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Orlando di Progetto Orlando al Mattatoio — 20 e 21 ottobre 2026

In breve. Dossier pratico. Martedì 20 e mercoledì 21 ottobre 2026, alle 21, il gruppo Progetto Orlando presenta in prima nazionale "Orlando", rilettura dell'Orlando furioso di Ludovico Ariosto, nel programma del Romaeuropa Festival 2026.

Dossier pratico. Martedì 20 e mercoledì 21 ottobre 2026, alle 21, il gruppo Progetto Orlando presenta in prima nazionale "Orlando", rilettura dell'Orlando furioso di Ludovico Ariosto, nel programma del Romaeuropa Festival 2026. Lo spettacolo chiude la rassegna Anni Luce, dedicata alla nuova scena teatrale italiana, e va in scena al Mattatoio, nello spazio indicato dal festival come T2; l'indirizzo del complesso è Piazza Orazio Giustiniani 4, 00153 Roma, nel rione Testaccio. La durata dichiarata è di 80 minuti e il festival avverte che lo spettacolo usa luci stroboscopiche. Il biglietto costa 12 euro. Il 16 ottobre la biglietteria online collegata al sito romaeuropa.net indicava entrambe le repliche come non disponibili online: conviene quindi rivolgersi al box office telefonico del festival (06 4555 3050, anche via WhatsApp al +39 334 3488894; lunedì 14-18, dal martedì alla domenica 10-13 e 14-18) oppure all'Opificio Romaeuropa, in via dei Magazzini Generali 20/a, dal lunedì al venerdì 10-13 e 14-18. Il sito del Mattatoio indica come collegamenti la metro B fermata Piramide, il tram 3 alle fermate Marmorata/Galvani, il bus 719 alle fermate Galvani/Zabaglia e i bus 170 e 781 a Largo Marzi.

Foto di scena di Orlando di Progetto Orlando: attori in luce rossa tra fumo e una vampata luminosa, con scale, tavoli e pneumatici sul palco e le teste del pubblico in primo piano
Immagine: Romaeuropa Festival

Lo spettacolo: l'Orlando furioso come macchina fuori controllo

Ci sono poemi che si prestano alla scena perché hanno una trama lineare, e ce ne sono altri che resistono a ogni adattamento perché la loro forza risiede nella dispersione. L'Orlando furioso appartiene alla seconda famiglia: decine di personaggi, storie che si interrompono e riprendono a distanza di canti, un narratore che commenta e devia. Progetto Orlando, secondo la presentazione del Romaeuropa Festival, sceglie di non domare questa materia ma di assecondarla, trattando il poema come un congegno narrativo che sfugge di mano.

Il punto di partenza è la fuga di Angelica, il gesto con cui si apre l'intreccio e che trascina i cavalieri lontano dal campo di battaglia, dentro una catena di inseguimenti e smarrimenti. Il percorso arriva fino alla follia del paladino e al viaggio sulla Luna, l'episodio più celebre del poema. In mezzo, nella descrizione del festival, c'è una scena che ricorda il paesaggio di un rave appena concluso: caos, musica, accumulo di corpi e oggetti.

Una lettura dichiaratamente non filologica

Il festival precisa che il lavoro non vuole essere una riscrittura dell'Ariosto, quanto un modo per rimettere in circolo la sua energia anarchica e la sua libertà di forma. I temi che la compagnia individua nel poema sono la diserzione, il desiderio e il rifiuto della Storia: chiavi di lettura contemporanee, che spostano l'attenzione dalla celebrazione cavalleresca alla fuga dei personaggi dai loro ruoli.

Musica dal vivo e luci

Nella scheda ufficiale compaiono due musicisti in scena, Paolo Brignoli e Davide Dal Vignale, una direzione musicale condivisa e un progetto sonoro firmato da tre persone. La presenza di musica eseguita dal vivo e l'avvertenza sulle luci stroboscopiche confermano l'impianto da festa notturna evocato nella presentazione. Chi è sensibile a questo tipo di effetti luminosi deve tenerne conto prima di acquistare il biglietto.

