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Dom Bouffard alla Galleria Valentina Bonomo — fino al 15 ottobre 2026

Sound drawings per il Portico d'Ottavia, mostra personale del compositore, chitarrista e artista Dom Bouffard, è aperta alla Galleria Valentina Bonomo fino a giovedì 15 ottobre 2026; era stata inaugurata giovedì 11 giugno con un'apertura dalle 15 alle 21 e una performance dal vivo alle 20. La galleria si trova in via del Portico d'Ottavia 13, 00186 Roma, nel rione Sant'Angelo, l'area dell'antico Ghetto, a pochi passi dal Portico d'Ottavia. Secondo il portale turistico di Roma Capitale la galleria è aperta dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19, oppure su appuntamento. Si arriva con il tram 8, fermata Arenula/Cairoli, a pochi minuti a piedi; con gli autobus che fanno capo a largo di Torre Argentina, a una decina di minuti di cammino; oppure dalla metro B, stazione Circo Massimo, in circa un quarto d'ora a piedi. Per informazioni su ingresso e visite la galleria risponde allo 06 6832766 e all'indirizzo info@galleriabonomo.com; notizie e aggiornamenti sono sul sito ufficiale della Galleria Valentina Bonomo.

Il civico 13 di via del Portico d'Ottavia, sede della Galleria Valentina Bonomo
Il civico 13 di via del Portico d'Ottavia, sede della Galleria Valentina Bonomo Foto: Foto: Matilde Baroni (caricata da Passiflora41), CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Disegni che sono partiture, parole scritte direttamente sul muro, un'installazione sonora che riempie lo spazio: la mostra di Dom Bouffard è una di quelle che si guardano con le orecchie. Restano meno di due settimane per vederla. Qui sotto che cosa si vede e si ascolta, chi è l'artista, com'è fatta la galleria, la storia del luogo in cui si trova, come arrivare e cosa c'è intorno.

Dom Bouffard alla Galleria Valentina Bonomo: date e orari

La mostra Sound drawings per il Portico d'Ottavia di Dom Bouffard resta aperta fino al 15 ottobre 2026 alla Galleria Valentina Bonomo, in via del Portico d'Ottavia 13. L'inaugurazione si è tenuta l'11 giugno 2026.

Gli orari della galleria

Il portale turistico di Roma Capitale indica come orario della galleria il pomeriggio, dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19, oppure su appuntamento. In pratica restano poche giornate utili: venerdì 2 ottobre, poi dal 6 al 9 ottobre e dal 13 al 15 ottobre, oltre a eventuali visite concordate.

L'ingresso

La Galleria Valentina Bonomo è una galleria privata. Per l'ingresso e per fissare una visita fuori orario il riferimento è il numero 06 6832766 o l'indirizzo info@galleriabonomo.com. Il comunicato indica come referente per la mostra Martina Miccio.

L'inaugurazione di giugno

La mostra si è aperta giovedì 11 giugno con un'inaugurazione dalle 15 alle 21. Alle 20 l'artista ha presentato una performance dal vivo, concepita come attivazione temporanea della mostra e continuazione in tempo reale della sua pratica visiva e sonora.

Sound drawings per il Portico d'Ottavia: che cosa si vede e si ascolta

Il progetto di Dom Bouffard per il Portico d'Ottavia ruota intorno ai suoi sound drawings, disegni sonori realizzati con inchiostro di china e grafite su carta. Accanto ci sono testi scritti direttamente sulle pareti e un'installazione sonora realizzata con il sound maker Nick Burge.

I disegni come partiture

Secondo il comunicato della galleria, i sound drawings sono partiture grafiche e frammenti di suono visualizzato che funzionano come stimoli, ricordi e immaginazioni sonore. Evocano i gesti ripetitivi dell'esecuzione musicale e le scelte del corpo nell'improvvisazione. Chi guarda un disegno di Bouffard può leggerlo come una pagina di musica senza pentagramma: tracce, ritmi, ripetizioni.

Il gesto e il tic

C'è poi una dimensione più intima e compulsiva, che il comunicato collega all'esperienza personale dei tic nervosi: movimenti percussivi, reiterati, quasi automatici. Il disegno diventa così il luogo in cui un gesto involontario si trasforma in segno, e il segno in ritmo. A nostro giudizio è la chiave più interessante della mostra, perché sposta il disegno dal campo della rappresentazione a quello del corpo.

