EUR – Esposizione Universale Roma
L'EUR, Esposizione Universale Roma, occupa il settore sud occidentale della città, fra la via Cristoforo Colombo e la via Laurentina, nel Municipio IX: il cuore monumentale ruota attorno a piazza Guglielmo Marconi, a viale della Civiltà del Lavoro e al Parco Centrale del Lago. Il quartiere è all'aperto e non si paga: si entra a qualsiasi ora, a piedi, gratis, e si pagano semmai i singoli luoghi che contiene. Ci si arriva con la metro B, che lo attraversa con tre stazioni dedicate, EUR Magliana, EUR Palasport ed EUR Fermi, più Marconi sul bordo settentrionale e il capolinea Laurentina; in automobile si scende lungo la via Cristoforo Colombo dal centro, e il parcheggio in superficie nelle vie laterali è più abbondante che in qualunque rione dentro le mura. Il Museo delle Civiltà è in piazza Guglielmo Marconi 14, telefono 06 549521; orari e tariffe si controllano sul sito ufficiale del museo prima di partire, perché il calendario delle sedi cambia con i cantieri in corso. Il Palazzo dei Congressi, il Palazzo dello Sport e la Nuvola aprono in occasione di eventi, congressi e concerti, con biglietteria legata alla singola manifestazione. Per orientarsi prima di uscire di casa conviene passare dalla pagina delle attrazioni turistiche di Roma.
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✦ Va a rubaColosseo, Foro e Palatino
L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...
✦ Il classicoTour a piedi
Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.
✦ Libertà di scesaBus hop-on hop-off
Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.
✦ Centro storicoTrevi, Pantheon e piazze
Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.
✦ Vai all'aperturaMusei Vaticani e Cappella Sistina
Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.
✦ Poco camminoTour in golf cart
Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.
✦ Vieni affamatoFood tour
Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.
✦ Dopo le 21Bar hopping e vita notturna
Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.
✦ Foto garantiteVespa e Ape Calessino
In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.
✦ Il più scenograficoTour in sidecar
Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.
✦ Si mangia alla fineCorsi di cucina
Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.
✦ Anche in cittàDegustazioni di vino
In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.
✦ Fuori portaCastelli Romani
Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.
✦ Patrimonio UNESCOTivoli: Villa d'Este e Villa Adriana
Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.
✦ Prenotazione obbligatoriaGalleria Borghese
Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.
✦ SottoterraCatacombe e Appia Antica
Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.
✦ Accesso limitatoColosseo: sotterranei e arena
Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.
✦ Giornata lungaPompei e Costiera Amalfitana
Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.
✦ Alta velocitàFirenze in giornata
Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.
✦ Terrazza panoramicaCastel Sant'Angelo
Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.
✦ Dopo il tramontoRoma di notte
Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.
✦ MareCapri e Costiera Amalfitana
Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.
✦ Con i bambiniScuola dei gladiatori
Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.
✦ Poco sforzoSegway e monopattino
Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.
✦ MercoledìUdienza papale
Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.
✦ Poco affollatoTerme di Caracalla
Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.
✦ A 30 minutiOstia Antica
La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.
✦ Alta velocitàNapoli e Pompei
Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.
✦ Prima dell'aperturaVaticano: ingresso anticipato
Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.
✦ Senza faticaTour in e-bike
Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.
Che cosa è davvero l'EUR, Esposizione Universale Roma
L'EUR non è un monumento e non è un museo: è un pezzo di città progettato tutto insieme, su circa quattrocento ettari, per ospitare una esposizione universale che non si tenne mai. Nasce come E42, sigla dell'Esposizione Universale del 1942, e il nome attuale è l'acronimo di quel progetto, sopravvissuto all'evento che avrebbe dovuto celebrare. Chi arriva qui dal centro storico prova un piccolo capogiro: le strade sono larghe il doppio, gli isolati enormi, i marciapiedi vuoti, il travertino ovunque. Roma cambia grammatica nel giro di dieci minuti di metropolitana.
La differenza fra l'EUR e gli altri quartieri di Roma è che qui l'ordine non è il risultato di secoli di stratificazione, ma di una decisione presa a tavolino nel 1935 e imposta su una campagna quasi vuota. Il risultato è ambiguo per definizione, e va guardato con occhi adulti: architettura di regime, che il regime non fece in tempo a inaugurare, completata in gran parte dalla Repubblica negli anni della ricostruzione e poi riempita di ministeri, banche e assicurazioni. La mia opinione, dopo vent'anni di gruppi accompagnati quaggiù, è semplice: l'EUR è il posto più istruttivo di Roma per capire il Novecento italiano, ed è uno dei meno frequentati dai visitatori stranieri. Uno sbaglio che gioca a favore di chi ci va.
Il nome indica anche una precisa entità amministrativa, la zona urbanistica 12A del Municipio IX, e una società per azioni, EUR S.p.A., che possiede e gestisce buona parte del patrimonio immobiliare del quartiere. Il perimetro turistico però è più largo del perimetro catastale: nell'uso comune si chiama EUR anche la fascia di parchi, impianti sportivi e strutture congressuali che gli cresce attorno.
Come arrivare all'EUR, Esposizione Universale Roma
Con la metropolitana linea B
La linea B della metropolitana di Roma taglia l'EUR da nord a sud e resta il modo migliore per arrivarci. Le tre stazioni di riferimento sono EUR Magliana, EUR Palasport ed EUR Fermi, cui si aggiungono Marconi, aperta il 26 aprile 1994 quando i treni tornarono sul tracciato originario dopo anni di deviazione sui binari della Roma Lido, e il capolinea Laurentina. Le prime tre sono le stazioni storiche del quartiere: entrarono in servizio il 10 febbraio 1955, il giorno dopo l'inaugurazione della prima tratta della metropolitana, tenuta il 9 febbraio dal presidente della Repubblica Luigi Einaudi, e allora si chiamavano Magliana, Esposizione Ovest ed Esposizione Est. I nomi vecchi compaiono ancora negli elenchi degli edifici originari dell'E42, ed è utile saperlo per non confondersi leggendo le fonti d'epoca.
Regola pratica: per il Palazzo della Civiltà Italiana e per il Museo delle Civiltà si scende a EUR Fermi o a EUR Palasport; per il laghetto e il Parco Centrale del Lago la fermata giusta è EUR Palasport, che sbuca a un centinaio di metri dalla riva; per la Nuvola e il quadrante congressuale conviene EUR Magliana o EUR Fermi, a seconda dell'ingresso indicato dall'organizzatore dell'evento.
In automobile, in taxi e in bicicletta
La via Cristoforo Colombo, che fino al dopoguerra si chiamava via Imperiale, collega il centro all'EUR con una carreggiata larghissima e pochi semafori. Dal Colosseo, senza traffico, sono una ventina di minuti. Il quartiere non ha zona a traffico limitato come il centro storico, e questo lo rende una delle poche parti di Roma monumentale dove arrivare in automobile ha senso. Chi pedala trova un tessuto favorevole, con viali rettilinei e dislivelli contenuti, e la Passeggiata del Giappone lungo il lago è uno dei percorsi ciclabili più piacevoli della città.
A piedi, dentro il quartiere
Le distanze all'EUR ingannano. Sulla carta pare tutto vicino, in realtà da piazza Guglielmo Marconi al Palazzo della Civiltà Italiana si cammina una decina di minuti buoni, e dal laghetto alla basilica dei Santi Pietro e Paolo se ne mettono in conto quindici, con una salita finale che d'agosto pesa. Un giro completo, senza entrare da nessuna parte, richiede due ore e mezza di passo tranquillo. Scarpe comode e una bottiglia d'acqua: l'ombra, in questo quartiere di piazze aperte, è una merce rara.

Il progetto originario dell'EUR, Esposizione Universale Roma
1935: l'idea di Bottai e la scelta di Mussolini
Nel 1935 il governatore di Roma Giuseppe Bottai propose a Mussolini di candidare la capitale a ospitare l'esposizione universale del 1942. La data non era casuale: cadeva a vent'anni esatti dalla marcia su Roma, e un'esposizione universale era, nella cultura politica di allora, il palcoscenico internazionale per eccellenza. Parigi, Chicago, Bruxelles avevano fatto scuola. Roma voleva la sua vetrina, e la voleva permanente: fu questa la scelta che ha cambiato tutto, perché mentre le altre esposizioni smontavano i padiglioni dopo sei mesi, qui si decise di costruire in travertino e marmo un quartiere destinato a restare.
Il governo sostenne l'iniziativa creando un ente autonomo dedicato, l'Ente Autonomo Esposizione Universale di Roma, istituito con la legge del 26 dicembre 1936, numero 2174, e affidato alla presidenza del senatore Vittorio Cini, industriale veneziano abituato a maneggiare grandi cantieri. L'ente ricevette risorse ingenti, poteri di esproprio e una autonomia amministrativa che, in forme diverse, è arrivata fino a oggi: la stessa EUR S.p.A. che gestisce il quartiere è la discendente diretta di quell'ente del 1936, trasformato in società per azioni e oggi partecipata al novanta per cento dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e al dieci per cento da Roma Capitale.
