Lago di Albano (RM)
Il Lago di Albano occupa un cratere vulcanico nel comprensorio dei Castelli Romani, a una ventina di chilometri a sud est di Roma, in provincia di Roma (RM). Le sue coste ricadono soprattutto nel territorio di Castel Gandolfo, con quote che toccano i comuni di Albano Laziale, Marino e Rocca di Papa. Non esiste un biglietto d'ingresso: il lago e le sue rive sono uno spazio pubblico, con spiagge libere che si alternano a stabilimenti e circoli sportivi lungo la costa settentrionale. Ci si arriva in auto dalla via Appia (strada statale 7) imboccando in localita Due Santi la strada statale 140 del Lago di Albano, quella che tutti chiamano la strada del Lago Olimpico; in treno con la linea regionale Roma-Albano che parte da Termini e ferma a Castel Gandolfo, da cui si scende a piedi verso lo specchio d'acqua; con i pullman regionali che servono i paesi dei Colli. Il parcheggio sul lungolago e quasi ovunque a pagamento nella bella stagione, e nei fine settimana di luglio e agosto si riempie presto. Per la balneazione conviene verificare prima con il Comune competente, perche il divieto di bagno viene attivato o revocato tratto per tratto a seconda dei controlli sulle acque.
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✦ Fuori portaCastelli Romani
Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.
✦ Senza faticaTour in e-bike
Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.
✦ Anche in cittàDegustazioni di vino
In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.
✦ Patrimonio UNESCOTivoli: Villa d'Este e Villa Adriana
Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.
✦ Poco camminoTour in golf cart
Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.
✦ Il classicoTour a piedi
Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.
✦ Va a rubaColosseo, Foro e Palatino
L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...
✦ Vai all'aperturaMusei Vaticani e Cappella Sistina
Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.
✦ Vieni affamatoFood tour
Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.
✦ Dopo le 21Bar hopping e vita notturna
Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.
✦ Foto garantiteVespa e Ape Calessino
In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.
✦ Il più scenograficoTour in sidecar
Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.
✦ Si mangia alla fineCorsi di cucina
Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.
✦ Prenotazione obbligatoriaGalleria Borghese
Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.
✦ SottoterraCatacombe e Appia Antica
Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.
✦ Accesso limitatoColosseo: sotterranei e arena
Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.
✦ Giornata lungaPompei e Costiera Amalfitana
Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.
✦ Alta velocitàFirenze in giornata
Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.
✦ Terrazza panoramicaCastel Sant'Angelo
Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.
✦ Dopo il tramontoRoma di notte
Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.
✦ Libertà di scesaBus hop-on hop-off
Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.
✦ MareCapri e Costiera Amalfitana
Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.
✦ Centro storicoTrevi, Pantheon e piazze
Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.
✦ Con i bambiniScuola dei gladiatori
Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.
✦ Poco sforzoSegway e monopattino
Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.
✦ MercoledìUdienza papale
Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.
✦ Poco affollatoTerme di Caracalla
Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.
✦ A 30 minutiOstia Antica
La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.
✦ Alta velocitàNapoli e Pompei
Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.
✦ Prima dell'aperturaVaticano: ingresso anticipato
Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.
Chi vuole inquadrare il lago dentro il suo ambiente naturale trova il contesto piu ampio nella pagina del Parco regionale dei Castelli Romani, l'ente che tutela l'intero comprensorio vulcanico.

Dove si trova e come arrivare al Lago di Albano (RM)
Il bacino ha la forma di un ovale allungato, con l'asse maggiore orientato da nord ovest a sud est, e misura circa tre chilometri e mezzo di lunghezza per poco meno di tre di larghezza. La superficie si aggira intorno ai seicento ettari, la quota del pelo dell'acqua sfiora i trecento metri sul livello del mare. Nessun paese si affaccia direttamente sulla riva: gli abitati stanno tutti in alto, sul bordo del cratere o sulle alture vicine, e il lago si raggiunge scendendo.
La principale strada carrozzabile di accesso al Lago di Albano e la strada statale 140, realizzata per le Olimpiadi del 1960 e per questo soprannominata del Lago Olimpico. Oggi e di competenza provinciale con tutte le sue diramazioni. La statale prende avvio al chilometro 21+400 della via Appia, all'incrocio di Due Santi nel comune di Marino, e dopo un paio di chilometri si divide in due rami. Il primo sale all'abitato di Castel Gandolfo ricalcando l'Olmata, il viale ottocentesco d'accesso alle Ville Pontificie, incrocia la strada statale 216 Maremmana III che corre lungo l'orlo del cratere fra Marino e Albano, poi torna a scendere con curve larghe, scavalca la ferrovia Roma-Albano con un ampio tornante e arriva fino alla spiaggia. Il secondo ramo, aperto ex novo negli anni Cinquanta, attraversa la parete del cratere nel suo punto piu basso con un lungo traforo e sbuca in una rotatoria proprio sul lungolago. I due rami si ricongiungono lungo lo stradone costiero che percorre tutta la sponda settentrionale e risale il crinale orientale con un altro tornante, fino a immettersi sulla strada statale 217, la Via dei Laghi.
Il consiglio pratico e semplice: se puoi, lascia l'auto e prendi il treno. La stazione di Castel Gandolfo scarica a pochi minuti dal belvedere sul lago, e nei weekend estivi si risparmia la coda di macchine che intasa il traforo e i parcheggi del lungolago.
Un lago dentro un vulcano: la geologia del Lago di Albano (RM)
Le pendici del Monte Cavo, la cima piu alta dei Castelli con i suoi 949 metri, separano il Lago di Albano dall'altro grande specchio d'acqua del gruppo, il vicino lago di Nemi. I due crateri sono soltanto i piu recenti di una lunga serie di apparati eruttivi: entrambi si aprono ai margini del complesso vulcanico dei Colli Albani, il cosiddetto Vulcano Laziale, riconoscibile nell'anfiteatro dell'edificio Tuscolano-Artemisio. I limiti della zona vulcanica disegnano un grande cerchio che, partendo da Albano Laziale, passa per Castel Gandolfo, Rocca di Papa, Marino, Grottaferrata, Rocca Priora, Velletri e Genzano di Roma.
Nella fase terminale dell'attivita vulcanica l'incontro tra le masse di magma e le falde acquifere favori la formazione di numerosi laghi. Di quelli, il Lago di Albano e il lago di Nemi sono gli unici sopravvissuti fino a oggi. L'attivita eruttiva e cessata, o quiescente, da millenni. Alcuni studi hanno ipotizzato che le ultime eruzioni risalgano a circa cinquemila anni fa, con episodi di ribollimento e di tracimazione del lago e conseguenti colate di fango di materiale piroclastico, i lahar, riversate su tutta la piana di Ciampino. Il vulcano non e morto, e in sonno: ancora oggi si registrano fenomeni di modesta entita, emanazioni gassose tossiche, deformazioni del suolo e piccoli terremoti frequenti, spesso in sciami, alcuni dei quali in passato furono distruttivi.
