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Chara Kotsali al Mattatoio per il Romaeuropa Festival — 8 ottobre 2026

IT'S THE END OF THE AMUSEMENT PHASE, la maratona coreografica per tre donne della greca Chara Kotsali, va in scena al Mattatoio di Roma giovedì 8 ottobre 2026 alle 19, per il Romaeuropa Festival 2026, nella sala indicata dal festival come T1. Dura 42 minuti. Il Mattatoio è in piazza Orazio Giustiniani 4, a Testaccio: si arriva con la metro B fino a Piramide e poi a piedi lungo via Marmorata in una decina di minuti, oppure con il tram 3 e i bus 83 e 673 che percorrono via Marmorata. Il biglietto costa 15 euro ed è valido anche con il Passepartout 1 del festival. Si compra sul sito ufficiale del Romaeuropa, sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione o al box office del festival, al numero 06 4555 3050. Il festival avverte che lo spettacolo contiene musica ad alto volume, luci stroboscopiche e un linguaggio a tratti volgare.

Chara Kotsali al Mattatoio in breve: data, orario, durata, biglietto

Una sola replica, giovedì 8 ottobre 2026 alle 19, al Mattatoio di Testaccio, per 42 minuti di danza a 15 euro: è la scheda essenziale del lavoro di Chara Kotsali al Romaeuropa Festival.

Data e orario

Il calendario del festival indica una recita sola, giovedì 8 ottobre alle 19. Con una durata di 42 minuti si esce prima delle 20, in tempo per cenare a Testaccio o per combinare la serata con un altro titolo del cartellone.

Sezione e sostegni

Il lavoro è inserito dal Romaeuropa nella sezione danza, nel percorso Dancing Days e nel filone Ultra REF, ed è presentato con il sostegno di Aerowaves, la rete europea che seleziona ogni anno i coreografi emergenti del continente.

Biglietto e avvertenze

Il biglietto costa 15 euro ed è compreso nel Passepartout 1 del festival. Il festival avverte di musica ad alto volume, luci stroboscopiche e linguaggio a tratti volgare: chi soffre di fotosensibilità deve tenerne conto, e chi porta un ragazzo sa cosa aspettarsi.

Accessibilità dichiarata

Il portale culturale di Roma Capitale segnala l'appuntamento come evento accessibile. Per i posti riservati il riferimento è il box office del Romaeuropa.

Cosa si vedrà nello spettacolo di Chara Kotsali

IT'S THE END OF THE AMUSEMENT PHASE è una maratona coreografica per tre danzatrici che attraversa storia, memoria e presente, e mette in discussione l'idea di progresso come linea retta e rassicurante, secondo la presentazione del Romaeuropa Festival.

Tre corpi, una maratona

In scena ci sono tre donne: Sofia Pouchtou, Christina Skoutela e la stessa Chara Kotsali, che firmano insieme la creazione dei materiali. Il festival parla di maratona coreografica, e la parola va presa sul serio: le interpreti spingono al limite le proprie risorse fisiche ed emotive. È un lavoro in cui la fatica si vede, e in cui la resistenza dei corpi diventa parte del significato.

Il passato davanti, il futuro alle spalle

L'immagine chiave della presentazione è un rovesciamento: in scena il passato sembra essere davanti e il futuro alle spalle. È un'idea antica, che molte culture hanno usato per descrivere il tempo, e che qui diventa una coreografia: si avanza guardando indietro, senza sapere dove si va. Il corpo danzante resta il centro, mentre suono e parola lavorano come materiali per incrinare l'idea di un progresso lineare.

Piacere e propaganda

La coreografia tiene insieme coppie di opposti che il festival elenca con precisione: corpo individuale e corpo collettivo, piacere e propaganda, avanzamento e collasso. Più che raccontare una crisi, scrive il Romaeuropa, il lavoro ne attraversa il paesaggio emotivo, mettendo in tensione quella che ostinatamente chiamiamo ancora progresso. Il titolo stesso, la fine della fase del divertimento, suona come un avviso: la festa è finita, e i corpi continuano a muoversi lo stesso.

