giovedì 19 novembre alle 19:30 per il turno G-G2, venerdì 20 novembre alle 20:00 per il turno V-V2, sabato 21 novembre alle 18:00 per il turno S-S2. Il programma è identico nelle tre serate: la scelta dipende solo dalla giornata e dall'orario più comodi.
Chi c'è sul palco
L'Orchestra e il Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, con Antonio Pappano sul podio e Andrea Secchi come maestro del coro. Il Salmo IX richiede un organico imponente, con coro, grande orchestra, percussioni e pianoforti: sul palco della Sala Santa Cecilia sarà una delle formazioni più ampie della stagione.
Il posto nella stagione
Il concerto arriva subito dopo le tre serate di Kirill Petrenko, dal 12 al 14 novembre, e precede quelle di Daniel Harding con Brahms e Strauss, dal 26 novembre. La stagione si era aperta in ottobre con il Siegfried di Wagner diretto da Harding. Il calendario completo è sulla pagina della stagione di concerti 2026/2027 di Santa Cecilia.
La puntualità
L'Accademia lo ricorda sulla pagina del concerto: le porte si chiudono all'orario d'inizio. Chi arriva in ritardo può seguire il concerto nelle salette d'ascolto, fino a esaurimento dei posti, ma non entra in sala. Con il Salmo IX in apertura, arrivare tardi significa perdere metà del programma.
Il programma: Petrassi e Čajkovskij
Il programma accosta due opere lontane per epoca e linguaggio: il Salmo IX di Goffredo Petrassi, composto fra il 1934 e il 1936 per coro e grande orchestra, e la Sinfonia n. 6 «Patetica» di Pëtr Il'ič Čajkovskij, del 1893.
Due mondi a confronto
L'Accademia presenta il concerto come l'incontro fra due opere lontane per epoca e linguaggio. Da una parte un canto di lode a Dio scritto da un compositore romano di trent'anni negli anni Trenta; dall'altra l'ultima sinfonia di un compositore russo, completata pochi mesi prima della morte. Quello che le unisce è una tensione drammatica che attraversa entrambe le partiture.
Prima parte: il Salmo IX
Nella prima parte Pappano dirige il Salmo IX di Petrassi, affidato al coro e a un imponente organico orchestrale. La presentazione dell'Accademia lo descrive come un canto di lode a Dio carico di tensione drammatica, in cui spicca per modernità il ruolo delle percussioni e dei pianoforti.
Seconda parte: la Patetica
Nella seconda parte la Sesta Sinfonia di Čajkovskij. Nella Patetica, secondo la nota dell'Accademia, il compositore russo porta la forma sinfonica verso un'espressione personale e introspettiva, costruita su contrasti, slanci drammatici e improvvise sospensioni liriche.
La durata
La durata complessiva del concerto non è indicata sulla pagina ufficiale. La Patetica dura in media intorno ai 45 minuti; con il Salmo IX e l'intervallo, la serata occupa circa due ore, ma il dato va considerato indicativo.
Il Salmo IX di Petrassi
Il Salmo IX è una delle pagine corali più importanti di Goffredo Petrassi, scritta fra il 1934 e il 1936, negli anni in cui il compositore romano cominciava la sua carriera internazionale.
Gli anni della composizione
Nel 1934 Alfredo Casella diresse la Partita di Petrassi al Festival della Società Internazionale di Musica Contemporanea di Amsterdam: fu l'inizio della carriera internazionale del compositore. Il Salmo IX nasce subito dopo, fra il 1934 e il 1936, ed è il lavoro di un musicista che ha trovato la propria voce.
Un organico moderno
La nota dell'Accademia sottolinea il ruolo delle percussioni e dei pianoforti, che danno alla partitura un colore moderno e quasi metallico. Il coro canta il testo del salmo, un canto di lode, con una forza che la sala di Renzo Piano restituisce in pieno.
Un compositore di casa
Eseguire Petrassi a Santa Cecilia significa suonare un compositore che con l'Accademia e con il conservatorio omonimo ha avuto un legame lungo tutta la vita. Il Salmo IX torna a casa, nella sala che sorge accanto a quella che porta il nome del suo autore.
Goffredo Petrassi, il compositore di Santa Cecilia
Goffredo Petrassi, nato a Zagarolo il 16 luglio 1904 e morto a Roma il 3 marzo 2003, è stato compositore e didatta, docente per decenni al conservatorio e all'Accademia di Santa Cecilia e maestro di generazioni di compositori.
