Sacrestanze al Fanfulla 5/a — 14 ottobre 2026
Sacrestanze suona mercoledì 14 ottobre 2026 alle 22:00 al Fanfulla 5/a, il circolo Arci di via Fanfulla da Lodi 5/a, al Pigneto (00176 Roma). È il progetto a formazione variabile nato dall'album Sacre Stanze del chitarrista e compositore milanese Maurizio Abate, pubblicato da Delete Recordings nel maggio 2026: questa sera in duo, con Abate alle chitarre e Alberto Danzi al piano elettrico. Si arriva con la metro C, fermata Pigneto, a pochi minuti a piedi, oppure con i tram di via Prenestina e la ferrovia Termini Centocelle, fermata Ponte Casilino. L'ingresso è riservato ai soci con tessera Arci: dal 1° ottobre 2026 serve la tessera della stagione 2026/2027, che si richiede con la preadesione sull'app ufficiale dell'Arci e si ritira alla porta. L'importo della sottoscrizione non è pubblicato; le condizioni sono sul sito ufficiale del circolo, fanfulla5a.it.
Sacrestanze al Fanfulla: data, ora, ingresso
Sacrestanze è atteso al Fanfulla 5/a mercoledì 14 ottobre 2026 alle 22:00, in una formazione a due: Maurizio Abate alle chitarre e Alberto Danzi al piano elettrico. È una sola data romana, in un circolo di quartiere.
Quando
Mercoledì 14 ottobre 2026 alle 22:00: è l'orario indicato dal portale turistico di Roma Capitale e dal calendario di Zero, e coincide con quello in cui il circolo apre le serate di concerto.
Dove
Al Fanfulla 5/a, in via Fanfulla da Lodi 5/a, al Pigneto, a due passi dall'isola pedonale. La nostra scheda del luogo è Fanfulla 5/a.
Quanto costa
L'ingresso è per i soci Arci, con la formula della sottoscrizione più tessera. Il circolo non pubblica l'importo della sottoscrizione per la serata. Chi deve ancora fare la tessera della nuova stagione conviene che la chieda da casa con la preadesione, per non perdere tempo alla porta.
Chi c'è sul palco
La scheda della serata parla di un progetto a formazione variabile: il nucleo è Maurizio Abate, e attorno a lui cambiano i musicisti. Al Fanfulla la formazione è ridotta all'essenziale, chitarre e piano elettrico. Per un disco nato corale, è una prova interessante: che cosa resta di un lavoro con dieci musicisti quando sul palco se ne trovano due.
Sacre Stanze, il disco da cui nasce Sacrestanze
Sacre Stanze è l'album di Maurizio Abate uscito il 18 maggio 2026 per l'etichetta torinese Delete Recordings, otto brani fra ambient, folk e musica elettroacustica, frutto di un lavoro cominciato nel 2019. Il nome del progetto dal vivo, Sacrestanze, fonde le due parole del titolo.
Gli otto brani
La scaletta del disco è questa: La via del poeta, Interludio, Sonata carminia, Nuvolario, Locus Numine, Requiem per i maestri uccisi, Occhi chiusi per vedere, Tutto è uno. Si apre con un brano di oltre dieci minuti e si chiude con uno di poco più di quattro: un arco che va dalla lunga immersione alla sintesi.
Un lavoro corale
Abate suona chitarre, ebow, voce, campane tubolari, elettronica e pianoforte. Accanto a lui, nel disco, ci sono Marco Giudici al basso, al pianoforte, alla chitarra elettrica e ai sintetizzatori; Lucia Gasti al violino; Agnese Banti e Francesca Saracino alle voci; Francesca Stella Riva al trombone; Valeria Sturba al theremin; Adriano Sangineto all'arpa celtica; Alberto Boccardi all'Octatrack. Registrazione, arrangiamenti e premix sono di Marco Giudici, missaggio e mastering di Matt Bordin all'Outside Inside Studio, grafica di Luigi Pugliano.
L'edizione
Il disco è uscito in digitale e in CD, in un'edizione limitata di cento copie in digipack: il nono titolo del catalogo Delete Recordings, etichetta indipendente nata a Torino nel 2017. È il tipo di oggetto che si trova al banchetto dopo un concerto, e che dopo qualche anno non si trova più.
