Orchestra da Camera Canova con Hawijch Elders all’Aula Magna della Sapienza — 17 ottobre 2026
In breve. Dossier pratico. Sabato 17 ottobre 2026, alle 17.30, l'Orchestra da Camera Canova diretta da Enrico Pagano, con la violinista olandese Hawijch Elders, apre l'82ª stagione della IUC, Istituzione Universitaria dei Concerti, e inaugura il ciclo Calliope 2026/2027.
Dossier pratico. Sabato 17 ottobre 2026, alle 17.30, l'Orchestra da Camera Canova diretta da Enrico Pagano, con la violinista olandese Hawijch Elders, apre l'82ª stagione della IUC, Istituzione Universitaria dei Concerti, e inaugura il ciclo Calliope 2026/2027. Il concerto si tiene nell'Aula Magna del Rettorato della Sapienza Università di Roma, in Piazzale Aldo Moro 5 (00185 Roma); il calendario ufficiale indica la fine intorno alle 20. In programma due pagine di Ludwig van Beethoven in re maggiore: il Concerto per violino e orchestra op. 61 e la Sinfonia n. 2 op. 36. I prezzi pubblicati dalla IUC per i concerti in Aula Magna sono 26 euro nel I settore, 21 nel II e 15 nel III, con un supplemento del 10% in prevendita; esistono tariffe ridotte (8 euro under 30, 5 euro under 18, convenzioni Sapienza ed enti, Family Card). I biglietti si comprano negli uffici IUC di Lungotevere Flaminio 50, per telefono, con la biglietteria online collegata al sito concertiiuc.it oppure al botteghino dell'Aula Magna, aperto da un'ora prima dell'inizio. Per arrivare con i mezzi pubblici conviene il calcolatore di percorso ATAC; la IUC segnala un ampio parcheggio gratuito dentro la città universitaria, con accesso solo da Piazzale Aldo Moro 5 a partire da circa un'ora prima del concerto.

Il concerto che apre l'82ª stagione IUC
Una stagione concertistica si riconosce dalla prima sera, e la IUC ha scelto per la propria inaugurazione un gesto di coerenza più che di spettacolo. Il pomeriggio del 17 ottobre mette sul leggio due lavori di Beethoven nati a pochi anni di distanza e accomunati dalla stessa tonalità, re maggiore, con un'orchestra da camera che da sei stagioni lavora in residenza presso l'Istituzione. Il ciclo Calliope, quello del sabato pomeriggio, si apre così con un programma compatto, senza ouverture né bis annunciati, che chiede al pubblico attenzione per due architetture di ampio respiro.
La serata si inserisce inoltre nel percorso con cui la IUC celebra il bicentenario della morte del compositore, avvenuta a Vienna nel 1827: il 2027 sarà l'anno dei duecento anni, e la stagione 2026/2027 ne anticipa il clima. Chi segue la vita musicale romana troverà nei prossimi mesi molte occasioni beethoveniane, a cominciare da quelle dell'Accademia di Santa Cecilia, ma l'apertura in Aula Magna ha un carattere particolare: è un concerto pensato da un'istituzione nata dentro l'università, per un pubblico che storicamente comprende studenti e docenti.
Perché due opere in re maggiore
Accostare due partiture nella stessa tonalità è una scelta meno frequente di quanto si creda, perché espone l'ascoltatore a un colore armonico costante per quasi due ore. Il re maggiore, però, in Beethoven non suona mai uguale a se stesso: nella Seconda Sinfonia ha l'energia di un'affermazione giovanile, nel Concerto per violino si distende in un lirismo che sembra rallentare il tempo. Il programma diventa quindi un piccolo esperimento d'ascolto sul modo in cui la stessa tonalità può reggere due temperamenti opposti.
Il senso di una residenza che si chiude
Il testo di presentazione della IUC spiega che il Concerto op. 61 è un progetto a lungo rimandato e che con esso si chiude l'ideale ciclo di residenza artistica avviato sei stagioni fa dall'Orchestra Canova. Il conto torna con le fonti d'archivio della Sapienza: alla conferenza stampa della 77ª stagione, il 7 settembre 2021, Enrico Saverio Pagano era ospite speciale, e l'apertura di quella stagione fu affidata proprio alla Canova, in un concerto beethoveniano con la pianista Gloria Campaner.