I wall texts

Sulle pareti della galleria compaiono alcuni dei wall texts per cui Bouffard è noto: meditazioni sul suono scritte direttamente sul muro, in cui linguaggio, ritmo e spazio si fondono in una forma di scrittura espansa. Sono parole da leggere in piedi, girando per la sala, come si legge una partitura appesa.

L'installazione sonora con Nick Burge

La mostra comprende un'installazione sonora sviluppata insieme al sound maker Nick Burge. Attraverso una diffusione stereo o quadrifonica, l'ambiente sonoro traduce le tecniche estese e le tensioni fisiche suggerite dai disegni, trasformando lo spazio in una composizione immersiva. Si entra in galleria e si entra dentro un brano.

Perché una mostra da ascoltare

Nelle gallerie d'arte il suono è di solito un elemento di contorno. Qui è materia dell'opera. Il comunicato parla di tecniche estese e di tensioni fisiche suggerite dai disegni e tradotte nell'ambiente sonoro: in altre parole, i fogli appesi e il suono diffuso nella sala sono due versioni dello stesso gesto. A nostro giudizio è proprio questa doppia natura a rendere la mostra adatta a chi di solito non frequenta l'arte contemporanea: chi ama la musica trova una porta d'ingresso immediata, chi ama il disegno ne scopre una dimensione nuova. Per lo stesso motivo conviene visitarla in un momento di calma, quando in galleria ci sono poche persone e il suono si percepisce senza interferenze.

Chi è Dom Bouffard: biografia del compositore e artista

Dom Bouffard è un compositore, chitarrista e artista multidisciplinare anglo-francese che vive a Londra. La sua pratica incrocia musica sperimentale, sound art, performance d'avanguardia e arti visive.

Il fractured punk

Bouffard ha sviluppato un'estetica sonora che lui stesso definisce «fractured punk», punk fratturato: un incontro di influenze No Wave e minimalismo, con tecniche estese per chitarra e installazioni site specific. È una definizione utile per entrare nella mostra: i disegni hanno la stessa energia spezzata.

Gli inizi con le band

Bouffard è emerso nei primi anni Duemila con le band rock Sona Fariq ed Emperors of Rome. Da lì ha costruito una rete ampia di collaborazioni internazionali, che lo ha portato lontano dal rock.

Le collaborazioni musicali

Ha lavorato con musicisti di fama mondiale come Lou Reed e Rufus Wainwright. Con il violinista Daniel Hope ha collaborato al brano «Amazing Grace», incluso nell'album «For Seasons», che nel 2018 ha vinto il premio Echo Klassik.

Il teatro e la danza

Bouffard è un compositore richiesto per il teatro e la danza contemporanea: ha scritto musiche per registi e coreografi come Robert Wilson, Victoria Chaplin, Charles Chemin, Marianna Kavallieratos e Adelaide Cioni. La collaborazione con Robert Wilson, secondo la galleria, ha approfondito la sua ricerca sul rapporto tra suono, gesto, spazio e presenza performativa.

Le istituzioni e le residenze

Le sue produzioni e installazioni sonore sono state presentate dal Musée du Louvre, dai Berliner Festspiele, dalla Hessischer Rundfunk. Ha sviluppato progetti in residenze come Snape Maltings, Mahler e LeWitt Studios e Worlding Project. La sua ricerca visiva e multimediale più recente, presentata nel 2024 alla Gallery46 di Londra, ruota intorno ai temi della postmemoria e del trauma generazionale.

Una curiosità su Dom Bouffard alla Galleria Valentina Bonomo — fino al 15 ottobre 2026

La curiosità più forte di questa mostra riguarda l'indirizzo. La Galleria Valentina Bonomo è al numero 13 di via del Portico d'Ottavia. Quel portone, nella memoria del quartiere, è il «portonaccio»: il 16 ottobre 1943, durante il rastrellamento degli ebrei di Roma, fu uno dei luoghi del Ghetto da cui partì la deportazione. Furono 1023 le persone deportate, e solo 16 sopravvissero.

