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Affetti collaterali al Teatro Tor Bella Monaca — dal 16 al 18 ottobre 2026

Affetti collaterali, lo spettacolo della Compagnia del Sole scritto da Roberto Scarpetti e diretto da Marinella Anaclerio, va in scena nella Sala Grande del Teatro Tor Bella Monaca venerdì 16 e sabato 17 ottobre 2026 alle 21.00 e domenica 18 ottobre alle 18.00. Il teatro si trova in Via Bruno Cirino, all'angolo fra viale Duilio Cambellotti e via di Tor Bella Monaca, 00133 Roma. Si arriva con la metro A fino ad Anagnina oppure con la metro C fino a Torre Angela, e da entrambe le stazioni con il bus 20 fino alla fermata Cambellotti. I prezzi pubblicati dal teatro sono 13 euro l'intero, 11 euro il ridotto per gli over 65, 9 euro per i giovani under 26 e 10 euro per le persone con invalidità; esiste anche una gift card da 89 euro valida per dieci ingressi. I biglietti si comprano al botteghino del teatro oppure online dal link indicato sulla pagina ufficiale dello spettacolo nel sito dei Teatri in Comune, dove è attivo anche un modulo di prenotazione.

Affetti collaterali della Compagnia del Sole al Teatro Tor Bella Monaca
Affetti collaterali della Compagnia del Sole al Teatro Tor Bella Monaca Foto: Teatri in Comune / Compagnia del Sole (immagine ufficiale dello spettacolo)

Affetti collaterali al Teatro Tor Bella Monaca: di cosa parla

Affetti collaterali racconta la famiglia Haber: il chimico Fritz Haber, premio Nobel per la chimica nel 1918, la moglie Clara Immerwahr, prima donna laureata in chimica all'Università di Breslavia, e il figlio Hermann. La presentazione ufficiale la definisce una storia d'amore, di ambizione e di responsabilità scientifica.

Il testo parte da una domanda semplice e scomoda, che la compagnia formula così nella scheda dello spettacolo: chi sa davvero chi siano Clara, Fritz e Hermann Haber? Eppure il frutto delle loro scoperte ha inciso sulla vita di milioni di persone, nel bene e nel male. Lo spettacolo mette in scena questo paradosso: nomi poco conosciuti dal grande pubblico, conseguenze che attraversano il Novecento.

Una famiglia come laboratorio

Il centro del lavoro è il rapporto tra i tre personaggi. Hermann, nella lettura proposta dalla compagnia, è il testimone del rapporto creativo e professionale, burrascoso, fra i genitori, ed è anche l'erede dei fantasmi di famiglia. Le scelte personali e le decisioni etiche e scientifiche del padre ricadono sul suo destino, scrive la presentazione, come gli effetti collaterali delle armi chimiche sul corpo umano, che restano forti anche a distanza di tempo. Il titolo nasce da qui: affetti al posto di effetti, la famiglia al posto del campo di battaglia.

La domanda dello spettacolo

La compagnia dichiara apertamente l'interrogativo che intende far esplodere davanti al pubblico: quanto il progresso scientifico possa dirsi tale se non procede insieme a un forte pensiero critico e a un'etica di benessere condiviso. È una domanda che il teatro pone a un'epoca, la nostra, in cui la tecnologia corre più veloce della riflessione su come usarla.

Una sigla prima del titolo

Nel cartellone dei Teatri in Comune lo spettacolo compare con la sigla 1.5.15 davanti al titolo. La compagnia non la spiega nella scheda; chi conosce la storia degli Haber vi riconoscerà un rimando al 1915, l'anno in cui si concentrano gli eventi decisivi della famiglia.

Fritz Haber: lo scienziato al centro di Affetti collaterali

Fritz Haber nacque a Breslavia il 9 dicembre 1868 e morì a Basilea il 29 gennaio 1934; ottenne il premio Nobel per la chimica del 1918 per la sintesi dell'ammoniaca. È il personaggio più ingombrante dello spettacolo, e la sua biografia spiega perché.

