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Percussioni la colonna sonora al Teatro La Casetta — dal 9 al 30 novembre 2026

Percussioni la colonna sonora è un laboratorio gratuito di percussioni per ragazze e ragazzi fra i 10 e i 17 anni, al Teatro La Casetta di via Federico Borromeo 75, a Primavalle, nel Municipio XIV. Il percorso prevede quattro incontri di due ore, lunedì 9, 16, 23 e 30 novembre 2026, alle 17, più le prove finali. La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria, per telefono al numero 334 8977384; per informazioni risponde anche il 338 3707076 di Cantieri dello Spettacolo E.T.S., l'associazione che cura il progetto e gestisce il teatro. Si arriva con la metro A, fermata Cornelia, e con gli autobus 46, 49, 907, 907L e 916. Il laboratorio è condotto da Andrea Thioune e da Ady Thioune dell'associazione Sunu Africa Oumy, e fa parte di We Have a Dream, il programma gratuito di spettacoli, letture e laboratori sulla Costituzione che culmina il 5 dicembre 2026 in uno spettacolo corale.

Quattro lunedì pomeriggio per imparare i ritmi e le tecniche di base delle percussioni africane e, alla fine, suonare la musica di uno spettacolo vero. Il gruppo che si forma alla Casetta non fa un corso di strumento: costruisce la scrittura sonora dello spettacolo conclusivo di We Have a Dream, cioè la sua colonna sonora. È un'idea precisa, e la più riuscita del progetto: dare a un gruppo di adolescenti la responsabilità del ritmo di una produzione collettiva. Qui trovate le date, come prenotare, chi conduce, che cosa si suona, com'è fatto il teatro e come arrivarci.

Percussioni la colonna sonora in breve

Percussioni la colonna sonora è un laboratorio di quattro incontri da due ore, il lunedì alle 17 dal 9 al 30 novembre 2026, gratuito con prenotazione, per ragazze e ragazzi dai 10 ai 17 anni, al Teatro La Casetta di Primavalle.

Le quattro date

Gli incontri sono lunedì 9 novembre, lunedì 16 novembre, lunedì 23 novembre e lunedì 30 novembre 2026. Il programma pubblicato sul portale culturale di Roma Capitale aggiunge le prove finali, che preparano l'esecuzione nello spettacolo di dicembre: al momento della prenotazione conviene chiederne il calendario.

Orario e durata

L'inizio è alle 17. Ogni incontro dura due ore, dunque si esce intorno alle 19. È un orario che si incastra con la scuola del mattino ma che, a fine novembre, fa rientrare a casa con il buio: un dato da considerare per i più giovani.

Chi può partecipare

Il laboratorio è rivolto a ragazze e ragazzi tra i 10 e i 17 anni. Il programma parla di ritmi e tecniche musicali di base: non è richiesto di saper già suonare uno strumento, e questo apre il gruppo anche a chi non ha mai preso in mano un tamburo.

Quanto costa

Nulla. L'ingresso è gratuito, con prenotazione obbligatoria. Il progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura, Direzione Generale Spettacolo, ed è vincitore dell'avviso pubblico Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro 2026 di Roma Capitale, in collaborazione con SIAE.

Che cosa si fa al laboratorio Percussioni la colonna sonora

Nel laboratorio Percussioni la colonna sonora vengono presentati i ritmi e le tecniche musicali di base delle percussioni, con un obiettivo dichiarato: costruire la scrittura sonora dello spettacolo conclusivo del progetto We Have a Dream.

I ritmi di base

Il punto di partenza è il ritmo: come si tiene un tempo, come si entra e si esce da una frase, come si ascoltano gli altri mentre si suona. Nelle percussioni d'insieme la tecnica individuale conta meno della capacità di stare dentro il gruppo, e questo è un apprendimento che vale ben oltre la musica.

