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L’ultima domenica di agosto al Teatro Sala Umberto — dal 6 all’11 aprile 2027

L'ultima domenica di agosto, testo e regia di Fulvio Pepe da La potenza delle tenebre di Lev Tolstoj, va in scena al Teatro Sala Umberto, in via della Mercede 50, da martedì 6 a domenica 11 aprile 2027: da martedì a venerdì alle 20:30, sabato e domenica alle 16:00. In scena Denis Fasolo, Gianluca Gobbi, Riccardo Livermore, Federica Sandrini, Beatrice Schiros, Leone Tarchiani e Debora Zuin, con due attori ancora da definire; la produzione è del Teatro Stabile del Veneto, Teatro Nazionale. Lo spettacolo dura 150 minuti con intervallo. Alla Sala Umberto, nella ZTL del centro storico, si arriva con la metro A, fermate Spagna o Barberini, e dieci minuti a piedi. I biglietti interi costano 34 euro in Poltronissima, 28 euro in Poltrona A e 22 euro in Poltrona B, e si comprano sul sito ufficiale della Sala Umberto, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, o in biglietteria.

Il Teatro Sala Umberto in via della Mercede, dove va in scena L'ultima domenica di agosto
Il Teatro Sala Umberto in via della Mercede, dove va in scena L'ultima domenica di agosto Foto: Foto: indeciso42, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Un dramma russo di fine Ottocento, tratto da un fatto di cronaca, trasportato in un'azienda agricola della pianura padana negli anni Cinquanta e riletto con i toni della commedia all'italiana. È la scommessa di Fulvio Pepe, autore e regista, su un testo che in Italia si vede di rado.

L'ultima domenica di agosto a Roma: date, orari e biglietti

L'ultima domenica di agosto ha sei repliche alla Sala Umberto, dal 6 all'11 aprile 2027, secondo la pagina ufficiale del teatro.

Le sere

Martedì 6, mercoledì 7, giovedì 8 e venerdì 9 aprile lo spettacolo comincia alle 20:30. Con una durata di 150 minuti, intervallo compreso, si esce verso le 23.

I pomeriggi

Sabato 10 e domenica 11 aprile le repliche sono pomeridiane, alle 16:00. Si esce verso le 18:30, con tutta la sera libera per una cena in centro. Sono le repliche più comode per chi arriva da fuori Roma o per chi non ama rientrare tardi.

I prezzi

La tabella della pagina ufficiale indica tre settori: Poltronissima a 34 euro, Poltrona A a 28 euro, Poltrona B a 22 euro, prezzi interi.

Dove si comprano

I biglietti si acquistano dal sito ufficiale della Sala Umberto, con i pulsanti Acquista e Prenota della pagina dello spettacolo, che rimandano al circuito di prevendita autorizzato, oppure in biglietteria. Per prenotazioni e informazioni il teatro indica il telefono 06 6794753. La Sala Umberto accetta la carta del docente.

Di che cosa parla L'ultima domenica di agosto

L'ultima domenica di agosto porta in scena un grande ruolo femminile, potente e fragile insieme: una donna vitale e senza scrupoli, invaghita di un uomo più giovane di lei e pronta a tutto per salvare quel sogno d'amore inatteso e travolgente.

La trama

Una donna matura, sposata infelicemente con un ricco proprietario terriero, si innamora perdutamente di un ragazzo che il marito ha assunto, incautamente, come fattore. Scopre in quel rapporto una passione che non credeva di poter provare, al punto da considerarla la relazione più importante della sua vita, e l'ultima possibile.

Il ragazzo

Comincia così a coltivare l'idea di una relazione stabile con il suo amato, da realizzare a qualunque costo. Non si accorge però di aver riposto il suo amore in un ragazzo vacuo e superficiale, senza alcuna voglia di assumersi responsabilità, incapace di dare un senso a quel sentimento.

Il dramma

Sono proprio queste caratteristiche dell'amante e dell'innamorata ad accendere il dramma, portando la coppia e tutto l'universo di personaggi che ruota loro intorno di fronte a una realtà del tutto imprevista.

