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Anagni (FR)

Anagni si raggiunge da Roma in poco piu di un'ora: si prende l'autostrada A1 in direzione Napoli e si esce ad Anagni-Fiuggi, poi una decina di chilometri di strada provinciale portano fino alla citta alta, arroccata a 424 metri sul livello del mare sopra la media valle del Sacco, in piena Ciociaria. Chi non guida ha la stazione di Anagni-Fiuggi sulla linea ferroviaria Roma-Cassino, servita dai treni regionali che partono da Roma Termini: la stazione si trova a valle, e un servizio di autobus di linea la collega al centro storico, che sorge in cima al colle. Da Roma esistono anche corse di pullman regionali che partono dal capolinea di Anagnina; gli orari cambiano spesso, quindi conviene controllarli sul sito del vettore prima di partire. Il borgo antico si visita a piedi: le auto si lasciano nei parcheggi lungo la cinta muraria e nella zona bassa, perche le vie del centro medievale sono strette e in parte pedonali.

Le due visite che danno il senso della citta sono il Museo e la Cripta della Cattedrale, in Via Leone XIII, e il Palazzo di Bonifacio VIII, in Strada Vittorio Emanuele 238. Il Museo della Cattedrale, che include la celebre cripta di San Magno, applica un biglietto intero di 9 euro e un ridotto di 6 euro, con un ridotto speciale di 3 euro; gli orari vanno dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00 tra novembre e marzo, con chiusura pomeridiana posticipata alle 19:00 da aprile a ottobre, e l'ultimo ingresso e fissato un'ora prima della chiusura. La prenotazione e richiesta, soprattutto per la cripta, il cui accesso e contingentato per ragioni di conservazione: il recapito e lo 0775 728374. Il Palazzo di Bonifacio VIII, gestito dalla cooperativa Archeoares, apre dalle 9:30 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00, con biglietto intero di 5 euro e ridotto di 3 euro, audioguida compresa, e ingresso gratuito per i minori di dodici anni, i residenti di Anagni e i visitatori con disabilita certificata. Tutte le tariffe e gli orari vanno ricontrollati sui siti ufficiali prima della visita, perche variano con la stagione e con le festivita.

Anagni
Anagni

Per orientare una gita nell'area, la pagina dedicata a Fiuggi raccoglie l'altra meta piu comoda della zona, a quindici minuti di macchina, e permette di costruire una giornata che unisce la storia di Anagni alle terme e ai boschi della montagna ciociara. Chi vuole restare sul tema delle citta ciclopiche del Lazio trova materiale nelle pagine di Alatri e Priverno, che completano il quadro delle mura in opera poligonale.

Che cosa e Anagni (FR) e perche la chiamano la citta dei papi

Anagni e un comune di poco piu di ventimila abitanti in provincia di Frosinone, il secondo del territorio per estensione con i suoi 113 chilometri quadrati. Il centro antico occupa la sommita di un colle allungato che domina la valle del Sacco, il corridoio naturale che da sempre collega Roma alla Campania. Questa posizione spiega quasi tutto della sua storia: chi controllava Anagni sorvegliava una delle vie di transito piu importanti dell'Italia centrale, e per questo la citta fu contesa, fortificata e abitata da poteri molto piu grandi di lei.

Il soprannome di citta dei papi non e una trovata turistica. Ad Anagni nacquero quattro pontefici, tutti tra il XII e il XIII secolo, nel momento in cui il papato romano toccava l'apice del suo potere temporale. Furono Innocenzo III, al secolo Lotario dei Conti di Segni, uno dei papi piu potenti del Medioevo; Gregorio IX, Ugolino dei Conti di Segni, il pontefice che canonizzo Francesco d'Assisi; Alessandro IV, Rinaldo dei Conti di Segni; e Bonifacio VIII, Benedetto Caetani, il papa del primo Giubileo del 1300 e protagonista, suo malgrado, dell'episodio che ha reso il nome di Anagni celebre nei manuali di storia di mezza Europa. Tre di loro appartenevano alla stessa famiglia, i Conti di Segni, un dato che da la misura di quanto questo angolo di Lazio pesasse nella geografia del potere ecclesiastico.

Nel Duecento Anagni divenne una vera residenza papale. La corte pontificia vi soggiornava per lunghi periodi, la citta si arricchiva di palazzi e chiese, e la popolazione, secondo le stime tradizionali, arrivo a toccare cifre altissime per l'epoca. Quando il papato torno stabilmente a Roma e poi si trasferi ad Avignone, Anagni conobbe un declino altrettanto netto: le stesse fonti raccontano di un crollo demografico che ridusse la citta a poche migliaia di abitanti. Il centro storico che si visita oggi conserva l'impianto di quella stagione medievale, con le case-torri, le logge, i portali in pietra e la trama di vicoli che sale verso l'acropoli.

La storia di Anagni (FR), dai Saturni ai Caetani

Le origini leggendarie e la citta degli Ernici

La tradizione erudita locale attribuiva la fondazione di Anagni al dio Saturno, che l'avrebbe creata nell'eta dell'oro insieme ad altre cinque citta del Lazio il cui nome inizia per A: Alatri, Anagni, Arpino, Atina e Ferentino, chiamate per questo citta saturnie. E una genealogia mitica, come tante ne circolavano nel Rinascimento per nobilitare l'antichita dei centri italiani, e va presa per quello che e: un racconto delle origini, non un dato storico. Il fondo di verita e che l'area era abitata gia in epoca preromana dagli Ernici, un popolo italico stanziato sui monti che portano ancora il loro nome, i monti Ernici. Anagni fu probabilmente il centro principale della loro lega.

Anagni romana

I Romani conquistarono il territorio ernico nel 306 avanti Cristo, dopo una lunga contrapposizione. Anagni entro cosi nell'orbita di Roma, prima come comunita governata da un prefetto, poi come municipio. La citta non spari nella storia: qui, secondo le fonti, nacque nel 35 dopo Cristo Fabio Valente, generale e console del 69, uno degli uomini forti dell'anno dei quattro imperatori e comandante di legione. Le tracce dell'insediamento antico si leggono ancora nel tessuto urbano, nelle strutture inglobate negli edifici piu tardi e soprattutto nelle grandi mura in opera poligonale che cingono l'acropoli.

