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Non comparse al Teatro Tor Bella Monaca — 4 ottobre 2026

Non comparse, lo spettacolo di e con Marianna De Pinto e Simona Oppedisano dedicato alle donne della Resistenza, va in scena domenica 4 ottobre 2026 alle ore 18 al Teatro Tor Bella Monaca, in via Bruno Cirino, all'angolo tra viale Duilio Cambellotti e via di Tor Bella Monaca, nel Municipio VI. Alle 19.15, a sipario chiuso, segue un incontro laboratoriale di intervista e confronto con le due artiste e con rappresentanti dell'ANPI di Roma. L'ingresso è gratuito, con prenotazione consigliata al telefono del teatro (06 2010579), su WhatsApp (392 0650683), sul circuito di prenotazione indicato dalla Compagnia Orsini oppure direttamente al botteghino. Il teatro si raggiunge con la metro C (stazioni Torre Angela e Torre Gaia) o con la metro A fino ad Anagnina e poi il bus 20. Lo spettacolo fa parte della terza edizione di Le voci del presente, il Piccolo Festival di drammaturgia contemporanea della Compagnia Umberto Orsini.

L'ordine è questo: prima i dati che servono per arrivare puntuali, poi quello che si vedrà in scena, poi chi sono le due interpreti, infine il teatro e il quartiere, che meritano più attenzione di quanta ne ricevano di solito. Tor Bella Monaca è un nome che a Roma evoca subito un'immagine, spesso sbagliata o incompleta. Andarci una domenica pomeriggio per uno spettacolo sulla Resistenza romana è uno dei modi più sensati per correggerla.

Non comparse al Teatro Tor Bella Monaca in breve

Il dato essenziale: una sola rappresentazione, domenica 4 ottobre 2026, ore 18, ingresso gratuito con prenotazione consigliata. Chi prenota si garantisce il posto, e in un festival gratuito con nomi noti in cartellone la prenotazione è l'unica vera accortezza da prendere.

Data, orario e durata della serata

Lo spettacolo comincia alle 18. Il programma pubblicato sul portale culturale di Roma Capitale indica poi, alle 19.15, l'incontro laboratoriale. La durata esatta dello spettacolo non è comunicata; l'orario dell'incontro lascia intendere una rappresentazione intorno all'ora, ma conviene considerare la serata nel suo insieme, dalle 18 fino a circa le 20.

Indirizzo e ingresso

Il Teatro Tor Bella Monaca si trova in via Bruno Cirino, all'angolo di viale Duilio Cambellotti con via di Tor Bella Monaca. È un edificio pubblico ben riconoscibile, con una piazza davanti e un'arena all'aperto per la stagione estiva. Il botteghino apre prima dello spettacolo e lì si possono ritirare le prenotazioni.

Biglietti e prenotazioni

Il biglietto non c'è: l'ingresso è gratuito, come per tutti e sei gli spettacoli del festival. La prenotazione, vivamente consigliata dall'organizzazione, si fa al numero 06 2010579, su WhatsApp al 392 0650683, online dal link indicato sul sito della Compagnia Orsini oppure di persona al botteghino. Per informazioni il teatro risponde anche all'indirizzo di posta promozione@teatrotorbellamonaca.it.

Che cosa si vede in Non comparse

Non comparse restituisce voce, corpo e memoria alle donne che hanno reso possibile la Resistenza senza essere riconosciute come protagoniste della Storia. Il titolo completo, nelle repliche pugliesi di giugno, era Non comparse. Senza di noi nessuna Resistenza, e dice già tutto del punto di vista.

Il progetto parte da una constatazione semplice: nei racconti ufficiali della Liberazione le donne sono state a lungo figure di sfondo. Eppure furono loro a trasportare armi, nascondere perseguitati, organizzare le reti clandestine, curare i feriti, e molte affrontarono torture e morte. Lo spettacolo intreccia fatti storici, documenti e testimonianze in un'azione teatrale che l'organizzazione definisce viva, politica e contemporanea.

Il capitolo romano: GAP, via Rasella, Fosse Ardeatine

Per la tappa romana il racconto si concentra sulle donne della città. Il comunicato cita esplicitamente Carla Capponi, Teresa Gullace, Marisa Musu e Miriam Mafai, e gli episodi della Resistenza romana, dai Gruppi di Azione Patriottica a via Rasella fino alle Fosse Ardeatine, tutti guardati attraverso gli occhi delle donne. È una scelta che a Roma pesa: sono storie che hanno nomi di strade, lapidi e scuole, e che molti spettatori conoscono per sentito dire più che per averle ascoltate per intero.

