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Roma in moneta al Vittoriano — fino all’8 novembre 2026

La sezione del Vittoriano della mostra Roma in moneta. Arte e potere nella storia della città eterna è aperta fino a domenica 8 novembre 2026, tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18.45). La sede è il Vittoriano, il monumento nazionale a Vittorio Emanuele II in piazza Venezia, 00186 Roma, gestito dal VIVE, Vittoriano e Palazzo Venezia; per raggiungerla con i mezzi pubblici conviene consultare il calcolatore di percorso ATAC, perché piazza Venezia è uno dei principali nodi della rete di superficie. L'ingresso alla mostra è compreso nel biglietto d'accesso al VIVE; tariffe e riduzioni sono pubblicate sul sito ufficiale del VIVE, dove si acquista il biglietto sul circuito di prevendita indicato dall'istituto. Le altre due sezioni della mostra, al Museo Nazionale Romano e al Parco archeologico del Colosseo, hanno chiuso il 27 settembre: la proroga riguarda soltanto il Vittoriano.

Il Vittoriano visto da piazza Venezia, sede della sezione prorogata di Roma in moneta
Il Vittoriano visto da piazza Venezia, sede della sezione prorogata di Roma in moneta Foto: Foto: Paolo Costa Baldi, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Roma in moneta al Vittoriano: la mostra in breve

Roma in moneta. Arte e potere nella storia della città eterna è una mostra diffusa del Ministero della Cultura, aperta dal 2 luglio 2026, che racconta oltre duemila anni di storia di Roma attraverso la moneta. È curata da Alfonsina Russo, Edith Gabrielli, Simone Quilici e Federica Rinaldi, ed è nata come un progetto in tre sezioni cronologiche: l'età antica al Museo Nazionale Romano, nelle Terme di Diocleziano; il Medioevo al Parco archeologico del Colosseo, nel Tempio di Romolo; l'età moderna e contemporanea al Vittoriano.

La chiusura generale era fissata al 27 settembre 2026. Il VIVE ha deciso di prorogare fino all'8 novembre la propria sezione, spiegando la scelta con il grande interesse del pubblico. Il VIVE precisa che ciascuna delle tre sezioni è stata pensata fin dall'inizio con un percorso fruibile anche in autonomia: chi visita oggi il Vittoriano trova dunque un racconto completo in sé, anche senza aver visto le altre due parti.

A nostro giudizio è una mostra più intelligente di quanto il tema possa far pensare. La moneta, qui, non è un oggetto da collezionisti, ma una lente per osservare come Roma si è rappresentata nel corso dei secoli.

Il percorso di Roma in moneta al Vittoriano: dal 1471 all'euro

Il percorso della sezione al Vittoriano parte dal 1471, anno dell'elezione di papa Sisto IV, e arriva fino all'età dell'euro. È diviso in nove capitoli, che introducono il visitatore alle trasformazioni della città: dalla Roma dei papi alla capitale del Regno d'Italia e poi della Repubblica, fino al ruolo di Roma nel progetto europeo.

Le monete come testimoni

Secondo la presentazione del VIVE, le immagini e le iscrizioni impresse sulle monete restituiscono le idee, le ambizioni e i messaggi di chi le ha prodotte, mentre le opere d'arte esposte accanto ampliano il racconto e ne rendono visibile il contesto. È un metodo che funziona: davanti a una vetrina di monete papali, un ritratto o un manoscritto miniato aiutano a capire chi le coniava e per quale pubblico.

Le opere principali

Fra le opere esposte il VIVE segnala il Messale della Rovere, decorato da Jacopo Ravaldi, e il Ritratto di papa Alessandro VII Chigi di Gian Lorenzo Bernini. La sezione si chiude con Untitled di Maurizio Cattelan, inserito in un capitolo che invita a guardare anche alla Roma del presente: un salto dal Rinascimento all'arte contemporanea che, a nostro giudizio, è il colpo di teatro più riuscito del percorso.

