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Atto Bianco di Roberta Racis al Mattatoio — 9 ottobre 2026

Atto Bianco, il lavoro di danza, voce e canto della coreografa Roberta Racis, va in scena al Mattatoio di Roma venerdì 9 ottobre 2026 alle 19, per il Romaeuropa Festival 2026, nella sala che il festival indica come T3. Il Mattatoio è in piazza Orazio Giustiniani 4, a Testaccio: si arriva con la metro B fino a Piramide, con il tram 3 alla fermata Marmorata/Galvani, con il bus 719 alla fermata Galvani/Zabaglia oppure con i bus 170 e 781 alla fermata di largo Marzi. Il biglietto costa 15 euro ed è valido anche con il Passepartout 1 del festival. Si compra sul sito ufficiale del Romaeuropa, sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione o tramite il box office del festival, al numero 06 4555 3050. Alle 20, nella sala T2 dello stesso Mattatoio, segue KINK di Nik Rajšek, con biglietto separato.

Atto Bianco di Roberta Racis in breve: data, orario, sala, biglietto

Una replica sola, venerdì 9 ottobre 2026 alle 19, al Mattatoio di Testaccio, sala T3, a 15 euro: sono i dati essenziali di Atto Bianco di Roberta Racis al Romaeuropa Festival 2026.

Data e orario

Il calendario del festival prevede una recita unica, venerdì 9 ottobre alle 19. È un orario che lascia libera la serata: si esce in tempo per cenare a Testaccio oppure per restare al Mattatoio e vedere, alle 20, il solo del coreografo sloveno Nik Rajšek.

Sezione e sostegni

Il Romaeuropa colloca Atto Bianco nella sezione danza, nel percorso Dancing Days e nel filone Ultra REF, dedicato alle generazioni più giovani della scena. Lo spettacolo è presentato con il sostegno di Aerowaves, la rete europea che ogni anno seleziona e fa circolare i coreografi emergenti del continente.

Biglietto

Il biglietto costa 15 euro ed è compreso nel Passepartout 1 del festival. Il prezzo è quello dei titoli di ricerca del cartellone, e rende ragionevole il rischio anche per chi non frequenta abitualmente la danza contemporanea.

Accessibilità dichiarata

Il portale culturale di Roma Capitale segnala l'appuntamento come evento accessibile. Per posti riservati e accompagnatori il riferimento è il box office del Romaeuropa.

Cosa si vedrà in Atto Bianco di Roberta Racis

Atto Bianco è un lavoro in cui danza, voce e canto costruiscono insieme l'azione, componendo un omaggio al materno e all'atto bianco del balletto romantico, secondo la presentazione del Romaeuropa Festival.

L'atto bianco, cioè il balletto dei fantasmi

Nel balletto dell'Ottocento si chiama atto bianco la parte in cui la scena si riempie di figure femminili vestite di bianco, eteree, sospese fra la vita e la morte: le villi di Giselle, i cigni del Lago, le ombre della Bayadère. È il cuore iconografico del balletto romantico, quello che tutti hanno in mente quando pensano al tutù lungo e alle punte. Racis prende questa convenzione e la usa, scrive il festival, come un dispositivo simbolico per indagare il corpo come luogo della memoria.

Una perdita personale

Il lavoro nasce da un'esperienza personale di perdita che diventa materia coreografica e vocale. Il lutto, precisa la presentazione, non è trattato come un tema da raccontare ma come uno stato fisico, temporale ed emotivo che attraversa il corpo e ne cambia la percezione, il ritmo, la presenza. È una distinzione importante: non ci si deve aspettare una storia con un inizio e una fine, ma un corpo che mostra cosa succede quando qualcosa manca.

Voce e canto dal vivo

Il secondo elemento che distingue Atto Bianco è la voce. Racis danza e canta, e con questo lavoro, secondo la sua biografia ufficiale, apre una fase nuova della sua ricerca, dedicata all'interazione fra movimento e voce. Il suono e le musiche sono eseguiti dal vivo da Samuele Cestola: in scena ci sono dunque due presenze, e il suono non arriva da una registrazione ma si costruisce nella sala, sera per sera.