Progetto Orlando: una compagnia che non vuole essere un collettivo

La biografia pubblicata dal Romaeuropa Festival racconta un percorso insolito. Il gruppo nasce nel 2022 da artisti diplomati alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano e per tre anni si ritrova in residenze autofinanziate, guidato soltanto dalla propria ricerca e dall'obiettivo di arrivare a uno spettacolo. Nel tempo ottiene ospitalità, residenze, piccoli sostegni economici e occasioni di restituzione pubblica in contesti site specific.

Ruoli trasversali

Nel lavoro di questi anni i componenti hanno ricoperto funzioni diverse: attori, drammaturghi, registi, ma anche cuochi, attrezzisti e produttori, studiando insieme l'opera di Ariosto. Il gruppo ha scelto di non costituirsi in associazione o collettivo formale, restando una comunità che si riunisce ciclicamente attorno a un progetto di lungo periodo. Conta ventitré membri.

Chi c'è in scena

Gli interpreti indicati nei crediti sono quindici: Emma Bolcato, Matteo Finamore, Domenico Fiorillo, Lorenzo Giovannetti, Valentina Mandruzzato, Leonardo Moroni, Lorena Nacchia, Giorgio Pesenti, Caterina Rosaia, Giulia Rossoni, Alice Sinigaglia, Davide Sinigaglia, Antonio Somma, Riccardo Vanetta e Vito Vicino. Il testo è di Alice Sinigaglia e Francesco Toscani, con la partecipazione di Elena C. Patacchini; ideazione e regia sono attribuite all'intero gruppo.

Il resto della squadra

La direzione degli attori è affidata a Matteo Finamore, Giorgio Pesenti, Alice Sinigaglia e Riccardo Vanetta, con la consulenza di Camilla Morino. La direzione musicale è di Pietro Micheletti, Giorgio Pesenti e Davide Sinigaglia; il progetto sonoro di Febe Bonini, Paolo Brignoli e Pietro Micheletti; le luci di Leonardo Bertucci e Febe Bonini; le scene di Giulia Bruschi e Riccardo Mainetti; i costumi di Emma Bolcato e Domenico Fiorillo.

Una compagnia che si organizza da sola

I crediti mostrano in modo concreto la trasversalità dichiarata dal gruppo. Le stesse persone che recitano firmano anche le altre funzioni: Camilla Morino cura la documentazione video, Elena C. Patacchini la comunicazione, Giulia Rossoni e Alice Sinigaglia l'organizzazione, Caterina Rosaia l'amministrazione. Emma Bolcato e Domenico Fiorillo, interpreti, disegnano anche i costumi. È il ritratto di una compagnia che ha imparato a produrre da sé, prima di trovare il sostegno di un centro di produzione e di un grande teatro pubblico.

Le tappe della gestazione

Nei ringraziamenti, accanto ai comuni e alle pro loco, compaiono le cooperative Azalea, Attivamente e Abitare-Generazioni, l'Istituto ISA 2 Giugno, Opera Popolare e numerosi collaboratori singoli. L'elenco lascia intuire un lavoro di residenza diffuso, in contesti molto diversi tra loro, che ha preceduto il debutto romano.

La produzione

Lo spettacolo è prodotto da Gli Scarti, Centro di Produzione Teatrale d'Innovazione, con il sostegno del Piccolo Teatro di Milano, Teatro d'Europa, e dello stesso Romaeuropa Festival. Nei ringraziamenti compaiono comuni e pro loco come Penne, Pimonte e Griante, cooperative sociali, la Civica Scuola Paolo Grassi, ATIR Teatro Ringhiera e il Coro Fabrizio De André: una mappa delle tappe che hanno accompagnato la gestazione.

L'Orlando furioso in breve

Il poema di Ludovico Ariosto fu pubblicato per la prima volta a Ferrara il 22 aprile 1516, presso l'editore Giovanni Mazocco, in quaranta canti. Seguì una seconda edizione nel 1521, con poche aggiunte, e infine quella definitiva del 1532, in quarantasei canti di ottave. L'opera si presenta come continuazione dell'Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo, rimasto incompiuto.

Una dedica sfortunata

La prima edizione era dedicata al cardinale Ippolito d'Este, al cui servizio si trovava l'autore. Secondo Wikipedia il cardinale, poco interessato alla letteratura, non mostrò alcun apprezzamento, e il poeta avrebbe alluso a questa ingratitudine con il motto "Pro bono malum", male in cambio di bene. I primi riferimenti sicuri al lavoro di Ariosto sul poema risalgono al 3 febbraio 1507.