La formazione

Figlio di un consigliere ebreo, a 24 anni si convertì al cristianesimo. Fra il 1886 e il 1891 studiò all'Università di Heidelberg sotto Robert Bunsen; lavorò poi a Berlino nel gruppo di August Wilhelm von Hofmann e alla Technische Universität di Charlottenburg con Carl Liebermann. Prima della carriera accademica passò per l'impresa chimica del padre e per il Politecnico federale di Zurigo, con Georg Lunge.

L'ammoniaca e il Nobel

A Karlsruhe, fra il 1894 e il 1911, sviluppò con Carl Bosch il processo di sintesi dell'ammoniaca a partire da idrogeno e azoto, ad alta temperatura e pressione, con il ferro come catalizzatore: il processo che porta ancora oggi il nome Haber-Bosch. Il Nobel del 1918 gli fu assegnato con la motivazione «per la sintesi dell'ammoniaca dai suoi elementi». Nel 1911 assunse la direzione di un istituto della Società Kaiser Wilhelm a Berlino.

La guerra chimica

Allo scoppio della prima guerra mondiale Haber si arruolò volontario e divenne consulente scientifico del Ministero della Guerra. La scheda dello spettacolo ricorda che, grazie alle sue ricerche e a quelle di Clara, fu a capo del reparto dell'esercito tedesco incaricato di sperimentare i derivati del cloro a fini bellici, usati per la prima volta contro l'esercito francese a Ypres nel 1915. Secondo l'enciclopedia libera, il primo attacco di quella zona avvenne il 22 aprile 1915, con il gas liberato da migliaia di bombole schierate lungo sei chilometri di fronte.

Lo Zyklon B

Fra le due guerre Haber si dedicò agli insetticidi. La compagnia ricorda che fu lui l'inventore dello Zyklon B, creato per disinfestare campi e caserme e poi usato ad Auschwitz per lo sterminio dei detenuti dei campi di concentramento. Haber, di famiglia ebrea, fu costretto alle dimissioni con le prime leggi razziali naziste; emigrò in Gran Bretagna, trovò un incarico a Cambridge e morì a Basilea nel 1934, durante il viaggio verso la Palestina.

Clara Immerwahr: la chimica che lo spettacolo riporta in scena

Clara Immerwahr, nata nel 1870 e morta a Berlino il 2 maggio 1915, fu la prima donna a ottenere un dottorato in chimica all'Università di Breslavia, nel 1900, con il massimo dei voti. Nello spettacolo è il contrappeso morale della figura di Fritz.

Gli studi

Figlia del chimico Philipp Immerwahr, crebbe nella fattoria di famiglia e si trasferì a Breslavia con il padre dopo la morte della madre, nel 1890. All'università fu seguita da Richard Abegg, che la volle come assistente: con lui pubblicò studi sulla solubilità dei sali poco solubili, sulla dissociazione del fluoruro d'argento e sulle emulsioni di bromuro d'argento.

Il matrimonio

Sposò Fritz Haber nel 1901; l'anno seguente nacque Hermann, unico figlio della coppia. Le convenzioni del tempo, che volevano la donna sposata dedita alla casa, ridussero quasi a zero la sua attività di ricerca; contribuì al lavoro del marito senza riconoscimento, anche come traduttrice. Era pacifista, e la guerra chimica divise la coppia in modo irreparabile.

La fine

Pochi giorni dopo Ypres, il 2 maggio 1915, Clara si tolse la vita nella casa di Berlino Dahlem con la pistola di servizio del marito; le fonti biografiche parlano di un gesto di protesta contro il lavoro di Fritz sulle armi chimiche. La mattina successiva Haber partì per il fronte orientale e non partecipò al funerale. È la pagina più dolorosa della storia che lo spettacolo racconta, e il testo di Scarpetti la tratta come un nodo morale più che come un fatto di cronaca.