Da Tolstoj a Fulvio Pepe: la riscrittura

L'ultima domenica di agosto è un testo originale di Fulvio Pepe, ispirato alla Potenza delle tenebre di Lev Tolstoj. La nuova versione conserva tutti gli avvenimenti che Tolstoj distribuisce nei cinque atti dell'originale, ma svincola la storia dalla struttura originaria.

Personaggi nuovi

Pepe introduce personaggi diversi, che ribaltano generi e prospettive, e soprattutto alleggerisce l'atmosfera fosca e cupa dell'originale con i toni pastello della commedia all'italiana.

Gli anni Cinquanta, fra Emilia e Veneto

L'azione è spostata alla metà degli anni Cinquanta, in un'azienda agricola, in un luogo imprecisato fra l'Emilia Romagna e il Veneto. Il riferimento territoriale, spiega la presentazione, non è un pretesto: inserisce la vicenda in uno specifico ambiente popolare, e alcuni elementi dialettali danno ritmo e musicalità ai dialoghi.

Le note di regia

Nelle note di regia pubblicate dal teatro, Pepe racconta di aver letto il testo di Tolstoj su suggerimento di un'amica, di averlo trovato allora troppo pesante e polveroso, e di averlo ritrovato anni dopo, trasformato nella memoria, in una storia nuova, adatta ad attori che conosce bene. Scrive di divertirsi a ritagliare i personaggi su misura degli interpreti con cui lavora più spesso.

La potenza delle tenebre: il dramma di Tolstoj

La potenza delle tenebre è un dramma in cinque atti di Lev Tolstoj, ambientato fra i contadini di un villaggio russo e ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto.

La trama originale

Pëtr, anziano e ricco proprietario terriero, è malato; l'azienda è retta di fatto da Nikita, giovane servo e amante della seconda moglie di Pëtr, Anisja. Pëtr muore avvelenato dalla moglie, su istigazione di Matrëna, madre di Nikita; Anisja sposa Nikita, che però seduce anche Akulina, la figlia di Pëtr. Dal loro rapporto nasce un bambino, che Nikita uccide. Durante il matrimonio di Akulina, in preda ai rimorsi, Nikita confessa i suoi delitti davanti a tutti.

Il fatto di cronaca

Tolstoj si ispirò alla vicenda di Efrem Koloskov, un contadino che aveva ucciso il neonato nato dalla sua unione con la figliastra e che, pentito, aveva confessato pubblicamente il delitto al matrimonio della ragazza. Lo scrittore fu così colpito da visitarlo, dopo la condanna, nel penitenziario di Tula.

Una data discussa

Le fonti non concordano sull'anno di composizione: la presentazione della Sala Umberto indica il 1883, l'enciclopedia colloca la stesura fra la fine di ottobre e il 25 novembre 1886. La rappresentazione fu vietata in Russia dalla censura, ma il testo fu tradotto quasi subito in diverse lingue europee.

La potenza delle tenebre in Italia

La potenza delle tenebre arrivò in Italia pochi anni dopo la sua composizione: nel 1893 uscì a Milano la prima traduzione italiana, di Paolo Rindler ed Enrico Minneci, e nello stesso anno il dramma debuttò sulle scene.

Le prime compagnie

Dopo la prima al Teatro Valle di Roma dell'11 ottobre 1893, con la compagnia Novelli, Zoppetti e Nepoti, il 16 ottobre il dramma andò in scena al Teatro Gerbino di Torino con la compagnia di Giovan Battista Marini: Ermete Zacconi era Nikita, Vittorio Pieri era Pëtr, Oreste Calabresi Akim, Libero Pilotto Mitrič ed Emilia Aliprandi Pieri Anisja.

Le traduzioni

Nel corso del Novecento il testo è stato tradotto più volte: a Napoli nel 1905, a Firenze nel 1925 e nel 1948, a Milano nel 1961 nella Biblioteca Universale Rizzoli, di nuovo a Firenze nel 1962. Alcune edizioni riportano nel titolo un proverbio russo sull'uccello che, preso anche solo per un'unghia, è perduto.