Le tre trame principali

La critica individua tre nuclei narrativi: la guerra tra cristiani e saraceni, che fa da sfondo e si chiude con la vittoria dei primi; la pazzia di Orlando dopo aver scoperto l'amore tra Angelica e il fante saraceno Medoro; la vicenda di Ruggiero e Bradamante, indicati come capostipiti della casa d'Este. Le storie si intrecciano secondo la tecnica dell'entrelacement, ereditata dal romanzo medievale.

Deviazioni e incantesimi

La forza centrifuga che lo spettacolo vuole seguire è già tutta nel poema. Basta un esempio: Ruggiero, rapito dall'ippogrifo del mago Atlante, atterra su un'isola dell'Oceano Indiano e lega l'animale a un mirto che si lamenta per il dolore, perché è Astolfo, trasformato in albero dalla maga Alcina. Poco dopo lo stesso Ruggiero cede al fascino di Alcina e dimentica Bradamante. Ogni episodio apre una nuova strada e allontana i personaggi dal loro compito, ed è questa logica della digressione che Progetto Orlando porta in scena.

Il viaggio sulla Luna

Il senno perduto di Orlando viene recuperato da Astolfo, che in sella all'ippogrifo attraversa l'Etiopia, scende all'Inferno, sale al paradiso terrestre e infine raggiunge la Luna, dove si trova tutto ciò che sulla Terra si perde. È l'episodio a cui lo spettacolo dichiara di arrivare, e uno dei passaggi più visionari della letteratura italiana.

Anni Luce e il Romaeuropa Festival 2026

Anni Luce è la rassegna con cui il festival esplora quello che definisce il futuro teatrale italiano. Nel 2026 si è svolta al Mattatoio tra il 13 e il 21 ottobre, con lavori di Gruppo Uror, Usine Baug, Giovanni Onorato e Andrea Veneri, Davide Pascarella, Annachiara Vispi e Sofia Russotto, Matteo di Somma e Violetta Ghersina. "Orlando" ne è l'ultimo appuntamento, nelle due serate del 20 e 21 ottobre, ed è etichettato anche nella sezione Ultra REF.

Un'assemblea sulla scena italiana

Nell'ambito della stessa rassegna, il 15 ottobre alle 18 Rai Radio 3 e Romaeuropa hanno promosso un'assemblea aperta sul presente e il futuro della scena italiana. Il contesto in cui Progetto Orlando arriva a Roma è dunque quello di una riflessione pubblica sulle condizioni di lavoro e di produzione delle nuove compagnie, tema che il percorso autofinanziato del gruppo incarna in modo esemplare.

Il festival nel suo insieme

Il Romaeuropa Festival 2026 è la quarantunesima edizione ed è diretto da Fabrizio Grifasi. Secondo la pagina di Turismo Roma si svolge dall'8 settembre al 15 novembre e celebra il 75° anniversario della ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania e il 70° del gemellaggio tra Roma e Parigi. Per una panoramica sul cartellone c'è la scheda Romaeuropa Festival 2026.

Da Villa Medici al Mattatoio

Il festival nacque nel 1986 per iniziativa dell'Associazione degli Amici di Villa Medici, che nel 1990 si trasformò nella Fondazione Romaeuropa. Da allora si svolge di norma tra settembre e dicembre e attraversa arte, performance, danza, teatro e musica contemporanea, cinema e arti digitali. Nella sua storia ha portato a Roma nomi come Merce Cunningham, Martha Graham, William Forsythe, Anne Teresa De Keersmaeker, Robert Lepage, Peter Brook, Romeo Castellucci, Philip Glass, Steve Reich e Brian Eno.

Perché il Mattatoio

Nel 2026 la pagina di Turismo Roma dedicata al festival indica il Mattatoio come sede per l'intero periodo della manifestazione, e nelle schede degli spettacoli compaiono più spazi del complesso, contrassegnati come T1 e T2. A poca distanza, in via dei Magazzini Generali, si trova l'Opificio Romaeuropa, dove il festival ha anche uno sportello per il pubblico: per chi vive a Roma è utile sapere che biglietti e informazioni si possono gestire di persona nello stesso quadrante della città.