Staffette, organizzatrici, combattenti

Le presentazioni dello spettacolo parlano di figure che parteciparono alla Resistenza in molti modi diversi: come staffette, organizzatrici, combattenti, madri, lavoratrici, custodi di reti di solidarietà senza le quali la lotta di liberazione non avrebbe retto. Il filo conduttore è che queste donne non furono semplici comparse, da cui il titolo, ma protagoniste degli eventi che portarono all'Italia democratica.

Due attrici in scena, nessuna scenografia da kolossal

Non comparse è un lavoro a due voci, scritto e interpretato dalle stesse artiste. Chi si aspetta un grande allestimento resterà spiazzato; chi conosce il teatro di narrazione sa che la forza sta proprio lì, nella parola sostenuta dal corpo e da poche suggestioni sceniche. La sala piccola o la sala grande del Tor Bella Monaca, entrambe con la platea a gradoni, sono l'ambiente giusto per questo tipo di ascolto ravvicinato.

L'incontro dopo Non comparse con l'ANPI di Roma

Alle 19.15 lo spettacolo diventa laboratorio: le due artiste e i rappresentanti dell'ANPI di Roma dialogano con il pubblico rimasto in sala. Non è il solito incontro con gli autori, con due domande di cortesia e un applauso.

L'obiettivo dichiarato è la ricerca di nuove storie e voci di donne dimenticate, da raccogliere in un'antologia che De Pinto e Oppedisano stanno costruendo e da integrare nel loro percorso pubblico. In pratica il pubblico è invitato a raccontare: una nonna staffetta, una zia che nascondeva qualcuno in cantina, una vicina di cui in famiglia si parlava a mezza voce. Il consiglio è di restare. Queste memorie familiari, se nessuno le raccoglie, spariscono con chi le custodisce, e un teatro di periferia la domenica sera è uno dei posti più adatti per farle emergere.

Come partecipare all'incontro

Non serve una prenotazione separata: l'incontro si tiene nella stessa sala, subito dopo lo spettacolo. Chi ha documenti, fotografie o lettere di famiglia legati alla Resistenza romana può portarli con sé; è il genere di materiale che un progetto di raccolta di testimonianze cerca.

Marianna De Pinto e Simona Oppedisano, autrici e interpreti

Marianna De Pinto e Simona Oppedisano firmano insieme testo e interpretazione di Non comparse, prodotto da Malalingua ETS e Teatrificio 22. Il loro è un teatro d'impegno civile che lavora sulla memoria come materia viva, più che come commemorazione.

Il percorso dello spettacolo prima di Roma

Prima della tappa romana, Non comparse è andato in scena il 25 e 26 giugno 2026 al Teatro Cittadino di Noicattaro, in provincia di Bari, uno dei più piccoli teatri all'italiana d'Europa, con appena quaranta posti. Era inserito nella rassegna Giugno, tempo di storie promossa dalla Compagnia Diaghilev con il patrocinio del Comune, all'interno di un progetto sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla Regione Puglia. Le cronache locali lo hanno presentato come un racconto di libertà, coraggio e servizio alla comunità, capace di trasformare la memoria in presenza viva.

Malalingua e Teatrificio 22

Le due sigle produttive, Malalingua ETS e Teatrificio 22, sono realtà del terzo settore teatrale che lavorano su progetti di drammaturgia e partecipazione. La formula dell'incontro laboratoriale che segue lo spettacolo racconta bene il loro metodo: il palcoscenico come punto di partenza di una ricerca che continua fuori, con il pubblico come fonte.

Un teatro che raccoglie storie

L'antologia di storie femminili della Resistenza a cui lavorano le due artiste è il vero cantiere dietro lo spettacolo. Ogni replica diventa un'occasione per aggiungere un nome, un episodio, un dettaglio. È un metodo che ricorda quello degli storici orali, applicato con gli strumenti del teatro.

Le donne della Resistenza romana raccontate in Non comparse

Carla Capponi è la figura più nota fra quelle citate: partigiana dei GAP centrali, medaglia d'oro al valor militare, poi deputata. Conoscere un po' la sua storia e quella di Teresa Gullace prima di entrare in sala rende l'ascolto molto più ricco.