Nove capitoli, cinque secoli

I nove capitoli al Vittoriano coprono più di cinque secoli: il potere temporale dei papi, il passaggio all'Italia unita, la Repubblica e infine la moneta unica europea. La mostra nel suo insieme contava venticinque sottosezioni, otto al Museo Nazionale Romano, otto al Parco archeologico del Colosseo e nove al VIVE, ciascuna dedicata a un episodio cruciale della storia di Roma e alla temperie culturale che lo accompagnava.

Perché una mostra sulla moneta: le ragioni di Roma in moneta

La mostra Roma in moneta nasce, secondo i curatori, dalla convinzione che ogni manufatto umano complesso sia capace di raccontare il mondo che lo ha prodotto. Interrogato con prospettive storiche, economiche, sociali e artistiche, un oggetto smette di essere una semplice testimonianza materiale e diventa una chiave di accesso a una realtà molto più ampia: le persone che lo hanno ideato, usato o solo toccato, le istituzioni che ne hanno regolato la produzione, i valori e le aspirazioni di una società.

Perché proprio Roma

I curatori ricordano che un simile progetto si sarebbe potuto realizzare per altre città di lunga durata e con una monetazione continua, come Firenze, Parigi, Londra o Bisanzio. La scelta di Roma si deve alla ricchezza del suo patrimonio e alla sua lunghissima relazione con la produzione monetaria: dai primi esemplari dell'età repubblicana fino all'euro, la moneta accompagna l'intera vicenda della città.

Ventitré secoli di poteri diversi

Nel corso di oltre ventitré secoli, osservano i curatori, Roma è stata capitale di una monarchia, di una repubblica, di un impero, dello Stato della Chiesa, del Regno d'Italia e della Repubblica italiana, e oggi è capitale di uno Stato inserito nel progetto europeo. A ciascuna di queste stagioni corrispondono immagini, simboli e messaggi affidati alle monete, che ne conservano la memoria.

Chi ha realizzato Roma in moneta: curatori e comitato scientifico

Roma in moneta è stata curata dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale del Ministero della Cultura, diretto da Alfonsina Russo, insieme al VIVE, al Parco archeologico del Colosseo e al Museo Nazionale Romano. L'iniziativa rientra in un accordo di collaborazione fra il Dipartimento e l'Istituto Italiano di Numismatica, diretto da Renata Cantilena.

Il coordinamento scientifico della sezione del VIVE

Per la sezione del Vittoriano il coordinamento scientifico è di Francesco Benigno della Scuola Normale Superiore di Pisa, di Edith Gabrielli, direttrice del VIVE, e di Matteo Sanfilippo dell'Università della Tuscia. Per le altre due sezioni hanno lavorato Fabrizio Oppedisano e Massimiliano Papini per il Museo Nazionale Romano, Sandro Carocci, Serena Romano e Dario Internullo per il Parco archeologico del Colosseo.

Il Medagliere del Museo Nazionale Romano

La maggior parte delle monete esposte proviene dal Medagliere del Museo Nazionale Romano, che i curatori descrivono come una delle raccolte più importanti al mondo, riaperto da poco al pubblico e al centro di un progetto di digitalizzazione. Decine di istituzioni pubbliche e private hanno collaborato con prestiti, fra cui i Musei Vaticani, la Sovrintendenza Capitolina e musei civici come quelli di Bologna e di Como.

Le parole della direttrice

Edith Gabrielli, direttrice del VIVE, ha motivato la proroga con la risposta del pubblico e con la volontà di offrire a più persone un percorso che, attraverso monete e opere d'arte, racconta come Roma abbia rappresentato sé stessa nei diversi momenti della sua storia.

Il Vittoriano, la sede di Roma in moneta

Il Vittoriano, o Monumento nazionale a Vittorio Emanuele II, sorge in piazza Venezia sul versante settentrionale del Campidoglio ed è opera dell'architetto Giuseppe Sacconi. Pensato nel gennaio 1878, all'indomani della morte del primo re d'Italia, fu inaugurato nel 1911; i lavori si conclusero nel 1935. Racchiude l'Altare della Patria, nato come ara della dea Roma e dal 1921 anche sacello del Milite Ignoto.