La forma allungata del bacino non e casuale: gli studiosi la spiegano con l'unione di due crateri vulcanici distinti, saldati in un unico specchio d'acqua, il che rende il fondale piu articolato di quanto la superficie liscia lasci immaginare. E questa la ragione per cui, scendendo verso l'acqua da punti diversi del bordo, il lago cambia aspetto: piu aperto e luminoso sul lato di Castel Gandolfo, piu chiuso e ombroso sul versante orientale, dove le pareti del cratere calano ripide sotto il bosco. Il complesso dei Colli Albani, del resto, non ha smesso del tutto la sua attivita: e classificato come vulcano quiescente, e i piccoli terremoti che ogni tanto scuotono i Castelli ricordano che sotto quei boschi tranquilli lavora ancora una macchina geologica potente.
Dal punto di vista ambientale il Lago di Albano e un microcosmo isolato dal paesaggio circostante. Come tutti i laghi vulcanici non dispone di fiumi immissari o emissari attivi capaci di garantire un ricambio idrico consistente: l'unico emissario e quello artificiale scavato dai Romani, di cui si dira piu avanti. L'acqua arriva soltanto dal bacino imbrifero, cioe dalla pioggia che scende lungo le pareti del cratere, e da alcune sorgenti sottolacustri. Questa chiusura idrica e la ragione per cui il lago e cosi profondo e, insieme, cosi delicato: con i suoi circa 170 metri di fondale il Lago di Albano e il piu profondo del Lazio, ma un bacino senza emissari smaltisce male quello che riceve, e ogni scarico di troppo pesa a lungo sulle acque.
C'e un aspetto della sua profondita che vale la pena spiegare. In un lago tanto fondo e chiuso, le acque profonde tendono a non rimescolarsi con quelle di superficie, e sul fondo si crea uno strato che resta a lungo privo di ossigeno. E in quelle condizioni che maturano i sedimenti-archivio di cui si e detto, ed e da quel mondo sommerso che, insieme all'attivita vulcanica residua, provengono le emanazioni gassose registrate di tanto in tanto lungo le rive. Un lago cosi non e mai del tutto immobile: respira lentamente, e chi lo studia lo tratta come un organismo vivo.
Il nome del Lago di Albano
Il Lago di Albano e conosciuto anche come lago di Castel Gandolfo, dal nome del paese che ne domina la sponda e nel cui territorio ricade gran parte delle coste. I due nomi sono intercambiabili e rimandano entrambi alla storia antica del luogo: Albano richiama Alba Longa, la citta latina che la tradizione colloca proprio su queste alture, e Castel Gandolfo il borgo dei papi che nei secoli moderni ha legato il proprio destino a questo specchio d'acqua. Nella cartografia e nella toponomastica ufficiale prevale la forma Lago di Albano, ed e quella che ritroverete sulle indicazioni stradali della strada statale 140.
Una curiosità su Lago di Albano (RM)
La curiosita che quasi nessun visitatore conosce riguarda il livello dell'acqua, che nel Lago di Albano non e affatto stabile. Tra gli anni Sessanta e il secondo decennio del Duemila il pelo del lago si e abbassato di parecchi metri, tanto che una spiaggia che oggi si calpesta all'asciutto, sul lato settentrionale, per secoli era stata sommersa. E stato proprio questo ritiro delle acque, nel 1984, a riportare alla luce i pali di un villaggio preistorico rimasto nascosto sott'acqua per quasi quattromila anni. Il calo dipende in parte dai prelievi per uso idrico e agricolo, in parte dal regime delle piogge, e resta uno degli indicatori piu seguiti dagli studiosi del bacino.
C'e poi un dettaglio che spiega la personalita del lago: essendo un cratere chiuso, il Lago di Albano funziona come un enorme termometro e un enorme registratore. Il fondale melmoso conserva strati di sedimenti che gli scienziati leggono come le pagine di un archivio, perche depositano anno dopo anno la storia del clima, delle eruzioni e persino delle attivita umane sulle rive. Pochi laghi in Italia raccontano cosi bene il proprio passato a chi sa interrogarli. La mia opinione, dopo anni di gruppi accompagnati quaggiu, e che questa sia la vera meraviglia del posto: non il panorama da cartolina, che pure c'e, ma l'idea di camminare sul bordo di un vulcano addormentato che tiene in serbo un diario di cinquemila anni.
La flora e la fauna del Lago di Albano (RM)
I boschi che scendono verso il Lago di Albano
Le pareti ripide del cratere hanno salvato dall'aratro e dal cemento un bosco misto di grande valore. Fra le piante ad alto e medio fusto si riconoscono il leccio, il tiglio, i carpini, il nocciolo, la roverella, l'acero, l'ontano, gli olmi e il pioppo nero. Il piano arbustivo e altrettanto ricco: lauro, orniello, agrifoglio, ginestre, biancospino, sambuco nero, ligustro, pungitopo e corniolo. Chi scende nel sottobosco in primavera trova ciclamini, anemoni, viole e ranuncoli, e a stagione buona qualche fragola selvatica e i funghi.
Gli animali del Lago di Albano
La fauna terrestre e quella tipica dei boschi laziali, il riccio, il tasso, la volpe e lo scoiattolo, resa pero piu schiva dalla forte presenza umana lungo le rive. Tra gli uccelli acquatici si osservano il cormorano, la folaga, la gallinella d'acqua e il germano reale, in misura minore il martin pescatore, oltre a colonie di gabbiani non stanziali che vanno e vengono. Sui costoni rocciosi non e raro l'avvistamento di rapaci.
I pesci del Lago di Albano
La fauna ittica e la componente piu interessante anche sul piano economico. Le specie autoctone d'acqua dolce comprendono la rovella, il luccio, il barbo, il cavedano, l'anguilla, la trota, la tinca, lo spinarello e la scardola. A queste si sono aggiunte nel tempo numerose specie alloctone introdotte dall'uomo: la carpa, il persico sole, l'agone e il persico reale, e persino specie di origine marina come il cefalo, il latterino e un piccolo crostaceo, il Palaemonetes antennarius. La convivenza fra pesci autoctoni e alloctoni e uno dei nodi ecologici del lago, perche le specie importate spesso sottraggono spazio a quelle native.

