Dopolavoro Stadera e Argot Produzioni, Qui vivremo bene al Centrale Preneste Teatro — 13 novembre 2026
Qui vivremo bene, lo spettacolo di Luigi Vittoria prodotto da Dopolavoro Stadera e Argot Produzioni, va in scena venerdì 13 novembre 2026 alle 21 al Centrale Preneste Teatro, in via Alberto da Giussano 58, nella zona Prenestina di Roma Est (Municipio V). Si arriva con la metro C, fermate Pigneto o Malatesta, con i tram 5, 14 e 19, fermata Prenestina/Giussano, e con gli autobus 81, 112, 113, 213, 312, 409 e 545. L'ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria online sul sito ufficiale del Centrale Preneste Teatro, oppure scrivendo alla cooperativa Ruotalibera che gestisce la sala; il giorno dello spettacolo si entra direttamente solo se restano posti.

In scena ci sono Elisa Grilli e Tommaso Russi, con il disegno luci di Chiara Senesi e Desideria Angeloni. È teatro contemporaneo under 35, vincitore del Premio OVER Emergenze Teatrali 2025, e racconta l'emergenza abitativa nelle grandi città partendo dagli sgomberi e dagli arresti avvenuti nel 2018 nel quartiere milanese del Giambellino. Lo spettacolo fa parte della quarta edizione di YOU THE YOUng CITY, la rassegna del teatro che dal 13 settembre al 28 novembre 2026 porta in scena teatro, danza e musica per un pubblico giovane e intergenerazionale.
Qui vivremo bene al Centrale Preneste: data, orario e prenotazione
Qui vivremo bene va in scena al Centrale Preneste Teatro venerdì 13 novembre 2026 alle 21, per una sola sera, secondo la pagina dello spettacolo sul sito del teatro e il portale culturale di Roma Capitale.
Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria
L'ingresso è gratuito, ma la prenotazione è obbligatoria. Si prenota online sul sito del Centrale Preneste Teatro, dove la pagina dello spettacolo gestisce la registrazione con un biglietto unico a costo zero, oppure scrivendo alla cooperativa Ruotalibera. Il giorno stesso si può entrare senza prenotazione solo se restano posti disponibili: per un venerdì sera, conviene non rischiare.
Contatti
Il teatro indica il numero 06 27801063 e la mail della cooperativa Ruotalibera per informazioni e prenotazioni. Gli uffici rispondono dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17: per uno spettacolo di venerdì sera, la prenotazione va fatta entro giovedì.
Il programma può cambiare
Come per tutti gli appuntamenti della rassegna, il portale di Roma Capitale avverte che il programma potrebbe subire variazioni. Il riferimento aggiornato è la pagina dello spettacolo sul sito del teatro.
Qui vivremo bene: di che cosa parla lo spettacolo
Qui vivremo bene è una drammaturgia sull'emergenza abitativa nelle grandi città: prende come punto di partenza gli arresti e gli sgomberi avvenuti nel 2018 nel quartiere milanese del Giambellino e allarga lo sguardo a un fenomeno strutturale, la crescente difficoltà di accesso alla casa.
Le interviste al Comitato Abitanti Giambellino
Il progetto nasce da una serie di interviste a due attivisti del Comitato Abitanti Giambellino, una realtà eterogenea formata da militanti e da famiglie del quartiere che vivevano in occupazione. Le loro testimonianze, scrive Argot Produzioni, restituiscono uno sguardo diretto sulle condizioni di vita, sulle pratiche di resistenza e sulle dinamiche di una comunità costruita dentro l'urgenza.
L'indagine sulle case popolari
Alle vicende del Comitato si affianca un'indagine sulla cattiva gestione delle case popolari: appartamenti vuoti, assegnazioni bloccate, attese interminabili. Un sistema che, secondo la presentazione, invece di rispondere al bisogno contribuisce ad amplificarlo, generando tensioni e disuguaglianze. È il punto in cui lo spettacolo passa dalla cronaca di un quartiere a una domanda che riguarda tutte le città, Roma compresa.