Il Medioevo e la parabola dei Caetani

La fase che ha dato ad Anagni il suo volto attuale e quella medievale. Nel 1160 papa Alessandro III scomunico qui l'imperatore Federico Barbarossa e l'antipapa Vittore IV, in uno degli episodi piu duri dello scontro tra papato e impero. La citta passo poi sotto il controllo della famiglia Caetani, che nel Duecento ne fece il proprio caposaldo. Fu il periodo del massimo splendore: Anagni divenne residenza papale, si popolo, si copri di cantieri. Poi arrivo il 1303, lo scontro tra Bonifacio VIII e il re di Francia Filippo il Bello, e con esso l'episodio dello schiaffo, che segno l'inizio di una lunga decadenza. Nei secoli successivi la citta rimase un centro dello Stato pontificio, attraversato dalle vicende napoleoniche di fine Settecento, quando partecipo ai moti che portarono alla Repubblica Romana, e dal Risorgimento. Solo il boom economico del Novecento, con il passaggio dell'autostrada e l'arrivo delle industrie a valle, ha ridato ad Anagni un ruolo di centro produttivo, mentre la citta alta conservava intatta la sua patina medievale.

La Cattedrale di Santa Maria Annunziata di Anagni (FR)

Cattedrale di Anagni
Cattedrale di Anagni

La cattedrale di Anagni, dedicata a Santa Maria Annunziata, sorge sul punto piu alto della citta, l'antica acropoli, dove in eta romana si trovava con ogni probabilita un luogo di culto pagano. E il monumento che riassume la doppia anima del borgo: potere religioso e ambizione artistica. La sua costruzione avvenne per fasi. Il corpo romanico risale agli anni tra il 1072 e il 1104, quando il vescovo Pietro da Salerno promosse un cantiere imponente; a meta del XIII secolo si aggiunsero le forme gotiche che oggi si notano soprattutto nelle volte e in alcuni dettagli dell'alzato. Il risultato e un edificio che tiene insieme la solidita romanica delle strutture e lo slancio gotico degli inserti successivi, senza che l'uno cancelli l'altro.

L'esterno e il campanile

All'esterno colpisce la mole compatta, in blocchi di pietra locale, e il campanile che si eleva staccato dal corpo della chiesa. Su una parete e collocata una statua bronzea di Bonifacio VIII, memoria del legame indissolubile tra la citta e il suo papa piu famoso. Le absidi rivolte verso la valle, con le loro logge, sono uno dei punti da cui la cattedrale si legge meglio, perche mostrano la stratificazione dei materiali e delle epoche. Chi arriva in cima dal versante orientale la incontra all'improvviso, dopo l'ultima salita, e capisce subito perche questo edificio dominasse la vita della citta.

L'interno, il pavimento cosmatesco e la Cappella Caetani

Dentro, l'impianto e a tre navate. Lo sguardo va subito al pavimento cosmatesco, uno dei piu belli del Lazio, realizzato con la tecnica dell'opus sectile: piccole tessere di marmo colorato e paste vitree comporre disegni geometrici che tappezzano la navata come un tappeto di pietra. I Cosmati, le famiglie di marmorari romani attive tra XII e XIII secolo, riutilizzavano marmi antichi per creare questi mosaici, e ad Anagni diedero prova della loro maestria. Nell'area presbiteriale si trova un ciborio e un candelabro pasquale della stessa scuola. La Cappella Caetani custodisce un grande sepolcro legato alla famiglia del papa. La chiesa conserva inoltre il reliquiario di san Tommaso Becket, l'arcivescovo di Canterbury assassinato nel 1170, segno dei rapporti che legavano Anagni al mondo cristiano d'oltralpe. In questa cattedrale, nel 1160, avvenne la scomunica del Barbarossa, e tra queste mura fu eletto papa Innocenzo IV: la storia europea e passata di qui piu di una volta.

La cripta di San Magno, la Cappella Sistina del Medioevo

Museo della Cattedrale di Anagni
Museo della Cattedrale di Anagni

Sotto la cattedrale si apre l'ambiente che da solo giustifica il viaggio: la cripta di San Magno, che gli studiosi e le guide chiamano da tempo la Cappella Sistina del Medioevo. E un paragone impegnativo, e per una volta e meritato. La cripta occupa circa 540 metri quadrati, con dodici colonne che reggono ventuno volte, distribuite in tre navate che ricalcano la pianta della chiesa soprastante. Fu costruita nella stessa fase romanica, tra il 1072 e il 1104, per custodire le reliquie di san Magno, patrono della citta. Ma la ragione della sua fama e la decorazione: ogni superficie, volte, pareti, colonne, e ricoperta da un ciclo di affreschi che si estende senza interruzioni, un caso rarissimo di programma pittorico medievale conservato quasi per intero.

Il ciclo di affreschi e i tre maestri di Anagni

Gli affreschi vennero eseguiti tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo da botteghe diverse, che la critica ha distinto in tre mani anonime: il Primo Maestro di Anagni, chiamato anche Maestro delle Traslazioni per le scene di trasporto delle reliquie; il Secondo Maestro, o Maestro ornatista, specializzato nelle partiture decorative; e il Terzo Maestro di Anagni. Il programma iconografico racconta la storia della salvezza dell'umanita, dalla creazione fino al Giudizio universale, intrecciando episodi dell'Antico e del Nuovo Testamento, storie dei santi e dell'Apocalisse. E una biblioteca per immagini pensata per un pubblico che non leggeva, ma che sapeva riconoscere ogni figura e ogni simbolo.

La volta della scienza e il Timeo di Platone

C'e una volta che merita da sola qualche minuto in piu. Vi e raffigurato l'uomo al centro di cerchi concentrici che rappresentano i cicli del cosmo e della natura, con i quattro elementi disposti in proporzione armonica secondo un'idea che deriva dal Timeo di Platone. Accanto compaiono due medici dell'antichita, Ippocrate e Galeno, ritratti mentre discutono di questa teoria. E una pagina straordinaria di cultura medievale, che mostra come nella cripta di Anagni la fede convivesse con la filosofia greca, la medicina e l'astronomia. Davanti a questa volta vale la pena fermarsi e alzare lo sguardo con calma: e il punto in cui il ciclo smette di essere solo devozione e diventa pensiero.

Il consiglio davanti alla cripta

La cripta ha una luce bassa e un microclima controllato: gli affreschi sono sopravvissuti proprio perche l'ambiente e rimasto stabile per secoli, e per questo le visite sono limitate nel tempo e nel numero. Conviene entrare senza fretta, lasciare che l'occhio si abitui alla penombra, e resistere alla tentazione di fotografare tutto: molte parti sono in controluce e la macchina non rende quello che vede l'occhio dal vivo. Il mio consiglio da professionista e di dedicare alla cripta almeno mezz'ora piena, non i dieci minuti che molti le concedono di passaggio.

Il Palazzo di Bonifacio VIII e la sala dello schiaffo

Palazzo Bonifacio VIII di Anagni
Palazzo Bonifacio VIII di Anagni

Il Palazzo di Bonifacio VIII, in Strada Vittorio Emanuele, e l'altro polo della visita. E un edificio duecentesco legato alla famiglia Caetani, oggi sede di un percorso museale allestito negli ambienti storici. Al suo interno si conservano sale affrescate di grande interesse, con decorazioni geometriche e vegetali che ricoprono le pareti: motivi a scacchiera inseriti in figure quadrilobate, fiori a otto petali, uccelli entro medaglioni, cornici con racemi vegetali e finti pannelli marmorei dai toni verdi, ocra, rossastri e bruni. Questa cultura decorativa, tra la fine del Duecento e i primi del Trecento, dice molto del lusso della corte papale quando Anagni era una capitale.

