Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano
La Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano si trova lungo la costa a sud di Roma, con ingresso su Via Cristoforo Colombo 1671, 00144 Castelporziano RM, a circa venticinque chilometri dal centro storico e stretta fra Ostia e Torvaianica. Il primo dato pratico da fissare e questo: non e un parco a ingresso libero. Il fondo e residenza del Presidente della Repubblica dal 1948 e la gestione fa capo al Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, quindi ci si entra soltanto con visita guidata su prenotazione, in giorni stabiliti, accompagnati. La prenotazione si fa online sul sito ufficiale del Palazzo del Quirinale, oppure telefonando al call center 06 42012191 (tutti i giorni, dalle 9 alle 17), o ancora di persona al centro informazioni di Salita di Montecavallo 15, aperto dal martedi alla domenica dalle 9 alle 17. Il biglietto e nominativo, vincolato a data e orario, e non e rimborsabile: si arriva con quindici minuti di anticipo e un documento valido, i minori di dodici anni entrano solo se accompagnati da un adulto. Per gli eventuali costi fa fede quanto indicato sul sito ufficiale al momento della prenotazione. Ci si arriva comodamente in auto lungo la Colombo in direzione mare; con i mezzi la zona e servita dalle linee costiere verso Ostia e dal trenino Roma-Lido fino alle fermate del litorale, dalle quali pero il punto di ritrovo delle visite va raggiunto con un ultimo tratto su gomma, per cui l'automobile resta la soluzione piu pratica.
Confronta le esperienze a Roma
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✦ Senza faticaTour in e-bike
Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.
✦ Poco camminoTour in golf cart
Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.
✦ Il classicoTour a piedi
Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.
✦ Fuori portaCastelli Romani
Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.
✦ Patrimonio UNESCOTivoli: Villa d'Este e Villa Adriana
Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.
✦ Va a rubaColosseo, Foro e Palatino
L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...
✦ Vai all'aperturaMusei Vaticani e Cappella Sistina
Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.
✦ Vieni affamatoFood tour
Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.
✦ Dopo le 21Bar hopping e vita notturna
Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.
✦ Foto garantiteVespa e Ape Calessino
In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.
✦ Il più scenograficoTour in sidecar
Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.
✦ Si mangia alla fineCorsi di cucina
Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.
✦ Anche in cittàDegustazioni di vino
In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.
✦ Prenotazione obbligatoriaGalleria Borghese
Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.
✦ SottoterraCatacombe e Appia Antica
Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.
✦ Accesso limitatoColosseo: sotterranei e arena
Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.
✦ Giornata lungaPompei e Costiera Amalfitana
Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.
✦ Alta velocitàFirenze in giornata
Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.
✦ Terrazza panoramicaCastel Sant'Angelo
Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.
✦ Dopo il tramontoRoma di notte
Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.
✦ Libertà di scesaBus hop-on hop-off
Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.
✦ MareCapri e Costiera Amalfitana
Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.
✦ Centro storicoTrevi, Pantheon e piazze
Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.
✦ Con i bambiniScuola dei gladiatori
Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.
✦ Poco sforzoSegway e monopattino
Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.
✦ MercoledìUdienza papale
Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.
✦ Poco affollatoTerme di Caracalla
Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.
✦ A 30 minutiOstia Antica
La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.
✦ Alta velocitàNapoli e Pompei
Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.
✦ Prima dell'aperturaVaticano: ingresso anticipato
Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.
Per orientarsi fra le altre mete verdi e archeologiche dello stesso tratto di costa conviene tenere sott'occhio la pagina del Litorale romano, di cui la tenuta presidenziale e il cuore boschivo piu integro.

Che cosa e la Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano
Sotto un unico nome convivono tre cose diverse: una tenuta presidenziale, una riserva naturale dello Stato e uno dei piu grandi complessi forestali intatti del Mediterraneo. L'estensione supera i cinquemilaottocento ettari, quasi sessanta chilometri quadrati, un rettangolo che parte dalla battigia e risale verso l'interno per una decina di chilometri, tutto compreso nel territorio del Comune di Roma. La delimitazione verso il mare corre lungo la strada costiera; alle spalle il bosco si chiude compatto. Le vecchie tenute di caccia di Trafusa, Trafusina, Riserve Nuove e Capocotta sono confluite qui nei secoli, dando al fondo la forma attuale.
La qualifica di riserva naturale statale e arrivata con il decreto ministeriale del 12 maggio 1999, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 gennaio 2001 al numero 18. Da allora la Tenuta di Castelporziano cumula due tutele che raramente si sovrappongono con questa forza: quella ambientale, che protegge ecosistemi rari, e quella istituzionale, che ne fa una pertinenza del Capo dello Stato. E proprio questa doppia natura, per quanto scomoda per chi vorrebbe passeggiarci liberamente, ha salvato il bosco dalla speculazione che ha divorato quasi tutto il resto del litorale laziale.
La foresta planiziale della Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano
Il primato che vale la pena conoscere e ambientale: Castelporziano custodisce la piu importante foresta planiziale costiera d'Italia, cioe un bosco di pianura cresciuto quasi a livello del mare, un ambiente che altrove lungo le coste italiane e stato quasi interamente cancellato dalle bonifiche, dall'edilizia e dagli stabilimenti balneari. Camminare qui significa vedere come appariva il litorale tirrenico prima che l'uomo lo prosciugasse e lo cementificasse.
La lecceta e la macchia mediterranea della Tenuta di Castelporziano
Il bosco non e omogeneo, ed e questo che lo rende scientificamente prezioso. Nelle zone piu interne domina la lecceta, con il leccio, la quercia sempreverde per eccellenza del Mediterraneo, che forma volte fitte e ombra profonda anche in piena estate. Vicino al mare la vegetazione si abbassa e si irrigidisce nella macchia mediterranea, con lentisco, fillirea, mirto, corbezzolo e ginepro, arbusti coriacei che resistono alla salsedine e al vento. Dove il suolo e piu sabbioso e la falda piu profonda si estende la pineta, con il pino domestico e il pino marittimo, in parte di impianto storico legato alle attivita venatorie della corte. A completare il mosaico ci sono tratti di bosco misto di caducifoglie, con farnia, cerro e frassino, tipici delle depressioni umide.