Come prepararsi allo spettacolo

Non serve aver letto il poema per seguire "Orlando", ma qualche riferimento aiuta. Basta sapere che Angelica è la donna inseguita da tutti i cavalieri, che Orlando impazzisce quando trova i nomi di Angelica e Medoro incisi ovunque nel luogo dei loro amori, e che Astolfo va a riprendere il suo senno sulla Luna. Con questi tre punti fermi, la dispersione voluta dalla regia diventa un gioco riconoscibile.

Ottanta minuti senza intervallo

La durata di 80 minuti fa pensare a uno spettacolo senza pausa, anche se il festival non lo specifica. Conviene arrivare con un margine, ritirare eventuali biglietti e orientarsi negli spazi del Mattatoio prima dell'inizio, perché il complesso è vasto e i teatri sono distribuiti in padiglioni diversi.

Le luci stroboscopiche

L'avvertenza ufficiale va presa sul serio: chi soffre di fotosensibilità o di disturbi che possono essere scatenati da luci intermittenti deve valutare con attenzione la partecipazione. In caso di dubbio, il box office del festival è il riferimento per chiedere informazioni più precise sull'intensità e sulla durata degli effetti.

Informazioni pratiche

Biglietti

Il prezzo unico indicato dal festival è di 12 euro. Il canale online collegato al sito ufficiale romaeuropa.net, controllato il 16 ottobre, segnava le due date come non disponibili online; restano il telefono o WhatsApp del box office e lo sportello dell'Opificio Romaeuropa, a cui chiedere se ci sono ancora posti. Per gruppi, scuole e richieste particolari il festival indica l'indirizzo promozione@romaeuropa.net.

Orari e date

Le repliche sono due: martedì 20 ottobre e mercoledì 21 ottobre 2026, entrambe alle 21. In una data feriale e a quell'ora, la serata termina intorno alle 22.20, se si considera la durata dichiarata di 80 minuti.

Come arrivare

Il Mattatoio è servito dalla metro B, fermata Piramide, dal tram 3 alle fermate Marmorata o Galvani, dal bus 719 alle fermate Galvani o Zabaglia e dai bus 170 e 781 a Largo Marzi. Per il rientro dopo le 22 conviene verificare le corse sul sito ATAC, soprattutto se si usano i mezzi di superficie.

Il Mattatoio oggi: dalla Pelanda alla Fondazione

Lo spazio in cui va in scena "Orlando" è il risultato di un lungo processo di riconversione. Il restauro, nato da un'idea dell'associazione Zoneattive nei primi anni Duemila, ha aperto il cantiere nel 2006 e lo ha consegnato nel 2010, recuperando i padiglioni che ospitavano i serbatoi dell'acqua, la Pelanda e la macellazione dei suini. Il sito ufficiale del Mattatoio ricostruisce anche le tappe della gestione: dal 2006 al 2017 i Musei in Comune della Sovrintendenza Capitolina, dal 2018 al 2025 l'Azienda Speciale Palaexpo.

La nuova Fondazione

Oggi gli spazi sono assegnati alla Fondazione Mattatoio di Roma, Città delle arti, nell'ambito di un piano che punta a fare del complesso un centro di ricerca e produzione artistica. È in questa cornice che il festival di autunno trova i suoi teatri, e che le mostre dei padiglioni 9A e 9B si alternano durante l'anno.

La Pelanda come spazio

La Pelanda misura circa 5.000 metri quadrati e conserva le strutture della cosiddetta Galleria delle Vasche. Il corpo principale comprende una grande navata e la ciminiera troncoconica, e accoglie performance, residenze artistiche e attività di laboratorio; il sito del Mattatoio segnala al suo interno anche un'Aula Studio. Per chi frequenta il festival, la Pelanda è spesso il punto di riferimento per orientarsi tra i padiglioni.

Testaccio, un rione nato dal lavoro

Il Mattatoio si spiega solo dentro la storia del suo rione. Testaccio diventò rione autonomo nel 1921, staccandosi da Ripa, anche se l'area aveva un'identità propria da molto prima. Il primo piano regolatore di Roma capitale, nel 1873, prevedeva che l'espansione industriale si sviluppasse verso l'Ostiense, e qui sorsero il quartiere operaio e i grandi impianti di servizio della città.