La sala piu celebre e quella che la tradizione lega all'oltraggio del settembre 1303, ricordata come sala dello schiaffo. E qui, secondo il racconto tramandato, che il vecchio papa Bonifacio VIII fu tenuto prigioniero e umiliato dagli uomini venuti a catturarlo. La visita del palazzo, con audioguida compresa nel biglietto, permette di collegare le pareti dipinte al grande episodio storico che si consumo tra queste stanze, e di capire come vivesse una corte pontificia lontana da Roma.

Lo schiaffo di Anagni: che cosa successe davvero nel 1303

Schiaffo di Anagni, l'oltraggio a Bonifacio VIII
Schiaffo di Anagni, l'oltraggio di Sciarra Colonna a Bonifacio VIII in un'incisione francese dell'Ottocento

Lo schiaffo di Anagni e uno di quegli episodi che segnano uno spartiacque nella storia. Alla fine del Duecento papa Bonifacio VIII e il re di Francia Filippo IV, detto il Bello, erano ai ferri corti sul tema del potere: chi comandava davvero, il papa o il re? Il pontefice rivendicava la superiorita dell'autorita spirituale su quella temporale, il sovrano francese non intendeva riconoscerla. Lo scontro si inaspri con documenti, scomuniche e minacce. Nel settembre del 1303 un gruppo armato guidato da Sciarra Colonna, esponente della famiglia romana nemica giurata del papa, e da Guglielmo di Nogaret, consigliere del re di Francia, arrivo ad Anagni, dove Bonifacio VIII si trovava nella sua residenza, e lo prese prigioniero.

L'anziano pontefice, che aveva superato gli ottant'anni, rimase in mano ai congiurati per alcuni giorni, in condizioni umilianti. La tradizione vuole che Sciarra Colonna lo abbia colpito con un guanto di ferro, e da qui il nome di schiaffo, ma se il gesto fisico sia realmente avvenuto o sia una leggenda successiva resta discusso tra gli storici: il valore dell'episodio e prima di tutto simbolico. La popolazione di Anagni, dopo lo sbandamento iniziale, insorse e liberò il papa. Bonifacio VIII torno a Roma, ma il colpo era stato troppo duro: mori poche settimane dopo, nell'ottobre del 1303. L'episodio segno la fine dell'idea di un papato in grado di dettare legge ai sovrani europei e apri la strada al trasferimento del papato ad Avignone, l'inizio di quella che sarebbe stata chiamata la cattivita avignonese. Dante Alighieri, che di Bonifacio VIII era acerrimo avversario, condanno pero l'oltraggio con parole durissime nel Purgatorio, paragonando la cattura del papa alla Passione di Cristo: il Cristo, scrive, e fatto di nuovo prigioniero e schernito tra due ladroni.

Le mura ciclopiche e gli Arcazzi di Piscina di Anagni (FR)

Arcazzi di Piscina, Anagni
Arcazzi di Piscina, Anagni

Attorno alla citta corre una cinta di mura in opera poligonale, quelle che la tradizione erudita chiamava ciclopiche perche si riteneva che solo i Ciclopi, giganti mitici, potessero aver sollevato blocchi di pietra tanto grandi. In realta si tratta di mura costruite in eta preromana e poi rimaneggiate, con blocchi di calcare squadrati e incastrati a secco, senza malta. Anagni condivide questa tecnica con le vicine Alatri, Ferentino e Veroli, tanto che il gruppo viene studiato insieme come sistema difensivo degli antichi Ernici. Le mura cingono la citta medievale e costeggiano l'attuale via di circonvallazione; in alcuni tratti formano terrazzamenti che ricordano giardini pensili, soprattutto vicino al Parco della Rimembranza. Restaurate durante il pontificato di Pio IV nel Cinquecento, portano incise iscrizioni che celebrano il papa.

Le porte e gli acquedotti

Delle antiche porte urbiche sopravvivono Porta Cerere, Porta Santa Maria e Porta San Francesco, mentre Porta San Nicola e Porta Tufoli sono in gran parte scomparse. Ma il monumento idraulico che vale la deviazione sono gli Arcazzi di Piscina, imponenti arcate in muratura che facevano parte di un sistema di adduzione e raccolta delle acque a servizio della citta. Sono strutture poderose, poco frequentate dal turismo di passaggio, che raccontano quanto lavoro ingegneristico servisse per far vivere un centro arroccato su un colle privo di sorgenti abbondanti. Chi ha tempo e gambe puo cercarle seguendo le indicazioni dal centro: la ricompensa e un pezzo di Anagni che quasi nessuno fotografa.

Il centro medievale di Anagni (FR): case-torri, logge e Casa Barnekow

Centro medievale di Anagni
Il centro medievale di Anagni

Il centro storico di Anagni e uno dei borghi medievali meglio conservati del Lazio, e si gira a piedi in un paio d'ore camminando piano. La via principale, un tempo asse del potere, e fiancheggiata da palazzi, case-torri, logge e portali che coprono un arco di secoli, dal Duecento in poi. Ogni tanto una finestra bifora, un arco a sesto acuto o uno stemma scolpito ricorda che qui abitavano famiglie legate alla corte papale. La pietra locale, di colore caldo, da al borgo un tono uniforme che nella luce del tardo pomeriggio diventa dorato.

Casa Barnekow

Tra gli edifici piu curiosi c'e Casa Barnekow, una dimora di impianto duecentesco con la facciata interamente affrescata, che deve il nome a un barone svedese, Albert Barnekow, che nell'Ottocento la restauro e la decoro. La tradizione locale vuole che tra queste mura abbia soggiornato Dante Alighieri durante un passaggio ad Anagni: e una tradizione, non un fatto documentato, e va raccontata come tale, ma contribuisce al fascino letterario del borgo. La facciata dipinta, con i suoi motti e le sue figure, e uno dei punti piu fotografati del centro.

Il Palazzo Comunale e le altre chiese

Merita uno sguardo anche il Palazzo Comunale, edificio medievale con un grande arcone che scavalca la strada, tipico dell'architettura civile duecentesca. Nel tessuto del centro si aprono poi diverse chiese minori e la casa-museo dedicata allo scultore Tommaso Gismondi, artista anagnino del Novecento, che permette di chiudere il cerchio tra il Medioevo e l'arte contemporanea legata alla citta.

