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Visite gratuite alla Piramide Cestia dopo i lavori PNRR — dal 3 al 31 ottobre 2026

La Piramide Cestia è aperta con visite gratuite su prenotazione obbligatoria sabato 3, 10, 17, 24 e 31 ottobre 2026, con turni alle 16.30, 17.30 e 18.30: sono le ultime date del ciclo di aperture straordinarie promosso dalla Soprintendenza Speciale di Roma dopo i lavori finanziati dal PNRR. Ogni turno accoglie al massimo 50 persone, la visita è libera, senza guida, e dura 45 minuti. L'ingresso è in via Raffaele Persichetti, accanto a Porta San Paolo; la stazione Piramide della metro B prende il nome proprio dal monumento. La prenotazione si fa sulla piattaforma indicata dalla Soprintendenza sul proprio sito, fino a esaurimento dei posti. La Soprintendenza chiede di arrivare all'ingresso almeno dieci minuti prima dell'orario prenotato.

La Piramide Cestia, accanto a Porta San Paolo
La Piramide Cestia, accanto a Porta San Paolo Foto: Foto: Stefano Costantini, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Dopo circa tre anni di chiusura, la Piramide ha riaperto il 4 settembre 2026 con una nuova illuminazione, un percorso accessibile, il giardino riordinato e una nuova pannellistica. È uno di quei monumenti che tutti i romani vedono ogni giorno dal tram o dalla macchina e che quasi nessuno ha visitato dentro. Ottobre è l'occasione giusta per rimediare: sono cinque sabati, poi il ciclo si chiude.

Le aperture straordinarie della Piramide Cestia: date, turni e regole

Dal 4 settembre al 31 ottobre 2026 la Soprintendenza Speciale di Roma ha programmato otto aperture diurne con visite libere gratuite, cinque aperture serali con visita guidata gratuita e due giornate speciali per le Giornate Europee del Patrimonio, tutte con prenotazione obbligatoria.

Le date che restano

Le aperture serali con visita guidata si sono tenute il 4, 11, 18 e 25 settembre; le giornate speciali il 26 e 27 settembre. Delle aperture diurne restano quelle di ottobre: sabato 3, 10, 17, 24 e 31. In ognuna i turni di visita sono alle 16.30, alle 17.30 e alle 18.30.

Come si svolge la visita

Le visite di ottobre sono gratuite e senza guida, per un massimo di 50 persone per turno. La durata è di 45 minuti. Si entra da via Raffaele Persichetti.

Le regole di comportamento

La Soprintendenza consiglia scarpe comode e chiede di seguire le indicazioni del personale. Nel cunicolo che porta alla camera sepolcrale si passa uno alla volta, a capo abbassato, senza correre e senza sorpassare. È vietato salire su muretti e strutture archeologiche. Sono regole semplici, ma dicono molto sullo spazio: il passaggio è stretto e basso.

Che cosa è cambiato con i lavori PNRR

L'intervento di restauro e valorizzazione, finanziato con fondi PNRR nell'ambito del programma Caput Mundi, ha messo in sicurezza la scalinata di accesso, riordinato il giardino, rinnovato l'impianto di illuminazione e creato una pannellistica didattica e di accoglienza per migliorare l'accessibilità.

La scalinata, il cancello, il percorso

I lavori hanno compreso l'installazione di un corrimano sulla scalinata di accesso, la sostituzione del cancello su piazzale Ostiense, un percorso di accessibilità con nuova pavimentazione e la riqualificazione delle recinzioni. Hanno riguardato anche l'impianto di irrigazione e l'organizzazione degli spazi destinati alla colonia felina.

Il giardino

Il riordino botanico del giardino è partito da una ricognizione delle specie vegetali esistenti e dal monitoraggio del loro stato. Il verde intorno alla Piramide non è un dettaglio: per secoli la vegetazione spontanea ha danneggiato il monumento, insediandosi negli squarci e lesionando il conglomerato con le radici.

