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Il Potere della Memoria all’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale — 2 ottobre 2026

Il Potere della Memoria è un walkabout gratuito condotto da Carlo Infante di Urban Experience venerdì 2 ottobre 2026, dalle 17 alle 19, all'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, nel Palazzo delle Tradizioni popolari di Piazza Guglielmo Marconi 10, all'EUR (Municipio IX). Si arriva con la metropolitana B, fermata EUR Fermi, e poi a piedi lungo i viali del quartiere. L'ingresso è gratuito con prenotazione online, secondo le indicazioni pubblicate sul portale culturale di Roma Capitale e sul sito ufficiale del progetto visiva365.it. L'appuntamento apre VISIVA 365, Il Potere della Città, un'anteprima in due tappe che il giorno dopo si sposta alla Garbatella.

Che cos'è Il Potere della Memoria

Il Potere della Memoria è una visita partecipata di due ore dentro l'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, dedicata al patrimonio culturale immateriale e al suo ruolo nella costruzione dell'identità della città. Il formato non è quello della visita guidata classica, con una persona che parla e un gruppo che ascolta: è un walkabout, una passeggiata conversata in cui il pubblico entra negli spazi dell'Istituto, ascolta esperti e rappresentanti della struttura, e poi discute con loro di memoria, pratiche culturali e trasmissione del patrimonio.

Il programma della giornata

Il programma ufficiale indica il walkabout dalle 17 alle 19. Sono previsti la visita agli spazi dell'Istituto, momenti di approfondimento con esperti e stakeholder e un confronto finale con i partecipanti. Conduce Carlo Infante, con rappresentanti dell'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale e altri ospiti. L'attività viene documentata con la raccolta di contenuti editoriali e multimediali, che confluiranno nel progetto VISIVA 365.

Perché un istituto e non una piazza

La scelta della sede dice molto. Il patrimonio immateriale è fatto di feste, canti, gesti di mestiere, riti, dialetti: cose che per definizione non si appendono a una parete. Eppure a Roma esiste un luogo dove questa materia sfuggente viene raccolta, archiviata, studiata da decenni, con fotografie, nastri, documentari e stampe popolari. Portare il pubblico qui significa mostrare la macchina che custodisce la memoria, e ragionare su chi decide che cosa merita di essere ricordato. È una domanda politica, nel senso pieno del termine, e il titolo del progetto lo dichiara senza giri di parole.

Chi è adatto

Il walkabout funziona per chi ama capire come funzionano le istituzioni culturali, per chi si occupa di scuola, antropologia, archivi, fotografia, per chi abita all'EUR e vuole conoscere un palazzo che vede ogni giorno da fuori. Non serve una preparazione specifica: il formato è pensato per la conversazione aperta.

VISIVA 365, Il Potere della Città: il progetto

VISIVA 365 è un progetto culturale che invita cittadini, istituzioni, associazioni e realtà del territorio a leggere Roma attraverso nuove chiavi di interpretazione. L'edizione 2026 si intitola Il Potere della Città ed è dedicata ai luoghi in cui il potere si manifesta come capacità di generare relazioni, conoscenza, partecipazione e trasformazione sociale.

Due walkabout come anteprima

L'edizione 2026 si apre con due walkabout partecipativi ideati e condotti da Carlo Infante. Il primo è Il Potere della Memoria, il 2 ottobre all'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale. Il secondo si intitola Poter essere: Garbata e si svolge sabato 3 ottobre, sempre dalle 17, con partenza da Piazza Bartolomeo Romano alla Garbatella (metro B, fermata Garbatella): un itinerario guidato alla scoperta di esperienze di partecipazione civica, innovazione sociale e costruzione di comunità, con incontri con gli ambasciatori del territorio.

Podcast e mappa dei luoghi del potere

I due appuntamenti servono anche a raccogliere testimonianze, interviste e contributi che diventeranno podcast, contenuti editoriali e multimediali. Le esperienze raccolte alimenteranno una mappa partecipata dei luoghi del potere, sviluppata in collaborazione con ESRI Italia, pensata come strumento di lettura, valorizzazione e racconto condiviso della città. Chi partecipa, dunque, è anche fonte: quello che si dice durante la passeggiata può finire nel racconto collettivo del progetto.

Chi lo promuove

Il progetto è promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, ed è vincitore dell'Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l'anno. È realizzato in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e ideato da Potere Agency srl, che ne cura l'organizzazione. Il programma, come sempre per le iniziative del circuito, può subire variazioni.

