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Cosmogonie dell’acqua. Claudia Müller a Villa d’Este — fino al 18 ottobre 2026

Cosmogonie dell'acqua. Claudia Müller è a Villa d'Este, a Tivoli, fino al 18 ottobre 2026: tre installazioni dell'artista cilena distribuite nel Palazzo, nella Serra del Giardino dei Melangoli e nella Fontana di Arianna. L'ingresso alla mostra è compreso nel biglietto ordinario di Villa d'Este, salvo riduzioni o gratuità di legge; la biglietteria è in piazza Trento 5, dove si trova l'ingresso della villa. In ottobre Villa d'Este è aperta tutti i giorni con ingresso dalle 8.30 alle 17.30 e uscita entro le 18.30; il lunedì apre alle 14.00. Da Roma si arriva con la metro B fino a Ponte Mammolo e poi con il bus Cotral per Tivoli, scendendo a Largo delle Nazioni Unite, vicino a piazza Garibaldi; in auto con l'autostrada A24, uscita Tivoli. I biglietti si comprano alla biglietteria della villa o sul servizio di prenotazione indicato dal sito ufficiale dell'istituto VILLÆ.

La fontana dell'Organo nei giardini di Villa d'Este a Tivoli
La fontana dell'Organo nei giardini di Villa d'Este a Tivoli Foto: Foto: Anna Eden 86, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

È la prima mostra del programma MuseoNatura con cui l'Istituto Villa Adriana e Villa d'Este prova a leggere il patrimonio culturale e naturale come uno strumento di conoscenza ecologica. Il tema è l'acqua, cioè la ragione stessa per cui Villa d'Este esiste. Sulla carta è un'idea ovvia; in pratica è difficile, perché ogni intervento contemporaneo deve reggere il confronto con le fontane di Pirro Ligorio. Vale la pena andare a vedere come ci riesce.

Cosmogonie dell'acqua a Villa d'Este: le tre installazioni

La mostra si compone di tre installazioni in tre spazi del sito, secondo il comunicato dell'Istituto VILLÆ del 2 luglio 2026: Frontera Líquida nel Palazzo, Acqua Lattea nella Serra del Giardino dei Melangoli, Spirali d'Acqua nella Fontana di Arianna.

Frontera Líquida, nel Palazzo

Nel Palazzo, al livello del giardino, è allestita Frontera Líquida, un'opera video in tre parti dedicata al confine fra il mondo sottomarino e quello terrestre. Indaga le diverse manifestazioni dell'acqua sulla Terra. È il punto di partenza naturale, perché si incontra lungo il percorso di visita prima di scendere nel giardino.

Acqua Lattea, nella Serra del Giardino dei Melangoli

Nella Serra del Giardino dei Melangoli l'opera Acqua Lattea reinterpreta il concetto classico di ninfeo come spazio di soglia, con un circuito d'acqua in movimento e un gioco di specchi. Il ninfeo è la forma architettonica che a Villa d'Este si incontra ovunque: l'artista la prende e la rilegge, invece di aggiungere un oggetto estraneo.

Spirali d'Acqua, nella Fontana di Arianna

Nella Fontana di Arianna è collocata un'installazione site-specific intitolata Spirali d'Acqua, che chiude l'itinerario visivo e concettuale richiamando il flusso e il movimento dell'acqua. La scelta della fontana non è banale: la Fontana di Arianna si trova quasi al centro del parapetto della terrazza panoramica del parco, affacciata sulla campagna romana, ed è da tempo priva delle statue che la ornavano.

Chi ha curato Cosmogonie dell'acqua e il programma MuseoNatura

La mostra è curata da Alberto Samonà, Davide Bertolini e Sara Tarissi de Jacobis ed è organizzata da VILLÆ, Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d'Este, con l'Associazione Collettivo l'Aquila Reale ETS e il Comune di Licenza.

L'accordo con il Comune di Licenza

Cosmogonie dell'acqua è la prima iniziativa nata da un accordo di collaborazione scientifica fra l'Istituto Villa Adriana e Villa d'Este e il Comune di Licenza, il paese della valle dell'Aniene. La collaborazione mette in rete comunità locali, artisti e territorio.