Carla Capponi, nome di battaglia Elena

Nata a Roma il 7 dicembre 1918 in una famiglia antifascista, Carla Capponi frequentò il liceo Visconti e alla morte del padre, nel 1940, lasciò gli studi di giurisprudenza per lavorare. Il 9 settembre 1943 corse verso San Paolo, dove si combatteva per la difesa di Roma, e assistette i feriti per tutta la notte. Entrata nel GAP centrale Carlo Pisacane, si vide negare un'arma perché alle donne erano riservate funzioni di appoggio: la procurò da sola, sottraendo una pistola a un milite fascista su un autobus affollato. Il 23 marzo 1944, in via Rasella, era lei a tenere in braccio l'impermeabile che Rosario Bentivegna avrebbe indossato per allontanarsi. Dopo la guerra fu decorata con la medaglia d'oro al valor militare, eletta deputata nel 1953 e rieletta nel 1972; poco prima di morire, nel 2000, pubblicò il libro di memorie Con cuore di donna.

Teresa Gullace e il 3 marzo 1944

Teresa Gullace, nata Talotta a Cittanova, in Calabria, nel 1906, viveva con il marito e cinque figli in vicolo del Vicario, vicino alla stazione San Pietro. Il marito era stato rastrellato e rinchiuso nella caserma dell'81° fanteria in viale Giulio Cesare. La mattina del 3 marzo 1944, incinta di sette mesi, Teresa era fra le oltre duemila donne radunate davanti alla caserma; tentò di avvicinarsi alla finestra dietro cui si trovava il marito e un soldato tedesco le sparò, uccidendola. La sua vicenda ispirò il personaggio di Pina, interpretato da Anna Magnani in Roma città aperta di Roberto Rossellini.

Marisa Musu e il gesto che salvò Capponi

Quella stessa mattina Carla Capponi estrasse la pistola contro l'uccisore, ma fu circondata dalle altre donne e arrestata. Marisa Musu, un'altra gappista, ebbe la prontezza di sottrarle l'arma e di infilarle in tasca la tessera di un'associazione fascista: grazie a quello stratagemma Capponi fu rilasciata nel pomeriggio. È un episodio che dice molto più di tante pagine sul ruolo delle donne nella clandestinità: sangue freddo, rapidità, rete.

Miriam Mafai

Il comunicato nomina anche Miriam Mafai fra le donne romane al centro del racconto. Lo spettacolo ne darà la sua lettura; qui basta dire che la sua presenza accanto a Capponi, Gullace e Musu allarga lo sguardo dalle azioni armate alla lunga eredità civile di quella generazione.

Le voci del presente 2026, il festival che ospita Non comparse

Le voci del presente è il Piccolo Festival di drammaturgia contemporanea della Compagnia Umberto Orsini, alla terza edizione consecutiva, dal 19 settembre all'11 ottobre 2026 al Teatro Tor Bella Monaca. Sei spettacoli, tutti a ingresso gratuito.

La compagnia che porta il nome di uno dei grandi attori del teatro italiano ha scelto per il terzo anno di fila la periferia di Roma, con un obiettivo esplicito: costruire un ponte fra teatro di tradizione e teatro di ricerca, e fra i pubblici del centro e quelli delle borgate. Il festival accosta facce nuove e volti celebri; l'edizione 2026 si è aperta il 19 settembre con Massimo Popolizio, che ha letto alcuni sonetti de La pastasciutta di Aldo Fabrizi accompagnato dal violoncello di Giovanna Famulari.

Il sostegno pubblico

Il progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura, Direzione Generale Spettacolo, ed è vincitore dell'Avviso Pubblico Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro 2026, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, in collaborazione con la SIAE. È la ragione per cui gli spettacoli sono gratuiti: il costo lo copre il finanziamento pubblico, e il pubblico ripaga presentandosi.

Perché un festival di drammaturgia in periferia

I festival gratuiti nei teatri di periferia sono una delle cose migliori che Roma fa per la propria vita culturale, e sono anche le meno raccontate. Il pubblico del centro raramente attraversa il Raccordo per andare a teatro; quando lo fa, scopre sale moderne, comode, con un'acustica spesso migliore di quella di molti teatri storici.

