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Arsenii Moon e Colloredo Ensemble all’Aula Magna della Sapienza — 20 ottobre 2026

In breve. Dossier pratico. Martedì 20 ottobre 2026, alle 20.30, il pianista Arsenii Moon e il Colloredo Ensemble inaugurano il ciclo Minerva della stagione 2026/2027 della IUC con un programma interamente dedicato a Wolfgang Amadeus Mozart.

Dossier pratico. Martedì 20 ottobre 2026, alle 20.30, il pianista Arsenii Moon e il Colloredo Ensemble inaugurano il ciclo Minerva della stagione 2026/2027 della IUC con un programma interamente dedicato a Wolfgang Amadeus Mozart. La sede è l'Aula Magna del Rettorato della Sapienza Università di Roma, Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma; secondo il calendario ufficiale la serata si conclude verso le 22. In locandina la Cassazione n. 2 in si bemolle maggiore K 99 (63a), il Concerto per pianoforte e orchestra n. 12 in la maggiore K 414 e il Divertimento n. 15 in si bemolle maggiore K 287, detto "Lodronische Nachtmusik n. 2". Il listino IUC per l'Aula Magna prevede tre fasce di prezzo, 15, 21 e 26 euro, più il 10% se si acquista in prevendita; chi ha meno di 30 anni paga 8 euro, chi ne ha meno di 18 ne paga 5. Si compra negli uffici dell'Istituzione in Lungotevere Flaminio 50, per telefono ai numeri indicati sul sito, attraverso il canale online ufficiale segnalato da concertiiuc.it o, la sera stessa, al botteghino della sala, che apre alle 19.30. Il percorso con i mezzi pubblici si calcola sul sito ATAC; dentro la città universitaria la IUC mette a disposizione un parcheggio gratuito, a cui si accede unicamente dall'ingresso principale, dove apre circa sessanta minuti prima del concerto.

Locandina IUC con la foto in bianco e nero del pianista Arsenii Moon e quella di gruppo del Colloredo Ensemble con i loro strumenti, su fondo blu con uno strumento ad arco stilizzato
Immagine: IUC Istituzione Universitaria dei Concerti

Una serata mozartiana per aprire il ciclo Minerva

Il martedì sera della IUC ha un'identità precisa: si chiama ciclo Minerva, come la statua che domina il piazzale davanti al Rettorato, e comincia sempre alle 20.30. Per inaugurarlo la stagione 2026/2027 ha scelto un programma raccolto attorno a un'idea, quella del doppio volto di Mozart, compositore di musica d'intrattenimento per le sere salisburghesi e autore capace di trasformare quelle forme leggere in pagine durature. La presentazione ufficiale parla di un viaggio tra il periodo salisburghese e la prima stagione viennese.

A rendere la serata particolare è la composizione dell'organico. Il Colloredo Ensemble non è un'orchestra da camera generica, ma una formazione nata per un repertorio preciso, quello che Mozart e i suoi contemporanei scrissero al servizio del principe-arcivescovo di Salisburgo. Il pianista Arsenii Moon, vincitore del Concorso Busoni, si inserisce in questo contesto come solista del Concerto K 414, un lavoro che lo stesso Mozart pensò anche per un accompagnamento ridotto.

Il filo del programma

I tre titoli disegnano un arco cronologico. La Cassazione appartiene agli anni giovanili di Salisburgo; il Divertimento K 287 è del 1777, ancora salisburghese ma già maturo; il Concerto K 414 nasce a Vienna nell'autunno del 1782, quando Mozart aveva lasciato la corte arcivescovile e cercava di affermarsi come musicista indipendente. La sequenza permette di seguire, in una sola serata, il passaggio da musicista di corte a libero professionista.

Intrattenimento e arte

Cassazioni, serenate e divertimenti erano generi destinati a feste, ricorrenze e serate all'aperto. Erano spesso eseguiti una sola volta, per un'occasione precisa. La tesi della serata, come la formula la IUC, è che proprio in questi lavori d'occasione si trovi già quella raffinatezza di scrittura che avrebbe segnato i capolavori successivi. Ascoltarli in una sala da concerto, con attenzione, permette di verificare se la tesi regge.

