AccediIl mio viaggio

Necropolitica migratoria. Testimonianze dai campi di reclusione in Libia e Albania alla Casa della Memoria e della Storia — 27 ottobre 2026

Necropolitica migratoria. Testimonianze dai campi di reclusione in Libia e Albania è l'incontro pubblico con attivisti in programma martedì 27 ottobre 2026 alle ore 17 alla Casa della Memoria e della Storia, in via di San Francesco di Sales 5, la traversa di via della Lungara nel tratto di Trastevere fra il Tevere e il Gianicolo. Intervengono Papia Aktar, Gennaro Santoro, Salvatore Fachile ed Erasmo Palazzotto. L'incontro è promosso da Un Ponte Per e ARCI con la Casa della Memoria e della Storia nel percorso Memorie Decoloniali, ed è l'ultimo appuntamento tematico della mostra fotografica Tracce coloniali. Relegati libici a Ustica (1911-1934), aperta fino al 6 novembre 2026 a ingresso libero dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19. Ci si arriva con gli autobus 23 e 280 che percorrono i lungotevere, oppure con il tram 8 fino a viale di Trastevere e poi a piedi attraverso il rione. Per posti e modalità di accesso il riferimento è la Biblioteca Casa della Memoria e della Storia, telefono 06 45460503, email casadellamemoria@bibliotechediroma.it.

Casa della Memoria e della Storia in via San Francesco di Sales
La Casa della Memoria e della Storia in via San Francesco di Sales, a Trastevere. Foto di Lalupa, licenza CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

Necropolitica migratoria: data, orario e programma

L'incontro Necropolitica migratoria si tiene martedì 27 ottobre 2026 alle 17 nella Casa della Memoria e della Storia, istituzione di Roma Capitale dedicata alla storia del Novecento. Il portale turistico di Roma Capitale lo presenta come un incontro pubblico con attivisti; il programma della Biblioteca lo indica come il secondo incontro tematico della mostra su Ustica, dopo il seminario storico del 2 ottobre.

Chi interviene

Gli interventi annunciati sono quattro: Papia Aktar, Gennaro Santoro, Salvatore Fachile ed Erasmo Palazzotto. Papia Aktar rappresenta ARCI Roma, come già all'inaugurazione della mostra il 17 settembre. Erasmo Palazzotto è stato deputato per due legislature, dal 2013 al 2022. Per le qualifiche degli altri relatori il riferimento è la presentazione che la Biblioteca e le associazioni promotrici pubblicano a ridosso dell'incontro.

Chi promuove l'incontro

L'incontro è promosso da Un Ponte Per e da ARCI con la Casa della Memoria e della Storia, dentro il percorso Memorie Decoloniali. Sono le stesse realtà che, con il Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica, hanno curato la mostra Tracce coloniali. La continuità è voluta: la mostra racconta le deportazioni del passato coloniale, l'incontro del 27 porta il discorso sul presente.

Ingresso

La mostra che fa da cornice è a ingresso libero. Per l'incontro il programma non indica un biglietto. Chi viene con una classe o con un gruppo fa bene a telefonare prima alla Biblioteca per sapere come organizzarsi e se ci sono limiti di capienza.

Il tema: che cosa significa necropolitica migratoria

Il titolo dell'incontro mette insieme due parole che vanno spiegate. Necropolitica è un termine entrato nel lessico delle scienze sociali per indicare il potere di decidere chi può vivere e chi può essere lasciato morire; migratoria ne indica il campo di applicazione, le politiche sulle persone che attraversano i confini. Il sottotitolo chiarisce il taglio: testimonianze dai campi di reclusione in Libia e in Albania.

Due luoghi, un sistema

Libia e Albania sono due paesi diversi, con storie diverse, ma nel titolo compaiono insieme per una ragione precisa: sono due luoghi fuori dal territorio italiano in cui si trattengono persone migranti in relazione alle politiche italiane ed europee. L'incontro, per come è presentato, sceglie la forma della testimonianza: la parola a chi quei luoghi li ha visti, seguiti o documentati.

