Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili

La sede dell'ente si trova in Viale Adriano Petrocchi 11, a Palombara Sabina (RM), CAP 00018, con recapito telefonico 0774 637027 e indirizzo di posta info@parcolucretili.it: da qui si governano oltre diciottomila ettari di montagna appenninica affacciata sulla pianura tirrenica. Gli uffici del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili ricevono il lunedi e il mercoledi dalle 8:00 alle 17:30, il martedi, il giovedi e il venerdi dalle 8:00 alle 14:00, e restano chiusi il sabato e la domenica; il calendario delle escursioni guidate e le eventuali chiusure dei sentieri per rischio incendio o maltempo si controllano sul sito ufficiale parcolucretili.it prima di partire. Il parco non ha un biglietto d'ingresso ne un tornello: si entra liberamente dai paesi che lo circondano, e la spesa vera e quella del trasporto e di una guida, se la si vuole. In automobile da Roma si prende la via Salaria o la Tiburtina e si sale verso Palombara Sabina, Marcellina, San Polo dei Cavalieri o Percile a seconda del versante che interessa; con i mezzi pubblici la porta piu comoda e la stazione ferroviaria di Palombara-Marcellina sulla linea Roma-Orte, da cui autolinee locali raggiungono i centri abitati. Chi arriva per camminare parte quasi sempre da uno dei valichi stradali sopra i paesi, dove finisce l'asfalto e cominciano i sentieri numerati del CAI.

Confronta le esperienze a Roma

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Tour in golf cart✦ Poco cammino

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Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.

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Tivoli: Villa d'Este e Villa Adriana✦ Patrimonio UNESCO

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Musei Vaticani e Cappella Sistina✦ Vai all'apertura

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Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.

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Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.

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Tour in sidecar✦ Il più scenografico

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Corsi di cucina✦ Si mangia alla fine

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Degustazioni di vino✦ Anche in città

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Catacombe e Appia Antica✦ Sottoterra

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Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.

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Colosseo: sotterranei e arena✦ Accesso limitato

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Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.

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Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.

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Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.

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Per inquadrare il territorio nel resto delle gite fuori porta a nord-est di Roma conviene tenere sott'occhio anche la guida alle proposte a Roma e dintorni, che raccoglie le altre aree protette raggiungibili in giornata dalla capitale.

Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili
Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili

Dove si trova e che cosa e il Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili

Il Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili occupa il settore piu meridionale dei Monti Sabini, dove l'ossatura dell'Appennino si abbassa e si affaccia sulla campagna romana. Istituito nel 1989, protegge una superficie di circa 18.204 ettari a cavallo fra la provincia di Roma e quella di Rieti, una fascia di montagna che comincia a poche decine di chilometri dal Grande Raccordo Anulare e che, nonostante quote modeste e la vicinanza alla metropoli, conserva un carattere sorprendentemente selvatico. La montagna piu alta e il Monte Pellecchia, 1368 metri, che domina la valle del torrente Licenza; poco piu a sud si leva il Monte Gennaro, 1271 metri, la vetta simbolo dei Lucretili, quella che da Roma si riconosce a occhio nudo guardando verso nord-est nelle giornate limpide.

Il paesaggio del Parco dei Monti Lucretili si legge in strati sovrapposti: boschi fitti di faggio e di leccio, ampi pianori carsici punteggiati di doline, piccoli laghi incassati, e una corona di paesi con le case serrate ai piedi di castelli e torri. Non e una montagna spettacolare nel senso alpino del termine, non ci sono pareti verticali di mille metri ne ghiacciai; e una montagna di mezzo, umana, dove il pascolo, l'uliveto e il bosco si alternano da secoli e dove il carsismo ha modellato altopiani, inghiottitoi e sorgenti. Dal 2016 lo stesso ente gestisce anche il vicino Parco Naturale Regionale dell'Inviolata, presso Guidonia, in forza della Legge Regionale n. 12 del 10 agosto 2016.

La geologia carsica dei Monti Lucretili

Sotto i boschi c'e la roccia, e la roccia qui e quasi tutta calcare. I Monti Lucretili sono costruiti da calcari, calcari marnosi e marne deposti nei mari del Mesozoico e del Cenozoico, sollevati poi dalle spinte che hanno edificato l'Appennino. Il calcare si scioglie lentamente nell'acqua piovana leggermente acida, e questo spiega i tratti piu curiosi del paesaggio: le doline, conche chiuse a forma di imbuto dove l'acqua sparisce nel sottosuolo; gli inghiottitoi, che ingoiano i ruscelli; i campi solcati, lastroni di roccia nuda incisi da scanalature. Il fenomeno e evidente soprattutto sui grandi pianori d'alta quota, come il Pratone di Monte Gennaro e la zona di Colle di Mezzo, dove l'acqua non ristagna in superficie ma corre sottoterra e riemerge piu in basso alle sorgenti. Chi cammina sui Lucretili impara presto a non cercare fontane sui pianori: l'acqua c'e, ma e nascosta nella pancia della montagna.

I comuni del Parco dei Monti Lucretili

Il Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili si distende sui territori di tredici comuni: Licenza, Marcellina, Monteflavio, Montorio Romano, Moricone, Orvinio, Palombara Sabina, Percile, Poggio Moiano, Roccagiovine, San Polo dei Cavalieri, Scandriglia e Vicovaro. Sono paesi diversissimi fra loro per esposizione e per anima. Quelli del versante meridionale, verso Roma, come Marcellina, Palombara Sabina e Moricone, risentono della vicinanza alla capitale e ne subiscono in parte il ritmo. I borghi piu interni, invece, come Orvinio, Roccagiovine, Licenza e Percile, conservano paesaggi e atmosfere di altri tempi, con la campagna sabina degli uliveti argentei che sale a incontrare il bosco. Palombara Sabina, dove ha sede l'ente, e il centro maggiore e la base logistica piu comoda; da San Polo dei Cavalieri e da Marcellina partono i sentieri classici per il Gennaro; da Percile si raggiungono i famosi Lagustelli.

