Tempo Reale Electroacoustic Ensemble, Fluxus Tree al Mattatoio — 18 ottobre 2026
Domenica 18 ottobre 2026 alle 19:00 il Mattatoio di Testaccio, in piazza Orazio Giustiniani 4 (00153 Roma), ospita Fluxus Tree, concerto del Tempo Reale Electroacoustic Ensemble inserito nella sezione musicale Ultra REF del Romaeuropa Festival 2026, nella sala T3 del complesso. In programma musiche di Giuseppe Chiari, Toshi Ichiyanagi, Yoko Ono e John Cage. Si arriva con la metro B fino a Piramide e poi a piedi lungo via Marmorata, oppure con il tram 3 alla fermata Marmorata/Galvani e con il bus 719 alla fermata Galvani/Zabaglia. Il biglietto costa 15 euro secondo il sito ufficiale del festival, che indica anche la validità del Passepartout 1. I biglietti si acquistano sul sito ufficiale del Romaeuropa Festival o al box office del festival, telefono 06 4555 3050.
È una serata dedicata a Fluxus, il movimento che negli anni Sessanta ha trasformato il concerto in gesto, istruzione, azione quotidiana. La suona un ensemble fiorentino nato dentro il centro di ricerca fondato da Luciano Berio, e la occasione è doppia: nel 2026 ricorre il centenario della nascita di Giuseppe Chiari, il fiorentino che portò Fluxus in Italia. Chi pensa che la musica sperimentale sia fatta di concerti seriosi troverà il contrario: Fluxus era ironico, aperto, a tratti giocoso.
Fluxus Tree al Mattatoio in breve
Fluxus Tree va in scena una sola volta a Roma, domenica 18 ottobre 2026 alle 19:00, nella sala T3 del Mattatoio, dentro Ultra REF, la sezione del Romaeuropa Festival dedicata alla musica di ricerca.
Data e orario
Una data sola, domenica 18 ottobre, con inizio alle 19. È un orario comodo, da domenica pomeriggio che scivola nella sera: si esce in tempo per cenare a Testaccio senza fretta. Il festival avverte che il programma potrebbe subire variazioni, formula consueta per un concerto costruito in parte sull'improvvisazione.
Prezzo e acquisto
Il sito del Romaeuropa Festival indica un prezzo di 15 euro e la possibilità di entrare con il Passepartout 1, la formula del festival che raggruppa più spettacoli. Il box office del festival ha sede all'Opificio Romaeuropa, in via dei Magazzini Generali 20/a, fra Testaccio e Ostiense, ed è raggiungibile al numero 06 4555 3050.
La sezione Ultra REF
Ultra REF è il contenitore che il Romaeuropa Festival dedica alla musica elettronica, sperimentale e di ricerca. Nel 2026 ha portato al Mattatoio anche l'omaggio a Steve Reich dei Blow Up Percussion e, sempre firmata da Tempo Reale, l'installazione audiovisiva La luce, costruita su una partitura di Giuseppe Chiari del 1966. Per il cartellone completo c'è la scheda del Romaeuropa Festival 2026.
Il programma di Fluxus Tree, brano per brano
Il programma di Fluxus Tree allinea cinque partiture scritte fra il 1962 e il 1968: due di Giuseppe Chiari, una di Toshi Ichiyanagi, una di Yoko Ono e una di John Cage.
Giuseppe Chiari, Suonare la stanza (1968)
Il concerto si apre con un brano per due esecutori che ha nel titolo tutta la sua poetica: lo strumento è la stanza stessa. Pareti, pavimento, oggetti, la risonanza di uno spazio diventano materia sonora. Suonare la stanza in un padiglione del Mattatoio, costruito in mattoni e ferro per altri scopi, significa far parlare un'architettura industriale. È il brano ideale per aprire una serata del genere, e il più adatto a quella sede.