Hermann Haber, il figlio testimone

Hermann Haber, nato nel 1902 e morto nel 1946, è il personaggio attraverso cui Affetti collaterali guarda i genitori. La compagnia lo descrive come il testimone del loro rapporto e come l'erede delle conseguenze delle loro scelte.

Un destino segnato

Le biografie riportano che Hermann emigrò negli Stati Uniti e che vi morì nel 1946. La sua vicenda chiude il cerchio aperto dalla madre trent'anni prima: è il senso dell'immagine scelta dalla compagnia, quella degli effetti collaterali che restano forti a distanza di tempo.

Perché proprio il figlio

Raccontare gli Haber dal punto di vista di Hermann sposta la questione dalla storia della scienza alla storia di una famiglia. A nostro giudizio è la scelta più felice del progetto: lo spettatore non deve giudicare un Nobel, deve guardare un figlio che fa i conti con i genitori. È una situazione che chiunque riconosce.

La Compagnia del Sole e la squadra di Affetti collaterali

Affetti collaterali è prodotto dalla Compagnia del Sole, con la regia di Marinella Anaclerio e il testo di Roberto Scarpetti. In scena ci sono Stella Addario, Flavio Albanese e Luigi Moretti: tre attori per tre personaggi, la famiglia Haber al completo.

Il gruppo creativo

La scena è di Francesco Arrivo, realizzata da Domenico Pirozzi; i costumi sono di Stefania Cempini, realizzati da Angela Gassi; il disegno luci è di Cristian Allegrini e il suono di Giovanni Chiapparino. Assistente alla regia è Veronica Monti, assistente Michele Bellino.

La collaborazione con l'università

Lo spettacolo è stato realizzato con la collaborazione del Dipartimento di Chimica dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro, e la compagnia ringrazia il Dipartimento di Studi Ebraici Taube dell'Università di Breslavia, la stessa città in cui Fritz e Clara studiarono e si conobbero. Il legame con un dipartimento di chimica non è un dettaglio: indica uno spettacolo che vuole essere preciso sui fatti scientifici, prima ancora che sulle emozioni.

Un teatro di parola

Con tre interpreti, una scena e un tema di storia della scienza, Affetti collaterali appartiene a quel teatro di parola e di idee che chiede attenzione allo spettatore e la ripaga. Non è uno spettacolo di intrattenimento puro, e non pretende di esserlo.

Date, orari e biglietti di Affetti collaterali

Affetti collaterali va in scena tre volte nella Sala Grande del Teatro Tor Bella Monaca: venerdì 16 ottobre 2026 alle 21.00, sabato 17 ottobre alle 21.00 e domenica 18 ottobre alle 18.00.

I prezzi

Il teatro pubblica questi prezzi: intero 13 euro, ridotto 11 euro per gli over 65, giovani 9 euro per gli under 26, invalidità 10 euro. La gift card da 89 euro vale dieci ingressi ed è una formula da considerare per chi segue la stagione con regolarità.

Il botteghino

Il botteghino è aperto dal martedì al sabato dalle 11 alle 19, nei giorni di spettacolo dalle 11 alle 22, e la domenica dalle 11 alle 19.30. Per informazioni il teatro risponde al numero 06 2010579 e all'indirizzo promozione@teatrotorbellamonaca.it.

Quale replica scegliere

La replica della domenica alle 18 è la più comoda per chi arriva da lontano e vuole rientrare in centro a un'ora ragionevole. Il venerdì e il sabato alle 21 offrono invece la serata intera a teatro, con il tempo per una cena in zona prima dello spettacolo.

Il Teatro Tor Bella Monaca, sede dello spettacolo

Il Teatro Tor Bella Monaca è stato inaugurato il 9 dicembre 2005 su progetto dell'architetto Stefano Cordeschi, nel Municipio VI. Fa parte del circuito dei Teatri in Comune di Roma Capitale, con il Teatro Biblioteca Quarticciolo, il Teatro del Lido di Ostia e il Teatro Villa Pamphilj.

