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50 Minutes al Teatro della Cometa — dal 23 al 25 ottobre 2026

50 Minutes, il testo di Deborah Levy diretto da Tine Milz con Susanne Sachsse e Hauke Heumann, va in scena al Teatro della Cometa di Roma venerdì 23 ottobre 2026 alle 21, sabato 24 alle 19 e domenica 25 alle 17, in via del Teatro di Marcello 4, alle pendici del Campidoglio. Lo spettacolo è in lingua inglese con sovratitoli in italiano; la traduzione italiana è di Gioia Guerzoni. Si arriva con gli autobus 30, 4, 118, 160 e 170, fermata via del Teatro di Marcello, oppure con la metro B fino a Colosseo e cinque minuti a piedi verso piazza Venezia. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del teatro, teatrodellacometa.com, dove si comprano anche i biglietti, attraverso la biglietteria online della sala.

Il programma, come avverte il portale turistico di Roma Capitale, potrebbe subire variazioni: prima di uscire conviene controllare la pagina dello spettacolo sul sito del teatro.

50 Minutes al Teatro della Cometa: date, orari e biglietti

50 Minutes è in scena al Teatro della Cometa per tre repliche, dal 23 al 25 ottobre 2026: venerdì alle 21, sabato alle 19, domenica alle 17. Tre orari diversi pensati per tre pubblici diversi: la sera piena del venerdì, il preserale del sabato, il pomeriggio della domenica.

Quale replica scegliere

La domenica alle 17 è la replica che consiglio a chi viene da fuori o vuole unire il teatro a una passeggiata in centro: si esce con la luce del tramonto su piazza Venezia. Il sabato alle 19 lascia tutta la sera libera per una cena al Ghetto. Il venerdì alle 21 è per chi vuole il teatro come chiusura della settimana.

Biglietti

I biglietti si acquistano sul sito del Teatro della Cometa, dalla pagina dello spettacolo, che rimanda alla biglietteria online della sala. I prezzi sono pubblicati lì.

La lingua

Lo spettacolo è recitato in inglese, con sovratitoli in italiano. La traduzione dei sovratitoli è di Gioia Guerzoni, la traduttrice italiana dei libri di Deborah Levy: un dettaglio che garantisce continuità fra la voce dell'autrice che il pubblico italiano conosce dai libri e il testo proiettato sopra il palco.

Di cosa parla 50 Minutes: un coniglio, un professore e il panico contemporaneo

In 50 Minutes una conversazione fra un coniglio e un professore diventa il punto di partenza per indagare la psiche del panico contemporaneo. È la sintesi che il Teatro della Cometa pubblica nella scheda dello spettacolo, il cui titolo completo è 50 Minutes, The War War, Jaw Jaw, Bunny Play.

Le domande dello spettacolo

La presentazione ufficiale le mette in fila: che cosa significa vivere in un mondo che sembra andare a fuoco? Da dove cominciare quando le ansie si moltiplicano? E che cosa possiamo fare di tutto ciò che proviamo? Sono domande che chiunque abbia letto un giornale negli ultimi anni si è posto, e che il teatro affronta con strumenti che il giornale non ha: l'assurdo e l'immaginazione.

Il titolo

Cinquanta minuti è la durata canonica di una seduta di psicoterapia, e il dialogo fra un paziente e chi lo ascolta è la cornice che il titolo evoca. Il sottotitolo aggiunge un gioco di parole in inglese: «war war» e «jaw jaw», la guerra e le chiacchiere, due modi opposti di affrontare il conflitto. Il coniglio, infine, porta con sé tutta la tradizione dell'assurdo, dal Bianconiglio di Alice in poi.

Il tono

La scheda del teatro descrive il testo con una serie di coppie di aggettivi: furioso ed erotico, politico e surreale, poetico e disperato, ironico e attraversato da un'ostinata speranza. È un ritratto preciso della scrittura di Levy, che non ha mai separato l'intelligenza dall'emozione né la politica dal corpo.

L'idea di fondo

Il teatro presenta 50 Minutes come un'opera che usa l'assurdo e l'immaginazione per interrogare le paure del presente e cercare, dentro il disordine, una possibile forma di relazione. La lettura più convincente è che il senso sia tutto in quest'ultima parola: il panico isola, la conversazione, anche con un coniglio, ricuce.