Il comunicato della galleria indica che la ricerca recente di Bouffard, presentata nel 2024 a Londra e in arrivo a Roma, ruota intorno ai temi della postmemoria e del trauma generazionale. La postmemoria è la memoria di ciò che non si è vissuto direttamente, ma che si eredita da chi c'era. Che una mostra su questi temi si trovi proprio in quel punto della città, al civico che porta quel nome, è un fatto che il visitatore attento non può ignorare.

C'è poi un secondo dettaglio. Il titolo dice «per il Portico d'Ottavia»: non «al», ma «per». La mostra è stata concepita per questo luogo, e il luogo è uno dei più carichi di storia di Roma, dal tempio di Giunone Regina del 179 avanti Cristo al mercato del pesce durato fino al 1885, fino al Ghetto istituito nel 1555. Un artista che lavora sul suono e sulla memoria, davanti a un portico romano di duemila anni, compone letteralmente per un monumento.

La Galleria Valentina Bonomo, la sede della mostra

La Galleria Valentina Bonomo ha le sue sale al pianterreno dell'antica casa dei Fabi, divenuta convento nel Quattrocento, in via del Portico d'Ottavia 13. Il suo archivio di mostre, consultabile sul sito ufficiale, parte dal 2002.

Una galleria in una casa antica

Il portale turistico di Roma Capitale descrive le sale della galleria come ambienti al piano terra di un edificio antico, la casa dei Fabi, trasformata in convento nel XV secolo. È uno spazio di dimensioni domestiche, con muri spessi e volumi raccolti: per un'installazione sonora è una cassa armonica particolare, molto diversa dal cubo bianco di una galleria moderna.

Gli artisti esposti

Negli anni la galleria ha esposto artisti come Liliana Moro, Enzo Cucchi, Franz West, David Tremlett, Glen Rubsamen, Brian McKee, Mimmo Paladino, Sol LeWitt, Julian Opie, Jannis Kounellis, Moshekwa Langa, Dayanita Singh, Shahzia Sikander, Irene Kung, Stephan Balkenhol e Nunzio, spesso con progetti site specific pensati per questi spazi.

Il progetto site specific

Il lavoro di Bouffard si inserisce in questa tradizione. Il titolo stesso, Sound drawings per il Portico d'Ottavia, dichiara il rapporto con il luogo, e il comunicato parla di un progetto al Portico d'Ottavia più che di una mostra generica.

Una cosa che non ti dice nessuno su Dom Bouffard alla Galleria Valentina Bonomo — fino al 15 ottobre 2026

Quasi nessuno lo dice, ma questa è una mostra da visitare in silenzio e senza fretta, perché una parte dell'opera non si vede: si ascolta. L'installazione sonora realizzata con Nick Burge, diffusa in stereo o in quadrifonia, cambia a seconda di dove ci si trova nella sala. Chi entra, guarda i disegni e se ne va in cinque minuti perde metà del lavoro.

La seconda cosa poco nota riguarda gli orari. La galleria, secondo il portale di Roma Capitale, apre solo il pomeriggio, dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19. Il sabato, la domenica e il lunedì si entra soltanto su appuntamento. La mostra chiude giovedì 15 ottobre: chi lavora in settimana ha davanti poche occasioni, e farà bene a telefonare per concordare una visita.

Terza cosa: il quartiere. Via del Portico d'Ottavia è una strada molto frequentata, piena di ristoranti e di visitatori, soprattutto la sera e nei fine settimana. La galleria è al piano terra, e la porta d'ingresso si confonde facilmente con quelle delle case vicine. Il civico da cercare è il 13.

Infine, un consiglio di lettura. Prima di entrare conviene sapere chi è Bouffard: un musicista che ha suonato con Lou Reed e scritto per Robert Wilson. Sapendolo, i disegni smettono di sembrare astratti e diventano quello che sono, tracce di un gesto musicale.

Come arrivare alla Galleria Valentina Bonomo

La Galleria Valentina Bonomo, in via del Portico d'Ottavia 13, si raggiunge con il tram 8, fermata Arenula/Cairoli; con gli autobus che fermano a largo di Torre Argentina; oppure a piedi dalla metro B, stazione Circo Massimo.