Che cosa si sente
Nella recensione di OndaRock, che gli ha dato 8, Peppe Trotta descrive la chitarra pizzicata che accoglie un substrato elettroacustico, la ricerca timbrica, le astrazioni vocali, il dialogo con il trombone, in un flusso fra primitivismo ed esplorazione ambient. Il suo consiglio, in breve, è ascoltarlo in silenzio e con piena concentrazione. Anche Sodapop, So What e Radioaktiv lo hanno recensito con favore.
Che cosa ascoltare il 14 ottobre
Al Fanfulla Sacrestanze si presenta in duo, chitarre e piano elettrico: una versione ridotta del disco, che lascia al centro il suono delle corde di Maurizio Abate. La scaletta della serata non è pubblicata.
Chitarre e piano elettrico
La chitarra è lo strumento con cui Abate ha costruito la sua strada, e la critica ne sottolinea la cura per il timbro e per la risonanza delle corde. Il piano elettrico di Alberto Danzi aggiunge un secondo strato: note tenute, armonie che si allargano, un calore che il pianoforte acustico non avrebbe. È una combinazione che promette una serata raccolta.
Il disco come punto di partenza
La scheda della serata dice che il progetto è nato dall'album omonimo, e non che ne sia l'esecuzione integrale. Chi arriva sperando di riascoltare La via del poeta con trombone e voci femminili sarà sorpreso: in duo i brani cambiano pelle. Chi conosce la musica improvvisata sa che è proprio lì il senso di un progetto a formazione variabile.
L'ascolto
Un circolo il mercoledì sera non è un auditorium. Il consiglio è di mettersi vicino al palco, lontano dal bancone, e di chiedere a chi è accanto un po' di silenzio. La musica di Abate lo esige, e il pubblico del Fanfulla, abituato a serate di ricerca, di solito lo concede.
Chi è Maurizio Abate: la biografia
Maurizio Abate è un chitarrista e compositore milanese attivo da oltre un decennio nella scena sperimentale italiana, fra folk psichedelico, drone e ambient, e Sacre Stanze è il suo lavoro più corale. OndaRock lo ha definito uno degli agitatori silenziosi dell'underground italiano.
Un musicista che si racconta poco
OndaRock apre la recensione di Sacre Stanze citando ciò che Antonio Ciarletta aveva scritto undici anni prima, all'uscita di Loneliness, Desire and Revenge: che parlare di Abate è difficile, perché la sua musica basta a sé stessa. Per un redattore è un avvertimento, per un ascoltatore un invito: la biografia di Abate sono i suoi dischi.
I dischi precedenti
Fra i lavori recensiti da OndaRock ci sono Loneliness, Desire and Revenge, descritto come un mondo crepuscolare in otto nuove poesie; The Maadi Sessions, presentato come un lungo viaggio lisergico in Egitto; e A Way To Nowhere, salutato come il ritorno di uno degli agitatori silenziosi dell'underground italiano. Sono titoli che raccontano un percorso fatto di viaggi, di solitudine, con la chitarra sempre al centro.
La gestazione di Sacre Stanze
Sacre Stanze nasce da un insieme di brani pensati per essere completati dall'arrangiamento di Marco Giudici, in un processo cominciato nel 2019 e concluso nel 2026. È il disco in cui Abate apre di più il proprio mondo ad altri musicisti: dieci persone fra strumenti ed elettronica, ciascuna con uno spazio preciso.
Le collaborazioni del disco
Fra i musicisti coinvolti OndaRock segnala Francesca Stella Riva, attiva anche con il progetto Satan Is My Brother, Valeria Sturba, al theremin in Interludio, e Alberto Boccardi, con cui Abate spinge Occhi chiusi per vedere verso la sperimentazione pura. È una piccola mappa della musica di ricerca italiana di questi anni.
Delete Recordings, l'etichetta torinese
Delete Recordings è un'etichetta indipendente nata a Torino nel 2017, e Sacre Stanze è la sua nona uscita, con il numero di catalogo DLT09. Il suo catalogo digitale conta undici titoli.
Un catalogo piccolo e coerente
Fra le uscite recenti dell'etichetta ci sono Hidden Eyes In A Ghost Jungle, del giugno 2025, e It's always darkest before the dawn, del gennaio 2023; nel catalogo compaiono anche Titan Arum, Stelle dell'Orsa, Golden Dolphin Music for Turin vol.1 e Quattro Dialoghi Fuori Campo. I tag che accompagnano Sacre Stanze sono ambient folk, chitarra acustica, drone, elettronica.
