Palazzo Bonifacio VIII di Anagni
Il Palazzo Bonifacio VIII ad Anagni ospita l'omonimo museo nella Casa Madre delle Suore Cistercensi della Carità.

Confronta le esperienze a Roma
Ogni scheda apre una pagina di confronto qui su estateromana.com: le differenze tra le opzioni, le fasce di prezzo indicative e il link per prenotare sul sito del venditore. Puoi salvare quello che ti interessa in "Il mio viaggio".
✦ Vai all'aperturaMusei Vaticani e Cappella Sistina
Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.
✦ Il classicoTour a piedi
Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.
✦ Prenotazione obbligatoriaGalleria Borghese
Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.
✦ Va a rubaColosseo, Foro e Palatino
L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...
✦ Poco camminoTour in golf cart
Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.
✦ Vieni affamatoFood tour
Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.
✦ Dopo le 21Bar hopping e vita notturna
Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.
✦ Foto garantiteVespa e Ape Calessino
In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.
✦ Il più scenograficoTour in sidecar
Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.
✦ Si mangia alla fineCorsi di cucina
Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.
✦ Anche in cittàDegustazioni di vino
In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.
✦ Fuori portaCastelli Romani
Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.
✦ Patrimonio UNESCOTivoli: Villa d'Este e Villa Adriana
Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.
✦ SottoterraCatacombe e Appia Antica
Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.
✦ Accesso limitatoColosseo: sotterranei e arena
Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.
✦ Giornata lungaPompei e Costiera Amalfitana
Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.
✦ Alta velocitàFirenze in giornata
Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.
✦ Terrazza panoramicaCastel Sant'Angelo
Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.
✦ Dopo il tramontoRoma di notte
Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.
✦ Libertà di scesaBus hop-on hop-off
Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.
✦ MareCapri e Costiera Amalfitana
Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.
✦ Centro storicoTrevi, Pantheon e piazze
Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.
✦ Con i bambiniScuola dei gladiatori
Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.
✦ Poco sforzoSegway e monopattino
Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.
✦ MercoledìUdienza papale
Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.
✦ Poco affollatoTerme di Caracalla
Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.
✦ A 30 minutiOstia Antica
La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.
✦ Alta velocitàNapoli e Pompei
Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.
✦ Prima dell'aperturaVaticano: ingresso anticipato
Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.
✦ Senza faticaTour in e-bike
Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.
Palazzo Bonifacio VIII di Anagni | La Storia
Bonifacio VIII, nato Benedetto Caetani (Anagni, 1230 circa – Roma, 11 ottobre 1303), è stato il 193º papa della Chiesa cattolica dal 1294 alla morte.
Nel 1300 celebrò il primo Anno santo della storia.
Sebbene rechi nella denominazione l’attribuzione di proprietà a papa Bonifacio VIII, il Palazzo divenne dei Caetani, la famiglia del pontefice, solo nel 1297, quando Bonifacio era ormai stato elevato al soglio pontificio da tre anni.
L'edificio fu acquistato da Pietro Caetani - nipote del papa, figlio del fratello Roffredo, conte di Caserta - nell'ambito di una serie di acquisizioni di case e terreni intorno alla Cattedrale di Anagni da parte della potente casata.
Certamente fu la dimora di Ugolino Conti, papa Gregorio IX, definita "maius" per la rilevanza del complesso.
La sua costruzione interessò un terreno di proprietà del padre del pontefice, Mattia, e dovette essere completata entro il primo quarto del XIII secolo, periodo di generale intensa attività edilizia in tutta Anagni.
Nel momento della sua elezione a pontefice nel 1227, l’ormai papa assegnò alla nipote Maria, figlia del fratello Adinolfo, la propria eredità, e dunque anche il Palazzo, riservando per sé e per i suoi familiari la possibilità di abitarlo.
In questa cornice, Gregorio IX e l’imperatore Federico II di Svevia si incontrarono il primo settembre del 1230, in seguito alla Pace di San Germano e al ritiro della scomunica pendente sul capo del sovrano da parte del pontefice: i due "sedettero insieme a mensa, con splendido concorso di principi e maggiorenti lì invitati", a sottolineare la riconciliazione tra le due autorità.
Federico non dovette dimenticare quella visita: in una epistola del 1239, in seguito a una nuova rottura con Gregorio IX, rimproverò al pontefice di aver dimenticato la povertà di Pietro come dimostrava proprio la residenza di Anagni, essendosi fatto costruire una reggia sfarzosa.
Dopo la morte di Maria, il Palazzo venne ereditato dal figlio Mattia, ricordato dalle fonti in occasione di un nuovo incontro politico tra Papato ed Impero: nel 1254 Innocenzo IV - eletto proprio ad Anagni nel 1243 - ricevette gli ambasciatori del Regno di Sicilia, alla presenza dei cardinali e del popolo, in palatio domini Matthiae.
Nel 1297, infine, i figli di Mattia de Papa, Adinolfo e Nicola, vendettero - o furono costretti a vendere - il Palazzo a Pietro Caetani, insieme ad altre proprietà.
Il palazzo rimase proprietà dei Caetani fino al 1690, quando passò, come lascito testamentario del marchese Orazio, agli Astalli, imparentati per via matrimoniale.
Nel 1764 l’ultimo degli Astalli, Tiberio, morì indebitato: l'Opera delle Suore Cistercensi della Carità riscattò allora l’edificio, annettendolo alla propria Casa Madre settecentesca.
Alcuni degli ambienti subirono allora una mutazione di destinazione d’uso: le sale furono adibite a granai, educandato, convitto, una casa famiglia.
Attualmente le diverse partiture del complesso ospitano la Scuola Materna “Suor Claudia De Angelis”, una foresteria posta sul cammino della Via Francigena, e il museo dedicato al Palazzo, con al suo interno la collezione del Museo bonifaciano e del Lazio meridionale.

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Palazzo Bonifacio VIII di Anagni | Museo bonifaciano e del Lazio meridionale
A Giuseppe Marchetti Longhi, topografo e archeologo, si deve la valorizzazione del complesso: nel 1950 costituì il nucleo di una mostra permanente, dedicata a Bonifacio VIII e al Giubileo del 1300.
L'esposizione, ampliatasi a partire dal 1953 con la raccolta di reperti archeologici e documenti storici, venne battezzata "Museo bonifaciano e del Lazio meridionale", costituendo la prima realtà museale in Anagni ad essere aperta al pubblico.
Dagli anni 2000 la collezione è diventata una sezione distinta, inglobata nel più ampio museo del palazzo, che valorizza anche la struttura architettonica e la natura religiosa che nel corso dei secoli ha caratterizzato l'edificio, inaugurando nuovi percorsi di visita del complesso storico architettonico.

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