AccediIl mio viaggio

In hoc signo. Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto al Castello di Giulio II — dal 21 maggio al 21 novembre 2026

La mostra In hoc signo. Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto è allestita negli appartamenti papali del Castello di Giulio II, nel Borgo di Ostia antica lungo via dei Romagnoli, di fronte all'area archeologica, dal 21 maggio al 21 novembre 2026. Fino al 31 ottobre il castello è aperto dalle 13.30 alle 19.30; dal 1° novembre l'orario diventa 10.30 e 16.30. L'ultimo ingresso è mezz'ora prima della chiusura e il lunedì il sito è chiuso. La visita alla mostra è compresa nel biglietto del castello, che il Parco archeologico di Ostia antica indica in 6 euro intero e 2 euro ridotto per i giovani dell'Unione europea fra 18 e 25 anni; esiste anche un biglietto integrato valido otto giorni per tutte le sedi del Parco. La prima domenica del mese l'ingresso è gratuito. I biglietti si comprano alla cassa, con contanti o carta, sull'app Musei Italiani o sul circuito di prevendita indicato dal sito ufficiale del Parco. Per arrivare con i mezzi pubblici conviene impostare sul calcolatore ATAC la destinazione Viale dei Romagnoli 717, sede del Parco.

Il Castello di Giulio II nel Borgo di Ostia antica
Il Castello di Giulio II nel Borgo di Ostia antica Foto: Foto: Giuseppe Rampolla, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

È una mostra che va vista con calma e con una domanda precisa in testa: come si passa da una città portuale piena di dèi a una città cristiana? Ostia e Porto furono per secoli il porto di Roma, un luogo dove arrivavano merci, uomini e religioni da tutto il Mediterraneo. La mostra racconta il momento in cui un solo simbolo prese il posto di molti.

In hoc signo: che cosa racconta la mostra

La mostra In hoc signo, curata da Alessandro D'Alessio, Dario Daffara e Cristina Genovese, espone le testimonianze più rappresentative del primo cristianesimo nel territorio di Ostia e di Porto. Il percorso parte dalla coesistenza di più religioni nel III secolo d.C., passa per l'affermazione della nuova fede tra IV e V secolo e arriva all'alto Medioevo.

Il Parco archeologico sottolinea che molte opere sono poco note al pubblico e alcune sono esposte per la prima volta. Il filo conduttore è un cambiamento culturale: la diffusione di un simbolo religioso universale, presente sia in ambito pubblico sia in quello privato, intrecciata con la trasformazione politica e sociale dell'Impero nella tarda antichità.

Un porto di molte religioni

Ostia e Portus costituivano il principale sistema portuale dell'antichità, e per secoli vi convissero culture, popolazioni e religioni differenti. I ritrovamenti di simulacri di Mithra, Cibele, Iside e Serapide lo documentano. A Roma chi vuole vedere un luogo di culto mitraico può cercare il mitreo di Santa Prisca, ma la mostra di Ostia mette questa pluralità all'inizio del racconto, come punto di partenza.

Il Buon Pastore e Orfeo sulle lucerne

Dal III secolo la fede cristiana si diffonde attraverso oggetti con decorazioni allusive alla nuova fede, che spesso reinterpretano iconografie già note nel mondo classico. Alcune lucerne mostrano il pastore crioforo, il portatore di ariete, letto in chiave cristiana come Buon Pastore; altre raffigurano Orfeo che incanta gli animali, allusione alla figura salvifica di Cristo. È il passaggio più interessante della mostra: il nuovo non cancella l'antico, lo rilegge.

Il chrismon negli oggetti di ogni giorno

A Ostia il monogramma cristiano, il chrismon, compare su molti oggetti della vita quotidiana: lucerne, anelli, suppellettili domestiche. Nella sfera funeraria la diffusione del culto è suggerita dai contenitori in vetro con iscrizioni a lettere d'oro, i refrigeria, usati nei banchetti funebri in onore dei defunti. Tra i pezzi esposti ci sono una lucerna con il monogramma di Cristo e un pilastrino con monogramma cristiano dalle Terme del Mitra.