Come è nato

Il teatro è il frutto di un'opera di riqualificazione promossa dall'allora Municipio VIII, oggi VI, insieme al Comune di Roma, all'Ente Teatrale Italiano, alla Regione Lazio e all'Università di Tor Vergata. L'idea era portare un teatro vero, con un cartellone stabile, in uno dei quartieri più popolosi della periferia orientale.

Le sale

Il teatro ha una sala grande da 284 posti, quella in cui va in scena Affetti collaterali, una sala piccola da 98 posti e un'arena esterna da 600 posti per la stagione estiva. Il cartellone comprende prosa, teatro musicale, teatro danza e spettacoli per ragazzi, oltre a letture, laboratori e iniziative di quartiere.

La direzione artistica

Nei primi anni la direzione artistica fu affidata a Michele Placido; dal 2013 è passata ad Alessandro Benvenuti. Due nomi di peso, che hanno dato al teatro una riconoscibilità anche fuori dal quartiere. Nella stessa stagione autunnale il teatro ha ospitato Non comparse, altro titolo di prosa del cartellone.

Il quartiere di Tor Bella Monaca

Tor Bella Monaca è un quartiere del Municipio VI, nella periferia orientale di Roma, che prende il nome da una torre citata già nel 1317 in relazione a un Pietro Monaca. La sua storia è molto più antica della sua fama recente.

Dalla torre alla borgata

Nel Cinquecento la tenuta apparteneva al capitolo di Santa Maria Maggiore; nel 1869 passò ai Borghese, insieme a Torrenova, e nel 1923 al conte Romolo Vaselli. Fra gli anni Venti e Trenta nacque una borgata, riconosciuta ufficialmente nel 1934. Nell'area sono stati trovati i resti di una villa romana con impianto termale e un tratto dell'antica via Gabina.

Le torri degli anni Ottanta

Il piano regolatore del 1962 destinò la zona all'edilizia pubblica, e negli anni Ottanta sorsero le grandi torri da quindici piani che ancora oggi segnano il paesaggio. Il quartiere ha anche una chiesa di architettura contemporanea, Santa Maria Madre del Redentore, progettata da Pierluigi Spadolini.

Un teatro in periferia

In questo contesto il teatro ha un valore che va oltre il cartellone: è un presidio culturale in un quartiere che la cronaca racconta spesso solo per i suoi problemi. Andare a teatro qui significa anche vedere un'altra faccia della città.

Come arrivare al Teatro Tor Bella Monaca

Il Teatro Tor Bella Monaca si trova in Via Bruno Cirino, all'angolo fra viale Duilio Cambellotti e via di Tor Bella Monaca. Il teatro indica due percorsi con i mezzi pubblici, entrambi con il bus 20.

Con la metro A

Si scende al capolinea Anagnina e si prende il bus 20 fino alla fermata Cambellotti, a pochi passi dal teatro.

Con la metro C

Si scende alla stazione Torre Angela e si prende lo stesso bus 20 fino alla fermata Cambellotti. Lungo la linea C, nella zona, ci sono anche le stazioni Torre Gaia e Grotte Celoni; le linee di quartiere 057, 058 e 059 collegano le diverse parti del Municipio.

In auto

Per chi arriva in auto l'uscita del Grande Raccordo Anulare è la numero 17. È la soluzione più pratica per chi viene dai Castelli o dai comuni a est della città, soprattutto per le repliche serali.

Il ritorno

Dopo le repliche delle 21 conviene controllare in anticipo gli orari del bus 20 e delle linee notturne con il calcolatore di percorso ATAC. La replica della domenica alle 18 risolve il problema del rientro.

Una curiosità su Affetti collaterali al Teatro Tor Bella Monaca — dal 16 al 18 ottobre 2026

La curiosità riguarda il titolo. Affetti collaterali è un gioco di parole su effetti collaterali, l'espressione che si usa in farmacologia e, in tempo di guerra, per indicare le vittime non volute di un'azione militare. La compagnia rende esplicito il gioco nella presentazione: le decisioni etiche e scientifiche di Fritz Haber ricadono sul destino del figlio come gli effetti collaterali delle armi chimiche sul corpo umano. In due parole c'è tutto lo spettacolo: la scienza, la guerra, la famiglia.