Una cosa che non ti dice nessuno su Lago di Albano (RM)
Quello che nessuna guida frettolosa racconta e che il Lago di Albano ha un fondo abitato dalla storia. Durante l'epoca romana, e ancora dopo, sullo specchio d'acqua si mettevano in scena le naumachie, spettacolari finte battaglie navali con imbarcazioni e figuranti. Il risultato e che il fondale non custodisce soltanto sedimenti geologici, ma anche reperti caduti o affondati durante quelle rappresentazioni e durante i secoli di frequentazione delle rive. Il lago, insomma, e un sito archeologico sommerso, oltre che un bacino naturale.
C'e di piu. Lungo la sponda orientale, dentro il bosco, si snoda un sentiero che porta ai ruderi di una villa romana e che permette di leggere sul terreno la stratificazione di duemilacinquecento anni di presenza umana. E un percorso poco battuto, ombroso, lontano dal chiasso degli stabilimenti del lato nord. Il consiglio, per chi cerca il lago vero e non solo la spiaggia, e proprio questo: lasciare il lungolago affollato e prendere il sentiero est, dove il rumore delle barche si spegne e restano l'acqua, gli alberi e le pietre antiche.
L'emissario romano del 398 a.C.: l'ingegneria che salvo Roma
L'opera piu straordinaria del Lago di Albano non si vede dalla spiaggia: e nascosta dentro la roccia. Secondo la tradizione, intorno al 398 a.C., durante la lunga guerra di Roma contro la citta etrusca di Veio, i Romani scavarono attraverso la parete del cratere un tunnel di scarico, un emissario destinato a entrare in funzione quando il livello del lago avesse superato una certa soglia. Fu un'impresa di idraulica avanzatissima per l'epoca. Lo storico Tito Livio racconta che la sua costruzione nacque da una profezia dell'oracolo di Delfi: Roma avrebbe piegato Veio soltanto nel giorno in cui le acque del lago fossero state incanalate e usate per irrigare i campi. La leggenda, il calcolo militare e la necessita agricola si intrecciano in un'unica opera.
I dati tecnici restano impressionanti. La quota dell'emissario e di 293 metri sul livello del mare, circa settanta metri piu in basso rispetto al bordo del cratere. Il cunicolo e lungo all'incirca 1450 metri, largo in media poco piu di un metro e alto due, ed e stato scavato a mano nella roccia vulcanica seguendo una pendenza calcolata con precisione notevole, per far defluire l'acqua fino alla localita delle Mole, sotto Castel Gandolfo, dove ancora un tempo azionava dei mulini. Che un condotto del quinto secolo avanti Cristo funzioni ancora oggi dice tutto della maestria degli ingegneri romani. Se dovessi indicare un solo motivo colto per amare questo lago, sceglierei l'emissario: un'idea di duemilaquattrocento anni fa che continua a lavorare in silenzio.
La preistoria del Lago di Albano: il Villaggio delle Macine e Alba Longa
Il primo insediamento umano documentato sulle rive del Lago di Albano e un villaggio palafitticolo tornato alla luce nel 1984, quando l'abbassamento delle acque scopri la spiaggia settentrionale. Lo chiamano Villaggio delle Macine, per via delle macine di pietra ritrovate sul posto. La sua datazione oscilla tra il ventesimo e il diciannovesimo secolo avanti Cristo e la media eta del bronzo, tra il diciassettesimo e il sedicesimo. Secondo gli studiosi il villaggio andrebbe collegato all'orizzonte urbanistico della mitica Alba Longa, la metropoli latina, madre di citta nel senso etimologico della parola, che la tradizione vuole rasa al suolo dai Romani intorno al sesto secolo avanti Cristo per mano del re Tullo Ostilio. Qui la storia sfuma nel mito: Alba Longa e la citta da cui, secondo la leggenda, discendevano Romolo e Remo, e ritrovare sul fondo del lago le tracce di un abitato cosi antico significa toccare le radici stesse della civilta laziale.
Il consiglio che ti do per visitare Lago di Albano (RM)
Il mio consiglio da chi accompagna gruppi ai Castelli da anni e di non ridurre il Lago di Albano a una giornata di spiaggia. Il lungolago del lato nord, con i suoi ristoranti, i noleggi di pedalo e gli stabilimenti, e piacevole ma affollato, e nei weekend di luglio e agosto diventa una fila di ombrelloni e di auto in cerca di parcheggio. Il modo giusto di vivere il posto e un altro: arrivare la mattina presto, fare il giro completo del lago a piedi seguendo il periplo che si allunga per una decina di chilometri lungo i sentieri e lo stradone costiero, e alternare i tratti panoramici del versante di Castel Gandolfo con l'ombra del bosco sul lato orientale.
Metti in conto tre o quattro ore per il periplo con calma, scarpe chiuse, acqua al seguito perche le fontane sono poche, e la macchina fotografica pronta sul lato di Castel Gandolfo, dove la cupola berniniana della collegiata e le cupolette bianche della Specola Vaticana si affacciano sull'acqua. Chiudi la giornata in uno dei paesi in alto, a tavola: una porchetta ad Ariccia, un bicchiere di bianco a Marino. La balneazione lasciala perdere se non hai verificato prima con il Comune che il tratto sia aperto: il divieto di bagno viene attivato di frequente e non vale la pena rischiare una multa o, peggio, l'acqua sbagliata.
Cosa vedere intorno al Lago di Albano (RM)
Nessun centro abitato vero e proprio si affaccia sulle rive, ma il bordo del cratere e le alture vicine sono un anello di paesi di grande importanza storica e artistica. Vale la pena dedicare a ciascuno almeno mezza giornata.
Castel Gandolfo, il paese del Papa sul Lago di Albano
Castel Gandolfo e il centro piu vicino e meglio collegato, e nel suo territorio comunale ricade gran parte delle coste lacustri. Abitato fin dal decimo secolo, appartenne alla famiglia genovese dei Gandolfi, poi ai Savelli e infine, dal 1596, alla Camera Apostolica, cioe direttamente alla Santa Sede. Papa Urbano VIII fu il primo a sceglierlo per la villeggiatura, facendo costruire a Carlo Maderno il primo nucleo del Palazzo Pontificio. Alessandro VII commissiono poi a Gian Lorenzo Bernini la collegiata di San Tommaso da Villanova, la cui cupola domina il panorama del lago. Molti papi ampliarono nei secoli il complesso. Dopo l'abbandono seguito alla fine del potere temporale, nel 1929 le Ville Pontificie furono riconosciute dallo Stato italiano come zona extraterritoriale della Santa Sede, qualifica che conservano ancora. Dentro il perimetro delle Ville si trovano la Specola Vaticana, l'osservatorio astronomico con le cupolette bianche visibili anche dall'acqua, e i ruderi della parte residenziale della grande villa dell'imperatore Domiziano. Dal 2016, per decisione di papa Francesco, il Palazzo Pontificio non e piu residenza estiva ma un museo aperto al pubblico.