La tecnica

Accanto al ritmo c'è il gesto: la posizione delle mani, il modo di colpire la pelle per ottenere suoni diversi, la resistenza fisica che richiede un'esecuzione lunga. Due ore a settimana per quattro settimane bastano per costruire una base solida, se il gruppo lavora con continuità.

La scrittura sonora

La parola scelta dagli organizzatori è scrittura, e non è casuale. Il gruppo non esegue un brano già pronto: compone, insieme ai conduttori, la musica che accompagnerà le scene preparate dagli altri laboratori. Ingressi, cambi di scena, momenti di tensione e di festa avranno il loro ritmo, e quel ritmo sarà deciso qui.

Le prove finali

Dopo i quattro incontri il programma prevede le prove finali, in cui la musica si incontra con il resto dello spettacolo. È il momento più impegnativo e anche il più formativo: capire che il proprio tamburo deve aspettare la battuta di un attore, o sostenere l'entrata di una figura, è la vera lezione di teatro del percorso.

Chi conduce: Andrea Thioune e Ady Thioune

Il laboratorio Percussioni la colonna sonora è a cura di Ady Thioune e di Andrea Thioune, in collaborazione con l'associazione Sunu Africa Oumy, impegnata nella promozione della cultura senegalese attraverso musica, danza e teatro.

Andrea Thioune

Il percorso è condotto da Andrea Thioune, classe 2010, nato e cresciuto nell'incontro interculturale fra Senegal e Italia. È un dettaglio che conta: chi guida il gruppo ha più o meno l'età dei partecipanti, e questo cambia il rapporto in sala. Da sempre immerso nei ritmi africani, suona sabar, doum doum, djembe, tama e congas, e partecipa regolarmente a concerti con il padre e gli zii. Ha già condotto laboratori di percussioni per bambini.

Ady Thioune

Ady Thioune è il presidente di Sunu Africa Oumy. Percussionista polivalente e arrangiatore, è attivo in Italia dal 1999 come ambasciatore della cultura senegalese e lavora con il gruppo Sunu Africa, integrando tradizione musicale, danza e teatro. La sua attività, secondo la presentazione del progetto, affonda le radici nella tradizione dei griot, i custodi della trasmissione orale e musicale in Senegal.

Una famiglia di musicisti

Padre, figlio, zii: il laboratorio porta alla Casetta un modo di imparare la musica che passa di generazione in generazione, per imitazione e per ascolto, prima che per spartito. È esattamente il metodo dei griot, e vederlo applicato a un gruppo di ragazzi di Primavalle ha un senso che va oltre la didattica.

L'associazione Sunu Africa Oumy

Sunu Africa Oumy lavora sulla cultura senegalese attraverso tre linguaggi, musica, danza e teatro. La collaborazione con Cantieri dello Spettacolo inserisce questo patrimonio dentro un progetto sulla Costituzione italiana: una scelta che parla da sola di che cosa sia oggi la cittadinanza nei quartieri della periferia romana.

Gli strumenti: sabar, djembe, doum doum, tama, congas

Gli strumenti che Andrea Thioune suona, secondo la presentazione ufficiale del laboratorio, sono il sabar, il doum doum, il djembe, il tama e le congas: una famiglia di tamburi che copre la tradizione dell'Africa occidentale e quella afrocubana.

Il sabar

Il sabar è il tamburo della tradizione senegalese, suonato con una mano e una bacchetta, e accompagna danze, feste e cerimonie. È lo strumento che più di ogni altro lega il laboratorio alla cultura di Sunu Africa Oumy.

Il djembe

Il djembe, il tamburo a calice suonato a mani nude, è lo strumento africano più conosciuto in Europa. Con tre colpi di base, un suono grave al centro della pelle, uno aperto e uno secco sul bordo, permette a un principiante di suonare in gruppo dopo pochi incontri: per questo è spesso la porta d'ingresso dei laboratori per ragazzi.

Il doum doum e il tama

I doum doum sono i tamburi bassi, cilindrici, suonati con le bacchette, che reggono la struttura ritmica dell'insieme. Il tama è il piccolo tamburo parlante che si tiene sotto il braccio: stringendo le corde si cambia l'altezza del suono, e il tamburo sembra imitare la voce umana.