La seconda curiosità è geografica. Fritz Haber nacque a Breslavia, e a Breslavia Clara Immerwahr si laureò e ottenne il dottorato, prima donna in quella università. La compagnia ringrazia proprio il Dipartimento di Studi Ebraici Taube dell'Università di Breslavia: lo spettacolo torna, in un certo senso, nel luogo in cui la storia della coppia comincia. Il diploma del Nobel di Haber è conservato nel museo della stessa università.

La terza riguarda la musica. Nel 2022 il gruppo heavy metal Sabaton ha pubblicato un brano intitolato Father dedicato a Fritz Haber, al processo Haber-Bosch e ai gas tossici. La figura dello scienziato, dunque, attraversa i linguaggi più diversi: dalla televisione al metal, fino a una sala di periferia romana.

Una cosa che non ti dice nessuno su Affetti collaterali al Teatro Tor Bella Monaca — dal 16 al 18 ottobre 2026

Quello che pochi sanno è che il premio Nobel di Fritz Haber nasce da una scoperta che nutre ancora oggi una parte enorme dell'umanità. Il processo Haber-Bosch, con cui si produce ammoniaca dall'azoto dell'aria, è alla base dei fertilizzanti azotati: lo stesso Haber scrisse nel 1920 un libro intitolato, in tedesco, dall'aria attraverso il carbone al concime azotato, al pane e a un nutrimento abbondante. Lo stesso uomo che ha contribuito a sfamare il mondo ha supervisionato di persona i preparativi dell'attacco con il cloro a Ypres. Lo spettacolo vive di questa contraddizione.

La seconda cosa che non si dice è che Clara Immerwahr non era soltanto la moglie del Nobel: era una scienziata con pubblicazioni proprie, scritte con Richard Abegg, sulla solubilità dei sali e sulla fotochimica. Le convenzioni dell'epoca la confinarono in casa. Rimetterla in scena come chimica, oltre che come moglie, è un atto di giustizia storica.

La terza riguarda il teatro. Molti romani del centro non sono mai stati a Tor Bella Monaca, e la immaginano lontanissima. Con la metro C fino a Torre Angela e il bus 20, il teatro si raggiunge senza difficoltà; e i prezzi, fra 9 e 13 euro, sono fra i più bassi della città per uno spettacolo di prosa professionale.

Il consiglio che ti do per visitare Affetti collaterali al Teatro Tor Bella Monaca — dal 16 al 18 ottobre 2026

Il consiglio è di arrivare preparati. Non serve studiare la storia della chimica, ma conoscere a grandi linee chi furono Fritz Haber e Clara Immerwahr permette di cogliere le allusioni del testo e di seguire meglio i salti di tempo. Bastano dieci minuti di lettura: la data di Ypres, il 22 aprile 1915; la morte di Clara, il 2 maggio; il Nobel, nel 1918; lo Zyklon B, fra le due guerre.

Secondo consiglio: scegliere la replica in base al rientro. Chi abita lontano dalla linea C o dalla A ha tutto l'interesse a puntare sulla domenica alle 18; chi abita nei quartieri orientali può godersi il venerdì o il sabato alle 21. In ogni caso conviene comprare il biglietto con qualche giorno di anticipo, perché la sala grande ha 284 posti.

Terzo: restare qualche minuto dopo la fine. Uno spettacolo come questo lascia domande aperte, e il foyer di un teatro di quartiere è il luogo giusto per discuterne. Chi organizza un'uscita aziendale o un'esperienza su misura dedicata alla Roma contemporanea e ai suoi teatri può rivolgersi a Tour Leader Pro, che progetta tour ed esperienze private.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Fritz Haber vinse il Nobel; è poco citato che, alla fine della prima guerra mondiale, fu accusato di crimini di guerra per la violazione delle convenzioni dell'Aja sull'uso dei gas, e riparò per un periodo in Svizzera. Il riconoscimento più alto della scienza e l'accusa più grave arrivarono quasi insieme.

