Deposito morte Gerry di Gerardo Iudicone alla Fondazione Pastificio Cerere — dal 23 settembre al 14 novembre 2026
Deposito morte Gerry è la prima mostra personale di Gerardo Iudicone, presentata da Gianni Politi e prodotta dalla Fondazione Pastificio Cerere in partenariato con NABA, Nuova Accademia di Belle Arti. È aperta dal 23 settembre al 14 novembre 2026 in Via degli Ausoni 7, a San Lorenzo, con ingresso gratuito. Fino al 30 settembre si visita dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19; da ottobre dal martedì al sabato dalle 15 alle 19, con il lunedì su appuntamento. Secondo le indicazioni della Fondazione ci si arriva con i tram 3 e 19 o con gli autobus 71 e 492; dalla stazione Termini (metro A e B) a piedi o con il 71, dalla fermata Policlinico della metro B con il 3 o il 19. Informazioni al +39 06 45422960 e sul sito ufficiale, pastificiocerere.it.

Deposito morte Gerry: che cosa si vede
In mostra c'è una serie di disegni realizzati con pittura a olio e fusaggine, tutti dedicati allo stesso soggetto: il melone. Meloni rigorosamente gialli, precisa il comunicato, mai arancioni. È un dettaglio che sembra un vezzo e invece è la chiave di tutto: Iudicone non dipinge un frutto qualsiasi, ma un oggetto preciso che ha osservato, accumulato e scelto a lungo prima di cominciare a disegnare.
La Fondazione definisce la mostra il tentativo di abitare un'ossessione. Un soggetto apparentemente comune diventa la mappa intima dell'artista: il melone come compagno, come gioco, come oggetto brutalmente martoriato, capace di suscitare spavento, desiderio e rifiuto. Perde la sua dimensione ordinaria e assume quella di una presenza profondamente autobiografica.
Olio e fusaggine
La fusaggine è un carboncino da disegno, dal segno morbido e facile da sfumare. Accostata alla pittura a olio produce superfici in cui disegno e pittura si contendono lo spazio. È una scelta di tecnica antica per un soggetto volutamente dimesso.
Un'ossessione come metodo
Il comunicato insiste sulla ricerca di Iudicone come lavoro attorno a nuclei ossessivi che diventano immagini guida. L'artista indaga le dinamiche dell'attrazione, del desiderio e della proiezione, e trasforma soggetti ordinari in indagini sul sé. Il suo lavoro si muove, secondo il testo, fra romanticismo e inquietudine: l'ossessione diventa una forma di conoscenza.
Oltre la pittura
Il percorso non si ferma al disegno. Iudicone sta progettando un proprio sistema di coltivazione di meloni gialli a Fiumicino, presentato come estensione naturale di questa attrazione e possibile sviluppo del lavoro. Il confine fra opera e vita, qui, è sottile per scelta.
A nostro giudizio
È una mostra piccola e spiazzante, di quelle che si ricordano più per l'idea che per la quantità di opere. Qualcuno sorriderà davanti a una sala di meloni; a nostro giudizio la serietà con cui un ventenne insegue un'immagine fissa sia esattamente ciò che si chiede a una prima personale.
Il titolo: perché Deposito morte Gerry
Deposito morte Gerry è un titolo che suona come un'etichetta d'archivio o l'insegna di un magazzino, e la grafica ufficiale della mostra gioca proprio su questo registro.
Un linguaggio da registro
L'immagine coordinata diffusa dalla Fondazione mette il melone al centro di un fondo giallo, circondato da ellissi, grafici e annotazioni dattiloscritte che imitano i verbali di un esperimento: numeri progressivi, cicli, stati di osservazione. È il tono di un diario clinico applicato a un frutto.
Gerry
Gerry suona come un diminutivo di Gerardo, il nome dell'artista: la lettura autobiografica è suggerita dal comunicato stesso, che definisce il melone una presenza profondamente autobiografica. Non c'è bisogno di sciogliere il gioco fino in fondo: la mostra lascia volutamente aperta l'ambiguità.