Le congas

Le congas arrivano dall'altra sponda dell'Atlantico, da Cuba, e portano nel laboratorio il ricordo di come i ritmi africani abbiano viaggiato e si siano trasformati nelle Americhe. Mettere insieme sabar e congas significa raccontare, anche solo con il suono, una storia di migrazioni.

We Have a Dream: il progetto dietro Percussioni la colonna sonora

We Have a Dream è un progetto multidisciplinare di Cantieri dello Spettacolo che dall'11 settembre al 5 dicembre 2026 attraversa la periferia nord ovest di Roma con spettacoli, letture e laboratori gratuiti dedicati ai giovani, ispirati alla Costituzione.

Ottant'anni dalla Costituente

Il progetto si propone di riscoprire, attraverso la bellezza e l'inclusione, i valori della Carta costituzionale a ottant'anni dall'Assemblea Costituente, con un'attenzione particolare alle Madri Costituenti, le donne che contribuirono a scriverla.

Un'opera corale in reparti

Ogni laboratorio del progetto è un reparto di un'unica produzione. Alla Casetta, prima delle percussioni, si svolge Le figure della Costituzione, il laboratorio di drammaturgia e teatro di figura per i ragazzi dai 9 ai 14 anni, che scrive le scene e costruisce le figure. Altri gruppi lavorano come compagnia d'attori all'Intersos Lab di Ottavia e nella sala del Comitato Bastogi. Il laboratorio di percussioni è il reparto musicale: senza di lui lo spettacolo sarebbe muto.

Una rete di quartiere

We Have a Dream mette in rete istituzioni e terzo settore dei Municipi XIII e XIV: la Biblioteca Cornelia, la ASL Roma 1, l'ATER, Intersos Lab, il Teatro La Casetta, il Comitato Bastogi e l'associazione Sunu Africa Oumy. È una geografia di periferia che il pubblico del centro raramente attraversa.

Il 5 dicembre

Il percorso si chiude sabato 5 dicembre 2026 con lo spettacolo corale che riunisce tutti i reparti in un'unica azione scenica partecipata. I ragazzi delle percussioni saranno in scena, o nella buca, a dare il tempo agli altri.

Il Teatro La Casetta a Primavalle

Il Teatro La Casetta si trova in via Federico Borromeo 75, a Primavalle, nel Municipio XIV. È nato nel 2001 come spazio polivalente di formazione e di spettacolo, gestito dall'associazione Cantieri dello Spettacolo, e si rivolge per sua definizione ai ragazzi fino ai 90 anni.

Cantieri dello Spettacolo

L'associazione nasce nel 1996 dall'incontro di autori e operatori con esperienze nella produzione cinematografica, televisiva e teatrale, e da allora si occupa di didattica e di progetti culturali, dal teatro al cinema, dalla musica alla letteratura. Oggi è un ente del terzo settore, e firma l'intero programma We Have a Dream con la direzione artistica di Federica Mancini.

Una scatola che cambia forma

Il teatro si descrive come una piccolissima scatola magica che cambia nelle ore del giorno: tavoli, attrezzi e cartapesta di giorno, panche della platea la sera. Per un laboratorio di percussioni è una sala ideale, raccolta e senza il riverbero delle grandi aule scolastiche.

Il teatro di figura

La Casetta ha costruito la propria identità sul teatro di figura, un genere che, sostiene il teatro con una punta polemica, in Italia viene delegato a torto all'infanzia. In cartellone ospita compagnie da tutta Europa accanto agli spettacoli dei ragazzi della sua scuola.

Uno spazio per il quartiere

Lo spazio è aperto a gruppi scolastici, a giovani che lo gestiscono per altri giovani, a genitori e nonni con i bambini. È questo a farne un luogo credibile per un progetto sulla cittadinanza: la Casetta non porta la cultura in periferia, la fa in periferia da venticinque anni.