La duna costiera e le zone umide
Fra il bosco e la battigia sopravvive un sistema di dune costiere che altrove sul litorale romano e ormai una rarita: un fronte di sabbia modellato dal vento e trattenuto dalle piante psammofile, quelle specializzate a vivere sulla sabbia mobile, che fissano il cordone dunale e ne fanno un argine naturale contro l'erosione del mare. Nelle depressioni retrostanti l'acqua ristagna e forma piccole zone umide stagionali, fondamentali per gli anfibi e per gli uccelli acquatici di passo. E un paesaggio a strati, dove in poche centinaia di metri si attraversa la spiaggia, la duna, la macchia e il bosco alto: una sequenza ecologica completa, difficilissima da trovare ancora integra.

Gli animali della Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano
La fauna e il motivo per cui molti prenotano il percorso naturalistico, e non delude. Fra gli ungulati il bosco ospita cinghiali, caprioli, daini e cervi, che qui vivono in condizioni di semiliberta dentro un'area recintata e sorvegliata. I caprioli meritano una nota a parte: la popolazione appartiene alla sottospecie autoctona italica, il Capreolus capreolus italicus, un capriolo geneticamente distinto da quello centroeuropeo e ridotto ormai a pochissimi nuclei nella penisola. Castelporziano e uno dei suoi ultimi rifugi, e la sua sopravvivenza qui e uno dei risultati concreti della gestione presidenziale.
I mammiferi minori e i predatori
Oltre agli ungulati il sottobosco brulica di mammiferi piu piccoli e piu difficili da avvistare: la volpe, il tasso, la martora, la faina, l'istrice, la puzzola, il coniglio selvatico e la lepre mediterranea. In anni recenti sono comparse anche presenze occasionali di lupo, segno che i corridoi ecologici fra la costa e i rilievi interni funzionano ancora. Nessuno di questi animali si lascia vedere facilmente: chi cammina in silenzio e con pazienza, all'alba o al tramonto, ha qualche possibilita in piu.
Gli uccelli e la stazione di inanellamento
L'avifauna e ricchissima e comprende sia specie forestali stabili sia migratori che usano il litorale come rotta. Fra i residenti si incontrano il picchio, la ghiandaia, il colombaccio e la tortora, e fra i rapaci notturni la civetta, l'allocco e il barbagianni; fra i diurni volteggiano la poiana e il nibbio bruno. Nelle zone umide e lungo la costa si fermano trampolieri, limicoli e anatidi di passo, oltre alla beccaccia nei mesi freddi. Nella zona detta del Malpasso e attiva una stazione di inanellamento, dove gli uccelli catturati con reti innocue vengono misurati, marcati con un anellino numerato e rilasciati: un lavoro scientifico che alimenta la conoscenza delle migrazioni e che il percorso naturalistico permette di osservare da vicino.
La storia della Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano
La storia di questo pezzo di costa e lunghissima e comincia molto prima dei Presidenti. In eta romana il territorio corrispondeva al fundus procilianus e ricadeva nell'orbita di Laurentum, la citta laurente che la tradizione collegava a Enea e al Lazio primitivo. Da quel toponimo antico, procilianus, deriva per corruzione il nome moderno di Porciano e quindi di Castelporziano.
La villa di Plinio e il Vicus Augustanus
La zona era costellata di ville marittime dell'aristocrazia romana, che veniva qui a sfuggire alla calura urbana. La piu celebre e la villa Laurentina di Plinio il Giovane, descritta con dovizia di particolari in una delle sue lettere indirizzata all'amico Gallo, un testo che gli archeologi leggono ancora oggi come una pianta parlante. I resti di un grande complesso in localita Grotte di Piastra, identificati nel 1984 dall'archeologa Eugenia Salza Prina Ricotti, sono stati messi in relazione con quella villa: l'attribuzione resta un'ipotesi scientifica autorevole, non una certezza documentata, ma il confronto fra il testo pliniano e le strutture emerse e uno degli esercizi piu affascinanti dell'archeologia laziale.
Poco distante sorgeva il Vicus Augustanus Laurentium, il villaggio che serviva le ville della costa: un piccolo agglomerato dotato di una piazza di notevoli dimensioni, probabilmente il foro, e di piu impianti termali. Il sito fu individuato da Pietro Rosa nel 1874 e restitui, fra l'altro, un mosaico a soggetto marino di eta imperiale oggi conservato al Museo Nazionale Romano. Ancora piu a sud, verso Tor Paterno, si estendeva una vasta proprieta imperiale sviluppatasi nel secondo secolo su strutture piu antiche, servita dall'acquedotto laurentino e collegata al resto della costa dalla Via Severiana, la strada litoranea lastricata voluta da Settimio Severo. Le indagini sistematiche moderne si concentrarono negli anni Ottanta del Novecento, fra il 1984 e il 1986, raccogliendo l'eredita degli scavi ottocenteschi di Rodolfo Lanciani e dello stesso Rosa.
Dal monastero medievale ai baroni di Porcigliano
Con la fine del mondo antico il litorale si spopolo e il bosco si riprese la scena. Nel Medioevo il fondo compare fra i possedimenti della Basilica di Santa Croce in Gerusalemme gia nel quinto secolo, e nel decimo secolo risulta tenuto dai monaci di San Saba. Nel 1561 una parte passo all'Arcispedale di Santo Spirito e alla famiglia Naro; nel 1586 l'intera proprieta, circa quattromila ettari, fu acquisita dalla famiglia fiorentina Del Nero, che ne ricavo il titolo di baroni di Porcigliano. Dopo una breve parentesi della famiglia Grazioli nel 1825, nel 1872 la tenuta fu comprata da Quintino Sella, il ministro delle Finanze del giovane Regno d'Italia, lo stesso che di li a poco l'avrebbe fatta entrare nel patrimonio della Corona.