La formazione romana
Trasferitosi da ragazzo da Zagarolo a Roma, Petrassi fu fanciullo cantore nella Schola di San Salvatore in Lauro. A quindici anni divenne commesso in un negozio di articoli musicali, e fu quell'esperienza a fargli nascere la passione per la musica. Si iscrisse al conservatorio di Santa Cecilia, dove si diplomò in organo e composizione all'inizio degli anni Trenta sotto la guida di Fernando Germani e Alessandro Bustini.
La Fenice e la cattedra
Nel 1937 fu nominato sovrintendente del Teatro La Fenice di Venezia, incarico che lasciò dopo tre anni. Nel 1939 ottenne la cattedra di composizione al conservatorio di Santa Cecilia. Nel 1946 fondò con Filiberto Sbardella e Raoul Ricciardi la rivista Movimento Nuovo.
L'Accademia
Nel 1960 Petrassi lasciò la cattedra del conservatorio per i corsi di perfezionamento in composizione all'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che tenne fino al 1978, scegliendo egli stesso il successore, Franco Donatoni.
Gli allievi
Fra i suoi allievi ci sono Aldo Clementi, Franco Oppo, Peter Maxwell Davies, Cornelius Cardew, Boris Porena, Domenico Guaccero, Daniele Paris ed Ennio Morricone. L'Auditorium dove si esegue il Salmo IX porta oggi il nome proprio di Morricone: il maestro e l'allievo si ritrovano nello stesso edificio.
La Sesta Sinfonia di Čajkovskij, la Patetica
La Sinfonia n. 6 in si minore op. 74 di Čajkovskij, detta Patetica, fu composta nel 1893 e diretta per la prima volta dallo stesso autore a San Pietroburgo il 28 ottobre 1893 del calendario gregoriano, nove giorni prima della sua morte.
La composizione
Gli abbozzi furono iniziati nel febbraio 1893 e la sinfonia fu completata nel corso dell'anno, con varie tappe di lavorazione. Čajkovskij la dedicò al nipote Vladimir Davydov.
La prima
Il 16 ottobre 1893 secondo il calendario giuliano allora in uso in Russia, il 28 secondo il nostro, Čajkovskij diresse la prima esecuzione nella Sala delle riunioni dei nobili di San Pietroburgo. Nove giorni dopo morì. La coincidenza ha pesato per oltre un secolo sull'ascolto della sinfonia.
Il titolo
La sinfonia fu pubblicata nel 1894 con il titolo di Patetica, suggerito forse dal fratello del compositore, Modest, il giorno dopo la prima.
Una sinfonia che finisce piano
La nota dell'Accademia parla di contrasti, slanci drammatici e improvvise sospensioni liriche. Chi la ascolta per la prima volta si prepari al finale: la Patetica non si chiude con un trionfo, e il silenzio che segue l'ultima nota fa parte dell'opera.
Chi è Antonio Pappano, Direttore Emerito di Santa Cecilia
Sir Antonio Pappano, nato a Epping il 30 dicembre 1959 da genitori italiani, è il direttore d'orchestra che dal 1° ottobre 2005 ha guidato l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia come direttore musicale, succedendo a Myung-Whun Chung, e che oggi ne è Direttore Emerito.
Le origini
I genitori di Pappano erano originari di Castelfranco in Miscano, un piccolo borgo dell'Appennino campano in provincia di Benevento, emigrati a Londra. Il padre, appassionato di opera italiana, suonava il pianoforte per diletto e trasmise al figlio la passione per la musica, in particolare per Puccini. A dodici anni Antonio accompagnava già al pianoforte giovani studenti di canto.
Gli Stati Uniti
Nel 1973 la famiglia si trasferì negli Stati Uniti, dove Pappano proseguì privatamente gli studi di pianoforte con Norma Verrilli, di composizione con Arnold Franchetto e di direzione d'orchestra con Gustav Meier. Si è formato al di fuori delle istituzioni musicali e non ha conseguito alcun diploma. Cominciò come pianista accompagnatore dei cantanti e come assistente di direttori ospiti all'Opera di Chicago; nel 1981 iniziò a collaborare con la New York City Opera.