Deborah Levy: chi è l'autrice di 50 Minutes

Deborah Levy è una scrittrice, poetessa e drammaturga britannica, nata a Johannesburg il 6 agosto 1959. Il Teatro della Cometa la presenta come una delle voci più autorevoli della letteratura britannica contemporanea, candidata tre volte al Booker Prize.

L'infanzia in Sudafrica

La sua infanzia è stata segnata dall'arresto e dalla detenzione, dal 1964 al 1968, del padre Norman Levy, attivista contro l'apartheid e membro dell'African National Congress. Nel 1969 la famiglia si è trasferita in Inghilterra. È un'esperienza che attraversa tutta la sua opera, a cominciare dal primo volume della trilogia autobiografica.

Il teatro prima dei romanzi

Levy ha studiato teatro al Dartington College of Arts ed è stata borsista al Trinity College di Cambridge dal 1989 al 1991. Ha cominciato come drammaturga: il suo primo lavoro, Pax, è del 1984, seguito da Clam, Heresies, Our Lady, Eva and Moses e, negli anni Novanta, The B File, Call Blue Jane, Shiny Nylon e Macbeth False Memory. 50 Minutes segna quindi un ritorno alla scena dopo decenni dedicati soprattutto alla narrativa.

I romanzi

Dopo i romanzi degli anni Ottanta e Novanta, fra cui Beautiful Mutants e Swallowing Geography, l'attenzione internazionale arriva nel 2011 con Swimming Home, uscito in Italia come A nuoto verso casa. Seguono Hot Milk, nel 2016, pubblicato in italiano come Come l'acqua che spezza la polvere, The Man Who Saw Everything nel 2019 e August Blue nel 2023, tradotto come Agosto blu. Swimming Home e Hot Milk sono entrati nella shortlist del Booker Prize, The Man Who Saw Everything nella longlist.

La trilogia autobiografica

Accanto ai romanzi Levy ha scritto una trilogia autobiografica: Things I Don't Want to Know nel 2014, The Cost of Living nel 2018 e Real Estate nel 2021, pubblicati in Italia come Cose che non voglio sapere, Il costo della vita e Bene immobile. Nel 2020 i primi due volumi le sono valsi in Francia il Prix Femina Étranger.

I riconoscimenti

Nel 2017 è stata nominata membro della Royal Society of Literature. I suoi romanzi sono tradotti in molte lingue; in Italia l'intera trilogia e gli ultimi romanzi portano la firma di Gioia Guerzoni, la stessa traduttrice dei sovratitoli dello spettacolo.

Tine Milz e la compagnia di 50 Minutes

La regia di 50 Minutes è di Tine Milz. In scena ci sono Susanne Sachsse e Hauke Heumann, i due interpreti del dialogo fra il coniglio e il professore.

La squadra creativa

I crediti pubblicati dal teatro sono ricchi. La drammaturgia e la musica sono di Sophia Brous; scene e costumi di Hannes Hetta; gli arredi di Lukas Gschwandtner; le luci di Martin Wigger; suono e musiche di Guillaume Soula; la coreografia di Melanie Jame Wolf; i cappelli di Sassa Ann van Wyk. L'adattamento scenico è di Peter Meier, la direzione tecnica di Karl Gärtner.

Un cappellaio in locandina

Che in uno spettacolo di due attori compaia fra i crediti una modista, cioè chi crea i cappelli, dice molto del lavoro visivo della produzione. E fa pensare a un'altra coppia celebre di Alice, il Cappellaio e la Lepre Marzolina, in un testo che ha già un coniglio fra i protagonisti.

La coreografia

La presenza di una coreografa conferma che 50 Minutes non è teatro di sola parola. Il corpo degli attori, come nella scrittura di Levy, è parte del discorso: il panico, prima di essere un pensiero, è una sensazione fisica.

La produzione: da Zurigo a Roma

50 Minutes è stato commissionato e prodotto originariamente dal Theater Neumarkt di Zurigo, dove ha debuttato nel gennaio 2025. La tournée è curata da Moon Productions.