Il Teatro Tor Bella Monaca, casa di Non comparse

Il Teatro Tor Bella Monaca è stato inaugurato il 9 dicembre 2005 su progetto dell'architetto Stefano Cordeschi. Ha una sala grande da 284 posti, una sala piccola da 98 e un'arena all'aperto da 600, usata nella stagione estiva.

Il teatro nacque dentro i progetti di riqualificazione dell'allora Municipio VIII, oggi VI, detto delle Torri, con l'idea di dare ai cittadini uno spazio per lo spettacolo e per la produzione artistica. Al progetto contribuirono il Municipio, il Comune di Roma, l'Ente Teatrale Italiano, la Regione Lazio e l'Università di Roma Tor Vergata. Oggi fa parte della rete dei Teatri in Comune di Roma Capitale.

Le sale e l'architettura

Entrambe le sale sono rettangolari, con i posti disposti a gradinata ascendente: da ogni poltrona si vede bene il palco, senza le colonne e i palchi laterali dei teatri all'italiana. È una struttura pensata per un uso intenso e vario, dalla prosa comica e drammatica al teatro musicale, dal teatro danza agli spettacoli per ragazzi.

La direzione artistica

La prima direzione artistica fu affidata a Michele Placido; dal 2013 il direttore artistico è Alessandro Benvenuti. Due nomi che dicono quanto il teatro abbia puntato, fin dall'inizio, su una programmazione capace di richiamare pubblico da tutta la città.

Un teatro di quartiere e di città

Oltre alla stagione, il teatro ospita manifestazioni aperte a tutti, come il carnevale, rassegne di letture e appuntamenti legati alle grandi iniziative cittadine. D'estate l'arena accoglie il Tor Bella Monaca Teatro Festival, che porta spettacoli all'aperto nel quartiere.

Tor Bella Monaca, il quartiere intorno al teatro

Tor Bella Monaca prende il nome da una torre citata per la prima volta in un documento del 1317, di proprietà di un certo Pietro Monaca. Il nome è passato per molte forme, da torre Pala monacha a Torre Belle Monache, prima di fissarsi in quello attuale.

Nel Cinquecento la tenuta apparteneva alla basilica di Santa Maria Maggiore. Dalla trasformazione del nome nacque la leggenda di una sosta di santa Rita da Cascia durante il viaggio a Roma per il giubileo del 1450. Nel 1869 la tenuta passò ai Borghese e fu unita a quella di Torrenova; nel 1923 fu ceduta al conte Romolo Vaselli, che inglobò l'antica torre in una villa privata.

Dalla borgata alle torri

La borgata nacque fra gli anni Venti e Trenta del Novecento, con l'immigrazione dalla provincia e dal Sud e con il trasferimento in periferia di abitanti del centro storico dopo gli sventramenti. I primi poli di attrazione furono la fabbrica della Breda e la stazione del dazio presso il Castello di Torrenova. L'insediamento fu riconosciuto ufficialmente nel 1934. Con il piano regolatore del 1962 la zona divenne area di espansione, e negli anni Ottanta arrivarono i grandi piani di edilizia popolare: le torri di quindici piani, contrassegnate da sigle come M e R, e i lunghi edifici chiamati dagli abitanti serpentoni.

Quello che si trova sotto il quartiere

Durante l'urbanizzazione sono venuti alla luce resti di epoca romana: una villa con ambienti termali, vissuta in varie fasi fra il IV secolo a.C. e il III secolo d.C., un porticato con piazzale lastricato pertinente a una fattoria, e un tratto dell'antica via Gabina. Pochi romani lo sanno, e questo dice molto su quanto la periferia sia raccontata male.

La chiesa di Pierluigi Spadolini

Negli anni Ottanta fu costruita la chiesa di Santa Maria Madre del Redentore, progettata dall'architetto Pierluigi Spadolini. È uno degli edifici sacri contemporanei più interessanti della periferia est e merita una sosta per chi arriva in anticipo.

Come arrivare a Non comparse al Teatro Tor Bella Monaca

Il teatro si raggiunge con la metro C, con la metro A più il bus 20, oppure in auto dall'uscita 17 del Grande Raccordo Anulare. La Compagnia Orsini indica proprio queste tre soluzioni: metro C, metro A e bus 20.

