Spiaggia dell’Arenauta – Spiaggia dei Trecento Gradini (Gaeta)
La Spiaggia dei Trecento Gradini, che sulle carte e sui cartelli compare quasi sempre con il nome di spiaggia dell'Arenauta, si apre lungo la via Flacca (strada statale 213), sul tratto di litorale che separa Sperlonga da Gaeta, in provincia di Latina. Gli accessi principali si trovano fra il chilometro 23 e il chilometro 24 della litoranea, sul lato mare: il più noto è la scalinata segnalata come Trecento Gradini, l'ultima discesa che si incontra procedendo verso Gaeta e Formia. Non esiste una biglietteria pubblica, non esiste un orario di apertura, non esiste un servizio di salvataggio sull'arenile libero. Ci si arriva in automobile o in moto (i parcheggi sono privati, a pagamento, quasi tutti legati agli stabilimenti e agli alberghi che si affacciano sulla strada), oppure via mare con una piccola imbarcazione. Il trasporto pubblico serve la via Flacca con le corse extraurbane fra Terracina, Sperlonga, Itri, Gaeta e Formia: la fermata va chiesta all'autista, perché le pensiline lungo il litorale non hanno nomi evidenti. La stazione ferroviaria di riferimento è Formia-Gaeta, sulla linea Roma-Napoli via Formia, dalla quale servono ancora un autobus o un taxi. Dalla strada al mare si scende a piedi, e si risale a piedi: questa è la sola informazione davvero indispensabile prima di partire.
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✦ Giornata lungaPompei e Costiera Amalfitana
Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.
✦ MareCapri e Costiera Amalfitana
Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.
✦ A 30 minutiOstia Antica
La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.
✦ Va a rubaColosseo, Foro e Palatino
L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...
✦ Vai all'aperturaMusei Vaticani e Cappella Sistina
Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.
✦ Poco camminoTour in golf cart
Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.
✦ Il classicoTour a piedi
Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.
✦ Vieni affamatoFood tour
Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.
✦ Dopo le 21Bar hopping e vita notturna
Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.
✦ Foto garantiteVespa e Ape Calessino
In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.
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Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.
✦ Si mangia alla fineCorsi di cucina
Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.
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In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.
✦ Fuori portaCastelli Romani
Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.
✦ Patrimonio UNESCOTivoli: Villa d'Este e Villa Adriana
Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.
✦ Prenotazione obbligatoriaGalleria Borghese
Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.
✦ SottoterraCatacombe e Appia Antica
Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.
✦ Accesso limitatoColosseo: sotterranei e arena
Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.
✦ Alta velocitàFirenze in giornata
Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.
✦ Terrazza panoramicaCastel Sant'Angelo
Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.
✦ Dopo il tramontoRoma di notte
Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.
✦ Libertà di scesaBus hop-on hop-off
Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.
✦ Centro storicoTrevi, Pantheon e piazze
Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.
✦ Con i bambiniScuola dei gladiatori
Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.
✦ Poco sforzoSegway e monopattino
Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.
✦ MercoledìUdienza papale
Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.
✦ Poco affollatoTerme di Caracalla
Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.
✦ Alta velocitàNapoli e Pompei
Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.
✦ Prima dell'aperturaVaticano: ingresso anticipato
Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.
✦ Senza faticaTour in e-bike
Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.
Chi vuole inquadrare la zona nel suo insieme può partire dalla pagina della Riviera di Ulisse, il tratto di costa fra il Circeo e il Garigliano dentro il quale questa spiaggia rappresenta forse il pezzo più intatto.

Dove si trova la Spiaggia dell'Arenauta e come ci si arriva davvero
La geografia qui conta più delle parole. Il golfo di Gaeta, secondo la definizione corrente, è il grande arco di mare compreso fra il promontorio del Circeo a nord ovest e Capo Miseno a sud: dentro questo arco, il tratto fra Sperlonga e Gaeta è l'unico in cui la montagna cade direttamente in acqua. Gli Aurunci finiscono qui, con una falesia calcarea che si interrompe soltanto dove la sabbia ha trovato spazio per depositarsi. L'arenile dell'Arenauta è esattamente questo: una striscia di sabbia chiara lunga circa un chilometro e mezzo, chiusa alle spalle da una parete alta decine di metri coperta di macchia mediterranea, e davanti da un mare che dalla strada sembra una piscina.
La conseguenza pratica è che non si arriva in spiaggia parcheggiando accanto all'ombrellone. Si lascia il mezzo in alto, sul ciglio della statale o in uno dei piazzali privati, e poi si scende. Chi non lo sa scopre la cosa nel momento peggiore, cioè alle undici del mattino di agosto con la borsa frigo in mano.
In automobile lungo la via Flacca
Da Roma la strada più rapida è l'autostrada A1 fino a Frosinone e poi la superstrada per Formia, oppure la Pontina fino a Terracina e da lì la via Flacca verso sud. Il secondo itinerario è più lento e infinitamente più bello: gli ultimi venti chilometri corrono a mezza costa sopra il mare, con gallerie brevi e curve che si aprono all'improvviso sul golfo. Superata Sperlonga, si continua verso Gaeta tenendo d'occhio i cartelli sulla destra: gli accessi al mare si susseguono a distanza di poche centinaia di metri e sono segnalati con i nomi delle strutture.
La discesa dei Trecento Gradini è l'ultima nel senso di marcia verso Gaeta e Napoli. Chi arriva dalla direzione opposta, cioè da Formia, la incontra invece per prima. Il consiglio operativo è semplice: impostare il navigatore su Arenauta e non su Trecento Gradini, perché il primo nome è quello che compare nei toponimi ufficiali e negli indirizzi delle strutture.
Il parcheggio, le multe e il contributo di accesso
Sul ciglio della via Flacca la sosta è vietata quasi ovunque, e il divieto viene fatto rispettare: le pattuglie passano di continuo nei fine settimana estivi e non trattano. Lasciare l'automobile in una piazzola improvvisata per risparmiare qualche euro significa quasi sempre pagarne molti di più. I parcheggi utilizzabili sono quelli delle strutture che gestiscono gli accessi, a pagamento e con tariffa giornaliera; la tariffa cambia di anno in anno e di struttura in struttura, quindi va chiesta al momento invece di darla per scontata.
