Fiorella Mannoia, Fiorella canta Fabrizio e Ivano: Anime salve all’Auditorium Parco della Musica, Sala Santa Cecilia — 30 maggio 2027
In breve. Fiorella Mannoia porta «Fiorella canta Fabrizio e Ivano: Anime salve» domenica 30 maggio 2027 alle 20:30 nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30, a Roma.
Fiorella Mannoia porta «Fiorella canta Fabrizio e Ivano: Anime salve» domenica 30 maggio 2027 alle 20:30 nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30, a Roma. Il titolo richiama «Anime salve», l’album che Fabrizio De André e Ivano Fossati pubblicarono nel 1996. I biglietti sono in vendita dalle 18 del 19 ottobre 2026 sulla biglietteria online, a partire da 49 euro più commissioni. Per arrivare a Flaminio e all’ingresso usa il calcolatore percorsi di ATAC, che tiene conto delle variazioni di linea.

Il concerto
La fonte disponibile è breve: annuncia nuovi appuntamenti e l’apertura della vendita dei biglietti dalle 18 del 19 ottobre 2026. Il titolo dello spettacolo è «Fiorella canta Fabrizio e Ivano: Anime salve».
Che cosa si sa
Il tour del 2026 di Mannoia è elencato con questo titolo nella voce di Wikipedia sulla cantante. Il titolo cita due autori: Fabrizio De André e Ivano Fossati, i due artisti dell’album «Anime salve» (1996).
Che cosa non è pubblicato
La scaletta, i musicisti e la durata non sono pubblicati. Questa pagina racconta quindi i protagonisti e il disco che ispira la serata, senza anticipare ciò che verrà cantato. Racconta la carriera di Mannoia, la storia di De André e di Fossati, le canzoni dell’album e la sala che ospita il concerto.
Fiorella Mannoia in breve
Fiorella Mannoia ha iniziato la carriera nel 1968 e si è distinta nel panorama italiano per il timbro vocale particolare e per le interpretazioni di brani di altri artisti. Ha calcato sei volte il palco di Sanremo, vincendo due volte il Premio della Critica.
Targhe Tenco
Con sei Targhe Tenco detiene, a pari merito con altri quattro artisti, il primato di riconoscimenti del Club Tenco e, fra le donne, è la cantante che ne ha vinte di più.
Onorificenze
Il 2 giugno 2005 il presidente Carlo Azeglio Ciampi l’ha nominata Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. In Benin è stata insignita del titolo di Cavaliere dell’Ordine del Consiglio Mondiale del Panafricanismo, per aver fatto conoscere in Italia la figura di Thomas Sankara.
Una voce di contralto
La sua voce è di registro contralto e a volte quasi maschile: per questo, scrive Wikipedia, è sempre stata identificata come la voce e il controcanto di una canzone d’autore storicamente declinata al maschile.
Dagli esordi alla stuntwoman
Figlia del cascatore siciliano Luigi Mannoia e di una madre marchigiana, Maria Gabrielli, Fiorella cominciò con il fratello Maurizio Stella e la sorella Patrizia l’attività del padre, lavorando nel cinema come controfigura, soprattutto di Monica Vitti.
Castrocaro, 1968
Esordì al Festival di Castrocaro del 1968 con «Un bimbo sul leone» di Gino Santercole. Non vinse, ma ottenne un contratto con la Carisch e incise in due anni i primi 45 giri; il primo fu «Ho saputo che partivi» / «Le ciliegie».
Gli anni Settanta
Nel 1972 firmò con la RCA e incise con Memmo Foresi il primo 33 giri, «Mannoia Foresi e co.». Nel 1976 passò alla Dischi Ricordi.
Il cinema
Nei primi anni Settanta recitò in ruoli minori in alcuni spaghetti-western; tornò sullo schermo nel 2003 e nel 2015, in «7 minuti» di Michele Placido.
Gli anni Ottanta: Sanremo e il primo Fossati
Nel 1981 partecipò per la prima volta a Sanremo con «Caffè nero bollente». Nel 1984 presentò «Come si cambia», uno dei brani più importanti della carriera, classificandosi quattordicesima.
Il Premio della Critica
Nel 1987 con «Quello che le donne non dicono» vinse il Premio della Critica: il brano è diventato la canzone più popolare del suo repertorio, nonostante l’ottavo posto al Festival. Nel 1988 vinse il Premio della Critica per il secondo anno di fila con «Le notti di maggio», un brano di Ivano Fossati.