Una curiosità su Percussioni la colonna sonora al Teatro La Casetta — dal 9 al 30 novembre 2026

La curiosità più interessante di questo laboratorio è l'età di chi lo conduce. Andrea Thioune è nato nel 2010: guida un gruppo di coetanei, e alcuni dei partecipanti, che possono avere fino a 17 anni, saranno più grandi di lui. Nei laboratori per ragazzi il conduttore è quasi sempre un adulto, un insegnante o un artista affermato; qui la scelta è diversa, e rispecchia la tradizione da cui Andrea proviene.

Nella cultura dei griot dell'Africa occidentale, a cui la presentazione del progetto fa risalire l'attività di Ady Thioune, la musica si impara in famiglia e si esercita presto in pubblico. Un ragazzo che suona accanto al padre e agli zii nei concerti, come fa Andrea, a sedici anni ha già alle spalle anni di palco. Non è un prodigio, è il risultato di un sistema di trasmissione diverso dal nostro, dove il conservatorio non esiste e il maestro è chi ti siede accanto.

C'è poi un secondo aspetto curioso. Il laboratorio si chiama la colonna sonora, un termine che viene dal cinema. Cantieri dello Spettacolo è nata dall'incontro di professionisti della produzione cinematografica e televisiva, e il lessico lo tradisce: nel progetto We Have a Dream ogni gruppo di ragazzi è un reparto, come su un set. Il reparto musica, qui, suona Senegal e Roma insieme. È difficile immaginare un'immagine più precisa della Roma di oggi.

Una cosa che non ti dice nessuno su Percussioni la colonna sonora al Teatro La Casetta — dal 9 al 30 novembre 2026

La cosa che si dice poco è che quattro incontri sono pochi, e che il lavoro vero si fa nelle prove finali. Il programma lo scrive in una riga, più le prove finali, ma per una famiglia significa un impegno che va oltre il 30 novembre e arriva a ridosso dello spettacolo del 5 dicembre. Al momento della prenotazione chiedete con precisione quante prove sono previste, in quali giorni e a che ora: un ragazzo che salta la prova generale rischia di non suonare in scena.

Il secondo punto riguarda l'orario. Si comincia alle 17 e si finisce intorno alle 19, di lunedì, a fine novembre: fuori è buio da un pezzo. Per i partecipanti più giovani, dieci o undici anni, serve un adulto all'uscita o un gruppo di compagni con cui tornare. Primavalle è un quartiere residenziale, ma l'uscita al buio va organizzata come qualunque altra.

Il terzo è una questione di udito, e nessuno la menziona mai nelle presentazioni dei laboratori di tamburi. Una decina di djembe suonati insieme in una sala piccola producono un volume notevole. Per due ore non è un problema per la maggior parte dei ragazzi, ma chi ha una sensibilità particolare ai rumori forti può portare dei tappi auricolari morbidi, del tipo usato dai musicisti. Non è un segno di debolezza: i percussionisti professionisti li usano abitualmente in prova.

Il consiglio che ti do per visitare Percussioni la colonna sonora al Teatro La Casetta — dal 9 al 30 novembre 2026

Ai genitori il consiglio è di proporre questo laboratorio soprattutto ai ragazzi che non si sentono portati per il teatro. La percussione è un ingresso nello spettacolo che non richiede di parlare in pubblico né di recitare: si resta dentro il gruppo, si suona insieme, e il contributo di ciascuno si sente senza che nessuno debba esporsi da solo. Per un tredicenne timido è spesso la porta giusta.

Secondo consiglio: prenotate subito. Il laboratorio è gratuito, i posti in una sala come quella della Casetta sono per forza limitati, e la prenotazione telefonica al 334 8977384 è l'unica strada. Aspettare la settimana prima del 9 novembre significa rischiare di trovare il gruppo già completo.