Carlo Infante e Urban Experience

Carlo Infante è il presidente di Urban Experience, associazione di promozione sociale romana che da oltre quindici anni porta in giro per l'Italia il formato del walkabout, una passeggiata che è insieme esplorazione urbana e conversazione. La sua linea di ricerca, come racconta il profilo ufficiale dell'associazione, affonda le radici nelle sperimentazioni performative degli anni Ottanta, nel videoteatro e nella radiofonia sperimentale, e poi nei primi blog degli anni Novanta.

Dal videoteatro al geoblog

Il passaggio decisivo è legato alle Olimpiadi invernali di Torino 2006, quando Urban Experience conia il geoblog, un racconto scritto sulle mappe, prima che le mappe digitali diventassero un oggetto quotidiano. Fondamentale anche il legame con l'associazione culturale teatron.org, titolare di un bene confiscato alle mafie a Torino, dove per anni ha avuto sede il PerformingMediaLab. L'atto costitutivo di Urban Experience come associazione è dell'11 ottobre 2010, ma il progetto nasce a Roma qualche anno prima.

Come funziona un walkabout

Il walkabout è il cuore del metodo di Infante. Fino al 2015 si chiamava radio-walkshow, definizione nata come risposta politica e poetica alla pervasività dei talk show televisivi. Il gruppo cammina con un sistema di radiocuffie, le whisper-radio, che permettono di ascoltare chi conduce senza alzare la voce, anche in contesti rumorosi; lo smartphone serve a scrivere storie sulle geografie, con blog istantanei e georeferenziazioni. Urban Experience lo definisce semplice come una passeggiata e complesso come un brainstorming: un'immagine precisa.

I progetti romani

A Roma i walkabout di Infante hanno toccato luoghi molto diversi. Nel gennaio 2012 il progetto Entrare fuori ha portato il pubblico nel parco del Santa Maria della Pietà, l'ex manicomio, con uno speciale televisivo di Rai5 nella trasmissione CoolTour condotta da Carlo Massarini. Nel 2013 Teatri della memoria ha costruito una mappa delle esperienze urbane tra la Flaminia e la Trionfale. Nel 2015 Roma vista dai ciechi ha esplorato la città con le comunità dei non vedenti legate all'Istituto Sant'Alessio. Poi Paesaggi Umani, dentro l'Estate Romana 2018 e in un progetto triennale per Roma Capitale, con podcast georeferenziati che trasformano la mappa in una mappa parlante.

Garbatella, Pigneto, Mandrione

La Garbatella non è un territorio nuovo per Infante: nel 2016, per il Maggio dei Libri delle Biblioteche di Roma, Urban Experience ha condotto Una vita violenta. Esplorare Garbatella ascoltando Pasolini. Nel 2013 c'erano stati il walkabout sul Pigneto letto da Pasolini e Cerami e Il Mandrione visto dalle nuvole. Nel 2018 il walkabout Inciampare nella Memoria, per la Giornata della Memoria, era dedicato agli Internati Militari Italiani. Il tema della memoria, insomma, attraversa tutto il suo lavoro.

Innovazione e città

Urban Experience ha contribuito a fondare nel 2011 l'associazione Stati Generali dell'Innovazione, con cui ha ideato Roma Smart City già nel 2012. Ha collaborato con Open House Roma, con il Parco Regionale dell'Appia Antica, con CorvialeDomani per gli interventi nel Serpentone, con la rivista Nuova Ecologia, che ospita una rubrica mensile intitolata Urban Experience. I termini Urban Experience e Performing Media compaiono nel lessico dell'Enciclopedia Treccani.

L'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale

L'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, in sigla ICPI, è un istituto centrale del Ministero della Cultura che si occupa della valorizzazione del patrimonio immateriale e delle espressioni delle diversità culturali. Ha sede nel Palazzo delle Tradizioni popolari, in Piazza Guglielmo Marconi 10, e dipende dalla Direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio. Su estateromana.com c'è la scheda dedicata all'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale.

Una storia recente con radici lontane

L'Istituto nasce con il decreto del Presidente della Repubblica del 26 novembre 2007, n. 233, come Istituto centrale per la demoetnoantropologia. Subentra al Museo nazionale delle arti e tradizioni popolari, poi confluito nel Museo delle Civiltà. Con il decreto del Presidente del Consiglio del 2 dicembre 2019, n. 169, prende il nome attuale; il decreto ministeriale del 3 febbraio 2022 lo riorganizza. Il direttore è Leandro Ventura, in carica dal 14 luglio 2020.