MuseoNatura e MuseoOFF

Il progetto si inserisce nel programma MuseoNatura di VILLÆ, che interpreta il patrimonio culturale e naturale come un dispositivo di conoscenza ecologica e partecipativa, e converge con il programma MuseoOFF dell'Associazione Collettivo l'Aquila Reale ETS. Davide Bertolini, uno dei curatori, è il responsabile di Villa d'Este indicato sul sito dell'istituto: la mostra nasce quindi dall'interno del luogo, non da un progetto calato dall'esterno.

L'inaugurazione

La mostra è stata inaugurata giovedì 16 luglio 2026 alle 17.30 nel Chiostro di Villa d'Este, con una visita guidata lungo il percorso espositivo. Resta aperta per tre mesi, fino al 18 ottobre.

Chi è Claudia Müller Montes

Claudia Müller Montes, nata nel 1983, è un'artista visiva cilena che vive e lavora fra Milano e Santiago del Cile, secondo la presentazione ufficiale dell'Istituto VILLÆ.

La sua ricerca

La ricerca di Claudia Müller indaga i corpi d'acqua, terrestri ed extraterrestri, come entità dinamiche e sensibili. Lavora con video, scultura e installazioni che integrano processi materiali, energetici e simbolici nel rapporto fra acqua, territorio e cosmo. Il titolo della mostra, Cosmogonie, riprende proprio questa idea: l'acqua come origine e come struttura del mondo.

Le mostre

Ha esposto a Milano, Roma, Berlino, Parigi, Bogotá, Barcellona, Bilbao, Buenos Aires, Stavanger e Santa Cruz, oltre che in numerose istituzioni pubbliche cilene. È un percorso internazionale costruito fra America Latina ed Europa, coerente con la sua doppia residenza.

Perché a Villa d'Este

Un'artista che lavora sull'acqua come materia viva trova a Villa d'Este il laboratorio più completo che si possa immaginare in Italia: centinaia di zampilli, cascate e vasche alimentate dalla sola pressione naturale. La vera domanda della mostra è se un video e due installazioni possono dire qualcosa di nuovo in un giardino che parla d'acqua da quattro secoli e mezzo. A nostro giudizio funzionano quando si lasciano guardare come parte del percorso e non come deviazione.

Villa d'Este, la sede della mostra

Villa d'Este è una villa del Rinascimento a Tivoli, in piazza Trento 5, dichiarata Patrimonio dell'Umanità UNESCO nel 2001. Fa parte, con Villa Adriana, dell'Istituto VILLÆ del Ministero della Cultura. La scheda del luogo è su Villa d'Este a Tivoli.

Il cardinale Ippolito II d'Este

La villa fu voluta dal cardinale Ippolito II d'Este, figlio di Alfonso I e di Lucrezia Borgia, nato a Ferrara nel 1509 e morto a Roma nel 1572. Papa Giulio III, per ringraziarlo del contributo alla propria elezione del 1550, lo nominò governatore a vita di Tivoli. Il cardinale arrivò in città il 9 settembre e scoprì che avrebbe dovuto abitare in un vecchio convento annesso alla chiesa di Santa Maria Maggiore. Decise di trasformarlo in una villa, in un luogo chiamato Valle Gaudente.

Pirro Ligorio e i lavori

Il progetto fu affidato al pittore, archeologo e architetto Pirro Ligorio, con l'architetto di corte Alberto Galvani. I lavori seguirono le fortune del cardinale: destituito nel 1555 da Paolo IV, reintegrato nel 1560 da Pio IV. I terreni furono acquistati fino al 1566 e le acque dell'Aniene furono portate con nuovi cunicoli. Per i materiali il cardinale ottenne perfino il permesso di prendere il travertino della tomba di Cecilia Metella sull'Appia, poi revocato quando la fascia inferiore del rivestimento era già stata asportata.

L'inaugurazione e dopo

La villa fu inaugurata nel settembre 1572 con la visita di papa Gregorio XIII; Ippolito morì il 2 dicembre di quello stesso anno. Seguirono i cardinali Luigi e Alessandro d'Este, poi Rinaldo, che fece realizzare da Gian Lorenzo Bernini la fontana del Bicchierone e la cascata dell'Organo. Passata agli Asburgo, la villa decadde fino al cardinale Gustav Adolf von Hohenlohe, a metà Ottocento. Dopo la prima guerra mondiale, nel 1918, passò allo Stato italiano, che la restaurò e la aprì al pubblico fra gli anni Venti e Trenta.