Il programma: Concerto op. 61 e Sinfonia n. 2
La pagina ufficiale del concerto elenca prima il Concerto per violino e poi la Sinfonia, mentre il testo descrittivo racconta la serata nell'ordine inverso; l'ordine effettivo dell'esecuzione sarà quello comunicato in sala. Le due opere, in ogni caso, dialogano bene in entrambe le direzioni.
Il Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 61
Beethoven lo scrisse nel 1806 e lo dedicò all'amico Stephan von Breuning. La prima esecuzione avvenne il 23 dicembre 1806 al Theater an der Wien, con Franz Clement solista e l'autore sul podio. L'accoglienza fu tiepida: secondo un racconto riportato da Wikipedia, Clement inserì dopo il primo movimento variazioni di propria invenzione, e il lavoro rimase a lungo in ombra. Fu Felix Mendelssohn a riportarlo alla ribalta nel 1844 a Londra, con un giovanissimo Joseph Joachim. Da allora è diventato uno dei pilastri del repertorio violinistico.
I quattro colpi di timpano
Il primo movimento, Allegro ma non troppo, si apre con quattro colpi isolati di timpano, un'idea quasi scandalosa per l'epoca. Quel ritmo minimo ritorna in tutto il movimento, si insinua sotto il secondo tema e diventa il filo che tiene insieme una forma molto estesa. Il Larghetto in sol maggiore è legato senza pausa al Rondò finale in 6/8. Beethoven non scrisse cadenze per la versione violinistica; quella più eseguita oggi è di Fritz Kreisler, mentre per la trascrizione pianistica dello stesso concerto il compositore ne preparò quattro.
La Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 36
Composta tra il 1800 e il 1802 e completata a Heiligenstadt, dove Beethoven trascorse diversi mesi del 1802 nel periodo in cui prese coscienza della propria sordità, la Seconda fu eseguita per la prima volta il 5 aprile 1803 al Theater an der Wien, diretta dall'autore. È dedicata al principe Karl Lichnowsky e il manoscritto originale è andato perduto. La IUC la presenta come una delle sinfonie meno eseguite del ciclo, ed è un giudizio condiviso da molti programmatori: schiacciata tra la Prima e l'Eroica, resta un territorio da riscoprire.
Lo scherzo al posto del minuetto
Nel terzo movimento Beethoven sostituisce per la prima volta in una sinfonia il tradizionale minuetto con uno scherzo, dal carattere ironico e a tratti grottesco. Nell'introduzione lenta del primo movimento, lunga trentaquattro battute, alcuni commentatori hanno sentito un presagio del tema principale della Nona. Il Larghetto, in la maggiore, è stato descritto come una musica notturna; Berlioz ammirava l'introduzione, dove a suo dire gli effetti più belli si succedono senza confusione.
Gli interpreti
Hawijch Elders, violino
Nata nel 1998, la violinista olandese ha vinto nel giugno 2025 il Primo Premio al Premio Internazionale Antonio Mormone. La sua biografia ufficiale elenca altri riconoscimenti: il Primo Premio all'ottava edizione del Concorso Henri Marteau nel 2023, con premi speciali per Bach, Reger e Marteau, il titolo di laureata al Premio Paganini di Genova nello stesso anno, il Primo Premio al Concorso Leonid Kogan nel 2021. Si è formata al Conservatorium van Amsterdam con Ilya Grubert e dal 2022 studia con Augustin Dumay alla Queen Elisabeth Music Chapel di Waterloo. Suona un violino di Gennaro Gagliano, Napoli, 1755 circa, in prestito dalla Dutch Musical Instruments Foundation.
Enrico Pagano, direttore
Fondatore e direttore della Canova, Enrico Saverio Pagano è un direttore molto giovane che ha costruito il proprio percorso proprio attorno a questa formazione. Le fonti ufficiali IUC non riportano una biografia estesa, e la sobrietà della presentazione dice qualcosa del progetto: al centro c'è il lavoro collettivo di un'orchestra cresciuta insieme al suo fondatore, più che il ritratto di un singolo.