La mensa degli Apostoli, tornata dopo il 1862

Dall'area dell'oratorio delle Terme del Mitra, presso via della Foce, provengono i frammenti di una grande mensa marmorea decorata con Apostoli e con il Giardino dell'Eden. Furono scoperti nel 1862 e confluirono poi nelle collezioni della Banca d'Italia: grazie a un prestito, tornano a Ostia per la prima volta dalla loro scoperta. È il pezzo per cui, da soli, vale il viaggio.

Pianabella e i banchetti per i defunti

Tra la fine del IV e l'inizio del V secolo il culto si diffonde nel suburbio con basiliche funerarie come quella di Pianabella, dove i cristiani si facevano seppellire presso le reliquie dei santi. Da qui viene una grande tavola marmorea circolare usata per benedire il cibo del banchetto rituale in onore dei defunti, rito praticato fino al V e VI secolo. La basilica accolse le sepolture degli abitanti di Ostia fino all'VIII secolo, quando fu dotata di una nuova recinzione presbiteriale con pilastrini decorati da croci dipinte.

Portus, Isola Sacra e sant'Ippolito

A Portus la costruzione di una basilica in un'area un tempo strategica rispetto al bacino di Traiano, trasformata dal IV secolo in zona residenziale, documenta come la città portuale e il culto cristiano crescano insieme. Sull'altro lato della Fossa Traiana, l'attuale canale di Fiumicino, all'Isola Sacra, si trova la basilica ad corpus dedicata alla fine del IV secolo dal vescovo Eraclida al martire Ippolito, eretta dove la tradizione colloca il suo supplizio: fu gettato in un pozzo. In mostra c'è l'iscrizione del martire Ippolito, insieme a frammenti di affresco e a una cornice ad arco con motivo a intreccio dalla basilica portuense.

L'antropologia, in chiusura

Il percorso si chiude con le indagini antropologiche più recenti nei distretti di Ostia e di Porto, che aiutano a conoscere le caratteristiche degli individui che abitavano il territorio. È una conclusione intelligente: dopo gli oggetti e gli edifici, le persone.

La basilica di Costantino a Ostia

Con la fine delle persecuzioni nel IV secolo il cristianesimo si diffonde liberamente, e a Ostia l'imperatore Costantino fa costruire un'imponente basilica dedicata ai santi Pietro, Paolo e Giovanni Battista. È stata riportata alla luce dai recenti scavi dell'Istituto Archeologico Germanico di Roma, e la mostra ne dà conto.

Due basiliche a Porto

A Porto e all'Isola Sacra si trovano, a poca distanza l'una dall'altra, due basiliche con funzioni cultuali probabilmente diverse. Le loro fasi altomedievali sono documentate da una decorazione marmorea che il Parco definisce sontuosa, testimonianza della perizia delle officine del tempo.

Gli oratori della città

Nella città sorgono anche luoghi di culto più piccoli: l'oratorio di Ciriaco presso il Teatro e l'oratorio delle Terme del Mitra presso via della Foce. In mostra è esposta l'iscrizione di san Ciriaco. Chi, dopo il castello, visita gli scavi di Ostia antica può cercare questi luoghi sul terreno.

Il Castello di Giulio II

Il Castello di Giulio II fu iniziato nel 1483 per volere del cardinale Giuliano della Rovere, futuro papa Giulio II dal 1503 al 1513, e affidato all'architetto fiorentino Baccio Pontelli. Il Parco lo definisce un alto esempio di architettura militare rinascimentale.

Com'è fatto

Il complesso comprende un circuito perimetrale di casematte, cioè camere da sparo, che collega tre torrioni, uno dei quali ingloba la torre di Martino V; un rivellino e un ampio fossato. Lo scalone monumentale fu decorato da affreschi policromi con il mito di Ercole, attribuiti alla scuola di Baldassarre Peruzzi. La mostra è negli appartamenti papali.

La decadenza

L'assedio del Duca d'Alba nel 1556, l'inondazione del 1557 che deviò il corso del Tevere e la lenta formazione di paludi malariche segnarono la decadenza del castello e l'abbandono del Borgo. La funzione doganale passò prima a Tor Boacciana e poi a Tor San Michele. Più tardi il castello ospitò i prigionieri destinati ai lavori forzati con cui Pio VII e Pio IX avviarono i primi scavi di Ostia antica.