Anagni (FR) con i bambini e per una gita di famiglia

Anagni funziona bene anche con i bambini, a patto di dosare le tappe. La cripta, con i suoi affreschi popolati di scene, animali e figure, cattura l'attenzione dei piu piccoli se la si racconta come una grande storia illustrata invece che come una lezione. Il Palazzo di Bonifacio VIII, con la vicenda dello schiaffo, si presta a un racconto avventuroso: il papa vecchio, i cavalieri armati, la citta che insorge. Le mura ciclopiche e gli Arcazzi piacciono perche sono grandi e concreti, si toccano, si scalano con lo sguardo. Il centro storico, pedonale in buona parte, permette di camminare in sicurezza. L'unica accortezza e il fondo: le vie sono in pietra e in salita, quindi meglio scarpe comode e passeggini robusti, o fascia per i piu piccoli.

Accessibilita a Anagni (FR)

Il centro storico di Anagni sorge su un colle e presenta pendenze e pavimentazioni in pietra che possono risultare impegnative per chi ha difficolta motorie. Il Museo della Cattedrale ha pero previsto soluzioni per l'accessibilita: sono disponibili montascale mobili cingolati e un ascensore per raggiungere gli ambienti, con la raccomandazione di segnalare in anticipo la visita telefonando al museo, che riserva anche un parcheggio gratuito ai visitatori con disabilita. Per il Palazzo di Bonifacio VIII e per gli altri luoghi conviene chiedere informazioni aggiornate al momento della prenotazione, perche la conformazione degli edifici storici non sempre consente percorsi privi di barriere.

Quando andare e quanto tempo dedicare a Anagni (FR)

Anagni si visita tutto l'anno, ma la stagione cambia l'esperienza. La primavera e l'autunno sono i periodi migliori: clima mite, luce buona per le fotografie, meno afa che in piena estate. D'estate il colle prende aria ma nelle ore centrali il sole batte forte sulle vie scoperte, quindi meglio concentrare la visita al mattino o dal tardo pomeriggio. In estate, tra luglio e agosto, la citta ospita rievocazioni e cortei medievali che animano il centro: le contrade attuali sono otto, mentre in origine erano dodici, ciascuna legata a figure e simboli del periodo medievale. Per una visita completa serve una giornata piena: mezza giornata basta appena per la cattedrale con la cripta e il palazzo, ma lascia fuori le mura, il centro e gli angoli meno battuti. Chi vuole abbinare Anagni a un'altra meta puo aggiungere le terme di Fiuggi o una delle citta ciclopiche vicine.

Che cosa vedere intorno a Anagni (FR)

La posizione di Anagni la rende un ottimo punto di partenza per esplorare la Ciociaria e i suoi dintorni. A pochi chilometri si trova Fiuggi, con le sue terme storiche e il borgo alto. Verso i monti Ernici si incontrano Alatri, con la sua acropoli megalitica tra le meglio conservate d'Italia, e Carpineto Romano, patria di papa Leone XIII. Piu a sud, la Ciociaria offre Arpino, citta natale di Cicerone, e Priverno con l'abbazia di Fossanova. Sul versante dei Castelli e dell'area prenestina si raggiungono Genazzano e, poco oltre, Subiaco con i monasteri benedettini. Per chi arriva da Roma e vuole costruire un itinerario piu ampio nel Lazio, Tivoli con Villa Adriana e Sermoneta completano il quadro delle mete a un'ora di viaggio.

Bonifacio VIII, il Giubileo del 1300 e Anagni (FR)

Per capire davvero Anagni bisogna fermarsi sulla figura di Bonifacio VIII, il papa che la citta produsse e che qui trovo la sua rovina. Benedetto Caetani, questo il suo nome, sali al soglio pontificio nel 1294, dopo la clamorosa rinuncia del suo predecessore Celestino V, l'eremita che aveva abdicato dopo pochi mesi. Bonifacio VIII fu un pontefice di grande ambizione politica, deciso a riaffermare la supremazia del papato su ogni potere terreno. Nel 1300 proclamo il primo Giubileo della storia, l'Anno Santo che chiamava a Roma i pellegrini con la promessa dell'indulgenza: un evento di portata enorme, che riempi le strade della citta e segno l'apice del prestigio del suo pontificato. Fu lo stesso Dante Alighieri, secondo la tradizione, a trovarsi tra i pellegrini di quel Giubileo.

Proprio all'apice, pero, si consumo lo scontro con la Francia. Bonifacio VIII rivendicava con la bolla Unam Sanctam la superiorita dell'autorita spirituale su quella temporale; il re Filippo il Bello, impegnato a costruire uno Stato moderno e accentrato, non era disposto a piegarsi. Lo scontro giuridico e teologico degenero nell'aggressione fisica del 1303 ad Anagni. C'e un che di tragico nel destino di questo papa: la citta che gli aveva dato i natali e che lui aveva onorato divenne il teatro della sua umiliazione, e il pontefice piu potente del suo tempo mori pochi giorni dopo essere stato liberato dai suoi stessi concittadini. La statua bronzea sulla parete della cattedrale e il ricordo che Anagni ha scelto di conservare del suo figlio piu illustre e piu sfortunato.

Come arrivare a Anagni (FR) da Roma e dai dintorni

Da Roma il modo piu comodo per raggiungere Anagni e l'automobile: si imbocca l'autostrada A1 in direzione Napoli e si esce ad Anagni-Fiuggi, dopodiche si seguono le indicazioni per la citta, una decina di chilometri di provinciale in salita. Il tempo di percorrenza dal Grande Raccordo Anulare e di circa quaranta minuti in condizioni di traffico normali, poco piu di un'ora dal centro di Roma. In treno si utilizza la linea regionale Roma-Cassino, scendendo alla stazione di Anagni-Fiuggi: attenzione, la stazione si trova a fondovalle, a diversi chilometri dal centro storico che sorge sul colle, e va raggiunta con l'autobus di collegamento o con un taxi. Esistono inoltre corse di autobus regionali che partono da Roma, in genere dal capolinea di Anagnina sulla linea A della metropolitana. Poiche gli orari di treni e pullman cambiano con frequenza, e con l'orario feriale e festivo, conviene verificarli sui siti dei vettori il giorno prima della partenza. Chi arriva da Napoli percorre la stessa A1 in direzione Roma, con la medesima uscita. Una volta in citta ci si muove a piedi: il centro e in gran parte pedonale e non ha senso tentare di attraversarlo in auto.

Lo stemma e i simboli di Anagni (FR)

Lo stemma di Anagni racconta per immagini la sua storia di citta papale e antica. In uso fin dal XII secolo, mostra un'aquila sopra un leone rampante, simboli di forza e sovranita. Vi compaiono due chiavi decussate, cioe incrociate, riferimento diretto al potere pontificio, sormontate da una piccola croce, e la sigla SPQA, calco della romana SPQR, che rivendica per Anagni la dignita di municipio erede di Roma. Una corona d'oro segnala lo status di citta, riconosciuto fin dall'eta medievale. Il motto latino che accompagna lo stemma, HERNICA SAXA COLUNT QUOS DIVES ANAGNIA PASCIT, richiama gli Ernici, il popolo antico di queste montagne, e il legame della citta con la propria terra. Leggere lo stemma, prima o dopo la visita, aiuta a mettere in fila i tre strati di Anagni: la radice ernica, l'eredita romana e la vocazione papale.