Teatro documentario
La drammaturgia intreccia materiali documentari e costruzione scenica. Il risultato, secondo la compagnia, dà voce a una realtà spesso invisibile e restituisce complessità a una storia che di solito viene ridotta a emergenza o a questione di ordine pubblico. La pagina del Centrale Preneste aggiunge una parola chiave: la gentrificazione dei quartieri popolari, cioè la trasformazione che cambia gli abitanti di una zona quando cambiano i prezzi delle case.
Da un balcone del Giambellino: l'origine del progetto
L'idea di Qui vivremo bene nasce dall'esperienza diretta di Luigi Vittoria, autore e regista, che nelle note pubblicate dal teatro PimOff racconta di essersi trasferito nel quartiere Giambellino di Milano, un quartiere che stava cambiando profondamente.
Una casa che era popolare
Nelle note, Vittoria spiega che la casa in cui abitava era stata una casa popolare fino agli anni Novanta. Vicino al suo appartamento si stava costruendo la metropolitana, e si stavano abbattendo seicento alloggi popolari. Un mattino, dal balcone, vede un bulldozer demolire le case in cui, fino al 2018, avevano vissuto in occupazione le famiglie del quartiere.
Dal testimone al teatro
È il passaggio che trasforma un abitante in un autore: la scena vista dal balcone diventa la domanda da cui parte la drammaturgia. Chi abitava in quelle case, dove è andato, perché gli alloggi erano vuoti mentre le famiglie aspettavano? Le interviste agli attivisti del Comitato sono la risposta raccolta sul campo, e lo spettacolo è il modo di restituirla a un pubblico.
Una battuta dallo spettacolo
Fra i materiali pubblicati da Argot compare un estratto del testo, in cui una voce descrive il quartiere come un luogo di invisibili dove non c'è niente: niente cultura, niente medico di base, niente servizi, nemmeno le assegnazioni delle case popolari, solo appartamenti chiusi e abbandonati. È il tono dello spettacolo: diretto, senza retorica, con le parole di chi ci ha vissuto.
Chi sono Dopolavoro Stadera e Argot Produzioni
Qui vivremo bene è una coproduzione fra Dopolavoro Stadera, la compagnia di Luigi Vittoria, e Argot Produzioni, la struttura produttiva legata al Teatro Argot di Roma, con il sostegno di PimOff, del Teatro Argot, del Teatro NEST e di Fertili Terreni.
Luigi Vittoria, autore e regista
Luigi Vittoria firma drammaturgia e regia dello spettacolo. Il suo lavoro nasce dall'osservazione di un quartiere in cui ha scelto di vivere, e dal metodo dell'intervista: un teatro che parte dalla realtà e la rielabora in scena. Il progetto è sostenuto da una rete di spazi teatrali che hanno accompagnato la sua creazione.
Elisa Grilli e Tommaso Russi
In scena ci sono due interpreti, Elisa Grilli e Tommaso Russi. Due attori per raccontare una comunità intera significa un teatro di trasformazione, in cui gli interpreti passano da una voce all'altra: gli attivisti, le famiglie, le istituzioni. Il disegno luci di Chiara Senesi e Desideria Angeloni costruisce gli spazi della storia senza bisogno di grandi scenografie.
Argot Produzioni e la rete dei teatri
Argot Produzioni lega lo spettacolo a Roma, attraverso il Teatro Argot, citato fra gli spazi che hanno sostenuto il progetto insieme a PimOff, al Teatro NEST e a Fertili Terreni. È il modo in cui oggi nascono molti spettacoli di giovani compagnie: senza un grande teatro produttore, con una rete di spazi che accompagna il progetto.
I premi e i bandi vinti da Qui vivremo bene
Qui vivremo bene ha vinto il Premio OVER Emergenze Teatrali 2025 e il bando Live e promozione nazionale ed internazionale del programma Per Chi Crea, sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla SIAE.
OVER Emergenze Teatrali
Sia il portale di Roma Capitale sia la pagina del Centrale Preneste indicano lo spettacolo come vincitore dell'edizione 2025.
Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro
La replica romana è realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura, Direzione Generale Spettacolo, ed è vincitrice dell'Avviso Pubblico Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro, anno 2026, promosso da Roma Capitale con l'Assessorato alla Cultura, in collaborazione con la SIAE. È il programma che porta spettacoli nei municipi fuori dal centro storico: la ragione per cui questa serata è gratuita.
Una curiosità su Dopolavoro Stadera e Argot Produzioni, Qui vivremo bene al Centrale Preneste Teatro — 13 novembre 2026
La curiosità più forte è nel titolo. Qui vivremo bene suona come uno slogan, una promessa da cartellone immobiliare o da manifesto di quartiere, e lo spettacolo lo mette alla prova. Chi vivrà bene, e dove? Le famiglie in occupazione del Giambellino, sgomberate nel 2018, o i nuovi abitanti delle case costruite dopo le demolizioni? Il titolo non risponde, e lascia la domanda aperta per tutta la durata dello spettacolo.
La seconda curiosità riguarda il luogo della replica. Uno spettacolo sulla gentrificazione dei quartieri popolari va in scena al Pigneto, un quartiere popolare di Roma Est diventato negli ultimi anni uno dei centri della vita serale della città, con via del Pigneto in gran parte pedonale dal 2015. Chi arriva in teatro attraversando le strade del quartiere vede con i propri occhi una trasformazione urbana che lo spettacolo racconta a partire da Milano.
La terza è tecnica. Il progetto nasce da interviste a due soli attivisti, e in scena ci sono due soli interpreti. È una simmetria che dice molto del metodo: un teatro che non allarga artificialmente la storia, ma la costruisce su poche voci ascoltate a lungo.
Il Centrale Preneste Teatro e la cooperativa Ruotalibera
Il Centrale Preneste Teatro è la sala gestita dalla cooperativa sociale Ruotalibera, attiva dal 1977 nello spettacolo dal vivo e nelle attività sociali e interculturali per bambini, ragazzi e adulti; si presenta come teatro per le nuove generazioni, nella zona Prenestina di Roma Est.
Un teatro con una missione sociale
Ruotalibera lavora con bambini, adolescenti e giovani adulti, italiani e di origine straniera, con attenzione ai ragazzi segnalati dai servizi sociali e con il coinvolgimento di genitori, insegnanti ed educatori. In un teatro con questa storia, uno spettacolo sul diritto all'abitare non è un corpo estraneo: è coerente con il lavoro quotidiano della sala.
Tiziana Lucattini e La Pietra Parla
La direzione artistica è di Tiziana Lucattini, che guida Ruotalibera dal 1991; il suo Scarpette rosse ha vinto il premio ETI Stregagatto ed è stato rappresentato in molte città europee e al Fringe di New York. Nello stesso edificio lavora la scuola di teatro La Pietra Parla, nata nel 2000 e condotta da Lucattini e da Fabio Traversa.
YOU THE YOUng CITY
La rassegna YOU THE YOUng CITY, giunta alla quarta edizione, è il cartellone autunnale dedicato alla scena giovane: teatro, danza, musica, circo sociale e formazione per una comunità giovane, intergenerazionale e inclusiva. Nella stessa edizione sono andati o vanno in scena, fra gli altri, Baléni di Francesca Pica e, in chiusura il 28 novembre, G+R di Matemù Cies.
Una cosa che non ti dice nessuno su Dopolavoro Stadera e Argot Produzioni, Qui vivremo bene al Centrale Preneste Teatro — 13 novembre 2026
Quello che non si legge nei calendari è che lo spettacolo, pur partendo da Milano, parla di una questione che non ha confini di città. Occupazioni, case popolari vuote, assegnazioni ferme, sgomberi: sono parole che il pubblico di qualsiasi grande città riconosce. La scelta di raccontare un quartiere milanese, lontano, permette al pubblico romano di guardare il problema con un minimo di distanza, e poi di tornare a casa pensando al proprio quartiere.