Il Monte Gennaro, la vetta simbolo dei Monti Lucretili

Se i Monti Lucretili hanno un volto, quel volto e il Monte Gennaro. Con i suoi 1271 metri non e la cima piu alta del gruppo, primato che spetta al Monte Pellecchia, ma e la piu vista, la piu salita e la piu amata, perche chiude a nord-est l'orizzonte di Roma ed e diventata la montagna di casa per generazioni di escursionisti romani. La salita classica parte da Prato Favale, sopra Marcellina, a quota 830 metri circa, dove finisce la strada e comincia il sentiero numero 303 del CAI. Il dislivello fino in vetta e di circa 500 metri e si copre in due ore e mezza di cammino, su difficolta E, cioe escursionistica: nessun passaggio esposto, ma un percorso di montagna vera che richiede scarponi, acqua al seguito e gambe allenate.

Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili
Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili

Il sentiero CAI 303 al Monte Gennaro

Il 303 e uno dei sentieri piu belli del Parco dei Monti Lucretili proprio perche cambia carattere a ogni tratto. Da Prato Favale si sale dentro boschetti radi e prati sassosi in direzione del Monte Andrea, poi si entra nella Valle Cavalera, ed e qui che il percorso da il meglio: enormi faggi contorti, abbarbicati fra le rocce, formano una faggeta antica dove crescono anche vecchi agrifogli. Superata la valle si sbuca sul Pratone, il grande pianoro carsico che precede la vetta, con una cappella diroccata a fare da riferimento. L'ultimo tratto attraversa il Pratone e sale per tracce meno marcate fino alla croce e al blocco di cemento che segnano la cima. Esiste anche una variante che parte da San Polo dei Cavalieri, sempre col numero 303: da li si segue dapprima una strada verso il Monte Morra fino a quota 900, poi un sentiero panoramico sulla valle dell'Aniene che attraversa il singolare campo di anime, un affioramento di rocce carsiche, e raggiunge il Pratone dopo circa otto chilometri e due ore e mezza di cammino.

Il Pratone di Monte Gennaro

Il Pratone merita un capitolo a se. E una vasta prateria d'altura, un pianoro carsico bucato da doline e inghiottitoi, che d'estate si copre di fioriture e d'inverno, quando nevica, diventa una distesa bianca a un passo da Roma. E il posto dove la gente si ferma a mangiare, dove i bambini rotolano nell'erba e dove i cavalli al pascolo compaiono all'improvviso oltre un dosso. La sua ampiezza inganna: sembra pianeggiante, ma nasconde avvallamenti che tolgono i punti di riferimento, e con la nebbia orientarsi diventa difficile. Il mio consiglio da chi ci ha accompagnato molti gruppi e semplice: sul Pratone non si taglia a naso verso la vetta quando cala la foschia, si torna sulle tracce segnate. La bellezza del posto non deve far dimenticare che e pur sempre montagna.

Il panorama dalla vetta del Gennaro

Dalla cima del Monte Gennaro, nelle giornate tese di tramontana, lo sguardo corre lontanissimo: si riconoscono i rilievi dell'Abruzzo, i Monti Simbruini, i Monti Lepini, e verso il mare persino le isole Ponziane; a ovest la sagoma isolata del Soratte e, oltre, il profilo dell'Amiata in Toscana; ai piedi, la campagna romana e la citta. L'unico neo, va detto con onesta, sono gli impianti radio che occupano la sommita e deturpano in parte la vista: la montagna e bellissima, ma l'uomo ci ha messo le antenne. Vale comunque la salita, e vale sceglierla in una mattina limpida d'inverno o d'inizio primavera, quando l'aria e piu trasparente e il colpo d'occhio arriva davvero fino al mare.

Il Monte Pellecchia, il tetto dei Monti Lucretili

Il primato dell'altezza, nei Lucretili, spetta al Monte Pellecchia: 1368 metri, secondo alcune misure poco meno di 1370. E una montagna piu appartata e meno frequentata del Gennaro, e proprio per questo piu selvaggia. Domina la valle del torrente Licenza e le sue pareti sud-orientali sono il regno dell'aquila reale, che qui trova le rupi tranquille di cui ha bisogno per nidificare. Chi vuole salirlo trova percorsi piu lunghi e solitari, spesso partendo dal versante di Licenza o dai valichi interni; e una meta per chi cerca il silenzio piu che il panorama affollato. Attorno al Pellecchia e al Gennaro si dispongono le cime minori del gruppo: il Serrapopolo, intorno ai 1180 metri, e la Cima Cesarone, poco meno di 1200 metri, che completano la dorsale principale dei Monti Lucretili.

I Laghetti di Percile, i Lagustelli del Parco dei Monti Lucretili

Dal borgo di Percile un comodo sentiero conduce ai due specchi d'acqua che i locali chiamano Lagustelli, i piccoli laghi di Percile. Sono due, di origine carsica: il Lago Marraone e il Lago Fraturno, incassati in una conca boscosa e silenziosa. Non sono laghi alimentati da un fiume, ma conche carsiche dove l'acqua affiora e ristagna, un fatto raro su queste montagne dove di solito l'acqua sparisce nel sottosuolo. L'ambiente e cosi delicato e prezioso che l'area e riconosciuta come zona umida di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar, il trattato che tutela le zone umide del pianeta. Sono, senza esagerare, uno dei luoghi piu belli di tutto il Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili.

Laghetti di Percile - Lagustelli di Percile - Parco dei Monti Lucretili
Laghetti di Percile - Lagustelli di Percile - Parco dei Monti Lucretili

Come si visitano i Lagustelli di Percile

La passeggiata ai Laghetti di Percile e alla portata di quasi tutti: si parte da Percile e in poco tempo si raggiungono i due bacini, senza dislivelli impegnativi. Proprio perche e facile e bella, durante la bella stagione la meta si affolla nei fine settimana. Il consiglio e di andarci in un giorno feriale o nelle prime ore del mattino, con il massimo rispetto per l'ambiente: niente bagni dove non e consentito, niente rumori, niente rifiuti lasciati sull'erba. I Lagustelli non sono una piscina all'aperto, sono un habitat protetto, e la loro sopravvivenza dipende anche da come li tratta chi li visita. Per un approfondimento sui due specchi d'acqua c'e la pagina dedicata ai Laghetti di Percile, che vale la lettura prima di andarci, cosi come quella sul borgo di Percile da cui parte il sentiero.