Il tram 8

La fermata Arenula/Cairoli del tram 8 è a pochi minuti a piedi dalla galleria. È la soluzione più semplice per chi arriva da Trastevere o da piazza Venezia.

Gli autobus da largo Argentina

Largo di Torre Argentina è il punto di arrivo di molte linee di autobus del centro. Da lì alla galleria ci sono circa dieci minuti a piedi. Le linee attive cambiano spesso: conviene consultare il calcolatore di percorso ATAC.

La metro B

Dalla stazione Circo Massimo della metro B si arriva a piedi in circa un quarto d'ora, passando vicino alla Bocca della Verità e al Teatro di Marcello.

In auto

Il Ghetto è dentro la zona a traffico limitato del centro storico. Arrivare in auto è sconsigliabile: meglio lasciarla lontano e proseguire con i mezzi o a piedi.

Il consiglio che ti do per visitare Dom Bouffard alla Galleria Valentina Bonomo — fino al 15 ottobre 2026

Il consiglio è di andare in un pomeriggio feriale, tra martedì e venerdì, verso le 16, e di restare in galleria almeno mezz'ora. Mezz'ora per una galleria di poche sale sembra molto; per una mostra che si ascolta è il minimo.

Il primo giro va fatto solo guardando: i disegni a china e grafite, i testi sulle pareti. Il secondo giro va fatto ascoltando: fermarsi in punti diversi della sala e lasciare che l'installazione sonora di Nick Burge cambi intorno. Il terzo giro, se c'è tempo, va fatto rileggendo i wall texts mentre il suono continua. È lì che parole, ritmo e spazio si incontrano, come promette il comunicato.

Secondo punto: telefonare prima. La mostra chiude il 15 ottobre e gli orari sono limitati al pomeriggio; una telefonata allo 06 6832766 evita di trovare la porta chiusa.

Terzo punto: abbinare la galleria al quartiere. Prima o dopo, una passeggiata fino al Portico d'Ottavia, alla Sinagoga e alla Fontana delle Tartarughe dà senso al titolo della mostra. Fermarsi davanti al civico 13, uscendo, e ricordare la data del 16 ottobre 1943: a nostro giudizio è il modo più giusto per chiudere la visita.

Quarto punto: non venire con bambini piccoli nelle ore di punta. La galleria è raccolta e l'installazione sonora chiede attenzione; con i ragazzi più grandi, invece, la mostra può diventare una scoperta, perché unisce musica e disegno in modo immediato.

Il Portico d'Ottavia: la storia del monumento che dà il nome alla mostra

Il Portico d'Ottavia è un complesso monumentale romano che Ottaviano ricostruì tra il 27 e il 23 avanti Cristo e dedicò alla sorella Ottavia. Le sue rovine sono oggi l'ingresso simbolico del Ghetto ebraico di Roma.

I templi di Giunone e di Giove

Nel 179 avanti Cristo Marco Emilio Lepido dedicò qui un tempio a Giunone Regina, con una statua di Timarchide ricordata da Plinio. Nel 143 avanti Cristo Quinto Cecilio Metello Macedonico fece costruire il tempio di Giove Statore, progettato da Ermodoro di Salamina: secondo Vitruvio fu il primo tempio interamente in marmo di Roma. Gli architetti, si racconta, firmarono l'opera con una lucertola e una rana, i loro nomi in greco, Sauro e Batraco.

La Porticus Metelli

Il primo portico, la Porticus Metelli, ospitava la turma Alexandri di Lisippo, ventiquattro statue equestri portate come bottino da Dion, e la statua bronzea di Cornelia, madre dei Gracchi, prima statua femminile pubblica di Roma.

La ricostruzione di Ottaviano

Tra il 27 e il 23 avanti Cristo Ottaviano ricostruì il complesso e lo dedicò alla sorella. Nel 23 vi fu dedicata una biblioteca greca e latina a Marcello; c'era anche una Curia Octaviae. Il quadriportico misurava, secondo la Sovrintendenza, 119 per 132 metri.