Il suono

Il sound design e la musica sono firmati da Anna Maria Rammou e dalla stessa Kotsali, che ha una formazione da batterista. Il festival avverte di volumi alti: il suono qui non accompagna, spinge. Chi conosce la scena della danza greca degli ultimi anni sa che il rapporto fra ritmo, ripetizione e sforzo fisico ne è uno dei tratti più forti.

Il giudizio

Non è uno spettacolo per chi cerca una storia da seguire. È un lavoro da vivere come un'esperienza fisica, quasi un concerto, in cui il pubblico assiste a uno sforzo reale. Chi ama la danza contemporanea di impianto politico lo troverà centrato; chi è curioso ma inesperto può provarci, a 15 euro e per 42 minuti il rischio è minimo.

Crediti e produzione dello spettacolo

IT'S THE END OF THE AMUSEMENT PHASE è prodotto da Onassis Stegi, il centro culturale della Fondazione Onassis ad Atene, ed è stato presentato in prima assoluta nell'aprile 2025 agli Onassis Dance Days.

La squadra artistica

Ideazione, coreografia e testo sono di Chara Kotsali. Performance e co-creazione dei materiali sono di Sofia Pouchtou, Christina Skoutela e Chara Kotsali. L'assistente alla coreografia è Vassia Zorbali, la seconda assistente Clara Aguilar. Sound design e musica sono di Anna Maria Rammou e Chara Kotsali; scene e costumi di Periklis Pravitas; il disegno luci di Eliza Alexandropoulou. La consulenza drammaturgica è di Dimitra Mitropoulou, lo sguardo esterno di Konstantina Georgelou.

Produzione e residenze

La produzione esecutiva è di TooFarEast e Chara Kotsali; produzione e gestione della tournée sono di Chara Kotsali e Korina Vasileiadou. La ricerca è stata sostenuta da Onassis AiR e dal Réseau Grand Luxe. I ringraziamenti del festival vanno a TROIS C-L Luxembourg, al CAMPUS Paulo Cunha e Silva di Porto, al Grand Studio di Bruxelles e a L'Abri di Ginevra: una mappa di residenze che racconta come nasce oggi un lavoro di danza europeo, spostandosi fra piccoli centri di produzione di città diverse.

Le selezioni

Il lavoro è stato selezionato fra le opere Aerowaves Twenty26 e per la Moving Balkans Platform 2026, e fa parte del Visiting Artists Programme 2025 2027. In una stagione, cioè, è entrato nei circuiti che decidono quali coreografi emergenti vedrà l'Europa.

Chara Kotsali: biografia della coreografa

Chara Kotsali è coreografa, performer e docente, vive e lavora in Grecia, ed è una delle figure della nuova danza greca selezionate da Aerowaves sia nel 2024 sia nel 2026.

Formazione

Si è diplomata alla Rallou Manou Professional School of Dance di Atene, dove oggi insegna danza contemporanea, e collabora con la Marmarinou Professional Dance School. Ha una laurea in Studi teatrali e un master in Antropologia sociale e culturale, e una formazione professionale in batteria alla Modern Music School. È stata invitata come docente e coreografa alla Salzburg Experimental Academy of Dance e in numerosi festival europei.

Il metodo

La sua ricerca lavora sulla coreografia e sulla performance con un approccio espanso: integra metodi presi dall'antropologia, dall'arte documentaria e dalla musica, con un'attenzione particolare alla politica del suono e del movimento. La sua pratica comprende scrittura, registrazioni sul campo e composizione sonora autoprodotta. La batteria e l'antropologia, due formazioni che raramente convivono nella stessa biografia, spiegano molto di come costruisce i suoi lavori: il ritmo come motore, lo sguardo sulle comunità come materia.