La nuova illuminazione

Il nuovo impianto di illuminazione interessa sia l'esterno sia la camera funeraria. La responsabile della Piramide, Barbara Rossi, spiega che è stato studiato per accompagnare lo sguardo, mettendo in evidenza i volumi e gli affreschi senza alterarne la percezione. Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli e la Soprintendente Daniela Porro, nella presentazione, hanno insistito sullo stesso punto: tutela e accessibilità insieme.

La Piramide di Caio Cestio: che cosa è

La Piramide Cestia è il sepolcro di Gaio Cestio Epulone, eretto fra il 18 e il 12 avanti Cristo lungo la via Ostiense, fuori dal perimetro urbano dell'epoca. È l'unico superstite dei monumenti piramidali costruiti a Roma nel I secolo avanti Cristo. La scheda del luogo è su Piramide Cestia.

Il committente

Di Caio Cestio si sa quasi solo quello che dicono le iscrizioni del monumento: il nome, la tribù e le cariche, fra cui l'appartenenza al collegio dei septemviri epulones, i sacerdoti incaricati dei banchetti sacri. È un personaggio minore della Roma augustea diventato immortale grazie alla sua tomba.

La moda egizia

La forma piramidale nasce dal gusto egittizzante diffuso a Roma dopo la conquista dell'Egitto e la battaglia di Azio del 31 avanti Cristo, che coinvolse soprattutto l'architettura funeraria della classe dirigente. La Piramide Cestia è l'unico monumento funebre di questo tipo giunto fino a noi.

Le misure

È alta 36,40 metri, con una base quadrata di 29,50 metri di lato. Il nucleo è in conglomerato cementizio con cortina di mattoni, il rivestimento in lastre di marmo lunense. Il profilo è molto più acuto di quello delle piramidi di Giza: le facce sono inclinate di circa 68 gradi, contro i circa 52 della piramide di Cheope. Da qui l'ipotesi, non documentata, di un modello nubiano, le piramidi del regno di Meroe.

Costruita in 330 giorni: l'iscrizione e il testamento

Cestio stabilì per testamento che il sepolcro fosse completato entro 330 giorni, pena la perdita dell'eredità; l'iscrizione sul fianco orientale del monumento registra che l'opera fu finita in quel termine.

Che cosa dice l'iscrizione

L'iscrizione, catalogata come CIL VI 1374, attesta che l'opera fu completata per disposizione testamentaria in 330 giorni sotto la responsabilità dell'erede Lucio Ponzio Mela e del liberto Potho. Sui lati orientale e occidentale, più in alto, un'altra iscrizione riporta nome e titoli di Cestio.

Gli arazzi che non entrarono

Un'iscrizione su uno dei piedistalli delle statue ricorda la vendita degli attalica, i tessuti intrecciati d'oro che Cestio voleva appesi nella cella e che un editto suntuario, emanato poco dopo la sua morte, obbligò invece a vendere. La data della costruzione si ricava proprio da qui: dopo la legge suntuaria del 18 avanti Cristo e prima della morte di Agrippa nel 12, citato fra i beneficiari del testamento.

La camera sepolcrale e i suoi affreschi

All'interno della Piramide si apre un unico ambiente funerario di circa 23 metri quadrati, coperto da volta a botte e decorato ad affresco secondo il terzo stile pompeiano; la sua cubatura corrisponde a poco più dell'uno per cento del volume totale del monumento.

Le Vittorie alate

Le pareti sono divise in pannelli con figure femminili alternate a vasi lustrali su fondo chiaro. Agli angoli della volta quattro Vittorie alate portano una corona e un nastro; al centro una grande lacuna occupa il posto di quella che doveva essere una scena di apoteosi del defunto. Il restauro ha accertato che le quattro Vittorie furono dipinte con un unico cartone: tre sono sovrapponibili, la quarta ha il volto ribaltato.

I colori

La pittura, eseguita a fresco, ha l'aspetto lucido e quasi marmoreo ottenuto con la levigatura che Vitruvio chiama expolitio. La tavolozza comprende blu egiziano, fritta verde, nero fumo, ocra gialla, ocra rossa e rosso cinabro. Con la nuova illuminazione, questi colori sono il vero motivo per entrare.