La casa-museo Gismondi e l'arte del Novecento ad Anagni (FR)

Non tutto ad Anagni si ferma al Medioevo. Nel centro storico si visita la casa-museo dedicata a Tommaso Gismondi, scultore anagnino del Novecento, autore di opere di soggetto sacro e civile diffuse in molte chiese e piazze italiane. La casa-museo raccoglie modelli, bozzetti e sculture, e permette di chiudere il percorso cittadino con una nota contemporanea, mostrando come la vocazione artistica di Anagni non si sia spenta con i secoli d'oro. E una sosta breve, adatta a chi vuole vedere un lato meno battuto della citta e capire il legame tra un artista del secolo scorso e la tradizione figurativa del luogo. Gli orari di apertura sono piu limitati rispetto ai grandi monumenti e conviene informarsi in loco o presso l'ufficio turistico.

La cucina e i prodotti della Ciociaria ad Anagni (FR)

Una visita ad Anagni si completa a tavola, perche la Ciociaria ha una cucina di terra robusta e antica. I piatti che si incontrano nelle trattorie del centro e dei dintorni sono quelli della tradizione contadina laziale: paste fatte in casa come le sagne, i fini fini, gli gnocchi, condite con sughi di carne, minestre di legumi, carni cotte alla brace e cacciagione nelle stagioni giuste. Non mancano i salumi e i formaggi degli allevamenti dei monti Ernici e Lepini. Tra i prodotti simbolo della zona ampia ci sono il fagiolo cannellino e altre coltivazioni tradizionali della valle. Chi vuole abbinare la storia alla gola trova ad Anagni e nei paesi vicini locali dove la cucina resta legata alle materie prime locali. Per un pranzo, meglio uscire dalla via piu turistica e cercare le trattorie frequentate dagli abitanti: sono quelle che raccontano il territorio con maggiore sincerita.

Quanto costa visitare Anagni (FR) e come organizzarsi

Visitare Anagni non e caro. La spesa maggiore sono i due biglietti principali: 9 euro per il Museo e la Cripta della Cattedrale, con riduzioni a 6 e a 3 euro, e 5 euro per il Palazzo di Bonifacio VIII, con ridotto a 3 euro e audioguida compresa. Chi viaggia in famiglia puo chiedere alle biglietterie le riduzioni e le eventuali gratuita, che al palazzo valgono per i minori di dodici anni e per i residenti. Il centro storico, le mura, le porte e gli scorci si visitano gratis, camminando. La voce di spesa da mettere in conto e semmai il parcheggio e il pranzo. Per organizzarsi bene conviene arrivare in mattinata, prenotare la fascia oraria della cripta, e distribuire le visite in modo da rispettare la pausa di meta giornata, quando i monumenti chiudono. Le tariffe indicate vanno sempre riscontrate sui siti ufficiali dei due musei prima della partenza, perche cambiano con la stagione.

Anagni (FR) e le altre citta degli Ernici

Anagni non e un caso isolato: fa parte di una rete di antichi centri degli Ernici che condividono le mura in opera poligonale e una storia parallela. Alatri, con la sua acropoli megalitica dai blocchi ciclopici, e forse l'esempio piu spettacolare della tecnica; Ferentino e Veroli completano il quadro dei centri fortificati sui monti. Chi ha una vera passione per l'archeologia preromana puo costruire un itinerario di due o tre giorni che le tocchi tutte, usando Anagni o Fiuggi come base. Il confronto tra le mura di Alatri e quelle di Anagni e istruttivo: stessa idea difensiva, esiti monumentali diversi. E un modo per capire che la Ciociaria, prima di essere terra di papi, era gia una regione di citta fortificate e potenti.

Una curiosità su Anagni (FR)

La curiosita meno nota di Anagni riguarda la volta della scienza nella cripta di San Magno. In un ambiente sacro, costruito per custodire le reliquie di un santo, i pittori medievali dipinsero l'uomo al centro dei cicli del cosmo, i quattro elementi in equilibrio armonico e due medici pagani dell'antichita, Ippocrate e Galeno, intenti a discutere una teoria che affonda le radici nel Timeo di Platone. Nel pieno Medioevo, in una cripta di provincia, qualcuno decise che la storia della salvezza cristiana potesse convivere sulle stesse volte con la filosofia greca e con la medicina antica. E un dettaglio che sfugge a chi entra pensando di trovare solo scene bibliche, e che invece dice moltissimo su quanto fosse colta la committenza che ordino quel ciclo. La maggior parte dei visitatori passa sotto quella volta senza accorgersene: sapere che cosa cercare, prima di entrare, cambia completamente la visita. Se dovessi indicare la ragione per cui la cripta merita il paragone con la Cappella Sistina, non sarebbe la quantita di affreschi, che pure e enorme, ma proprio questa ambizione intellettuale.

Una cosa che non ti dice nessuno su Anagni (FR)

Quello che le guide sbrigative non dicono e che ad Anagni la cattedrale con la cripta e il Palazzo di Bonifacio VIII sono due biglietti e due gestioni diverse, con orari e tariffe distinti, e che la cripta ha ingressi contingentati. In pratica non basta presentarsi e sperare di vedere tutto di fila: nei fine settimana e nei ponti la cripta puo esaurire i posti disponibili, e chi arriva senza prenotare rischia di restare fuori proprio dall'ambiente piu importante. La cosa da fare e telefonare prima al museo della cattedrale, allo 0775 728374, verificare la disponibilita per la cripta e riservare la fascia oraria, poi organizzare intorno a quell'orario la visita al palazzo e al centro. C'e un secondo dettaglio pratico che quasi nessuno segnala: molti dei parcheggi comodi sono a valle o lungo la cinta muraria, e l'ultimo tratto verso il centro e in salita. Chi ha problemi di deambulazione deve metterlo in conto e, per la cattedrale, chiedere in anticipo del parcheggio riservato e dei montascale.

