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Le Fontinalia erano la festa romana delle fonti e cadevano il 13 ottobre: quel giorno, scrive Varrone, si gettavano corone di fiori nelle fontane e si incoronavano i pozzi in onore di Fons, il dio delle sorgenti. Nel 2026 il 13 ottobre è un martedì, e le Fontinalia sono un ottimo pretesto per una giornata a piedi fra le fontane di Roma, dalla Fontana di Trevi ai nasoni di quartiere, con una borraccia in mano invece della solita bottiglietta di plastica.
Qui trovate la storia vera della ricorrenza, quella che si legge nelle fonti antiche e non quella che circola sui social, poi un percorso di dodici fontane da fare in una giornata, con orari, regole di accesso e tempi di cammino. In fondo c’è una selezione di borracce, libri e accessori per chi vuole attrezzarsi. Le prime due parti si leggono anche senza comprare nulla.
Dati riscontrati il 3 ottobre 2026 su Varrone (De lingua Latina, libro VI) e Cicerone (De natura deorum e De legibus) nelle edizioni di The Latin Library, sul sito di Roma Capitale per le regole della Fontana di Trevi e sulla Sovrintendenza Capitolina per autori e date delle fontane. Dove le fonti non concordano lo diciamo.

Fontinalia in breve
- Che cosa: le Fontinalia erano la festa religiosa romana dedicata a Fons (o Fontus), il dio delle sorgenti, durante la quale si gettavano corone di fiori nelle fonti e si inghirlandavano i pozzi.
- Quando: le Fontinalia cadevano il 13 ottobre; nel 2026 il 13 ottobre è un martedì.
- Dove: il culto di Fons a Roma aveva un altare sul Gianicolo, vicino alla tomba attribuita al re Numa, e un santuario dedicato dal console Gaio Papirio Masone dopo la vittoria in Corsica.
- Fonte antica: Varrone, nel libro VI del De lingua Latina, scrive che in quel giorno «si gettano corone nelle fonti e si incoronano i pozzi».
- Oggi: non esiste una celebrazione ufficiale delle Fontinalia a Roma; il modo più sensato di viverle è un percorso a piedi fra le fontane storiche e i nasoni, bevendo l’acqua pubblica.
- Da sapere: dal 2 febbraio 2026 l’area interna della Fontana di Trevi richiede un biglietto d’ingresso da 2 euro per i non residenti, dalle 9 alle 22 (lunedì e venerdì dalle 11:30), gratuito dopo le 22.
Che cosa erano le Fontinalia e chi era il dio Fons?
La testimonianza più chiara sulle Fontinalia è una riga di Marco Terenzio Varrone, erudito del I secolo a.C.: «Fontanalia a Fonte, quod is dies feriae eius; ab eo tum et in fontes coronas iaciunt et puteos coronant». Tradotto: le Fontinalia prendono nome da Fons, perché quel giorno è la sua festa; per lui si gettano corone nelle fonti e si incoronano i pozzi. È poco, ma è preciso. Niente sacrifici cruenti descritti, niente processioni: fiori, acqua e il gesto di onorare il punto da cui l’acqua esce.
Fons era una divinità piccola e molto concreta. Roma, prima degli acquedotti, beveva da sorgenti, pozzi e dal Tevere, e ogni fonte pulita era una questione di sopravvivenza. Cicerone, nel secondo libro del De legibus, ricorda che il re Numa sarebbe stato sepolto in un sepolcro «non lontano dall’altare di Fons», sul Gianicolo. Nel De natura deorum aggiunge che Gaio Papirio Masone dedicò un tempio a Fons dopo la campagna di Corsica: Masone fu console nel 231 a.C., quindi il culto aveva un luogo stabile almeno dalla fine del III secolo a.C.
Al nome della festa è legata anche la Porta Fontinalis, una delle porte delle mura serviane, ricordata da Livio. La sua posizione esatta è discussa: la si colloca di solito sul versante del Campidoglio rivolto verso il Campo Marzio, più o meno dove oggi c’è il Vittoriano, ma gli studiosi non concordano sul punto preciso. Una tradizione tarda, riportata dall’apologista cristiano Arnobio, fa di Fons il figlio di Giano e della ninfa Giuturna; è una genealogia letteraria, non un dato di culto, e conviene prenderla come tale.