Dalla Corona alla Repubblica
Con la nascita della Repubblica la tenuta reale non fu smembrata ma trasferita per intero alla nuova istituzione: la tredicesima disposizione transitoria della Costituzione, nel 1948, la assegno al patrimonio dello Stato destinandola alla Presidenza della Repubblica. Da allora la sua storia si intreccia con quella dei singoli Presidenti, ciascuno dei quali ci ha lasciato un segno. Nel 1966 Giuseppe Saragat dono alla citta di Roma un tratto di spiaggia di circa due chilometri, all'altezza di Capocotta, aprendo al pubblico uno degli arenili liberi piu ampi d'Europa. Nel 1977 Giovanni Leone vieto la caccia dentro la tenuta, chiudendo definitivamente la sua vocazione venatoria plurisecolare. Nel 1985 Sandro Pertini amplio il fondo di circa mille ettari incorporando l'area di Capocotta. Nel 1999 arrivo la qualifica di riserva naturale statale. Piu di recente, nel 2020, sotto la presidenza di Sergio Mattarella, il progetto Quirinale contemporaneo ha collocato nella tenuta opere d'arte e pezzi di design di autori come Gillo Dorfles, Mario Ceroli, Davide Rivalta, Massimo Listri, Michelangelo Pistoletto, Paola Navone e Mario Trimarchi, portando l'arte del nostro tempo dentro il bosco storico.

Il borgo, il castello e i musei della Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano
Il fulcro costruito della tenuta e il piccolo borgo cresciuto attorno al castello, che da secoli e il centro amministrativo del fondo e che sotto i Savoia divenne residenza di caccia della famiglia reale. Oggi le sale nobili del castello, gli ambienti che furono della residenza reale e il Padiglione delle Carrozze si visitano lungo il percorso storico-artistico, insieme ai giardini storici e ai mosaici antichi ricollocati. Dentro il complesso trovano posto anche due luoghi di conservazione poco conosciuti: il museo archeologico ospitato al castello, che raccoglie i reperti di eta romana emersi dagli scavi della tenuta, e il Museo di Storia e Natura allestito alla Villa Jolanda, dedicato alla fauna e agli ambienti del bosco. Il borgo conserva il carattere raccolto di un villaggio di servizio, con gli edifici rurali, la chiesa e le case dei guardiani, ed e la prova che questo bosco, per quanto selvaggio, e stato per secoli anche un luogo abitato e lavorato.
Come si visita la Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano
L'accesso, lo ripeto perche e il punto che fa saltare piu gite, e possibile soltanto con visita guidata su prenotazione. Dal 18 settembre 2021 la tenuta e tornata aperta al pubblico con visite concentrate nel fine settimana, il sabato e la domenica, organizzate dalla Presidenza della Repubblica. Nella stagione di apertura vengono proposti tre itinerari distinti, ciascuno con il suo punto di ritrovo, il suo orario di partenza e la sua durata, e ognuno va prenotato singolarmente scegliendo data e ora.
I tre percorsi della Tenuta di Castelporziano
Il percorso naturalistico e il piu lungo e impegnativo: parte in genere alle 8:30 del mattino e dura intorno alle sette ore, con una sosta per il pranzo, e attraversa gli ambienti forestali, la zona del Malpasso con l'osservazione della fauna e la stazione di inanellamento. Il percorso archeologico parte verso le 9:00 e dura circa quattro ore: porta al museo del castello e ai resti romani della tenuta, fra cui il mosaico del Vicus Augustanus, la villa imperiale e l'acquedotto. Il percorso storico-artistico e il piu breve, con partenza intorno alle 10:30 e una durata di circa tre ore, ed e dedicato alle sale nobili del castello, agli ambienti della residenza reale, al Padiglione delle Carrozze e ai giardini. Gli orari e il calendario cambiano da una stagione all'altra: per il periodo primaverile del 2026, per esempio, le aperture sono state fissate fra il 14 marzo e il 14 giugno. Prima di prenotare conviene sempre controllare il calendario aggiornato sul sito ufficiale.
Che cosa mettere in valigia, anzi nello zaino
Per i percorsi naturalistico e archeologico e obbligatoria una calzatura tecnica da trekking o comunque adatta a terreni naturali: si cammina su sterrato, sabbia e sottobosco, non su vialetti asfaltati. Il regolamento chiede anche un abbigliamento sobrio, rispettoso del contesto istituzionale. Portate acqua, cappello e protezione solare in estate, e qualcosa da mangiare per il percorso lungo, che prevede la sosta pranzo. Un binocolo cambia la giornata a chi viene per gli animali. Le visite si tengono con qualsiasi tempo tranne condizioni estreme, quindi in inverno vale una giacca impermeabile.

Una curiosità su Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano
La curiosita che quasi nessuno collega a questo bosco riguarda un poeta latino e una lettera diventata celebre. Plinio il Giovane, il funzionario e scrittore di eta traianea, possedeva proprio qui la sua villa Laurentina, il buen retiro dove si rifugiava per scrivere lontano dal frastuono di Roma, e la descrisse in una lunga lettera all'amico Gallo con una precisione da geometra: il portico a forma di lettera D, il triclinio affacciato sul mare, il riscaldamento sotto il pavimento, persino la stanzetta insonorizzata dove si isolava a lavorare. Per secoli architetti e disegnatori, da Raffaello in poi, hanno provato a ricostruire su carta quella villa partendo solo dalle sue parole, dando vita a un piccolo genere a se: la ricostruzione della villa di Plinio come esercizio ideale di architettura.
Il bello e che quelle parole hanno un indirizzo reale, ed e dentro questa tenuta. I resti individuati alle Grotte di Piastra nel 1984 hanno riportato il testo pliniano dalla pagina alla terra: passeggiare oggi lungo la costa della riserva significa camminare sopra il paesaggio esatto che Plinio guardava dalla finestra del suo studio, con lo stesso mare, la stessa luce bassa del pomeriggio e, poco piu in la, lo stesso bosco. Poche curiosita romane hanno un ancoraggio geografico cosi preciso e cosi poco frequentato.
