Trinità dei Monti

La chiesa della Santissima Trinità dei Monti si trova in cima alla scalinata di Piazza di Spagna, in Piazza della Trinità dei Monti 3, 00187 Roma. Ci si arriva a piedi salendo i gradini da Piazza di Spagna, oppure con la metro linea A fermata Spagna, che ha un ascensore interno capace di portarti quasi al livello della chiesa senza affrontare la salita; in superficie servono la zona le linee bus 117 e 119 e, poco piu in alto, i mezzi che passano per il Pincio e Villa Borghese. L'ingresso in chiesa e gratuito e va rispettato un abbigliamento decoroso, con spalle e ginocchia coperte. Il convento con le celebri anamorfosi, la meridiana catottrica, la galleria prospettica e la cappella della Mater Admirabilis si visita solo con visita guidata su prenotazione obbligatoria, richiesta via email: il sito ufficiale trinitadeimonti.net indica un biglietto intero di 15 euro, un ridotto di 6 euro per minori di diciotto anni e studenti, e la gratuita per i bambini sotto gli otto anni, con turni in italiano e in francese distribuiti su alcuni giorni della settimana. Gli orari di apertura della sola chiesa non sono pubblicati in modo stabile: conviene controllarli sul sito ufficiale prima di salire, perche variano con le funzioni della comunita che la custodisce.

Confronta le esperienze a Roma

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Trevi, Pantheon e piazze✦ Centro storico

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Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.

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Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.

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Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.

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Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.

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Udienza papale✦ Mercoledì

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Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.

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Tour in golf cart✦ Poco cammino

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Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.

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Food tour✦ Vieni affamato

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Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.

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Bar hopping e vita notturna✦ Dopo le 21

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In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.

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Tour in sidecar✦ Il più scenografico

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Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.

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Corsi di cucina✦ Si mangia alla fine

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Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.

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In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.

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Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.

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Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.

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Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.

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Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.

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Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.

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Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.

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Se stai costruendo un itinerario per il centro storico, trovi le altre proposte nella pagina delle attrazioni turistiche di Roma.

Questa e una di quelle facciate che tutti hanno visto in cartolina e quasi nessuno guarda davvero. La gente sale i gradini, si fa la foto voltando le spalle alla chiesa, e riscende senza entrare. E un peccato, perche dietro quelle due torri campanarie ci sono cinque secoli di storia francese a Roma, un capolavoro del Manierismo, e nel convento accanto uno degli scherzi ottici piu intelligenti che il Seicento abbia lasciato in questa citta. Raccontiamola con ordine, dal marciapiede fino all'ultima cella affrescata.

Chiesa della Santissima Trinita dei Monti in cima alla scalinata di Piazza di Spagna
Chiesa della Santissima Trinità dei Monti

Dove si trova e come arrivare a Trinità dei Monti

La chiesa domina il colle del Pincio dall'alto della scalinata, in una delle posizioni piu teatrali di Roma. Chi arriva da Piazza di Spagna la vede stagliarsi sopra la lunga salita: sono i gradini che tutti chiamano scalinata di Trinità dei Monti, e che la chiesa deve al proprio nome ancor prima che a quello spagnolo della piazza sottostante. Chi vuole risparmiare le gambe ha una scorciatoia che pochi turisti conoscono: dalla stazione della metropolitana Spagna parte un lungo corridoio con ascensore che sbuca in via Sistina, a due passi dal sagrato, all'altezza dell'obelisco. E il modo piu comodo per raggiungere Trinità dei Monti con un passeggino, con una valigia o con le ginocchia stanche.

Chi preferisce la salita a piedi la affronti con calma: i gradini sono ampi, spezzati da ripiani panoramici, e ogni sosta regala una veduta diversa sui tetti del Tridente. In alto, davanti alla facciata, si apre un piccolo terrazzo naturale da cui lo sguardo corre fino al cupolone di San Pietro. La zona intorno e pedonale o quasi, quindi conviene dimenticare l'automobile e muoversi con la metro o con i mezzi di superficie.

La fondazione francese di Trinità dei Monti

Trinità dei Monti nasce come chiesa dei francesi, e lo e rimasta per oltre cinque secoli. La tradizione documentata lega la fondazione a Carlo VIII di Francia, che nel 1493 volle sul colle Pincio un convento per i frati Minimi, l'ordine mendicante fondato da san Francesco di Paola, il religioso calabrese che il re aveva chiamato in Francia. La costruzione della prima parte prese avvio attorno al 1502, sotto il regno del successore Luigi XII, in forme ancora gotiche: una rarita a Roma, dove il gotico non ha quasi mai messo radici. La stessa pietra, secondo le fonti, fu fatta arrivare da Narbona per volonta del sovrano francese, a marcare fin nei materiali l'appartenenza d'oltralpe.

Il cantiere fu lungo e travagliato. Il Sacco di Roma del 1527 lasciò ferite anche qui, e i lavori di ripristino e ampliamento ripartirono attorno al 1530. La chiesa fu consacrata nel 1585 da papa Sisto V. Il legame con la corona francese non fu un dettaglio araldico: cardinali francesi finanziarono buona parte del chiostro attorno alla meta del Cinquecento, e per secoli la comunita religiosa officiò anche in lingua francese. Ancora oggi Trinità dei Monti e una delle cinque chiese cattoliche francofone di Roma, insieme a San Luigi dei Francesi, San Nicola dei Lorenesi, Sant'Ivo dei Bretoni e i Santi Claudio e Andrea dei Borgognoni. La custodia attuale e affidata alla Comunita dell'Emmanuele.

La facciata e le due torri campanarie di Trinità dei Monti

La facciata di Trinità dei Monti e il suo tratto piu riconoscibile: due torri campanarie gemelle e simmetriche, coronate da cupolette ottagonali, che incorniciano il portale e reggono lo sguardo di chi sale. Il disegno viene ricondotto a Giacomo della Porta e Carlo Maderno, due nomi di primissimo piano del passaggio fra Cinque e Seicento romano, e la parte alta risulta compiuta intorno al 1570. Davanti alla chiesa, una doppia rampa a tenaglia raccorda il sagrato al livello dell'obelisco, quasi un preludio in scala minore alla grande scalinata che verra dopo.