Oslo, Bruxelles, Londra
Dopo il debutto come direttore in Norvegia nel 1987, nel 1990 divenne direttore musicale della Den Norske Opera. Nel 1992 assunse la direzione musicale del Théâtre de La Monnaie di Bruxelles, che mantenne fino al 2002. Nel 1999 fu nominato direttore musicale della Royal Opera House di Londra, incarico che divenne effettivo dal settembre 2002.
Santa Cecilia
Dal 1° ottobre 2005 Pappano è stato direttore musicale dell'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Il 16 aprile 2007 è stato nominato Accademico Effettivo dell'Accademia. Il 17 luglio 2009 ha diretto a Napoli, in piazza del Plebiscito, un gala verdiano con i cori e le orchestre di Santa Cecilia e del Teatro San Carlo. Oggi l'Accademia lo presenta come Direttore Emerito.
Le altre orchestre
Pappano ha diretto regolarmente la London Symphony Orchestra, la Cleveland Orchestra, la Chicago Symphony Orchestra, i Berliner Philharmoniker e l'Orchestra del Concertgebouw. Nei teatri d'opera è stato ospite fra gli altri della Metropolitan Opera, della Lyric Opera di Chicago, della San Francisco Opera e della Staatsoper di Berlino.
Una curiosità su Antonio Pappano dirige Petrassi e Čajkovskij a Santa Cecilia all'Auditorium Parco della Musica — 19, 20 e 21 novembre 2026
La curiosità riguarda Petrassi e la sala. Quando nel 2002 si aprì la Sala Sinopoli, la prima delle tre sale dell'Auditorium a essere inaugurata, Goffredo Petrassi volle essere presente per ascoltare la prima esecuzione nella nuova sala della sua Ouverture da concerto del 1931. Aveva quasi novantotto anni e sarebbe morto l'anno successivo. La sala più piccola del complesso porta oggi il suo nome, la Sala Petrassi.
Il Salmo IX suona dunque a pochi metri dalla sala intitolata al suo autore, nell'edificio intitolato al suo allievo più celebre, Ennio Morricone, e sotto la bacchetta del direttore che per quasi vent'anni ha guidato l'orchestra di Santa Cecilia. Sono coincidenze che raccontano come la storia musicale di Roma, nel Novecento, sia passata in buona parte per l'Accademia e per il suo conservatorio.
La seconda curiosità riguarda Pappano. Il direttore che oggi dirige le maggiori orchestre del mondo non ha mai conseguito un diploma di conservatorio. Si è formato privatamente, prima come pianista accompagnatore dei cantanti, poi come assistente. È un percorso raro, che spiega il suo rapporto diretto con le voci e il suo gusto per il repertorio corale e operistico.
La Sala Santa Cecilia, casa dell'orchestra
La Sala Santa Cecilia è la più grande delle tre sale da concerto dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone: 2.756 posti, progettata da Renzo Piano per la musica sinfonica e inaugurata il 21 dicembre 2002. Dal 2003 ospita stabilmente la stagione dell'Accademia.
Il legno di ciliegio
Il soffitto è composto da 26 gusci di ciliegio americano, ciascuno con una superficie media di circa 180 metri quadrati. La sala lavora come una grande cassa armonica, con un tempo di riverberazione di 2,2 secondi: per un'opera per coro e grande orchestra come il Salmo IX, e per i pianissimo della Patetica, è una condizione ideale.
Dove sedersi
In una sala di queste dimensioni non serve la platea a ridosso del palco: l'intensità sonora si mantiene costante anche nelle file centrali. Chi vuole vedere il gesto del direttore di fronte può scegliere la galleria alle spalle dell'orchestra, se in vendita: con un programma corale conviene chiedere al botteghino dove prenderà posto il coro.
Gli scarabei di Renzo Piano
Viste da fuori, le sale sono tre grandi volumi rivestiti di piombo su una base di mattoni, disposti a raggiera intorno alla cavea all'aperto intitolata a Luciano Berio. Piano vinse il concorso del 1993 e lavorò con l'acustico Jürgen Reinhold dello studio Müller-BBM di Monaco. La scheda del complesso è sulla pagina dell'Auditorium Parco della Musica.