Il restauro in corso

Sono in corso lavori di restauro, consolidamento e valorizzazione. Il castello resta aperto con l'orario consueto e una pannellistica apposita racconta l'avanzamento degli interventi: si vede il monumento e, insieme, il cantiere che lo sta curando.

Il Borgo di Ostia antica

Il Borgo di Ostia antica è di origine medievale e sorge lungo via dei Romagnoli, di fronte all'area archeologica. Già dalla tarda antichità, tra IV e V secolo, l'area ospitò la necropoli della comunità cristiana di Ostia, nata dove la tradizione poneva le tombe di alcuni martiri.

Santa Aurea

Tra quei martiri spiccava santa Aurea, fanciulla nobile perseguitata al tempo dell'imperatore Claudio il Gotico, tra il 268 e il 270. A lei fu dedicata una prima basilica cimiteriale, restaurata nell'VIII secolo. Il Borgo che ospita la mostra sul primo cristianesimo è dunque nato su un cimitero cristiano: la coincidenza tra tema e luogo è piena.

Gregoriopoli

Papa Gregorio IV, tra l'827 e l'844, trasformò il Borgo, ultimo rifugio della popolazione ostiense, in una cittadella fortificata detta Gregoriopoli. Nel 1400 Martino V vi fece costruire un torrione con fossato a guardia del Tevere. Il cardinale Guglielmo d'Estoutville, vescovo di Ostia dal 1461 al 1483, ripristinò le mura per controllare le saline e i traffici sul tratto finale navigabile del fiume, e vi fece costruire tre file di case a schiera ancora abitate.

Una curiosità su In hoc signo. Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto al Castello di Giulio II — dal 21 maggio al 21 novembre 2026

La curiosità più forte di questa mostra ha un anno preciso: il 1862. In quell'anno, nell'area dell'oratorio delle Terme del Mitra presso via della Foce, furono scoperti i frammenti di una grande mensa marmorea decorata con figure di Apostoli e con il Giardino dell'Eden. Da allora quei frammenti non sono mai tornati a Ostia.

Nel tempo sono entrati nelle collezioni della Banca d'Italia, un proprietario che nessuno si aspetterebbe per un arredo liturgico paleocristiano. Per la mostra, la Banca d'Italia li ha concessi in prestito, e per la prima volta dalla scoperta la mensa è di nuovo a pochi chilometri dal luogo in cui fu trovata.

C'è anche un piccolo paradosso nel luogo del ritrovamento. Le Terme del Mitra portano il nome di un culto rivale del cristianesimo, uno di quelli che la mostra racconta all'inizio del percorso insieme a Cibele, Iside e Serapide. Proprio lì sorse un oratorio cristiano, e da lì viene la mensa con gli Apostoli. Pochi luoghi raccontano meglio il passaggio da un mondo religioso all'altro: stesso edificio, altro dio.

Una cosa che non ti dice nessuno su In hoc signo. Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto al Castello di Giulio II — dal 21 maggio al 21 novembre 2026

Quello che quasi nessuno dice è che il castello e gli scavi hanno orari diversi, e che l'orario del castello cambia proprio durante la mostra. Fino al 31 ottobre il Castello di Giulio II apre solo il pomeriggio, dalle 13.30 alle 19.30. Dal 1° novembre, per le ultime tre settimane della mostra, apre al mattino, dalle 10.30 alle 16.30. Chi arriva a Ostia antica alle dieci di un giorno di ottobre trova il castello chiuso fino all'ora di pranzo.

La seconda cosa è pratica: il Parco invita a entrare con scarpe adeguate, niente tacchi e niente infradito, e con vestiti comodi. Il castello ha scale e percorsi che lo stesso Parco definisce particolarmente difficoltosi per chi ha necessità speciali. Gli animali domestici non entrano, tranne i cani guida.

La terza cosa riguarda il biglietto. Chi pensa di vedere anche gli scavi e il Museo Ostiense fa bene a considerare il biglietto integrato: vale otto giorni consecutivi e dà accesso a tutte le sedi archeologiche e museali del Parco, compresi la necropoli di Porto all'Isola Sacra, il Museo delle Navi e il complesso della basilica di sant'Ippolito. Sono proprio i luoghi da cui vengono molti oggetti della mostra.