Chi è Gerardo Iudicone
Gerardo Iudicone è nato a Roma nel 2001, vive e lavora a Roma e dal 2023 studia alla NABA, Nuova Accademia di Belle Arti.
Una pratica larga
La sua pratica comprende pittura, disegno, scultura, video, installazione e performance. Deposito morte Gerry mostra il versante grafico e pittorico, ma la biografia ufficiale chiarisce che il disegno è soltanto uno dei mezzi dell'artista.
Il melone prima della mostra
Nel 2024 Iudicone ha partecipato a Lascia andare, mostra collettiva allo spazio Cosmo di Trastevere, con un'installazione scultorea dal titolo eloquente, dedicato al tentativo di ingoiare mezzo melone. Il soggetto, dunque, lo accompagna da tempo, e la personale al Pastificio ne è la tappa più ampia.
Una prima personale
Per un artista giovane la prima personale in un'istituzione riconosciuta è un passaggio decisivo. La Fondazione la presenta come coerente con la propria missione: sostenere le nuove generazioni con formazione, residenze e ricerca.
Gianni Politi, chi presenta la mostra
Gianni Politi è un pittore romano nato nel 1986, che vive e lavora a Roma e la cui ricerca, secondo la biografia pubblicata da AlbumArte, è strettamente legata a eventi autobiografici elaborati attraverso la pittura.
Le mostre personali
Fra le sue personali: I morti non muoiono alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea nel 2020; Benvenuto (Anima del pittore da giovane) al Centro Arti Visive di Pesaro e In the belly of the serpent alla galleria Lorcan O'Neill di Roma nel 2019; mostre a Milano, Hong Kong e New York nel 2018; Scalza a Palazzo Zino e Vussuria al Castello di Carini, a Palermo, nel 2017.
Le collettive
Ha partecipato a Manifesta 12 a Palermo nel 2018, a Re-generation al MACRO nel 2012, a mostre all'American Academy in Rome, alla Triennale di Milano, al Museo di Castelvecchio di Verona. Nel 2010 ha vinto la sezione pittura del Celeste Prize a New York.
Gli esordi
Il percorso di Politi comincia presto. Nel 2011 espone Le cose non saranno mai più come prima, a cura di Alessandro Facente, a Palazzo Collicola arti visive di Spoleto, e realizza il libro d'artista Twenty-seven days of pain per le edizioni Cura; nel 2012 presenta Viva la muerte, omaggio a Santa Maria Gloriosa dei Frari, alla Biblioteca Casanatense di Roma, a cura di Costanza Paissan; nel 2013 From the studio (Nightrider) alla galleria CO2 di Roma, con la quale partecipa anche ad Artissima a Torino. È la traiettoria di un pittore che, prima dei musei, ha costruito il proprio lavoro in spazi indipendenti e gallerie di ricerca: la stessa strada che si apre oggi davanti a Iudicone.
Residenze e collaborazioni
Nel 2016 Politi ha partecipato a Residenze #1 ad AlbumArte, a Roma, in dialogo con Flavio Favelli; nel 2017 era fra gli artisti di Vision(s) all'American Academy in Rome e di Iconoclash al Museo di Castelvecchio. Il confronto con altri artisti, più che la solitudine dello studio, attraversa tutta la sua biografia, ed è coerente con il ruolo che ha scelto per questa mostra.
Un legame con il Pastificio
Il dettaglio più interessante per chi visita: nel 2013 Politi ha ideato Il rituale del serpente, un progetto con Alessandro Agudio, Lupo Borgonovo, Giulio Delvè, Andrea Dojmi, Helena Hladilova e Namsal Siedlecki, Matteo Nasini, presentato proprio alla Fondazione Pastificio Cerere. Tredici anni dopo torna nello stesso luogo come padrino di un artista più giovane.
Un pittore che presenta un pittore
La formula scelta, presentata da e non a cura di, dice molto: non un curatore di professione, ma un artista che accompagna un altro artista. Fra i due c'è un'affinità evidente, perché anche Politi lavora da anni su temi autobiografici e su immagini ricorrenti.
