Non c’è verso di Maurizio Vecchiarelli al Teatro Antigone — 3 e 4 ottobre 2026
Non c'è verso, il nuovo spettacolo di Maurizio Vecchiarelli con Gianluca Battista e Maurizio Vecchiarelli, va in scena al Teatro Antigone sabato 3 ottobre 2026 alle 21 e domenica 4 ottobre 2026 alle 18, in via Amerigo Vespucci 42, nel rione Testaccio. Informazioni e prenotazioni si chiedono al numero 388 7001411, indicato dal teatro per questo spettacolo; il prezzo non è pubblicato nella scheda ufficiale e va chiesto al momento della prenotazione. Il teatro, che ha 50 posti su gradinata, risponde anche al numero 06 86678834. Testaccio è servito dalla metro B, fermata Piramide, dai tram 3 e 8 e dagli autobus 719, 170 e 781; per chi arriva in auto il teatro segnala un parcheggio a pagamento, non convenzionato, in via Galvani 57, a circa 850 metri. La scheda dello spettacolo è sul sito ufficiale del Teatro Antigone.

Un poeta romanesco e un musicista con sangue napoletano mettono in scena poesie, aneddoti e musica sull'amore e sul senso dell'esistenza, in una sala da cinquanta posti. Seguono le date e le informazioni pratiche, che cosa si vedrà, chi sono i due interpreti, la storia del Teatro Antigone, il rione Testaccio intorno al teatro e i consigli per organizzare la serata.
Non c'è verso al Teatro Antigone: date, orari e prenotazioni
Le recite di Non c'è verso al Teatro Antigone sono due: sabato 3 ottobre 2026 alle 21 e domenica 4 ottobre 2026 alle 18.
Le recite
La serata del sabato comincia alle 21, la recita della domenica alle 18. Il teatro non indica la durata dello spettacolo.
Come prenotare
Il Teatro Antigone indica per Non c'è verso il numero 388 7001411 per informazioni e prenotazioni. Con cinquanta posti in sala conviene chiamare qualche giorno prima, soprattutto per il sabato.
Il prezzo
Il prezzo del biglietto non è pubblicato nella scheda dello spettacolo: va chiesto al numero indicato per le prenotazioni, insieme a eventuali riduzioni e alle modalità di pagamento.
In scena
Lo spettacolo è di Maurizio Vecchiarelli, con Gianluca Battista e Maurizio Vecchiarelli. Il primo porta la poesia in romanesco, il secondo la musica.
Che cosa si vedrà in Non c'è verso
Non c'è verso è uno spettacolo di poesia e musica che, secondo la sinossi, indaga con leggerezza e profondità i più grandi misteri, l'amore e il senso dell'esistenza.
Poesia, aneddoti, musica
La sinossi descrive un'alternanza di liriche, aneddoti e musica, unita all'ironia del dialetto romanesco, che coinvolge gli spettatori in un vortice di commozione, emozioni e risate. È un formato da sala piccola, dove la parola arriva diretta e il pubblico è a pochi metri dagli interpreti.
Le pieghe e le piaghe
Il testo di presentazione gioca con le parole fin dal titolo: i due interpreti esplorano le «recondite pieghe (o piaghe)» dei grandi misteri, e definiscono l'amore e il senso dell'esistenza un ossimoro. Il titolo stesso, Non c'è verso, gioca fra il modo di dire, non c'è modo, e il verso poetico.
Roma e Napoli
La sinossi avverte, con ironia, che una piccola dose di cultura e dialetto napoletano non può essere evitata, per il sangue che scorre nelle vene del musicista, malgrado le resistenze del poeta. Lo spettacolo è quindi anche un dialogo fra due città e due lingue.
Maurizio Vecchiarelli, in arte Er còre parla
Maurizio Vecchiarelli è un poeta romanesco nato a Roma nel 1972, che firma i suoi versi con lo pseudonimo Er còre parla.
Le origini
Vecchiarelli ha cominciato a scrivere poesie spinto con naturalezza, scegliendo il dialetto della sua città. Nato e cresciuto nella capitale, ha iniziato a pubblicare i suoi versi sui social quasi per gioco, con lo pseudonimo Er còre parla, esprimendo in romanesco pensieri ed emozioni.
