Costiera Amalfitana
La Costiera Amalfitana occupa il versante meridionale dei Monti Lattari, in provincia di Salerno, lungo i circa quaranta chilometri della Statale 163 Amalfitana che collega Vietri sul Mare a Positano. Da Roma il modo più rapido è il treno fino a Salerno, poco più di due ore con i servizi ad alta velocità da Termini e da Tiburtina, e da lì l'autobus SITA Sud oppure il traghetto; in automobile si contano circa tre ore fino a Vietri, con l'avvertenza che dal 1 giugno al 31 ottobre 2026 sulla Statale 163 vige l'ordinanza Anas delle targhe alterne dalle 10 alle 18, tutti i giorni in agosto e settembre, nei soli fine settimana e festivi a giugno, luglio e ottobre. Il biglietto integrato Costierasita per gli autobus costa 10 euro e vale 24 ore dalla prima obliterazione: è nominativo, va compilato a penna con nome, cognome e data di nascita, e copre anche le navette urbane di Positano. I traghetti veloci Travelmar servono Salerno, Vietri, Cetara, Maiori, Minori, Amalfi e Positano. Non esiste un biglietto unico per visitare la Costiera Amalfitana: ogni monumento ha il suo, dai 3 euro del complesso monumentale del Duomo di Amalfi agli 8 euro di Villa Rufolo a Ravello, ai 7 euro della Grotta dello Smeraldo a Conca dei Marini. La Costiera Amalfitana è patrimonio mondiale UNESCO dal 1997, con 11.231 ettari tutelati e quindici comuni coinvolti.
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✦ Giornata lungaPompei e Costiera Amalfitana
Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.
✦ MareCapri e Costiera Amalfitana
Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.
✦ Alta velocitàNapoli e Pompei
Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.
✦ Va a rubaColosseo, Foro e Palatino
L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...
✦ Il classicoTour a piedi
Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.
✦ Anche in cittàDegustazioni di vino
In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.
✦ Fuori portaCastelli Romani
Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.
✦ Patrimonio UNESCOTivoli: Villa d'Este e Villa Adriana
Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.
✦ Libertà di scesaBus hop-on hop-off
Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.
✦ Centro storicoTrevi, Pantheon e piazze
Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.
✦ Vai all'aperturaMusei Vaticani e Cappella Sistina
Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.
✦ Poco camminoTour in golf cart
Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.
✦ Vieni affamatoFood tour
Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.
✦ Dopo le 21Bar hopping e vita notturna
Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.
✦ Foto garantiteVespa e Ape Calessino
In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.
✦ Il più scenograficoTour in sidecar
Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.
✦ Si mangia alla fineCorsi di cucina
Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.
✦ Prenotazione obbligatoriaGalleria Borghese
Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.
✦ SottoterraCatacombe e Appia Antica
Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.
✦ Accesso limitatoColosseo: sotterranei e arena
Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.
✦ Alta velocitàFirenze in giornata
Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.
✦ Terrazza panoramicaCastel Sant'Angelo
Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.
✦ Dopo il tramontoRoma di notte
Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.
✦ Con i bambiniScuola dei gladiatori
Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.
✦ Poco sforzoSegway e monopattino
Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.
✦ MercoledìUdienza papale
Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.
✦ Poco affollatoTerme di Caracalla
Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.
✦ A 30 minutiOstia Antica
La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.
✦ Prima dell'aperturaVaticano: ingresso anticipato
Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.
✦ Senza faticaTour in e-bike
Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.
Se cercate altre mete di mare raggiungibili da Roma in giornata o in un fine settimana, la pagina delle spiagge e del borgo di Gaeta e quella di Sperlonga raccontano il litorale laziale con lo stesso metodo.

Dove si trova la Costiera Amalfitana e come ci si arriva da Roma
Conviene chiarire subito la geografia, perché quasi tutti la sbagliano. La Costiera Amalfitana è il tratto di costa tirrenica a sud della penisola sorrentina e a nord della costa cilentana, affacciato sul golfo di Salerno. Il confine occidentale è Positano, quello orientale Vietri sul Mare. Sorrento non ne fa parte: appartiene al versante opposto della penisola, quello che guarda il golfo di Napoli. È una distinzione che cambia la logistica, perché chi prenota a Sorrento credendo di dormire in Costiera Amalfitana si ritrova ogni mattina a fare un'ora e mezzo di curve per arrivare ad Amalfi.
Alle spalle dei paesi si alzano i Monti Lattari, che superano i 1.400 metri al Monte Sant'Angelo a Tre Pizzi. Questa muraglia calcarea è la ragione di tutto: dei terrazzamenti, delle scalinate, delle case aggrappate alla roccia, del microclima che permette ai limoni di maturare da febbraio a ottobre. La costa non ha pianura. Dove sembra esserci un po' di piano, come a Maiori, c'è la foce di un torrente che ha portato detriti per millenni.
In treno e in autobus fino alla Costiera Amalfitana
La stazione utile è Salerno, capolinea naturale di chi arriva da Roma. Dal piazzale della stazione, in via Vinciprova, parte il servizio SITA Sud che risale la costa verso Amalfi passando per Vietri, Cetara, Maiori e Minori. Da Amalfi si cambia per Ravello, per Positano e per Agerola. La biglietteria SITA di via Vinciprova a Salerno è aperta nei giorni feriali dalle 6.45 alle 18.45; altrove i biglietti si comprano nei punti vendita autorizzati elencati sul portale di Unico Campania, cioè bar e tabaccherie, e vanno acquistati prima di salire.
Il mio consiglio da professionista: a Salerno salite sul primo autobus della mattina, quello delle sei e mezzo circa, e sedetevi a destra nel senso di marcia. Alle sette e mezzo la strada è ancora vuota, la luce entra radente sulle pareti di Erchie e di Cetara, e arrivate ad Amalfi quando i pullman turistici sono ancora fermi nei parcheggi di Salerno. Lo stesso viaggio alle undici del mattino di un sabato di agosto è una fila di due ore e mezzo dentro un autobus pieno.
In automobile sulla Statale 163 e la regola delle targhe alterne
La Statale 163 Amalfitana fu aperta nel 1852 sotto il regno borbonico e resta una delle strade panoramiche più celebri d'Europa. Resta anche una strada a una corsia per senso di marcia, larga in certi punti meno di cinque metri, con tornanti dove i bus di linea devono manovrare in due tempi. L'ordinanza Anas del 2026 istituisce le targhe alterne sull'intero tratto da Vietri sul Mare a Positano: nei giorni di data pari non circolano i veicoli con ultima cifra della targa pari, nei giorni dispari accade il contrario, dalle 10 alle 18. Il calendario prevede i soli sabati, domeniche e festivi dal 1 giugno al 31 luglio, tutti i giorni dal 1 agosto al 30 settembre, di nuovo i soli fine settimana e festivi in ottobre; sono previste finestre anche per la settimana santa e i ponti di primavera. Sono esclusi dal provvedimento i residenti dei comuni costieri, i titolari di contrassegno per disabili, taxi e noleggio con conducente, i mezzi di soccorso, i clienti degli alberghi nei giorni di arrivo e partenza, i lavoratori non residenti con contratto e i veicoli a due ruote.
Opinione netta: in Costiera Amalfitana l'automobile è un peso, non una libertà. Il parcheggio ad Amalfi in alta stagione supera facilmente i 5 euro l'ora, a Positano si sale ancora, e passerete più tempo a cercare uno stallo che dentro il Chiostro del Paradiso. Chi arriva da Roma faccia così: automobile o treno fino a Salerno, parcheggio in città o riconsegna del mezzo, e poi autobus e traghetto per tutto il resto della vacanza. Il giorno in cui vi serve davvero la macchina, per esempio per salire a Tramonti o ad Agerola, la si noleggia per ventiquattro ore.
La Costiera Amalfitana vista dal mare: traghetti e aliscafi
Il modo migliore per capire questa costa è guardarla dall'acqua. Travelmar, con sede ad Amalfi in largo Duchi Piccolomini 8, collega Salerno, Vietri, Cetara, Maiori, Minori, Amalfi e Positano con unità veloci; la compagnia opera tutto l'anno, con frequenze molto più fitte da aprile a ottobre, e mette a disposizione anche una navetta su gomma da Amalfi ad Agerola per chi vuole camminare sul Sentiero degli Dei. Gli orari cambiano di stagione e vanno letti sul sito della compagnia prima di partire, perché in caso di mare formato le corse saltano senza preavviso.
Chi arriva in traghetto ad Amalfi sbarca sul molo Pennello, a duecento metri dalla piazza del Duomo: nessun parcheggio, nessuna coda, e la prima immagine della città è quella giusta, la scalinata che sale verso la cattedrale vista da sotto. Esibendo il biglietto Travelmar al Museo della Carta di Amalfi si ottiene una riduzione sull'ingresso.