Il materno

La parola chiave che il festival accosta all'atto bianco è materno. Nel balletto romantico le figure bianche sono spesso giovani donne morte prima del tempo; qui lo sguardo si sposta su un altro legame, quello con la madre, e sulla memoria che il corpo di una figlia conserva. La biografia della coreografa aggiunge che Atto Bianco inaugura una serie di lavori in cui lo sguardo femminile è al centro di opere rituali e trasformative.

Il giudizio

Atto Bianco è il tipo di spettacolo che si capisce meglio sapendo poco e guardando molto. Non serve conoscere Giselle a memoria: basta sapere che quelle figure bianche esistono, e che una danzatrice di oggi le interroga con la propria voce. Chi ha perso qualcuno di recente troverà forse un lavoro vicino; chi cerca intrattenimento farà meglio a scegliere altro.

Crediti e produzione di Atto Bianco

Atto Bianco è prodotto da Oscenica, in coproduzione con Primavera dei Teatri e Fabbrica Europa, secondo la scheda ufficiale del Romaeuropa Festival.

La squadra artistica

Progetto, coreografia e danza sono di Roberta Racis. Il suono e le musiche eseguite dal vivo sono di Samuele Cestola. La collaborazione drammaturgica è di Martina Badiluzzi, la consulenza drammaturgica di Dea Merlini. La direzione tecnica è affidata a Mattia Bagnoli e la cura dei testi a Gaia Clotilde Chernetich.

I sostegni

Il lavoro è sostenuto da Inteatro Polverigi, dal Teatro Politeama Mario Foglietti, dalla Fondazione Armunia e da Operaestate Festival con il CSC di Bassano del Grappa. È una mappa tutta italiana, che va dalle Marche alla Calabria, dalla Toscana al Veneto: i luoghi di residenza che negli ultimi anni hanno reso possibile la nuova danza d'autore del paese.

Le coproduzioni

Primavera dei Teatri è il festival di Castrovillari dedicato ai nuovi linguaggi della scena; Fabbrica Europa è il festival fiorentino che da decenni lavora sulla danza e sulle arti performative. Che due realtà così diverse abbiano coprodotto il lavoro dice qualcosa della sua doppia natura, fra teatro e danza.

Roberta Racis: biografia della coreografa e danzatrice

Roberta Racis è coreografa e danzatrice; dal 2018 sviluppa una propria ricerca coreografica come artista ospite di progetti europei e internazionali, e i suoi lavori sono stati presentati in festival italiani e stranieri, fra cui lo stesso Romaeuropa.

La formazione

Si è formata alla scuola del Balletto di Toscana, una delle scuole italiane che hanno prodotto più danzatori per le compagnie contemporanee. È un dettaglio da tenere a mente guardando Atto Bianco: la citazione del balletto romantico viene da chi quella tecnica l'ha studiata nel corpo, prima di allontanarsene.

La carriera di interprete

Ha iniziato come danzatrice e ha lavorato in Italia, Portogallo, Belgio e Francia. Ha danzato per la CPBC, Companhia Portuguesa de Bailado Contemporâneo, sotto la direzione di Vasco Wallenkamp, e per il Balletto di Roma. Nel suo percorso ha danzato per Alessandro Sciarroni, Chris Haring con Liquid Loft, Itamar Serussi Sahar, Paolo Mangiola, Francesca Pennini, Giorgia Ohanesian Nardin e Chiara Frigo, e ha collaborato con Alexandra Bachzetsis, Masako Matsushita, IgorxMoreno, Natalia Vallebona e Yassine Payne.

Le creazioni in corso

Attualmente partecipa a Turning_Orlando's version e ad Augusto di Alessandro Sciarroni, a Coefore Rock&Roll di Enzo Cosimi, a Stuporosa e Cani Lunari di Francesco Marilungo, a Nico Desertshore di Giovanfrancesco Giannini, e a Vanitas, che firma insieme a Giovanfrancesco Giannini e Fabio Novembrini. Sono nomi che collocano Racis dentro la scena italiana più presente nei festival stranieri.

