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Saverio Ungheri. 100 anni di futuro al Mattatoio di Roma — dall’11 settembre all’11 ottobre 2026

Saverio Ungheri. 100 anni di futuro è la mostra che il Mattatoio di Roma, in piazza Orazio Giustiniani 4 a Testaccio, dedica allo scultore calabrese nel centenario della nascita, aperta dall'11 settembre all'11 ottobre 2026 nel Padiglione 9b. L'ingresso è libero, come indica il sito ufficiale del Mattatoio, e le sale espositive sono aperte dal martedì alla domenica dalle 11 alle 20. La mostra è curata da Andrea Romoli Barberini, nasce da un'idea di Ivana Della Portella ed è promossa dall'Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, dall'Azienda Speciale Palaexpo e dalla Fondazione Mattatoio di Roma, Città delle Arti. Per arrivare: metro B fino a Piramide; tram 3 fino a Marmorata/Galvani; autobus 719 fino a Galvani/Zabaglia; autobus 170 e 781 fino a Largo Marzi. Non ci sono biglietti da comprare: tutte le informazioni aggiornate sono sul sito ufficiale del Mattatoio.

La facciata dell'ex Mattatoio di Testaccio, sede del Mattatoio di Roma
La facciata dell'ex Mattatoio di Testaccio, sede del Mattatoio di Roma Foto: Foto: Claudio Raimondo, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Chi ha passeggiato per la salita del Grillo forse ricorda il nome di uno studio che sembrava uscito da un romanzo: il Polmone Pulsante, un antro pieno di sculture che si muovevano, si accendevano, emettevano suoni. Era il mondo di Saverio Ungheri. A cento anni dalla nascita il Mattatoio gli dedica una mostra cronologica che ricostruisce tutta la sua ricerca, dagli esordi all'Arte bionika. È un'occasione rara, e la considero la scoperta più interessante dell'autunno romano per chi ama le avanguardie del secondo Novecento. Qui trovi cosa vedrai, chi era Ungheri, com'è fatto il Mattatoio, come arrivare e come organizzare la visita.

Saverio Ungheri. 100 anni di futuro in breve

100 anni di futuro è la retrospettiva di Saverio Ungheri (1926-2013) esposta nel Padiglione 9b del Mattatoio fino all'11 ottobre 2026, a ingresso libero. La mostra è divisa in sezioni in successione cronologica e documenta le fasi della ricerca dell'artista, dagli inizi all'Arte bionika, con i progetti su commissione di arte sacra e l'attività di animatore culturale.

Le date

La mostra ha aperto l'11 settembre e chiude domenica 11 ottobre 2026. È più breve della mostra di Giuseppe Modica nel padiglione accanto, che resta aperta fino al 25 ottobre: chi vuole vedere entrambe deve venire entro l'11 ottobre.

Gli orari e il prezzo

Il Mattatoio indica per le mostre l'apertura dal martedì alla domenica, dalle 11 alle 20; il lunedì le sale sono chiuse. L'ingresso è libero, senza prenotazione obbligatoria segnalata sulla pagina della mostra.

Chi la firma

Il curatore è Andrea Romoli Barberini, autore anche del testo di presentazione pubblicato dal Mattatoio. L'idea è di Ivana Della Portella, la stessa che ha pensato la mostra su Modica. La realizzazione è dell'Azienda Speciale Palaexpo.

Cosa si vede in 100 anni di futuro

Il percorso di 100 anni di futuro segue la vita artistica di Ungheri in ordine cronologico: si parte dalla formazione e dai primi quadri, si passa all'Astralismo del 1959, si arriva alle sculture cinetiche e all'Arte bionika. Accanto, i progetti di arte sacra e la memoria degli studi di via Nomentana e della salita del Grillo.

Dalla tela allo spazio

Secondo il testo del curatore, il filone più personale di Ungheri comincia nel 1959 e segna il passaggio dalla bidimensionalità del quadro a una tridimensionalità scultorea. È il momento in cui la pittura esce dalla cornice e diventa oggetto, e la mostra permette di seguire questo passaggio sala dopo sala.