Terzo, sull'abbigliamento: vestiti comodi, maniche che non intralcino i polsi, niente anelli o braccialetti rigidi che possono segnare la pelle del tamburo o le mani. Una bottiglia d'acqua è utile: due ore di percussioni sono anche due ore di esercizio fisico.

Infine, non perdete lo spettacolo del 5 dicembre, e portate chi potete. È lì che quattro lunedì di lavoro diventano musica al servizio di una storia, e un ragazzo che vede il pubblico muoversi a tempo con il suo tamburo non lo dimentica.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che la musica abbia accompagnato la nascita della Repubblica lo sanno tutti: il Canto degli Italiani di Goffredo Mameli e Michele Novaro fu adottato come inno provvisorio già nell'ottobre del 1946, mentre l'Assemblea Costituente lavorava alla Carta. Si ricorda molto meno che quell'inno è rimasto provvisorio per oltre settant'anni, fino alla legge del 2017 che lo ha riconosciuto ufficialmente come inno nazionale. La Costituzione, entrata in vigore il primo gennaio 1948, all'articolo 12 descrive la bandiera, ma dell'inno non dice nulla.

È un fatto utile per chi partecipa a un laboratorio che deve scrivere la colonna sonora di uno spettacolo sulla Costituzione. La Carta parla di cultura in termini molto chiari: l'articolo 9 affida alla Repubblica il compito di promuovere lo sviluppo della cultura, e l'articolo 33 stabilisce che l'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. Un laboratorio gratuito di percussioni africane in un teatro di Primavalle, finanziato da un bando pubblico, è una traduzione pratica di quegli articoli.

C'è poi un'altra cosa che si dimentica. L'articolo 3, quello dell'uguaglianza, vieta le distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Un gruppo di ragazzi di origini diverse che impara lo stesso ritmo, nello stesso tempo, sotto la guida di un coetaneo italo senegalese, è forse la rappresentazione più diretta di quell'articolo che si possa mettere in scena. Il laboratorio non lo dichiara, ma lo fa.

Come arrivare al Teatro La Casetta

Il Teatro La Casetta, in via Federico Borromeo 75, si raggiunge con la metro A, fermata Cornelia, e con le linee di autobus 46, 49, 907, 907L e 916, secondo le indicazioni pubblicate dagli organizzatori.

In metropolitana

La fermata Cornelia della linea A è la più comoda per chi arriva da Termini, da Ottaviano o dal centro. Dalla metro si prosegue in autobus verso Primavalle, oppure a piedi, calcolando i tempi con l'app del trasporto pubblico romano. Per il progetto We Have a Dream sono utili anche la fermata Battistini della linea A e le stazioni Gemelli e Ottavia della ferrovia FM3.

In autobus

Le linee indicate per il teatro sono 46, 49, 907, 907L e 916. Se il ragazzo viaggia da solo, conviene fare il percorso una volta insieme prima del 9 novembre, di giorno, e individuare la fermata più vicina a via Federico Borromeo.

In auto

Primavalle è fuori dalla zona a traffico limitato, e nelle strade residenziali intorno al teatro il parcheggio è in genere più semplice che al centro. Alle 17 di un lunedì, però, il traffico su via Boccea e via di Torrevecchia può essere intenso: partite con qualche minuto di margine.

Il rientro

Con l'uscita intorno alle 19, a fine novembre, il rientro è sempre al buio. Organizzarsi con altre famiglie del gruppo per accompagnare e riprendere i ragazzi a turno è la soluzione più pratica, e spesso il primo passo perché il gruppo diventi un gruppo anche fuori dalla sala.

La foto giusta da fare a Percussioni la colonna sonora al Teatro La Casetta — dal 9 al 30 novembre 2026

La prima regola, in un laboratorio per ragazzi, è quella del consenso: le immagini dei minori si scattano e si condividono solo con l'accordo delle famiglie e secondo le indicazioni degli organizzatori. Detto questo, ci sono tre fotografie che vale la pena fare.