Una cosa che non ti dice nessuno su Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano
La cosa che le guide di corsa non dicono e che il capriolo di Castelporziano non e un capriolo qualsiasi. La popolazione che vive nel bosco appartiene alla sottospecie italica, il Capreolus capreolus italicus, un capriolo geneticamente diverso da quelli diffusi nel resto d'Europa e da quelli reintrodotti in molte aree italiane a partire da ceppi centroeuropei. Per ragioni di isolamento storico, la tenuta ha conservato un nucleo puro di questo animale quando altrove veniva diluito o soppiantato: e per questo che gli zoologi considerano Castelporziano una riserva genetica, non solo un bel bosco.
Il dettaglio pratico che ne consegue e utile a chi visita: gli avvistamenti di ungulati non sono garantiti e non avvengono per caso. Gli animali vivono in semiliberta ma restano selvatici, si muovono soprattutto all'alba e all'imbrunire e nelle ore centrali si ritirano nel folto. Chi prenota il percorso naturalistico con l'idea di vedere cervi e caprioli deve mettere in conto pazienza, silenzio e un po' di fortuna, e capire che il valore del posto non e uno zoo a cielo aperto ma un pezzo di natura vera che si concede solo a chi la rispetta.
Il consiglio che ti do per visitare Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano
Il consiglio che do a chi mi chiede come organizzarsi e uno solo, ma vale la gita: prenotate con largo anticipo e scegliete la stagione giusta, perche i posti sono contingentati e le aperture concentrate in poche settimane l'anno. La primavera, fra la seconda meta di marzo e la prima meta di giugno, e il periodo ideale: il bosco e verde, la temperatura permette anche il percorso lungo di sette ore, e la fauna e piu attiva. L'estate piena, sul litorale romano, e da evitare per le visite di mezza giornata a piedi: fa caldo e la luce appiattisce tutto.
Il secondo consiglio riguarda quale itinerario scegliere, e qui vado controcorrente. Il percorso piu prenotato e quello naturalistico, ed e magnifico, ma e anche il piu faticoso e il meno prevedibile, perche dipende dagli avvistamenti. Se e la vostra prima volta e volete portare a casa un colpo d'occhio sicuro, il percorso storico-artistico al castello, piu breve e comodo, vi da il borgo, le sale reali e i giardini senza rischi di delusione; il naturalistico tenetelo per la seconda visita, quando saprete gia dove guardare. Chi ama l'archeologia e ha letto Plinio non ha dubbi: il percorso archeologico, con il mosaico del Vicus Augustanus e i resti della villa imperiale, e quello che regala il brivido piu forte, perche unisce il testo antico al terreno.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Il fatto che tutti conoscono a Roma e che a Capocotta c'e la spiaggia libera piu grande d'Europa; quello che si cita di rado e da dove viene quel regalo. Quel tratto di arenile, circa due chilometri, fu donato alla citta nel 1966 dal Presidente Giuseppe Saragat, che scorporo una fascia costiera della tenuta presidenziale per restituirla ai romani. E per questo che, ancora oggi, la spiaggia libera di Capocotta confina direttamente con il bosco protetto: alle spalle dei bagnanti non ci sono stabilimenti a perdita d'occhio ma la duna e la macchia della riserva, un caso quasi unico sul litorale laziale.
Il seguito e altrettanto poco raccontato. Nel 1985 il Presidente Sandro Pertini amplio ancora la tenuta incorporando circa mille ettari nell'area di Capocotta, e nel 1977 Giovanni Leone aveva gia vietato la caccia dentro il fondo, chiudendo una vocazione venatoria che durava dai tempi dei baroni fiorentini. Tre Presidenti, in vent'anni, hanno di fatto trasformato una riserva di caccia reale in un santuario naturale e in una spiaggia pubblica: e una delle storie di tutela ambientale piu efficaci e meno celebrate del secondo Novecento italiano. La spiaggia di Capocotta e l'oasi di Capocotta raccontano il versante balneare di questa vicenda.

La foto giusta da fare a Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano
La foto giusta non e il primo piano del castello, che pure e bello, e non e l'animale a distanza, che quasi sempre viene mosso e piccolo. La fotografia che porta a casa il senso del posto e quella controluce del bosco: mettetevi dentro la lecceta nelle prime ore del mattino, quando la luce entra radente fra i tronchi dei lecci e taglia l'ombra in fasci netti, e aspettate che un raggio colpisca il sottobosco o il vapore che sale dal suolo umido. E una foto che racconta la profondita della foresta planiziale meglio di qualsiasi panoramica.
Se cercate l'immagine che riassume la doppia anima del luogo, invece, il fotogramma da tenere e quello del passaggio fra duna e macchia lungo la costa: la sabbia in primo piano, le piante psammofile che la trattengono, e sullo sfondo il muro verde del bosco che scende quasi fino al mare. Poche coste in Italia permettono ancora di inquadrare spiaggia, duna, macchia e foresta in un solo scatto. Ricordate che la fotografia e consentita nelle aree della visita ma che si e ospiti di una residenza istituzionale e di una riserva: niente droni, niente riprese verso gli edifici di servizio, e rispetto assoluto per la fauna, che non va inseguita per un primo piano.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Gli avvenimenti che hanno segnato questo territorio si distendono su duemila anni. In eta romana la costa laurente fu teatro della vita di villeggiatura dell'aristocrazia imperiale: qui Plinio il Giovane scrisse e ricevette gli amici, qui prospero il Vicus Augustanus, individuato da Pietro Rosa nel 1874, e qui la proprieta imperiale di Tor Paterno crebbe nel secondo secolo attorno a grandi terme servite dall'acquedotto laurentino e dalla Via Severiana.