Gommapiuma, conchiglie, elmetti

Le opere più originali di Ungheri nascono dall'assemblaggio di oggetti quotidiani con parti sagomate in gommapiuma che imitano animali, creature fantastiche e organi anatomici, spesso inseriti dentro conchiglie, pissidi sacre, elmetti, e animati da piccoli motori elettrici. Il curatore parla di un'ironia vagamente macabra e inquietante: aspettati sculture che ti guardano e si muovono.

Il cinetismo caldo

Il testo ufficiale colloca queste macchine, con prudenza, nel grande contesto internazionale delle sperimentazioni cinetiche, ma sottolinea la distanza di Ungheri dall'Arte cinetica e programmata del suo tempo. Quella era fredda, progettuale, seriale, puntava a ridimensionare la figura dell'artista; quella di Ungheri è calda, vitale, e mira all'esaltazione dell'artista demiurgo. È la chiave di lettura della mostra.

Arte sacra e Polmone Pulsante

Una sezione documenta i lavori su commissione di arte sacra, e un'altra l'attività di animatore culturale condotta dagli anni Settanta negli studi di via Nomentana e poi della salita del Grillo, lo spazio che Ungheri chiamò Polmone Pulsante.

Chi era Saverio Ungheri

Saverio Ungheri è stato uno scultore italiano nato a Rizziconi, in provincia di Reggio Calabria, il 26 febbraio 1926, e morto a Roma il 14 maggio 2013. Si stabilì a Roma alla fine del 1947 e vi restò per tutta la vita.

La formazione

Dopo gli studi a Cittanova arrivò nella capitale, dove conseguì il diploma al liceo artistico e si iscrisse al corso di Scenografia di Sante Monachesi all'Accademia di Belle Arti. Wikipedia ricorda che a Roma lavorò anche come disegnatore tecnico e come insegnante d'arte in diverse scuole, coltivando nel frattempo la carriera di scultore.

Monachesi e la Roma del dopoguerra

Il rapporto di amicizia con Monachesi, maestro futurista, pesò molto. Il curatore aggiunge le suggestioni dello Spazialismo milanese e di alcune figure della scena romana come Giulio Turcato, Alberto Burri ed Ettore Colla. Da questa miscela nasce l'approccio sperimentale che caratterizza la parte più significativa del suo lavoro, dalla fine degli anni Cinquanta fino alla morte.

L'Astralismo

Il 14 settembre 1959, sull'onda della missione sovietica Luna 2, Ungheri fu tra i fondatori dell'Astralismo, con Sante Monachesi, David Grazioso e altri. Il movimento si espresse in tre manifesti. Wikipedia osserva che l'eterogeneità dei componenti ne limitò la portata storica, ma che il suo nucleo di idee preparò Agrà, il manifesto elaborato da Monachesi nel 1964.

Le macchine pulsanti

Nel clima del Neo-Dada Ungheri si dedicò a macchine plastiche che sfruttavano alcune soluzioni dell'arte cinetica e che lui stesso chiamava pulsanti. Le sculture si azionano da sole o a comando, emettono luci e suoni, suggeriscono una visione fluida della realtà, anche quando rappresentano oggetti apparentemente inanimati.

Il Polmone Pulsante

Lo studio-museo fu allestito nel 1976 in via Nomentana e poi trasferito nelle fondamenta di un palazzo settecentesco alla salita del Grillo, dove sono ancora visibili tracce di affreschi medievali della chiesa di San Salvatore delle Milizie, demolita nel Cinquecento. Lì, nel 1991, una retrospettiva ripercorse la nascita e gli sviluppi dell'Astralismo, poco dopo il trentennale.

Opere e riconoscimenti

Ungheri partecipò alla VIII Quadriennale di Roma del 1959-1960. Nel 1978 realizzò il portale in bronzo del Santuario di San Cataldo a Supino, nel Lazio: uno degli esempi della sua attività di arte sacra, che la mostra del Mattatoio documenta.

Saverio Ungheri e Roma

Saverio Ungheri arrivò a Roma alla fine del 1947 e vi rimase fino alla morte, il 14 maggio 2013: sessantacinque anni di vita e di lavoro nella capitale, che la mostra del Mattatoio restituisce alla città.