Il Theater Neumarkt

Il fatto che il Theater Neumarkt abbia commissionato un testo nuovo a una scrittrice britannica di fama internazionale dice molto del suo profilo. Per Levy, 50 Minutes è un nuovo testo scritto appositamente per quel teatro.

I sostenitori

La tappa romana gode del sostegno di Dedar, dell'Istituto Svizzero, di Villa Massimo e di Pro Helvetia. Sono nomi che disegnano una rete precisa: la cultura svizzera e quella tedesca a Roma, con l'Istituto Svizzero e l'Accademia tedesca di Villa Massimo, e una casa di tessuti italiana di alta gamma.

Una stagione internazionale

La scelta di ospitare uno spettacolo in inglese con sovratitoli conferma l'identità che il Teatro della Cometa si è dato dopo la riapertura: una sala aperta a nuove drammaturgie e al dialogo fra artisti di paesi e generazioni diverse. Nella stessa stagione il cartellone accoglie la danza di Sharon Eyal e grandi interpreti della musica da camera.

Il Teatro della Cometa, la sede dello spettacolo

Il Teatro della Cometa è una piccola sala storica in via del Teatro di Marcello 4, voluta da Mimì Pecci Blunt in un palazzetto accanto alla sua residenza di piazza d'Aracoeli e inaugurata il 17 novembre 1958.

Un teatrino di corte

Mimì Pecci Blunt immaginava un teatrino ispirato a quelli antichi di corte: raccolto e raffinato nei dettagli. La sala ha una platea, un parterre e due gallerie, con lampadari a forma di astri e di comete che danno il nome al teatro.

La facciata e gli interni

Nel 1937 i Pecci Blunt acquistarono il palazzetto e decisero di mantenerne la facciata storica, trasformando solo gli interni. I primi lavori, affidati all'ingegnere Stefano Gentiloni Silverj, si fermarono con la guerra; dal 1956 il progetto passò all'architetto Tomaso Buzzi.

Il restauro e la riapertura

Dal 2020 il teatro è stato restaurato su progetto di Fabio Tudisco e Andrea Panzini: sono tornati le porte in ottone, i lampadari e la macchina di scena disegnati da Buzzi e da Virgilio Marchi, e il palcoscenico girevole ha ripreso a funzionare. Il teatro ha riaperto il 25 maggio 2025, con un'identità visiva firmata dallo Studio Sonnoli e un centro di documentazione sull'archivio storico.

Perché è la sala giusta per 50 Minutes

Un dialogo a due voci ha bisogno di vicinanza. In una sala raccolta come la Cometa ogni spettatore è a pochi metri dagli attori, e la conversazione fra il coniglio e il professore diventa quasi una seduta a cui si assiste in segreto.

Una curiosità su 50 Minutes al Teatro della Cometa — dal 23 al 25 ottobre 2026

La curiosità più bella è il filo che lega la traduzione allo spettacolo. I sovratitoli italiani di 50 Minutes sono di Gioia Guerzoni, che per l'editore Enne Enne ha tradotto la trilogia autobiografica di Deborah Levy, Cose che non voglio sapere, Il costo della vita e Bene immobile, e i romanzi L'uomo che aveva visto tutto e Agosto blu. Chi ha letto Levy in italiano negli ultimi anni ha letto, di fatto, la voce di Guerzoni: e sarà quella stessa voce a scorrere sopra il palco della Cometa. È raro che a teatro i sovratitoli abbiano una firma così riconoscibile. La seconda curiosità riguarda l'autrice. Il pubblico la conosce come romanziera, ma Levy ha cominciato come drammaturga, con Pax nel 1984, e ha scritto per la scena per oltre quindici anni prima che Swimming Home, nel 2011, la rendesse celebre. 50 Minutes è quindi un ritorno alle origini, non un esperimento. La terza curiosità è nella sala: il Teatro della Cometa fu inaugurato nel 1958 con I capricci di Marianna di Alfred de Musset, una commedia sul desiderio e sui malintesi amorosi. Quasi settant'anni dopo, la stessa sala accoglie un dialogo furioso ed erotico, politico e surreale. Il gusto di Mimì Pecci Blunt per il teatro colto e irriverente, a quanto pare, non è andato perduto.