Giuseppe Chiari, Quel che volete (1964)
Anche qui il titolo è un programma. Quel che volete, per più strumenti, lascia agli interpreti un margine di scelta ampio, secondo l'idea di partitura aperta che attraversa tutta l'esperienza Fluxus. La partitura non fissa tutto: dà istruzioni, pone condizioni, lascia spazio. Il risultato cambia a ogni esecuzione, ed è proprio questo il punto.
Toshi Ichiyanagi, Sapporo (1962)
Il compositore giapponese Toshi Ichiyanagi è presente in programma con Sapporo, per ensemble, del 1962. La presentazione del festival parla dei segni di Ichiyanagi: una scrittura grafica, fatta di simboli più che di note, che gli esecutori interpretano. È il brano che meglio mostra come Fluxus abbia messo in discussione la stessa idea di partitura.
Yoko Ono, Wood Piece (1963)
Di Yoko Ono si esegue Wood Piece, in una versione per una comunità. Il festival parla delle azioni performative di Ono: partiture che chiedono un gesto più che una sequenza di note. La versione per una comunità allarga il gesto a un gruppo, e il concerto lo annuncia come un momento in cui il confine fra chi suona e chi ascolta si fa sottile. Chi conosce Ono solo come artista visiva e moglie di John Lennon scoprirà la compositrice.
John Cage, Variations VI (1966)
Chiude il programma Variations VI di John Cage, per ensemble, del 1966. Cage non fece parte di Fluxus in senso stretto, ma il festival lo inserisce fra gli artisti che con Fluxus condivisero spirito, pratiche e visioni. Le Variations sono una serie di lavori indeterminati, in cui la forma nasce dalle scelte degli esecutori dentro regole date. È la chiusura logica: l'albero del titolo ha le sue radici proprio qui.
Un concerto come percorso improvvisativo
Fluxus Tree prende la forma di un percorso improvvisativo fra istruzioni aperte, grafie e azioni sonore, in cui lo spazio performativo diventa un parametro della musica e la relazione fra musicisti, spazio e pubblico si ridefinisce di continuo.
L'albero e le sue radici
Il titolo dice già l'idea: un albero di connessioni, risonanze e influenze reciproche. Il progetto mette insieme partiture nate direttamente dall'esperienza Fluxus, come quelle di Ono, Chiari e Ichiyanagi, e lavori di artisti che con Fluxus hanno condiviso una visione, come Cage. Ne esce una mappa di un'idea estetica che, secondo la presentazione, orienta ancora oggi la riflessione musicale contemporanea. Sono d'accordo: molta musica elettronica di oggi deve a questi anni più di quanto dichiari.
Suono, gesto, spazio
Fluxus ha ridefinito il ruolo dell'interprete e il confine fra arte e vita, con un approccio aperto e ludico al fare musica. In Fluxus Tree accanto al suono conta il gesto: gli strumenti in elenco comprendono oggetti, una radio, live electronics, e la voce. Non ci si deve aspettare un concerto in cui i musicisti restano immobili al loro leggio.
Il pubblico dentro l'opera
La presentazione del Romaeuropa insiste su un punto: si rompe la consuetudine di una separazione netta fra chi ascolta e chi agisce. Non è una promessa di partecipazione forzata, ma un invito a stare attenti. In un concerto Fluxus un colpo di tosse, uno spostamento, il rumore di una sedia possono diventare parte della musica.
Tempo Reale Electroacoustic Ensemble: biografia
Il Tempo Reale Electroacoustic Ensemble è una formazione a geometria variabile fondata nel 2011 da Francesco Giomi all'interno di Tempo Reale, il centro di ricerca, produzione e didattica musicale creato da Luciano Berio a Firenze.
Una formazione aperta
L'ensemble riunisce performer associati che lavorano stabilmente dentro Tempo Reale e ospiti e collaboratori esterni. Sono musicisti attivi nella ricerca sonora contemporanea, nelle pratiche improvvisative e nell'esplorazione delle nuove tecnologie musicali. La loro vocazione, secondo la biografia pubblicata dal festival, è sperimentare linguaggi, dispositivi e forme aperte, con performance in cui elettronica, gesto e ascolto diventano strumenti di creazione collettiva. Un profilo perfetto per un repertorio come quello Fluxus.