Gli anni della formazione romana

Quando Ungheri arriva, scrive il curatore, il dibattito artistico romano ruota intorno alla necessità di allinearsi all'avanguardia europea. Il giovane calabrese prende il diploma al liceo artistico e si iscrive a Scenografia all'Accademia di Belle Arti, nel corso di Sante Monachesi. Per mantenersi lavora come disegnatore tecnico e insegna arte nelle scuole: un percorso comune a molti artisti di quella generazione.

Via Nomentana e la salita del Grillo

Dagli anni Settanta Ungheri trasforma il proprio studio in un luogo aperto, prima in via Nomentana, poi alla salita del Grillo. Il Mattatoio parla di attività di animatore culturale: il Polmone Pulsante era insieme laboratorio, museo e punto d'incontro. La mostra dedica a questa stagione una sezione specifica, e per chi conosce Roma è la parte che fa più effetto.

La Quadriennale

Il riconoscimento istituzionale arriva presto: Ungheri partecipa alla VIII Quadriennale di Roma del 1959-1960, proprio negli anni della fondazione dell'Astralismo. È il segno che, nonostante il carattere eccentrico, il suo lavoro era riconosciuto dentro il sistema dell'arte romana.

Andrea Romoli Barberini e il taglio della mostra

Andrea Romoli Barberini è il curatore di 100 anni di futuro e firma il testo di presentazione. La sua lettura insiste su un punto: Ungheri va capito per differenza, non per somiglianza, rispetto ai movimenti del suo tempo.

Una lettura critica

Il testo parla di un cinetismo che si ritaglia un'area propria e senza coabitazioni, e di un'ambizione romanticamente delirante all'esaltazione dell'artista. È una definizione che non addolcisce il personaggio: Ungheri era un eccentrico, e la mostra lo racconta come tale.

Perché proprio ora

Il 2026 è l'anno del centenario della nascita. Il titolo, 100 anni di futuro, gioca proprio su questo: un artista nato nel 1926 che guardava allo spazio, ai motori, alla luce elettrica, e che oggi appare ancora proiettato in avanti.

Il Mattatoio, casa della mostra

Il Mattatoio di Testaccio è il complesso costruito fra il 1888 e il 1891 su progetto di Gioacchino Ersoch, su un'area di circa 25.000 metri quadrati ai piedi del Monte dei Cocci. Il pubblico entra da piazza Orazio Giustiniani 4.

Un macello per la capitale

Ersoch progettò il nuovo macello di Roma capitale su un'area lungo il Tevere destinata dal piano del 1872 a residenze operaie e produzione. L'ingegnere Filippo Laccetti ne studiò il sistema di smaltimento degli scarti verso il fiume. Padiglioni rettangolari in mattoni, tetti a doppia falda, archi ripetuti e ferro all'interno: un'architettura rigorosa e razionale.

La nuova vita

Chiuso nel 1975, il complesso è diventato negli anni sede di Architettura di Roma Tre, del MACRO Testaccio, della Città dell'altra economia e della Pelanda. Oggi la programmazione culturale è affidata all'Azienda Speciale Palaexpo e alla Fondazione Mattatoio di Roma, Città delle Arti. Il complesso è raccontato per intero nella proposta sull'Ex Mattatoio.

Il Padiglione 9b

I padiglioni 9a e 9b sono le sale espositive. Nel 9b le macchine di Ungheri si trovano in un edificio nato per il lavoro più meccanico e fisico che esista: un accostamento che l'artista, con il suo gusto per l'ironia macabra, avrebbe apprezzato.

Come arrivare al Mattatoio per la mostra di Ungheri

Il sito del Mattatoio indica metro B fino a Piramide, tram 3 fino a Marmorata/Galvani, autobus 719 fino a Galvani/Zabaglia, autobus 170 e 781 fino a Largo Marzi.

In metro

La linea B porta da Termini a Piramide. Si esce in piazzale Ostiense, accanto alla Piramide Cestia e a Porta San Paolo, e si entra a Testaccio a piedi.

In tram e in autobus

Il tram 3 lascia a Marmorata/Galvani, vicinissimo all'ingresso. Il 719 ferma a Galvani/Zabaglia, il 170 e il 781 a Largo Marzi. Per percorsi e orari aggiornati usa il calcolatore di ATAC.