Le due torri hanno una particolarita che alimenta un mito tenace: su un campanile e collocato un orologio, sull'altro una meridiana, e la voce popolare vuole che segnino rispettivamente l'ora di Roma e l'ora di Parigi. E una di quelle leggende urbane troppo belle per essere lasciate cadere, e infatti sopravvive di guida in guida. Vale la pena guardarle entrambe dal basso, prima di entrare: sono il biglietto da visita francese di una chiesa che non ha mai smesso di parlare due lingue.

La scalinata di Trinità dei Monti

La scalinata che sale da Piazza di Spagna alla chiesa e uno dei monumenti piu fotografati al mondo, e porta il nome della chiesa, non della piazza. L'idea di collegare con una gradinata monumentale il livello basso della piazza e il sagrato in alto circolava da almeno il Cinquecento, ma si scontrava con un problema di soldi e di diplomazia: il terreno e la volonta di celebrare la Francia da una parte, il decoro papale dall'altra. La svolta arrivò con il lascito del diplomatico francese Etienne Gueffier, che destinò un capitale alla realizzazione dell'opera. Dopo un concorso e diversi progetti, l'incarico andò all'architetto Francesco De Sanctis.

I lavori si svolsero fra il 1723 e il 1726. La scalinata fu inaugurata sotto papa Benedetto XIII e completata nel 1726: un intreccio di rampe che si aprono e si chiudono, con ripiani, terrazze e balaustre che trasformano una semplice salita in una macchina scenografica barocca. Il numero dei gradini varia a seconda di come si contano i ripiani, e le cifre che si leggono oscillano intorno ai centotrentacinque: un dettaglio su cui nemmeno le fonti concordano del tutto, e su cui conviene non impuntarsi. Quello che conta e l'effetto: da qualunque punto la si guardi, la scalinata sembra progettata per far salire lo sguardo fino alle due torri della chiesa.

La Fontana della Barcaccia ai piedi della scalinata di Trinita dei Monti a Piazza di Spagna
Fontana della Barcaccia - Piazza di Spagna - Trinità dei Monti

Ai piedi della salita, al centro della piazza, c'e la Fontana della Barcaccia, la barca semiaffondata attribuita ai Bernini, padre e figlio: e il primo respiro d'acqua prima di affrontare i gradini, e la ragione per cui questo angolo di Piazza di Spagna resta uno dei ritrovi piu frequentati della citta a ogni ora.

L'obelisco Sallustiano davanti a Trinità dei Monti

Sul sagrato, davanti alla facciata, svetta l'obelisco Sallustiano. E un caso curioso di antico che imita l'antico: non arriva dall'Egitto, ma e una copia di epoca imperiale romana, realizzata a Roma imitando i geroglifici degli obelischi egizi veri. Prese il nome dagli Horti Sallustiani, i giardini nei quali si trovava, e fu innalzato qui nel 1789: la decisione fu di papa Pio VI, che nel 1788 affidò i lavori all'architetto Giovanni Antinori. E il penultimo dei grandi obelischi rialzati nella Roma dei papi, una stagione in cui riportare in piedi questi monoliti era un modo per firmare con la pietra il prestigio del pontefice.

Guardato da vicino, l'obelisco Sallustiano racconta una piccola lezione di gusto: i romani antichi erano cosi affascinati dall'Egitto da farsi copie dei suoi obelischi, e i papi del Settecento erano a loro volta cosi affascinati dall'antico da rimettere in piedi quelle copie. Due strati di ammirazione sovrapposti, in mezzo a Piazza di Spagna, che quasi nessuno si ferma a decifrare.

L'interno di Trinità dei Monti, cappella per cappella

Dentro, Trinità dei Monti e una chiesa a navata unica con cappelle laterali. La sobrieta dell'insieme inganna: alcune di quelle cappelle custodiscono opere che gli storici dell'arte studiano da secoli. Vale la pena percorrere la navata lentamente, una cappella alla volta, con gli occhi abituati alla penombra. Ecco cosa si incontra, ambiente per ambiente.

La Deposizione di Daniele da Volterra a Trinità dei Monti

Il pezzo forte e la Deposizione dalla croce di Daniele da Volterra, affresco eseguito attorno al 1541. Daniele Ricciarelli, detto da Volterra dalla citta natale, fu allievo e sodale di Michelangelo, e questa e considerata pressoche all'unanimita una delle vette del Manierismo romano. La scena e costruita come un ingranaggio di corpi: le figure che calano il Cristo dalla croce si dispongono in una spirale di braccia tese, torsioni e pesi contrapposti, con una drammaticita trattenuta che deve tutto alla lezione michelangiolesca ma la piega a un pathos piu umano. Davanti all'originale conviene cercare l'incastro delle diagonali: non c'e una figura ferma, tutto tira verso il centro. E un'opera che da sola varrebbe la salita dei gradini.

La cappella della Rovere e l'Assunta di Trinità dei Monti

Sempre di Daniele da Volterra e la decorazione della cappella di Lucrezia della Rovere, con l'Assunzione della Vergine dipinta fra il 1548 e il 1550 e la Presentazione della Vergine al tempio. Nell'Assunta la tradizione riconosce, fra gli astanti, un ritratto di Michelangelo: un omaggio dell'allievo al maestro, inserito nella folla come una firma nascosta. Attorno al maestro lavorarono i suoi aiuti, con nomi che agli specialisti dicono molto: Giovanni Paolo Rossetti per l'Annunciazione nella lunetta, Michele Alberti per la Strage degli Innocenti, Gaspar Becerra per la Nascita della Vergine, e Pellegrino Tibaldi con Marco Pino per le parti alte. E un piccolo campionario del cantiere manierista romano, tutto raccolto in una cappella.