I libri
Nel 2020 ha pubblicato la sua prima raccolta, È tutto un lungo attimo, con Porto Seguro editore. Nel 2022 è uscita L'amore te lo meriti, raccolta di poesie in dialetto romanesco presentata il 16 maggio 2023 alla Biblioteca Renato Nicolini con letture e le chitarre di Gianluca Battista e Amedeo Morrone.
I versi sui muri
Sul suo sito il poeta ricorda il primo murale realizzato con i versi di una sua poesia, «L'angeli»: lo hanno dipinto gli artisti Matilde Salvucci, Simona Augelli ed Emanuele Giaffreda all'ingresso del Liceo Amaldi di Tor Bella Monaca, durante IPER, il festival delle periferie.
Il suo mondo
La presentazione della biblioteca descrive una poesia che esprime il mondo interiore dell'autore, pensieri ed emozioni radicati negli anni e altri nati per caso, ispirati da un momento. Nella sinossi dello spettacolo Vecchiarelli si definisce, con autoironia, un poeta romanesco «(evidentemente) contemporaneo».
Gianluca Battista, la musica
Gianluca Battista è il musicista di Non c'è verso: nella sinossi si presenta come psicoterapeuta contemporaneo prestato alla musica, o viceversa.
Un sodalizio
Battista lavora da tempo con la poesia di Vecchiarelli: nel maggio 2023, alla presentazione di L'amore te lo meriti alla Biblioteca Renato Nicolini, le letture erano sostenute dalle chitarre di Gianluca Battista e Amedeo Morrone.
Il versante napoletano
Nella sinossi è Battista a portare in scena la piccola dose di cultura e dialetto napoletano che entra nello spettacolo, contro le resistenze, scherzose, del poeta romano.
Il romanesco, una lingua che si capisce
Il romanesco di oggi è un codice linguistico molto vicino all'italiano: un italofono ne capisce agevolmente gran parte, ed è per questo che una serata di poesia in romanesco si segue anche senza essere romani.
Perché è così vicino all'italiano
Il romanesco appartiene alla famiglia dei dialetti mediani, ma in epoca preunitaria ha subito un processo di fiorentinizzazione: tratti tipicamente toscani si diffusero in città durante il Rinascimento grazie alle ricche comunità toscane presenti a Roma e alla corte papale. La sua grammatica si discosta quindi poco da quella italiana, a differenza di altri dialetti del Lazio che richiedono più pratica per essere capiti.
Una lingua che cambia
La distanza fra il romanesco contemporaneo e quello consacrato nella letteratura dialettale classica, quella del Belli, aumenta con il tempo. L'immigrazione, la crescita della città, la televisione e il cinema hanno trasformato il vecchio linguaggio della Roma rionale. Nei parlanti, soprattutto nei ceti popolari, resta però una ricchezza notevole di espressioni e modi di dire, in continuo sviluppo.
I maestri
Belli e Trilussa sono indicati come i maestri della poesia romanesca. Er còre parla scrive in un romanesco contemporaneo, quello che si parla oggi nelle strade e sui social, ed è proprio questa vicinanza alla lingua parlata a rendere i suoi versi immediati.
Accenti e apostrofi
Chi legge il romanesco scritto nota spesso un uso abbondante di accenti e apostrofi, che non sempre si trova nei testi dei classici. Lo pseudonimo stesso del poeta, con l'accento su «còre», è un esempio di questa grafia.
Il Teatro Antigone in via Vespucci
Il Teatro Antigone è un piccolo teatro nato nel 2010 in via Amerigo Vespucci 42, nella zona di Testaccio, su progetto di Riccardo Greco, Renato Greco, Fabrizio Greco e Bianca Silverio.
La sala
La scheda tecnica del teatro indica 50 posti su gradinata, con visibilità perfetta, e uno spazio scenico a terra di 4,50 metri per 7,50 di profondità, con tre entrate e uscite. Il retropalco permette due azioni sceniche contemporanee, il pavimento è in listoni di rovere e il sipario ha un movimento automatico verticale.