Anche il transito verso la spiaggia, in diversi punti, avviene attraverso proprietà private che chiedono un contributo per persona. Non è un biglietto comunale e non è uniforme: dipende dall'accesso che si sceglie. Chi vuole evitare qualunque pagamento deve informarsi in anticipo su quale varco sia effettivamente libero in quella stagione, perché la situazione degli accessi su questo litorale cambia con le concessioni.
Con il treno, con l'autobus e via mare
Senza automobile la giornata si complica ma resta possibile. Il treno porta a Formia-Gaeta; da lì gli autobus extraurbani risalgono la Flacca verso Sperlonga e Terracina passando davanti agli accessi. Bisogna dire all'autista dove si vuole scendere e mettere in conto che le corse si diradano molto fuori stagione. In alternativa restano il taxi e il noleggio di uno scooter a Gaeta o a Sperlonga, soluzione che per questa costa è la più sensata in assoluto.
Il modo più elegante di arrivare, però, è dall'acqua. Con un gommone o una barca a noleggio da Sperlonga o dal porto di Gaeta si costeggiano le falesie, si getta l'ancora a una cinquantina di metri dalla riva sul fondale sabbioso e si scende a nuoto. Chi lo fa evita la scalinata e vede la spiaggia come la vedevano quelli che ci arrivavano negli anni Sessanta, quando da terra non ci arrivava quasi nessuno. Ricordate solo di rispettare la distanza dalla battigia imposta ai natanti e le boe di segnalazione.
I Trecento Gradini: che cosa aspettarsi dalla scalinata
Il nome popolare della spiaggia viene dalla scalinata che la collega alla strada. Chi ha voglia di contarli scopre che i gradini non sono esattamente trecento: il numero cambia a seconda di dove si comincia a contare e di come si valutano i pianerottoli e i tratti in rampa. Trecento è una cifra tonda, entrata nell'uso e rimasta. Il dato che conta non è il numero ma il dislivello: dalla carreggiata al bagnasciuga si scende per diverse decine di metri, con una pendenza costante, lungo una gradinata in cemento e pietra appoggiata al fianco della falesia.
In discesa è una passeggiata, e in mezzo alla macchia mediterranea è pure gradevole: a metà scala si apre uno di quei punti di vista che giustificano tutto il viaggio, con la sabbia chiara in basso e l'acqua che cambia colore a fasce. In salita è un'altra faccenda, soprattutto alle cinque del pomeriggio di una giornata di luglio, quando il sole picchia sulla parete e il vento di mare non arriva. La mia opinione, da chi accompagna gruppi da vent'anni, è netta: la scalinata è il vero filtro di questa spiaggia, e il fatto che filtri è il motivo per cui l'arenile è ancora vivibile.
La risalita, cioè il momento che nessuno calcola
Programmate la risalita, non subitela. Le regole che do ai miei gruppi sono quattro. Prima: si risale a stomaco leggero e con acqua a disposizione, mai dopo un pranzo pesante. Seconda: si evitano le ore centrali, cioè la fascia fra le tredici e le sedici, quando la parete accumula calore e la scala è in pieno sole. Terza: si porta in spiaggia il minimo indispensabile, perché ogni chilo in più si sente al terzo pianerottolo. Quarta: si sale con calma e con almeno una sosta, senza inseguire chi corre.
Chi soffre di problemi cardiaci o respiratori, chi ha ginocchia delicate, chi è al terzo trimestre di gravidanza dovrebbe scegliere un altro tratto di costa: lungo lo stesso golfo ci sono arenili raggiungibili in piano, a partire dalla spiaggia di Sant'Agostino a Gaeta. Non è un consiglio prudenziale generico: è il motivo per cui ogni estate qualcuno si sente male sulla scala.
Passeggini, borse frigo e altre cattive idee
Il passeggino, sulla gradinata dell'Arenauta, non serve a niente: si porta o si lascia in automobile. Le borse frigo rigide e gli ombrelloni da giardino sono altrettanto fuori luogo. Funziona invece lo zaino: acqua, telo, crema, una maglietta leggera per la risalita, un ombrellone da spiaggia leggero se proprio serve. Chi scende con i bambini piccoli metta in conto che li dovrà probabilmente riportare su in braccio.

Com'è fatta la Spiaggia dell'Arenauta, tratto per tratto
Vista dall'alto, l'Arenauta sembra un unico nastro di sabbia. Camminandoci, si capisce che è una successione di arenili leggermente diversi fra loro, separati da speroni di roccia che entrano in acqua e da piccole insenature. La sabbia è chiara e fine, in certi punti mescolata a ghiaia minuta; il fondale scende piano e resta basso per parecchi metri, il che rende il bagno sicuro per chi nuota poco e comodo per i bambini, sempre tenendo conto che qui nessuno sorveglia.
Alle spalle corre la falesia, con la macchia mediterranea aggrappata dove trova terra: lentisco, mirto, euforbia arborea, ginepro, fichi d'India inselvatichiti. Dove la parete si apre, la vegetazione scende fino quasi alla sabbia e crea zone d'ombra naturale che a metà pomeriggio valgono più di qualunque ombrellone.
Il tratto nord, verso Torre Capovento e le Scissure
Procedendo verso Sperlonga, l'arenile si restringe e la costa diventa rocciosa. Qui si entra nel settore delle Scissure, con discese private che appartengono alle strutture alberghiere affacciate sulla Flacca, e più avanti si arriva sotto Torre Capovento, la torre costiera eretta nel 1532 nel sistema di avvistamento antiturco che presidiava tutto questo litorale. È il tratto più spettacolare per chi ama gli scogli e lo snorkeling: l'acqua sopra la roccia è trasparente e popolata, e la parete a picco alle spalle regala ombra già dal primo pomeriggio.
Il tratto centrale sotto la scalinata
È lo sbocco naturale dei Trecento Gradini e quindi il settore più frequentato dell'arenile libero. Sabbia larga, spazio per stendersi anche in alta stagione nei giorni feriali, nessun servizio. Il fine settimana di luglio e agosto la musica cambia: chi arriva dopo le dieci trova il tratto centrale pieno e fa bene a camminare verso sud, dove il rapporto fra metri quadrati e teli torna civile nel giro di dieci minuti di passeggiata.