L'Orchestra da Camera Canova
La pagina della IUC non racconta la storia dell'orchestra e il dato sull'anno di fondazione non è pubblicato sul sito dell'Istituzione. Quel che è documentato è il rapporto con la IUC: sei stagioni di presenza, cominciate con il concerto inaugurale del 2021, e un repertorio in cui Beethoven ha avuto un ruolo costante. Un organico da camera, per un Concerto per violino e una sinfonia del primo Ottocento, favorisce tessiture leggere e un dialogo ravvicinato tra le sezioni.
Beethoven e il bicentenario del 2027
La IUC dichiara apertamente che la stagione celebra i duecento anni dalla morte del compositore. Un bicentenario della morte ha un sapore particolare: invita a guardare all'ultima stagione creativa di Beethoven, alle sonate e ai quartetti estremi. Aprire con due lavori del periodo giovanile e centrale è dunque una scelta di prospettiva, che mostra il punto di partenza di un cammino che la stagione percorrerà nei mesi successivi.
Dove ascoltare altro Beethoven a Roma
Chi vuole costruire un proprio itinerario può affiancare a questo pomeriggio i concerti beethoveniani in calendario all'Auditorium Parco della Musica, come la serata con Guggeis e Khachatryan per Santa Cecilia o l'Eroica diretta da Riccardo Minasi. L'Eroica, in particolare, è la sinfonia che segue la Seconda nel catalogo: ascoltarle a qualche mese di distanza permette di misurare il salto compiuto da Beethoven in appena un paio d'anni.
La stagione IUC nel suo insieme
Il ciclo Calliope prosegue ogni sabato alle 17.30: il 24 ottobre il Grupo de Música Barroca La Folía, il 31 ottobre Antonio Ballista, poi tra novembre e dicembre Lonquich con Gringolts e colleghi, Yifan Wu, il JACK Quartet e il duo Kainrath e Zilberstein. Il quadro completo è nella scheda dedicata alla Stagione Concertistica IUC 2026/2027, mentre il JACK Quartet del 21 novembre ha una scheda propria.
Come prepararsi all'ascolto
Il Concerto op. 61 è dominato da un primo movimento molto ampio; chi non lo conosce può dedicare qualche minuto, prima di uscire di casa, a un ascolto dell'Allegro ma non troppo, per riconoscere in sala il ritorno dei temi. La Sinfonia n. 2 ha invece un passo più nervoso: dopo la lunga introduzione lenta, l'Allegro con brio procede per scatti, e il finale, Allegro molto, oscilla tra la forma-sonata e il rondò.
Un dettaglio da seguire in sala
Nel Concerto vale la pena osservare il timpanista: i quattro colpi d'apertura tornano più volte, a volte quasi impercettibili, e ascoltarli dal vivo, in una sala dove l'orchestra è ben visibile, aiuta a capire come Beethoven costruisca un grande edificio a partire da un elemento minimo. Nella cadenza del primo movimento, il solista resta solo: è il momento in cui si misura la personalità dell'interprete.
Il pomeriggio come formato
Il concerto alle 17.30 del sabato è una tradizione della IUC con il ciclo Calliope, e ha un pubblico affezionato. Finire intorno alle 20 permette di cenare nei quartieri vicini, San Lorenzo in testa, senza fretta. Per famiglie con bambini, la Family Card della IUC (10 euro per i genitori, 5 per i figli, con almeno un minore di 14 anni) rende l'orario pomeridiano particolarmente adatto a un primo incontro con Beethoven.
Informazioni pratiche
Biglietti e riduzioni
La pagina ufficiale dei biglietti IUC distingue tre settori per l'Aula Magna, con prezzi interi di 26, 21 e 15 euro e la maggiorazione del 10% in prevendita. Gli abbonati con accompagnatore pagano 19, 16 e 11 euro; per la Sapienza e gli enti convenzionati le cifre sono 21, 17 e 12 euro. I giovani sotto i 30 anni pagano 8 euro e i minori di 18 anni 5 euro in qualsiasi settore. Le riduzioni non sono cumulabili; per scuole e gruppi occorre prenotare per email.
