AccediIl mio viaggio

Rudolf Buchbinder suona e dirige Mozart all’Auditorium Parco della Musica — 29 e 30 aprile, 2 maggio 2027

In breve. Rudolf Buchbinder suona e dirige tre concerti per pianoforte di Mozart con l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia giovedì 29 aprile 2027 alle 19:30, venerdì 30 aprile alle 20:00 e domenica 2 maggio alle 18:00, nella Sala…

Rudolf Buchbinder suona e dirige tre concerti per pianoforte di Mozart con l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia giovedì 29 aprile 2027 alle 19:30, venerdì 30 aprile alle 20:00 e domenica 2 maggio alle 18:00, nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. In programma il Concerto n. 9 K 271 «Jeunehomme», il Concerto n. 23 K 488 e il Concerto n. 22 K 482, con Buchbinder nel doppio ruolo di solista e direttore. L'Auditorium è in viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma: si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con l'autobus 910 da Termini. I biglietti costano da 23 a 54 euro in sei settori e si comprano ai botteghini dell'Auditorium e di via Vittoria 6 o sul circuito di prevendita autorizzato dall'Accademia, raggiungibile dalla pagina ufficiale del concerto; la prevendita per i concerti da marzo a fine stagione apre il 12 gennaio 2027. I concerti cominciano puntuali: chi arriva in ritardo non entra in sala.

L'Auditorium Parco della Musica, dove Rudolf Buchbinder suona e dirige Mozart
L'Auditorium Parco della Musica, dove Rudolf Buchbinder suona e dirige Mozart Foto: Foto: Mac9, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Un pianista che ha inciso tutte le principali opere per pianoforte di Mozart e che da una vita dirige i suoi concerti dalla tastiera, come si faceva nel Settecento. Tre concerti scelti, secondo la presentazione dell'Accademia, per seguire Mozart attraverso momenti diversi della sua maturità creativa: dal carattere innovativo del K 271 alle atmosfere intime del K 488, fino ai contrasti del K 482.

Buchbinder e Mozart a Santa Cecilia: le date

Rudolf Buchbinder è a Santa Cecilia per tre sere con lo stesso programma: giovedì 29 aprile alle 19:30, venerdì 30 aprile alle 20:00, domenica 2 maggio alle 18:00.

I turni

Le tre date corrispondono ai tre turni di abbonamento della stagione sinfonica: il giovedì il turno G e G1, il venerdì il turno V e V1, la domenica il turno S e S1. Chi non è abbonato compra il biglietto per la sera che preferisce, fino a esaurimento dei posti.

Quale sera scegliere

La domenica alle 18 è la data più adatta a chi viene da fuori Roma o con ragazzi: si esce in tempo per cena e per il rientro. Il giovedì alle 19:30 lascia la serata libera dopo il concerto; il venerdì alle 20 è la data classica. La sequenza cade sul ponte del Primo maggio: conviene decidere presto.

La puntualità

L'Accademia avverte che i concerti hanno inizio con puntualità: chi arriva in ritardo non può accedere in sala e può seguire il concerto nelle salette d'ascolto, fino a esaurimento dei posti disponibili.

Biglietti per Buchbinder: prezzi e dove comprarli

I biglietti per il concerto di Rudolf Buchbinder costano 54 euro nel Settore I, 47 nel II, 37 nel III, 35 nel IV, 30 nel V e 23 euro nel Settore VI.

La prevendita

La prevendita della stagione 2026 e 2027 è divisa in due periodi: dal 10 settembre 2026 per i concerti fino al 27 febbraio 2027, dal 12 gennaio 2027 per quelli da marzo a fine stagione. I biglietti per Buchbinder, quindi, sono in vendita dal 12 gennaio.

Dove comprare

Gli unici rivenditori autorizzati indicati dall'Accademia sono i punti vendita del circuito di prevendita ufficiale, il botteghino dell'Auditorium e quello di via Vittoria 6, vicino a piazza del Popolo. Online si compra dal pulsante sotto la data scelta, nella pagina ufficiale del concerto. L'infoline è lo 06 8082058.

