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Alexander Soddy dirige Poulenc, Prokofiev e Dukas a Santa Cecilia — 5, 6 e 7 novembre 2026

In breve. Alexander Soddy dirige l'Orchestra e il Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia giovedì 5 novembre 2026 alle 19:30, venerdì 6 novembre alle 20:00 e sabato 7 novembre alle 18:00, nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco…

Alexander Soddy dirige l'Orchestra e il Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia giovedì 5 novembre 2026 alle 19:30, venerdì 6 novembre alle 20:00 e sabato 7 novembre alle 18:00, nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30. In programma L'apprendista stregone di Paul Dukas, il Gloria di Francis Poulenc con il soprano Elsa Benoit e il Coro preparato da Andrea Secchi, la Sinfonia n. 5 di Sergej Prokofiev. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910 da Termini, 53, 982 e 168. I biglietti costano da 23 a 54 euro secondo il settore e si comprano al botteghino dell'Auditorium, al botteghino di via Vittoria 6 e sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, raggiungibile dalla pagina ufficiale del concerto. Le porte si chiudono all'orario d'inizio.

L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone visto dall'alto, fra Flaminio e Parioli
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone visto dall'alto, fra Flaminio e Parioli Foto: Foto: LPLT, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Tre partiture che quasi tutti hanno già sentito almeno una volta, magari senza saperlo, e un direttore inglese che in Germania si è costruito una carriera solida, teatro dopo teatro. Il programma dell'inizio di novembre a Santa Cecilia è il più accessibile dell'autunno sinfonico dell'Accademia: a nostro giudizio, il concerto giusto per chi non è mai entrato nella Sala Santa Cecilia e cerca la serata da cui cominciare.

Alexander Soddy a Santa Cecilia: le tre serate di novembre

Il concerto di Alexander Soddy si replica tre volte con lo stesso programma: giovedì 5 novembre alle 19:30, venerdì 6 novembre alle 20:00, sabato 7 novembre alle 18:00. Sul podio c'è Soddy, con l'Orchestra e il Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il soprano Elsa Benoit e il maestro del coro Andrea Secchi.

Quale sera scegliere

Il giovedì alle 19:30 è la serata degli abbonati più assidui e ha l'aria di una prima. Il venerdì alle 20:00 lascia il tempo di arrivare con calma dopo il lavoro e di cenare dopo. Il sabato alle 18:00 è l'orario più comodo per chi viene da fuori Roma e deve riprendere un treno, e anche per chi porta con sé dei ragazzi. Il programma è identico nelle tre date: la scelta dipende solo dall'agenda e dalla disponibilità dei posti.

Un organico al completo

Per questo concerto l'Accademia schiera entrambe le sue formazioni stabili, l'orchestra e il coro. Non capita in ogni programma della stagione: il Gloria di Poulenc richiede soprano solista, coro e grande orchestra, e la Quinta di Prokofiev un organico sinfonico ampio.

Il programma: Dukas, Poulenc e Prokofiev

Il programma del concerto diretto da Alexander Soddy si apre con L'apprendista stregone di Paul Dukas, prosegue con il Gloria di Francis Poulenc per soprano, coro e orchestra e si chiude con la Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore op. 100 di Sergej Prokofiev. La presentazione dell'Accademia insiste sul virtuosismo orchestrale di Dukas, sui contrasti del Gloria e sull'energia ritmica della Quinta.

Dukas, L'apprendista stregone

L'apprendista stregone è un poema sinfonico completato nel 1897, con il sottotitolo di scherzo da una ballata di Goethe: la ballata è Der Zauberlehrling, del 1797. Fu eseguito per la prima volta a Parigi il 18 maggio 1897 dalla Société Nationale de Musique, diretto dallo stesso Dukas. È di gran lunga la pagina più eseguita e registrata del compositore. La musica segue passo passo il racconto: l'apprendista resta solo, anima una scopa perché porti l'acqua al posto suo, non sa più fermarla, la spacca in due e ne ottiene due; solo il ritorno del mago rimette le cose a posto.

Un'orchestra da ascoltare con attenzione

La partitura prevede ottavino, tre fagotti e controfagotto, quattro corni, due trombe e due cornette, tre tromboni, timpani, glockenspiel, grancassa, piatti, triangolo, arpa e archi. La parte di glockenspiel è così impegnativa da essere diventata un passo classico nelle audizioni per percussionisti. Nella Sala Santa Cecilia, con il fagotto che dà voce alla scopa e gli ottoni che raccontano l'allagamento, è il brano che rende visibile il suono.