In auto

A Testaccio il parcheggio su strada è difficile, soprattutto nel fine settimana. Meglio arrivare con i mezzi o lasciare l'auto più lontano e fare l'ultimo tratto a piedi.

Come visitare 100 anni di futuro

Per 100 anni di futuro calcola circa un'ora: la mostra è cronologica e conviene seguirla dall'inizio alla fine, senza saltare le sale dei primi anni.

Guardare e ascoltare

Le sculture di Ungheri sono fatte per muoversi, accendersi e fare rumore. Fermati davanti a ciascuna il tempo necessario per vederla in azione, se è previsto il funzionamento in sala. Le indicazioni del personale del Mattatoio ti diranno cosa è attivo e cosa no.

L'accoppiata con Modica

Nel Padiglione 9a c'è Giuseppe Modica. Il fuoco nel mare, anch'essa gratuita. Il consiglio è cominciare da Modica e finire con Ungheri: dalla pittura silenziosa alle macchine pulsanti, il contrasto funziona meglio in questo ordine.

Con i bambini

Questa è una delle poche mostre d'arte del Novecento che i bambini possono amare davvero. Oggetti strani, creature di gommapiuma, conchiglie e elmetti che si muovono: con un minimo di spiegazione prima di entrare, la visita diventa un gioco. Tieni presente però il tono volutamente inquietante di alcune opere.

Accessibilità

Per informazioni su accessi e servizi il riferimento è la pagina Visita del sito ufficiale del Mattatoio. Gli animali non sono ammessi nelle sale.

Una curiosità su Saverio Ungheri. 100 anni di futuro al Mattatoio di Roma — dall'11 settembre all'11 ottobre 2026

La curiosità più sorprendente riguarda il luogo in cui Ungheri ha lavorato per decenni. Il suo studio-museo, il Polmone Pulsante, dopo una prima sede in via Nomentana aperta nel 1976, fu trasferito nelle fondamenta di un palazzo settecentesco alla salita del Grillo. Lì dentro, fra motori elettrici, gommapiuma e luci, si vedono ancora tracce di affreschi medievali della chiesa di San Salvatore delle Milizie, demolita nel Cinquecento. Un artista che guardava allo spazio e al futuro lavorava dentro gli strati più antichi della città.

È un'immagine che riassume Roma meglio di tanti saggi: la stratificazione che non si interrompe mai, la modernità che si installa dentro il passato senza cancellarlo. La mostra del Mattatoio racconta anche questo capitolo, dedicando una sezione all'attività di animatore culturale che Ungheri svolse nei suoi studi. E l'altra curiosità è la data di nascita dell'Astralismo: 14 settembre 1959, sulla scia della sonda sovietica Luna 2. Pochi movimenti artistici possono vantare un atto di fondazione legato così direttamente a una missione spaziale.

Una cosa che non ti dice nessuno su Saverio Ungheri. 100 anni di futuro al Mattatoio di Roma — dall'11 settembre all'11 ottobre 2026

Quello che raramente si dice è che la storia dell'arte romana del secondo Novecento non è fatta solo dei grandi nomi. Accanto a Burri, Turcato, Colla, che il curatore cita come riferimenti, c'era una galassia di artisti eccentrici, sperimentali, a volte dimenticati, che hanno reso la scena romana diversa da quella milanese o torinese. Ungheri è uno di loro, e la sua mostra al Mattatoio è un'occasione per vedere un pezzo di quella galassia senza la mediazione dei manuali.

La seconda cosa che nessuno dice è che il cinetismo di Ungheri, per sua stessa scelta, andava contro corrente. Negli stessi anni in cui l'Arte cinetica e programmata cercava la serialità e voleva ridimensionare la figura dell'artista, Ungheri costruiva macchine uniche, ironiche, quasi mostruose, e rivendicava il ruolo dell'artista creatore. Il curatore lo dice chiaramente: un cinetismo caldo, profetico, a suo modo romantico. Guardare le sue opere sapendo questo cambia l'esperienza: non sono giocattoli meccanici, sono dichiarazioni di poetica. E una terza cosa: la mostra è gratuita e poco pubblicizzata rispetto ai grandi eventi dell'autunno. Chi ci arriva trova sale tranquille e un artista da scoprire.