Le cappelle Altoviti, Orsini e Massimo di Trinità dei Monti

La prima cappella a destra, degli Altoviti, ospita le Storie di san Giovanni Battista e un Battesimo di Cristo dovuti a Giovanni Battista Naldini, pittore fiorentino attivo qui attorno al 1580. La cappella Orsini conserva una Flagellazione ottocentesca, firmata nel 1817 dal francese Louis Vincent Leon Palliere, oltre a monumenti funebri scolpiti da Leonardo Sormani, stucchi dello stesso Sormani con Prospero Antichi, e Storie della Passione di Cristo di Paris Nogari: la stratificazione dei secoli in un solo ambiente. L'ottava cappella, dei Massimo, custodisce Storie dell'Antico e del Nuovo Testamento avviate da Perin del Vaga nel 1537 e portate a termine molto piu tardi, fra il 1563 e il 1589, dai fratelli Taddeo e Federico Zuccari: tre generazioni di pittori su una stessa parete.

Fra le cappelle minori, gli studiosi riconoscono la mano di un artista di scuola raffaellesca, forse un collaboratore delle Logge vaticane, e di un pittore umbro vicino ai modi del Pinturicchio. Non sono nomi da grande pubblico, ma raccontano quanto questa chiesa francese abbia attratto, nel Cinquecento, il meglio dei cantieri romani.

La Mater Admirabilis di Trinità dei Monti

C'e infine un affresco che ha una storia tutta sua: la Mater Admirabilis, una Madonna giovinetta seduta con il fuso, il libro e il giglio, dipinta nel 1844 da una novizia, Pauline Perdrau. La tradizione racconta che i colori, giudicati all'inizio troppo accesi, furono coperti da un velo, e che quando il velo venne tolto l'immagine apparve trasformata e piu delicata. Vera o no la leggenda, la Mater Admirabilis divenne oggetto di grande devozione e diede il nome a una intera iconografia mariana diffusa nel mondo. E un'immagine ottocentesca in mezzo a tanto Cinquecento, e proprio per questo colpisce.

Interno del convento di Trinita dei Monti con gli affreschi e le anamorfosi
Chiesa della Santissima Trinità dei Monti

Il convento dei Minimi e le anamorfosi di Trinità dei Monti

Accanto alla chiesa c'e il convento, ed e qui che Trinità dei Monti diventa un luogo davvero fuori dal comune. I frati Minimi che lo abitavano nel Seicento non erano solo religiosi: fra loro c'erano matematici, ottici e cultori di prospettiva, e le pareti del convento conservano ancora oggi i loro esperimenti trasformati in arte. Per vederli serve la visita guidata su prenotazione, ma chi ha la pazienza di organizzarla porta a casa una delle esperienze piu intelligenti che Roma sappia offrire.

Le anamorfosi di San Francesco di Paola e di San Giovanni

Su una lunga parete del corridoio, nel 1642, il frate Emmanuel Maignan dipinse quella che a prima vista sembra un paesaggio con figure minute: alberi, rovine, personaggi sparsi. Ma se ci si mette all'estremita del corridoio e si guarda l'affresco di sbieco, radente al muro, tutte quelle macchie si ricompongono e appare, gigantesco, il ritratto di san Francesco di Paola in preghiera. E una anamorfosi, cioe una immagine deformata che torna leggibile solo da un punto di vista preciso. Su un'altra parete, il confratello francese Jean Francois Niceron realizzò con la stessa tecnica un San Giovanni evangelista che scrive l'Apocalisse a Patmos. Camminare lungo il corridoio e vedere le figure formarsi e dissolversi a ogni passo e uno spettacolo che nessuna fotografia rende: bisogna esserci, e muoversi.

La meridiana catottrica e la galleria prospettica

Lo stesso Maignan, che era anche un fisico, tracciò nel convento una meridiana catottrica: non una comune meridiana a ombra, ma uno strumento che sfrutta un piccolo specchio per proiettare un raggio di sole sulle pareti e sulla volta, dove linee e figure segnano ore, mesi e segni zodiacali. E, in pratica, un orologio solare che disegna il tempo sul soffitto. Poco oltre, l'antico refettorio fu trasformato in una galleria dipinta a finta architettura dal gesuita Andrea Pozzo, maestro assoluto della prospettiva illusionistica: le pareti si aprono in colonnati e scene che sfondano il muro, con le Nozze di Cana che sembrano prolungare la sala in una profondita che non esiste. Chi conosce il soffitto di Sant'Ignazio ritrova qui la stessa mano capace di ingannare l'occhio.

La stanza delle rovine di Trinità dei Monti

C'e infine una cella che merita il viaggio da sola: la cosiddetta stanza delle rovine, dipinta sul finire del Settecento da Charles Louis Clerisseau per la cella di un padre del convento. Le pareti simulano un ambiente in rovina, con archi crollati, mattoni scoperti e vegetazione che invade la muratura, come se si dormisse dentro un tempio antico diroccato. E il gusto settecentesco per l'antico portato alle sue estreme conseguenze: un frate che si faceva la camera da letto a forma di rudere romano. Poche stanze a Roma raccontano cosi bene un'epoca e il suo immaginario.

Le anamorfosi del convento di Trinita dei Monti a Roma
Trinità dei Monti

Villa Medici, l'Accademia di Francia e Trinità dei Monti

A pochi passi dalla chiesa, sullo stesso tratto di colle, sorge Villa Medici, sede dell'Accademia di Francia a Roma dal primo Ottocento. Non e un caso che l'istituzione culturale francese abbia scelto proprio questo angolo: tutta la zona intorno a Trinità dei Monti e stata per secoli il quartiere dei francesi a Roma, e la chiesa ne era il centro spirituale. Ancora oggi passeggiando fra il sagrato, Villa Medici e il viale che porta al belvedere del Pincio si respira quella continuita: la Francia, l'arte, l'accademia e la veduta piu celebre di Roma raccolte in poche centinaia di metri.

Il legame francese spiega anche perche generazioni di pittori, scultori e musicisti premiati con il Prix de Rome siano passati di qui: vincere quel premio significava soggiornare a Villa Medici, e la chiesa in cima alla scalinata era il loro orizzonte quotidiano. Ingres, che diresse l'Accademia, e mille altri artisti hanno guardato ogni mattina le due torri di Trinità dei Monti.