Poulenc, Gloria

Il Gloria di Poulenc, catalogato come FP 177, mette in musica il testo del Gloria dell'ordinario della messa, per soprano solista, grande orchestra e coro. Il compositore cominciò a lavorarci nella primavera del 1959 e completò la partitura nel luglio 1960. In una lettera a Bernard Gavoty lo descrisse come un Gloria «nello stile di Vivaldi». È diviso in sei movimenti, dal Gloria in excelsis Deo iniziale al Qui sedes ad dexteram Patris che chiude con un Amen sospeso del soprano.

Il ruolo del soprano

Il soprano solista entra nel terzo movimento, Domine Deus, Rex caelestis, con una linea drammatica dopo un'introduzione dei legni, e torna nel quinto, Domine Deus, Agnus Dei, il momento più scuro e misterioso della partitura. L'ultima parola è sua: l'Amen finale sulla nota re, sospeso sopra accordi che mescolano si minore e sol maggiore. A Santa Cecilia la parte è affidata a Elsa Benoit.

Prokofiev, Sinfonia n. 5

Prokofiev scrisse la Quinta Sinfonia in un mese, nell'estate del 1944, alla Casa dei compositori di Ivanovo, riprendendo idee musicali che aveva esplorato anni prima. La definì un inno all'uomo libero e felice, alle sue forze, al suo spirito puro e nobile. I movimenti sono quattro, per una durata di quaranta, quarantacinque minuti: Andante, Allegro marcato, Adagio e Allegro giocoso.

Come si ascolta la Quinta

Il primo movimento è in forma sonata e si chiude con una coda travolgente, segnata dal tam tam e dai tremoli gravi del pianoforte. Il secondo è uno scherzo insistente, nel tipico stile a toccata di Prokofiev. Il terzo è un Adagio nostalgico che cresce fino a un culmine tormentato. Il finale parte giocoso e sembra correre verso una vittoria, poi degenera in una frenesia di archi solisti e «note sbagliate» che rende l'ultimo unisono dell'orchestra quasi ironico. Conviene ascoltare quell'ultimo minuto con le orecchie ben aperte.

Chi è Alexander Soddy, il direttore della serata

Alexander Soddy è un direttore d'orchestra e pianista britannico, nato a Oxford il 20 dicembre 1982. Nella stagione 2016/2017 ha assunto l'incarico di direttore musicale generale del Nationaltheater di Mannheim e, con esso, la direzione artistica della Musikalische Akademie, l'associazione dei concerti dell'orchestra del teatro.

La formazione inglese

Soddy si è formato come corista al Magdalen College della sua città natale. Ha poi studiato direzione e canto alla Royal Academy of Music di Londra e pianoforte con Michael Dussek, pianista e specialista di musica da camera. A Cambridge ha studiato musicologia e analisi musicale con una borsa di studio corale del Selwyn College. Laureato nel 2004, è stato maestro collaboratore e direttore al National Opera Studio di Londra.

Amburgo, la scuola del teatro

Nell'ottobre 2005 è arrivato come maestro collaboratore all'Opera di Stato di Amburgo, dove in poco tempo è diventato primo assistente musicale della direttrice musicale Simone Young. Vi ha debuttato come direttore nella stagione 2008/2009 con Il flauto magico di Mozart e dal 2010 al 2012 è stato Kapellmeister. Nel suo repertorio amburghese figurano La bohème, Rigoletto, Don Giovanni, La traviata, Lucia di Lammermoor, il Faust di Gounod e la Carmen di Bizet.

Klagenfurt e Bayreuth

Dal 2013 al 2016 è stato direttore principale dello Stadttheater di Klagenfurt, dove ha diretto fra l'altro le nuove produzioni di Der Rosenkavalier e di Macbeth. Negli stessi anni, dal 2013 al 2015, ha lavorato al Festival di Bayreuth nella nuova produzione dell'Anello del Nibelungo, curando lo studio musicale accanto a Kirill Petrenko.

I grandi teatri

Soddy ha diretto all'Opera di Stato di Baviera a Monaco, alla Staatsoper di Berlino e all'Opera reale svedese. Nella stagione 2014/2015 ha debuttato all'Opera di Francoforte e a quella di Colonia; nella stagione 2017/2018 al Metropolitan di New York con La bohème, alla Semperoper di Dresda con Der Freischütz, all'Opera di Stato di Vienna con Il barbiere di Siviglia e all'English National Opera con Sogno di una notte di mezza estate di Britten.