Incendi e restauri

Dopo l'incendio dell'80 dopo Cristo il portico fu restaurato da Domiziano; dopo un altro incendio fu ricostruito nel 203 da Settimio Severo e Caracalla, come ricorda l'iscrizione sull'architrave. Nel 442 un terremoto fece crollare due colonne, sostituite da un'arcata. Intorno al 770 vi sorse una chiesa, poi chiamata Sant'Angelo in Pescheria.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che davanti al Portico d'Ottavia ci fosse il mercato del pesce di Roma è un fatto risaputo: lo ricorda il nome stesso della chiesa, Sant'Angelo in Pescheria. Molto meno citato è il dettaglio che lo prova ancora oggi: una lapide dei Conservatori, lunga un metro e tredici centimetri, legata alla misura dei pesci e alla sorte delle loro teste.

Il Forum piscium rimase davanti al portico fino al 1885, quando fu trasferito in piazza San Teodoro. Per secoli, quindi, uno dei monumenti più importanti della Roma augustea fu il retro di un mercato, con le sue bancarelle appoggiate alle colonne antiche.

C'è un secondo fatto poco citato, che riguarda proprio l'angolo del portico. L'angolo orientale fu scalpellato perché dal 1555 divenne l'angolo del recinto del Ghetto, il Claustro degli ebrei. Il monumento porta ancora oggi, nella pietra, il segno del muro che chiuse per tre secoli la comunità ebraica di Roma.

Per chi visita la mostra di Bouffard il dettaglio non è secondario. Un artista che lavora sulla postmemoria, cioè sulle tracce che il passato lascia in chi non l'ha vissuto, espone a pochi metri da una pietra che conserva, letteralmente, la traccia di un confine.

La foto giusta da fare a Dom Bouffard alla Galleria Valentina Bonomo — fino al 15 ottobre 2026

La foto giusta non si fa dentro la galleria, ma fuori, davanti al Portico d'Ottavia, nell'ora del tardo pomeriggio in cui la luce entra di traverso tra le colonne. Inquadrare il portico con il frontone e l'arcata che sostituisce le colonne crollate nel 442 racconta in un'immagine la storia di tutto il quartiere.

Dentro la galleria, le regole sulle fotografie le stabilisce la galleria stessa, e vanno chieste all'ingresso. C'è poi una ragione pratica: un'installazione sonora non si fotografa. Una foto dei disegni restituisce le linee, non il suono che vive intorno a loro. Se si vuole un ricordo, meglio una breve registrazione audio, con il permesso della galleria, che un'immagine.

La seconda foto da fare è quella del civico 13, il portone della galleria, con la sua storia. Una fotografia semplice, frontale, senza effetti. È un'immagine che non ha bisogno di commento.

La terza, per chi ama i dettagli, è quella dei capitelli del portico: al posto del fiore dell'abaco portano un'aquila. Pochi la notano, e fotografata con uno zoom è una delle immagini più singolari della Roma antica.

Infine, la Fontana delle Tartarughe, a pochi passi. È la chiusura classica di una passeggiata nel Ghetto, e in autunno la luce sulla fontana è morbida e calda.

Il Ghetto di Roma intorno alla galleria

La Galleria Valentina Bonomo si trova dentro l'area che dal 1555 al 1870 fu il Ghetto di Roma, istituito il 12 luglio 1555 da Paolo IV con la bolla «Cum nimis absurdum».

Le prediche coatte e il muro

Dal 1572 gli ebrei del Ghetto furono costretti ad assistere alle prediche, anche nella chiesa di Sant'Angelo in Pescheria; l'obbligo fu revocato nel 1848. Il 17 aprile 1848 Pio IX fece abbattere il muro. Nel 1870 il Ghetto fu abolito.

La via moderna e il Tempio Maggiore

Nel 1888 cominciarono le demolizioni, da cui nacque l'attuale via del Portico d'Ottavia. Il Tempio Maggiore fu costruito tra il 1901 e il 1904 da Armanni e Costa, e inaugurato il 29 luglio 1904. Accanto si trova il Museo Ebraico di Roma.

Il Novecento

Il 16 ottobre 1943 il rastrellamento nazista portò alla deportazione di 1023 persone; ne sopravvissero 16. Il 9 ottobre 1982 l'attentato al Tempio costò la vita a Stefano Taché. Il 13 aprile 1986 Giovanni Paolo II visitò il Tempio Maggiore; lo seguirono Benedetto XVI nel 2010 e Francesco nel 2016.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Intorno al Portico d'Ottavia e al civico 13 la storia di Roma si è depositata per oltre duemila anni.