Altrettanto noto, e poco ricordato, è il destino di Haber sotto il nazismo. Di famiglia ebrea, fu costretto a lasciare il suo istituto con le prime leggi razziali. Max Planck tentò di difenderlo in un incontro diretto con Hitler, senza successo. Haber emigrò in Gran Bretagna, a Cambridge, e morì a Basilea nel 1934 mentre era in viaggio verso la Palestina. L'arma che aveva contribuito a creare, lo Zyklon B, sarebbe stata usata pochi anni dopo nei campi di sterminio.

Nel 1953 il suo istituto di Berlino prese il nome di Istituto Fritz Haber, oggi parte della Società Max Planck. Le ceneri di Fritz e di Clara, secondo le biografie, riposano insieme in Svizzera. È questa somma di contraddizioni a rendere la famiglia Haber materia da teatro: nessuna sentenza semplice regge davanti alla loro storia.

La foto giusta da fare a Affetti collaterali al Teatro Tor Bella Monaca — dal 16 al 18 ottobre 2026

Durante lo spettacolo non si fotografa: la luce di uno schermo in sala disturba gli attori e il pubblico. La foto giusta si fa prima o dopo. La prima è l'esterno del teatro, all'angolo fra via Bruno Cirino e viale Duilio Cambellotti, con l'insegna illuminata nella sera di ottobre. È un'immagine che racconta più di quanto sembri: un edificio teatrale contemporaneo in un quartiere costruito per abitare, non per frequentare la cultura.

La seconda è la locandina dello spettacolo. L'immagine ufficiale mostra un'interprete in abito nero d'inizio Novecento, le mani sugli occhi, una poltrona di velluto verde e una lampada da salotto su uno sfondo di cerchi caldi. Il gesto delle mani sugli occhi dice molto: non vedere, non voler vedere. Una foto della locandina nel foyer, con il pubblico che passa, è il ricordo più onesto della serata.

La terza, per chi arriva con la luce, è lo skyline del quartiere: le torri degli anni Ottanta viste dal viale. Non è la Roma delle cartoline, ed è proprio per questo che merita uno scatto.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del luogo comincia molto prima del teatro. Nell'area di Tor Bella Monaca sono stati trovati i resti di una villa romana con terme e un tratto dell'antica via Gabina, la strada che collegava Roma a Gabii. La torre che dà il nome al quartiere è citata nel 1317, legata a un Pietro Monaca. La tradizione vuole che santa Rita vi abbia sostato durante il giubileo del 1450.

Nel 1869 la tenuta passò alla famiglia Borghese insieme a Torrenova; nel 1923 fu acquistata dal conte Romolo Vaselli. Fra gli anni Venti e Trenta nacque la borgata, riconosciuta nel 1934. Il piano regolatore del 1962 destinò l'area all'edilizia pubblica, e negli anni Ottanta furono costruite le grandi torri residenziali.

Il 9 dicembre 2005 fu inaugurato il Teatro Tor Bella Monaca, progettato da Stefano Cordeschi e nato dalla collaborazione fra Municipio, Comune, Ente Teatrale Italiano, Regione Lazio e Università di Tor Vergata. Michele Placido ne fu il primo direttore artistico; dal 2013 la direzione è di Alessandro Benvenuti. Il 16 ottobre 2026 la Sala Grande accoglie la prima delle tre repliche di Affetti collaterali.

Chi è passato da Affetti collaterali al Teatro Tor Bella Monaca — dal 16 al 18 ottobre 2026

Dal Teatro Tor Bella Monaca sono passati in primo luogo i due direttori artistici che ne hanno segnato la storia: Michele Placido, attore e regista, direttore artistico nei primi anni, e Alessandro Benvenuti, che ne ha raccolto il testimone nel 2013. Con loro sono passate le compagnie della prosa italiana che ogni stagione portano i propri spettacoli nel circuito dei Teatri in Comune.