Il programma nel dettaglio

Cassazione n. 2 in si bemolle maggiore K 99 (63a)

La doppia numerazione indica le due versioni del catalogo Köchel: 99 nella prima edizione, 63a nella sesta, che ricolloca le opere secondo una cronologia aggiornata. La IUC la inserisce nel periodo salisburghese del compositore. Come la serenata e il divertimento, la cassazione apparteneva alla famiglia della musica d'occasione, scritta per feste e ricorrenze; in questo programma ne rappresenta il versante più giovanile.

Concerto per pianoforte e orchestra n. 12 in la maggiore K 414

Mozart lo scrisse a Vienna nell'autunno del 1782 ed è il primo di un gruppo di tre concerti, con il K 413 e il K 415, che presentò nelle accademie della Quaresima del 1783. L'organico prevede due oboi, due fagotti facoltativi, due corni e archi, ma il concerto può essere eseguito anche con il solo quartetto d'archi e la tastiera, secondo una prassi diffusa nel Settecento. I movimenti sono tre: Allegro, Andante, Allegretto.

L'omaggio a Johann Christian Bach

L'Andante cita un tema dell'ouverture de "La calamita de' cuori" di Johann Christian Bach, morto il 1° gennaio 1782, e Mozart scrisse al padre che si trattava di una perdita per il mondo musicale. Il movimento lento è quindi letto spesso come un piccolo epitaffio, ed è il punto della serata in cui il pianoforte di Moon avrà più spazio per il canto.

Divertimento n. 15 in si bemolle maggiore K 287

Composto nel 1777 per l'onomastico della contessa Maria Antonia Lodron, una famiglia dell'aristocrazia salisburghese amica dei Mozart, fu eseguito per la prima volta il 13 giugno di quell'anno durante una festa all'aperto. È scritto per due corni e archi e conta sei movimenti; il terzo è un tema con sei variazioni. Il soprannome di "musica notturna per i Lodron" ne ricorda l'occasione.

Gli interpreti

Arsenii Moon, pianoforte

Nato a San Pietroburgo nel 1999, Arsenii Moon ha studiato con Elena Zyabreva dall'età di sei anni e poi con Alexander Sandler fino al 2017, formandosi nella scuola speciale del Conservatorio Rimskij-Korsakov e nel Conservatorio stesso; oggi studia alla Juilliard School di New York con Sergei Babayan. Al Concorso Busoni ha ottenuto, alla 64ª edizione, il Primo Premio, il Premio Arturo Benedetti Michelangeli e il premio del pubblico online. La IUC sottolinea che il Premio Michelangeli si assegna solo per decisione unanime della giuria e che non era stato conferito da quasi trent'anni.

Il curriculum internazionale

La pagina IUC ricorda che nella stagione 2024/25 Moon ha suonato in Italia, Svizzera, Germania, Francia, Austria, Corea del Sud e Giappone, debuttando proprio con la IUC, e che ha inciso per Deutsche Grammophon e con l'Orchestra della Radio di Vienna. Tra i riconoscimenti precedenti la sua biografia sul sito del Busoni elenca il primo premio al Concorso Horowitz e al Concorso Arthur Rubinstein in Memoriam e il secondo premio al Cliburn Junior.

Le ultime stagioni di Moon

Per la stagione 2025/26 la presentazione della IUC annunciava i debutti di Moon con la Filarmonica della Scala, con l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e con la Münchener Kammerorchester, oltre a recital in sale come il Musikverein di Vienna e la Philharmonie di Berlino. Il ritorno a Roma, dopo il debutto con la stessa Istituzione, arriva quindi in un momento di forte crescita della sua carriera, e in un repertorio, il concerto mozartiano, che richiede misura più che esibizione.

Il Colloredo Ensemble

Il gruppo si dedica al classicismo viennese con un approccio che unisce prassi storicamente informata e sensibilità concertistica di oggi. La formazione descritta dalla IUC comprende due violini, viola, strumenti gravi, due oboi e due corni, cioè l'organico tipico della musica d'insieme salisburghese. Ha collaborato con Patricia Kopatchinskaja, Alexander Melnikov e lo stesso Moon. Il sito ufficiale dell'ensemble non pubblica l'anno di fondazione.