179 e 143 avanti Cristo: i templi

Marco Emilio Lepido dedica il tempio di Giunone Regina; Quinto Cecilio Metello Macedonico costruisce quello di Giove Statore, primo tempio tutto in marmo della città.

33 avanti Cristo: le insegne recuperate

Nel portico vengono collocate le insegne militari restituite dai Dalmati, i vexilla. Pochi anni dopo Ottaviano ricostruisce il complesso e lo dedica alla sorella.

1347: Cola di Rienzo

Nel 1347 Cola di Rienzo fece celebrare trenta messe a Sant'Angelo in Pescheria, la chiesa nata dentro il portico.

1555: il Ghetto

Con la bolla di Paolo IV il quartiere diventa recinto chiuso. L'angolo del portico viene scalpellato per adattarlo al muro.

1943: il 16 ottobre

Il rastrellamento degli ebrei di Roma. Il portone al numero 13, il «portonaccio», è uno dei luoghi della memoria di quella mattina.

Chi è passato da Dom Bouffard alla Galleria Valentina Bonomo — fino al 15 ottobre 2026

Dalla Galleria Valentina Bonomo sono passati, negli anni, alcuni dei nomi più importanti dell'arte contemporanea: Sol LeWitt, Jannis Kounellis, Mimmo Paladino, Enzo Cucchi, Franz West, Julian Opie, Dayanita Singh, Shahzia Sikander, Stephan Balkenhol, Liliana Moro, David Tremlett, Moshekwa Langa e altri, spesso con progetti pensati apposta per le sale di via del Portico d'Ottavia.

Con questa mostra passa da Roma Dom Bouffard, e con lui, idealmente, la rete di artisti con cui ha lavorato: Robert Wilson, Lou Reed, Rufus Wainwright, Daniel Hope, Victoria Chaplin, Charles Chemin, Marianna Kavallieratos, Adelaide Cioni. Nella mostra c'è anche il lavoro del sound maker Nick Burge, coautore dell'installazione sonora. Curiosamente, Bouffard ha soggiornato anche nei Mahler e LeWitt Studios: il nome di Sol LeWitt, già esposto dalla galleria, torna così per una via traversa.

Prima della galleria, intorno al portico sono passati personaggi che hanno fatto la storia di Roma: Marco Emilio Lepido, Quinto Cecilio Metello Macedonico, Ottaviano e la sorella Ottavia, Domiziano, Settimio Severo e Caracalla. Plinio e Vitruvio ne hanno scritto. Cola di Rienzo vi fece dire le sue messe. Paolo IV vi tracciò il confine del Ghetto, Pio IX ne abbatté il muro.

Nel Novecento il quartiere è entrato anche nel cinema: «I tartassati» del 1959 con Aldo Fabrizi, «L'oro di Roma» di Carlo Lizzani del 1961, «La finestra di fronte» del 2003. E tre papi, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco, hanno attraversato queste strade per entrare nel Tempio Maggiore.

Cosa vedere vicino alla galleria

La Galleria Valentina Bonomo è il punto di partenza ideale per una passeggiata nel Ghetto e verso il Tevere: in pochi minuti si raggiungono il Portico d'Ottavia, il Tempio Maggiore, la Fontana delle Tartarughe, il Teatro di Marcello e l'Isola Tiberina.

Il Teatro di Marcello

Il Teatro di Marcello è a pochi passi dal portico, sulla stessa linea della passeggiata archeologica. Insieme al Portico d'Ottavia forma uno dei paesaggi antichi più riconoscibili del centro.

Largo Argentina

Dalla parte opposta, a una decina di minuti, si trova Largo Argentina, nodo dei mezzi pubblici del centro.

Il Campidoglio

Salendo verso piazza Venezia si arriva in pochi minuti al Campidoglio. Una mostra al pomeriggio, una salita al Campidoglio al tramonto: è un itinerario compatto e ricco.

