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Per la Repubblica Romana. La storia raccontata dai soldatini — Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina — 10 ottobre 2026

Per la Repubblica Romana. La storia raccontata dai soldatini è l'incontro con Marco Lucchetti, scrittore e creatore di figurini storici, in programma sabato 10 ottobre 2026 alle 16 al Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina. Il museo è dentro Porta San Pancrazio, in largo di Porta San Pancrazio, sulla sommità del Gianicolo; l'ingresso accessibile è su piazzale Aurelio, verso Villa Doria Pamphilj. Ci si arriva con gli autobus che salgono a Monteverde Vecchio, come il 75, il 44 e l'870, che fermano nelle strade intorno a via Giacinto Carini, a pochi minuti a piedi dalla porta. L'attività e l'ingresso sono gratuiti per tutti, fino a un massimo di 80 persone; la prenotazione è consigliata al numero 060608, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19, e chi non ha prenotato può aggiungersi sul posto se restano posti. L'incontro dura un'ora e mezza.

È un appuntamento piccolo, di quelli che a Roma passano quasi inosservati e che invece valgono il pomeriggio. Si parla di figurini storici, i soldatini dipinti a mano che i collezionisti chiamano con questo nome, e di come una miniatura di pochi centimetri possa raccontare un episodio storico con una precisione da archivio. L'occasione è la presentazione di una scenetta inedita dedicata alla Repubblica Romana del 1849, nel museo che di quella vicenda custodisce la memoria, dentro la porta che ne fu il fronte più conteso.

Per la Repubblica Romana: com'è l'incontro con Marco Lucchetti

L'incontro di sabato 10 ottobre al Museo della Repubblica Romana parte dalla presentazione di una scenetta inedita dedicata alla Repubblica Romana, realizzata con figurini storici. Da lì il discorso si allarga all'importanza del figurino come strumento di trasmissione della storia.

Il programma

La presentazione del museo annuncia un'introduzione appassionata a un mondo che unisce bellezza estetica, cura esecutiva e sapienza storica. Marco Lucchetti, scrittore e creatore di figurini storici, mostrerà la nuova scena e spiegherà come nasce: dalla ricerca documentaria alla modellazione, fino alla pittura. L'attività è a cura di Mara Minasi, del museo.

Il figurino come documento

Il punto di vista dell'incontro è preciso. I figurini storici, spiega il museo, sono veri veicoli di memoria, e alla loro base c'è una conoscenza approfondita dei personaggi e del periodo rappresentato. Ogni dettaglio modellato o dipinto è il risultato di ricerche archivistiche e di studio della letteratura scientifica, con un'attenzione particolare all'uniformologia, la disciplina che studia le uniformi militari e che controlla con severità ogni bottone, ogni mostrina, ogni colore.

Un'ora e mezza

L'incontro comincia alle 16 e dura novanta minuti. È un formato da conferenza illustrata più che da laboratorio: si guarda, si ascolta, si fanno domande. Chi ha tempo farà bene a restare dopo nelle sale del museo, aperto il sabato fino alle 18, con ultimo ingresso alle 17.

Data, orari e prenotazione

L'incontro sui soldatini della Repubblica Romana si tiene sabato 10 ottobre 2026 alle 16, dura un'ora e mezza ed è gratuito, con un massimo di 80 partecipanti. La prenotazione è consigliata e si fa per telefono.

Come prenotare

Si chiama il contact center di Roma Capitale al numero 060608, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19. L'ingresso è libero fino a esaurimento dei posti: in caso di disponibilità ci si può aggiungere anche il giorno stesso, direttamente al museo. Con ottanta posti, un sabato pomeriggio d'autunno, conviene non contarci e prenotare.

Se non potete più andare

Il museo chiede di comunicare la disdetta, così da liberare il posto per altri. Si scrive a disdetta.visite@060608.it, dal lunedì al giovedì dalle 8.30 alle 17 e il venerdì dalle 8.30 alle 13.30, oppure si richiama lo 060608. È una regola di cortesia che nei piccoli eventi gratuiti fa la differenza.

Chi organizza

L'incontro è organizzato dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, nell'ambito della programmazione dei musei civici di Roma. Le informazioni ufficiali sono sulla pagina dell'evento del Museo della Repubblica Romana.