Perché qui

Parlarne dentro una mostra sui relegati libici di Ustica crea un cortocircuito voluto. Un secolo fa la Libia era il luogo da cui l'Italia deportava persone verso le sue isole; oggi è uno dei luoghi in cui si trattengono persone che vorrebbero raggiungere l'Italia. Il percorso Memorie Decoloniali propone di guardare le due storie una accanto all'altra, senza sovrapporle meccanicamente.

Il formato

Un incontro pubblico con attivisti ha un ritmo diverso da un seminario universitario. Meno relazioni lette, più racconto diretto, più spazio al dibattito. Chi arriva senza competenze specifiche non deve temere di restare fuori: è proprio il pubblico a cui questo formato si rivolge.

La mostra Tracce coloniali. Relegati libici a Ustica (1911-1934)

L'incontro Necropolitica migratoria chiude il calendario di incontri della mostra fotografica Tracce coloniali. Relegati libici a Ustica (1911-1934), aperta alla Casa della Memoria e della Storia dal 17 settembre al 6 novembre 2026, con ingresso libero dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19.

Chi l'ha curata

La mostra è curata da Un Ponte Per, ARCI e dal Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica, nell'ambito del progetto Memorie decoloniali. All'inaugurazione di giovedì 17 settembre hanno portato i saluti Fabio Alberti per Un Ponte Per, Papia Aktar per ARCI Roma e Marina Pierlorenzi per ANPI Roma; sono intervenuti lo storico Alessandro Volterra dell'Università di Roma Tre e Vito Ailara, presidente del Centro Studi di Ustica. In collegamento dalla Libia hanno parlato il nipote di un deportato e il Libyan Center for Archives and Historical Studies.

Il primo incontro

Venerdì 2 ottobre la mostra ha ospitato il seminario storico Deportare, internare, concentrare. Pratiche coloniali sui corpi dei sudditi, con Beatrice Falcucci, Gianmarco Mancosu e Federico Goddi: lo raccontiamo nella scheda dedicata al seminario Deportare, internare, concentrare. Il 27 ottobre il passaggio è dalla storia al presente.

Vederla prima dell'incontro

Il consiglio pratico è di arrivare un'ora prima delle 17 e visitare la mostra. Le fotografie e i documenti su Ustica danno una base concreta alle testimonianze che si ascolteranno dopo. Senza quel passaggio l'incontro resta un dibattito sull'attualità; con quel passaggio diventa un confronto fra due epoche.

I relegati libici di Ustica: la storia alle spalle dell'incontro

Fra il 1911 e il 1934 l'Italia deportò dalla Libia alcune migliaia di persone, confinandole sulle isole di Ponza, Favignana, Ustica e Tremiti e in altre località. È la storia che la mostra racconta, e che fa da sfondo a un incontro sulle politiche migratorie di oggi.

L'ottobre del 1911

Tutto comincia nelle prime settimane della guerra italo-turca. Il 23 ottobre 1911, nella battaglia di Sciara Sciat alle porte di Tripoli, una parte della popolazione libica si schierò con i soldati ottomani contro le truppe italiane. La repressione fu durissima, e il 25 ottobre il presidente del Consiglio Giovanni Giolitti ordinò al generale Carlo Caneva di deportare in Italia i libici che si opponevano all'invasione. Fra loro c'erano resistenti, ma anche civili presi nei rastrellamenti.

I numeri del confino

Al 31 gennaio 1912 i deportati arrivati vivi nelle strutture di detenzione italiane erano 1.080 alle Tremiti, 834 a Ustica, 654 a Gaeta, 349 a Favignana e 136 a Ponza. Alle Tremiti, dove i posti erano meno di quattrocento, ne arrivarono più di milletrecento, e uno su tre morì.