Albano Laziale sopra il Lago di Albano
Albano Laziale resta nascosto alla vista del lago dal Colle dei Cappuccini. Il suo centro storico sorge in gran parte sui Castra Albana, l'accampamento militare di eta severiana che ne costituisce il nucleo. Sede vescovile suburbicaria gia dal quarto secolo, ebbe una stagione di libero comune intorno all'anno Mille, poi passo ai Savelli, che ne fecero una roccaforte fino all'acquisto da parte della Reverenda Camera Apostolica nel 1697. Nel Settecento la citta si giovo del dominio ecclesiastico con la fondazione di istituti culturali e con la risistemazione della via Appia, che torno a essere la strada privilegiata fra Roma e Napoli al posto del vecchio itinerario per Marino e Velletri. In quel periodo Albano si arricchi di ville e residenze patrizie: l'attuale parco pubblico di Villa Doria, Palazzo Pamphilj, Palazzo Corsini oggi sede dell'ASL, Villa Ferrajoli che ospita il Museo civico, Villa Venosa, Palazzo Rospigliosi. Oggi Albano, insieme alle popolose frazioni di Cecchina e Pavona, e uno dei comuni piu grandi della provincia e un importante centro commerciale e scolastico.
Ariccia a sud del Lago di Albano
A sud il cratere si chiude nella zona residenziale di Monte Gentile, nel comune di Ariccia. La cittadina e l'erede dell'antica Aricia, importante centro latino, teatro della celebre battaglia del 505 o 504 avanti Cristo e poi stazione di posta sulla via Appia. Decaduta Aricia nel Medioevo, l'abitato si sposto dalla valle di Vallericcia, un tempo anch'essa un piccolo lago vulcanico come Albano e Nemi, sul colle dell'antica acropoli. Rifondata dai Savelli nel Quattrocento, Ariccia fu comprata nel 1661 dai Chigi, che la dotarono delle architetture berniniane della collegiata di Santa Maria Assunta, del santuario di Galloro e del Palazzo Chigi con il suo parco e la scenografia barocca di piazza di Corte. Piu tardi papa Gregorio XVI fece costruire i viadotti che accorciavano la via Appia: il piu imponente, il ponte di Ariccia, fu inaugurato nel 1854 da Pio IX e rimase a lungo tra i piu alti d'Europa. Ariccia e nota al grande pubblico per le fraschette e per la sua porchetta, presidio gastronomico dei Castelli.
Rocca di Papa e il convento di Palazzolo
Il lago e dominato da oriente da Rocca di Papa, adagiata sulle pendici del Monte Cavo. L'abitato appartenne agli Annibaldi, agli Orsini e infine ai Colonna. Nel 1855 i rocchigiani diedero vita a una singolare esperienza rivoluzionaria contro il dominio feudale e pontificio, ricordata come Repubblica di Rocca di Papa. Dopo l'Unita divenne un centro di villeggiatura ben servito, e nel 1906 la funicolare delle Tranvie dei Castelli Romani lo collego a Roma via Grottaferrata, in servizio fino al 1963. Nel 1886, nella Fortezza Pontificia in cima al paese, fu allestito l'Osservatorio Geodinamico, oggi trasformato nel Museo geofisico di Rocca di Papa. Fuori dall'abitato, a strapiombo sul lago, sorge il convento di Santa Maria ad Nives di Palazzolo, fondato da eremiti nell'undicesimo secolo, cisterciense nel Duecento, poi certosino fino al 1449 e infine dei Frati Minori Osservanti. Nel 1629 il cardinale Girolamo Colonna vi costrui accanto una villa panoramica, ancora nota come Villa del Cardinale. Nel Settecento il convento visse il suo massimo splendore, legato al Portogallo grazie al mecenatismo del cardinale Josè Maria de Fonseca de Evora, e rimase possesso extraterritoriale del Regno portoghese fino al 1910.
Marino e la Sagra dell'uva
A settentrione, sopra il Bosco Ferentano, spuntano i campanili di Marino. Citata dall'undicesimo secolo, fu feudo dei Frangipane, che vi edificarono la chiesa gotica di Santa Lucia, oggi Museo civico dedicato a Umberto Mastroianni e unico monumento gotico superstite dei Castelli, poi degli Orsini e infine dei Colonna, che ne fecero un caposaldo avanzato verso Roma. A meta Cinquecento Ascanio I Colonna e suo figlio Marcantonio II, celebre ammiraglio pontificio alla battaglia di Lepanto del 1571, avviarono un piano urbanistico il cui esito maggiore fu il Palazzo Colonna, progettato da Antonio da Sangallo il Giovane e rimasto incompiuto. Un secolo dopo Filippo I e il cardinale Girolamo Colonna aprirono Corso Trieste e innalzarono la basilica di San Barnaba. Marino e celebre soprattutto per il suo vino: nel 1925 vi si celebro la prima Sagra dell'uva d'Italia, che ancora oggi porta nel mondo il nome della citta e del suo bianco.
Le chiese, i ninfei e la villa di Domiziano
Sulle rive del Lago di Albano il monumento moderno di riferimento e la chiesa della Madonna del Lago, costruita a partire dal 1966 su progetto di Francesco Vacchini, direttore tecnico della Fabbrica di San Pietro, per volere di papa Paolo VI. Fu lo stesso pontefice, ormai malato, a consacrarla il 25 agosto 1977. Fra i resti archeologici si contano il gia citato Villaggio delle Macine, l'imbocco dell'emissario artificiale, il Ninfeo dorico e il Ninfeo del Bergantino, ambienti monumentali legati alle ville romane che punteggiavano le pendici del cratere, prima fra tutte la villa dell'imperatore Domiziano.

I ninfei e le ville romane del Lago di Albano (RM)
Le pendici del cratere furono, in eta romana, una delle zone residenziali piu ambite del suburbio. Alle ville patrizie si accompagnavano i ninfei, ambienti monumentali dedicati alle ninfe e all'acqua, spesso scavati nella roccia o affacciati sul lago, luoghi di frescura e di rappresentanza. Due sono ancora oggi i piu celebri: il Ninfeo dorico, cosi chiamato per il suo ordine architettonico, e il Ninfeo del Bergantino, un grande ambiente absidato legato alla villa imperiale. Furono proprio questi resti, insieme all'imbocco dell'emissario, ad attirare nel Settecento la matita di Giovanni Battista Piranesi, che ne trasse incisioni celebri in tutta Europa. Il complesso piu vasto era la villa dell'imperatore Domiziano, i cui ruderi si conservano dentro il perimetro delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo, un caso raro di continuita fra la residenza imperiale antica e quella papale moderna, sorte quasi sullo stesso terreno a distanza di quindici secoli.