Il graffito di Vasari

Sulle pareti ci sono graffiti di epoche diverse lasciati dai visitatori dopo l'apertura del cunicolo. Uno, un disegno a sanguigna con due figure umane, porta la firma Giorgio basari Haretino: la lettura ha suggerito una possibile attribuzione a Giorgio Vasari, nel Cinquecento.

Dagli scavi di Alessandro VII ai restauri recenti

Fra il 1660 e il 1663 papa Alessandro VII fece scavare intorno alla Piramide e aprire un accesso che rese di nuovo raggiungibile la camera sepolcrale, trovata vuota; i lavori sono ricordati da un'iscrizione sulla facciata.

Le colonne e le statue

Il sepolcro era chiuso da un recinto in blocchi di tufo con quattro colonne agli angoli. Gli scavi seicenteschi rialzarono le due colonne sul lato opposto all'Ostiense. Ai lati dell'ingresso c'erano due statue in bronzo di Cestio: se ne sono recuperati solo un braccio e un piede, mentre i due piedistalli iscritti furono trovati intorno al 1662.

Il progetto di Borromini

Alla stessa stagione si lega un progetto di Francesco Borromini per trasformare la cella funeraria in una chiesa. Non se ne fece nulla, e la Piramide rimase una tomba. A giudicare da come è andata, fu una fortuna.

Fulmini, acqua e radici

Nel corso dei secoli il monumento è stato colpito più volte da fulmini, che hanno fatto crollare parti del rivestimento, e da allagamenti dovuti alla quota bassa rispetto alla città, con una falda che scorre subito sotto il pavimento della cella. La vegetazione spontanea ha deformato le superfici e lesionato il conglomerato. Secondo i responsabili del cantiere di fine Novecento, i restauri degli anni Sessanta avevano usato per pulire i marmi materiali fortemente acidi, e la scelta di non stuccare i giunti fra i blocchi aveva lasciato entrare l'acqua.

Il cantiere dal 1997

Il progetto di conservazione fu impostato nel 1997, sotto il soprintendente Adriano La Regina, con la direzione di Maria Grazia Filetici e Rita Paris. Le lacune dovute al degrado naturale furono stuccate, mentre si decise di lasciare a vista quelle prodotte dalle violazioni e dagli scavi. Dal 2001 è attivo un programma di manutenzione con monitoraggio del microclima, che permette di tenere la cella aperta al pubblico limitando gli effetti dell'anidride carbonica prodotta dai visitatori. È anche per questo che i gruppi sono piccoli e le visite brevi.

Il mecenate giapponese e la strada verso il porto

Il restauro delle superfici esterne della Piramide fu pagato da un privato: l'imprenditore giapponese Yuzo Yagi, titolare della Yagi Tsusho Ltd, che nel dicembre 2010 annunciò al Ministero un primo stanziamento di un milione di euro, raddoppiato nel dicembre 2013.

Il cantiere 2012 e 2014

Con quei fondi si restaurarono la Piramide e le due colonne. I lavori specialistici si svolsero fra il 2012 e il 2014 e si conclusero il 19 dicembre 2014. Nel 2015 Yagi fu nominato Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana. Il marmo bianco che si vede oggi, compatto e luminoso, è in gran parte il risultato di quel cantiere.

La posterula e il basolato

Quando la Piramide fu inglobata nelle mura, accanto al monumento si apriva una piccola porta secondaria, una posterula, da cui partiva una strada diretta all'emporio sul Tevere. Il basolato di quella strada è ancora in vista. Durante la visita vale la pena cercarlo: è la traccia del collegamento fra la tomba, la via Ostiense e il porto fluviale.

La Piramide di Piranesi e dei viaggiatori

La forma insolita e la leggenda della tomba di Remo fecero della Piramide una tappa consueta per i viaggiatori diretti a Roma, già segnalata nelle guide del Seicento.

Vasi e Piranesi

Il monumento ricorre spesso nelle stampe di antichità e nelle vedute romane fra Seicento e Settecento. Gli dedicarono tavole Giuseppe Vasi e soprattutto Giovanni Battista Piranesi, che ne pubblicò una serie di incisioni nelle Antichità romane.