Che cosa resta, allora, delle Fontinalia? Resta l’idea: un giorno dell’anno per ringraziare l’acqua che arriva in città. A Roma ha senso più che altrove, perché qui l’acqua pubblica è ancora un servizio visibile, gratuito e quotidiano. L’Acqua Vergine, portata in città da Agrippa nel 19 a.C., alimenta ancora oggi la Fontana di Trevi, la Barcaccia e la fontana dei Quattro Fiumi. È difficile trovare un filo più diretto fra la Roma di Varrone e quella di oggi.
Le Fontinalia c’entrano con la moneta nella Fontana di Trevi?
No, e qui va detto con chiarezza perché è l’errore più ripetuto sul tema. Molti siti presentano il lancio della moneta a Trevi come «l’eredità delle Fontinalia». Le fonti antiche sulla festa parlano di corone di fiori gettate nelle fonti e di pozzi inghirlandati, non di monete. L’uso di gettare monete nelle acque sacre esiste nel mondo antico, ma è un’abitudine diffusa e generica, non un rito legato al 13 ottobre.
La moneta di Trevi, nella forma che conosciamo, è un rito turistico moderno, reso popolare in tutto il mondo dal cinema del secondo dopoguerra. Funziona benissimo, e il ricavato va in beneficenza, ma collegarlo alle Fontinalia è un salto senza ponte. A nostro giudizio è più onesto, e anche più bello, ricordare le Fontinalia con il gesto che le fonti raccontano davvero: un fiore lasciato accanto a una fontanella, oppure, più semplicemente, riempire la borraccia al nasone e non comprare acqua in bottiglia per un giorno.
Le 12 fontane di Roma da vedere per le Fontinalia
Il percorso che segue si fa in una giornata a passo tranquillo, partendo dal Gianicolo, dove stava l’altare di Fons, e finendo a Trevi la sera, quando l’accesso alla vasca torna gratuito. Le date e gli autori sono quelli della Sovrintendenza Capitolina. Per approfondire ogni luogo trovate le schede di Estate Romana, e per una panoramica più larga c’è la pagina delle attrazioni turistiche di Roma.
1. Fontana dell’Acqua Paola, Gianicolo
Il «Fontanone» fu costruito sotto Paolo V da Giovanni Vasanzio e Giovanni Fontana, all’inizio del Seicento. È il punto di partenza ideale per le Fontinalia: il Gianicolo è il colle dove Cicerone colloca l’altare di Fons e la tomba di Numa. La vista su Roma, la mattina presto, ripaga la salita.

2. Un nasone qualsiasi, lungo la discesa
Scendendo verso Trastevere incontrerete la prima fontanella in ghisa. I nasoni di Roma nascono nel 1874, sotto il sindaco Luigi Pianciani, e oggi sono oltre 2.500. Il trucco per bere: tappate con il dito il foro inferiore, l’acqua esce dal forellino in alto.
3. Fontana delle Tartarughe, piazza Mattei
Disegnata da Giacomo della Porta e realizzata da Taddeo Landini fra il 1581 e il 1588, nel Ghetto. È piccola, elegante, e quasi sempre senza folla. La scheda della Fontana delle Tartarughe racconta la storia delle testuggini aggiunte in seguito.
4. Fontana dei Quattro Fiumi, piazza Navona
Il capolavoro barocco di Gian Lorenzo Bernini, alimentato dall’Acqua Vergine come Trevi. In piazza Navona ci sono altre due fontane, del Moro e del Nettuno: guardatele tutte e tre, ognuna racconta un’epoca diversa della piazza.

5. Fontana del Pantheon, piazza della Rotonda
Disegnata anch’essa da Giacomo della Porta nel tardo Cinquecento, con l’obelisco aggiunto più tardi. È una sosta breve, ma permette di unire le Fontinalia a una visita al Pantheon, a cinque minuti da piazza Navona.
6. Fontana del Facchino, via Lata
Una delle «statue parlanti» di Roma, un portatore d’acqua con la botte. La Sovrintendenza la data alla metà del Seicento. È il ritratto perfetto del mestiere che le Fontinalia, in fondo, celebravano: portare l’acqua dove serve.
7. Fontana del Babuino, via del Babuino
Un Sileno sdraiato così brutto che i romani lo chiamarono babbuino, e la via prese il nome dalla statua. Nata come fontana semipubblica, è un’altra statua parlante. Sta a metà strada fra piazza del Popolo e piazza di Spagna.