Ustica

A Ustica la prima nave fu il piroscafo Rumania, con centinaia di deportati a bordo. Le persone trasferite sull'isola furono 920, più o meno quanti erano gli abitanti dell'epoca. Un'epidemia di colera causò almeno 127 morti fra i relegati. Le ricerche del Centro Studi di Ustica documentano grandi cameroni al piano terra, sovraffollati e degradati, e ricordano anche gesti di solidarietà, come quello del direttore della colonia dei coatti, Antonino Cutrera, che chiese che i libici potessero preparare da sé il proprio cibo per evitare frodi a loro danno.

Fino al 1934

La nave Rumania fu solo il primo episodio di una storia di deportazione, esilio e confino che proseguì durante il fascismo fino al 1934. A Ustica, negli stessi decenni, furono confinati anche oppositori politici italiani come Antonio Gramsci e Amadeo Bordiga. Confino coloniale e confino politico si toccano: è uno dei nodi che la mostra mette in luce.

I relatori di Necropolitica migratoria

I quattro relatori dell'incontro Necropolitica migratoria vengono dal mondo dell'associazionismo e della politica: una scelta coerente con il formato dell'incontro con attivisti annunciato dalla Casa della Memoria.

Papia Aktar

Papia Aktar interviene per ARCI, una delle due associazioni promotrici. Il suo nome compare già nel programma dell'inaugurazione della mostra, il 17 settembre, quando ha portato i saluti di ARCI Roma. È quindi una delle voci che accompagnano l'intero percorso di Tracce coloniali, dall'apertura all'ultimo incontro.

Erasmo Palazzotto

Erasmo Palazzotto è nato a Palermo nel 1982 ed è stato deputato dal 2013 al 2022, eletto in Sicilia. Nella XVII legislatura è stato vicepresidente della Commissione Affari esteri della Camera e segretario della Commissione d'inchiesta sul sistema di accoglienza dei migranti, per la quale ha firmato la relazione di minoranza sul sistema hotspot in Italia. È stato fra i primi deputati a entrare nel CARA di Mineo e a denunciarne le condizioni. Nella XVIII legislatura ha presieduto la Commissione parlamentare d'inchiesta sulla morte di Giulio Regeni. Prima della Camera aveva coordinato progetti di cooperazione con il Chiapas e la Palestina.

Gennaro Santoro e Salvatore Fachile

Gennaro Santoro e Salvatore Fachile completano il tavolo dei relatori. Il sottotitolo dell'incontro, testimonianze dai campi di reclusione, lascia intendere che le loro voci porteranno esperienze dirette di monitoraggio o di assistenza; i dettagli dei loro interventi saranno presentati in apertura dell'incontro.

Un Ponte Per e ARCI

Un Ponte Per è l'associazione che, con ARCI, ha promosso il percorso Memorie Decoloniali e la mostra su Ustica; Fabio Alberti ne ha portato i saluti all'inaugurazione. Le due associazioni, secondo le cronache sulla memoria di Ustica, avevano già promosso nel maggio 2025 la delegazione che piantò un ulivo commemorativo nel cimitero dell'isola. L'incontro del 27 ottobre è l'ultimo tassello di un lavoro che dura da oltre un anno.

Una curiosità su Necropolitica migratoria. Testimonianze dai campi di reclusione in Libia e Albania alla Casa della Memoria e della Storia — 27 ottobre 2026

La curiosità più significativa riguarda la data. Il 27 ottobre 2026 cade a pochi giorni dall'anniversario dei fatti da cui tutta la mostra prende le mosse: la battaglia di Sciara Sciat del 23 ottobre 1911 e l'ordine di deportazione del 25 ottobre. Centoquindici anni dopo, nella stessa settimana, a Roma si parla di persone trattenute in Libia. Che la scelta sia voluta o no, la coincidenza è eloquente.