Una cosa che non ti dice nessuno su 50 Minutes al Teatro della Cometa — dal 23 al 25 ottobre 2026

Quello che pochi dicono è che uno spettacolo in lingua straniera con sovratitoli si guarda in un modo particolare. Lo sguardo va dal palco al testo proiettato e ritorno, e in una sala piccola come la Cometa il rischio di perdere le espressioni degli attori è minore che in un grande teatro. Per questo conviene scegliere un posto non troppo vicino al palco: dalle prime file i sovratitoli costringono ad alzare la testa, da metà sala palco e testo sono nello stesso campo visivo. Chi capisce bene l'inglese può ignorarli, ma anche in quel caso vale la pena darci un'occhiata: la traduzione di Guerzoni è una lettura del testo, non una semplice trascrizione. La seconda cosa poco detta riguarda il titolo. Cinquanta minuti è la durata di una seduta terapeutica, e il sottotitolo gioca con le parole inglesi «war» e «jaw», la guerra e la chiacchiera. È un testo pieno di giochi linguistici, e alcuni si perderanno inevitabilmente nel passaggio all'italiano. Chi vuole prepararsi può leggere prima uno dei libri di Levy: aiuta a entrare nel suo modo di pensare. La terza: la scheda del teatro non indica una durata. Il titolo fa pensare a uno spettacolo breve, ma è bene non darlo per scontato.

Il consiglio che ti do per visitare 50 Minutes al Teatro della Cometa — dal 23 al 25 ottobre 2026

Il consiglio è di scegliere la replica della domenica alle 17 e di costruirle intorno un pomeriggio in centro. Arrivate verso le tre al Campidoglio, salite la cordonata di Michelangelo, affacciatevi dalla terrazza dietro il Palazzo Senatorio sui Fori, poi scendete verso via del Teatro di Marcello: il teatro è a due passi. Entrate con venti minuti di anticipo per vedere la sala, i lampadari a forma di cometa e il foyer sul giardino di Palazzo Pecci Blunt. Dopo lo spettacolo, il Ghetto è dietro l'angolo per la cena. Se preferite la sera, il sabato alle 19 è l'orario migliore: si esce in tempo per cenare senza fretta. Secondo consiglio: sedetevi a metà sala, per avere palco e sovratitoli nello stesso colpo d'occhio. Terzo: leggete prima qualche pagina di Deborah Levy. Il costo della vita, il secondo volume della sua autobiografia, è un libro breve e vi darà la chiave per capire il suo modo di mescolare ironia e dolore, politica e vita quotidiana. Infine, lasciate che lo spettacolo vi spiazzi. Un coniglio che parla con un professore non chiede di essere capito subito: chiede di essere ascoltato, come in una seduta vera.

Come arrivare al Teatro della Cometa

Il Teatro della Cometa si trova in via del Teatro di Marcello 4, 00186 Roma, fra piazza Venezia, il Campidoglio e il Teatro di Marcello.

In autobus

La fermata indicata dal teatro è via del Teatro di Marcello, servita dalle linee 30, 4, 118, 160 e 170. Da Termini, da Trastevere e dall'Aventino si arriva senza cambi con almeno una di queste linee.

In metro

La stazione più vicina indicata dal teatro è Colosseo, sulla linea B. Da lì si prosegue a piedi per circa cinque minuti in direzione di piazza Venezia, lungo via dei Fori Imperiali.

In auto

Il teatro è dentro la ZTL Centro Storico, attiva dal lunedì al venerdì dalle 6.30 alle 18 e il sabato dalle 14 alle 18; nei festivi l'accesso è libero, quindi domenica 25 ottobre si entra senza permesso. Non c'è un parcheggio riservato: il teatro consiglia i parcheggi a pagamento nelle vie vicine o le aree di sosta verso piazza Venezia e via Petroselli.

