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Third Coast Percussion, Philip Glass: Aguas da Amazonia all’Auditorium Parco della Musica — 15 novembre 2026

In breve. Dossier pratico. Il quartetto di Chicago Third Coast Percussion esegue "Aguas da Amazonia" di Philip Glass domenica 15 novembre 2026 alle 18, nella Sala Petrassi dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in Viale Pietro de Coubertin 30.

Dossier pratico. Il quartetto di Chicago Third Coast Percussion esegue "Aguas da Amazonia" di Philip Glass domenica 15 novembre 2026 alle 18, nella Sala Petrassi dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in Viale Pietro de Coubertin 30. È l'appuntamento che chiude le "Philip Glass Afternoon Sessions", il pomeriggio con cui il Romaeuropa Festival 2026 conclude la sua edizione e anticipa i novant'anni del compositore. Sul palco Sean Connors, Robert Dillon, Peter Martin e David Skidmore. I biglietti costano da 20 a 25 euro e rientrano nella categoria Passepartout 2 del festival; la durata non è pubblicata. Si comprano online dal canale indicato sulla pagina del concerto su romaeuropa.net oppure tramite il box office del festival, al telefono 06 4555 3050 o su WhatsApp al +39 334 348 8894, il lunedì dalle 14 alle 18 e dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. L'Auditorium indica la metro A fino a Flaminio e poi il tram 2, oppure gli autobus 910, 53, 982 e 168; per il percorso conviene usare il calcolatore ATAC.

Un percussionista alla marimba in concerto, immagine della pagina di Aguas da Amazonia di Philip Glass al Romaeuropa Festival
Immagine dalla pagina del concerto Aguas da Amazonia del Romaeuropa Festival

Aguas da Amazonia: i fiumi di Glass nelle mani di quattro percussionisti

"Aguas da Amazonia" è, nelle parole del Romaeuropa, una delle partiture più ipnotiche e visionarie di Philip Glass, riletta da Third Coast Percussion attraverso un universo timbrico ampio, mobile e immersivo. Il lavoro nasce dal lungo dialogo artistico tra il compositore americano e il quartetto di Chicago ed è stato rilanciato nel 2025 in una nuova versione realizzata per la compagnia di danza di Twyla Tharp. Il festival lo descrive come una geografia liquida di pulsazioni, riverberi e stratificazioni, in cui il minimalismo diventa materia viva, organica, quasi rituale.

Il concerto è la chiusura di un pomeriggio interamente dedicato a Glass, che compirà novant'anni il 31 gennaio 2027. Alle 15, nella stessa sala, la pianista Vanessa Wagner esegue l'integrale dei venti Studi per pianoforte; alle 18 tocca alle percussioni. Il Romaeuropa definisce il programma un attraversamento dell'universo di Glass che è insieme tributo, riattivazione e promessa.

Un concerto tra danza e ascolto

"Aguas da Amazonia" è nato come musica per un balletto, e la versione di Third Coast Percussion è legata a un nuovo progetto coreografico. A Roma, però, la partitura viene presentata in forma di concerto: la danza è implicita nel ritmo, nella pulsazione continua che attraversa i diversi movimenti, e lo spettatore la percepisce anche senza ballerini in scena.

Il filo con il concerto delle 15

C'è un legame diretto con l'appuntamento precedente. Nell'album originale di "Aguas da Amazonia", il brano intitolato al Rio delle Amazzoni è una versione dello Studio n. 2 del primo volume per pianoforte di Glass. Chi segue entrambi i concerti ascolterà dunque la stessa idea musicale prima affidata a un pianoforte solo, poi trasformata da marimbe, tamburi e strumenti costruiti appositamente.

La storia di Aguas da Amazonia

Il titolo completo in portoghese è "Águas da Amazônia, Sete ou oito peças para um balé", cioè acque dell'Amazzonia, sette o otto pezzi per un balletto. Glass lo scrisse tra il 1993 e il 1999 come partitura per il Grupo Corpo, la compagnia di danza di Belo Horizonte, in Brasile. La prima registrazione fu realizzata dal gruppo strumentale brasiliano Uakti, che il compositore aveva conosciuto grazie a Paul Simon.