L'acqua di Villa d'Este: come funzionano le fontane

Le fontane di Villa d'Este funzionano senza alcun congegno meccanico, soltanto con la pressione naturale e il principio dei vasi comunicanti, grazie a una galleria di circa seicento metri scavata sotto Tivoli che porta l'acqua dell'Aniene.

I numeri del giardino

Pirro Ligorio calcolò con precisione le quantità d'acqua necessarie. La portata era di circa 300 litri al secondo. Il risultato, in parte visibile oggi, conta 250 zampilli, 60 polle d'acqua, 255 cascate, 100 vasche e 50 fontane su 35.000 metri quadrati di giardini.

Le Cento Fontane

Il viale delle Cento Fontane, lungo cento metri, collega la fontana dell'Ovato alla Rometta. I tre canali paralleli rappresentano i fiumi Albuneo, Aniene ed Ercolaneo che scendono dai monti Tiburtini verso il Tevere. Il viale ha fatto da sfondo alla scena del banchetto nel Ben Hur di William Wyler.

L'Organo e Nettuno

La fontana dell'Organo, costruita fra il 1568 e il 1611, conteneva un organo idraulico realizzato dai francesi Luc Leclerc e Claude Venard. Dopo lunghi tentativi di ripristino, suona di nuovo dal 2003: oggi viene attivato ogni giorno, a partire dalle 10.30, ogni due ore. Sotto, la fontana di Nettuno, la più recente e scenografica, fu realizzata nel 1927 da Attilio Rossi restaurando la cascata berniniana.

Quando l'acqua si ferma

Il sito ufficiale avverte che in caso di piogge e di ingrossamento dell'Aniene l'erogazione dell'acqua delle fontane può essere sospesa temporaneamente. È un dettaglio da ricordare in autunno, e dice molto sul legame fra la villa e il fiume che la alimenta: lo stesso legame su cui ragiona la mostra.

Le fontane da vedere lungo il percorso della mostra

Fra un'opera e l'altra di Cosmogonie dell'acqua si attraversano alcune delle fontane più importanti del giardino: conviene sapere che cosa si ha davanti.

L'Ovato, la Regina delle fontane

La fontana dell'Ovato, o di Tivoli, fu progettata da Pirro Ligorio e realizzata nel 1567. Vi confluisce l'acqua dell'Aniene portata da un canale sotto la città. La scenografia di rocce di Curzio Maccarone rappresenta i monti Tiburtini, con al centro la Sibilla tiburtina e ai lati le statue dei fiumi Aniene ed Erculaneo. È chiamata Regina delle fontane, un appellativo che la tradizione attribuisce all'arcivescovo di Siena Francesco Bandini Piccolomini, ospite del cardinale. Chi viene per una mostra sull'acqua deve fermarsi qui: è la fontana che più anticipa il barocco.

La Rometta

In fondo al viale delle Cento Fontane si apre la Rometta, realizzata nel 1570 dal fontaniere Luigi Maccarone su progetto di Ligorio. Al centro c'è la statua di Roma vittoriosa, accanto la Lupa con Romolo e Remo; un canale curvo rappresenta il Tevere e una nave di pietra l'Isola Tiberina. In origine la fontana era circondata dalle riproduzioni dei grandi monumenti della Roma antica, oggi perdute.

I Draghi e la Civetta

La fontana dei Draghi, secondo la leggenda costruita in una sola notte del settembre 1572 per la visita di Gregorio XIII, ha quattro draghi disposti in cerchio che richiamano lo stemma dei Boncompagni. Era detta anche della Girandola, per gli artifici idraulici di Tommaso da Siena che imitavano spari e scoppi. Accanto, la fontana della Civetta, del 1596, faceva cantare uccelli di metallo finché non compariva una civetta a zittirli; il meccanismo è stato in parte ricreato dopo un lungo restauro.

Le Peschiere

Davanti alla fontana di Nettuno si allungano le Peschiere, tre grandi vasche rettangolari dove un tempo si allevavano pesci d'acqua dolce. Gli zampilli lungo i bordi diminuiscono di intensità da una vasca all'altra, e l'acqua passa dal fragore del Nettuno alla calma: è la lezione più chiara su come Ligorio e i suoi successori pensavano l'acqua come racconto. Da qui si arriva alla terrazza e alla Fontana di Arianna.