Cosa sono i figurini storici

I figurini storici sono miniature di personaggi e soldati realizzate con criteri di fedeltà documentaria, a metà fra artigianato artistico e ricostruzione storica. Il museo li definisce opere d'arte in miniatura, e il termine è meno enfatico di quanto sembri.

Oltre il giocattolo

Il soldatino è per molti un ricordo d'infanzia, ma il figurino storico appartiene a un'altra categoria. Non è fatto per giocare: è un piccolo manufatto modellato e dipinto a mano, spesso pezzo unico, che ricostruisce una figura o una scena precisa. Il museo insiste proprio su questo passaggio: lungi dall'essere soltanto ricercati manufatti di artigianato, i figurini sono veicoli di memoria.

La ricerca prima della pittura

Il lavoro comincia molto prima del pennello. Per ritrarre un bersagliere di Manara o un legionario di Garibaldi nel 1849 servono fonti: stampe d'epoca, regolamenti, descrizioni delle uniformi, ritratti. L'uniformologia controlla ogni elemento alla ricerca della fedeltà al dato reale. Soltanto dopo arrivano la modellazione della figura e la pittura, che nei casi migliori raggiunge la finezza di una miniatura.

La scenetta

Quando più figurini vengono composti su una base con un fondale e un terreno, si parla di scenetta o di diorama. È la forma che Marco Lucchetti presenterà il 10 ottobre: una scena dedicata alla Repubblica Romana, inedita. Una scena del genere è anche una piccola tesi storica, perché chi la costruisce deve decidere quale momento raccontare, chi mettere al centro, quali dettagli rendere visibili.

La Repubblica Romana del 1849 in breve

La Repubblica Romana fu proclamata nel febbraio 1849, dopo la fuga di papa Pio IX a Gaeta, e cadde all'inizio di luglio dello stesso anno sotto l'assedio delle truppe francesi. È la vicenda che il museo racconta sala dopo sala e che la scenetta di Lucchetti mette in miniatura.

Dal 1848 alla fuga del papa

Il percorso del museo parte dai moti europei del 1848 e dalla fase liberale del pontificato di Pio IX, che aveva acceso grandi speranze. Il clima precipita nell'autunno: il papa lascia Roma e si rifugia a Gaeta, nel Regno delle Due Sicilie.

La proclamazione

Nel febbraio 1849 un'assemblea costituente eletta a suffragio maschile proclama la Repubblica Romana. Il governo passa poi a un triumvirato di cui fa parte Giuseppe Mazzini, e la città diventa il punto d'incontro di patrioti e volontari da tutta Italia.

L'assedio e la caduta

In primavera la Francia interviene militarmente per restituire Roma al papa. Il fronte principale è il Gianicolo, con le ville fuori porta San Pancrazio. La città resiste per un mese di assedio, sotto la guida militare di Giuseppe Garibaldi, finché all'inizio di luglio 1849 le truppe francesi entrano in Roma. Il museo ricostruisce questo drammatico epilogo nelle ultime sale del percorso.

Una curiosità su Per la Repubblica Romana. La storia raccontata dai soldatini — Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina — 10 ottobre 2026

Porta San Pancrazio, che ospita l'incontro sui soldatini, è stata distrutta dai cannoni francesi nel 1849 e ricostruita cinque anni dopo per volontà dello stesso papa contro cui la Repubblica era nata. L'edificio che accoglie la memoria garibaldina è, in senso letterale, un'opera di Pio IX.

La curiosità si legge sull'attico della porta, in un'iscrizione latina. Pio IX, vi si dice, nel 1854, ottavo anno del suo pontificato, ricostruì la porta fortificata eretta sulla sommità del Gianicolo da Urbano VIII e distrutta dall'impeto della guerra nel 1849. La ricostruì con una funzione precisa: alloggiare i soldati del presidio e riscuotere le gabelle sulle merci in entrata. Il progetto fu affidato all'architetto Virginio Vespignani, e i lavori durarono fino al 1857.

C'è quindi un paradosso che ogni guida romana ama raccontare. Il papa che era fuggito a Gaeta e che era tornato grazie ai francesi fece ricostruire la porta difesa dai repubblicani, e ne fece un posto di dogana e di guardia. Centocinquant'anni dopo quella stessa porta è diventata il museo della Repubblica che lui aveva combattuto. E ancora: da qui, il 20 settembre 1870, entrarono in città le truppe del generale Nino Bixio, garibaldino della prima ora, nello stesso giorno della breccia di Porta Pia. Chi guarda un soldatino dentro queste mura guarda un pezzo di storia che le mura stesse hanno vissuto.