Cosa c'è intorno a Trinità dei Monti

La posizione di Trinità dei Monti la rende un ottimo punto di partenza per una passeggiata nel Tridente e verso Villa Borghese. Ai piedi della scalinata, oltre alla Fontana della Barcaccia, si apre la via Condotti con le vetrine dell'alta moda; salendo verso il Pincio si raggiungono le terrazze panoramiche e, poco oltre, i Giardini Segreti di Villa Borghese e la grande Villa Borghese con la sua Galleria Borghese.

Scendendo invece verso il fiume si incontrano, nel raggio di un quarto d'ora a piedi, l'Ara Pacis e il Mausoleo di Augusto; a poca distanza il Museo Napoleonico, e verso l'interno la Fontana di Trevi e Palazzo Barberini. Chi ha ancora energie può spingersi fino a Castel Sant'Angelo e al lungotevere. Trinità dei Monti, insomma, non e una visita isolata: e il perno di mezza giornata di centro storico.

Una curiosità su Trinità dei Monti

La curiosita piu bella non e nella chiesa, ma nel convento accanto, e riguarda le anamorfosi. Nel 1642 due frati Minimi, l'italiano Emmanuel Maignan e il francese Jean Francois Niceron, dipinsero sulle pareti dei corridoi due immagini che a occhio nudo sembrano paesaggi confusi e privi di senso, un ammasso di alberi, rovine e figurine sparpagliate. Solo mettendosi in un punto preciso, all'estremita del corridoio, e guardando la parete di taglio, quel caos si riordina di colpo: appare san Francesco di Paola in un caso, san Giovanni che scrive l'Apocalisse nell'altro. E pittura, matematica e ottica insieme, tre secoli e mezzo prima delle illusioni digitali.

Il punto interessante e che questi frati non giocavano: la prospettiva deformata era per loro una meditazione visiva sulla differenza fra apparenza e verita, un tema teologico reso con il compasso. Niceron scrisse persino un trattato sulla prospettiva curiosa. Chi visita il convento di Trinità dei Monti oggi cammina dentro un esperimento scientifico del Seicento rimasto intatto, e capisce che dietro lo scherzo ottico c'era una intera visione del mondo. Poche curiosita romane uniscono cosi bene fede, arte e scienza in un solo colpo d'occhio.

Una cosa che non ti dice nessuno su Trinità dei Monti

Quello che non trovi scritto sotto la foto della scalinata e che la chiesa non e italiana in senso stretto: e francese, e lo e giuridicamente e culturalmente da oltre cinquecento anni. Nasce per volere di Carlo VIII di Francia, viene costruita per i frati Minimi di san Francesco di Paola, la pietra arriva da Narbona, i cardinali francesi ne finanziano il chiostro, la scalinata stessa si realizza grazie al lascito di un diplomatico francese, Etienne Gueffier, non con denaro papale ne spagnolo. Il nome spagnolo, in realta, appartiene solo alla piazza sottostante, per via dell'ambasciata di Spagna che vi aveva sede: la scalinata, per i romani, e sempre stata la scalinata di Trinità dei Monti.

C'e di piu, e riguarda le due torri campanarie. La voce che l'orologio segni l'ora di Roma e la meridiana quella di Parigi e una leggenda affascinante e ripetuta ovunque, ma va presa per quello che e: una tradizione, non un dato tecnico verificato. Vale la pena conoscerla per il gusto del racconto, senza spacciarla per certezza. Sono queste sfumature a distinguere chi conosce Trinità dei Monti da chi si limita a fotografarla dal basso.

Il consiglio che ti do per visitare Trinità dei Monti

Il mio consiglio da chi accompagna gruppi a Roma da anni e semplice: sali all'alba o poco dopo. La scalinata di Trinità dei Monti nel tardo pomeriggio e un formicaio, con centinaia di persone sedute sui gradini, venditori, ressa per le foto. Alle sette del mattino e un'altra citta: i gradini sono quasi vuoti, la luce radente accende la facciata color ocra, e la veduta sui tetti e nitida prima della foschia. E il momento in cui la chiesa torna a essere un luogo e non un fondale.

Secondo consiglio, ancora piu importante: non fermarti alla facciata. La stragrande maggioranza dei visitatori non entra nemmeno in chiesa, e quasi nessuno sa che si può prenotare la visita al convento con le anamorfosi. Se hai un interesse vero per l'arte, scrivi in anticipo all'indirizzo indicato sul sito ufficiale trinitadeimonti.net e prenota il turno guidato: e l'unico modo per vedere le anamorfosi, la meridiana e la galleria del Pozzo. Un ultimo suggerimento pratico: se sali con un passeggino o fatichi con le scale, usa l'ascensore della metro Spagna, che ti porta quasi in cima senza affrontare i gradini.

Dettaglio delle anamorfosi e degli affreschi del convento di Trinita dei Monti
Chiesa della Santissima Trinità dei Monti

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che quella davanti alla chiesa e la scalinata di Piazza di Spagna. Molti meno sanno che i gradini portano ufficialmente il nome della chiesa che li domina, e che furono costruiti proprio per risolvere il dislivello fra la piazza in basso e il sagrato francese in alto. Il fatto poco citato e la genesi tormentata dell'opera: l'idea di una scalinata monumentale girava dal Cinquecento, ma per oltre un secolo si arenò su gelosie diplomatiche fra Francia e papato. I francesi volevano celebrare la propria presenza sul colle, magari con una statua equestre del loro re in cima; i papi non gradivano un monumento troppo francese affacciato sul centro di Roma. Il compromesso arrivò solo nel Settecento, quando il lascito Gueffier e la mediazione papale permisero di costruire i gradini senza simboli di parte.

Il risultato e un capolavoro di diplomazia oltre che di architettura: nessuna statua di re, nessuna insegna di potere, solo un flusso di rampe che sale e si allarga verso la chiesa. De Sanctis riuscì a trasformare una disputa lunga centocinquant'anni in una delle passeggiate piu eleganti mai costruite. Chi sale i gradini oggi calpesta, senza saperlo, un secolo e mezzo di trattative fra due corti.