Per Affetti collaterali passano dalla Sala Grande Stella Addario, Flavio Albanese e Luigi Moretti, diretti da Marinella Anaclerio sul testo di Roberto Scarpetti, con la squadra tecnica e artistica della Compagnia del Sole: Francesco Arrivo per la scena, Stefania Cempini per i costumi, Cristian Allegrini per le luci, Giovanni Chiapparino per il suono.

E passano, attraverso i personaggi, figure che hanno segnato il Novecento: Fritz Haber, allievo di Robert Bunsen, collega di Carl Bosch, difeso invano da Max Planck; Clara Immerwahr, allieva di Richard Abegg; il figlio Hermann. Nella stessa storia compaiono, come membri dell'unità del gas organizzata da Haber, scienziati come James Franck, Otto Hahn, Gustav Hertz e Hans Wilhelm Geiger. Per tre sere, a Tor Bella Monaca, il secolo della chimica si siede in platea.

Cosa c'è intorno al Teatro Tor Bella Monaca

Il teatro si trova nella periferia orientale di Roma, fra la via Casilina e l'Università di Tor Vergata, in una zona servita dalla metro C. Intorno c'è una Roma poco raccontata e molto vissuta.

La chiesa di Santa Maria Madre del Redentore

Nel quartiere si trova la chiesa di Santa Maria Madre del Redentore, progettata da Pierluigi Spadolini: un esempio di architettura sacra contemporanea nella periferia romana, da vedere di giorno.

Il Castelletto di Torre Angela

Lungo la linea C, nella zona di Torre Angela, si trova il Castelletto di Torre Angela, una delle tracce storiche del territorio che precede l'urbanizzazione moderna.

Gli altri Teatri in Comune

Il circuito di cui fa parte il teatro comprende il Teatro Biblioteca Quarticciolo in via Ostuni, fra Prenestina e viale Palmiro Togliatti, il Teatro del Lido di Ostia e il Teatro Villa Pamphilj. Chi segue la stagione può costruirsi un percorso fra i quartieri, con prezzi analoghi.

Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo

Intorno al teatro, lungo via di Tor Bella Monaca e nelle strade del quartiere, si trovano pizzerie, trattorie e bar di zona, con prezzi da periferia e un pubblico di residenti. Per le repliche delle 21 conviene cenare prima, verso le 19.30, e arrivare al teatro con un margine di un quarto d'ora.

Lungo la linea C

Chi arriva con la metro C può mangiare nelle zone attraversate dalla linea, fermandosi una stazione prima. È una soluzione pratica per chi esce dal lavoro e vuole evitare di arrivare a teatro di corsa.

Dopo la domenica

La replica di domenica alle 18 si chiude in tempo per una cena con calma, in zona o rientrando verso casa. È la combinazione più rilassata: pomeriggio a teatro, sera a tavola.

Accessibilità e informazioni pratiche

Il Teatro Tor Bella Monaca applica una tariffa dedicata di 10 euro per le persone con invalidità. Per conoscere le condizioni di accesso alla Sala Grande e i posti riservati conviene chiamare il botteghino allo 06 2010579 prima di acquistare.

Bambini e ragazzi

Affetti collaterali affronta temi duri: la guerra chimica, lo sterminio, la morte violenta di Clara Immerwahr. Non è uno spettacolo per bambini piccoli. Per ragazzi delle superiori, invece, può essere un'occasione preziosa per collegare la storia della scienza studiata a scuola con le sue conseguenze umane; la tariffa giovani under 26 costa 9 euro.

Cosa portare

A metà ottobre le serate a Roma sono ancora miti, ma dopo le 23 l'aria della periferia si raffredda. Una giacca leggera per il ritorno e il biglietto già acquistato bastano.