Gli archivi

Il vero tesoro dell'Istituto sono gli archivi. L'archivio di antropologia visiva conserva documenti dal 1939 in poi sulle tradizioni italiane e in parte sulle culture extraeuropee, con un fondo cinematografico che comprende documentari di Luigi Di Gianni, Michele Gandin, Cecilia Mangini e Gianfranco Mingozzi. L'archivio fotografico custodisce circa 140.000 fotografie, tra cui il fondo storico organizzato dal 1911 al 1950, con immagini della ditta Fratelli Alinari, di Giacomo Brogi, Romualdo Moscioni, Carlo Naya, Giorgio Sommer, Annabella Rossi e Chiara Samugheo.

Suoni, stampe, libri

L'archivio sonoro conserva oltre 2.700 supporti audio, tra nastri e dischi, sul patrimonio orale ed etnomusicale: nasce intorno al 1960 grazie al lavoro dell'antropologa Annabella Rossi, anche in collaborazione con Roberto De Simone e Gianfranco Mingozzi. L'archivio storico documenta la prima mostra di etnografia italiana del 1911, organizzata da Lamberto Loria. Il gabinetto delle stampe supera i 14.000 fogli, raccolti a partire dai primi anni del Novecento da Loria con Francesco Novati e Achille Bertarelli. La biblioteca conta oltre 30.000 volumi e periodici, 3.700 libretti, 7.400 fogli di letteratura popolare e 3.800 opuscoli.

Il Palazzo delle Tradizioni popolari

Il Palazzo delle Tradizioni popolari fu progettato da Massimo Castellazzi, Pietro Morresi e Annibale Vitellozzi e costruito tra il 1938 e il 1942 nel nucleo centrale dell'Esposizione universale del 1942, speculare al Palazzo delle Scienze, sull'allora piazza Imperiale, oggi Piazza Guglielmo Marconi. È di proprietà del Ministero della Cultura.

Com'è fatto

L'edificio si affaccia su Piazza Marconi e su via Cristoforo Colombo, organizzato intorno a un cortile, con due corpi sporgenti inscritti tra due portici colonnati, uno dei quali lo collega al Palazzo delle Scienze. È l'effetto che si nota arrivando: due palazzi gemelli uniti da un colonnato, un'architettura pensata per la scenografia di una grande esposizione.

Il mosaico di Prampolini

Sulla testata che guarda viale della Civiltà Romana, verso il portico di collegamento con il Palazzo delle Scienze, si trova il mosaico in pietre naturali Le corporazioni, realizzato nel 1942 da Enrico Prampolini. Per chi conosce il futurismo, Prampolini è un nome che pesa: trovarlo qui, su una parete che molti romani attraversano senza alzare lo sguardo, è una delle piccole soddisfazioni dell'EUR.

Il salone d'onore

La decorazione interna è concentrata nel salone d'onore. Sulla parete d'ingresso c'è un ciclo di affreschi dedicato alle tradizioni italiane: Battitura del grano di Domenico Colao, Sagra degli osei di Mario Varagnolo, Cerimonia nuziale in Sardegna di Nino Bertoletti, parzialmente eseguito, Funerali in Puglia di Emanuele Cavalli e Il bue di San Zopito di Tommaso Cascella. Sulla parete opposta, Il trasporto del mosto in Romagna di Garibaldo Guberti, La benedizione della barca di Antonio Barrera, La processione di Orazio Amato, La mattanza dei tonni di Pietro Barillà. Il varco d'accesso è decorato da un bassorilievo in marmo di Amerigo Tot, Elementi caratteristici di folklore.

Un museo arrivato dopo

Il palazzo doveva ospitare una mostra sull'etnografia italiana, che non si fece mai perché la guerra cancellò l'Esposizione. Intorno al 1956 vi fu trasferito il Museo di etnografia italiana, fondato a Firenze nel 1906 da Lamberto Loria, ribattezzato Museo nazionale delle arti e tradizioni popolari e allestito da Paolo Toschi. Riallestito nel 1997, è confluito prima in parte nell'Istituto e poi, dal 2016, nel Museo delle Civiltà, di cui oggi è la sezione dedicata alle arti e tradizioni popolari.