Il Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina

Il Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina è un museo civico di Roma Capitale nato per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, dentro il complesso monumentale di Porta San Pancrazio. Racconta i luoghi, le giornate e i protagonisti della Repubblica del 1849.

Perché qui

Il museo nasce su iniziativa della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Sovrintendenza Capitolina. La scelta della sede non è neutra: Porta San Pancrazio fu il centro della difesa di Roma nel 1849, e il progetto la concepisce come punto privilegiato di lettura di tutta l'area monumentale del Gianicolo, con i busti dei patrioti, il monumento a Giuseppe Garibaldi, quello ad Anita, l'Ossario garibaldino e il Faro.

Il percorso

Le sale si sviluppano su quattro piani. Busti, dipinti, incisioni e cimeli garibaldini convivono con plastici e un ricco apparato multimediale, che introduce ogni sala e dà continuità al racconto. Il percorso va dai moti del 1848 alla fuga del papa, dalla proclamazione della Repubblica al suo epilogo nel luglio 1849.

Una rete di luoghi

Il museo si presenta come parte di un sistema dedicato al Risorgimento romano, insieme al Museo Napoleonico, al Museo di Roma a Palazzo Braschi, al Museo Centrale del Risorgimento e al Museo di Roma in Trastevere. Per chi vuole approfondire, è un itinerario che si può costruire in un fine settimana.

Orari ordinari

Il museo è aperto dal martedì al venerdì dalle 10 alle 14 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 18, con ultimo ingresso un'ora prima della chiusura. È chiuso il lunedì, il primo maggio e il 25 dicembre. Il museo raccomanda di consultare sempre la pagina degli avvisi prima della visita.

Porta San Pancrazio: la storia della sede

Porta San Pancrazio è una delle porte delle Mura Aureliane, costruite dall'imperatore Aureliano a partire dal 270, e prende il nome dalla vicina basilica del martire Pancrazio. In origine si chiamava Porta Aurelia, dalla via Aurelia che da qui usciva dalla città.

Porta Aurelia

La porta era il vertice occidentale del triangolo che le mura disegnavano salendo sul Gianicolo. Da qui partiva la via Aurelia vetus, e da qui parte ancora oggi la via Aurelia Antica. Il culto del martire, con il sepolcro, le catacombe e la basilica di San Pancrazio, divenne così importante che già nel VI secolo la porta prese il nome del santo.

Urbano VIII e le mura Gianicolensi

Nel Seicento papa Urbano VIII Barberini fa costruire una nuova cinta, le mura Gianicolensi, che sostituisce il tratto aureliano sulla riva destra del Tevere. La porta viene rifatta nel 1642 da Marcantonio de' Rossi, allievo di Gian Lorenzo Bernini, in stile barocco, conservando la controporta antica.

Il 1849 e la ricostruzione

Nei combattimenti fra aprile e giugno 1849 la porta viene distrutta dall'artiglieria francese. Pio IX la fa ricostruire da Virginio Vespignani fra il 1854 e il 1857, nell'aspetto neoclassico che vediamo oggi. La porta è stata completamente restaurata per il Giubileo del 2000.

Com'è fatto l'edificio

Il complesso è formato da due corpi laterali su quattro livelli, ciascuno con una propria scala, collegati al secondo livello da un salone centrale. I corpi laterali hanno due ambienti per piano, un tempo perfettamente simmetrici. Per il Giubileo del 2000 è stato inserito su un lato un ascensore; per il resto l'interno conserva l'immagine originaria.

Una cosa che non ti dice nessuno su Per la Repubblica Romana. La storia raccontata dai soldatini — Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina — 10 ottobre 2026

Il Museo della Repubblica Romana ha due ingressi, e quello accessibile a tutti è su piazzale Aurelio, sul lato della porta rivolto verso Villa Doria Pamphilj. Chi arriva dal centro rischia di girare intorno alla porta cercando l'entrata.

È un dettaglio pratico, ma in un sabato con un evento a numero chiuso conta. Porta San Pancrazio è un monumento isolato in mezzo a un incrocio trafficato, con la città da una parte e la campagna romana, oggi parco, dall'altra. L'ingresso principale indicato dal museo per i visitatori con disabilità motoria è in piazzale Aurelio, in corrispondenza della facciata esterna della porta; nell'atrio una breve rampa inclinata porta alla biglietteria. Da lì, con l'ascensore, si raggiungono tutti e quattro i livelli.