I concorsi e la scelta del Campidoglio

Il 16 maggio 1878 il Parlamento approvò la legge per il monumento. Un primo concorso internazionale del 1880, con 311 partecipanti, fu vinto dal francese Henri-Paul Nénot, ma il progetto non fu realizzato fra polemiche e tensioni con la Francia. Un secondo concorso fissò il luogo sul Campidoglio, simbolo del potere di Roma, nonostante la contrarietà di personalità come Rodolfo Lanciani e Ferdinand Gregorovius; il progetto fu affidato a Sacconi, che guidò il cantiere dal 1885 fino alla morte nel 1905.

Le misure del monumento

Il Vittoriano è alto 70 metri, 81 con le quadrighe dei propilei, largo 135 e profondo 130; la scalinata d'ingresso è larga 41 metri e le colonne del portico sono alte 15. Il marmo botticino, che sostituì il travertino previsto da Sacconi, proviene da Botticino, nel Bresciano, a circa 500 chilometri da Roma. Dal giugno 2007 un ascensore porta alla terrazza delle quadrighe, la più alta del monumento.

Il VIVE

Nel dicembre 2019 il Vittoriano è stato unito al vicino Museo nazionale di Palazzo Venezia in un'unica amministrazione, l'istituto autonomo VIVE. Il complesso comprende l'Altare della Patria, il Museo Centrale del Risorgimento, la Terrazza panoramica e l'Ala Fori Imperiali.

Le sculture del Vittoriano da vedere prima di Roma in moneta

Salendo verso la mostra Roma in moneta si attraversa un vero programma iconografico, che il Vittoriano espone lungo la scalinata d'ingresso e le terrazze. Conviene guardarlo con attenzione, perché anticipa il tema della mostra: le immagini con cui uno Stato racconta sé stesso.

Il Pensiero e L'Azione

Ai lati della scalinata si incontrano per primi due gruppi in bronzo dorato ispirati al pensiero di Giuseppe Mazzini, Il Pensiero a sinistra e L'Azione a destra per chi arriva da piazza Venezia; seguono due Leoni alati e, in cima alla scalinata, due Vittorie alate. Sulla terrazza dell'Altare della Patria, lungo i parapetti verso la piazza, quattro gruppi in marmo botticino alti sei metri rappresentano La Forza, La Concordia, Il Sacrificio e Il Diritto.

Le città nobili e il Bollettino della Vittoria

Il basamento della statua equestre di Vittorio Emanuele II, scolpito fra il 1907 e il 1910, porta le personificazioni delle quattordici città nobili d'Italia, le capitali degli Stati preunitari: le stesse realtà che, prima dell'Unità, battevano ciascuna la propria moneta. Sullo stilobate del portico è incisa l'iscrizione con il testo del Bollettino della Vittoria del 4 novembre 1918, scolpita per la tumulazione del Milite Ignoto.

Le fontane dei due mari

Ai lati della cancellata d'ingresso su piazza Venezia si trovano le fontane dei due mari, dedicate all'Adriatico e al Tirreno, che fin dall'origine riciclano la propria acqua. Accanto alla fontana dell'Adriatico si vedono i resti del sepolcro di Gaio Publicio Bibulo, di età repubblicana, importante punto di riferimento per la topografia della Roma antica.

Palazzo Venezia, l'altra metà del VIVE

Palazzo Venezia, sul lato ovest della piazza, è il palazzo più antico di piazza Venezia e le dà il nome. Nato come sede pontificia, dal suo balcone papa Giulio II assisteva alla corsa dei cavalli bàrberi, che fino al 1883 si disputava lungo via del Corso e terminava vicino alla piazza. Dal 1564 al 1797 ospitò la rappresentanza della Repubblica di Venezia presso lo Stato Pontificio.

Nel 1929 Benito Mussolini lo scelse come sede della presidenza del Consiglio, e dal balcone furono annunciati la proclamazione dell'Impero il 9 maggio 1936 e l'entrata in guerra il 10 giugno 1940. Oggi è sede del Museo nazionale di Palazzo Venezia e, dal 2019, forma con il Vittoriano l'istituto VIVE. Chi visita Roma in moneta può completare la giornata con le sue collezioni.