I lavori personali

Nel 2023 ha presentato il suo primo lavoro coreografico individuale, to be possessed, agli Onassis Dance Days. Il pezzo è stato selezionato fra gli Aerowaves Twenty24 e per la rassegna [8:tension] Young Choreographers' Series dell'ImPulsTanz di Vienna, dove ha ricevuto una menzione speciale della giuria. Nel luglio 2024 ha debuttato il secondo lavoro, borborygmi, all'Athens Epidaurus Festival, dove ha vinto il premio del pubblico. Nel 2023 e 2024 è stata coreografa sostenuta da Onassis Stegi nella rete Grand Luxe; nel 2024 2025 è stata Onassis AiR Fellow Artist, e in quel contesto ha sviluppato la ricerca per IT'S THE END OF THE AMUSEMENT PHASE, andato in scena in prima assoluta nell'aprile 2025.

Interprete per altri coreografi

Come performer ha lavorato con molti nomi della scena greca, fra cui Christos Papadopoulos, Euripides Laskaridis, Patricia Apergi, Iris Karayan, Tzeni Argyriou, Argyro Chioti, Simos Kakalas e Angela Brouskou, esibendosi in Grecia e all'estero. Ha recitato nel film Suntan di Argyris Papadimitropoulos e in diversi cortometraggi.

Il teatro di prosa

Ha lavorato come movement director in spettacoli di importanti registi greci, fra cui Angeliki Papoulia e Christos Passalis, Aris Biniaris, Argyris Xafis, Akyllas Karazisis, Ektoras Lygizos e Anestis Azas. Nel 2023 ha ricevuto il premio della Greek Critics Association per la migliore coreografia teatrale, per La resistibile ascesa di Arturo Ui diretto da Aris Biniaris.

Il laboratorio in carcere e la scrittura

Dal 2016 al 2022 ha coordinato i laboratori di movimento nel carcere femminile di Eleonas, a Tebe, nei programmi educativi della Greek National Opera. Scrive inoltre per la rivista yusra. È un dettaglio che dice molto: una coreografa che per sei anni ha lavorato con donne detenute porta in scena un pezzo per tre donne sul corpo collettivo e sulla resistenza.

Chara Kotsali dentro il Romaeuropa Festival 2026

Il Romaeuropa Festival 2026 si svolge dall'8 settembre al 15 novembre, con oltre mille artisti internazionali in circa cento spettacoli e 240 repliche, secondo il portale culturale di Roma Capitale; il lavoro di Kotsali è uno dei titoli della sezione danza.

Dancing Days e Ultra REF

Il festival colloca lo spettacolo nel percorso Dancing Days, dedicato alla danza, e nel filone Ultra REF, che raccoglie i lavori delle generazioni più giovani. Nella stessa pagina il Romaeuropa suggerisce altri titoli della sezione, fra cui Christos Papadopoulos, con cui Kotsali ha lavorato come interprete, Silvia Gribaudi, CollettivO CineticO di Francesca Pennini, Sotterraneo ed Emio Greco con Pieter C. Scholten.

Il Mattatoio come polo del festival

La sede operativa del festival è l'Opificio Romaeuropa, in via dei Magazzini Generali 20/a, a poche centinaia di metri dal Mattatoio. Testaccio e l'Ostiense sono, per due mesi, il distretto della scena contemporanea di Roma. Nelle settimane precedenti il Mattatoio ha ospitato, fra gli altri, Muette di Boris Charmatz. La panoramica dell'edizione è nella scheda sul Romaeuropa Festival 2026.

Una curiosità su Chara Kotsali al Mattatoio per il Romaeuropa Festival — 8 ottobre 2026

La curiosità è nel titolo, e in un refuso. Nella scheda ufficiale del Romaeuropa l'intestazione dello spettacolo riporta IT'S THE END IF THE AMUSEMENT PHASE, con una I al posto della O, e lo stesso errore compare nell'indirizzo della pagina. Il testo di presentazione e la biografia, però, scrivono correttamente OF. Il titolo giusto è quello: la fine della fase del divertimento.

Ma la curiosità più interessante riguarda la biografia della coreografa. Chara Kotsali ha una formazione professionale da batterista, oltre alla laurea in Studi teatrali e al master in Antropologia. Non è una nota di colore: il sound design dello spettacolo è firmato da lei insieme ad Anna Maria Rammou, e il festival avverte il pubblico della musica ad alto volume. In un lavoro che il Romaeuropa definisce maratona coreografica, il ritmo è il motore che tiene in piedi tre corpi per 42 minuti.