Il consiglio che ti do per visitare Saverio Ungheri. 100 anni di futuro al Mattatoio di Roma — dall'11 settembre all'11 ottobre 2026

Il consiglio è di non rimandare. La mostra chiude l'11 ottobre, prima di quella di Modica, e l'ultima settimana di un'esposizione gratuita è sempre più affollata. Scegli un pomeriggio feriale, entra prima nel Padiglione 9a per Modica, poi passa al 9b e segui Ungheri in ordine cronologico, dalla prima sala all'ultima. Non saltare le opere degli esordi: capire da dove parte rende molto più forte l'impatto delle macchine pulsanti.

Prima di andare, leggi due righe sull'Astralismo e su Sante Monachesi: il contesto aiuta. Dopo la visita, se hai tempo, fai una deviazione ideale. Il Polmone Pulsante era alla salita del Grillo. Un altro giorno, una passeggiata da quelle parti permette di immaginare il mondo in cui Ungheri ha lavorato, fra le pietre antiche e le luci dei suoi motori. E se porti bambini, avvisali: alcune creature di gommapiuma sono fatte apposta per inquietare.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che il Futurismo fu un movimento italiano ossessionato dalla velocità, dalle macchine e dal futuro. Si cita meno spesso che la sua eredità attraversò il dopoguerra in modi inattesi, anche attraverso le aule delle accademie. Sante Monachesi, maestro futurista, insegnava Scenografia all'Accademia di Belle Arti di Roma, e fra i suoi allievi c'era Saverio Ungheri. Da quel rapporto, secondo il curatore della mostra, nacque l'amicizia che portò entrambi a firmare nel 1959 il manifesto dell'Astralismo, e poi Monachesi a elaborare Agrà nel 1964.

Il filo che lega il Futurismo storico alle sculture cinetiche degli anni Sessanta passa quindi anche da Roma, da un'aula di scenografia e da uno studio di via Nomentana. Il titolo della mostra, 100 anni di futuro, contiene anche questo richiamo: il futuro come parola chiave di un'avanguardia italiana che non si è esaurita con la fine del movimento storico. Wikipedia osserva che l'Astralismo non riuscì a dare al gruppo una dimensione storica rilevante, ma è proprio questo il bello di una mostra come questa: permette di guardare un capitolo minore con attenzione, e scoprire che non era così minore.

Testaccio intorno alla mostra

Il Mattatoio è sul lato di Testaccio verso il Tevere, in un rione di isolati popolari nato a fine Ottocento fra il fiume, l'Aventino e le Mura Aureliane.

Il Monte dei Cocci

La collina di anfore antiche è a pochi passi dall'ingresso, circondata da locali ricavati alla sua base. Uscire dalla mostra e girarle intorno è un salto di duemila anni in pochi minuti.

Il Cimitero acattolico

Oltre via Marmorata, lungo le Mura, c'è il Cimitero acattolico di Roma, accanto alla Piramide. Gli orari sono sul sito del cimitero.

Il mercato

Il Nuovo Mercato Testaccio è il cuore alimentare del rione, più vivace di mattina. Per il resto del quartiere c'è la guida cosa vedere a Testaccio.

L'Aventino

Il Giardino degli Aranci è a una breve salita dal quartiere, con la terrazza sulla città: la fine ideale di un pomeriggio a Testaccio.

Dove mangiare prima o dopo la visita

La cucina di Testaccio è figlia del Mattatoio: il quinto quarto, le parti dell'animale che restavano ai lavoratori del macello, è diventato l'identità gastronomica del quartiere.

Trattorie

Coda alla vaccinara, trippa, rigatoni con la pajata sono i piatti simbolo; carbonara, gricia e cacio e pepe sono l'alternativa per chi non ama le frattaglie. Nel fine settimana conviene prenotare.

Pizza e cucina di strada

Pizzerie al taglio, forni e supplì sono ovunque nel rione. Con i bambini, una pizza dopo la mostra è la chiusura più semplice.