Una curiosità sulle Cosmogonie dell'acqua. Claudia Müller a Villa d'Este — fino al 18 ottobre 2026

La curiosità più bella riguarda la Fontana di Arianna, dove si trova Spirali d'Acqua. La fontana prende il nome da una statua di Arianna dormiente che in origine era collocata nella nicchia centrale. Oggi quella statua non c'è più, come le altre che la ornavano, e della loro sorte non si hanno notizie. La fontana è rimasta una cornice senza protagonista, affacciata sulla terrazza panoramica verso la campagna romana.

Un'artista contemporanea che mette un'installazione proprio lì compie un gesto preciso: occupa un vuoto. Non si sovrappone a un capolavoro integro, come sarebbe accaduto all'Ovato o all'Organo, ma dialoga con un'assenza. Le spirali d'acqua della Müller portano movimento dove la statua dormiente, per definizione, era immobile: è il contrasto che rende interessante la collocazione.

Una seconda curiosità: l'acqua che l'artista usa arriva dallo stesso sistema che alimenta tutte le fontane della villa, la galleria di circa seicento metri che porta l'Aniene sotto Tivoli. La mostra, in questo senso, non porta acqua nuova: usa quella di Ippolito d'Este.

Una cosa che non ti dice nessuno sulle Cosmogonie dell'acqua. Claudia Müller a Villa d'Este — fino al 18 ottobre 2026

Quello che nessuno dice è che questa mostra non ha un biglietto proprio. Chi entra a Villa d'Este con il biglietto ordinario la vede, e chi non la cerca rischia di non accorgersene. Le tre opere sono in tre punti diversi del percorso: il video nel Palazzo, l'installazione nella Serra dei Melangoli, le spirali nella Fontana di Arianna, sulla terrazza in basso. Chi scende di corsa verso l'Organo e il Nettuno può saltarne due su tre senza saperlo.

La seconda cosa poco detta riguarda l'orario. In ottobre l'ultimo ingresso è alle 17.30 e l'uscita alle 18.30; dopo il passaggio all'ora solare, che cade proprio nell'ultima settimana di ottobre, gli orari si accorciano ancora, ma la mostra a quel punto sarà già chiusa. Il lunedì la villa apre solo alle 14.00. Chi arriva da Roma con i mezzi di lunedì mattina trova i cancelli chiusi.

La terza: con molti visitatori l'ingresso può essere contingentato e alcune sale possono essere chiuse, come avverte il sito ufficiale. Se il Palazzo è chiuso, Frontera Líquida non si vede. Un motivo in più per scegliere un giorno feriale.

Il consiglio che ti do per visitare le Cosmogonie dell'acqua. Claudia Müller a Villa d'Este — fino al 18 ottobre 2026

Il consiglio è di seguire l'ordine dell'acqua, che è poi l'ordine della mostra. Entrate da piazza Trento, attraversate il Palazzo e fermatevi davanti a Frontera Líquida: il video parla del confine fra acqua e terra, e subito dopo vi troverete sulla loggia a guardare il giardino che scende verso la valle. È il miglior prologo possibile.

Poi scendete senza fretta, passando per le Cento Fontane e l'Ovato, e cercate la Serra del Giardino dei Melangoli per Acqua Lattea. Organizzate la discesa in modo da essere davanti alla fontana dell'Organo a un orario utile: l'organo idraulico suona ogni due ore a partire dalle 10.30, quindi alle 10.30, alle 12.30, alle 14.30 e così via. Aspettarlo vale sempre la pena.

Chiudete in basso, sulla terrazza panoramica, alla Fontana di Arianna con Spirali d'Acqua. Da lì la vista si apre sulla campagna verso Roma, e l'ultima opera della mostra si guarda con il paesaggio alle spalle. Ricordate che l'uscita è dal cancello di piazza Campitelli, non da dove siete entrati. Calcolate almeno due ore e mezza per la villa intera.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che Franz Liszt amava Villa d'Este. Meno spesso si cita il fatto preciso: il musicista fu ospite del cardinale Gustav Adolf von Hohenlohe, che a metà Ottocento restaurò la villa e la rimise al centro di un'intensa vita artistica e mondana. E alla villa Liszt si ispirò per alcuni brani del terzo anno delle Années de Pèlerinage: Aux cyprès de la Villa d'Este, in due trenodie, e Les jeux d'eaux à la Villa d'Este.