Dove comprare
Gli uffici IUC di Lungotevere Flaminio 50 sono aperti lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17. La IUC vende anche per telefono e attraverso la biglietteria online collegata al proprio sito, dove si accetta la Carta del Docente. Il giorno del concerto il botteghino dell'Aula Magna apre un'ora prima dell'inizio, quindi alle 16.30.
Accesso e parcheggio
L'accesso, pedonale e con i veicoli, è solo da Piazzale Aldo Moro 5. La IUC segnala che il parcheggio interno, gratuito, può non essere disponibile per alcuni concerti per ragioni indipendenti dall'Istituzione: conviene quindi tenere un piano alternativo. Per un percorso con bus, tram o metropolitana, il calcolatore ATAC indica la combinazione migliore dal proprio punto di partenza.
Una curiosità sull'Aula Magna della Sapienza
Il Rettorato che oggi ospita l'Aula Magna doveva avere una torre. Una scheda tecnica pubblicata dalla Sapienza in occasione del restauro dello scalone racconta che tutti i primi progetti, tra il 1932 e il 1933, prevedevano una torre monumentale raggiungibile da una scalinata. Il 25 luglio 1933 si decise di realizzare la torre e l'Aula Magna in cemento armato, per ragioni legate al rischio d'incendio, alla manutenzione e ai costi; ma quando i calcoli dei carichi arrivarono, il costo salì a circa due volte e mezzo la stima iniziale.
La relazione del 18 gennaio 1935
La torre non fu mai costruita. Nella relazione di Marcello Piacentini del 18 gennaio 1935 sullo stato dei lavori, la modifica principale registrata è proprio l'abolizione della torre e il ridisegno dello scalone. Chi entra oggi nella sala da concerto si trova quindi dentro un edificio che porta, nella sua forma orizzontale, la traccia di una rinuncia: il fronte del Rettorato si allinea con le facoltà di Giurisprudenza e Lettere, senza alcun elemento che svetti sopra il piazzale.
Una cosa che non ti dice nessuno sull'Aula Magna della Sapienza
La capienza è più contenuta di quanto suggerisca la parola "magna". Il manuale operativo della Sapienza per la prenotazione degli spazi del Rettorato indica 897 posti in tutto: 669 in platea, 198 in galleria e 30 nei balconcini, che si usano soltanto in casi eccezionali. In pratica, per un concerto il pubblico si distribuisce su poco meno di 870 posti. È una misura che spiega la buona leggibilità del suono da camera e la sensazione, per chi siede in platea, di essere vicino all'orchestra.
Cosa significa per la scelta del settore
La IUC divide la sala in tre settori di prezzo, ma la piantina con la corrispondenza tra settori e file non è pubblicata sulla pagina dei biglietti. Chi ha preferenze precise, per esempio vedere la mano sinistra della solista o stare vicino ai legni, fa bene a chiedere al telefono o al botteghino prima di acquistare.
Il consiglio che ti do per visitare l'Aula Magna della Sapienza
Arriva con almeno mezz'ora di anticipo e non entrare subito: percorri a piedi il viale che dai propilei d'ingresso porta al piazzale della Minerva, poi sali lo scalone del Rettorato con calma. La città universitaria è stata disegnata perché la si scopra camminando, e il concerto acquista un senso diverso se ci si arriva dopo aver attraversato l'impianto di Piacentini. In sala, se il biglietto lo consente, alza lo sguardo verso la parete di fondo prima che si spengano le luci.
Un pomeriggio intero in città universitaria
Il sabato pomeriggio offre il tempo per unire musica e arte: prima del concerto si possono verificare gli orari del Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, ospitato nello stesso Palazzo del Rettorato, e dare uno sguardo alle altre raccolte dell'ateneo raccontate nella scheda sulla Città universitaria.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Molti sanno che nell'Aula Magna c'è un grande dipinto di Mario Sironi, meno noto è che per quasi settant'anni il pubblico ne ha visto una versione alterata. La scheda sul restauro pubblicata dalla Sapienza spiega che nel 1950 l'intera superficie de "L'Italia fra le Arti e le Scienze" fu ampiamente ridipinta, coperta da strati di colore, e le indagini d'archivio hanno confermato che l'intervento aveva uno scopo censorio, legato al mutato clima politico del dopoguerra.
