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Villa Lante a Bagnaia, frazione di Viterbo è, assieme a Bomarzo, uno dei più famosi giardini italiani a sorpresa manieristici del XVI secolo, nel 2011 eletto "Parco più bello d'Italia".
Dal dicembre 2014 il Ministero per i beni e le attività culturali gestisce Villa Lante tramite il Polo museale del Lazio, nel dicembre 2019 divenuto Direzione regionale Musei.
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✦ Il classicoTour a piedi
Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.
✦ Va a rubaColosseo, Foro e Palatino
L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...
✦ Poco camminoTour in golf cart
Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.
✦ Libertà di scesaBus hop-on hop-off
Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.
✦ Centro storicoTrevi, Pantheon e piazze
Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.
✦ Senza faticaTour in e-bike
Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.
✦ Anche in cittàDegustazioni di vino
In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.
✦ Fuori portaCastelli Romani
Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.
✦ Vai all'aperturaMusei Vaticani e Cappella Sistina
Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.
✦ Vieni affamatoFood tour
Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.
✦ Dopo le 21Bar hopping e vita notturna
Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.
✦ Foto garantiteVespa e Ape Calessino
In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.
✦ Il più scenograficoTour in sidecar
Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.
✦ Si mangia alla fineCorsi di cucina
Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.
✦ Patrimonio UNESCOTivoli: Villa d'Este e Villa Adriana
Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.
✦ Prenotazione obbligatoriaGalleria Borghese
Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.
✦ SottoterraCatacombe e Appia Antica
Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.
✦ Accesso limitatoColosseo: sotterranei e arena
Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.
✦ Giornata lungaPompei e Costiera Amalfitana
Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.
✦ Alta velocitàFirenze in giornata
Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.
✦ Terrazza panoramicaCastel Sant'Angelo
Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.
✦ Dopo il tramontoRoma di notte
Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.
✦ MareCapri e Costiera Amalfitana
Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.
✦ Con i bambiniScuola dei gladiatori
Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.
✦ Poco sforzoSegway e monopattino
Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.
✦ MercoledìUdienza papale
Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.
✦ Poco affollatoTerme di Caracalla
Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.
✦ A 30 minutiOstia Antica
La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.
✦ Alta velocitàNapoli e Pompei
Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.
✦ Prima dell'aperturaVaticano: ingresso anticipato
Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.
Pur in mancanza di documentazione contemporanea, l'ideazione della villa è attribuita a Jacopo Barozzi da Vignola.

La costruzione di Villa Lante cominciò nel 1511, ma fu portata a termine intorno al 1566 su commissione del cardinale Gianfrancesco Gambara.
La villa è conosciuta come "Villa Lante", tuttavia non ha acquisito questo nome se non quando, nel XVII secolo, passò nelle mani di Ippolito Lante Montefeltro della Rovere, I duca di Bomarzo, quando la costruzione aveva già 100 anni di vita.
Per chi vi arriva a Villa Lante dopo aver appena visitato Palazzo Farnese a Caprarola la prima notevole impressione è la differenza tra le due ville del Vignola, pur erette nella stessa area, nello stesso periodo, e nello stesso stile architettonico: le somiglianze fra i due monumenti sono poche.
Nel 2014 le viene dedicata una moneta commemorativa in argento dal valore nominale di 5 euro, inserita nella serie "Ville e giardini d'Italia".


Villa Lante a Bagnaia | Architetture
Dalla sobria piazza all'estremità superiore di un villaggio senza pretese, una rampa di gradini curvi conduce a un arco pesantemente bugnato.
Le costruzioni della piazza mostrano, nelle loro antiche facciate, stemmi papali e cardinalizi in pietra logorata dal tempo.
Passando attraverso l'arco si incontra la prima sorpresa: non vi è alcuna villa.
Villa Lante si compone infatti di due casini, pressoché identici, anche se costruiti da proprietari diversi in differenti periodi, separati da 30 anni.