Ottobre a teatro a Roma

Metà ottobre è il momento in cui la stagione teatrale romana entra nel vivo, dopo le aperture di fine settembre. I teatri di cintura, come quelli del circuito Teatri in Comune, offrono in questo periodo titoli di prosa contemporanea a prezzi popolari.

Chi è a Roma nello stesso fine settimana trova in città anche concerti e mostre: a Villa Medici si apre in quei giorni la stagione autunnale con le mostre su Picabia, Morellet e Sole Nero, e il quadrante est della città, dal Pigneto a Centocelle, ospita festival di quartiere. Affetti collaterali si inserisce in questo calendario come la proposta più impegnata del fine settimana.

Domande frequenti su Affetti collaterali

Quando va in scena Affetti collaterali al Teatro Tor Bella Monaca?

Affetti collaterali va in scena al Teatro Tor Bella Monaca venerdì 16 e sabato 17 ottobre 2026 alle 21.00 e domenica 18 ottobre alle 18.00, nella Sala Grande. Le tre repliche sono pubblicate nel calendario ufficiale dei Teatri in Comune.

Quanto costano i biglietti per Affetti collaterali?

I biglietti per Affetti collaterali al Teatro Tor Bella Monaca costano 13 euro l'intero, 11 euro il ridotto per gli over 65, 9 euro per gli under 26 e 10 euro per le persone con invalidità. Esiste anche una gift card da 89 euro per dieci ingressi.

Di cosa parla Affetti collaterali?

Affetti collaterali racconta la famiglia di Fritz Haber, premio Nobel per la chimica nel 1918, della moglie Clara Immerwahr, prima donna laureata in chimica all'Università di Breslavia, e del figlio Hermann. È una storia di amore, ambizione e responsabilità scientifica, legata alla guerra chimica.

Chi sono gli attori di Affetti collaterali?

In Affetti collaterali recitano Stella Addario, Flavio Albanese e Luigi Moretti. Il testo è di Roberto Scarpetti, la regia di Marinella Anaclerio, la produzione della Compagnia del Sole, con la collaborazione del Dipartimento di Chimica dell'Università di Bari.

Come si arriva al Teatro Tor Bella Monaca con i mezzi pubblici?

Il Teatro Tor Bella Monaca si raggiunge con la metro A fino ad Anagnina o con la metro C fino a Torre Angela, e da lì con il bus 20 fino alla fermata Cambellotti. In auto l'uscita del Grande Raccordo Anulare è la 17.

Dove si comprano i biglietti per il Teatro Tor Bella Monaca?

I biglietti del Teatro Tor Bella Monaca si comprano al botteghino, aperto dal martedì al sabato dalle 11 alle 19 e nei giorni di spettacolo fino alle 22, oppure online dal link indicato sulla pagina ufficiale dello spettacolo nel sito dei Teatri in Comune.

Affetti collaterali è adatto ai ragazzi?

Affetti collaterali tratta temi come la guerra chimica e lo sterminio, ed è adatto a ragazzi delle superiori più che a bambini. Per gli under 26 il Teatro Tor Bella Monaca applica la tariffa giovani di 9 euro.

Il consiglio finale su Affetti collaterali

Affetti collaterali è, a nostro giudizio, uno degli spettacoli più necessari del mese: tre attori, una famiglia, una domanda sul rapporto fra scienza ed etica che non ha perso attualità in un secolo. Il consiglio è di arrivare sapendo chi furono Fritz e Clara Haber, di scegliere la replica in base al rientro e di approfittare dei prezzi del Teatro Tor Bella Monaca, fra i più accessibili di Roma. Il viaggio fino alla periferia orientale fa parte della serata, e vale la pena.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento16 Ottobre 2026 21:00 — 18 Ottobre 2026
IndirizzoTeatro Tor Bella Monaca, Via Bruno Cirino (angolo viale Duilio Cambellotti / via di Tor Bella Monaca), 00133 Roma Roma Città

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