La seconda cosa poco detta riguarda la prenotazione. L'ingresso è gratuito, ma la prenotazione è obbligatoria, e la sala ha un numero limitato di posti. Nei venerdì della rassegna il pubblico è quello dei frequentatori abituali del teatro e dei giovani del quartiere: arrivare senza prenotazione significa rischiare di restare fuori. La prenotazione online richiede pochi minuti.
La terza riguarda il genere. Il teatro documentario non è una conferenza: chi si aspetta un dibattito sulla casa trova invece personaggi, voci, situazioni. È un teatro che informa attraverso le storie, e che lascia al pubblico il compito di trarre le conclusioni.
Il consiglio che ti do per visitare Dopolavoro Stadera e Argot Produzioni, Qui vivremo bene al Centrale Preneste Teatro — 13 novembre 2026
Il consiglio è prenotare subito online e arrivare al Pigneto con un'ora di anticipo. Il percorso ideale è in metro C fino alla fermata Pigneto, una passeggiata lungo via del Pigneto, una cena veloce nell'isola pedonale e poi il teatro, a pochi minuti a piedi. In questo modo si arriva in sala avendo attraversato un quartiere che è la migliore introduzione allo spettacolo.
Il secondo consiglio riguarda il posto. In una sala raccolta, con due soli attori e un lavoro basato sulla parola e sulle luci, le prime file offrono una vicinanza che fa la differenza: si vedono i passaggi da un personaggio all'altro, i cambi di tono, le pause. Conviene entrare appena la sala apre.
Il terzo riguarda il dopo. Spettacoli come Qui vivremo bene lasciano domande, e il Pigneto, con i suoi locali aperti fino a tardi, è il posto giusto per discuterne. A nostro giudizio la serata funziona meglio in compagnia: uscire dal teatro e parlarne davanti a un bicchiere è parte dell'esperienza.
Come arrivare al Centrale Preneste Teatro
Il Centrale Preneste Teatro, in via Alberto da Giussano 58, si raggiunge con la metro C alle fermate Pigneto o Malatesta, con i tram 5, 14 e 19 alla fermata Prenestina/Giussano e con gli autobus 81, 112, 113, 213, 312, 409 e 545.
Metro C
Le stazioni Pigneto e Malatesta della linea C sono le più comode: da entrambe il teatro è a pochi minuti a piedi. Dal centro si cambia dalla linea A alla C a San Giovanni, e il Pigneto è a poche fermate.
Tram
I tram 5, 14 e 19 percorrono la Prenestina e fermano a Prenestina/Giussano, all'imbocco della strada del teatro. Il 5 e il 14 arrivano dalla zona di Termini passando per Porta Maggiore: per chi alloggia vicino alla stazione è la soluzione senza cambi.
Autobus
Le linee indicate dal teatro sono 81, 112, 113, 213, 312, 409 e 545. Per il ritorno dopo le 22 conviene controllare prima gli orari con il calcolatore di percorso di Atac.
Auto
Fra Pigneto e Prenestina, il venerdì sera, le strade sono strette e il parcheggio è difficile. Il consiglio netto è venire con i mezzi pubblici.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che il Pigneto è il quartiere di Pier Paolo Pasolini e di Accattone. È meno citato il fatto che questa zona di Roma Est, popolare come San Lorenzo, sia stata molto attiva nell'antifascismo durante la seconda guerra mondiale e abbia subito i bombardamenti alleati del 1943 e del 1944, che causarono fra l'altro la morte di cinquanta dipendenti dell'Atac. Oggi al Pigneto c'è una sezione dell'Associazione Nazionale Partigiani del Pigneto e Torpignattara, intitolata a Giorgio Marincola.
Il legame con lo spettacolo è diretto. Il Pigneto nasce come quartiere popolare fra fine Ottocento e primo Novecento, con il deposito dei tram, l'Istituto farmaceutico Serono, la fabbrica di viscosa sulla Prenestina: case per operai e ferrovieri, costruite vicino al lavoro. È un quartiere popolare come il Giambellino, e come il Giambellino è cambiato molto negli ultimi anni, fino a diventare uno dei centri della vita serale romana. Portare qui uno spettacolo sulla gentrificazione significa parlare al pubblico del suo stesso quartiere.