Il consiglio che ti do per visitare Anagni (FR)

Il consiglio che do a chi visita Anagni per la prima volta e di rovesciare l'ordine istintivo. Quasi tutti entrano subito in cattedrale, scendono di corsa in cripta, e poi girano il centro stanchi e distratti. Io suggerisco di dedicare i primi minuti a fare il giro esterno delle mura e ad affacciarsi sulla valle del Sacco, per capire dove ci si trova e perche la citta e nata li: la geografia spiega la storia. Poi si sale verso l'acropoli con calma, si visita il palazzo di Bonifacio VIII quando le comitive sono ancora poche, e si tiene la cripta per il momento in cui si e prenotato l'ingresso, entrando senza fretta e restandovi almeno mezz'ora. La cripta va vista con l'occhio riposato, non alla fine di una maratona. Un ultimo consiglio riguarda l'orario: il tardo pomeriggio, quando la luce si abbassa, e il momento in cui la pietra del centro diventa calda e le vie si svuotano. E l'ora giusta per camminare senza fretta e per le fotografie migliori. Evitate invece la sosta unica di mezzogiorno d'estate, con il sole a picco e i monumenti che chiudono per la pausa: si finisce per vedere poco e sudare molto.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che ad Anagni siano nati quattro papi lo si legge ovunque. Quello che si cita di rado e che tre di loro appartenevano alla stessa famiglia, i Conti di Segni: Innocenzo III, Gregorio IX e Alessandro IV erano tutti espressione di un unico casato del territorio, mentre Bonifacio VIII veniva dai Caetani. Questo significa che per circa un secolo il papato fu, in buona parte, un affare di famiglie di questa zona della Campagna e Marittima. Non fu un caso, ma il frutto di reti di potere, alleanze matrimoniali e controllo del territorio che facevano di Anagni e dei suoi dintorni una fucina di uomini destinati al soglio pontificio. C'e un secondo fatto poco ricordato: la stessa Anagni che diede i natali a Bonifacio VIII fu anche il luogo del suo oltraggio e, di fatto, della sua fine. La citta che lo aveva prodotto e protetto fu il teatro della sua umiliazione. Questa coincidenza tra culla e tomba simbolica del potere papale medievale e forse la chiave piu profonda per capire Anagni: un luogo che ha visto nascere il massimo del potere temporale della Chiesa e ne ha anche registrato il tramonto.

La foto giusta da fare a Anagni (FR)

Panorama di Anagni
Anagni

La foto giusta da fare a Anagni non e il primo piano frontale della cattedrale, che pure e bello ma prevedibile. La fotografia che porta a casa il senso della citta si scatta dal versante che guarda le absidi della cattedrale e il campanile staccato, con la valle del Sacco che si apre sullo sfondo: si capisce in un colpo solo che questo e un monumento costruito per dominare un territorio. Il momento e il tardo pomeriggio, quando il sole basso taglia di lato la pietra e ne accende il colore caldo, e le ombre lunghe danno rilievo ai blocchi delle mura. Un secondo scatto da non mancare e quello della facciata affrescata di Casa Barnekow, che regge bene anche la luce diffusa del mattino. Dentro la cripta, invece, conviene rinunciare quasi del tutto alla macchina fotografica: la penombra e i vincoli di conservazione rendono le foto deludenti, e il tempo speso a inquadrare e tempo sottratto allo sguardo. Chi proprio vuole un ricordo punti su un dettaglio ben illuminato, senza flash, che nella cripta e vietato.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Anagni ha ospitato piu di un evento che ha lasciato il segno nella storia europea. Nel 1160 papa Alessandro III vi scomunico l'imperatore Federico Barbarossa e l'antipapa Vittore IV, in uno dei momenti piu tesi della lotta tra Chiesa e Impero. In questa stessa citta fu eletto papa Innocenzo IV. Ma l'avvenimento che ha reso Anagni un nome da manuale e lo schiaffo del settembre 1303, quando gli uomini di Sciarra Colonna e Guglielmo di Nogaret catturarono e umiliarono l'anziano Bonifacio VIII nel suo palazzo, un episodio che accelero la fine del papa e apri la strada al trasferimento del papato ad Avignone. Prima ancora, nel Duecento, Anagni era stata teatro della corte papale nei suoi anni di massimo splendore, con la citta trasformata in residenza dei pontefici. In epoca piu recente, nel 1798, Anagni partecipo ai moti giacobini che portarono alla nascita della Repubblica Romana, diventando capoluogo di un dipartimento; nel 1805 fu annessa all'impero napoleonico, e durante la seconda Repubblica Romana del 1848-1849 ospito il comando di una divisione dell'esercito repubblicano. Ogni pietra della citta alta ha visto passare almeno una di queste vicende.

Chi è passato da Anagni (FR)

Da Anagni sono passati, o ad Anagni sono nati, personaggi che hanno segnato la storia. Qui nacquero quattro papi: Innocenzo III, Gregorio IX, Alessandro IV e Bonifacio VIII, il quartetto che vale il soprannome di citta dei papi. Vi soggiornarono re e imperatori nel corso delle contese medievali, e vi arrivo, nel 1303, l'ombra del re di Francia Filippo il Bello attraverso i suoi uomini, Guglielmo di Nogaret in testa, insieme al romano Sciarra Colonna. La tradizione locale lega ad Anagni anche il nome di Dante Alighieri, che vi avrebbe soggiornato, forse a Casa Barnekow: e una tradizione non documentata, ma il poeta parlo comunque della citta, condannando nel Purgatorio l'oltraggio subito da Bonifacio VIII con parole di sdegno, pur essendo del papa un avversario politico. Nell'Ottocento fu il barone svedese Albert Barnekow a scegliere Anagni come dimora, restaurando e affrescando la casa che porta il suo nome. Nel Novecento la citta ha dato i natali allo scultore Tommaso Gismondi, la cui casa-museo si visita nel centro. Camminare per Anagni significa attraversare i luoghi in cui questi nomi si sono incrociati.

Le rievocazioni medievali e i giorni dello schiaffo a Anagni (FR)

In estate Anagni non e solo pietra e affreschi: la citta rievoca il proprio passato con cortei e manifestazioni in costume. Il centro storico attuale e diviso in otto contrade, mentre in origine erano dodici, ciascuna legata a figure e simboli del periodo medievale, e nei mesi estivi, tra luglio e agosto, questi rioni animano le vie con sfilate, tamburi, sbandieratori e figuranti. L'episodio che la citta mette in scena con maggiore orgoglio e proprio lo schiaffo del 1303: la rievocazione ripercorre l'arrivo dei congiurati, la cattura di Bonifacio VIII e la reazione del popolo anagnino. Assistere a queste giornate significa vedere il centro medievale nel suo elemento naturale, con la scenografia che diventa teatro. Le date variano di anno in anno e vengono pubblicate dal Comune e dalle associazioni cittadine nei mesi che precedono l'estate, quindi conviene informarsi prima di programmare la visita in funzione della festa. Chi capita ad Anagni in un fine settimana di rievocazione trova la citta al suo massimo di vitalita, con l'unica controindicazione della maggiore affluenza.