La fauna del Parco dei Monti Lucretili

Il pregio piu alto dei Monti Lucretili, quello che gli e valso la protezione, e faunistico. Il parco ospita una coppia di aquila reale che nidifica sulle pareti sud-orientali del Monte Pellecchia, nella zona della Valle Ustica, cui e dedicato anche un percorso escursionistico. Vederla in volo, con l'apertura alare di oltre due metri, e uno di quei momenti che ripagano ore di cammino: sale a spirale sulle correnti calde e domina la valle senza un battito d'ala. Non e comune, e non si vede a comando, ma chi frequenta il parco sa dove alzare gli occhi e sa portarsi un binocolo.

Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili
Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili

Il lupo e i mammiferi dei Monti Lucretili

Il lupo e tornato, come su gran parte dell'Appennino, e la sua presenza qui e considerata in aumento: difficilissimo da avvistare, lascia tracce piu che apparizioni, ma c'e, e la sua presenza e il segno che l'ecosistema funziona. Accanto a lui il parco ospita una fauna a mammiferi ricca: la martora, elegante e schiva; lo scoiattolo; l'istrice, che di notte gira col suo mantello di aculei; il tasso, che scava tane profonde nei boschi. Sono animali che si muovono soprattutto all'alba e al crepuscolo, e che il camminatore diurno intuisce piu dalle impronte, dagli aculei caduti e dai segni sul terreno che dalla vista diretta.

Gli anfibi rari delle acque

Dove c'e acqua pulita, nei Lucretili, ci sono anfibi che altrove sono spariti. Le pozze e i corsi d'acqua ospitano la salamandrina dagli occhiali, un piccolo anfibio dalla livrea inconfondibile che vive solo in Italia, e l'ululone dal ventre giallo, un rospetto che al pericolo inarca la schiena mostrando il ventre a chiazze gialle per avvertire i predatori. Sono specie fragili, legate a stagni e ruscelli incontaminati, e la loro sopravvivenza e uno dei motivi per cui i Lagustelli e le zone umide del parco vanno protetti con cura. Trovarli e privilegio di chi cammina piano e guarda dove mette i piedi.

La flora e i boschi dei Monti Lucretili

Le valenze botaniche dei Monti Lucretili sono notevoli e studiate da secoli: gia nel Seicento il naturalista Federico Cesi, fondatore dell'Accademia dei Lincei, si occupo della flora di queste montagne. Salendo di quota il bosco cambia veste. In basso e sui versanti caldi domina la macchia mediterranea, con la fillirea, il cisto e il mirto; compaiono l'albero di Giuda, che a primavera si copre di fiori rosa prima delle foglie, e il carpino orientale, specie di origine balcanico-orientale che testimonia gli antichi legami floristici fra questa penisola e l'Oriente. Salendo ancora si entra nelle leccete e infine nelle grandi faggete, come quella della Valle Cavalera, dove i faggi contorti disegnano una foresta quasi da fiaba. In primavera i pianori e le radure si accendono di orchidee spontanee, che qui contano diverse specie.

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Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili

Il Giardino dei Cinque Sensi

Fra le iniziative del parco pensate per chi non e escursionista esperto c'e il Giardino dei Cinque Sensi, un percorso didattico e sensoriale gestito nell'ambito del Parco dei Monti Lucretili, dove le piante si conoscono toccandole, annusandole, ascoltando il vento fra le foglie. E il posto giusto per i bambini e per le scolaresche, un modo per far entrare la botanica nella testa dei piu piccoli senza lezioni frontali. Chi vuole visitarlo trova su parcolucretili.it il calendario delle aperture, che variano con le stagioni.

I borghi, le abbazie e i castelli dei Monti Lucretili

La montagna dei Lucretili non e solo natura: e un paesaggio abitato da sempre, e i suoi paesi raccontano mille anni di storia. Numerose un po' ovunque sono le testimonianze medievali, fra abbazie, eremi e castelli, spesso ancora poco conosciute e talvolta inserite in scenari di grande bellezza. Vale la pena scegliere qualche borgo e visitarlo con calma, invece di correre da una cima all'altra.

Licenza e la villa di Orazio

Il borgo di Licenza fu l'antico ritiro del grande poeta latino Orazio. Nella campagna sotto il paese si conservano i resti della villa che il poeta ricevette in dono dal ricco protettore Mecenate: un luogo che Orazio celebro nei suoi versi come rifugio dalla vita frenetica di Roma, dedicato alla meditazione, alla filosofia, alla lettura e alla poesia. La villa, databile intorno al 32 avanti Cristo, e uno dei rari casi in cui un testo letterario antico si puo posare su pietre ancora visibili: leggere le epistole di Orazio e poi camminare fra i muri della sua villa e un'esperienza che da sola vale la gita nei Lucretili.

Orvinio, Roccagiovine, Scandriglia

Orvinio, inserito fra i borghi piu belli d'Italia, colpisce per la sua solitudine e per l'abbazia di Santa Maria del Piano, che sorge poco fuori dall'abitato. Roccagiovine, arroccato su uno sperone, conserva l'atmosfera silenziosa dei paesi di montagna dove il tempo sembra rallentare. Scandriglia ammalia con i suoi scenari agresti, un intatto esempio di campagna sabina con gli argentei uliveti alternati a boschi e pascoli. Sono tre facce della stessa Sabina interna, quella che dai finestrini dell'auto si intuisce appena e che va scoperta a piedi, entrando nei vicoli e parlando con chi ci vive.

I castelli medievali

Sparsi per il territorio si incontrano castelli e rocche in vario stato di conservazione. Il castello di Castiglione, abitato fra il Duecento e il Quattrocento, e il castello di Montefalco, del Duecento e abbandonato all'inizio del Quattrocento, sono due esempi di quel sistema di fortificazioni che nel Medioevo presidiava i valichi e le valli fra la Sabina e la campagna romana. Molte di queste testimonianze sono ruderi immersi nel bosco, che si raggiungono solo a piedi lungo i sentieri, e proprio per questo hanno un fascino intatto, lontano dai circuiti turistici.