C'è poi un dettaglio di metodo poco ricordato: Qui vivremo bene non parte da un romanzo o da un saggio, ma da interviste registrate sul campo. Due attivisti, due attori, una storia.
La foto giusta da fare a Dopolavoro Stadera e Argot Produzioni, Qui vivremo bene al Centrale Preneste Teatro — 13 novembre 2026
La foto giusta è quella degli applausi finali, quando Elisa Grilli e Tommaso Russi tornano in scena con le luci di sala accese: è l'unico momento in cui i personaggi lasciano il posto agli attori. Durante lo spettacolo niente foto e niente schermi accesi: in un lavoro costruito sulle luci di Chiara Senesi e Desideria Angeloni, anche la luce di un telefono disturba.
Fuori, prima di entrare, la foto che racconta la serata è quella del quartiere: i palazzi popolari della Prenestina, i binari del tram, le facciate che cambiano. A metà novembre il sole cala presto, e alle 20 la Prenestina è illuminata dai lampioni e dai fari del traffico: una fotografia notturna della città reale, quella di cui parla lo spettacolo.
Per chi ama la fotografia urbana, dopo lo spettacolo via del Pigneto con i locali accesi e la folla del venerdì è il contrappunto perfetto: la stessa strada popolare diventata luogo della vita serale.
La Prenestina e il Pigneto intorno al teatro
Il Centrale Preneste Teatro è nella zona Prenestina di Roma Est, a ridosso del Pigneto, l'area del Municipio V compresa fra via Prenestina, via Casilina e via di Acqua Bullicante.
Strade di condottieri
Via Alberto da Giussano porta il nome di un eroe leggendario delle guerre dei comuni lombardi, e la toponomastica intorno segue temi militari: via Fanfulla da Lodi, via Conte di Carmagnola, via Romanello da Forlì ricordano capitani di ventura del Tre e Quattrocento.
Porta Maggiore
All'inizio della Prenestina, a poche fermate di tram, c'è Porta Maggiore, con il sepolcro del fornaio Eurisace, e poco lontano la Basilica sotterranea di Porta Maggiore.
Il Pigneto di oggi
Il Pigneto è diventato uno dei centri della vita serale romana, con via del Pigneto in gran parte pedonale dal 2015. Il quartiere è compreso nell'Ecomuseo Casilino ad Duas Lauros, e ospita appuntamenti come il Pigneto Comedy Fest.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia della zona comincia con la via Prenestina, strada antica che usciva da Roma verso est, fiancheggiata da sepolcri e mausolei. All'inizio della strada si trovano Porta Maggiore, del 52 dopo Cristo, e il sepolcro del fornaio Eurisace, del 30 avanti Cristo; al secondo miglio il Torrione prenestino, mausoleo del I secolo avanti Cristo; al terzo miglio il sepolcro di largo Preneste, del II secolo.
Per secoli l'area è campagna, orti, vigne e ville; il toponimo Pigneto è attestato già nel Seicento. Dopo il 1870 nascono i primi insediamenti. Fra il 1886 e il 1891 si costruisce in piazza Caballini il deposito della Società Romana Tramways Omnibus, che nel 1904 diventa tranviario. Nel 1909 viene inaugurato l'Istituto farmaceutico Serono; nel 1923 nasce la fabbrica di viscosa sulla Prenestina, attiva fino al 1954. Fra il 1929 e il 1930 Giovanni Michelucci progetta Villa Valiani.
Nel 1943 e 1944 i bombardamenti alleati colpiscono il quartiere. Nel dopoguerra il Pigneto diventa un set del cinema italiano. Nel 1977 nasce la cooperativa Ruotalibera, diretta dal 1991 da Tiziana Lucattini; nel 2000 nasce la scuola La Pietra Parla. Nel 2015 via del Pigneto diventa in gran parte pedonale. Il 13 novembre 2026, dentro la quarta edizione di YOU THE YOUng CITY, arriva qui uno spettacolo che racconta come cambiano i quartieri popolari: la storia del Pigneto, vista da Milano.