Il passaggio piu importante dell'eta moderna e istituzionale: nel 1948 la tredicesima disposizione transitoria della Costituzione repubblicana assegno la tenuta reale alla Presidenza della Repubblica, evitandone lo smembramento e consegnandola intatta al nuovo Stato. Da li in avanti la storia procede per gesti presidenziali: il dono della spiaggia di Capocotta ai romani da parte di Saragat nel 1966; il divieto di caccia imposto da Leone nel 1977; l'ampliamento di circa mille ettari voluto da Pertini nel 1985; la nascita della riserva naturale statale nel 1999. Non sono mancate le prove drammatiche: nel 1997 un incendio distrusse circa venti ettari di bosco, un colpo che spinse a rafforzare la prevenzione antincendio, poi inserita nei piani statali previsti dalla legge quadro sugli incendi boschivi del novembre 2000. Nel 2020, infine, il progetto Quirinale contemporaneo ha portato l'arte del nostro tempo dentro la tenuta, chiudendo idealmente il cerchio fra il bosco antico e il presente.
Chi è passato da Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano
Da questa fascia di costa e passata una fila di personaggi che pochi luoghi possono vantare. Il primo, in ordine di tempo, e Plinio il Giovane, che qui aveva la villa e qui ambiento una delle sue lettere piu lette; con lui, idealmente, tutta l'aristocrazia romana che veniva a svernare nelle ville laurentine lungo la Via Severiana. Nell'Ottocento la scienza archeologica arrivo con Pietro Rosa, che individuo il Vicus Augustanus nel 1874, e con Rodolfo Lanciani, il grande topografo di Roma antica che qui condusse ricognizioni; nel Novecento fu Eugenia Salza Prina Ricotti a riportare l'attenzione sulla villa di Plinio con l'identificazione del 1984.
Sul versante proprietario e passata mezza storia d'Italia: i monaci di San Saba nel Medioevo, la famiglia fiorentina Del Nero che ne ricavo il titolo di baroni di Porcigliano, e nel 1872 Quintino Sella, il ministro delle Finanze del Regno. Poi i re d'Italia, che ne fecero una residenza di caccia, e infine i Presidenti della Repubblica, da Luigi Einaudi in avanti: Saragat, Leone, Pertini, fino a Sergio Mattarella, ciascuno con un provvedimento che ne ha cambiato il destino. Con Mattarella, nel 2020, sono arrivati anche gli artisti e i designer del progetto Quirinale contemporaneo, da Michelangelo Pistoletto a Gillo Dorfles a Mario Ceroli: nomi dell'arte italiana del secondo Novecento che hanno lasciato un'opera dentro il bosco dei Presidenti.
Che cosa vedere intorno alla Tenuta di Castelporziano
La tenuta non e un'isola: si incastra in un sistema di aree naturali e archeologiche che vale la pena mettere in fila per costruire piu di una giornata sul litorale. Verso nord, oltre la Colombo, si stende la Pineta di Castel Fusano, il grande bosco costiero liberamente accessibile che completa il paesaggio forestale della zona. Ancora piu su, la storia romana continua fra gli scavi e il borgo di Ostia Antica e la citta romana di Ostia Antica, il porto di Roma che racconta la vita quotidiana dell'antichita meglio di quasi ogni altro sito. Sul mare, oltre alla spiaggia di Capocotta, si scende verso Torvaianica, mentre l'intero mosaico protetto della costa e sintetizzato dalla pagina del Litorale romano. Chi ama le riserve puo poi allargare lo sguardo verso il Parco Nazionale del Circeo, che a sud custodisce l'altra grande foresta planiziale del Lazio, o restare in citta con la Riserva di Monte Mario.

Il bosco dei Presidenti: la tenuta come residenza di caccia
Per capire davvero Castelporziano bisogna ricordare che cosa e stato per la maggior parte della sua storia recente: una riserva di caccia. I baroni fiorentini Del Nero, che la comprarono nel 1586, e poi i re d'Italia dopo l'acquisto di Quintino Sella nel 1872, tennero il fondo chiuso e popolato di selvaggina proprio per battere il bosco in cerca di cinghiali, daini e cervi. E un'eredita scomoda ma decisiva: la stessa recinzione che serviva a trattenere la selvaggina per la caccia reale ha protetto per generazioni un ecosistema che fuori dai muri veniva raso al suolo. Quando Giovanni Leone, nel 1977, vieto definitivamente la caccia, quella struttura di protezione rimase, ma cambio segno: da strumento venatorio a scudo naturalistico. La popolazione di ungulati che oggi si osserva lungo il percorso naturalistico e la discendente diretta di quella che i re inseguivano, e la sua abbondanza e il rovescio positivo di una storia nata per tutt'altro scopo.
Il carattere di residenza si legge ancora negli edifici. Il castello, cuore del borgo, non e una fortezza militare ma una dimora di rappresentanza cresciuta attorno al nucleo amministrativo del fondo; le sale nobili, gli ambienti della residenza reale e il Padiglione delle Carrozze raccontano la vita di corte che qui si svolgeva quando la caccia era un rito sociale e diplomatico. I giardini storici, i mosaici ricollocati, gli spazi di servizio disegnano un piccolo mondo autosufficiente, con le sue case, la sua chiesa e i suoi guardiani. E questo doppio registro, la dimora e la foresta, il palazzo e il bosco, a rendere la visita cosi particolare: si passa in poche ore dagli arredi di una residenza di Stato al silenzio di una lecceta dove si muovono i caprioli.
Osservare la fauna della Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano
Per chi viene soprattutto per gli animali, qualche indicazione concreta cambia la resa della giornata. Gli ungulati, cinghiali, caprioli, daini e cervi, seguono ritmi precisi: sono attivi soprattutto nelle ore fredde, all'alba e all'imbrunire, e nelle ore centrali si ritirano nel folto per riposare e ruminare. Il percorso naturalistico, con partenza mattutina, sfrutta proprio la finestra migliore. Il cervo, il piu grande, lo si sente prima di vederlo, soprattutto in autunno durante il periodo degli amori, quando i maschi emettono il bramito, un verso profondo che risuona nel bosco; e uno degli spettacoli sonori piu impressionanti della fauna italiana e, dove il calendario delle visite lo consente, vale da solo il viaggio.