A piedi

Dal centro storico il teatro è a pochi minuti a piedi da piazza Venezia o dal Campidoglio. È la soluzione migliore.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Deborah Levy è una delle scrittrici britanniche più premiate della sua generazione, con tre candidature al Booker Prize. Meno spesso si ricorda che è nata in Sudafrica e che la sua infanzia a Johannesburg è stata segnata dalla detenzione del padre, Norman Levy, attivista contro l'apartheid e membro dell'African National Congress, imprigionato dal 1964 al 1968. La famiglia lasciò il paese nel 1969 per l'Inghilterra. Il primo volume della sua autobiografia, Cose che non voglio sapere, ritorna su quegli anni, e l'idea che la scrittura serva a ritrovare la voce quando la paura la toglie attraversa tutta la sua opera. Uno spettacolo che indaga la psiche del panico contemporaneo nasce, a guardar bene, da una lunga familiarità con la paura. Il secondo fatto poco citato riguarda la sede. Mimì Pecci Blunt, la fondatrice del teatro, aprì nel 1935 la Galleria della Cometa con il poeta Libero De Libero e nel 1937 una sede a New York; nel 1938, con le leggi razziali e le pressioni della stampa fascista, la galleria dovette chiudere. Anche la Cometa, come l'autrice di 50 Minutes, porta nella sua storia il segno di un regime che volle ridurre al silenzio.

La foto giusta da fare a 50 Minutes al Teatro della Cometa — dal 23 al 25 ottobre 2026

Durante lo spettacolo le foto non si fanno. La foto giusta si fa prima, in sala, quando le luci sono ancora accese: i lampadari a forma di astri e di comete, recuperati con il restauro, sono il soggetto più bello e più riconoscibile del teatro. Inquadrate dal basso, dal centro della platea, con i lampadari in alto e la galleria sullo sfondo, senza flash e chiedendo prima al personale se è consentito. La seconda immagine è fuori. La facciata del palazzetto, che i Pecci Blunt vollero conservare intatta, affaccia su via del Teatro di Marcello: attraversate la strada e riprendetela con il Campidoglio alle spalle. La terza, per chi sceglie la replica della domenica alle 17, è all'uscita: il Teatro di Marcello illuminato al tramonto, a pochi passi, con gli archi antichi e le finestre del palazzo rinascimentale costruito sopra. È forse l'immagine che riassume meglio Roma: una città che non butta via niente e costruisce sopra ciò che trova. Per l'immagine dello spettacolo, la fotografia ufficiale pubblicata dal teatro mostra una figura in giacca e cravatta con la testa sfocata e orecchie da coniglio: il panico contemporaneo in una sola immagine.

I dintorni del Teatro della Cometa

Il Teatro della Cometa è in uno dei punti più densi di storia del centro di Roma, fra il Campidoglio, il Teatro di Marcello e il Ghetto. Tutto si raggiunge a piedi in pochi minuti.

Il Campidoglio

Sopra il teatro si apre il Campidoglio, con la piazza disegnata da Michelangelo, la Cordonata capitolina e i Musei Capitolini. Accanto, la scalinata porta alla chiesa di Santa Maria in Aracoeli, sulla piazza d'Aracoeli dove si trova il palazzo dei Pecci Blunt.

Il Teatro di Marcello e il Ghetto

A pochi passi c'è il Teatro di Marcello, e subito dopo il Portico d'Ottavia, porta del Ghetto ebraico di Roma.

Verso il fiume

Scendendo verso il Tevere si arriva all'Isola Tiberina e, lungo via Petroselli, alla Bocca della Verità. Verso nord, in due minuti, c'è Piazza Venezia.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Teatro della Cometa comincia prima del teatro. Nel 1935 Mimì Pecci Blunt, nipote di papa Leone XIII, fonda con Libero De Libero la Galleria della Cometa, inaugurata con una mostra di disegni di Corrado Cagli; nel 1937 apre una sede a New York. Nel 1938, con le leggi razziali e le pressioni della stampa fascista, la galleria chiude. Nel 1937 i Pecci Blunt acquistano il palazzetto dove sorgerà il teatro, ma la guerra ferma i lavori. Nel 1956 Mimì affida il progetto a Tomaso Buzzi, e il 17 novembre 1958 il teatro si inaugura con I capricci di Marianna di Musset, direzione artistica di Linda Chittaro. Dal novembre 1959 la gestione passa a Remigio Paone, fondatore del Teatro Nuovo di Milano. Negli anni Sessanta, con Diego Fabbri, la Cometa ospita Beckett, Ionesco e Stravinskij, con regie di Giorgio Strehler. Il 18 ottobre 1968 un cortocircuito nella zona del palcoscenico provoca un incendio che distrugge la sala. Mimì muore nel 1971; il teatro resta chiuso per circa diciassette anni. Nel 1986 la figlia Viviana lo riapre con l'ingegnere Giorgio Barattolo, che lo gestirà per oltre trent'anni; la ricostruzione è dell'architetto Alberto Filippi. Nel 2020 comincia il restauro, e il 25 maggio 2025 la Cometa riapre con una programmazione internazionale.