Metro C

Le stazioni della linea C più vicine al quartiere sono Torre Angela e Torre Gaia; più a est c'è Grotte Celoni. Da Torre Gaia e da Torre Angela si prosegue a piedi o con le linee di quartiere verso via di Tor Bella Monaca. Chi arriva dal centro prende la metro C in direzione Monte Compatri Pantano e scende dopo il Raccordo.

Metro A e bus 20

La linea 20 Express collega il quartiere con Tor Vergata e Cinecittà Est e arriva alla stazione Anagnina, capolinea della metro A. Chi parte da Termini, dal Colosseo o da San Giovanni prende quindi la metro A fino ad Anagnina e poi il 20. All'interno del quartiere circolano le linee 057, 058 e 059.

In auto

Dal Grande Raccordo Anulare si esce allo svincolo 17; il quartiere è raggiungibile anche dalla via Casilina e dalla via Prenestina, e dalla viabilità che lo collega all'università di Tor Vergata. Via di Tor Bella Monaca è una lunga strada a quattro corsie che attraversa il quartiere dalla Casilina fino al Raccordo e alla Prenestina. La domenica pomeriggio il traffico è in genere scorrevole.

Come organizzare la domenica di Non comparse

Lo spettacolo alle 18 e l'incontro alle 19.15 disegnano una serata che finisce verso le 20. È un orario comodo anche per chi viene da lontano e per chi il lunedì lavora.

Arrivare con anticipo

Conviene essere al botteghino almeno venti minuti prima, per ritirare la prenotazione e scegliere un buon posto. Negli spettacoli gratuiti capita che chi ha prenotato e non si presenta liberi posti all'ultimo momento: chi non ha prenotato può tentare, ma senza garanzie.

Dove mangiare nei dintorni

Intorno a via di Tor Bella Monaca e al centro commerciale del quartiere si trovano bar, pizzerie al taglio e trattorie di quartiere, con prezzi da periferia e cucina romana senza pretese. Verso Torre Angela e lungo la Casilina l'offerta cresce. Per una cena più curata dopo lo spettacolo, chi torna verso il centro può fermarsi in zona Cinecittà o Tuscolana, lungo il percorso della metro A.

Accessibilità

Il teatro è un edificio contemporaneo costruito nel Duemila e pensato per il pubblico. Per esigenze specifiche di accesso in sedia a rotelle o di posti riservati, conviene segnalarlo al momento della prenotazione telefonica al 06 2010579.

Con ragazzi e studenti

Non comparse è uno spettacolo adatto a ragazzi delle superiori, soprattutto se hanno già incontrato in classe la Resistenza e l'occupazione di Roma. Per i più piccoli il tema, che comprende torture ed eccidi, richiede una preparazione a casa. L'incontro con l'ANPI è una buona occasione per fare domande dirette.

Una curiosità su Non comparse al Teatro Tor Bella Monaca — 4 ottobre 2026

La curiosità è un filo che lega lo spettacolo al festival che lo ospita. La Compagnia che organizza Le voci del presente porta il nome di Umberto Orsini, e il Teatro Tor Bella Monaca ebbe come primo direttore artistico Michele Placido. Due attori che a Roma hanno frequentato per anni lo stesso luogo, molto lontano da Tor Bella Monaca: il Circolo Canottieri Roma, sul lungotevere Flaminio, dove Orsini figura fra i soci del mondo del cinema negli anni Sessanta e dove Placido è diventato socio onorario nel 2019.

Lo stesso circolo è legato alla storia che Non comparse racconta: due suoi soci, Boris Landesman e Saverio Coen, furono uccisi alle Fosse Ardeatine nel marzo 1944, e la mattina del 5 giugno 1944, poche ore dopo l'ingresso degli Alleati, il circolo convocò un'assemblea per cancellare le espulsioni dei soci ebrei decise nel 1938. Dal 2005 vi si celebra ogni anno la Giornata della Memoria.

È una coincidenza che dice qualcosa sulla città: la memoria della Resistenza romana attraversa ambienti che sembrano lontanissimi, dal circolo sportivo sul Tevere alla borgata oltre il Raccordo. Uno spettacolo come Non comparse, portato in periferia da una compagnia legata a uno dei grandi nomi del teatro italiano, prova a ricucire proprio questa geografia.

Una cosa che non ti dice nessuno su Non comparse al Teatro Tor Bella Monaca — 4 ottobre 2026

Quello che nessuno dice è che la parte più preziosa della serata comincia quando lo spettacolo finisce. L'incontro delle 19.15 con le artiste e con l'ANPI non è un'appendice: è il motivo per cui lo spettacolo esiste.