Perché conta
Le etichette di questo tipo reggono una parte essenziale della musica sperimentale italiana: tirature piccole, attenzione all'oggetto, un'identità chiara. Chi va al Fanfulla il 14 ottobre sostiene, con la sottoscrizione, anche questa filiera.
Una curiosità su Sacrestanze al Fanfulla 5/a — 14 ottobre 2026
Il nome Sacrestanze, con cui Maurizio Abate porta dal vivo il suo disco al Fanfulla 5/a, fonde in una parola sola le due del titolo dell'album, Sacre Stanze, e suona come un gioco su sacrestia. Nella scheda del portale turistico di Roma Capitale compare così, tutto attaccato e in maiuscolo.
La curiosità non è solo linguistica. Le stanze sacre del titolo, stando a come la critica ha letto il disco, sono luoghi d'ascolto: OndaRock chiude la recensione descrivendo Sacre Stanze come un luogo che esige silenzio e piena concentrazione, Radioaktiv lo definisce un rituale di resistenza alla frenesia moderna. Il nome del progetto dal vivo sembra prendere quell'idea alla lettera: la stanza sacra è quella in cui si suona, qualunque essa sia.
E qui il contrasto si fa interessante. La stanza del 14 ottobre è la sala di un circolo Arci del Pigneto, con il bancone, il pubblico in piedi e la via piena di gente fino a tardi. Portare una musica che chiede silenzio in un posto nato per la socialità è una sfida, e una scommessa sul pubblico. Chi c'è decide se quella sala, per un'ora, diventa davvero una stanza sacra. Il bello dei circoli è che spesso ci riescono.
Il Fanfulla 5/a, il circolo che ospita Sacrestanze
Il Fanfulla 5/a è un circolo Arci del Pigneto, al civico 5/a di via Fanfulla da Lodi, con una programmazione serale di concerti, dj set e cinema che comincia alle 22 ed è riservata ai soci.
Si entra da soci
Un circolo Arci è un'associazione di promozione sociale: chi entra non compra un biglietto, ma è socio con una tessera nazionale annuale. Senza tessera non si entra, e la tessera è personale. È il sistema che da decenni regge una parte grande della musica indipendente dal vivo in Italia.
La preadesione
Il circolo consiglia la strada più rapida: scaricare l'app ufficiale dell'Arci, compilare la preadesione e ritirare la tessera all'ingresso. Il 14 ottobre cade nelle prime settimane della nuova stagione di tesseramento: chi ha la tessera della stagione precedente deve rifarla.
La sala
Il Fanfulla è uno spazio di dimensioni contenute: palco basso, bancone, pubblico in piedi, nessun posto assegnato. Per un duo di chitarre e piano elettrico la vicinanza è un vantaggio: il suono arriva senza filtri.
Kinema e il resto della settimana
Oltre ai concerti il circolo propone il ciclo di proiezioni Kinema Fanfulla, serate elettroniche e incontri, con un calendario aggiornato settimana per settimana sul sito ufficiale.
Da Fanfulla 101 al civico 5: una storia di quartiere
La storia del Fanfulla comincia nel settembre 2006 in un capannone al civico 101 di via Fanfulla da Lodi e passa nel 2011 al civico 5, con il nome di Forte Fanfulla. La ricostruzione più completa è un articolo di Paola Micalizzi uscito su minima&moralia nel giugno 2014.
Cinque amici e un biliardino
Nel racconto di minima&moralia i fondatori sono cinque amici che arredano il primo locale con divani raccolti per strada e con sedie e tavolini arrivati dal vicino Bar Necci. Il circolo apre la notte di capodanno del 2007, con al centro della sala un biliardino e una sola regola: chi perde esce.
Tredicimila tessere
Il Pigneto di allora, scrive Micalizzi, era un quartiere buio, con pochissimi posti dove uscire la sera. Nel primo anno il circolo fa tredicimila tessere. Dal 2009 la legge impone la chiusura alle due; la folla sul marciapiede e le proteste dei vicini portano allo sfratto.