La seconda cosa che nessuno dice è che il museo è pensato anche per chi non vede. Al piano terra, nella prima sala dedicata al Gianicolo Parco degli Eroi, c'è una mappa tattile di orientamento, e con operatori specializzati si può seguire un percorso tattile dell'edificio e delle opere. C'è anche un video in LIS sulla storia del monumento. Per un incontro dedicato a oggetti piccoli e dettagliatissimi come i figurini, è un'attenzione che vale la pena conoscere: chi ha esigenze specifiche faccia presente la cosa al momento della prenotazione.

Come arrivare al Museo della Repubblica Romana

Il Museo della Repubblica Romana è in largo di Porta San Pancrazio, al confine fra il Gianicolo, Monteverde Vecchio e Villa Doria Pamphilj. Non ci sono stazioni della metropolitana vicine: si arriva in autobus, in treno fino a Quattro Venti, a piedi da Trastevere o in auto.

In autobus

Monteverde Vecchio è servito dalle linee 75, 44, 710, 870 e 871, che percorrono le strade intorno a via Giacinto Carini, a pochi minuti a piedi dalla porta. Il 75 si prende da Termini, dal Colosseo o da Piramide ed è la soluzione più semplice per chi arriva dal centro o dalla stazione.

In treno

Dalla stazione Ostiense, con il treno metropolitano, si scende a Quattro Venti, in viale dei Quattro Venti. Da lì si sale a piedi verso via Carini e le mura Gianicolensi.

A piedi da Trastevere

Da Trastevere si sale a piedi lungo via Garibaldi, passando davanti a San Pietro in Montorio con il Tempietto del Bramante e alla Fontana dell'Acqua Paola, fino alla porta. È una salita vera: scarpe comode e mezz'ora abbondante.

In auto

Il museo non dispone di posti auto riservati. Chi arriva in auto cerchi sosta lungo le mura Gianicolensi o nelle vie di Monteverde Vecchio, tenendo conto che il sabato pomeriggio la zona di Villa Pamphilj è molto frequentata.

Il consiglio che ti do per visitare Per la Repubblica Romana. La storia raccontata dai soldatini — Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina — 10 ottobre 2026

Il consiglio per l'incontro sui soldatini del 10 ottobre è di prenotare allo 060608, arrivare al museo verso le 14.30 e visitare le sale prima dell'incontro delle 16. Così la scenetta di Lucchetti arriva dopo il racconto del museo, e si capisce tutto meglio.

Il sabato il museo apre alle 10 e chiude alle 18. Un'ora e mezza nelle sale basta per seguire il percorso sui quattro piani, dai moti del 1848 alla caduta della Repubblica. Chi arriva all'incontro con i nomi di Manara, Mameli e Dandolo ancora in testa guarderà i figurini con un altro occhio: riconoscerà le uniformi, i luoghi, i momenti. È la logica giusta: prima il contesto, poi il dettaglio.

Dopo le 17.30, uscendo, conviene fare due cose. La prima è entrare in Villa Doria Pamphilj dal cancello vicino alla porta e camminare fino all'arco dei Quattro Venti, dove nel 1849 sorgeva Villa Corsini, contesa in giugno fra francesi e garibaldini. La seconda è scendere lungo la passeggiata del Gianicolo, fra i busti dei patrioti, fino al monumento a Garibaldi, al tramonto. In ottobre il sole cala intorno alle 18.45: il tempismo è perfetto. Il consiglio pratico finale: portate una giacca, perché sul Gianicolo il vento della sera si fa sentire.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Goffredo Mameli, l'autore del testo dell'inno nazionale, fu ferito a morte nella difesa del Gianicolo nel 1849, a poche centinaia di metri da Porta San Pancrazio. Lo sanno quasi tutti, ma pochi collegano l'inno che si canta allo stadio a questo angolo di Roma.

Mameli aveva ventun anni. Genovese, aveva scritto il Canto degli Italiani nel 1847, e nel 1849 era venuto a Roma a combattere per la Repubblica. Il museo lo cita, insieme a Emilio Dandolo e a Luciano Manara, fra gli uomini che sacrificarono la vita nella resistenza di Porta San Pancrazio. Ferito nei combattimenti di giugno intorno alle ville fuori porta, morì nell'estate successiva, dopo settimane di agonia.