Una curiosità su Roma in moneta al Vittoriano — fino all'8 novembre 2026

La curiosità più interessante riguarda proprio il legame fra metallo e memoria che attraversa il Vittoriano. La statua equestre di Vittorio Emanuele II, fulcro architettonico del monumento, fu affidata a Enrico Chiaradia nel 1889 e completata da Emilio Gallori dopo la morte dello scultore nel 1901; fu fusa con il bronzo proveniente da alcuni cannoni del Regio Esercito. È difficile immaginare un luogo più adatto per una mostra che racconta come il metallo, fuso e coniato, sia diventato strumento di rappresentazione del potere.

Un secondo dettaglio riguarda i sotterranei. Durante gli scavi per le fondazioni vennero alla luce un tratto delle mura serviane, del VI secolo avanti Cristo, e perfino i resti di un mammut: entrambi furono inglobati nelle strutture del Vittoriano senza essere distrutti. Nel febbraio 1888 Sacconi propose di sfruttare cunicoli e caverne scoperti nel sottosuolo per creare gli ambienti interni che oggi ospitano il Museo centrale del Risorgimento e il Sacrario delle Bandiere.

Infine, il punto di partenza del percorso. La sezione del VIVE comincia dal 1471, anno dell'elezione di Sisto IV della Rovere: il Messale della Rovere esposto in mostra richiama proprio quella famiglia, che segnò la Roma del secondo Quattrocento.

Una cosa che non ti dice nessuno su Roma in moneta al Vittoriano — fino all'8 novembre 2026

Quello che raramente si dice è che la mostra è stata prorogata solo al Vittoriano. La mostra era nata in tre sedi, ma il Museo Nazionale Romano alle Terme di Diocleziano e il Tempio di Romolo nel Parco archeologico del Colosseo hanno chiuso le loro sezioni il 27 settembre 2026. Dal 28 settembre all'8 novembre si visita soltanto la parte dedicata all'età moderna e contemporanea, in piazza Venezia.

Una seconda cosa poco nota riguarda i servizi. Il VIVE informa che il biglietto consente l'uso dei servizi igienici tramite la scansione di un codice QR; in alternativa i servizi costano un euro a persona, oppure si accede esibendo lo scontrino della caffetteria. Cibi e bevande non sono ammessi all'interno degli spazi del VIVE: conviene tenerne conto prima di entrare, soprattutto con i bambini.

Infine, le aperture serali: fra giugno e settembre il Vittoriano ha prolungato l'orario fino alle 23.30 in alcune date, ma il calendario si è chiuso il 26 settembre con le Giornate europee del patrimonio. Durante la proroga di Roma in moneta vale l'orario ordinario, dalle 9.30 alle 19.30.

Il consiglio che ti do per visitare Roma in moneta al Vittoriano — fino all'8 novembre 2026

Il consiglio è di arrivare al Vittoriano in tarda mattinata di un giorno feriale e di dedicare alla visita almeno due ore: una per la mostra, una per il resto del monumento. Il biglietto del VIVE comprende infatti Roma in moneta e permette di attraversare gli spazi del Vittoriano, fermarsi davanti all'Altare della Patria e salire con gli ascensori panoramici alla terrazza, come indica lo stesso istituto.

Dentro la mostra conviene seguire l'ordine dei nove capitoli senza saltare le didascalie: le monete sono piccole, e il senso del percorso è nel confronto fra l'oggetto e le opere che lo accompagnano. Una lente d'ingrandimento o la fotocamera del telefono in modalità zoom aiutano a leggere iscrizioni e ritratti.

Prima o dopo la mostra vale la pena assistere al cambio della guardia alla Tomba del Milite Ignoto, che secondo il VIVE avviene ogni ora. Chi ha tempo può chiudere la visita al Museo Centrale del Risorgimento, ospitato negli stessi spazi del monumento.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che il Vittoriano è il monumento a Vittorio Emanuele II; è meno citato il fatto che per trent'anni fu chiuso al pubblico. Il 12 dicembre 1969, verso le 17.30, due bombe esplosero a dieci minuti di distanza l'una dall'altra ai lati del monumento, in concomitanza con la strage di piazza Fontana a Milano. Non ci furono vittime, ma una delle esplosioni scardinò la porta del Museo centrale del Risorgimento e infranse le vetrate della basilica dell'Aracoeli. Il Vittoriano restò chiuso fino al 24 settembre 2000, quando fu riaperto dopo un restauro su impulso del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Altrettanto poco ricordato è il fatto che il Museo centrale del Risorgimento, previsto già da un regio decreto del 1906, fu aperto al pubblico soltanto nel 1970, mentre il Sacrario delle Bandiere divenne visitabile il 4 novembre 1968. Da allora il monumento è diventato un luogo museale vero e proprio, e il VIVE lo usa oggi anche per mostre temporanee come Roma in moneta.