Il consiglio che ti do per visitare In hoc signo. Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto al Castello di Giulio II — dal 21 maggio al 21 novembre 2026

Il consiglio è di costruire la giornata al contrario di come la costruirebbe chiunque. Tutti vanno prima agli scavi di Ostia antica e poi, se resta tempo, guardano il castello da fuori. Fate il contrario, almeno mentalmente: preparatevi sulla mostra, poi andate sul terreno a cercare quello che avete visto.

In ottobre, quando il castello apre alle 13.30, la sequenza giusta è questa: mattina agli scavi, pranzo nel Borgo, pomeriggio al castello. Dopo aver camminato tra le strade di Ostia antica, la mostra vi spiegherà che cosa succedeva in quella città quando i templi pagani si svuotavano e sorgevano gli oratori. In novembre, con il castello aperto al mattino, potete invertire: mostra alle 10.30, poi scavi.

Leggete le didascalie delle lucerne. Il Buon Pastore e Orfeo, su oggetti d'uso quotidiano di una città portuale, fanno capire quanto la nuova simbologia fosse entrata nelle case prima ancora che nelle chiese. Chi a Roma ha visitato le catacombe, come quelle di San Callisto, farà da sé i confronti con l'arte funeraria cristiana della città.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Giulio II fu uno dei grandi papi del Rinascimento, papa dal 1503 al 1513. È molto meno citato che, da cardinale, Giuliano della Rovere fece costruire una fortezza a Ostia, e che la affidò a Baccio Pontelli, architetto fiorentino, nel 1483, vent'anni prima di salire al soglio.

Il castello aveva una funzione precisa: controllare l'ultimo tratto navigabile del Tevere, le saline e i traffici commerciali diretti a Roma. Era una dogana armata. Poi la natura lo rese inutile: l'inondazione del 1557 deviò il corso del fiume, e la fortezza si ritrovò lontana dall'acqua che doveva sorvegliare. Nello stesso decennio, nel 1556, aveva subito l'assedio del Duca d'Alba.

Un altro fatto poco ricordato riguarda i primi scavi di Ostia antica. Furono avviati sotto Pio VII e Pio IX con il lavoro dei condannati ai lavori forzati, e quei prigionieri alloggiavano proprio nel castello. Il monumento che oggi racconta la città antica ospitò gli uomini che quella città la riportarono alla luce.

La foto giusta da fare a In hoc signo. Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto al Castello di Giulio II — dal 21 maggio al 21 novembre 2026

La foto giusta si fa dall'alto. Il Parco promette, a chi sale sul castello, un giro d'orizzonte singolare sull'intero territorio circostante. Da lassù si legge il paesaggio che la mostra racconta: il Borgo, l'area archeologica, la pianura verso il mare dove un tempo correva il Tevere. Fotografate in orizzontale e includete le merlature o un torrione in primo piano, per dare scala.

La seconda foto è quella dello scalone monumentale, con gli affreschi policromi del mito di Ercole attribuiti alla scuola di Baldassarre Peruzzi. La luce interna è scarsa: tenete il telefono fermo, appoggiatelo se serve, niente flash.

La terza è fuori, nel Borgo: le tre file di case a schiera volute dal cardinale d'Estoutville nel Quattrocento, ancora abitate, con il castello sullo sfondo. È l'immagine di un luogo che non è diventato un museo a cielo aperto ma è rimasto un paese, e per questo è più bella di qualsiasi scorcio da cartolina. Rispettate chi ci vive: niente foto dentro portoni e finestre.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Tra IV e V secolo l'area del Borgo ospitò la necropoli della comunità cristiana di Ostia, sorta presso le tombe dei martiri. Qui fu venerata santa Aurea, perseguitata sotto Claudio il Gotico, e le fu dedicata una basilica cimiteriale restaurata nell'VIII secolo. Nello stesso periodo Costantino fece costruire in città la grande basilica dedicata a Pietro, Paolo e Giovanni Battista.