I daini si muovono in gruppi e sono forse i piu facili da avvistare in radura; i caprioli, piu schivi e solitari, si intravedono al margine del bosco; i cinghiali, notturni e prudenti, lasciano piu spesso tracce che presenza, i segni del grufolare nel terreno e le impronte fangose. La regola che ripeto sempre e semplice: camminare piano, parlare a bassa voce, tenere lo sguardo sul margine fra radura e bosco e non pretendere nulla. Chi arriva con l'idea di un safari resta deluso; chi accetta le regole di un bosco vero viene ripagato. E, ancora una volta, il binocolo non e un accessorio ma lo strumento che fa la differenza fra intravedere una macchia marrone e riconoscere un capriolo che alza la testa.
L'archeologia della Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano: la Via Severiana e l'acquedotto
Chi sceglie il percorso archeologico scopre che sotto il bosco corre una rete antica ancora leggibile. La spina dorsale era la Via Severiana, la strada litoranea che l'imperatore Settimio Severo fece sistemare all'inizio del terzo secolo per collegare lungo la costa i centri fra Ostia e Terracina, saldando tratti piu antichi in un unico asse lastricato. Passava proprio di qui, servendo le ville marittime e il Vicus Augustanus, ed e la ragione per cui questa fascia di litorale, oggi silenziosa, era in eta imperiale una delle piu frequentate del suburbio romano. Accanto alla strada si sviluppava l'acquedotto laurentino, l'infrastruttura che portava l'acqua alle ville e agli impianti termali: senza di esso le grandi terme della proprieta imperiale di Tor Paterno non sarebbero state pensabili.
La proprieta imperiale di Tor Paterno e forse il capitolo archeologico piu sottovalutato della tenuta. Si sviluppo soprattutto nel secondo secolo su strutture protoimperiali piu antiche e resto in uso fino al quarto secolo, con grandi impianti termali e ambienti residenziali. Le indagini ottocentesche di Rodolfo Lanciani e Pietro Rosa avevano gia intuito la ricchezza del sito; furono pero gli scavi sistematici degli anni Ottanta del Novecento, fra il 1984 e il 1986, a restituirne la misura. Il fatto che tutto questo giaccia dentro una tenuta chiusa e sorvegliata ha un risvolto positivo poco considerato: qui i resti non sono stati saccheggiati ne sepolti sotto il cemento come altrove sulla costa, e questo li rende un archivio archeologico di prim'ordine, ancora in gran parte da studiare.
Il mosaico marino del Vicus Augustanus
Fra i reperti piu belli emersi dal Vicus Augustanus c'e un mosaico a soggetto marino di eta imperiale, oggi conservato al Museo Nazionale Romano. E il tipo di pavimento che decorava gli ambienti di rappresentanza vicino al mare, con figure legate all'acqua e alla vita del litorale, e da solo racconta il gusto e la ricchezza di chi abitava queste ville. Il percorso archeologico mette in fila il museo del castello, dove sono raccolti i reperti della tenuta, e i resti sul terreno, in modo che il visitatore colleghi l'oggetto esposto al luogo esatto in cui e stato trovato: un privilegio raro, perche di solito i due momenti sono separati da chilometri e da vetrine anonime.
I musei della Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano
Dentro il complesso del borgo la tenuta conserva due piccoli musei che da soli valgono la prenotazione per chi ama i luoghi poco battuti. Il museo archeologico, allestito negli spazi del castello, raccoglie i materiali di eta romana emersi dagli scavi del fondo: frammenti architettonici, elementi decorativi, testimonianze della vita delle ville e del vicus. Non e un grande museo cittadino, e proprio per questo funziona: gli oggetti parlano del terreno che si sta calpestando, non di un altrove.
Il secondo, il Museo di Storia e Natura, ha sede alla Villa Jolanda e racconta l'altro volto della tenuta, quello ambientale: gli habitat del bosco, la fauna, gli uccelli migratori, il funzionamento della foresta planiziale. E la tappa che chiude il cerchio per chi ha fatto il percorso naturalistico, perche mette ordine in quello che si e visto nel bosco, e la porta d'ingresso ideale per i piu piccoli, che qui capiscono con calma cosa sono i caprioli italici, come vola un rapace notturno e perche una duna trattiene la sabbia. Insieme, i due musei dicono la doppia anima del posto meglio di qualsiasi cartello.
Il Quirinale contemporaneo dentro il bosco
Nel 2020, sotto la presidenza di Sergio Mattarella, il progetto Quirinale contemporaneo ha esteso alla Tenuta di Castelporziano l'idea di portare arte e design del nostro tempo dentro le residenze del Capo dello Stato. Sono state collocate opere d'arte e pezzi di design firmati da alcuni fra i nomi maggiori della cultura visiva italiana del secondo Novecento e degli anni recenti: Gillo Dorfles, Mario Ceroli, Davide Rivalta, Massimo Listri, Michelangelo Pistoletto, Paola Navone e Mario Trimarchi. E un innesto che sorprende chi arriva pensando solo al bosco e alla caccia reale: dentro un paesaggio di duemila anni, l'arte contemporanea trova un dialogo inatteso con i lecci, con gli edifici storici e con la memoria del luogo. Per chi visita, e un motivo in piu per guardare con attenzione anche gli spazi costruiti, e non solo la natura e le rovine.
Accessibilita e visita con esigenze particolari alla Tenuta di Castelporziano
La tenuta e un ambiente naturale, e questo condiziona l'accessibilita. I percorsi naturalistico e archeologico si svolgono in gran parte su sterrato, sabbia e sottobosco, terreni difficili per chi ha problemi di deambulazione o si muove in sedia a rotelle. Il percorso storico-artistico, concentrato sul castello, sul borgo e sui giardini, e il piu adatto a chi cerca un itinerario meno impegnativo, anche se pure qui possono esserci fondi irregolari e ambienti storici non pensati per l'accessibilita moderna. Chi ha esigenze specifiche fa bene a segnalarle al momento della prenotazione, contattando il call center o il centro informazioni, in modo da ricevere indicazioni aggiornate sull'itinerario piu compatibile. Per le visite delle scuole e dei gruppi organizzati esistono canali dedicati, con richieste da inoltrare in anticipo agli uffici della Presidenza: e la via giusta anche per chi vuole costruire una visita su misura per bambini o per persone con necessita particolari.