Gli interpreti di Fluxus Tree
A Roma suonano Monica Benvenuti, voce e oggetti; Milena Punzi, violoncello e live electronics; Francesco Canavese, chitarra elettrica; Simone Faraci, live electronics e oggetti; Francesco Giomi, radio, live electronics e oggetti. L'introduzione è affidata a Giulia Sarno. La scheda di produzione di Tempo Reale indica anche il pianoforte fra gli strumenti di Faraci e Giomi, e nomina Giovanni Magaglio e Francesco Vogli per la parte tecnica.
Francesco Giomi
Fondatore dell'ensemble, Francesco Giomi è a Fluxus Tree l'interprete con il ruolo più insolito: suona la radio, oltre all'elettronica e agli oggetti. La radio come strumento è un'idea che Cage aveva già esplorato, e in un programma che si chiude con Cage il gesto ha un senso preciso.
Dal Maggio Fiorentino a Roma
Fluxus Tree ha debuttato il 20 giugno 2026 a Firenze, nella Sala Orchestra del Teatro del Maggio, dentro Maggio Elettrico, la sezione elettronica dell'88° Festival del Maggio Musicale Fiorentino, con l'introduzione di Giulia Sarno. La data romana del 18 ottobre, al Romaeuropa Festival, è la seconda tappa indicata dal centro.
Tempo Reale, il centro fondato da Luciano Berio
Tempo Reale è il centro di ricerca, produzione e didattica musicale fondato da Luciano Berio a Firenze nel 1987, con sede a Villa Strozzi, in via Pisana 77.
Le opere di Berio
Dalla sua nascita il centro ha lavorato alla realizzazione delle opere di Berio, un impegno che lo ha portato nei contesti concertistici più importanti del mondo. Da quelle esperienze sono nati criteri di qualità e creatività poi applicati al lavoro con compositori affermati e giovani musicisti.
I temi della ricerca
Il centro lavora sull'elaborazione del suono dal vivo, sull'interazione fra suono e spazio, sull'ideazione di eventi musicali e sulla didattica. Il tema suono e spazio è quello che più riguarda Fluxus Tree: un concerto dove lo spazio è un parametro della musica è esattamente il genere di ricerca che Tempo Reale porta avanti da decenni.
Riconoscimenti e reti
Dal 2013 Tempo Reale è riconosciuto dalla Regione Toscana come ente di rilevanza per lo spettacolo dal vivo. È l'unico membro italiano della International Confederation of Electroacoustic Music, CIME/ICEM, e socio del CIDIM, il Comitato nazionale italiano musica.
Giuseppe Chiari, cento anni dalla nascita
Giuseppe Chiari nacque a Firenze il 26 settembre 1926 e vi morì il 9 maggio 2007: artista concettuale e musicista sperimentale, fu il principale esponente italiano di Fluxus, e nel 2026 ricorre il centenario della nascita.
La formazione
A Firenze Chiari studiò pianoforte e composizione, e negli stessi anni, fra il 1946 e il 1951, matematica e ingegneria. È un dettaglio che spiega molto: le sue partiture hanno il rigore di un metodo, anche quando chiedono di suonare con l'acqua o con le foglie secche.
L'incontro con Fluxus
Chiari fu attratto in modo particolare dall'opera di John Cage e dal 1961 si interessò alla ricerca sperimentale sulla musica visiva. Nel 1962, al Fluxus Festspiele internationale Neuester Musik di Wiesbaden, entrò nel gruppo Fluxus, con quello che è stato definito il ruolo di artista, compositore e filosofo.
La musica d'azione
Chiari chiamava la sua una musica d'azione: un metodo di esecuzione complesso applicato a strumenti tradizionali, con suoni casuali come elemento essenziale, acqua, foglie secche, pietre. Il suo Giuocare con l'acqua e dire la parola acqua è ricordato per la trasformazione della pagina in oggetto estetico e per la chiarezza dei testi, che anticipano gli enunciati dell'arte concettuale.