Il fatto poco citato è che la memoria del 1849 è ovunque, qui intorno, anche nei nomi. Largo 3 Giugno 1849, all'ingresso di Villa Pamphilj, ricorda la giornata più sanguinosa dell'assedio. Le strade di Monteverde portano i nomi dei difensori: via Giacinto Carini, via Emilio Dandolo, via Luciano Manara a Trastevere. E i resti dei caduti riposano nel Mausoleo Ossario Gianicolense, lungo la via che sale alla porta. Una scenetta di soldatini dedicata alla Repubblica Romana, presentata in questo luogo, non è una curiosità da collezionisti: è l'ultimo anello di una memoria che il quartiere porta scritta sui cartelli stradali.

Il Gianicolo e Monteverde intorno al museo

Il Museo della Repubblica Romana si trova in cima al Gianicolo, il colle sulla riva destra del Tevere che fu il teatro principale della difesa del 1849. Tutto il colle è un percorso della memoria risorgimentale, oltre che il più bel belvedere di Roma.

La passeggiata del Gianicolo

Dalla porta si scende verso piazzale Garibaldi lungo il viale alberato con i busti dei patrioti. Il panorama sulla città si apre a ogni curva. Il progetto del museo indica proprio questi luoghi, i busti, il monumento a Garibaldi, quello ad Anita e il Faro, come parte integrante della visita.

Villa Doria Pamphilj

Fuori dalla porta comincia Villa Doria Pamphilj, uno dei più grandi parchi pubblici di Roma. Nel 1849 le ville al di là delle mura, a partire da Villa Corsini, furono il campo di battaglia; oggi sono prati, pini e viali. Controllate l'orario di chiusura dei cancelli se volete entrare dopo l'incontro.

Villa Sciarra e Monteverde Vecchio

Verso sud si apre Monteverde Vecchio, quartiere di palazzine e villini del primo Novecento, con la raccolta Villa Sciarra. È la parte residenziale e tranquilla del colle, dove si cammina bene.

Trastevere

Scendendo verso il fiume si arriva a Trastevere. Chi vuole chiudere la giornata con una cena ha lì l'offerta più ampia, a una ventina di minuti a piedi, tutti in discesa.

La foto giusta da fare a Per la Repubblica Romana. La storia raccontata dai soldatini — Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina — 10 ottobre 2026

La foto giusta, dopo l'incontro, è quella della facciata esterna di Porta San Pancrazio con l'iscrizione di Pio IX sull'attico, scattata da piazzale Aurelio nella luce radente del tardo pomeriggio. A ottobre, verso le 17.30, il sole basso da ovest illumina proprio quel lato.

L'iscrizione merita l'inquadratura perché è la chiave di tutta la storia: un papa che ricostruisce la porta distrutta dalla guerra contro la Repubblica, e che oggi custodisce la memoria di quella Repubblica. Il travertino neoclassico di Vespignani, la mole compatta dell'edificio e il verde di Villa Pamphilj alle spalle compongono un'immagine semplice e forte. Un grandangolo aiuta, perché lo spazio davanti alla porta è limitato e il traffico passa vicino: scegliete un momento di pausa dei semafori.

Quanto ai figurini, prima di fotografarli chiedete al personale se le riprese sono ammesse durante l'incontro; il museo ha una pagina dedicata alle autorizzazioni per le riprese fotografiche. Se è possibile, il consiglio è di stare bassi, all'altezza della scena, come se foste uno dei soldatini: è il modo in cui i collezionisti fotografano i diorami, e restituisce la profondità della composizione. Una foto dall'alto, al contrario, appiattisce tutto.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Nella primavera e all'inizio dell'estate del 1849 Porta San Pancrazio fu il centro della difesa di Roma contro l'assedio francese, durato un intero mese e guidato sul campo da Giuseppe Garibaldi. È l'avvenimento per cui il luogo è entrato nella storia d'Italia.

Ma la porta ha una storia molto più lunga. Nel 270 l'imperatore Aureliano avvia la costruzione delle mura che portano il suo nome, e la porta sul Gianicolo diventa l'uscita della via Aurelia. Nel VI secolo, durante la guerra gotica, le fonti antiche ricordano gli assalti dei Goti a questa parte delle mura; già in quel secolo la porta ha preso il nome di San Pancrazio. Nel Quattrocento il diritto di riscuotere il pedaggio viene dato in appalto, e un registro del 1474 fissa il prezzo per questa porta; nel 1566 papa Pio V ne concede l'appalto al nipote Lorenzo Giberti.