Giovani

L'Accademia ha una pagina dedicata alle agevolazioni per i giovani, raggiungibile dal suo sito: per uno studente di pianoforte, tre concerti di Mozart diretti dalla tastiera sono una lezione che vale il biglietto.

Il programma: tre concerti di Mozart

Il programma mette in fila il Concerto per pianoforte n. 9 in mi bemolle maggiore K 271, il Concerto n. 23 in la maggiore K 488 e il Concerto n. 22 in mi bemolle maggiore K 482, tre tappe della maturità di Mozart.

K 271, il salto di Salisburgo

Il Concerto n. 9 fu completato a Salisburgo nel gennaio 1777. Ha un'idea rivoluzionaria fin dalla prima battuta: invece di una lunga introduzione orchestrale, dopo una fanfara di due misure entra subito il pianoforte. Il movimento lento, in do minore, ha gli archi con sordina e il carattere di un'aria d'opera; il finale, un Presto in forma di rondò, si interrompe a sorpresa per un minuetto cantabile. Charles Rosen lo ha definito il primo concerto pianistico pienamente compiuto di Mozart.

K 488, i clarinetti

Il Concerto n. 23 fu completato a Vienna il 2 marzo 1786, mentre Mozart lavorava alle Nozze di Figaro. Al posto degli oboi usa due clarinetti, allora strumenti nuovi nelle orchestre viennesi, per un suono più morbido. L'Adagio, in fa diesis minore sul ritmo di una siciliana, è l'unico movimento che Mozart abbia scritto in quella tonalità, ed è considerato uno dei vertici della sua produzione. La presentazione dell'Accademia parla di atmosfere intime culminanti nello stupendo Adagio.

K 482, i contrasti

Il Concerto n. 22 chiude il programma. L'Accademia ne sottolinea i sorprendenti contrasti, e presenta la sequenza dei tre concerti come un modo per mettere in luce la straordinaria varietà di una forma che Mozart trasformò profondamente.

Solista e direttore

Buchbinder suona e dirige insieme, dalla tastiera. È la prassi del tempo di Mozart, che eseguiva i propri concerti come solista guidando l'orchestra; nella partitura del K 271 e del K 488 Mozart annota perfino la dicitura col basso, che chiedeva al solista di raddoppiare con la sinistra la linea dei violoncelli e dei contrabbassi durante i passaggi dell'intera orchestra.

Mozart a Vienna: il fortepiano, le accademie, i clarinetti

Il K 488 nasce nella stagione più felice di Mozart a Vienna, quando il compositore viveva dei suoi concerti per sottoscrizione e portava con sé il proprio strumento da una sala all'altra.

Il fortepiano in viaggio

In una lettera alla figlia del 12 marzo 1785 Leopold Mozart racconta che, da quando era a Vienna, il fortepiano del figlio era stato trasportato almeno dodici volte da casa a teatro o in altre abitazioni. Wolfgang si era fatto costruire una grande pedaliera, più lunga dello strumento e straordinariamente pesante, che ogni venerdì veniva portata alla Mehlgrube, una delle sale dei suoi concerti, e anche dal conte Zichy e dal principe Kaunitz.

Il catalogo e il principe

La data del K 488 è nota con esattezza perché Mozart teneva un catalogo delle proprie opere, dove lo annotò il 2 marzo 1786. In agosto spedì a Sebastian Winter, ciambellano del principe di Fürstenberg a Donaueschingen, una lista con gli incipit di dodici composizioni recenti; a settembre il principe scelse tre sinfonie e tre concerti per pianoforte, fra cui il K 488. Mozart spedì le partiture con il consiglio sui clarinetti.

Il manoscritto

Dopo la morte di Mozart la vedova Constanze vendette nel 1799 circa 270 autografi all'editore Johann Anton André di Offenbach. Il manoscritto del K 488 passò poi al musicologo Charles Malherbe, che lo lasciò al Conservatorio di Parigi; dal 1942 è alla Biblioteca nazionale di Francia. La prima edizione a stampa è del 1800.

Una leggenda sovietica

Al K 488 è legato un racconto, riferito fra gli altri da Dmitrij Šostakovič e mai accertato dagli storici: Stalin, dopo averlo ascoltato alla radio suonato dalla pianista Marija Judina, ne avrebbe chiesto il disco, che non esisteva perché l'esecuzione era dal vivo; i musicisti lo avrebbero inciso in una notte. La storia vuole che fosse fra le ultime musiche ascoltate dal dittatore.

