AccediIl mio viaggio

Anticoli Corrado (RM)

In breve. Anticoli Corrado (RM) è un comune di circa 850 abitanti arroccato a 508 metri sul livello del mare, su un costone dei Monti Ruffi che domina la valle dell'Aniene, una quarantina di chilometri a est di Roma.

Anticoli Corrado (RM) è un comune di circa 850 abitanti arroccato a 508 metri sul livello del mare, su un costone dei Monti Ruffi che domina la valle dell'Aniene, una quarantina di chilometri a est di Roma. Il municipio è in via Giorgio Bertoletti 1; il Civico Museo d'Arte Moderna e Contemporanea, che è la ragione principale per cui si sale fin quassù, occupa il Palazzo Baronale in piazza Santa Vittoria 2, telefono 0774 936657, posta museoanticoli@gmail.com. Il museo apre da martedì a giovedì dalle 10.00 alle 16.00, il venerdì dalle 10.00 alle 17.00, il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 18.00, e resta chiuso il lunedì; il biglietto intero costa 5 euro, il ridotto 3 euro, l'ingresso è gratuito per le categorie protette e per i residenti. Una telefonata o una mail prima di partire è raccomandata dallo stesso museo, perché in un presidio piccolo il maltempo o l'assenza di un custode possono cambiare la giornata. In auto si esce dall'A24 Roma-L'Aquila al casello di Vicovaro-Mandela, si gira a sinistra, si prosegue per circa sei chilometri, si svolta a destra al bivio per Anticoli Corrado e si sale per altri tre chilometri. In treno si scende alla stazione Valle dell'Aniene-Mandela-Sambuci, sulla linea Roma-Pescara, che è nel territorio di Vicovaro e serve da sempre il fondovalle sotto il paese.

Chi arriva qui per la prima volta di solito pensa di visitare un borgo. Visita invece un pezzo di storia dell'arte europea: fra Ottocento e Novecento Anticoli Corrado è stato il laboratorio en plein air di pittori danesi, polacchi, inglesi, austriaci, francesi e italiani, e le sue donne sono finite dentro quadri che oggi sono appesi a Washington. Il resto della valle lo conoscete già: Tivoli, Subiaco, la valle dell'Aniene. Anticoli è la tessera che quasi tutti saltano, e che invece tiene insieme il mosaico.

Anticoli Corrado
Anticoli Corrado

Dove si trova Anticoli Corrado (RM) e come ci si arriva davvero

Geograficamente Anticoli Corrado occupa una posizione di cerniera. I Monti Ruffi, catena calcarea del subappennino laziale orientata da nord-ovest a sud-est, hanno qui uno dei loro versanti più ripidi; a est la valle dell'Aniene li separa dai Monti Simbruini, a nord cominciano i Monti Lucretili, a ovest, oltre il fosso Fiumicino, si alzano i Monti Prenestini. La cima più alta del gruppo è il Monte Costasole con i suoi 1.253 metri, seguita dal Monte Macchia a 1.135 e dalla Forca Travella a 1.085. Undici comuni ricadono nel territorio dei Ruffi, e fra questi, oltre ad Anticoli, ci sono Saracinesco, Marano Equo e Bellegra.

Questa posizione spiega tutto il resto: il clima, la luce, la ragione per cui i pittori nordici salivano fin qui. Il paese guarda a valle da un balcone naturale, con il fiume che scorre sotto e le montagne che chiudono l'orizzonte a est. Chi conosce i Monti Lucretili e i Monti Simbruini riconoscerà subito il paesaggio di mezzo fra i due.

In auto ad Anticoli Corrado (RM): il casello di Vicovaro-Mandela

Il percorso più semplice da Roma è l'autostrada A24 Roma-L'Aquila-Teramo fino al casello di Vicovaro-Mandela. Da lì le indicazioni del museo sono precise: a sinistra dopo la barriera, circa sei chilometri di fondovalle, poi a destra al bivio per Anticoli Corrado e tre chilometri di salita a tornanti. In condizioni di traffico normali dal Grande Raccordo Anulare ci vuole poco meno di un'ora. L'alternativa gratuita è la via Tiburtina Valeria, la SS5, che segue il fondovalle: più lenta, più bella, e con la possibilità di fermarsi lungo la strada.

Un avvertimento che vale la pena di dare: gli ultimi tre chilometri sono stretti e in salita, e il centro storico non è fatto per l'automobile. Si lascia la macchina negli spazi a ridosso del paese e si prosegue a piedi seguendo la segnaletica, come indica lo stesso museo. Chi arriva con un camper o con un pulmino grande faccia i conti con le curve prima di partire.

In treno: la linea Roma-Pescara e la stazione del fondovalle

La stazione di riferimento è Valle dell'Aniene-Mandela-Sambuci, sulla ferrovia Roma-Pescara. Fu inaugurata nel 1888 con l'apertura dell'intera linea e si chiamava Mandela-Sambuci fino al 10 giugno 2012, quando assunse l'attuale denominazione. Fino al 1933 era il capolinea della ferrovia Mandela-Subiaco, e fra l'ottobre 1938 e il 1950 servì da terminale di una linea elettrificata in corrente alternata a 10.000 volt e 45 hertz, una delle sperimentazioni più curiose della trazione elettrica italiana. Oggi vi fermano i regionali che da Roma Termini vanno verso Avezzano, Sulmona e Pescara.

Il punto delicato è l'ultimo tratto: la stazione è nel territorio di Vicovaro, sul fondovalle, e il paese è in cima al costone. Senza un mezzo che risalga i tre chilometri di tornanti, il treno da solo non basta. Chi ci prova a piedi metta in conto un dislivello serio e nessun marciapiede. Meglio organizzare il collegamento locale prima di salire in carrozza, oppure venire in auto.

Con l'autobus e con una guida

Domande frequenti su Anticoli Corrado (RM)

Dove si trova esattamente Anticoli Corrado e come ci si arriva?

Anticoli Corrado (RM) si trova a est di Roma, su un costone dei Monti Ruffi che domina la valle dell'Aniene, a 508 metri di altitudine. Il riferimento autostradale è il casello di Vicovaro-Mandela sull'A24. Il paese occupa una posizione di cerniera fra i Monti Simbruini a est, i Monti Lucretili a nord e i Monti Prenestini a ovest, oltre il fosso Fiumicino.

Perché Anticoli Corrado è chiamato il paese degli artisti?

Anticoli Corrado viene chiamato il paese degli artisti e delle modelle già dalla seconda metà dell'Ottocento, quando pittori stranieri arrivati a Roma cercarono nella valle dell'Aniene i paesaggi della campagna romana. Secondo un censimento del 1935 il paese contava cinquantacinque studi di artisti attivi, ricavati nelle stalle affittate dagli anticolani ai pittori. Il Civico Museo d'Arte Moderna e Contemporanea, con circa settecento pezzi, ne è oggi la testimonianza principale.

Quanti abitanti ha Anticoli Corrado?

Anticoli Corrado (RM) conta circa 856 abitanti secondo il dato del 2024. Il comune registra da anni un calo demografico marcato, un problema comune a molti borghi dell'alta valle dell'Aniene, nonostante la fama artistica e letteraria che il paese porta con sé da quasi due secoli.

Anticoli Corrado è accessibile con la sedia a rotelle?

Anticoli Corrado, essendo un borgo medievale su un costone con vicoli in pendenza, scalinate e pavimentazione storica, non è un ambiente comodo per chi si muove in sedia a rotelle o ha difficoltà motorie importanti: il tratto fra il parcheggio e la piazza principale è in salita. Per il museo civico la struttura dispone di un modulo di segnalazione sull'accessibilità pubblicato sul proprio sito, da consultare prima della visita.

Quanto tempo serve per visitare Anticoli Corrado?

Per visitare Anticoli Corrado con calma serve circa mezza giornata, seguendo l'itinerario classico: venti minuti di salita a piedi dal parcheggio fino al paese, quaranta minuti nei vicoli del centro storico alla ricerca delle porte basse delle stalle diventate studi, mezz'ora per la chiesa di San Pietro con i suoi affreschi, e infine la visita al museo civico nel Palazzo Baronale.

Anticoli Corrado è adatto a una visita con i bambini?

Anticoli Corrado funziona con i bambini a due condizioni: la prima è il passeggino, perché il centro storico è in pendenza, lastricato e pieno di gradini, quindi conviene uno zaino porta bambini; la seconda è il tempo, perché un museo d'arte moderna con settecento pezzi non tiene l'attenzione di un bambino di sei anni per un'ora intera, e conviene trasformare la visita in un gioco.

Cosa si mangia ad Anticoli Corrado?

La cucina di Anticoli Corrado è quella dell'alta valle dell'Aniene: povera di ingredienti, precisa nelle tecniche, costruita su grano, granturco, olio e maiale. Il piatto identitario sono i cazzaregli, una pasta fatta in casa con farina di grano e di granturco, condita di solito con sugo di pomodoro, aglio, olio d'oliva e peperoncino.