Anche il luogo della mostra, dunque, ha una storia di rappresentazione e di oblio che dialoga con il tema delle monete: immagini del potere che cambiano significato con il passare dei regimi.

La foto giusta da fare a Roma in moneta al Vittoriano — fino all'8 novembre 2026

La foto giusta, per chi visita Roma in moneta, è quella dalla terrazza del Vittoriano, raggiungibile con gli ascensori panoramici: la vista abbraccia il centro di Roma dall'alto del monumento nazionale. Nelle giornate limpide d'autunno la luce del pomeriggio è la più adatta.

All'esterno conviene fotografare il Vittoriano da piazza Venezia, all'altezza dello sbocco di via del Corso: la piazza fu allargata e resa simmetrica fra fine Ottocento e 1911 proprio per permettere la vista del monumento dalla piazza e dal Corso, demolendo e ricostruendo altrove il Palazzetto Venezia. Includere nell'inquadratura le fontane dei due mari, dedicate all'Adriatico e al Tirreno, ai lati della cancellata, dà profondità all'immagine.

Dentro la mostra, prima di fotografare le opere, è bene verificare le regole del VIVE e le indicazioni del personale: per le monete, uno scatto ravvicinato di un dettaglio, un ritratto o un'iscrizione, racconta più di una foto dell'intera vetrina.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il 4 giugno 1911 re Vittorio Emanuele III inaugurò il Vittoriano davanti a una folla immensa, per il cinquantenario dell'Unità d'Italia; erano presenti la regina Elena, la regina madre Margherita, il presidente del Consiglio Giovanni Giolitti, seimila sindaci, i veterani delle guerre risorgimentali e tremila studenti romani. Il 4 novembre 1921 la salma del Milite Ignoto fu tumulata nell'Altare della Patria, in una cerimonia a cui presero parte circa un milione di persone; da allora la tomba è vigilata da un picchetto d'onore e da due fiamme perenni.

Il 24 maggio 1935 fu inaugurata la cripta del Milite Ignoto, con mosaici di Giulio Bargellini; nello stesso anno si conclusero i lavori. Durante il ventennio il monumento fece da sfondo alle parate che arrivavano sotto il balcone di Palazzo Venezia; dopo la guerra tornò alla funzione di tempio laico della nazione. Il 12 dicembre 1969 fu colpito da due ordigni e chiuso per trent'anni.

Il 24 settembre 2000 il Vittoriano riaprì al pubblico e dal 4 novembre 2000 ospita stabilmente le cerimonie del 25 aprile, del 2 giugno e del 4 novembre. Nel dicembre 2019 è nato il VIVE; il 2 luglio 2026 ha aperto Roma in moneta, prorogata fino all'8 novembre.

Chi è passato da Roma in moneta al Vittoriano — fino all'8 novembre 2026

Dal cantiere del Vittoriano sono passati l'architetto Giuseppe Sacconi, che lo diresse dal 1885 al 1905, e dopo di lui Pompeo Passerini, Adolfo Cozza, Giulio Crimini, Gaetano Koch, Manfredo Manfredi e Pio Piacentini; Armando Brasini completò gli spazi interni. Enrico Chiaradia ed Emilio Gallori firmarono la statua equestre del re.

All'inaugurazione del 1911 erano presenti Vittorio Emanuele III, la regina Elena, la regina madre Margherita di Savoia, Maria Pia di Savoia, figlia di Vittorio Emanuele II e regina madre del Portogallo, e Giovanni Giolitti. In anni recenti il presidente Carlo Azeglio Ciampi ha voluto la riapertura del monumento, e Giorgio Napolitano ne ha proseguito la valorizzazione per il 150º anniversario dell'Unità.