Marianna De Pinto e Simona Oppedisano stanno raccogliendo storie di donne dimenticate per un'antologia che alimenta il loro lavoro. Ogni pubblico diventa una fonte. A Tor Bella Monaca questo ha un significato particolare: il quartiere nacque in buona parte dall'immigrazione dal Sud e dal trasferimento di famiglie del centro storico dopo gli sventramenti degli anni Trenta. Sono esattamente le famiglie in cui la memoria della guerra e dell'occupazione si è tramandata a voce, senza mai finire nei libri.

Teresa Gullace, per dire, era una donna calabrese immigrata che viveva nelle baracche vicino alla stazione San Pietro. La sua storia è diventata celebre grazie al cinema; migliaia di altre non hanno avuto la stessa sorte. Chi ha in famiglia un racconto del genere, anche frammentario, farebbe bene a portarlo. E chi non ce l'ha può comunque restare ad ascoltare: sentire una storia vera raccontata da chi l'ha ricevuta in eredità vale quanto lo spettacolo.

Il consiglio che ti do per visitare Non comparse al Teatro Tor Bella Monaca — 4 ottobre 2026

Il consiglio è questo: prenotate subito, arrivate con la metro C e prima di entrare fate un giro a piedi nel quartiere. Non per curiosità da turisti, ma per capire dove siete.

La prenotazione è gratuita e richiede un minuto: telefono al 06 2010579 o messaggio WhatsApp al 392 0650683. Il festival ha in cartellone nomi noti e le sale non sono enormi: 284 posti la grande, 98 la piccola. Chi arriva senza prenotazione rischia di restare fuori.

Il viaggio in metro C, oltre il Raccordo, è parte dell'esperienza: si vede la città cambiare, dai quartieri consolidati alla campagna urbanizzata del secondo dopoguerra. Una volta arrivati, dedicate un quarto d'ora a via di Tor Bella Monaca e alla zona intorno al teatro, con le torri degli anni Ottanta e gli spazi pubblici nati con la riqualificazione. Poi entrate in sala e restate per l'incontro. Chi fa questo percorso completo torna a casa con un'idea di Roma più vera di quella che si ricava da cento passeggiate in centro.

Se avete tempo nei giorni successivi, completate la serata con una visita al Museo Storico della Liberazione in via Tasso e al Mausoleo delle Fosse Ardeatine: sono i luoghi in cui le storie ascoltate a teatro trovano il loro peso fisico.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Roma città aperta di Roberto Rossellini racconta l'occupazione nazista di Roma; molto meno spesso si ricorda che la scena più celebre del film, la corsa di Anna Magnani dietro il camion e lo sparo che la uccide, nasce da un fatto vero accaduto a una donna reale. Quella donna era Teresa Gullace.

Il 3 marzo 1944, davanti alla caserma di viale Giulio Cesare, nel quartiere Prati, oltre duemila donne protestavano per la liberazione degli uomini rastrellati. La protesta era stata organizzata dai GAP, e in prima fila c'erano gappiste armate come Carla Capponi. Teresa, incinta di sette mesi, tenendo per mano il figlio Umberto di tredici anni, cercò di lanciare un involto al marito prigioniero; un soldato tedesco le sparò. Nel pomeriggio, a camera ardente improvvisata in strada, il corpo fu coperto di fiori.

La vicenda divenne subito uno dei simboli della Resistenza romana. Oggi a Roma le sono intitolati un liceo nel quartiere Don Bosco, un centro di formazione professionale all'Alessandrino e una strada in località Palmarola; una lapide ricorda il luogo dell'uccisione. Nel 1977 le fu conferita la medaglia d'oro al merito civile, e nel 1995 un francobollo la scelse per rappresentare le donne nella seconda guerra mondiale. Lo spettacolo di De Pinto e Oppedisano restituisce a Teresa il suo nome, al di là del personaggio di Pina.

La foto giusta da fare a Non comparse al Teatro Tor Bella Monaca — 4 ottobre 2026

La foto giusta non si fa in sala: durante lo spettacolo il telefono resta spento, per rispetto delle interpreti e del pubblico. Si fa fuori, prima o dopo, e racconta il luogo più dello spettacolo.