Vienna 1782: il Mozart indipendente

Per capire il Concerto K 414 bisogna ricordare la cesura dell'anno precedente. Dopo il licenziamento del 1781 Mozart rimase a Vienna senza un impiego fisso, e la sua sopravvivenza dipendeva da lezioni, pubblicazioni e concerti organizzati in proprio. Le accademie della Quaresima del 1783, in cui presentò i tre concerti K 413, K 414 e K 415, erano appunto occasioni pubbliche in cui il compositore si esibiva anche come solista davanti al pubblico viennese.

Una scrittura per due pubblici

La possibilità di eseguire il concerto con il solo quartetto d'archi, documentata dalle fonti sul K 414, permetteva al lavoro di vivere tanto nella sala pubblica quanto nella musica da camera privata. Il Colloredo Ensemble, con il suo organico ridotto, si colloca a metà strada tra queste due dimensioni: abbastanza ampio per i fiati previsti dalla partitura, abbastanza piccolo da conservare un'intimità quasi domestica.

Il pianoforte di oggi e quello di allora

La IUC non specifica se Moon suonerà su un pianoforte moderno o su uno strumento d'epoca; il dato non è pubblicato. L'impostazione dell'ensemble, che dichiara di unire la prassi storicamente informata e una sensibilità concertistica contemporanea, lascia intendere un dialogo tra due mondi, e sarà interessante ascoltare come il solista calibra il suono rispetto ad archi e fiati.

Chi era il principe-arcivescovo Colloredo

Il nome dell'ensemble è una dichiarazione di poetica. Hieronymus von Colloredo, nato a Vienna nel 1732 e morto nella stessa città nel 1812, fu principe-arcivescovo di Salisburgo dal 1772 al 1803. Eletto con un forte appoggio della corte imperiale, avviò riforme simili a quelle di Giuseppe II: limitò pellegrinaggi e processioni, ridusse la durata della musica nella messa e introdusse inni in tedesco. I salisburghesi non lo amarono mai, e i critici lo chiamavano "luterano segreto".

La rottura con Mozart nel 1781

Colloredo fu il datore di lavoro di Mozart e mal sopportava le sue frequenti assenze. Dopo una serie di scontri, nel 1781 lo licenziò. In una lettera al padre Mozart raccontò di essere stato messo alla porta dal conte Arco, maggiordomo dell'arcivescovo, con un calcio. Il Concerto K 414, scritto l'anno dopo a Vienna, appartiene quindi alla nuova vita di Mozart lontano dalla corte; Cassazione e Divertimento, invece, nascono ancora nel mondo di Colloredo e dei suoi nobili.

La fine di un principato

Nel 1801 Colloredo fuggì davanti all'avanzata delle truppe napoleoniche e non tornò più a Salisburgo. Nel 1803 il principato ecclesiastico fu secolarizzato e il suo potere temporale si chiuse; rimase arcivescovo di nome fino alla morte. Il mondo per cui erano state scritte molte delle musiche in programma era già scomparso pochi anni dopo la morte del loro autore.

Il Concorso Busoni, una vetrina per i pianisti

Il concorso dove Moon ha vinto è stato fondato a Bolzano nel 1949 da Cesare Nordio, allora direttore del Conservatorio Monteverdi, nel venticinquesimo anniversario della morte di Ferruccio Busoni. Nordio ottenne subito l'appoggio di Arturo Benedetti Michelangeli, che coinvolse nel comitato d'onore nomi come Arrau, Backhaus, Cortot, Fischer, Gieseking, Lipatti e Rubinstein. Il premio che porta il nome di Michelangeli ricorda quel sostegno iniziale.

Una storia di primi premi non assegnati

Nel 1957 il Busoni fu vinto dalla sedicenne Martha Argerich, che a Bolzano ebbe il primo riconoscimento internazionale; nella prima edizione Alfred Brendel si classificò quarto. Il concorso è noto anche perché spesso il primo premio non viene assegnato: vincerlo, e ottenere insieme il Premio Michelangeli, rappresenta un risultato raro.