Nel 1642 la porta viene ricostruita nelle nuove mura di Urbano VIII. Nel 1849 viene distrutta dai cannoneggiamenti francesi durante l'assedio, e fra il 1854 e il 1857 Pio IX la fa rifare a Vespignani. Il 20 settembre 1870 da qui entrano in Roma le truppe del generale Nino Bixio, mentre il grosso dell'esercito passa dalla breccia di Porta Pia: la presa di Roma si compie anche su questo lato del Tevere. Infine, per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, la porta diventa museo della Repubblica Romana.

Chi è passato da Per la Repubblica Romana. La storia raccontata dai soldatini — Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina — 10 ottobre 2026

Da Porta San Pancrazio sono passati Giuseppe Garibaldi, che nel 1849 guidò la difesa di Roma, e i volontari che morirono per la Repubblica, fra cui Goffredo Mameli, Luciano Manara ed Emilio Dandolo. Sono gli stessi personaggi che i figurini storici ricostruiscono in miniatura.

Garibaldi arrivò a Roma con la sua legione e ne fece il simbolo della resistenza repubblicana; il museo ricorda come la porta abbia avuto un ruolo di primaria importanza nella difesa disperata da lui capeggiata. Con lui combatterono i bersaglieri lombardi di Luciano Manara, venuti a Roma dopo le Cinque Giornate di Milano; Manara cadde durante l'assedio. Emilio Dandolo, anche lui lombardo, sopravvisse e diventò uno dei testimoni di quei giorni, ma perse nella difesa il fratello Enrico. Goffredo Mameli, poeta dell'inno, fu ferito a morte nei combattimenti sul Gianicolo.

Prima di loro erano passati da qui papi e architetti. Urbano VIII, che volle le mura Gianicolensi; Marcantonio de' Rossi, allievo di Bernini, che nel 1642 disegnò la porta barocca; Pio IX, che dopo il 1849 la fece ricostruire da Virginio Vespignani. E nel 1870 Nino Bixio, che da garibaldino aveva difeso Roma nel 1849 e da generale del Regno d'Italia vi rientrò proprio da questa porta, ventun anni dopo. Pochi luoghi di Roma hanno visto passare, a distanza di una generazione, le stesse persone su fronti opposti della storia.

Accessibilità del Museo della Repubblica Romana

Il Museo della Repubblica Romana è accessibile ai visitatori con disabilità motoria dall'ingresso di piazzale Aurelio, con una rampa nell'atrio e un ascensore che raggiunge tutti i quattro livelli. Non ci sono posti auto riservati nelle vicinanze.

Mobilità ridotta

Il museo mette a disposizione una carrozzina, da chiedere al personale di custodia o prenotare chiamando lo 06 5894575 prima dell'arrivo. Lungo il percorso ci sono sedute per sostare, e il bagno accessibile è al piano terra, vicino alla biglietteria.

Visitatori ciechi e ipovedenti

Al piano terra, nella prima sala, c'è una mappa tattile di orientamento. Con operatori specializzati si può seguire un percorso tattile dell'edificio e delle opere, su prenotazione; il museo propone anche un'iniziativa didattica tattile e sensoriale sulla Repubblica Romana.

Visitatori sordi

Il museo offre un video in LIS di presentazione dedicato alla storia del monumento e della collezione.

L'incontro sui soldatini con i bambini e i ragazzi

L'incontro Per la Repubblica Romana è aperto a tutti e gratuito, e i figurini storici sono un modo efficace per avvicinare ragazzi e bambini grandi alla storia del Risorgimento. Il museo non indica fasce d'età specifiche.

Un ragazzo che ha appena studiato il Risorgimento a scuola, o che ama il modellismo, troverà nella scenetta una storia concreta, fatta di uniformi, bandiere e luoghi riconoscibili. Per i più piccoli un'ora e mezza di incontro può essere lunga: in quel caso conviene dividere il pomeriggio fra un pezzo di incontro, la visita alle sale con i plastici e il multimediale, e una corsa nei prati di Villa Pamphilj subito fuori dalla porta. Il museo ha anche un'attività didattica tattile per tutto il 2026, utile per le famiglie che vogliono tornare.

