BIG! Premio Francesco Di Giacomo all’Auditorium Parco della Musica — 26 e 27 novembre 2026
In breve. BIG! Premio Francesco Di Giacomo, il concorso nazionale per band dedicato alla voce storica del Banco del Mutuo Soccorso, celebra la finale della sua seconda edizione all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, nel Teatro Studio…
BIG! Premio Francesco Di Giacomo, il concorso nazionale per band dedicato alla voce storica del Banco del Mutuo Soccorso, celebra la finale della sua seconda edizione all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, nel Teatro Studio Borgna, in viale Pietro de Coubertin 30. Le serate sono due: giovedì 26 e venerdì 27 novembre 2026, entrambe con inizio alle 20:00. Il prezzo pubblicato dall'Auditorium è di 20 euro per una serata e di 30 euro per il pacchetto delle due date. Si esibiscono le sei band finaliste scelte dalla giuria del premio, con ospiti del panorama musicale italiano che saranno annunciati più avanti. I biglietti si acquistano dalla pagina dell'evento sul sito ufficiale dell'Auditorium, che rimanda al circuito di vendita collegato; per informazioni la Fondazione Musica per Roma indica l'indirizzo info@musicaperroma.it, e il sito riporta per il complesso, da ottobre a marzo, un orario di apertura dalle 11:00 alle 20:00, domeniche e festivi compresi. La durata delle serate non è indicata. Per arrivare con i mezzi pubblici conviene calcolare il percorso con il pianificatore di viaggio di ATAC.

Che cos'è BIG! Premio Francesco Di Giacomo
BIG! è un concorso nazionale dedicato alle band, nato per valorizzare e mantenere viva l'opera e il ricordo di Francesco Di Giacomo, la voce del Banco del Mutuo Soccorso. L'idea è di Antonella Caspoli Di Giacomo, moglie del cantante; il premio è promosso con l'Associazione Têtes de Bois, realizzato in collaborazione con l'etichetta discografica ZdB e diretto artisticamente da Andrea Satta.
La presentazione ufficiale mette al centro una parola: band. Il premio considera il gruppo musicale come luogo di incontro, di scrittura e di ricerca, in sintonia con l'eredità artistica e poetica di Di Giacomo, autore e interprete di alcune delle pagine più significative del rock italiano. Non è un concorso per solisti né un talent: è uno spazio pensato per chi suona e scrive insieme.
Un premio nato in famiglia
Il fatto che l'ideatrice sia Antonella Caspoli, moglie del cantante, dà al premio un carattere particolare: è un progetto di memoria privata che si trasforma in un'occasione pubblica, aperta a musicisti che spesso non hanno mai conosciuto Di Giacomo, ma che sono cresciuti ascoltando la sua voce o scoprendola per la prima volta.
Il ruolo di ZdB
Il Consorzio ZdB è indicato dal sito del premio come main sponsor, e la label ZdB offre i premi. Per una band emergente, la possibilità di vedere prodotto un EP con art direction, mastering, distribuzione e promozione è un riconoscimento concreto, che va oltre il valore simbolico di una vittoria.
Le due serate
Nelle due sere del 26 e del 27 novembre si esibiscono le sei formazioni finaliste selezionate dalla giuria. Ogni band presenta il proprio repertorio originale e una rilettura di un brano tratto dalla produzione di Di Giacomo, da solista o con il Banco. Il risultato, nelle intenzioni degli organizzatori, è un dialogo tra nuove scritture e memoria musicale.
Gli ospiti
Le due serate saranno arricchite dalla partecipazione di ospiti di rilievo del panorama musicale italiano. I nomi non sono ancora stati resi noti: il dato non è pubblicato, e gli organizzatori annunciano che saranno svelati prossimamente.
I finalisti
Anche i nomi delle sei band finaliste non compaiono ancora sulle pagine ufficiali del premio e dell'Auditorium. La selezione avviene tra le candidature inviate entro il 30 settembre 2026.