Gli scritti e le opere
Fra i suoi scritti si ricordano Musica senza contrappunto del 1969, Arte del 1974, Metodo per suonare del 1976 e Musica del 1994. Lavorò anche con collage, spartiti e fotografie: i suoi Fogli pentagrammati del 1975 sono al Museo cantonale d'arte di Lugano, e parte della produzione grafica e pittorica è conservata al Centro internazionale d'arte contemporanea Tornabuoni di Firenze.
La scuola fiorentina
Chiari è considerato il principale promotore di un gruppo di artisti fiorentini che dal dopoguerra hanno sperimentato l'interazione fra suono, segno e visione: fra loro Sylvano Bussotti, Daniele Lombardi, Giancarlo Cardini, Albert Mayr e Pietro Grossi. Che sia un centro fiorentino, Tempo Reale, a celebrarne il centenario ha una logica evidente.
Il Mattatoio di Testaccio, la sede del concerto
Il Mattatoio di Testaccio è il macello pubblico costruito fra il 1888 e il 1891 su progetto dell'architetto Gioacchino Ersoch, dismesso nel 1975 e oggi affidato alla Fondazione Mattatoio di Roma, Città delle arti; occupa circa 25.000 metri quadrati ai piedi del Monte dei Cocci.
Un macello per Roma capitale
Ersoch aveva già lavorato al macello di piazza del Popolo voluto da Leone XII. Quando Roma diventò capitale servirono spazi più ampi e regole igieniche nuove: l'area scelta fu Testaccio, che il piano regolatore del 1872 destinava a case operaie e industrie. L'ingegnere Filippo Laccetti progettò lo smaltimento degli scarti verso il Tevere.
Mattoni, archi, ferro
I padiglioni sono rettangolari, in mattoni, con tetti a doppia falda, archi ripetuti a intervalli regolari e strutture in ferro. È un'architettura razionale e ripetitiva, pensata per il lavoro. Oggi le stesse sale ospitano mostre, danza e musica: la sala T3 di Fluxus Tree è una di queste.
Dal 1975 a oggi
Chiuso il macello, trasferito in viale Palmiro Togliatti, il complesso ha accolto dal 2000 la Facoltà di Architettura di Roma Tre, dal 2002 una sede del MACRO, dal 2007 la Città dell'altra economia e dal 2010 La Pelanda. Dopo gli anni dei Musei in Comune e dell'Azienda Speciale Palaexpo, la gestione è passata alla Fondazione Mattatoio di Roma. La scheda completa del complesso è quella dell'Ex Mattatoio di Testaccio.
Come arrivare al Mattatoio per Fluxus Tree
Il Mattatoio si raggiunge con la metro B alla fermata Piramide, con il tram 3 alla fermata Marmorata/Galvani, con il bus 719 alla fermata Galvani/Zabaglia e con i bus 170 e 781 alla fermata Largo Marzi, secondo le indicazioni del sito ufficiale.
Metro e treno
Piramide, sulla linea B, è a una decina di minuti a piedi lungo via Marmorata. Accanto si trovano la stazione Roma Ostiense e la stazione Porta San Paolo della ferrovia Roma Lido: per chi arriva da fuori città è l'accesso più semplice.
Tram e bus
Il tram 3 percorre via Marmorata e scende alla fermata Marmorata/Galvani, la più vicina all'ingresso. Il 719 ferma a Galvani/Zabaglia, mentre 170 e 781 fermano a Largo Marzi, dall'altro lato del Tevere oltre il ponte Testaccio. La domenica le frequenze sono ridotte: conviene controllare gli orari prima di uscire.
In auto
La domenica sera a Testaccio si parcheggia meglio che il sabato, ma non bene. Chi conosce poco la zona fa prima con la metro. In alternativa si può cercare posto lungo il lungotevere o verso Ostiense.