Una curiosita su Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili

La curiosita piu bella dei Monti Lucretili e che una delle sue vette da il nome, e forse persino la fama, a un modo di dire che a Roma conoscono tutti senza sapere da dove viene. Il Monte Gennaro, con la sua sagoma inconfondibile a nord-est della citta, e da secoli il barometro dei romani: quando le nubi si addensano sulla sua cima, il tempo sta per cambiare. Ma la curiosita vera riguarda la fauna. Sulle pareti sud-orientali del Monte Pellecchia nidifica una coppia di aquila reale, il piu grande rapace del parco, e a poche decine di chilometri dal Colosseo. Pochi romani sanno che, salendo un paio d'ore di sentiero da un paese come Licenza o Marcellina, si entra nel territorio di caccia di un'aquila: un animale che nell'immaginario si associa alle Alpi o all'Abruzzo, e che invece vive stabilmente qui, dietro l'angolo di casa. La Valle Ustica, dove la coppia si riproduce, e cosi importante da avere un sentiero a lei intitolato. E la dimostrazione che non serve andare lontano per trovare natura vera: basta alzare lo sguardo sul profilo dei Lucretili e sapere che lassu, dove finiscono i boschi e cominciano le rupi, c'e un nido che resiste da anni a un passo dalla metropoli.

Una cosa che non ti dice nessuno su Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili

Quello che le guide veloci non spiegano e che sui Monti Lucretili l'acqua e un inganno. Il paesaggio e verde, i boschi sono fitti, e chi arriva la prima volta pensa di trovare fontane e ruscelli a ogni curva. La verita e che questa e una montagna carsica, e il carsismo si porta via l'acqua di superficie: le doline e gli inghiottitoi che bucano i grandi pianori, come il Pratone di Monte Gennaro, ingoiano la pioggia e la fanno sparire nel sottosuolo, per restituirla molto piu in basso, alle sorgenti ai piedi dei paesi. Sui pianori d'alta quota, dove si cammina piu a lungo, di acqua potabile non ce n'e. Questo ha una conseguenza pratica che chi conosce il parco applica sempre e che il neofita scopre a sue spese: l'acqua per la giornata si carica in paese, prima di salire, perche lassu non si riempie la borraccia. La seconda cosa che nessuno dice e che il Pratone, cosi ampio e invitante, e anche il posto piu facile in cui perdere l'orientamento quando arriva la nebbia: e talmente vasto e uniforme che i punti di riferimento spariscono. Non e un dettaglio da poco su una montagna che, pur vicina a Roma, resta montagna a tutti gli effetti.

Il consiglio che ti do per visitare Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili

Il consiglio che do a chi mi chiede come affrontare i Monti Lucretili la prima volta e di non cominciare dalla vetta. Il Monte Gennaro e la meta piu ambita, ma buttarsi subito sul 303 senza conoscere il territorio significa spesso arrivare stanchi e non capire dove si e. Meglio partire dai Laghetti di Percile o da una passeggiata sui pianori bassi, prendere le misure della montagna, imparare a leggere i segnavia bianco-rossi del CAI, e solo dopo puntare al Gennaro in una mattina limpida. Quanto alla stagione, i Lucretili si camminano quasi tutto l'anno, ma ognuna ha la sua regola: la primavera e il periodo migliore per le fioriture e le orchidee, l'autunno per i colori delle faggete, l'inverno per le giornate terse e magari la neve sul Pratone, mentre l'estate va affrontata partendo all'alba per evitare il caldo sui versanti esposti. Un consiglio secco: scarponi veri, non scarpe da ginnastica, perche i sentieri sono sassosi e il calcare bagnato scivola. E un consiglio meno ovvio: portatevi un binocolo. Su questa montagna il colpo migliore non e quasi mai in vetta, ma nel cielo sopra le rupi del Pellecchia, dove con un po' di fortuna e di pazienza si vede l'aquila.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che i Monti Lucretili sono vicini a Roma; quasi nessuno ricorda che sono stati studiati dalla scienza fin dal Seicento. Federico Cesi, il nobile fondatore dell'Accademia dei Lincei, la prima accademia scientifica moderna d'Europa, quella di cui fece parte anche Galileo Galilei, si occupo della flora di questi monti in un'epoca in cui la botanica muoveva i primi passi come disciplina. Che una delle culle della scienza moderna abbia guardato proprio a queste montagne dice quanto la loro ricchezza vegetale fosse riconosciuta gia allora. Il fatto e risaputo fra gli addetti ai lavori e sfugge quasi sempre al visitatore, che vede un bosco e non immagina di camminare in un luogo che quattro secoli fa attirava l'attenzione dei Lincei. E un altro modo di guardare i Lucretili: non solo una palestra per escursionisti, ma un archivio vivente di specie, alcune di origine balcanico-orientale come il carpino orientale e l'albero di Giuda, che raccontano la storia botanica del Mediterraneo. La prossima volta che attraversate la Valle Cavalera fra i faggi contorti, ricordatevi che state camminando in un laboratorio a cielo aperto vecchio di secoli.

La foto giusta da fare a Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili

La cartolina che tutti cercano nei Lucretili sono i Laghetti di Percile visti dall'alto, con lo specchio d'acqua incastonato nel verde e il bosco che lo circonda: e la foto che gira di piu, ed e giustamente bella. Ma la foto giusta, quella che racconta davvero questa montagna, si scatta altrove e in un momento preciso. Salite al Pratone di Monte Gennaro in una mattina limpida d'inverno, quando la neve copre il pianoro e il cielo e terso, e mettetevi con le spalle alla vetta guardando verso Roma: davanti avrete la distesa bianca del Pratone che degrada verso la campagna, e all'orizzonte, se l'aria e pulita, la sagoma della citta e persino il luccichio del mare. E l'immagine che spiega in un colpo solo il paradosso dei Lucretili: neve e silenzio d'alta montagna a mezz'ora dal traffico della capitale. In alternativa, per chi ama i dettagli piu che i panorami, la foto da portare a casa e quella dei grandi faggi contorti della Valle Cavalera, con la luce del mattino che filtra fra i rami: sembrano alberi di un'altra epoca. Un avvertimento pratico: sul Pratone la luce piena di mezzogiorno appiattisce tutto, meglio le ore basse, all'alba o nel tardo pomeriggio, quando le ombre lunghe danno rilievo al terreno carsico.