Perché proprio le Tre Fontane
La zona prescelta fu quella delle Tre Fontane, allora campagna e vigne a sud della città. La ragione non era logistica, era simbolica: si voleva collegare idealmente la Roma imperiale, rappresentata dalle Terme di Caracalla, con il mar Tirreno, lungo il rettilineo della via Imperiale che oggi si chiama via Cristoforo Colombo. Roma tornava verso il mare, come nella retorica del tempo, e il nuovo quartiere doveva essere il terzo polo di espansione della capitale a sud ovest. Poco più in là sorgeva già l'abbazia delle Tre Fontane, il complesso monastico che ha dato il nome all'intera area e che è tuttora il contraltare più antico e più silenzioso del quartiere razionalista.
C'era un ostacolo tecnico non da poco: l'area meridionale era estranea al Piano Regolatore del 1931. Fu necessario adottare norme apposite, e una commissione approvò il progetto attraverso una serie di piani particolareggiati esecutivi. Il governatorato ebbe fondi enormi per gli espropri dei circa quattrocento ettari e per la costruzione degli edifici. Il progetto generale, rivisto più volte, fu chiuso solo nel 1938.
Piacentini e la squadra degli architetti
Cini chiamò a raccolta il meglio dell'architettura italiana dell'epoca, mettendo insieme nomi che in altre sedi si combattevano: Giuseppe Pagano, Luigi Piccinato, Luigi Vietti, Adalberto Libera, Gaetano Minnucci, Ernesto Lapadula, Mario Romano, Luigi Moretti. Sopra tutti, il coordinamento tecnico di Marcello Piacentini, l'architetto che il regime prediligeva per il suo classicismo essenzializzato, capace di mettere d'accordo colonne e cemento armato.
Il compromesso che ne uscì è la cifra dell'EUR: pianta ortogonale di derivazione romana, assi monumentali, edifici squadrati e massicci, rivestimenti chiari di travertino e marmo, con dentro le tecniche del razionalismo italiano. Chi cerca il razionalismo puro all'EUR resta deluso, e chi cerca il neoclassicismo pure. È un ibrido, ed è proprio l'ibrido a renderlo interessante. Un'opinione che ripeto sempre ai gruppi: qui l'architettura non va giudicata bella o brutta, va letta come un documento politico costruito in pietra, e come tale funziona ancora benissimo.
26 aprile 1937: il pino di Mussolini
I lavori iniziarono il 26 aprile 1937, con una cerimonia in cui Mussolini piantò un pino romano sul terreno destinato al nuovo quartiere. Il gesto, teatrale quanto si vuole, segna la data d'inizio effettiva del cantiere più grande che Roma abbia visto nel Novecento. Nei due anni successivi il quartiere prese forma a una velocità impressionante, con migliaia di operai, una ferrovia di servizio e un villaggio operaio costruito apposta per alloggiare le maestranze.
Perché l'Esposizione Universale del 1942 non si tenne mai
Le ragioni sono tre, e vanno dette tutte. La prima è il ritardo dei lavori: il progetto principale fu definito solo nel 1938 e alcuni edifici erano appena impostati quando sarebbe stato necessario averli finiti. La seconda è l'improvvisa morte del governatore Piero Colonna, che privò il cantiere della sua regia politica romana. La terza, decisiva, è la preparazione della partecipazione italiana alla seconda guerra mondiale, che dirottò materiali, manodopera e denaro verso altri fronti. Nel 1942 i lavori furono interrotti.
Il conto fu pesante. La maggior parte delle opere rimase incompiuta; alcune, come il teatro previsto sulla piazza Imperiale, non furono mai nemmeno iniziate. L'esposizione non si aprì, e per qualche anno l'E42 fu un enorme scheletro urbano in mezzo alla campagna, con palazzi senza infissi, strade tracciate e nessun abitante. Eppure quell'impresa mancata lasciò in eredità un impianto di opere e di servizi, dalle fognature alla viabilità alle condotte, che avrebbe permesso dopo la guerra la nascita di un quartiere vero.
La guerra all'EUR, Esposizione Universale Roma
Nel 1944 il territorio dell'EUR fu occupato dalle forze armate tedesche che dal mare risalivano verso Roma, e servì da luogo di accantonamento delle truppe. Il Palazzo della Civiltà Italiana fu trasformato in officina di riparazione; il villaggio operaio divenne caserma. Gli edifici furono svuotati sistematicamente: dal ristorante ufficiale fu portata via l'intera attrezzatura per equipaggiare le mense militari tedesche, e ciò che rimaneva nel villaggio operaio fu asportato dai civili.
Quando i tedeschi cominciarono la ritirata abbandonando Roma, il 2 giugno 1944, all'EUR subentrarono gli alleati. Poi il quartiere restò vuoto e inabitabile. Dell'impresa E42 nel dopoguerra rimanevano soltanto ruderi e spazi non edificati, scollegati dalla città. È il punto più basso della storia di questo luogo, e vale la pena tenerlo a mente mentre si cammina fra i prati curati del Parco Centrale del Lago: ottant'anni fa qui era tutto rovina e sterpaglia.
La rinascita degli anni Cinquanta all'EUR, Esposizione Universale Roma
Dai primi anni Cinquanta l'EUR diventò il caso esemplare della ricostruzione italiana del dopoguerra, e uno dei motori della ripresa economica e sociale del Paese. L'intuizione fu di trasformare il difetto in vantaggio: il verde, la grande carenza di Roma, sarebbe diventato la specialità dell'EUR. Un quartiere parco, insomma, di cui bisognava però potenziare le qualità urbane, perché fino ad allora c'erano palazzi e non c'era città.
Accanto all'edilizia residenziale si mise mano al completamento degli edifici storici rimasti a metà. Furono portati a termine il Palazzo degli Uffici, il Palazzo della Civiltà Italiana, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, il Palazzo dei Congressi, una parte del complesso delle Esedre, oggi piazza delle Nazioni Unite, una parte dell'ex piazza Imperiale, oggi piazza Guglielmo Marconi, una parte dell'edificio delle Forze Armate, destinato poi a sede dell'Archivio centrale dello Stato, e l'ex Ristorante Ufficiale, che oggi ospita un bar e uffici di Roma Capitale. Fu completata la viabilità e furono sistemate le zone a parco.
Negli edifici affacciati su piazza Guglielmo Marconi si insediarono i musei: il Museo della Civiltà Romana, il Museo delle Arti e Tradizioni Popolari, il Museo Preistorico Etnografico Pigorini e il Museo dell'Alto Medioevo. È la nascita del polo museale dell'EUR, che oggi è confluito quasi per intero nel Museo delle Civiltà.
Dal 1955 si programmò il trasferimento all'EUR dei ministeri delle finanze, della sanità, delle comunicazioni, del commercio estero e della marina mercantile. Arrivarono l'Eni, l'INPS, l'Alitalia, la Esso, la Immobiliare, la SIAE, l'ICE. In pochi anni un quartiere fantasma divenne il quartiere degli uffici, e la trasformazione fu così rapida che ancora oggi la struttura sociale dell'EUR risente di quella scelta: la mattina si riempie di impiegati, la domenica si riempie di famiglie, e nel mezzo resta una calma che al centro di Roma non esiste.
Le Olimpiadi del 1960 e il decollo dell'EUR, Esposizione Universale Roma
I Giochi della XVII Olimpiade, disputati a Roma dal 25 agosto all'11 settembre 1960, sono il vero spartiacque nella vita pubblica di questo quartiere. Il cosiddetto Centro Olimpico Sud raccoglieva gli impianti dell'EUR e quelli immediatamente vicini: il Palazzo dello Sport, la Piscina delle Rose, il Velodromo Olimpico. Nel giro di due anni l'EUR passò dall'essere un cantiere della ricostruzione all'essere il volto moderno che l'Italia mostrava al mondo in televisione.
Le immagini delle Olimpiadi del 1960 fecero per l'EUR quello che l'esposizione mancata non aveva potuto fare: lo consegnarono all'immaginario internazionale. Da allora, e per tutti gli anni Sessanta, il quartiere fu sinonimo di modernità italiana. Con la fine di quel decennio si chiude il primo lungo ciclo evolutivo dell'EUR, quello che coincide con la ripresa del dopoguerra e con il suo rilancio come istituzione pubblica di riconosciuta funzione di centralità.
Del Velodromo Olimpico, opera degli anni Sessanta, oggi non resta nulla: fu demolito, e chi lo cerca sulla mappa non lo trova. Vale la pena saperlo prima di partire, per evitare una camminata a vuoto. Il Palazzo dello Sport, invece, funziona ancora, ed è oggi la maggiore arena coperta della capitale.
