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Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano
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Contact Information
Indirizzo:
Via Cristoforo Colombo, 1671, 00144 Castelporziano RM
Tickets:
Descrizione:

Delimitata verso il mare dalla strada costiera, che solcando la duna interrompe una preziosa continuità ecologica, l'area della Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano rappresenta la più importante foresta planiziaria costiera di tutta Italia.

La Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano dista circa 25 km dal centro di Roma e si estende su una superficie di 59 km² (5892 ettari) che comprende anche alcune storiche tenute di caccia, quali Trafusa, Trafusina, Riserve Nuove e Capocotta.

La Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano si trova subito ad est dei settori più meridionali della riserva del Litorale romano, all'interno del Municipio Roma X di Roma Capitale, lungo la costa a sud del Tevere e penetrando nell'interno per circa dodici chilometri: la Tenuta presidenziale di Castelporziano.

Appartenente alla Presidenza della Repubblica, questo lembo integro di costa laziale è stato riconosciuto come riserva naturale statale nel 1999.

La Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano è stata istituita con D. M. 12 maggio 1999 (G.U. 23 gennaio 2001, n.18)

Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano
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Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano | Flora & Fauna

Nella tenuta vivono centinaia di ungulati allo stato brado, soprattutto nelle aree più remote dove il bosco è più fitto e vetusto.

Gruppi consistenti di cinghiali, caprioli, daini e in minor numero cervi scorrazzano in piena libertà tra centinaia di ettari a lecceta, pineta, macchia mediterranea alta e bassa e bosco misto che si alternano a radure e praterie naturali.

Di grande importanza la popolazione di caprioli, considerati una specie endemica (Capreolus capreolus italicus) di questo territorio, distinta dal Capreolus capreolus che popola l'arco alpino, l'Appennino settentrionale e l'Abruzzo.

Assai significativa anche la popolazione di daini in quanto diretta discendente di quel nucleo di daini che in età medievale, in circostanza ignote, era arrivato a popolare l'Italia centrale dopo che la specie si era completamente estinta dalle Alpi in giù alla fine dell'era glaciale.

Oltre agli ungulati abitano il bosco la volpe, il tasso, la martora, l'istrice, la puzzola, il riccio, la faina, il coniglio, la lepre mediterranea e occasionalmente sono stati avvistati anche lupi.

I tronchi delle vecchie e maestose querce offrono riparo a diverse specie di picchio, alla ghiandaia, alla civetta, all'allocco e al barbagianni oltre a rapaci notturni e diurni, come la poiana.

Le aree boschive allagate, le cosiddette "piscine", attirano trampolieri, limicoli e anatidi.

Queste le specie stanziali; tra quelle migratorie vanno citati la beccaccia, la tortora, il nibbio bruno e il colombaccio.

Tenuta di Castelporziano
Tenuta di Castelporziano

Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano | Storia

L'area, che inizialmente inglobava anche Capocotta, deve il nome a un fundus procilianus, forse con riferimento a una Gens Procilia.

È concordemente collocata in quello che era l'antico fondo di Porciliano l'antica città laziale di Laurentum; ne appare però ancora controversa l'esatta ubicazione, ipotizzata in passato presso la località Tor Paterno, poi all'interno della Tenuta, con una tesi però smentita da Antonio Nibby.

Nel 1984 l'architetto Eugenia Salza Prina Ricotti, con nuovi studi, ha identificato i resti presenti nella Tenuta in località Villa Magna a Grotte di Piastra con la villa Laurentina di Plinio il Giovane, il quale la riteneva edificata sulle rovine di Laurentum.

Nota fin dal V sec. d.C. come possedimento della Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, nel X sec. d.C. è in dotazione ai monaci di San Saba.

I monaci eressero nell'area della riserva naturale tenuta di Castelporziano le prime fortificazioni e la detennero fino al 1561, quando parte dei loro beni fu ceduta all'Arcispedale di S. Spirito, e parte ai Naro.

Nel 1586 la tenuta, estesa per quasi 4.000 ettari, fu ceduta dall'Arcispedale alla famiglia fiorentina dei Del Nero, che ne ebbero il titolo di baroni di Porcigliano.

Successivamente, dopo un breve passaggio nel 1825 alla famiglia Grazioli, fu acquistata nel 1872 dal Ministro delle finanze del Regno d'Italia Quintino Sella come luogo di rappresentanza, riserva di caccia e azienda agricola del Re.

Nel 1948, in ottemperanza al II comma della XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione, la tenuta di Castelporziano venne a far parte, insieme ad altre proprietà, della dotazione del Presidente della Repubblica, come l'analoga San Rossore.

Nel 1966 il presidente Saragat donò al Comune di Roma e ai romani gran parte della spiaggia appartenente alla tenuta, che con una lunghezza di circa 2 km divenne la spiaggia libera più grande d'Europa.

Nel 1977 il presidente Leone vietò la caccia all'interno della tenuta, alla quale nel 1985 il presidente Pertini aggiunse circa 1000 ettari dell'area di Capocotta.

Nel 1999 è diventata una riserva naturale statale, parte della più estesa riserva naturale statale Litorale Romano, e successivamente sito di interesse comunitario; la zona coltivata è oggi ridotta a 500 ettari.

Nel 1997 un incendio ha distrutto una ventina di ettari di parco.

L'area della tenuta, i dintorni e tutta la riserva naturale Litorale Romano sono soggetti a frequenti incendi dolosi.

Per questo il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha inserito entrambe tra le aree protette da tutelare in base ai Piani AIB (Attività antincendi boschivi) delle riserve naturali statali, in attuazione della Legge 21 novembre 2000, n. 353.

Dal 2020, per volere del presidente Sergio Mattarella, nell'ambito dell'iniziativa "Quirinale contemporaneo" sono state poste alcune opere contemporanee italiane anche nella Tenuta di Castelporziano, in particolare 6 opere d'arte e 3 di design, che hanno trovato stabile collocazione sia nelle aree esterne sia all'interno degli edifici e degli spazi museali della tenuta.

Queste opere comprendono un dipinto di Gillo Dorfles, sculture di Mario Ceroli e Davide Rivalta, una fotografia di Massimo Listri, un'opera di land art di Michelangelo Pistoletto, oggetti di Paola Navone e Mario Trimarchi

Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano
Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano

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