8. Fontana della Barcaccia, piazza di Spagna
Voluta da Urbano VIII Barberini e costruita fra il 1626 e il 1629, ai piedi della scalinata di piazza di Spagna. La bassa pressione dell’Acqua Vergine spiega la forma: una barca semisommersa, perché l’acqua non poteva salire in alto.
9. Fontana del Tritone, piazza Barberini
Bernini la realizzò fra la fine del 1642 e la metà del 1643. Il tritone soffia l’acqua da una conchiglia, in mezzo al traffico: guardatela dal marciapiede lato via Veneto, dove c’è meno rumore.
10. Fontana del Mosè, piazza San Bernardo
La mostra dell’Acqua Felice, costruita fra il 1585 e il 1589 per Sisto V. Il Mosè centrale è da sempre criticato per le proporzioni goffe, ed è una critica che si può condividere senza sensi di colpa.
11. Fontana delle Naiadi, piazza della Repubblica
Legata all’Acqua Pia Marcia voluta da Pio IX nella seconda metà dell’Ottocento, con le naiadi in bronzo aggiunte più tardi. Di sera, illuminata, è una delle fontane più fotografate fuori dal centro storico stretto.
12. Fontana di Trevi, la sera
Il gran finale. Clemente XII avviò il progetto nel 1732 scegliendo il disegno di Nicola Salvi; i lavori furono completati da Giuseppe Pannini. Due rilievi raccontano la leggenda della vergine che indica la sorgente ai soldati e Agrippa che ordina l’acquedotto. La scheda della Fontana di Trevi spiega le regole di accesso in dettaglio.
Come si vivono oggi le Fontinalia a Roma?
Partiamo da una premessa onesta: il 13 ottobre a Roma non c’è una festa ufficiale delle Fontinalia. Qualche associazione di rievocazione organizza a volte incontri o letture, ma non abbiamo un calendario pubblicato da segnalare. Il modo più sensato di celebrarle è quindi fai-da-te: un percorso a piedi fra le fontane, la borraccia piena all’acqua pubblica, magari un fiore lasciato su un bordo di pietra, come scriveva Varrone.
Il percorso delle dodici fontane è lungo circa sette chilometri, se lo fate tutto. Calcolate una giornata intera con pause, oppure dividetelo in due: la mattina dal Gianicolo a piazza Navona, il pomeriggio da via del Babuino a Trevi. Il consiglio è tenere Trevi per ultima e arrivarci dopo le 22, quando l’area interna torna ad accesso libero per tutti e la folla si dirada. Prima delle 22 i non residenti pagano il biglietto da 2 euro, acquistabile online sul sito ufficiale fontanaditrevi.roma.it o all’ingresso con carta.
Camminando sei o sette ore si beve parecchio, anche a ottobre. Con una borraccia da mezzo litro e i nasoni lungo la strada non serve comprare acqua. L’acqua dei nasoni è la stessa dell’acquedotto cittadino, controllata da Acea, che pubblica anche una mappa interattiva delle fontanelle. Il centro storico, da solo, ne conta più di duecento.
Le Fontinalia in famiglia
Con bambini piccoli il percorso intero è troppo lungo. Tenete il tratto Tartarughe, Pantheon, Navona, che si fa in un’ora e mezza con le soste. Fate riempire ai bambini la loro borraccia a ogni nasone e trasformate il giro in una caccia: chi trova per primo la fontanella successiva.
Le Fontinalia in coppia o fra amici
Per una coppia la versione serale è la più riuscita: Naiadi illuminate, Tritone, poi Trevi dopo le 22 e una cena in zona. Fra amici conviene dividersi i compiti: uno porta la mappa delle fontane, uno racconta la storia di ogni tappa leggendo da un libro su Roma, uno tiene i tempi. Se siete in tanti, evitate di arrivare tutti insieme all’ingresso di Trevi nelle ore di punta: le file si allungano in fretta.
E se piove?
Il 13 ottobre può piovere. In quel caso il piano B è restare al coperto senza perdere il tema: i Musei Capitolini, sul colle dove si colloca di solito la Porta Fontinalis, tengono nel cortile del Palazzo Nuovo il Marforio, antica statua fluviale usata a lungo come fontana. In alternativa scegliete un museo dalla pagina dei musei di Roma e rimandate il giro delle fontane al primo pomeriggio asciutto: le Fontinalia non hanno fretta.