Il K 271 e il viaggio del 1777

Il K 271 è il concerto con cui Mozart lasciò Salisburgo per cercare fortuna altrove: lo portò con sé in Germania e in Francia e lo suonò in più occasioni.

Da Salisburgo a Parigi

Nel settembre 1777 Mozart partì con la madre, Anna Maria Pertl, per Monaco di Baviera, Mannheim e Parigi, alla ricerca di un impiego fuori dalla corte del principe arcivescovo Colloredo. La prima esecuzione documentata del K 271 è del 4 ottobre 1777, a Monaco, con Mozart al fortepiano.

L'albergo dell'Aquila Nera

Il concerto si tenne all'albergo Zum Schwarzen Adler, il più prestigioso di Monaco: un salone da ballo con specchi, trentotto camere, una scuderia per ventiquattro cavalli. Era frequentato da musicisti, letterati e viaggiatori illustri, fra cui Goethe e, qualche anno più tardi, Beethoven.

Cadenze scritte

Nel K 271 Mozart mise per iscritto le cadenze e perfino gli Eingänge, i brevi passaggi che introducono il rientro del solista e che nel Settecento si lasciavano di norma all'improvvisazione. È un segno dell'importanza che il compositore dava a questa partitura.

Rudolf Buchbinder: biografia

Rudolf Buchbinder è un pianista austriaco nato il 1º dicembre 1946 a Litoměřice, l'antica Leitmeritz, in Boemia; cresciuto a Vienna dal 1947, è considerato uno dei grandi interpreti di Haydn, Mozart e Beethoven.

Gli studi e i primi successi

Studia all'Accademia di musica di Vienna con Bruno Seidlhofer. Nel 1961 vince il primo premio al Concorso internazionale di Monaco nella sezione trio con pianoforte, nel 1962 riceve la Medaglia Lipatti. Nel 1965 compie una tournée nelle Americhe e nel 1966 ottiene un premio speciale al Concorso pianistico Van Cliburn. Ha suonato in tournée con i Wiener Philharmoniker e come solista in tutto il mondo; ha insegnato all'Accademia di musica di Basilea.

I dischi

Per l'etichetta Teldec ha inciso la musica completa per tastiera di Haydn, tutte le principali opere per pianoforte di Mozart, tutte le sonate e le variazioni di Beethoven e i due concerti di Brahms con Nikolaus Harnoncourt e l'Orchestra del Concertgebouw. Con il violoncellista János Starker ha registrato Beethoven e Brahms. Ha inciso due volte i concerti di Beethoven dirigendo dalla tastiera: con i Wiener Symphoniker nel 2007 e con i Wiener Philharmoniker nel 2011, dal vivo.

Le Variazioni Diabelli

È uno dei pochi pianisti ad aver registrato per intero la seconda parte del Vaterländischer Künstlerverein: cinquanta variazioni di cinquanta compositori diversi sullo stesso valzer di Anton Diabelli. Ha inciso anche le Variazioni Diabelli di Beethoven, che in origine ne costituivano la prima parte.

Grafenegg e i premi

Dal 2007 è fondatore e direttore artistico del festival di Grafenegg, in Bassa Austria. Fra i riconoscimenti, il premio del ministro austriaco per l'interpretazione di Mozart nel 1970, il Grand Prix du Disque nel 1977 per l'opera pianistica completa di Haydn, l'Echo Klassik nel 2012 come strumentista dell'anno, la nomina a membro onorario dei Wiener Philharmoniker nel 2016 e il Premio Mozart di Vienna nel 2017.

Una curiosità su Rudolf Buchbinder suona e dirige Mozart all'Auditorium Parco della Musica — 29 e 30 aprile, 2 maggio 2027

La curiosità più bella riguarda il soprannome del primo concerto in programma. Per oltre un secolo il K 271 è stato chiamato Jeunehomme, dal nome di una misteriosa virtuosa francese. Il nome, però, era un'invenzione: nel 1912 due studiosi, Téodor de Wyzewa e Georges de Saint-Foix, partendo dalle grafie incerte delle lettere dei Mozart, Jenomy, Jenomé, Genomai, coniarono dal nulla una «Mademoiselle Jeunehomme», e l'errore passò di libro in libro. Solo nel 2003 il musicologo Michael Lorenz chiarì che la dedicataria era Louise Victoire Jenamy, figlia del celebre coreografo Jean-Georges Noverre. Il minuetto nel finale è stato letto come un omaggio al padre, maestro di ballo.