Il Collettivo Mine

È tra i fondatori del Collettivo Mine, con cui ha lavorato fino al 2023. Con il collettivo ha firmato Esercizi per un manifesto poetico, selezionato fra gli artisti Aerowaves Twenty22, alla NID New Italian Dance Platform 2022 e a DNA Appunti Coreografici, e poi Corpi Elettrici e Living like I know I'm gonna die.

I progetti europei

Come artista ospite ha partecipato a Performing Gender, a D&D Dance and Dramaturgy e a Crisol Creative Processes, tre programmi europei che lavorano su identità, drammaturgia della danza e processi creativi.

I festival

I suoi lavori sono stati presentati a Yorkshire Dance a Leeds, Nottdance a Nottingham, City of Women a Lubiana, al Certamen Coreografico Paso a 2 di Madrid, al Theaterfestival Boulevard di 's-Hertogenbosch, a Dans Brabant a Tilburg, al Romaeuropa, a FOG Triennale Milano Performing Arts, a Fabbrica Europa, al Gender Bender Festival, al Santarcangelo Festival, al Dance Nucleus Festival di Singapore, al CDE Springboard di Macao, alla Attakkalari India Biennal e alla Semana da Cena Italiana Contemporânea di San Paolo del Brasile.

Dance Well

Dal 2024 insegna Dance Well, la pratica di ricerca sul movimento rivolta alle persone con Parkinson. È un'attività che getta luce anche su Atto Bianco: chi lavora ogni settimana con corpi che la malattia cambia sa bene cosa significa un corpo modificato nella percezione, nel ritmo, nella presenza.

Roberta Racis dentro il Romaeuropa Festival 2026

Il Romaeuropa Festival 2026 si svolge dall'8 settembre al 15 novembre, con oltre mille artisti internazionali in circa cento spettacoli e 240 repliche, secondo il portale culturale di Roma Capitale; Atto Bianco è uno dei titoli della sezione danza.

Dancing Days e Ultra REF

Dancing Days è il percorso del festival dedicato alla danza, Ultra REF il filone per le generazioni più giovani. Nella stessa pagina il Romaeuropa suggerisce altri titoli vicini: KINK di Nik Rajšek, Michael Incarbone con Max Gomard in We are who we are, Giacomo Luci con La Lalangue, la Vidavé Company con Coraggio. La sfortuna non esiste.

La serata doppia con Nik Rajšek

Il 9 ottobre il Mattatoio ospita due lavori sostenuti da Aerowaves, uno dopo l'altro: Atto Bianco alle 19 in sala T3, KINK di Nik Rajšek alle 20 in sala T2, un solo di 30 minuti sul controllo e sul desiderio. Sono due biglietti distinti da 15 euro ciascuno, ma vale la pena prenderli entrambi. Per la panoramica dell'edizione c'è la guida al Romaeuropa Festival 2026.

Il Mattatoio come polo del festival

La sede operativa del Romaeuropa è l'Opificio, in via dei Magazzini Generali 20/a, a poche centinaia di metri dal Mattatoio. Nelle settimane precedenti il Mattatoio ha ospitato, fra gli altri, Muette di Boris Charmatz.

Una curiosità su Atto Bianco di Roberta Racis al Mattatoio — 9 ottobre 2026

La curiosità è tutta nel contrasto fra il titolo e il luogo. L'atto bianco è la convenzione più eterea del balletto romantico: file di danzatrici in bianco, luce lunare, corpi che sembrano non pesare. Il Mattatoio di Testaccio è l'opposto: un complesso industriale di fine Ottocento, costruito per la macellazione della carne che nutriva la capitale, con padiglioni in mattoni, ferro e tetti a doppia falda.

Portare l'atto bianco in un ex macello non è una scelta del festival ma un effetto del cartellone, eppure funziona come un commento. Le figure bianche del balletto sono corpi che hanno perso il loro peso; il Mattatoio è un luogo in cui i corpi erano soltanto peso. Racis costruisce il suo lavoro proprio sul corpo come luogo della memoria, e la memoria del Mattatoio è fra le più fisiche di Roma.