La foto giusta da fare a Trinità dei Monti

La cartolina classica si scatta dal basso, dal centro di Piazza di Spagna, con la Barcaccia in primo piano, la scalinata che sale e le due torri della chiesa in alto: composizione perfetta e vista un milione di volte. Va benissimo, ma falla presto la mattina, quando i gradini sono liberi e la facciata prende il sole. La luce migliore per questa inquadratura e quella del primo mattino, che illumina il fronte della chiesa rivolto a ponente restituendone il colore caldo.

La foto che pero pochi fanno e quella opposta: sali fino al sagrato, mettiti con le spalle alla chiesa e fotografa Roma dall'alto, con l'obelisco Sallustiano che taglia in verticale la veduta e i tetti del Tridente che scendono fino alla cupola di San Pietro sullo sfondo. E l'immagine che gli artisti dell'Accademia di Francia guardavano ogni giorno. Se poi riesci a prenotare il convento, la fotografia da portare a casa e un'altra ancora: il corridoio delle anamorfosi ripreso dal punto esatto in cui la figura di san Francesco di Paola si ricompone. In quel caso, pero, verifica prima con la guida se le riprese sono consentite, perche in molti ambienti religiosi non lo sono.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia di Trinità dei Monti e scandita da alcune date che vale la pena tenere a mente. Attorno al 1493 Carlo VIII di Francia decide la fondazione del convento per i Minimi; nel 1502 circa, sotto Luigi XII, parte il primo cantiere in forme gotiche. Nel 1527 il Sacco di Roma devasta la citta e colpisce anche questo complesso, che deve essere risanato a partire dal 1530. Nel 1585 papa Sisto V consacra la chiesa. Attorno al 1570 si completa la parte alta della facciata con le due torri.

Il Seicento porta i grandi esperimenti: nel 1642 Maignan e Niceron dipingono le anamorfosi nel convento, e nello stesso torno di anni Maignan traccia la meridiana catottrica. Nel Settecento la chiesa acquista il suo scenario definitivo: fra il 1723 e il 1726 De Sanctis costruisce la scalinata, e nel 1789 Pio VI fa innalzare davanti alla facciata l'obelisco Sallustiano, per lavori affidati ad Antinori l'anno prima. Poi vengono le ferite dell'eta napoleonica, con le soppressioni degli ordini religiosi che colpiscono anche i Minimi; nel 1844 la novizia Pauline Perdrau dipinge la Mater Admirabilis, che diventa oggetto di devozione internazionale. Cinque secoli, in cui la chiesa francese sul Pincio ha attraversato sacchi, rivoluzioni e restauri senza mai perdere la propria identita.

Piazza di Spagna con la Barcaccia e la scalinata di Trinita dei Monti
Fontana della Barcaccia - Piazza di Spagna - Trinità dei Monti

Chi è passato da Trinità dei Monti

Da Trinità dei Monti e dalla sua scalinata e passato mezzo mondo dell'arte e della cultura. Il pittore francese Jean Auguste Dominique Ingres, che diresse l'Accademia di Francia alla vicina Villa Medici, ebbe la chiesa come orizzonte quotidiano e per Trinità dei Monti realizzò anche opere oggi non piu in loco. Generazioni di vincitori del Prix de Rome, ospiti di Villa Medici, guardarono ogni mattina le due torri campanarie: musicisti come Berlioz e Debussy, pittori e scultori a decine.

La zona ai piedi della scalinata, poi, e legata ai poeti romantici inglesi del Grand Tour: proprio all'angolo della piazza, nella casa che oggi ospita un museo a loro dedicato, morì nel 1821 il giovane poeta John Keats, e in quegli anni la salita di Trinità dei Monti era percorsa da schiere di artisti stranieri venuti a Roma a studiare l'antico. Nel Novecento la scalinata e diventata un set: registi e fotografi l'hanno usata come fondale, e chiunque abbia in mente le immagini di Roma nel cinema del dopoguerra ha in testa anche questi gradini. Da san Francesco di Paola, che diede l'impulso francese alla fondazione, fino ai turisti di oggi, Trinità dei Monti ha visto sfilare santi, re, artisti e viaggiatori di ogni epoca.

Come si visita Trinità dei Monti: durata, percorso, accessibilità

La visita alla sola chiesa richiede poco tempo, dai venti ai quaranta minuti se ci si sofferma sulle cappelle di Daniele da Volterra e sulla Mater Admirabilis. Conviene entrare in silenzio e con rispetto, perche e un luogo di culto attivo. Chi vuole aggiungere il convento con le anamorfosi deve mettere in conto un'ora e mezza abbondante e la prenotazione anticipata: la visita guidata copre le anamorfosi, la meridiana, la galleria del Pozzo, la stanza delle rovine e la cappella della Mater Admirabilis.

Sull'accessibilita conviene essere chiari: la grande scalinata esterna e un ostacolo per chi ha difficolta motorie, ma l'ascensore della metropolitana Spagna permette di raggiungere il livello alto quasi senza gradini. All'interno della chiesa e del convento possono restare dislivelli e passaggi stretti tipici degli edifici antichi: chi ha esigenze particolari faccia bene a segnalarle al momento della prenotazione, scrivendo all'indirizzo del sito ufficiale. Sull'abbigliamento la regola e quella di ogni chiesa romana: spalle e ginocchia coperte.

Quanto costa visitare Trinità dei Monti

Entrare in chiesa non costa nulla. La visita guidata al convento, secondo il sito ufficiale trinitadeimonti.net, ha un biglietto intero di 15 euro e un ridotto di 6 euro per i minori di diciotto anni e gli studenti, con ingresso gratuito per i bambini sotto gli otto anni. Sono cifre da riverificare al momento della prenotazione, perche le tariffe dei turni guidati possono cambiare. I biglietti per le esperienze guidate si trattano direttamente con l'ente che gestisce le visite, tramite la richiesta via email indicata sul sito ufficiale.