Il Museo delle Civiltà, il vicino di casa

Il Museo delle Civiltà è il museo statale nato nel 2016 che riunisce all'EUR le collezioni di più musei nazionali, e condivide con l'Istituto il Palazzo delle Tradizioni popolari. Il nuovo istituto, dotato di autonomia speciale, mise insieme il Museo preistorico etnografico, il Museo delle arti e tradizioni popolari, il Museo dell'Alto Medioevo e il Museo d'arte orientale, a cui si aggiunsero le collezioni del Museo africano e del Museo geologico nazionale.

Due palazzi, un colonnato

Il museo occupa i due edifici razionalisti collegati dal colonnato. Nel Palazzo delle Tradizioni popolari c'è la sezione dedicata alle arti e tradizioni popolari Lamberto Loria; nel Palazzo delle Scienze, dal 1977, si trovano il Museo preistorico etnografico Pigorini e le altre collezioni. Dal 2022, con la direzione di Andrea Viliani, il museo ha scelto un approccio integrato, interdisciplinare, con installazioni di arte contemporanea.

Perché conta per il walkabout

Chi partecipa a Il Potere della Memoria si trova nel punto esatto in cui la storia dell'etnografia italiana ha preso forma istituzionale: il museo di Loria, la mostra del 1911, gli archivi di Annabella Rossi. Conviene tenerlo a mente: le domande sul patrimonio immateriale, qui, hanno più di un secolo di risposte alle spalle.

Come arrivare all'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale

L'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale si raggiunge con la linea B della metropolitana, fermata EUR Fermi, come indicato dall'organizzazione del walkabout; da lì si prosegue a piedi fino a Piazza Guglielmo Marconi.

In metropolitana

Da Termini e da Tiburtina si prende la linea B in direzione Laurentina e si scende a EUR Fermi. Il tragitto è diretto e, alle cinque del pomeriggio di un venerdì, conviene partire con un margine: la linea B nelle ore di rientro dal lavoro si riempie. Da EUR Fermi si cammina verso il centro monumentale del quartiere, dove Piazza Marconi si riconosce dall'obelisco al centro.

In autobus

Via Cristoforo Colombo, su cui si affaccia il palazzo, è servita da diverse linee di superficie. Tra quelle indicate per raggiungere l'EUR dalle schede già pubblicate su estateromana.com ci sono il 30, dalla stazione Ostiense con fermata Colombo/Europa, e il 780 da Villa Bonelli con fermata Europa/Tolstoi. Da Ciampino il 720 porta al capolinea di Laurentina, da cui si sale sulla linea B verso Rebibbia fino a EUR Fermi.

In auto

Dal Grande Raccordo Anulare si esce al numero 26, Roma EUR, in direzione centro. All'EUR i viali sono larghi e, in un venerdì pomeriggio senza grandi eventi, il parcheggio è in genere meno complicato che nei quartieri storici. Il consiglio resta la metropolitana, soprattutto per chi vuole poi spostarsi in centro per la sera.

Prenotazione, ingresso e accessibilità

Il Potere della Memoria è gratuito con prenotazione online, secondo il portale culturale di Roma Capitale. I riferimenti dell'organizzazione sono il sito visiva365.it, il telefono 06 87667668 e l'indirizzo di posta del progetto.

Come prenotare

La prenotazione si fa online seguendo le indicazioni del sito ufficiale di VISIVA 365. Per un formato come il walkabout, che lavora con radiocuffie e con un gruppo che deve poter conversare, il numero dei posti è per sua natura limitato: prenotare presto è la scelta giusta.

Accessibilità

Il portale ufficiale indica l'evento come accessibile. Chi ha esigenze specifiche di mobilità fa bene a segnalarlo al momento della prenotazione, perché una visita negli spazi di un palazzo storico comporta spostamenti tra ambienti diversi.

Con i bambini

Il walkabout non è pensato per i più piccoli: due ore di conversazione su memoria e patrimonio sono impegnative. Per ragazzi delle superiori con un interesse per la storia o l'antropologia, invece, può essere un'occasione rara di vedere un istituto di ricerca da dentro.

L'EUR intorno a Piazza Marconi

Piazza Guglielmo Marconi è il centro del quartiere EUR, nato come sede dell'Esposizione Universale di Roma del 1942, e intorno all'Istituto si concentrano alcuni degli edifici più noti dell'architettura italiana del Novecento. Per un quadro d'insieme c'è la guida EUR, cosa vedere e la scheda su EUR, Esposizione Universale Roma.