Come funziona il concorso
Il bando 2026 pubblicato sul sito del premio fissa alcune regole precise. Possono partecipare band con o senza album, anche con una distribuzione commerciale nazionale, purché libere da vincoli contrattuali. È un'apertura importante, che permette di candidarsi anche a formazioni con un percorso già avviato.
Due brani originali
Ogni band presenta due brani originali, testo e musica: uno in italiano e uno in qualsiasi lingua, comprese le lingue minoritarie e i dialetti. La scelta di aprire ai dialetti e alle lingue minoritarie ha un significato particolare per un premio dedicato a un cantante nato in Sardegna.
Il brano di Di Giacomo
Le band finaliste devono arrangiare e interpretare un brano di Francesco Di Giacomo, da solista o con il Banco, preservando l'integrità del testo. È il cuore del premio: misurarsi con un repertorio storico senza tradirne le parole, ma reinventandone la musica.
I premi in palio
I premi sono offerti dalla label ZdB e comprendono art direction, registrazione, mixaggio, mastering, distribuzione e promozione. Il primo premio è la produzione completa di un EP di quattro o cinque brani, per un valore di 5.000 euro; il secondo la produzione di un singolo con videoclip, per 2.500 euro; il terzo la produzione di un singolo, per 1.000 euro. I premi vengono assegnati al termine della seconda serata.
La prima edizione, a Zagarolo
La prima edizione di BIG! si è svolta l'11 e il 12 luglio 2025 nel Giardino pensile di Palazzo Rospigliosi, in piazza della Indipendenza 18 a Zagarolo, con ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti. Il passaggio dalla provincia all'Auditorium, nella seconda edizione, segna una crescita significativa del progetto.
I vincitori
Il primo posto è andato ai Light Pole, band tra Frosinone e Napoli, che hanno vinto anche il premio per la migliore esecuzione e il miglior arrangiamento con Il ragno del Banco. Secondi i Pillheads, tra Vercelli e Alessandria. Gli altri finalisti erano Heartache, Ghost on Mars, LCD e i Marana, tutti di Roma.
Gli ospiti del 2025
Le serate erano condotte da Timisoara Pinto e Duccio Pasqua. Tra gli ospiti figuravano Gianni Nocenzi del Banco, Petra Magoni, Pino Marino, Andrea Rivera, Patrizio Fariselli degli Area, Peppe Servillo degli Avion Travel, Franz Di Cioccio e Patrick Djivas della PFM. Un elenco che dà la misura della stima di cui Di Giacomo godeva tra i musicisti italiani.
Zagarolo e Di Giacomo
Il legame con Zagarolo non è casuale. Tra i partner del premio figurano il Comune di Zagarolo e Palazzo Rospigliosi; Di Giacomo è morto proprio a Zagarolo, il 21 febbraio 2014.
Francesco Di Giacomo, la voce del Banco
Francesco Di Giacomo è nato il 22 agosto 1947 a La Caletta, frazione di Siniscola, in Sardegna. La famiglia si trasferì a Roma quando aveva cinque anni. Cantante autodidatta, è considerato una delle grandi voci del rock progressivo italiano, e ha scritto gran parte dei testi del Banco.
L'ingresso nel Banco
Divenne il cantante del gruppo nel 1971, dopo che Vittorio Nocenzi lo avvicinò al secondo Festival Pop di Caracalla. Da quel momento la sua voce, potente e duttile, diventò la firma del Banco, e i testi che scriveva per il gruppo ne definirono l'immaginario.
Il cinema di Fellini
Un capitolo meno noto della sua vita riguarda il cinema. Di Giacomo comparve in quattro film di Federico Fellini: Satyricon nel 1969, I clowns nel 1970, Roma nel 1972 e Amarcord nel 1973.