Trinità dei Monti con i bambini

Puo sembrare una visita per soli adulti, e invece Trinità dei Monti ha una carta vincente con i bambini: le anamorfosi. Un affresco che sembra un disegno confuso e che di colpo, cambiando posto, diventa il ritratto di un santo, e esattamente il genere di magia che cattura un bambino curioso. Anche la meridiana che disegna il sole sul soffitto e la stanza dipinta come una rovina hanno un effetto sorpresa che funziona a ogni eta. L'unico limite e che il convento si visita solo con la guida e su prenotazione, quindi va organizzato per tempo.

Per i piu piccoli la salita dei gradini puo essere faticosa: con il passeggino conviene senza esitazioni l'ascensore della metro Spagna. Una volta in cima, il terrazzo davanti alla chiesa e ampio e sicuro per una sosta, con una delle viste piu belle di Roma da mostrare ai bambini. Un gelato ai piedi della scalinata, la caccia alla figura nascosta nelle anamorfosi e la veduta dall'alto sono ingredienti sufficienti per una mattinata che i piccoli ricordano.

Quando andare a Trinità dei Monti

Il momento migliore per Trinità dei Monti e la mattina presto, per luce e per calma. La primavera, con le celebri azalee che a stagione decorano i gradini, e il periodo piu bello ma anche il piu affollato: se capiti a Roma in aprile, metti in conto la folla e vai all'alba. L'estate romana e calda e la salita al sole non e piacevole nelle ore centrali: meglio le prime ore del giorno o il tramonto, tenendo presente che al tramonto i gradini si riempiono. L'inverno regala la scalinata piu vuota e una luce tersa, ottima per le fotografie.

Da evitare, se puoi, le ore di punta del pomeriggio nei fine settimana e nei ponti: e il momento in cui la piazza e i gradini raggiungono la massima ressa. Ricorda anche che sedersi sui gradini della scalinata e vietato da un regolamento comunale, con possibili sanzioni: la salita si percorre, non si occupa. Un motivo in piu per vivere Trinità dei Monti come un monumento da attraversare con calma piuttosto che come una gradinata su cui accamparsi.

Veduta verticale del convento e della chiesa di Trinita dei Monti a Roma
Chiesa della Santissima Trinità dei Monti

San Francesco di Paola e i Minimi di Trinità dei Monti

Per capire davvero Trinità dei Monti bisogna partire da chi la abitò per primo: i frati Minimi di san Francesco di Paola. Francesco, nato a Paola in Calabria nel 1416, fondò un ordine mendicante improntato a una umilta radicale, tanto da chiamarne i membri Minimi, cioe i minimi fra tutti, i piu piccoli. Alla regola francescana i suoi frati aggiungevano un quarto voto, quello di vita quaresimale perpetua, cioe una alimentazione priva di carne e di derivati animali tutto l'anno: una disciplina severa che li distingueva da ogni altro ordine. Chiamato in Francia dal re Luigi XI, che lo voleva accanto a se negli ultimi anni, Francesco vi rimase fino alla morte, avvenuta nel 1507, e la corona francese ne divenne la grande protettrice.

Ecco perche la chiesa sul Pincio nasce francese e affidata proprio ai Minimi: fondare a Roma un loro convento significava, per la monarchia francese, piantare la propria bandiera spirituale nella capitale della cristianita. I frati Minimi tennero Trinità dei Monti per secoli, e furono loro, nel Seicento, a coltivare quella passione per la matematica e l'ottica che diede vita alle anamorfosi e alla meridiana. Le soppressioni degli ordini religiosi in eta napoleonica interruppero quella lunga presenza, ma l'impronta dei Minimi e ancora leggibile in ogni angolo del convento.

Il chiostro e gli affreschi di Trinità dei Monti

Il chiostro del convento e uno degli ambienti meno noti e piu affascinanti di Trinità dei Monti. Le sue pareti conservano un ciclo affrescato che intreccia due racconti: le storie della vita di san Francesco di Paola e una galleria di ritratti dei re di Francia. E un programma decorativo che dichiara senza mezzi termini l'anima del luogo, sospesa fra devozione religiosa e fedelta alla corona francese che ne aveva finanziato la costruzione. Furono soprattutto cardinali francesi, attorno alla meta del Cinquecento, a sostenere le spese del chiostro, e la loro generosita si legge ancora nelle pareti dipinte.

Camminare sotto quelle volte, dopo aver visto le anamorfosi e la meridiana, aiuta a mettere a fuoco la vera natura di Trinità dei Monti: un pezzo di Francia trapiantato a Roma prima ancora che una chiesa panoramica in cima a una scalinata, con la sua storia, i suoi santi e i suoi re dipinti sui muri. E la ragione per cui la visita guidata al convento vale la prenotazione: senza di essa si perde la meta piu interessante del complesso.

Le azalee e la scalinata fiorita di Trinità dei Monti

C'e un momento dell'anno in cui la scalinata di Trinità dei Monti cambia volto: la primavera, quando lungo le rampe vengono disposte centinaia di vasi di azalee in fiore. E una tradizione romana che si ripete da generazioni, di solito fra aprile e maggio, e trasforma i gradini in una cascata di rosa, rosso e bianco che sale verso la chiesa. Le piante vengono coltivate altrove e portate qui a fioritura avvenuta, poi ritirate quando i fiori appassiscono: per questo il periodo utile e breve e va colto al volo.

Se capiti a Roma in quelle settimane, la scalinata fiorita e uno degli spettacoli piu belli della citta, ma anche uno dei piu fotografati, quindi affollato dalla mattina. Il consiglio resta lo stesso: vai all'alba, quando i vasi sono freschi di rugiada e i gradini ancora vuoti. Le azalee davanti alle due torri di Trinità dei Monti, con la luce radente del primo mattino, sono un'immagine che ripaga la sveglia presto.