I palazzi simbolo

Il più riconoscibile è il Colosseo Quadrato, il Palazzo della Civiltà Italiana, con le arcate ripetute sulle quattro facciate. Poco distante c'è il Palazzo dei Congressi, e dall'altra parte del quartiere la Nuvola di Fuksas, il centro congressi contemporaneo.

Verde e acqua

Per una pausa all'aperto c'è il Laghetto dell'EUR, con la passeggiata intorno all'acqua. Chi ha bambini al seguito, prima o dopo il walkabout, trova nel Luneur Park una ricompensa sicura.

Le Tre Fontane

A poca distanza dall'EUR, verso la Laurentina, c'è l'Abbazia delle Tre Fontane, un luogo di silenzio che contrasta con la monumentalità del quartiere. Va visitata con calma, magari in un'altra giornata.

Come organizzare il pomeriggio del 2 ottobre

Il Potere della Memoria dura due ore, dalle 17 alle 19, e si presta a essere inserito in un pomeriggio all'EUR: una visita al Museo delle Civiltà prima, una passeggiata nel quartiere dopo, oppure il rientro in centro per la cena.

Prima del walkabout

Chi arriva presto può dedicare un'ora al Museo delle Civiltà, verificando sul sito ufficiale del museo orari e biglietti del giorno. Vedere prima le sale sulle arti e tradizioni popolari rende il walkabout più ricco: gli oggetti di cui si parlerà diventano concreti.

Dopo il walkabout

Alle sette di sera, ai primi di ottobre, la luce cala in fretta. Una passeggiata lungo il colonnato tra i due palazzi e verso il Colosseo Quadrato illuminato è il modo migliore per chiudere. Poi metropolitana, e la linea B riporta in centro senza cambi.

Il giorno dopo, la Garbatella

Chi vuole seguire VISIVA 365 per intero può tornare sabato 3 ottobre alle 17 in Piazza Bartolomeo Romano per il secondo walkabout. La Garbatella si raggiunge con la stessa linea B, fermata Garbatella: l'EUR e la Garbatella sono due facce della Roma del Novecento, una monumentale, una popolare, e vederle in due giorni consecutivi è un confronto istruttivo.

Dove mangiare vicino all'Istituto

Intorno a Piazza Marconi e lungo Viale Europa, nel quartiere EUR, si trovano bar, tavole calde, pizzerie e ristoranti, concentrati soprattutto nelle strade vicine alla fermata EUR Fermi.

Prima delle 17

Un caffè e qualcosa di leggero in uno dei bar del quartiere prima di entrare: due ore in piedi, tra sale e conversazione, si reggono meglio così.

Dopo le 19

Per la cena l'EUR offre locali di vario livello. Chi deve tornare in centro può anche scegliere di cenare lì e usare la linea B per rientrare. Il venerdì sera i ristoranti vicini alle zone più frequentate si riempiono: con un gruppo, conviene prenotare.

Una curiosità su Il Potere della Memoria all'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale — 2 ottobre 2026

Il palazzo che ospita Il Potere della Memoria era stato costruito per una mostra che non ha mai avuto luogo. Il Palazzo delle Tradizioni popolari fu assegnato a un'esposizione sull'etnografia italiana dentro l'E42, la grande Esposizione universale prevista per il 1942. La guerra cancellò tutto: l'Esposizione non si fece, e per oltre un decennio i palazzi rimasero cantieri o contenitori senza funzione.

Il destino, però, ha rispettato l'intenzione originaria. Intorno al 1956 vi arrivò il Museo di etnografia italiana, che Lamberto Loria aveva fondato a Firenze nel 1906, la stessa figura che nel 1911 aveva organizzato la prima mostra di etnografia italiana. Il palazzo pensato per l'etnografia, insomma, ha finito per ospitare l'etnografia, con una quindicina d'anni di ritardo e un regime di mezzo.

C'è poi un dettaglio che pochi notano. Il ciclo di affreschi del salone d'onore contiene due opere rimaste incompiute, la Cerimonia nuziale in Sardegna di Nino Bertoletti e La processione di Orazio Amato, e un'opera mai realizzata: il Battesimo in Liguria commissionato a Mario Gambetta, al cui posto c'è un cartone attribuito a Filippo Figari con la Processione per Sant'Efisio in Sardegna. Anche l'intarsio marmoreo commissionato a Ferruccio Scattola per l'atrio, sul tema Costumi, maschere e altri elementi decorativi, non fu mai eseguito. Il palazzo racconta quindi anche un'altra memoria: quella di ciò che la guerra ha interrotto.