Come seguire l'ascolto

Nella Cassazione e nel Divertimento conviene ascoltare i corni: in un organico così ridotto il loro colore definisce il carattere della musica d'occasione, e il dialogo con gli archi ne mette in luce ogni sfumatura. Nel Concerto K 414 il pianoforte dialoga con un'orchestra leggera, e l'attenzione va al modo in cui il solista entra e si ritira dal tessuto orchestrale senza sovrastarlo.

Le variazioni del K 287

Il terzo movimento del Divertimento è un tema con sei variazioni, tutte in fa maggiore. Seguire come Mozart cambia figura, registro e strumento solista a ogni variazione, senza mai cambiare tonalità, è un esercizio d'ascolto semplice e appagante, adatto anche a chi non legge musica.

Un programma senza Mozart "famoso"

In locandina non ci sono la Piccola serenata notturna né i concerti più celebri. Chi conosce Mozart soprattutto attraverso le opere più eseguite scoprirà pagine di raro ascolto in sala, e capirà forse perché un ensemble specializzato abbia scelto di costruirsi un'identità proprio su questo repertorio.

Informazioni pratiche

Le tariffe

Il prezzo intero per un concerto in Aula Magna varia da 15 a 26 euro a seconda del settore, con il 10% aggiuntivo in prevendita. Esistono tariffe dedicate agli abbonati che portano un accompagnatore e al personale e agli studenti degli enti convenzionati, oltre ai biglietti da 8 euro per gli under 30 e da 5 per i minorenni, validi in ogni settore. Le agevolazioni non si sommano; gruppi e scuole prenotano scrivendo alla IUC.

Acquisto

Presso gli uffici di Lungotevere Flaminio 50 si paga in contanti, con carta o Bancomat il lunedì, il mercoledì, il giovedì e il venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17. Per telefono si può acquistare con carta Visa o Mastercard. Online si usa il canale indicato dal sito della IUC, che accetta anche la Carta del Docente. Il botteghino in sala apre alle 19.30.

Arrivare in Aula Magna

L'ingresso è uno solo, quello di Piazzale Aldo Moro 5, sia a piedi sia in auto. Il parcheggio gratuito interno è aperto anche a moto, biciclette, taxi e NCC, ma la IUC avverte che per alcuni concerti potrebbe non essere disponibile. Chi viaggia con i mezzi pubblici trova il percorso sul calcolatore ATAC.

Una curiosità sull'Aula Magna della Sapienza

Per oltre vent'anni la stagione pubblica della IUC ha vissuto lontano da questa sala. Nel 1968, racconta la storia pubblicata dall'Istituzione, l'Aula Magna divenne inagibile e nove concerti furono annullati. La conseguenza, scrive Piero Rattalino, fu la perdita di una larga parte del pubblico, abituato a un appuntamento settimanale in quel luogo. Dalla stagione 1969/70 i concerti migrarono tra Teatro dell'Opera, Teatro Eliseo, Ridotto dell'Eliseo e Auditorio San Leone Magno.

Il ritorno del 1992

Il San Leone Magno, individuato da Oreste Fortuna, divenne la sede stabile della stagione pubblica. Solo con la convenzione firmata con l'Ateneo il 3 ottobre 1992 tutta l'attività tornò in Aula Magna, un rientro che il testo IUC definisce un piccolo miracolo. Il ciclo Minerva che si apre il 20 ottobre è, in questo senso, figlio di quel ritorno.

Una cosa che non ti dice nessuno sull'Aula Magna della Sapienza

L'Aula Magna non è una sala da concerto a uso esclusivo. È lo spazio istituzionale dell'università, e il manuale operativo della Sapienza per la concessione delle sale del Rettorato precisa che vi si può svolgere un solo evento al giorno. Nei giorni di concerto, quindi, la sala è riservata alla musica; negli altri ospita inaugurazioni, convegni e cerimonie accademiche.