Gli edifici originari dell'E42, il nucleo storico dell'EUR
L'elenco delle opere previste e in parte realizzate dal progetto originario è la mappa migliore per capire che cosa si sta guardando. Molte hanno cambiato nome e funzione, alcune non sono mai state costruite, altre esistono ma non si visitano.
- Via Imperiale, oggi via Cristoforo Colombo, l'asse verso il mare.
- Parco Centrale del Lago, con il laghetto dell'EUR.
- Le fermate della metropolitana Esposizione Ovest ed Esposizione Est, oggi EUR Palasport ed EUR Fermi.
- I palazzi dell'INA e dell'INPS, sulle testate di piazza delle Nazioni Unite.
- Il Palazzo degli Uffici, sede storica dell'ente.
- Il Ristorante Ufficiale, oggi bar e uffici comunali.
- Il Palazzo della Civiltà Italiana, il cosiddetto Colosseo Quadrato.
- Il Palazzo dei Ricevimenti e dei Congressi.
- La Porta Imperiale e la Piazza Imperiale, oggi piazza Guglielmo Marconi.
- L'Obelisco di Marconi, al centro della piazza.
- Il Palazzo dell'Arte Antica.
- Il Palazzo dell'Arte Moderna.
- Il Palazzo delle Scienze, oggi una delle sedi del Museo delle Civiltà.
- Il Palazzo delle Arti e Tradizioni Popolari.
- Il Cinema Teatro Imperiale.
- L'Edificio Postale, delle Poste Telegrafi e Telefoni.
- Il Palazzo delle Forze Armate, oggi Archivio centrale dello Stato.
- L'edificio per la Mostra della Romanità, poi Museo della Civiltà Romana.
- La chiesa dei Santi Pietro e Paolo.
- La Porta del Mare, verso sud.
- Il Palazzo dell'Acqua e della Luce.
- Il Villaggio Operaio.
- L'Istituto centrale di bonifica umana, di ortogenesi e di terapia naturistica, poi ospedale Sant'Eugenio.
Un consiglio che do sempre: non provate a vederli tutti in una volta. Sono un elenco da leggere, non un itinerario da percorrere. Sceglietene cinque o sei, quelli che si visitano davvero, e camminate con calma.
Il Palazzo della Civiltà Italiana, il simbolo dell'EUR
Il concorso fu vinto nel 1937 da Giovanni Guerrini, Ernesto Lapadula e Mario Romano; il cantiere aprì nel luglio 1938 e l'edificio fu aperto ancora incompiuto nel 1940, per essere terminato dopo la guerra. La facciata presenta cinquantaquattro archi per fronte, disposti su nove file in linea e sei in colonna, ed è questa griglia regolarissima ad avergli meritato il soprannome di Colosseo Quadrato. L'altezza è di sessanta metri, il lato di base misura cinquantatré metri, e sul fronte verso la ferrovia il basamento a gradoni raggiunge i diciotto metri.
Sotto gli archi del piano terra sono collocate ventotto statue allegoriche delle virtù e delle attività italiane, dall'eroismo alla musica, dall'artigianato alla filosofia, dal commercio all'industria alla medicina. Ai quattro angoli del basamento vegliano i gruppi equestri dei Dioscuri, opera di Publio Morbiducci e Alberto Felci. L'iscrizione che corre sul travertino, un popolo di poeti di artisti di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori di trasmigratori, deriva dal discorso pronunciato da Mussolini il 2 ottobre 1935.
Dal luglio 2013 l'edificio è concesso in locazione alla maison Fendi, che vi ha la sede e vi mantiene uno spazio espositivo aperto al pubblico. La storia completa, con la lettura architettonica dettagliata e le informazioni sulla visita, è nella pagina dedicata al Colosseo Quadrato: qui basti dire che è l'edificio più fotografato del quartiere e che la luce migliore lo prende nel tardo pomeriggio, quando il travertino vira all'ocra.
Il Palazzo dei Congressi di Adalberto Libera
Se il Colosseo Quadrato è il manifesto dell'EUR, il Palazzo dei Ricevimenti e dei Congressi ne è il capolavoro architettonico vero. Adalberto Libera lo progettò nella seconda metà degli anni Trenta, il cantiere partì nel 1938 e si concluse solo nel 1954, con la lunga interruzione della guerra nel mezzo. L'impianto è di una chiarezza quasi matematica: un cubo di quarantacinque metri di lato che definisce un volume interno libero.
Il salone dei ricevimenti è coperto da una volta a crociera ribassata sostenuta da due travi reticolari metalliche di tipo Vierendeel, disposte in diagonale e incrociate a novanta gradi. Sopra corre un'orditura di travi metalliche e travi secondarie con un solaio di tipo Perret, rivestito in rame. Tutta la struttura in cemento armato è mascherata dal rivestimento in travertino che le conferisce il carattere monumentale preteso dalle direttive del regime. È un edificio doppio, insomma: razionalista dentro, imperiale fuori.
All'interno si conservano un affresco allegorico di Achille Funi con la Roma trionfante sulla parete dell'atrio e un dipinto su masonite di Gino Severini con scene agresti, realizzato durante i lavori di completamento del dopoguerra. Durante le Olimpiadi del 1960 il palazzo ospitò le gare di scherma; fra il 2002 e il 2016 vi si è tenuta la fiera dell'editoria Più libri più liberi. Oggi accoglie congressi, mostre, seminari ed eventi culturali, e si visita quando è aperto per una manifestazione: la pagina del Palazzo dei Congressi raccoglie il calendario e le informazioni pratiche.
La basilica dei Santi Pietro e Paolo all'EUR
Sull'altura di via Cristoforo Colombo, dominante l'intero quartiere, la basilica dei Santi Pietro e Paolo è la prova che anche l'architettura sacra entrò nel programma dell'E42. La progettazione fu affidata agli architetti Arnaldo Foschini, Alfredo Energici, Vittorio Grassi, Nello Ena, Tullio Rossi e Costantino Vetriani; il progetto fu approvato nel settembre 1938 e i lavori cominciarono nell'aprile 1939, per riprendere poi nel 1953 dopo l'interruzione bellica.
La chiesa fu aperta al culto nel luglio 1955, ottenne il titolo parrocchiale nel dicembre 1958 e fu elevata a basilica minore nel 1967, dopo la dedicazione celebrata dal cardinale Franjo Šeper nel giugno 1966. La pianta è a croce greca. La cupola emisferica ha un diametro di trentadue metri, che la colloca al quarto posto fra le cupole di Roma dopo quelle del Pantheon, di San Pietro in Vaticano e di San Giovanni Bosco: un dato che quasi nessuno conosce e che da solo giustifica la salita.
Sotto il portico, ai lati dell'ingresso, sono collocate le grandi statue dei santi Pietro e Paolo. All'interno spiccano il Cristo trionfante sopra l'altare maggiore e il mosaico della Madonna con angeli nella cappella dell'Immacolata. L'organo a canne fu costruito nel 1960 da Libero Rino Pinchi e ampliato nel 1990. Una scalinata monumentale collega la basilica a viale Europa, ed è la passeggiata che consiglio sempre: si sale dal basso, lentamente, e la cupola cresce davanti agli occhi. Approfondimenti e orari nella pagina dei Santi Pietro e Paolo.
Il Palazzo degli Uffici, il primo edificio finito dell'E42
Gaetano Minnucci ricevette l'incarico il 25 ottobre 1937, sotto la supervisione di Marcello Piacentini e con la direzione dei lavori affidata a Pietro Ferri. L'edificio fu ultimato nel 1939 e fu il primo palazzo del quartiere a essere completato: nasceva come sede dell'ente che costruiva l'esposizione, cioè come cantiere del cantiere.
Vale una sosta anche solo dall'esterno, perché concentra un repertorio decorativo notevole: la fontana con diciotto vasche rivestite di marmi bicolori, i pannelli decorativi di Gino Severini, Giulio Rosso e Giovanni Guerrini, i rilievi di Publio Morbiducci con la storia dell'edilizia romana, gli affreschi di Giorgio Quaroni con la fondazione di Roma e i gruppi scultorei di Dino Basaldella. È l'edificio dove si vede meglio come funzionava la macchina delle arti applicate all'architettura di regime: nulla è lasciato al caso, ogni superficie racconta qualcosa.
L'Obelisco di Marconi in piazza Guglielmo Marconi
Al centro della piazza che era la Piazza Imperiale si alza l'obelisco dedicato a Guglielmo Marconi, opera dello scultore carrarese Arturo Dazzi. Fu commissionato nel 1939 e il lavoro si fermò nel 1940 con l'entrata in guerra dell'Italia, per riprendere solo nel 1951; l'opera fu conclusa e inaugurata il 12 dicembre 1959. La struttura è in calcestruzzo armato rivestito con novantadue lastre di marmo di Carrara, scolpite ad altorilievo su quattro file sovrapposte.