La seconda curiosità è poetica. Nel maggio 2025, a Ustica, la delegazione promossa da ARCI e Un Ponte Per inaugurò una targa con i versi di due dissidenti deportati sulle isole in epoca coloniale: l'antifascista italiano Silvio Campanile e il poeta libico Fadil Shimani. In una poesia scritta a Favignana nel 1912, Shimani descrive la nave che lo porta via come un treno di ferro che lo allontana dai suoi cari. È un'immagine che, ascoltata il 27 ottobre, suona terribilmente attuale.

La terza riguarda la memoria orale. Vito Ailara, presidente del Centro Studi di Ustica, ha raccontato la testimonianza di una zia nata nel 1900 che da bambina vide arrivare la nave dei libici. Più di un secolo di memoria familiare arriva così in una biblioteca romana, alla vigilia di un incontro sulle testimonianze di oggi.

La Casa della Memoria e della Storia, la sede dell'incontro

La Casa della Memoria e della Storia, in via di San Francesco di Sales 5, è l'istituzione di Roma Capitale dedicata a raccontare, conoscere e condividere la memoria e la storia del Novecento e della città; è stata inaugurata il 24 marzo 2006, nell'anniversario dell'eccidio delle Fosse Ardeatine.

Le associazioni che la animano

Alla vita della Casa partecipano le associazioni della memoria antifascista e della Resistenza: l'ANED, degli ex deportati politici nei campi nazisti; l'ANEI, degli ex internati; l'ANPI; l'ANPPIA, dei perseguitati politici antifascisti; la FIAP; l'Associazione partigiani cristiani; l'IRSIFAR, Istituto romano per la storia d'Italia dal fascismo alla Resistenza; la sezione didattica e alcuni archivi sonori del Circolo Gianni Bosio; il coordinamento della Società italiana di storia orale. Diverse associazioni vi hanno depositato i propri archivi.

La biblioteca

La Biblioteca Casa della Memoria e della Storia fa parte del sistema delle Biblioteche di Roma. È specializzata in storia del Novecento, guerre mondiali, antifascismo, Resistenza, occupazione tedesca, deportazioni ed eccidi, Liberazione, storia della Repubblica, Shoah, memorie biografiche e didattica della memoria. Ha 15 posti di studio interni e 53 esterni, wifi, ed è accessibile alle persone con disabilità.

Biblioteca, archivio, sala incontri

Nella pratica la Casa è insieme biblioteca, archivio, spazio espositivo e sala conferenze: ospita mostre, presentazioni di libri, seminari, incontri con le scuole. Poco conosciuta dai visitatori di passaggio, è un riferimento per chi studia la storia contemporanea di Roma. Ne parliamo anche nella nostra scheda sulla Casa della Memoria e della Storia.

Una cosa che non ti dice nessuno su Necropolitica migratoria. Testimonianze dai campi di reclusione in Libia e Albania alla Casa della Memoria e della Storia — 27 ottobre 2026

Quello che quasi nessuno sa è che l'edificio della Casa della Memoria viene dalla comunità ebraica romana. L'immobile di via di San Francesco di Sales è passato al Comune in permuta dalla Comunità Ebraica di Roma, che vi aveva la sede di una scuola. Un edificio della comunità che a Roma ha subito la persecuzione più feroce è diventato la casa delle associazioni della memoria. Parlare qui di reclusione e di confini ha un peso particolare.

La seconda cosa poco detta riguarda la vocazione del luogo. La Casa nasce attorno alla memoria della Resistenza, delle deportazioni nei campi nazisti e degli eccidi dell'occupazione tedesca. Ospitare prima una mostra sulle deportazioni coloniali italiane e poi un incontro sulle politiche migratorie di oggi significa allargare quella memoria in due direzioni: all'indietro, verso le colpe italiane in Africa, e in avanti, verso il presente. È una scelta che fa discutere, ed è giusto che sia così.

La terza riguarda il pubblico. Agli incontri della Casa vanno studiosi, studenti, insegnanti, militanti delle associazioni. Chi arriva da semplice cittadino curioso non deve sentirsi fuori posto. In un incontro con attivisti le domande dal pubblico sono parte del programma, e spesso sono la parte più viva.