Seconda curiosità: la coreografa ha studiato al Balletto di Toscana, cioè conosce dall'interno la tecnica classica che poi cita. E da due anni insegna Dance Well, la pratica di movimento per persone con Parkinson. Fra le punte del balletto romantico e il lavoro con corpi che la malattia trasforma c'è tutta l'escursione di una biografia che ha pochi paragoni fra le danzatrici della sua generazione.

Il Mattatoio di Testaccio: storia della sede di Atto Bianco

Il Mattatoio di Testaccio fu costruito fra il 1888 e il 1891 su progetto dell'architetto Gioacchino Ersoch, fu dismesso nel 1975 e oggi è un polo di ricerca e produzione artistica di Roma Capitale.

Un macello per Roma capitale

Ersoch aveva già lavorato al macello alle spalle di piazza del Popolo voluto da papa Leone XII. Con Roma capitale del Regno servivano spazi molto più grandi e criteri igienici nuovi. La scelta cadde su Testaccio, che il piano del 1872 destinava a residenze operaie e insediamenti produttivi. L'ingegnere Filippo Laccetti studiò il sistema di smaltimento degli scarti verso il Tevere. Il complesso occupa circa 25.000 metri quadrati ai piedi del Monte dei Cocci, fra via Beniamino Franklin, il lungotevere Testaccio, via Aldo Manuzio e viale del Campo Boario.

Mattoni, archi e ferro

L'architettura è volutamente ripetitiva: padiglioni rettangolari in mattoni, tetti a doppia falda, archi a intervalli regolari, strutture interne in ferro. Si cammina fra i padiglioni come in una piccola città ordinata. Per la danza contemporanea sono spazi ideali, perché grandi, neutri, privi della cornice dorata del teatro all'italiana.

Dalla chiusura a oggi

Nel 1975 la macellazione si trasferì nel nuovo impianto di viale Palmiro Togliatti. Dal 2000 alcuni padiglioni ospitano la Facoltà di Architettura di Roma Tre, dal 2002 una sede del MACRO, dal 2007 la Città dell'altra economia; nel 2010 è stata inaugurata La Pelanda. La gestione è passata dai Musei in Comune all'Azienda Speciale Palaexpo nel 2018, e oggi alla Fondazione Mattatoio di Roma, Città delle arti. La scheda completa del complesso è Ex Mattatoio di Testaccio.

Una cosa che non ti dice nessuno su Atto Bianco di Roberta Racis al Mattatoio — 9 ottobre 2026

Quello che nessuno dice è che il Mattatoio non è un teatro, ma un complesso di padiglioni, e che le sale del festival hanno nomi in codice. Atto Bianco va in scena nella sala che il Romaeuropa chiama T3; KINK di Nik Rajšek, un'ora dopo, nella T2. Chi arriva all'ultimo minuto dalla metro e cerca un unico ingresso con il foyer rischia di girare fra i viali alla ricerca della sala giusta.

Il consiglio pratico è semplice: entrate dall'ingresso di piazza Orazio Giustiniani 4 almeno venti minuti prima, chiedete al personale del festival dove si trova la T3, e segnatevi anche la T2 se avete il secondo biglietto. Il cambio di sala fra le due recite è breve, e a quel punto saprete già dove andare.

La seconda cosa taciuta riguarda la natura dello spettacolo. La presentazione parla di omaggio al materno e di un'esperienza personale di perdita. Non è un lavoro cupo per partito preso, ma è un lavoro sul lutto. Chi ha vissuto un distacco recente deve saperlo prima di sedersi: può essere un'esperienza di riconoscimento, ma non è una serata leggera. È un'informazione che le locandine non danno, e che invece conta.

Come arrivare al Mattatoio per Atto Bianco

Il Mattatoio di Roma, piazza Orazio Giustiniani 4, si raggiunge con la metro B fino a Piramide, con il tram 3 alla fermata Marmorata/Galvani, con il bus 719 alla fermata Galvani/Zabaglia e con i bus 170 e 781 alla fermata di largo Marzi, secondo le indicazioni ufficiali della sede.