Perche la Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano e cosi importante
Vale la pena fermarsi un momento sul perche questo luogo conta piu di quanto la sua discrezione lasci intendere. Sul litorale tirrenico, fra bonifiche, stabilimenti e seconde case, la foresta di pianura a ridosso del mare e stata quasi ovunque distrutta: Castelporziano, con il vicino Parco del Circeo, e uno dei rarissimi lembi in cui questo ecosistema sopravvive per intero, dalla battigia al bosco alto. La ragione della sua sopravvivenza e paradossale: e sopravvissuto perche era chiuso. Prima come riserva di caccia dei baroni e dei re, poi come pertinenza presidenziale, il fondo e rimasto sottratto per secoli al mercato e all'edilizia, e cosi ha custodito senza volerlo un pezzo di natura originaria e un giacimento archeologico intatto. La doppia tutela, ambientale e istituzionale, che rende difficile visitarlo e la stessa che lo ha salvato: e un compromesso che, davanti al risultato, si accetta volentieri. Chi entra qui non vede solo un bel bosco, ma un modello di come un territorio protetto possa attraversare i secoli senza essere consumato.
La costa, la duna e la spiaggia libera di Capocotta
Il fronte a mare della tenuta e il pezzo che lega la riserva alla vita balneare del litorale romano, ed e anche il piu fragile. Dietro la spiaggia libera di Capocotta, uno degli arenili pubblici piu ampi d'Europa, si alza il cordone dunale della riserva: un sistema di sabbia mobile fissato dalle piante psammofile, quelle capaci di vivere dove il vento sposta il terreno e il sale brucia le foglie. Sono specie umili e preziose, dallo sparto pungente al giglio di mare, che con le radici trattengono la duna e ne fanno una barriera naturale contro le mareggiate. Dove questo sistema e stato distrutto, sul resto della costa, il mare si mangia la spiaggia; qui, protetto dalla tenuta, resiste ancora.
Il dono della spiaggia ai romani, deciso da Saragat nel 1966, e per questo un gesto che va oltre la generosita: ha creato un tratto di costa dove il bagnante ha alle spalle non una fila di stabilimenti ma una duna viva e, dietro, il bosco. E un modello di litorale che il resto del Lazio ha in gran parte perduto. Chi frequenta la spiaggia di Capocotta spesso non sa che quella sabbia e il margine di una foresta planiziale di duemila anni: la riserva e la spiaggia sono due facce della stessa medaglia, e capirlo cambia il modo di guardare entrambe. Rispettare la duna, non calpestarla fuori dai camminamenti, non raccogliere le piante, e il piccolo prezzo che tiene in piedi tutto il sistema.
Quando andare e quando evitare la Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano
Il calendario delle visite comanda su tutto: si entra solo quando la Presidenza apre, di solito nel fine settimana e in stagioni definite, quindi il primo passo e sempre verificare le date sul sito ufficiale. Dentro quella finestra, la primavera e la stagione regina: bosco verde, clima mite, fauna attiva, giornate abbastanza lunghe da reggere il percorso naturalistico. L'autunno, quando previsto, ha una luce bellissima e meno affollamento. L'estate va gestita con prudenza: sul litorale il caldo di mezzogiorno e forte e i percorsi a piedi diventano pesanti, meglio le partenze mattutine. In inverno le aperture sono piu rade ma il bosco spoglio, si fa per dire in una lecceta sempreverde, regala silenzi e avvistamenti che nella bella stagione la folla scoraggia. In ogni caso i posti sono limitati: la regola d'oro e prenotare appena il calendario esce.
Domande veloci su Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano
Si puo entrare liberamente nella Tenuta di Castelporziano?
No. La tenuta e residenza presidenziale e riserva statale: si entra solo con visita guidata su prenotazione, in giorni e orari stabiliti, accompagnati. Non e possibile passeggiarci per conto proprio.
Come si prenota la visita alla Tenuta di Castelporziano?
Online sul sito ufficiale del Palazzo del Quirinale, per telefono al call center 06 42012191 (tutti i giorni, 9-17) o di persona al centro informazioni di Salita di Montecavallo 15, aperto dal martedi alla domenica dalle 9 alle 17.
Quanto costa la visita alla Tenuta di Castelporziano?
Il biglietto e nominativo e vincolato a data e orario; per l'importo eventuale e le condizioni fa fede quanto indicato sul sito ufficiale al momento della prenotazione. In ogni caso non e rimborsabile.
Quali percorsi si possono scegliere?
Tre: il naturalistico (partenza intorno alle 8:30, circa sette ore con sosta pranzo), l'archeologico (verso le 9:00, circa quattro ore) e lo storico-artistico (verso le 10:30, circa tre ore). Ognuno si prenota separatamente.
In che giorni e aperta la Tenuta di Castelporziano?
Le visite si concentrano nel fine settimana, sabato e domenica, all'interno di stagioni di apertura definite ogni anno. Le date esatte vanno controllate di volta in volta sul sito ufficiale.
Quanto dura la visita?
Dipende dal percorso: circa tre ore lo storico-artistico, circa quattro l'archeologico, fino a sette ore il naturalistico, che comprende la pausa pranzo.
Si vedono davvero cervi, daini e caprioli?
Gli animali vivono in semiliberta e l'avvistamento e possibile ma non garantito: si muovono soprattutto all'alba e all'imbrunire. Serve pazienza, silenzio e un binocolo; il percorso naturalistico e quello con le probabilita migliori.
La Tenuta di Castelporziano e adatta ai bambini?
Si, soprattutto i percorsi piu brevi. I minori di dodici anni devono essere accompagnati da un adulto. Per il percorso naturalistico, lungo e faticoso, valutate l'eta e la resistenza del bambino.