Trinità dei Monti e il Grand Tour

Fra Sette e Ottocento tutta l'area attorno a Trinità dei Monti divenne il quartiere degli stranieri a Roma, il cuore del Grand Tour. Artisti, poeti e viaggiatori del Nord Europa alloggiavano fra Piazza di Spagna e via Sistina, salivano e scendevano i gradini ogni giorno, e usavano la scalinata come luogo d'incontro e persino come mercato dei modelli: ai piedi della chiesa si radunavano ciociari e ciociare in costume, pronti a posare per i pittori in cerca di soggetti pittoreschi. La chiesa in cima era l'orizzonte fisso di quel mondo cosmopolita.

All'angolo della piazza, nella casa rosa a destra della scalinata, visse i suoi ultimi mesi il poeta inglese John Keats, che vi morì di tubercolosi nel febbraio del 1821 a soli venticinque anni; oggi quell'edificio ospita un museo dedicato ai poeti romantici inglesi. Salendo verso Villa Medici si incrociavano i pensionanti dell'Accademia di Francia, e per le vie intorno passavano Goethe, Stendhal e schiere di artisti tedeschi, francesi e inglesi. Trinità dei Monti non era una meta fra le altre: era il centro geografico e sentimentale della Roma degli stranieri.

La Barcaccia ai piedi di Trinità dei Monti

Prima di salire la scalinata vale la pena fermarsi alla fontana che occupa il centro della piazza: la Barcaccia, la barca semiaffondata da cui l'acqua zampilla al livello del selciato. Fu realizzata fra il 1627 e il 1629, su commissione di papa Urbano VIII della famiglia Barberini, le cui api araldiche compaiono scolpite sulla fontana. La tradizione l'attribuisce a Pietro Bernini con la collaborazione del figlio Gian Lorenzo, ancora giovane e destinato a diventare il gigante del Barocco romano. La forma bassa, quasi affondata, non e un capriccio: nasce dalla scarsa pressione dell'acqua dell'Acqua Vergine in questo punto, che non consentiva giochi d'acqua alti come altrove. Bernini trasformò un limite tecnico in un'invenzione, immaginando una barca che imbarca acqua.

Una leggenda romantica vuole che l'idea della barca ricordasse un'imbarcazione trasportata fin qui da una storica piena del Tevere; e un racconto affascinante, da prendere per quello che e, cioe una tradizione popolare piu che un fatto documentato. Quello che conta e che la Barcaccia e il naturale prologo acquatico alla salita: la prima immagine che si incontra guardando verso le torri di Trinità dei Monti, e la ragione per cui questo angolo di Roma resta vivo e frequentato a ogni ora del giorno.

I restauri della scalinata di Trinità dei Monti

La scalinata che oggi vediamo cosi candida e il frutto di interventi di manutenzione ripetuti nei secoli, perche il travertino romano soffre l'usura di milioni di passi e lo smog della citta. Un restauro complessivo interessò l'opera negli anni novanta del Novecento, e un ulteriore intervento di pulitura e consolidamento si svolse fra l'autunno del 2015 e l'estate del 2016, restituendo ai gradini il colore chiaro originario. E anche in seguito a questi lavori che si e imposta la regola contro la sosta seduta sui gradini: proteggere una superficie appena restaurata da macchie, gomme da masticare e degrado significa vietarne l'uso come panchina collettiva.

Chi sale oggi la scalinata cammina quindi su una pietra curata, non su un rudere lasciato a se stesso: e un monumento vivo, sottoposto a sorveglianza e regole, come la maggior parte dei luoghi celebri del centro storico. Trattarla con rispetto, non sedersi, non lasciare rifiuti, e il modo piu semplice per far durare uno dei panorami piu belli di Roma.

Perche Trinità dei Monti merita la salita

Riassumo il senso di tutto questo, perche a volte fra un dettaglio e l'altro si perde il quadro. Trinità dei Monti e insieme quattro cose: una chiesa francese di oltre cinque secoli, un capolavoro del Manierismo con la Deposizione di Daniele da Volterra, un laboratorio scientifico seicentesco con le anamorfosi e la meridiana, e la quinta scenografica della scalinata piu famosa d'Europa. Quattro luoghi in uno, che quasi nessuno visita per intero perche si ferma al primo, la scalinata, e riparte.

Chi invece prende il tempo di salire in cima, entrare in chiesa e prenotare il convento, porta a casa una delle esperienze piu complete che il centro di Roma sappia offrire: arte, fede, scienza e panorama in poche centinaia di metri quadrati. E la ragione per cui, dopo anni di visite, continuo a considerare Trinità dei Monti una delle soste che consiglio con piu convinzione, a patto di viverla per intero e non come fondale di una fotografia.

Domande veloci su Trinità dei Monti

Quanto costa entrare a Trinità dei Monti?

Entrare nella chiesa e gratuito. La visita guidata al convento con le anamorfosi, secondo il sito ufficiale, costa 15 euro intero e 6 euro ridotto, gratis sotto gli otto anni. Conviene riverificare le tariffe al momento della prenotazione.

Come si arriva a Trinità dei Monti?

A piedi salendo la scalinata da Piazza di Spagna, oppure con la metro linea A fermata Spagna, che ha un ascensore interno fino al livello alto. In superficie servono la zona i bus 117 e 119 e i mezzi che passano per il Pincio.

Serve prenotare per visitare Trinità dei Monti?

Per la sola chiesa no. Per il convento con le anamorfosi, la meridiana e la galleria del Pozzo si, la prenotazione e obbligatoria e si effettua via email tramite il sito ufficiale trinitadeimonti.net.

Che cosa sono le anamorfosi di Trinità dei Monti?

Sono due affreschi del 1642 dipinti dai frati Maignan e Niceron: immagini deformate che a occhio nudo sembrano paesaggi confusi e che tornano leggibili, mostrando san Francesco di Paola e san Giovanni, solo guardandole di taglio da un punto preciso del corridoio.

Perche Trinità dei Monti si chiama cosi e non chiesa spagnola?