Il partenariato con NABA
La mostra nasce dal partenariato fra la Fondazione Pastificio Cerere e NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, dove Iudicone studia dal 2023.
Scuola e istituzione
È un modello che il Pastificio conosce bene: nello stesso edificio ha sede la RUFA, Rome University of Fine Arts, e la Fondazione affianca alle mostre residenze, laboratori e programmi educativi. Un'accademia che porta un proprio studente alla prima personale in una fondazione è una forma concreta di passaggio dal corso di studi al sistema dell'arte.
Perché conta per il visitatore
Chi visita la mostra vede un lavoro al suo inizio. È un'occasione rara: di solito incontriamo gli artisti quando sono già affermati, e raramente si ha la possibilità di osservare il punto di partenza.
Come organizzare la visita a Deposito morte Gerry
Deposito morte Gerry richiede fra mezz'ora e tre quarti d'ora; con BENU, nella stessa sede, si arriva a un'ora e mezza abbondante.
Il pomeriggio giusto
La Fondazione apre solo dalle 15 alle 19. Il momento migliore è l'inizio del pomeriggio in un giorno feriale, quando le sale sono tranquille e si può restare davanti ai disegni senza fretta. Il sabato di ottobre e novembre è aperto, ed è l'unica possibilità nel fine settimana.
Un itinerario di mezza giornata
Si può cominciare con una passeggiata nel quartiere, fra le vie intitolate ai popoli italici, entrare in Fondazione verso le 16, vedere le due mostre e chiudere con un aperitivo a San Lorenzo. Chi ha più tempo aggiunge una visita alla basilica di San Lorenzo fuori le mura o al Verano prima dell'apertura pomeridiana.
Leggere prima o dopo
Il comunicato stampa è scaricabile dalla pagina della mostra sul sito della Fondazione. Leggerlo dopo la visita, e non prima, permette di formarsi un'impressione personale davanti ai disegni e poi di confrontarla con le intenzioni dichiarate dall'artista.
Orari e ingresso di Deposito morte Gerry
Deposito morte Gerry è a ingresso gratuito e segue gli orari stagionali della Fondazione Pastificio Cerere.
Fino al 30 settembre
Orario estivo: dal lunedì al venerdì, dalle 15 alle 19. Sabato e domenica chiuso.
Da ottobre al 14 novembre
Orario invernale: dal martedì al sabato, dalle 15 alle 19; il lunedì su appuntamento, telefonando al +39 06 45422960 o scrivendo a info@pastificiocerere.it. Domenica chiuso. L'ultimo giorno è sabato 14 novembre.
Due chiusure diverse
Nella stessa Fondazione è aperta BENU di Eugenio Tibaldi, che chiude più tardi, il 28 novembre. Chi vuole vedere entrambe le mostre deve andarci entro il 14 novembre.
L'ex Pastificio Cerere, sede della mostra
La mostra occupa gli spazi della Fondazione Pastificio Cerere, ricavata in un ex stabilimento industriale di San Lorenzo: una fabbrica di pasta e farina nata nel 1905 e rimasta in attività fino al 1960.
Una fabbrica diventata casa di artisti
Dopo la chiusura, le proprietarie Felicina e Adriana Ceci affittarono i locali a giovani artisti, a partire da Nunzio nel 1973. Gli interni furono ristrutturati a poco a poco dagli stessi inquilini, mentre le parti comuni restarono com'erano: la memoria della fabbrica, con i montacarichi e le grandi finestre, non fu cancellata.
Una fondazione dal 2005
La Fondazione è nata nel 2005 su iniziativa di Flavio Misciattelli, oggi presidente, e ha inaugurato la sede con la mostra RESIDENTI. L'edificio ospita tuttora studi d'artista, atelier di moda, studi di grafica e comunicazione e l'accademia RUFA.
Un luogo per i giovani
Nell'elenco delle mostre recenti della Fondazione si alternano nomi affermati e artisti giovani: Martina Zanin con Every caress, a blow e la collettiva Rifugi nella primavera 2026, Alberto Maggini con Ultra Flat e Yngve Henriksen con Lofoten Poems fra maggio e luglio, e Aguante di Giovanni De Cataldo, in corso fino al 2027.