Metro e treno

Piramide, sulla linea B, collega Testaccio a Termini, al Colosseo e al Circo Massimo. Nello stesso nodo si trovano la stazione Roma Ostiense, utile a chi arriva in treno, e la stazione Porta San Paolo della ferrovia Roma Lido. Da Piramide si scende lungo via Marmorata verso il Tevere fino in fondo al rione: una passeggiata di una decina di minuti.

Tram e bus

Il tram 3 ferma a Marmorata/Galvani, a pochi passi dal complesso. Il 719 ferma a Galvani/Zabaglia. Il 170 e il 781 fermano a largo Marzi, sul lato del lungotevere: comodi per chi arriva da Trastevere, dal centro o da Ostiense.

In auto

Il venerdì sera Testaccio si riempie per i ristoranti e il parcheggio diventa difficile. La raccomandazione è netta: mezzi pubblici. Chi arriva in auto deve prevedere un margine ampio per trovare posto.

Il rientro

Con inizio alle 19, anche chi resta per KINK alle 20, che dura 30 minuti, esce in tempo per la cena e trova la metro in pieno servizio.

Il consiglio che ti do per visitare Atto Bianco di Roberta Racis al Mattatoio — 9 ottobre 2026

Il consiglio è di prendere tutti e due i biglietti della serata e di trattare il 9 ottobre come un piccolo festival personale: Atto Bianco alle 19, KINK di Nik Rajšek alle 20, cena a Testaccio dopo. Sono due lavori sostenuti da Aerowaves, due modi opposti di stare in scena da soli o quasi: il lutto e la memoria da una parte, il controllo e il desiderio dall'altra. Vederli di seguito dice sulla danza europea di oggi più di molte recensioni.

Concretamente: arrivate a Testaccio verso le 17.30. Il Mattatoio, dal martedì alla domenica fra le 11 e le 20, ospita due mostre: Il fuoco nel mare di Giuseppe Modica nel padiglione 9a, a ingresso libero fino al 25 ottobre, e 100 anni di futuro dedicata a Saverio Ungheri nel padiglione 9b, fino all'11 ottobre. Una mezz'ora in mostra e poi in sala.

Secondo consiglio: leggete prima cosa sia l'atto bianco nel balletto romantico. Bastano cinque minuti su Giselle o sul Lago dei cigni. Chi ha in mente quelle file di figure bianche coglie subito il gioco di Racis; chi non le conosce vede comunque un corpo e una voce, ma perde il doppio fondo.

Terzo: sedetevi vicino. In un lavoro in cui la voce è dal vivo, sentirla senza amplificazione eccessiva, vedere il respiro della danzatrice, fa la differenza.

Biglietti e box office del Romaeuropa per Atto Bianco

Il biglietto per Atto Bianco costa 15 euro ed è compreso nel Passepartout 1 del Romaeuropa Festival 2026; si acquista sul sito ufficiale del festival o sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione.

Il box office

Il box office del Romaeuropa risponde al numero 06 4555 3050, raggiungibile anche via WhatsApp, come indicato sul sito del festival. È il riferimento per posti, accessibilità e abbonamenti.

L'Opificio

La sede del festival, l'Opificio Romaeuropa, è in via dei Magazzini Generali 20/a, a Ostiense, a breve distanza dal Mattatoio.

Il Passepartout

Chi pensa di vedere più titoli del festival fa bene a valutare il Passepartout, con cui questo spettacolo è accessibile. Con due lavori nella stessa sera, il 9 ottobre è il caso tipico in cui conviene fare due conti. Le condizioni sono pubblicate sul sito del Romaeuropa.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che il rione Testaccio è cresciuto attorno al Mattatoio: il piano del 1872 destinava l'area a residenze operaie e funzioni produttive, e il macello di Ersoch fu il motore economico del quartiere. Meno spesso si ricorda quanto il macello abbia segnato la cucina romana. Il quinto quarto, le frattaglie e le parti meno pregiate dell'animale, è la base di una cucina popolare ancora viva nelle trattorie del rione: coda alla vaccinara, trippa, pajata, coratella.