Muoversi dentro la Costiera Amalfitana senza perdere la giornata
Regola pratica: un paese al giorno, due al massimo. Le distanze sembrano ridicole sulla carta, undici chilometri fra Amalfi e Positano, ma quei chilometri si percorrono a media oraria da bicicletta. Aggiungete che Ravello è a 350 metri sul mare e si raggiunge solo con una strada di tornanti da Castiglione di Ravello, e che Agerola è a 650 metri. Chi pretende di fare Positano, Amalfi e Ravello nello stesso giorno vedrà tre parcheggi e un panorama.
La storia della Costiera Amalfitana, dalle ville romane alla Repubblica marinara
Questa costa non è nata turistica. È nata come rifugio, poi è diventata una potenza commerciale, poi è caduta in una miseria durata secoli, e solo alla fine è diventata l'immagine che tutti conoscono. Raccontarla in quest'ordine serve a capire perché i paesi hanno la forma che hanno.
L'età romana: le ville marittime della Costiera Amalfitana
In età imperiale il tratto di costa fra Positano e Minori era punteggiato di ville marittime dell'aristocrazia romana, costruite dove una piccola foce permetteva di ricavare un approdo. La più importante conservata è la villa di Minori, in via Capo di Piazza 28, edificata all'inizio del I secolo dopo Cristo: ha un viridarium porticato attorno a una vasca, un triclinio ninfeo coperto da una volta a botte, affreschi di quarto stile, pavimenti a mosaico con scene di caccia e soggetti marini, e un settore termale. Il biglietto costa 6 euro intero e 2 euro ridotto, con ingresso gratuito per i minori di diciotto anni; l'area è però interessata da un cantiere di restauro avviato nell'agosto del 2025, quindi prima di salire a Minori conviene chiamare il numero 089 852893 o controllare il portale del Ministero della cultura.
A Positano la villa romana è ancora più drammatica. Il MAR, Museo Archeologico Romano di Positano, in piazza Flavio Gioia 7, si visita scendendo sotto la cripta della Chiesa di Santa Maria Assunta: sotto la piazza c'è un ambiente da banchetto affrescato, sepolto dall'eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo, con decorazioni di grande qualità e un colonnato affacciato su un giardino. L'orario è dalle 9 alle 21 dal 1 aprile al 31 ottobre e dalle 10 alle 16 dal 1 novembre al 31 marzo; i biglietti si acquistano online o alla biglietteria, che accetta solo carte, e i bambini sotto i dodici anni entrano gratis se accompagnati. Buona parte della villa resta sotto le case di Positano, ancora da scavare.
Il Ducato e la Repubblica di Amalfi
Durante la guerra greco gotica del VI secolo gli abitanti della costa si schierarono con i Bizantini, e alla fine del conflitto ottennero un'autonomia larga rispetto all'impero. Nell'839 Amalfi fu presa dal principato longobardo di Salerno, ma nel giro di pochi mesi tornò nell'orbita bizantina e di fatto si rese indipendente: nacque così la Repubblica di Amalfi, che nel X secolo assunse la forma del ducato. La massima espansione arriva fra la fine del X secolo e l'inizio dell'XI, sotto il duca Mansone I.
Amalfi fu una delle quattro repubbliche marinare italiane e la prima ad affermarsi. I suoi mercanti avevano fondaci a Costantinopoli, ad Antiochia, ad Alessandria, a Gerusalemme. Il dato che rende l'idea meglio di qualunque aggettivo è demografico: in una città che oggi conta poco più di cinquemila abitanti e occupa una gola fra due pareti di roccia, si muoveva una flotta capace di trattare da pari a pari con l'impero d'Oriente.
Le Tavole amalfitane, il codice del mare
Il lascito più concreto della Repubblica è un testo giuridico. Le Tavole amalfitane sono il più antico statuto marittimo italiano: sessantasei capitoli, i primi ventuno redatti in latino nell'XI secolo e i restanti quarantacinque aggiunti in volgare nel XIII, che regolano noli, avarie, cambi marittimi, doveri del capitano e diritti dell'equipaggio, indennizzi per le merci perdute. Rimasero in uso nel Mediterraneo fino al XVI secolo. Il manoscritto era finito a Vienna, già appartenuto al doge Marco Foscarini; nel 1929 il governo italiano lo acquistò dall'Austria e lo riportò ad Amalfi, dove è conservato al museo civico nel palazzo comunale, mentre dal dicembre 2010 le Tavole sono esposte anche nel Museo della Bussola e del Ducato Marinaro, nell'antico Arsenale.
Normanni, Pisa e i secoli difficili della Costiera Amalfitana
Nel 1136 i Normanni conquistarono Amalfi, e negli anni successivi le incursioni pisane completarono l'opera. La costa entrò in una lunga fase di povertà. È qui che si forma il paesaggio che oggi ammiriamo: non essendoci più commercio marittimo, gli amalfitani si voltarono verso la montagna e costruirono i terrazzamenti, le macere di pietra a secco, i pergolati di castagno per i limoni. Quel disegno agricolo, prodotto di una crisi economica durata secoli, è esattamente ciò che l'UNESCO ha iscritto nel 1997 fra i patrimoni dell'umanità con i criteri ii, iv e v, definendolo un paesaggio culturale di eccezionale valore, nato dall'adattamento dell'uomo a una topografia impossibile.
Il Grand Tour e la nascita della Divina Costiera
La bellezza di questa costa venne riscoperta nell'Ottocento dai viaggiatori del Grand Tour, che arrivavano via mare o sui muli attraverso i valichi dei Lattari. L'apertura della Statale 163 nel 1852 cambiò tutto: per la prima volta un carrozzino poteva percorrere la costa da Vietri a Positano. Dal secondo dopoguerra la Costiera Amalfitana diventò una delle mete predilette del jet set internazionale, e da lì il soprannome di Divina Costiera che ancora resiste sulle insegne dei bar.

Amalfi, il centro storico e politico della Costiera Amalfitana
Amalfi dà il nome a tutto il tratto di costa, e non solo per comodità geografica: è stata la capitale politica di questo territorio per quattro secoli. Il paese è incastrato in una gola stretta, quella del torrente Canneto, e si sviluppa in lunghezza verso l'interno lungo la via che oggi si chiama via Genova e poi via delle Cartiere. Chi si ferma sulla piazza principale vede un decimo di Amalfi.
Il Duomo di Sant'Andrea e il Chiostro del Paradiso
La cattedrale domina piazza Duomo dall'alto di una scalinata monumentale, e la scenografia è studiata: la facciata a fasce policrome che oggi vediamo è un rifacimento ottocentesco in stile arabo normanno, mentre il campanile romanico con la cuspide circondata da quattro torrette e rivestita di maioliche gialle e verdi appartiene al cantiere fra il XII e il XIII secolo. La porta bronzea centrale fu fusa a Costantinopoli e donata da un mercante amalfitano: è uno dei più antichi portali bronzei d'Italia.
Il complesso monumentale si visita con un biglietto di 3 euro che comprende il Chiostro del Paradiso, la Basilica del Crocifisso, la Cripta di Sant'Andrea e la cattedrale. L'orario è dalle 9 alle 18.45 da marzo a giugno, dalle 9 alle 19.45 da luglio a settembre, e con la doppia fascia 10 alle 13 e 14.30 alle 16.30 da novembre a febbraio; chi entra per assistere alla messa non paga. Il Chiostro del Paradiso fu costruito nel 1260 come cimitero monumentale dei nobili amalfitani: archi acuti intrecciati su colonnine binate, un impianto che dichiara apertamente il debito con l'architettura islamica del Mediterraneo. La cripta custodisce le reliquie di Sant'Andrea apostolo, portate da Costantinopoli nel 1208 dal cardinale Pietro Capuano dopo la quarta crociata. Alla tomba è legato il fenomeno della manna, un liquido che secondo la tradizione trasuda dal sepolcro e viene raccolto dal clero nelle ricorrenze del santo.
Consiglio di visita: entrate dal Chiostro del Paradiso e non dalla cattedrale. Il percorso è pensato per arrivare alla cripta per ultimo, e la sequenza chiostro, basilica antica, cripta barocca, cattedrale funziona come un racconto cronologico. In più il chiostro alle nove del mattino è vuoto e la luce sulle colonnine è quella buona.
Il Museo della Carta e la Valle dei Mulini
Risalendo il torrente Canneto, oltre il centro abitato, si entra nella Valle dei Mulini: una gola umida dove dal XIII secolo funzionavano le cartiere che producevano la celebre carta bambagina, ricavata da stracci di cotone e lino. Amalfi importò la tecnica dal mondo arabo e la perfezionò, diventando uno dei primi centri europei di produzione della carta. Il Museo della Carta occupa un opificio storico lungo questa valle e conserva le pile a magli, i torchi e le forme; la visita è guidata e mostra la fabbricazione di un foglio a mano. Orari e tariffe vanno letti sul sito del museo prima di salire, perché variano con la stagione.