Il consiglio che ti do per visitare Necropolitica migratoria. Testimonianze dai campi di reclusione in Libia e Albania alla Casa della Memoria e della Storia — 27 ottobre 2026

Arrivate alle 16. La mostra Tracce coloniali è aperta fino alle 19 e si visita in una quarantina di minuti: vedere le fotografie e i documenti su Ustica prima di ascoltare le testimonianze di oggi cambia il modo in cui le si ascolta. Il camerone sovraffollato del 1911 e i centri di trattenimento di oggi non sono la stessa cosa, e proprio per questo il confronto è istruttivo.

Portate un taccuino e un atteggiamento aperto. Un incontro con attivisti ha un punto di vista dichiarato, ed è bene saperlo: il valore è nelle testimonianze dirette, che raramente arrivano sui giornali con questo grado di dettaglio. Chi vuole un quadro storico più distaccato trova nella biblioteca della Casa una sezione ricca sulla storia del Novecento e del colonialismo.

Se venite in gruppo, telefonate prima alla Biblioteca, al numero 06 45460503. Il programma non indica una prenotazione obbligatoria, ma quando partecipano associazioni e scuole la sala si riempie.

All'uscita sarà già buio: il 27 ottobre, tornata l'ora solare, il sole tramonta poco dopo le cinque. Via della Lungara illuminata, fino a ponte Sisto, è la passeggiata giusta per chiudere il pomeriggio e riordinare le idee.

Come arrivare alla Casa della Memoria e della Storia

La Casa della Memoria e della Storia si trova in via di San Francesco di Sales 5, una traversa di via della Lungara nel settore di Trastevere fra il Tevere e le pendici del Gianicolo, a pochi passi da Palazzo Corsini e dall'Orto Botanico.

In autobus

Le linee 23 e 280 corrono lungo i lungotevere e fermano nel tratto della Farnesina, a pochi minuti a piedi da via della Lungara. Sono comode da Prati, dal Vaticano, da Testaccio e da Ostiense. Controllate orari e percorsi prima di partire.

In tram

Il tram 8 collega largo Argentina e piazza Venezia con viale di Trastevere. Si scende nella zona di piazza Belli o di piazza Sonnino e si prosegue a piedi verso piazza Trilussa e via della Lungara, un quarto d'ora di cammino attraverso il rione.

A piedi dal centro

Da Campo de' Fiori si attraversa ponte Sisto, si passa da piazza Trilussa e si imbocca via della Lungara. In quindici minuti si è arrivati. È il percorso più semplice e il più bello.

In treno

Da Roma Trastevere si prende il tram 8 in direzione centro, si scende su viale di Trastevere e si prosegue a piedi verso il fiume.

In auto

La zona è in gran parte a traffico limitato e i parcheggi sono pochissimi: l'auto è sconsigliata. Il radiotaxi di Roma risponde allo 060609.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che Antonio Gramsci fu confinato a Ustica. È uno dei capitoli più noti della biografia del fondatore del Partito Comunista d'Italia. Molto meno citato è che, prima dei confinati politici del fascismo, l'isola aveva già ospitato centinaia di libici deportati dopo l'invasione del 1911. Ustica fu luogo di confino coloniale e di confino politico, spesso con le stesse strutture e la stessa amministrazione.

Il secondo fatto poco citato riguarda le parole. Nei documenti dell'epoca i libici deportati erano chiamati relegati, un termine amministrativo che copriva la sostanza: persone portate via dalla propria terra senza processo, in molti casi civili presi nei rastrellamenti. Il titolo dell'incontro del 27 ottobre fa l'operazione opposta: sceglie una parola dura, necropolitica, per nominare senza eufemismi ciò di cui vuole parlare. Si può essere d'accordo o no con quella parola, ma la scelta è dichiarata.