Canzoni per parlare
L’album «Canzoni per parlare» (1988) le valse la prima delle sei Targhe Tenco come migliore interprete. Il titolo viene dall’incipit de «Le notti di maggio».
Di terra e di vento
Alla fine del 1989 uscì «Di terra e di vento»: Fossati firmò il brano d’apertura «Baia senza vento» e il testo italiano di «O que será» di Chico Buarque, cantato in duetto con lei.
Gli anni Novanta: Bubola e Fossati
Nel 1992 uscì «I treni a vapore», dal titolo del brano scritto da Fossati; i singoli «I venti del cuore» e «Il cielo d’Irlanda» sono entrambi di Massimo Bubola.
Le antologie e «Gente comune»
Il 18 novembre 1993 uscì l’antologia «Le canzoni» e il 20 ottobre 1994 l’album «Gente comune», con brani di Bubola («Camicie rosse», «Che vita sarai»), De Gregori e Fossati («Piccola, piccola»).
Belle speranze e Certe piccole voci
Il 20 novembre 1997 uscì «Belle speranze», con autori emergenti come gli Avion Travel, Pacifico, Daniele Silvestri e Gianmaria Testa. Il 14 gennaio 1999 pubblicò il primo album dal vivo, «Certe piccole voci», doppio disco di platino, con la cover di «Sally» di Vasco Rossi.
Un legame con De André
Nel 2000 fu super ospite a Sanremo e cantò «Il pescatore» di De André e «Oh che sarà»; nel 2001 incise una versione più matura de «Il pescatore» nell’album «Fragile».
Dal Duemila a oggi
Nel 2006 uscì «Onda tropicale», omaggio alla musica brasiliana con duetti con Gilberto Gil, Chico Buarque, Carlinhos Brown, Chico César, Djavan, Lenine, Jorge Ben Jor, Adriana Calcanhotto e Milton Nascimento.
«Sud» e «A te»
L’album «Sud» uscì il 24 gennaio 2012, ispirato soprattutto al libro «Terroni» di Pino Aprile. Il 29 ottobre 2013 uscì «A te», tributo a Lucio Dalla registrato in presa diretta con l’orchestra Sesto Armonico.
Combattente e Sanremo 2017
Il singolo «Combattente» uscì il 23 settembre 2016 e anticipò l’omonimo album del 4 novembre. Nel febbraio 2017 a Sanremo arrivò seconda con «Che sia benedetta»; il tour «Combattente» ebbe 101 concerti, con finale a New York il 23 febbraio 2018.
Dal 2019 al 2026
Nel 2019 uscì «Personale», nel 2020 «Padroni di niente». Nel febbraio 2024 partecipò a Sanremo con «Mariposa» e vinse il Premio Sergio Bardotti per il miglior testo. Tra i tour: «La versione di Fiorella» (2022), «Luce» (2023), «Fiorella Sinfonica» (2024-2025) e, nel 2026, questo.
«Anime salve», l’album
«Anime salve» è il tredicesimo e ultimo album in studio di Fabrizio De André. Uscì il 19 settembre 1996 per BMG Ricordi, realizzato con Ivano Fossati, autore di gran parte della musica.
Accoglienza
La critica gli assegnò la Targa Tenco 1997. Debuttò al primo posto della classifica FIMI e arrivò al triplo disco di platino in Italia. «Smisurata preghiera» vinse il Premio Lunezia per la qualità musical-letteraria.
Il lavoro a quattro mani
Fossati disse a Riccardo Bertoncelli: «Il risultato finale è che Fabrizio ha scritto il 90% dei testi, che però contengono qualche idea e intuizione mia, e io il 90% della musica, anche qui con qualche contributo suo. Però non è mai stato programmato. Era istintivo.»
Il testamento artistico
Molti lo considerano il testamento artistico e spirituale di De André, anche se all’epoca lui non conosceva ancora la malattia che poco più di due anni dopo lo avrebbe portato alla scomparsa.
La solitudine come libertà
Attraverso i brani il cantautore compie un viaggio nel mondo degli umili, dei reietti e dei dimenticati. Il tema prevalente è la solitudine in tutte le sue forme. Il titolo deriva dall’etimologia di «anime» e «salve», che significano «spiriti solitari».
Un elogio della solitudine
L’intero disco può essere considerato un elogio della solitudine, vista come condizione che permette di essere liberi e non condizionati dalla società. Nel concerto al Teatro Brancaccio di Roma del 1998 De André definì «Anime salve» un «discorso sulla libertà».