Guardatelo da vicino, perché è un monumento che paga la distanza male e la vicinanza benissimo: da lontano sembra una guglia bianca qualsiasi, da sotto si leggono le scene dedicate al progresso scientifico e alla figura di Marconi, e si capisce quanto lavoro di scalpello ci sia dentro. Se dovessi indicare il monumento più sottovalutato dell'EUR, indicherei questo senza esitare.

Il laghetto e il Parco Centrale del Lago all'EUR
Numeri e progetto del Parco Centrale del Lago
Il parco copre circa centosessantamila metri quadrati, divisi grosso modo a metà fra verde e specchio d'acqua. Il disegno originario risale al 1937 e porta le firme di Raffaele De Vico e Marcello Piacentini; il gruppo di lavoro esecutivo, sotto la consulenza di De Vico, si costituì nel 1939, poi la guerra fermò tutto. Il parco fu realizzato davvero solo nel dopoguerra, ancora sotto la guida di De Vico e con l'ingegnere Giorgio Biuso, e prese la forma attuale fra gli anni Cinquanta e Sessanta.
Il bacino artificiale è lungo circa un chilometro e largo da un minimo di sessanta a un massimo di centotrenta metri, con profondità che vanno dai due ai quattro metri e una superficie che supera gli ottantamila metri quadrati. Non è un laghetto ornamentale qualsiasi: è una delle più grandi opere d'acqua costruite a Roma dopo l'antichità, e la scala si percepisce solo camminandoci intorno, cosa che porta via una quarantina di minuti.
La cascata sotto il Palazzo dello Sport
Dal fianco della collina, sotto il Palazzo dello Sport, una cascata alimenta il lago. Non è un capriccio scenografico: serve anche a ossigenare l'acqua e a rifornire il sistema antincendio. È il punto del parco dove porto sempre i gruppi quando il tempo stringe, perché in una sola inquadratura si vedono l'acqua, il verde e la calotta del palasport.
I ciliegi giapponesi e la Passeggiata del Giappone
Nel luglio 1959 il primo ministro giapponese Nobusuke Kishi donò a Roma duemilacinquecento ciliegi da fiore, prunus serrulata, e una parte consistente fu piantata proprio qui. Da quel dono nasce la Passeggiata del Giappone, il percorso pedonale e ciclabile che costeggia il lago. La fioritura, fra fine marzo e inizio aprile a seconda dell'annata, è uno degli spettacoli naturali più belli di Roma e resta incredibilmente poco frequentato dai turisti stranieri: nei giorni buoni, i romani lo sanno e arrivano presto. Andateci di mattina presto in settimana, non la domenica pomeriggio.
La pagina del laghetto dell'EUR raccoglie i dettagli sui percorsi, sul noleggio delle barche e sulle attività che si svolgono lungo le rive. Poco più in là, l'EUR Social Park è diventato negli ultimi anni il polo delle rassegne estive del quartiere.
Il Palazzo dello Sport dell'EUR, Nervi e Piacentini
Progettato nel 1956 da Marcello Piacentini per la parte architettonica e da Pier Luigi Nervi per quella strutturale, il Palazzo dello Sport fu costruito fra il 1958 e il 1960 in vista dei Giochi. L'edificio è circolare, con un diametro massimo di poco inferiore ai cento metri, e accoglie circa dodicimila spettatori su due anelli di gradinate.
Il dato che lascia a bocca aperta chiunque abbia un minimo di dimestichezza con l'ingegneria è lo spessore della calotta sferica in cemento: nove centimetri. Nove. Su una luce di quelle dimensioni. È Nervi al suo meglio, e la vetrata continua che avvolge il perimetro serve proprio a far galleggiare visivamente quella cupola sottilissima, dando all'edificio il suo aspetto cilindrico.
Durante le Olimpiadi del 1960 ospitò le gare di pallacanestro e di pugilato. Poi la lunga stagione dei concerti: il palazzo ha cambiato più volte denominazione commerciale, è stato PalaEUR nel linguaggio comune e PalaLottomatica dal 1999 al 2018, dopo una ristrutturazione legata alla sponsorizzazione. Oggi è una delle due arene multifunzionali italiane dell'European Arenas Association, ospita una squadra di pallavolo femminile di serie A1 e continua a essere la sede dei grandi concerti romani al coperto. Calendario e informazioni nella pagina del Palazzo dello Sport.

La Nuvola di Fuksas, il volto contemporaneo dell'EUR
Il Roma Convention Center, che tutti chiamano la Nuvola, è il progetto di Massimiliano Fuksas inaugurato nel 2016 in viale Asia 25. È l'edificio che ha rimesso l'EUR sulle mappe dell'architettura internazionale dopo mezzo secolo di silenzio, e ha una struttura in tre parti che vale la pena distinguere quando la si guarda dalla strada.
La prima è la teca: un parallelepipedo di quaranta metri di altezza in vetro e travertino, che cita il materiale storico del quartiere e lo rende trasparente. La seconda è la nuvola vera e propria, il volume sospeso in acciaio rivestito di fibra di vetro siliconata che contiene l'auditorium principale, con millesettecentoquarantotto posti, milleduecentotrentasei in platea e cinquecentododici in galleria. La terza è la lama, la torre alta cinquantacinque metri che ospita un albergo a quattro stelle con quattrocentotrentanove camere.
I numeri complessivi dicono oltre ventiseimila metri quadrati di superficie utile dentro un complesso che ne supera i cinquantacinquemila: il livello meno uno offre novemila metri quadrati di sale modulari, fino a trentanove ambienti da dodici a cinquecento persone ciascuno e una configurazione plenaria da quattromilasettecentottanta posti; il livello forum mette a disposizione settemilatrecento metri quadrati per quattromila persone; attorno all'auditorium si aprono tre foyer da millecinquecento, cinquecento e cinquecento metri quadrati.
Opinione netta, e non di tutti: la Nuvola funziona meglio di sera che di giorno. Con l'illuminazione interna accesa il guscio sospeso si legge davvero come una massa fluttuante dentro la teca; a mezzogiorno il riflesso sul vetro se lo mangia. Il quartiere ha una regola non scritta: il razionalismo prende la luce del mattino, il contemporaneo quella della notte. Dettagli e calendario nella pagina della Nuvola di Fuksas.
I musei dell'EUR, Esposizione Universale Roma
Il Museo delle Civiltà in piazza Guglielmo Marconi
Istituito nel 2016 con decreto ministeriale, il Museo delle Civiltà ha riunito in un unico istituto dotato di autonomia speciale quattro musei nazionali che all'EUR esistevano già da decenni: il Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini, il Museo dell'Alto Medioevo, il Museo Nazionale d'Arte Orientale Giuseppe Tucci e il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, la cui collezione porta il nome di Lamberto Loria. Dal 2011 vi sono confluite anche le raccolte dell'ex Museo Africano.
La sede principale è in piazza Guglielmo Marconi 14, telefono 06 549521, e occupa due edifici dell'E42: il Palazzo delle Scienze, che ospita le sezioni preistorica, etnografica, altomedievale e orientale, e il Palazzo delle Arti e Tradizioni Popolari, inaugurato nel 1956, dove ha sede la raccolta Loria. La direzione è affidata ad Andrea Viliani. Orari, giorni di chiusura e tariffe cambiano con i lavori di riallestimento in corso e vanno controllati sul sito ufficiale del museo prima di mettersi in viaggio.
Il consiglio pratico è di non trattarlo come un museo unico da vedere in due ore, perché non lo è: sono quattro musei in due palazzi, e il tempo si esaurisce in fretta. Se avete mezza giornata scegliete una sezione. Le pagine dedicate al Museo Preistorico Pigorini e al Museo delle Arti e Tradizioni Popolari Lamberto Loria aiutano a decidere prima.
Il Museo della Civiltà Romana e il plastico di Roma imperiale
È la ferita aperta del quartiere. Il Museo della Civiltà Romana, di proprietà comunale, ha chiuso al pubblico il 31 gennaio 2014 dopo un'ispezione del Ministero del Lavoro del 2013 che aveva rilevato irregolarità e imposto interventi di adeguamento e messa a norma dell'edificio. Da allora è chiuso, e il progetto di restauro, finanziato con circa venti milioni e settecentomila euro del piano nazionale di ripresa, ha attraversato più fasi di programmazione.
Dentro c'è, fermo e imballato, uno dei pezzi più straordinari che Roma possieda: il plastico di Roma imperiale, realizzato in gesso alabastrino in scala uno a duecentocinquanta, con una superficie di oltre duecentocinquanta metri quadrati, ideato dall'archeologo Italo Gismondi ed eseguito dall'artigiano Pierino Di Carlo. Rappresenta la città all'epoca di Costantino, nel quarto secolo. Accanto, la galleria dei calchi integrali della Colonna Traiana, disposti su quattro file parallele, che permette di leggere da vicino i circa duemilacinquecento personaggi del rilievo, cosa impossibile davanti all'originale ai Mercati di Traiano. Chi mi chiede quale sia il museo chiuso che vorrei più di ogni altro riaperto a Roma, ha già la risposta.