Le dotazioni
Il teatro dichiara riscaldamento e aria condizionata, camerini con armadio e bagno con doccia, un foyer, una cabina di regia con mixer audio, una consolle luci, fari a led, casse acustiche, microfoni, un proiettore e un telo elettrico.
Un teatro aperto
Il Teatro Antigone si mette a disposizione per prosa, danza e musica, seminari, conferenze, presentazioni di libri e dischi, laboratori teatrali e di danza, lezioni di yoga e fitness e iniziative culturali. Il cartellone ospita compagnie diverse, ciascuna con il proprio numero per le prenotazioni.
Le rassegne
Fra le rassegne del teatro ci sono «Artisti sul comò», «Laccio rosso, stop al femminicidio» e «Se ridi viene meglio», elencate nel menu del sito ufficiale.
Come arrivare al Teatro Antigone per Non c'è verso
Il Teatro Antigone si trova in via Amerigo Vespucci 42, a Testaccio, e il teatro lo definisce facilmente raggiungibile con mezzi pubblici e privati.
Metro e treno
Per il rione la fermata di riferimento della metro B è Piramide; fra le stazioni ferroviarie della zona ci sono Porta San Paolo e Roma Ostiense.
Tram e autobus
Testaccio è servito dai tram 3 e 8, con fermate come Porta San Paolo, Marmorata/Galvani, Marmorata/Vanvitelli ed Emporio, e dagli autobus 719 alla fermata Galvani/Zabaglia e 170 e 781 a largo Marzi. Per l'itinerario esatto conviene il calcolatore di percorso di ATAC.
In auto
Il teatro indica la possibilità di parcheggiare sulle strisce blu e bianche oppure in un garage a pagamento, non convenzionato, in via Galvani 57, a circa 850 metri dal teatro.
Una curiosità su Non c'è verso di Maurizio Vecchiarelli al Teatro Antigone — 3 e 4 ottobre 2026
La curiosità più divertente è nel titolo. Non c'è verso è un modo di dire romano e italiano, non c'è modo, non c'è niente da fare; ma per un poeta il verso è anche l'unità della poesia, e il gioco di parole dichiara subito il programma della serata, versi in romanesco sui due misteri più grandi, l'amore e il senso della vita. La sinossi prosegue sullo stesso tono, parlando delle «recondite pieghe (o piaghe)» dell'esistenza e definendo l'accoppiata amore ed esistenza un ossimoro. C'è poi una curiosità che riguarda il poeta. Maurizio Vecchiarelli non è nato sui palchi ma sui social: ha cominciato a scrivere quasi per gioco, con lo pseudonimo Er còre parla, e solo dopo sono arrivati i libri, È tutto un lungo attimo nel 2020 e L'amore te lo meriti nel 2022. Il suo motto pubblico, in romanesco, racconta di una parte di sé che ha deciso di vivere prendendo la penna. E c'è una terza curiosità, che riguarda il musicista: Gianluca Battista è psicoterapeuta, «prestato alla musica (o viceversa)», dice la sinossi. In una serata che parla di amore ed esistenza, avere in scena uno psicoterapeuta con la chitarra è, a nostro giudizio, la scelta di casting più spiritosa della stagione del Teatro Antigone.
Una cosa che non ti dice nessuno su Non c'è verso di Maurizio Vecchiarelli al Teatro Antigone — 3 e 4 ottobre 2026
Quello che pochi sanno è che al Teatro Antigone ogni spettacolo ha il proprio numero di prenotazione. Il teatro ospita compagnie diverse nel corso della stagione e, nella scheda di ciascun titolo, indica il contatto della produzione: per Non c'è verso è il 388 7001411, diverso dal numero generale del teatro, lo 06 86678834. Chi chiama il numero sbagliato rischia di perdere tempo, quindi conviene usare quello dello spettacolo. Il secondo dettaglio riguarda il prezzo, che non compare nella scheda pubblicata: è un'informazione da chiedere al telefono, insieme alla disponibilità dei posti. Il terzo dettaglio riguarda gli orari, diversi nei due giorni: il sabato si comincia alle 21, la domenica alle 18. Per chi viene da lontano la recita domenicale è la più comoda, e lascia il tempo per una cena a Testaccio dopo lo spettacolo. L'ultimo dettaglio è la dimensione. Cinquanta posti su gradinata e un palco a terra di 4,50 metri per 7,50 significano che gli interpreti sono a pochi passi dalla prima fila: per uno spettacolo di poesia detta e musica suonata dal vivo è la condizione ideale, ma significa anche che i posti finiscono presto.