La prima volta di un arrangiamento

Gli Uakti eseguirono la musica sotto la direzione artistica e con gli arrangiamenti del loro fondatore, Marco Antônio Guimarães. Secondo Wikipedia e la rivista Classical Music Daily, fu la prima volta che la musica di Glass venne arrangiata da un altro compositore. Lo stesso Glass descrisse il risultato come una vera fusione della sua musica con la sensibilità del gruppo. L'album uscì nel 1999.

I musicisti degli Uakti

Nella registrazione originale, accanto a Marco Antônio Guimarães, che suonava anche gli strumenti a corda, Paulo Sérgio dos Santos e Décio de Souza Ramos Filho erano alle percussioni e Artur Andrés Ribeiro ai fiati; Regina Stela Amaral e Michael Riesman, collaboratore di Glass che ne ha trascritto anche le musiche di The Hours, completavano l'esecuzione alle tastiere.

Un brano per ogni fiume

Ogni movimento porta il nome di un fiume del bacino amazzonico: Tiquiê, Japurá, Purus, Negro, Madeira, Tapajós, Paru, Xingu e infine il Rio delle Amazzoni. L'album degli Uakti si chiude con un ultimo brano, "Metamorphosis", che esce da questa nomenclatura ma ne condivide lo stile. La varietà dei titoli suggerisce l'idea di una mappa sonora, un viaggio lungo le acque di un continente.

Altre versioni

La partitura ha conosciuto diverse riletture. Nel 2017 Charles Coleman ne ha pubblicato un arrangiamento orchestrale con la MDR Leipzig Radio Symphony Orchestra e l'Absolute Ensemble diretti da Kristjan Järvi. La versione di Third Coast Percussion è dunque l'ultima di una serie che dimostra la duttilità di questa musica.

La versione di Third Coast Percussion

Third Coast Percussion conobbe l'opera attraverso il disco degli Uakti e ne rimase colpito, tanto da arrangiarla ed eseguirla con i propri strumenti, tra cui almglocken, glockenspiel, marimba, melodica, vibrafono e sintetizzatore. Nel 2023, racconta Classical Music Daily, la coreografa Twyla Tharp chiese al quartetto di riarrangiare la musica per un nuovo progetto di danza, con un diverso insieme di strumenti insoliti, costruiti su misura.

Strumenti inventati

Nella nuova versione compaiono due marimbe, una in tavole di quercia rossa e una di vetro, tubi in PVC accordati cromaticamente, un djembe dell'Africa occidentale, un tamburo a lingua accordabile e diversi sintetizzatori. Molti di questi strumenti sono stati trovati, progettati, costruiti e amplificati da Colin Campbell, responsabile della produzione del quartetto. Nell'album compare anche il flauto di Constance Volk, che ha disegnato la copertina.

L'album del 2025

Nel gennaio 2025 Third Coast Percussion ha pubblicato l'album "Aguas da Amazonia by Philip Glass" per l'etichetta Rockwell Records. Wikipedia ricorda che Volk è flautista dell'Ensemble Dal Niente. Il disco è il punto di partenza del concerto romano, anche se la pagina del festival non precisa quali movimenti saranno eseguiti né l'organico strumentale.

Chi sono Third Coast Percussion

Third Coast Percussion è un ensemble di percussioni con sede a Chicago, specializzato nella musica classica contemporanea. Oggi è formato da Sean Connors, Robert Dillon, Peter Martin e David Skidmore. La pagina del Romaeuropa ricorda che il quartetto è stato fondato nel 2005 e ha celebrato vent'anni di attività nel 2025, imponendosi come uno degli ensemble più inventivi della scena internazionale.

Le origini

Nel 2004 i quattro membri originari, Anthony Calabrese, Robert Dillon, Jacob Nissly e David Skidmore, erano percussionisti della Civic Orchestra of Chicago e studenti della Northwestern University, e formarono un gruppo da camera che suonava nelle scuole pubbliche della città nell'ambito di programmi educativi. I primi concerti per il pubblico generale si tennero nell'estate del 2005 alla Northwestern e al Music Institute of Chicago di Evanston. Nel tempo la formazione è cambiata: Peter Martin entrò al posto di Nissly, e Sean Connors arrivò nel 2013.