San Lorenzo intorno a Via degli Ausoni
Via degli Ausoni è una delle strade di San Lorenzo intitolate agli antichi popoli italici, nel quartiere universitario compreso fra le Mura aureliane e il Verano.
Un quartiere costruito per lavorare
San Lorenzo nasce nella seconda metà dell'Ottocento intorno allo scalo merci aperto nel 1865 e agli alloggi per ferrovieri e operai costruiti fra il 1884 e il 1888. Il Pastificio Cerere, coi suoi reparti produttivi, era parte di questo tessuto industriale.
Il quartiere di oggi
Oggi è il principale quartiere universitario di Roma, a ridosso della Sapienza, con locali, associazioni e spazi d'arte. Qui, in Via dei Volsci, si trova anche la Palestra Popolare San Lorenzo, un altro segno della vita associativa del quartiere.
Come arrivare a Deposito morte Gerry
Per raggiungere la Fondazione Pastificio Cerere in Via degli Ausoni 7 la Fondazione indica i tram 3 e 19, gli autobus 71 e 492 e le stazioni della metropolitana di Termini, Policlinico e San Giovanni.
Con la metro
Da Termini, snodo delle linee A e B, si prosegue a piedi o con l'autobus 71. Dalla fermata Policlinico della linea B si prende il tram 3 o 19; dalla fermata San Giovanni della linea A il tram 3.
Con il tram
Il tram è il mezzo più comodo per chi arriva da lontano: le linee 3 e 19 attraversano San Lorenzo. Orari e percorsi aggiornati si trovano nel calcolatore di percorso di ATAC.
In auto
Il quartiere ha vie strette e posti auto rari: meglio evitarla.
Intorno alla Fondazione: cosa aggiungere alla visita
La mostra dura mezz'ora o poco più: il resto del pomeriggio si può spendere a piedi nei dintorni.
San Lorenzo fuori le mura e il Verano
La basilica di San Lorenzo fuori le mura, che dà il nome al quartiere, e il Verano, con le sue sculture funerarie, sono a pochi minuti.
La Città universitaria
Il Museo di Antropologia Giuseppe Sergi e il MLAC della Sapienza offrono un contrappunto inatteso a una mostra sull'ossessione per un oggetto.
Verso Porta Maggiore
Più a sud, Porta Maggiore e le Mura aureliane chiudono il giro con la Roma antica.
Dove mangiare dopo Deposito morte Gerry
San Lorenzo è uno dei quartieri romani più vivaci per mangiare dopo una mostra, con trattorie, pizzerie e bar economici frequentati da studenti.
Un melone, se è stagione
Uscire da una sala piena di meloni gialli e cercare prosciutto e melone nel menu è una tentazione legittima, ma in autunno è più sensato ripiegare su una cena romana nelle vie intorno a Largo degli Osci e Via dei Volsci.
Il fine settimana
Il sabato sera il quartiere si riempie: conviene prenotare se si vuole un tavolo.
Accessibilità e visita con bambini
Per le condizioni di accesso con mobilità ridotta conviene chiamare la Fondazione Pastificio Cerere al +39 06 45422960 prima della visita, perché il sito non fornisce indicazioni dettagliate.
Con i bambini
Una mostra di meloni è, per un bambino, una mostra divertente: il soggetto è riconoscibile, il colore giallo è squillante, e si può chiedere ai piccoli di contare i frutti o di disegnarne uno. Gli adulti coglieranno il lato inquieto, i bambini quello giocoso, ed entrambi hanno ragione.
Con gli studenti
Per le classi di licei artistici e accademie la mostra è un caso di studio utile: la prima personale di un coetaneo, nata dal lavoro in accademia.