Il Luneur, il luna park storico dell'EUR
Il Luneur è il più antico parco divertimenti d'Italia. Aprì nel 1953 in occasione della Fiera Internazionale dell'Agricoltura, prese il nome dal quartiere e si insediò su un'area di sessantottomila metri quadrati lungo via delle Tre Fontane; fra i fondatori ci furono operatori dello spettacolo viaggiante come Adalberto Mirabito e Antonio Frezzato. Il periodo d'oro fu a cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta, dopo di che il parco smise di rinnovarsi e perse pubblico.
La chiusura arrivò il 19 aprile 2008, dopo un bando avviato da EUR S.p.A. per ammodernare l'impianto. Cinecittà Entertainment si aggiudicò la gara nel febbraio 2008, ma i lavori partirono solo nel gennaio 2016 a causa del contenzioso con la gestione precedente. Il 27 ottobre 2016 il Luneur ha riaperto completamente ristrutturato, con una venticinquina di attrazioni pensate per bambini da zero a dodici anni e per le famiglie, dopo un investimento di circa ventuno milioni di euro; la storica ruota panoramica è tornata a girare il 27 dicembre 2016. Orari e tariffe si verificano sul sito ufficiale del parco, perché la stagionalità è forte.
L'EUR oggi, il quartiere degli uffici e delle banche
Negli ultimi decenni l'EUR ha assunto una funzione residenziale e commerciale insieme, favorito dalla posizione decentrata e dalla vicinanza alle grandi infrastrutture di trasporto. Ospita sedi centrali o periferiche di enti pubblici, dai ministeri dello sviluppo economico, della salute, delle infrastrutture e dei trasporti a ICE, SIAE, INAIL e INPS, e di imprese private: Confindustria, UniCredit, Poste italiane, Eni, Q8, Procter and Gamble, Engineering, Microsoft, Unilever, Accenture, Bristol-Myers.
Nell'ottobre 2004 il quartiere ha ospitato la conferenza intergovernativa dell'Unione europea; nell'ottobre 2021 il vertice del G20, alla Nuvola. Oggi l'EUR è il più importante polo finanziario e terziario della capitale e uno dei maggiori d'Italia, con banche, uffici pubblici e privati e un polo museale, ed è l'area più attiva di Roma dal punto di vista economico. Il patrimonio immobiliare gestito da EUR S.p.A. vale circa settecentotrentotto milioni di euro e comprende oltre settanta ettari di parchi e giardini, cinque dei quali principali, fra cui il Parco Centrale del Lago e il Giardino degli Ulivi. Nel 2025 il quartiere ha registrato oltre un milione e mezzo di presenze fra congressi, convegni, concerti ed eventi sportivi.
Chi arriva all'EUR aspettandosi un quartiere turistico si sbaglia di grosso: è un quartiere di lavoro con dentro dei monumenti. Ed è esattamente per questo che nel fine settimana si visita meglio, quando i parcheggi si svuotano e le piazze restano ai romani.
L'EUR al cinema
Nessun quartiere di Roma ha prestato le sue geometrie al cinema quanto questo. Il caso più celebre è L'eclisse di Michelangelo Antonioni, girato nel 1961 e uscito nel 1962, con Monica Vitti, Alain Delon e Francisco Rabal: le architetture fredde e geometriche dell'EUR diventano la materia stessa del film, il correlativo visivo dell'incomunicabilità fra i protagonisti. Gli ultimi dieci minuti, silenziosi e senza personaggi, sostituiscono agli attori gli oggetti inerti e le architetture metafisiche del quartiere, e si chiudono su una strada illuminata dal bagliore di un lampione.
Consiglio di guardare quel finale prima di venire, e poi cercare le stesse inquadrature dal vivo. Funziona: sessant'anni dopo, molti angoli sono rimasti identici. È il modo migliore che conosco per far capire a un gruppo perché l'EUR non è un quartiere qualunque.

L'EUR con i bambini
Il quartiere è generoso con le famiglie, molto più del centro storico. Il Luneur è pensato per la fascia zero dodici anni ed è l'unico parco divertimenti dentro Roma; il Parco Centrale del Lago offre prati, ombra e spazio per correre senza automobili attorno; il Museo delle Civiltà, nelle sezioni preistorica ed etnografica, funziona bene con i ragazzi dagli otto anni in su. Le distanze si coprono con passeggini senza problemi, perché i marciapiedi sono larghi e i sampietrini non esistono.
L'unico avvertimento serio riguarda l'estate. Fra giugno e settembre le piazze dell'EUR diventano forni: travertino, asfalto e nessun riparo. Con bambini piccoli, da luglio ad agosto, si esce prima delle dieci del mattino o dopo le sei di sera, e in mezzo si resta all'ombra del parco.
Accessibilità dell'EUR, Esposizione Universale Roma
Il quartiere è pianeggiante nella sua parte centrale, con marciapiedi ampi e attraversamenti regolari: per chi si muove in sedia a rotelle è fra le zone monumentali più praticabili di Roma. Le eccezioni sono due, e vanno messe in conto. La prima è la scalinata monumentale che sale alla basilica dei Santi Pietro e Paolo, superabile per via carrabile con un giro più lungo. La seconda è il dislivello fra il Palazzo dello Sport e il lago, servito dalla cascata e da rampe non sempre comode. Le stazioni della metropolitana linea B non sono tutte attrezzate allo stesso modo: la disponibilità degli ascensori si controlla il giorno stesso sui canali del gestore del trasporto pubblico.
Domande frequenti su EUR, Esposizione Universale Roma
Quanto costa visitare l'EUR, Esposizione Universale Roma?
L'EUR è un quartiere pubblico e la passeggiata al suo interno non costa nulla: piazze, viali, il Parco Centrale del Lago e la vista esterna dei palazzi monumentali sono gratuiti e accessibili a qualsiasi ora. Si paga solo l'ingresso ai singoli luoghi, come il Museo delle Civiltà o il Luneur, e il biglietto degli eventi ospitati al Palazzo dello Sport o al Palazzo dei Congressi.
Come si arriva all'EUR con i mezzi pubblici?
All'EUR si arriva con la linea B della metropolitana di Roma, che taglia il quartiere da nord a sud e resta il modo migliore per raggiungerlo. Le stazioni di riferimento sono EUR Magliana, EUR Palasport ed EUR Fermi, cui si aggiungono Marconi e il capolinea Laurentina: le prime tre sono quelle utili per i palazzi monumentali del nucleo storico.
Il Museo della Civiltà Romana all'EUR è ancora aperto?
No, il Museo della Civiltà Romana all'EUR, con il celebre plastico di Roma imperiale, ha chiuso i battenti il 31 gennaio 2014 e da allora non ha riaperto. Molte guide cartacee lo citano ancora come attivo, quindi conviene verificare lo stato prima di organizzare la visita per evitare di trovarsi davanti a un edificio chiuso.
Che cos'è il Palazzo della Civiltà Italiana, il Colosseo Quadrato dell'EUR?
Il Palazzo della Civiltà Italiana è l'edificio simbolo dell'EUR, soprannominato Colosseo Quadrato per la sua facciata con cinquantaquattro archi per fronte disposti su nove file in linea e sei in colonna. Fu vinto al concorso nel 1937 da Giovanni Guerrini, Ernesto Lapadula e Mario Romano, con cantiere aperto nel luglio 1938 e apertura ancora incompiuta nel 1940.
L'EUR è adatto a una visita con i bambini?
Sì, l'EUR è un quartiere generoso con le famiglie, più del centro storico di Roma. Il Luneur, pensato per la fascia zero dodici anni, è l'unico parco divertimenti dentro Roma; il Parco Centrale del Lago offre prati e spazio per correre senza automobili; il Museo delle Civiltà funziona bene con i ragazzi dagli otto anni in su.
L'EUR è accessibile a chi si muove in sedia a rotelle?
Sì, la parte centrale dell'EUR è pianeggiante, con marciapiedi ampi e attraversamenti regolari, ed è fra le zone monumentali più praticabili di Roma per chi si muove in sedia a rotelle. Le eccezioni riguardano la scalinata monumentale che sale alla basilica dei Santi Pietro e Paolo, superabile con un giro più lungo per via carrabile, e un dislivello segnalato nella zona del Palazzo dello Sport.
Qual è il periodo migliore per visitare l'EUR?
La stagione migliore per visitare l'EUR è la primavera, fra la fine di marzo e la metà di maggio, quando i ciliegi del Parco Centrale del Lago fioriscono. Un secondo momento consigliato è ottobre, con la luce bassa che valorizza il travertino dei palazzi, mentre l'estate risulta più piacevole la sera.
Perché l'Esposizione Universale del 1942 a Roma non si tenne mai?