La foto giusta da fare a Saverio Ungheri. 100 anni di futuro al Mattatoio di Roma — dall'11 settembre all'11 ottobre 2026

Con le sculture di Ungheri la foto giusta non è ferma: è un breve video. Queste opere sono state pensate per muoversi, accendersi, emettere suoni, e una foto le congela in uno stato che non è il loro. Se in sala è consentito riprendere, cattura qualche secondo di movimento di una scultura attiva, in un'inquadratura stretta che escluda il pubblico. Controlla sempre prima le indicazioni del personale e i cartelli sull'uso delle immagini.

Se preferisci la fotografia classica, cerca i dettagli: una creatura di gommapiuma dentro una conchiglia, un elmetto trasformato in teca, una pisside che contiene qualcosa di inatteso. È nei dettagli che si vede l'ironia di Ungheri. L'immagine ufficiale della mostra, Finestra astrale rossa fotografata da Laura Camia, mostra bene quanto il colore e la luce siano centrali nel suo lavoro. Fuori, la foto da portare a casa è quella dei padiglioni di Ersoch al tramonto, con i mattoni che si scaldano di luce arancione: una macchina industriale dell'Ottocento che contiene, per un mese, le macchine poetiche di un artista del Novecento.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il Mattatoio nasce fra il 1888 e il 1891, su progetto di Gioacchino Ersoch, come nuovo macello della Roma capitale, in un'area che il piano del 1872 destinava a residenze operaie e attività produttive. Per quasi novant'anni è il cuore economico di Testaccio: intorno ai padiglioni si costruisce il rione, si aprono le osterie, prende forma la cucina del quinto quarto, e il vicino Campo Boario ospita il commercio del bestiame.

Il 1975 segna la fine della macellazione, trasferita nel nuovo impianto di viale Palmiro Togliatti. Negli anni successivi i padiglioni vuoti ospitano usi spontanei: il centro sociale Villaggio Globale, le feste, la nascita della serata Muccassassina del Circolo Mario Mieli e, dal 2002, le prime tre edizioni del Gay Village nell'ambito dell'Estate romana. Nel frattempo parte la riconversione: nel 2000 la Facoltà di Architettura di Roma Tre prende possesso di alcuni padiglioni, nel 2002 nasce il MACRO Future, poi Macro Testaccio, il 29 settembre 2007 apre la Città dell'altra economia, il 18 febbraio 2010 viene inaugurata la Pelanda. Nel 2013, anno della morte di Ungheri, Architettura completa il trasferimento nei padiglioni. Dal 2018 la programmazione culturale è dell'Azienda Speciale Palaexpo. Il centenario di Ungheri, celebrato qui nel 2026, aggiunge una pagina romana alla storia di un luogo romano per eccellenza.

Chi è passato da Saverio Ungheri. 100 anni di futuro al Mattatoio di Roma — dall'11 settembre all'11 ottobre 2026

Nel Mattatoio sono passati, per quasi un secolo, macellai, vaccari, carrettieri, commercianti di bestiame, e le famiglie operaie che abitavano le case di Testaccio. Dopo la chiusura sono arrivati gli occupanti del Villaggio Globale e il pubblico delle notti di Muccassassina e del Gay Village; poi gli studenti di Architettura di Roma Tre, gli artisti e i visitatori del MACRO Testaccio e della Pelanda, i danzatori e i registi del Romaeuropa Festival.

In questo autunno passa dal Mattatoio l'opera di Saverio Ungheri, e con lei i nomi che hanno accompagnato la sua vita: Sante Monachesi, suo maestro all'Accademia e compagno di manifesto; David Grazioso e gli altri firmatari dell'Astralismo; le figure della scena romana che il curatore evoca come riferimenti, Giulio Turcato, Alberto Burri, Ettore Colla. Passano anche il curatore Andrea Romoli Barberini e Ivana Della Portella, ideatrice della mostra. Nel padiglione accanto, negli stessi giorni, c'è Giuseppe Modica, pittore siciliano che insegna a Roma dal 2004. Due artisti del Sud arrivati nella capitale in epoche diverse, esposti fianco a fianco nello stesso vecchio macello: è una delle coincidenze più felici del calendario romano di quest'anno.