Chi è passato da 50 Minutes al Teatro della Cometa — dal 23 al 25 ottobre 2026

La storia della Cometa è piena di nomi. Nel salotto e nella galleria di Mimì Pecci Blunt passarono, negli anni Trenta, Corrado Cagli, Mirko Basaldella, Sibilla Aleramo, Alberto Moravia, Giuseppe Ungaretti e Libero De Libero; nella sua casa parigina di rue de Babylone erano ospiti Salvador Dalì, Paul Valéry e Jean Cocteau. Ai suoi Concerti di Primavera, dal 1933, lavorarono compositori come Goffredo Petrassi, Vittorio Rieti e Alessandro Labroca. Sul palco del teatro sono passati la compagnia della prima sera con Musset, la stagione dell'impresario Remigio Paone e, negli anni di Diego Fabbri, gli spettacoli diretti da Giorgio Strehler e le opere di Beckett, Ionesco e Stravinskij. Dietro le quinte, gli architetti Tomaso Buzzi e Virgilio Marchi, poi Alberto Filippi, Fabio Tudisco e Andrea Panzini. Nella stagione della riapertura sono passati i giovani musicisti di Metaphora Ensemble, il 4 ottobre 2026. Dal 23 al 25 ottobre arrivano Susanne Sachsse e Hauke Heumann, diretti da Tine Milz, con la drammaturgia di Sophia Brous e, attraverso le sue parole, Deborah Levy. Dopo di loro, a novembre, la Cometa ospita Lella Costa con I monologhi della vagina.

Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo

La zona del Teatro della Cometa offre la scelta migliore del centro per la cena. Intorno al Portico d'Ottavia e nelle vie del Ghetto si trovano trattorie e ristoranti di cucina romana e giudaico romana, con i carciofi alla giudia fra i piatti più noti.

Il venerdì

Con lo spettacolo alle 21, la cena va fatta prima, verso le sette e mezza, oppure dopo, cercando un locale che serva tardi. Nel Ghetto il venerdì sera alcuni ristoranti kosher chiudono per lo Shabbat: conviene verificare prima.

Il sabato e la domenica

Con lo spettacolo alle 19 o alle 17, la cena viene naturale dopo. Verso Campo de' Fiori e Trastevere, oltre il fiume, le possibilità si moltiplicano. Nel fine settimana conviene prenotare.

Accessibilità e consigli pratici

Il restauro concluso nel 2025 ha migliorato l'accessibilità del Teatro della Cometa, spiega il teatro. Per esigenze specifiche il modulo di contatto del sito prevede una voce dedicata all'assistenza per persone con disabilità: conviene scrivere prima dell'acquisto per concordare posto e accesso.

Età consigliata

La scheda del teatro non indica un'età minima, ma descrive il testo come furioso ed erotico: è uno spettacolo pensato per un pubblico adulto. Per i ragazzi più grandi che studiano l'inglese può essere un'esperienza stimolante, da valutare in famiglia.

Cosa portare

Poco: il biglietto, una giacca per l'uscita, e se avete difficoltà a leggere da lontano gli occhiali giusti per i sovratitoli.

Per chi è 50 Minutes

50 Minutes è uno spettacolo per chi chiede al teatro di dire qualcosa sul presente senza rinunciare all'invenzione. A nostro giudizio è uno dei titoli più interessanti dell'autunno romano per chi segue la drammaturgia contemporanea europea.