Oltre il museo il sentiero prosegue fra ruderi di mulini invasi dalla vegetazione, felci e salti d'acqua. È una passeggiata di poco più di un'ora fra andata e ritorno, quasi sempre all'ombra, e in luglio è la cosa più intelligente da fare ad Amalfi fra mezzogiorno e le quattro del pomeriggio.
L'Arsenale della Repubblica e il museo della Bussola
A pochi passi dal porto si aprono le arcate dell'Arsenale, il cantiere navale dove si costruivano le galee della Repubblica: due navate con pilastri e volte a crociera, uno dei pochissimi arsenali medievali conservati nell'Italia meridionale. Oggi ospita il Museo della Bussola e del Ducato Marinaro, dove sono esposte anche le Tavole amalfitane.
Qui va detta una cosa che ad Amalfi si ripete da secoli e che la ricerca storica ha ridimensionato: la statua in piazza dedicata a Flavio Gioia celebra l'inventore della bussola, ma quel personaggio non è documentato da fonti coeve e la sua stessa esistenza è considerata frutto di un fraintendimento erudito cinquecentesco. Gli amalfitani hanno avuto un ruolo reale nella diffusione della bussola nel Mediterraneo; l'invenzione attribuita a un singolo cittadino appartiene alla tradizione, non alla storia documentata. Raccontarlo non toglie nulla ad Amalfi, anzi.
Atrani, il comune più piccolo d'Italia
Atrani è a settecento metri da Amalfi, dall'altra parte del promontorio, e la maggior parte dei visitatori la attraversa in autobus senza accorgersene perché la Statale 163 le passa sopra la testa su un viadotto. È il comune più piccolo d'Italia per superficie, poco più di due decimi di chilometro quadrato, e conta meno di novecento abitanti. Il paese è un intreccio di scale, archi e passaggi coperti attorno a piazza Umberto I, con la spiaggia a pochi metri dai tavolini.
Le due chiese da vedere sono San Salvatore de Birecto, dove secondo la tradizione venivano incoronati i dogi di Amalfi e che conserva una porta bronzea costantinopolitana del 1087, e Santa Maria Maddalena Penitente, con la cupola maiolicata e il campanile ottocentesco che chiude la veduta dal mare.
Atrani è anche un luogo della storia dell'arte del Novecento. Maurits Cornelis Escher arrivò in Italia il 14 marzo 1923 e vi lavorò fino al 1935, producendo centodieci fra litografie e xilografie; la sua veduta Atrani, Costa di Amalfi del 1931 è poi tornata, trasfigurata, dentro la grande Metamorfosi del 1939. Dell'esperienza italiana lo stesso Escher disse che laggiù gli erano venute quelle bizzarre idee di uccelli, pesci, cieli, acque. Chi ha in mente le sue tassellazioni e poi guarda le case di Atrani impilate capisce in tre secondi da dove venivano.
Ravello, la Costiera Amalfitana vista da trecentocinquanta metri
Ravello non è sul mare: è sopra il mare, su un pianoro fra le valli del Dragone e del Reginna, a circa 350 metri di quota. Ci si arriva da Castiglione con una strada di tornanti, in autobus da Amalfi in una ventina di minuti. È il paese più aristocratico della Costiera Amalfitana e il meno balneare: chi sale a Ravello cerca giardini, musica e silenzio.
Villa Rufolo e il giardino di Klingsor
Villa Rufolo fu costruita nel XIII secolo dalla famiglia Rufolo, mercanti amalfitani ricchissimi citati anche da Boccaccio. Il complesso conserva la torre d'ingresso, un chiostro moresco con arcatelle intrecciate che ripete il linguaggio del Chiostro del Paradiso, la torre maggiore e soprattutto i giardini a terrazza affacciati sul golfo di Salerno. L'ingresso costa 8 euro, 7 euro per i gruppi da quindici persone in su, 6 euro per gli over 65 e per i bambini fra i cinque e i dodici anni; l'orario è dalle 9 alle 20 tutti i giorni con ultimo ingresso alle 19.30, i biglietti si comprano in loco e non serve prenotare. I bambini sotto i cinque anni non accedono al museo della torre per ragioni di sicurezza. Da maggio 2026 la villa offre visite guidate gratuite il primo sabato del mese, alle 10 in italiano, alle 11 in inglese e a mezzogiorno in italiano, con iscrizione sul posto trenta minuti prima e un massimo di trenta persone per turno.
Il 26 maggio 1880 Richard Wagner salì a Ravello e in questi giardini riconobbe il magico giardino di Klingsor del Parsifal, l'opera a cui stava lavorando. Quella frase ha fondato un'industria culturale che dura da quasi centocinquanta anni.
Il Ravello Festival, la musica sospesa sul golfo
Il Belvedere di Villa Rufolo ospita ogni estate il Ravello Festival, giunto nel 2026 alla settantaquattresima edizione, con programmazione fino al 27 settembre. Il momento più famoso è il Concerto all'alba, che nel 2026 si è tenuto l'11 agosto con l'Orchestra Filarmonica Giuseppe Verdi di Salerno diretta da Alessandro Palumbo: si entra di notte e si ascolta mentre il sole sale dietro il golfo. Nella stessa estate la villa ha ospitato una mostra dedicata a William Kentridge, dal 4 luglio al 27 settembre, compresa nel biglietto di ingresso. Biglietti e programma si trovano sul sito della Fondazione Ravello.
Opinione: il Concerto all'alba è l'unico evento della Costiera Amalfitana per cui vale la pena rinunciare a una notte di sonno e pagare un biglietto caro. Tutto il resto si può vedere un altro anno.
Villa Cimbrone e il Terrazzo dell'Infinito
Villa Cimbrone è in via Santa Chiara 26, dieci minuti a piedi dalla piazza del Duomo di Ravello lungo un vicolo lastricato. L'impianto medievale fu acquistato e riplasmato all'inizio del Novecento da Ernest William Beckett, secondo lord Grimthorpe, che vi innestò chiostri, cripte e padiglioni con una fantasia storicistica tutta inglese. Il punto celebre è il Terrazzo dell'Infinito, una balconata allineata di busti marmorei a picco sul golfo. Oggi la parte principale della villa è un albergo di lusso; i giardini si visitano a pagamento, ma orari e tariffe cambiano con la stagione e l'attività alberghiera, quindi vanno chiesti direttamente alla struttura al numero 089 857459.
Il Duomo di Ravello e l'Auditorium Niemeyer
Sulla piazza principale la cattedrale, fondata nel 1086, conserva due amboni di straordinaria importanza: quello dell'Epistola con il mosaico di Giona e la balena, e il grande pulpito del 1272 donato da Nicola Rufolo, firmato da Nicola di Bartolomeo da Foggia, sorretto da sei colonne tortili su leoni. Nella cappella di San Pantaleone si conserva l'ampolla del sangue del santo, oggetto di una liquefazione attesa il 27 luglio. Poco lontano, l'Auditorium Oscar Niemeyer, progettato dall'architetto brasiliano e inaugurato nel 2010, inserisce una vela di cemento bianco con un unico oblò affacciato sulla costa: un intervento che ha diviso il paese per anni e che continua a dividere i visitatori. A me convince, perché non imita nulla.

Positano, la cartolina della Costiera Amalfitana
Positano è il paese verticale per eccellenza: le case a gradoni in rosa, ocra e bianco scendono dal Monte Comune alla Spiaggia Grande, e le uniche vie percorribili in automobile sono due, il resto sono scale. La Chiesa di Santa Maria Assunta chiude la scena in basso con la cupola maiolicata a squame gialle, verdi e azzurre, e all'interno conserva una tavola bizantina della Madonna col Bambino: la tradizione locale racconta che i pirati che la trasportavano udirono una voce che diceva posa, posa, e da lì il nome del paese. È una tradizione, non un fatto documentato, e va raccontata come tale.
Sotto quella chiesa, come detto, c'è la villa romana del MAR. Sopra il paese, la frazione di Nocelle resta isolata dalla strada e si raggiunge solo a piedi o dal capolinea dell'autobus che sale a Montepertuso: è il punto dove il Sentiero degli Dei scende verso Positano con circa millesettecento gradini.
Positano ha un difetto e va detto: è la località più cara e più affollata della Costiera Amalfitana, e in agosto il rapporto fra quello che si paga e quello che si vede è sfavorevole. Chi vuole Positano ci vada a maggio o a fine settembre, e ci dorma almeno una notte, perché il paese alle nove di sera, quando gli escursionisti giornalieri sono ripartiti, torna a essere un posto bellissimo.
Nel 1953 John Steinbeck scrisse per Harper's Bazaar un ritratto di Positano rimasto celebre, con l'osservazione che il paese è un luogo da sogno che non sembra reale finché ci si vive, e diventa reale nel ricordo dopo che se ne è andati. Quel testo ha avuto sul turismo positanese lo stesso effetto che Wagner ebbe su Ravello.
I paesi della Costiera Amalfitana, uno per uno
Quindici comuni compongono il sito UNESCO, e ciascuno ha un carattere che non somiglia a quello del vicino. Questa è la parte della Costiera Amalfitana che i viaggiatori frettolosi saltano, e che vale il viaggio più della cartolina.