L'Esposizione Universale del 1942, da cui l'EUR prende il nome, non si tenne per tre ragioni concomitanti: il ritardo dei lavori, con il progetto principale definito solo nel 1938, l'improvvisa morte del governatore Piero Colonna che privò il cantiere della sua regia politica, e l'entrata dell'Italia nella seconda guerra mondiale.
Quando andare all'EUR, Esposizione Universale Roma
La stagione migliore è la primavera, fra la fine di marzo e la metà di maggio, quando i ciliegi del Parco Centrale del Lago fioriscono e il quartiere si riempie di romani. Il secondo momento buono è ottobre, con la luce bassa che accende il travertino. L'estate è dura di giorno e piacevole solo la sera, quando le rassegne all'aperto animano i parchi. L'inverno ha un vantaggio che pochi considerano: le piazze vuote e il cielo terso restituiscono all'architettura la sua qualità metafisica, ed è il periodo in cui le fotografie riescono meglio.
Sul giorno della settimana ho un'opinione netta e controcorrente: venite di sabato mattina. La domenica il parco è affollatissimo e i musei hanno code; nei giorni feriali il quartiere è invaso da automobili e impiegati. Il sabato mattina è la finestra perfetta, ed è quella che uso quando accompagno gruppi piccoli. Chi organizza una visita guidata su misura per un gruppo o per un'azienda trova assistenza professionale sul sito di TourLeaderPro dedicato all'accompagnamento turistico.
Cosa c'è intorno all'EUR, Esposizione Universale Roma
Il quartiere non è un'isola. Risalendo la via Ostiense verso il centro si incontra la basilica di San Paolo fuori le Mura, la seconda per dimensioni a Roma dopo San Pietro, raggiungibile con la stessa linea B in pochi minuti. Poco oltre, sempre sulla linea B, la Piramide Cestia e il quartiere Testaccio. In direzione opposta, verso il mare, il treno per il Lido porta agli scavi di Ostia Antica, che con l'EUR condivide l'asse ideale verso il Tirreno immaginato nel 1937.
A poche centinaia di metri dal quartiere, l'abbazia delle Tre Fontane conserva il silenzio monastico e i tre santuari legati alla tradizione del martirio di san Paolo: è il contrasto più forte che Roma possa offrire in un raggio di dieci minuti a piedi, e lo consiglio a chiunque abbia mezza giornata. Chi organizza un viaggio a Roma partendo da zero trova un itinerario ragionato di tre giorni nella guida in inglese di ItalyPlanner.
Una curiosità su EUR – Esposizione Universale Roma
La curiosità che quasi nessuno conosce riguarda l'acqua. Il laghetto dell'EUR sembra la classica vasca ornamentale di un parco cittadino, e invece è un'opera idraulica con funzioni tecniche precise: la cascata che scende dalla collina sotto il Palazzo dello Sport non serve solo a fare scena, ma a ossigenare l'acqua del bacino e ad alimentare il sistema antincendio del quartiere. Un lago artificiale lungo circa un chilometro, largo da sessanta a centotrenta metri, profondo dai due ai quattro metri e con una superficie che supera gli ottantamila metri quadrati, non lo si costruisce per fare bello: lo si costruisce perché serve a qualcosa.
C'è una seconda curiosità, ed è ancora meno nota. Le duemilacinquecento piante di ciliegio giapponese che fioriscono lungo la Passeggiata del Giappone non sono un'idea di un giardiniere comunale: arrivano da un dono diplomatico. Nel luglio 1959 il primo ministro giapponese Nobusuke Kishi le regalò alla città di Roma, e una parte consistente fu piantata proprio attorno al lago. Il risultato è che il quartiere costruito per celebrare l'impero italiano ospita oggi il più bell'hanami di Roma, con la fioritura che fra fine marzo e inizio aprile riempie le rive di gente con la macchina fotografica.
La terza, per chi ama i dettagli tecnici: quando si guarda l'Obelisco di Marconi si pensa a un monolite. Non lo è affatto. È una struttura in calcestruzzo armato rivestita con novantadue lastre di marmo di Carrara, scolpite ad altorilievo su quattro file. Un obelisco composito, montato pezzo per pezzo fra il 1939 e il 1959, con vent'anni di interruzione nel mezzo. Poche opere raccontano meglio la storia interrotta e ripresa dell'EUR, Esposizione Universale Roma.
Una cosa che non ti dice nessuno su EUR – Esposizione Universale Roma
Che una parte importante di quello che si viene a vedere è chiusa, e lo è da più di dieci anni. Il Museo della Civiltà Romana, con il plastico di Roma imperiale in scala uno a duecentocinquanta e la galleria dei calchi della Colonna Traiana, ha chiuso i battenti il 31 gennaio 2014 e da allora non ha riaperto. Molte guide cartacee lo citano ancora come attivo; molte persone arrivano davanti all'edificio e trovano un portone sbarrato. Prima di venire fin qui per quel motivo, conviene accertarsi sui canali ufficiali del Comune di Roma dello stato dei lavori di adeguamento, finanziati con circa venti milioni e settecentomila euro del piano nazionale di ripresa.
Il corollario, altrettanto poco detto, riguarda gli altri palazzi. All'EUR quasi tutti gli edifici monumentali sono sedi di enti, ministeri, banche o aziende: si guardano da fuori e non si visitano. Il Palazzo degli Uffici, l'Archivio centrale dello Stato, i palazzi dell'INA e dell'INPS non hanno biglietteria, e non l'avranno. Il Palazzo dei Congressi, il Palazzo dello Sport e la Nuvola si aprono solo in occasione di eventi: senza un congresso o un concerto in corso, restano scatole chiuse. Anche il Palazzo della Civiltà Italiana è oggi in locazione a una maison della moda, che vi mantiene uno spazio espositivo aperto al pubblico ma non trasforma l'edificio in un museo.
Tradotto in pratica: l'EUR, Esposizione Universale Roma, si visita soprattutto camminando, non entrando. Chi arriva con la lista dei musei da spuntare rimane deluso; chi arriva con l'idea di leggere una città si porta a casa la giornata migliore del suo viaggio a Roma. Lo dico ai gruppi da vent'anni e continuo a dirlo: qui l'esterno è il monumento.
Il consiglio che ti do per visitare EUR – Esposizione Universale Roma
Il consiglio è uno e vale più di tutti gli altri messi insieme: scendete a EUR Fermi e risalite a piedi verso nord, non il contrario. La ragione è la luce e la fatica. Partendo da EUR Fermi si attraversa piazza Guglielmo Marconi con l'obelisco di Arturo Dazzi al centro, si prende viale della Civiltà del Lavoro e si arriva al Palazzo della Civiltà Italiana con il sole alle spalle nella prima metà della giornata. Poi si scende verso il Parco Centrale del Lago, che è la parte riposante, e si finisce al laghetto quando le gambe cominciano a chiedere una panchina. Il percorso inverso, con la salita finale al Colosseo Quadrato dopo tre ore di cammino, l'ho provato e non lo rifarei.
Secondo consiglio, sul tempo: date all'EUR mezza giornata piena, non due ore. Le distanze sono ingannevoli, e chi arriva con novanta minuti in tasca vede tre edifici e riparte convinto che il quartiere sia noioso. Non lo è: è lento. Terzo consiglio, sulle scarpe e sull'acqua, che sembrano banalità e non lo sono in un quartiere senza portici, senza ombra e con fontanelle rade.
Quarto, e forse il più utile: controllate il calendario degli eventi prima di venire. Un concerto al Palazzo dello Sport o un congresso alla Nuvola cambiano completamente la giornata, in meglio se volete vedere gli interni, in peggio se cercate il silenzio, perché piazze e parcheggi si riempiono. Ultimo, per chi ha una macchina fotografica seria: portate un obiettivo grandangolare. Gli edifici dell'EUR, Esposizione Universale Roma, sono grandi e le piazze non permettono di indietreggiare abbastanza con un teleobiettivo. Chi organizza il viaggio con la famiglia o con un piccolo gruppo trova un buon punto di partenza fra le trenta cose migliori da fare a Roma nella guida di ItalyPlanner.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che l'EUR sia nato come sede di un'esposizione universale mai celebrata lo sanno quasi tutti. Quello che si cita raramente è la conseguenza urbanistica di quel fallimento: proprio perché l'esposizione non si tenne, il quartiere non fu mai smontato. Le esposizioni universali del Novecento erano progettate per essere effimere, con padiglioni provvisori che sparivano a mostra chiusa. Qui accadde il contrario. La decisione di costruire in travertino e marmo edifici permanenti, presa per ragioni di propaganda, ha lasciato in eredità alla Roma repubblicana un patrimonio edilizio già pronto nel momento esatto in cui la città ne aveva un bisogno disperato.