Una cosa che non ti dice nessuno su Antonio Pappano dirige Petrassi e Čajkovskij a Santa Cecilia all'Auditorium Parco della Musica — 19, 20 e 21 novembre 2026
Quello che nessuno dice è che il Salmo IX va ascoltato prima della Patetica con la stessa attenzione. Molti spettatori comprano il biglietto per Čajkovskij e considerano la prima parte un antipasto. È un errore: il Salmo IX è una partitura di grande impatto, con un organico che raramente si sente dal vivo, e le percussioni e i pianoforti che l'Accademia sottolinea nella sua nota danno alla prima parte un'energia che sorprende chi non conosce Petrassi. Il consiglio è ascoltarne una registrazione prima del concerto.
La seconda cosa riguarda il finale della Patetica. L'ultimo movimento si spegne lentamente, e il pubblico più esperto aspetta qualche secondo di silenzio prima di applaudire. Un applauso che parte sull'ultima nota rompe l'effetto che Čajkovskij ha costruito. Conviene aspettare che Pappano abbassi le braccia.
La terza riguarda la sala: la Sala Santa Cecilia è costruita su un piano rialzato rispetto al terreno, perché durante i lavori sono emersi i resti di una villa romana. Per le gallerie ci sono soltanto due ascensori: chi ha difficoltà motorie e un posto in galleria deve arrivare con largo anticipo.
Il consiglio che ti do per visitare Antonio Pappano dirige Petrassi e Čajkovskij a Santa Cecilia all'Auditorium Parco della Musica — 19, 20 e 21 novembre 2026
Il consiglio è scegliere la serata del sabato alle 18 per chi viene da fuori o vuole fare del concerto il centro di una giornata: una mattina al MAXXI o a Villa Borghese, un pranzo tranquillo, il concerto nel tardo pomeriggio e la cena dopo, a Ponte Milvio o verso il centro. Il giovedì alle 19:30 e il venerdì alle 20 sono le serate di chi arriva dal lavoro: in quel caso conviene tenersi mezz'ora di margine sul traffico del Flaminio.
Il secondo consiglio riguarda il posto. Con un programma corale, i settori centrali della platea e le prime file delle gallerie laterali offrono l'equilibrio migliore fra coro e orchestra. Chi ha un budget più contenuto trova nei settori più economici, a 23 e 30 euro, una sala che suona bene quasi ovunque.
Il terzo consiglio è ascoltare prima della serata una registrazione del Salmo IX: è una pagina meno nota della Patetica, e conoscerla rende il concerto più ricco. Della Patetica, invece, basta ricordare la storia della prima.
A nostro giudizio questo è il concerto della stagione per chi ha seguito Santa Cecilia negli anni di Pappano: il ritorno del direttore che ha costruito il suono di questa orchestra, con un programma che unisce un grande classico e un compositore di casa.
Biglietti per Pappano a Santa Cecilia: prezzi e riduzioni
I biglietti per il concerto di Antonio Pappano costano 54 euro nel settore I, 47 nel II, 37 nel III, 35 nel IV, 30 nel V e 23 nel VI, e si comprano soltanto dai rivenditori autorizzati dall'Accademia.
Dove si comprano
Gli unici rivenditori autorizzati sono il botteghino dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, il botteghino di via Vittoria 6 e i punti vendita del circuito di prevendita indicato dall'Accademia. Online si parte dal pulsante di acquisto sotto la data scelta, sulla pagina ufficiale del concerto, che rimanda alla pagina di vendita dell'evento.
La prevendita
La prevendita della stagione 2026/2027 è divisa in due periodi: dal 10 settembre 2026 per i concerti dal 14 ottobre 2026 al 27 febbraio 2027, dal 12 gennaio 2027 per quelli dal 3 marzo 2027 a fine stagione. Per le serate di Pappano i biglietti sono dunque già in vendita.
Giovani
L'Accademia raccoglie tutte le agevolazioni per i giovani in una pagina dedicata, santacecilia.it/giovani. Per i concerti in abbonamento gli under 26 hanno uno sconto sui biglietti e i minori di 14 anni accompagnati da un adulto entrano a prezzo simbolico; le tariffe ridotte si acquistano ai botteghini, fino a esaurimento dei posti in promozione.
Informazioni
L'infoline dell'Accademia risponde allo 06 8082058; gli indirizzi di posta sono info@santacecilia.it e biglietteria@santacecilia.it. L'Accademia avverte che non risponde di maggiorazioni sui biglietti venduti da soggetti non autorizzati.
Come arrivare all'Auditorium per il concerto di Pappano
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910, 53, 982 e 168. La metropolitana non arriva fino all'ingresso.