Gli anni di Mannheim

A Mannheim ha diretto le nuove produzioni di Aida, di Genoveva di Schumann, di Fidelio e di Don Giovanni, oltre a riprese di Hänsel und Gretel, Madama Butterfly, Elektra, Der Rosenkavalier, Tannhäuser, Lohengrin e Parsifal. Nella stagione 2018/2019 ha diretto I maestri cantori di Norimberga con la regia di Nigel Lowery e Pelléas et Mélisande con la regia di Barrie Kosky. Dal 2017 al 2023 ha guidato un ampio ciclo dedicato a Bruckner e ha sostenuto pagine poco frequenti in Germania come il War Requiem di Britten.

Che direttore è

La stampa tedesca ha seguito con attenzione il suo lavoro a Mannheim, lodando la trasparenza del suono e la tenuta delle grandi forme, da Bruckner al War Requiem. La critica britannica ha salutato il suo debutto all'English National Opera. A nostro giudizio è un direttore che arriva dal teatro e ne conserva il senso del racconto: una qualità preziosa per un programma come questo, che si apre con una fiaba in musica.

Una curiosità su Alexander Soddy dirige Poulenc, Prokofiev e Dukas a Santa Cecilia — 5, 6 e 7 novembre 2026

La curiosità più bella lega il direttore al brano centrale del programma. Poulenc raccontò che l'idea del Gloria gli era nata mentre lavorava all'opera Dialogues des Carmélites, anche se la datazione dei primi abbozzi non si è mai potuta stabilire con certezza. Ebbene, Dialogues des Carmélites è uno dei titoli che hanno fatto conoscere Alexander Soddy: la sua direzione dell'opera a Klagenfurt, con l'Orchestra sinfonica della Carinzia, fu recensita nel febbraio 2015 dai Salzburger Nachrichten come prova di uno dei talenti più eminenti della direzione d'opera di quegli anni. Il direttore che porta il Gloria a Roma conosce dunque dall'interno il mondo sonoro da cui la partitura è uscita.

C'è poi un aneddoto dello stesso Poulenc, riferito al secondo movimento, il Laudamus te: il compositore disse di averlo immaginato pensando a dei monaci benedettini che giocavano a pallone. È una chiave d'ascolto utile. Il movimento è il più scherzoso del Gloria, con un tema leggero che ritorna, un metro che cambia di continuo e accenti del testo che la critica ha definito perfino perversi, perché lontani da quelli del parlato.

Ultima coincidenza, per chi ama le genealogie: la settimana successiva, dal 12 al 14 novembre, sul podio della stessa sala sale Kirill Petrenko, accanto al quale Soddy ha lavorato al Ring di Bayreuth dal 2013 al 2015.

La Sala Santa Cecilia, dove suona l'orchestra

La Sala Santa Cecilia è la sala più grande dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone: 2.756 posti, progettata da Renzo Piano per la musica sinfonica, inaugurata il 21 dicembre 2002 e sede stabile della stagione dell'Accademia dal 2003.

Un soffitto di ciliegio

Sopra il pubblico sono sospesi 26 gusci di ciliegio americano, ciascuno con una superficie media di circa 180 metri quadrati. La sala funziona come una grande cassa armonica, con un tempo di riverberazione di 2,2 secondi. Per il Gloria, in cui coro e orchestra si alternano e si sovrappongono, questo significa sentire il coro avvolgere la sala senza perdere il disegno degli strumenti.

Dove sedersi

Chi conosce la sala sa che l'intensità del suono sembra diminuire fino alla decima fila e poi restare costante: la platea a ridosso del palco non è necessaria. Per questo programma c'è una considerazione in più. Il coro si dispone alle spalle dell'orchestra, e i posti frontali in platea centrale o in galleria restituiscono meglio l'equilibrio fra voci e strumenti. La galleria dietro il palco, invece, permette di vedere il direttore di fronte, ma mette il coro alle spalle di chi ascolta.

Gli scarabei di Renzo Piano

Dall'esterno le tre sale sono grandi volumi rivestiti di piombo su una base di mattoni, disposti a raggiera intorno alla cavea all'aperto intitolata a Luciano Berio. Piano vinse il concorso a inviti del 1993 e lavorò con l'acustico Jürgen Reinhold dello studio Müller-BBM di Monaco e con il paesaggista Franco Zagari. La scheda completa del complesso è dedicata all'Auditorium Parco della Musica.