Laghetti di Percile - Lagustelli di Percile - Parco dei Monti Lucretili
Laghetti di Percile - Lagustelli di Percile - Parco dei Monti Lucretili

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia dei Monti Lucretili e fatta piu di lunghe durate che di singole date, ma qualche avvenimento merita di essere ricordato. Il primo, e il piu antico, e la costruzione della villa di Orazio a Licenza, intorno al 32 avanti Cristo: il poeta la ricevette in dono da Mecenate e ne fece il suo rifugio dalla vita di Roma, lasciandone testimonianza nei versi. Non e un episodio minore: e uno dei rari casi in cui la letteratura latina si ancora a un luogo preciso di queste montagne, e per secoli la villa e stata meta di viaggiatori colti in cerca dei luoghi oraziani.

Il secondo grande capitolo e medievale. Fra il Duecento e il Quattrocento la montagna si copre di castelli e rocche: il castello di Castiglione, abitato appunto fra Duecento e Quattrocento, e quello di Montefalco, sorto nel Duecento e abbandonato all'inizio del Quattrocento, testimoniano un'epoca in cui questi valichi erano contesi e presidiati. In parallelo fioriscono le abbazie, come Santa Maria del Piano presso Orvinio, centri di preghiera ma anche di bonifica agraria e di popolamento.

Il terzo avvenimento e recente e riguarda la tutela: nel 1989 la Regione Lazio istituisce il Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, sottraendo alla speculazione e all'abbandono oltre diciottomila ettari di montagna. E la data che cambia il destino di questo territorio, trasformandolo da margine dimenticato a area protetta. Nel 2016, con la Legge Regionale n. 12 del 10 agosto, allo stesso ente viene affidata anche la gestione del Parco Naturale Regionale dell'Inviolata, segno di una politica di tutela che si allarga. Sono avvenimenti senza clamore, ma sono quelli che hanno permesso all'aquila reale di tornare a nidificare e ai Lagustelli di restare puliti.

Chi e passato da Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili

Il personaggio piu illustre passato da questi monti e senza dubbio Orazio, Quinto Orazio Flacco, uno dei massimi poeti di Roma antica. Nella campagna di Licenza egli visse e scrisse, nella villa donatagli da Mecenate, cantando la quiete della campagna sabina contro il rumore della citta: le sue Epistole e le sue Odi conservano il ricordo di questi luoghi, e per questo la valle del Licenza e diventata, nei secoli, un piccolo pellegrinaggio letterario. Chi conosce i versi oraziani sul ritiro campestre, sull'otium e sulla misura, cammina in questi boschi con un occhio diverso.

Dietro Orazio c'e la figura di Mecenate, il grande protettore delle arti al tempo di Augusto, il cui nome e diventato sinonimo di chi finanzia artisti: fu lui a regalare al poeta la villa, e quindi in un certo senso e a Mecenate che si deve la fortuna letteraria di questi monti. Nel Seicento e la scienza a interessarsi ai Lucretili, con Federico Cesi e l'Accademia dei Lincei, che ne studiarono la flora. Piu vicino a noi, questi monti sono stati e restano la palestra di generazioni di escursionisti e alpinisti romani: il Club Alpino Italiano ha tracciato e mantiene la rete dei sentieri numerati, e il Monte Gennaro e da oltre un secolo la montagna d'iniziazione per chi, a Roma, comincia ad andare per monti. Non imperatori ne registi, dunque, ma poeti, mecenati, scienziati e camminatori: una compagnia colta e discreta, all'altezza di una montagna che non ama il clamore.

Come arrivare al Parco dei Monti Lucretili

In automobile da Roma la via piu diretta e la Salaria o la Tiburtina in direzione nord-est: da Palombara Sabina si raggiungono i versanti meridionali e la sede dell'ente in Viale Adriano Petrocchi 11; da Marcellina si sale a Prato Favale per il Gennaro; da San Polo dei Cavalieri parte l'altra via al Pratone; verso l'interno si prosegue per Licenza, Percile e Orvinio. Con i mezzi pubblici il riferimento e la stazione di Palombara-Marcellina sulla linea ferroviaria Roma-Orte, servita dai treni regionali, da cui autolinee locali collegano i paesi; conviene verificare gli orari dei bus, che nei giorni festivi si diradano. Chi non guida e non vuole dipendere dai bus fa bene ad affidarsi a una guida o a un gruppo escursionistico organizzato, che risolve il problema del trasporto fino agli imbocchi dei sentieri, spesso lontani dalle fermate.

Quando andare e quando evitare i Monti Lucretili

Ogni stagione ha il suo momento nei Monti Lucretili. La primavera, da aprile a giugno, e forse la migliore in assoluto: le faggete si aprono di verde tenero, i pianori si riempiono di fioriture e di orchidee, le giornate si allungano. L'autunno regala i colori caldi dei boschi e temperature ideali per camminare. L'inverno, nelle giornate limpide, offre l'aria piu trasparente e i panorami piu lunghi, con la possibilita della neve sul Pratone: ma va affrontato con attrezzatura adeguata e attenzione al ghiaccio. L'estate e la stagione da gestire con piu cautela: sui versanti esposti il caldo picchia, e conviene partire all'alba e portare molta acqua. Da evitare, in ogni stagione, le giornate di nebbia fitta sui pianori, dove orientarsi diventa difficile, e i periodi di allerta incendio, quando alcuni sentieri possono essere chiusi: la verifica si fa sul sito ufficiale prima di mettersi in cammino.

I Monti Lucretili con i bambini

Il parco si presta bene a una gita in famiglia, purche si scelga la meta giusta. I Laghetti di Percile sono la passeggiata ideale con i bambini: breve, senza dislivelli impegnativi, con l'acqua a fare da premio in fondo al sentiero. Il Giardino dei Cinque Sensi e pensato apposta per i piu piccoli e per le scolaresche, con un approccio pratico alla natura. La salita al Monte Gennaro, invece, e troppo lunga e faticosa per i bambini piccoli: la si tiene per i ragazzi gia abituati a camminare. In ogni caso, valgono le regole di sempre: acqua caricata in paese, scarpe chiuse, cappello d'estate, e la pazienza di andare al passo dei piu piccoli, fermandosi a guardare gli animali e le piante invece di puntare solo alla meta.