Il terzo fatto: la decisione di deportare fu presa a Roma, dal governo Giolitti, e le persone furono portate su isole italiane. La storia coloniale viene spesso raccontata come una storia lontana; qui è una storia di ministeri romani e di isole del Tirreno. Parlarne in una biblioteca a pochi chilometri da quei ministeri ha una logica precisa.

La foto giusta da fare a Necropolitica migratoria. Testimonianze dai campi di reclusione in Libia e Albania alla Casa della Memoria e della Storia — 27 ottobre 2026

In un incontro con testimoni la foto giusta non è quella dei relatori al tavolo. Chi racconta esperienze legate a luoghi di reclusione può avere buone ragioni per non essere ripreso, e le fotografie della mostra hanno una loro storia di archivio e di diritti. Chiedete sempre al personale prima di fotografare in sala.

La foto giusta, per me, si fa uscendo. Via della Lungara, a pochi passi dalla Casa, è una strada lunga e dritta aperta nel Cinquecento, fiancheggiata da palazzi nobiliari, conventi e istituzioni. Alle sette di sera di fine ottobre è illuminata dai lampioni e quasi vuota: mettetevi all'imbocco e fotografate la prospettiva verso piazza della Rovere. È una Roma severa, poco turistica, che racconta la stratificazione della città.

In alternativa si sale in pochi minuti al Gianicolo per fotografare Roma dall'alto, a luci accese. Da lassù si vedono insieme i palazzi del potere e i luoghi della memoria: dopo un incontro come questo, l'immagine acquista un altro significato.

Intorno alla Casa della Memoria: la Lungara e il Gianicolo

La Casa della Memoria si trova in una delle zone più ricche di storia della riva destra del Tevere, fra via della Lungara e le pendici del Gianicolo: in pochi minuti a piedi si raggiungono palazzi, giardini e chiese di primo piano.

Palazzo Corsini e la Farnesina

Su via della Lungara si affacciano Palazzo Corsini, sede di una parte della Galleria Nazionale d'Arte Antica, e di fronte la Villa Farnesina, con gli affreschi di Raffaello e della sua scuola. Chi ha il primo pomeriggio libero può abbinare una delle due visite all'incontro.

L'Orto Botanico

Dietro Palazzo Corsini si apre l'Orto Botanico di Roma, che sale verso il Gianicolo. È il posto per una pausa all'aperto prima delle 16, controllando gli orari di chiusura autunnali.

Il Gianicolo

Salendo si arriva al Gianicolo, con la terrazza panoramica e i busti dei garibaldini della Repubblica Romana del 1849: un altro luogo della memoria, questa volta risorgimentale.

Trastevere

Verso sud si entra nella parte più animata del rione: piazza Trilussa, piazza di Santa Maria in Trastevere, i vicoli. Per un itinerario completo c'è la nostra guida a cosa vedere a Trastevere.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La Casa della Memoria e della Storia ha una storia recente ma densa. Il primo passo risale al 28 luglio 1999, quando l'ANPI di Roma, il Comune, la Provincia e la Regione Lazio firmarono l'accordo che istituiva il Centro telematico di storia contemporanea, oggi ospitato nell'edificio. Era il primo nucleo di un progetto più ampio: dare alle associazioni della memoria antifascista una sede comune, con archivi, biblioteca e spazi per il pubblico.

Il passaggio decisivo fu l'acquisizione dell'edificio di via di San Francesco di Sales, ottenuto in permuta dalla Comunità Ebraica di Roma. La Casa fu inaugurata il 24 marzo 2006, nell'anniversario dell'eccidio delle Fosse Ardeatine, quando nel 1944 le truppe di occupazione tedesche uccisero 335 persone. La data dichiarava il senso dell'istituzione. Chi vuole completare il percorso può visitare il Mausoleo delle Fosse Ardeatine e il Museo storico della Liberazione in via Tasso.