Una cosa che non ti dice nessuno su Alexander Soddy dirige Poulenc, Prokofiev e Dukas a Santa Cecilia — 5, 6 e 7 novembre 2026

L'apprendista stregone apre il concerto e dura poco più di dieci minuti. È un dettaglio che conta, perché l'Accademia applica alla lettera la regola della puntualità: le porte si chiudono all'orario d'inizio e chi arriva tardi non entra in sala, ma segue il concerto nelle salette d'ascolto fino a esaurimento dei posti. In una serata come questa, arrivare con cinque minuti di ritardo significa perdere per intero il brano più famoso del programma, quello che molti conoscono dalle immagini di Topolino. Il consiglio è semplice: mezz'ora di margine sul traffico del Flaminio, soprattutto il giovedì e il venerdì.

Seconda cosa poco detta: la Sala Santa Cecilia è costruita su un piano rialzato rispetto al terreno, perché durante gli scavi sono emersi i resti di una villa romana e non si è potuto scendere in profondità. Le gallerie sono servite da due soli ascensori. Chi ha difficoltà motorie e un posto in galleria deve mettere in conto qualche minuto di attesa prima dell'inizio.

Terza: la sala non ha un organo a canne. Il progetto fu sospeso nel 2002, dopo un appello di Italia Nostra, dall'Accademia allora guidata da Luciano Berio. Il Gloria di Poulenc non lo prevede, e la parete alle spalle del coro resta spoglia.

L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia e il novembre sinfonico

L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che organizza il concerto di Alexander Soddy, è una delle istituzioni musicali più antiche del mondo: nata come congregazione di musicisti, oggi è una fondazione con un'orchestra e un coro sinfonici e un corpo accademico. Il direttore musicale è Daniel Harding.

Un mese fitto

Il concerto di Soddy apre un novembre molto denso. Il 9 novembre la stagione da camera porta in Sala Santa Cecilia il duo Evgeny Kissin e András Schiff; dal 12 al 14 novembre sul podio sale Kirill Petrenko, direttore dei Berliner Philharmoniker; dal 19 al 21 torna Antonio Pappano con Petrassi e Čajkovskij, e dal 26 al 28 Daniel Harding dirige Brahms e Strauss. La stagione si era aperta in ottobre con il Siegfried di Wagner diretto da Harding. Il quadro completo è nella scheda sulla stagione di concerti 2026/2027.

Il museo e la patrona

L'Auditorium è la sede principale dell'Accademia, che vi conserva la Bibliomediateca e il Museo degli Strumenti Musicali. La santa patrona della musica e dell'Accademia è venerata nella Basilica di Santa Cecilia in Trastevere, una visita di giorno che si abbina bene alla serata.

Il consiglio che ti do per visitare Alexander Soddy dirige Poulenc, Prokofiev e Dukas a Santa Cecilia — 5, 6 e 7 novembre 2026

Il consiglio è di arrivare in sala conoscendo il testo del Gloria. È breve, in latino, e chiunque lo abbia sentito a messa ne ricorda almeno le prime parole; ma sapere dove cade il Laudamus te, dove il Domine Deus, Agnus Dei e dove il Qui sedes ad dexteram Patris aiuta a seguire il continuo cambio di clima che Poulenc costruisce, dal gioco quasi sfrontato del secondo movimento al buio del quinto. Bastano dieci minuti la sera prima.

Secondo consiglio: scegliere il posto pensando al coro. Per una sinfonia sola conta soprattutto la distanza dal palco; qui conta anche la posizione. Platea centrale oltre la decima fila o galleria frontale sono i posti in cui orchestra, coro e soprano arrivano fusi. Chi preferisce guardare il gesto del direttore può scegliere la galleria dietro l'orchestra, sapendo che sentirà il coro da dietro.

Terzo: per chi viene con ragazzi, la data giusta è il sabato alle 18. L'apprendista stregone è la porta d'ingresso ideale alla musica sinfonica, e la serata finisce a un'ora compatibile con una cena in famiglia.

Infine: non alzarsi sull'ultimo accordo della Quinta. Il finale di Prokofiev chiude con un unisono che arriva all'improvviso, dopo una corsa frenetica, e l'applauso della sala piena fa parte dell'esperienza.