Il Forte Fanfulla
Nel 2011 il circolo si trasferisce al civico 5 della stessa via, in uno spazio più grande, con un affitto cinque volte superiore e una cucina ampia. A fine giugno 2014, con la festa Fatti Forte Fanfulla, quella fase si chiude. Il circolo di oggi porta ancora il numero civico nel nome.
Una cosa che non ti dice nessuno su Sacrestanze al Fanfulla 5/a — 14 ottobre 2026
Per il concerto di Sacrestanze al Fanfulla non serve un biglietto, serve la tessera Arci 2026/2027: quella della stagione scorsa, dal 1° ottobre, non vale più. È l'inciampo più frequente delle serate d'autunno.
Chi va ai concerti nei circoli lo sa, chi arriva da fuori spesso no. L'anno sociale dell'Arci cambia a ottobre, e la tessera fatta in primavera per un concerto all'aperto non apre la porta di un circolo a metà ottobre. Rifarla alla porta si può, ma richiede tempo, e in una serata di coda il concerto comincia senza di voi. La preadesione dall'app ufficiale, fatta il giorno prima dal divano, riduce tutto a un ritiro.
La seconda cosa che nessuno dice riguarda l'orario. Le 22 sono l'apertura, e nei circoli la musica non sempre parte al minuto. È una buona notizia per chi cena tardi e una cattiva per chi deve prendere l'ultima metro: calcolate il ritorno prima di uscire.
Terza: una musica come quella di Abate si ascolta meglio a metà settimana. Il mercoledì il Pigneto è meno affollato del sabato, il circolo è meno rumoroso, e il pubblico che sceglie un concerto di chitarra ambient alle 22 di un giorno feriale è, per definizione, un pubblico che vuole ascoltare.
Il Pigneto, il quartiere di Sacrestanze per una sera
Il Pigneto è un quartiere del Municipio V racchiuso fra via Prenestina, via Casilina e via di Acqua Bullicante, in un triangolo che parte da Porta Maggiore, ed è una delle zone più vive della sera romana.
Un nome dai pini
Il toponimo è attestato già nel Seicento, quando qui c'erano orti, vigne e ville di campagna, e viene da una fila di pini piantata lungo il muraglione della villa Serventi. Le prime case arrivano dopo il 1870.
Vie di condottieri
Le strade del quartiere seguono temi precisi, fra cui i capitani di ventura del Tre e del Quattrocento. Fanfulla da Lodi, cui è intitolata la via del circolo, è uno di questi uomini d'arme: toponomastica bellicosa per una zona che oggi si occupa soprattutto di musica.
La via del circolo
In pochi metri di via Fanfulla da Lodi si incontrano altri indirizzi della sera: Varco al civico 1, Rifugio Urbano Fanfulla al 22, e poco più in là, in via Ettore Giovenale, Zazie nel metrò. È una delle strade con la più alta densità di cultura indipendente della città.
Come arrivare al Fanfulla 5/a per Sacrestanze
Il Fanfulla 5/a si raggiunge con la metro C, fermata Pigneto: dalla stazione si cammina qualche minuto fino a via Fanfulla da Lodi.
Metro C
Le fermate utili della linea C sono Pigneto e, poco più a est, Malatesta. La C incrocia la linea A a San Giovanni: da Termini la soluzione più semplice è la metro A fino a San Giovanni e il cambio.
Tram e ferrovia Termini Centocelle
Su via Prenestina corrono le linee tranviarie che collegano il quartiere a Porta Maggiore e a Termini. Sulla Casilina la ferrovia Termini Centocelle ferma a Ponte Casilino, a breve distanza dal circolo.
In auto
Parcheggiare al Pigneto la sera è un esercizio di pazienza: strade strette, isola pedonale, residenti che rientrano. Il consiglio è netto: mezzi pubblici, bicicletta o taxi.
Il rientro
Un concerto che comincia alle 22 finisce tardi. Prima di uscire controllate sul calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti le ultime corse della metro C e le linee notturne. Conviene decidere il rientro prima di entrare.
Il consiglio che ti do per visitare Sacrestanze al Fanfulla 5/a — 14 ottobre 2026
Per Sacrestanze al Fanfulla conviene ascoltare Sacre Stanze prima di uscire di casa, fare la preadesione alla tessera Arci il giorno prima e mettersi davanti al palco. Tre gesti semplici che cambiano la serata.