Il Grammy

Nel 2017 Third Coast Percussion ha vinto il Grammy Award per la migliore esecuzione di musica da camera o per piccolo ensemble con l'album dedicato a Steve Reich, pubblicato da Cedille Records per gli ottant'anni del compositore. È stato il primo gruppo di percussioni a vincere in una categoria di musica da camera. Il quartetto si è esibito alla cerimonia dei Grammy con il sassofonista Ravi Coltrane e ha ricevuto in seguito altre quattro candidature.

La parola di Steve Reich

Quando ascoltò il disco del quartetto dedicato alla sua musica, Steve Reich raccontò di non aver mai sentito i suoi brani suonati in quel modo, e che l'ascolto richiedeva letteralmente di avvicinarsi. Un complimento che vale anche come istruzione per il pubblico di questa sera.

Commissioni e collaborazioni

Dal 2012 il quartetto ha commissionato lavori a compositori come Philip Glass, Missy Mazzoli, Jlin, Tyondai Braxton, Devonté Hynes, Georg Friedrich Haas e Donnacha Dennehy, e ha collaborato con ingegneri dell'Università di Notre Dame, architetti della Frank Lloyd Wright Foundation, i danzatori dell'Hubbard Street Dance di Chicago e musicisti di mbira della tradizione shona dello Zimbabwe. Dal 2013 al 2018 è stato ensemble in residenza al DeBartolo Performing Arts Center di Notre Dame.

Il repertorio e i dischi del quartetto

Third Coast Percussion non si limita a eseguire musica altrui. I suoi membri compongono: David Skidmore, Robert Dillon e Peter Martin hanno firmato brani entrati nel repertorio del gruppo, e il quartetto ha scritto collettivamente lavori come "Paddle to the Sea" e "Niagara". La discografia comprende, tra gli altri, "Ritual Music" del 2008, il secondo volume delle opere per percussioni di John Cage nel 2012, "Paddle to the Sea" del 2018, "Fields" del 2019 con Devonté Hynes, "Archetypes" del 2021, "Perspectives" del 2022 e "Between Breaths" del 2023.

Un laboratorio aperto

Il quartetto ha inciso per diverse etichette indipendenti, tra cui Cedille, New Amsterdam e New Focus, e ha lavorato con compositori molto lontani tra loro, dal rigore di Georg Friedrich Haas all'elettronica di Jlin. È questa apertura che rende naturale il dialogo con un autore come Glass, capace di passare dall'opera al cinema e dalla danza alla musica da camera.

Come ascoltare un concerto di percussioni

Un concerto di percussioni contemporanee è uno spettacolo anche per gli occhi. Gli esecutori si muovono tra marimbe, tamburi e oggetti sonori, e ogni gesto produce un suono: osservare chi suona cosa aiuta a capire la struttura della musica, a riconoscere i diversi strati che si sommano e a seguire il passaggio da un movimento all'altro.

Ritmo e ripetizione

Nella musica di Glass la ripetizione non è mai identica: piccole variazioni di accento, di armonia o di timbro trasformano lentamente il materiale. Con le percussioni queste trasformazioni diventano particolarmente evidenti, perché ogni strumento ha un colore riconoscibile. Il consiglio, per chi ascolta per la prima volta, è di lasciarsi trasportare dalla pulsazione senza cercare una melodia da seguire.

Twyla Tharp e la danza

Twyla Tharp, nata nel 1941, è coreografa, danzatrice e scrittrice americana. È stata lei a chiedere a Third Coast Percussion, nel 2023, una nuova versione di "Aguas da Amazonia" per la sua compagnia. La pagina del Romaeuropa conferma che la versione per Twyla Tharp Dance è stata lanciata nel 2025.

Glass e la danza

Il legame tra la musica di Glass e la danza è antico: la partitura stessa nasce come musica per il Grupo Corpo, e il catalogo del compositore mostra, secondo Wikipedia, una certa predilezione per le forme sceniche, dal teatro alla danza alla performance. Ascoltare "Aguas da Amazonia" in concerto significa entrare in una musica pensata per il movimento.