Una curiosità su Deposito morte Gerry di Gerardo Iudicone alla Fondazione Pastificio Cerere — dal 23 settembre al 14 novembre 2026
La curiosità è che l'ossessione di Iudicone non si ferma in galleria ma scende nei campi. Il comunicato ufficiale rivela che l'artista sta progettando un personale sistema di coltivazione di meloni gialli a Fiumicino, pensato come estensione naturale della sua attrazione per questo frutto e come possibile sviluppo del lavoro artistico. In altre parole, il soggetto dei disegni potrebbe diventare, un giorno, il prodotto di un orto d'artista: il melone osservato, accumulato, disegnato, e infine coltivato.
Non è la prima volta che il melone compare nella sua biografia. Nel 2024, alla collettiva Lascia andare nello spazio Cosmo di Trastevere, Iudicone ha presentato un'installazione scultorea il cui titolo, scritto tutto in minuscolo e dedicato al tentativo di ingoiare mezzo melone, ha la stessa ironia amara di Deposito morte Gerry. C'è una coerenza rara in questa traiettoria: un giovane artista che per anni torna sullo stesso oggetto, lo guarda da ogni lato, lo mangia, lo disegna, lo fa crescere. La mostra è la fotografia di un momento di questo percorso, non il suo punto d'arrivo.
Una cosa che non ti dice nessuno su Deposito morte Gerry di Gerardo Iudicone alla Fondazione Pastificio Cerere — dal 23 settembre al 14 novembre 2026
Nessuno ti dice che i meloni sono gialli per regola, non per caso. Il comunicato lo scrive con una precisione quasi notarile: rigorosamente gialli e mai arancioni. Il giallo, del resto, domina anche l'immagine ufficiale della mostra. La distinzione, apparentemente pedante, è la prova che l'ossessione ha regole proprie, e che il soggetto non è un pretesto intercambiabile.
La seconda cosa che non si dice riguarda la data d'inizio. Il comunicato stampa, nell'intestazione, indica un periodo dal 22 settembre al 14 novembre, mentre il testo e la pagina della Fondazione chiariscono che il 22 settembre è stata la sera dell'inaugurazione, dalle 18 alle 21, e che l'apertura al pubblico è cominciata mercoledì 23. Poco importa a chi ci va oggi, ma spiega perché alcuni calendari riportino date diverse. Terza cosa: la mostra condivide gli spazi con BENU di Eugenio Tibaldi, e i due progetti hanno toni opposti. Conviene vederli nella stessa visita, ma lasciandosi un momento di pausa fra l'uno e l'altro.
Il consiglio che ti do per visitare Deposito morte Gerry di Gerardo Iudicone alla Fondazione Pastificio Cerere — dal 23 settembre al 14 novembre 2026
Il consiglio è di guardare i disegni da vicino, molto da vicino, e poi da lontano. Da vicino si vede la materia: la fusaggine che si sfrega e si impasta con l'olio, le cancellature, le tracce delle dita. Da lontano emerge la serie, la ripetizione dello stesso soggetto con variazioni minime, che è il vero contenuto della mostra. Il melone preso da solo è un frutto; il melone ripetuto diventa un'ossessione, ed è quello che l'artista vuole mostrarci.
Secondo consiglio: non cercate un significato unico. Il comunicato parla di spavento, desiderio e rifiuto, di un compagno e di un oggetto martoriato. Lasciate che ogni foglio vi suggerisca uno di questi stati e confrontatelo con chi è venuto con voi: raramente due persone vedranno la stessa cosa. Terzo: visitate prima Deposito morte Gerry e poi BENU. Passare da un'ossessione privata a un progetto corale è un percorso più eloquente del contrario, e mostra due modi opposti di intendere l'arte dentro lo stesso edificio.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che l'arte contemporanea ami gli oggetti quotidiani è risaputo. Meno citato è quanto questa scelta sia radicata proprio nella storia del Pastificio Cerere, dove gli artisti hanno sempre convissuto con le tracce della funzione precedente dell'edificio. La Fondazione racconta che, anche dopo il rinnovamento, la memoria dell'uso industriale non fu cancellata e al suo interno si conviveva, come a Roma si fa da secoli, con le tracce archeologiche della vecchia fabbrica. In un luogo che per oltre cinquant'anni ha prodotto pasta e farina, una mostra dedicata a un frutto ha una sua logica sotterranea: il cibo, qui, è stato materia di lavoro prima di diventare materia d'arte.