Il porto antico

Molto prima, la riva del Tevere ospitava l'Emporium, il porto fluviale in cui arrivavano marmi, grano e vino risaliti da Ostia. Wikipedia ricorda un dettaglio poco noto: le chiatte furono trainate da bufali fino al 1842, quando i rimorchiatori a vapore li sostituirono.

Testaccio nel cinema e nella musica

Il rione è entrato nell'immaginario recente anche grazie al cinema: il film "C'è ancora domani" di Paola Cortellesi, del 2023, è ambientato qui. E l'album "Palimpsesto" degli Inti-Illimani, del 1981, contiene un brano ispirato al mercato di Testaccio. Il Museo diffuso del rione Testaccio racconta queste stratificazioni sul territorio.

Una curiosità sul Mattatoio

Tra i padiglioni del complesso ce ne sono due chiamati Rimessini, che un tempo ospitavano gli animali definiti "indomiti", quelli che non si lasciavano condurre docilmente verso la macellazione. Secondo Turismo Roma, questi due grandi ambienti sono destinati a diventare spazi di ristorazione legati alla cultura del cibo, e i lavori di riqualificazione sono in corso. È un dettaglio che restituisce, meglio di molti dati tecnici, la natura concreta e brutale dell'attività che si svolgeva qui.

Edifici più antichi del Mattatoio

Il materiale didattico pubblicato dal Dipartimento di Architettura di Roma Tre ricorda che nell'area esistevano edifici precedenti al progetto di Ersoch, come il Macello per i militari, il Macello degli israeliti e appunto i Rimessini con alcuni depositi. Gli uffici di controllo del dazio furono invece demoliti per realizzare il Lungotevere Testaccio.

Una cosa che non ti dice nessuno sul Mattatoio

Le misure del complesso cambiano molto a seconda della fonte. Wikipedia parla di circa 25.000 metri quadrati, mentre il dossier del Dipartimento di Architettura di Roma Tre indica un impianto di circa 106.700 metri quadrati, diviso tra lo stabilimento di macellazione a nord e il Campo Boario a sud: le fonti non concordano, e la differenza dipende probabilmente da cosa si include nel conteggio. In ogni caso, chi arriva per uno spettacolo deve sapere che gli spazi sono distanti tra loro e che conviene individuare in anticipo quello giusto.

Lo smaltimento nel Tevere

Wikipedia ricorda anche che al progetto partecipò l'ingegnere Filippo Laccetti, che studiò un sistema per eliminare gli scarti della lavorazione nel vicino Tevere. Una soluzione che oggi appare impensabile e che dice molto sull'idea di igiene urbana di fine Ottocento.

Il consiglio che ti do per visitare il Mattatoio

Il mio consiglio è di arrivare dalla metro Piramide a piedi, attraversando Testaccio: lungo la passeggiata si incontrano la Piramide Cestia, le strade del rione e il mercato, e si giunge al Mattatoio con il quartiere negli occhi. Se si ha tempo prima dello spettacolo delle 21, si può cenare in zona; il Nuovo Mercato Testaccio è un riferimento per chi vuole capire il rione, ma i suoi orari serali vanno verificati.

Un'occhiata alle mostre

Fino al 25 ottobre 2026 il Padiglione 9A ospita la mostra a ingresso gratuito Giuseppe Modica. Il fuoco nel mare, aperta dal martedì alla domenica dalle 11 alle 20. Chi arriva nel tardo pomeriggio può visitarla prima della chiusura e poi restare per lo spettacolo.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

A pochi passi dal Mattatoio si alza il Monte Testaccio, la collina artificiale formata dai cocci delle anfore scaricate dal vicino porto fluviale. Che sia fatto di anfore lo sanno quasi tutti; meno noto è quante siano, e qui le fonti non concordano: la voce di Wikipedia sul rione parla di circa 25 milioni di anfore, quella dedicata al monte di oltre 53 milioni, per lo più olearie, arrivate soprattutto dalla Betica, l'attuale Andalusia, e dalla Bizacena, in Tunisia.