Philip Glass, novant'anni di ripetizione e invenzione

Philip Glass è nato a Baltimora il 31 gennaio 1937. Considerato tra i capofila del minimalismo musicale insieme a Steve Reich, La Monte Young, Terry Riley e John Adams, ha poi preso le distanze da quell'etichetta, mantenendo una scrittura fondata sulla ripetizione ma aprendosi sempre più alle musiche extraeuropee. Questo interesse risale all'inizio della carriera, quando a Parigi lavorò con il musicista indiano Ravi Shankar.

Glass e le percussioni

Il rapporto di Glass con i ritmi del mondo è uno dei fili della sua opera: dalla scoperta delle proprietà ipnotiche dei ritmi indiani, alla base del suo stile, fino alle collaborazioni con musicisti brasiliani come gli Uakti. Third Coast Percussion, che ha commissionato al compositore nuovi lavori, è l'erede più recente di questa linea.

Le opere più note

Tra i titoli più celebri del suo catalogo figurano le opere "Einstein on the Beach", "Satyagraha" e "Akhnaten", la trilogia di film Qatsi di Godfrey Reggio e colonne sonore come quelle di "Kundun" e "The Hours". Wikipedia ricorda anche che "the CIVIL warS", scritta con Robert Wilson, debuttò al Teatro dell'Opera di Roma.

Verso i novant'anni

Il 31 gennaio 2027 Glass compirà novant'anni. Il Romaeuropa ha scelto di anticipare la ricorrenza con due concerti che mostrano due lati della sua scrittura: l'intimità del pianoforte solo, che il compositore ha definito il suo lavoro più personale, e la dimensione collettiva e corporea delle percussioni. Nel mezzo c'è un'intera carriera, dal minimalismo degli anni Sessanta alle commissioni di oggi.

Informazioni pratiche

I biglietti costano da 20 a 25 euro. La categoria Passepartout 2 indicata sulla pagina non è spiegata in dettaglio: per sapere se consente di combinare questo concerto con quello delle 15 conviene chiedere al box office del Romaeuropa. Le FAQ dell'Auditorium ricordano che si entra in sala da trenta minuti prima fino a cinque minuti prima dell'inizio, e che a concerto iniziato non è consentito l'accesso.

Tra un concerto e l'altro

Il concerto di Vanessa Wagner dura circa tre ore e comincia alle 15: chi assiste a entrambi avrà pochi minuti di pausa. Conviene organizzarsi in anticipo, magari con uno spuntino nei punti di ristoro del complesso, dove secondo Wikipedia si trovano un bar, una caffetteria e un bar-ristorante.

Come arrivare

Dalla stazione Flaminio della metro A si prende il tram 2 verso piazza Mancini, oppure il treno Roma-Nord fino a Piazza Euclide. Gli autobus 910, 53, 982 e 168 fermano davanti all'ingresso; secondo Wikipedia il 168 è una linea feriale. I parcheggi a pagamento sono due, accessibili da viale Pietro de Coubertin e viale Maresciallo Pilsudski.

Dopo il concerto

Alle 20, nella Sala Santa Cecilia, comincia il Classical Rave Party di Enrico Melozzi, l'ultimo evento del festival. Chi vuole chiudere la giornata in festa può restare all'Auditorium.

Il giorno prima: Vernacular con Jlin

Third Coast Percussion è a Roma per due appuntamenti distinti. Il 14 novembre il quartetto presenta all'Auditorium con la produttrice Jlin lo spettacolo Vernacular. Jlin è tra i compositori a cui il gruppo ha commissionato nuovi lavori: secondo Wikipedia, il suo "Perspectives" del 2020 è stato commissionato dalla Boulanger Initiative. Chi segue entrambe le serate vedrà due facce del quartetto, la ricerca sull'elettronica e il dialogo con un grande maestro del Novecento.