La carriera solista
Fuori dal Banco pubblicò Non mettere le dita nel naso nel 1989, con musicisti del gruppo e Sam Moore, e O Fado nel 2001, con Eugenio Finardi e Marco Poeta. Nell'elenco della sua discografia compare anche La parte mancante, del 2019.
Bomba intelligente
Dopo la sua morte è uscito Bomba intelligente, inciso con Elio e le Storie Tese per l'album Figgatta de Blanc, che nel 2016 ha vinto la Targa Tenco come migliore canzone dell'anno.
Un esperto di cucina
L'enciclopedia libera ricorda anche una passione meno conosciuta: Di Giacomo era un esperto di cucina regionale italiana.
La morte
Morì il 21 febbraio 2014 a Zagarolo, a 66 anni, in un incidente stradale: mentre guidava perse il controllo dell'auto, probabilmente per un malore improvviso, e si scontrò frontalmente con un'altra vettura.
Il Banco del Mutuo Soccorso
Il Banco del Mutuo Soccorso nasce a Roma nel 1968, per iniziativa del diciassettenne Vittorio Nocenzi, alle tastiere, con il fratello Gianni al pianoforte. È uno dei gruppi fondamentali del rock progressivo italiano.
Il salvadanaio e Darwin!
Il primo album, uscito nel 1972, ha una celebre copertina sagomata a forma di salvadanaio di terracotta. Nello stesso anno esce Darwin!, il primo concept album del gruppo, dedicato alla teoria dell'evoluzione.
Io sono nato libero
Nel 1973 arriva Io sono nato libero, considerato da molti fan e critici il miglior album della band. Nel 1974, su proposta di Greg Lake, il Banco lascia la Ricordi e passa alla Manticore, l'etichetta di Emerson, Lake e Palmer; nel 1975 esce anche Banco, una versione in inglese del repertorio.
Una lunga discografia
Seguono, tra gli altri, Come in un'ultima cena nel 1976, ...di terra nel 1978, Canto di primavera nel 1979, Urgentissimo nel 1980 e Buone notizie nel 1981. Dopo la morte di Di Giacomo e di Rodolfo Maltese, scomparso il 3 ottobre 2015, il gruppo ha pubblicato Transiberiana nel 2019, Orlando: le forme dell'amore nel 2022 e Storie invisibili nel 2025.
La formazione di oggi
Oggi il Banco è guidato ancora da Vittorio Nocenzi, con Filippo Marcheggiani alla chitarra, Tony D'Alessio alla voce, Marco Capozi al basso, Michelangelo Nocenzi alle tastiere e Andrea Bruni alla batteria. Chi vuole ascoltarlo dal vivo può seguire anche i suoi concerti romani, come quello al Crossroads Live Club.
Andrea Satta e i Têtes de Bois
La direzione artistica del premio è affidata ad Andrea Satta, voce dei Têtes de Bois, il gruppo romano che promuove il premio con la propria associazione. I Têtes de Bois debuttarono il 15 febbraio 1992 in piazza Campo de' Fiori, su un vecchio camioncino Fiat del 1956.
Le Targhe Tenco
Il gruppo ha vinto tre volte la Targa Tenco come migliori interpreti: nel 2002 con Ferré, l'amore e la rivolta, nel 2007 con Avanti pop e nel 2015 con Extra. Nel 2010 Goodbike, un album dedicato alla bicicletta, si è classificato secondo al Premio Tenco come miglior disco assoluto.
Il palco a pedali
Andrea Satta ha ideato il palco a pedali, presentato come il primo eco concerto spettacolo al mondo: l'energia per audio, luci e video è prodotta dagli spettatori che pedalano su biciclette collegate all'impianto. Il progetto ha debuttato a Bari nel 2011.
Léo Ferré
Una parte importante del lavoro dei Têtes de Bois è dedicata al cantautore francese Léo Ferré, al quale il gruppo ha dedicato due album, frutto di un lungo lavoro di traduzione e ricerca.