Praiano, i belvedere e la luce della sera
Praiano è fra Positano e Conca dei Marini, distesa sul versante che guarda a ovest: l'unico paese della costa da cui si vede tramontare il sole in mare. Le due chiese principali sono San Luca Evangelista, con il pavimento maiolicato e il belvedere sul sagrato, e San Gennaro a Vettica Maggiore, la cui piazza maiolicata a mosaico è uno dei punti panoramici migliori dell'intera Costiera Amalfitana. Da Praiano parte il Sentiero dell'Atrio, e la spiaggia della Gavitella si raggiunge con quattrocento gradini oppure con una barchetta dal porticciolo. Consiglio: Praiano è il paese giusto dove dormire se volete la Costiera Amalfitana senza pagare Positano.
Furore, il fiordo che non è un fiordo
Furore non ha un centro abitato sul mare: il paese è sparso sui terrazzamenti in alto, con i muri delle case dipinti a murales, e sul mare si affaccia solo con la celebre insenatura scavata dal torrente Schiato. Tecnicamente è una ria, non un fiordo, perché non ha origine glaciale, ma il nome è ormai storia. La spiaggia è una lingua di ciottoli di circa venticinque metri chiusa fra pareti alte una trentina, con il ponte della Statale 163 che passa sopra la testa dei bagnanti. Si scende con circa duecento gradini scavati nella roccia, dieci o quindici minuti all'andata e molti di più al ritorno; la fermata SITA si chiama Fiordo di Furore ed è proprio all'imbocco della scalinata. Sotto il ponte sopravvivono i monazzeni, i vecchi ricoveri dei pescatori che in altri tempi ospitarono contrabbandieri.
Ogni prima domenica di luglio il fiordo ospita il MarMeeting, gara mondiale di tuffi da grandi altezze, con atleti che si lanciano da ventitré a ventotto metri. Nella stessa insenatura Roberto Rossellini girò con Anna Magnani episodi del film L'Amore, e la vicenda sentimentale fra il regista e l'attrice resta parte del mito locale.
Conca dei Marini, la sfogliatella e la grotta
Conca dei Marini è un paese di poche centinaia di abitanti disteso su un promontorio, con la Chiesa di San Giovanni Battista e la piccola marina attorno alla torre saracena. Da qui viene la sfogliatella Santa Rosa, nata nel monastero omonimo secondo una tradizione settecentesca e poi portata a Napoli dove è diventata il dolce che conosciamo. Sul territorio di Conca si apre la Grotta dello Smeraldo, che merita un capitolo suo.
Maiori e Minori, le due sorelle della costa orientale
Maiori ha il lungomare più lungo e la spiaggia più ampia della Costiera Amalfitana, frutto dell'alluvione del 1954 che devastò il paese e ne cambiò il profilo. Sopra l'abitato si vede la Collegiata di Santa Maria a Mare con la cupola maiolicata, e più in alto il Castello di San Nicola de Thoro Plano, fortificazione di età normanna con torri e cortine che si raggiunge a piedi in una quarantina di minuti di salita ripida. Roberto Rossellini girò a Maiori parte di Paisà e di altri suoi film, e il paese è stato per anni un set naturale del neorealismo.
Minori, subito dopo, è più raccolta: la Basilica di Santa Trofimena custodisce le reliquie della santa patrona, e la villa romana di cui abbiamo detto occupa il centro del paese. Minori è anche la capitale gastronomica minore della costa, patria degli 'ndunderi, gnocchi di ricotta di antichissima tradizione, e delle paste fresche fatte a mano.
Cetara, il paese delle alici
Cetara è il borgo di pescatori più autentico della Costiera Amalfitana, l'unico dove la flotta da pesca lavora ancora sul serio, con le lampare per le alici e le imbarcazioni per il tonno. Il nome deriva probabilmente dal latino cetaria, le tonnare. Il paese si stringe attorno alla torre vicereale e alla Chiesa di San Pietro Apostolo con la cupola maiolicata. Qui si produce la colatura di alici, di cui parliamo più avanti.
Vietri sul Mare, la porta della Costiera Amalfitana
Vietri sul Mare è il primo paese che si incontra arrivando da Salerno, e il più legato a un mestiere: la ceramica. Le sue botteghe lavorano dal Cinquecento, e il paesaggio urbano è un catalogo di cupole, portali, insegne e riggiole dipinte. La frazione di Albori, aggrappata al monte sopra il capoluogo, è inserita nel circuito dei Borghi più belli d'Italia.
Scala, il paese più antico della Costiera Amalfitana
Scala guarda Ravello dall'altro lato della valle del Dragone ed è considerata la più antica fondazione della costa. Ha una cattedrale romanica dedicata a San Lorenzo, con una cripta che conserva una Deposizione in stucco, e la frazione di Pontone da cui parte il sentiero per la Torre dello Ziro e per la Valle delle Ferriere. Scala ha una qualità che gli altri paesi hanno perso: il silenzio. Nel mese di agosto, quando Amalfi è impraticabile, salire a Scala costa venti minuti di autobus e restituisce la Costiera Amalfitana com'era.
Tramonti, il polmone verde della Costa d'Amalfi
Tramonti non si affaccia sul mare: è un insieme di tredici frazioni sparse fra i valichi dei Monti Lattari, fra vigneti, castagneti e antiche chiese rurali. Qui si producono i vini della Costa d'Amalfi, qui nasce il liquore concerto, e da qui sono partiti nel dopoguerra i pizzaioli che hanno aperto pizzerie in mezza Italia del nord. Il valico di Chiunzi, a 656 metri, offre la vista che spiega la geografia meglio di una cartina: da un lato la costa, dall'altro l'agro nocerino sarnese e il Vesuvio.
I comuni di confine della Costiera Amalfitana
La geografia amministrativa di questa costa è più complicata di quanto sembri. I comuni costieri, insieme a Sant'Egidio del Monte Albino e Corbara, erano riuniti nella Comunità Montana Penisola Amalfitana, sciolta nel 2008. Nella Comunità montana Monti Lattari rientrano invece, per il versante amalfitano, Scala, Sant'Egidio del Monte Albino, Corbara e Tramonti, e per il versante sorrentino Agerola, Pimonte, Casola di Napoli e Lettere.
Ci sono poi tre casi di confine che spiazzano chi guarda la carta. Vico Equense, comune della città metropolitana di Napoli e appartenente alla penisola sorrentina, ha un piccolo sbocco sul versante amalfitano nella frazione di Arola, con la spiaggia di Tordigliano. Agerola, anch'essa in provincia di Napoli, estende i confini meridionali fino a circa un chilometro dalle linee di costa di Praiano e Positano, ed è il punto di partenza del Sentiero degli Dei. Piano di Sorrento, sempre nel napoletano e sempre in penisola sorrentina, si affaccia su questo versante. La lezione pratica: quando prenotate in Costiera Amalfitana, guardate il comune, non il nome commerciale della struttura.

La Grotta dello Smeraldo di Conca dei Marini
La Grotta dello Smeraldo si apre sotto la Statale 163 nel territorio di Conca dei Marini. È una cavità carsica di circa 45 metri per 32, alta 24, con stalattiti e stalagmiti saldate in colonne che raggiungono i dieci metri. Il colore che le dà il nome nasce da un'apertura sommersa: la luce del sole entra da sotto il pelo dell'acqua e il mare all'interno si accende di verde.
La grotta fu scoperta nel 1932 dal pescatore Luigi Buonocore. Dal 1956 sul fondo riposa un presepe in ceramica, e nel periodo natalizio i sommozzatori scendono a deporre fiori. L'ingresso costa 7 euro a persona; l'orario indicato è dalle 10 alle 16 tutti i giorni, con chiusura nei giorni festivi e in caso di mare mosso. Si accede dal parcheggio lungo la Statale 163 scendendo con l'ascensore o con le scale, e poi con piccole barche a remi condotte dai barcaioli locali; in alternativa si arriva via mare dal porto di Amalfi, con un trasferimento di circa 10 euro andata e ritorno cui va aggiunto il biglietto della grotta.
Il momento giusto è intorno alle 13, quando il sole è abbastanza alto da attraversare l'apertura sommersa. Andarci alle 10 del mattino significa vedere una grotta scura con un po' di verde in fondo. Vale la pena? Se avete mezza giornata libera e il mare è calmo, sì. Se dovete scegliere fra la grotta e il Sentiero degli Dei, scegliete il sentiero.
Il Sentiero degli Dei e i cammini della Costiera Amalfitana
Il Sentiero degli Dei, segnavia CAI 327, collega Bomerano di Agerola a Nocelle di Positano correndo a mezza costa fra i 500 e i 600 metri di quota, dentro il Parco Regionale dei Monti Lattari. Il percorso misura circa 7,5 chilometri, con un dislivello complessivo di 638 metri sommando salite e discese, e si cammina in circa quattro ore; la difficoltà è classificata E, escursionistica, ma con tratti esposti che sconsigliano chi soffre di vertigini.