Che cosa c'e intorno ai Monti Lucretili

I Monti Lucretili sono al centro di una delle zone piu ricche di gite fuori porta del Lazio, e chi ci arriva puo facilmente allungare la visita. Verso sud, la vicina Tivoli offre due dei siti piu celebri d'Italia, la Villa Adriana e la Villa d'Este, entrambe patrimonio dell'umanita, oltre al centro storico di Tivoli con le sue cascate. Sempre nella valle dell'Aniene, piu a monte, si raggiunge Subiaco con i suoi monasteri benedettini. Verso l'interno, la Sabina apre altri scenari: il borgo e l'abbazia di Fara in Sabina, la riserva della confluenza fra Tevere e Farfa a Nazzano, e piu a est le acque del Lago del Turano. Per chi cerca altra montagna, i Monti Simbruini sono il naturale prolungamento appenninico verso sud-est. E una zona in cui, nel raggio di mezz'ora d'auto dai Lucretili, si passa dai boschi d'alta quota alle ville imperiali senza soluzione di continuita.

Il nome Lucretili e la storia profonda della montagna

Il nome stesso di questi monti porta con se un pezzo di storia antica. I Monti Lucretili, detti anche Lucretini, sono la propaggine piu meridionale dei Monti Sabini, e la loro denominazione affonda nell'eta romana e pre-romana, quando questa era terra dei Sabini, il popolo italico che la tradizione lega alle origini stesse di Roma. Camminare qui significa attraversare un paesaggio che l'uomo abita e modella da almeno tremila anni: prima i pastori sabini con la transumanza lungo i tratturi, poi i romani con le ville di campagna come quella di Orazio, poi i monaci con le abbazie che bonificarono le valli, infine i contadini che disegnarono il paesaggio degli uliveti e dei pascoli che vediamo oggi. La montagna carsica, con le sue sorgenti e i suoi pianori d'alpeggio, ha sempre offerto acqua ed erba per il bestiame, e questo spiega la fitta rete di paesi che la circondano. Non e una natura vergine, e un paesaggio culturale, dove ogni muretto a secco, ogni fontanile, ogni sentiero racconta secoli di lavoro umano dentro un ambiente selvatico che non e mai stato del tutto addomesticato.

La transumanza e i pianori d'alpeggio

I grandi pianori carsici dei Monti Lucretili, a cominciare dal Pratone di Monte Gennaro, non sono solo un fenomeno geologico: sono stati per secoli pascoli d'altura, dove le greggi salivano in estate a cercare l'erba fresca mentre in pianura il sole bruciava tutto. Il Pratone frequentatissimo del Gennaro, come lo definiscono le vecchie descrizioni, deve la sua fama anche a questo: era ed e in parte ancora terra di pascolo, e i cavalli e le mucche che si incontrano lassu sono il segno di una tradizione che non si e spenta. Chi cammina sui pianori in una mattina d'estate e vede il bestiame brado all'orizzonte sta guardando un pezzo di economia montana vecchia di millenni. La transumanza, il movimento stagionale delle greggi, ha inciso i sentieri che oggi percorrono gli escursionisti: molti dei tracciati numerati dal CAI ricalcano antichi percorsi pastorali.

I versanti del Parco dei Monti Lucretili, uno per uno

Chi vuole capire i Monti Lucretili deve rassegnarsi a non vederli tutti in una volta: sono una montagna a piu facce, e ogni versante ha il suo paese-porta, il suo carattere e le sue mete. Vale la pena percorrerli uno alla volta, in gite diverse, invece di illudersi di esaurirli in una domenica.

Il versante di Marcellina e Palombara Sabina

E il versante meridionale, quello che guarda Roma e ne subisce la vicinanza. Palombara Sabina, con il suo castello Savelli che domina l'abitato, e il centro maggiore e la sede dell'ente parco. Marcellina, poco distante, e la base della salita classica al Monte Gennaro attraverso Prato Favale. Questo e il versante piu frequentato, il piu comodo da raggiungere da Roma, e proprio per questo il piu affollato nei fine settimana; ma e anche quello dove la montagna si presenta nel modo piu immediato, con la sagoma del Gennaro che si erge alle spalle dei paesi. Da qui si aprono i sentieri piu classici e piu documentati del parco.

Il versante di San Polo dei Cavalieri e la valle dell'Aniene

A sud-est il parco si affaccia sulla valle dell'Aniene, e il paese-porta e San Polo dei Cavalieri, arroccato su un colle con il suo castello Orsini-Barberini. Da San Polo parte la variante del sentiero 303 che raggiunge il Pratone di Monte Gennaro attraversando panorami aperti sulla valle dell'Aniene, con lo sguardo che spazia su Marcellina e Palombara Sabina e sul singolare campo di anime, un affioramento di rocce carsiche modellate dall'acqua. E un versante meno battuto di quello di Marcellina, e per questo apprezzato da chi cerca un po' piu di solitudine pur restando su percorsi ben tracciati.

Il versante interno: Licenza, Percile, Roccagiovine

Superata la dorsale principale si entra nella parte piu appartata dei Lucretili, quella dei borghi interni che conservano paesaggi e atmosfere di altri tempi. Licenza, con la villa di Orazio nella campagna sottostante, e la porta della cultura classica; Percile e la base per i Lagustelli e per la salita alle pendici del Monte Pellecchia; Roccagiovine, minuscolo e silenzioso, e il tipo di borgo dove non succede niente e proprio per questo si sta bene. Questo e il versante piu selvaggio e meno turistico, dove la solitudine dei paesi, come dicono le vecchie guide, stupisce il visitatore. E la parte del parco da riservare a chi ha gia fatto le mete classiche e vuole andare piu a fondo.