Biglietti per Soddy a Santa Cecilia: prezzi e riduzioni

I biglietti per il concerto di Alexander Soddy costano 54 euro nel settore I, 47 nel settore II, 37 nel settore III, 35 nel settore IV, 30 nel settore V e 23 nel settore VI. La prevendita per i concerti dal 14 ottobre 2026 al 27 febbraio 2027 è aperta dal 10 settembre 2026.

Dove si comprano

Gli unici rivenditori autorizzati dall'Accademia sono il botteghino dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, il botteghino di via Vittoria 6, a due passi da via del Corso e da piazza del Popolo, e i punti vendita del circuito di prevendita autorizzato. Online si parte dal pulsante di acquisto sotto la data scelta, sulla pagina ufficiale del concerto. L'infoline dell'Accademia è lo 06 8082058; gli indirizzi di posta sono info@santacecilia.it e biglietteria@santacecilia.it.

Giovani e ragazzi

L'Accademia prevede agevolazioni per i giovani, raccolte nella sezione dedicata del sito ufficiale. Per i concerti della stagione in abbonamento gli under 26 hanno uno sconto del 30% e i minori di 14 anni accompagnati da un adulto entrano al prezzo simbolico di 3 euro; le tariffe ridotte si acquistano solo ai botteghini, fino a esaurimento dei posti in promozione, e le agevolazioni non sono cumulabili.

Rivenditori non autorizzati

L'Accademia avverte che non risponde di eventuali maggiorazioni sui biglietti venduti da soggetti non autorizzati. Il consiglio è comprare solo dai canali indicati sulla pagina ufficiale e, se una data risulta esaurita, chiedere all'infoline se si liberano posti.

Come arrivare all'Auditorium per il concerto di Soddy

L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910, 53, 982 e 168. La metropolitana non arriva fino all'ingresso: l'ultimo tratto è in superficie.

Metro A e tram 2

Da piazzale Flaminio il tram 2 risale via Flaminia verso piazza Mancini. Si scende a Flaminia/Reni o ad Apollodoro e si cammina per qualche minuto fino a viale Pietro de Coubertin, attraverso il Villaggio Olimpico. Dal centro storico e da piazza del Popolo è la soluzione più lineare.

Il 910 da Termini

Il 910 parte da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e arriva all'Auditorium senza cambi. Per chi alloggia vicino alla stazione o arriva in treno per la replica del sabato pomeriggio, è la linea più pratica.

Le altre linee

Il 53 collega piazza Mancini e il centro, il 982 arriva dalla zona di viale XVII Olimpiade e dalla stazione Quattro Venti, il 168 dalla stazione Tiburtina. Il 168 è una linea feriale: il sabato conviene controllare gli orari sul sito dell'azienda dei trasporti di Roma.

In auto

Il tratto di viale Pietro de Coubertin davanti all'Auditorium è chiuso al traffico. Il complesso dispone di parcheggi a pagamento con posti limitati, e nelle sere di concerto le auto riempiono le strade del Villaggio Olimpico. L'auto conviene solo se non ci sono alternative, e con molto anticipo.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che L'apprendista stregone debba la sua fama planetaria a Fantasia, il film d'animazione di Walt Disney del 1940 in cui Topolino è l'apprendista, lo sanno tutti. Meno noto è come ci arrivò. Disney aveva acquistato i diritti della musica nel 1937, pensando a un cortometraggio isolato con Topolino; fu il direttore d'orchestra Leopold Stokowski a suggerire di allargare il progetto, che diventò Fantasia. E l'episodio di Dukas è l'unico del film originale ripreso in Fantasia 2000. Ancora meno citato: già nel 1930 un cortometraggio intitolato The Wizard's Apprentice aveva messo in immagini la stessa musica, e nel 1931 Oskar Fischinger la usò per il suo Study No. 8.

C'è poi un filo che attraversa l'intero programma e che quasi nessun programma di sala mette in evidenza: Boston e il nome di Koussevitzky. Il Gloria fu commissionato dalla Fondazione Koussevitzky, intitolata a Sergej Koussevitzky e alla moglie Natalia, e fu eseguito per la prima volta a Boston il 21 gennaio 1961 dalla Boston Symphony Orchestra diretta da Charles Munch, con il soprano Adele Addison. Sedici anni prima, nel novembre 1945, era stato proprio Koussevitzky con la stessa orchestra a far conoscere all'America la Quinta di Prokofiev, registrata poi a Boston nel febbraio 1946. Due delle tre partiture della serata hanno dunque avuto la stessa porta d'ingresso nel mondo.