La seconda curiosità riguarda il K 488. Nel 1786 Mozart, spedendolo alla corte del principe di Fürstenberg, scrisse che se a corte non ci fossero stati i clarinetti, un copista abile avrebbe dovuto trasporre le parti per un violino e una viola. Il concerto più morbido del programma nasce da due strumenti che, all'epoca, non tutte le orchestre avevano.

La terza è romana: nella Sala Santa Cecilia Buchbinder dirige dalla tastiera l'orchestra dell'Accademia intitolata alla patrona della musica.

La Sala Santa Cecilia

La Sala Santa Cecilia è la più grande delle tre sale dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, progettate da Renzo Piano: 2.756 posti, inaugurata il 21 dicembre 2002, sede della stagione dell'Accademia dal 2003.

Una sala grande per un Mozart da camera

Sopra l'orchestra si aprono 26 gusci di ciliegio americano di circa 180 metri quadrati ciascuno; il riverbero è di 2,2 secondi. Per i concerti di Mozart l'orchestra è più piccola di quella di una sinfonia romantica, e la sala mette in evidenza i legni: nel K 488 i clarinetti e i fagotti dialogano con il pianoforte quasi come in un pezzo da camera.

Dove sedersi

Chi frequenta la sala nota che l'intensità sonora cala fino alla decima fila e poi resta costante. Per un pianista che dirige dalla tastiera conta anche vedere il gesto: la galleria dietro il palco permette di osservare Buchbinder di fronte, mentre si rivolge all'orchestra; la platea centrale arretrata e la galleria frontale danno il suono più equilibrato.

L'Auditorium

I tre volumi rivestiti di piombo poggiano su una base di mattoni e si aprono a ventaglio intorno alla cavea intitolata a Luciano Berio. Con Piano lavorarono l'acustico Jürgen Reinhold dello studio Müller-BBM e il paesaggista Franco Zagari. La storia completa è nella scheda sull'Auditorium Parco della Musica.

Una cosa che non ti dice nessuno su Rudolf Buchbinder suona e dirige Mozart all'Auditorium Parco della Musica — 29 e 30 aprile, 2 maggio 2027

Quello che pochi dicono è che il pianoforte su cui Buchbinder suonerà non è lo strumento per cui Mozart scriveva. Le fonti del K 271 parlano di cembalo o clavecin, ma i musicologi non hanno dubbi che Mozart lo avesse pensato per il fortepiano: lo dimostrano le indicazioni di crescendo e di forte, impossibili al clavicembalo. A Vienna Mozart suonava un fortepiano suo, trasportato ogni volta da casa alla sala, con una pedaliera sotto lo strumento per rinforzare i bassi. Sul grancoda moderno la prassi del col basso, che su quel fortepiano si fondeva con l'orchestra, oggi di solito si omette.

La seconda cosa riguarda l'autografo del K 488. A differenza della maggior parte dei manoscritti di Mozart, puliti e quasi senza cancellature, questo è pieno di ripensamenti: Mozart aveva previsto gli oboi e poi li cambiò con i clarinetti, e le differenze d'inchiostro lo mostrano ancora. Il mito del genio che scrive di getto, senza esitazioni, qui si incrina.

La terza è pratica: con tre serate e un unico programma, chi trova esaurita una data può provare le altre due, e ai botteghini dell'Auditorium e di via Vittoria si possono chiedere informazioni sui posti rimasti.

Il consiglio che ti do per visitare Rudolf Buchbinder suona e dirige Mozart all'Auditorium Parco della Musica — 29 e 30 aprile, 2 maggio 2027

Il primo consiglio è di scegliere il posto per vedere Buchbinder dirigere. Un pianista che dirige l'orchestra dalla tastiera comunica con lo sguardo, con un cenno della testa, con la mano libera fra due frasi: dalla galleria dietro il palco lo si vede di fronte, ed è uno spettacolo nello spettacolo.