Gli ingressi
Il complesso ha più ingressi: piazza Orazio Giustiniani 4 è quello principale, ma si entra anche da via Beniamino Franklin, dal lungotevere Testaccio e da largo Dino Frisullo. Per trovare la sala T3 conviene arrivare con qualche minuto di margine.
Testaccio intorno al Mattatoio
Il Mattatoio è ai piedi del Monte dei Cocci, la collina artificiale formata dai frammenti delle anfore scaricate nell'antico porto fluviale, ed è il capolinea naturale di una passeggiata nel rione operaio di Testaccio.
Piramide e Cimitero acattolico
A dieci minuti a piedi ci sono la Piramide Cestia e il Cimitero acattolico. Una visita nel pomeriggio, prima di un concerto alle 19, è la preparazione migliore: il cimitero degli artisti stranieri a Roma e una serata di avanguardia internazionale si parlano bene.
Il rione
Il Nuovo Mercato di Testaccio è chiuso la domenica, ma il rione merita un giro anche così. La guida Testaccio: cosa vedere raccoglie i luoghi principali.
Le mostre al Mattatoio
Nel complesso, in autunno, sono aperte anche mostre nei padiglioni 9a e 9b, con orario dal martedì alla domenica dalle 11 alle 20. Arrivando nel pomeriggio si può abbinare una visita al concerto.
Dove mangiare a Testaccio dopo Fluxus Tree
Testaccio è il quartiere della cucina romana del quinto quarto, nata proprio dalla lavorazione delle carni del Mattatoio: coda alla vaccinara, trippa, rigatoni con la pajata sono i piatti simbolo delle trattorie del rione.
Prima del concerto
Con un inizio alle 19, prima c'è spazio al massimo per un caffè o una merenda salata. Fra via Marmorata e piazza Testaccio si trovano forni, pizzerie al taglio e friggitorie per un supplì.
Dopo il concerto
L'orario delle 19 è perfetto per cenare dopo: si esce quando le trattorie cominciano il servizio serale. La domenica sera molte sono piene di famiglie del quartiere, quindi una prenotazione fatta nel pomeriggio è una buona idea.
Accessibilità e informazioni pratiche
Il Mattatoio è un complesso industriale riadattato, in gran parte su un solo livello, con viali interni ampi; per esigenze particolari di accesso conviene chiamare il box office del Romaeuropa al numero 06 4555 3050 prima della serata.
Con i ragazzi
Un concerto Fluxus può piacere ai ragazzi più di quanto si pensi: gesti, oggetti, una radio suonata come strumento, l'idea che si possa fare musica con una stanza. Per un adolescente che studia musica è una lezione rara. Per i bambini piccoli dipende dalla loro pazienza con i silenzi.
Animali
Il Mattatoio non ammette animali nelle sale e nei teatri: meglio saperlo prima di uscire con il cane per la passeggiata domenicale.
Il suono
Live electronics e chitarra elettrica possono raggiungere volumi importanti in uno spazio riverberante. Chi è sensibile ai suoni forti può portare tappi auricolari leggeri.
Una curiosità su Tempo Reale Electroacoustic Ensemble, Fluxus Tree al Mattatoio — 18 ottobre 2026
La curiosità più bella è un filo che parte da Luciano Berio. Il centro che produce Fluxus Tree porta la sua firma: Berio lo fondò a Firenze nel 1987. E Berio è anche il compositore che al Mills College incoraggiò il giovane Steve Reich a seguire la sua strada, come si ricorda nella scheda dell'omaggio a Reich andato in scena al Mattatoio due settimane prima. Nello stesso edificio, nello stesso festival, due concerti diversissimi hanno lo stesso nume tutelare.
Seconda curiosità: le date. Giuseppe Chiari nacque il 26 settembre 1926. Il concerto romano arriva poche settimane dopo il centesimo compleanno, e il festival lo segnala esplicitamente. Nello stesso cartellone Ultra REF c'è anche La luce, l'installazione audiovisiva di Tempo Reale da una partitura di Chiari del 1966: il centenario, a Roma, ha due appuntamenti.