Nel IX secolo, tra l'827 e l'844, Gregorio IV fortificò il Borgo e nacque Gregoriopoli. Nel 1400 Martino V vi eresse un torrione con fossato, poi inglobato nel castello. Tra il 1461 e il 1483 il cardinale Guglielmo d'Estoutville ripristinò le mura e costruì le case a schiera.

Nel 1483 iniziarono i lavori del castello per Giuliano della Rovere, con Baccio Pontelli. Nel 1556 il castello subì l'assedio del Duca d'Alba; nel 1557 l'inondazione deviò il Tevere e aprì la stagione della decadenza e delle paludi malariche. Nell'Ottocento il castello divenne alloggio dei condannati impiegati negli scavi voluti da Pio VII e Pio IX. Oggi, con il restauro in corso, ospita negli appartamenti papali la mostra In hoc signo.

Chi è passato da In hoc signo. Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto al Castello di Giulio II — dal 21 maggio al 21 novembre 2026

Dal Borgo di Ostia antica sono passati papi e cardinali che hanno disegnato la difesa di Roma dal mare. Gregorio IV, che nel IX secolo ne fece una cittadella. Martino V, che nel 1400 vi fece innalzare il torrione. Il cardinale Guglielmo d'Estoutville, vescovo di Ostia per oltre vent'anni. E soprattutto Giuliano della Rovere, che volle il castello da cardinale e lo vide diventare il suo nome quando salì al soglio come Giulio II.

Ci sono passati architetti e pittori: Baccio Pontelli, che progettò la fortezza, e la bottega della scuola di Baldassarre Peruzzi, a cui sono attribuiti gli affreschi di Ercole sullo scalone. Ci passò, nel 1556, l'esercito del Duca d'Alba.

Ci sono passati, meno ricordati, i prigionieri che nell'Ottocento scavarono Ostia antica per Pio VII e Pio IX. E, prima di tutti, ci sono passati i cristiani di Ostia che seppellivano i loro morti accanto ai martiri, tra cui santa Aurea. Oggi tornano qui, negli oggetti esposti, le loro lucerne, i loro anelli con il monogramma di Cristo, le mense su cui benedicevano il cibo per i defunti.

Come arrivare al Castello di Giulio II

Il Castello di Giulio II si trova nel Borgo di Ostia antica, lungo via dei Romagnoli, di fronte all'area archeologica degli scavi. Il riferimento postale del Parco archeologico è Viale dei Romagnoli 717, Ostia antica, Roma.

Con i mezzi pubblici

Ostia antica è nel territorio di Roma, ma lontana dal centro. Il percorso migliore dipende dal punto di partenza: il calcolatore ATAC, con destinazione Viale dei Romagnoli 717, indica collegamenti e tempi aggiornati. Controllate anche il ritorno, soprattutto in novembre, quando il castello chiude alle 16.30 e fa buio presto.

In auto

L'auto è la soluzione più comoda per chi vuole unire castello, scavi e le sedi del Parco verso Fiumicino, come la necropoli dell'Isola Sacra o il complesso di sant'Ippolito. Impostate il navigatore su Viale dei Romagnoli e verificate sul posto le aree di sosta consentite.

Informazioni per i gruppi

Le visite guidate per singoli, gruppi e scuole sono organizzate dal concessionario del Parco, con prenotazione telefonica o via posta elettronica dal lunedì al venerdì; i contatti sono sulla pagina ufficiale del castello.

Orari e biglietti di In hoc signo

Il castello è aperto dal martedì alla domenica. Dal 16 giugno al 31 ottobre l'orario è 13.30 e 19.30; dal 1° novembre al 28 febbraio 10.30 e 16.30. L'ultimo ingresso è mezz'ora prima della chiusura. Chiuso il lunedì, il 25 dicembre e il 1° gennaio.

I prezzi

Il biglietto del Castello di Giulio II costa 6 euro intero e 2 euro ridotto per i giovani dell'Unione europea tra 18 e 25 anni, e comprende la mostra. Il biglietto integrato del Parco costa 18 euro intero e 2 euro ridotto, vale otto giorni solari consecutivi e apre tutte le sedi. Le gratuità e le altre riduzioni sono elencate sul sito del Parco.