Il secondo è di ascoltare prima l'Adagio del K 488. È la pagina più famosa del programma, e il suo tema centrale Mozart lo riutilizzò l'anno dopo nel terzetto «Ah! taci, ingiusto core!» del Don Giovanni: riconoscerlo dal vivo è un piccolo piacere.

Il terzo è di arrivare presto. I concerti dell'Accademia cominciano puntuali, e chi arriva tardi segue il concerto dalle salette d'ascolto. Con i controlli, il guardaroba e la salita in sala, quaranta minuti di anticipo sono il minimo. Il quarto: chi può, scelga la domenica alle 18, con il pomeriggio libero per il MAXXI o per una passeggiata a Villa Glori.

Come arrivare all'Auditorium per Buchbinder

All'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30, si arriva con la metro A e il tram 2 oppure con gli autobus 910, 53 e 982; la metro non arriva all'ingresso.

Metro A e tram 2

Dalla stazione Flaminio il tram 2 corre lungo via Flaminia fino alle fermate Flaminia/Reni e Apollodoro; di lì pochi minuti a piedi attraverso il Villaggio Olimpico.

Autobus

Il 910 parte da piazza dei Cinquecento, davanti a Termini, e arriva all'Auditorium senza cambi. Il 53 arriva da piazza Mancini, il 982 dalla zona di viale XVII Olimpiade. Il 168, dalla Tiburtina, è una linea feriale: utile il giovedì e il venerdì, non la domenica. Il 2 maggio cade nel ponte del Primo maggio, e gli orari festivi vanno verificati sul calcolatore dell'azienda dei trasporti.

In auto

Il tratto di viale Pietro de Coubertin davanti all'ingresso è chiuso al traffico e i parcheggi del complesso hanno posti limitati; nelle sere di concerto le auto si riversano nelle strade del Villaggio Olimpico.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Mozart scrisse i suoi concerti per pianoforte per suonarli lui stesso. È meno citato perché: a Vienna, dopo il 1781, Mozart viveva da musicista indipendente, senza un impiego a corte, e i concerti per sottoscrizione, organizzati soprattutto in quaresima e in avvento, quando i teatri d'opera lavoravano meno, erano la sua principale fonte di reddito. Nel 1784 tenne quattro concerti in abbonamento, nel 1785 dieci. Il K 488 nasce così, per la quaresima del 1786.

Scrivendo per sé, Mozart non doveva adattare la parte pianistica alle capacità di altri, come a Salisburgo. Ne derivò una libertà compositiva nuova. Rudolf Buchbinder, che dirige dalla tastiera, ripropone lo stesso rapporto fra solista e orchestra: il pianista è anche chi tiene il tempo.

C'è anche un fatto poco citato sul K 271: fu uno dei pochi concerti di Mozart stampati mentre era in vita, a Parigi nel 1778, ma di quella prima edizione non è sopravvissuto nessun esemplare. L'autografo è oggi alla Biblioteca Jagellonica di Cracovia.

La foto giusta da fare a Rudolf Buchbinder suona e dirige Mozart all'Auditorium Parco della Musica — 29 e 30 aprile, 2 maggio 2027

Durante il concerto il telefono resta spento: in Mozart i pianissimo degli archi con sordina sono parte della musica. La foto giusta si fa prima dell'inizio, con il palco pronto, il pianoforte a coda al centro e le sedie dell'orchestra intorno: la disposizione di un concerto in cui il solista è anche il direttore.

Agli applausi, senza flash, si può fotografare Buchbinder in piedi accanto allo strumento, in mezzo ai musicisti. Fuori, la domenica alle 17:30 la luce di maggio cade obliqua sui volumi di piombo, e dalla cavea la prospettiva dei tre edifici è l'inquadratura più riconoscibile dell'Auditorium.

La terza foto si fa uscendo, verso viale Pietro de Coubertin, con le sale illuminate dall'interno e il pubblico che scende la scalinata.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Sotto l'Auditorium riposa una storia antichissima: durante i lavori emersero i resti di una villa romana del III secolo a.C., sorta al posto di una piccola fattoria arcaica del VI secolo a.C. Per conservarli Renzo Piano spostò due dei tre volumi verso ovest, e i reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.