L'estremità sud e la grande duna
Il pezzo più selvatico della Spiaggia dei Trecento Gradini è l'ultimo lembo verso Gaeta, davanti alla duna che chiude l'arenile. Qui la sabbia è più mossa, la vegetazione pioniera resiste sul retrospiaggia e la presenza umana si dirada anche a Ferragosto. È anche il settore in cui, secondo le informazioni che circolano da decenni fra i frequentatori, si concentra la pratica naturista. Chi cerca silenzio assoluto cammina fin qui e non se ne pente.
Gli stabilimenti e i villaggi balneari dell'Arenauta
Il litorale non è interamente libero. Lungo la Flacca si affacciano strutture ricettive e villaggi balneari che gestiscono un proprio tratto di arenile con ombrelloni, lettini, docce e ristorazione: nella toponomastica locale ricorrono i nomi di Aeneas Landing, del villaggio balneare Papardò, delle discese private dell'angolo di Torre Scissura. Chi vuole una giornata con servizi, bagno e lettino prenota lì; chi vuole il libero scende dai Trecento Gradini e porta tutto con sé. I recapiti telefonici e le tariffe cambiano di stagione in stagione e vanno chiesti direttamente alle strutture.
Il mare e i fondali della Spiaggia dei Trecento Gradini
Il colore dell'acqua è la prima cosa che colpisce guardando in basso dalla strada: una fascia turchese vicino a riva, poi il verde, poi il blu quando il fondale cede. Non è un effetto ottico. Il fondale è sabbioso, digradante, privo di immissioni urbane rilevanti su questo tratto, e la falesia alle spalle impedisce lo sviluppo edilizio che altrove ha compromesso il litorale. La trasparenza, nei giorni di mare calmo, è quella che ci si aspetta da una costa rocciosa.
La qualità delle acque di balneazione del Lazio viene monitorata dall'ARPA Lazio, che pubblica le classificazioni e i controlli stagionali nella sezione dedicata alle acque di balneazione del proprio sito. È la fonte da consultare per un dato aggiornato, molto più di qualunque impressione raccolta sotto l'ombrellone.
Due avvertenze concrete. La prima riguarda il vento: quando soffre il libeccio, la risacca su questo arenile diventa fastidiosa e l'acqua si intorbida rapidamente. La seconda riguarda i tratti rocciosi verso nord, dove il fondo è bello da esplorare ma scivoloso: un paio di scarpette da scoglio risolve il problema alla radice.

Il naturismo all'Arenauta: come funziona davvero
Questo litorale è indicato da decenni fra i primi del Lazio frequentati dai naturisti, e la cosa merita di essere spiegata con precisione invece che con allusioni. In Italia il naturismo non ha una legge nazionale: le proposte depositate in Parlamento a partire dal 1993 non sono mai arrivate all'approvazione. Il quadro reale è stato disegnato dalla giurisprudenza, in particolare da due pronunce della Corte di cassazione del 2000, le sentenze 1765 e 3557, che hanno di fatto ritenuto legittima la pratica nei luoghi in cui essa costituisce consuetudine consolidata. Il riconoscimento formale, quando esiste, arriva dalle amministrazioni comunali: la prima spiaggia italiana riconosciuta per delibera comunale è stata, nel 1999, Capocotta, sul litorale romano.
Applicato all'Arenauta, questo significa una cosa sola: il tratto naturista esiste per consuetudine, si concentra nella parte meridionale dell'arenile verso la grande duna e verso il settore delle Scissure, e non occupa la spiaggia intera. Nessuno chiede a nessuno di spogliarsi, nessuno impedisce a chi vuole il costume di stendere il telo dove preferisce, e il tratto centrale sotto la scalinata è frequentato in modo del tutto ordinario da famiglie e da bagnanti vestiti come su qualunque altra spiaggia italiana.
La convivenza qui funziona da moltissimi anni e funziona per una ragione elementare: la discrezione reciproca. Il mio consiglio, se scendete per la prima volta, è di camminare qualche minuto e osservare prima di scegliere dove sistemarvi. Vale la pena aggiungere una regola che dovrebbe essere ovvia e purtroppo non lo è: fotografare persone senza il loro consenso, su questa come su qualunque altra spiaggia, non è un dettaglio di galateo ma un comportamento che la legge italiana punisce.
Le associazioni storiche del movimento in Italia sono l'Unione Naturisti Italiani, nata nel 1964, l'Associazione Naturista Italiana del 1966 e la Federazione Naturista Italiana costituita nel 1972: chi vuole informazioni ufficiali sulle spiagge riconosciute le trova presso di loro e presso i comuni, non nei forum.
La Spiaggia dell'Arenauta dentro il Parco Riviera di Ulisse
Questo pezzo di costa non è terra di nessuno. Il Parco Regionale Riviera di Ulisse comprende i territori di Fondi, Formia, Gaeta, Itri, Minturno e Sperlonga e riunisce una serie di aree protette: il parco urbano di Monte Orlando, il parco naturale di Gianola e Monte di Scauri, il monumento naturale del Promontorio Villa di Tiberio e Costa Torre Capovento-Punta Cetarola, il monumento naturale di Monte d'Argento, oltre a diverse zone della rete Natura 2000. Fra queste ultime figura, con una denominazione che dice tutto, la Costa rocciosa tra Sperlonga e Gaeta, classificata come zona speciale di conservazione e zona di protezione speciale.
Il senso della tutela si vede a occhio nudo: la falesia alle spalle dell'Arenauta non è edificata, la macchia arriva fino al bordo dell'arenile, il retrospiaggia conserva le formazioni dunali che altrove sono state spianate. La duna non è un mucchio di sabbia: è un ecosistema che trattiene il litorale. Camminarci sopra, accendere fuochi, portare via piante o sabbia sono comportamenti che danneggiano proprio quello per cui si è scesi fin quaggiù.