Le incisioni come documento

Le tavole di Piranesi sono diventate un documento di prima mano per i restauratori: il confronto fatto durante il restauro del 1999 e 2000 ha mostrato che le lacune degli affreschi erano già riprodotte con esattezza e coincidevano con quelle rilevate due secoli dopo, salvo lievi ampliamenti. Piranesi, insomma, disegnava come un archeologo. Chi entra nella camera in ottobre vede, a grandi linee, quello che vide lui.

Un nome per un quartiere

Dal monumento prendono il nome il piazzale antistante, la stazione Piramide della metro B e, per estensione, tutta l'area intorno. Pochi monumenti antichi di Roma sono diventati così un toponimo quotidiano.

Una curiosità sulle Visite gratuite alla Piramide Cestia dopo i lavori PNRR — dal 3 al 31 ottobre 2026

Per tutto il Medioevo la Piramide Cestia non era la tomba di Cestio: era la tomba di Remo. La credenza popolare la chiamava meta Remi e la metteva in coppia con un'altra piramide, la meta Romuli, che sorgeva nel rione Borgo, vicino al Vaticano. Quest'ultima, documentata nella pianta di Roma di Alessandro Strozzi del 1474, fu demolita fra la fine del Quattrocento e il Cinquecento per aprire Borgo Nuovo.

L'identificazione ebbe fortuna anche fra i dotti. Francesco Petrarca, in una sua epistola, indica la piramide come sepolcro di Remo. Poggio Bracciolini, qualche decennio dopo, spiegò l'errore: l'iscrizione con il nome di Cestio era nascosta dalla vegetazione. Bastava togliere l'edera per leggere la verità.

La storia è istruttiva per chi visita i monumenti di Roma. Per secoli le persone hanno guardato la Piramide senza leggerla, costruendole intorno una leggenda più affascinante della realtà. Oggi il giardino è stato riordinato, le iscrizioni si leggono bene e la nuova pannellistica spiega tutto. Chi entra in ottobre sa chi era Cestio. Ma ricordare Remo aiuta a capire quanto la città abbia sempre voluto trasformare le sue pietre in miti.

Una cosa che non ti dice nessuno sulle Visite gratuite alla Piramide Cestia dopo i lavori PNRR — dal 3 al 31 ottobre 2026

Quello che nessuno dice è che la visita alla camera sepolcrale non è per tutti. Per arrivarci si passa da un cunicolo, aperto in età medievale sul lato settentrionale per violare il sepolcro. La Soprintendenza lo dice in modo esplicito nelle sue regole: uno alla volta, capo abbassato, non correre, non sorpassare. Chi soffre di claustrofobia o ha difficoltà a piegarsi deve saperlo prima di prenotare.

La seconda cosa poco detta riguarda i posti. Cinquanta persone per turno, tre turni al giorno, un giorno alla settimana: sono pochissimi. Le date di ottobre sono cinque sabati, e chi pensa di prenotare all'ultimo momento rischia di non trovare posto. La prenotazione è obbligatoria e fino a esaurimento; senza prenotazione non si entra.

La terza riguarda il quando. Il turno delle 18.30 è il più tardo: con le giornate che si accorciano, è quello in cui la nuova illuminazione esterna ha più senso. Chi vuole fotografare la Piramide illuminata scelga l'ultimo turno di uno degli ultimi sabati.

Il consiglio che ti do per visitare le Visite gratuite alla Piramide Cestia dopo i lavori PNRR — dal 3 al 31 ottobre 2026

Il consiglio è di prenotare subito e di costruire intorno alla visita un pomeriggio intero nella zona. La Piramide dura 45 minuti; il quartiere intorno merita almeno tre ore. Prenotate il turno delle 16.30, arrivate dieci minuti prima come chiede la Soprintendenza, e dopo la visita spostatevi di pochi passi al Cimitero acattolico, che confina con la Piramide.