Terza: l'immagine scelta dal Romaeuropa per la pagina del concerto è una fotografia di Eric Koch per l'agenzia olandese Anefo, con John Lennon e Yoko Ono in viaggio di nozze ad Amsterdam. Un'immagine pop per un programma d'avanguardia: Fluxus avrebbe approvato.
Una cosa che non ti dice nessuno su Tempo Reale Electroacoustic Ensemble, Fluxus Tree al Mattatoio — 18 ottobre 2026
Quello che nessuno dice è che un concerto Fluxus non va ascoltato come un concerto classico. Si ascolta guardando. Molte di queste partiture sono istruzioni: fai questo, poi questo, con questo oggetto. La musica è il risultato dell'azione, e l'azione è metà dello spettacolo. Chi chiude gli occhi per concentrarsi perde metà della serata.
La seconda cosa riguarda l'imprevisto. Fluxus Tree è costruito come percorso improvvisativo, e il festival avverte che il programma potrebbe cambiare. Non è un difetto: è il principio stesso di questa musica. Due esecuzioni di Quel che volete non saranno mai uguali, e chi ha ascoltato il concerto a Firenze a giugno sentirà a Roma un'altra cosa. La sala T3 del Mattatoio, con la sua acustica, fa parte della partitura.
Terza cosa: Fluxus non è solenne. Molti suoi pezzi fanno sorridere, alcuni ridere. Non c'è niente di male a farlo in sala. Anzi, il silenzio imbarazzato davanti a un gesto ironico è la reazione che Fluxus prendeva in giro.
Il consiglio che ti do per visitare Tempo Reale Electroacoustic Ensemble, Fluxus Tree al Mattatoio — 18 ottobre 2026
Il consiglio è di arrivare al Mattatoio con almeno venti minuti di anticipo e di non perdere l'introduzione di Giulia Sarno. In un programma come questo, qualche minuto di contesto cambia completamente l'ascolto: sapere cosa chiede una partitura di Chiari o di Ono trasforma un gesto incomprensibile in un'idea chiara.
Secondo consiglio: scegli un posto da cui si vedano le mani e gli oggetti. Radio, oggetti, elettronica: qui la musica si capisce guardando come nasce il suono. Meglio lateralmente e vicino che al centro e lontano.
Terzo: abbina la serata a La luce, l'installazione di Tempo Reale dedicata a Chiari nel programma Ultra REF al Mattatoio, verificando orari e giorni sul sito del festival. Vedere nello stesso luogo una partitura del 1966 trasformata in installazione e altre partiture di Chiari eseguite dal vivo è il modo più completo per capire l'artista.
Infine, prenota. Un solo appuntamento a Roma, a 15 euro: i posti non sono infiniti.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Tutti sanno che John Cage è il compositore del silenzio e del caso. Si ricorda meno che per molti artisti Fluxus Cage fu un punto di partenza diretto: Giuseppe Chiari, per esempio, fu attratto in modo particolare dal suo lavoro prima di entrare nel gruppo nel 1962. L'albero del titolo ha radici americane e rami fiorentini.
Un altro fatto noto e poco citato: Fluxus fu un movimento internazionale fin dall'inizio. Il festival in cui Chiari entrò nel gruppo si tenne a Wiesbaden, in Germania, e nel programma di Fluxus Tree convivono un fiorentino, un giapponese, un'artista nata in Giappone e attiva a New York, un americano. Una rete di artisti che ha anticipato di decenni la circolazione globale delle idee.
E ancora: Chiari studiò matematica e ingegneria mentre studiava pianoforte. Si tende a immaginare Fluxus come un'avanguardia istintiva e caotica. In molti casi era l'opposto: metodo, rigore, istruzioni precise. Il caos, quando c'è, è progettato.