La prima è quella degli strumenti prima dell'inizio: i djembe disposti in cerchio sul pavimento della Casetta, i sabar, le bacchette, la sala ancora vuota. È un'immagine che racconta il laboratorio meglio di qualsiasi ritratto, e non pone problemi di privacy.

La seconda è quella delle mani. Un primo piano delle mani di un ragazzo sulla pelle del tamburo, in movimento, magari con un tempo di scatto un po' lento che lasci una scia: è la fotografia classica dei percussionisti, e con un telefono moderno riesce anche con la luce di una sala piccola. Nessun volto, tutta l'energia del gesto.

La terza si fa il 5 dicembre, ma dopo lo spettacolo, non durante. Durante l'esecuzione il telefono resta in tasca: i ragazzi suonano per il pubblico, non per gli schermi, e un genitore che filma per tutto il tempo si perde la cosa più importante, cioè vedere il proprio figlio tenere il tempo per gli altri. Alla fine, con il tamburo fra le braccia e la faccia stanca, la foto viene da sé.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Teatro La Casetta si misura in decenni, non in secoli, ma è una storia di quartiere che merita di essere raccontata. Comincia nel 1996, quando nasce l'associazione culturale Cantieri dello Spettacolo dall'incontro di autori e operatori della produzione cinematografica, televisiva e teatrale. Per alcuni anni l'associazione lavora sulla didattica e sui progetti culturali, senza una sede propria dedicata allo spettacolo.

Nel 2001 apre il Teatro La Casetta in via Federico Borromeo, a Primavalle: uno spazio polivalente di formazione e di spettacolo che si propone di accogliere il pubblico dai bambini fino ai novant'anni. Aprire un teatro in periferia, lontano dal circuito delle sale del centro, è già in sé una scelta politica nel senso più alto del termine.

Negli anni successivi la Casetta costruisce la propria identità intorno al teatro di figura, con corsi e cartellone, e ospita compagnie da tutta Europa accanto agli spettacoli dei ragazzi della sua scuola. Diventa un punto di riferimento per scuole, famiglie e gruppi giovanili del Municipio XIV.

Nel 2026 il teatro è uno dei luoghi centrali di We Have a Dream, vincitore dell'avviso Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro, con il sostegno del Ministero della Cultura. In ottobre e novembre ospita due laboratori del progetto, Le figure della Costituzione e Percussioni la colonna sonora. Quest'anno la colonna sonora di uno spettacolo sulla Carta costituzionale nasce, fra queste pareti, dalla tradizione dei griot senegalesi.

Chi è passato da Percussioni la colonna sonora al Teatro La Casetta — dal 9 al 30 novembre 2026

Dalla Casetta sono passate in venticinque anni soprattutto persone comuni: bambini, ragazzi, genitori, nonni, insegnanti con le loro classi. È la vocazione del luogo, che il teatro stesso descrive come aperto ai gruppi scolastici, ai giovani che lo gestiscono per altri giovani, alle famiglie con i più piccoli.

Sul palco sono passate anche compagnie di teatro di figura provenienti da tutta Europa e non soltanto, ospitate nel cartellone accanto agli spettacoli ideati e realizzati dagli allievi della scuola di teatro. Per un quartiere di periferia vedere da vicino marionettisti e burattinai di altri paesi è un'occasione che altrove richiede un biglietto per un festival del centro.

Fra le persone che animano il teatro c'è Federica Mancini, direttrice artistica della Casetta e dell'intero progetto We Have a Dream. In ottobre, con Paolo Iorio, ha guidato qui il laboratorio Le figure della Costituzione, dedicato ai più giovani.

In novembre passano dalla Casetta Ady Thioune, percussionista e arrangiatore attivo in Italia dal 1999, presidente di Sunu Africa Oumy, e Andrea Thioune, il giovane percussionista che conduce il laboratorio. Con loro passano i tamburi del Senegal, il sabar e il tama, e un modo di trasmettere la musica che viene dalla tradizione orale dei griot. E passano i ragazzi del gruppo, che il 5 dicembre daranno il ritmo allo spettacolo finale. Per un piccolo teatro di quartiere è un elenco di ospiti di cui andare fieri.