Altro fatto poco ricordato: la Fondazione nacque da una mostra fatta in un appartamento. Flavio Misciattelli, che dal 1998 abitava in uno dei locali di proprietà della sua famiglia, organizzò una mostra in casa con gli artisti dell'edificio; vennero più di cinquecento persone. Da quell'esperienza, e dalla successiva Interno F.M. del 2002, nacque l'idea di uno spazio sempre aperto. Iudicone, che espone per la prima volta da solo, si inserisce dunque in una tradizione di esordi domestici e informali divenuti istituzione.
La foto giusta da fare a Deposito morte Gerry di Gerardo Iudicone alla Fondazione Pastificio Cerere — dal 23 settembre al 14 novembre 2026
La foto giusta è quella della serie, non del singolo disegno. Mettetevi di fronte a una parete e inquadrate più fogli insieme, in orizzontale, lasciando un po' di muro ai lati: la ripetizione dei meloni gialli è l'immagine più forte della mostra e rende bene anche sullo schermo di un telefono. Una foto di un solo foglio, invece, rischia di sembrare una natura morta qualsiasi.
La seconda foto possibile è un dettaglio: avvicinatevi a un disegno fino a riempire l'inquadratura con la texture della fusaggine, senza che si capisca subito che cosa rappresenta. Un buon esercizio di sguardo, e un modo di raccontare il lavoro dell'artista più fedele di qualsiasi riproduzione. Il flash, in ogni caso, va evitato, e sull'uso delle fotografie decide la Fondazione: chiedete a chi è in sala.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il quartiere intorno a Via degli Ausoni ha una storia breve ma densa. Nel 1907 a San Lorenzo Maria Montessori aprì la prima Casa dei Bambini al mondo, nell'ambito di un piano di risanamento promosso dall'Istituto dei Beni Stabili di Roma. Due anni dopo il quartiere fu incluso nel piano regolatore della giunta Nathan. Fra il 1921 e il 1922 San Lorenzo, a forte presenza socialista e comunista, respinse più volte le incursioni squadriste grazie agli Arditi del Popolo; il 30 ottobre 1922, nei giorni della marcia su Roma, un assalto squadrista causò otto morti.
Negli anni Trenta sorse a nord la Città universitaria, progettata con un contributo decisivo di Marcello Piacentini. Il 19 luglio 1943 il primo bombardamento alleato su Roma colpì duramente il quartiere, con circa tremila morti: il monumento del Parco dei Caduti, inaugurato nel 2003, ne ricorda i nomi. Negli anni Settanta San Lorenzo ospitò sedi dei gruppi extraparlamentari, mentre nell'ex Pastificio Cerere si installavano i primi atelier. Dal 1984, con la mostra Ateliers di Achille Bonito Oliva, l'edificio divenne un nome della storia dell'arte italiana; dal 2005 è sede della Fondazione. Il 22 settembre 2026 vi si è inaugurata la prima personale di Gerardo Iudicone.
Chi è passato da Deposito morte Gerry di Gerardo Iudicone alla Fondazione Pastificio Cerere — dal 23 settembre al 14 novembre 2026
Dagli spazi della Fondazione Pastificio Cerere è passato, prima di Iudicone, Gianni Politi, che oggi presenta la mostra: nel 2013 vi portò Il rituale del serpente, un progetto collettivo con Alessandro Agudio, Lupo Borgonovo, Giulio Delvè, Andrea Dojmi, Helena Hladilova e Namsal Siedlecki e Matteo Nasini. È un passaggio di testimone fra generazioni che la Fondazione coltiva per statuto, con il suo programma dedicato agli artisti emergenti.