E c'è un terzo dettaglio. Kotsali ha lavorato come interprete per Christos Papadopoulos, uno dei coreografi greci più noti in Europa, che il Romaeuropa inserisce fra gli spettacoli consigliati nella stessa sezione. Chi segue il festival può vedere, in pochi giorni, la genealogia di una scena: il maestro e l'interprete che è diventata autrice.

Il Mattatoio di Testaccio: storia della sede

Il Mattatoio di Testaccio fu progettato nel 1888 dall'architetto Gioacchino Ersoch per la macellazione delle carni della capitale, fu dismesso nel 1975 e dal 2018 è gestito dall'Azienda Speciale Palaexpo per conto di Roma Capitale.

Il progetto

Ersoch aveva già lavorato al precedente macello alle spalle di piazza del Popolo, voluto da papa Leone XII. Con Roma capitale del Regno servivano spazi più grandi e norme igieniche nuove, e la scelta cadde su Testaccio, destinata dal piano del 1872 a residenze operaie e insediamenti produttivi. L'ingegnere Filippo Laccetti studiò il sistema per smaltire gli scarti nel Tevere. Il complesso copre circa 25.000 metri quadrati fra via Beniamino Franklin, il lungotevere Testaccio, via Aldo Manuzio e viale del Campo Boario.

L'architettura

Il linguaggio è ripetitivo per scelta: padiglioni rettangolari in mattoni, tetti a doppia falda, archi a intervalli regolari, strutture interne in ferro. L'impianto è quello di una piccola città razionale, che si legge ancora camminando nei viali interni. Per la danza contemporanea sono ambienti ideali: grandi, neutri, senza la cornice di un teatro all'italiana.

Le nuove vite

Dopo il 1975 il complesso ha avuto molti usi: aule di Architettura di Roma Tre dal 2000, una sede del MACRO dal 2002, la Città dell'altra economia dal 2007, La Pelanda inaugurata nel 2010. Fino al 2017 era gestito dai Musei in Comune; dal 2018 da Palaexpo, che lo ha trasformato in polo di ricerca e produzione artistica. La scheda del complesso è Ex Mattatoio di Testaccio.

Una cosa che non ti dice nessuno su Chara Kotsali al Mattatoio per il Romaeuropa Festival — 8 ottobre 2026

Quello che nessuno dice è che le avvertenze del festival non sono una formalità. Il Romaeuropa scrive, nella pagina dello spettacolo, che il lavoro contiene musica ad alto volume, luci stroboscopiche e un linguaggio a tratti volgare. Sono tre indicazioni diverse, e ciascuna riguarda una parte di pubblico.

Le luci stroboscopiche sono la più seria: chi soffre di epilessia fotosensibile o di emicrania scatenata dalla luce deve saperlo prima di comprare il biglietto, non a spettacolo iniziato, quando uscire da una sala buia disturba tutti. La musica ad alto volume riguarda chi ha l'udito sensibile e chi porta ragazzi: un paio di tappi auricolari in tasca non tolgono nulla all'esperienza. Il linguaggio a tratti volgare riguarda soprattutto i genitori: il pezzo non è pensato per i bambini, e il festival lo dice chiaramente.

La seconda cosa taciuta riguarda la durata. Quarantadue minuti sembrano pochi, e chi è abituato al teatro di prosa li considera un aperitivo. Per chi guarda, in una maratona coreografica, sono invece un tempo pieno: lo sforzo delle interpreti si trasmette al pubblico, e si esce stanchi quasi quanto loro. Non programmate un altro spettacolo subito dopo senza una pausa: una cena a Testaccio è il complemento giusto.

Come arrivare al Mattatoio per lo spettacolo di Chara Kotsali

Il Mattatoio si raggiunge con la metro B fino a Piramide e poi a piedi lungo via Marmorata in circa dieci minuti; l'ingresso di riferimento è in piazza Orazio Giustiniani 4, dal lato di via Beniamino Franklin.