Metro A e tram 2
Da piazzale Flaminio il tram 2 risale via Flaminia verso piazza Mancini. Si scende a Flaminia/Reni o ad Apollodoro e si cammina per qualche minuto verso viale Pietro de Coubertin, attraverso il Villaggio Olimpico.
Il 910 da Termini
Il 910 parte da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e arriva all'Auditorium senza cambi. Per chi arriva in treno per il concerto del sabato pomeriggio è la linea da scegliere.
Le altre linee
Il 53 collega piazza Mancini e il centro, il 982 arriva dalla zona di viale XVII Olimpiade e dalla stazione Quattro Venti, il 168 dalla stazione Tiburtina. Il 168 è una linea feriale: il sabato conviene controllare gli orari sul sito dell'azienda dei trasporti.
In auto
Il tratto di viale Pietro de Coubertin davanti all'Auditorium è chiuso al traffico. Il complesso ha parcheggi a pagamento con posti limitati; nelle sere di concerto le auto invadono le strade del Villaggio Olimpico. In auto solo se non c'è alternativa, e con anticipo.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Čajkovskij morì pochi giorni dopo la prima della Patetica, e la sinfonia è stata letta per oltre un secolo come un addio. Si cita meno spesso che il titolo stesso non era nella prima esecuzione. La sinfonia fu diretta dall'autore il 28 ottobre 1893 e il nome di Patetica, suggerito forse dal fratello Modest il giorno dopo la prima, comparve nella pubblicazione del 1894. Il titolo con cui tutti la conosciamo è dunque, almeno in parte, una lettura successiva, arrivata quando il compositore non c'era più.
Un secondo fatto poco citato riguarda la data. In Russia, nel 1893, si usava ancora il calendario giuliano: la prima avvenne il 16 ottobre secondo il calendario russo, il 28 secondo quello gregoriano. Per questo nelle biografie di Čajkovskij si trovano date diverse per lo stesso evento, e anche la morte del compositore compare con due date.
Il terzo riguarda Petrassi e l'Auditorium. La cattedra di composizione al conservatorio di Santa Cecilia, che Petrassi ottenne nel 1939, e i corsi di perfezionamento all'Accademia, che tenne dal 1960 al 1978, hanno formato un'intera generazione di compositori italiani e stranieri. Fra questi c'era Ennio Morricone, a cui dal 2020 è intitolato l'Auditorium: quando si entra nella sala per ascoltare il Salmo IX, si entra in un edificio che porta il nome dell'allievo del compositore.
La foto giusta da fare a Antonio Pappano dirige Petrassi e Čajkovskij a Santa Cecilia all'Auditorium Parco della Musica — 19, 20 e 21 novembre 2026
Durante il concerto il telefono resta spento: in una sala così sensibile ogni scatto si sente, e un programma che finisce nel silenzio, come la Patetica, non perdona le distrazioni. La foto si fa prima e dopo.
Prima del concerto, a novembre, fa buio presto: dall'alto della cavea si inquadrano i tre scarabei di Renzo Piano con il piombo che riflette le luci, e l'ingresso della Sala Santa Cecilia con il pubblico che entra. Per il concerto del sabato alle 18 si arriva con le ultime luci del giorno, il momento migliore per questa immagine.
In sala, prima che si spengano le luci e se il personale lo consente, lo scatto da fare è verso il palco, con il coro e l'orchestra già schierati e i gusci di ciliegio del soffitto sopra. È l'immagine che racconta un concerto corale sinfonico.
Dopo il concerto, durante gli applausi finali, una foto di Pappano con l'orchestra e il coro è il ricordo della serata, senza flash. Fuori, la sala vista dal basso, sul lato di viale Pietro de Coubertin, dà un'immagine quasi astratta dei volumi di Piano.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il terreno su cui sorge l'Auditorium ha una storia molto più lunga del complesso. Durante i lavori emersero i resti di una villa romana del III secolo a.C., costruita sul luogo di una piccola fattoria arcaica del VI secolo a.C. La scoperta costrinse Renzo Piano a modificare il progetto, spostando due dei tre scarabei verso ovest. I reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.