Quando è il periodo migliore per andare ad Anticoli Corrado?

Il periodo migliore per visitare Anticoli Corrado è la primavera o l'autunno, non tanto per la temperatura quanto per la luce: aprile, maggio, settembre e ottobre offrono quella luce radente che per un secolo ha attirato in valle i pittori. L'inverno ha un fascino austero ma il clima locale risulta freddo e umido, sempre a 508 metri di quota.

I collegamenti su gomma della valle dell'Aniene esistono, ma sono tarati sugli orari scolastici e di lavoro dei residenti, non sulle esigenze di chi arriva per una visita di mezza giornata: gli orari vanno verificati sul sito del vettore regionale prima di muoversi, e il rientro serale della domenica è quasi sempre il problema. Per un gruppo, la soluzione più razionale resta il pullman privato con un accompagnatore che conosca la valle: una giornata ben costruita mette insieme Anticoli, la chiesa di San Pietro, il museo e una sosta gastronomica senza tempi morti. Chi organizza viaggi di gruppo trova su TourLeaderPro il servizio di accompagnamento turistico dedicato proprio a questo tipo di itinerari.

Il Civico Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Anticoli Corrado (RM)

Il museo è il motivo per cui un paese di 850 abitanti compare nelle bibliografie di storia dell'arte del Novecento. La collezione conta circa settecento pezzi fra disegni, dipinti, sculture e incisioni, e non nasce da un acquisto né da un lascito nobiliare: nasce da un debito di riconoscenza. Fra gli anni Venti e Trenta gli artisti che avevano affittato le stalle del paese e vi avevano lavorato per anni cominciarono a donare opere alla comunità che li aveva ospitati. Quel deposito spontaneo divenne il nucleo della raccolta civica.

L'inaugurazione ufficiale avvenne nel 1935, per mano del ministro Giuseppe Bottai, con un comitato promotore composto da figure di primo piano della cultura artistica dell'epoca. Dopo vicende alterne il museo fu riaperto il 30 marzo 1985, e a quella cerimonia erano presenti fra gli altri lo scrittore Alberto Moravia, lo scultore Emilio Greco ed Enrico Gaudenzi.

Palazzo Baronale di Anticoli Corrado - Museo Civico d'Arte Moderna
Palazzo Baronale di Anticoli Corrado - Museo Civico d'Arte Moderna

Il Palazzo Baronale, contenitore del museo di Anticoli Corrado (RM)

Il museo occupa un palazzo a due piani sorto dentro il recinto dell'antico castello, edificato nel XVII secolo quando la fortificazione medievale fu convertita in residenza baronale. L'edificio fu donato al Comune dal principe Marcantonio Brancaccio, la stessa famiglia romana che ha lasciato il proprio nome al Teatro Brancaccio di via Merulana. Il passaggio da castello a palazzo e da palazzo a museo civico è, in miniatura, la storia sociale italiana degli ultimi otto secoli.

Il percorso si sviluppa su due livelli, con le collezioni principali al secondo piano. La struttura non ha le proporzioni di una pinacoteca cittadina, e in questo è il suo vantaggio: si vedono le opere a distanza ravvicinata, in stanze di dimensioni domestiche, che è esattamente il contesto in cui molte di quelle opere furono dipinte.

Le sale dell'Ottocento straniero

La sezione più antica raccoglie i dipinti degli stranieri che frequentarono il paese fra gli anni Ottanta dell'Ottocento e i primi anni Dieci del Novecento. Ci sono i lavori del danese Niels Frederik Schiøttz-Jensen e del polacco Edward Okuń, due nomi che nel circuito romano dell'epoca contavano molto più di quanto i manuali italiani lascino intendere. La grafica di quegli anni è rappresentata dall'inglese William Rothenstein, di cui il museo conserva opere fra cui un ritratto di Auguste Rodin datato 1897: un documento non da poco, perché Rothenstein frequentò davvero lo studio dello scultore francese.

È in questa sala che si capisce la vera natura di Anticoli Corrado: non un paese di artisti locali, ma un nodo della rete internazionale che aveva Roma come base e la campagna come studio.

Gli anni Venti: Martini, Ferrazzi, Drei

La sezione dedicata agli anni Venti documenta la stagione in cui gli artisti cercavano una sintesi fra modernità e tradizione, quella che la critica ha poi chiamato ritorno all'ordine. Il museo conserva opere di Ferruccio Ferrazzi, una ceramica policroma di Arturo Martini datata 1927 e lavori di Ercole Drei, che di quel classicismo déco fu uno degli interpreti più puliti.

La ceramica di Martini merita una sosta lunga. Martini, nato a Treviso l'11 agosto 1889 e morto a Milano il 22 marzo 1947, è lo scultore italiano più importante della prima metà del Novecento, e il 1927 è proprio l'anno in cui lavora ad Anticoli Corrado anche alla fontana di piazza delle Ville. Vedere la ceramica al museo e poi scendere alla fontana significa vedere due facce dello stesso momento creativo, a duecento metri di distanza.

Il secondo piano: gli anni Trenta e il dopoguerra

Il cuore della collezione occupa il secondo piano e affronta i grandi temi dell'arte italiana sotto il fascismo: la famiglia, la vita rurale, la natura morta, il paesaggio. Qui si trovano le sculture di Domenico Ponzi e le pitture di Felice Carena ed Emanuele Cavalli, due nomi che alla vicenda anticolana sono legati in modo diretto: Carena fu maestro di Fausto Pirandello, Cavalli fu suo compagno di scuola e poi sodale nella Scuola Romana.

Il tema della vita rurale, in questa sala, non è un genere astratto. Le contadine dipinte in quei quadri sono, molto spesso, donne di Anticoli Corrado che gli artisti conoscevano per nome e che avevano posato per loro nello studio ricavato da una stalla, cento metri più in basso.

Le mostre temporanee del museo di Anticoli Corrado (RM)

Il museo affianca alla collezione permanente un programma di mostre a rotazione, che pesca nei depositi e mette in circolo opere che altrimenti resterebbero invisibili. Il caso più celebre resta "Le muse di Anticoli Corrado. Ritratti e storie di modelle anticolane da De Carolis a Pirandello", curata da Manuel Carrera, che ha ricostruito la vicenda delle modelle del paese attraverso i ritratti dei loro pittori e, in alcuni casi, dei loro mariti. Per sapere che cosa è esposto nel periodo della visita conviene consultare il sito ufficiale del museo o telefonare.

Una curiosità su Anticoli Corrado (RM)

La curiosità che regge tutto il resto è un numero: cinquantacinque. Tanti erano, secondo un censimento del 1935, gli studi di artisti attivi dentro un paese che allora, come oggi, non superava il migliaio scarso di abitanti. Non erano atelier costruiti per lo scopo: erano stalle. Gli anticolani affittavano ai pittori i locali al piano terra delle case, quelli che servivano per le bestie e per gli attrezzi, e i pittori li imbiancavano, ci aprivano una finestra più grande e ci mettevano il cavalletto. Una densità di questo genere non ha paragoni in Italia: cinquantacinque studi su ottocento anime significa uno ogni quindici persone, bambini compresi.

Il dettaglio che nessuno racconta è la conseguenza economica. Per due generazioni, ad Anticoli Corrado, l'arte non fu un ornamento ma un settore produttivo: si affittavano i muri, si vendeva il vino ai pittori, si posava a ore, si trasportavano tele e telai, si cucinava per gli ospiti. In un paese di montagna dell'entroterra laziale, dove l'alternativa era l'oliveto e la pastorizia, questo significava una seconda entrata stabile. Non è retorica dei borghi: è il motivo per cui il paese ha resistito allo spopolamento molto più a lungo dei suoi vicini.

C'è poi la curiosità dentro la curiosità: il nome. Anticoli non si chiama Corrado per un santo né per un toponimo naturale, ma per un uomo in carne e ossa, Corrado di Antiochia, nipote dell'imperatore Federico II di Svevia, che ottenne la signoria del luogo nel 1256 ed è citato come conte di Anticoli in una carta del 1301. Il paese scelse di aggiungere il suo nome al proprio per ricordare il signore più illustre della propria storia. È una delle pochissime volte in cui un comune italiano si è intitolato a un ghibellino, e nessuno ci ha mai ripensato.

Anticoli Corrado (RM), il paese degli artisti e delle modelle

L'espressione "paese degli artisti e delle modelle" non è uno slogan turistico nato a tavolino: è il modo in cui Anticoli Corrado veniva chiamata già nella seconda metà dell'Ottocento negli ambienti artistici romani. La vicenda comincia nella prima metà del secolo, quando i pittori stranieri arrivati a Roma dal nord dell'Europa si misero a cercare, fuori città, i paesaggi e le atmosfere della campagna romana che i loro committenti volevano. Era l'epoca del Romanticismo e del Grand Tour, e l'Italia che quei viaggiatori cercavano non era quella delle capitali ma quella dei comuni, dei borghi appollaiati e dei paesaggi non ancora toccati dall'industria.