Dove mangiare vicino al Portico d'Ottavia

Via del Portico d'Ottavia è una delle strade della ristorazione romana più frequentate, con la cucina della tradizione giudaico romana al centro dell'offerta.

I piatti della tradizione

I piatti da cercare sono quelli della cucina del Ghetto: il brodo di pesce, i carciofi alla giudia, la pizza ebraica, la crostata di ricotta e visciole. Nelle sere del fine settimana la strada si riempie.

Quando andare

La galleria chiude alle 19. È l'ora giusta per uscire e cercare un tavolo per la cena, prima che la strada si affolli. Nei fine settimana conviene prenotare.

Il Ghetto a metà ottobre: il periodo dell'anno a Roma

La mostra di Dom Bouffard chiude il 15 ottobre, il giorno prima dell'anniversario del rastrellamento del 16 ottobre 1943.

La memoria del 16 ottobre

Visitare una mostra sulla postmemoria in quei giorni, al civico 13, aggiunge al lavoro di Bouffard un peso che nessun comunicato potrebbe dare.

Il clima

A metà ottobre il pomeriggio romano è ancora lungo e mite. Le ore tra le 16 e le 19, quelle dell'apertura della galleria, sono le migliori per una passeggiata nel quartiere.

Domande frequenti su Dom Bouffard alla Galleria Valentina Bonomo

Fino a quando si può vedere la mostra di Dom Bouffard a Roma?

La mostra Sound drawings per il Portico d'Ottavia di Dom Bouffard è aperta alla Galleria Valentina Bonomo fino al 15 ottobre 2026. Era stata inaugurata l'11 giugno 2026 con una performance dal vivo dell'artista.

Quali sono gli orari della Galleria Valentina Bonomo?

Secondo il portale turistico di Roma Capitale, la Galleria Valentina Bonomo è aperta dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19, oppure su appuntamento. Per concordare una visita il numero è 06 6832766, l'indirizzo info@galleriabonomo.com.

Dove si trova la Galleria Valentina Bonomo?

La Galleria Valentina Bonomo è in via del Portico d'Ottavia 13, 00186 Roma, nel rione Sant'Angelo, l'area dell'antico Ghetto. Si arriva con il tram 8, fermata Arenula/Cairoli, con gli autobus di largo Argentina o a piedi dalla metro B Circo Massimo.

Chi è Dom Bouffard?

Dom Bouffard è un compositore, chitarrista e artista multidisciplinare anglo-francese che vive a Londra. Ha suonato con Lou Reed e Rufus Wainwright, ha collaborato con Daniel Hope all'album «For Seasons», premiato con l'Echo Klassik nel 2018, e ha scritto musiche per Robert Wilson.

Che cosa sono i sound drawings?

I sound drawings di Dom Bouffard sono disegni a inchiostro di china e grafite su carta che funzionano come partiture grafiche e frammenti di suono visualizzato. Evocano i gesti della musica e dell'improvvisazione, e anche la dimensione personale dei tic nervosi.

Nella mostra c'è anche musica?

Sì, la mostra di Dom Bouffard comprende un'installazione sonora realizzata con il sound maker Nick Burge, diffusa in stereo o in quadrifonia, che traduce in suono le tensioni fisiche suggerite dai disegni. Sulle pareti ci sono anche testi scritti direttamente sul muro.

Il consiglio finale su Dom Bouffard alla Galleria Valentina Bonomo

Sound drawings per il Portico d'Ottavia è una mostra piccola nelle dimensioni e grande nel contesto. Un musicista che disegna il suono, in una galleria ricavata in una casa antica, al civico 13 di una strada che porta duemila anni di storia: il consiglio è di non perderne gli ultimi giorni, e di andarci con calma, in un pomeriggio feriale, telefonando prima.

Poi uscire e camminare fino al portico, alla Sinagoga, alla Fontana delle Tartarughe. La mostra e il quartiere si spiegano a vicenda. Per la scheda del monumento il punto di partenza è la pagina del Portico d'Ottavia; per il quartiere, quella del Ghetto ebraico di Roma.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Contact Information

Data Evento11 Giugno 2026 — 15 Ottobre 2026
IndirizzoGalleria Valentina Bonomo, Via del Portico d'Ottavia 13, 00186 Roma Roma Città
CategorieEventiMostre

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