Il cinema

Il dramma ha avuto anche due versioni cinematografiche mute: un film russo del 1909, diretto da Pëtr Čardynin, e un film tedesco del 1924, diretto da Conrad Wiene. Una storia di scena lunga più di un secolo, a cui L'ultima domenica di agosto aggiunge un capitolo italiano contemporaneo.

Fulvio Pepe, autore e regista

Fulvio Pepe firma testo e regia di L'ultima domenica di agosto: una drammaturgia che lui stesso descrive come un lavoro artigianale, quasi domestico, costruito pensando agli attori con cui lavora più spesso.

Un teatro su misura

Nelle note di regia Pepe spiega che, riscrivendo Tolstoj, gli sembrava che sul fondo di quel testo ci fossero ruoli adatti ad attori a lui cari. È una concezione della drammaturgia che mette al centro la compagnia: i personaggi nascono sulle capacità espressive di chi li interpreterà.

Il tema dell'edonismo

Nelle stesse note il regista individua il cuore della sua lettura nella presenza, nel testo di Tolstoj, di una misteriosa energia edonistica, concentrata in un giovanissimo personaggio: la ricerca del piacere fine a sé stesso, che si traduce nel rifiuto di ogni responsabilità e diventa, alla fine, disumana. È il ritratto del ragazzo di cui la protagonista si innamora.

La squadra

Con Pepe lavorano Alberto Nonnato per le scene, Aurora Damanti per i costumi, Oscar Frosio per le luci con la consulenza di Pasquale Mari, Aleph Viola per la musica; l'assistente alla regia è Leonardo Tosini.

Il cast e la produzione

In scena ci sono Denis Fasolo, Gianluca Gobbi, Riccardo Livermore, Federica Sandrini, Beatrice Schiros, Leone Tarchiani e Debora Zuin, con due attori indicati come ancora in via di definizione.

Una compagnia

Sono sette interpreti più due, un numero importante per una produzione di prosa contemporanea: il segno di un testo corale, in cui intorno alla coppia protagonista ruota un intero mondo di personaggi, come nell'originale di Tolstoj.

Il Teatro Stabile del Veneto

La produzione è del Teatro Stabile del Veneto, Teatro Nazionale. L'ambientazione fra Emilia e Veneto e l'uso di alcuni elementi dialettali rendono la scelta del produttore particolarmente coerente con il progetto.

Una curiosità su L'ultima domenica di agosto al Teatro Sala Umberto — dal 6 all'11 aprile 2027

La curiosità riguarda Roma. La potenza delle tenebre ebbe la sua prima rappresentazione italiana proprio in questa città: l'11 ottobre 1893 al Teatro Valle, con la compagnia Novelli, Zoppetti e Nepoti. Pochi giorni dopo, il 16 ottobre, andava in scena anche al Teatro Gerbino di Torino con la compagnia di Giovan Battista Marini, con Ermete Zacconi nel ruolo di Nikita.

Più di centotrent'anni dopo, la storia torna a Roma in una forma che Tolstoj non avrebbe immaginato: non più un villaggio russo, ma un'azienda agricola fra Emilia e Veneto, negli anni Cinquanta, con i toni della commedia all'italiana. Il Valle e la Sala Umberto sono entrambi teatri del centro storico: una coincidenza che dà alla ripresa romana un sapore particolare.

La seconda curiosità riguarda la prima assoluta del dramma, che non avvenne in Russia. Fu André Antoine a metterlo in scena per la prima volta, il 10 febbraio 1888, in francese, con il suo Théâtre Libre, alla presenza di Émile Zola, che ne rimase entusiasta. In lingua originale il dramma arrivò solo il 5 dicembre 1902, al Teatro d'Arte di Mosca.

Infine, la televisione italiana. Il 28 e il 29 gennaio 1965 la Rai trasmise La potenza delle tenebre in due serate, con la regia di Vittorio Cottafavi e un cast con Aldo Giuffré, Arnoldo Foà, Didi Perego ed Evi Maltagliati.