I punti di riferimento sono, nell'ordine, Bomerano come partenza, la Grotta Biscotto a 588 metri con la sua sorgente, il Colle la Serra a 578 metri, l'area panoramica di Cannati, e poi Nocelle. Da Nocelle si può scendere a Positano con circa millesettecento gradini oppure prendere l'autobus fino a Positano evitando la discesa, che è la parte più dura per le ginocchia.
Consiglio operativo, e su questo non transigo: si cammina da Bomerano verso Nocelle, mai al contrario. Nella direzione giusta il dislivello è in gran parte in discesa e si ha sempre il panorama davanti; al contrario si sale con il sole in faccia e si guarda la roccia. Per arrivare a Bomerano da Amalfi ci sono l'autobus SITA per Agerola e la navetta di Travelmar. Partite alle otto del mattino, portate due litri d'acqua a testa, scarpe con suola scolpita, cappello. Non è una passeggiata: è un'escursione vera su terreno roccioso.
La Costiera Amalfitana ha altri cammini che meritano quanto quello famoso e sono quasi deserti. La Valle delle Ferriere sopra Amalfi, riserva naturale statale, è un canyon umido dove sopravvive la felce Woodwardia radicans, relitto del terziario, insieme a cascate e ruderi di ferriere medievali. Il sentiero per la Torre dello Ziro parte da Pontone di Scala e porta in mezz'ora scarsa a una torre cilindrica su base a scarpa che domina Amalfi e Atrani. Il Sentiero dei Limoni collega Maiori a Minori fra gli agrumeti terrazzati, un'ora di scalini con vista continua sul golfo.
I sapori della Costiera Amalfitana
Qui la cucina è figlia della geografia: pesce azzurro dal mare, limoni e uva dai terrazzamenti, latticini e castagne dalla montagna dei Lattari. Non è una cucina ricca, è una cucina intelligente.
Il limone Costa d'Amalfi IGP, lo sfusato amalfitano
Lo sfusato amalfitano ha ottenuto l'indicazione geografica protetta il 4 luglio 2001. La zona comprende Amalfi, Atrani, Cetara, Conca dei Marini, Furore, Maiori, Minori, Positano, Praiano, Ravello, Scala, Tramonti e Vietri sul Mare. Il frutto è ellittico e affusolato, di circa cento grammi, con buccia di medio spessore ricchissima di oli essenziali, polpa giallo paglierino senza semi, succo abbondante e molto acido. Gli studi indicano in questo limone una quantità di composti aromatici quasi doppia rispetto ad altre varietà: è la ragione per cui il limoncello fatto qui non somiglia a quello industriale.
La coltivazione avviene su terrazze sostenute da muri a secco, sotto pergolati di pali di castagno alti almeno 180 centimetri, coperti d'inverno con le pagliarelle. La raccolta è a mano, da febbraio a ottobre, e il frutto non deve mai toccare terra. Quando vi dicono che un limone della Costiera Amalfitana costa caro, il motivo è questo: ogni cassetta esce dal terrazzamento sulle spalle di qualcuno o su una monorotaia.
La colatura di alici di Cetara DOP
La colatura di alici di Cetara ha ottenuto la denominazione di origine protetta nell'ottobre 2020. Si ottiene stratificando alici pulite e sale dentro un piccolo tino di castagno chiamato terzigno, pressandole con un peso per mesi e raccogliendo il liquido ambrato che affiora. È la discendente diretta del garum degli antichi romani, la salsa di pesce fermentato che condiva quasi tutta la cucina imperiale e che si produceva in stabilimenti lungo tutto il Tirreno. Chi vuole capire il contesto romano di questa salsa può passare dal Garum, Biblioteca e Museo della Cucina al Circo Massimo, che al tema della cucina antica dedica una sezione intera.
Il piatto da provare è uno solo: spaghetti con la colatura, aglio, prezzemolo, olio, niente formaggio, niente sale aggiunto. Se in un ristorante ve li servono con il pomodoro, cambiate ristorante.
Il concerto di Tramonti e gli altri liquori
Il concerto è un liquore prodotto a Tramonti con una miscela di circa quindici fra spezie ed erbe, fra cui liquirizia, finocchietto, chiodi di garofano, noce moscata, stella alpina e mentuccia, in base d'orzo. Il limoncello si fa con le bucce dello sfusato, il finocchietto con i semi selvatici, e nelle case si produce ancora il nocillo con le noci raccolte a giugno.
Dolci, formaggi e vino della Costa d'Amalfi
La sfogliatella Santa Rosa nasce a Conca dei Marini. La delizia al limone, cupoletta di pan di Spagna bagnata e ricoperta di crema al limone, è invece un'invenzione novecentesca del pasticciere Carmine Marzuillo e oggi è il dolce simbolo della costa. Ad Agerola si produce il fiordilatte, e sui Lattari il provolone del Monaco DOP. I vini della Costa d'Amalfi DOC si dividono nelle sottozone Furore, Ravello e Tramonti, con vitigni locali come falanghina, biancolella, ginestra, piedirosso, sciascinoso e tintore; le vigne di Tramonti conservano ceppi prefillosserici a piede franco, cioè non innestati, una rarità in Europa.
Le ceramiche di Vietri e il Museo della Ceramica
La ceramica vietrese ha una storia lunga, ma il suo momento più interessante è il cosiddetto periodo tedesco, fra il 1920 e il 1947, quando un gruppo di artisti stranieri arrivò a Vietri e riscrisse il linguaggio decorativo locale: fra loro la polacca Irene Kowaliska e il tedesco Richard Dolker, i cui asinelli, contadini e pesci stilizzati sono diventati il repertorio classico della Costiera Amalfitana.
Il Museo della Ceramica occupa la Torretta Belvedere di Villa Guariglia, nella frazione di Raito di Vietri sul Mare. L'ambasciatore Raffaele Guariglia donò la villa alla Provincia di Salerno nel 1970 e il museo fu inaugurato il 9 maggio 1981. Le sezioni sono tre: ceramica religiosa con mattonelle votive e acquasantiere domestiche dal Seicento, ceramica d'uso con vasellame e fiaschi ottocenteschi, e la produzione del periodo tedesco. L'ingresso è gratuito e l'orario indicato è da martedì a domenica dalle 9 alle 15, con chiusura il lunedì; da Salerno si arriva con le linee di autobus 4 e 9, oppure a piedi in due chilometri dalla stazione di Vietri. Chi ha interesse per la ceramica italiana e resta nel Lazio può confrontare questa collezione con quella del Museo della ceramica a Sermoneta, che ha ingresso libero e racconta una tradizione completamente diversa.
Consiglio d'acquisto: in Costiera Amalfitana comprate dove vedete il tornio e il forno, non dove vedete cinquanta vetrine identiche. La ceramica dipinta a mano ha il segno del pennello che sbava leggermente sul bordo e il fondo con i tre punti di appoggio del trespolo. Quella stampata no.
Quando andare in Costiera Amalfitana e quando evitarla
Da metà aprile a fine maggio è il periodo migliore in assoluto: le ginestre sono in fiore sui costoni, i limoni profumano, il mare è freddo ma i sentieri sono perfetti, i prezzi degli alberghi sono la metà di quelli di agosto e la Statale 163 è percorribile. Settembre inoltrato e la prima metà di ottobre sono il secondo periodo buono, con il mare ancora caldo e la luce dorata che i fotografi aspettano tutto l'anno.
Luglio e agosto sono il momento peggiore per visitare la Costiera Amalfitana, e lo dico senza attenuanti. Le temperature superano i trenta gradi, la strada è satura, gli autobus lasciano la gente a terra, i traghetti si riempiono, i ristoranti lavorano a due turni e la qualità cala. Se non avete alternative, riorganizzate la giornata: sveglia alle sei, visite fino alle undici, pausa lunga al chiuso o in acqua, ripresa dopo le cinque del pomeriggio.
L'inverno ha un suo pubblico ristretto e intelligente. Da novembre a febbraio molti alberghi chiudono, il Museo della Carta e i monumenti riducono gli orari, il mare mosso cancella i traghetti. In compenso Amalfi è silenziosa, le luminarie natalizie di Salerno sono a venti minuti di autobus e nella Grotta dello Smeraldo c'è il presepe subacqueo.
In quale paese della Costiera Amalfitana conviene fermarsi
Se venite per la prima volta e volete muovervi senza automobile, la base è Amalfi: è il nodo di tutti gli autobus e di tutti i traghetti. Se cercate quiete e panorama, Praiano o Scala. Se volete musica e giardini, Ravello. Se avete bambini piccoli e vi serve una spiaggia larga con i servizi, Maiori. Se volete mangiare pesce vero e spendere il giusto, Cetara. Positano solo se il budget non è un tema e se restate almeno due notti.