Il restauro e lo svelamento del 2017
Il restauro, frutto di una convenzione tra Sapienza e Istituto superiore per la conservazione e il restauro firmata il 20 aprile 2015, ha richiesto circa tre anni e il lavoro di una ventina di tecnici. Il progetto scientifico è stato di Marina Righetti e Gisella Capponi. Il 23 novembre 2017, durante le celebrazioni per gli ottant'anni della città universitaria e alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il dipinto originale è stato restituito alla vista.
La foto giusta da fare all'Aula Magna della Sapienza
La fotografia che racconta meglio il luogo si fa fuori, prima di entrare: dal viale d'ingresso, con la statua bronzea della Minerva di Arturo Martini al centro della sua vasca d'acqua e il Rettorato alle spalle. La prospettiva del viale è stata costruita proprio per far emergere la statua, e chi si mette sull'asse centrale ottiene un'immagine simmetrica che riassume l'idea di città nella città voluta da Piacentini.
Luce e orario
Con un concerto alle 17.30 a metà ottobre, l'arrivo cade nell'ultima luce del pomeriggio. In sala, durante il concerto, non si fotografa; le immagini dell'interno vanno lasciate ai momenti prima dell'inizio o all'intervallo, sempre rispettando le indicazioni del personale.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
31 marzo 1935: l'inaugurazione della città universitaria
La città universitaria fu inaugurata il 31 marzo 1935 alla presenza del re Vittorio Emanuele III, secondo Wikipedia; i lavori, affidati alla regia di Marcello Piacentini con un gruppo di architetti razionalisti, erano partiti nel 1932. Wikipedia attribuisce al Palazzo del Rettorato la data 1936, mentre la scheda della Sapienza parla dell'inaugurazione complessiva del 1935: le fonti non concordano sull'anno di completamento del singolo edificio.
Dal 1945: la musica entra in Aula Magna
La storia della IUC pubblicata sul suo sito racconta che l'Istituzione nacque per iniziativa di un gruppo di studenti alla fine del 1945, mentre la sezione "Chi siamo" indica il 1946: anche qui le fonti interne non concordano. Fino al 1968 la sede dei concerti fu proprio l'Aula Magna dell'università.
23 novembre 2017: Sironi ritrovato
La cerimonia per gli ottant'anni della città universitaria, con il Presidente Mattarella, il rettore Eugenio Gaudio e la testimonianza del nipote dell'artista, Andrea Sironi Strauβwald, si è svolta in Aula Magna ed è coincisa con lo svelamento del murale restaurato. Nelle stesse settimane il MLAC ospitava la mostra "Sironi svelato".
Chi è passato dall'Aula Magna della Sapienza
Nella prima stagione strutturata della IUC, quella del 1945/46, la programmazione si reggeva su tre pianisti: Nikita Magaloff, Wilhelm Backhaus ed Edwin Fischer, che tornarono anche negli anni successivi. La storia scritta da Piero Rattalino, direttore artistico dalla stagione 1969/70, ricorda poi Cortot, Kulenkampff, Menuhin, Busch, Fournier e Kempff, e un pubblico fatto soprattutto di giovani, studenti, operai e professionisti.
Violinisti in Aula Magna
Per una serata dedicata al Concerto di Beethoven conviene ricordare i violinisti di quella tradizione: Georg Kulenkampff e Yehudi Menuhin negli anni del dopoguerra, poi i giovani Salvatore Accardo e Uto Ughi tra la fine degli anni Cinquanta e il 1968. Hawijch Elders entra quindi in una sala dove il repertorio violinistico ha una storia lunga ottant'anni.