La Sala Umberto, teatro di via della Mercede

Il Teatro Sala Umberto ha 485 posti in una sala rettangolare con platea discendente e una balconata; nato nel 1882 al pianterreno di un palazzo di via della Mercede, dal 2002 è diretto artisticamente da Alessandro Longobardi.

Dal 1882 al varietà

La sala fu voluta da Andrea Busiri Vici e decorata da Alessandro Bazzani; ospitò concerti, operette e commedie. Nel 1890 l'architetto Giulio Podesti la ampliò fino a 650 posti, nel 1913 divenne cinematografo. Nel 1928 i fratelli Marino, proprietari del Salone Margherita, la riportarono al varietà e le diedero il nome del re.

Dal cinema alla prosa

Intorno al 1930 tornò il cinema. Nel 1981 la sala riaprì come teatro con l'Ente teatrale italiano, nel 1991 tornò al cinema, e dal 2002 è stabilmente teatro, con prosa, comicità, musica e spettacoli per ragazzi.

Una sala per la prosa

Le dimensioni della Sala Umberto sono adatte a un testo corale: la voce arriva senza fatica anche alla balconata, e i dettagli della recitazione si leggono bene dalla platea. Per uno spettacolo con nove attori in scena e dialoghi che usano il dialetto, la vicinanza è un vantaggio.

Una cosa che non ti dice nessuno su L'ultima domenica di agosto al Teatro Sala Umberto — dal 6 all'11 aprile 2027

Quello che pochi considerano è che il titolo della riscrittura nasconde una scelta di tono. La potenza delle tenebre è uno dei drammi più cupi di Tolstoj: avvelenamento, infanticidio, confessione pubblica. L'ultima domenica di agosto evoca invece un giorno d'estate, la fine delle vacanze, una festa di paese nella pianura. Il titolo annuncia già il passaggio dalla tragedia russa ai toni pastello della commedia all'italiana.

Non significa che la storia diventi leggera. La presentazione conserva tutti gli accadimenti scenici dei cinque atti di Tolstoj, e il dramma resta: una donna disposta a tutto per un amore sbagliato, un ragazzo che non si assume responsabilità, una realtà imprevista che travolge tutti. Ma lo sguardo cambia, e la risata diventa un modo per guardare il buio senza esserne schiacciati.

La seconda cosa riguarda la durata. Due ore e mezza con intervallo sono una misura importante per uno spettacolo di prosa contemporanea: le repliche serali, alle 20:30, finiscono intorno alle 23. Chi preferisce non rientrare tardi scelga i pomeriggi di sabato e domenica.

Terzo: la fonte. L'ispirazione di Tolstoj era un fatto di cronaca vero, la storia di Efrem Koloskov. Sapere che dietro la commedia c'è un delitto realmente accaduto cambia il modo di guardare lo spettacolo.

Come arrivare alla Sala Umberto

La Sala Umberto è dentro la ZTL del centro storico: si arriva con la metro A, scendendo a Spagna o a Barberini e proseguendo a piedi per circa dieci minuti.

Da Spagna o da Barberini

Da Spagna si attraversa la piazza e si prende via di Propaganda verso Sant'Andrea delle Fratte; da Barberini si scende per via del Tritone e si piega verso via della Mercede.

In autobus

Molte linee di superficie percorrono via del Tritone e via del Corso: per il percorso esatto conviene usare il calcolatore del trasporto pubblico romano, che tiene conto delle deviazioni nel centro.

In auto e in taxi

L'auto va lasciata fuori dalla ZTL, nei parcheggi in struttura. Per chi va a teatro con persone anziane, il taxi fino a piazza San Silvestro, a pochi passi dall'ingresso, è la soluzione più comoda, all'andata e al ritorno.

Il consiglio che ti do per visitare L'ultima domenica di agosto al Teatro Sala Umberto — dal 6 all'11 aprile 2027

Il consiglio è di leggere, prima dello spettacolo, la trama della Potenza delle tenebre. Non serve il testo intero: basta conoscere la storia di Nikita, Anisja e Akulina per riconoscere, nella riscrittura di Pepe, gli avvenimenti che l'autore ha conservato e i personaggi che ha ribaltato. Il confronto fra la tragedia russa e la commedia padana è metà del piacere della serata.