Con Roma in moneta sono entrate al Vittoriano, attraverso le loro opere, figure come Gian Lorenzo Bernini, con il ritratto di Alessandro VII Chigi, il miniatore Jacopo Ravaldi e Maurizio Cattelan. Accanto a loro i curatori Alfonsina Russo, Edith Gabrielli, Simone Quilici e Federica Rinaldi, e studiosi come Francesco Benigno e Matteo Sanfilippo.

Come arrivare al Vittoriano per Roma in moneta

Il Vittoriano si trova in piazza Venezia, sul versante settentrionale del Campidoglio, collegato alla Roma moderna dalle strade che partono a raggiera dalla piazza: via del Corso, via Nazionale attraverso via Quattro Novembre e via Cesare Battisti, e corso Vittorio Emanuele attraverso via del Plebiscito.

Con i mezzi pubblici

Piazza Venezia è attraversata da molte linee di superficie, e la scelta migliore dipende dal punto di partenza: il consiglio è di usare il calcolatore di percorso ATAC. Sul sito ATAC conviene verificare anche eventuali deviazioni delle linee nell'area della piazza.

A piedi

Dal Colosseo si arriva a piedi lungo via dei Fori Imperiali, da piazza di Spagna scendendo via del Corso fino in fondo. Il Tridente e l'area dei Fori sono zone a traffico limitato e l'auto non è consigliata.

Cosa vedere intorno al Vittoriano

Intorno al Vittoriano si concentra una parte decisiva della storia di Roma: i Fori, il Campidoglio, i palazzi di piazza Venezia.

Piazza Venezia e i suoi palazzi

Su piazza Venezia si affacciano il quattrocentesco Palazzo Venezia, sede pontificia e poi dal 1564 al 1797 della rappresentanza veneziana, il seicentesco Palazzo Bonaparte, dove visse dal 1818 fino alla morte Letizia Ramolino, madre di Napoleone, e il Palazzo delle Assicurazioni Generali, inaugurato nel 1911 come il Vittoriano.

Il Campidoglio e l'Aracoeli

Accanto al Vittoriano salgono la scalinata della basilica di Santa Maria in Aracoeli e la cordonata del Campidoglio, con i Musei Capitolini.

I Fori e il Colosseo

Dalla piazza parte via dei Fori Imperiali, che porta verso i Mercati di Traiano e il Colosseo. Chi vuole ripercorrere l'intera mostra nelle sue sedi originarie può visitare anche le Terme di Diocleziano, dove era allestita la sezione antica.

Dove mangiare vicino al Vittoriano

All'interno del VIVE cibi e bevande non sono ammessi, ma è presente una caffetteria, citata dal VIVE a proposito dei servizi. Intorno a piazza Venezia l'offerta è ampia: bar e locali per una pausa veloce lungo via del Corso e le strade verso il Pantheon, trattorie e ristoranti nel rione Monti, oltre via dei Fori Imperiali, e nel Ghetto, verso il Portico d'Ottavia. Il consiglio è di evitare i locali sulla piazza più turistica e di spostarsi di qualche strada.

Biglietti e orari di Roma in moneta al Vittoriano

La sezione di Roma in moneta al Vittoriano è aperta tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30, con ultimo ingresso alle 18.45, fino all'8 novembre 2026.

Il biglietto

L'ingresso alla mostra è incluso nel biglietto d'accesso al VIVE, acquistabile online dal sito ufficiale, che rimanda al circuito di vendita autorizzato. Tariffe, riduzioni e gratuità sono indicate sul sito del VIVE.

Servizi e regole

Il biglietto consente l'uso dei servizi igienici con codice QR; in alternativa costano un euro o si accede con lo scontrino della caffetteria. Cibi e bevande non sono ammessi negli spazi del VIVE.

Accessibilità

Il Vittoriano dispone di ascensori panoramici fino alla terrazza, come indica il VIVE. Per esigenze specifiche di accessibilità conviene consultare la dichiarazione di accessibilità pubblicata sul sito del VIVE o contattare l'istituto prima della visita.