La storia moderna comincia con una demolizione. Nel 1936 fu abbattuto l'Augusteo, la grande sala da concerto romana, e per oltre sessant'anni la capitale restò senza un auditorium costruito per la musica sinfonica. Erano gli stessi anni in cui Petrassi scriveva il Salmo IX. Solo nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area del Villaggio Olimpico, e nel 1993 Piano vinse il concorso.
Il 21 aprile 2002 aprì la Sala Sinopoli, alla presenza di Petrassi; il 21 dicembre 2002 la Sala Santa Cecilia, con l'Orchestra dell'Accademia diretta da Myung-Whun Chung. Dal 2003 l'Auditorium è sede stabile della stagione dell'Accademia. Il 1° ottobre 2005 Antonio Pappano succede a Chung come direttore musicale. Nel 2020 il consiglio comunale approva l'intitolazione dell'Auditorium a Ennio Morricone, allievo di Petrassi.
Chi è passato da Antonio Pappano dirige Petrassi e Čajkovskij a Santa Cecilia all'Auditorium Parco della Musica — 19, 20 e 21 novembre 2026
La Sala Santa Cecilia ha avuto ospiti di peso fin dal primo giorno. Il concerto inaugurale del 21 dicembre 2002 fu diretto da Myung-Whun Chung. Pochi mesi prima, all'apertura della Sala Sinopoli, Goffredo Petrassi volle essere presente per ascoltare una sua composizione nella nuova sala. Luciano Berio, allora alla testa dell'Accademia, ha dato il nome alla cavea.
Da allora la sala è diventata la casa dell'Orchestra di Santa Cecilia e dei suoi direttori musicali, da Antonio Pappano, che l'ha guidata dal 2005, a Daniel Harding. Fra i solisti di casa c'è Evgeny Kissin, che in questa sala ha suonato con Pappano il Secondo concerto di Liszt nel 2019, e che il 9 novembre 2026 torna con András Schiff.
Nella stagione 2026/2027 passano dallo stesso palco Kirill Petrenko, Martha Argerich con Charles Dutoit e Daniil Trifonov con Jakub Hrůša. Il 19, 20 e 21 novembre tocca di nuovo a Pappano, con il coro di Andrea Secchi e la musica di un compositore che in questa istituzione ha insegnato per decenni.
Accessibilità e bambini al concerto di Pappano
L'Accademia prevede riduzioni per le persone con disabilità e un servizio di prenotazione obbligatoria per le persone non deambulanti, da 15 giorni prima del concerto fino al giorno precedente, allo 06 8082058 o all'indirizzo biglietteria@santacecilia.it.
La prenotazione
Per il concerto del 19 novembre la finestra di prenotazione per le persone non deambulanti si apre il 4 novembre. Le condizioni aggiornate sono nelle avvertenze pubblicate sul sito dell'Accademia, alla pagina santacecilia.it/concerti/avvertenze.
Arrivare in anticipo
La sala è rialzata rispetto al terreno e le gallerie hanno due soli ascensori: arrivare con un'ora di margine e chiedere subito il percorso al personale evita il collo di bottiglia dei minuti prima dell'inizio.
Con i ragazzi
Per un ragazzo che studia musica, un programma con un grande coro e una sinfonia celebre è un'ottima introduzione alla musica sinfonica dal vivo. Il concerto del sabato alle 18 è il più adatto alle famiglie, perché finisce in tempo per una cena non troppo tardi.
Il quartiere intorno all'Auditorium
L'Auditorium occupa un'area fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski: un pezzo di Roma del Novecento, dove l'architettura contemporanea convive con il verde.
Il MAXXI
A pochi minuti a piedi, verso via Guido Reni, c'è il MAXXI di Zaha Hadid. Chi ha il pomeriggio libero prima del concerto del sabato può visitare una mostra e arrivare a piedi in sala.
Verso il Tevere
Dall'Auditorium si scende al Ponte della Musica, la passerella che collega il Flaminio al Foro Italico. Più a nord c'è Ponte Milvio, la sera uno dei punti d'incontro più frequentati di Roma nord.
Il museo dell'Accademia
Nell'Auditorium l'Accademia conserva la Bibliomediateca e il Museo degli Strumenti Musicali. La santa patrona della musica è venerata nella Basilica di Santa Cecilia in Trastevere, che vale una visita di giorno.
Dove mangiare prima o dopo il concerto
All'interno dell'Auditorium ci sono bar e caffetteria nel foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada: la soluzione più comoda per chi arriva dal lavoro il giovedì e non vuole rischiare la chiusura delle porte.