Due secoli di scarichi

Il monte si è formato dall'età augustea alla metà del III secolo d.C.: le iscrizioni più antiche risalgono al 144, le più recenti al 251. I cocci venivano disposti a terrazze e coperti di calce, e oggi l'anfora è il simbolo del rione. Per un giro completo del quartiere c'è la scheda Testaccio, cosa vedere.

La foto giusta da fare al Mattatoio

L'immagine che riassume il Mattatoio contemporaneo è quella della Pelanda, con la sua ciminiera troncoconica che spunta sopra i tetti a doppia falda dei padiglioni e le grandi vetrate che, secondo Turismo Roma, valorizzano volumi e prospettive. Di sera, quando gli spazi teatrali sono illuminati, il contrasto tra il mattone ottocentesco e la luce che filtra dalle vetrate è particolarmente fotogenico.

Il ritmo dei padiglioni

Un'alternativa è inquadrare in prospettiva la sequenza dei padiglioni rettangolari in mattoni, con le aperture ad arco regolari descritte da Wikipedia: una fila ripetuta che rende visibile l'organizzazione quasi industriale del lavoro che vi si svolgeva.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

1888-1891: la costruzione

Il complesso fu progettato e costruito tra il 1888 e il 1891 da Gioacchino Ersoch, architetto romano nato nel 1815 e morto nel 1902, che in precedenza aveva lavorato al vecchio macello vicino a piazza del Popolo. L'area di Testaccio era quella in cui si stava sviluppando il quartiere operaio della nuova zona industriale.

1911 e 1924-1932: la modernizzazione

Nel 1911 fu costruito lungo via Beniamino Franklin l'edificio dei Frigoriferi, con le celle frigorifere. Tra il 1924 e il 1932 nei padiglioni principali furono installate guidovie aeree per velocizzare il trasporto delle carni. Il Mattatoio fu a lungo considerato un modello europeo per le soluzioni funzionali e impiantistiche.

Luglio 1975: la chiusura

Nel luglio 1975 l'attività di macellazione si trasferì nel nuovo impianto di Tor Sapienza, in viale Palmiro Togliatti. Roma aveva ormai raggiunto i tre milioni di abitanti e il vecchio complesso non bastava più.

18 febbraio 2010: la Pelanda

Dopo tre anni di restauri, il 18 febbraio 2010 fu inaugurata la Pelanda, con cinque fabbricati attorno a una grande galleria. Oggi ospita danza, teatro, musica, installazioni e residenze artistiche.

Chi è passato dal Mattatoio

Prima di diventare una sede del contemporaneo, il Mattatoio è stato un luogo della controcultura romana. Wikipedia ricorda che qui nacque Muccassassina, la serata di autofinanziamento del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, il cui nome ironico deriva proprio dal luogo. Dal 2002 il complesso ospitò anche le prime tre edizioni del Gay Village, nell'ambito dell'Estate romana.

Le istituzioni insediate

Nel 2000, con il restauro del Padiglione 7, il Dipartimento di Architettura di Roma Tre fu la prima istituzione pubblica a stabilirsi nel Mattatoio dopo la dismissione. Seguirono il MACRO, che dal 2002 ebbe qui la propria seconda sede, l'Accademia di Belle Arti, la Scuola popolare di musica di Testaccio, la Città dell'Altra Economia e il centro socioculturale Ararat.

Il teatro del festival

Nelle stesse settimane di "Orlando", il Mattatoio accoglie anche la maratona Heimat della Compagnia dell'Accademia Silvio d'Amico, con spettacoli come La trilogia di Belgrado di Fabiana Iacozzilli. Per una presentazione del luogo indipendente dagli spettacoli, c'è la scheda sull'Ex Mattatoio.

Dopo lo spettacolo: Testaccio di notte

Lo spettacolo termina poco dopo le 22, un orario che a Testaccio lascia spazio per un dopoteatro. Chi preferisce rientrare subito può tornare a piedi verso la fermata Piramide della metro B, verificando prima sul sito ATAC l'orario dell'ultima corsa.

Il Cimitero acattolico

Di giorno, a due passi dalla Piramide, vale la visita il Cimitero acattolico, in viale del Campo Boario, l'area dove un tempo si commerciava la carne. Gli orari sono diurni e vanno controllati sul sito ufficiale.