Una serata a teatro
Chi vuole chiudere la giornata in modo diverso può guardare il cartellone del Teatro Quirino, in via delle Vergini, a pochi minuti a piedi da Trevi. Il teatro fu costruito nel 1871 per iniziativa del principe Maffeo Sciarra. Programmi e orari degli spettacoli di ottobre sono sul sito del teatro: fa fede quello che pubblicano loro.
Quando organizzarsi e quando ordinare per le Fontinalia?
Questo articolo esce nove giorni prima delle Fontinalia. Se volete una borraccia nuova, o una per ciascun membro della famiglia, ordinatela subito: fa fede la data di consegna stimata che vedete al momento dell’ordine, e conviene scegliere un modello che arrivi con qualche giorno di margine, così da provarlo prima. Se siete a Roma in albergo, chiedete alla reception se accetta pacchi a vostro nome e indicate nell’indirizzo il nome e le date del soggiorno.
Per le visite con biglietto la logica è diversa. Il biglietto di Trevi si compra anche sul momento, ma per Pantheon, Musei Capitolini o altri siti del percorso la prenotazione online evita file proprio nei giorni di ottobre, quando arrivano molti viaggiatori di media stagione. Se volete una spiegazione sul posto, le piattaforme di prenotazione propongono visite guidate di terzi dedicate alle fontane e all’acqua di Roma: leggete bene durata, punto d’incontro e condizioni di cancellazione prima di prenotare.
Ultimo punto: il budget di tempo. A nostro giudizio l’errore più comune è voler vedere tutte e dodici le fontane in un pomeriggio. Non funziona: si corre, non si beve, si arriva a Trevi stanchi e nell’ora più affollata. Meglio otto fontane viste bene che dodici di corsa. Le Fontinalia erano una festa lenta, fatta di gesti semplici, e il giro va fatto con lo stesso spirito.
Che cosa portare per le Fontinalia: borracce, libri e accessori
Qui sotto trovate una selezione per categoria. Non indichiamo prezzi perché cambiano spesso, e per ogni categoria proponiamo più alternative, perché i modelli più richiesti si esauriscono. Le borracce sono il cuore della lista: per un giro delle Fontinalia servono leggere, facili da riempire al nasone e da agganciare allo zaino.
Borracce per ogni esigenza
- Borraccia termica in acciaio: tiene l’acqua del nasone fresca per tutta la giornata, anche al sole di un ottobre caldo.
- Borraccia termica, altri modelli: più scelta fra capienze e colori, utile se il primo modello è esaurito.
- Borraccia con filtro: per chi viaggia anche fuori Roma e vuole un margine in più quando l’acqua non è di rete.
- Borraccia pieghevole in silicone: vuota occupa lo spazio di un portafoglio, ideale per chi viaggia solo con il bagaglio a mano.
- Borraccia per bambini: con beccuccio e tracolla, così i più piccoli la riempiono da soli a ogni fontanella.
- Borraccia personalizzata: con un nome o una data, è un regalo sensato per chi festeggia le Fontinalia in famiglia.
- Borraccia in vetro: non trattiene sapori, per chi vuole sentire l’acqua dei nasoni com’è.
- Borraccia leggera in alluminio: la scelta più economica in peso per chi cammina tutto il giorno.
- Moschettone porta borraccia: la tiene fuori dallo zaino, pronta per il prossimo nasone.
Da leggere
- Guide di Roma in libreria: per leggere la storia di ogni fontana sul posto, senza consumare la batteria.
- Libri sulle fontane di Roma: monografie illustrate sulle fontane storiche e sugli acquedotti che le alimentano.
- Libri sugli acquedotti romani: per capire da dove arriva l’acqua che bevete al nasone.
- Saggi sulla religione e le feste romane: per mettere le Fontinalia nel loro calendario, accanto alle altre feste di ottobre.
Per camminare tutto il giorno
- Zaino antifurto da città: cerniere nascoste, utile nelle piazze affollate come Trevi e Navona.
- Powerbank da 10.000 mAh: mappe e foto per una giornata intera consumano la batteria prima di sera.
- Ombrello pieghevole antivento: a metà ottobre un acquazzone è possibile, e sta in tasca.
- Marsupio da viaggio: alternativa allo zaino per chi vuole solo documenti, telefono e biglietti a portata di mano.
Biglietti, pass e visite di terzi
- Tour delle fontane di Roma su GetYourGuide: passeggiate di operatori terzi dedicate alle fontane e alle piazze del centro.
- Esperienze sugli acquedotti romani su GetYourGuide: per chi vuole vedere gli acquedotti fuori dal centro, dopo le fontane.