Suoni sudamericani e mediterranei
Gli arrangiamenti di Piero Milesi, anche coproduttore, cercano ritmi e temi della musica sudamericana, cara a Fossati e a De André, e il tropicalismo di Caetano Veloso, con riferimenti alle atmosfere balcaniche e mediterranee.
Lingue diverse
I cori finali di «Princesa» sono in portoghese del Brasile, quelli di «Dolcenera» e l’intero testo di «Â cúmba» in genovese, il finale di «Khorakhané» in romaní, e «Disamistade» è un termine sardo.
Le canzoni, una per una
Alcune note sui brani, dalla voce di Wikipedia sull’album.
«Princesa» e «Khorakhané»
«Princesa» trae spunto dal libro autobiografico di Fernanda Farias de Albuquerque. «Khorakhané (a forza di essere vento)» è una ballata lenta sullo stile di vita e sulla libertà del popolo Rom; la strofa finale in romaní è di Giorgio Bezzecchi ed è cantata nel disco da Dori Ghezzi.
«Anime salve» e «Â cúmba»
Il brano che dà il titolo al disco è un duetto con Fossati, che compare anche in «Â cúmba», dialogo in genovese fra un giovane innamorato (Fossati) e il padre della ragazza (De André).
«Dolcenera» e «Le acciughe fanno il pallone»
In «Dolcenera» il tema è suonato alla fisarmonica da Gianni Coscia, usato dal 2011 al 2013 come sigla di «Che tempo che fa»; la cantante Dolcenera ha scelto il nome d’arte per questa canzone. «Le acciughe fanno il pallone» racconta un pescatore di acciughe; il titolo è un modo di dire ligure.
«Disamistade», «Ho visto Nina volare» e «Smisurata preghiera»
«Disamistade» è la faida fra famiglie, in Sardegna. «Ho visto Nina volare» evoca il primo amore d’infanzia di De André. «Smisurata preghiera», tratta da un libro di Álvaro Mutis, dura poco più di sette minuti, con il testo cantato solo nei primi tre, e chiude l’album con l’organetto diatonico di Riccardo Tesi.
Fabrizio De André
Fabrizio De André nacque a Genova, nel quartiere di Pegli, il 18 febbraio 1940. Era detto Faber, soprannome dato dall’amico Paolo Villaggio per la predilezione per i pastelli Faber-Castell. Fa parte della scuola genovese con Bruno Lauzi, Gino Paoli, Umberto Bindi e Luigi Tenco.
Il cantautore degli emarginati
È detto anche «il cantautore degli emarginati» o «il poeta degli sconfitti». In quasi quarant’anni di attività ha inciso quattordici album in studio e molte canzoni raccontano storie di emarginati, ribelli e prostitute.
La lingua
Di idee anarchiche e pacifiste, ha valorizzato la lingua ligure e, in misura minore, il gallurese e il napoletano.
La morte
Morì alle 2:30 dell’11 gennaio 1999 all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. A due mesi dalla morte fu istituito il premio De Fabula, poi rinominato Premio Fabrizio De André.
Ivano Fossati
Ivano Fossati è nato a Genova nel 1951 ed è considerato uno dei più importanti cantautori italiani. In oltre quarant’anni ha spaziato dal rock progressivo alla fase rock, fino alle introspezioni colte della maturità.
I primi anni
Dopo aver ascoltato due 45 giri dei Beatles lasciò il pianoforte per la chitarra. Nel 1967 fondò a Genova il gruppo beat «I poeti» e nel 1971 entrò nei Sagittari, poi Delirium, con cui presentò «Jesahel» a Sanremo 1972.
La collaborazione con De André
Le strade si incontrarono con la partecipazione di De André a «La pianta del tè»; poi Fossati firmò con lui due testi in genovese di «Le nuvole», «Mégu megún» e «Â çímma». «Anime salve» fu avviato a Longiano, in Romagna, nel 1995.
Il ritiro
Il 2 ottobre 2011 annunciò il ritiro dalle scene a «Che tempo che fa». L’ultima esibizione televisiva è del 23 gennaio 2012, con gli amici Zucchero Fornaciari e Fiorella Mannoia; il 19 marzo 2012 chiuse la tournée al Piccolo Teatro di Milano. Nel novembre 2019 è tornato con «Mina Fossati».
Una battuta di Faber
De André disse di lui: «il collega che io stimo di più, ha soltanto due difetti: è un mio amico, ed è purtroppo sampdoriano».