Il progressive italiano, una storia romana
Il Banco del Mutuo Soccorso è nato a Roma, e Di Giacomo è entrato nel gruppo dopo un incontro al Festival Pop di Caracalla. Due dettagli che ricordano quanto la capitale sia stata uno dei luoghi di nascita del rock progressivo italiano, la stagione in cui i gruppi italiani cominciarono a costruire album concettuali, suite lunghe, testi ambiziosi.
Una generazione di musicisti
Gli ospiti della prima edizione di BIG! raccontano bene questa storia: Gianni Nocenzi, cofondatore del Banco; Franz Di Cioccio e Patrick Djivas della PFM; Patrizio Fariselli degli Area. Sono i nomi di una generazione che ha portato la musica italiana a confrontarsi con quella internazionale, e che oggi accompagna il passaggio di testimone alle band più giovani.
Il ruolo del testo
Nel progressive italiano il testo ha avuto un peso particolare, e Di Giacomo, autore della maggior parte delle liriche del Banco, ne è stato uno degli interpreti più alti. Il regolamento del premio, che chiede alle band di preservare l'integrità dei testi, riconosce proprio questo aspetto della sua eredità.
Reinventare un repertorio storico
La prova più interessante delle due serate è la rilettura dei brani di Di Giacomo. Arrangiare una canzone del Banco significa confrontarsi con una scrittura complessa, piena di cambi di tempo, di parti strumentali elaborate, di una vocalità difficile da imitare. Il regolamento non chiede imitazioni, ma interpretazioni.
L'esempio dei vincitori 2025
Nella prima edizione i Light Pole hanno vinto anche il premio per la migliore esecuzione e il miglior arrangiamento con Il ragno. È un esempio di come il confronto con il repertorio storico possa diventare un'occasione per mostrare la personalità di una band.
Un repertorio vasto
Le band possono scegliere tra la produzione del Banco, da Darwin! a Io sono nato libero, da Come in un'ultima cena a Buone notizie, e la produzione solista di Di Giacomo. La varietà delle scelte, da una band all'altra, sarà uno degli elementi più curiosi delle due sere.
Informazioni pratiche
Le due serate iniziano alle 20:00. Chi sceglie il pacchetto da 30 euro assiste a entrambe; chi preferisce una sola serata paga 20 euro. Poiché i premi vengono assegnati al termine della seconda serata, chi vuole conoscere i vincitori in diretta deve essere in sala venerdì 27 novembre.
Il regolamento di biglietteria
Il sito dell'Auditorium pubblica un regolamento di biglietteria con le condizioni generali di acquisto. Conviene consultarlo prima di comprare, in particolare per le regole su cambi e rimborsi.
La sala e i tempi
La durata delle serate non è indicata: il dato non è pubblicato. Con sei band, ospiti e una premiazione, è prudente considerare una serata piena. Il Teatro Studio, con i suoi 308 posti, si riempie facilmente: meglio non arrivare all'ultimo momento.
Il sito del premio
Per informazioni sul concorso il sito bigpremiofrancescodigiacomo.it indica un indirizzo email dedicato e un ufficio stampa. È lì che saranno pubblicati, presumibilmente, i nomi dei finalisti e degli ospiti.
Perché seguire le due serate
BIG! offre qualcosa di raro: la possibilità di ascoltare band emergenti alle prese con un repertorio storico, in una sala di qualità, a un prezzo contenuto. Chi ama il rock progressivo italiano troverà nuove letture di brani che conosce a memoria; chi cerca nuova musica potrà scoprire sei formazioni selezionate da una giuria.
Il pacchetto per due sere
Il pacchetto da 30 euro per entrambe le date è la scelta più coerente con la natura del premio: seguire le due serate permette di ascoltare tutte le band, apprezzare l'evoluzione delle esibizioni e assistere alla proclamazione dei vincitori, prevista al termine della seconda sera.