Anticoli Corrado aveva tutto: la quota giusta per la luce, un profilo architettonico compatto, una popolazione che accoglieva invece di diffidare e, soprattutto, prezzi bassissimi. Da lì in poi il fenomeno si autoalimenta: ogni pittore che tornava a Roma raccontava del paese, e l'anno dopo ne salivano altri tre.

Agostina di Anticoli Corrado, ritratta da Corot nel 1866, oggi esposta alla National Gallery di Washington
Agostina di Anticoli Corrado, ritratta da Jean-Baptiste Camille Corot nel 1866, oggi esposta alla National Gallery di Washington

Le stalle trasformate in studi

Il meccanismo pratico va spiegato bene, perché è la chiave di tutto. Il pittore che scendeva dal treno alla stazione del fondovalle e saliva al paese non cercava un albergo: cercava un locale a piano terra, con una porta abbastanza larga da far passare una tela di due metri e un muro esposto a nord. Le stalle degli anticolani rispondevano a entrambi i requisiti e costavano pochissimo. Molti pittori ci si trasferirono anche ad abitare, ricavando un soppalco per il letto.

Questo spiega perché, girando oggi per il centro storico, si incontrino tante porte basse ad arco con finestroni aperti in modo irregolare: non sono interventi moderni maldestri, sono le aperture praticate un secolo fa per fare entrare la luce negli studi. Sono l'archeologia industriale di un'industria che produceva quadri.

Le modelle di Anticoli Corrado (RM): le muse con un nome e un cognome

Le donne del paese, apprezzate per la loro bellezza e per la capacità di reggere la posa, divennero modelle professioniste a tutti gli effetti, richieste anche fuori da Anticoli, in particolare per i quadri e gli affreschi di soggetto religioso che ancora oggi ornano le chiese della valle dell'Aniene e dei dintorni. È un passaggio sociale enorme, e vale la pena dirlo senza giri di parole: in un paese contadino dell'Italia umbertina, posare per un pittore straniero era un mestiere retribuito che una donna poteva esercitare senza passare per il padre o per il marito.

Molte di quelle donne sposarono poi i maestri per cui posavano, e i loro nomi sono documentati. Lina Ciucci divenne moglie di Adolfo De Carolis, e un suo ritratto a matita è entrato nella collezione del museo. Pompilia d'Aprile sposò Fausto Pirandello nel 1927. Candida Toppi fu ritratta come Madonna nel dipinto a olio "Il quadro interrotto" di Pietro Gaudenzi, che nel 1909 la sposò. Angelina Toppi, moglie dello scultore Domenico Ponzi, compare in un ritratto déco di Oskar Brazda. Angela Colasanti, moglie di Attilio Torresini, è ricordata dalla sua "Testa coricata" in marmo. Anche la sorella di Lina, Pierina Ciucci, entrò per matrimonio nel mondo dell'arte.

A nostro giudizio la parte più sottovalutata del museo è proprio questa. Ci si ferma davanti ai nomi maschili famosi e si passa oltre i volti. I volti sono la vera collezione: sono la stessa popolazione, ritratta per cinquant'anni da occhi diversi, con una continuità documentaria che in Italia ha pochissimi paragoni.

Gli artisti che hanno lavorato ad Anticoli Corrado (RM)

L'elenco è lungo e va letto per generazioni. Fra gli stranieri dell'Ottocento e del primo Novecento: Jean-Baptiste Camille Corot, nato a Parigi il 16 luglio 1796 e morto nella stessa città il 22 febbraio 1875, che nella campagna romana costruì la propria chiarezza di masse e di toni durante i soggiorni italiani fra il 1825 e il 1828 e poi nel 1834; il danese Schiøttz-Jensen; il polacco Okuń; l'inglese Rothenstein; l'austriaco Oskar Kokoschka, pittore e drammaturgo, quello della "Sposa del vento".

Fra gli italiani: Giovanni Costa, detto Nino Costa, precursore dei macchiaioli e ponte fra i preraffaelliti inglesi e gli impressionisti francesi; Giulio Aristide Sartorio; Adolfo De Carolis; Pietro Gaudenzi; Arturo Martini; Attilio Selva; Felice Carena; Emanuele Cavalli; Ferruccio Ferrazzi; Ercole Drei; Domenico Ponzi; Fausto Pirandello; Orazio Amato, pittore e deputato del Regno d'Italia; lo storico dell'arte e architetto Antonio Muñoz; lo scultore e ceramista Carlo Toppi; Riccardo Assanti. La tradizione locale, raccolta anche dal museo, annovera fra i frequentatori del paese Pablo Picasso e Marcel Duchamp, l'inventore del ready-made: un dato che va preso per quello che è, una memoria consolidata del luogo più che una presenza documentata giorno per giorno.

Fausto Pirandello e Anticoli Corrado (RM)

Fausto Calogero Pirandello, nato a Roma nel 1899 e morto il 30 novembre 1975, figlio terzogenito di Luigi Pirandello e di Maria Antonietta Portolano, è l'artista che più di ogni altro ha legato la propria biografia a questo paese. Aveva cominciato con la scultura, poi le ragioni di salute lo spinsero alla pittura; il primo maestro fu Sigismondo Lipinsky nel 1919, poi la Scuola d'Arte degli Orti Sallustiani fra il 1922 e il 1923, dove ebbe come insegnante Felice Carena e come compagni Giuseppe Capogrossi ed Emanuele Cavalli.

Dal 1924 Fausto Pirandello mise studio ad Anticoli Corrado. Qui conobbe Pompilia d'Aprile e la sposò nel 1927, tenendo il matrimonio nascosto al padre fino al 1930: un dettaglio biografico che dice molto sul peso di quel cognome. Seguirono gli anni parigini di Montparnasse fra il 1927 e il 1930, il confronto con Cézanne, Picasso e Braque, il rientro a Roma nel 1930 e l'adesione all'ala tonalista della Scuola Romana. Il primo premio alla Quadriennale romana del 1951, il premio Gualino alla Biennale di Venezia del 1952, il premio Marzotto del 1953 e la medaglia d'oro consegnata nel 1956 dal presidente Giovanni Gronchi arrivarono dopo, ma la materia densa e terrosa che gli valse quei riconoscimenti si era formata qui, davanti a questi muri e a questi volti.

Il padre, Luigi Pirandello, frequentò il paese con lui. Chi vuole seguire il filo pirandelliano a Roma trova il complemento naturale nella Casa Museo Pirandello di via Antonio Bosio, dove lo scrittore visse e morì.

Una cosa che non ti dice nessuno su Anticoli Corrado (RM)

La cosa che non vi dirà nessuna guida generalista è che ad Anticoli Corrado la poesia spagnola del Novecento ha una sua data di nascita. Rafael Alberti, nato a El Puerto de Santa María il 16 dicembre 1902 e morto a Cadice il 28 ottobre 1999, uno dei maggiori poeti della generazione del '27, dopo la sconfitta repubblicana nella guerra civile passò dalla Francia all'Argentina e infine all'Italia. Visse circa tredici anni fra Roma e la sua provincia, alternando Trastevere e Anticoli Corrado, e al museo del paese risulta come donatore, con soggiorni intermittenti fra il 1963 e il 1975.

Da quel periodo nascono raccolte come "Roma, pericolo per i viandanti" del 1964 e, soprattutto, le "Canciones del Alto Valle dell'Aniene" del 1972: un libro di canzoni scritte in spagnolo che porta nel titolo, in italiano, il nome di questa valle. Non capita spesso che un paese di ottocento anime finisca nel titolo di un'opera di un futuro premio Cervantes. Alberti fece parte nel 1967 della giuria del premio Lerici-Pea, ricevette a Roma il premio Simpatia nel 1972 e tornò in Spagna nel 1977, dopo la morte di Franco.

Il secondo dato poco noto riguarda un altro scrittore: Ignazio Silone, nato a Pescina il 1 maggio 1900 e morto a Ginevra il 22 agosto 1978, l'autore di "Fontamara" e di "Vino e pane", dimorò in paese, e una targa in pietra lo ricorda. Chi cerca quella targa camminando per il centro storico farà un percorso diverso da quello dei cartelli turistici, e molto più interessante. Anticoli Corrado, insomma, non è solo un paese di pittori: è un paese di scrittori in esilio, che è una cosa diversa e più malinconica.

Terzo elemento, quello davvero pratico: il museo civico ha attraversato una lunga fase di lavori. Chi programma la visita faccia sempre una telefonata o scriva una mail prima di mettersi in macchina, perché in una struttura di queste dimensioni gli orari pubblicati possono essere sospesi per ragioni di personale o di meteo. Lo raccomanda il museo stesso, ed è un consiglio che vale oro in una giornata di pioggia a febbraio.