Negli anni la Casa ha ospitato mostre, convegni, presentazioni e attività con le scuole romane, e la biblioteca è cresciuta fino a diventare una delle specializzate del sistema comunale. Nell'autunno 2026 il percorso Memorie Decoloniali ne ha allargato lo sguardo: il 17 settembre l'apertura della mostra Tracce coloniali con un collegamento dalla Libia, il 2 ottobre il seminario storico, il 27 ottobre l'incontro con attivisti sulle politiche migratorie. Tre date che, messe in fila, raccontano come una istituzione della memoria possa interrogarsi anche sul presente.

Chi è passato da Necropolitica migratoria. Testimonianze dai campi di reclusione in Libia e Albania alla Casa della Memoria e della Storia — 27 ottobre 2026

Per la mostra Tracce coloniali sono passati dalla Casa della Memoria studiosi, testimoni e rappresentanti delle associazioni. All'inaugurazione del 17 settembre hanno parlato Fabio Alberti di Un Ponte Per, Papia Aktar di ARCI Roma, Marina Pierlorenzi di ANPI Roma, lo storico Alessandro Volterra dell'Università di Roma Tre e Vito Ailara, presidente del Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica. Dalla Libia, in collegamento, il nipote di un deportato e il Libyan Center for Archives and Historical Studies.

Il 2 ottobre sono arrivati tre storici di università diverse: Beatrice Falcucci, Gianmarco Mancosu e Federico Goddi, con un seminario sulle deportazioni e i campi in Libia, nel Corno d'Africa e sulle pratiche di internamento nei Balcani. Il 27 ottobre passano Papia Aktar, Gennaro Santoro, Salvatore Fachile ed Erasmo Palazzotto, l'ex deputato che ha presieduto la commissione d'inchiesta sulla morte di Giulio Regeni.

Più in generale, dalla Casa della Memoria passano ogni anno le persone delle associazioni che la animano: gli ex deportati e gli ex internati finché hanno potuto testimoniare, i partigiani dell'ANPI, i ricercatori dell'IRSIFAR, gli storici orali del Circolo Gianni Bosio. Passano le scuole romane e i lettori della biblioteca, il pubblico meno visibile e forse il più importante, quello che trasforma la memoria in studio quotidiano.

Accessibilità e servizi

La Casa della Memoria e della Storia è indicata come accessibile alle persone con disabilità e dispone di wifi. Per esigenze specifiche, come l'accompagnamento in sala o la riserva di un posto, conviene telefonare alla Biblioteca al numero 06 45460503 o scrivere a casadellamemoria@bibliotechediroma.it.

Con ragazzi e studenti

L'incontro è pensato per un pubblico adulto, ma può interessare studenti delle superiori e universitari che studiano migrazioni, diritti umani o storia coloniale. Per un primo approccio con i ragazzi la mostra, con fotografie e documenti, è più adatta dell'incontro. Per i bambini il tema e il formato non sono indicati.

Dove mangiare vicino alla Casa della Memoria

Trastevere ha una delle offerte più ampie di Roma fra trattorie, pizzerie e locali per l'aperitivo. Il martedì sera il rione è meno affollato che nel fine settimana, e trovare un tavolo dopo le 19 è più facile, soprattutto nelle strade interne. Via della Lungara ha pochi locali; il grosso dell'offerta è a dieci minuti a piedi verso piazza Trilussa e piazza di Santa Maria in Trastevere. Chi preferisce la tranquillità può attraversare ponte Sisto e cenare fra via Giulia e il Ghetto.

Roma a fine ottobre

A fine ottobre Roma è ancora mite di giorno, ma le serate si accorciano di colpo: il ritorno all'ora solare, a fine mese, porta il tramonto poco dopo le cinque. È il periodo in cui la stagione culturale è in pieno svolgimento, con biblioteche, università e festival tutti attivi. Per un incontro alle 17 conviene contare su un'uscita al buio e portare una giacca.

Come organizzare il pomeriggio del 27 ottobre

Una sequenza semplice. Alle 14.30, visita a Villa Farnesina o a Palazzo Corsini. Alle 16, arrivo alla Casa della Memoria e visita della mostra Tracce coloniali. Alle 17, l'incontro Necropolitica migratoria. Verso le 19, passeggiata lungo via della Lungara fino a ponte Sisto, poi cena a Trastevere o oltre il fiume.