Metro e treno

La fermata Piramide della metro B collega Testaccio con Termini, il Colosseo e il Circo Massimo. Accanto c'è la stazione Roma Ostiense, utile a chi arriva in treno dalla linea per l'aeroporto di Fiumicino, e la stazione Porta San Paolo della ferrovia Roma Lido. Da Piramide si prende via Marmorata verso il Tevere e si arriva in fondo al rione.

Tram e bus

Il tram 3 percorre via Marmorata e collega Testaccio con Trastevere da un lato e con San Giovanni dall'altro. Sulla stessa direttrice passano i bus 83 e 673. Chi viene da Trastevere può attraversare a piedi ponte Sublicio e proseguire lungo il lungotevere Testaccio.

In auto

Il parcheggio la sera è difficile, soprattutto nei giorni in cui il rione si riempie per i ristoranti. Un giovedì alle 19 è meno complicato di un sabato, ma resta un'impresa. La scelta migliore è la metro fino a Piramide.

Il rientro

Con inizio alle 19 e 42 minuti di durata, si esce prima delle 20: la metro B è in pieno servizio e la serata resta aperta.

Il consiglio che ti do per visitare Chara Kotsali al Mattatoio per il Romaeuropa Festival — 8 ottobre 2026

Il consiglio è di trattare questa serata come un doppio appuntamento: Testaccio prima, la danza alle 19, la cena dopo. Chi arriva al Mattatoio di corsa dal lavoro, trafelato, entra in un lavoro che chiede attenzione fisica e ne esce con metà dell'esperienza.

Concretamente: arrivate a Piramide verso le 18, fate una passeggiata fino alla Piramide Cestia e lungo le Mura, entrate al Mattatoio alle 18.40 per orientarvi fra i padiglioni e trovare la sala T1 senza ansia. A inizio ottobre il sole tramonta verso le 18.50, e l'arrivo al Mattatoio con l'ultima luce sul mattone rosso dei padiglioni è parte della serata.

Secondo consiglio: sedetevi abbastanza vicino. In un lavoro in cui il senso passa dalla fatica dei corpi, vedere il respiro, il sudore, il tremito delle gambe delle danzatrici conta più della visione d'insieme. Terzo: leggete la biografia della coreografa prima di entrare. Sapere che Kotsali è batterista e antropologa, e che per sei anni ha lavorato con donne detenute, cambia il modo in cui si guarda un pezzo per tre donne sul corpo collettivo.

Ultimo: se il lavoro vi prende, il festival propone nella stessa sezione Christos Papadopoulos, con cui Kotsali ha danzato. Vederli a pochi giorni di distanza è il modo migliore per capire una scena.

Biglietti e box office del Romaeuropa

Il biglietto per IT'S THE END OF THE AMUSEMENT PHASE costa 15 euro ed è compreso nel Passepartout 1 del Romaeuropa Festival 2026; si acquista sul sito ufficiale del festival o sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione.

Il box office

Il box office del Romaeuropa risponde al numero 06 4555 3050, anche via WhatsApp: il lunedì dalle 14 alle 18, dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. È il riferimento per informazioni su posti, accessibilità e abbonamenti.

L'Opificio

La sede del festival, l'Opificio Romaeuropa, è in via dei Magazzini Generali 20/a, a Ostiense, aperta dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18.

Il Passepartout

Chi pensa di vedere più titoli del festival fa bene a valutare il Passepartout, con cui questo spettacolo è accessibile. Le condizioni sono pubblicate sul sito del Romaeuropa.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che il quartiere di Testaccio è nato attorno al Mattatoio: il piano del 1872 destinava l'area a residenze operaie e insediamenti produttivi, e il macello di Ersoch fu il motore del rione. Meno spesso si ricorda quanto il macello abbia segnato la cucina romana. Il quinto quarto, cioè le frattaglie e le parti meno nobili dell'animale, è la base di una cucina popolare che nelle trattorie del rione è rimasta viva: coda alla vaccinara, trippa, pajata, coratello.