Una cosa che non ti dice nessuno su Il Potere della Memoria all'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale — 2 ottobre 2026

Nessuno lo dice, ma il walkabout è un formato che chiede qualcosa anche al pubblico. Chi arriva aspettandosi una conferenza da ascoltare in silenzio rischia di restare spiazzato: il metodo di Carlo Infante si basa sulla conversazione, sulle domande dei partecipanti, sulle storie che ognuno porta con sé. È per questo che il progetto parla di testimonianze e contributi che confluiranno in podcast e contenuti multimediali.

La conseguenza pratica è semplice: conviene arrivare con una domanda in tasca. Una festa del proprio paese d'origine, una canzone che cantava la nonna, un mestiere di famiglia che è scomparso. Il patrimonio immateriale è esattamente questo, e in un istituto che conserva migliaia di nastri e fotografie di feste, riti e lavori tradizionali, la memoria personale di un partecipante può trovare un eco inattesa.

Un'altra cosa che non si legge nei programmi: i walkabout di Urban Experience usano da anni sistemi di radiocuffie, le whisper-radio, che permettono di sentire chi parla anche a distanza e in ambienti rumorosi. Se l'organizzazione li fornirà anche questa volta, niente paura di perdersi un passaggio perché si è rimasti in fondo al gruppo. E niente bisogno di spingere per stare in prima fila: il gruppo può muoversi con più libertà negli spazi del palazzo.

Il consiglio che ti do per visitare Il Potere della Memoria all'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale — 2 ottobre 2026

Conviene arrivare all'EUR con almeno mezz'ora di anticipo e fare il giro esterno del palazzo prima di entrare. Il Palazzo delle Tradizioni popolari va guardato da fuori per capire che cosa si sta per vedere dentro: il portico colonnato che lo lega al Palazzo delle Scienze, la testata con il mosaico di Enrico Prampolini, Le corporazioni, verso viale della Civiltà Romana, il rapporto con Piazza Marconi e con l'obelisco.

La stessa informazione, ascoltata dopo aver visto l'edificio, resta in testa il doppio. Il walkabout parlerà di memoria e identità della città: il palazzo stesso è un documento della Roma degli anni Trenta e Quaranta, della sua idea di monumentalità, della sua ambizione di mettere in mostra il popolo italiano con le sue feste e i suoi mestieri. Guardarlo prima permette di fare domande migliori dopo.

Secondo consiglio, più pratico: prenotate subito. I walkabout gratuiti con posti limitati si esauriscono, e il venerdì pomeriggio è un orario comodo per molti. Terzo: scarpe comode. Il formato prevede di muoversi, e l'EUR, tra fermata della metro e palazzo, è un quartiere che si attraversa a piedi su distanze più lunghe di quanto sembri dalla mappa.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che l'EUR è il quartiere dell'Esposizione del 1942 mai inaugurata. È molto meno citato il fatto che uno dei suoi palazzi custodisca uno degli archivi sonori più importanti d'Italia sulla tradizione orale. L'archivio sonoro dell'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale conserva oltre 2.700 supporti tra nastri e dischi, ed è nato intorno al 1960 dal lavoro sul campo di Annabella Rossi, antropologa che ha dato all'Istituto una parte decisiva delle sue registrazioni.

In quell'archivio ci sono registrazioni realizzate anche in collaborazione con Roberto De Simone e con Gianfranco Mingozzi. Lo stesso Mingozzi compare nel fondo cinematografico dell'archivio di antropologia visiva, accanto a Luigi Di Gianni, Michele Gandin e Cecilia Mangini, nomi centrali del documentario italiano del dopoguerra.

Il risultato è che, a pochi passi dai grandi viali di marmo dell'EUR, si trova la memoria sonora e visiva di un'Italia contadina che quei viali volevano celebrare in forma retorica e che invece è stata documentata sul serio, con il registratore e la cinepresa, dagli antropologi del dopoguerra. È un paradosso che vale la pena di tenere a mente durante il walkabout.

La foto giusta da fare a Il Potere della Memoria all'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale — 2 ottobre 2026

La foto giusta, per me, è quella del portico colonnato che unisce il Palazzo delle Tradizioni popolari al Palazzo delle Scienze, scattata in prospettiva, con le colonne che si ripetono verso il fondo. Alle cinque del pomeriggio di inizio ottobre il sole è già basso e disegna ombre lunghe tra le colonne: è la luce che dà all'architettura dell'EUR la sua dimensione più metafisica.