Durante la visita, dedicate il tempo alla camera sepolcrale: guardate le Vittorie agli angoli della volta e cercate quella con il volto ribaltato. Poi cercate i graffiti, e fra questi il disegno a sanguigna firmato Giorgio basari Haretino. È un piccolo gioco che trasforma la visita in un'indagine, e funziona anche con i ragazzi.

Fuori, fate il giro del monumento e leggete l'iscrizione dei 330 giorni sul lato orientale. Poi alzate lo sguardo verso Porta San Paolo: la Piramide fu incorporata nelle Mura Aureliane, di cui diventò un bastione, e il legame fra le due strutture si capisce solo stando lì. Scarpe comode, niente zaini ingombranti per il cunicolo, e il telefono carico per le foto della camera.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che la Piramide è accanto al Cimitero acattolico, dove sono sepolti fra gli altri John Keats e Percy Bysshe Shelley. Meno spesso si ricorda perché il cimitero è proprio lì: dal Settecento gli stranieri non cattolici morti a Roma cominciarono a essere sepolti ai piedi della Piramide, dentro la cinta muraria ma a ridosso di essa. L'area fu formalizzata come cimitero nel 1821. La contiguità ha legato per sempre l'immagine della Piramide alla letteratura del romanticismo inglese.

Un secondo fatto poco citato: la Piramide si è salvata proprio perché fu inglobata nelle Mura Aureliane, costruite, secondo la datazione della Soprintendenza, fra il 272 e il 279. Diventata un bastione, scampò alle spoliazioni che nei secoli colpirono gli altri monumenti antichi di Roma.

Il terzo: il restauro delle superfici esterne, concluso il 19 dicembre 2014, fu finanziato dall'imprenditore giapponese Yuzo Yagi, con due milioni di euro complessivi. Nel 2017 il restauro ha ricevuto il premio Europa Nostra per la conservazione. I lavori PNRR del 2025 e 2026 si aggiungono a quella stagione.

La foto giusta da fare alle Visite gratuite alla Piramide Cestia dopo i lavori PNRR — dal 3 al 31 ottobre 2026

La foto giusta della Piramide Cestia è quella che la mette in relazione con le Mura Aureliane e con Porta San Paolo. Dal piazzale Ostiense la vista è frontale ma piatta; meglio cercare, dall'interno del recinto durante la visita, un angolo che inquadri lo spigolo del monumento con il tratto di mura accanto. È l'immagine che racconta la sua storia di tomba diventata bastione.

Dentro la camera sepolcrale la foto più bella è quella di una delle Vittorie alate agli angoli della volta, illuminata dal nuovo impianto. Seguite le indicazioni del personale: lo spazio è piccolo, i turni sono brevi e gli altri visitatori aspettano.

La terza foto è dal Cimitero acattolico: la Piramide vista oltre le tombe. È l'immagine che hanno disegnato Giuseppe Vasi e Giovanni Battista Piranesi e che per due secoli è stata la cartolina romantica di Roma. Nel tardo pomeriggio di ottobre la luce radente sul marmo è quella giusta.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

18 e 12 avanti Cristo: viene costruita la tomba di Gaio Cestio Epulone lungo la via Ostiense, in 330 giorni come prescritto dal testamento.

272 e 279 dopo Cristo: la Piramide viene incorporata nelle Mura Aureliane e diventa un bastione. Accanto si apre una posterula verso l'emporio sul Tevere, di cui resta il basolato.

Medioevo: un cunicolo scavato sul lato settentrionale viola il sepolcro; vanno perdute la scena centrale della volta e l'urna. La Piramide diventa la meta Remi, la tomba di Remo.

1660 e 1663: papa Alessandro VII promuove scavi intorno al monumento e rende di nuovo accessibile la camera sepolcrale, trovata vuota. Intorno al 1662 si trovano i piedistalli delle statue di Cestio. Borromini progetta di trasformare la cella in chiesa, senza seguito.

1821: l'area ai piedi della Piramide diventa formalmente il Cimitero acattolico.

1864: un rapporto ministeriale riferisce che un fulmine ha abbattuto la cuspide e parte del rivestimento; si installa un conduttore.