Una curiosità sull'Auditorium Parco della Musica

L'Auditorium sorge in un quartiere nato per le Olimpiadi. Quando nel 1955 il Comitato Olimpico Internazionale assegnò a Roma i Giochi del 1960, la città era quasi priva di impianti adatti. Fu deciso che la zona tra via Flaminia e i monti Parioli, di fronte al Foro Italico dall'altra parte del Tevere, ospitasse una parte degli impianti e gli alloggi degli atleti. Nacquero così il Villaggio Olimpico, il Palazzetto dello Sport e lo Stadio Flaminio. Il Renzo Piano Building Workshop spiega che il complesso fu collocato qui anche perché l'area era già pianificata per accogliere grandi folle.

Il Palazzetto di Nervi

Il Palazzetto dello Sport, progettato nel 1956 dall'architetto Annibale Vitellozzi e dall'ingegnere Pier Luigi Nervi, fu costruito tra il 1956 e il 1957 e ospitò alle Olimpiadi le gare di pallacanestro e di sollevamento pesi. La sua cupola in cemento armato prefabbricato, del diametro esterno di circa 78 metri, poggia su 36 cavalletti a forma di Y. Dopo una chiusura nel 2018 e lavori di ristrutturazione, è stato riaperto nell'ottobre 2023.

Il Palazzetto e il basket

Il Palazzetto, chiamato talvolta PalaTiziano per la vicinanza a viale Tiziano, è stato a più riprese la casa della Pallacanestro Virtus Roma fino al 2018 e ha ospitato squadre di pallavolo come la Roma Pallavolo e il Club Italia.

Una cosa che non ti dice nessuno sull'Auditorium Parco della Musica

Per costruire l'Auditorium fu chiusa al traffico automobilistico una strada. Wikipedia racconta che, quando i ritrovamenti archeologici costrinsero a modificare radicalmente il progetto, due dei tre volumi delle sale furono spostati verso ovest, fino a sfiorare il viadotto di Corso Francia che taglia in due il Villaggio Olimpico; per farli entrare si rese necessaria la chiusura di viale De Coubertin. Il viadotto, a sua volta, è opera di Pier Luigi Nervi, che fu uno dei protagonisti dell'urbanizzazione olimpica della zona.

Un problema di parcheggi

Wikipedia segnala anche un problema irrisolto: i pochi parcheggi interni all'Auditorium sono considerati cari dal pubblico, e le auto in sosta per i concerti finiscono spesso per invadere il Villaggio Olimpico. Una ragione in più per preferire tram e autobus.

Il consiglio che ti do per visitare l'Auditorium Parco della Musica

Il mio consiglio è di arrivare con la luce, nel primo pomeriggio, e di fare un giro a piedi intorno al complesso prima di entrare. Lo Stadio Flaminio e il Palazzetto dello Sport, entrambi legati a Nervi, sono a breve distanza, e il parco di Villa Glori confina con l'area dell'Auditorium. Chi ha più tempo può spingersi fino al MAXXI o a Ponte Milvio: la nostra pagina sul Flaminio raccoglie le tappe principali.

Per il concerto

In un concerto di percussioni l'aspetto visivo conta quanto quello sonoro: i musicisti si spostano tra strumenti diversi, e se in sala compariranno gli strumenti costruiti per il disco del 2025 si tratterà di oggetti davvero inconsueti. Un posto da cui si veda bene tutto il palco vale più di uno vicinissimo.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Lo Stadio Flaminio, accanto all'Auditorium, è noto come la storica casa della nazionale italiana di rugby. Meno ricordato è che fu progettato dall'architetto Antonio Nervi, figlio di Pier Luigi, con la collaborazione strutturale del padre, e costruito tra il 1957 e il 1958 sull'area del vecchio Stadio Nazionale, demolito nel 1957. Fu inaugurato il 19 marzo 1959 per ospitare il torneo olimpico di calcio del 1960. Il nome Flaminio fu deciso dal Comune nel gennaio 1958, a lavori in corso, suscitando polemiche a Torino, perché il vecchio stadio era stato dedicato al Grande Torino. Dal luglio 2018 è sotto la tutela della soprintendenza.

Il Flaminio oggi

Inizialmente capace di più di quarantamila spettatori, poi ridotti per le norme di sicurezza, lo Stadio Flaminio è rimasto inutilizzato per le partite della nazionale di rugby dal 2011, quando il Sei Nazioni si è trasferito all'Olimpico. Dal 26 febbraio 2014 è condotto dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio ed è oggetto di uno studio di ristrutturazione della facoltà di architettura della Sapienza.