Le due costruzioni quadrate hanno un piano terra ad arcate bugnate, o logge, che sostengono il piano nobile sovrastante.
Ciascuna facciata, su questo piano, ha esattamente tre finestre, che alternano frontoni curvi o a punta.
Ciascuna finestra è divisa da coppie di paraste.
Un piano superiore è appena accennato da piccole finestre rettangolari, del tipo mezzanino, che si aprono in posizione corrispondente rispetto a quelle del piano nobile.
Ogni casino è sormontato da un torrino o lanterna, che si erge sulla sommità del tetto di tegole spioventi.
Questa elaborata lanterna quadrata ha due paraste, e alcune finestre, sia vere che cieche.
Ciascuno di questi casini a Villa Lante, nel loro severo stile manierista, fu costruito da distinti e scollegati proprietari.
Villa Lante fu dapprima commissionata dal cardinale Gianfrancesco Gambara che diede il proprio cognome al primo casino.
Sembra che i lavori di costruzione di Villa Lante siano iniziati nel 1566, del casino che si incontra sulla destra entrando.
Si pensa che Gambara abbia commissionato al Vignola il progetto (la villa è attribuita unicamente a lui), l'avvio dei lavori e il disegno dei giardini che l'hanno resa giustamente famosa.
Il primo casino e il giardino superiore di Villa Lante furono in breve completati, ma i lavori rimasero sospesi per tutto il resto della vita del cardinal Gambara.
Dopo la morte del Gambara, avvenuta nel 1587, gli succedette quale amministratore apostolico di Viterbo, il nipote diciassettenne di papa Sisto V, il cardinale Alessandro Peretti di Montalto.
Fu lui, poco più che un bambino, a completare il progetto a Bagnaia e a costruire il secondo casino di Villa Lante.
I due casini di Villa Lante differiscono molto negli affreschi: pittura paesaggistica nel casino Gambara, mentre gli affreschi del casino Montalto, realizzati da un artista più tardo, sono in uno stile più classicheggiante.
Nel casino Gambara gli affreschi delle logge a volta esibiscono una profusione di colore che sottolinea il dettaglio architettonico, mentre nel casino Montalto l'ambiente principale di ricevimento è decorato con una combinazione di affreschi e intonaco modellato, quasi un trompe-l'œil.


Villa Lante Giardini
I giardini costituiscono l'attrazione principale di Villa Lante, specialmente i giochi d'acqua, dalle cascate alle fontane ai grottini sgocciolanti.
Questa armonia di acque e la perfezione del suo flusso fu raggiunta solo quando l'architetto chiamò a sé, da Siena, uno specialista di architettura idraulica, Tommaso Ghinucci con il compito di supervisionare il progetto idraulico.
Fu consultato anche il noto architetto di giardini Pirro Ligorio, ma è il genio di Ghinucci che fluisce e rivive ancor oggi nei suoi giardini.
Entrando da questo arco bugnato nella piazza del villaggio, lasciandosi dietro la polverosa arida e popolosa piazza, si entra in un mondo diverso, fresco, pulito e verdeggiante.
Il primo confronto è il Quadrato, un parterre perfettamente regolare, realizzato una generazione prima dei primi parterre francesi allo Château de Saint-Germain-en-Laye e a quello di Fontainebleau: il contrasto tra la piazza paesana in basso e la vista sul nuovo parterre doveva essere, in passato, ancor più sbalorditivo che oggi.
I casini gemelli stanno su un lato solo di Villa Lante, mentre gli altri tre lati del giardino sono delimitati da alte siepi di bosso.
Nel centro, il piccolo arbusto di bosso è plasmato e modellato a formare motivi decorativi che circondano piccole fontane e sculture.
Il tratto più caratteristico di questo parterre è la complessa fontana posta al suo centro, formata da quattro bacini, separati da cammini transennati, con i parapetti decorati con pigne di pietra e urne decorative che intersecano l'acqua.