Un secondo fatto spesso dimenticato riguarda gli anni fra la chiusura del 1975 e i restauri. In quel periodo il Mattatoio è stato un luogo di cultura spontanea: vi si è insediato il centro sociale Villaggio Globale, vi è nata la serata Muccassassina del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, e dal 2002 vi si sono svolte le prime tre edizioni del Gay Village, dentro l'Estate romana.

Il terzo fatto è più vicino allo spettacolo. Aerowaves, la rete che sostiene la presenza di Kotsali al festival, è nata per far circolare in Europa i coreografi emergenti. Per un pubblico romano significa vedere a Testaccio, a 15 euro, lavori che sono stati scelti fra centinaia di candidature di tutto il continente: una selezione fatta da altri, di cui si beneficia senza saperlo.

Testaccio e i dintorni del Mattatoio

Il Mattatoio si trova ai piedi del Monte dei Cocci, la collina artificiale formata dai frammenti di anfore del porto fluviale antico, al margine di Testaccio, uno dei quartieri romani con l'identità più forte.

Il Monte dei Cocci

Il Monte dei Cocci dà il nome al rione, dal latino testae, i cocci. Alle sue pendici si aprono locali e cantine scavate nella collina. La guida completa del quartiere è Testaccio: cosa vedere.

Piramide, Mura e Cimitero acattolico

A dieci minuti a piedi si trovano la Piramide Cestia, la tomba di Caio Cestio inserita nelle Mura Aureliane, Porta San Paolo e il Cimitero acattolico, uno dei giardini più silenziosi della città. Prima di uno spettacolo delle 19 è la passeggiata giusta.

Il mercato

Il Nuovo Mercato Testaccio è il punto di riferimento del quartiere per il cibo di strada durante il giorno. Nel tardo pomeriggio molti banchi chiudono: chi vuole passarci deve farlo prima delle 17.

Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo a Testaccio

Testaccio è uno dei quartieri romani dove si mangia meglio la cucina di tradizione, e con uno spettacolo che finisce prima delle 20 la cena dopo è la soluzione naturale.

Le trattorie del quinto quarto

Le trattorie del rione lavorano con i piatti nati dal macello: coda alla vaccinara, trippa, rigatoni con la pajata. Uscire da un ex mattatoio e mangiare la cucina che quel mattatoio ha generato dà un senso alla serata.

Pizzerie e forni

Fra via Marmorata e piazza Testaccio ci sono pizzerie, forni, supplì. Per chi ha fretta prima delle 19 sono la scelta pratica. Il giovedì sera il quartiere è meno affollato del fine settimana, ma prenotare resta prudente.

Aperitivo sotto il Monte dei Cocci

I locali alle pendici del Monte dei Cocci aprono presto la sera: un aperitivo alle 18 prima dello spettacolo delle 19 è un'opzione comoda.

La foto giusta da fare a Chara Kotsali al Mattatoio per il Romaeuropa Festival — 8 ottobre 2026

Durante lo spettacolo niente foto: in danza fotografare in sala è vietato, e con luci stroboscopiche un flash o uno schermo acceso sarebbero un disturbo in più per interpreti e pubblico. La foto giusta si fa prima, fuori, e l'orario delle 19 è un regalo per chi ama la luce.

Il soggetto migliore è il fronte del Mattatoio su piazza Orazio Giustiniani e via Beniamino Franklin, con la sequenza dei padiglioni in mattoni. L'8 ottobre il sole tramonta verso le 18.50: fra le 18.30 e il tramonto la luce radente accende il laterizio e mette in rilievo la ripetizione degli archi che Ersoch aveva pensato come linguaggio unitario del complesso.

Seconda inquadratura: i viali interni fra i padiglioni, con le strutture in ferro e i tetti a doppia falda. Chi cerca simmetria trova una prospettiva quasi perfetta, con i padiglioni che si ripetono verso il fondo. Nella luce blu subito dopo il tramonto, con le prime lampade accese, è la foto più riuscita della serata.

Per un'immagine dello spettacolo, affidatevi alla foto ufficiale diffusa dal festival, scattata da Pinelopi Gerasimou per Onassis Stegi agli Onassis Dance Days: è quella che restituisce il clima del lavoro.