Un quartiere di grandi strutture

Il Renzo Piano Building Workshop descrive l'Auditorium come il più grande complesso multifunzionale per lo spettacolo in Europa e uno dei dieci più grandi al mondo: un primato coerente con un quartiere che, dal 1960, è stato pensato per accogliere grandi eventi.

La foto giusta da fare all'Auditorium Parco della Musica

La fotografia più rappresentativa è quella dalla cavea, il teatro all'aperto intorno a cui sono disposte simmetricamente le tre sale. Da lì si vedono insieme i tre grandi volumi, che la Fondazione Renzo Piano paragona a mandolini rovesciati. Alle 18 di metà novembre è già buio: chi vuole la luce del giorno deve scattare prima del concerto delle 15 o durante il primo pomeriggio.

Un'inquadratura con il Villaggio

Uscendo verso viale Pietro de Coubertin si può cercare un punto da cui inquadrare il complesso insieme agli edifici del Villaggio Olimpico: è l'immagine di due epoche della Roma moderna, quella olimpica del 1960 e quella della musica dei primi anni Duemila, l'una accanto all'altra.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia dell'area in cui sorge l'Auditorium attraversa l'antichità, le Olimpiadi e la stagione delle grandi opere culturali.

1955-1960: le Olimpiadi

L'assegnazione dei Giochi del 1960 trasformò la zona tra via Flaminia e i Parioli: il Palazzetto fu costruito tra il 1956 e il 1957, lo Stadio Flaminio inaugurato nel 1959.

1992: la scelta dell'area

Dopo un lungo dibattito, nel 1992 il consiglio comunale di Roma scelse l'area del Villaggio Olimpico per il nuovo Auditorium. Non tutti la consideravano ideale, anche per la distanza dalla metropolitana, la cui stazione più vicina è in piazzale Flaminio.

2002: l'apertura

Il 21 aprile 2002 aprì la Sala Sinopoli; il 21 dicembre il resto del complesso. Dal 2006 l'Auditorium ospita anche la Festa del Cinema di Roma.

Chi è passato dall'Auditorium Parco della Musica

L'Auditorium è la sede della stagione dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia e della programmazione della Fondazione Musica per Roma, che spazia dal rock al jazz, dalla musica contemporanea all'elettronica, dal teatro alla danza alla letteratura. Il Romaeuropa vi porta ogni anno una parte del suo cartellone: nella stessa edizione 2026, il 14 novembre, Third Coast Percussion vi presenta Vernacular con Jlin. Sul palco della Sala Petrassi, nello stesso giorno di questo concerto, siede alle 15 la pianista Vanessa Wagner.

Grandi numeri

Wikipedia riporta che nel 2014 i frequentatori del Parco della Musica furono calcolati in più di due milioni, e che nel 2016 la sola Fondazione Musica per Roma vi organizzò 608 eventi, con 287.109 biglietti venduti. Per seguire la programmazione c'è la nostra pagina dell'Auditorium Parco della Musica.

La Festa del Cinema

Dal 2006 l'Auditorium è anche la casa della Festa del Cinema di Roma, nata come "Cinema. Festa internazionale di Roma" e riconosciuta dalla FIAPF, la federazione internazionale dei produttori, come festival competitivo. Per alcuni giorni ogni autunno la cavea e le sale si trasformano in cinema.

Domande frequenti su Third Coast Percussion e Aguas da Amazonia

Quando suona Third Coast Percussion a Roma?

Domenica 15 novembre 2026 alle 18, nella Sala Petrassi dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in Viale Pietro de Coubertin 30. È il concerto che chiude le Philip Glass Afternoon Sessions del Romaeuropa Festival. Il quartetto è a Roma anche il giorno prima, sabato 14 novembre, per lo spettacolo Vernacular con la produttrice Jlin.

Quanto costa il biglietto?