Al cuore del complesso, un bacino centrale contiene la celebre Fontana dei Mori del Giambologna: quattro mori, a grandezza reale, disposti a formare un quadrato attorno a due leoni; tengono in alto la montagna araldica sormontata dal getto della fontana in forma di stella, lo stemma dei Montalto.
Questo è il punto focale di questa insolita disposizione di casini e parterre.
I Mori delimitano lo spazio che ci si aspetterebbe veder occupato da un grande palazzo affiancato dai due casini.
Solo qui ci si rende conto che l'intero complesso è, nei fatti, una perfettamente pianificata composizione priva di ostentazione.
Qui il giardino non è concepito come una mera appendice o a, al più, un complemento, ma è parte integrale dell'originale concezione della villa nel suo insieme.
Sopra il parterre principale il visitatore può inerpicarsi attraverso querce, lecci e platani, scorgendo fontane e sculture che si aprono attraverso inaspettati scorci, e rivedendole ancora in contesti inattesi.
Si arriva quindi al primo dei giardini a terrazza ascendenti: qui, alloggiata tra due scalinate in pietra, vi è la Fontana dei Lumini, una fontana circolare a gradini; sul ballatoio di ciascun gradone, da fontane più piccole a forma di lucerne ad olio sgorgano piccoli zampilli d'acqua.
Arbusti fioriti di camelie, e di altre ericacee, aggiunti nel XIX secolo, risplendono nell'ombra di questa terrazza.
Sulla terrazza successiva, la terza, vi è un enorme tavolo di pietra con acqua che scorre nel suo centro. In questo posto, il cardinal Gambara intratteneva i suoi ospiti con picnic.
Sulla terrazza vi sono ancora altre fontane, che riproducono divinità fluviali.
Al di sopra vi è la quarta terrazza, contenente la catena d'acqua un gioco d'acqua che il Vignola aggiunse a molti giardini del XVI secolo.
Visibile anche a Villa Farnese e Villa d'Este, questo ruscelletto di cavità scende in cascata al centro dei gradini per concludersi in fondo alla terrazza.
Sulla successiva terrazza superiore vi sono ancora fontane e grottini, e due piccoli casini che fanno da cornice ad altre fontane completando una composizione conosciuta come 'teatro delle acque'.
Questi piccoli casini, come i loro omologhi più grandi sulla terrazza inferiore, hanno un disegno particolare, probabilmente anch'esso del Vignola, con logge aperte sorrette da colonne di ordine ionico.
Esse reggono il nome del cardinale Gambara scolpito sulla cornice.
Uno dei casini dà accesso a un piccolo giardino segreto, un giardino di siepi e topiarie, con una linea di colonne che gli conferisce un'atmosfera quasi melanconica.
Un piano prospettico del 1609 mostra un'area boscosa con cammini e vedute verso gli obelischi, e un labirinto.

“L’arte dei giardini non ha prodotto in Italia nulla di più perfetto”
La provincia di Viterbo non smette di stupire , come già sapete se magari avete visitato Soriano nel Cimino o il Parco dei Mostri di Bomarzo, l'antico borgo di Chia, Civita di Bagnoregio; Calcata e il suo Opera Bosco Museo di Arte nella Natura, i giardini di Villa Lante a Bagnaia o Palazzo Farnese a Caprarola...
Civitella d'Agliano nasconde un museo a cielo aperto: "La Serpara" di "Paul Wiedmer", l'artista svizzero che nel 1997 ha acquistato una vallata per realizzare un affascinante giardino, atelier con più di 40 installazioni artistiche e sculture che si fondono letteralmente nella natura - visitabile solo alcuni giorni dell'anno.
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Se in questi giorni vedi Colosseo, Vaticano e altro, il pacchetto unico conviene rispetto ai biglietti sciolti.
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