Il versante di Orvinio e Scandriglia, verso Rieti

Sul lato reatino il parco sfuma nella Sabina piu profonda. Orvinio, uno dei borghi piu belli d'Italia, con l'abbazia di Santa Maria del Piano poco fuori l'abitato, e la meta piu nota; Scandriglia ammalia con i suoi scenari agresti, la campagna sabina intatta degli uliveti argentei alternati a boschi e pascoli. E il versante piu agricolo e piu dolce, dove la montagna si stempera nelle colline dell'olio sabino, uno dei migliori d'Italia. Chi ama abbinare la camminata alla tavola trova qui i sapori piu autentici del territorio.

Il sentiero dell'aquila e la Valle Ustica

Fra i percorsi tematici del Parco dei Monti Lucretili merita una menzione a parte il sentiero dedicato all'aquila reale, che si sviluppa nella zona della Valle Ustica, ai piedi delle pareti sud-orientali del Monte Pellecchia dove la coppia nidifica. E un itinerario pensato per avvicinare l'escursionista al territorio del grande rapace, con la possibilita, mai garantita ma reale, di osservarne il volo. Chi lo affronta deve tenere a mente due regole d'oro: il silenzio e la distanza. L'aquila reale e un animale sensibile al disturbo, soprattutto nel periodo della nidificazione, e la sua presenza qui e un patrimonio fragile da non compromettere. Portarsi un binocolo, muoversi piano, non fermarsi sotto le pareti dove potrebbe esserci il nido: sono accortezze che fanno la differenza fra un avvistamento fortunato e un disturbo dannoso. La Valle Ustica e uno di quei luoghi dove la montagna chiede rispetto piu che conquista.

Camminare in sicurezza sui Monti Lucretili

Vicino a Roma non vuol dire facile. I Monti Lucretili restano montagna a tutti gli effetti, e ogni anno chi presta soccorso interviene per escursionisti mal equipaggiati o disorientati, spesso proprio sul Pratone quando cala la nebbia. Le regole sono quelle di sempre e valgono anche a un'ora dalla capitale. Scarponi da trekking con suola scolpita, perche il calcare bagnato scivola e i sentieri sono sassosi. Acqua a sufficienza caricata in paese, perche sui pianori non se ne trova. Abbigliamento a strati, perche in quota il tempo cambia in fretta e una giornata tiepida in paese puo diventare fredda e ventosa in cima. Una carta dei sentieri e, meglio ancora, una traccia GPS, perche i segnavia bianco-rossi del CAI aiutano ma sui grandi pianori possono non bastare. Partenza presto, per avere margine di luce al ritorno. E la regola piu importante: dire a qualcuno dove si va e a che ora si conta di tornare. In caso di emergenza in montagna il numero da comporre e il 112, il numero unico europeo. Con questi accorgimenti i Lucretili sono una montagna generosa e alla portata di molti; senza, anche una gita apparentemente banale puo trasformarsi in un guaio.

Accessibilita e servizi nel Parco dei Monti Lucretili

Trattandosi di un parco montano fatto di sentieri, gran parte del territorio dei Monti Lucretili non e accessibile a chi ha difficolta motorie: i percorsi d'altura richiedono gambe allenate e terreno accidentato. Esistono pero mete piu dolci, come alcune passeggiate di fondovalle e le iniziative didattiche presso la sede dell'ente, adatte a un pubblico piu ampio. Per informazioni aggiornate su percorsi accessibili, visite guidate, attivita per le scuole e disponibilita di servizi, il riferimento e sempre l'ufficio del parco a Palombara Sabina, contattabile allo 0774 637027 o all'indirizzo info@parcolucretili.it, e il sito ufficiale parcolucretili.it, dove si trovano il calendario delle escursioni e gli eventuali avvisi di chiusura dei sentieri. Nei paesi che circondano il parco non mancano bar, alimentari e trattorie dove rifornirsi prima di salire e mangiare al ritorno: fa parte dell'esperienza chiudere una camminata con un piatto di cucina sabina e un bicchiere di vino dei Castelli o della Sabina.

Laghetti di Percile - Lagustelli di Percile - Parco dei Monti Lucretili
Laghetti di Percile - Lagustelli di Percile - Parco dei Monti Lucretili

La tavola sabina intorno ai Monti Lucretili

Una gita nei Monti Lucretili non si chiude in vetta ma a tavola, e sarebbe un peccato ignorarlo. La Sabina che circonda il parco e terra di uno degli oli extravergini piu premiati d'Italia, l'olio Sabina a denominazione d'origine protetta, prodotto dagli uliveti argentei che salgono fin sotto il bosco. Nei paesi come Scandriglia, Palombara Sabina, Licenza e Orvinio le trattorie propongono una cucina di montagna e di campagna senza fronzoli: paste fatte in casa condite con sughi di carne, formaggi pecorini, salumi, legumi, funghi e tartufi nella stagione giusta, il tutto innaffiato con i vini del territorio. Chiudere una camminata con un pranzo in un borgo interno, magari acquistando una bottiglia d'olio direttamente dal produttore, e il modo giusto per capire che il paesaggio dei Lucretili non e solo da guardare ma anche da gustare: gli uliveti, i pascoli e i boschi che si attraversano a piedi tornano, poco dopo, nel piatto. Vale la pena informarsi in anticipo, perche nei borghi piu piccoli i locali aperti sono pochi e nei giorni feriali conviene telefonare prima; ma proprio questa scarsita e parte del fascino, perche si mangia dove mangia chi ci vive, con prodotti che spesso arrivano dall'orto e dall'oliveto di casa. Un ultimo suggerimento per chi programma la giornata: mettete in conto il tempo del pranzo e non ripartite di corsa, perche la lentezza sabina non si accorda con la fretta di chi vuole spuntare mete come una lista della spesa.

Domande veloci su Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili

Quanto costa entrare nel Parco dei Monti Lucretili?

L'ingresso al parco e libero e gratuito: non c'e un biglietto ne un varco. Le uniche spese eventuali sono quelle del trasporto, di una guida escursionistica se la si sceglie, e di attivita specifiche organizzate dall'ente, i cui costi si verificano sul sito ufficiale.

Dove si trova il Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili?

Il parco occupa il settore piu meridionale dei Monti Sabini, a nord-est di Roma, a cavallo fra le province di Roma e Rieti. La sede dell'ente e in Viale Adriano Petrocchi 11, a Palombara Sabina (RM).