Perche e una chiesa francese, fondata da Carlo VIII di Francia per i frati Minimi. Il nome spagnolo appartiene solo alla piazza sottostante, dove aveva sede l'ambasciata di Spagna. La scalinata prende il nome dalla chiesa.

Qual e l'opera piu importante dentro Trinità dei Monti?

La Deposizione dalla croce di Daniele da Volterra, affresco del 1541 circa, considerato una delle vette del Manierismo romano. Nella cappella della Rovere, sempre di Daniele, c'e l'Assunta con il presunto ritratto di Michelangelo.

Chi ha costruito la scalinata di Trinità dei Monti?

L'architetto Francesco De Sanctis, fra il 1723 e il 1726, con il finanziamento del lascito del diplomatico francese Etienne Gueffier. Fu inaugurata sotto papa Benedetto XIII.

Quanti gradini ha la scalinata di Trinità dei Monti?

Le cifre variano a seconda di come si contano i ripiani, e oscillano intorno ai centotrentacinque. Nemmeno le fonti concordano del tutto sul numero esatto.

Che cos'e l'obelisco davanti a Trinità dei Monti?

E l'obelisco Sallustiano, una copia di epoca romana imperiale che imita gli obelischi egizi. Fu innalzato qui nel 1789 da papa Pio VI, con lavori affidati all'architetto Giovanni Antinori.

Si possono fare fotografie a Trinità dei Monti?

All'esterno e sulla scalinata si, liberamente. All'interno della chiesa e nel convento le riprese possono essere limitate: conviene chiedere alla guida o rispettare la segnaletica, come in ogni luogo di culto.

Trinità dei Monti e accessibile ai disabili?

La scalinata esterna e un ostacolo, ma l'ascensore della metro Spagna porta quasi al livello della chiesa. All'interno possono restare dislivelli tipici degli edifici antichi: meglio segnalare le esigenze al momento della prenotazione.

Quanto tempo serve per visitare Trinità dei Monti?

Dai venti ai quaranta minuti per la sola chiesa; circa un'ora e mezza in piu se si aggiunge la visita guidata al convento con anamorfosi, meridiana, galleria del Pozzo e stanza delle rovine.

Si puo sedersi sui gradini di Trinità dei Monti?

No. Un regolamento comunale vieta di sostare seduti sulla scalinata, con possibili sanzioni. I gradini si percorrono, non si occupano.

Qual e il momento migliore per andare a Trinità dei Monti?

La mattina presto, per luce e per calma. La primavera con le azalee e bellissima ma affollata; l'inverno regala la scalinata piu vuota. Da evitare i pomeriggi dei fine settimana, quando la ressa e massima.

Chi gestisce oggi Trinità dei Monti?

La chiesa e affidata alla Comunita dell'Emmanuele e conserva la sua vocazione francofona: e una delle cinque chiese cattoliche francofone di Roma.

Cosa c'e da vedere vicino a Trinità dei Monti?

Ai piedi della scalinata la Fontana della Barcaccia e via Condotti; verso l'alto il Pincio e Villa Borghese; scendendo l'Ara Pacis, il Mausoleo di Augusto e la Fontana di Trevi. Tutto nel raggio di una passeggiata.

La chiesa di Trinità dei Monti e sempre aperta?

Gli orari della chiesa non sono pubblicati in modo stabile e dipendono dalle funzioni della comunita che la custodisce. Conviene verificarli sul sito ufficiale trinitadeimonti.net prima di salire.

Chi ha dipinto la Deposizione di Trinità dei Monti?

Daniele da Volterra, allievo di Michelangelo, intorno al 1541. La Deposizione dalla croce e considerata pressoche all'unanimita una delle vette del Manierismo romano, costruita come una spirale di corpi in tensione.

Cos'e la meridiana catottrica di Trinità dei Monti?

E un orologio solare realizzato dal frate Emmanuel Maignan: sfrutta un piccolo specchio per proiettare un raggio di sole sulle pareti e sulla volta, dove linee e figure segnano ore, mesi e segni zodiacali.

Perche Trinità dei Monti e legata alla Francia?

Perche fu fondata da Carlo VIII di Francia per i frati Minimi di san Francesco di Paola, con pietra fatta arrivare da Narbona e chiostro finanziato da cardinali francesi. Accanto sorge Villa Medici, sede dell'Accademia di Francia.

Le azalee sulla scalinata di Trinità dei Monti quando ci sono?

In genere in primavera, fra aprile e maggio, per un periodo breve: centinaia di vasi fioriti vengono disposti lungo le rampe e poi ritirati. E lo spettacolo piu bello ma anche il piu affollato dell'anno.

Trinità dei Monti e una delle chiese francesi di Roma?

Si, e una delle cinque chiese cattoliche francofone della citta, insieme a San Luigi dei Francesi, San Nicola dei Lorenesi, Sant'Ivo dei Bretoni e i Santi Claudio e Andrea dei Borgognoni. La liturgia vi si celebra anche in francese.

Che rapporto c'e fra Trinità dei Monti e Villa Medici?

Villa Medici sorge a pochi passi dalla chiesa, sullo stesso tratto di colle, ed e sede dell'Accademia di Francia a Roma dal primo Ottocento. Insieme formano il polo francese del Pincio, frequentato da generazioni di artisti del Prix de Rome.

Chi era John Keats e cosa c'entra con Trinità dei Monti?

John Keats era un poeta romantico inglese: morì nel 1821 nella casa all'angolo della scalinata, ai piedi di Trinità dei Monti, oggi museo dedicato ai poeti romantici. Testimonia il ruolo della zona come cuore del Grand Tour.

Se posso lasciarti un'ultima indicazione da professionista: non trattare Trinità dei Monti come lo sfondo di una foto. Sali presto, entra in chiesa a guardare la Deposizione di Daniele da Volterra con calma, e se hai anche solo un briciolo di curiosita prenota il convento e vai a vedere le anamorfosi. E la differenza fra aver visto la scalinata e aver capito perche, da cinque secoli, questo angolo di Roma parla francese.

Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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RiassuntoTrinità dei Monti - Piazza della Trinità dei Monti, 3, 00187 Roma RM
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