Nell'edificio hanno vissuto e lavorato, dagli anni Settanta, Nunzio, Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Piero Pizzi Cannella e Marco Tirelli, e dal 1984 lo ha reso celebre il critico Achille Bonito Oliva. Oggi vi hanno studio, fra gli altri, Pietro Ruffo, Giovanni De Cataldo, Rossella Fumasoni, Roberta Mariani, Michele Melotta, Andrea Stoger e Alessandro Valeri. Nelle sale della Fondazione sono passati di recente Martina Zanin, Alberto Maggini e il norvegese Yngve Henriksen; in contemporanea con Iudicone espone Eugenio Tibaldi, con il progetto BENU nato nel carcere femminile di Rebibbia. Per un artista poco più che ventenne, esporre accanto a questi nomi è l'inizio di una storia.
Giovani artisti a Roma: dove seguirli
Deposito morte Gerry è una delle poche occasioni per vedere a Roma una prima personale in una fondazione.
Le istituzioni
Il MACRO dedica da anni spazio ai linguaggi più recenti, e l'ex Mattatoio di Testaccio ospita progetti di ricerca: due indirizzi utili per chi, uscito dal Pastificio, vuole continuare a seguire l'arte delle nuove generazioni.
Le accademie
Le accademie romane, come la RUFA che ha sede nello stesso edificio, organizzano periodicamente mostre degli studenti: un altro modo di scoprire nomi prima che diventino noti.
Domande frequenti su Deposito morte Gerry
Quando è aperta la mostra Deposito morte Gerry?
Deposito morte Gerry, la mostra di Gerardo Iudicone, è aperta alla Fondazione Pastificio Cerere dal 23 settembre al 14 novembre 2026. L'inaugurazione si è tenuta martedì 22 settembre dalle 18 alle 21.
Quanto costa vedere Deposito morte Gerry?
La mostra Deposito morte Gerry è a ingresso gratuito, come indica la Fondazione Pastificio Cerere nelle informazioni per la visita. Negli orari di apertura non serve prenotare; il lunedì, da ottobre, si entra su appuntamento.
Quali sono gli orari della mostra di Gerardo Iudicone?
La mostra di Gerardo Iudicone segue gli orari della Fondazione Pastificio Cerere: fino al 30 settembre dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19, da ottobre dal martedì al sabato dalle 15 alle 19, con il lunedì su appuntamento. Domenica chiuso.
Dove si trova la mostra Deposito morte Gerry?
Deposito morte Gerry si trova alla Fondazione Pastificio Cerere, in Via degli Ausoni 7, nel quartiere di San Lorenzo, a Roma. La Fondazione indica i tram 3 e 19 e gli autobus 71 e 492.
Chi è Gerardo Iudicone?
Gerardo Iudicone è un artista romano nato nel 2001, che dal 2023 studia alla NABA, Nuova Accademia di Belle Arti. Lavora con pittura, disegno, scultura, video, installazione e performance; Deposito morte Gerry è la sua prima mostra personale.
Che cosa rappresentano i disegni in mostra?
I disegni di Deposito morte Gerry, a olio e fusaggine, rappresentano il melone giallo, soggetto ricorrente e ossessivo della ricerca di Iudicone. Secondo la Fondazione il frutto diventa una presenza autobiografica, capace di evocare spavento, desiderio e rifiuto.
Si possono vedere insieme Deposito morte Gerry e BENU?
Deposito morte Gerry e BENU di Eugenio Tibaldi sono aperte negli stessi spazi della Fondazione Pastificio Cerere, con gli stessi orari. Per vederle entrambe bisogna andare entro il 14 novembre, data di chiusura della mostra di Iudicone.
Il consiglio finale su Deposito morte Gerry
Il consiglio è di dare a questa mostra la stessa serietà che l'artista ha dato al suo melone. Mezz'ora, lo sguardo lento, nessuna fretta di capire. Le prime personali raramente sono perfette, ma sono il momento in cui un artista dichiara che cosa gli importa davvero: qui la dichiarazione è netta, ostinata e, a suo modo, commovente.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.
Prepara la visita
Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.
Biglietti per concerti e spettacoli
Concerti, teatro e sport a Roma, con posto scelto in anticipo.
Dormire a Roma
Hotel e appartamenti vicino a dove vuoi passare le giornate.
Transfer da e per l’aeroporto
Fiumicino e Ciampino con auto prenotata e prezzo fisso.