La foto giusta da fare a Tempo Reale Electroacoustic Ensemble, Fluxus Tree al Mattatoio — 18 ottobre 2026
Durante il concerto niente foto: in una musica fatta anche di silenzi e piccoli rumori, lo scatto e lo schermo acceso disturbano. La foto giusta si fa prima, quando sul palco ci sono già gli oggetti preparati per l'esecuzione: una radio, strumenti, cavi, le cose di uso quotidiano che diventeranno suono. È un'immagine che racconta Fluxus meglio di qualunque ritratto.
Fuori, a metà ottobre, alle sei e mezza di sera la luce è già bassa. I padiglioni di Ersoch con i loro archi ripetuti, al tramonto, sono una delle immagini più belle dell'archeologia industriale di Roma.
All'uscita, verso le otto e mezza, il Monte dei Cocci con le luci dei locali alla base è l'immagine di Testaccio di sera. Semplice, romana, poco fotografata.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il Mattatoio nasce da un progetto del 1888 di Gioacchino Ersoch ed è costruito entro il 1891. Per quasi novant'anni è il luogo dove si macella e si distribuisce la carne di Roma, e intorno cresce il rione operaio di Testaccio, con la sua cucina del quinto quarto.
Nel 1975 il macello si trasferisce in viale Palmiro Togliatti e il complesso comincia una seconda vita. Diventa il luogo del Villaggio Globale, centro sociale e spazio di feste; vi nasce la Muccassassina, la serata del Circolo Mario Mieli; qui si tengono le prime tre edizioni del Gay Village, dal 2002, dentro l'Estate Romana.
Dal 2000 arrivano le aule della Facoltà di Architettura di Roma Tre, dal 2002 il MACRO con Macro Future e poi Macro Testaccio. Il 29 settembre 2007 apre la Città dell'altra economia; il 18 febbraio 2010 si inaugura La Pelanda, l'ex area di lavorazione dei suini, dopo un restauro cominciato nel 2006. Nel 2018 la gestione passa all'Azienda Speciale Palaexpo, e in seguito alla Fondazione Mattatoio di Roma, Città delle arti. Il Romaeuropa Festival usa da anni questi padiglioni come una delle sue sedi principali.
Chi è passato da Tempo Reale Electroacoustic Ensemble, Fluxus Tree al Mattatoio — 18 ottobre 2026
Dal Mattatoio sono passati per novant'anni i macellai e gli operai di Testaccio, che hanno dato al rione il suo carattere. Dopo la dismissione sono passate le generazioni della controcultura romana: il Villaggio Globale, la Muccassassina del Circolo Mario Mieli, il Gay Village delle origini. Poi gli studenti di architettura di Roma Tre e il pubblico dell'arte contemporanea del MACRO.
Nell'autunno 2026, per il Romaeuropa Festival, sono passati da qui il coreografo francese Boris Charmatz, l'ensemble romano Blow Up Percussion con il suo omaggio a Steve Reich, e ora il Tempo Reale Electroacoustic Ensemble con Monica Benvenuti, Milena Punzi, Francesco Canavese, Simone Faraci e Francesco Giomi.
Attraverso la musica passano da qui, domenica 18 ottobre, anche le figure del programma: Giuseppe Chiari nel centenario della nascita, Toshi Ichiyanagi, Yoko Ono, John Cage. E, indirettamente, Luciano Berio, il fondatore del centro che ha prodotto il concerto. Poche serate a Roma mettono insieme tanti nomi della storia della musica del Novecento in una sala sola.
Roma a metà ottobre: il periodo del concerto
La terza domenica di ottobre è un momento pieno della stagione culturale romana: il Romaeuropa Festival è nella sua fase centrale e, dal giorno dopo, parte la Rome Art Week con gallerie e studi d'artista aperti in tutta la città.
Il clima
A metà ottobre a Roma le giornate sono ancora miti, ma la sera rinfresca. Una giacca leggera basta; un ombrello pieghevole è prudente, perché le piogge autunnali arrivano spesso senza preavviso.