Chi vuole leggere questa stratificazione sul terreno prenda il sentiero che si snoda nel bosco lungo la sponda orientale del Lago di Albano: e qui, lontano dagli stabilimenti, che si incontrano i ruderi di una villa romana e si coglie il senso di un paesaggio abitato senza interruzioni da duemilacinquecento anni. La valorizzazione di queste emergenze e affidata ai comuni rivieraschi, al Parco regionale dei Castelli Romani e agli enti provinciali, che negli anni hanno lavorato a rendere leggibili e accessibili i tratti piu interessanti.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Tutti sanno che Castel Gandolfo e il paese dei papi, ma pochi si fermano a pensare a quanto sia insolito il confine che corre proprio sopra il Lago di Albano. Dal 1929 le Ville Pontificie sono territorio extraterritoriale della Santa Sede: significa che affacciandosi sul lago da certi punti di Castel Gandolfo si guarda idealmente da uno Stato a un altro. Dentro quel perimetro la Specola Vaticana tiene ancora oggi uno dei piu antichi osservatori astronomici del mondo cattolico, e nei giardini si conservano i ruderi della villa di Domiziano, uno dei complessi imperiali piu vasti del suburbio romano.
Il fatto poco citato e un altro ancora: fino al ventunesimo secolo il lago ha avuto dei proprietari privati. La superficie dell'acqua e stata a lungo un bene che si comprava e si vendeva, con annesse le privative, cioe i diritti esclusivi sulle mole azionate dall'emissario, sulla pesca e sulla concia delle pelli ad Albano. Nel 1822 la Camera Apostolica vendette il lago al principe polacco Stanislao Poniatowski; da lui passo al marchese Lorenzo Lezzani e nel 1884 al duca di Gallese, Giulio Hardouin. Solo in epoca recente lo specchio d'acqua e diventato di pertinenza pubblica. Che un lago potesse avere un padrone, oggi, suona quasi assurdo: eppure per secoli e stato cosi.
Le Olimpiadi del 1960 e il Lago di Albano campo di gara
Il momento che ha cambiato il volto del Lago di Albano furono le Olimpiadi di Roma del 1960. Il lago fu scelto come sede delle gare di canottaggio e di canoa, e per l'occasione vennero costruiti gli impianti sportivi con lo stadio, le piattaforme di partenza e gli edifici di servizio, oltre alle infrastrutture per raggiungerli: la strada statale 140 del Lago Olimpico con il suo lungo traforo e persino una cestovia, una teleferica a cabine rimasta in funzione fino al 1974, di cui oggi restano i piloni abbandonati sui fianchi del cratere, testimoni un po' malinconici di quella stagione di entusiasmo. Il boom economico porto quaggiu anche la villeggiatura di massa: sul lungolago sorsero decine di ristoranti, stabilimenti e locali che nella bella stagione richiamano romani e gente del posto.
L'antropizzazione, va detto, era cominciata prima. Gia all'inizio del Novecento i paesi dei Colli si erano proposti come luogo di villeggiatura a due passi da Roma, e il bordo settentrionale del cratere si era popolato di villini lungo la statale 216 fra Marino e Castel Gandolfo, tanto che la localita fu chiamata per un periodo Castel Marino ed e oggi nota semplicemente come i Villini. Nel 1889 la ferrovia Roma-Albano aveva gia tagliato il cratere con due fermate. E proprio in quegli anni gli archeologi cominciarono a studiare sistematicamente le antichita del lago: il grande topografo Giuseppe Lugli si laureo nel 1913 con una tesi sulla villa di Domiziano e nel 1919 effettuo sulla zona il primo volo di ricognizione archeologica, a bordo del dirigibile Roma della Regia Aeronautica.
La navigazione e gli sport sul Lago di Albano (RM)
Il Lago di Albano non presenta difficolta particolari per la navigazione a remi o a vela, ed e uno dei bacini piu vivi del Lazio per gli sport d'acqua. Lungo la strada costiera si incontrano diversi circoli velici, come il Circolo Vela Castel Gandolfo e la Vela Il Cantone, oltre a scuole di windsurf e di canoa, compreso il dragonboat, la lunga barca a pagaie con l'equipaggio numeroso, e a noleggi di pedalo e di barche a remi. E un lago che si presta bene all'iniziazione dei ragazzi agli sport remieri, come dimostra la scelta che ne fecero per le gare olimpiche del 1960, ma anche capace di mettere alla prova i velisti esperti quando il vento rinforza. Chi va a vela deve tenere presenti due elementi: la presenza di alghe fino a pelo d'acqua in alcuni tratti vicino alla riva, e un vento molto variabile in direzione e intensita, con raffiche improvvise. Data la conformazione delle coste, lo Scirocco puo raggiungere anche i trenta nodi, il che rende il lago tecnico e divertente per i velisti esperti e insidioso per i principianti. Esiste anche un battello elettrico che accompagna i visitatori in giri guidati lungo le sponde. Una regola vale per tutti, ed e assoluta: sul Lago di Albano la navigazione a motore e vietata. E il motivo per cui l'acqua, quando la si attraversa in pedalo o in canoa, restituisce un silenzio che sui laghi piu grandi si e ormai perso.

L'acqua del Lago di Albano (RM): inquinamento e risanamento
La bellezza del lago non deve far dimenticare la sua fragilita. Un bacino chiuso, senza emissari attivi, smaltisce con difficolta gli scarichi, e la crescita disordinata di pontili e stabilimenti sul lato settentrionale, spesso ampliati oltre le regole, ha messo a dura prova le acque. Nel 2000 il Lago di Albano fu classificato come area a vulnerabilita primaria nel Piano regionale delle acque. Nei primi anni Duemila i controlli registrarono a piu riprese valori di inquinamento oltre i limiti, dovuti soprattutto agli sversamenti delle fogne delle abitazioni intorno al lago: in un caso, presso l'emissario, gli streptococchi fecali superarono di decine di volte il valore consentito. I sindaci di Albano Laziale e di Castel Gandolfo alternarono negli anni ordinanze di divieto di balneazione e successive revoche, tratto per tratto, a seconda dei rilevamenti dell'agenzia regionale per l'ambiente.