La Canova nel 2021
Tra i passaggi recenti, quello che lega direttamente il passato al 17 ottobre è l'inaugurazione della 77ª stagione, tra il 30 settembre e il 2 ottobre 2021: la Canova di Pagano, con Gloria Campaner al pianoforte, in un programma beethoveniano. Sei stagioni dopo, l'orchestra torna ad aprire il cartellone con lo stesso autore.
La città universitaria di Piacentini intorno alla sala
L'Aula Magna non è un auditorium isolato ma il cuore istituzionale di un complesso costruito negli anni Trenta, che il regime presentò come la più vasta opera edilizia da esso promossa. Marcello Piacentini disegnò la pianta generale e il Rettorato, e aveva facoltà di modificare i progetti degli altri architetti coinvolti. Il risultato è un insieme coerente ma non uniforme, in cui ogni edificio porta la firma di un autore diverso.
Le firme degli edifici
Arnaldo Foschini progettò l'ingresso monumentale su Piazzale Aldo Moro, che un tempo si chiamava piazzale delle Scienze, e gli istituti di Igiene e di Ortopedia. Giuseppe Pagano firmò l'Istituto di Fisica, Gio Ponti la Scuola di Matematica nel 1934, Giovanni Michelucci gli istituti di Mineralogia e di Fisiologia, Gaetano Rapisardi le facoltà di Giurisprudenza e di Lettere che affiancano il Rettorato, Giuseppe Capponi Botanica e Chimica farmaceutica. Riconoscere queste firme, camminando verso il concerto, trasforma l'attesa in una piccola lezione di architettura del Novecento.
Lo scalone restaurato
Lo scalone del Rettorato, circa 750 metri quadrati per quasi quattro metri d'altezza, è stato oggetto di un intervento recente: la struttura originale in cemento armato non era più recuperabile ed è stata sostituita con una nuova, fedele all'impianto originario secondo il principio del "com'era, dov'era", mentre gradini e lastre di travertino sono stati conservati e restaurati sotto la guida della Soprintendenza. Lo stesso cantiere ha riguardato la facciata del Rettorato e la pulitura della Minerva di Martini.
La IUC, un'istituzione nata dagli studenti
Il racconto storico della IUC sottolinea un dato che la rende quasi unica in Italia: è un'istituzione concertistica radicata dentro un'università, nata in un ambiente che comprendeva anche il CUS, il Centro Universitario d'Arte e il Centro Universitario Teatrale. Oggi la sede amministrativa e la biglietteria sono in Lungotevere Flaminio, ma la stagione principale vive in Aula Magna, dove la IUC è tornata stabilmente dopo la convenzione con l'Ateneo firmata il 3 ottobre 1992.
Due cicli, due giorni
La programmazione è organizzata in due cicli: Calliope il sabato alle 17.30 e Minerva il martedì alle 20.30. Il 17 ottobre apre il primo, il 20 ottobre si inaugura il secondo con il pianista Arsenii Moon e il Colloredo Ensemble in un programma mozartiano. Chi vuole seguire la stagione con continuità può valutare il carnet della IUC, che con almeno sei concerti a scelta dà uno sconto del 10% sui singoli biglietti.
Prima e dopo il concerto: i dintorni
San Lorenzo
Il quartiere confinante con la città universitaria è il naturale prolungamento della serata, con trattorie, librerie e locali frequentati da studenti. Per orientarsi tra strade e luoghi c'è la scheda San Lorenzo, cosa vedere.
Il Verano
Poco più in là si apre il Cimitero del Verano, il grande cimitero monumentale romano. Con un concerto alle 17.30 la visita va fatta, eventualmente, nella mattinata o nel primo pomeriggio, verificando prima gli orari di apertura sul sito ufficiale.
La sala come luogo da conoscere
A chi vuole capire meglio lo spazio prima di sedersi, la scheda dedicata all'Aula Magna della Sapienza raccoglie le informazioni sul luogo in modo indipendente dal singolo concerto.
Domande frequenti su Orchestra da Camera Canova e Hawijch Elders all'Aula Magna
A che ora inizia e quanto dura il concerto?