La chiesa di San Pietro ad Anticoli Corrado (RM)

Se dovessi scegliere una sola cosa da vedere ad Anticoli Corrado escludendo il museo, sceglierei la chiesa di San Pietro. È l'edificio più antico del paese, datato all'XI secolo, e conserva tre elementi che da soli giustificano la salita: gli affreschi del XIII secolo, quelli del XVI e il pavimento cosmatesco.

Il pavimento cosmatesco è il dato che di solito sorprende di più i gruppi. Le maestranze romane che per due secoli, fra il XII e il XIII, intarsiarono i pavimenti delle basiliche di Roma con dischi di porfido e serpentino e con nastri di tessere lavoravano su commissione anche fuori città, e la loro presenza in un paese dell'alta valle dell'Aniene dice che nell'XI e XII secolo questo non era un luogo marginale. Un pavimento cosmatesco è un investimento costoso: chi lo pagava aveva mezzi e ambizioni.

Gli affreschi di San Pietro: cosa guardare e in quale ordine

Gli affreschi coprono un arco cronologico ampio, dal Duecento al Cinquecento, e vanno letti come stratificazioni successive e non come un ciclo unitario. Davanti a una parete di questo tipo il metodo è semplice: prima si individuano i livelli, cioè dove uno strato di intonaco dipinto ne copre un altro; poi si guardano i volti, perché il modo di costruire l'occhio e l'incarnato cambia in modo netto fra il gotico e il pieno Cinquecento; infine si guardano i fondali, che nel Duecento e Trecento sono campiture piatte e nel Cinquecento diventano paesaggio.

Un'avvertenza onesta: le attribuzioni puntuali delle singole scene non sono materia da cartello turistico, e chi vi promette il nome di un maestro per ogni riquadro sta andando oltre quello che la documentazione consente. Le datazioni generali dei cicli, invece, sono consolidate. Andate a vedere senza aspettarvi didascalie da grande museo, e portate una torcia elettrica: la luce naturale in una chiesa romanica di montagna non basta quasi mai.

Gli orari di apertura della chiesa di San Pietro

Gli edifici di culto di un comune così piccolo non hanno orari da museo: dipendono dal calendario liturgico e dalla disponibilità di chi custodisce le chiavi. La via più affidabile è chiedere in paese o rivolgersi al Comune di Anticoli Corrado, in via Giorgio Bertoletti 1, prima di salire. Un gruppo organizzato faccia richiesta con qualche giorno di anticipo: è la differenza fra vedere gli affreschi e guardare un portone chiuso.

Le altre chiese di Anticoli Corrado (RM)

Il patrimonio religioso del paese è sproporzionato rispetto alle dimensioni dell'abitato, e questo è un altro indizio della sua importanza storica. Vale la pena elencarle una per una, perché quasi nessuna guida lo fa.

La chiesa di San Nicola da Myra

Si trova in località San Nicola, in via delle Battute, ed è databile al XII secolo. Conserva affreschi del XII e del XVIII secolo, quindi un impianto medievale e una ridipintura tardo barocca: la stratificazione tipica delle chiese rurali del Lazio, dove non si demoliva mai, si aggiungeva. L'intitolazione a Nicola di Myra è un indicatore di rapporti con il mondo bizantino e con le rotte dei pellegrini, molto diffuso nell'Italia centrale medievale.

La chiesa di Santa Vittoria Vergine e Martire

Cinquecentesca, dà il nome alla piazza in cui è il Palazzo Baronale, cioè al centro nevralgico del paese. Santa Vittoria è una martire romana la cui devozione è radicata nel Lazio interno, e non è un caso che la piazza principale porti il suo nome: chiesa e palazzo, potere spirituale e potere feudale, si fronteggiavano sullo stesso spazio.

La chiesetta di San Rocco

Datata 1656 e collocata nell'omonima via, conserva affreschi e decorazioni. La data merita attenzione: il 1656 è l'anno della grande peste che devastò il centro e il sud della penisola, e San Rocco è per eccellenza il santo invocato contro il contagio. Una chiesetta dedicata a lui e costruita in quell'anno esatto non è un edificio qualsiasi: è un ex voto collettivo di un paese che aveva paura.

La cappella della Madonna del Carmelo

In via Priaterra, interessata da lavori di restauro. Il suo stato va verificato sul posto o presso il Comune prima di programmare una visita specifica.

La chiesa della Santissima Trinità

Fuori dal centro storico, conserva affreschi seicenteschi e si trova di fronte all'ex mattatoio e a un fontanile ottocentesco. Il fontanile, per inciso, è uno di quei manufatti che la gente fotografa senza sapere che cosa siano: erano l'infrastruttura idraulica della pastorizia, e la loro posizione segnava i percorsi degli armenti.

Il santuario della Madonna del Giglio

Anche questo fuori dal centro abitato, ricostruito dopo il bombardamento subito durante la seconda guerra mondiale. Un santuario mariano ricostruito è sempre il segno di una devozione che la comunità non ha voluto perdere, e di un episodio bellico che nel racconto turistico della valle dell'Aniene di solito scompare.

La chiesa di Santa Caterina, quella che non c'è più

In via Santa Caterina esisteva la chiesa omonima, demolita nell'Ottocento. Resta il nome della strada, che è il modo in cui i paesi conservano la memoria degli edifici perduti. Camminare in via Santa Caterina sapendo questo cambia la passeggiata.

Il consiglio che ti do per visitare Anticoli Corrado (RM)

Il consiglio più utile che posso dare è di rovesciare l'ordine con cui quasi tutti visitano il paese. La maggioranza dei visitatori arriva, parcheggia, sale dritta al Palazzo Baronale, vede il museo e riscende. Fate il contrario: prima il paese, poi il museo. Camminate per i vicoli, guardate le porte basse delle stalle diventate studi, trovate la chiesa di San Pietro, scendete in piazza delle Ville davanti alla fontana di Arturo Martini, cercate la targa di Ignazio Silone. Poi, e solo poi, entrate al museo.

La ragione è tecnica, non estetica. Le opere della collezione sono state dipinte dentro quelle stanze e con quei modelli: se avete già visto i muri, i volti nei quadri vi diranno qualcosa; se entrate al museo per primi, resteranno nomi su cartellini. Un museo di paese si capisce dal paese, non viceversa.

Secondo consiglio, meno romantico ma più decisivo: telefonate. Il museo stesso raccomanda di chiamare allo 0774 936657 o di scrivere a museoanticoli@gmail.com prima della visita, perché maltempo o carenze di personale possono comportare chiusure. Per un gruppo che arriva da Roma con un pullman, una porta chiusa è una giornata bruciata. Con una telefonata si evita, e spesso si ottiene anche l'apertura della chiesa di San Pietro nello stesso passaggio.

Terzo: prendetevi la mezza giornata piena, non le due ore. Il museo si visita in un'ora buona, il centro storico in un'altra, la passeggiata panoramica sul costone in una mezz'ora. Con il pranzo e una sosta al frantoio si arriva alle cinque ore, che è il tempo giusto. Chi vuole trasformarla in una giornata intera aggiunga Arsoli o Subiaco, che sono a pochi chilometri risalendo la valle.

Quarto, e qui do un'opinione netta: evitate il sabato di agosto. Non per la folla, che qui non esiste, ma per la luce. Anticoli Corrado è un paese che i pittori sceglievano per la luce radente, quella di aprile, di maggio, di settembre e di ottobre. Ad agosto, a mezzogiorno, il paese è schiacciato e slavato. È l'unico posto della provincia di Roma dove la stagione sbagliata rovina davvero la visita.

Piazza delle Ville e la fontana di Arturo Martini

Piazza delle Ville è il salotto di Anticoli Corrado, e al suo centro c'è una delle poche opere pubbliche di Arturo Martini visibili gratuitamente in provincia di Roma: la fontana detta l'Arca di Noè, realizzata nel 1927. La lettura tradizionale la interpreta come un'arca, simbolo della rinascita del paese, e la vasca con le figure animali si presta all'immagine.

La fontana funziona meglio se la si guarda per quello che è dal punto di vista della storia della scultura: un'opera del Martini di fine anni Venti, cioè del momento in cui l'artista lavora sul recupero degli archetipi arcaici, etruschi e romanici, contro la levigatezza accademica. La materia è volutamente sommaria, le figure sono sintetiche, il gruppo va guardato girandoci intorno e non frontalmente. Chi si aspetta una fontana monumentale alla romana resterà deluso; chi sa che cosa stava cercando Martini in quegli anni ci passa mezz'ora.

Piazza delle Ville - Anticoli Corrado (RM)
Piazza delle Ville - Anticoli Corrado (RM)

La piazza è anche il punto migliore per capire l'urbanistica del paese: da qui partono i vicoli che risalgono verso il castello e quelli che scendono verso i campi, e la differenza di quota fra i due lati è evidente a occhio nudo. Chi vuole capire come funzionava un centro fortificato medievale del Lazio interno ha qui una lezione gratuita.