La storia musicale del luogo nasce da una perdita. Nel 1936 fu demolito l'Augusteo, la grande sala da concerto romana, e per più di sessant'anni l'orchestra di Santa Cecilia non ebbe una sala costruita per la musica sinfonica. Nel 1992 il Comune scelse l'area del Villaggio Olimpico, nel 1993 Piano vinse il concorso.

Il 21 aprile 2002, Natale di Roma, aprirono la Sala Sinopoli e la Sala Petrassi; il 21 dicembre dello stesso anno la Sala Santa Cecilia, con l'Orchestra dell'Accademia diretta da Myung-Whun Chung. Dal 2003 è la casa della stagione dell'Accademia, dal 2006 della Festa del Cinema di Roma; nel 2020 il complesso è stato intitolato a Ennio Morricone. Le serate di Buchbinder cadono una settimana dopo il venticinquesimo compleanno delle prime due sale.

Chi è passato da Rudolf Buchbinder suona e dirige Mozart all'Auditorium Parco della Musica — 29 e 30 aprile, 2 maggio 2027

La Sala Santa Cecilia ha visto sul podio i direttori musicali dell'Accademia, da Myung-Whun Chung ad Antonio Pappano e a Daniel Harding; Goffredo Petrassi assistette all'apertura della Sala Sinopoli, Luciano Berio ha dato il nome alla cavea. Evgeny Kissin è ospite dell'Accademia dal 1991.

Dalla carriera di Buchbinder passano nomi che hanno fatto la storia dell'interpretazione: Bruno Seidlhofer, il suo maestro; Nikolaus Harnoncourt e il Concertgebouw per Brahms; János Starker per il repertorio con violoncello; i Wiener Philharmoniker, di cui è membro onorario, e i Wiener Symphoniker. Nel 2009 è stato fra i protagonisti di Pianomania, il documentario di Lilian Franck e Robert Cibis su un accordatore di pianoforti, uscito anche nelle sale del Nord America.

Nella stessa sala, pochi giorni prima, Daniel Harding dirige la Nona di Beethoven: fine aprile a Santa Cecilia va dal coro dell'Inno alla gioia al Mozart più intimo.

Accessibilità e ragazzi

La Sala Santa Cecilia è costruita su un piano rialzato, sopra la villa romana, e le gallerie hanno due soli ascensori: chi ha difficoltà motorie arrivi con largo anticipo.

Le condizioni

Le avvertenze dell'Accademia descrivono le condizioni per il pubblico con disabilità e le modalità di prenotazione dei posti; per informazioni l'infoline è lo 06 8082058, oppure biglietteria@santacecilia.it. Meglio non ridursi agli ultimi giorni, soprattutto per le date del ponte.

Con i ragazzi

Tre concerti di Mozart diretti dal pianoforte sono un'ottima introduzione alla musica classica per un ragazzo che studia uno strumento: la musica è chiara, i temi si ricordano, e vedere un pianista che dirige l'orchestra con lo sguardo spiega più di una lezione. La domenica alle 18 è l'orario più adatto.

Il quartiere dell'Auditorium

L'Auditorium occupa circa 55.000 metri quadrati fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski, in un quadrante della Roma del Novecento dove l'architettura contemporanea convive con il verde.

Il MAXXI e il museo degli strumenti

Verso via Guido Reni, a pochi minuti a piedi, c'è il MAXXI di Zaha Hadid. Dentro l'Auditorium l'Accademia conserva il Museo degli Strumenti Musicali: prima di un concerto di Mozart, vedere da vicino gli strumenti antichi aiuta a immaginare il suono di un fortepiano.

Ponte Milvio

Poco più a nord, Ponte Milvio è il punto d'incontro serale di Roma nord, con l'offerta più ampia di locali dopo il concerto.

La patrona

Santa Cecilia, patrona della musica e dell'Accademia, è venerata nella basilica di Santa Cecilia in Trastevere, una visita da fare di giorno nel fine settimana del ponte.