Anagni (FR) e la Ciociaria: un itinerario di piu giorni

Anagni funziona come porta d'ingresso alla Ciociaria, e chi ha piu di una giornata puo trasformarla nel primo tassello di un itinerario ampio. Il giorno di Anagni si dedica alla cattedrale, alla cripta, al palazzo di Bonifacio VIII e al centro. Il secondo giorno si sale a Fiuggi per le terme e il borgo alto, oppure si punta su Alatri per l'acropoli megalitica. Un terzo giorno puo spingersi verso Arpino, la citta di Cicerone, con la sua acropoli di Civitavecchia e l'arco a sesto acuto, o verso Priverno e l'abbazia cistercense di Fossanova. Chi preferisce mettere insieme storia papale e monasteri puo collegare Anagni a Subiaco, culla del monachesimo benedettino, e a Genazzano. Verso Roma, infine, la stessa direttrice consente di aggiungere Tivoli con Villa Adriana. La Ciociaria premia chi la percorre con lentezza, tra borghi arroccati, abbazie e cucina di terra.

Il gesto che le fonti non raccontano: come Anagni è entrata nei manuali con uno schiaffo

Ad Anagni, nel settembre del 1303, accadde qualcosa di enorme: un papa fu assalito e tenuto prigioniero in casa propria da uomini armati al servizio del re di Francia. Questo è documentato, con date e nomi. Quello che quasi tutti ricordano, però, non è l’assalto: è un ceffone. Un uomo che colpisce al volto Bonifacio VIII, in certe versioni con il guanto di ferro. Ecco il problema: proprio quel dettaglio, l’unico che è rimasto nella memoria collettiva, è anche il più fragile di tutta la vicenda, e gli storici lo considerano da tempo un’aggiunta narrativa più che un fatto accertato.

Il conflitto che porta a quel giorno, e che è tutto documentato

Prima del presunto schiaffo c’è uno scontro politico durissimo fra Bonifacio VIII e Filippo IV di Francia, detto il Bello, e questa parte non è leggenda: sta negli atti pontifici, che si possono leggere ancora oggi. La miccia è il denaro. Nel 1296 la bolla Clericis laicos vieta ai sovrani di tassare il clero senza il consenso della Santa Sede, e Filippo risponde bloccando l’esportazione di metalli preziosi dal regno, cioè tagliando i flussi verso Roma. Lo scontro si riaccende nel 1301 con l’arresto del vescovo di Pamiers da parte del re, e sale di livello nel 1302, quando la bolla Unam sanctam afferma in termini estremi la superiorità del potere spirituale su quello temporale.

A quel punto la corte francese cambia strategia: invece di discutere di tasse, accusa il papa. Guglielmo di Nogaret, giurista e consigliere del re, sostiene pubblicamente che Bonifacio è illegittimo ed eretico e chiede che un concilio lo giudichi. Nell’estate del 1303 il papa prepara la scomunica del sovrano. La spedizione di Nogaret in Italia nasce per impedire che quel documento arrivi in porto, e per portare il papa davanti a un concilio in Francia. Al giurista si unisce Sciarra Colonna, esponente della famiglia romana che Bonifacio aveva combattuto e spogliato pochi anni prima: un nemico personale, non un mercenario qualsiasi.

Che cosa dicono i documenti sul 7 settembre 1303

Il nucleo dei fatti è solido. Il 7 settembre 1303 un gruppo armato entra ad Anagni, dove Bonifacio VIII si trovava nella sua residenza estiva, e prende d’assalto il complesso papale. Il papa viene catturato e tenuto sotto custodia per alcuni giorni, mentre i palazzi e i beni della Curia vengono saccheggiati. Nogaret intima al pontefice di abdicare o di seguirlo in Francia; Bonifacio rifiuta. Dopo qualche giorno la situazione si rovescia: la popolazione di Anagni insorge, caccia gli assalitori e libera il papa. Anche questo è documentato, ed è il motivo per cui la città ha un rapporto orgoglioso con quella storia.

La fine è rapida. Bonifacio viene ricondotto a Roma sotto la tutela degli Orsini e muore l’11 ottobre 1303, poche settimane dopo l’attentato. Anche qui serve precisione: che sia morto per le conseguenze dirette delle violenze subite è un’interpretazione, diffusa già allora e ripresa poi, ma non una diagnosi. Era un uomo anziano e malato, la successione di umiliazione, spostamento e crollo politico basta a spiegare il resto senza bisogno di aggiungere colpi ricevuti.

Dove finisce il documento e comincia il racconto

Veniamo al punto. Le fonti più vicine ai giorni dell’assalto descrivono minacce, insulti, la pretesa di abdicazione, il saccheggio. Non descrivono uno schiaffo. L’immagine del colpo al volto inferto da Sciarra Colonna si consolida più tardi, nella tradizione cronachistica e poi nella divulgazione, fino a diventare il nome stesso dell’episodio. Su questo gli studiosi che se ne sono occupati concordano nella sostanza: l’attentato è storia, lo schiaffo è racconto. Non è un dettaglio da poco, perché significa che uno degli episodi più citati della storia italiana è passato ai manuali sotto un titolo che con ogni probabilità descrive un gesto mai avvenuto in quella forma.

Stessa cautela merita la frase che la tradizione mette in bocca al papa, qualcosa come "eccoti il collo, eccoti il capo", pronunciata mentre attende il colpo. È una battuta perfetta, e proprio per questo va trattata come tradizione: appartiene al modo in cui la scena è stata costruita a posteriori, non a un verbale. Quello che le fonti restituiscono è un vecchio che rifiuta di dimettersi, il che dal punto di vista politico è più interessante di qualunque ceffone.

Dante, e perché l’immagine ha attecchito così bene

Un contributo decisivo lo dà Dante, che è testimone del proprio tempo e non ha nessuna simpatia per Bonifacio VIII. Nel canto XX del Purgatorio mette in scena l’oltraggio di Anagni con parole durissime: "veggio in Alagna intrar lo fiordaliso, e nel vicario suo Cristo esser catto". Il giglio di Francia entra in città, e nel papa viene catturato Cristo stesso. Attenzione però a che cosa Dante scrive davvero: non parla di uno schiaffo, costruisce un parallelo con la Passione, con la derisione, l’aceto e il fiele. È lo schema del Cristo oltraggiato, non la cronaca di un colpo. Eppure è proprio quello schema a preparare il terreno: se la scena è una nuova Passione, un gesto fisico di scherno diventa quasi necessario per completarla.

Qui sta la ragione per cui l’immagine ha funzionato meglio dei fatti. Il declino del potere temporale del papato è un processo lungo, fatto di fiscalità, giuristi, assemblee e bolle: illeggibile, se lo racconti così. Uno schiaffo, invece, si vede. Concentra in un secondo un rovesciamento che era durato decenni: il laico che alza la mano sul sacro e resta impunito. Pochi anni dopo la sede papale si sposta ad Avignone, e la scena di Anagni diventa retroattivamente la soglia fra due epoche. Le società tendono a ricordare per immagini, e un’immagine efficace finisce per sopravvivere alle fonti che la smentiscono.