Come organizzare la serata del concerto

Per il concerto di Alexander Soddy la regola è arrivare all'Auditorium almeno quaranta minuti prima dell'inizio. Ritiro dei biglietti, controlli, guardaroba e salita in sala richiedono tempo, e in una sala da oltre 2.700 posti le code si formano presto.

Prima del concerto

Il foyer comune alle sale ospita bar, caffetteria e una grande libreria con dischi e libri di musica. Dal terrazzo che corre intorno agli edifici, fra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli, si vedono i resti della villa romana scoperta durante i lavori: dieci minuti ben spesi prima di entrare.

La durata

La pagina ufficiale del concerto non indica la durata complessiva né la posizione dell'intervallo. La Quinta di Prokofiev da sola dura fra i quaranta e i quarantacinque minuti; con Dukas e il Gloria la serata è quella di un concerto sinfonico pieno. Chi ha un treno da prendere dopo la replica del sabato conviene che si tenga largo.

Dopo il concerto

All'uscita la cavea è il posto giusto per lasciar defluire la folla. Chi ha l'auto nel Villaggio Olimpico non abbia fretta: le prime uscite dalle strade laterali sono sempre le più lente, e il tram 2 passa anche qualche minuto più tardi.

La foto giusta da fare a Alexander Soddy dirige Poulenc, Prokofiev e Dukas a Santa Cecilia — 5, 6 e 7 novembre 2026

Durante il concerto il telefono resta spento. In una sala così sensibile ogni rumore si sente, e con il coro in scena anche lo schermo acceso di un vicino disturba. La foto si fa prima e dopo.

A inizio novembre il buio arriva presto, e anche la replica del sabato alle 18 comincia a sera fatta. È il momento migliore per salire in cima alla cavea e inquadrare i tre volumi di Renzo Piano con il piombo che riflette le luci del complesso, e l'ingresso della Sala Santa Cecilia con il pubblico che entra. È l'immagine che racconta l'Auditorium meglio di qualsiasi dettaglio.

In sala, prima che le luci si abbassino e se il personale lo consente, lo scatto da fare è verso l'alto, sui gusci di ciliegio, con sotto le file del coro già schierate dietro l'orchestra. In questo programma è una disposizione che non si vede in ogni concerto: palcoscenico pieno, gradinate occupate dalle voci, il podio vuoto al centro. Due minuti dopo ci sarà Soddy, e il telefono andrà in tasca.

All'uscita, i volumi delle sale visti dal basso, lungo viale Pietro de Coubertin, danno un'immagine quasi astratta, la meno ovvia e a nostro giudizio la più riuscita.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il terreno su cui sorge l'Auditorium ha una storia molto più lunga del complesso. Durante i lavori emersero i resti di una villa romana del III secolo a.C., costruita sul luogo di una piccola fattoria arcaica del VI secolo a.C. La scoperta costrinse Renzo Piano a modificare il progetto, spostando due dei tre volumi verso ovest, quasi fino al viadotto di corso di Francia. I reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.

La storia moderna comincia con una demolizione. Nel 1936 fu abbattuto l'Augusteo, la grande sala da concerto romana, e per oltre sessant'anni la capitale restò senza un auditorium costruito per la musica sinfonica. Solo nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area del Villaggio Olimpico, e nel 1993 Piano vinse il concorso.

Il 21 aprile 2002 aprì la Sala Sinopoli; il 21 dicembre 2002 la Sala Santa Cecilia, con l'Orchestra dell'Accademia diretta da Myung-Whun Chung. Dal 2003 l'Auditorium è la sede stabile della stagione dell'Accademia, dal 2006 ospita la Festa del Cinema di Roma e nel 2020 il consiglio comunale ne ha approvato l'intitolazione a Ennio Morricone. Il compositore delle colonne sonore più celebri del cinema italiano dà oggi il nome alla casa in cui, a novembre, si esegue la musica che Disney rese popolare al cinema: una coincidenza che il programma di Soddy mette in luce senza volerlo.

Chi è passato da Alexander Soddy dirige Poulenc, Prokofiev e Dukas a Santa Cecilia — 5, 6 e 7 novembre 2026

La Sala Santa Cecilia ha avuto ospiti di peso fin dal primo giorno. Il concerto inaugurale del 21 dicembre 2002 fu diretto da Myung-Whun Chung. Pochi mesi prima, all'apertura della Sala Sinopoli, Goffredo Petrassi volle essere presente per ascoltare la prima esecuzione nella nuova sala della sua Ouverture da concerto del 1931; la sala più piccola del complesso porta oggi il suo nome. Luciano Berio, allora alla guida dell'Accademia, ha dato il nome alla cavea.