Una domenica a Testaccio
Una domenica ben costruita può cominciare con una passeggiata sull'Aventino, scendere nel pomeriggio alla Piramide e al Cimitero acattolico, passare per una mostra nei padiglioni del Mattatoio e finire con Fluxus Tree alle 19. Poi cena in trattoria nel rione. Tutto a piedi.
Domande frequenti su Fluxus Tree
Quando si tiene Fluxus Tree al Mattatoio?
Fluxus Tree del Tempo Reale Electroacoustic Ensemble si tiene domenica 18 ottobre 2026 alle 19:00 al Mattatoio di Testaccio, nella sala T3, dentro la sezione Ultra REF del Romaeuropa Festival 2026. È l'unica data romana del concerto, che ha debuttato a Firenze il 20 giugno 2026.
Quanto costa il biglietto per Fluxus Tree?
Il biglietto per Fluxus Tree costa 15 euro secondo il sito ufficiale del Romaeuropa Festival, che indica anche la validità del Passepartout 1. Si acquista sul sito del festival o al box office dell'Opificio Romaeuropa, in via dei Magazzini Generali 20/a, telefono 06 4555 3050.
Cosa si ascolta a Fluxus Tree?
Il programma di Fluxus Tree comprende Suonare la stanza e Quel che volete di Giuseppe Chiari, Sapporo di Toshi Ichiyanagi, Wood Piece di Yoko Ono nella versione per una comunità e Variations VI di John Cage, cinque partiture scritte fra il 1962 e il 1968.
Chi suona nel Tempo Reale Electroacoustic Ensemble?
Il Tempo Reale Electroacoustic Ensemble a Roma schiera Monica Benvenuti alla voce, Milena Punzi al violoncello, Francesco Canavese alla chitarra elettrica, Simone Faraci e Francesco Giomi a live electronics, oggetti e radio. L'introduzione è di Giulia Sarno. L'ensemble è stato fondato da Giomi nel 2011.
Come si arriva al Mattatoio di Testaccio?
Il Mattatoio di Testaccio, in piazza Orazio Giustiniani 4, si raggiunge con la metro B a Piramide, con il tram 3 alla fermata Marmorata/Galvani, con il bus 719 a Galvani/Zabaglia e con i bus 170 e 781 a Largo Marzi.
Perché il concerto è dedicato anche a Giuseppe Chiari?
Fluxus Tree cade nel centenario della nascita di Giuseppe Chiari, nato a Firenze il 26 settembre 1926 e principale esponente italiano di Fluxus. Il concerto esegue due sue partiture, e nello stesso programma Ultra REF Tempo Reale presenta La luce, installazione da una sua partitura del 1966.
Il concerto è adatto ai ragazzi?
Fluxus Tree può essere un ottimo primo incontro con la musica sperimentale per ragazzi curiosi, soprattutto per chi studia uno strumento: gesti, oggetti e una radio suonata dal vivo rendono il concerto molto visivo. Per i più piccoli contano l'attenzione e la tolleranza ai volumi dell'elettronica.
In chiusura
Consiglio Fluxus Tree a chi ha già una certa familiarità con la musica contemporanea e, ancora di più, a chi non ne ha nessuna ma è curioso. Il primo trova un programma raro, eseguito da un ensemble che viene dalla scuola di Berio. Il secondo scopre che l'avanguardia degli anni Sessanta sa essere spiritosa, fisica, diretta. Andateci con la mente sgombra, sedetevi vicino, e alla fine concedetevi una cena in trattoria a Testaccio: il contrasto fa parte del piacere.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.
Prepara la visita
Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più. Come funzionano
Biglietti per concerti e spettacoli
Concerti, teatro e sport a Roma, con posto scelto in anticipo.
Dormire a Roma
Hotel e appartamenti vicino a dove vuoi passare le giornate.
Transfer da e per l’aeroporto
Fiumicino e Ciampino con auto prenotata e prezzo fisso.