Per i lettori di Deborah Levy

Chi ha amato Il costo della vita o Agosto blu ritroverà in scena i temi dell'autrice: la paura, il desiderio, l'ironia come forma di resistenza. Vedere un suo testo recitato è un modo diverso di leggerla.

Per chi ama il teatro dell'assurdo

Un coniglio e un professore che discutono della fine del mondo appartengono alla famiglia di Beckett e di Ionesco, autori che proprio alla Cometa furono rappresentati negli anni Sessanta.

Per chi vive a Roma in inglese

Per la comunità internazionale della città, uno spettacolo in lingua originale in una sala storica del centro è un'occasione rara.

Roma a fine ottobre

La fine di ottobre è uno dei momenti migliori per visitare il centro di Roma: le giornate sono ancora miti, la luce del tardo pomeriggio è bassa e dorata, e la stagione teatrale è nel pieno. Il fine settimana del 23 ottobre si presta a un breve soggiorno: un pomeriggio fra Campidoglio e Fori, una sera a teatro, una cena al Ghetto.

Domande frequenti su 50 Minutes al Teatro della Cometa

Quando va in scena 50 Minutes al Teatro della Cometa?

50 Minutes va in scena al Teatro della Cometa di Roma venerdì 23 ottobre 2026 alle 21, sabato 24 alle 19 e domenica 25 alle 17. Il programma potrebbe subire variazioni: conviene controllare la pagina dello spettacolo sul sito del teatro prima di uscire.

In che lingua è 50 Minutes?

50 Minutes è recitato in lingua inglese con sovratitoli in italiano, come indica il Teatro della Cometa. La traduzione italiana è di Gioia Guerzoni, traduttrice dei libri di Deborah Levy per l'editore Enne Enne. Non serve conoscere l'inglese per seguire lo spettacolo.

Dove si comprano i biglietti per 50 Minutes?

I biglietti per 50 Minutes si comprano sul sito ufficiale del Teatro della Cometa, teatrodellacometa.com, dalla pagina dello spettacolo, che rimanda alla biglietteria online della sala. I prezzi sono pubblicati lì.

Di cosa parla 50 Minutes?

50 Minutes, testo di Deborah Levy, parte da una conversazione fra un coniglio e un professore per indagare la psiche del panico contemporaneo: che cosa significa vivere in un mondo che sembra andare a fuoco, e che cosa fare di tutto ciò che proviamo. Il teatro lo descrive come politico e surreale, ironico e pieno di speranza.

Chi sono gli interpreti di 50 Minutes?

In 50 Minutes recitano Susanne Sachsse e Hauke Heumann, con la regia di Tine Milz e la drammaturgia e la musica di Sophia Brous. Lo spettacolo è stato commissionato e prodotto dal Theater Neumarkt di Zurigo, dove ha debuttato nel gennaio 2025, e porta in tournée Moon Productions.

Dove si trova il Teatro della Cometa?

Il Teatro della Cometa si trova in via del Teatro di Marcello 4, fra piazza Venezia e il Campidoglio. Si raggiunge con gli autobus 30, 4, 118, 160 e 170, fermata via del Teatro di Marcello, o con la metro B fino a Colosseo e cinque minuti a piedi. È nella ZTL Centro Storico.

Chi è Deborah Levy?

Deborah Levy, autrice di 50 Minutes, è una scrittrice e drammaturga britannica nata a Johannesburg nel 1959, candidata tre volte al Booker Prize. Ha scritto romanzi come A nuoto verso casa e Agosto blu e una trilogia autobiografica che nel 2020 le è valsa il Prix Femina Étranger.

Il consiglio finale su 50 Minutes

Le serate a teatro che valgono il viaggio sono quelle in cui la sala e lo spettacolo si parlano. Alla Cometa, un teatrino di corte nato dal gusto irriverente di Mimì Pecci Blunt, un testo nuovo di Deborah Levy trova la cornice che merita. Scegliete la domenica pomeriggio, sedetevi a metà sala, leggete prima qualche pagina dell'autrice e poi lasciatevi portare dal coniglio.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento23 Ottobre 2026 21:00 — 25 Ottobre 2026
IndirizzoTeatro della Cometa, Via del Teatro di Marcello 4, 00186 Roma Centro storico, Roma, Roma Città

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