A pochi chilometri, sul promontorio che chiude il golfo, il parco urbano di Monte Orlando protegge 59 ettari a terra e 30 ettari di mare, con la falesia a picco, i sentieri della macchia e il Mausoleo di Lucio Munazio Planco, il generale di Cesare e poi di Augusto sepolto sulla sommità del monte. Chi passa la mattina in spiaggia e il pomeriggio lassù, in una giornata sola, ha capito questo tratto di Lazio meglio di chi ci torna per dieci estati di fila.
La via Flacca, la strada che ha cambiato la Spiaggia dell'Arenauta
Fino alla metà del Novecento questa era una costa senza strada. Il nome della litoranea attuale richiama la via Flacca romana, che la tradizione fa risalire al 184 avanti Cristo e al censore Lucio Valerio Flacco: Livio racconta che Flacco fece costruire un terrapieno presso le acque di Nettuno per far passare una via attraverso i monti di Formia. La statale moderna, la 213, ha ereditato quel nome e collega Terracina a Formia attraversando i territori di Fondi, Sperlonga, Itri e Gaeta.
La data che ha cambiato tutto è il 9 febbraio 1958, giorno dell'inaugurazione della litoranea. Prima di allora, per raggiungere questa sabbia bisognava arrivare via mare oppure inerpicarsi su sentieri di pescatori e di pastori. Negli anni Settanta l'Arenauta era ancora una specie di segreto condiviso: pochi frequentatori fedeli, nessun servizio, e una fama che correva a voce nella provincia di Latina e a Roma. Poi sono arrivati i primi stabilimenti, i villaggi balneari, i parcheggi organizzati, e la leggendaria inaccessibilità si è ridotta a una scalinata.
Il bilancio, a mio parere, è meno negativo di quanto raccontino i nostalgici. La Flacca ha portato le automobili, ma la falesia ha impedito che dietro le automobili arrivasse il cemento: la strada corre alta, la spiaggia resta sotto, e fra le due cose ci sono quaranta metri di dislivello che nessun costruttore ha potuto colmare.
Quando andare alla Spiaggia dei Trecento Gradini
Giugno e settembre sono i mesi giusti, e non per una vaga questione di atmosfera. A giugno l'acqua ha già una temperatura ragionevole, la scuola chiude tardi, le strutture aprono gradualmente e nei giorni feriali l'arenile resta quasi vuoto: si cammina sulla riva per un chilometro senza incontrare venti persone. A settembre il mare è al massimo del calore accumulato, la falesia ripara dai primi venti e le giornate hanno ancora luce a sufficienza per una risalita comoda alle diciotto.
Luglio e agosto restano praticabili a due condizioni: evitare il fine settimana e arrivare presto. Alle otto e mezza del mattino la scala è in ombra, il parcheggio è libero e il mare è uno specchio. Alle undici e mezza di un sabato di agosto tutto questo è finito. Fuori stagione, fra ottobre e maggio, la spiaggia diventa un posto per camminare con le scarpe chiuse e la giacca a vento: dopo le mareggiate invernali l'arenile cambia forma, si riempie di legni portati dalle correnti e offre uno spettacolo che d'estate non si immagina.
Il vento, il mare e le giornate da evitare
La spiaggia è esposta a sud ovest. Con il libeccio teso l'onda entra direttamente sull'arenile, il bagno diventa scomodo e la sabbia vola: in quelle giornate conviene spostarsi sul versante opposto del promontorio di Gaeta, dove il mare resta piatto. Con la tramontana, invece, qui si sta bene anche quando altrove non si riesce a stendere il telo, perché la falesia fa da schermo. Controllare le previsioni del vento, e non solo quelle del sole, è il gesto che separa una giornata riuscita da una giornata sprecata.

Sicurezza e servizi alla Spiaggia dell'Arenauta: cosa sapere prima di scendere
Sul tratto libero non ci sono bagnini, non ci sono docce, non ci sono bagni pubblici, non ci sono chioschi. Il telefono cellulare prende, ma non ovunque con la stessa forza sotto la parete. Chi scende deve organizzarsi come per una piccola escursione: acqua a sufficienza per tutti, protezione solare alta, un cappello, qualcosa da mangiare, un sacchetto per riportare su i rifiuti. Il numero unico di emergenza è il 112; per le emergenze in mare il numero della Guardia Costiera è il 1530.
I rischi reali, senza allarmismi, sono tre e sono tutti gestibili. Il primo è la risalita sotto il sole, che ogni estate mette in difficoltà qualcuno: si affronta con acqua, ombra e orari sensati. Il secondo è la mancanza di sorveglianza in acqua: chi nuota male resta dove tocca, chi porta bambini li tiene a vista, e con il mare mosso si rinuncia al bagno senza discutere. Il terzo riguarda la falesia: sotto le pareti si trovano detriti caduti, quindi il telo si stende a distanza dalla roccia e non addossato ad essa, soprattutto dopo le piogge.
Aggiungo una raccomandazione che nasce dall'esperienza sul campo: nei tratti liberi non lasciate mai il portafogli e le chiavi dell'automobile incustoditi sul telo mentre andate in acqua. Non è questione di allarme sociale, è la normale prudenza di una spiaggia dove passa molta gente e nessuno sorveglia niente.
La Spiaggia dell'Arenauta con i bambini
Il fondale basso e sabbioso è l'ideale per i bambini, la scalinata no. La combinazione funziona bene dai sei o sette anni in su, quando i bambini scendono e risalgono con le proprie gambe e si trasformano il tragitto in gioco. Con neonati e bambini molto piccoli la giornata diventa faticosa: meglio la spiaggia di Sant'Agostino, oppure le spiagge di Sperlonga, tutte raggiungibili senza dislivelli. Chi scende comunque porti un ombrellone leggero: sull'arenile libero l'ombra naturale è poca e arriva tardi.
Accessibilità della Spiaggia dei Trecento Gradini
La scalinata rende il tratto libero inaccessibile a chi si muove in sedia a rotelle e molto difficile per chi ha ridotta mobilità: è un dato di fatto e conviene saperlo prima di mettersi in viaggio. Chi ha bisogno di un accesso in piano deve orientarsi sulle strutture che dispongono di percorsi propri e sugli arenili attrezzati del golfo, chiedendo direttamente alle strutture quali servizi siano effettivamente disponibili nella stagione in corso.