Primavalle e i dintorni del teatro

Primavalle è un quartiere popolare della periferia nord ovest di Roma, fra via Boccea, via di Torrevecchia e la zona del Policlinico Gemelli, nel Municipio XIV.

Un quartiere di borgata

Primavalle nacque come borgata negli anni Trenta e Quaranta del Novecento, e per decenni è stata sinonimo di periferia difficile. Oggi è un quartiere residenziale denso, con molte associazioni e una rete di presidi culturali, di cui la Casetta è uno dei più longevi.

Il verde di Monte Mario

Le mete verdi più vicine per una passeggiata nel fine settimana sono la riserva naturale di Monte Mario, il colle più alto di Roma, e l'osservatorio astronomico di Monte Mario. Nelle giornate limpide di novembre la vista sulla città dalla cima del colle è una delle più ampie di Roma.

Verso il centro

Con la metro A da Cornelia si arriva in pochi minuti a Ottaviano, a due passi da San Pietro, e poi a piazza di Spagna. Un sabato in centro dopo il laboratorio del lunedì è un buon modo per far sentire ai ragazzi che la città è anche loro.

Consigli pratici per le famiglie

Percussioni la colonna sonora è pensato per ragazzi dai 10 ai 17 anni, una fascia ampia che va dalla quinta elementare alle superiori. Per le famiglie del quartiere è un'occasione rara: un laboratorio musicale gratuito, condotto da musicisti, con un obiettivo finale concreto.

Età diverse nello stesso gruppo

Mettere insieme un ragazzo di dieci anni e uno di diciassette è una scelta coraggiosa. Nella musica d'insieme funziona meglio che altrove: i più grandi reggono le parti più complesse, i più piccoli imparano per imitazione, come nella tradizione da cui viene il laboratorio. Vale la pena spiegarlo ai ragazzi prima di cominciare.

Frequenza

Il laboratorio è un percorso: quello che si impara il primo lunedì serve il secondo, e così via fino alle prove. Iscrivete il ragazzo solo se può garantire la presenza a tutti gli incontri.

Accessibilità

Per esigenze di accessibilità, mobilità ridotta o bisogni educativi specifici, la telefonata preventiva agli organizzatori al 338 3707076 è la strada giusta. I laboratori della Casetta, per vocazione, si rivolgono a un pubblico ampio e variegato, e la musica d'insieme è fra le attività che meglio accolgono ragazzi con esigenze diverse.

Dove mangiare

Con l'uscita verso le 19, la cena arriva naturalmente dopo. Lungo via di Torrevecchia e nelle strade commerciali di Primavalle si trovano pizzerie al taglio, bar e trattorie di quartiere a prezzi da periferia: per un gruppo di genitori e ragazzi affamati dopo due ore di tamburi, una pizza insieme è il modo migliore per chiudere il lunedì.

Altri appuntamenti di We Have a Dream in autunno

Chi partecipa a Percussioni la colonna sonora può seguire anche gli altri appuntamenti gratuiti di We Have a Dream nei Municipi XIII e XIV, tutti curati da Cantieri dello Spettacolo.

Alla Casetta

Fino al 12 novembre, nello stesso teatro, si svolge il laboratorio Le figure della Costituzione, per i ragazzi dai 9 ai 14 anni. Chi ha un fratello più piccolo può tenere insieme i due percorsi.

Gli altri laboratori

Dentro la scena all'Intersos Lab di via della Stazione di Ottavia fino al 2 dicembre; Immaginario nella sala del Comitato Bastogi fino al 27 novembre. Ogni gruppo è un reparto dello spettacolo finale.

In biblioteca

Alla Biblioteca Cornelia, in via Cornelia 45, il 19 novembre alle 17 è in programma la lettura Storie di magia, amore e libertà.