Il consiglio che ti do per visitare Non c'è verso di Maurizio Vecchiarelli al Teatro Antigone — 3 e 4 ottobre 2026
Il consiglio è di arrivare a Testaccio con un po' di anticipo e di fare del teatro la tappa finale di un pomeriggio nel rione. Per la recita della domenica alle 18 si può partire dalla metro Piramide, passare davanti alla Piramide Cestia e al Cimitero acattolico, salire con lo sguardo al Monte dei Cocci, la collina di anfore che dà il nome al rione, e arrivare in via Vespucci; per il sabato alle 21 si può invertire l'ordine e cenare prima. Il secondo consiglio riguarda la prenotazione: con cinquanta posti, è meglio chiamare il 388 7001411 nei giorni precedenti e chiedere anche il prezzo, che non è pubblicato. Il terzo consiglio è di prepararsi all'ascolto del romanesco. Chi non è di Roma non deve temere: la sinossi parla di ironia e leggerezza, e la poesia dialettale detta a voce si capisce meglio che letta. Chi vuole un assaggio può cercare i versi di Er còre parla, che l'autore pubblica sui suoi profili e sul suo sito, o la raccolta L'amore te lo meriti. Infine, un consiglio per chi ama il teatro di quartiere: il cartellone del Teatro Antigone prosegue per tutto l'autunno, e una seconda serata in via Vespucci, magari a fine ottobre, è un buon modo per conoscere meglio questa piccola sala.
Testaccio, il rione intorno al teatro
Testaccio è il rione XX di Roma, istituito il 21 agosto 1921 scorporandolo da Ripa; prende il nome dal Monte Testaccio, la collina di cocci di anfore.
Il Monte dei Cocci
Il Monte Testaccio, alto circa 35 metri, è formato da circa 25 milioni di cocci di anfore, soprattutto da olio, legati alle attività dell'Emporium. Sulle mappe di OpenStreetMap è a circa 440 metri in linea d'aria dal teatro.
Il quartiere operaio
Con il piano regolatore del 1873 Testaccio divenne zona industriale e quartiere operaio programmato. Qui nacque la storia dell'AS Roma, con il Campo Testaccio, e qui il mercato si è trasferito nel 2012 nella nuova sede di via Galvani, il Nuovo Mercato Testaccio.
Il Mattatoio
L'ex Mattatoio è a circa 430 metri in linea d'aria dal Teatro Antigone, secondo OpenStreetMap: ospita spazi espositivi e culturali, con programmi da controllare sui siti ufficiali.
Testaccio al cinema e nelle canzoni
Il rione è stato raccontato da Elsa Morante in episodi de La Storia, dagli Inti-Illimani nella canzone «El mercado Testaccio» del 1981 e dal film C'è ancora domani di Paola Cortellesi, del 2023, ambientato qui.
Teatri, cinema e luoghi del rione Testaccio
Il Teatro Antigone è una delle sale di Testaccio, un rione che ha una vita teatrale e cinematografica intensa per le sue dimensioni.
Gli altri teatri
In piazza di Santa Maria Liberatrice 10 c'è il Teatro Vittoria; in via Rubattino 5 il Teatro Petrolini; in via Romolo Gessi 8 il Teatro Testaccio. In via Bodoni 59 si trova il Cinema Greenwich.
Santa Maria Liberatrice
La piazza di Santa Maria Liberatrice prende il nome dalla chiesa, che porta il titolo trasferito da una chiesa del Foro. Il giardino della piazza è intitolato alla famiglia Di Consiglio, vittima dell'eccidio delle Fosse Ardeatine.