Nel quartiere
Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini ci sono pizzerie, trattorie e bar di quartiere, frequentati più dai residenti che dai turisti. Per il giovedì e il venerdì conviene prenotare presto e cenare con calma prima.
Dopo il concerto del sabato
Il sabato, con l'inizio alle 18, si esce all'ora giusta per cenare. L'offerta più ampia è a Ponte Milvio, raggiungibile in pochi minuti; in direzione opposta, verso piazzale Flaminio e piazza del Popolo, la scelta è quella del centro storico.
Novembre a Roma: il momento dell'anno
A novembre le stagioni concertistiche romane entrano nel vivo e le sere si fanno fresche: per chi viaggia è un momento eccellente, con musei meno affollati di giorno e grandi concerti la sera.
Una settimana di musica
Chi resta a Roma qualche giorno trova nella stessa settimana il concerto di Pappano, la stagione della IUC all'Aula Magna della Sapienza e gli ultimi appuntamenti del Roma Jazz Festival, che si tiene anch'esso all'Auditorium fino al 24 novembre.
Il clima
Le sere di novembre possono essere umide e piovose, e l'Auditorium è un complesso aperto, in cui fra un ingresso e l'altro si cammina all'esterno. Ombrello pieghevole e giacca da lasciare al guardaroba evitano sorprese.
Domande frequenti su Pappano a Santa Cecilia
Quando dirige Antonio Pappano a Santa Cecilia a novembre 2026?
Antonio Pappano dirige l'Orchestra e il Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia giovedì 19 novembre 2026 alle 19:30, venerdì 20 alle 20:00 e sabato 21 alle 18:00, nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Il programma è lo stesso nelle tre serate.
Che cosa si ascolta al concerto di Pappano?
Al concerto di Pappano a Santa Cecilia si ascoltano il Salmo IX di Goffredo Petrassi, scritto fra il 1934 e il 1936 per coro e grande orchestra, e la Sinfonia n. 6 «Patetica» di Čajkovskij, del 1893. Il coro è preparato dal maestro Andrea Secchi.
Quanto costano i biglietti per Pappano a Santa Cecilia?
I biglietti per il concerto di Pappano a Santa Cecilia costano da 23 a 54 euro: 54 nel settore I, 47 nel II, 37 nel III, 35 nel IV, 30 nel V e 23 nel VI. Si comprano ai botteghini dell'Auditorium e di via Vittoria 6 e sul circuito autorizzato dall'Accademia.
Cosa succede se arrivo in ritardo al concerto di Santa Cecilia?
I concerti dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia cominciano con puntualità e le porte si chiudono all'orario d'inizio. Chi arriva in ritardo non entra in sala e può seguire il concerto nelle salette d'ascolto, fino a esaurimento dei posti disponibili.
Chi è Antonio Pappano?
Antonio Pappano è un direttore d'orchestra nato a Epping nel 1959 da genitori campani, direttore musicale dell'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia dal 2005 e oggi suo Direttore Emerito. È stato direttore musicale della Royal Opera House di Londra e del Théâtre de La Monnaie di Bruxelles.
Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica?
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30, si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e il tram 2 fino alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con il bus 910 da Termini o con le linee 53, 982 e 168.
Quale delle tre serate conviene scegliere?
Per il concerto di Pappano a Santa Cecilia il sabato alle 18 è la serata più comoda per chi viene da fuori o con ragazzi, perché lascia il tempo di cenare dopo. Il giovedì alle 19:30 e il venerdì alle 20 sono adatti a chi arriva dal lavoro, con un margine per il traffico.
Il consiglio finale su Pappano a Santa Cecilia
Il consiglio finale è non perdere il ritorno di Antonio Pappano sul podio dell'orchestra che ha guidato per quasi vent'anni, e di arrivare con le orecchie aperte anche per la prima parte. Il Salmo IX di Petrassi è l'occasione per ascoltare dal vivo una pagina corale di un compositore che ha fatto la storia musicale di Roma, in una sala dove il suo nome e quello del suo allievo Morricone sono scritti sui muri. La Patetica, poi, non ha bisogno di presentazioni: con Pappano sul podio promette una serata intensa. A nostro giudizio il sabato alle 18 è la scelta migliore per godersela senza fretta, con una cena dopo e il tram 2 per tornare verso il centro.
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