Un premio che cresce
Il passaggio da un giardino storico di Zagarolo a una sala dell'Auditorium, in un solo anno, è il segno di un progetto che si è consolidato rapidamente. Assistere alla seconda edizione significa vedere un premio nel momento in cui definisce la propria identità.
Il Teatro Studio Gianni Borgna
Le serate si svolgono nel Teatro Studio, la sala più raccolta dell'Auditorium, intitolata a Gianni Borgna. Secondo l'enciclopedia libera la sala conta 308 posti, una misura che favorisce la vicinanza tra musicisti e pubblico, ideale per un concorso dedicato a band emergenti.
Le altre sale del complesso
Il Teatro Studio fa parte di un sistema di spazi: la Sala Santa Cecilia, con 2.756 posti, la Sala Sinopoli con 1.133, la Sala Petrassi con 673 e la Cavea all'aperto, intitolata a Luciano Berio, con circa 3.000 posti.
La vicinanza al palco
In una sala di queste dimensioni non ci sono posti davvero lontani dal palco, ed è un vantaggio per chi vuole osservare da vicino il lavoro dei musicisti, gli arrangiamenti, l'interplay tra i componenti delle band.
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone in breve
L'Auditorium è stato progettato da Renzo Piano, che vinse un concorso a inviti nel 1993; l'acustica è stata curata da Jürgen Reinhold dello studio Müller-BBM, gli spazi esterni da Franco Zagari. La Sala Sinopoli fu inaugurata il 21 aprile 2002, il resto del complesso, compresa la Sala Santa Cecilia, il 21 dicembre dello stesso anno.
Il nome di Morricone
Nel 2020 il consiglio comunale di Roma ha approvato l'intitolazione dell'Auditorium a Ennio Morricone. Oggi il complesso è gestito dalla Fondazione Musica per Roma.
Il quartiere
L'Auditorium si trova tra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di Corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski. Le fermate dei mezzi pubblici più vicine indicate dall'enciclopedia libera sono quelle di Flaminia/Reni e Apollodoro.
Una curiosità sull'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone
Sotto le sale da concerto di Renzo Piano si trova una villa romana. Durante i lavori di costruzione, negli anni Novanta, furono scoperti i resti di un insediamento che costrinsero a modificare il progetto originario. Secondo il portale turistico di Roma Capitale, si tratta di una villa suburbana di oltre 2.000 metri quadrati, con reperti databili tra il VI secolo avanti Cristo e il II secolo dopo Cristo.
Dalla fattoria alla villa
La fase più antica è una fattoria rustica di età arcaica, probabilmente abitata da un cittadino romano e distrutta intorno al 500 avanti Cristo. Sui suoi resti fu costruita, in seguito, una grande villa patrizia. I reperti sono esposti in un piccolo museo archeologico all'interno del complesso.
Una cosa che non ti dice nessuno sull'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone
Tra le ipotesi avanzate sulla villa romana dell'Auditorium ce n'è una che collega il sito al santuario della ninfa Anna Perenna, venerata il 15 marzo. Il portale di Roma Capitale la presenta come un'ipotesi, ed è un dettaglio che pochi spettatori conoscono: i concerti si tengono a breve distanza da un luogo forse legato a un antico culto.
La divinità fluviale sulla tegola
Tra i reperti del museo c'è una tegola angolare di gronda decorata con la testa di una divinità fluviale barbata, identificata con Acheloo. Dalla terrazza del museo si vede anche un muro in opera reticolata che apparteneva alla recinzione della villa.
Il consiglio che ti do per visitare l'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone
Il mio consiglio è di arrivare con un po' di anticipo e di cercare il museo archeologico del complesso, che conserva i plastici in legno della fattoria e della villa e la ricostruzione di un frantoio, di un forno da pane e di una dispensa. Gli orari vanno verificati sul sito dell'Auditorium o al numero 06 80241281.