Accessibilità e informazioni pratiche al Mattatoio

Il Mattatoio è un complesso industriale riadattato, per lo più su un unico livello, con viali interni ampi; il portale culturale di Roma Capitale indica lo spettacolo come evento accessibile.

Posti riservati

Per posti dedicati a persone con disabilità e accompagnatori, e per le condizioni specifiche della sala T1, il riferimento è il box office del Romaeuropa al numero 06 4555 3050.

Fotosensibilità e udito

Il festival avverte di luci stroboscopiche e musica ad alto volume. Chi ha una sensibilità particolare farebbe bene a chiedere al box office indicazioni sulla posizione più adatta in sala.

Puntualità

Nei lavori di danza contemporanea i ritardatari non sempre vengono fatti entrare a spettacolo iniziato. Con 42 minuti di durata, arrivare tardi significa perdere una parte consistente del pezzo.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Mattatoio di Testaccio si scandisce in poche date chiare. Nel 1872 un piano urbanistico destina l'area di Testaccio a residenze operaie e funzioni produttive. Nel 1888 Gioacchino Ersoch riceve l'incarico del nuovo macello, con l'ingegnere Filippo Laccetti che studia lo smaltimento degli scarti nel Tevere.

Per quasi novant'anni il complesso rifornisce di carne una capitale che cresce fino a tre milioni di abitanti. Nel 1975 la funzione originaria finisce: il macello si trasferisce in viale Palmiro Togliatti e i padiglioni di Testaccio si svuotano.

Nel 2000 alcuni padiglioni diventano aule della Facoltà di Architettura di Roma Tre. Nel 2002 due padiglioni diventano sede del MACRO, prima Macro Future e poi Macro Testaccio, e comincia la serie delle prime tre edizioni del Gay Village. Il 29 settembre 2007 apre la Città dell'altra economia. Il 18 febbraio 2010 si inaugura La Pelanda, dopo un cantiere aperto nel novembre 2006; il 12 marzo 2010 Roma Tre apre il padiglione 15A sul lungotevere; nel 2013 si completa la trasformazione dei padiglioni 2B, 4 e 8.

Dal 2018 la gestione passa all'Azienda Speciale Palaexpo, che ha fatto del complesso il Mattatoio di Roma, polo di ricerca e produzione artistica. Il Romaeuropa Festival ne ha fatto una delle sue sedi principali per la danza e la performance.

Chi è passato da Chara Kotsali al Mattatoio per il Romaeuropa Festival — 8 ottobre 2026

Il primo nome da fare è quello di Gioacchino Ersoch, l'architetto che ha disegnato il complesso dopo aver lavorato al macello di piazza del Popolo voluto da Leone XII; accanto a lui l'ingegnere Filippo Laccetti. Sono gli autori dello spazio che oggi accoglie la danza contemporanea.

Per decenni sono passati di qui i lavoratori del macello, i vaccinari, gli operai che hanno costruito l'identità di Testaccio. Dopo il 1975 sono arrivati gli attivisti del Villaggio Globale e il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, che al Mattatoio ha dato vita alla serata Muccassassina. Dal 2000 studenti e docenti di Architettura di Roma Tre hanno reso il complesso un luogo di studio quotidiano.

Con il MACRO e poi con la gestione Palaexpo sono passati artisti, curatori e performer della scena internazionale. Il Romaeuropa vi ha portato negli anni grandi nomi della danza; nell'edizione 2026, poche settimane prima di Kotsali, il coreografo francese Boris Charmatz vi ha presentato Muette.

L'8 ottobre arrivano a Testaccio Chara Kotsali, Sofia Pouchtou e Christina Skoutela, con una squadra che ha lavorato fra Atene, Lussemburgo, Porto, Bruxelles e Ginevra: tre donne della nuova danza greca in un luogo costruito per il lavoro maschile più duro della Roma di fine Ottocento. È un rovesciamento che il titolo dello spettacolo, a modo suo, commenta.

Roma a inizio ottobre: il periodo dello spettacolo

La prima metà di ottobre è uno dei momenti migliori dell'anno per uscire la sera a Roma: temperature miti, tramonto verso le 18.50, la città che ha ripreso i suoi ritmi dopo l'estate.