Dove mangiare prima o dopo il concerto

Dentro l'Auditorium ci sono bar e caffetteria nel foyer e un bar ristorante con ingresso anche dalla strada, comodo prima del concerto del giovedì alle 19:30.

Nel quartiere

Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini si trovano pizzerie, trattorie e bar di quartiere. Dopo il concerto, Ponte Milvio offre la scelta più ampia; verso piazzale Flaminio e il Tridente la scelta è quella, più cara, del centro storico.

Il ponte

Il venerdì 30 aprile e la domenica 2 maggio cadono nel ponte del Primo maggio: i ristoranti di Roma nord sono pieni, e una prenotazione è indispensabile.

Il ponte del Primo maggio a Roma

Le tre serate di Buchbinder abbracciano il ponte del Primo maggio, uno dei fine settimana più affollati dell'anno a Roma. Le giornate sono lunghe, le sere miti; i musei e le strade del centro sono pieni di visitatori. Per chi arriva da fuori Roma, un concerto la domenica alle 18 nel quartiere Flaminio è un modo di chiudere il ponte lontano dalla folla del centro storico, con il MAXXI e Villa Glori a pochi passi.

Domande frequenti su Buchbinder e Mozart a Santa Cecilia

Quando suona Rudolf Buchbinder a Roma?

Rudolf Buchbinder suona e dirige Mozart con l'Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia giovedì 29 aprile 2027 alle 19:30, venerdì 30 aprile alle 20:00 e domenica 2 maggio alle 18:00, nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica, con lo stesso programma.

Quali concerti di Mozart suona Buchbinder?

Il programma di Buchbinder a Santa Cecilia comprende il Concerto per pianoforte n. 9 K 271 «Jeunehomme», il Concerto n. 23 K 488 e il Concerto n. 22 K 482. Buchbinder è insieme solista e direttore, dalla tastiera.

Quanto costano i biglietti per Buchbinder?

I biglietti per Rudolf Buchbinder a Santa Cecilia costano 54, 47, 37, 35, 30 e 23 euro secondo il settore. Si comprano ai botteghini dell'Auditorium e di via Vittoria 6 o sul circuito autorizzato; la prevendita apre il 12 gennaio 2027.

Cosa succede se si arriva in ritardo?

I concerti dell'Accademia di Santa Cecilia cominciano puntuali: chi arriva in ritardo non entra in sala e può seguire il concerto nelle salette d'ascolto, fino a esaurimento dei posti. Conviene essere all'Auditorium almeno quaranta minuti prima.

Chi è Rudolf Buchbinder?

Rudolf Buchbinder è un pianista austriaco nato nel 1946, allievo di Bruno Seidlhofer, noto per le incisioni complete di Haydn, Mozart e Beethoven, direttore artistico del festival di Grafenegg dal 2007 e membro onorario dei Wiener Philharmoniker.

Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica?

All'Auditorium Parco della Musica, in viale Pietro de Coubertin 30, si arriva con la metro A fino a Flaminio e il tram 2 fino a Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con l'autobus 910 da Termini e con le linee 53 e 982.

Quanto dura il concerto?

La durata del concerto di Buchbinder non è pubblicata dall'Accademia. Il K 271 dura circa 30 o 35 minuti e il K 488 circa 30: con il K 482 e l'intervallo è una serata di circa due ore.

Il consiglio finale su Buchbinder e Mozart a Santa Cecilia

Il consiglio è di comprare presto, scegliere una galleria da cui vedere Buchbinder di fronte, ascoltare prima l'Adagio del K 488 e arrivare con quaranta minuti di anticipo, perché le porte si chiudono all'orario d'inizio. Tre concerti di Mozart suonati e diretti dalla tastiera da un pianista che li frequenta da una vita sono, a nostro giudizio, uno degli appuntamenti più raffinati della stagione dell'Accademia: una serata in cui l'orchestra diventa un grande ensemble da camera e il solista torna a essere, come ai tempi di Mozart, anche chi tiene insieme la musica.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.

Prepara la visita

Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.

Tagsche fare a Romaconcertodi seraeventi romaflaminiomusica classicamusica dal vivoprimaveraRomaspettacoli dal vivo

Contact Information

Data Evento29 Aprile 2027 19:30 — 2 Maggio 2027
IndirizzoAuditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città