La Costiera Amalfitana con i bambini
Va detto chiaramente: questa non è una destinazione comoda per famiglie con bambini molto piccoli. Le scale sono ovunque, i passeggini sono quasi inutilizzabili a Positano e ad Atrani, e i tratti pianeggianti si contano sulle dita. Chi ha un bambino sotto i tre anni porti uno zaino porta bambino, non una carrozzina.
Con ragazzini dai sei anni in su la Costiera Amalfitana funziona benissimo. Le cose che li conquistano sono, nell'ordine: il giro in barca con il passaggio sotto il ponte di Furore, la Grotta dello Smeraldo raggiunta con la barchetta a remi, la fabbricazione del foglio di carta al Museo della Carta, i fondali della spiaggia di Cetara con maschera e boccaglio, e la gara dei gradini a Nocelle. Le spiagge più adatte sono quelle larghe di Maiori e di Minori, sabbiose e con stabilimenti attrezzati; Furore e la Gavitella sono spettacolari ma si raggiungono solo con centinaia di scalini.
Un'avvertenza sui trasporti: sugli autobus SITA in alta stagione si viaggia in piedi e stretti, con le curve. Se il bambino soffre il mal d'auto, il traghetto è la soluzione, perché il mare del golfo di Salerno d'estate è quasi sempre calmo al mattino.
Accessibilità in Costiera Amalfitana
La verticalità di questa costa crea barriere oggettive, e sarebbe scorretto raccontare il contrario. Alcune cose però funzionano. Il lungomare di Maiori è pianeggiante e continuo, il più praticabile della Costiera Amalfitana in sedia a rotelle. Il MAR di Positano dichiara un percorso accessibile attraverso la Chiesa di Santa Maria Assunta. La Grotta dello Smeraldo ha un ascensore dalla Statale 163, ma il trasbordo finale avviene su barche a remi e va valutato caso per caso. Il centro di Amalfi, dalla marina fino a piazza Duomo, è pianeggiante, mentre la scalinata della cattedrale non ha alternative: chi non può salirla può chiedere in biglietteria l'accesso dal lato del chiostro. I titolari di contrassegno per disabili sono esentati dalle targhe alterne sulla Statale 163. Per i monumenti, la cosa giusta è telefonare il giorno prima: gli operatori locali conoscono percorsi e ascensori che non compaiono su nessun sito.
Quanto costa una giornata in Costiera Amalfitana
Facciamo i conti veri, per una persona, in un giorno di media stagione. Treno da Roma a Salerno andata e ritorno: tariffe molto variabili, da poche decine di euro se si prenota con largo anticipo. Biglietto Costierasita per gli autobus: 10 euro per 24 ore. Complesso monumentale del Duomo di Amalfi: 3 euro. Villa Rufolo a Ravello: 8 euro. Grotta dello Smeraldo: 7 euro. Villa romana di Minori: 6 euro intero, 2 ridotto. Aggiungete un pranzo, e con una quarantina di euro di ingressi e trasporti locali avete coperto una giornata piena.
Dove si risparmia davvero: usando gli autobus invece dei trasferimenti privati, comprando il biglietto giornaliero invece delle corse singole, pranzando in una panetteria con una pizza a portafoglio invece che in un ristorante con vista, e scegliendo la mezza stagione. Dove non conviene risparmiare: sulle scarpe e sull'acqua se camminate, e sul tempo. La Costiera Amalfitana punita in fretta restituisce meno di quello che costa.
Cosa vedere intorno alla Costiera Amalfitana
Il territorio attorno regge il confronto con la costa. Pompei ed Ercolano sono a meno di un'ora da Vietri con la ferrovia. Paestum, con i tre templi dorici meglio conservati d'Italia, è poco più a sud di Salerno. Capri si raggiunge in aliscafo da Positano e da Amalfi nei mesi caldi. Salerno stessa, spesso liquidata come snodo, ha un duomo normanno con la cripta di San Matteo e il giardino della Minerva, primo orto botanico d'Europa legato alla Scuola Medica Salernitana.
Chi arriva in automobile da Roma può spezzare il viaggio con una deviazione alla Reggia di Caserta, che è esattamente a metà strada e ha l'ingresso davanti alla stazione ferroviaria. Sulla via del ritorno, lungo il litorale pontino, valgono la sosta Formia con i suoi resti romani e la Villa di Tiberio a Sperlonga, dove la grotta con i gruppi scultorei omerici racconta lo stesso gusto imperiale per la villa marittima che a Minori e a Positano si vede in scala minore.

Una curiosità su Costiera Amalfitana
L'Ordine di Malta, cioè la più longeva istituzione cavalleresca d'Europa, ha le radici in questa costa. Nella seconda metà dell'XI secolo mercanti amalfitani attivi a Gerusalemme sostennero la fondazione dell'ospedale di San Giovanni, destinato ad accogliere i pellegrini latini; il primo gran maestro dell'Ordine degli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme fu Gerardo Sasso, originario di Scala, cioè del paese più antico della Costiera Amalfitana. Da quell'ospedale discendono, per linea diretta, il Sovrano Militare Ordine di Malta e la croce a otto punte che tutti riconoscono.
Vale la pena capire perché fu possibile. Nell'XI secolo gli amalfitani avevano fondaci stabili nei porti del Levante e godevano di privilegi commerciali sia a Costantinopoli sia nei territori fatimidi: erano gli unici latini che potevano circolare con relativa libertà in un Mediterraneo diviso. Un ospedale per pellegrini in Terrasanta era, prima ancora che un'opera pia, un servizio logistico che solo una rete mercantile come la loro poteva reggere. Il piccolo paese di Scala, oggi milleduecento abitanti e qualche chiesa romanica, ha dato all'Europa un'istituzione sopravvissuta a nove secoli di storia.
C'è un corollario che mi piace raccontare ai gruppi. Nella cattedrale di Scala si conserva una mitra vescovile del XIII secolo ricamata di perle e smalti, di qualità tale da far pensare a una bottega di corte: un oggetto che in un paese di montagna non dovrebbe esserci. È il residuo materiale di quella rete. La Costiera Amalfitana, prima di essere un paesaggio, è stata un sistema di relazioni lungo tremila chilometri di mare, e ogni tanto lascia sul tavolo un oggetto che non torna con la povertà dei secoli successivi.
Una cosa che non ti dice nessuno su Costiera Amalfitana
Gran parte dell'Amalfi medievale non è più visibile perché è sott'acqua. Il 25 novembre 1343 una violentissima mareggiata, collegata a un maremoto attribuito all'attività dello Stromboli, si abbatté sulla costa e distrusse buona parte della città bassa: il porto, l'arsenale nella sua estensione originaria, interi quartieri affacciati sul mare. L'evento non è una tradizione popolare: lo descrisse Francesco Petrarca, che si trovava a Napoli in quei giorni e ne lasciò il racconto in una lettera. Le indagini archeologiche subacquee davanti alla marina di Amalfi hanno restituito strutture murarie e materiali coerenti con quell'abitato perduto.
Questo dato cambia il modo di guardare Amalfi. Quando ci si lamenta che la città sembra piccola per essere stata una repubblica marinara, la risposta è che la città grande non c'è più: quella che vediamo è la parte alta, sopravvissuta perché arrampicata. La stessa cosa vale per il resto della Costiera Amalfitana, dove le alluvioni hanno continuato a rimodellare i paesi fino a ieri: quella del 25 ottobre 1954 colpì Maiori, Minori, Tramonti, Vietri e Salerno, causò centinaia di morti e cancellò interi quartieri, e il lungomare largo di Maiori che oggi sembra un lusso urbanistico è in realtà il risultato di quella catastrofe.
La seconda cosa che nessuno dice riguarda il presente. I paesi della Costiera Amalfitana si spopolano: l'età media sale, le case diventano affitti brevi, le scuole chiudono, e i terrazzamenti abbandonati sono la prima causa dei dissesti che ogni autunno chiudono la Statale 163 per frane. Chi compra un limone raccolto a mano su una macera mantenuta, o mangia in una trattoria a conduzione familiare invece che in un locale con menu in sei lingue, sostiene l'unica cosa che tiene in piedi questo paesaggio.
Il consiglio che ti do per visitare Costiera Amalfitana
Il consiglio è uno solo e vale più di tutti gli altri messi insieme: dormite in Costiera Amalfitana, almeno tre notti, e rinunciate all'automobile. La gita in giornata da Roma o da Napoli è il modo peggiore di conoscere questa costa, perché vi consegna esattamente le due ore peggiori, quelle fra le undici e le tre, dentro i due paesi più affollati, con l'ansia dell'ultimo autobus. Chi dorme qui vede l'altra Costiera Amalfitana: Amalfi alle sette del mattino con i pescatori e il forno che apre, Positano alle dieci di sera con le scale illuminate e nessuna fila, Ravello all'alba.