Il primo è il più importante. Il disco è disponibile in ascolto sulla pagina dell'etichetta: ascoltare La via del poeta, il brano d'apertura di dieci minuti, dà la chiave di tutto. Poi al circolo sentirete che cosa diventa quella musica senza trombone, senza voci, senza arpa, con due soli strumenti. È il modo migliore per capire un musicista: confrontare la versione pensata con quella suonata.
Il secondo è pratico. La tessera si ritira alla porta, ma la preadesione dall'app fa risparmiare la coda. Il mercoledì la coda è corta, ma non è mai zero.
Il terzo è acustico. In un circolo con il bancone in fondo, il chiacchiericcio si concentra lì. Una musica fatta di arpeggi e risonanze va ascoltata dove il suono arriva pulito, cioè davanti. E se qualcuno parla durante un brano lento, un sorriso e un dito sulle labbra funzionano quasi sempre.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Il Pigneto, dove si trova il Fanfulla 5/a che ospita Sacrestanze, è stato un set del cinema italiano del dopoguerra: Anna Magnani vi girò scene di Roma città aperta e Pier Paolo Pasolini vi ambientò Accattone. Tutti lo sanno; pochi ricordano che il circolo di via Fanfulla da Lodi ha avuto un ruolo nella rinascita serale del quartiere.
Il racconto di minima&moralia è chiaro su questo punto. Quando Fanfulla 101 apre, a capodanno 2007, il Pigneto è un quartiere buio, con pochissimi posti dove uscire la sera. Il circolo fa tredicimila tessere in un anno, in una zona dove quasi nessuno sapeva che cosa fosse l'Arci. Negli anni successivi arrivano circoli, bistrot, atelier, cineclub e sale prove, e nel 2015 la pedonalizzazione di via del Pigneto completa la trasformazione.
Non è merito di un solo locale, naturalmente. Ma la storia del Fanfulla dimostra una cosa che si vede spesso: i quartieri cambiano a partire da pochi indirizzi, e quasi sempre sono indirizzi di musica. Andare a un concerto di chitarra sperimentale al Fanfulla un mercoledì d'ottobre significa entrare in una delle stanze in cui quella trasformazione è cominciata.
Dove mangiare al Pigneto prima del concerto
Il Pigneto è fra i quartieri romani con la maggiore densità di locali dove mangiare e bere, e via Fanfulla da Lodi è a due passi dall'isola pedonale di via del Pigneto.
L'isola pedonale
Lungo via del Pigneto e nelle traverse si trovano trattorie romane, pizzerie, osterie, bistrot e cucine di molti paesi, riflesso della composizione multietnica del quartiere. Il mercoledì si trova posto senza fatica, ma alcuni locali hanno la chiusura infrasettimanale.
Il Forno Necci
Sulla stessa via del circolo c'è il Forno Necci. Il nome Necci torna nella storia del Fanfulla: nel 2006 le prime sedie e i primi tavolini del circolo arrivarono proprio dal bar vicino.
Il consiglio pratico
Con un concerto alle 22 si cena con calma alle 20, senza fretta. Chi vuole restare leggero mangia un trancio di pizza in piedi e passeggia: al Pigneto funzionano tutte e due le soluzioni.
La foto giusta da fare a Sacrestanze al Fanfulla 5/a — 14 ottobre 2026
La foto giusta di Sacrestanze al Fanfulla è quella delle mani sulle corde, scattata da vicino e senza flash, in un momento di pausa fra un brano e l'altro. In una musica di arpeggi e risonanze, le mani sono il racconto.
Il Fanfulla è piccolo, il palco è basso, e chi sta davanti ha l'inquadratura a un paio di metri. Evitate il flash, che in una serata raccolta disturba chi suona e chi ascolta, e scegliete il momento: l'inizio di un brano, quando la chitarra è sola, o la fine, quando il piano elettrico resta sospeso. Un paio di scatti bastano; poi il telefono torna in tasca.
La seconda foto si fa fuori, all'uscita, con via Fanfulla da Lodi ancora animata e le insegne dei circoli vicini accese. È l'immagine del Pigneto notturno che ogni romano riconosce.
La terza, se volete, è quella del disco. La copertina di Sacre Stanze, disegnata da Luigi Pugliano, è l'immagine ufficiale del progetto: se al banchetto c'è una delle cento copie in CD, fotografarla in mano, con la sala alle spalle, è il ricordo giusto di una serata che difficilmente si ripeterà identica.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Pigneto è quella di una campagna fuori Porta Maggiore diventata quartiere operaio e poi distretto della sera romana. Fino all'Ottocento l'area era fatta di vigne e orti.