Seconda scelta: il mosaico Le corporazioni di Enrico Prampolini sulla testata verso viale della Civiltà Romana. È un'opera del 1942, in pietre naturali, e una fotografia ravvicinata ne mostra la tessitura. Conviene farla prima del walkabout, con la luce ancora piena.

Se durante la visita sarà permesso fotografare all'interno, il salone d'onore con il ciclo di affreschi sulle tradizioni italiane è il soggetto più forte: la Battitura del grano, la Mattanza dei tonni, la Benedizione della barca. Chiedete sempre prima a chi conduce: in un istituto che conserva archivi e documenti, le regole sulle fotografie possono cambiare da ambiente ad ambiente. E, dopo il tramonto, il Colosseo Quadrato illuminato vale la breve deviazione a piedi.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del luogo del walkabout comincia nel 1938, quando iniziano i lavori per il Palazzo delle Tradizioni popolari, nel nucleo centrale dell'area destinata all'Esposizione universale del 1942. Il complesso di edifici su quella che allora si chiamava piazza Imperiale comprendeva il palazzo delle Tradizioni popolari, lo speculare palazzo delle Scienze e i palazzi d'Arte antica e d'Arte moderna, che avrebbero dovuto ospitare musei di arte e scienze e un cinema teatro.

Nel 1942 Enrico Prampolini realizza il mosaico Le corporazioni. Poco dopo lo scoppio della guerra porta all'annullamento dell'Esposizione, e il palazzo resta senza la sua mostra. Intorno al 1956 vi viene trasferito il Museo nazionale delle arti e tradizioni popolari, erede del museo fiorentino di Lamberto Loria, con l'allestimento di Paolo Toschi. Nel 1977 il vicino Palazzo delle Scienze accoglie il Museo preistorico etnografico e il Museo dell'Alto Medioevo.

Nel 1997 il museo delle arti e tradizioni popolari viene riallestito. Il 26 novembre 2007 nasce l'Istituto centrale per la demoetnoantropologia, che subentra al museo e ne eredita archivi e raccolte. Nel 2016 le collezioni confluiscono nel Museo delle Civiltà, voluto dal ministro Dario Franceschini. Nel 2019 l'Istituto assume il nome di Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, e nel luglio 2020 Leandro Ventura ne diventa direttore. Il 2 ottobre 2026 il walkabout di VISIVA 365 aggiunge a questa cronologia un'altra pagina, piccola ma significativa: la città che entra nell'archivio per interrogarlo.

Chi è passato da Il Potere della Memoria all'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale — 2 ottobre 2026

Da questo palazzo sono passati, prima di tutto, gli artisti chiamati a decorarlo negli anni dell'E42: Enrico Prampolini, protagonista del futurismo, con il suo mosaico; lo scultore Amerigo Tot, con il bassorilievo all'ingresso del salone d'onore; e poi Domenico Colao, Mario Varagnolo, Nino Bertoletti, Emanuele Cavalli, Garibaldo Guberti, Antonio Barrera, Orazio Amato, Pietro Barillà e Tommaso Cascella con i loro affreschi sulle tradizioni italiane.

Poi sono passati gli studiosi. Paolo Toschi, che allestì il museo delle arti e tradizioni popolari negli anni Cinquanta. Annabella Rossi, l'antropologa da cui è nato l'archivio sonoro. Attraverso i loro materiali, sono presenti anche i fotografi, dalla ditta Fratelli Alinari a Chiara Samugheo, e i documentaristi Luigi Di Gianni, Michele Gandin, Cecilia Mangini e Gianfranco Mingozzi, insieme a Roberto De Simone. E, in forma di raccolta, Lamberto Loria, Francesco Novati e Achille Bertarelli, i cui fogli a stampa formano il gabinetto delle stampe.

Oggi l'Istituto è guidato da Leandro Ventura, che è stato anche il primo direttore del Museo delle Civiltà nel 2016 e 2017. Il 2 ottobre 2026 passa di qui Carlo Infante, con i rappresentanti dell'Istituto, gli ospiti annunciati e il pubblico di VISIVA 365. Per un luogo nato per raccontare il popolo italiano, avere dentro, per una sera, un pezzo di popolo romano che conversa è una forma di coerenza.