Le architetture civili di Anticoli Corrado (RM)

Il Palazzo Baronale

Seicentesco, costruito nell'area dell'antico castello, oggi sede del museo civico. La sua storia in tre righe: fortificazione medievale, residenza baronale in età moderna, donazione del principe Marcantonio Brancaccio al Comune, museo. Poche architetture raccontano con altrettanta linearità il passaggio dal feudo al comune democratico.

Palazzo Maioli

In via Maioli, edificato nel 1586 e restaurato in tempi recenti. La data lo colloca nel pieno del dominio dei Colonna di Sciarra, e la sua esistenza dimostra che ad Anticoli Corrado, nel tardo Cinquecento, esisteva una committenza locale con mezzi propri e non soltanto la corte del signore.

Il monumento ai caduti di Attilio Selva

Realizzato nel 1956 dallo scultore Attilio Selva, uno degli artisti legati al paese, e ristrutturato nel 2013. È il caso perfetto di quello che Anticoli Corrado è stata: un monumento pubblico di paese firmato da uno scultore di rango nazionale, semplicemente perché quello scultore era di casa.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Il fatto è questo: Anticoli Corrado è stata, per due settimane del 1968, un paese finto. Nel 1969 uscì "Il segreto di Santa Vittoria", diretto e prodotto da Stanley Kramer, con Anna Magnani, Anthony Quinn, Virna Lisi, Renato Rascel e un giovanissimo Giancarlo Giannini. La trama racconta di un paese celebre per il proprio vino che, caduto il fascismo e arrivati i tedeschi, nasconde un milione di bottiglie nella cantina sociale per sottrarle alla requisizione; il sindaco Bombolini guida l'impresa.

Gli esterni furono girati ad Anticoli Corrado, a Capranica Prenestina e nel cimitero di Pisoniano; gli interni a Cinecittà. E qui arriva la parte che quasi nessuno racconta: per Anticoli Corrado la produzione fece ricoprire di cartapesta in stile neogotico le facciate degli edifici e ricostruire i vigneti in plastica. Un paese che per un secolo era stato dipinto dal vero da pittori che cercavano la verità del paesaggio fu, per una stagione, travestito da se stesso.

Il film ottenne due candidature ai premi Oscar del 1970, per il miglior montaggio a William Lyon ed Earle Herdan e per la migliore colonna sonora a Ernest Gold, e sei candidature ai Golden Globe: miglior film commedia o musicale, miglior regista, miglior attore a Quinn, migliore attrice alla Magnani, migliore colonna sonora e migliore canzone originale. Nel 2012, molto più modestamente, in paese si è girata la fiction televisiva "Rossella".

Girando per il centro storico con in testa il film si riconoscono ancora gli scorci, anche se la cartapesta è sparita da mezzo secolo. Il vicolo in salita e la piazza con il palazzo sono gli stessi. Chi ha visto il film prima di venire fa una visita diversa, e migliore.

Anticoli Corrado
Anticoli Corrado

La storia di Anticoli Corrado (RM), dal Fundus Antikuis ai Colonna

Le origini e il nome

Il documento più antico che si riferisca a questo luogo è un'iscrizione greca datata all'VIII secolo, che registra un Fundus Antikuis fra le proprietà del monastero di Sant'Erasmo al Celio, a Roma. È una notizia densa: significa che nell'alto medioevo il territorio era un possedimento fondiario di un ente monastico urbano, gestito a distanza, e che qualcuno lo mise per iscritto in greco, la lingua delle comunità orientali presenti a Roma in quel secolo.

Le contese fra Subiaco e i signori laici

Fra il 983 e il 1267 Anticoli compare in numerosi documenti ecclesiastici, sempre a proposito di contese sulla propria signoria: da una parte l'abbazia di Subiaco, il potentissimo monastero benedettino che controllava l'alta valle, dall'altra i laici che a vario titolo ne reclamavano il governo. Tre secoli di cause: chi conosce il monastero di Santa Scolastica sa quanto pesasse quell'abbazia nella valle.

Corrado di Antiochia e il nome del paese

Nel 1256 il paese passò sotto la signoria di Corrado di Antiochia, nipote dell'imperatore Federico II di Svevia, che una carta del 1301 cita come conte di Anticoli. Il paese decise di aggiungere il nome del signore al proprio, per ricordarlo e rendergli omaggio. Corrado di Antiochia è una figura sulla quale la storiografia discute molto: appartiene alla generazione sveva che si batté contro il papato e gli Angioini, e il fatto che un piccolo comune dello Stato pontificio abbia conservato il suo nome fino a oggi è, a suo modo, un piccolo atto di memoria ostinata.

Gli Orsini e i Colonna di Sciarra

In seguito la signoria fu venduta dalla famiglia di Antiochia agli Orsini, e da questi, nel XVI secolo, ai Colonna di Sciarra. Sono i due casati che si sono spartiti per secoli il Lazio: gli Orsini a nord e a est, i Colonna a sud e nella valle dell'Aniene. Il passaggio di mano di Anticoli Corrado è un capitolo minore di quella partita doppia, ma spiega l'aspetto del paese, perché ogni signoria lasciò il segno sul castello e sulle case.

Il Novecento e lo stemma

Nel 1933 fu riconosciuto ufficialmente lo stemma comunale. Sono gli anni in cui la comunità si stava dando un'identità formale proprio mentre viveva la sua stagione artistica più intensa, quella dei cinquantacinque studi e dell'inaugurazione del museo nel 1935.

La foto giusta da fare a Anticoli Corrado (RM)

La foto che tutti fanno è il paese visto da fuori, dal tornante che sale dal fondovalle: il costone, le case ammassate, i Monti Ruffi dietro. È una bella immagine e va fatta, ma con due accorgimenti. Il primo: fatela al mattino presto o nell'ultima ora di luce, perché a mezzogiorno il costone è controluce e il paese diventa una massa nera. Il secondo: fermatevi in un punto sicuro, perché quella strada è stretta e in salita e non ha piazzole vere.

La foto giusta, però, è un'altra, ed è dentro il paese. Cercate una delle porte basse ad arco delle stalle diventate studi, quelle con la finestra aperta in modo irregolare sopra l'architrave, e fotografate la porta con la luce che ci entra di taglio nel tardo pomeriggio. Quella è la fotografia che racconta Anticoli Corrado: non il panorama da cartolina, ma il vano in cui, per cinquant'anni, si è prodotta arte europea. Chi guarda lo scatto senza sapere chiede che cosa sia. Ed è lì che comincia il racconto.

Terza opzione, per chi ha la pazienza di aspettare: piazza delle Ville con la fontana di Martini in primo piano e un anticolano seduto sullo sfondo. La scultura arcaica di Martini e una figura reale nella stessa inquadratura riproducono esattamente il meccanismo che ha fatto la storia di questo paese, cioè il corto circuito fra l'arte colta e la vita quotidiana di una comunità di montagna.

Quello che sconsiglio è la fotografia frontale della fontana, che appiattisce i volumi, e il grandangolo spinto nei vicoli, che li fa sembrare più larghi di quanto siano e toglie la sensazione di compressione che è la cifra del centro storico. Dentro il museo, infine, verificate sempre le regole sugli scatti prima di alzare il telefono: nelle raccolte con opere in comodato le condizioni possono cambiare da sala a sala.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il primo avvenimento è un atto burocratico dell'VIII secolo: la registrazione del Fundus Antikuis fra i beni del monastero di Sant'Erasmo al Celio. Non c'è battaglia né incoronazione, ma è il momento in cui questo luogo entra nella storia scritta e smette di essere soltanto un versante di montagna.

Il secondo è il 1256, quando la signoria passa a Corrado di Antiochia. Un nipote di Federico II di Svevia che prende possesso di un castello dell'alta valle dell'Aniene non è un fatto locale: è un pezzo della lunga guerra fra l'impero e il papato che attraversa il Duecento italiano. Da quell'anno il paese porta il nome che ancora usa.

Il terzo è il 1656. La chiesetta di San Rocco costruita in quell'anno testimonia il passaggio della grande peste che in quei mesi decimò l'Italia centrale e meridionale. Le comunità di montagna reagivano con i voti collettivi e con la costruzione di cappelle dedicate ai santi protettori dal contagio, e qui la reazione ha lasciato un edificio ancora in piedi.

Il quarto avvenimento non ha una data secca ma un secolo: la prima metà dell'Ottocento, quando i pittori stranieri scoprirono il paese. È il fatto più importante della storia di Anticoli Corrado, e va misurato con il censimento del 1935 che contava cinquantacinque studi d'artista. Nessun evento militare o dinastico ha cambiato altrettanto la vita di questa comunità.

Il quinto è il 1935: l'inaugurazione del museo civico per mano del ministro Giuseppe Bottai, con un comitato promotore di primo piano. Un paese di poche centinaia di abitanti che si dota di un museo d'arte moderna, nell'Italia degli anni Trenta, è un caso quasi unico.

Il sesto è la seconda guerra mondiale, con il bombardamento che distrusse il santuario della Madonna del Giglio, poi ricostruito. La valle dell'Aniene fu attraversata dalla ritirata tedesca verso nord e i suoi paesi ne pagarono il prezzo.