Chi è passato da Dopolavoro Stadera e Argot Produzioni, Qui vivremo bene al Centrale Preneste Teatro — 13 novembre 2026
Dalle strade intorno al Centrale Preneste è passata una parte importante del cinema italiano. Pier Paolo Pasolini ambientò al Pigneto Accattone, con Franco Citti. Anna Magnani vi girò scene di Roma città aperta di Roberto Rossellini, con Aldo Fabrizi. Alberto Sordi ci è tornato più volte e Paolo Villaggio vi girò scene di Fantozzi. Prima di diventare una zona di teatri e di locali, il quartiere è stato un set.
Dal Centrale Preneste passano da decenni gli spettacoli di Ruotalibera diretti da Tiziana Lucattini, e dal 1995 Fabio Traversa, attore esordito al cinema con Nanni Moretti e poi al lavoro con Carlo Verdone. Passano generazioni di allievi della scuola La Pietra Parla e, con YOU THE YOUng CITY, compagnie emergenti da Roma e dal resto d'Italia, come Francesca Pica con Baléni e i ragazzi di Matemù.
Il 13 novembre passano da qui Luigi Vittoria, Elisa Grilli, Tommaso Russi, Chiara Senesi e Desideria Angeloni, e con loro, attraverso le interviste, le voci degli attivisti del Comitato Abitanti Giambellino. Una comunità milanese che, per una sera, racconta la propria storia a un quartiere romano.
Come organizzare la serata a Qui vivremo bene
La serata di Qui vivremo bene si organizza in quattro tempi: prenotazione online nei giorni prima, arrivo al Pigneto verso le 19.30, cena nell'isola pedonale, ingresso a teatro prima delle 21.
La prenotazione
La pagina dello spettacolo sul sito del Centrale Preneste gestisce la prenotazione come un biglietto a costo zero: si sceglie la quantità, si aggiunge al carrello e si conferma con i propri dati. Chi preferisce può scrivere alla cooperativa Ruotalibera. Per un venerdì sera conviene prenotare entro il mercoledì.
L'arrivo
Chi arriva in metro C scende a Pigneto e attraversa il quartiere a piedi fino a via Alberto da Giussano; chi arriva in tram scende a Prenestina/Giussano, praticamente davanti alla strada del teatro. Arrivare in sala una ventina di minuti prima dell'inizio permette di confermare la prenotazione e di scegliere il posto.
Dopo lo spettacolo
Il ritorno dal Pigneto è semplice fino a tarda sera: la metro C e i tram della Prenestina collegano la zona al centro. Per gli orari dopo le 23 conviene controllare prima il calcolatore di percorso di Atac, soprattutto per i tram.
Per chi è Qui vivremo bene
Qui vivremo bene è uno spettacolo per chi ama il teatro contemporaneo di parola e per chi si interessa alle trasformazioni delle città: studenti, attivisti, urbanisti, abitanti dei quartieri popolari, spettatori curiosi.
Per gli appassionati di teatro
Per chi segue la nuova drammaturgia è l'occasione di vedere un lavoro premiato nel 2025, con due interpreti e un regista autore, in una sala raccolta e a ingresso gratuito.
Per chi viene da fuori Roma
Per chi visita Roma, una serata al Centrale Preneste è un modo di vedere la città fuori dal centro storico, in un quartiere dove vivono e lavorano i romani. Uno spettacolo sul diritto all'abitare, visto in un teatro di quartiere, racconta la città contemporanea più di molte visite ai monumenti.
Accessibilità, età e consigli pratici
Per esigenze di accesso particolari conviene segnalarlo al Centrale Preneste Teatro al momento della prenotazione, al numero 06 27801063 o alla mail di Ruotalibera, così da organizzare l'ingresso e il posto in sala.