Il secondo fatto poco citato riguarda le date. Si dice sempre che l'EUR è degli anni Trenta, ed è vero solo per metà. Il Palazzo degli Uffici fu ultimato nel 1939, ma il Palazzo dei Congressi fu finito nel 1954, la basilica dei Santi Pietro e Paolo fu aperta al culto nel luglio 1955, l'Obelisco di Marconi fu inaugurato il 12 dicembre 1959, il Palazzo dello Sport fu costruito fra il 1958 e il 1960, il Palazzo delle Arti e Tradizioni Popolari fu inaugurato nel 1956 e il Parco Centrale del Lago prese forma fra gli anni Cinquanta e Sessanta. Più di metà dell'EUR, Esposizione Universale Roma, è opera della Repubblica, non del regime che lo aveva pensato.
Terzo fatto, il più ironico: la sigla. E42 stava per Esposizione 1942, una data che non si è mai verificata. EUR sta per Esposizione Universale Roma, una manifestazione che non si è mai tenuta. Un intero quartiere di Roma, centinaia di migliaia di persone che ci lavorano e ci abitano, una stazione della metropolitana e una società per azioni portano il nome di un evento che non è mai esistito. Non conosco un altro caso simile in nessuna capitale europea.
La foto giusta da fare a EUR – Esposizione Universale Roma
La fotografia canonica è quella del Palazzo della Civiltà Italiana ripreso dal basso, in diagonale, per far correre in prospettiva le nove file di archi. Si fa da viale della Civiltà del Lavoro, meglio nel tardo pomeriggio quando il travertino vira all'ocra e le ombre entrano dentro le arcate dando profondità alla griglia. È la foto che tutti portano a casa, ed è giusto farla, ma non è la migliore.
La migliore, secondo me, è un'altra: la calotta del Palazzo dello Sport riflessa nell'acqua del laghetto, ripresa dalla riva opposta nella prima ora dopo l'alba, quando la superficie è immobile e la nebbiolina del parco ammorbidisce i contorni. Nervi e Piacentini raddoppiati dall'acqua valgono la sveglia all'alba. La seconda alternativa è la scalinata dei Santi Pietro e Paolo ripresa dal basso, con la cupola da trentadue metri di diametro che chiude l'inquadratura in cima: verticale, semplice, spettacolare.
Per la fioritura dei ciliegi, fra fine marzo e inizio aprile, la posizione giusta è lungo la Passeggiata del Giappone con il lago sulla destra: si mette un ramo fiorito in primo piano sfocato e la superficie d'acqua sullo sfondo. Per la Nuvola, l'ora è quella blu, subito dopo il tramonto, quando l'illuminazione interna rende visibile il guscio sospeso dentro la teca di vetro e travertino alta quaranta metri. Un'avvertenza pratica: molti edifici dell'EUR sono sedi istituzionali e aziendali, e riprendere ingressi e postazioni di sicurezza da vicino può portare a un richiamo del personale di vigilanza. Si fotografa l'architettura, non i presidi.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il primo è il 26 aprile 1937, quando Mussolini piantò un pino romano sul terreno delle Tre Fontane aprendo ufficialmente il cantiere dell'E42. Il secondo è il 1942, l'anno in cui i lavori furono interrotti e l'esposizione universale che avrebbe dovuto celebrare i vent'anni del regime svanì fra il ritardo dei cantieri, la morte improvvisa del governatore Piero Colonna e l'entrata in guerra dell'Italia.
Il terzo è il 1944, l'anno peggiore. Le forze armate tedesche che risalivano dal mare occuparono l'area e la usarono come luogo di accantonamento delle truppe: il Palazzo della Civiltà Italiana fu trasformato in officina di riparazione, il villaggio operaio in caserma, e gli edifici furono svuotati di tutto, comprese le attrezzature del ristorante ufficiale, portate via per equipaggiare le mense militari. Il 2 giugno 1944, con la ritirata tedesca da Roma, subentrarono gli alleati. Poi il quartiere rimase vuoto e inabitabile per anni.
Il quarto avvenimento è il 9 febbraio 1955: il presidente della Repubblica Luigi Einaudi inaugurò la prima tratta della metropolitana di Roma, che entrò in servizio il giorno successivo collegando l'EUR al centro con le stazioni allora chiamate Magliana, Esposizione Ovest ed Esposizione Est. Fu la prima metropolitana d'Italia, ed era nata proprio per servire l'esposizione mai avvenuta.
Il quinto è l'estate del 1960: dal 25 agosto all'11 settembre i Giochi della XVII Olimpiade portarono all'EUR le gare di pallacanestro e pugilato al Palazzo dello Sport, il nuoto alla Piscina delle Rose, il ciclismo su pista al Velodromo Olimpico. Il sesto è il 12 dicembre 1959, con l'inaugurazione dell'Obelisco di Marconi dopo vent'anni di lavori interrotti. Il settimo è il giugno 1966, quando il cardinale Franjo Šeper dedicò la basilica dei Santi Pietro e Paolo, che l'anno successivo ottenne il titolo di basilica minore.
Poi vengono i fatti recenti: l'ottobre 2004, con la conferenza intergovernativa dell'Unione europea; il 31 gennaio 2014, con la chiusura del Museo della Civiltà Romana; il 27 ottobre 2016, con la riapertura del Luneur dopo otto anni di silenzio; il 2016, con l'inaugurazione della Nuvola di Massimiliano Fuksas; l'ottobre 2021, con il vertice del G20 ospitato proprio nel nuovo centro congressi. Un quartiere che in ottant'anni ha visto un regime, una guerra, una ricostruzione, un'olimpiade e un vertice mondiale non ha bisogno di essere raccontato con aggettivi.
Chi è passato da EUR – Esposizione Universale Roma
Il primo nome è quello di Giuseppe Bottai, governatore di Roma, che nel 1935 propose a Mussolini la candidatura della capitale. Il secondo è il senatore veneziano Vittorio Cini, presidente dell'Ente Autonomo Esposizione Universale di Roma dal 1936, l'uomo che chiamò gli architetti e tenne insieme il cantiere. Il terzo è Marcello Piacentini, coordinatore tecnico dell'intera operazione e poi progettista, insieme a Pier Luigi Nervi, del Palazzo dello Sport nel 1956.
Da qui sono passati praticamente tutti i grandi architetti italiani della generazione di mezzo del Novecento: Giuseppe Pagano, Luigi Piccinato, Luigi Vietti, Adalberto Libera, Gaetano Minnucci, Ernesto Lapadula, Mario Romano, Luigi Moretti. Libera ha lasciato il Palazzo dei Congressi, Minnucci il Palazzo degli Uffici, e il trio Giovanni Guerrini, Ernesto Lapadula e Mario Romano il Palazzo della Civiltà Italiana. Raffaele De Vico ha disegnato con Piacentini il Parco Centrale del Lago e ne ha seguito la realizzazione nel dopoguerra con l'ingegnere Giorgio Biuso.
Gli artisti sono altrettanto illustri: Arturo Dazzi per l'obelisco, Publio Morbiducci e Alberto Felci per i Dioscuri del Colosseo Quadrato, Gino Severini, Giulio Rosso e Giovanni Guerrini per i pannelli del Palazzo degli Uffici, Giorgio Quaroni per gli affreschi con la fondazione di Roma, Dino Basaldella per i gruppi scultorei, Achille Funi per la Roma trionfante del Palazzo dei Congressi. Italo Gismondi, archeologo, ideò il plastico di Roma imperiale eseguito dall'artigiano Pierino Di Carlo.
Fra le personalità politiche e istituzionali: il presidente della Repubblica Luigi Einaudi, che il 9 febbraio 1955 inaugurò la metropolitana; il primo ministro giapponese Nobusuke Kishi, che nel luglio 1959 donò a Roma i duemilacinquecento ciliegi; il cardinale Franjo Šeper, che nel giugno 1966 dedicò la basilica dei Santi Pietro e Paolo; i capi di Stato e di governo del G20 riuniti alla Nuvola nell'ottobre 2021.
Infine il cinema. Michelangelo Antonioni girò qui L'eclisse nel 1961, con Monica Vitti, Alain Delon e Francisco Rabal: l'EUR, Esposizione Universale Roma, è il vero terzo protagonista di quel film, e i suoi ultimi dieci minuti senza attori restano una delle sequenze più studiate della storia del cinema europeo. Chi accompagna gruppi qui lo sa: basta nominare quel finale e l'attenzione cambia.

Domande veloci su EUR – Esposizione Universale Roma
Quanto costa visitare l'EUR, Esposizione Universale Roma?
Il quartiere è pubblico e la passeggiata non costa nulla: piazze, viali, il Parco Centrale del Lago e la vista esterna di tutti i palazzi monumentali sono gratuiti e accessibili a qualsiasi ora. Si paga solo l'ingresso ai singoli luoghi, come il Museo delle Civiltà o il Luneur, e il biglietto degli eventi al Palazzo dello Sport, al Palazzo dei Congressi e alla Nuvola. Tariffe e riduzioni si verificano sui rispettivi siti ufficiali.