Meglio farla dalla piazza davanti al teatro, inquadrando la facciata con l'ingresso illuminato e, sullo sfondo, una delle torri del quartiere. Alle 18 di un pomeriggio di inizio ottobre la luce è ancora buona, calda e radente; all'uscita, dopo le 20, sarà buio e la facciata illuminata avrà un altro fascino. Quella doppia immagine, teatro e torri, sintetizza vent'anni di storia del quartiere: la cultura pubblica costruita accanto all'edilizia popolare.

Una seconda foto, più personale, si può fare durante l'incontro delle 19.15, se le artiste lo consentono: il palco con le due interpreti sedute a parlare con il pubblico. È un'immagine rara, perché mostra il teatro nel momento in cui smette di essere spettacolo e torna a essere assemblea. Chiedete prima, e se la risposta è no, ricordatevela e basta.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il primo avvenimento da ricordare è l'inaugurazione del teatro, il 9 dicembre 2005, che segnò una scommessa culturale su un quartiere fino ad allora privo di spazi di spettacolo. La direzione artistica fu affidata a Michele Placido, e la scelta di un nome così noto fu un segnale rivolto a tutta la città.

Andando indietro nel tempo, la storia del luogo è più antica di quanto si immagini. La torre che dà il nome alla zona è documentata dal 1317. Nel Cinquecento la tenuta apparteneva a Santa Maria Maggiore; nel 1869 passò ai Borghese; nel 1923 al conte Romolo Vaselli. La borgata, riconosciuta ufficialmente nel 1934, crebbe intorno alla fabbrica della Breda, particolarmente attiva durante la seconda guerra mondiale.

Con il piano regolatore del 1962 la zona fu dichiarata di espansione, e negli anni Ottanta arrivarono i piani di edilizia economica e popolare che le hanno dato il volto attuale. La mancanza di servizi pubblici collegati a quei grandi interventi produsse degrado e difficoltà sociali; dagli anni Novanta sono partiti programmi di recupero urbano, di cui il teatro stesso è uno dei risultati più concreti. Nel 2013 la direzione artistica è passata ad Alessandro Benvenuti, e dal 2024 la Compagnia Umberto Orsini vi porta ogni anno Le voci del presente, arrivato nel 2026 alla terza edizione.

Chi è passato da Non comparse al Teatro Tor Bella Monaca — 4 ottobre 2026

Dal Teatro Tor Bella Monaca sono passati prima di tutto i suoi due direttori artistici: Michele Placido, che lo ha guidato nei primi anni dopo l'inaugurazione del 2005, e Alessandro Benvenuti, attore e regista toscano alla guida del teatro dal 2013.

Con Le voci del presente, il palco ha accolto nomi di primo piano della scena italiana. L'edizione 2026 si è aperta il 19 settembre con Massimo Popolizio, uno dei grandi attori del teatro italiano contemporaneo, che ha letto i sonetti de La pastasciutta di Aldo Fabrizi insieme alla violoncellista Giovanna Famulari. È il segno di un festival che porta in periferia gli stessi interpreti che riempiono i teatri del centro.

Il 4 ottobre il palco sarà di Marianna De Pinto e Simona Oppedisano, e, nel racconto, di Carla Capponi, Teresa Gullace, Marisa Musu e Miriam Mafai. Con loro, durante l'incontro, i rappresentanti dell'ANPI di Roma, l'associazione di cui Carla Capponi fece parte fino alla morte come membro del Comitato di presidenza. In un certo senso anche lei, attraverso lo spettacolo, passerà da Tor Bella Monaca: dopo lo sbarco di Anzio la sua formazione fu destinata alla zona est della città, fra Prenestino, Torpignattara, Quadraro, Centocelle e Quarticciolo, e Capponi dormì per un periodo nelle baracche della Borgata Gordiani. Più tardi agì con i partigiani nella zona Casilina e Prenestina, fra Valmontone, Zagarolo e Palestrina.

Cosa vedere intorno al Teatro Tor Bella Monaca

La periferia est di Roma ha più storia di quanto si pensi. Chi arriva nel primo pomeriggio può abbinare lo spettacolo a una breve esplorazione dei dintorni.

Il Castelletto di Torre Angela

Poco distante, nella vicina Torre Angela, si trova il Castelletto di Torre Angela, una delle presenze storiche della zona lungo la Casilina.