Età
Qui vivremo bene è teatro contemporaneo per adulti e ragazzi grandi. Per gli adolescenti interessati ai temi sociali è una buona introduzione al teatro documentario; per i bambini l'orario delle 21 e il tema sono poco adatti.
Cosa portare
La conferma della prenotazione, un documento e poco altro. Telefono spento in sala: in uno spettacolo di parola e di luci, anche una vibrazione si sente.
Dove mangiare prima dello spettacolo
Il Pigneto, a pochi minuti a piedi dal teatro, è una delle zone di Roma con la maggiore densità di locali: trattorie, pizzerie, osterie, bistrot e cucine di molti paesi lungo via del Pigneto e le traverse. Con l'inizio alle 21, l'ideale è sedersi a tavola verso le 19.30 nell'isola pedonale. Il venerdì sera il quartiere è pieno: chi arriva in compagnia prenoti. Dopo lo spettacolo il Pigneto resta vivo fino a tardi, e trovare un tavolo per un bicchiere è facile.
Roma a metà novembre
A metà novembre Roma è nel pieno della stagione teatrale: le rassegne autunnali sono al culmine e i teatri di quartiere offrono spettacoli quasi ogni sera. Le giornate sono corte e le sere fresche. Per chi arriva a piedi dalla metro o dal tram, una giacca pesante e un ombrello pieghevole sono la scelta prudente in caso di pioggia.
Domande frequenti su Qui vivremo bene
Quando va in scena Qui vivremo bene a Roma?
Qui vivremo bene va in scena venerdì 13 novembre 2026 alle 21 al Centrale Preneste Teatro di Roma, in via Alberto da Giussano 58. È una data unica, dentro la quarta edizione della rassegna YOU THE YOUng CITY, che prosegue fino al 28 novembre.
Quanto costa il biglietto di Qui vivremo bene?
Qui vivremo bene al Centrale Preneste Teatro è a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria, online sul sito del teatro o via mail alla cooperativa Ruotalibera. Il giorno dello spettacolo si entra senza prenotazione solo se restano posti, quindi conviene prenotare in anticipo.
Di che cosa parla Qui vivremo bene?
Qui vivremo bene racconta l'emergenza abitativa nelle grandi città partendo dagli sgomberi e dagli arresti del 2018 nel quartiere milanese del Giambellino. Nasce da interviste ad attivisti del Comitato Abitanti Giambellino e da un'indagine sulla gestione delle case popolari.
Chi sono gli interpreti di Qui vivremo bene?
In Qui vivremo bene recitano Elisa Grilli e Tommaso Russi, con drammaturgia e regia di Luigi Vittoria e disegno luci di Chiara Senesi e Desideria Angeloni. Lo spettacolo è una coproduzione di Dopolavoro Stadera e Argot Produzioni.
Qui vivremo bene ha vinto premi?
Qui vivremo bene ha vinto il Premio OVER Emergenze Teatrali 2025 e il bando Live e promozione nazionale ed internazionale del programma Per Chi Crea, con il sostegno del Ministero della Cultura e della SIAE. La replica romana rientra nell'Avviso Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro 2026.
Come si arriva al Centrale Preneste Teatro con i mezzi?
Il Centrale Preneste Teatro si raggiunge con la metro C, fermate Pigneto o Malatesta, con i tram 5, 14 e 19, fermata Prenestina/Giussano, e con gli autobus 81, 112, 113, 213, 312, 409 e 545, secondo le indicazioni pubblicate dal teatro.
Il consiglio finale su Qui vivremo bene
Qui vivremo bene è uno spettacolo piccolo nei mezzi e grande nella domanda che pone: a chi appartengono i quartieri popolari quando cambiano? Il consiglio è prenotare subito, visto che l'ingresso è gratuito e i posti sono limitati, arrivare al Pigneto con un'ora di anticipo per attraversare il quartiere, sedersi nelle prime file e restare dopo lo spettacolo per parlarne. A nostro giudizio è una delle serate più necessarie della rassegna: teatro che parte dalla cronaca e arriva a riguardare chiunque abiti in una città.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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