I biglietti costano da 20 a 25 euro e rientrano nella categoria Passepartout 2 del festival. Si acquistano online dal sito del Romaeuropa oppure tramite il box office, al telefono 06 4555 3050 o su WhatsApp al +39 334 348 8894. Per le combinazioni con altri concerti della stessa giornata conviene chiedere direttamente al box office del festival.

Che cos'è Aguas da Amazonia?

È una composizione di Philip Glass scritta tra il 1993 e il 1999 per la compagnia di danza brasiliana Grupo Corpo e registrata per la prima volta dal gruppo Uakti. Ogni movimento è dedicato a un fiume del bacino amazzonico. Third Coast Percussion ne ha realizzato una nuova versione, pubblicata in disco nel gennaio 2025 e legata a un progetto di Twyla Tharp.

Chi sono Third Coast Percussion?

Un quartetto di percussioni di Chicago fondato nel 2005, oggi formato da Sean Connors, Robert Dillon, Peter Martin e David Skidmore. Nel 2017 ha vinto un Grammy con un album dedicato a Steve Reich, primo gruppo di percussioni premiato in una categoria di musica da camera. Ha commissionato lavori a Philip Glass, Jlin, Missy Mazzoli e molti altri.

Quanto dura il concerto?

La durata non è indicata sulla pagina del festival. L'album del 2025 può dare un'idea della dimensione del lavoro, ma la pagina non precisa quali movimenti saranno eseguiti. Chi deve organizzare il rientro, o vuole seguire anche il Classical Rave Party delle 20, può chiedere informazioni al box office del Romaeuropa.

Si possono seguire tutti i concerti del pomeriggio di Glass?

Sì. Alle 15 Vanessa Wagner esegue nella stessa sala l'integrale dei venti Studi per pianoforte di Glass, con una durata indicata di circa tre ore; alle 18 comincia questo concerto. I due eventi hanno biglietti separati, ciascuno da 20 a 25 euro. Il tempo tra un concerto e l'altro sarà molto breve.

Serve conoscere la musica contemporanea?

No. La musica di Glass è costruita su pulsazioni regolari e ripetizioni che si ascoltano con naturalezza, e la versione per percussioni aggiunge un forte impatto visivo e fisico. È un concerto adatto anche a chi si avvicina per la prima volta a questo repertorio o conosce Glass solo attraverso il cinema.

Come si arriva all'Auditorium?

Con la metro A fino a Flaminio e poi il tram 2 verso piazza Mancini, oppure con il treno Roma-Nord fino a Piazza Euclide. Davanti all'ingresso fermano gli autobus 910, 53 e 982. I parcheggi a pagamento sono accessibili da viale Pietro de Coubertin e da viale Maresciallo Pilsudski.

Quali strumenti si sentiranno?

La pagina del festival non indica l'organico. Nell'album del 2025 Third Coast Percussion usa due marimbe, una di quercia rossa e una di vetro, tubi in PVC accordati, un djembe, un tamburo a lingua e sintetizzatori, oltre al flauto di Constance Volk. Non è detto che l'esecuzione romana preveda gli stessi strumenti, ma il disco ne dà un'idea attendibile.

Il consiglio finale su Third Coast Percussion e Aguas da Amazonia

Il concerto di Third Coast Percussion è il modo più festoso per chiudere un pomeriggio dedicato a Philip Glass: dopo tre ore di pianoforte solo, la stessa musica si apre ai colori di marimbe di quercia e di vetro, tubi accordati e tamburi, nelle mani di uno degli ensemble di percussioni più premiati al mondo. Il mio suggerimento è di non perdere il legame tra i due concerti, ascoltando prima gli Studi e poi le acque dell'Amazzonia, e di arrivare con la luce per scoprire anche il quartiere olimpico che circonda l'Auditorium. Chi ha ancora energie, alle 20, trova il Classical Rave Party nella Sala Santa Cecilia, ultimo atto del festival. E chi non può esserci la domenica ha un'altra occasione per ascoltare il quartetto di Chicago il giorno prima, con Vernacular: due serate che, insieme, restituiscono il ritratto completo di uno degli ensemble più curiosi della scena contemporanea.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento15 Novembre 2026 18:00
IndirizzoAuditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Sala Petrassi, Viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città