Proprio quest'ultimo brano, i giochi d'acqua, è il precedente più illustre della mostra di Claudia Müller. Più di un secolo e mezzo fa un artista guardava le stesse fontane e le trasformava in suono; oggi un'artista le guarda e le trasforma in video, specchi e spirali. Chi ha la possibilità di ascoltare il brano di Liszt prima della visita arriverà con l'orecchio giusto.

Un altro fatto noto e poco citato: l'ultimo proprietario privato fu l'arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo Este, l'erede al trono austroungarico ucciso a Sarajevo il 28 giugno 1914. Le trattative per la vendita allo Stato italiano si trascinavano; la villa passò allo Stato nel 1918, dopo la guerra.

La foto giusta da fare alle Cosmogonie dell'acqua. Claudia Müller a Villa d'Este — fino al 18 ottobre 2026

La foto giusta è quella che mette insieme l'opera contemporanea e il giardino storico. Alla Fontana di Arianna, con Spirali d'Acqua, conviene inquadrare l'installazione con la terrazza e la campagna sullo sfondo: il senso della collocazione si capisce solo così. Nella Serra dei Melangoli, con Acqua Lattea, gli specchi moltiplicano l'acqua e l'ambiente: provate un'inquadratura che includa un riflesso, senza cercare di eliminarlo.

La foto classica di Villa d'Este resta la vista dall'alto, dalla loggia del Palazzo, con il giardino che scende e i getti bianchi fra il verde. In ottobre la luce del pomeriggio è radente e calda, e nelle giornate limpide si vede lontano. Il viale delle Cento Fontane rende meglio con una lunga prospettiva, dal fondo del viale verso l'Ovato.

Sulla fontana dell'Organo e sul Nettuno un consiglio pratico: la nebulizzazione dell'acqua bagna gli obiettivi. Tenete un panno a portata di mano. E per Frontera Líquida, dentro il Palazzo, la foto meno riuscita è quella allo schermo: meglio fotografare le persone che lo guardano.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

1550: papa Giulio III nomina il cardinale Ippolito II d'Este governatore a vita di Tivoli. Il 9 settembre il cardinale fa il suo ingresso in città.

1555 e 1560: Ippolito viene destituito da Paolo IV e reintegrato da Pio IV. Da qui prende forma il programma architettonico di Pirro Ligorio.

1567: viene realizzata la fontana dell'Ovato, detta Regina delle fontane. Nel 1570 il fontaniere Luigi Maccarone realizza la Rometta.

Settembre 1572: la villa viene inaugurata con la visita di papa Gregorio XIII. Secondo la leggenda, la fontana dei Draghi viene costruita in una notte in suo onore, per lo stemma dei Boncompagni. Il 2 dicembre Ippolito muore.

1661: Bernini realizza la fontana del Bicchierone per il cardinale Rinaldo d'Este.

Metà Ottocento: il cardinale Gustav Adolf von Hohenlohe restaura la villa e ospita Franz Liszt.

1918: la villa passa allo Stato italiano. Nel 1927 Attilio Rossi realizza la fontana di Nettuno; nel 1928 Emilio Notte affresca una sala del palazzo.

2001: Villa d'Este entra nella lista del Patrimonio dell'Umanità UNESCO. Nel 2003 la fontana dell'Organo torna a suonare.

16 luglio 2026: si inaugura Cosmogonie dell'acqua. Claudia Müller, prima mostra del programma MuseoNatura.

Chi è passato dalle Cosmogonie dell'acqua. Claudia Müller a Villa d'Este — fino al 18 ottobre 2026

Il primo padrone di casa fu il cardinale Ippolito II d'Este, figlio di Lucrezia Borgia, che voleva ricreare a Tivoli i fasti delle corti di Ferrara, Roma e Fontainebleau. Con lui lavorarono Pirro Ligorio e Alberto Galvani, e il palazzo fu decorato da un gruppo di pittori del tardo manierismo romano sotto la direzione di Livio Agresti da Forlì. Nel settembre 1572 arrivò papa Gregorio XIII, che secondo il racconto tradizionale rimase così colpito dall'organo idraulico da voler controllare di persona che nessuno lo stesse suonando.