- Tutte le attività a Roma su GetYourGuide: per completare la giornata con un museo o un tour serale.
- Biglietti per il Pantheon su Tiqets: utile se inserite la tappa 5 e volete evitare la fila alla cassa.
- Attrazioni di Roma su Tiqets: musei e siti con ingresso prenotabile, comodi come piano B se piove.
- Pass turistici di Roma su Turbopass: per chi resta più giorni e vuole unire trasporti e ingressi in un unico acquisto.
Domande frequenti
Quando si festeggiano le Fontinalia?
Le Fontinalia si festeggiavano il 13 ottobre. La data è indicata nei calendari romani ed è confermata da Varrone, che spiega il nome della festa con il dio Fons. Nel 2026 il 13 ottobre cade di martedì, un giorno feriale: per un giro delle fontane conviene prendere mezza giornata libera o spostarlo al fine settimana successivo.
Che cosa si faceva durante le Fontinalia?
Durante le Fontinalia si gettavano corone di fiori nelle fonti e si inghirlandavano le bocche dei pozzi. È quanto scrive Varrone nel libro VI del De lingua Latina. Altri dettagli che circolano online, come offerte di vino o focacce, non si leggono nelle fonti più antiche sulla festa e vanno presi con prudenza.
Esiste una celebrazione ufficiale delle Fontinalia a Roma oggi?
No, il Comune di Roma non organizza una celebrazione ufficiale delle Fontinalia. Qualche gruppo di rievocazione storica a volte propone incontri, ma non c’è un calendario stabile. Il modo più semplice di viverle è un percorso libero fra le fontane storiche e i nasoni, bevendo l’acqua pubblica.
Quanto costa vedere la Fontana di Trevi da vicino?
Il biglietto d’ingresso all’area interna della Fontana di Trevi è di 2 euro per i non residenti, secondo le regole di Roma Capitale in vigore dal 2 febbraio 2026. Il biglietto serve dalle 9 alle 22, il lunedì e il venerdì dalle 11:30. Residenti a Roma e nella Città Metropolitana, bambini sotto i 6 anni e persone con disabilità con accompagnatore entrano gratis; dopo le 22 l’accesso è libero per tutti.
L’acqua dei nasoni si può bere?
Sì, l’acqua dei nasoni è potabile: è la stessa dell’acquedotto cittadino, gestita e controllata da Acea. Le fontanelle sono più di 2.500 in tutta la città e oltre duecento nel solo centro storico. Per bere senza chinarsi, tappate il foro inferiore con un dito: l’acqua esce dal forellino superiore.
La moneta nella Fontana di Trevi deriva dalle Fontinalia?
No, non ci sono prove che il lancio della moneta a Trevi derivi dalle Fontinalia. Le fonti antiche sulla festa parlano di corone di fiori, non di monete. Il rito di Trevi, così come lo conosciamo, è un’abitudine turistica moderna, diventata famosa nel Novecento grazie al cinema.
Dove si trovava la Porta Fontinalis?
La Porta Fontinalis era una porta delle mura serviane, di solito collocata sul versante del Campidoglio rivolto verso il Campo Marzio, nella zona dell’attuale Vittoriano. La posizione esatta è discussa dagli studiosi e non ne resta traccia visibile. Il nome la lega a una fonte o al culto di Fons, ma il rapporto preciso con le Fontinalia non è documentato.
Chi ha scritto e su quali fonti
Il testo esce dalla redazione di Tour Leader Pro, la struttura romana che progetta itinerari, visite ed eventi culturali fra Roma e il Lazio. Abbiamo riscontrato i dati su Varrone e Cicerone nelle edizioni di The Latin Library, sulle regole di accesso pubblicate da Roma Capitale e sulle schede delle fontane della Sovrintendenza Capitolina alla data indicata in apertura. Segnalateci quello che trovate cambiato.
Organizzare un giro delle Fontinalia per sé è semplice: scarpe comode, borraccia, un orario sensato per Trevi. Con un gruppo di amici o una famiglia allargata servono qualche accordo in più su ritmo, pause e punti di ritrovo, e una risorsa utile per chi organizza viaggi di gruppo è Tour Leader Pro. Se invece le fontane di Roma sono solo una tappa di un viaggio più largo nel Lazio, fra Tivoli, i Castelli e la Tuscia, una risorsa utile per montare un itinerario di più giorni è Italy Planner.