Le fontane
In piazza Testaccio c'è la Fontana delle Anfore; in via Zabaglia la Fontana del Boccale, del 1931, opera di Raffaele De Vico; sul lungotevere la Fontana di Pio IX, del 1869.
Dove mangiare a Testaccio prima o dopo Non c'è verso
Testaccio ha una tradizione gastronomica legata al suo passato operaio e al mercato: per una cena prima o dopo lo spettacolo conviene restare nel rione.
Il mercato
Il Nuovo Mercato Testaccio, in via Galvani dal 2012, è il riferimento per uno spuntino nel pomeriggio, prima della recita della domenica; gli orari vanno controllati sul sito del mercato.
La domenica
La recita delle 18 permette un pranzo lungo nel rione, una passeggiata fra la Piramide e il Monte dei Cocci e l'ingresso in teatro senza fretta; dopo lo spettacolo resta tutta la serata per una cena a Testaccio.
La sera
Dopo la recita del sabato, che comincia alle 21, conviene prenotare un tavolo in anticipo in una trattoria o pizzeria del rione, soprattutto il sabato sera.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Testaccio sia un rione popolare, legato al mercato e alla cucina; è citato meno spesso che un'indagine comunale del 1884 gli attribuì il primato del consumo di alcolici in città. Era il Testaccio operaio nato con il piano regolatore del 1873, che destinava l'area a zona industriale insieme all'Ostiense. Un secondo fatto poco citato riguarda il nome delle strade. Via Amerigo Vespucci, dove si trova il Teatro Antigone, appartiene alla trama di vie dedicate a esploratori e navigatori, a cui si affiancano quelle intitolate a ingegneri, scienziati e tipografi, come via Galvani, via Volta o via Bodoni. Un terzo fatto è più antico. Prima di diventare un rione, l'area era conosciuta come i prati del popolo romano, dove si facevano le gite di Pasquetta e le ottobrate; fra il Duecento e il Trecento sul Monte Testaccio si correva il palio, tanto che la collina era chiamata Mons de Palio. Andare a teatro a Testaccio il primo fine settimana di ottobre significa quindi, in un certo senso, rinnovare un'antica ottobrata, con la poesia in romanesco come compagnia.
La foto giusta da fare a Non c'è verso di Maurizio Vecchiarelli al Teatro Antigone — 3 e 4 ottobre 2026
Durante lo spettacolo non si fotografa: la sala ha cinquanta posti, gli interpreti sono a pochi metri e la poesia vive di silenzio. La foto giusta si fa all'ingresso del Teatro Antigone, in via Amerigo Vespucci 42, con la locandina di Non c'è verso pubblicata dal teatro: un ricordo semplice della serata. La seconda foto è dentro la sala, prima che si spengano le luci, se il personale lo consente: la gradinata da cinquanta posti e il palco a terra con il pavimento in listoni di rovere raccontano bene il carattere di un teatro piccolo e curato. La terza foto è fuori, nel rione. Testaccio offre scorci molto riconoscibili a pochi minuti a piedi: la Fontana delle Anfore in piazza Testaccio, la Fontana del Boccale del 1931 in via Zabaglia, la Piramide Cestia, il profilo del Monte dei Cocci. Per chi ama la parola scritta, la foto più adatta allo spettacolo è quella di una targa stradale del rione dedicata a un esploratore o a un tipografo: via Vespucci, via Bodoni, via Galvani. Un poeta che gioca con il verso e una via intitolata a un navigatore sono, a nostro giudizio, una coppia perfetta per un'immagine.
La stagione autunnale del Teatro Antigone
Dopo Non c'è verso, il cartellone del Teatro Antigone prosegue con un titolo diverso quasi ogni fine settimana di ottobre.
Ottobre
Il 9 e 10 ottobre c'è «Come i petali di un quadrifoglio» di Laura Jacobbi; dal 16 al 18 ottobre «Sugo finto» di Gianni Clementi, con la regia di Pino Smiraglia, testo che a Roma è in cartellone anche al Teatro Manzoni con un'altra produzione; dal 23 al 25 ottobre «L'altro figlio» e «La giara» di Luigi Pirandello; dal 30 ottobre al 1° novembre «Cechov per due».