Fossati: i dischi
La mia banda suona il rock (1979) fu registrato ai Criteria Studios di Miami con musicisti dell’entourage di Eric Clapton e Stephen Stills. La title track rivelò Fossati al grande pubblico, benché lui cercasse in più modi di ripudiarla.
Panama e dintorni
L’album successivo riprende la ballata «La costruzione di un amore», scritta nel 1978 per Mia Martini, e ha gli arrangiamenti del tastierista Steve Robbins.
Per Loredana Bertè
Nel 1982 scrisse «Non sono una signora», dal disco «Traslocando» di Loredana Bertè, vincitrice del Festivalbar e disco di platino.
«La pianta del tè», 1988
È l’album in cui compare «Questi posti davanti al mare», cantata con Fabrizio De André e Francesco De Gregori, premiata con la Targa Tenco come miglior canzone dell’anno.
«Discanto» e «Lindbergh»
Dopo un lungo viaggio in Portogallo uscì «Discanto», nel quale compare nel controcanto di «Piumetta» Fiorella Mannoia, per la quale Fossati scrisse «I treni a vapore», «Le notti di maggio» e «L’amore per l’amore». «Lindbergh - Lettere da sopra la pioggia» è del 1992.
Il ritiro
Dal 2012 non pubblica nuovi album né tournée; è tornato con «Mina Fossati» a novembre 2019.
De André dopo «Rimini»
Nel 1984 uscì «Creuza de mä», disco dedicato alla realtà mediterranea, realizzato con Mauro Pagani. Nel 1990 «Le nuvole» segnò un ritorno parziale al suo stile più tipico, con canzoni in dialetto e ispirazione etnica.
Il perdono
Dal sequestro subìto in Sardegna nacquero canzoni dell’album del 1981 noto come «L’indiano»: nel processo De André confermò il perdono per i suoi carcerieri.
Le collaborazioni
Nel corso della carriera collaborò con i New Trolls, Mina, Nicola Piovani, la Premiata Forneria Marconi, i Tazenda, Ivano Fossati, Mauro Pagani, Massimo Bubola, Fernanda Pivano e Francesco De Gregori.
Tournée
I tour compiuti fra il 1975 e il 1998 furono dodici, di cui uno solo europeo. Nel secondo fu accompagnato dalla Premiata Forneria Marconi, che curò tutti i nuovi arrangiamenti.
Mannoia, concerti e amiche
Il 27 ottobre 2014, per i suoi sessant’anni, uscì l’antologia in due dischi «Fiorella», con duetti con Laura Pausini, Enrico Ruggeri, Daniele Silvestri, Massimo Bubola, Adriano Celentano, Claudio Baglioni, Frankie HI-NRG, Franco Battiato, Dori Ghezzi, Pino Daniele, Ivano Fossati e molti altri.
Perfetti sconosciuti
Nel 2016 firmò testo e voce dell’omonimo brano del film di Paolo Genovese «Perfetti sconosciuti», che le valse il Nastro d’argento per la migliore canzone originale.
Amiche in Arena
Il 19 settembre 2016 ebbe la direzione artistica della serata conclusiva di «Amiche sì» all’Arena di Verona, un concerto a sostegno della lotta al femminicidio, con Patty Pravo, Gianna Nannini, Elisa, Emma, Noemi e altre artiste.
Filantropia
Ha sostenuto Emergency e nel 2006 ha vinto il Premio simpatia, l’Oscar capitolino per la solidarietà.
Arena di Verona 2015
Il 7 settembre 2015 chiuse il tour «Fiorella» all’Arena di Verona, in una serata a favore dell’AIRC per la ricerca sul cancro.
Chi suonò in «Anime salve»
La formazione indicata per «Princesa» comprende Fabrizio De André alla voce, Ellade Bandini alla batteria, Pier Michelatti al basso, Michele Ascolese alla chitarra classica, Massimo Gatti al mandolino e mandola, Sàndor Kuti al cymbalom, Vladimir Denissénkov al bayan, Giancarlo Porro al clarinetto e Piero Milesi al violoncello.
Le voci
Ai cori compaiono Dori Ghezzi, Luvi De André, Silvia Paggi, Beppe Gemelli e altri; nelle parti recitate Neusinha Escorel, Patricia Figueredo e Rosa Emilia.
Naco
Il percussionista Naco, al secolo Giuseppe Bonaccorso, morì in un incidente stradale pochi mesi prima della pubblicazione. Suona in tutti i brani con molti strumenti anche non canonici, e il disco gli è dedicato nei ringraziamenti.