Cosa vedere intorno alla Spiaggia dell'Arenauta
Il grande vantaggio di questa spiaggia è che si trova esattamente a metà strada fra due luoghi che meritano da soli il viaggio. A nord, a pochi minuti di automobile, c'è Sperlonga, con il borgo bianco arroccato sullo sperone e, subito sotto, la villa di Tiberio: la grotta naturale trasformata in ninfeo imperiale, dove nel 1957 vennero alla luce i gruppi scultorei del ciclo di Ulisse oggi conservati nel museo archeologico nazionale accanto agli scavi. Sono quei marmi ad aver dato il nome turistico a tutta questa costa.
A sud c'è Gaeta, con il promontorio di Monte Orlando, la Montagna Spaccata e il santuario della Santissima Trinità aggrappato alla fenditura, il quartiere medievale di Sant'Erasmo e il lungomare di Serapo. Verso l'interno, a pochi chilometri di tornanti, Itri conserva il castello e il borgo dove nacque Fra Diavolo, e più avanti Formia chiude il golfo con il suo porto e con il cosiddetto sepolcro di Cicerone.
Chi ha più giorni allunga verso nord fino alla spiaggia di Terracina e al Parco Nazionale del Circeo, oppure prende il traghetto da Formia per l'isola di Ponza e per Ventotene. Restando sul litorale, la spiaggia della Fontana è l'alternativa più comoda quando la scalinata sembra troppo, e l'elenco completo degli arenili laziali si trova nella pagina delle spiagge.
Una giornata organizzata bene sulla Riviera di Ulisse
Domande frequenti su Spiaggia dell'Arenauta, Spiaggia dei Trecento Gradini (Gaeta)
Dove si trova la Spiaggia dell'Arenauta e a chi appartiene il golfo
La Spiaggia dell'Arenauta, conosciuta anche come Spiaggia dei Trecento Gradini, si trova nel golfo di Gaeta, sul tratto di costa fra Sperlonga e Gaeta dove la falesia calcarea degli Aurunci scende fino al mare. È uno dei pochi punti del Lazio in cui la montagna cade direttamente in acqua, con la sabbia che trova spazio solo dove la parete si interrompe.
Quanti sono davvero i gradini della scalinata e quanto tempo serve per scendere
Alla Spiaggia dei Trecento Gradini il numero dei gradini non è esattamente trecento: varia a seconda di dove si comincia a contare e di come si valutano pianerottoli e tratti in rampa. Quello che conta è il dislivello, di diverse decine di metri, con pendenza costante. In discesa bastano cinque o sei minuti a passo normale.
Il mare della Spiaggia dell'Arenauta è adatto ai bambini
Sì, il fondale della Spiaggia dell'Arenauta scende piano e resta basso per parecchi metri, il che rende il bagno sicuro per chi nuota poco e comodo per i bambini. La sabbia è chiara e fine, in certi punti mescolata a ghiaia minuta, e l'acqua è trasparente nei giorni di mare calmo.
Ci sono bagnini, docce o bagni pubblici alla Spiaggia dell'Arenauta
No, sul tratto libero della Spiaggia dell'Arenauta non ci sono bagnini, non ci sono docce, non ci sono bagni pubblici e non ci sono chioschi. Il telefono cellulare prende ma non ovunque sotto la parete. Chi scende deve portare acqua a sufficienza, protezione solare, un cappello e qualcosa da mangiare, come per una piccola escursione.
È vero che l'Arenauta è una spiaggia frequentata dai naturisti
Sì, questo litorale è indicato da decenni fra i primi del Lazio frequentati dai naturisti. In Italia non esiste una legge nazionale sul naturismo: il quadro reale è stato disegnato dalla giurisprudenza, in particolare da due pronunce della Corte di cassazione, e non da un regolamento specifico della spiaggia.
Quando è il periodo migliore per andare alla Spiaggia dei Trecento Gradini
Giugno e settembre sono i mesi consigliati per la Spiaggia dei Trecento Gradini. A giugno l'acqua ha già una temperatura ragionevole e nei giorni feriali l'arenile resta quasi vuoto; a settembre il mare è al massimo del calore accumulato e la falesia ripara dai primi venti.
Cosa si vede nei dintorni della Spiaggia dell'Arenauta
La Spiaggia dell'Arenauta si trova a metà strada fra due luoghi che meritano il viaggio da soli. A nord, a pochi minuti di auto, c'è Sperlonga con il borgo bianco arroccato e la villa di Tiberio, la grotta naturale trasformata in ninfeo imperiale dove nel 1957 furono trovati i gruppi scultorei del ciclo di Ulisse, oggi nel museo archeologico locale.
La sequenza che propongo ai gruppi è questa: partenza presto, bagno all'Arenauta fino alle undici e mezza, risalita, pranzo a Sperlonga o in una delle strutture sulla Flacca, pomeriggio fra la villa di Tiberio e il museo, tramonto su Monte Orlando a Gaeta. È una giornata piena e non richiede fretta. Chi viaggia in gruppo, o con esigenze particolari, può farsi organizzare l'itinerario da professionisti abilitati: il servizio di accompagnamento turistico di TourLeaderPro copre Roma e tutto il Lazio, e la pagina dei servizi su Roma raccoglie le formule per gruppi e aziende.
Per chi arriva dall'estero e prepara il viaggio in inglese, le guide di ItalyPlanner dedicate alle spiagge italiane e alle escursioni in giornata sono il punto di partenza più comodo per incastrare questa costa dentro un itinerario più ampio.
Una curiosità su Spiaggia dell’Arenauta – Spiaggia dei Trecento Gradini (Gaeta)
Il nome Arenauta suona come una parola antica e invece racconta una vicenda recente. La radice è quella della sabbia, arena, che nel Lazio meridionale ha prodotto decine di toponimi costieri; il nome si è fissato nell'uso corrente attraverso la struttura alberghiera che dalla fine degli anni Sessanta occupa il ciglio della via Flacca sopra l'arenile e che ha dato l'insegna a tutto il tratto di spiaggia sottostante. Il secondo nome, quello dei Trecento Gradini, è ancora più recente e nasce direttamente dalla scala costruita per portare i bagnanti dalla strada al mare.