Il settimo è il 30 marzo 1985, la riapertura del museo dopo anni difficili, con Alberto Moravia, Emilio Greco ed Enrico Gaudenzi presenti alla cerimonia. È il momento in cui la comunità decide di non lasciare morire la propria eredità artistica.

L'ottavo, in mezzo ai due, è il cinema: le riprese degli esterni del "Segreto di Santa Vittoria" nel 1968, con le facciate rivestite di cartapesta neogotica e i vigneti finti di plastica, e l'uscita del film nel 1969 con Anna Magnani e Anthony Quinn. Per due settimane il paese fu la troupe di Stanley Kramer, e quella memoria è ancora viva fra gli anziani.

Chi è passato da Anticoli Corrado (RM)

L'elenco di chi è passato di qui è, per un comune di queste dimensioni, semplicemente fuori scala. Si comincia con i pittori stranieri della prima metà dell'Ottocento, arrivati a Roma dal nord dell'Europa e saliti in valle in cerca di paesaggio: fra i nomi legati al paese e alla sua iconografia c'è Jean-Baptiste Camille Corot, uno dei massimi paesaggisti dell'Ottocento, che in Italia soggiornò fra il 1825 e il 1828 e poi nel 1834 e proprio nell'Agro Romano mise a punto la sua maniera di distribuire le masse e di rendere la luce. La sua "Agostina" del 1866, oggi alla National Gallery of Art di Washington, è il ritratto che ha reso celebre nel mondo il tipo femminile anticolano.

Passò da qui il danese Niels Frederik Schiøttz-Jensen, il polacco Edward Okuń, l'inglese William Rothenstein, autore del ritratto di Auguste Rodin del 1897 conservato nella collezione civica. Passò l'austriaco Oskar Kokoschka, pittore e drammaturgo, autore della "Sposa del vento", che agli inizi degli anni Trenta si trovò qui insieme a Felice Carena e a Luigi Pirandello.

Fra gli italiani passarono e soggiornarono Giovanni Costa detto Nino Costa, precursore dei macchiaioli e figura di collegamento con i preraffaelliti inglesi e con gli impressionisti francesi; Giulio Aristide Sartorio; Adolfo De Carolis, che sposò l'anticolana Lina Ciucci; Arturo Martini, che qui lasciò nel 1927 la fontana di piazza delle Ville e una ceramica policroma al museo; Ferruccio Ferrazzi; Ercole Drei; Attilio Selva, autore del monumento ai caduti del 1956; Domenico Ponzi, marito di Angelina Toppi; Emanuele Cavalli; Orazio Amato, pittore e deputato del Regno d'Italia; lo storico dell'arte e architetto Antonio Muñoz; lo scultore e ceramista Carlo Toppi; Riccardo Assanti.

Pietro Gaudenzi, nato a Genova il 18 gennaio 1880, qui non passò soltanto: qui morì, il 23 dicembre 1955. Allievo di Felice Del Santo a La Spezia e di Cesare Viazzi all'Accademia ligustica di Genova, vinse la borsa della duchessa di Galliera che nel 1904 lo portò a Roma per cinque anni di studio accanto a Sartorio, Michetti, Spadini, Mancini e Carena. Nel 1909 sposò Candida Toppi, modella anticolana; rimasto vedovo e dopo l'insegnamento nelle accademie di Parma e Genova, nel 1935 si risposò con la cognata Augusta e si stabilì definitivamente ad Anticoli Corrado. Sue sono opere come "L'uomo dal cappello verde" e "Affetti", entrambe del 1916, il "Ritratto di Wally Toscanini" e "Rinascita" del 1941; ricevette il premio Mussolini dell'Accademia d'Italia nel 1936, espose alla Biennale di Venezia del 1932 e alla Quadriennale romana del 1935, e dal 1951 diresse la Scuola vaticana del mosaico.

Passò Fausto Pirandello, che dal 1924 tenne studio in paese e vi conobbe Pompilia d'Aprile, e con lui il padre Luigi Pirandello, premio Nobel per la letteratura. Passò e tornò per anni il poeta spagnolo Rafael Alberti, in paese a intermittenza fra il 1963 e il 1975, con la moglie María Teresa León. Dimorò qui lo scrittore Ignazio Silone, ricordato da una targa in pietra. Nel 1985 salirono per la riapertura del museo Alberto Moravia ed Emilio Greco. E nel 1968 salirono Stanley Kramer, Anna Magnani, Anthony Quinn, Virna Lisi, Renato Rascel e Giancarlo Giannini con l'intera troupe del "Segreto di Santa Vittoria".

Il museo, nel raccontare la propria storia, include fra le presenze del paese anche Pablo Picasso e Marcel Duchamp. Lo riporto come memoria consolidata del luogo, distinguendola dalle presenze documentate anno per anno di cui sopra: la differenza fra un fatto e una tradizione è esattamente il genere di distinzione che una guida seria deve mantenere.

La valle dell'Aniene e i Monti Ruffi intorno ad Anticoli Corrado (RM)

L'Aniene è lungo 98,5 chilometri ed è il secondo affluente di sinistra del Tevere dopo il Nera. Nasce nei Monti Simbruini, al confine fra Lazio e Abruzzo, dall'unione di due rami principali, l'Aniene propriamente detto, che scaturisce intorno ai 1.200 metri di quota, e il Simbrivio; la geologia carsica e le piogge abbondanti della zona generano sorgenti perenni che alimentano il sistema. Dopo una valle profondamente incisa il fiume attraversa Subiaco e Tivoli, dove precipita con un salto di 160 metri, e confluisce nel Tevere all'altezza di Prati Fiscali con una portata di circa 31 metri cubi al secondo.

Questo fiume ha dissetato Roma antica: gli acquedotti alimentati dalle sue acque cominciarono a essere costruiti dalla metà del II secolo avanti Cristo, e il sistema dell'Acqua Marcia, che attinge dalle sorgenti aniensi, rifornisce la capitale ancora oggi. Lungo la valle fiorirono i monasteri medievali, a cominciare da quello benedettino di Subiaco. Dal 1884 la pendenza del fiume fu sfruttata per la produzione idroelettrica, e le chiusure industriali degli anni Settanta e Ottanta hanno permesso il ritorno di trote e gamberi di fiume in acque che erano state pesantemente inquinate.

Anticoli Corrado guarda tutto questo dall'alto. Chi vuole capire il sistema nel suo insieme può abbinare alla visita il Parco di Villa Gregoriana a Tivoli, dove il salto dell'Aniene si vede da dentro, oppure risalire fino ai Monti Simbruini per arrivare alle sorgenti. La riserva naturale della valle dell'Aniene tutela invece il tratto urbano romano dello stesso fiume: due estremi della stessa storia d'acqua.

Cosa vedere intorno ad Anticoli Corrado (RM)

Anticoli Corrado da sola vale mezza giornata. Per riempire la giornata intera la valle offre una scelta larga, e conviene ragionare per direzione di marcia.

Risalendo la valle: Arsoli, Subiaco, Cervara

Arsoli è a pochi chilometri più a monte, sulla stessa direttrice della Tiburtina Valeria e della ferrovia, ed è il naturale complemento di Anticoli: un altro borgo di costone con un castello vero. Più avanti c'è Subiaco, con i monasteri benedettini fra cui il monastero di Santa Scolastica, che è la meta storicamente più densa dell'intera valle. Chi vuole quota e silenzio prosegua fino a Cervara di Roma, altro paese di artisti, con le sue scale scolpite e il belvedere sui Simbruini. Anche Canterano appartiene a questo gruppo di piccoli centri dell'alta valle.

Scendendo verso Roma: Tivoli e le ville

In direzione opposta, a mezz'ora di strada, c'è Tivoli con le sue due ville patrimonio dell'umanità, Villa Adriana e Villa d'Este. Un abbinamento che funziona benissimo, a patto di non pretendere di fare tutto in un giorno: Villa Adriana da sola chiede tre ore.

Verso nord: i Monti Lucretili e i laghetti

Sull'altro versante si aprono i Monti Lucretili, con San Polo dei Cavalieri come porta d'accesso e i laghetti di Percile come meta naturalistica poco frequentata; il borgo di Percile chiude l'itinerario. Per chi insegue la vicenda dei paesi di pittori, il termine di paragone sul versante prenestino è Olevano Romano, colonia artistica tedesca gemella di Anticoli.

Cosa si mangia ad Anticoli Corrado (RM)

La cucina di Anticoli Corrado è quella dell'alta valle dell'Aniene: povera di ingredienti, precisa nelle tecniche, costruita su grano, granturco, olio e maiale. Quattro cose meritano di essere cercate per nome.