Dove mangiare prima o dopo l'incontro

Intorno a Porta San Pancrazio ci sono bar e locali di quartiere a Monteverde Vecchio, mentre l'offerta più ampia per la cena è a Trastevere, raggiungibile a piedi in discesa. Per un pomeriggio al museo non serve di più.

Il pranzo o la merenda

Chi arriva presto per visitare le sale può pranzare a Monteverde Vecchio, dove fra via Carini e le strade vicine si trovano bar, forni e pizzerie al taglio. Un pranzo al sacco sui prati di Villa Pamphilj è un'alternativa sensata nelle giornate di sole.

La cena a Trastevere

Dopo le 17.30 la cosa più naturale è scendere a piedi verso Trastevere, passando dal Fontanone e da San Pietro in Montorio. In venti minuti si arriva nel rione, con trattorie e pizzerie per tutte le tasche. Il sabato sera conviene prenotare.

Domande frequenti sull'incontro Per la Repubblica Romana

Quando si tiene l'incontro sui soldatini al Museo della Repubblica Romana?

L'incontro Per la Repubblica Romana. La storia raccontata dai soldatini si tiene sabato 10 ottobre 2026 alle 16 al Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina, in largo di Porta San Pancrazio. Dura un'ora e mezza. Protagonista è Marco Lucchetti, scrittore e creatore di figurini storici, che presenta una scenetta inedita.

Quanto costa partecipare all'incontro sui figurini storici?

L'incontro sui figurini storici al Museo della Repubblica Romana è gratuito, e il museo indica attività e ingresso gratuiti per tutti. I posti sono al massimo 80, assegnati fino a esaurimento. La prenotazione è consigliata allo 060608; chi non ha prenotato può aggiungersi sul posto se ci sono posti liberi.

Come si prenota l'incontro Per la Repubblica Romana?

L'incontro Per la Repubblica Romana si prenota chiamando il contact center 060608, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19. In caso di rinuncia il museo chiede la disdetta via email a disdetta.visite@060608.it, dal lunedì al giovedì dalle 8.30 alle 17 e il venerdì fino alle 13.30, oppure per telefono allo stesso 060608.

Chi è Marco Lucchetti?

Marco Lucchetti è presentato dal Museo della Repubblica Romana come scrittore e creatore di figurini storici. Il 10 ottobre presenta una scenetta inedita dedicata alla Repubblica Romana del 1849 e parla del figurino come strumento di trasmissione storica, frutto di ricerche d'archivio e di studi di uniformologia. L'attività è a cura di Mara Minasi.

Dove si trova il Museo della Repubblica Romana?

Il Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina si trova dentro Porta San Pancrazio, in largo di Porta San Pancrazio, 00153 Roma, in cima al Gianicolo. L'ingresso accessibile è su piazzale Aurelio, verso Villa Doria Pamphilj. Ci si arriva con i bus che servono Monteverde Vecchio, come il 75, o a piedi da Trastevere.

Quali sono gli orari del Museo della Repubblica Romana?

Il Museo della Repubblica Romana è aperto dal martedì al venerdì dalle 10 alle 14 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 18, con ultimo ingresso un'ora prima della chiusura. È chiuso il lunedì, il primo maggio e il 25 dicembre. Il giorno dell'incontro, sabato 10 ottobre, si può visitare il museo prima delle 16.

L'incontro sui soldatini è adatto ai bambini?

L'incontro sui soldatini al Museo della Repubblica Romana è aperto a tutti e il museo non indica limiti di età. È adatto soprattutto a ragazzi che studiano il Risorgimento o amano il modellismo; per i più piccoli un'ora e mezza di conferenza può essere lunga, e conviene alternarla alla visita delle sale e ai prati di Villa Pamphilj.

In chiusura

Sul Gianicolo quasi tutti si fermano al panorama senza entrare nella porta. È un errore. Un incontro gratuito come questo, con un artigiano che ha studiato ogni bottone delle uniformi del 1849, è il pretesto giusto per rimediare. Prenotate, arrivate un'ora prima, visitate le sale e poi guardate la scenetta: la Repubblica Romana vi resterà in mente molto più a lungo di qualsiasi lapide.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Contact Information

Data Evento10 Ottobre 2026 16:00
IndirizzoMuseo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina, Largo di Porta San Pancrazio, 00153 Roma Monteverde, Roma, Roma Città
CategorieEventiMostre

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