Sulla scelta della replica: le sere dal martedì al venerdì hanno il fascino del teatro serale nel centro storico, ma con 150 minuti di durata si esce verso le 23. Le repliche di sabato e domenica alle 16:00 sono le più comode per chi arriva da fuori o per chi va a teatro con persone anziane.

Sul posto: la Poltronissima, a 34 euro, garantisce la vicinanza agli attori, importante in un testo con elementi dialettali; la Poltrona A, a 28, è il compromesso migliore; la Poltrona B, a 22, resta una buona scelta in una sala di 485 posti, dove la voce arriva ovunque.

Infine, usare l'intervallo. È il momento giusto per rileggere il foglio di sala, se disponibile, e ritrovare nel secondo tempo i fili del racconto.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Tolstoj è uno dei grandi romanzieri russi. Si cita meno spesso che scrisse anche per il teatro, e che La potenza delle tenebre fu vietato dalla censura in Russia: per anni il pubblico russo non poté vederlo, mentre in Francia, in Italia e in altri paesi europei andava già in scena.

La prima assoluta fu a Parigi nel 1888, al Théâtre Libre di André Antoine, con Émile Zola in sala; la prima italiana a Roma nel 1893, al Teatro Valle; la prima in lingua originale solo nel 1902, al Teatro d'Arte di Mosca. Il dramma di un autore russo ha dunque avuto la sua vita scenica prima all'estero che in patria.

Il secondo fatto poco citato riguarda il titolo completo. Alcune edizioni italiane riportano un sottotitolo proverbiale, legato all'immagine dell'uccello che, preso anche solo per un'unghia, è perduto: un'immagine del modo in cui una piccola colpa trascina nel male tutta una vita. È esattamente il meccanismo che Pepe trasferisce nella sua protagonista, che per un amore sbagliato è pronta a tutto.

La foto giusta da fare a L'ultima domenica di agosto al Teatro Sala Umberto — dal 6 all'11 aprile 2027

La foto giusta si fa all'ingresso di via della Mercede, con la locandina dello spettacolo e l'insegna della Sala Umberto: un teatro nato nel 1882, in una via stretta del rione Colonna, a pochi passi da piazza San Silvestro.

Durante lo spettacolo è buona norma non fotografare né riprendere: in un teatro di prosa uno schermo acceso disturba gli attori e il pubblico vicino, e in una sala raccolta come la Sala Umberto si nota ancora di più.

Per chi sceglie le repliche pomeridiane di sabato o domenica, la foto migliore si fa all'uscita, verso le 18:30: la luce del tardo pomeriggio di aprile su piazza di Spagna e sulla scalinata di Trinità dei Monti, a pochi minuti a piedi, chiude la giornata con una delle immagini più classiche di Roma.

Intorno alla Sala Umberto: il rione Colonna

Via della Mercede è nel rione Colonna, fra la Fontana di Trevi e piazza di Spagna, a due passi da via del Corso.

Le chiese vicine

A pochi metri c'è piazza San Silvestro, con San Silvestro in Capite; poco più su, in via di Capo le Case, Sant'Andrea delle Fratte, con la cupola e il campanile di Borromini e gli angeli di Bernini.

Piazza Colonna e la Galleria

Lungo via del Corso si arriva a piazza Colonna, con la colonna di Marco Aurelio e Palazzo Chigi, e alla Galleria Alberto Sordi, utile nelle sere di pioggia.

Il Teatro Quirino

A dieci minuti a piedi c'è il Teatro Quirino: chi resta a Roma qualche giorno può alternare due serate di prosa senza prendere un mezzo.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La Sala Umberto nasce nel 1882, al pianterreno di un palazzo di via della Mercede, per volere di Andrea Busiri Vici, con interni decorati da Alessandro Bazzani: concerti, operette, commedie. Nel 1890 l'architetto Giulio Podesti la amplia a 650 posti; forse in quel periodo è conosciuta come Sala della Piccola Borsa. Nel 1913 diventa cinematografo.