I cazzaregli

Sono il piatto identitario del paese: una pasta fatta in casa con farina di grano e di granturco, condita di solito con sugo di pomodoro, aglio, olio d'oliva e peperoncino. La presenza del granturco nell'impasto è il dato storico interessante: indica una cucina di montagna che dopo l'introduzione del mais integrò la farina povera nella pasta invece di limitarla alla polenta. La consistenza risulta più ruvida e più tenace di quella di una pasta di solo grano, e regge condimenti aggressivi.

Le pizze fritte

Una focaccia bassa fritta nell'olio, che si prepara sia dolce sia salata. È il classico prodotto delle cucine senza forno proprio, o di quelle giornate in cui il forno del paese non veniva acceso. Se le trovate appena fatte, sono una delle migliori cose che si mangino in questa parte del Lazio.

Le ciambelle all'anice, i cacchiu

Il nome dialettale locale delle ciambelle all'anice è cacchiu. Sono un dolce da credenza, secco, che si conserva per giorni e si inzuppa nel vino. Chiederle con il nome locale, in un forno del paese, cambia completamente la conversazione.

L'olio d'oliva

Il paese e i suoi dintorni ospitano numerosi oliveti e frantoi, e l'olio è a tutti gli effetti il prodotto economico principale del territorio. Chi viene fra novembre e dicembre, in piena molitura, ha la possibilità di assaggiare l'olio nuovo al frantoio, che è un'esperienza gastronomica seria e non una dimostrazione per turisti. Se dovete portare a casa una cosa sola da Anticoli Corrado, portate una latta di olio e non una calamita.

Anticoli Corrado (RM) con i bambini

Il paese funziona con i bambini a due condizioni. La prima è il passeggino: il centro storico è in pendenza, lastricato e pieno di gradini, e un passeggino a quattro ruote è un problema serio. Con lo zaino porta bambini si gira benissimo. La seconda condizione è il tempo: un museo d'arte moderna con settecento pezzi non tiene l'attenzione di un bambino di sei anni per un'ora.

Il trucco che funziona è trasformare la visita in una caccia ai volti: davanti ai ritratti delle modelle si chiede ai bambini di trovare la stessa persona in due quadri diversi, dipinti da pittori diversi. Funziona sempre, perché è un gioco vero e non un compito. Fuori, la fontana di Arturo Martini con le sue figure animali è il punto di sosta naturale, e la piazza è chiusa al traffico intenso.

Per una giornata in famiglia conviene abbinare Anticoli Corrado a una meta all'aperto della valle, un'area picnic o un sentiero facile sui Monti Ruffi o sui Monti Lucretili: due ore di cultura e due ore di gambe sono il rapporto giusto.

Accessibilità di Anticoli Corrado (RM)

Va detto con chiarezza, senza indorare la pillola: un borgo medievale su un costone, con vicoli in pendenza, scalinate e pavimentazione storica, non è un ambiente comodo per chi si muove in sedia a rotelle o ha difficoltà motorie importanti. Il tratto fra il parcheggio e la piazza principale è in salita.

Per quanto riguarda il museo, la struttura dispone di un modulo di segnalazione sull'accessibilità pubblicato sul proprio sito: chi ha esigenze specifiche faccia bene a contattare preventivamente lo 0774 936657 o museoanticoli@gmail.com per sapere quali piani e quali sale siano raggiungibili nel periodo della visita. È l'unico modo di avere una risposta affidabile su un edificio storico a due livelli.

Quando andare ad Anticoli Corrado (RM)

La primavera e l'autunno sono le stagioni giuste, e non per ragioni di temperatura ma di luce: aprile, maggio, settembre e ottobre danno la luce radente che ha attirato qui i pittori per un secolo. L'inverno ha il suo fascino austero, con la valle nella foschia e le montagne innevate, ma il clima locale viene descritto come freddo o caldo, in entrambi i casi con un tasso di umidità elevato, e a 508 metri di quota una giornata umida di gennaio si sente.

L'estate è la stagione dei visitatori e delle feste, ed è comunque più fresca di Roma; le sagre e le celebrazioni patronali si concentrano fra luglio e settembre e il calendario va verificato sui canali ufficiali del Comune, perché in un paese piccolo le date si spostano. Novembre e dicembre sono il periodo della raccolta e della molitura delle olive, che per chi ama l'agroalimentare è il momento migliore dell'anno.

Il giorno della settimana conta quanto la stagione: il museo è chiuso il lunedì, e un lunedì ad Anticoli Corrado significa vedere il paese e non la collezione. Il sabato e la domenica sono i giorni con l'orario più lungo, fino alle 18.00.

Quanto tempo serve e che itinerario fare ad Anticoli Corrado (RM)

Ecco l'itinerario consigliato, in ordine, con i tempi reali. Si parcheggia a ridosso del paese e si sale a piedi, venti minuti compresa la sosta per il panorama sulla valle. Si entra nel centro storico e si dedicano quaranta minuti ai vicoli, cercando le porte basse delle stalle diventate studi e la targa di Ignazio Silone. Si raggiunge la chiesa di San Pietro, mezz'ora se è aperta, per gli affreschi e il pavimento cosmatesco. Si scende in piazza delle Ville, venti minuti davanti alla fontana di Arturo Martini. Si risale in piazza Santa Vittoria e si entra al museo, un'ora abbondante per i due piani. Totale: tre ore e mezza di visita netta, alle quali aggiungere il pranzo.

Per un gruppo che parta da Roma la giornata tipo è questa: partenza alle 8.30, arrivo alle 10.00, visita fino alle 13.30, pranzo in paese o in valle, pomeriggio ad Arsoli o a Subiaco, rientro per le 19.00. Chi preferisce una versione più lenta può sostituire il pomeriggio in valle con una passeggiata sui Monti Ruffi. Per chi organizza questo tipo di itinerari con clienti stranieri, l'ossatura logistica e la organizzazione dei viaggi di gruppo in Italia sono materia da professionisti, non da improvvisazione: la valle dell'Aniene perdona poco gli errori di orario.

I visitatori di lingua inglese che stanno costruendo un viaggio a Roma trovano il quadro delle escursioni in giornata nella guida day trips from Rome di ItalyPlanner, e il contesto generale della città nella guida best things to do in Rome.

Domande veloci su Anticoli Corrado (RM)

Dove si trova esattamente Anticoli Corrado (RM)?

A est di Roma, nella Città metropolitana di Roma Capitale, su un costone dei Monti Ruffi che domina la valle dell'Aniene, a 508 metri di altitudine. Il riferimento autostradale è il casello di Vicovaro-Mandela sull'A24.

Quanti abitanti ha Anticoli Corrado (RM)?

Circa 856, secondo il dato del 2024. Il comune registra da anni un calo demografico marcato, che è il problema vero di tutti i centri dell'alta valle.

Quanto costa il biglietto del museo di Anticoli Corrado (RM)?

Cinque euro l'intero e tre euro il ridotto. L'ingresso è gratuito per le categorie protette e per i residenti del comune.

Quali sono gli orari del Civico Museo d'Arte Moderna e Contemporanea?

Da martedì a giovedì dalle 10.00 alle 16.00, il venerdì dalle 10.00 alle 17.00, il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 18.00. Il lunedì è chiuso.

Serve prenotare per visitare il museo?

Non è richiesta una prenotazione per il singolo visitatore, ma il museo raccomanda di telefonare o di scrivere una mail prima di venire, perché chiusure impreviste per maltempo o carenza di personale sono possibili. I gruppi facciano sempre una richiesta preventiva.

Qual è il numero di telefono del museo di Anticoli Corrado (RM)?

Il recapito telefonico e di fax è 0774 936657; gli indirizzi di posta elettronica sono museoanticoli@gmail.com e direzionemuseoanticoli@gmail.com.

Qual è l'indirizzo del museo?

Piazza Santa Vittoria 2, 00022 Anticoli Corrado (RM). Il municipio è invece in via Giorgio Bertoletti 1.

Quanto dura la visita al museo?

Un'ora abbondante per i due piani, se si legge con attenzione. Chi vuole approfondire la sezione delle modelle e degli anni Trenta può arrivare tranquillamente a un'ora e mezza.

Quante opere conserva il museo di Anticoli Corrado (RM)?

Circa settecento pezzi fra disegni, dipinti, sculture e incisioni. Non sono tutti esposti contemporaneamente: una parte ruota nelle mostre temporanee.

Perché Anticoli Corrado si chiama così?

Il nucleo del nome compare già nell'VIII secolo come Fundus Antikuis. Il secondo elemento fu aggiunto in onore di Corrado di Antiochia, nipote di Federico II di Svevia, signore del paese dal 1256 e citato come conte di Anticoli in una carta del 1301.

Perché Anticoli Corrado è chiamata il paese degli artisti e delle modelle?

Perché dalla prima metà dell'Ottocento vi si stabilirono in massa pittori italiani e stranieri, che trasformarono le stalle del paese in studi, e perché le donne del posto divennero modelle professioniste richieste in tutta la regione. Nel 1935 un censimento contava cinquantacinque studi di artisti nel paese.

Quali artisti famosi hanno soggiornato ad Anticoli Corrado (RM)?