Prima della musica, la cavea
Chi arriva presto può fare un giro nella cavea all'aperto, lo spazio centrale intorno al quale si dispongono le sale. È il punto da cui si coglie meglio l'architettura del complesso.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che l'Auditorium sia uno dei centri culturali più frequentati d'Europa è noto. Meno spesso si citano le cifre: secondo l'enciclopedia libera, nel 2014 ha superato i due milioni di visitatori, risultando il primo luogo culturale europeo per affluenza e il secondo al mondo dopo il Lincoln Center di New York.
I numeri di un anno
Nel 2016, secondo la stessa fonte, la Fondazione Musica per Roma ha organizzato 608 eventi e venduto 287.109 biglietti. Numeri che danno la misura di un complesso che ospita ogni genere di musica, dalla classica al rock, dal jazz alla musica d'autore.
La foto giusta da fare all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone
La foto più riconoscibile si scatta dalla cavea, inquadrando le coperture delle grandi sale che si affacciano sullo spazio centrale. Di sera, con le luci accese e il pubblico che si muove tra un ingresso e l'altro, l'immagine restituisce la vitalità del complesso.
Il museo e le rovine
Per uno scatto meno scontato si può fotografare il muro in opera reticolata visibile dalla terrazza del museo archeologico: un frammento di Roma antica dentro l'architettura del XXI secolo.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
VI secolo avanti Cristo: la fattoria
Nell'area sorge una piccola fattoria di età arcaica, distrutta intorno al 500 avanti Cristo.
III secolo avanti Cristo: la villa
Al posto della fattoria viene costruita una villa patrizia, secondo l'enciclopedia libera.
1993: il concorso
Renzo Piano vince il concorso a inviti per il nuovo auditorium di Roma, dopo la scelta del sito, avvenuta nel 1992.
21 aprile 2002: la Sala Sinopoli
Apre la prima sala del complesso, intitolata al direttore d'orchestra Giuseppe Sinopoli.
21 dicembre 2002: l'inaugurazione completa
Il complesso viene completato. Il concerto inaugurale è diretto da Chung Myung-whun con l'orchestra di Santa Cecilia.
2006: la Festa del Cinema
L'Auditorium diventa la sede della Festa del Cinema di Roma, che vi si tiene ancora oggi.
2020: l'intitolazione a Morricone
Il consiglio comunale approva l'intitolazione dell'Auditorium a Ennio Morricone.
Chi è passato dall'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone
In oltre vent'anni di attività l'Auditorium ha ospitato una quantità enorme di artisti. L'enciclopedia libera ricorda alcuni album dal vivo registrati qui: quello di Ryuichi Sakamoto con Christian Fennesz nel 2005, quello di Enrico Rava con Joe Lovano nel 2014 e quello dei The National nel 2024.
Il cinema
Dal 2006 l'Auditorium è la casa della Festa del Cinema di Roma, che ogni autunno porta qui registi e attori da tutto il mondo, come nell'edizione del 2026, la ventunesima.
Ora le band di BIG!
A novembre 2026 il Teatro Studio accoglie sei band emergenti chiamate a confrontarsi con l'eredità di Francesco Di Giacomo, in un luogo che ha visto passare i grandi nomi della musica internazionale.
Prima o dopo il concerto: i dintorni
L'Auditorium si trova nel quadrante nord della città, tra il Flaminio e i Parioli. A breve distanza si trovano il MAXXI, il museo nazionale delle arti del XXI secolo, e il Ponte della Musica sul Tevere.
Il Flaminio
Verso sud il quartiere Flaminio offre architetture del Novecento, impianti sportivi e la grande via consolare che porta verso piazza del Popolo, comoda per chi rientra in centro dopo il concerto.
Villa Glori
Accanto al complesso si apre il parco di Villa Glori, una delle aree verdi del quartiere, piacevole per una passeggiata prima dei concerti, quando la luce lo permette.
Il Villaggio Olimpico
Dall'altro lato si estende il Villaggio Olimpico, un quartiere interessante per chi ama l'architettura del Novecento.