La curiosità vera è che nessuno dei due nomi è quello ufficiale. Sulle carte nautiche e nella documentazione del parco regionale questo tratto di costa compare dentro perimetrazioni che parlano di costa rocciosa tra Sperlonga e Gaeta, di Torre Capovento, di Punta Cetarola: nomi di torri e di promontori, non di spiagge. È il segno di una cosa precisa. Fino a settant'anni fa questo litorale non era un luogo di villeggiatura, era un confine da sorvegliare: la toponomastica antica registra i punti di avvistamento contro le incursioni barbaresche, non i punti dove stendere un asciugamano.
Nel giro di due generazioni una costa militare è diventata una costa balneare, e i nomi nuovi hanno coperto i nomi vecchi senza cancellarli del tutto. Quando scendete la scalinata e vedete la sagoma quadrata della torre del 1532 profilarsi a nord, avete sotto gli occhi le due stratificazioni insieme: quella che difendeva questo mare e quella che ci viene a nuotare.
Una cosa che non ti dice nessuno su Spiaggia dell’Arenauta – Spiaggia dei Trecento Gradini (Gaeta)
Le guide raccontano la scalinata, la sabbia e il colore dell'acqua. Quasi nessuno dice che la Spiaggia dell'Arenauta è una spiaggia che cambia forma ogni inverno. Le mareggiate di libeccio, fra novembre e marzo, spostano quantità enormi di sabbia lungo l'arenile: certi anni il tratto centrale si allarga di parecchi metri, altri anni si assottiglia fino a lasciare scoperti i banchi di ciottoli e i detriti staccati dalla falesia. Chi torna a giugno dopo un inverno duro trova una spiaggia che non coincide con il ricordo dell'estate precedente.
La seconda cosa che nessuno dice riguarda l'ombra. Questa spiaggia guarda a sud ovest e ha una parete altissima alle spalle: significa che al mattino il sole picchia senza scampo e che nel tardo pomeriggio, invece, l'ombra della falesia scende sull'arenile molto prima che altrove. Verso le diciassette e trenta di fine agosto, nel settore nord, si può essere già all'ombra completa. Per chi ha la pelle chiara, o porta bambini, è un vantaggio operativo notevole, a patto di conoscerlo e di sistemarsi nel punto giusto.
La terza, la più pratica: i parcheggi alti si riempiono prima della spiaggia. Il collo di bottiglia di una giornata all'Arenauta non è la sabbia, è lo spazio dove lasciare l'automobile. Chi arriva alle dieci e trova il piazzale pieno finisce per girare avanti e indietro sulla Flacca, e lungo la Flacca fermarsi è vietato. È il motivo per cui insisto sull'orario: qui si vince o si perde la giornata prima ancora di mettere piede sul primo gradino.
Il consiglio che ti do per visitare Spiaggia dell’Arenauta – Spiaggia dei Trecento Gradini (Gaeta)
Il mio consiglio è uno e va contro l'istinto della maggior parte dei bagnanti: non fermatevi dove finisce la scalinata. Il tratto che si apre ai piedi dei Trecento Gradini è quello che tutti occupano, perché dopo la discesa la tentazione di posare la borsa e sedersi è fortissima. Camminate invece verso sud per dieci o quindici minuti, con il mare alla vostra destra, fino a dove la sabbia si fa più mossa e comincia il retrospiaggia con la vegetazione. Lì il rapporto fra spazio e persone cambia radicalmente, anche nei giorni di punta, e la qualità della giornata è un'altra cosa.
Secondo punto: costruite la giornata intorno alla luce e non intorno al pranzo. Arrivo entro le nove, bagno e sole fino a mezzogiorno, risalita prima delle tredici, pranzo in alto, ed eventualmente seconda discesa alle sedici quando la scala è meno esposta e l'arenile si svuota. Questa struttura a due tempi è quella che uso quando accompagno gruppi, e funziona perché evita esattamente il momento peggiore, cioè la risalita nell'ora più calda con la digestione in corso.
Terzo: portate scarpe vere per scendere e salire. Le infradito sulla gradinata sono la causa più comune delle storte e delle cadute che si vedono ogni estate. Un paio di sandali chiusi o di scarpe da ginnastica leggere non tolgono niente alla giornata di mare e cambiano completamente la sicurezza del tragitto. Se dovessi scegliere una sola cosa da ricordare di tutta questa guida, sceglierei questa.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Tutti sanno che la via Flacca ha aperto questa costa al turismo. Quasi nessuno collega quel fatto alla data precisa e alle sue conseguenze. La litoranea è stata inaugurata il 9 febbraio 1958: prima di quel giorno, Sperlonga e Gaeta erano collegate da una strada interna che girava dietro i monti, e la fascia costiera che oggi ospita l'Arenauta era raggiungibile solo con i sentieri o dal mare. In meno di dieci anni, sulla stessa sabbia dove approdavano i pescatori, sono comparsi alberghi, villaggi balneari e scalinate in cemento.
Il fatto poco citato è che la stessa strada che ha creato il turismo balneare ha anche salvato la spiaggia. La Flacca corre alta, a mezza costa, e l'unico modo per costruire sul mare sarebbe stato scendere lungo la falesia: cosa impossibile tecnicamente e poi vietata dalle tutele arrivate con le leggi regionali, fra cui quella del 1986 che ha istituito le prime aree protette poi confluite nel sistema della Riviera di Ulisse. Il risultato paradossale è sotto gli occhi di chi guarda dall'alto: un litorale attraversato da una statale trafficata e insieme uno dei pochi tratti del Lazio senza edifici sulla battigia.
C'è una lezione, in questo, che vale per tutta la costa italiana: quello che protegge davvero un arenile non è quasi mai un cartello, è la geografia. Qui la geografia ha lavorato per noi.