Vale la pena ricostruire la vicenda con qualche data, perche racconta bene quanto sia complicato governare un bene diviso fra piu comuni. Le zone settentrionali, dove si erano moltiplicati pontili e stabilimenti, risultavano gia nel 2004 inquinate oltre il consentito, sia pure entro i limiti di deroga. Nel luglio di quell'anno il sindaco di Albano Laziale, Marco Mattei, emise per il tratto di costa albanense un'ordinanza di divieto di immersione e di canottaggio, revocata pero il mese seguente, forse davanti all'impossibilita di farla rispettare. L'anno dopo, con l'ordinanza numero 54 del 14 aprile 2005, lo stesso sindaco torno a vietare le attivita sportive e ludiche nelle acque. Nel 2006, presso l'emissario, gli streptococchi fecali arrivarono a superare di trenta volte il valore di legge, e nel 2007 i rilevamenti dell'agenzia regionale per l'ambiente confermarono livelli fuori norma in molte zone. Il divieto di balneazione fu esteso, prima ad alcuni tratti e poi a tutta la costa albanense, mentre il sindaco di Castel Gandolfo, Maurizio Colacchi, alternava a sua volta ordinanze di divieto e revoche fino al 2008. La causa, sempre la stessa, era la fauna intestinale prodotta dagli sversamenti delle fogne delle case intorno al lago.
La svolta arrivo con la rete fognaria circumlacuale, l'opera che raccoglie e allontana gli scarichi lungo tutto il perimetro del lago, promossa dalla Provincia di Roma insieme ai comuni di Marino, Rocca di Papa e Castel Gandolfo. Lo stralcio del progetto e dell'aprile 2007, i lavori partirono nel novembre 2008 e l'impianto fu inaugurato il 25 giugno 2009: gia dall'anno seguente le acque risultarono meno compromesse, e nel 2010 Castel Gandolfo pote revocare il divieto di balneazione. Il quadro resta comunque delicato, e proprio per questo la balneazione va sempre verificata prima con il Comune competente. Il consiglio schietto di chi conosce il lago e di trattarlo con rispetto: e un ecosistema chiuso, e ogni gesto sbagliato sulla riva pesa a lungo sul fondo. Paradossalmente, sono stati proprio i guai ambientali a riportare l'attenzione degli studiosi su un bacino la cui importanza botanica, archeologica e storica era stata a lungo trascurata nel dopoguerra.
La foto giusta da fare a Lago di Albano (RM)
La foto che porta a casa il Lago di Albano non e quella scattata dal lungolago con i piedi nell'acqua. La cartolina vera si prende dall'alto, dal belvedere di Castel Gandolfo o dai tornanti che scendono dal paese: da lassu il cratere si mostra per intero, l'ovale scuro dell'acqua incassato fra le pareti boscose, con la cupola berniniana della collegiata di San Tommaso da Villanova e le cupolette bianche della Specola Vaticana in primo piano. E l'inquadratura che ha tentato pittori di mezza Europa per due secoli, e regge ancora.
Il momento giusto e la prima mattina, quando la luce radente entra da est e disegna i rilievi del cratere, oppure il tardo pomeriggio d'estate, con il sole basso che accende il versante di Castel Gandolfo. Chi ha voglia di camminare trovi un secondo punto di scatto sul sentiero della sponda orientale, dove il bosco incornicia l'acqua e, in controluce, si stagliano i piloni arrugginiti della vecchia cestovia olimpica: un'immagine meno da cartolina e piu da racconto, che mette insieme la natura del vulcano e la memoria del Novecento. Evita le ore centrali di ferragosto, quando la foschia e la folla appiattiscono tutto.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Pochi specchi d'acqua hanno visto passare tanta storia. Nel sesto secolo avanti Cristo, secondo la tradizione, i Romani rasero al suolo la vicina Alba Longa, la citta madre da cui discendeva la loro stessa stirpe. Intorno al 398 avanti Cristo scavarono l'emissario, l'opera idraulica legata alla profezia di Delfi e alla vittoria su Veio. In eta romana e imperiale il lago fu teatro delle naumachie, le battaglie navali di spettacolo che ancora lasciano reperti sul fondo, e le sue pendici si coprirono di ville patrizie e imperiali, prima fra tutte quella di Domiziano.
Nel 1233 una bolla di papa Gregorio IX elenca il lago tra le proprieta dell'abbazia di Grottaferrata, il cenobio basiliano fondato da san Nilo da Rossano nel 1004 sotto la protezione dei Conti di Tuscolo. Nel 1822, con un atto notarile datato 22 settembre, la Camera Apostolica vendette lo specchio d'acqua al principe Poniatowski, avviando il breve capitolo delle proprieta private. Nel 1960 il lago ospito le gare olimpiche di canottaggio, l'evento che lo consegno al turismo di massa. Nel 1977 papa Paolo VI, gia malato, consacro personalmente la chiesa della Madonna del Lago il 25 agosto; sarebbe morto l'anno successivo proprio durante il soggiorno estivo a Castel Gandolfo. Due anni piu tardi, il 2 settembre 1979, anche papa Giovanni Paolo II visito il santuario. Nel 1984 l'abbassamento delle acque restitui il Villaggio delle Macine, e nel 2009 l'inaugurazione della rete fognaria circumlacuale segno l'inizio del lento risanamento del bacino.
Chi è passato da Lago di Albano (RM)
La lista di chi si e fermato sulle rive del Lago di Albano attraversa i secoli. Fra i visitatori piu antichi si conta Pio II, il papa umanista vissuto tra il 1405 e il 1464, che amava viaggiare e annotare le proprie impressioni nei Commentarii latini. Le rovine del lago attirarono nel Settecento l'incisore Giovanni Battista Piranesi, che dedico due splendide stampe all'imbocco dell'emissario e al Ninfeo dorico, contribuendo a diffondere in tutta Europa il fascino archeologico del sito.