Novembre e dicembre
A novembre il teatro annuncia, fra gli altri, «Quel bellissimo fruscio» di Gabriele Zedde, «Una bigama monogama» di Sasà Russo e «Il sorriso dell'inquisita» di Marilina Veca; a dicembre «Il calapranzi» di Harold Pinter e «Un giallo Natale».
Il 2027
Il cartellone pubblicato dal teatro arriva fino a maggio 2027. A gennaio sono annunciati «Le verità nude» di Maria Adelaide Terribili, «Un triangolo quadrato» di Cesare Cesarini ed «E lucean le stelle», liberamente ispirato alla «Tosca» di Puccini, con adattamento e regia di Vittorio Aliotta. A febbraio arrivano «Le cinque rose di Jennifer» di Annibale Ruccello, «Camera per tre» e «Una tranquilla giornata» di Alessandro Mengali; a marzo «Una famiglia di troppo», «Le Baccanti» e «Chiaria (o la beffa dell'ombra)»; ad aprile «L'uomo, la bestia e la virtù» di Pirandello e «Come le fasi della luna»; a maggio «Nemici come prima», «Freakvendetta» e «Mai stata sul cammello?» di Aldo Nicolaj.
Le prenotazioni nel cartellone
Ogni titolo del cartellone ha un proprio numero per le prenotazioni, indicato nella scheda dello spettacolo sul sito del teatro: è una regola da ricordare anche per le serate successive.
Altri teatri del rione
A Testaccio c'è anche il Teatro Testaccio di via Romolo Gessi, che a ottobre ospita Rossetto e cioccolato.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il Teatro Antigone ha una storia breve, cominciata nel 2010, ma si trova in un rione dove la storia si misura in secoli. Intorno all'Emporium si accumularono per generazioni i cocci delle anfore d'olio fino a formare il Monte Testaccio, circa 25 milioni di frammenti in una collina di 35 metri. Fra il Duecento e il Trecento sulla collina si correva il palio, e per secoli i prati intorno furono il luogo delle gite di Pasquetta e delle ottobrate dei romani; una lapide del 1720 ne ricorda l'uso pubblico. Con il piano regolatore del 1873 l'area divenne zona industriale e quartiere operaio; nel 1869 era stata costruita la Fontana di Pio IX sul lungotevere; il 21 agosto 1921 Testaccio fu istituito come rione XX, scorporato da Ripa. Fra il 1928 e il 1930 fu costruita la caserma dei Vigili del Fuoco su progetto di Vincenzo Fasolo; nel 1931 Raffaele De Vico firmò la Fontana del Boccale in via Zabaglia. Nel 2012 il mercato si è trasferito in via Galvani. Nel 2010 Riccardo Greco, Renato Greco, Fabrizio Greco e Bianca Silverio hanno aperto in via Vespucci il Teatro Antigone, e il 3 ottobre 2026 sulla sua gradinata da cinquanta posti si ascoltano i versi di Er còre parla.
Accessibilità e informazioni pratiche
Il Teatro Antigone ha una sala con 50 posti su gradinata e un palco a terra; il teatro dichiara riscaldamento e aria condizionata.
Mobilità
La scheda del teatro non indica l'accessibilità per persone con mobilità ridotta: conviene chiedere al momento della prenotazione quali posti sono raggiungibili senza gradini.
Con i ragazzi
La scheda dello spettacolo non indica limiti d'età. I temi sono l'amore e il senso dell'esistenza, trattati con ironia: per i più giovani conviene chiedere informazioni al numero di prenotazione, che è anche il contatto diretto della produzione.
Puntualità
In una sala così piccola un ingresso a spettacolo iniziato si nota: conviene arrivare almeno un quarto d'ora prima.
Il museo diffuso del rione
Per chi vuole scoprire Testaccio prima dello spettacolo, il museo diffuso del rione e la pagina su che cosa vedere a Testaccio offrono un punto di partenza.