Nei primi mesi la sala fu anche criticata: Wolfgang Sawallisch si disse perplesso sul palcoscenico e sull'acustica, e seguirono interventi di correzione. Da allora è diventata la casa dell'Orchestra e del Coro di Santa Cecilia e dei loro direttori musicali, da Antonio Pappano, che torna in questa stessa stagione, a Daniel Harding.

Fra i solisti di casa c'è Evgeny Kissin, ospite dell'Accademia dal 1991, che in questa sala ha suonato con Pappano il Secondo concerto di Liszt nel 2019 e vi torna il 9 novembre in duo con András Schiff. Nella stagione 2026/2027 passano dallo stesso palco Martha Argerich con Charles Dutoit, Daniil Trifonov con Jakub Hrůša, Lisa Batiashvili con Lorenzo Viotti e Semyon Bychkov. A inizio novembre tocca ad Alexander Soddy, un direttore che si è fatto strada nei teatri d'opera di Amburgo, Klagenfurt e Mannheim, fino al Metropolitan di New York e all'Opera di Stato di Vienna.

Accessibilità e bambini al concerto di Soddy

L'Accademia prevede per le persone con disabilità deambulanti, titolari della Disability Card, una riduzione del 15% su due biglietti, da acquistare direttamente al botteghino. Per le persone in carrozzina l'ingresso costa 10 euro e chi le assiste entra gratis, fino a esaurimento dei posti disponibili.

La prenotazione

Per le persone non deambulanti la prenotazione è obbligatoria, da 15 giorni prima del concerto fino al giorno precedente, al numero 06 8082058 o all'indirizzo biglietteria@santacecilia.it. Per la replica del 5 novembre la finestra si apre dunque il 21 ottobre.

Arrivare in anticipo

La sala è rialzata rispetto al terreno e le gallerie hanno due soli ascensori: arrivare con un'ora di margine e chiedere subito il percorso al personale evita l'affollamento degli ultimi minuti. Il Servizio Cortesia dell'Accademia è presente nei giorni di concerto in abbonamento da un'ora prima dell'inizio.

Con i ragazzi

Fra i concerti sinfonici dell'autunno, a nostro giudizio, questo è il più adatto a un primo ascolto. L'apprendista stregone racconta una storia che i bambini conoscono già, il Gloria ha movimenti brevi e contrastati, la Quinta di Prokofiev ha uno scherzo e un finale pieni di energia. Con 3 euro per i minori di 14 anni accompagnati da un adulto, acquistando al botteghino, la replica del sabato alle 18 è la scelta più sensata.

Il quartiere intorno all'Auditorium

L'Auditorium occupa un'area di circa 55.000 metri quadrati fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski: un pezzo di Roma del Novecento in cui l'architettura contemporanea si alterna al verde.

Il MAXXI e il Villaggio Olimpico

A pochi minuti a piedi, verso via Guido Reni, si trova il MAXXI di Zaha Hadid: con l'Auditorium forma la coppia di architetture contemporanee più importanti della città. Il sabato pomeriggio si può visitare una mostra e arrivare in sala a piedi per le 18.

Verso il Tevere

Dall'Auditorium si scende al Ponte della Musica, la passerella che collega il Flaminio al Foro Italico. Più a nord c'è Ponte Milvio, la sera uno dei punti d'incontro più frequentati di Roma nord.

Verso il centro

Con il tram 2 si torna a piazzale Flaminio, alle porte di Villa Borghese e del Tridente. Una passeggiata al Pincio nel pomeriggio e il tram verso il concerto sono il modo più riposante di arrivare in sala.

Dove mangiare prima o dopo il concerto

Dentro l'Auditorium ci sono bar e caffetteria nel foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada: la soluzione più comoda per chi arriva dal lavoro il giovedì e non vuole rischiare la chiusura delle porte.

Nel quartiere

Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini si trovano pizzerie, trattorie e bar di quartiere, frequentati più dai residenti che dai turisti. Il giovedì e il venerdì conviene prenotare e cenare con calma prima, lasciando il dopo concerto al rientro.

Ponte Milvio e il centro

Per cenare dopo la replica del sabato l'offerta più ampia è a Ponte Milvio, a pochi minuti, dove i locali restano aperti fino a tardi. In direzione opposta, verso piazzale Flaminio e piazza del Popolo, la scelta è quella del centro storico, con i prezzi del centro storico.