Nel Grand Tour il lago divenne un soggetto amatissimo dai pittori paesaggisti. Lo ritrassero, tra gli altri, l'inglese John Robert Cozens, il tedesco Jakob Philipp Hackert, il francese Jean-Baptiste Camille Corot, il russo Sil'vestr Ščedrin, e piu tardi Oswald Achenbach e l'americano George Inness: una piccola galleria internazionale che testimonia quanto questo cratere abbia segnato l'immaginario europeo. Per i viaggiatori del Grand Tour, che scendevano da Roma verso i Castelli lungo la via Appia, il Lago di Albano era una sosta quasi obbligata del percorso sentimentale e artistico: la combinazione di rovine antiche, boschi e acqua incassata rispondeva esattamente al gusto del pittoresco che quei visitatori cercavano, e molti tornarono a casa con un taccuino pieno di schizzi di questo specchio d'acqua. Sul versante della storia proprietaria passarono di qui il principe polacco Stanislao Poniatowski, il marchese Lorenzo Lezzani e il duca Giulio Hardouin di Gallese. E poi i papi, che a Castel Gandolfo hanno la loro residenza estiva da quattro secoli, da Urbano VIII ad Alessandro VII fino a Paolo VI e Giovanni Paolo II. A studiare il lago, non solo ad ammirarlo, fu invece Giuseppe Lugli, il topografo che nel 1919 lo sorvolo in dirigibile per la prima ricognizione archeologica dall'alto.

Il Lago di Albano (RM) con i bambini e l'accessibilità
Il Lago di Albano e una meta comoda per le famiglie, soprattutto sul versante settentrionale, dove il lungolago corre pianeggiante lungo l'acqua e alterna spiagge libere, stabilimenti attrezzati, noleggi di pedalo e chioschi. Per i bambini il giro in pedalo sull'acqua senza motore, il gelato lungo la riva e l'osservazione di folaghe e germani reali bastano a riempire un pomeriggio. Il periplo completo del lago, invece, con i suoi dieci chilometri e i tratti in salita sul crinale orientale, e impegnativo per i piu piccoli: meglio limitarsi al tratto costiero pianeggiante e rientrare.
Sull'accessibilita conviene essere onesti: il lungolago principale e in gran parte percorribile, ma i sentieri nel bosco della sponda est sono sterrati, stretti e a tratti ripidi, poco adatti alle carrozzine e alle sedie a rotelle. Chi ha esigenze di mobilita trovera piu agevole godersi il lago dalla passeggiata costiera e dai belvedere di Castel Gandolfo, raggiungibili in auto o in treno, piuttosto che avventurarsi nell'anello completo. Le fontane lungo il percorso sono poche, quindi conviene portarsi l'acqua, e nella stagione calda un cappello, perche alcuni tratti del lungolago sono esposti al sole per lunghi tratti.
Quando andare al Lago di Albano (RM)
Il Lago di Albano si visita tutto l'anno, ma cambia molto di stagione. La primavera e l'autunno sono i momenti migliori per il periplo a piedi e per la fotografia: il bosco e nel pieno dei suoi colori, la luce e morbida, le rive sono tranquille. L'estate porta la vita del lungolago, i ristoranti aperti, i pedalo e le barche, ma anche la folla dei weekend e il traffico verso i parcheggi: chi cerca la spiaggia venga presto la mattina. L'inverno regala un lago diverso, silenzioso e severo, con il cratere spesso avvolto dalla foschia e i paesi in alto quasi deserti. Il mio periodo preferito e la fine di settembre, quando l'estate si e ritirata, le fraschette di Ariccia riaprono la stagione della porchetta e il lago torna a chi lo sa camminare.
Chi ha posseduto il Lago di Albano (RM) nei secoli
La storia di chi ha comandato su queste acque merita un capitolo a se, perche pochi laghi in Italia hanno cambiato tante mani. Nel 1233 una bolla di papa Gregorio IX elenca il lago fra le pertinenze dell'abbazia di Santa Maria di Grottaferrata, il potente cenobio basiliano fondato da san Nilo da Rossano nel 1004 grazie alla protezione dei Conti di Tuscolo. Quella famiglia baronale, che aveva la sua roccaforte nell'antica Tusculum, assicuro al monastero varie proprieta nella propria zona d'influenza, e cosi si spiegano gli interessi che l'abbazia mantenne fino al Quattrocento nei territori di Castel Gandolfo e Ariccia. L'erudito ottocentesco Gaetano Moroni, autore del monumentale Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, sostiene che in seguito il lago passo alla Camera Apostolica, il demanio pontificio, anche se non ne spiega il ragionamento.
La certezza documentaria arriva solo con la vendita: il 22 settembre 1822, con rogito presso il notaio De Gregori, la Camera Apostolica cedette il lago al principe polacco Stanislao Poniatowski, esponente di una nobilta di sangue reale esule dopo la spartizione della Confederazione Polacco-Lituana del 1795, che a Roma e poi a Firenze aveva trovato una seconda patria e che ad Albano possedeva gia un palazzo e alcune terre. Trasferitosi in Toscana, il principe alieno la proprieta in favore del marchese Lorenzo Lezzani, un uomo arricchitosi in fretta grazie agli appalti pontifici e assunto alla nobilta nel 1841. Nel 1884 il lago passo ancora, al duca di Gallese Giulio Hardouin, padre del piu noto diplomatico Luigi Hardouin di Gallese. Puo sembrare strano che qualcuno avesse interesse a possedere una massa d'acqua, ma insieme al lago si compravano le privative: i diritti esclusivi sulle mole di Albano e di Castel Gandolfo, azionate dall'acqua dell'emissario, sulla pesca e sulla concia delle pelli. Solo in epoca recente la superficie del lago e diventata di pertinenza pubblica.
Il Lago di Albano e il lago di Nemi: due crateri gemelli
Non si capisce fino in fondo il Lago di Albano senza il suo gemello, il lago di Nemi, che si apre a poca distanza oltre il crinale del Monte Cavo. Sono i due unici laghi sopravvissuti del Vulcano Laziale, entrambi incassati in crateri profondi, entrambi senza emissari naturali attivi, entrambi carichi di memoria romana. Ma hanno caratteri diversi. Albano e piu grande, piu profondo, piu turistico, aperto alle spiagge e agli sport d'acqua; Nemi e piu piccolo e raccolto, il celebre specchio di Diana, sovrastato dal borgo delle fragoline e legato al recupero delle navi dell'imperatore Caligola. Chi ha una giornata intera puo unirli in un solo itinerario dei Castelli, salendo da Albano verso Rocca di Papa e scendendo poi a Nemi e Genzano: due laghi vulcanici in poche ore, con in mezzo i boschi del Parco regionale dei Castelli Romani.