Un secolo dopo lavorò qui Gian Lorenzo Bernini, per il cardinale Rinaldo d'Este. Nell'Ottocento il cardinale Hohenlohe accolse Franz Liszt, che alla villa si ispirò per alcuni brani delle Années de Pèlerinage. Gabriele D'Annunzio ricordò i cipressi della Rotonda in un verso del Notturno. L'ultimo proprietario privato fu l'arciduca Francesco Ferdinando. Nel Novecento arrivarono i restauratori dello Stato e, fra gli artisti, il futurista Emilio Notte.

E arrivò il cinema: il viale delle Cento Fontane fa da sfondo al banchetto del Ben Hur di William Wyler. Oggi, fino al 18 ottobre, passa da qui Claudia Müller Montes, artista cilena fra Milano e Santiago, con tre opere sull'acqua curate da Alberto Samonà, Davide Bertolini e Sara Tarissi de Jacobis.

Orari e biglietti di Villa d'Este per la mostra

Orari di ottobre

In ottobre Villa d'Este è aperta tutti i giorni con ingresso dalle 8.30 alle 17.30 e uscita entro le 18.30. Il lunedì l'apertura è alle 14.00. Nei lunedì festivi si apre alle 8.45 e il martedì successivo dalle 14.00. La mostra chiude domenica 18 ottobre.

Biglietti

L'accesso a Cosmogonie dell'acqua è compreso nel biglietto ordinario di Villa d'Este, salvo riduzioni o gratuità di legge. I prezzi aggiornati sono pubblicati sul sito ufficiale di VILLÆ; i biglietti si comprano alla biglietteria di piazza Trento 5 o con il servizio di prenotazione indicato sul sito.

Ingresso gratuito

L'ingresso è gratuito la prima domenica del mese: nel periodo della mostra resta domenica 4 ottobre 2026. È la giornata con più visitatori, quindi mettete in conto code e ingressi contingentati.

Come arrivare a Villa d'Este da Roma

Con i mezzi pubblici

Il sito ufficiale indica il percorso con la metro B fino a Ponte Mammolo e poi il bus Cotral per Tivoli, via Prenestina, via Tiburtina o, soluzione preferibile, via autostrada. Si scende alla fermata di Largo delle Nazioni Unite, vicino a piazza Garibaldi, e si prosegue a piedi per poche decine di metri.

In auto

Da Roma si percorre l'autostrada A24 fino all'uscita Tivoli, poi la strada Maremmana Inferiore fino all'incrocio con la via Tiburtina e si prosegue verso il centro di Tivoli. In alternativa si percorre direttamente la via Tiburtina. Attenzione alle zone a traffico limitato.

Parcheggi

Ci sono un parcheggio multipiano ai piedi della Rocca Pia, a poche centinaia di metri dalla villa, e un parcheggio in piazza Garibaldi. Entrambi sono a pagamento.

Tivoli intorno a Villa d'Este: cosa vedere nella stessa giornata

Villa Adriana

Villa Adriana è l'altro sito dell'Istituto VILLÆ, fuori dal centro di Tivoli. Fare entrambe le ville in un giorno è possibile ma faticoso. La scheda è su Villa Adriana.

Il Santuario di Ercole Vincitore

Il Santuario di Ercole Vincitore, anch'esso gestito da VILLÆ con un proprio antiquarium, completa la giornata sul versante archeologico per chi ha ancora tempo ed energie.

Villa Gregoriana e la città

A Tivoli si trova anche il Parco di Villa Gregoriana, l'altra grande villa della città. Per un quadro della città c'è la scheda su Tivoli.

Accessibilità e visita con i bambini

Accessibilità

Il giardino di Villa d'Este è costruito su terrazze e pendii, con scale e rampe. L'istituto pubblica sul sito una pianta del giardino con il percorso accessibile e un disciplinare per l'uso della golf car. Chi ha esigenze specifiche conviene che scriva all'indirizzo della biglietteria prima della visita.

Con i bambini

Villa d'Este funziona benissimo con i bambini: l'acqua, i getti, l'organo che suona, le cascate di Nettuno. Le installazioni della Müller, con specchi e circuiti d'acqua, sono un buon pretesto per parlare di come funziona la villa. Mettete in conto molte scale e un passeggino poco utile.