Che cosa significa la sigla EUR?
EUR è l'acronimo di Esposizione Universale Roma. La sigla precedente era E42, cioè Esposizione 1942, l'anno in cui la manifestazione avrebbe dovuto tenersi per celebrare i vent'anni della marcia su Roma. L'esposizione non si tenne mai, ma il nome è rimasto al quartiere.
Come si arriva all'EUR con la metropolitana?
Con la linea B della metropolitana di Roma. Le stazioni utili sono EUR Magliana, EUR Palasport ed EUR Fermi, più Marconi a nord e il capolinea Laurentina a sud. Le tre stazioni storiche sono in servizio dal 10 febbraio 1955 e all'epoca si chiamavano Magliana, Esposizione Ovest ed Esposizione Est.
Quanto tempo serve per visitare l'EUR?
Mezza giornata è il minimo ragionevole per il giro esterno dei monumenti principali. Un giro completo a piedi, senza entrare da nessuna parte, richiede due ore e mezza di passo tranquillo. Aggiungendo il Museo delle Civiltà o il Luneur si arriva facilmente alla giornata intera.
Si può visitare il Palazzo della Civiltà Italiana all'interno?
L'edificio è dal luglio 2013 in locazione alla maison Fendi, che vi mantiene uno spazio espositivo aperto al pubblico, ma non funziona come un museo a ingresso continuo. Aperture e mostre si controllano sui canali ufficiali. Dall'esterno, invece, è visibile e fotografabile sempre.
Il Museo della Civiltà Romana è aperto?
No. Il museo comunale ha chiuso al pubblico il 31 gennaio 2014 dopo un'ispezione del Ministero del Lavoro del 2013 che aveva rilevato irregolarità, e sono in programma interventi di adeguamento finanziati con circa venti milioni e settecentomila euro del piano nazionale di ripresa. Lo stato dei lavori va verificato sui canali ufficiali del Comune di Roma.
Dove si trova il plastico di Roma imperiale?
Nel Museo della Civiltà Romana, all'EUR, attualmente chiuso. È realizzato in gesso alabastrino in scala uno a duecentocinquanta, occupa oltre duecentocinquanta metri quadrati e rappresenta Roma all'epoca di Costantino, nel quarto secolo; fu ideato da Italo Gismondi ed eseguito da Pierino Di Carlo.
Quanto è grande la cupola della basilica dei Santi Pietro e Paolo?
La cupola emisferica ha trentadue metri di diametro ed è la quarta di Roma per dimensioni, dopo il Pantheon, San Pietro in Vaticano e San Giovanni Bosco. La chiesa fu aperta al culto nel luglio 1955 ed è basilica minore dal 1967.
Il laghetto dell'EUR è balneabile o si può navigare?
Non è una piscina e non si fa il bagno. Sulle rive si passeggia, si corre e si pedala lungo la Passeggiata del Giappone; le attività sull'acqua dipendono dalle concessioni attive e si verificano sul posto o sui canali del gestore del parco.
Quando fioriscono i ciliegi giapponesi all'EUR?
Di norma fra la fine di marzo e i primi giorni di aprile, con variazioni annuali legate all'andamento dell'inverno. Le piante derivano dal dono di duemilacinquecento ciliegi da fiore fatto a Roma nel luglio 1959 dal primo ministro giapponese Nobusuke Kishi.
L'EUR è adatto ai bambini?
Molto. Il Luneur è pensato per la fascia da zero a dodici anni, il Parco Centrale del Lago offre spazio e prati, i marciapiedi larghi rendono facile muoversi con il passeggino. L'unico limite serio è il caldo estivo nelle piazze aperte, dove non c'è ombra.
Si può girare l'EUR in sedia a rotelle?
La parte centrale è pianeggiante, con marciapiedi ampi e attraversamenti regolari, ed è fra le zone monumentali più praticabili di Roma. Restano due ostacoli: la scalinata monumentale dei Santi Pietro e Paolo, aggirabile per via carrabile, e il dislivello fra il Palazzo dello Sport e il lago. La disponibilità degli ascensori nelle stazioni della metropolitana si verifica il giorno stesso.
Che differenza c'è fra il Palazzo dei Congressi e la Nuvola?
Sono due centri congressuali distanti poche centinaia di metri e appartengono a due epoche opposte. Il Palazzo dei Congressi è di Adalberto Libera, costruito fra il 1938 e il 1954, un cubo di quarantacinque metri di lato rivestito di travertino. La Nuvola è di Massimiliano Fuksas, inaugurata nel 2016 in viale Asia 25, con la teca di vetro alta quaranta metri, l'auditorium sospeso da millesettecentoquarantotto posti e la torre alberghiera alta cinquantacinque metri.
Quanti posti ha il Palazzo dello Sport dell'EUR?
Circa dodicimila spettatori su due anelli. L'edificio è circolare, con diametro massimo di poco inferiore ai cento metri, e la calotta in cemento progettata da Pier Luigi Nervi ha uno spessore di nove centimetri.
Il Velodromo Olimpico dell'EUR esiste ancora?
No, è stato demolito. Chi cerca gli impianti olimpici del 1960 all'EUR trova il Palazzo dello Sport e la Piscina delle Rose, mentre del velodromo non resta traccia sul terreno.
Quando ha riaperto il Luneur?
Il 27 ottobre 2016, dopo la chiusura del 19 aprile 2008 e un investimento di circa ventuno milioni di euro. La ruota panoramica è tornata a girare il 27 dicembre 2016. Il parco propone una venticinquina di attrazioni per bambini e famiglie su un'area di sessantottomila metri quadrati lungo via delle Tre Fontane.
Chi possiede gli edifici dell'EUR?
Gran parte del patrimonio è di EUR S.p.A., erede dell'Ente Autonomo Esposizione Universale di Roma istituito con legge del 26 dicembre 1936 numero 2174 e poi trasformato in società per azioni. Il capitale è per il novanta per cento del Ministero dell'Economia e delle Finanze e per il dieci per cento di Roma Capitale. Il patrimonio immobiliare gestito vale circa settecentotrentotto milioni di euro e comprende oltre settanta ettari di parchi e giardini.
Quali film sono stati girati all'EUR?
Il più famoso è L'eclisse di Michelangelo Antonioni, girato nel 1961 e uscito nel 1962 con Monica Vitti e Alain Delon, dove le architetture geometriche del quartiere diventano il tema visivo del film e riempiono da sole i dieci minuti finali.
Conviene visitare l'EUR di domenica?
Il parco si riempie e i musei fanno coda. Meglio il sabato mattina, quando il quartiere è libero dal traffico degli uffici e non ancora invaso dal tempo libero. Nei giorni feriali, in compenso, il quartiere mostra la sua natura vera di centro direzionale.
L'EUR è pericoloso la sera?
È un quartiere direzionale e residenziale, tranquillo, con una vita serale concentrata attorno a viale Europa, ai locali del laghetto e agli eventi. Le raccomandazioni sono quelle di qualsiasi grande città: attenzione agli effetti personali nelle stazioni della metropolitana e nelle aree buie dei parchi dopo la chiusura.
Si può fare un tour guidato dell'EUR?
Sì, ed è il modo migliore per leggere il quartiere, perché gran parte del suo interesse è nei dettagli e nei contesti storici che dall'esterno non si vedono. Per gruppi privati, aziendali o scolastici il riferimento è la pagina contatti di TourLeaderPro.
Che cosa vedere all'EUR in due ore?
Piazza Guglielmo Marconi con l'obelisco, il Palazzo della Civiltà Italiana da fuori, il Palazzo dei Congressi, e poi discesa al Parco Centrale del Lago fino alla cascata sotto il Palazzo dello Sport. Se restano venti minuti, si sale ai Santi Pietro e Paolo per la vista dall'alto.
Il mio giudizio finale sull'EUR, Esposizione Universale Roma
Se dovessi scegliere una sola mezza giornata da regalare a un viaggiatore che a Roma è già stato tre volte, gliela farei passare qui. Non perché l'EUR sia bello nel senso in cui lo sono piazza Navona o il Pantheon, ma perché è l'unico luogo della città dove si vede con chiarezza che cosa l'Italia ha voluto essere nel Novecento, che cosa non è riuscita a essere, e che cosa ha fatto con le macerie di quel progetto. Il resto di Roma racconta duemila anni; questo quartiere ne racconta ottanta, e li racconta meglio di qualsiasi libro.
Andateci con calma, camminate, alzate la testa, contate gli archi del Colosseo Quadrato, sedetevi mezz'ora sulla riva del laghetto e guardate la cascata. Poi, se avete tempo, salite alla basilica sull'altura e guardate il quartiere dall'alto, con la via Cristoforo Colombo che punta dritta verso il mare come qualcuno aveva immaginato nel 1937. È il momento in cui l'EUR smette di essere una curiosità architettonica e diventa una storia.
Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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