Inizio novembre a Roma: il momento dell'anno

La prima settimana di novembre è quella in cui Roma entra nella stagione dei concerti e dei teatri: le sale riaprono a pieno ritmo, le sere si fanno fresche e la città è meno affollata dei mesi estivi. Per chi viaggia è un buon momento, con musei più tranquilli di giorno e grandi concerti la sera.

Una settimana di musica

Chi resta a Roma qualche giorno può costruire un piccolo festival personale senza cambiare indirizzo: dal 5 al 7 novembre Soddy, il 9 Kissin e Schiff, dal 12 al 14 Petrenko. Nello stesso periodo l'Auditorium ospita anche il Roma Jazz Festival.

Domande frequenti su Soddy a Santa Cecilia

Quando dirige Alexander Soddy a Santa Cecilia?

Alexander Soddy dirige l'Orchestra e il Coro di Santa Cecilia giovedì 5 novembre 2026 alle 19:30, venerdì 6 novembre alle 20:00 e sabato 7 novembre alle 18:00. Le tre repliche, con lo stesso programma, si tengono nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30.

Che cosa si ascolta al concerto di Soddy a Roma?

Il concerto di Alexander Soddy a Santa Cecilia comprende L'apprendista stregone di Paul Dukas, il Gloria di Francis Poulenc per soprano, coro e orchestra, con il soprano Elsa Benoit e il Coro preparato da Andrea Secchi, e la Sinfonia n. 5 di Sergej Prokofiev, composta nel 1944.

Quanto costano i biglietti per il concerto di Soddy?

I biglietti per il concerto di Soddy a Santa Cecilia costano da 23 a 54 euro: 54 nel settore I, 47 nel II, 37 nel III, 35 nel IV, 30 nel V e 23 nel VI. Per i giovani l'Accademia prevede agevolazioni da acquistare ai botteghini, fino a esaurimento dei posti in promozione.

Dove si comprano i biglietti per Santa Cecilia?

I biglietti per i concerti di Santa Cecilia si comprano al botteghino dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, al botteghino di via Vittoria 6 e sul circuito di prevendita autorizzato dall'Accademia, raggiungibile dal pulsante di acquisto sulla pagina ufficiale del concerto. L'infoline è lo 06 8082058.

Chi è Alexander Soddy?

Alexander Soddy è un direttore d'orchestra britannico nato a Oxford nel 1982, formato alla Royal Academy of Music e a Cambridge. Cresciuto all'Opera di Stato di Amburgo, è stato direttore principale a Klagenfurt e dalla stagione 2016/2017 direttore musicale generale del Nationaltheater di Mannheim; ha diretto al Metropolitan e all'Opera di Vienna.

Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica con i mezzi?

All'Auditorium Parco della Musica si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910 da Termini, 53, 982 e 168. Il tratto di viale Pietro de Coubertin davanti all'ingresso è chiuso alle auto.

Cosa succede se si arriva in ritardo a Santa Cecilia?

Ai concerti dell'Accademia di Santa Cecilia le porte si chiudono puntualmente all'orario d'inizio. Chi arriva tardi non entra in sala e può seguire il concerto nelle salette d'ascolto, fino a esaurimento dei posti. Con L'apprendista stregone in apertura, un ritardo costa il brano più famoso della serata.

Il concerto di Soddy è adatto ai bambini?

Il concerto di Soddy a Santa Cecilia è uno dei programmi sinfonici più adatti a un primo ascolto, grazie all'Apprendista stregone reso celebre da Fantasia. I minori di 14 anni accompagnati da un adulto entrano a 3 euro acquistando al botteghino; la replica più comoda è quella del sabato alle 18.

Il consiglio finale su Soddy a Santa Cecilia

Una fiaba in musica, una preghiera piena di ironia e una sinfonia nata in guerra: il programma costruito per Alexander Soddy tiene insieme tre modi diversi di raccontare con l'orchestra, e lo fa in una sala pensata esattamente per questo repertorio. Il consiglio è comprare presto, scegliere un posto frontale per sentire coro e orchestra fusi, arrivare con largo anticipo per non perdere i primi dieci minuti e, se possibile, portare qualcuno che non è mai stato a un concerto sinfonico. A nostro giudizio, pochi programmi della stagione sono altrettanto adatti a far nascere una passione.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento5 Novembre 2026 19:30 — 7 Novembre 2026
IndirizzoAuditorium Parco della Musica, Viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città