Il cuore del festival

È anche il cuore della stagione del Romaeuropa, che trasforma Testaccio e l'Ostiense in un distretto della scena contemporanea. Chi ha qualche giorno a Roma può combinare più titoli del cartellone con un solo abbonamento.

Altri spazi del contemporaneo vicini

Nello stesso quadrante si trovano la Centrale Montemartini sulla via Ostiense, con le statue antiche dei Musei Capitolini fra i macchinari di una centrale elettrica, e il MACRO nella sede di via Nizza. Un fine settimana di archeologia industriale e arte contemporanea fra Testaccio e Ostiense ha una sua coerenza.

Cosa portare

Una giacca leggera per il rientro: le serate vicino al Tevere possono essere umide, e i viali del Mattatoio sono all'aperto.

Domande frequenti su Chara Kotsali al Mattatoio

Quando va in scena lo spettacolo di Chara Kotsali a Roma?

IT'S THE END OF THE AMUSEMENT PHASE di Chara Kotsali va in scena al Mattatoio di Roma giovedì 8 ottobre 2026 alle 19, per il Romaeuropa Festival 2026. È una replica unica, nella sala indicata dal festival come T1, e dura 42 minuti.

Quanto costa il biglietto?

Il biglietto per lo spettacolo di Chara Kotsali al Romaeuropa costa 15 euro ed è compreso nel Passepartout 1 del festival. Si compra sul sito ufficiale del Romaeuropa o sul circuito di prevendita autorizzato; il box office risponde al numero 06 4555 3050.

Dove si trova il Mattatoio e come ci si arriva?

Il Mattatoio si trova in piazza Orazio Giustiniani 4, a Testaccio. Si arriva con la metro B fino a Piramide e poi a piedi lungo via Marmorata in circa dieci minuti, oppure con il tram 3 e i bus 83 e 673 che percorrono via Marmorata.

Chi è Chara Kotsali?

Chara Kotsali è una coreografa, performer e docente greca, diplomata alla Rallou Manou Professional School of Dance, con studi di teatro, antropologia e batteria. Selezionata da Aerowaves nel 2024 e nel 2026, ha vinto il premio del pubblico all'Athens Epidaurus Festival 2024 con borborygmi.

Lo spettacolo è adatto ai ragazzi?

Il Romaeuropa avverte che IT'S THE END OF THE AMUSEMENT PHASE contiene musica ad alto volume, luci stroboscopiche e un linguaggio a tratti volgare. Non è pensato per i bambini; per ragazzi adolescenti interessati alla danza è una decisione da prendere conoscendo queste avvertenze.

Cosa vuol dire il titolo dello spettacolo?

IT'S THE END OF THE AMUSEMENT PHASE significa è finita la fase del divertimento. Il lavoro di Kotsali mette in discussione l'idea di progresso come linea rassicurante, e tiene insieme piacere e propaganda, avanzamento e collasso, corpo individuale e collettivo.

Chi ha prodotto lo spettacolo di Chara Kotsali?

Lo spettacolo è prodotto da Onassis Stegi di Atene, con produzione esecutiva di TooFarEast e Chara Kotsali. È andato in scena in prima assoluta nell'aprile 2025 agli Onassis Dance Days, ed è stato selezionato fra le opere Aerowaves Twenty26 e per la Moving Balkans Platform 2026.

In chiusura

Al Romaeuropa le serate che si ricordano non sono sempre quelle con i nomi più grandi. Sono spesso quelle da 15 euro e quaranta minuti, in una sala di un ex macello, davanti a interpreti che non conoscevi e che ti lasciano senza fiato. Il consiglio netto: se amate la danza, venite; se non l'avete mai amata, venite lo stesso, arrivate presto, passeggiate per Testaccio con l'ultima luce e cenate dopo nel quartiere. È una serata completa, e costa meno di una pizza e un cinema.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento8 Ottobre 2026 19:00
IndirizzoMattatoio, Piazza Orazio Giustiniani 4, 00153 Roma Testaccio, Roma, Roma Città

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