La galleria

Dei posti disponibili, 198 sono in galleria. Chi sceglie un settore in alto rinuncia alla vicinanza fisica con gli strumenti ma guadagna una visione d'insieme del palco e della parete dipinta. Per un programma da camera come questo, con un ensemble di poche unità, molti ascoltatori preferiscono comunque la platea.

Il consiglio che ti do per visitare l'Aula Magna della Sapienza

Per un concerto serale di martedì il mio consiglio è di cenare presto nei dintorni, a San Lorenzo o lungo le strade intorno al Policlinico, ed entrare in città universitaria verso le 20. Di sera il viale d'ingresso è più silenzioso che di giorno, e la camminata fino al Rettorato prepara bene a un programma intimo come questo. Se si ha meno di trent'anni, il biglietto da 8 euro in qualsiasi settore è una delle offerte più vantaggiose della musica classica romana: conviene sceglierlo in platea.

Prima di entrare

Il Rettorato ospita anche altre raccolte dell'ateneo, come la Gipsoteca della Sapienza, con orari propri da verificare: possono diventare la ragione per tornare con calma in un altro giorno, alla luce del sole.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

La Sapienza è molto più antica della città universitaria che la ospita: fu fondata nel 1303 da papa Bonifacio VIII. Il complesso storico dell'ateneo era nel rione Sant'Eustachio, dove Francesco Borromini, architetto della Sapienza dal 1632, costruì dal 1643 la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza, consacrata nel 1660. Il campus di Piacentini, negli anni Trenta, ha spostato la vita universitaria lontano da quel luogo che ancora porta il nome dell'ateneo.

La Minerva come simbolo

La statua bronzea della Minerva, opera di Arturo Martini, si trova su un piedistallo al centro di una vasca davanti al Rettorato ed è considerata uno dei simboli dell'università. Il ciclo del martedì della IUC porta il suo nome: un modo per legare la musica della sera all'immagine più riconoscibile del luogo.

La foto giusta da fare all'Aula Magna della Sapienza

Con un concerto alle 20.30, la foto più interessante è quella notturna dello scalone del Rettorato, rifatto di recente con il metodo del "com'era, dov'era": i gradini di travertino originali, conservati e restaurati, si prestano a un'inquadratura dal basso, con il fronte dell'edificio che chiude la composizione. Il piazzale alla sera è meno affollato, e un treppiede leggero o un appoggio fermo aiutano.

Rispetto e discrezione

Durante l'esecuzione le fotografie non sono ammesse; anche nell'intervallo conviene limitare il flash, per rispetto degli altri spettatori e degli artisti che restano in sala.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Gennaio 2008: la visita mancata di Benedetto XVI

Il papa era stato invitato dal rettore a inaugurare l'anno accademico. Un gruppo di docenti e studenti protestò con una lettera, richiamando alcune sue parole sul caso Galileo. Il 15 gennaio 2008 la Santa Sede annullò la visita prevista per il 17; il testo del discorso, mai pronunciato, è pubblicato sul sito del Vaticano.

1977/78: concerti gratuiti per l'università

Dalla stagione 1977/78, mentre la stagione pubblica restava al San Leone Magno, l'Aula Magna tornò a essere la sede istituzionale di un'attività gratuita della IUC per professori e studenti, grazie a una convenzione con le autorità accademiche.

Le prime stagioni del dopoguerra

Nel 1945/46 la IUC costruì la propria stagione attorno a tre pianisti, Magaloff, Backhaus e Fischer, segnando l'ingresso stabile della grande musica da camera e solistica nella sala dell'università.

Chi è passato dall'Aula Magna della Sapienza

Il periodo che la IUC considera il proprio apice, tra la stagione 1959/60 e il 1968, è legato a imprese memorabili: Nikita Magaloff con l'integrale delle opere pianistiche di Chopin, Wilhelm Kempff con le trentadue sonate di Beethoven. In quegli anni passarono il Quartetto Italiano, il chitarrista Andrés Segovia e i giovani violinisti Salvatore Accardo e Uto Ughi.