L'inizio è fissato alle 17.30 di sabato 17 ottobre 2026. Il calendario ufficiale della IUC indica come orario di fine le 20, comprensivo dell'eventuale intervallo. Si tratta di un'indicazione di massima: la durata effettiva dipende dai tempi scelti dagli interpreti e dalla lunghezza della pausa. Il botteghino apre alle 16.30, un'ora prima dell'inizio, e conviene arrivare con margine per sistemarsi senza fretta.
Quanto costa il biglietto?
Per l'Aula Magna la IUC pubblica tre prezzi interi: 26 euro per il I settore, 21 per il II e 15 per il III, con una maggiorazione del 10% sulle vendite in prevendita. Per gli under 30 il biglietto costa 8 euro, per gli under 18 costa 5 euro, in qualsiasi settore. Sono previste anche tariffe per abbonati con accompagnatore e per enti convenzionati, non cumulabili tra loro.
Dove si comprano i biglietti?
Le possibilità sono quattro: gli uffici IUC di Lungotevere Flaminio 50, aperti lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì in orario d'ufficio; il telefono, con pagamento con carta o bonifico; la biglietteria online collegata al sito ufficiale concertiiuc.it; il botteghino dell'Aula Magna il giorno stesso, da un'ora prima. Online si può usare anche la Carta del Docente.
Chi è Hawijch Elders?
È una violinista olandese nata nel 1998, che nel giugno 2025 ha vinto il Primo Premio al Premio Internazionale Antonio Mormone. In precedenza aveva vinto il Concorso Henri Marteau e il Concorso Leonid Kogan ed era stata laureata al Premio Paganini. Si è formata ad Amsterdam e lavora con Augustin Dumay alla Queen Elisabeth Music Chapel. Suona un Gagliano napoletano del 1755 circa.
C'è un parcheggio vicino all'Aula Magna?
Sì, la IUC indica un ampio parcheggio gratuito all'interno della città universitaria, aperto ad auto, moto, biciclette, taxi e NCC. Vi si accede solo da Piazzale Aldo Moro 5, circa un'ora prima del concerto. L'Istituzione avverte però che in alcune date il parcheggio può non essere disponibile per motivi che non dipendono da lei: per questo è prudente avere un'alternativa.
Il concerto è adatto a chi ascolta Beethoven per la prima volta?
Sì, perché entrambe le opere hanno una forte riconoscibilità melodica e una durata gestibile per chi non frequenta abitualmente le sale da concerto. L'orario pomeridiano aiuta le famiglie, e la Family Card della IUC, con 10 euro per i genitori e 5 per i bambini, è pensata proprio per un primo approccio. Leggere due righe sul Concerto prima di entrare rende l'ascolto più ricco.
Cos'è il ciclo Calliope?
È la rassegna della IUC che si svolge il sabato alle 17.30 nell'Aula Magna del Rettorato della Sapienza. Il concerto del 17 ottobre ne inaugura l'edizione 2026/2027. Nelle settimane seguenti il ciclo propone, tra gli altri, il Grupo de Música Barroca La Folía il 24 ottobre e il pianista Antonio Ballista il 31 ottobre, fino ai concerti di fine novembre.
Si può vedere il murale di Sironi?
Il dipinto "L'Italia fra le Arti e le Scienze" occupa la parete dell'Aula Magna ed è quindi visibile a chi assiste al concerto. Il restauro concluso nel 2017 ha rimosso la ridipintura censoria del 1950 e restituito la superficie originale, circa 140 metri quadrati dipinti da Sironi in circa due mesi nel 1935.
Il consiglio finale su Orchestra da Camera Canova e Hawijch Elders all'Aula Magna
Il pomeriggio del 17 ottobre è l'occasione per ascoltare una giovane solista già premiata in concorsi importanti dentro una sala che ha ospitato Menuhin e Kulenkampff, e per chiudere un ciclo di sei stagioni insieme a un'orchestra che ha scelto la IUC come casa. Il consiglio è di comprare in anticipo se si tiene a un settore preciso, arrivare presto per attraversare a piedi la città universitaria e concedersi, a fine concerto, una cena a San Lorenzo: è il modo più romano di inaugurare una stagione.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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