Dopo il 1870, con Roma capitale, nascono i primi insediamenti. Fra il 1886 e il 1891 la Società Romana Tramways Omnibus costruisce in piazza Caballini il primo deposito per omnibus e tram a cavallo fuori dalle Mura Aureliane, che nel 1904 diventa deposito tranviario con l'elettrificazione. Il Novecento porta le fabbriche: il pastificio Pantanella sulla Casilina, lo stabilimento farmaceutico Serono inaugurato nel 1909, la fabbrica di viscosa sulla Prenestina, attiva dal 1923 al 1954. Durante la seconda guerra mondiale il Pigneto, quartiere popolare, è attivo nell'antifascismo e subisce i bombardamenti alleati del 1943 e del 1944. Nel dopoguerra diventa un set cinematografico.
Per via Fanfulla da Lodi le date sono recenti: settembre 2006, l'affitto del capannone al civico 101; capodanno 2007, l'apertura di Fanfulla 101; 2011, il trasloco al civico 5 e la nascita del Forte Fanfulla; giugno 2014, la festa di chiusura di quella stagione. Nel 2015 la pedonalizzazione di via del Pigneto. E il 18 maggio 2026, lontano da qui, a Torino, esce Sacre Stanze, il disco che il 14 ottobre arriva in questa via.
Chi è passato da Sacrestanze al Fanfulla 5/a — 14 ottobre 2026
Dai locali del Fanfulla sono passati nomi che nessuno si aspetterebbe in un circolo di quartiere: il racconto di minima&moralia ricorda Alva Noto, che una sera chiese di fare un dj set, Erlend Øye dei Kings of Convenience e il pianista Thollem McDonas.
Negli anni del Forte Fanfulla, al civico 5, sono passati anche Susanna Camusso e Stefano Rodotà, ospiti di incontri pubblici, e festival come LPM, la prima edizione di Mal di Libri, la Giornata Internazionale dell'Animazione e Teatri di Vetro. Il nome di Alva Noto in questa lista ha un sapore particolare per chi va ad ascoltare Abate: la musica di ricerca è di casa da tempo, in questa strada.
Nelle vie del Pigneto è passata una parte importante del cinema italiano: Anna Magnani per Roma città aperta, Pier Paolo Pasolini con Franco Citti per Accattone, Alberto Sordi più volte.
Il 14 ottobre passano Maurizio Abate e Alberto Danzi. E idealmente, attraverso il disco, arrivano anche gli altri musicisti di Sacre Stanze: Marco Giudici, Lucia Gasti, Agnese Banti, Francesca Saracino, Francesca Stella Riva, Valeria Sturba, Adriano Sangineto, Alberto Boccardi. Non saranno sul palco, ma la loro traccia si sentirà nei brani, anche in duo.
Accessibilità, pubblico e bambini
Il concerto di Sacrestanze al Fanfulla è una serata notturna in un circolo Arci, con ingresso da soci e inizio alle 22: è pensato per un pubblico adulto.
Accessibilità della sala
Il circolo non pubblica informazioni dettagliate sull'accessibilità degli spazi. Chi ha difficoltà motorie contatti il Fanfulla prima della serata, attraverso i canali del sito ufficiale, per sapere com'è l'ingresso e dove sono i servizi.
Con i ragazzi
La musica di Abate è adatta a tutte le età, ma l'orario e il contesto non lo sono. Per chi vuole farla conoscere ai figli, il disco in ascolto a casa è il punto di partenza più sensato.
Il volume
Chitarre e piano elettrico in duo non sono un concerto rock. In una sala piccola, però, l'amplificazione si sente: chi ha orecchie sensibili porti un paio di tappi da concerto.
Cosa vedere intorno al Fanfulla il giorno dopo
A pochi minuti dal Fanfulla 5/a si trovano Porta Maggiore, il lago dell'ex SNIA e, più a sud, gli archi del Parco degli Acquedotti.
Porta Maggiore
Porta Maggiore è la porta del I secolo nata come arco degli acquedotti, con accanto il sepolcro del fornaio Eurisace. Poco distante c'è la basilica sotterranea di Porta Maggiore, visitabile su prenotazione.