Il Mattatoio a inizio autunno

Fra metà settembre e metà ottobre il Mattatoio è uno dei luoghi più vivi di Roma: oltre alle mostre, ospita gli spettacoli del Romaeuropa Festival 2026.

Mostra e spettacolo

Chi vuole unire la visita a uno spettacolo trova il programma del festival sul suo sito ufficiale. Una visita alle 18 e uno spettacolo la sera sono una combinazione ottima, purché tu tenga conto che le mostre chiudono alle 20.

Il clima

Settembre e inizio ottobre a Roma hanno giornate ancora lunghe e miti, ideali per combinare le sale del Mattatoio con una passeggiata sull'Aventino o lungo il Tevere.

Domande frequenti su 100 anni di futuro di Saverio Ungheri

Fino a quando è aperta la mostra di Saverio Ungheri al Mattatoio?

Saverio Ungheri. 100 anni di futuro è aperta al Mattatoio di Roma fino all'11 ottobre 2026, nel Padiglione 9b; ha aperto l'11 settembre. Il Mattatoio indica per le mostre l'apertura dal martedì alla domenica dalle 11 alle 20, con il lunedì di chiusura.

Quanto costa la mostra 100 anni di futuro?

La mostra 100 anni di futuro è a ingresso libero, come riporta la pagina ufficiale del Mattatoio. Anche la mostra di Giuseppe Modica nel Padiglione 9a, aperta fino al 25 ottobre 2026, è gratuita: si possono vedere entrambe nella stessa visita.

Chi era Saverio Ungheri?

Saverio Ungheri era uno scultore nato a Rizziconi, in Calabria, nel 1926 e morto a Roma nel 2013. Allievo di Sante Monachesi all'Accademia di Belle Arti, nel 1959 fu tra i fondatori dell'Astralismo e creò sculture cinetiche che si muovono ed emettono luci e suoni.

Cos'è il Polmone Pulsante?

Il Polmone Pulsante era lo studio-museo di Saverio Ungheri, aperto nel 1976 in via Nomentana e poi trasferito alla salita del Grillo, nelle fondamenta di un palazzo settecentesco. Ospitava le sue sculture animate e un'attività di animazione culturale che la mostra del Mattatoio documenta.

Cos'è l'Astralismo?

L'Astralismo è il movimento artistico fondato il 14 settembre 1959 da Saverio Ungheri, Sante Monachesi, David Grazioso e altri, ispirato dal successo della missione sovietica Luna 2. Si espresse in tre manifesti e anticipò il manifesto Agrà, scritto da Monachesi nel 1964.

La mostra di Ungheri è adatta ai bambini?

La mostra di Ungheri al Mattatoio può piacere molto ai bambini, perché le sculture di gommapiuma, conchiglie ed elmetti si muovono ed emettono luci e suoni. Alcune opere hanno però un tono volutamente inquietante, quindi conviene spiegare prima ai più piccoli cosa vedranno.

Come si arriva al Mattatoio?

Il Mattatoio, in piazza Orazio Giustiniani 4 a Testaccio, si raggiunge con la metro B fino a Piramide, con il tram 3 fino a Marmorata/Galvani, con l'autobus 719 fino a Galvani/Zabaglia e con il 170 e il 781 fino a Largo Marzi. In auto il parcheggio è difficile.

Il consiglio finale su Saverio Ungheri

Conviene andare entro l'11 ottobre, in un pomeriggio feriale, e vedere Ungheri subito dopo Modica. È una mostra piccola nelle dimensioni del nome, grande nella sorpresa: pochi artisti romani del secondo Novecento hanno inventato un mondo così personale. Per un tour privato o aziendale su misura dedicato alla Roma degli artisti, dalla salita del Grillo a Testaccio, ci si può rivolgere a Tour Leader Pro, che organizza esperienze private, aziendali e V.I.P.

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Contact Information

Data Evento11 Settembre 2026 — 11 Ottobre 2026
IndirizzoMattatoio, Piazza Orazio Giustiniani 4, 00153 Roma Testaccio, Roma, Roma Città
CategorieEventiMostre

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