Altri luoghi della memoria a Roma

Chi esce dal walkabout con la voglia di continuare sul tema della memoria trova a Roma diversi luoghi che ne raccolgono aspetti differenti, dalla Resistenza alle pietre d'inciampo.

Una guida d'insieme

La nostra guida ai luoghi della memoria a Roma raccoglie i siti legati alla Resistenza, alla deportazione e alle pietre d'inciampo: è il complemento naturale, di segno diverso, a una riflessione sul patrimonio immateriale.

La Casa della Memoria e della Storia

A Trastevere, la Casa della memoria e della storia è un centro culturale di Roma Capitale che ospita associazioni, archivi e incontri sulla storia del Novecento. Con la Garbatella del giorno dopo e l'EUR di questo walkabout, disegna un piccolo itinerario romano sulla memoria civile.

La Garbatella

Per chi segue anche il secondo appuntamento, gli orti urbani della Garbatella sono un esempio concreto di quella partecipazione civica e costruzione di comunità di cui si parlerà il 3 ottobre.

Domande frequenti su Il Potere della Memoria

Quando si svolge Il Potere della Memoria?

Il Potere della Memoria si svolge venerdì 2 ottobre 2026 all'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, con inizio alle 17. Il programma ufficiale indica il walkabout dalle 17 alle 19, per una durata complessiva di circa due ore, con visita agli spazi, approfondimenti con esperti e confronto finale con i partecipanti.

Dove si trova l'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale?

L'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale si trova nel Palazzo delle Tradizioni popolari, in Piazza Guglielmo Marconi 10, nel quartiere EUR, Municipio IX di Roma. Il palazzo si affaccia anche su via Cristoforo Colombo ed è collegato da un portico colonnato al Palazzo delle Scienze.

Quanto costa partecipare al walkabout Il Potere della Memoria?

Il Potere della Memoria è gratuito. Il portale culturale di Roma Capitale indica l'ingresso gratuito con prenotazione online, da effettuare seguendo le indicazioni del sito ufficiale di VISIVA 365. Il numero dei posti in un walkabout è limitato, quindi conviene prenotare con anticipo.

Come si arriva all'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale con i mezzi?

L'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale si raggiunge con la metropolitana B, fermata EUR Fermi, come indicato dall'organizzazione. Da Termini la linea B in direzione Laurentina è diretta. Dalla fermata si prosegue a piedi fino a Piazza Guglielmo Marconi, riconoscibile per l'obelisco centrale.

Chi conduce Il Potere della Memoria?

Il Potere della Memoria è condotto da Carlo Infante, presidente di Urban Experience, che ha ideato il formato del walkabout, una passeggiata conversata con radiocuffie. Partecipano rappresentanti dell'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale e altri ospiti annunciati dall'organizzazione.

Che cos'è VISIVA 365?

VISIVA 365 è il progetto culturale di cui fa parte Il Potere della Memoria, promosso da Roma Capitale e vincitore dell'Avviso Roma Creativa 365, ideato da Potere Agency. L'edizione 2026, Il Potere della Città, si apre con due walkabout: il 2 ottobre all'EUR e il 3 ottobre alla Garbatella.

Il Potere della Memoria è accessibile?

Il Potere della Memoria è indicato come evento accessibile sul portale ufficiale di Roma Capitale. Poiché la visita si svolge negli spazi di un palazzo storico dell'EUR, chi ha esigenze specifiche di mobilità fa bene a segnalarle al momento della prenotazione online.

Si può visitare anche il Museo delle Civiltà lo stesso giorno?

Il Museo delle Civiltà condivide con l'Istituto il Palazzo delle Tradizioni popolari ed è a pochi passi dal luogo del walkabout. Orari e biglietti del museo vanno verificati sul suo sito ufficiale: vederlo prima delle 17 è il modo migliore per arrivare preparati.

Il consiglio finale

Andateci. Due ore gratuite dentro un istituto che conserva la memoria sonora, fotografica e visiva dell'Italia popolare, guidati da chi ha fatto del camminare conversando un metodo, sono un'occasione che a Roma capita di rado. Arrivate presto, guardate il palazzo da fuori, portate una domanda. E se potete, tornate il giorno dopo alla Garbatella: il confronto tra le due tappe vale da solo il progetto.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento2 Ottobre 2026 17:00
IndirizzoIstituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, Piazza Guglielmo Marconi 10, 00144 Roma Eur, Roma, Roma Città

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