Il sostegno a Maurizio Pollini

La IUC ricorda con orgoglio di aver sostenuto Maurizio Pollini per diverse stagioni, anche dopo la vittoria al Concorso Chopin di Varsavia, quando molte altre società concertistiche non lo riconfermavano. È una storia che risuona con il debutto di giovani vincitori di concorso come Moon.

I pianisti della stagione in corso

Nei prossimi mesi la stessa sala accoglierà altri pianisti, tra cui Marc-André Hamelin e Angela Hewitt, mentre per chi ama il Mozart concertistico c'è anche Rudolf Buchbinder all'Auditorium Parco della Musica.

Il Rettorato oltre la sala da concerto

Il Palazzo del Rettorato, progettato da Marcello Piacentini, non contiene soltanto l'Aula Magna: ospita gli uffici di governo dell'ateneo e la Biblioteca Alessandrina, mentre al suo interno trovano posto anche la Sala del Senato e il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea. Ai lati, a formare un fronte unico sul piazzale, si allineano i palazzi di Lettere, a destra, e di Giurisprudenza, a sinistra, entrambi di Gaetano Rapisardi.

La città universitaria in breve

Alle due estremità del fronte principale si trovano Matematica, la scuola disegnata da Gio Ponti nel 1934, e Scienze della Terra. Lungo il viale d'ingresso, a destra si incontrano Ortopedia e Chimica, quest'ultima progettata da Pietro Aschieri, a sinistra Igiene e Fisica. Più a nord il Policlinico Umberto I, gestito direttamente dall'ateneo, ospita le principali attività mediche e chirurgiche.

La cappella della Divina Sapienza

Nel campus c'è anche una chiesa, la cappella universitaria della Divina Sapienza, costruita tra il 1947 e il 1952 su progetto dello stesso Piacentini e affidata ai gesuiti. È la cappella in cui il 14 maggio 2026 si è fermato papa Leone XIV durante la sua visita alla Sapienza, prima di raggiungere l'Aula Magna.

Il ciclo Minerva dopo il 20 ottobre

Il martedì successivo, 27 ottobre, la giovane pianista Alexandra Dovgan debutta a Roma con Bach, Schubert e Chopin. Il 3 novembre è la volta di Pincini e Venturi con "Au Revoir", il 10 novembre Widmann e Carcano avviano l'integrale delle sonate per violino e pianoforte di Beethoven, il 17 novembre il Quartetto di Cremona prosegue il ciclo Schumann-Bartók. Il calendario completo è nella scheda della Stagione Concertistica IUC 2026/2027 e nella pagina dedicata all'Aula Magna.

Il carnet

Chi pensa di seguire più serate può comporre un carnet di almeno sei concerti a scelta, che dà diritto al 10% di sconto sui singoli biglietti: per un pubblico interessato sia al ciclo Minerva sia al Calliope è una soluzione flessibile.

Prima e dopo: cosa c'è intorno

Un concerto di martedì sera lascia poco spazio alle visite, ma chi arriva da fuori o ha la giornata libera può organizzare un pomeriggio nei dintorni e chiudere la giornata in Aula Magna. Le possibilità sono diverse e tutte a distanza ragionevole dalla città universitaria.

I musei dell'ateneo

La Sapienza custodisce collezioni scientifiche aperte al pubblico, come il Museo di Antropologia Giuseppe Sergi. Orari e giorni di apertura vanno verificati sul sito del Polo museale dell'ateneo, perché cambiano nel corso dell'anno accademico e non sempre coincidono con gli orari serali dei concerti.

San Lorenzo fuori le Mura

A breve distanza dalla città universitaria si trova la basilica di San Lorenzo fuori le Mura, una delle grandi basiliche romane, accanto al cimitero del Verano. È una meta da pomeriggio, da raggiungere prima della chiusura e da unire, eventualmente, a una cena nel quartiere prima del concerto.

Una sera senza fretta

Con la fine prevista verso le 22, chi non ha impegni il giorno dopo può prolungare la serata a San Lorenzo. Chi invece deve rientrare lontano fa bene a controllare in anticipo gli ultimi collegamenti notturni sul sito ATAC, perché a quell'ora le frequenze si riducono.