1999 e 2001: restauro degli affreschi, finanziato dai dipendenti di ATAC e Cotral. Dal 2012 al 2014 il restauro delle superfici esterne; nel 2017 il premio Europa Nostra.

4 settembre 2026: dopo circa tre anni di chiusura e i lavori PNRR, la Piramide riapre al pubblico.

Chi è passato dalle Visite gratuite alla Piramide Cestia dopo i lavori PNRR — dal 3 al 31 ottobre 2026

Il primo nome è quello di Gaio Cestio Epulone, sacerdote dei banchetti sacri, con il suo erede Lucio Ponzio Mela e il liberto Potho, che fecero costruire la tomba in 330 giorni. Fra i beneficiari del testamento c'era Agrippa, il genero di Augusto. Due secoli e mezzo dopo passarono di qui i costruttori delle mura di Aureliano, che trasformarono la tomba in un bastione.

Nel Medioevo passò Francesco Petrarca, che credette di vedere la tomba di Remo, e nel Quattrocento Poggio Bracciolini, che corresse l'errore. Nel Cinquecento qualcuno che si firmava Giorgio basari Haretino lasciò un disegno sulle pareti della camera; forse era Giorgio Vasari. Nel Seicento vennero gli scavatori di Alessandro VII e Francesco Borromini, con il suo progetto di chiesa mai realizzato.

Nel Settecento la Piramide diventò una tappa dei viaggiatori e un soggetto per Giuseppe Vasi e Giovanni Battista Piranesi, le cui incisioni sono state usate dai restauratori per confrontare le lacune degli affreschi. Accanto riposano John Keats e Percy Bysshe Shelley. In tempi recenti sono passati di qui Yuzo Yagi, che finanziò il restauro esterno, e i dipendenti di ATAC e Cotral, che pagarono quello degli affreschi.

Come prenotare la visita alla Piramide Cestia

Dove si prenota

La prenotazione è obbligatoria e si fa sulla piattaforma di prenotazione indicata nella pagina ufficiale della Soprintendenza Speciale di Roma dedicata al ciclo di aperture, fino a esaurimento dei posti. Il link corretto per le visite di settembre e ottobre è pubblicato su quella pagina.

Quanto costa

Le visite sono gratuite. Non c'è un biglietto da pagare, ma senza prenotazione non si entra, e il posto prenotato va rispettato: chi non può più andare farebbe bene a cancellare, per lasciarlo a un altro.

Quando arrivare

La Soprintendenza consiglia di arrivare all'ingresso di via Raffaele Persichetti almeno dieci minuti prima dell'inizio del turno prenotato. Con turni di 45 minuti e gruppi da 50 persone, chi arriva in ritardo rischia di perdere la visita.

Come arrivare alla Piramide Cestia

In metropolitana

La stazione Piramide della metro B prende il nome dal monumento: è la fermata da usare. Da lì l'ingresso di via Raffaele Persichetti è a pochi passi, nell'area di Porta San Paolo e piazzale Ostiense.

In autobus e tram

Per scegliere la linea più comoda dal proprio punto di partenza conviene usare il calcolatore di percorso ATAC, con destinazione via Raffaele Persichetti.

In auto

La zona di piazzale Ostiense è uno snodo di traffico e la sosta è difficile. Con la metro a pochi passi, la macchina è la scelta meno sensata.

Intorno alla Piramide: Testaccio, Ostiense e Aventino

Porta San Paolo e il Cimitero acattolico

La Piramide si trova fra Porta San Paolo e il Cimitero acattolico. Chi ha tempo può aggiungere il Museo della via Ostiense: sono visite che si fanno a piedi in un solo pomeriggio.

Testaccio

Dall'altra parte della Piramide si apre Testaccio, con il Monte dei Cocci e l'Ex Mattatoio. Una guida del quartiere è su Testaccio: cosa vedere.

Ostiense

Lungo la via Ostiense, verso sud, si arriva alla Centrale Montemartini, uno dei musei archeologici più originali della città.