La foto giusta da fare a Spiaggia dell’Arenauta – Spiaggia dei Trecento Gradini (Gaeta)
La fotografia che tutti tentano è quella dall'alto, dalla strada, con l'arenile che si allunga e l'acqua a fasce di colore. Si può fare, ma bisogna farla bene e in sicurezza: la Flacca non ha marciapiede continuo e fermarsi sul ciglio è vietato oltre che pericoloso. Il punto da cercare è uno dei belvedere e degli slarghi autorizzati sopra gli accessi, dove è possibile lasciare il mezzo regolarmente. L'ora giusta è la prima mattina, fra le otto e le nove e trenta, quando il sole è ancora basso alle spalle e l'acqua restituisce il turchese senza riflessi bruciati.
La fotografia migliore, però, è un'altra e quasi nessuno la fa: si scatta da riva, dal tratto sud, con la falesia che chiude l'inquadratura a sinistra e la duna in primo piano. Verso il tardo pomeriggio, quando l'ombra della parete scende sull'arenile e lascia illuminata solo la fascia di sabbia vicino all'acqua, si ottiene un contrasto naturale che nessun filtro riproduce. Mettete una figura umana piccola sulla riva per dare la scala: è l'unico modo per far capire quanto è alta la parete alle spalle.
Una raccomandazione seria. Su questo litorale la pratica naturista è consuetudine in alcuni tratti: orientate l'obiettivo verso il mare e verso il paesaggio, mai verso le persone. Fotografare bagnanti senza consenso è un comportamento che espone a conseguenze legali, oltre a essere una scortesia che rovina la reputazione della spiaggia.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Questo tratto di mare ha una storia lunga che non riguarda i bagnanti. In età romana il litorale fra Sperlonga e Gaeta era una fila quasi ininterrotta di ville marittime dell'aristocrazia: la più celebre è quella imperiale di Tiberio, a poche centinaia di metri a nord, dove la grotta naturale venne trasformata in sala da banchetto e popolata di gruppi scultorei dedicati alle avventure di Ulisse. Quei marmi, tornati alla luce nel 1957 durante i lavori proprio della strada litoranea, hanno riscritto la storia della scultura ellenistica in Italia e hanno dato il nome di Riviera di Ulisse a tutta questa costa.
Nel Cinquecento la stessa costa diventò una frontiera militare. Le incursioni delle flotte barbaresche resero necessario un sistema di torri di avvistamento collegate a vista: Torre Capovento, eretta nel 1532 poco a nord dell'arenile, appartiene a quella catena. Dalle torri partivano i segnali di fuoco che davano l'allarme ai borghi dell'entroterra, a Itri e a Fondi, perché la popolazione si mettesse al riparo.
Tre secoli più tardi il golfo fu teatro dell'assedio di Gaeta fra il 1860 e il 1861, l'ultimo atto del Regno delle Due Sicilie, con la piazzaforte bombardata dal mare e dalla terra. E nel Novecento la costa conobbe la guerra un'altra volta, quando la linea del fronte risalì da sud e i bombardamenti colpirono Formia e Gaeta.
L'ultimo avvenimento decisivo è quello civile del 9 febbraio 1958, l'apertura della via Flacca: da quel giorno una costa che per duemila anni era stata di ville, di torri e di pescatori è diventata in poche stagioni una costa di ombrelloni. L'Arenauta è il punto in cui tutte queste storie si vedono ancora sovrapposte.
Chi è passato da Spiaggia dell’Arenauta – Spiaggia dei Trecento Gradini (Gaeta)
Il personaggio più illustre che abbia frequentato questo pezzo di litorale è, senza possibilità di dubbio, l'imperatore Tiberio. La sua villa marittima si trova appena a nord, e la corte imperiale usava questa costa esattamente come si usa oggi: per il mare, per il fresco e per il piacere di stare lontani da Roma. La tradizione antica racconta anche l'episodio del crollo nella grotta durante un banchetto, dal quale Tiberio sarebbe stato messo in salvo dal prefetto Seiano: è un racconto delle fonti letterarie, non un fatto documentato archeologicamente, e come tale va preso.
Sulla sommità di Monte Orlando, a Gaeta, riposa Lucio Munazio Planco, console, fondatore di Lione e di Basilea, uomo passato indenne attraverso Cesare, Antonio e Augusto: il suo mausoleo circolare domina il golfo ed è uno dei monumenti romani meglio conservati del Lazio meridionale. Sempre a Formia, la tradizione locale lega al litorale il nome di Cicerone, che nella sua villa formiana fu raggiunto e ucciso dai sicari di Antonio nel 43 avanti Cristo.
In epoca moderna questa costa è entrata nell'immaginario italiano attraverso il cinema e la villeggiatura romana degli anni Sessanta e Settanta: Sperlonga e il golfo di Gaeta sono stati fondale di set e meta abituale di attori, registi e giornalisti della capitale, che qui trovavano il mare più bello raggiungibile in giornata da Roma. All'Arenauta, in particolare, arrivò in quegli anni la prima generazione di naturisti del Lazio, che scelse questo arenile per la sua inaccessibilità e ne fece uno dei luoghi storici del movimento in Italia.
Il dettaglio che preferisco è però un altro. La maggior parte di chi è passato da questa spiaggia non ha lasciato un nome: sono i pescatori che tiravano le barche sulla sabbia, i pastori che scendevano lungo i sentieri della falesia, le famiglie di Gaeta e di Itri che ci venivano a piedi la domenica prima che esistesse la strada. La scalinata dei Trecento Gradini è la versione in cemento di quei sentieri.
Domande veloci su Spiaggia dell’Arenauta – Spiaggia dei Trecento Gradini (Gaeta)
Quanti sono davvero i gradini della Spiaggia dei Trecento Gradini?
Il conteggio varia a seconda del punto di partenza e del modo in cui si contano pianerottoli e tratti in rampa: trecento è una cifra arrotondata entrata nell'uso. Quello che conta è il dislivello, di diverse decine di metri, e la pendenza costante.
Quanto tempo serve per scendere e risalire dalla scalinata?
In discesa bastano cinque o sei minuti a passo tranquillo. In salita servono dai dieci ai venti minuti a seconda dell'allenamento, del caldo e di quanto peso si porta. Meglio calcolare largo e prevedere una sosta.
Si paga per entrare alla Spiaggia dell'Arenauta?