Un omaggio dopo il 1996
Nel 2005 la raccolta «In direzione ostinata e contraria» dedicò il brano «Anime salve» alla memoria del bassista Stefano Cerri; nel 2007 Antonella Ruggiero lo cantò nell’album «Genova, la Superba».
Un indirizzo per una canzone
Nel 2021 ad Aulla fu intitolata a «Smisurata preghiera» la prima piazza d’Italia dedicata a una canzone, per iniziativa del Premio Lunezia. Nel 2025 a Sanremo, durante la ristrutturazione dell’Hotel Europa Palace, fu commissionata un’installazione ispirata a «Le acciughe fanno il pallone».
La Sala Santa Cecilia
La Sala Santa Cecilia ha 2.756 posti ed è la più grande delle tre sale da concerto. È nel punto di maggior impatto visivo dal parcheggio.
Il soffitto
Il soffitto è formato da 26 gusci in legno di ciliegio americano, ciascuno di 180 metri quadrati circa, e l’intera sala funziona da cassa armonica. Il tempo di riverberazione è di 2,2 secondi, caratteristica unica in Italia.
La galleria
Attorno al palco, anche dietro, c’è una galleria con altri posti, forse non favoriti acusticamente.
Una sala per la classica
Fu progettata espressamente per la musica classica, ma ospita anche altri generi, come questo concerto di canzone d’autore. Fu inaugurata il 21 dicembre 2002 con l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia diretta da Chung Myung-whun.
Una curiosità: il filo che passa da Fossati
Nella storia di Mannoia il nome di Fossati ritorna spesso: «Le notti di maggio» nel 1988, «Baia senza vento» e il duetto «O que será» nel 1989, «I treni a vapore» nel 1992 e «Piccola, piccola» nel 1994.
Un titolo di show
Nel gennaio 2021 Mannoia condusse su Rai 1 «La musica che gira intorno», titolo che è anche quello di una canzone di Fossati.
Un ospite nel 2012
Mannoia fu fra gli amici presenti alla sua ultima esibizione televisiva, il 23 gennaio 2012.
Una cosa che non ti dice nessuno su questo titolo
Il titolo «Fiorella canta Fabrizio e Ivano» è la formula di un tributo, ma la fonte non dice se si ascolteranno solo brani di «Anime salve» o anche altre canzoni dei due autori.
Come leggere il sottotitolo
Il sottotitolo «Anime salve» è il titolo dell’album del 1996; la scaletta non è pubblicata.
Che cosa fare
Se vuoi arrivare preparato, ascolta l’album prima del concerto: dura quanto un disco, e le canzoni sono quelle descritte sopra.
Il consiglio che ti do per visitare la Sala Santa Cecilia
Per un concerto di canzone d’autore, in cui contano i testi, scegli un posto da cui sentire bene la voce. Wikipedia scrive che l’intensità del suono diminuisce fino alla decima fila e poi sembra restare costante.
La galleria dietro al palco
Evita, se puoi, i posti nella galleria che circonda il palco, perché l’acustica, secondo la fonte, potrebbe non favorirli.
Arriva presto
Per raggiungere le gallerie ci sono solo due ascensori, e Wikipedia segnala servizi insufficienti nei momenti di maggiore affluenza.
Un fatto risaputo: Faber e Roma
Nel 1998 De André tenne un concerto al Teatro Brancaccio di Roma, durante il quale definì «Anime salve» un discorso sulla libertà. Il concerto fu poi pubblicato nell’album «Ed avevamo gli occhi troppo belli».
Le sue canzoni a scuola
Alcune sue canzoni, per il valore poetico, sono entrate nelle antologie scolastiche già dai primi anni Settanta, e Mario Luzi lo elogiò.
Un tributo del 2019
Nel 2019 Vasco Brondi ha inciso una cover di «Smisurata preghiera» nel disco tributo «Faber nostrum».
La foto giusta all’Auditorium
Il soggetto di sempre è l’esterno: le sale a forma di scarabeo, rivestite di piombo su base di mattone, attorno alla cavea. La Santa Cecilia è la sala che si vede subito dal parcheggio.
Il terrazzo
Dal terrazzo che corre attorno agli edifici, tra la Santa Cecilia e la Sinopoli, si vedono i resti della villa romana scoperta durante i lavori.
Il museo
I reperti sono nel piccolo museo sotto la cavea.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La Sala Sinopoli aprì il 21 aprile 2002; il 21 dicembre dello stesso anno aprì il resto del complesso con la Santa Cecilia.