Accessibilità e visita con i bambini

Accessibilità

I lavori PNRR hanno realizzato un percorso di accessibilità con nuova pavimentazione e una pannellistica pensata per migliorare l'accessibilità. La camera sepolcrale, però, si raggiunge da un cunicolo stretto e basso. Chi ha esigenze specifiche conviene che contatti la Soprintendenza prima di prenotare.

Con i bambini

Una piramide a Roma incuriosisce qualsiasi bambino. La storia della tomba costruita in 330 giorni per non perdere l'eredità e quella della tomba di Remo sono perfette per i ragazzi. Il cunicolo va affrontato con calma, tenendoli per mano.

Dove mangiare dopo la visita

Testaccio, a due passi dalla Piramide, è il quartiere della cucina romana tradizionale, con trattorie, pizzerie e il mercato coperto. Chi prende il primo turno delle 16.30 può invece fermarsi per una merenda al mercato o in un bar del quartiere prima di proseguire verso il Cimitero acattolico o il Monte dei Cocci. Il sabato pomeriggio Testaccio è vivace ma non turistico: è uno dei posti migliori per vedere come mangiano davvero i romani. Dopo il turno delle 18.30 è la direzione naturale per la cena. Verso Ostiense l'offerta è più giovane e serale.

Domande frequenti sulla Piramide Cestia

Quando si può visitare la Piramide Cestia in ottobre 2026?

La Piramide Cestia si può visitare sabato 3, 10, 17, 24 e 31 ottobre 2026, con turni alle 16.30, 17.30 e 18.30. Le visite sono gratuite, senza guida, per un massimo di 50 persone per turno, e durano 45 minuti.

Serve prenotare la visita alla Piramide Cestia?

La visita alla Piramide Cestia richiede la prenotazione obbligatoria, sulla piattaforma indicata dalla Soprintendenza Speciale di Roma sul proprio sito, fino a esaurimento dei posti. Senza prenotazione non si entra.

Quanto costa entrare nella Piramide Cestia?

Le aperture straordinarie della Piramide Cestia di settembre e ottobre 2026 sono gratuite. Serve solo la prenotazione obbligatoria; il ciclo di aperture è promosso dalla Soprintendenza Speciale di Roma dopo i lavori PNRR.

Dov'è l'ingresso della Piramide Cestia?

L'ingresso della Piramide Cestia è in via Raffaele Persichetti, nell'area di Porta San Paolo. La stazione più vicina è Piramide, sulla metro B. La Soprintendenza chiede di arrivare almeno dieci minuti prima del turno.

Che cosa si vede dentro la Piramide Cestia?

Dentro la Piramide Cestia si visita la camera sepolcrale di circa 23 metri quadrati, con affreschi in terzo stile pompeiano: figure femminili, vasi lustrali e quattro Vittorie alate agli angoli della volta, illuminati dal nuovo impianto.

Chi era Caio Cestio?

Caio Cestio Epulone era un membro del collegio sacerdotale dei septemviri epulones, incaricato dei banchetti sacri, nella Roma di Augusto. Nel testamento stabilì che la sua tomba, la Piramide Cestia, fosse costruita entro 330 giorni.

La visita alla Piramide è adatta a chi soffre di claustrofobia?

La visita alla Piramide Cestia comprende il passaggio in un cunicolo stretto e basso, da percorrere uno alla volta a capo abbassato. Chi soffre di claustrofobia o ha difficoltà motorie deve valutarlo prima di prenotare.

Il consiglio finale sulla Piramide Cestia

Conviene prenotare subito, non la settimana successiva: i posti sono pochi e i sabati sono cinque. Il primo turno è la scelta giusta per avere il pomeriggio intero per Testaccio e il Cimitero acattolico, l'ultimo per vedere la Piramide illuminata. E dentro la camera, a nostro giudizio, il dettaglio da cercare è la Vittoria con il volto ribaltato: resta in mente più di tutte le misure.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento3 Ottobre 2026 16:30 — 31 Ottobre 2026
IndirizzoPiramide Cestia, Via Raffaele Persichetti, 00153 Roma Roma Città
CategorieEventiMostre

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