Domande frequenti su Orlando di Progetto Orlando al Mattatoio

Quando va in scena Orlando?

Martedì 20 e mercoledì 21 ottobre 2026 alle 21, al Mattatoio di Testaccio, nello spazio indicato dal Romaeuropa Festival come T2. È una prima nazionale e chiude la rassegna Anni Luce, che il festival dedica alla nuova scena italiana. Le repliche sono soltanto due e il 16 ottobre la vendita online risultava non disponibile per entrambe, quindi conviene contattare subito il box office del festival.

Quanto dura e quanto costa?

Il festival dichiara una durata di 80 minuti e un prezzo di 12 euro. Il 16 ottobre la vendita online dal sito ufficiale romaeuropa.net risultava non disponibile per entrambe le date; per sapere se ci sono posti bisogna chiedere per telefono o WhatsApp al box office del festival o allo sportello dell'Opificio Romaeuropa in via dei Magazzini Generali 20/a.

Ci sono avvertenze per il pubblico?

Sì, la scheda ufficiale segnala l'uso di luci stroboscopiche. Chi soffre di fotosensibilità dovrebbe tenerne conto e, nel dubbio, contattare il box office per avere informazioni più dettagliate. Lo spettacolo prevede anche musica dal vivo, con due musicisti in scena, e un'ambientazione che il festival paragona a quella di un rave appena finito.

Bisogna conoscere l'Orlando furioso?

Non è indispensabile. La compagnia dichiara di non voler proporre una riscrittura fedele, ma di riattivare l'energia del poema. Sapere che tutto parte dalla fuga di Angelica, passa per la follia di Orlando e arriva al viaggio di Astolfo sulla Luna basta per orientarsi. Il resto è affidato al ritmo della scena e alla musica.

Chi sono i componenti di Progetto Orlando?

Un gruppo di ventitré artisti nato nel 2022 da diplomati della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano. Per tre anni hanno lavorato in residenze autofinanziate, ricoprendo ruoli trasversali, e hanno scelto di non diventare un'associazione formale. In scena ci sono quindici interpreti e due musicisti; la produzione è di Gli Scarti con il sostegno del Piccolo Teatro di Milano.

Come si arriva al Mattatoio?

L'indirizzo è Piazza Orazio Giustiniani 4. Il sito del Mattatoio indica la metro B a Piramide, il tram 3 alle fermate Marmorata o Galvani, il bus 719 a Galvani o Zabaglia e i bus 170 e 781 a Largo Marzi. Dalla metro si può proseguire a piedi attraversando il rione.

Lo spettacolo è adatto ai ragazzi?

Il festival non indica un'età consigliata, quindi il dato non è pubblicato. L'ambientazione caotica, la musica e le luci stroboscopiche suggeriscono di valutare con attenzione la partecipazione dei più giovani; per le scuole il festival mette a disposizione un contatto dedicato, promozione@romaeuropa.net, a cui chiedere indicazioni.

Si può comprare il biglietto la sera stessa?

Il festival pubblica gli orari del box office telefonico e dello sportello dell'Opificio, ma non quelli di un'eventuale biglietteria al Mattatoio prima dello spettacolo: il dato non è pubblicato. Con solo due repliche, una prima nazionale in programma e la vendita online già non disponibile il 16 ottobre, la scelta più sicura è chiamare il box office prima di mettersi in viaggio.

Il consiglio finale su Orlando di Progetto Orlando al Mattatoio

"Orlando" è il genere di spettacolo che giustifica l'esistenza di una rassegna come Anni Luce: un gruppo numeroso, cresciuto fuori dai circuiti, che porta in prima nazionale un lavoro maturato in tre anni su uno dei testi più indomabili della letteratura italiana. Con 12 euro e ottanta minuti si assiste a una scommessa produttiva e artistica insieme. Il consiglio è di scegliere la sera del 20 o del 21 con largo anticipo, arrivare a Testaccio per tempo, passare dalla Pelanda per una fotografia e poi entrare in sala pronti a lasciarsi trascinare, come i cavalieri dietro Angelica.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento20 Ottobre 2026 21:00 — 21 Ottobre 2026
IndirizzoMattatoio, Piazza Orazio Giustiniani 4, 00153 Roma Testaccio, Roma, Roma Città