Cosa mangiare intorno al Lago di Albano (RM)
Scendere al lago senza fermarsi a tavola nei paesi in alto sarebbe un errore, perche i Castelli Romani sono una delle dispense piu ricche del Lazio. Il piatto simbolo e la porchetta di Ariccia, presidio gastronomico servito nelle fraschette, le osterie popolari dove un tempo si vendeva il vino sfuso segnalato da una frasca appesa alla porta e dove oggi si mangia porchetta, salumi e formaggi su tavoli di legno. Il vino e l'altra grande tradizione: Marino celebra dal 1925 la sua Sagra dell'uva, la prima del genere in Italia, e il suo bianco DOC accompagna bene i sapori grassi della porchetta. Poco piu in la, Genzano di Roma e la patria del celebre pane a lievitazione naturale, e a Grottaferrata l'abbazia e i ristoranti del centro completano il giro. Il mio suggerimento e semplice: fate il periplo del lago la mattina, salite a un paese all'ora di pranzo e programmate il ritorno a Roma dopo il caffe, quando il traffico dei Castelli si e diradato.
Domande veloci su Lago di Albano (RM)
Dove si trova il Lago di Albano?
Nei Castelli Romani, a circa venti chilometri a sud est di Roma, in provincia di Roma. Le sue coste ricadono soprattutto nel comune di Castel Gandolfo e in parte in quelli di Albano Laziale, Marino e Rocca di Papa.
Come si arriva al Lago di Albano?
In auto dalla via Appia imboccando a Due Santi la strada statale 140 del Lago Olimpico; in treno con la linea regionale Roma-Albano da Termini, scendendo a Castel Gandolfo; con i pullman regionali che servono i Castelli.
Si paga il biglietto per entrare al Lago di Albano?
No, il lago e le sue rive sono uno spazio pubblico. Si pagano semmai il parcheggio sul lungolago e l'eventuale ingresso agli stabilimenti balneari privati.
Ci si puo fare il bagno nel Lago di Albano?
Dipende dal tratto e dal periodo. Il divieto di balneazione viene attivato o revocato a seconda dei controlli sulle acque, quindi conviene verificare sempre prima con il Comune competente.
Quanto e profondo il Lago di Albano?
La profondita massima si aggira intorno ai 170 metri, il che ne fa il lago piu profondo del Lazio.
Quanto e grande il Lago di Albano?
La superficie e di circa seicento ettari, con una forma ovale lunga circa tre chilometri e mezzo e larga poco meno di tre.
Perche il Lago di Albano e un lago vulcanico?
Occupa un cratere del complesso vulcanico dei Colli Albani, il Vulcano Laziale. Non ha fiumi immissari o emissari naturali attivi ed e alimentato dalla pioggia e da sorgenti sottolacustri.
Cos'e l'emissario del Lago di Albano?
Un tunnel di scarico scavato dai Romani intorno al 398 avanti Cristo attraverso la parete del cratere, lungo circa 1450 metri, che sbocca alle Mole sotto Castel Gandolfo. Serviva a regolare il livello del lago.
Si puo fare il giro del Lago di Albano a piedi?
Si, il periplo lungo i sentieri e lo stradone costiero misura una decina di chilometri e richiede tre o quattro ore con calma. Servono scarpe chiuse e acqua al seguito.
Si puo navigare sul Lago di Albano?
Si a remi, a pedalo, in canoa e a vela, con noleggi e circoli lungo la costa. La navigazione a motore e invece vietata.
Quale paese si affaccia sul Lago di Albano?
Nessun paese si trova direttamente sulla riva. Sul bordo del cratere e sulle alture vicine sorgono Castel Gandolfo, Albano Laziale, Ariccia, Rocca di Papa e Marino.
Il Lago di Albano e adatto ai bambini?
Si, il lungolago pianeggiante, i pedalo e le spiagge attrezzate lo rendono una meta comoda per le famiglie. Per il periplo a piedi con bambini piccoli meglio scegliere solo il tratto settentrionale.
Cosa vedere vicino al Lago di Albano?
Castel Gandolfo con il Palazzo Pontificio e le Ville, Albano Laziale con il suo centro storico romano, Ariccia con il Palazzo Chigi e le fraschette, Rocca di Papa con il Museo geofisico, Marino con la sua tradizione del vino.
Il Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo si puo visitare?
Si, dal 2016 non e piu residenza estiva dei papi ed e stato aperto al pubblico come museo, insieme ai giardini delle Ville Pontificie.
C'e un villaggio preistorico nel Lago di Albano?
Si, il Villaggio delle Macine, un abitato palafitticolo dell'eta del bronzo riemerso nel 1984 con l'abbassamento delle acque sulla spiaggia settentrionale.
Il Lago di Albano ha ospitato delle Olimpiadi?
Si, nel 1960 vi si disputarono le gare olimpiche di canottaggio e di canoa. Restano ancora oggi i piloni della cestovia costruita per l'occasione.
Quando conviene visitare il Lago di Albano?
La primavera e l'autunno sono ideali per camminare e fotografare, l'estate per la spiaggia e la vita del lungolago (con piu folla), l'inverno per il silenzio del cratere.
Quanto dista il Lago di Albano dal lago di Nemi?
Pochi chilometri: i due crateri sono separati dalle pendici del Monte Cavo e appartengono allo stesso complesso vulcanico dei Colli Albani.
Dove si parcheggia al Lago di Albano?
Sul lungolago della costa settentrionale, dove i posti sono quasi tutti a pagamento nella bella stagione e si esauriscono presto nei weekend estivi.
Perche il Lago di Albano si chiama anche lago di Castel Gandolfo?
Perche Castel Gandolfo e il paese che domina la sponda e nel cui territorio ricade gran parte delle coste. I due nomi indicano lo stesso lago; nella toponomastica ufficiale prevale la forma Lago di Albano.
Ci sono ristoranti sul Lago di Albano?
Si, il lungolago della costa settentrionale e costellato di ristoranti, chioschi e stabilimenti, particolarmente attivi nella bella stagione. Molti propongono la cucina dei Castelli Romani.
Quanto dista il Lago di Albano da Roma?
Circa venti chilometri in linea d'aria dal centro di Roma, raggiungibili in auto dalla via Appia o in treno con la linea regionale che ferma a Castel Gandolfo.
Si vedono ancora gli impianti olimpici sul Lago di Albano?
Restano i piloni della cestovia costruita per le Olimpiadi del 1960 e le tracce degli impianti di canottaggio lungo la costa. Alcune strutture sono state nel tempo smantellate o abbandonate.
Se dovessi riassumere in una frase perche vale la pena scendere fin quaggiu, direi questo: il Lago di Albano non e una spiaggia con vista, e un vulcano addormentato che ha tenuto insieme per tremila anni la preistoria, gli ingegneri romani, i papi e gli atleti olimpici. Camminatelo piano, guardatelo dall'alto di Castel Gandolfo, e lasciate perdere la fretta: e un posto che si concede solo a chi gli dedica una mattinata intera, e che ripaga con gli interessi chi ha la pazienza di ascoltarlo.
Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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