Il 5 dicembre

Sabato 5 dicembre, al Parco Dominique Green di via San Igino Papa, sono previsti lo spettacolo di burattini Princìpi con le ali alle 10 e La valigia di Charlot, omaggio a Charlie Chaplin, alle 17.30, accanto allo spettacolo corale We Have a Dream.

Novembre a Roma per i ragazzi

Novembre è il mese in cui a Roma le attività pomeridiane dei ragazzi entrano nel vivo: le scuole sono a regime, lo sport ha ripreso, e i laboratori gratuiti dei municipi offrono un'alternativa agli schermi.

Il meteo

A novembre le giornate sono miti ma piovose, e alle 17.30 è già buio. Un ombrello nello zaino e un giubbotto leggero sono la dotazione giusta per il tragitto verso la Casetta.

Un'idea per le famiglie

Per chi vuole allargare il tema della Costituzione, una visita a Montecitorio, dove si riunì l'Assemblea Costituente, nelle giornate di apertura al pubblico, completa il percorso con il luogo dove la Carta fu scritta.

Domande frequenti su Percussioni la colonna sonora

Quando si svolge il laboratorio Percussioni la colonna sonora?

Il laboratorio Percussioni la colonna sonora si svolge al Teatro La Casetta in quattro incontri di due ore, lunedì 9, 16, 23 e 30 novembre 2026, alle 17, più le prove finali per lo spettacolo di We Have a Dream del 5 dicembre. Il calendario delle prove va chiesto al momento della prenotazione.

Quanto costa Percussioni la colonna sonora?

Percussioni la colonna sonora è gratuito, con prenotazione obbligatoria. Il progetto We Have a Dream è sostenuto dal Ministero della Cultura e da Roma Capitale nell'ambito dell'avviso Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro 2026, in collaborazione con SIAE.

Come si prenota il laboratorio di percussioni al Teatro La Casetta?

La prenotazione per il laboratorio di percussioni al Teatro La Casetta si fa per telefono al numero 334 8977384. Per informazioni generali Cantieri dello Spettacolo risponde al 338 3707076 e all'indirizzo cantieri.dello.spettacolo96@gmail.com.

A che età è rivolto Percussioni la colonna sonora?

Percussioni la colonna sonora è rivolto a ragazze e ragazzi tra i 10 e i 17 anni. Il programma presenta ritmi e tecniche musicali di base, quindi non è necessario saper già suonare: è un laboratorio adatto anche a chi non ha mai preso in mano un tamburo.

Chi conduce il laboratorio di percussioni?

Il laboratorio Percussioni la colonna sonora è condotto da Andrea Thioune, giovane percussionista cresciuto fra Senegal e Italia, ed è a cura di Ady Thioune, presidente dell'associazione Sunu Africa Oumy, percussionista e arrangiatore attivo in Italia dal 1999.

Dove si trova il Teatro La Casetta?

Il Teatro La Casetta si trova in via Federico Borromeo 75, a Primavalle, nel Municipio XIV di Roma. Si raggiunge con la metro A, fermata Cornelia, e con gli autobus 46, 49, 907, 907L e 916.

Che strumenti si suonano al laboratorio?

Al laboratorio Percussioni la colonna sonora si lavora sulle percussioni della tradizione africana: il conduttore Andrea Thioune suona sabar, doum doum, djembe, tama e congas. L'elenco degli strumenti a disposizione dei partecipanti va chiesto agli organizzatori al momento della prenotazione.

Il consiglio finale

Nei teatri di Roma i ragazzi sono quasi sempre spettatori. Questo laboratorio li mette dall'altra parte, e dalla parte più difficile: quella di chi tiene il tempo per tutti. Se avete un figlio o un nipote fra i 10 e i 17 anni, a Primavalle o nei quartieri vicini, telefonate subito e prenotate. Quattro lunedì di tamburi valgono più di molti corsi a pagamento.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento9 Novembre 2026 17:00 — 30 Novembre 2026
IndirizzoTeatro La Casetta, Via Federico Borromeo 75, 00168 Roma Roma Città

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