Un secondo fatto spesso dimenticato riguarda gli anni fra la chiusura del 1975 e i restauri. In quel periodo il Mattatoio fu un luogo di cultura spontanea: vi si insediò il centro sociale Villaggio Globale, vi nacque la serata Muccassassina del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, e dal 2002 vi si svolsero le prime tre edizioni del Gay Village, dentro l'Estate romana.

Il terzo fatto riguarda la danza. L'atto bianco, che dà il titolo allo spettacolo, è una convenzione nata nel balletto romantico dell'Ottocento, negli stessi decenni in cui in Europa si costruivano i grandi macelli pubblici. Il Mattatoio di Testaccio è figlio della stessa epoca delle villi di Giselle. Stasera le due metà del secolo si incontrano.

Testaccio e i dintorni del Mattatoio

Il Mattatoio si trova ai piedi del Monte dei Cocci, la collina artificiale formata dai frammenti delle anfore scaricate dal porto fluviale antico, al margine di un quartiere dall'identità fortissima.

Il Monte dei Cocci

Il Monte dei Cocci dà il nome al rione, dal latino testae, i cocci. Alle sue pendici si aprono locali e cantine scavate nella collina. Per un quadro completo del quartiere c'è la guida Testaccio: cosa vedere.

Piramide e Cimitero acattolico

A dieci minuti a piedi si trovano la Piramide Cestia, Porta San Paolo e il Cimitero acattolico, uno dei giardini più silenziosi della città. Prima di uno spettacolo sul lutto e sulla memoria, è la passeggiata più coerente che Roma possa offrire.

Il mercato

Il Nuovo Mercato Testaccio è il riferimento del quartiere per il cibo di strada durante il giorno; molti banchi chiudono nel tardo pomeriggio, quindi chi vuole passarci deve farlo presto.

Dove mangiare prima o dopo Atto Bianco a Testaccio

Testaccio è uno dei quartieri di Roma dove la cucina di tradizione è più radicata, e con spettacoli alle 19 e alle 20 la cena dopo è la soluzione naturale.

Le trattorie del quinto quarto

Le trattorie del rione lavorano con i piatti nati dal macello: coda alla vaccinara, trippa alla romana, rigatoni con la pajata. Uscire da un ex mattatoio e sedersi davanti alla cucina che quel mattatoio ha generato dà alla serata una sua logica.

Pizzerie e forni

Fra via Marmorata e piazza Testaccio ci sono pizzerie, forni e friggitorie. Il venerdì sera il quartiere è affollato: prenotare è prudente, soprattutto per chi esce dopo KINK verso le 20.30.

Aperitivo prima

I locali sotto il Monte dei Cocci aprono presto: un aperitivo verso le 18 prima dello spettacolo delle 19 è un'opzione comoda per chi arriva dal lavoro.

La foto giusta da fare a Atto Bianco di Roberta Racis al Mattatoio — 9 ottobre 2026

Durante lo spettacolo niente foto: in un lavoro con voce e musica dal vivo, uno schermo acceso o uno scatto rompono la concentrazione di chi è in scena e di chi guarda. La foto giusta si fa prima, all'esterno, e l'orario delle 19 aiuta.

Il 9 ottobre il sole tramonta verso le 18.45. Fra le 18.15 e il tramonto la luce radente scalda il mattone dei padiglioni su piazza Orazio Giustiniani e via Beniamino Franklin, e mette in rilievo la sequenza regolare degli archi. È il momento in cui il Mattatoio sembra quello che era: una città del lavoro, ordinata e severa.

La seconda inquadratura è nei viali interni, fra i padiglioni, con le strutture in ferro e i tetti a doppia falda che si ripetono in prospettiva. Subito dopo il tramonto, con le prime luci accese e il cielo ancora blu, è l'immagine più riuscita della serata.

Per un'immagine dello spettacolo, affidatevi alla foto ufficiale diffusa dal Romaeuropa per Atto Bianco. E se volete una foto che parli davvero del titolo, cercate un dettaglio bianco contro il mattone rosso: un gesso, una porta, un intonaco. È la sintesi visiva della serata.

Accessibilità e informazioni pratiche al Mattatoio

Il Mattatoio è un complesso industriale riadattato, in gran parte su un unico livello, con viali interni ampi; il portale culturale di Roma Capitale indica Atto Bianco come evento accessibile.