Nel 1928 i fratelli Marino, proprietari del Salone Margherita, la riportano al palcoscenico con il varietà e la intitolano al re: Sala Umberto. Per un paio d'anni vi si esibiscono comici, sciantose e vedettes; intorno al 1930 torna il cinema, che resterà per mezzo secolo.

Nel 1981 la sala riapre come teatro dopo una ristrutturazione, con la direzione dell'Ente teatrale italiano e una programmazione di prosa. Nel 1991 torna al cinema. Dal 2002, con la direzione artistica di Alessandro Longobardi, è stabilmente teatro. Pochi anni dopo la nascita della Sala Umberto, nel 1893, un altro teatro del centro, il Valle, ospitava la prima italiana della Potenza delle tenebre: la storia che nell'aprile 2027 torna in via della Mercede.

Chi è passato da L'ultima domenica di agosto al Teatro Sala Umberto — dal 6 all'11 aprile 2027

Dalla Sala Umberto sono passati, fra le due guerre, gli artisti del varietà scritturati dai fratelli Marino: comici, sciantose, vedettes, lo stesso mondo che animava il Salone Margherita. Dal 1981, con l'Ente teatrale italiano, e poi dal 2002 sono tornati la prosa, la comicità e la musica.

Nella stagione 2026-2027 sul suo palcoscenico passano, fra gli altri, Francesco De Gregori, Francesco Montanari con Storia di un cinghiale, Giulio Corso e Federica De Benedittis con Cime Tempestose.

Dalla storia della Potenza delle tenebre passano nomi che hanno fatto il teatro europeo: André Antoine, Émile Zola, il Teatro d'Arte di Mosca, Ermete Zacconi, e in televisione Vittorio Cottafavi, Aldo Giuffré e Arnoldo Foà. Dal 6 all'11 aprile 2027 si aggiungono Fulvio Pepe e la compagnia del Teatro Stabile del Veneto. A nostro giudizio è questa la ragione più solida per andarci: vedere come un testo che ha attraversato centoquarant'anni di palcoscenici venga riletto oggi, con leggerezza, senza tradirne il cuore nero.

Come organizzare la serata o il pomeriggio

Con sei repliche fra sere e pomeriggi, L'ultima domenica di agosto si adatta a programmi diversi: la serata infrasettimanale in centro o il pomeriggio del fine settimana.

Le sere

Per le repliche dal martedì al venerdì conviene arrivare in via della Mercede verso le 20:10, dopo una cena veloce nel rione Colonna. Con 150 minuti di spettacolo si esce verso le 23: per il ritorno, la metro A a Spagna o Barberini è a dieci minuti a piedi.

I pomeriggi

Sabato e domenica, con l'inizio alle 16:00, si può pranzare con calma, passeggiare fra la Fontana di Trevi e piazza di Spagna e arrivare in teatro verso le 15:40. All'uscita, verso le 18:30, resta la luce per una passeggiata in centro.

Con persone anziane

Per chi va a teatro con persone anziane, i pomeriggi sono la scelta più comoda, e il taxi fino a piazza San Silvestro evita le salite e le discese del centro.

Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo

Il rione Colonna offre ristorazione di ogni tipo, dalle trattorie ai bar, nelle vie fra via della Mercede, via del Pozzetto e via della Vite.

Per le repliche serali

Con l'inizio alle 20:30 e la fine verso le 23, la cena va fatta prima, verso le 19, oppure rimandata a dopo lo spettacolo. A quell'ora molte cucine del centro chiudono: chi vuole cenare dopo prenoti.

Per le repliche pomeridiane

Il sabato e la domenica, con l'inizio alle 16:00, si pranza con calma e si esce all'ora dell'aperitivo, con la sera libera per una cena nel centro storico.

Accessibilità e informazioni pratiche

Per l'accessibilità della Sala Umberto a persone con mobilità ridotta e per l'accesso alla balconata conviene contattare la biglietteria del teatro, al numero 06 6794753, prima dell'acquisto.