La via Casilina e la campagna romana

Il quartiere sorge sul lato nord della via Casilina, oltre il Raccordo, su un terreno ondulato solcato dal fosso di Tor Bella Monaca. Fra le costruzioni si leggono ancora i resti della campagna romana, e il tratto della via Gabina rinvenuto presso via Agostino Mitelli e via Giovanni Castano ricorda che qui passava una delle strade antiche verso est.

Per chi vuole seguire le tracce della Resistenza

La Roma della Resistenza ha una sua mappa, fatta di lapidi, musei e memoriali. Una guida utile per orientarsi è quella sui luoghi della memoria a Roma, che collega via Tasso, le Fosse Ardeatine, via Rasella e le pietre d'inciampo.

Tor Bella Monaca a inizio ottobre

Il 4 ottobre a Roma è ancora una giornata mite, con tramonto verso le 18.50. Lo spettacolo comincia con la luce del giorno e finisce a sera fatta. Un golf leggero per l'uscita basta.

Ottobre è anche il mese in cui la stagione teatrale romana riparte, e Le voci del presente occupa la finestra fra la fine dell'estate e l'apertura dei cartelloni invernali. Il festival si chiude l'11 ottobre: chi apprezza Non comparse ha ancora una settimana per vedere gli altri spettacoli, tutti gratuiti.

Domande frequenti su Non comparse

Quando va in scena Non comparse al Teatro Tor Bella Monaca?

Non comparse va in scena domenica 4 ottobre 2026 alle ore 18 al Teatro Tor Bella Monaca. Alle 19.15 segue un incontro laboratoriale con le artiste e con rappresentanti dell'ANPI di Roma. È una sola data, all'interno del festival Le voci del presente 2026.

Quanto costa il biglietto per Non comparse?

Non comparse è a ingresso gratuito, come tutti gli spettacoli del festival Le voci del presente 2026. L'organizzazione consiglia vivamente di prenotare al numero 06 2010579, su WhatsApp al 392 0650683, online dal sito della Compagnia Orsini o direttamente al botteghino del teatro.

Dove si trova il Teatro Tor Bella Monaca?

Il Teatro Tor Bella Monaca si trova in via Bruno Cirino, all'angolo tra viale Duilio Cambellotti e via di Tor Bella Monaca, nel Municipio VI di Roma. Si raggiunge con la metro C, stazioni Torre Angela e Torre Gaia, oppure con la metro A fino ad Anagnina e il bus 20.

Chi sono le interpreti di Non comparse?

Non comparse è scritto e interpretato da Marianna De Pinto e Simona Oppedisano, con la produzione di Malalingua ETS e Teatrificio 22. Le due artiste raccolgono storie di donne della Resistenza per un'antologia, e l'incontro dopo lo spettacolo serve anche a trovarne di nuove.

Di che cosa parla lo spettacolo Non comparse?

Non comparse racconta le donne che resero possibile la Resistenza senza essere riconosciute come protagoniste. A Roma il racconto si concentra su Carla Capponi, Teresa Gullace, Marisa Musu e Miriam Mafai, e sugli episodi dei GAP, di via Rasella e delle Fosse Ardeatine.

Non comparse è adatto ai ragazzi?

Non comparse è adatto a ragazzi delle scuole superiori, soprattutto se hanno già studiato l'occupazione di Roma. I temi comprendono violenze ed eccidi, quindi per i più giovani conviene una preparazione a casa. L'incontro con l'ANPI dopo lo spettacolo permette di porre domande dirette.

Che cos'è il festival Le voci del presente?

Le voci del presente è il Piccolo Festival di drammaturgia contemporanea della Compagnia Umberto Orsini, alla terza edizione, dal 19 settembre all'11 ottobre 2026 al Teatro Tor Bella Monaca. Propone sei spettacoli gratuiti ed è sostenuto dal Ministero della Cultura e da Roma Capitale.

Il consiglio finale su Non comparse

Penso che nulla sostituisca una voce che racconta. Non comparse fa esattamente questo, e lo fa nel posto giusto, lontano dai circuiti consueti, per un pubblico che quelle storie le ha spesso in casa senza saperlo. Prenotate, andate in metro, restate per l'incontro. È una domenica spesa bene.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento4 Ottobre 2026 18:00
IndirizzoTeatro Tor Bella Monaca, Via Bruno Cirino (angolo viale Duilio Cambellotti / via di Tor Bella Monaca), 00133 Roma Roma Città

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