Dove mangiare a Tivoli

Il centro storico di Tivoli, intorno a piazza Trento e piazza Garibaldi, offre trattorie, pizzerie e bar. Le vie vicine all'ingresso della villa sono le più frequentate dai turisti; spostandosi di qualche strada verso l'interno della città vecchia si trova una cucina più casalinga. Per una giornata lunga con le due ville, meglio pranzare in centro fra Villa d'Este e il trasferimento a Villa Adriana.

Tivoli in ottobre: le ultime settimane della mostra

Ottobre è un buon mese per Villa d'Este: il caldo è passato, le giornate sono ancora abbastanza lunghe e la luce sulla valle è limpida. Il rischio, in autunno, è la pioggia: con l'Aniene ingrossato le fontane possono essere sospese. Controllate le previsioni e, se potete, scegliete una giornata asciutta dopo qualche giorno senza temporali. La mostra chiude il 18 ottobre, una settimana prima del passaggio all'ora solare.

Domande frequenti su Cosmogonie dell'acqua a Villa d'Este

Fino a quando è aperta Cosmogonie dell'acqua a Villa d'Este?

Cosmogonie dell'acqua. Claudia Müller è aperta a Villa d'Este, a Tivoli, dal 16 luglio al 18 ottobre 2026. In ottobre la villa è aperta tutti i giorni con ingresso dalle 8.30 alle 17.30 e uscita entro le 18.30; il lunedì apre alle 14.00.

Quanto costa vedere la mostra di Claudia Müller?

La mostra di Claudia Müller a Villa d'Este è compresa nel biglietto ordinario della villa, salvo riduzioni o gratuità di legge. Non esiste un biglietto separato. I prezzi aggiornati sono pubblicati sul sito ufficiale dell'Istituto VILLÆ.

Dove si trovano le opere di Cosmogonie dell'acqua?

Cosmogonie dell'acqua comprende tre opere: il video Frontera Líquida nel Palazzo, al livello del giardino; l'installazione Acqua Lattea nella Serra del Giardino dei Melangoli; Spirali d'Acqua nella Fontana di Arianna, sulla terrazza panoramica in basso.

Chi è Claudia Müller?

Claudia Müller Montes è un'artista visiva cilena nata nel 1983, che vive fra Milano e Santiago del Cile. Lavora con video, scultura e installazioni sui corpi d'acqua terrestri ed extraterrestri e ha esposto fra l'altro a Milano, Roma, Berlino, Parigi, Bogotá e Buenos Aires.

Come si arriva a Villa d'Este da Roma con i mezzi?

Per Villa d'Este si prende la metro B fino a Ponte Mammolo e poi il bus Cotral per Tivoli, preferibilmente via autostrada, scendendo a Largo delle Nazioni Unite vicino a piazza Garibaldi. Da lì la villa è a pochi passi, in piazza Trento 5.

A che ora suona l'organo di Villa d'Este?

L'organo idraulico della fontana dell'Organo di Villa d'Este viene attivato ogni giorno a partire dalle 10.30 e poi ogni due ore. Con l'Aniene ingrossato dopo forti piogge l'erogazione dell'acqua delle fontane può essere sospesa temporaneamente.

Villa d'Este è aperta il lunedì?

Villa d'Este è aperta anche il lunedì, ma solo dal pomeriggio: l'apertura è alle 14.00. Nei lunedì festivi la villa apre alle 8.45 e il martedì successivo dalle 14.00. Giorni di chiusura sono il 1° gennaio e il 25 dicembre.

Il consiglio finale sulle Cosmogonie dell'acqua

Per chi non ha mai visto Villa d'Este, conviene andarci adesso e considerare la mostra un motivo in più. Per chi la conosce già, a nostro giudizio la mostra è la scusa giusta per tornarci con occhi diversi: seguire l'acqua, dal video nel Palazzo alle spirali della Fontana di Arianna, e fermarsi all'ora dell'organo. Il consiglio è di scegliere un giorno feriale asciutto entro il 18 ottobre e di partire presto da Roma: la villa si gode meglio al mattino, prima dei gruppi.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento16 Luglio 2026 8:30 — 18 Ottobre 2026
IndirizzoVilla d'Este, Piazza Trento 5, 00019 Tivoli (RM) Roma Città
CategorieEventiMostre

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