2003 e 2006
Dal 2003 l’Auditorium è sede stabile della stagione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia; dal 2006 ospita la Festa del Cinema di Roma.
2020
Il consiglio comunale approvò l’intitolazione a Ennio Morricone.
Chi è passato di qui
Wikipedia ricorda registrazioni dal vivo con Keith Jarrett, Mark Knopfler, Vinicio Capossela, Tuxedomoon e William Parker.
Dischi dal vivo
Fennesz e Sakamoto (2005), Enrico Rava e Joe Lovano (2014), The National (2024).
L’Accademia
L’Auditorium ospita l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia: la stagione 2026-2027.
Renzo Piano e il Parco della Musica
Il progetto è di Renzo Piano, vincitore del concorso a inviti del 1993. Il complesso è ai Parioli, fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico e il viadotto di corso di Francia.
Gli scavi
I resti di una villa romana scoperti durante i lavori portarono a modificare il progetto: due scarabei furono spostati a ovest e viale De Coubertin fu chiusa al traffico.
La gestione
La Fondazione Musica per Roma, nata il 19 luglio 2004, gestisce l’Auditorium, concesso dal Comune in uso per 99 anni. Maggiori informazioni nella scheda Auditorium Parco della Musica.
Le critiche
Wikipedia ricorda acustica nei primi mesi, parcheggi cari, cantiere travagliato e assenza di un organo a canne in sala.
Il Ministero
L’opera è nel Censimento delle architetture italiane dal 1945 a oggi, con tutti e sette i criteri soddisfatti.
Nei dintorni
Il Ponte della Musica, 190 metri, collega Flaminio al Foro Italico. Nell’area ci sono il MAXXI e il parco di Villa Glori.
Il ponte
Fu inaugurato il 31 maggio 2011 e porta il nome di Armando Trovajoli dal 2013.
Informazioni pratiche
- Data e ora: domenica 30 maggio 2027, ore 20:30.
- Luogo: Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma.
- Biglietti: in vendita dalle 18 del 19 ottobre 2026 sulla biglietteria online.
- Prezzo: da 49 euro più commissioni (secondo la biglietteria online, 23 ottobre 2026).
- Scaletta e durata: il dato non è pubblicato.
Come arrivare
Davanti all’ingresso fermano le linee 910, 982, 168 (solo feriali) e 53; la metro più vicina è in piazzale Flaminio. Usa il calcolatore ATAC.
Domande frequenti su Fiorella Mannoia e Anime salve
Quando e dove è il concerto?
Domenica 30 maggio 2027 alle 20:30, Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, viale Pietro de Coubertin 30, Roma.
Quando si comprano i biglietti?
I biglietti sono in vendita dalle 18 del 19 ottobre 2026 sulla biglietteria online, a partire da 49 euro più commissioni.
Che cos’è Anime salve?
L’ultimo album in studio di Fabrizio De André, pubblicato il 19 settembre 1996 e realizzato con Ivano Fossati, autore di gran parte della musica.
Chi è Ivano Fossati?
Cantautore genovese nato nel 1951, ritirato dalle scene nel 2012, autore di brani per Mannoia come «Le notti di maggio» e «I treni a vapore».
Quali canzoni verranno cantate?
La scaletta non è pubblicata. Il titolo rimanda a «Anime salve» e ai due autori.
Quanti posti ha la Sala Santa Cecilia?
Ha 2.756 posti, ed è la più grande delle tre sale da concerto dell’Auditorium.
Chi ha progettato l’Auditorium?
Renzo Piano, vincitore del concorso a inviti del 1993. Le tre sale a forma di scarabeo sono rivestite di piombo e disposte attorno alla cavea; la Santa Cecilia fu inaugurata il 21 dicembre 2002 con l’Orchestra dell’Accademia diretta da Chung Myung-whun.
Che cosa ha vinto Mannoia a Sanremo?
Ha vinto due volte il Premio della Critica, nel 1987 con «Quello che le donne non dicono» e nel 1988 con «Le notti di maggio». Nel 2017 è arrivata seconda con «Che sia benedetta».
Come si arriva con i mezzi pubblici?
Davanti all’ingresso fermano diverse linee bus; la metro più vicina è in piazzale Flaminio. Controlla il percorso con il calcolatore ATAC.
Il consiglio finale su Fiorella Mannoia
Ascolta «Anime salve» per intero, almeno «Smisurata preghiera» e «Â cúmba», e riascolta «Le notti di maggio» nella versione di Mannoia. In una sala da 2.756 posti, scegli il posto con anticipo.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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