Il secondo consiglio riguarda il ritmo. Fissate un paese al giorno e concedetevi una sola escursione impegnativa. Un itinerario che funziona sempre: primo giorno Amalfi e la Valle dei Mulini, secondo giorno Ravello con Villa Rufolo e Villa Cimbrone, terzo giorno Sentiero degli Dei da Bomerano con arrivo a Positano nel pomeriggio, quarto giorno mare a Cetara o a Maiori e visita alla villa romana di Minori. Chi ha un quinto giorno lo spenda a Scala e a Tramonti, dove non troverà nessuno.
Terzo consiglio, il più noioso e il più utile: comprate i biglietti degli autobus in anticipo e tenete sempre il giornaliero da 10 euro. In alta stagione capita di dover saltare una corsa perché piena, e chi non ha il biglietto perde anche la successiva cercando il bar aperto. E portate contanti: alcune biglietterie e alcuni barcaioli non accettano carte, mentre al MAR di Positano accade il contrario e si paga solo con carta.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Tutti sanno che la Costiera Amalfitana è patrimonio dell'umanità dal 1997. Quasi nessuno sa che cosa l'UNESCO abbia effettivamente iscritto. Non il panorama, non il mare, non i paesi in quanto belli: l'iscrizione riguarda 11.231 ettari e quindici comuni, ed è motivata con i criteri ii, iv e v come paesaggio culturale, cioè come esempio eccezionale di adattamento dell'uomo a una topografia estrema, dai terrazzamenti vitati delle quote basse ai pascoli d'alta quota sui Lattari.
La differenza non è accademica, è pratica. Significa che l'oggetto tutelato sono i muri a secco, i pergolati, i sentieri di collegamento, le cartiere, le forme dell'insediamento medievale con le sue architetture di matrice arabo normanna. Significa che un terrazzamento abbandonato è un pezzo di patrimonio mondiale che si perde, esattamente come sarebbe una sala affrescata lasciata all'acqua. E significa che il valore riconosciuto nasce dal periodo di massimo splendore della Repubblica di Amalfi fra il IX e l'XI secolo e dalla sua eredità costruita, non dalle ville dei divi del Novecento.
Aggiungo un dato che rende concreto il discorso: i muri a secco che sostengono i terrazzamenti della Costa d'Amalfi si misurano in centinaia di chilometri lineari complessivi, e vanno rifatti a mano periodicamente perché il gelo e la pioggia li scalzano. Non esiste una macchina che li costruisca. Quando in una bottega di Amalfi vi vendono una bottiglia di limoncello a un prezzo che vi sembra alto, dentro c'è anche questo.
La foto giusta da fare a Costiera Amalfitana
La fotografia simbolo della Costiera Amalfitana è una sola e si fa da Positano: la si scatta dalla via Cristoforo Colombo, il tratto alto della strada che entra in paese da ovest, con le case a gradoni, la cupola maiolicata dell'Assunta e la Spiaggia Grande in basso. Va fatta al tramonto, quando il sole illumina la facciata delle case anziché controluce, oppure al mattino presto se volete l'azzurro pulito senza foschia.
Le altre tre che consiglio sono meno ovvie. La prima: il campanile del Duomo di Amalfi con la cuspide maiolicata, fotografato non dalla piazza ma da via Pietro Capuano, dove i vicoli lo incorniciano fra due muri. La seconda: il ponte della Statale 163 sul fiordo di Furore, ripreso dal basso stando sulla spiaggia, con l'arco che taglia il cielo e un tuffatore se siete lì la prima domenica di luglio. La terza: il Terrazzo dell'Infinito di Villa Cimbrone a Ravello, con la fila dei busti marmorei e il golfo sullo sfondo, da fare fra le nove e le dieci del mattino quando la luce è ancora radente e non c'è la fila.
Un'osservazione tecnica da chi porta gruppi: in Costiera Amalfitana la luce di mezzogiorno è pessima. Le pareti calcaree bruciano, il mare diventa bianco e i paesi perdono il rilievo. Le due ore dopo l'alba e le due prima del tramonto valgono, fotograficamente, dieci ore di mezzogiorno. E se avete solo il mezzogiorno, scendete sotto: dalla barca, con il sole alto, le pareti verticali e le case sospese vengono meglio che da terra.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
L'839 è la data di nascita politica della Costiera Amalfitana: Amalfi, conquistata dal principato longobardo di Salerno, si sottrae al controllo longobardo nel giro di pochi mesi e avvia il percorso che la porterà a diventare ducato autonomo nel X secolo.
Nell'XI secolo la città tocca il massimo splendore sotto Mansone I, e in quegli stessi anni i mercanti amalfitani contribuiscono alla fondazione dell'ospedale di Gerusalemme da cui nascerà l'Ordine di Malta. Nel 1087 arriva ad Atrani la porta bronzea di San Salvatore de Birecto, fusa a Costantinopoli come quella della cattedrale amalfitana.
Nel 1136 i Normanni prendono Amalfi, e le successive incursioni pisane chiudono la stagione della potenza marittima. Nel 1208 il cardinale Pietro Capuano porta ad Amalfi da Costantinopoli le reliquie di Sant'Andrea, dopo la quarta crociata: nasce il pellegrinaggio che ancora oggi riempie la cripta. Nel 1260 viene costruito il Chiostro del Paradiso; nel 1272 Nicola Rufolo dona al Duomo di Ravello il pulpito firmato da Nicola di Bartolomeo da Foggia.
Il 25 novembre 1343 la mareggiata legata al maremoto distrugge gran parte di Amalfi bassa, evento descritto da Petrarca. All'inizio del Cinquecento si consuma la vicenda di Giovanna d'Aragona, duchessa di Amalfi, che la tradizione locale colloca nella Torre dello Ziro sopra Atrani. Nel 1852 viene aperta la Statale 163 Amalfitana e la costa smette di essere raggiungibile solo via mare o per mulattiera.
Nel 1932 il pescatore Luigi Buonocore scopre la Grotta dello Smeraldo a Conca dei Marini, e dal 1956 sul suo fondale viene collocato il presepe in ceramica. Nel 1929 il governo italiano riacquista dall'Austria il manoscritto delle Tavole amalfitane e lo riporta ad Amalfi. Il 25 ottobre 1954 l'alluvione devasta Maiori, Minori, Tramonti, Vietri e Salerno, con centinaia di vittime e la ricostruzione che ridisegna i lungomari. Nel 1997 arriva l'iscrizione della Costiera Amalfitana nella lista del patrimonio mondiale UNESCO. Nel 2010 apre a Ravello l'Auditorium progettato da Oscar Niemeyer, e nel dicembre dello stesso anno le Tavole amalfitane vengono esposte nel Museo della Bussola e del Ducato Marinaro.
Chi è passato da Costiera Amalfitana
La lista dei viaggiatori illustri di questa costa è lunga quanto la sua storia moderna. Nel 1222 San Francesco d'Assisi si fermò ad Atrani durante un viaggio verso Amalfi. Nel 1879 Henrik Ibsen passò tre mesi ad Amalfi, dove lavorò a Casa di bambola. Il 26 maggio 1880 Richard Wagner, in viaggio verso Ravello, fece tappa ad Atrani e poi riconobbe nei giardini di Villa Rufolo il magico giardino di Klingsor del Parsifal, di cui compose a Ravello il secondo atto.
Il primo Novecento porta a Ravello gli inglesi: E. M. Forster scrisse a Villa Episcopio il racconto Story of a Panic, Virginia Woolf e il gruppo di Bloomsbury, con John Maynard Keynes, frequentarono Villa Cimbrone, e nel 1927 D. H. Lawrence lavorò qui a L'amante di Lady Chatterley. Maurits Cornelis Escher, arrivato in Italia nel marzo del 1923, disegnò Atrani, Ravello e le loro decorazioni moresche, e da quelle forme trasse le idee che nel 1939 confluirono nella Metamorfosi.
Nel 1938 Greta Garbo e il direttore d'orchestra Leopold Stokowski scelsero Villa Cimbrone a Ravello per la loro fuga d'amore, e la notizia fece il giro del mondo. Nel 1953 John Steinbeck firmò per Harper's Bazaar il ritratto di Positano che diede al paese la sua fama internazionale, e nello stesso anno Humphrey Bogart, Gina Lollobrigida e Jennifer Jones girarono a Ravello Il tesoro dell'Africa di John Huston. Gore Vidal visse per oltre trent'anni a Ravello nella villa La Rondinaia e ne divenne cittadino onorario. Roberto Rossellini girò fra Maiori e il fiordo di Furore, con Anna Magnani, pagine centrali del neorealismo italiano.
Fra gli ospiti celebri che hanno fatto della Costa d'Amalfi una residenza estiva si contano la first lady Jacqueline Kennedy, il re Vittorio Emanuele III di Savoia, l'imprenditore Gianni Agnelli, le attrici Grace Kelly, Greta Garbo e Sophia Loren, gli attori Leonardo DiCaprio e Tom Hanks, il ballerino Rudolf Nureyev e il cestista LeBron James. Ad Atrani sono legati anche i nomi di Gabriele D'Annunzio, del poeta Alfonso Gatto, che la chiamò la bianca città d'un tempo e d'ogni giorno, e di Luciano De Crescenzo. Dwight Eisenhower soggiornò a Ravello durante la seconda guerra mondiale, quando la Costiera Amalfitana era retrovia dello sbarco di Salerno.