L'età

L'organizzazione non indica limiti d'età. I temi del testo, un amore sbagliato, la mancanza di responsabilità, un delitto nel dramma originale, e la durata di due ore e mezza rendono lo spettacolo più adatto a un pubblico adulto e ai ragazzi delle scuole superiori.

Aprile a Roma

A inizio aprile il centro storico è molto frequentato dai visitatori, e le sere possono essere ancora fresche. Chi arriva da fuori per lo spettacolo fa bene a prenotare l'alloggio per tempo. Chi desidera costruire intorno alla serata un soggiorno su misura può rivolgersi a Tour Leader Pro, che organizza tour ed esperienze private.

Domande frequenti su L'ultima domenica di agosto

Quando va in scena L'ultima domenica di agosto alla Sala Umberto?

L'ultima domenica di agosto va in scena al Teatro Sala Umberto di via della Mercede 50 dal 6 all'11 aprile 2027: da martedì 6 a venerdì 9 alle 20:30, sabato 10 e domenica 11 alle 16:00. Lo spettacolo dura 150 minuti con intervallo.

Quanto costano i biglietti per L'ultima domenica di agosto?

I biglietti per L'ultima domenica di agosto alla Sala Umberto costano 34 euro in Poltronissima, 28 euro in Poltrona A e 22 euro in Poltrona B, prezzi interi. Si comprano sul sito ufficiale della Sala Umberto o in biglietteria; il teatro accetta la carta del docente.

Chi c'è nel cast di L'ultima domenica di agosto?

Nel cast di L'ultima domenica di agosto ci sono Denis Fasolo, Gianluca Gobbi, Riccardo Livermore, Federica Sandrini, Beatrice Schiros, Leone Tarchiani e Debora Zuin, più due attori da definire. Testo e regia sono di Fulvio Pepe, la produzione è del Teatro Stabile del Veneto.

Di che cosa parla L'ultima domenica di agosto?

L'ultima domenica di agosto racconta di una donna matura, sposata infelicemente con un ricco proprietario terriero, che si innamora di un giovane fattore vacuo e irresponsabile. È ambientato negli anni Cinquanta fra Emilia e Veneto, con i toni della commedia all'italiana.

Che legame c'è con La potenza delle tenebre di Tolstoj?

L'ultima domenica di agosto è un testo originale di Fulvio Pepe ispirato alla Potenza delle tenebre di Lev Tolstoj: conserva gli avvenimenti dei cinque atti dell'originale, ma cambia ambientazione, introduce personaggi nuovi e alleggerisce l'atmosfera cupa del dramma russo.

Come si arriva al Teatro Sala Umberto?

Il Teatro Sala Umberto, in via della Mercede 50, è nella ZTL del centro storico: si arriva con la metro A, fermate Spagna o Barberini, e dieci minuti a piedi. In taxi si può arrivare fino a piazza San Silvestro, a pochi passi dall'ingresso.

Quanto dura L'ultima domenica di agosto?

L'ultima domenica di agosto dura 150 minuti con intervallo, secondo la pagina ufficiale della Sala Umberto. Le repliche serali, alle 20:30, finiscono quindi intorno alle 23; quelle pomeridiane di sabato e domenica, alle 16:00, intorno alle 18:30.

Il consiglio finale su L'ultima domenica di agosto

Un dramma di Tolstoj ispirato a un delitto vero, la cui prima italiana andò in scena a Roma nel 1893, riscritto come una commedia all'italiana ambientata nella pianura degli anni Cinquanta, con nove attori in scena e una grande protagonista femminile. A nostro giudizio L'ultima domenica di agosto è una delle proposte di prosa più interessanti della primavera alla Sala Umberto, per chi ama i classici riletti con libertà. Conviene conoscere prima la trama di Tolstoj, scegliere la Poltrona A come miglior compromesso e preferire i pomeriggi del fine settimana se non si ama rientrare tardi.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento6 Aprile 2027 20:30 — 11 Aprile 2027
IndirizzoTeatro Sala Umberto, Via della Mercede 50, 00187 Roma Centro storico, Roma, Roma Città

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