Domande frequenti su Arsenii Moon e Colloredo Ensemble all'Aula Magna

Quando si tiene il concerto?

Martedì 20 ottobre 2026 alle 20.30, nell'Aula Magna del Rettorato della Sapienza, in Piazzale Aldo Moro 5. È il concerto inaugurale del ciclo Minerva della stagione 2026/2027 della IUC. Il calendario ufficiale indica le 22 come orario di chiusura della serata, un riferimento utile per organizzare il rientro; la durata reale può variare di qualche minuto.

Che cosa si ascolta?

Tre lavori di Mozart: la Cassazione n. 2 K 99 (63a), il Concerto per pianoforte n. 12 K 414 con Arsenii Moon solista e il Divertimento n. 15 K 287, la cosiddetta "Lodronische Nachtmusik n. 2". Sono pagine scritte tra Salisburgo e i primi anni viennesi, tra musica d'occasione e scrittura concertistica, raramente riunite nella stessa serata.

Quanto costano i biglietti?

Il biglietto intero costa 15, 21 o 26 euro secondo il settore scelto, dal III al I, e la prevendita aggiunge il 10%. Gli under 30 pagano 8 euro e gli under 18 pagano 5 euro, in qualsiasi settore. Sono previste riduzioni per abbonati con accompagnatore e per enti convenzionati, compresa la Sapienza, non cumulabili.

Chi è Arsenii Moon?

È un pianista nato a San Pietroburgo nel 1999, formato nel Conservatorio della sua città e oggi allievo di Sergei Babayan alla Juilliard School. Ha vinto la 64ª edizione del Concorso Busoni di Bolzano, ottenendo anche il Premio Arturo Benedetti Michelangeli e il premio del pubblico online. Ha debuttato con la IUC nella stagione 2024/25.

Perché l'ensemble si chiama Colloredo?

Il nome viene da Hieronymus von Colloredo, principe-arcivescovo di Salisburgo dal 1772 al 1803 e datore di lavoro di Mozart fino al licenziamento del 1781. L'ensemble si dedica proprio alla musica che Mozart e i suoi contemporanei scrissero al servizio di quella corte, con un organico di archi, oboi e corni.

Come si arriva e dove si parcheggia?

Si entra solo da Piazzale Aldo Moro 5. La IUC segnala un parcheggio gratuito interno alla città universitaria per auto, moto, biciclette, taxi e NCC, accessibile da circa un'ora prima del concerto, avvertendo che in alcune occasioni potrebbe non essere disponibile. Per i mezzi pubblici il riferimento è il calcolatore di percorso ATAC.

Il concerto è adatto a chi non conosce Mozart?

Sì. Il programma è fatto di musica nata per piacere al primo ascolto, con forme chiare e melodie riconoscibili, e la durata complessiva è contenuta. Per un giovane il biglietto da 8 euro rende l'esperimento poco impegnativo. Ascoltare in anticipo l'Andante del Concerto K 414 aiuta a cogliere il momento più lirico della serata.

Serve conoscere la musica classica per godersi la serata?

No. Il programma è stato costruito attorno a un'idea semplice, il passaggio di Mozart dalla musica di corte a quella pubblica, e funziona anche per chi non ha familiarità con il repertorio. La sala, con meno di novecento posti, favorisce un ascolto ravvicinato. Basta arrivare qualche minuto prima e leggere le note di sala, se distribuite, per orientarsi tra i movimenti.

Il consiglio finale su Arsenii Moon e Colloredo Ensemble all'Aula Magna

Il 20 ottobre conviene esserci per due ragioni: ascoltare da vicino un vincitore del Busoni in un repertorio che non perdona sbavature e scoprire un Mozart diverso da quello delle grandi sale, legato alle feste della Salisburgo di Colloredo. Il mio suggerimento è di comprare il biglietto per tempo, scegliere la platea se il budget lo consente, e lasciarsi la mezz'ora prima del concerto per attraversare la città universitaria di sera, fino alla Minerva che dà il nome al ciclo.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento20 Ottobre 2026 20:30
IndirizzoAula Magna, Palazzo del Rettorato, Città universitaria, Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma Roma Città