Che cosa resta da vedere, e come leggerlo senza abboccare

Ad Anagni i luoghi di questa storia sono tutti in piedi e si visitano nel giro di poche ore. Il Palazzo di Bonifacio VIII conserva la sala che la tradizione locale indica come teatro dell’episodio: vale la pena entrarci sapendo che il nome della stanza è un fatto della memoria, non un dato d’archivio, e che nessun documento coevo assegna il gesto a una stanza precisa. Vederla con questa consapevolezza non toglie nulla alla visita, anzi: è più interessante osservare un ambiente reale del Duecento che immaginare una scena teatrale.

Domande veloci su Anagni (FR)

Quanto dista Anagni da Roma e come si arriva?

Anagni si trova a poco piu di 60 chilometri dal centro di Roma, circa un'ora di auto lungo l'autostrada A1 con uscita ad Anagni-Fiuggi. In treno si scende alla stazione di Anagni-Fiuggi sulla linea Roma-Cassino, a valle rispetto al centro, collegata da un autobus di linea; esistono anche corse di pullman regionali da Roma. Gli orari vanno verificati sui siti dei vettori.

Perche Anagni si chiama la citta dei papi?

Perche vi nacquero quattro pontefici tra il XII e il XIII secolo: Innocenzo III, Gregorio IX, Alessandro IV e Bonifacio VIII. Nel Duecento la citta fu anche residenza della corte papale.

Quanto costa il biglietto del Museo e della Cripta della Cattedrale di Anagni?

Il biglietto intero e di 9 euro, il ridotto di 6 euro, con un ridotto speciale di 3 euro. Le tariffe vanno ricontrollate sul sito ufficiale del museo prima della visita.

Serve prenotare per visitare la cripta di San Magno?

La prenotazione e raccomandata, e per la cripta di fatto necessaria nei periodi di maggiore affluenza, perche gli ingressi sono contingentati per conservare gli affreschi. Conviene telefonare al museo, allo 0775 728374.

Quali sono gli orari del Museo della Cattedrale di Anagni?

Da novembre a marzo dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00; da aprile a ottobre la chiusura pomeridiana e posticipata alle 19:00. L'ultimo ingresso e un'ora prima della chiusura.

Quanto costa il Palazzo di Bonifacio VIII?

Il biglietto intero e di 5 euro e il ridotto di 3 euro, con audioguida compresa. L'ingresso e gratuito per i minori di dodici anni, i residenti di Anagni e i visitatori con disabilita certificata.

Che cosa e la cripta di San Magno?

E la cripta sotto la cattedrale di Anagni, interamente affrescata con un ciclo del tardo XII e inizio XIII secolo. Per la ricchezza delle pitture viene chiamata la Cappella Sistina del Medioevo.

Che cosa e stato lo schiaffo di Anagni?

E l'oltraggio subito da papa Bonifacio VIII nel settembre del 1303, quando gli uomini di Sciarra Colonna e Guglielmo di Nogaret lo catturarono nel suo palazzo. L'episodio accelero la morte del papa e apri la strada al trasferimento del papato ad Avignone.

Si possono fare fotografie dentro la cripta?

Le regole di conservazione limitano le riprese e vietano il flash. Data la penombra, le foto risultano comunque deludenti: meglio dedicare il tempo allo sguardo.

Anagni e adatta ai bambini?

Si, se si dosano le tappe. La cripta affrescata, la vicenda dello schiaffo e le grandi mura ciclopiche catturano l'attenzione dei piu piccoli. Servono scarpe comode per le vie in salita e in pietra.

Anagni e accessibile in sedia a rotelle?

Il centro storico e in salita e con fondo in pietra, quindi impegnativo. Il Museo della Cattedrale dispone pero di montascale mobili e ascensore e riserva un parcheggio ai visitatori con disabilita, previa segnalazione telefonica. Per gli altri luoghi conviene chiedere in anticipo.

Quanto tempo serve per visitare Anagni?

Per una visita completa, che comprenda cattedrale, cripta, palazzo di Bonifacio VIII, mura e centro storico, serve una giornata piena. Mezza giornata basta appena per i due monumenti principali.

Quando e il periodo migliore per andare ad Anagni?

La primavera e l'autunno offrono clima mite e luce ottima. D'estate meglio il mattino o il tardo pomeriggio, evitando le ore centrali. Tra luglio e agosto la citta ospita rievocazioni e cortei medievali.

Che cosa sono gli Arcazzi di Piscina?

Sono imponenti arcate in muratura che facevano parte di un antico sistema per l'approvvigionamento e la raccolta delle acque della citta. Sono poco frequentate dal turismo di passaggio e valgono una deviazione per chi ama i monumenti idraulici.

Che cosa sono le mura ciclopiche di Anagni?

Sono mura in opera poligonale, costruite con grandi blocchi di calcare incastrati a secco in eta preromana e poi rimaneggiate. Anagni le condivide come tecnica con Alatri, Ferentino e Veroli, centri degli antichi Ernici.

Dove ha soggiornato Dante ad Anagni?

La tradizione locale lega il soggiorno di Dante a Casa Barnekow, dimora duecentesca dalla facciata affrescata. Si tratta di una tradizione non documentata: il poeta parlo comunque di Anagni nel Purgatorio.

Quali papi sono nati ad Anagni?

Innocenzo III, Gregorio IX, Alessandro IV e Bonifacio VIII. Tre di loro, i primi, appartenevano alla famiglia dei Conti di Segni; Bonifacio VIII proveniva dalla famiglia Caetani.

Cosa vedere vicino ad Anagni in giornata?

Nei dintorni ci sono Fiuggi con le terme, Alatri con l'acropoli megalitica, Carpineto Romano, Arpino citta di Cicerone e Priverno con l'abbazia di Fossanova. Verso Roma si raggiungono Genazzano, Subiaco e Tivoli.

Anagni e in provincia di Roma o di Frosinone?

Anagni e in provincia di Frosinone, nel Lazio, ed e il secondo comune della provincia per estensione territoriale. Si trova in Ciociaria, sulla media valle del Sacco.

Il mio giudizio finale su Anagni (FR)

Ho accompagnato molti gruppi in Ciociaria, e Anagni resta la citta che sorprende di piu chi si aspetta un semplice borgo di provincia. Ha un monumento, la cripta di San Magno, che regge il confronto con i grandi cicli affrescati d'Italia, e una storia che per un secolo ha coinciso con quella del papato europeo. Se avete un solo giorno e volete capire come funzionava il potere nel Medioevo, tra fede, arte e politica, questo colle sopra la valle del Sacco ve lo spiega meglio di molti musei blasonati. La mia raccomandazione e semplice: prenotate la cripta, dedicatele il tempo che merita, e tenete le gambe per il centro. Anagni ripaga chi la visita con lentezza.

Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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RiassuntoAnagni (FR) -
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