Posti riservati

Per posti dedicati a persone con disabilità e accompagnatori, e per le condizioni specifiche della sala T3, il riferimento è il box office del Romaeuropa al numero 06 4555 3050.

Animali

La sede indica il divieto di accesso degli animali nelle sale e nei teatri: chi viaggia con un cane deve organizzarsi prima.

Puntualità

Nei lavori di danza contemporanea i ritardatari non sempre vengono fatti entrare a spettacolo iniziato. Con una seconda recita alle 20 in un'altra sala, la serata ha orari stretti: meglio arrivare presto.

Con i ragazzi

Atto Bianco non riporta avvertenze specifiche nella scheda del festival. Il tema del lutto e il linguaggio astratto lo rendono però più adatto ad adolescenti già curiosi di danza che a bambini.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Mattatoio di Testaccio si scandisce in poche date chiare. Nel 1872 il piano urbanistico destina l'area di Testaccio a residenze operaie e funzioni produttive. Nel 1888 Gioacchino Ersoch riceve l'incarico del nuovo macello; l'ingegnere Filippo Laccetti studia lo smaltimento degli scarti nel Tevere. I lavori si chiudono nel 1891.

Per quasi novant'anni il complesso rifornisce di carne una capitale in continua crescita. Nel 1975 la funzione originaria finisce: il macello si trasferisce in viale Palmiro Togliatti e i padiglioni si svuotano. Negli anni successivi arrivano il Villaggio Globale e le serate del Circolo Mario Mieli.

Nel 2000 alcuni padiglioni diventano aule della Facoltà di Architettura di Roma Tre. Nel 2002 il MACRO apre qui la sua sede di Testaccio, prima Macro Future e poi Macro Testaccio, e cominciano le prime tre edizioni del Gay Village. Il 29 settembre 2007 apre la Città dell'altra economia. Il 18 febbraio 2010 si inaugura La Pelanda, dopo un restauro avviato nel 2006, negli spazi dove un tempo si lavoravano i suini; il 12 marzo 2010 Roma Tre apre il padiglione 15A; nel 2013 si completano i padiglioni 2B, 4 e 8.

Dal 2018 la gestione passa all'Azienda Speciale Palaexpo, che fa del complesso il Mattatoio di Roma, polo di ricerca e produzione artistica; oggi lo gestisce la Fondazione Mattatoio di Roma, Città delle arti. Il Romaeuropa Festival ne ha fatto una delle sue case per la danza e la performance.

Chi è passato da Atto Bianco di Roberta Racis al Mattatoio — 9 ottobre 2026

Il primo nome è quello di Gioacchino Ersoch, l'architetto che ha disegnato il complesso dopo aver lavorato al macello di piazza del Popolo voluto da Leone XII; accanto a lui l'ingegnere Filippo Laccetti. Sono loro gli autori dello spazio in cui oggi si danza.

Per decenni sono passati di qui i lavoratori del macello, i vaccinari e gli operai che hanno costruito l'identità di Testaccio. Dopo il 1975 sono arrivati gli attivisti del Villaggio Globale e il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, che al Mattatoio ha dato vita a Muccassassina. Dal 2000 studenti e docenti di Architettura di Roma Tre hanno reso il complesso un luogo di studio quotidiano.

Con il MACRO, con Palaexpo e con il Romaeuropa sono passati artisti, curatori e coreografi della scena internazionale. Nell'edizione 2026, poche settimane prima, il coreografo francese Boris Charmatz vi ha presentato Muette.

Il 9 ottobre arrivano Roberta Racis con Samuele Cestola e la squadra di Oscenica, e un'ora dopo lo sloveno Nik Rajšek. Racis, fra l'altro, al Romaeuropa non è una debuttante: il festival figura nell'elenco delle manifestazioni che hanno già ospitato i suoi lavori. Torna a Roma con un pezzo che apre una fase nuova della sua ricerca, quella in cui la voce entra accanto al corpo.