Che scarpe e che abbigliamento servono?
Per i percorsi naturalistico e archeologico e obbligatoria una calzatura tecnica da trekking, perche si cammina su sterrato e sabbia. Il regolamento chiede un abbigliamento sobrio, rispettoso del contesto istituzionale.
Si possono fare fotografie?
Si, nelle aree della visita, ma trattandosi di una residenza istituzionale e di una riserva naturale valgono limiti di buon senso: niente droni, rispetto per gli edifici di servizio e soprattutto per la fauna, che non va disturbata.
La visita si tiene anche con la pioggia?
In genere si, salvo condizioni meteo estreme o allerte. Conviene attrezzarsi con giacca impermeabile e, per i percorsi lunghi, controllare eventuali comunicazioni prima di partire.
Come si arriva alla Tenuta di Castelporziano?
L'ingresso e su Via Cristoforo Colombo 1671, a circa venticinque chilometri dal centro di Roma. In auto si percorre la Colombo verso il mare; con i mezzi la zona e servita dai collegamenti costieri verso Ostia, ma l'ultimo tratto fino al punto di ritrovo si fa piu comodamente in automobile.
C'e un parcheggio?
Il punto di ritrovo delle visite e raggiungibile in auto e nella zona si trovano aree di sosta; le indicazioni precise sul luogo di ritrovo vengono fornite al momento della prenotazione.
Che differenza c'e fra la Tenuta di Castelporziano e la spiaggia di Capocotta?
La spiaggia libera di Capocotta e un tratto di costa donato ai romani nel 1966 e liberamente accessibile; la tenuta e il bosco protetto alle sue spalle, che invece si visita solo su prenotazione. Confinano, ma hanno regole d'accesso opposte.
Che cos'e il Vicus Augustanus?
Era il villaggio romano che serviva le ville della costa laurente, con una grande piazza e impianti termali, individuato nel 1874. Si visita lungo il percorso archeologico, insieme al mosaico marino e ai resti della villa imperiale.
La villa di Plinio il Giovane e davvero qui?
I resti alle Grotte di Piastra, identificati nel 1984, sono stati messi in relazione con la villa Laurentina descritta da Plinio. L'attribuzione e un'ipotesi scientifica autorevole piu che una certezza documentata, ma il legame fra il testo e il luogo e solido.
La Tenuta di Castelporziano fa parte del Litorale romano?
La tenuta confina con i settori piu meridionali della Riserva Statale del Litorale romano e ne rappresenta il complesso forestale piu integro, pur avendo una gestione autonoma che fa capo alla Presidenza della Repubblica.
Perche si chiama Castelporziano?
Il nome deriva dall'antico fundus procilianus di eta romana: da procilianus a Porciano, e da qui al castello che diede il nome alla tenuta.
Serve un documento per la visita?
Si. Il biglietto e nominativo e all'ingresso va esibito un documento di identita valido; conviene presentarsi almeno quindici minuti prima dell'orario di partenza.
Ci sono opere d'arte contemporanea nella Tenuta di Castelporziano?
Si. Dal 2020, con il progetto Quirinale contemporaneo, nella tenuta sono state collocate opere e pezzi di design di autori come Michelangelo Pistoletto, Gillo Dorfles, Mario Ceroli, Davide Rivalta, Massimo Listri, Paola Navone e Mario Trimarchi.
La visita e accessibile alle persone con disabilita?
Il percorso storico-artistico al castello e il piu praticabile; i percorsi naturalistico e archeologico si svolgono su sterrato e sabbia e sono piu difficili. Conviene segnalare le proprie esigenze al momento della prenotazione per farsi indicare l'itinerario piu adatto.
Le scuole possono visitare la Tenuta di Castelporziano?
Si, tramite canali dedicati: le richieste dei gruppi scolastici si inoltrano in anticipo agli uffici della Presidenza, che organizzano visite pensate per le classi.
Si puo fare il bagno o andare in spiaggia dalla tenuta?
La balneazione avviene sulla spiaggia libera di Capocotta e sugli arenili aperti del litorale, non dentro la riserva, che resta un'area protetta accessibile solo con visita guidata.
Quanto tempo prima conviene prenotare?
Il prima possibile: i posti sono contingentati e le aperture concentrate in poche settimane, per cui gli itinerari piu richiesti si esauriscono in fretta. La regola d'oro e prenotare appena esce il calendario stagionale.
Qual e il periodo migliore per visitare la Tenuta di Castelporziano?
La primavera, fra la seconda meta di marzo e la prima meta di giugno, quando il bosco e verde, il clima e mite e la fauna e piu attiva. L'autunno, quando le visite sono previste, offre una luce bellissima e il bramito dei cervi. L'estate di mezzogiorno, sul litorale, e la fascia da evitare per i percorsi a piedi.
Si sente il bramito dei cervi nella Tenuta di Castelporziano?
In autunno, durante il periodo degli amori, i cervi maschi emettono il bramito, un verso profondo che risuona nel bosco. Dove il calendario delle visite lo consente, e una delle esperienze sonore piu forti della fauna italiana.
Che cosa distingue Castelporziano dagli altri parchi del litorale?
E la piu importante foresta planiziale costiera d'Italia e, insieme al Parco del Circeo, uno dei pochissimi luoghi dove l'intera sequenza spiaggia, duna, macchia e bosco sopravvive integra. In piu e residenza presidenziale, con un patrimonio archeologico romano racchiuso e protetto.
Un'ultima cosa, da chi accompagna gente su queste coste da anni: Castelporziano non e il posto per la gita improvvisata. E un bosco che si merita, con la prenotazione fatta per tempo, le scarpe giuste e la disponibilita a camminare in silenzio dietro una guida. Chi lo affronta cosi porta a casa qualcosa che sul litorale romano non si trova quasi piu: due chilometri di natura vera fra la sabbia e i lecci, con dentro duemila anni di storia e i caprioli di una stirpe che esiste solo qui.
Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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