L'ex SNIA e il suo lago
Sulla Prenestina il complesso dell'ex fabbrica di viscosa ospita il lago dell'ex SNIA, uno specchio d'acqua nato in città quasi per caso e difeso dagli abitanti.
Verso gli acquedotti
Più a sud si incontrano il Mandrione, il Quadraro e il Parco degli Acquedotti, dove gli archi romani attraversano la campagna. Dopo una sera di chitarre e risonanze, una mattina di silenzio fra gli archi è la continuazione naturale.
Ottobre a Roma, la stagione dei circoli
Ottobre è il mese in cui a Roma circoli e club riaprono le stagioni al chiuso, e al Pigneto la programmazione si fa fitta. Il Pigneto ospita anche rassegne come il Pigneto Comedy Fest.
Il clima
A metà ottobre le sere romane sono miti, ma la pioggia è frequente. Dentro la sala, a serata piena, fa caldo: vestitevi a strati.
Il tesseramento
Con ottobre cambia l'anno sociale dell'Arci: dal 1° ottobre 2026 serve la tessera 2026/2027, valida in tutti i circoli d'Italia per l'intera stagione. Chi la fa per Sacrestanze la userà tutto l'inverno.
Domande frequenti su Sacrestanze a Roma
Quando e dove suona Sacrestanze a Roma?
Sacrestanze suona a Roma mercoledì 14 ottobre 2026 alle 22:00 al Fanfulla 5/a, il circolo Arci di via Fanfulla da Lodi 5/a al Pigneto. In formazione ci sono Maurizio Abate alle chitarre e Alberto Danzi al piano elettrico.
Che cos'è Sacrestanze?
Sacrestanze è il progetto dal vivo a formazione variabile nato dall'album Sacre Stanze del chitarrista milanese Maurizio Abate, uscito il 18 maggio 2026 per l'etichetta torinese Delete Recordings. È musica fra ambient, folk ed elettroacustica.
Quanto costa entrare al Fanfulla per Sacrestanze?
Per il concerto di Sacrestanze al Fanfulla l'ingresso è riservato ai soci Arci, con tessera 2026/2027 e sottoscrizione. L'importo della sottoscrizione non è pubblicato; le condizioni aggiornate sono sul sito ufficiale del circolo, fanfulla5a.it.
Serve la tessera Arci per il concerto di Sacrestanze?
Sì, per il concerto di Sacrestanze serve la tessera Arci, perché il Fanfulla 5/a è un circolo riservato ai soci. Dal 1° ottobre 2026 è obbligatoria quella della stagione 2026/2027: si richiede con la preadesione sull'app ufficiale dell'Arci e si ritira all'ingresso.
Come si arriva al Fanfulla 5/a?
Il Fanfulla 5/a si raggiunge con la metro C, fermata Pigneto, a pochi minuti a piedi, oppure con i tram di via Prenestina e con la ferrovia Termini Centocelle, fermata Ponte Casilino. In auto parcheggiare la sera è difficile.
Chi è Maurizio Abate?
Maurizio Abate è un chitarrista e compositore milanese della scena sperimentale italiana, autore fra gli altri di Loneliness, Desire and Revenge, The Maadi Sessions e A Way To Nowhere. Sacre Stanze, del 2026, è il suo disco più corale, con dieci musicisti.
Che musica suona Sacrestanze?
Sacrestanze suona una musica fra ambient, folk psichedelico e drone, costruita attorno alla chitarra di Maurizio Abate. Al Fanfulla il duo con il piano elettrico di Alberto Danzi propone una versione raccolta dei brani di Sacre Stanze; la scaletta non è pubblicata.
Il consiglio finale su Sacrestanze al Fanfulla
Fra le serate romane, quelle nei circoli del Pigneto sono le più sottovalutate. Sacrestanze è il caso tipico: un musicista milanese stimato dalla critica, un disco uscito in cento copie, un duo di chitarre e piano elettrico, un mercoledì sera in una sala dove lo si ascolta a due metri. Fate la tessera dall'app, ascoltate La via del poeta prima di uscire, arrivate alle 22 e mettetevi davanti. Il giorno dopo, se il tempo lo consente, andate a Porta Maggiore: dopo le stanze sacre della sera, gli archi di pietra della mattina.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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