L'arenile libero non ha un biglietto comunale, ma diversi accessi passano attraverso proprietà private che chiedono un contributo di transito per persona, e i parcheggi sono tutti a pagamento. Gli importi cambiano per struttura e per stagione e vanno chiesti sul posto.
Dove si parcheggia alla Spiaggia dei Trecento Gradini?
Nei piazzali privati delle strutture affacciate sulla via Flacca, a pagamento. La sosta sul ciglio della statale è vietata quasi ovunque e sanzionata con regolarità nei fine settimana estivi.
La Spiaggia dell'Arenauta è una spiaggia naturista?
Solo in parte. La pratica naturista è consuetudine da decenni in alcuni tratti, soprattutto nella parte meridionale verso la duna e nel settore delle Scissure. Il tratto centrale sotto la scalinata è frequentato in modo ordinario da famiglie e bagnanti in costume.
Il naturismo in Italia è legale?
Non esiste una legge nazionale che lo disciplini. Due sentenze della Corte di cassazione del 2000, la 1765 e la 3557, hanno di fatto reso legittima la pratica nei luoghi in cui essa è consuetudine consolidata; i riconoscimenti formali arrivano dai comuni, come accadde a Capocotta nel 1999.
Ci sono bagnini alla Spiaggia dell'Arenauta?
Sull'arenile libero no. Il servizio di salvataggio esiste solo nei tratti gestiti dalle strutture balneari e negli orari da esse stabiliti. Chi nuota poco resti dove tocca e rinunci al bagno con mare mosso.
Ci sono bagni, docce e chioschi?
Sul tratto libero non ci sono servizi di alcun tipo. Docce, bagni e ristorazione si trovano solo negli stabilimenti e nei villaggi balneari lungo la Flacca, riservati ai loro clienti.
La Spiaggia dei Trecento Gradini è adatta ai bambini?
Il fondale basso e sabbioso è perfetto per loro, la scalinata molto meno. Funziona bene dai sei o sette anni in su; con neonati e bambini piccolissimi conviene scegliere un arenile raggiungibile in piano.
Si può portare il passeggino?
No. Sulla gradinata il passeggino è inutilizzabile e va lasciato in automobile. Meglio uno zaino e, per i più piccoli, un marsupio o uno zaino porta bambino.
La Spiaggia dell'Arenauta è accessibile in sedia a rotelle?
Il tratto libero raggiungibile dalla scalinata non lo è. Chi ha bisogno di un accesso in piano deve rivolgersi alle strutture con percorsi propri o scegliere altri arenili del golfo, chiedendo prima quali servizi siano attivi.
Si possono portare i cani?
Sulle spiagge laziali l'ammissione dei cani dipende dalle ordinanze comunali e dalle regole delle singole concessioni, che cambiano di stagione in stagione. Va verificato presso il comune di Gaeta e presso la struttura scelta prima di partire.
Qual è il periodo migliore per andare alla Spiaggia dell'Arenauta?
Giugno e settembre. A giugno l'arenile nei giorni feriali è quasi vuoto; a settembre il mare è al massimo del calore e la falesia ripara dai primi venti. In luglio e agosto conviene arrivare entro le nove ed evitare i fine settimana.
A che ora arriva l'ombra sulla spiaggia?
Prima che altrove, perché la parete alle spalle è molto alta. Nel tardo pomeriggio l'ombra scende sull'arenile, soprattutto nel settore nord: un vantaggio per chi ha la pelle chiara e per chi porta bambini.
Come è l'acqua alla Spiaggia dei Trecento Gradini?
Trasparente nei giorni di mare calmo, con fondale sabbioso digradante. I dati ufficiali sulla qualità delle acque di balneazione del Lazio sono pubblicati dall'ARPA Lazio nella sezione dedicata del proprio sito.
Quando il mare è mosso alla Spiaggia dell'Arenauta?
Con il libeccio, cioè il vento da sud ovest, l'onda entra direttamente sull'arenile e l'acqua si intorbida. Con la tramontana, invece, la falesia fa da schermo e qui si trova riparo anche quando altrove non si riesce a stendere il telo.
Si può arrivare via mare?
Sì, con un gommone o una barca a noleggio da Sperlonga o dal porto di Gaeta, ancorando sul fondale sabbioso a distanza dalla riva e rispettando le boe e i limiti previsti per i natanti.
Si arriva alla Spiaggia dell'Arenauta senza automobile?
Con il treno fino a Formia-Gaeta e poi con gli autobus extraurbani che percorrono la via Flacca, chiedendo all'autista la fermata. Fuori stagione le corse si diradano molto: lo scooter a noleggio resta la soluzione più pratica.
Che differenza c'è fra Arenauta e Trecento Gradini?
Nessuna: sono due nomi dello stesso litorale. Arenauta è il toponimo usato negli indirizzi e nei navigatori, Trecento Gradini è il nome popolare nato dalla scalinata di accesso.
Quanto dura una giornata tipo alla Spiaggia dei Trecento Gradini?
Da cinque a sette ore, comprese discesa e risalita. Chi vuole aggiungere Sperlonga, la villa di Tiberio o Monte Orlando faccia conto su una giornata intera e parta presto.
Che cosa portare in spiaggia?
Acqua abbondante, protezione solare alta, cappello, scarpe chiuse per la scalinata, un telo, un ombrellone leggero, qualcosa da mangiare e un sacchetto per riportare su i rifiuti. Sull'arenile libero non si compra nulla.
È affollata la Spiaggia dell'Arenauta?
Nei fine settimana di luglio e agosto il tratto sotto la scalinata si riempie. Nei giorni feriali, e camminando verso sud per una decina di minuti, si trova spazio anche in alta stagione.
Torno a questa spiaggia da più di vent'anni e il giudizio non è cambiato: è il tratto di mare più bello raggiungibile in giornata da Roma, e lo è rimasto proprio perché costa fatica. Il giorno in cui qualcuno costruisse un ascensore lungo quella falesia, l'Arenauta diventerebbe una spiaggia qualunque. Scendete presto, camminate verso sud, portatevi su i rifiuti e lasciate la duna dove si trova: sono le uniche tre regole che contano davvero quaggiù.
Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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