Roma a inizio ottobre: il periodo di Atto Bianco

La prima metà di ottobre è uno dei momenti migliori dell'anno per uscire la sera a Roma: temperature ancora miti, tramonto poco prima delle 19, la città che ha ripreso i suoi ritmi dopo l'estate.

Il cuore del festival

È il cuore della stagione del Romaeuropa, che trasforma Testaccio e Ostiense in un distretto della scena contemporanea. Chi ha qualche giorno in città può combinare più titoli con un solo abbonamento.

Altri spazi vicini

Nello stesso quadrante si trovano la Centrale Montemartini sulla via Ostiense, con le statue antiche dei Musei Capitolini fra i macchinari di una centrale elettrica, e il MACRO nella sede di via Nizza. Un fine settimana fra archeologia industriale e arte contemporanea ha una sua coerenza.

Cosa portare

Una giacca leggera: i viali del Mattatoio sono all'aperto, e le serate vicino al Tevere a ottobre si fanno umide.

Domande frequenti su Atto Bianco di Roberta Racis

Quando va in scena Atto Bianco di Roberta Racis a Roma?

Atto Bianco di Roberta Racis va in scena al Mattatoio di Roma venerdì 9 ottobre 2026 alle 19, per il Romaeuropa Festival 2026. È una replica unica, nella sala che il festival indica come T3, al Mattatoio di piazza Orazio Giustiniani 4 a Testaccio.

Quanto costa il biglietto di Atto Bianco?

Il biglietto per Atto Bianco al Romaeuropa costa 15 euro ed è compreso nel Passepartout 1 del festival. Si compra sul sito ufficiale del Romaeuropa o sul circuito di prevendita autorizzato; il box office risponde al numero 06 4555 3050.

Atto Bianco e KINK sono lo stesso spettacolo?

Atto Bianco di Roberta Racis e KINK di Nik Rajšek sono due spettacoli distinti, con biglietti separati da 15 euro ciascuno. Vanno in scena la stessa sera al Mattatoio, alle 19 in sala T3 e alle 20 in sala T2, e si possono vedere entrambi di seguito.

Come si arriva al Mattatoio?

Il Mattatoio di Roma si raggiunge con la metro B fino a Piramide, con il tram 3 alla fermata Marmorata/Galvani, con il bus 719 alla fermata Galvani/Zabaglia o con i bus 170 e 781 alla fermata di largo Marzi. L'ingresso è in piazza Orazio Giustiniani 4.

Chi è Roberta Racis?

Roberta Racis è una coreografa e danzatrice formata al Balletto di Toscana, cofondatrice del Collettivo Mine, interprete per Alessandro Sciarroni, Enzo Cosimi e Francesco Marilungo. I suoi lavori sono stati presentati in festival in Europa, Asia e Sud America; dal 2024 insegna Dance Well.

Che cos'è l'atto bianco?

L'atto bianco è, nel balletto romantico, la parte in cui la scena si riempie di figure femminili in bianco, eteree, sospese fra vita e morte, come in Giselle. In Atto Bianco Roberta Racis usa questa convenzione per parlare del materno, della perdita e del corpo come luogo di memoria.

Chi produce Atto Bianco?

Atto Bianco è prodotto da Oscenica in coproduzione con Primavera dei Teatri e Fabbrica Europa, con il sostegno di Inteatro Polverigi, Teatro Politeama Mario Foglietti, Fondazione Armunia e Operaestate Festival con il CSC di Bassano del Grappa. Al Romaeuropa è presentato con il sostegno di Aerowaves.

In chiusura

Al Romaeuropa le serate che restano sono spesso le più piccole: una sala di un ex macello, una danzatrice che non conoscevi, una voce dal vivo. Il consiglio netto: il 9 ottobre prendete tutti e due i biglietti, Atto Bianco alle 19 e KINK alle 20, arrivate presto per una passeggiata fra i padiglioni e le mostre, e chiudete la serata in una trattoria di Testaccio. Con trenta euro si vede in due ore un pezzo di Europa della danza che di solito si incontra solo nei festival di settore.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento9 Ottobre 2026 19:00
IndirizzoMattatoio, Piazza Orazio Giustiniani 4, 00153 Roma Testaccio, Roma, Roma Città

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