Domande frequenti su Roma in moneta al Vittoriano

Fino a quando è aperta la mostra Roma in moneta?

La mostra Roma in moneta è aperta al Vittoriano fino all'8 novembre 2026, grazie alla proroga decisa dal VIVE. Le altre due sezioni, al Museo Nazionale Romano e al Parco archeologico del Colosseo, hanno chiuso il 27 settembre 2026 come da calendario originario.

Quali sono gli orari di Roma in moneta al Vittoriano?

Roma in moneta al Vittoriano si visita tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30, con ultimo ingresso alle 18.45. Le aperture serali straordinarie del Vittoriano si sono concluse a fine settembre 2026.

Quanto costa il biglietto di Roma in moneta?

L'ingresso a Roma in moneta è compreso nel biglietto d'accesso al VIVE, Vittoriano e Palazzo Venezia. Le tariffe aggiornate e le riduzioni sono pubblicate sul sito ufficiale del VIVE, da cui si acquista il biglietto online sul circuito indicato dall'istituto.

Cosa si vede nella mostra Roma in moneta al Vittoriano?

La sezione di Roma in moneta al Vittoriano racconta Roma dal 1471, elezione di Sisto IV, fino all'euro, in nove capitoli. Accanto alle monete sono esposti il Messale della Rovere decorato da Jacopo Ravaldi, il Ritratto di Alessandro VII Chigi di Bernini e Untitled di Maurizio Cattelan.

Si possono ancora visitare le sezioni di Roma in moneta alle Terme di Diocleziano e al Colosseo?

No, le sezioni di Roma in moneta al Museo Nazionale Romano, nelle Terme di Diocleziano, e al Parco archeologico del Colosseo, nel Tempio di Romolo, hanno chiuso il 27 settembre 2026. La proroga all'8 novembre riguarda esclusivamente il Vittoriano.

Chi ha curato Roma in moneta?

Roma in moneta è curata da Alfonsina Russo, Edith Gabrielli, Simone Quilici e Federica Rinaldi. Per la sezione del Vittoriano il coordinamento scientifico è di Francesco Benigno, Edith Gabrielli e Matteo Sanfilippo; la maggior parte delle monete proviene dal Medagliere del Museo Nazionale Romano.

Si può mangiare dentro il Vittoriano?

Negli spazi del VIVE, compreso il Vittoriano dove si trova Roma in moneta, cibi e bevande non sono ammessi. È presente una caffetteria, il cui scontrino dà accesso anche ai servizi igienici.

Il biglietto di Roma in moneta vale anche per la terrazza del Vittoriano?

Roma in moneta è inclusa nel biglietto d'accesso al VIVE, che secondo l'istituto permette di attraversare gli spazi monumentali del Vittoriano e raggiungere con gli ascensori panoramici la terrazza in cima al monumento. Per i dettagli sulle combinazioni di biglietto e sulle eventuali tariffe separate conviene verificare sul sito ufficiale del VIVE prima della visita.

Quanto tempo serve per visitare Roma in moneta?

Per la sezione di Roma in moneta al Vittoriano conviene prevedere circa un'ora, perché i nove capitoli alternano monete di piccolo formato e opere d'arte da osservare con calma. Con l'Altare della Patria, il cambio della guardia e la terrazza, la visita complessiva al monumento richiede almeno due ore.

Il consiglio finale su Roma in moneta al Vittoriano

Roma in moneta è una mostra da non rimandare troppo: la proroga dà sei settimane in più, ma soltanto al Vittoriano. Il consiglio è di sceglierla come occasione per visitare il monumento nel suo insieme, unendo la mostra, l'Altare della Patria, il cambio della guardia e la terrazza, in una mattinata o in un pomeriggio feriale. A nostro giudizio la sezione moderna e contemporanea, con il suo percorso dal Quattrocento all'euro e il finale affidato a Cattelan, regge benissimo da sola e offre un modo diverso di leggere la storia di Roma: attraverso gli oggetti che passavano ogni giorno di mano in mano.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento2 Luglio 2026 9:30 — 8 Novembre 2026
IndirizzoVittoriano, Piazza Venezia, 00186 Roma Centro storico, Roma, Roma Città
CategorieEventiMostre

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