Qual e la montagna piu alta dei Monti Lucretili?

La cima piu alta e il Monte Pellecchia, 1368 metri, che domina la valle del torrente Licenza. Piu famoso, anche se un po' piu basso, e il Monte Gennaro, 1271 metri, la vetta simbolo del parco.

Come si sale al Monte Gennaro?

La salita classica parte da Prato Favale, sopra Marcellina, a circa 830 metri, e segue il sentiero CAI 303: circa 500 metri di dislivello e due ore e mezza di cammino, difficolta escursionistica. Una variante parte da San Polo dei Cavalieri.

Che difficolta hanno i sentieri dei Monti Lucretili?

I percorsi principali, come il 303 al Monte Gennaro, hanno difficolta E, escursionistica: nessun passaggio esposto, ma cammino di montagna vera che richiede scarponi, acqua e allenamento. Con neve o ghiaccio la difficolta aumenta.

Cosa sono i Laghetti di Percile?

Sono due piccoli laghi di origine carsica, il Lago Marraone e il Lago Fraturno, chiamati localmente Lagustelli, incassati in una conca boscosa presso il borgo di Percile. L'area e riconosciuta zona umida di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar.

Si puo fare il bagno nei Laghetti di Percile?

Sono un habitat protetto e delicato, non una piscina all'aperto. La balneazione dove non consentita va evitata; si visitano a piedi, con rispetto per l'ambiente, meglio nei giorni feriali per non affollarli.

Si vede davvero l'aquila reale nel Parco dei Monti Lucretili?

Una coppia di aquila reale nidifica sulle pareti sud-orientali del Monte Pellecchia, nella zona della Valle Ustica. Avvistarla non e garantito, ma chi frequenta il parco con un binocolo e un po' di pazienza ha buone possibilita, soprattutto sopra le rupi del Pellecchia.

C'e il lupo nei Monti Lucretili?

Si, il lupo e presente e la sua presenza e considerata in aumento, come su gran parte dell'Appennino. E schivo e difficilissimo da avvistare: lascia tracce piu che apparizioni. Non rappresenta un pericolo per l'escursionista.

I Monti Lucretili sono adatti ai bambini?

Si, scegliendo le mete giuste: i Laghetti di Percile e il Giardino dei Cinque Sensi sono perfetti per le famiglie. La salita al Monte Gennaro, invece, e lunga e faticosa e si tiene per i ragazzi gia abituati a camminare.

Serve una guida per visitare i Monti Lucretili?

Non e obbligatoria per le passeggiate facili, ma su percorsi lunghi come il Gennaro, o per chi non conosce la montagna, una guida o un gruppo escursionistico organizzato aggiungono sicurezza e risolvono il problema del trasporto fino agli imbocchi dei sentieri.

C'e acqua potabile lungo i sentieri?

Sui grandi pianori carsici, come il Pratone di Monte Gennaro, l'acqua di superficie e scarsa perche il calcare la assorbe. Conviene sempre caricare l'acqua per la giornata in paese, prima di salire.

Come si arriva ai Monti Lucretili con i mezzi pubblici?

Il riferimento e la stazione di Palombara-Marcellina sulla linea ferroviaria Roma-Orte, da cui autolinee locali raggiungono i paesi. Gli orari dei bus, specie nei festivi, sono ridotti: conviene verificarli in anticipo.

Qual e la stagione migliore per andare?

La primavera per le fioriture e le orchidee, l'autunno per i colori delle faggete, l'inverno per le giornate terse e l'eventuale neve sul Pratone. L'estate va affrontata partendo all'alba per evitare il caldo sui versanti esposti.

Quanto dura la passeggiata ai Laghetti di Percile?

E una passeggiata breve e facile che parte dal borgo di Percile e raggiunge i due laghi senza dislivelli impegnativi, adatta anche alle famiglie. I tempi esatti dipendono dal punto di partenza e dal passo: si controllano sulla segnaletica e sul sito ufficiale.

C'e la villa di Orazio nei Monti Lucretili?

Si, nella campagna sotto Licenza si conservano i resti della villa che il poeta latino Orazio ricevette in dono da Mecenate, databile intorno al 32 avanti Cristo. E uno dei luoghi piu affascinanti dal punto di vista storico dell'intero parco.

Si puo andare in bicicletta o a cavallo nel Parco dei Monti Lucretili?

Diversi percorsi, come il tratto 303 da San Polo dei Cavalieri, sono aperti anche alla bici e al cavallo oltre che a piedi. Va sempre verificato quale sentiero consente quale attivita, rispettando la segnaletica e l'ambiente.

Cosa vedere vicino ai Monti Lucretili?

Nel raggio di mezz'ora d'auto ci sono Tivoli con Villa Adriana e Villa d'Este, Subiaco con i monasteri benedettini, la Sabina di Fara in Sabina, la riserva di Nazzano alla confluenza fra Tevere e Farfa, il Lago del Turano e i Monti Simbruini.

Il consiglio finale

Se dovessi riassumere i Monti Lucretili in una frase, direi che sono la montagna che i romani hanno sotto gli occhi e quasi non guardano. Il Gennaro chiude l'orizzonte a nord-est della citta ogni giorno, eppure in pochi ci salgono, e ancora meno sanno che lassu vive un'aquila. Il mio consiglio, dopo tanti anni a portarci gente, e di trattare questa montagna con la serieta che merita e con la curiosita che ripaga: caricate l'acqua in paese, mettete gli scarponi, scegliete una mattina limpida, e salite senza fretta. Fermatevi sul Pratone, alzate il binocolo verso le rupi del Pellecchia, e ricordatevi che state camminando dove Orazio cercava la pace e dove i Lincei studiavano le piante. Non e la montagna piu alta ne la piu famosa d'Italia, ma e vicina, e vera, ed e vostra: basta andarci.

Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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RiassuntoParco Naturale Regionale dei Monti Lucretili - Viale Adriano Petrocchi, 11, 00018 Palombara Sabina RM, Italia
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IndirizzoViale Adriano Petrocchi, 11, 00018 Palombara Sabina RM, Italia 18
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