Visitare la Costiera Amalfitana con una guida o in autonomia
Domanda legittima: serve una guida in Costiera Amalfitana? Per la parte balneare no. Per il Duomo di Amalfi, per Ravello e per la lettura del paesaggio terrazzato sì, e la differenza si sente. In Campania l'accompagnamento dei gruppi e la visita guidata dei siti sono attività regolamentate e vanno affidate a professionisti abilitati; chi organizza gruppi, viaggi aziendali o esperienze private può rivolgersi alla rete di professionisti di TourLeaderPro, che lavora su Roma e sull'Italia con accompagnatori e guide autorizzate, oppure scrivere direttamente dalla pagina contatti di TourLeaderPro per un preventivo su misura.
Chi viaggia da solo e preferisce organizzarsi trova comunque materiale serio. La guida in inglese Amalfi Coast Complete Guide di ItalyPlanner entra nel dettaglio di paesi, trasporti e costi con un taglio pratico, mentre la sezione day trips in Italy serve a capire quali escursioni reggono davvero la giornata singola e quali no. Sono strumenti utili soprattutto a chi viaggia con amici o parenti stranieri e deve spiegare loro perché la Costiera Amalfitana non si fa in sei ore.
Domande veloci su Costiera Amalfitana
Quanto dista la Costiera Amalfitana da Roma
Circa 270 chilometri fino a Vietri sul Mare, tre ore scarse in automobile in condizioni normali. In treno si arriva a Salerno in poco più di due ore con i servizi ad alta velocità, e da lì servono da venti minuti a un'ora e mezzo di autobus o traghetto a seconda del paese.
Quanti giorni servono per visitare la Costiera Amalfitana
Tre notti sono il minimo per non rincorrere gli autobus, quattro o cinque il numero giusto. In una giornata si vede un paese, al massimo due vicini come Amalfi e Atrani oppure Maiori e Minori.
Qual è il periodo migliore per andare in Costiera Amalfitana
Da metà aprile a fine maggio e da metà settembre a metà ottobre. Luglio e agosto hanno il mare più caldo e tutto il resto peggiore: traffico, code, prezzi doppi e temperature alte.
Quanto costa il biglietto degli autobus in Costiera Amalfitana
Il biglietto integrato Costierasita costa 10 euro e vale 24 ore dalla prima obliterazione su tutta la rete SITA Sud della costa, comprese le navette urbane di Positano. È nominativo e va compilato a penna prima dell'uso.
Servono le targhe alterne per guidare in Costiera Amalfitana
Sì, sulla Statale 163 fra Vietri sul Mare e Positano, dalle 10 alle 18: nei fine settimana e festivi dal 1 giugno al 31 luglio e per tutto ottobre, tutti i giorni dal 1 agosto al 30 settembre. Nei giorni di data pari non circolano le targhe con ultima cifra pari, e viceversa.
Quanto costa entrare nel Duomo di Amalfi
Il complesso monumentale con Chiostro del Paradiso, Basilica del Crocifisso, cripta e cattedrale costa 3 euro. Chi entra per partecipare alla messa non paga.
Quanto costa Villa Rufolo a Ravello
Otto euro l'intero, 7 euro per i gruppi da quindici persone, 6 euro per gli over 65 e per i bambini dai cinque ai dodici anni. Apertura tutti i giorni dalle 9 alle 20, ultimo ingresso alle 19.30, biglietti solo in loco.
Quanto costa la Grotta dello Smeraldo
Sette euro a persona, con orario indicato dalle 10 alle 16 e chiusura in caso di mare mosso. Dal porto di Amalfi il trasferimento in barca costa circa 10 euro andata e ritorno, biglietto della grotta escluso.
Si può fare il bagno in Costiera Amalfitana
Sì, ma le spiagge sono quasi tutte di ciottoli e spesso piccole. Le più ampie e attrezzate sono a Maiori e a Minori; la Spiaggia Grande di Positano è la più celebre e la più cara; Cetara e Erchie hanno acqua limpida e meno folla.
La Costiera Amalfitana è adatta ai bambini
Dai sei anni in su sì, sotto i tre è faticosa per via delle scale. Portate uno zaino porta bambino invece del passeggino e preferite le spiagge larghe di Maiori e Minori.
Quanto è difficile il Sentiero degli Dei
Circa 7,5 chilometri, 638 metri di dislivello complessivo, quattro ore di cammino, difficoltà escursionistica con alcuni tratti esposti. Si percorre da Bomerano verso Nocelle, con scarpe da trekking e almeno due litri d'acqua.
Come si arriva al Sentiero degli Dei da Amalfi
Con l'autobus SITA Sud per Agerola, fermata Bomerano, oppure con la navetta su gomma di Travelmar da Amalfi. Il ritorno da Positano si fa in traghetto o in autobus.
Positano e Amalfi sono la stessa cosa
No. Sono due comuni distinti a undici chilometri l'uno dall'altro, con caratteri opposti: Amalfi è il centro storico e il nodo dei trasporti, Positano è il paese verticale più fotografato e più caro della Costiera Amalfitana.
Sorrento fa parte della Costiera Amalfitana
No. Sorrento è sul versante settentrionale della penisola, quello che guarda il golfo di Napoli. La Costiera Amalfitana va da Positano a Vietri sul Mare e si affaccia sul golfo di Salerno.
Quanti comuni ci sono in Costiera Amalfitana
Quindici comuni rientrano nel sito UNESCO: Amalfi, Atrani, Cetara, Conca dei Marini, Furore, Maiori, Minori, Positano, Praiano, Ravello, Scala, Tramonti, Vietri sul Mare e i territori limitrofi riconosciuti nell'iscrizione del 1997.
Qual è il comune più piccolo della Costiera Amalfitana
Atrani, che è anche il comune più piccolo d'Italia per superficie, poco più di due decimi di chilometro quadrato, con meno di novecento abitanti.
Dove si mangia la vera colatura di alici
A Cetara, dove si produce la colatura di alici DOP, riconosciuta nell'ottobre 2020. Cercatela sugli spaghetti, senza pomodoro e senza formaggio.
Che cos'è lo sfusato amalfitano
È il limone Costa d'Amalfi IGP, riconosciuto il 4 luglio 2001: frutto affusolato di circa cento grammi, buccia spessa e aromatica, polpa senza semi, coltivato a mano sui terrazzamenti sotto pergolati di castagno.
Si può visitare la Costiera Amalfitana in sedia a rotelle
In parte. Il lungomare di Maiori è il tratto più praticabile, il centro basso di Amalfi è pianeggiante, il MAR di Positano dichiara un percorso accessibile, la Grotta dello Smeraldo ha un ascensore ma il trasbordo finale avviene in barca. Conviene telefonare in anticipo a ogni sito.
Serve prenotare per i musei della Costiera Amalfitana
Per Villa Rufolo no, i biglietti si comprano all'ingresso. Per il MAR di Positano si può acquistare online e la biglietteria accetta solo carte. Per il Ravello Festival la prenotazione è indispensabile.
Conviene noleggiare la barca in Costiera Amalfitana
Una mezza giornata in barca condivisa o privata è il miglior investimento della vacanza, perché è l'unico modo di vedere le grotte, i fiordi e le torri saracene dal punto di vista per cui sono state costruite. Sceglietela al mattino, quando il mare è più piatto.
Ci sono alternative più vicine a Roma per il mare
Sì, e reggono bene il confronto per un fine settimana: l'isola di Ponza, il litorale del Parco Nazionale del Circeo, la costa di Terracina e, per chi cerca archeologia a due passi dalla capitale, Ostia Antica.
Quanto costa mediamente una giornata in Costiera Amalfitana
Con il biglietto giornaliero degli autobus a 10 euro, due ingressi fra Duomo di Amalfi e Villa Rufolo per 11 euro e un pranzo semplice, una giornata completa di visite si tiene sotto i cinquanta euro a persona, escluso il pernottamento.
L'ultima cosa che mi sento di dirvi
La Costiera Amalfitana è uno di quei posti che la fotografia ha reso più famosi di quanto li abbia resi comprensibili. Chi ci arriva cercando la cartolina la trova, la ottiene in tre ore, e torna a casa convinto di aver visto un bel panorama affollato. Chi invece si prende il tempo di salire a Scala, di camminare nella Valle delle Ferriere, di entrare in una cartiera della Valle dei Mulini o di sedersi a Cetara mentre rientrano le lampare, scopre che sotto la cartolina c'è un sistema di lavoro umano vecchio di mille anni, che ha prodotto una repubblica, un codice del mare, una carta, un limone e un paesaggio. Quel sistema oggi è fragile. Andateci fuori stagione, dormiteci, comprate dai produttori, e lasciate l'automobile a Salerno.
Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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