Chi ha meno tempo può limitarsi a mostra e incontro: due ore e mezza su temi che nei percorsi turistici di Roma non compaiono. Per gruppi, scuole e aziende che vogliono costruire un itinerario sulla memoria del Novecento romano, dalle Fosse Ardeatine a via Tasso fino alla Casa della Memoria, la redazione di Tour Leader Pro organizza percorsi privati su misura.

Domande frequenti su Necropolitica migratoria

Quando si tiene l'incontro Necropolitica migratoria a Roma?

L'incontro Necropolitica migratoria. Testimonianze dai campi di reclusione in Libia e Albania si tiene martedì 27 ottobre 2026 alle 17 alla Casa della Memoria e della Storia, in via di San Francesco di Sales 5 a Roma. È l'incontro conclusivo del calendario della mostra Tracce coloniali.

Chi interviene all'incontro Necropolitica migratoria?

All'incontro Necropolitica migratoria intervengono Papia Aktar, Gennaro Santoro, Salvatore Fachile ed Erasmo Palazzotto. L'incontro è promosso da Un Ponte Per e ARCI con la Casa della Memoria e della Storia, nel percorso Memorie Decoloniali.

L'incontro è a pagamento?

Per l'incontro Necropolitica migratoria alla Casa della Memoria il programma non indica un biglietto, e la mostra Tracce coloniali che lo ospita è a ingresso libero. Per posti e modalità di accesso conviene contattare la Biblioteca al numero 06 45460503.

Fino a quando è aperta la mostra Tracce coloniali?

La mostra Tracce coloniali. Relegati libici a Ustica (1911-1934) è aperta alla Casa della Memoria e della Storia fino al 6 novembre 2026, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19, con ingresso libero. È curata da Un Ponte Per, ARCI e dal Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica.

Chi erano i relegati libici di Ustica?

I relegati libici di Ustica erano persone deportate dalla Libia dopo la battaglia di Sciara Sciat dell'ottobre 1911, per ordine del governo Giolitti. A Ustica ne arrivarono 920 e un'epidemia di colera ne uccise almeno 127. Le deportazioni dalla Libia verso le isole italiane proseguirono fino al 1934.

Chi è Erasmo Palazzotto?

Erasmo Palazzotto, relatore di Necropolitica migratoria, è un politico palermitano nato nel 1982, deputato dal 2013 al 2022. Ha fatto parte della Commissione d'inchiesta sul sistema di accoglienza dei migranti e ha presieduto la Commissione d'inchiesta sulla morte di Giulio Regeni.

Come si arriva alla Casa della Memoria e della Storia?

La Casa della Memoria e della Storia si trova in via di San Francesco di Sales 5, traversa di via della Lungara a Trastevere. Si arriva con gli autobus 23 e 280 lungo i lungotevere, con il tram 8 fino a viale di Trastevere o a piedi da Campo de' Fiori attraverso ponte Sisto.

Il consiglio finale

Andateci anche se non condividete il punto di vista degli organizzatori. Un'ora di testimonianze dirette su luoghi di cui si parla molto e si sa poco vale più di dieci articoli, e la mostra su Ustica offre la profondità storica che manca al dibattito quotidiano. Arrivate alle 16, guardate le fotografie, ascoltate, fate domande, e poi camminate lungo la Lungara fino al fiume.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.

Prepara la visita

Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.

Contact Information

Data Evento27 Ottobre 2026 17:00
IndirizzoCasa della Memoria e della Storia, Via di San Francesco di Sales 5, 00165 Roma Trastevere, Roma, Roma Città
CategorieEventiMostre

Le proposte giuste, una volta a settimana

Scegli cosa ti interessa: ti scriviamo solo di quello, con date, orari e prezzi verificati. Niente spam, ti cancelli con un clic.

I tuoi temi