La prima domenica del mese

Ogni prima domenica del mese l'ingresso è gratuito in tutti i siti del Parco, ciascuno con il proprio orario, senza prenotazione. Durante la mostra cadono domenica 4 ottobre e domenica 1° novembre: la prima con l'orario pomeridiano, la seconda con quello del mattino.

Accessibilità

Il Parco avverte che i percorsi del castello possono risultare particolarmente difficoltosi per persone con necessità speciali. Il personale di accoglienza fornisce le indicazioni per una visita in sicurezza. Chi ha esigenze specifiche fa bene a contattare il Parco prima della visita attraverso i recapiti della pagina ufficiale.

In hoc signo con i bambini

Per un bambino la parola chiave è castello: torrioni, fossato, camere da sparo, uno scalone con Ercole. Il Parco chiede di controllare costantemente i bambini e di tenerli per mano lungo i percorsi.

Un gioco per la mostra

In mostra, proponete la caccia al simbolo: il monogramma di Cristo compare su lucerne, anelli e pilastrini. Contarli trasforma la visita in un'indagine. Il pastore con l'ariete sulle spalle e Orfeo con gli animali sono figure che i bambini riconoscono subito.

Che cosa vedere intorno al castello

Il castello è la porta d'ingresso a un sistema di siti. Il Parco archeologico di Ostia antica comprende gli scavi di Ostia con il Museo Ostiense, il Castello di Giulio II e il Borgo, l'area archeologica dei Porti imperiali di Claudio e Traiano, il Museo delle Navi, la necropoli di Porto all'Isola Sacra e il complesso della basilica di sant'Ippolito.

Gli scavi di Ostia antica

Di fronte al Borgo si apre l'area archeologica, con le strade, le terme e il teatro della città romana. Dopo la mostra, cercate l'oratorio di Ciriaco presso il Teatro e l'area delle Terme del Mitra verso via della Foce.

Sant'Ippolito e l'Isola Sacra

Chi vuole chiudere il cerchio va all'Isola Sacra, dove sorge il complesso della basilica di sant'Ippolito, dedicata dal vescovo Eraclida al martire portuense. È il luogo della tradizione del pozzo.

A Roma, altre tappe del primo cristianesimo

Per continuare il racconto in città, la basilica di San Paolo fuori le Mura e la basilica di San Giovanni in Laterano sono le mete naturali. Il Castel Sant'Angelo conserva invece la loggia di Giulio II affacciata sul ponte e sulla città: l'altro castello dello stesso papa.

Dove mangiare a Ostia antica

Nel Borgo e lungo le strade vicine agli scavi ci sono bar e trattorie di paese, adatti a un pranzo semplice tra la mattina agli scavi e il pomeriggio al castello. Non aspettatevi la scelta del centro di Roma: prenotate se siete in gruppo, soprattutto la domenica.

Il pranzo al sacco

Chi preferisce può portare il pranzo: è la soluzione più pratica per famiglie e gruppi, a patto di rispettare le regole del Parco sulle aree in cui è consentito mangiare.

L'autunno a Ostia antica

La mostra dura fino al 21 novembre, e l'autunno è la stagione migliore per questa visita: niente caldo estivo sugli scavi, meno scolaresche della primavera, una luce bassa che disegna bene le murature. In ottobre si sfrutta l'apertura pomeridiana fino alle 19.30; in novembre bisogna anticipare, perché il castello chiude alle 16.30.

Una giornata tipo tra la mostra In hoc signo e gli scavi

Ostia antica chiede una giornata intera, e la mostra In hoc signo la rende più coerente. Ecco due schemi, uno per ottobre e uno per novembre, costruiti sugli orari ufficiali del castello.

In ottobre: scavi al mattino, castello al pomeriggio

Arrivo in mattinata all'area archeologica, visita delle strade, delle terme e del teatro, con una sosta all'oratorio di Ciriaco. Pranzo semplice nel Borgo. Alle 13.30 apre il castello: un'ora per la mostra negli appartamenti papali, poi la salita per il giro d'orizzonte e lo scalone con Ercole. Si esce con la luce del tardo pomeriggio sulle case a schiera del Borgo.