Domande frequenti su BIG! Premio Francesco Di Giacomo
Quando si svolge la finale di BIG! a Roma?
Giovedì 26 e venerdì 27 novembre 2026, entrambe le sere alle 20:00, nel Teatro Studio Borgna dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Le sei band finaliste si esibiscono nel corso delle due serate e i premi vengono assegnati al termine della seconda, venerdì 27 novembre.
Quanto costa il biglietto?
Il prezzo pubblicato dall'Auditorium è di 20 euro per una singola serata e di 30 euro per il pacchetto che comprende entrambe le date. Per chi vuole ascoltare tutte le band e assistere alla premiazione, il pacchetto è la soluzione più conveniente.
Dove si comprano i biglietti?
Dalla pagina dell'evento sul sito ufficiale dell'Auditorium, che rimanda al circuito di vendita collegato. Per informazioni la Fondazione Musica per Roma indica l'indirizzo info@musicaperroma.it. Il sito riporta, da ottobre a marzo, un orario di apertura del complesso dalle 11:00 alle 20:00.
Chi sono le band finaliste?
I nomi delle sei band finaliste non sono ancora stati pubblicati sulle pagine ufficiali: il dato non è pubblicato. Le candidature dovevano essere inviate entro il 30 settembre 2026, e la selezione spetta alla giuria del premio, la cui composizione non è indicata.
Chi sono gli ospiti?
Gli organizzatori annunciano ospiti di rilievo del panorama musicale italiano, che saranno svelati prossimamente. Nella prima edizione, a Zagarolo nel luglio 2025, erano saliti sul palco tra gli altri Gianni Nocenzi del Banco, Peppe Servillo, Patrizio Fariselli, Franz Di Cioccio e Patrick Djivas della PFM.
Che cosa suonano le band?
Ogni band presenta il proprio repertorio originale e una rilettura di un brano tratto dalla produzione solista di Francesco Di Giacomo o da quella con il Banco del Mutuo Soccorso. Il regolamento chiede di arrangiare liberamente la musica preservando l'integrità del testo originale.
Quali sono i premi?
Il primo premio è la produzione completa di un EP, per un valore di 5.000 euro; il secondo la produzione di un singolo con videoclip, per 2.500 euro; il terzo la produzione di un singolo, per 1.000 euro. I premi sono offerti dalla label ZdB e comprendono registrazione, mixaggio, mastering, distribuzione e promozione.
Si può ancora partecipare come band?
Per l'edizione 2026 no: il bando fissava come termine per l'invio delle domande il 30 settembre 2026, e la scelta delle sei finaliste spetta ora alla giuria, la cui composizione non è stata resa nota. Possono candidarsi band con o senza album, purché libere da vincoli contrattuali, con due brani originali, uno dei quali in italiano. Chi pensa alle edizioni future può tenere d'occhio il sito del premio.
Come si arriva all'Auditorium?
L'Auditorium è in viale Pietro de Coubertin 30, nel quadrante nord della città. Le fermate dei mezzi pubblici più vicine sono quelle di Flaminia/Reni e Apollodoro. Per il percorso migliore conviene usare il pianificatore di viaggio di ATAC.
Il consiglio finale su BIG! Premio Francesco Di Giacomo
BIG! è un omaggio a una delle voci più amate del rock italiano, ma è soprattutto un premio rivolto al futuro: sei band emergenti chiamate a confrontarsi con l'eredità di Francesco Di Giacomo, con i suoi testi, con la sua idea di musica come lavoro collettivo. Il mio consiglio è di prendere il pacchetto per entrambe le serate e di arrivare con anticipo per visitare il museo della villa romana: tra le rovine del VI secolo avanti Cristo e le canzoni del Banco c'è un filo sottile, quello di una Roma che si stratifica e si reinventa. E di tenere le orecchie aperte, perché tra i finalisti potrebbe esserci la band di cui si parlerà nei prossimi anni.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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