Chi è passato da Non c'è verso di Maurizio Vecchiarelli al Teatro Antigone — 3 e 4 ottobre 2026
Chi è passato dal Teatro Antigone e da Testaccio? Nella stagione 2026 e 2027 la sala di via Vespucci ospita autori e testi molto diversi: Luigi Pirandello con «L'altro figlio», «La giara» e «L'uomo, la bestia e la virtù», Harold Pinter con «Il calapranzi», Annibale Ruccello con «Le cinque rose di Jennifer», Aldo Nicolaj, Gianni Clementi, compagnie e autori romani come Sasà Russo, Laura Jacobbi, Gabriele Zedde, Marilina Veca, Barbara Sirtoli. Il teatro è nato nel 2010 dal progetto di Riccardo, Renato e Fabrizio Greco e di Bianca Silverio. Il rione, a sua volta, è passato nelle pagine di Elsa Morante, che vi ambientò episodi de La Storia, nella musica degli Inti-Illimani con «El mercado Testaccio» e nel cinema di Paola Cortellesi con C'è ancora domani. Qui è nata la storia calcistica dell'AS Roma, con il Campo Testaccio di via Zabaglia; qui Raffaele De Vico ha firmato la Fontana del Boccale e Vincenzo Fasolo la caserma dei Vigili del Fuoco. Il 3 e 4 ottobre passano in via Vespucci Maurizio Vecchiarelli, Er còre parla, il poeta romanesco che ha visto i suoi versi dipinti su un muro di Tor Bella Monaca, e Gianluca Battista, psicoterapeuta con la chitarra. A nostro giudizio, per un poeta romanesco, Testaccio è il palcoscenico più naturale di Roma.
Domande frequenti su Non c'è verso al Teatro Antigone
Quando va in scena Non c'è verso al Teatro Antigone?
Non c'è verso va in scena al Teatro Antigone sabato 3 ottobre 2026 alle 21 e domenica 4 ottobre 2026 alle 18. Le recite sono due, in via Amerigo Vespucci 42 a Testaccio.
Come si prenota Non c'è verso?
Per Non c'è verso il Teatro Antigone indica il numero 388 7001411 per informazioni e prenotazioni. Con 50 posti in sala conviene chiamare qualche giorno prima.
Quanto costa il biglietto di Non c'è verso?
Il prezzo di Non c'è verso non è pubblicato nella scheda del Teatro Antigone: va chiesto al numero di prenotazione 388 7001411.
Chi sono gli interpreti di Non c'è verso?
Non c'è verso è di Maurizio Vecchiarelli, poeta romanesco in arte Er còre parla, con Gianluca Battista, psicoterapeuta e musicista. Lo spettacolo alterna poesie in romanesco, aneddoti e musica.
Dove si trova il Teatro Antigone?
Il Teatro Antigone si trova in via Amerigo Vespucci 42, nel rione Testaccio. Il rione è servito dalla metro B a Piramide, dai tram 3 e 8 e dagli autobus 719, 170 e 781.
C'è parcheggio vicino al Teatro Antigone?
Il Teatro Antigone segnala la sosta sulle strisce blu e bianche e un garage a pagamento, non convenzionato, in via Galvani 57, a circa 850 metri dal teatro.
Bisogna capire il romanesco per seguire Non c'è verso?
Non c'è verso usa l'ironia del dialetto romanesco, con una piccola dose di napoletano. La poesia detta a voce, con la musica, si segue anche senza essere di Roma.
Il consiglio finale su Non c'è verso
A nostro giudizio Non c'è verso è una serata da sala piccola nel senso migliore: due interpreti, poesie in romanesco, una chitarra, cinquanta posti e un rione, Testaccio, che di Roma popolare è uno dei ritratti più fedeli. Il consiglio è di prenotare al 388 7001411 chiedendo anche il prezzo, scegliere la domenica alle 18 per avere la serata libera o il sabato alle 21 dopo una cena nel rione, e arrivare con un po' di anticipo per una passeggiata fra la Piramide e il Monte dei Cocci.
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