Fra gli altri Arturo Martini, Oskar Kokoschka, Felice Carena, Emanuele Cavalli, Giulio Aristide Sartorio, Adolfo De Carolis, Pietro Gaudenzi, Attilio Selva, Ferruccio Ferrazzi, Ercole Drei, Domenico Ponzi e Fausto Pirandello, oltre agli stranieri Niels Frederik Schiøttz-Jensen, Edward Okuń e William Rothenstein.

Che rapporto ha Luigi Pirandello con Anticoli Corrado (RM)?

Il figlio Fausto, pittore, vi tenne studio dal 1924 e vi sposò nel 1927 l'anticolana Pompilia d'Aprile; il padre frequentò il paese insieme a lui, incontrandovi agli inizi degli anni Trenta Oskar Kokoschka e Felice Carena.

Chi ha fatto la fontana di piazza delle Ville?

Arturo Martini, nel 1927. È conosciuta come l'Arca di Noè ed è letta tradizionalmente come simbolo della rinascita del paese.

Che cosa si vede nella chiesa di San Pietro di Anticoli Corrado (RM)?

Un edificio dell'XI secolo con affreschi del XIII e del XVI secolo e un pavimento cosmatesco. È l'edificio storicamente più importante del paese dopo il Palazzo Baronale.

La chiesa di San Pietro è sempre aperta?

No. Gli orari dipendono dal calendario liturgico e dalla disponibilità dei custodi. Conviene informarsi in paese o presso il Comune prima di salire, soprattutto se si viaggia in gruppo.

Quale film è stato girato ad Anticoli Corrado (RM)?

"Il segreto di Santa Vittoria" di Stanley Kramer, uscito nel 1969, con Anna Magnani, Anthony Quinn, Virna Lisi, Renato Rascel e Giancarlo Giannini. Le facciate furono rivestite di cartapesta in stile neogotico e i vigneti ricostruiti in plastica. Nel 2012 vi è stata girata la fiction "Rossella".

Come si arriva ad Anticoli Corrado (RM) da Roma in auto?

A24 Roma-L'Aquila fino al casello di Vicovaro-Mandela, a sinistra dopo la barriera, circa sei chilometri, poi a destra al bivio per Anticoli Corrado e tre chilometri di salita. Poco meno di un'ora dal Grande Raccordo Anulare in condizioni normali.

Si può arrivare ad Anticoli Corrado (RM) in treno?

La stazione di riferimento è Valle dell'Aniene-Mandela-Sambuci, sulla linea Roma-Pescara, nel territorio di Vicovaro. Dalla stazione al paese restano però tre chilometri di salita: senza un collegamento su gomma o un passaggio in auto il treno da solo non basta.

Dove si parcheggia ad Anticoli Corrado (RM)?

Negli spazi a ridosso dell'abitato: il centro storico si percorre a piedi seguendo la segnaletica, come indica lo stesso museo. Gli ultimi tre chilometri di strada sono stretti e tortuosi, e i mezzi lunghi vanno valutati in anticipo.

Anticoli Corrado (RM) è adatta ai bambini?

Sì, con lo zaino porta bambini più che con il passeggino, per via delle pendenze e dei gradini. La fontana di Martini e la caccia ai volti nei ritratti del museo funzionano molto bene con i più piccoli.

Anticoli Corrado (RM) è accessibile in sedia a rotelle?

Il centro storico, in pendenza e lastricato, presenta difficoltà oggettive. Per il museo, che occupa un palazzo storico su due piani, conviene contattare la struttura prima della visita per sapere quali sale siano raggiungibili.

Si possono fare fotografie dentro il museo?

Le condizioni vanno chieste all'ingresso: nelle collezioni che comprendono opere in prestito le regole possono variare da sala a sala. All'esterno, in piazza e nei vicoli, non ci sono limitazioni.

Che cosa si mangia ad Anticoli Corrado (RM)?

I cazzaregli, pasta di farina di grano e granturco condita con pomodoro, aglio, olio e peperoncino; le pizze fritte dolci o salate; le ciambelle all'anice dette cacchiu; e l'olio d'oliva locale, prodotto dai numerosi oliveti e frantoi della zona.

Quanto tempo serve per visitare Anticoli Corrado (RM)?

Tre ore e mezza di visita netta coprono paese, chiesa di San Pietro, piazza delle Ville e museo. Con il pranzo si arriva alla mezza giornata piena; per la giornata intera si aggiunge una seconda meta della valle.

Qual è il periodo migliore per visitare Anticoli Corrado (RM)?

Aprile, maggio, settembre e ottobre, per la qualità della luce. Novembre e dicembre per chi vuole l'olio nuovo. Agosto a mezzogiorno è il momento peggiore.

Che cosa si può vedere nei dintorni di Anticoli Corrado (RM)?

Risalendo la valle Arsoli, Subiaco con i monasteri benedettini, Cervara di Roma e Canterano; scendendo verso Roma Tivoli con Villa Adriana e Villa d'Este; a nord i Monti Lucretili, San Polo dei Cavalieri e i laghetti di Percile.

Che differenza c'è fra Anticoli Corrado e Olevano Romano?

Sono i due paesi di pittori del Lazio, ma con matrici diverse: Olevano Romano fu soprattutto una colonia di paesaggisti di area tedesca, mentre Anticoli Corrado fu una colonia internazionale con una componente italiana fortissima nel Novecento, e soprattutto produsse un museo civico e una vera economia della posa.

Dove si trova il quadro di Corot che ritrae una modella di Anticoli Corrado?

"Agostina", dipinto nel 1866, è conservato alla National Gallery of Art di Washington. È l'immagine che più di ogni altra ha diffuso nel mondo il tipo femminile anticolano.

Rafael Alberti ha davvero vissuto ad Anticoli Corrado (RM)?

Sì. Il poeta spagnolo trascorse circa tredici anni fra Roma e la sua provincia, alternando Trastevere e Anticoli Corrado, con soggiorni in paese fra il 1963 e il 1975, e nel 1972 pubblicò le "Canciones del Alto Valle dell'Aniene".

Ci sono sentieri ed escursioni intorno ad Anticoli Corrado (RM)?

Il paese è una delle porte dei Monti Ruffi, catena calcarea con cime fra i mille e i milleduecentocinquanta metri, e si trova a ridosso dei Monti Lucretili e dei Monti Simbruini. Gli itinerari vanno pianificati con carte aggiornate e, per i percorsi di cresta, con un accompagnatore di media montagna.

Il giudizio su Anticoli Corrado (RM)

Anticoli Corrado è, a nostro giudizio, il posto con il rapporto più alto fra quello che contiene e quello che promette. Non ha un monumento da copertina, non ha una piazza barocca, non ha una basilica. Ha una cosa più rara: un paese intero che per un secolo è stato il modello di qualcun altro, e che ha conservato sia i quadri sia i muri che quei quadri raccontano. Chi arriva con le aspettative sbagliate se ne va deluso in quaranta minuti; chi arriva sapendo che cosa guardare ci torna.

Se vi resta un solo consiglio da questa lettura, che sia questo: telefonate prima, salite di mattina presto, e fate il museo per ultimo. Il resto lo fa il paese.

Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.

Prepara la visita

Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.

Tagsall'apertoantichi saporiAnticoli Corrado (RM)arteborghi medievali vicino Romaborghi più belli d'Italia vicino Romaborghi più belli da visitare vicino Romaborghi più belli vicino Romaborghi vicino romaborgoborgo medievale vicino Romaborgo più bello vicino Romaborgo vicino Romacambiare aria da Romacambiare aria RomaCosa vedere ad Anticoli Corradoda vedere vicino RomaDormire ad Anticoli Corradodove andare vicino Romadove Dormire ad Anticoli Corradoentro due ore da Romagita capitalegita con amici vicino Romagita da Romagita fuori portagita in famiglia vicino Romagita poco fuori il GRAgita poco fuori Romagita romantica vicino Romagita vicino la capitalegita vicino RomaLaziolontani dallo stress di Romaorganizza una gita vicino Romapaese vicino Romapaesino vicino Romaprovincia di romarilassarsi vicino RomaRoma fuori portasagra vicino Romasagre vicino Romascampagnata vicino Romascopri i borghi vicino Romascopri il borgo vicino Romascopri vicino Romastaccare dallo stress di Romastaccare la spina vicino Romaun'ora da RomaValle dell'Anienevicino al G.R.A.vicino Romaweekend al borgoweekend al borgo medievaleweekend con amiciweekend in famigliaweekend rilassante vicino Romaweekend romantico vicino Romaweekend vicino Roma

Contact Information

IndirizzoAnticoli Corrado 00022 (RM) Anticoli Corrado (RM), Borghi e paesini, Vicino Roma

Le proposte giuste, una volta a settimana

Scegli cosa ti interessa: ti scriviamo solo di quello, con date, orari e prezzi verificati. Niente spam, ti cancelli con un clic.

I tuoi temi