In novembre: castello al mattino, scavi dopo

Dal 1° novembre il castello apre alle 10.30 e chiude alle 16.30. Conviene cominciare dalla mostra, che fa da introduzione, e dedicare il resto della giornata agli scavi, tenendo conto che il buio arriva presto. Con il biglietto integrato, valido otto giorni, si può anche dividere la visita in due giornate e aggiungere l'Isola Sacra.

Per chi ha solo due ore

Chi ha poco tempo scelga il castello: la mostra, lo scalone e la vista dall'alto danno un'idea compatta del luogo e della sua storia, dal cimitero cristiano di santa Aurea alla dogana armata di Giulio II.

Domande frequenti su In hoc signo

Fino a quando si può vedere la mostra In hoc signo a Ostia antica?

La mostra In hoc signo. Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto è aperta fino al 21 novembre 2026 negli appartamenti papali del Castello di Giulio II, nel Borgo di Ostia antica. È stata inaugurata il 21 maggio 2026 ed è promossa dal Parco archeologico di Ostia antica.

Quanto costa il biglietto per In hoc signo?

La visita a In hoc signo è inclusa nel biglietto del Castello di Giulio II: 6 euro intero, 2 euro ridotto per i giovani dell'Unione europea tra 18 e 25 anni. Il biglietto integrato del Parco archeologico di Ostia antica costa 18 euro, vale otto giorni e apre tutte le sedi. La prima domenica del mese l'ingresso è gratuito.

Che orari ha il Castello di Giulio II?

Il Castello di Giulio II è aperto dal martedì alla domenica. Fino al 31 ottobre l'orario è dalle 13.30 alle 19.30; dal 1° novembre dalle 10.30 alle 16.30. L'ultimo ingresso è mezz'ora prima della chiusura e il lunedì il sito è chiuso.

Chi sono i curatori di In hoc signo?

La mostra In hoc signo è curata da Alessandro D'Alessio, Dario Daffara e Cristina Genovese per il Parco archeologico di Ostia antica. Il percorso va dal III secolo, quando a Ostia convivevano molti culti, fino all'alto Medioevo, e si chiude con le recenti indagini antropologiche su Ostia e Porto.

Qual è il pezzo più importante della mostra?

Tra le opere di In hoc signo spiccano i frammenti della mensa marmorea con Apostoli e Giardino dell'Eden, scoperti nel 1862 presso le Terme del Mitra e tornati a Ostia per la prima volta grazie a un prestito della Banca d'Italia. Notevoli anche la tavola circolare di Pianabella e l'iscrizione del martire Ippolito.

Il Castello di Giulio II è accessibile a chi ha difficoltà motorie?

Il Parco archeologico di Ostia antica avverte che i percorsi del Castello di Giulio II possono risultare particolarmente difficoltosi per persone con necessità speciali. Il personale fornisce indicazioni sul posto; per esigenze specifiche conviene contattare il Parco prima della visita.

Si può visitare In hoc signo insieme agli scavi di Ostia antica?

Sì, il Castello di Giulio II con la mostra In hoc signo è di fronte all'area archeologica degli scavi di Ostia antica. Il biglietto integrato da 18 euro, valido otto giorni, consente di visitare entrambi e le altre sedi del Parco. In ottobre conviene fare gli scavi al mattino e il castello nel pomeriggio.

Il consiglio finale su In hoc signo

A nostro giudizio In hoc signo è la mostra che dà senso a una giornata a Ostia antica. Senza, gli scavi raccontano la città romana e si fermano lì; con la mostra si capisce come quella città è finita e che cosa è diventata. Conviene andarci prima che il castello passi all'orario invernale, in un pomeriggio d'ottobre, dopo una mattina tra le rovine, e fermarsi davanti alla mensa degli Apostoli: ha aspettato più di centosessant'anni per tornare a casa.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.

Prepara la visita

Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.

Contact Information

Data Evento21 Maggio 2026 13:30 — 21 Novembre 2026
IndirizzoCastello di Giulio II, Borgo di Ostia antica, via dei Romagnoli, Roma Roma Città
CategorieEventiMostre

Le proposte giuste, una volta a settimana

Scegli cosa ti interessa: ti scriviamo solo di quello, con date, orari e prezzi verificati. Niente spam, ti cancelli con un clic.

I tuoi temi