Campo Imperatore (AQ)

Campo Imperatore (AQ) non ha un civico: ha una strada, la SS 17 bis del Gran Sasso, che si stacca dalla statale 17 sopra Assergi (frazione del comune dell'Aquila) e sale fino al piazzale di quota 2130. Chi arriva da Roma esce dall'autostrada A24 al casello di Assergi, dopo circa un'ora e cinquanta di guida da Roma est, e in venti minuti di tornanti raggiunge Fonte Cerreto a 1115 metri: da qui parte la funivia del Gran Sasso, che copre il dislivello fino all'altopiano in pochi minuti ed è gestita dal Centro Turistico del Gran Sasso per conto del Comune dell'Aquila. In alternativa si continua in auto lungo la SS 17 bis, aperta d'estate e chiusa a intermittenza da novembre ad aprile per neve. Tariffe della funivia, orari delle corse e stato di apertura della strada cambiano di stagione in stagione e si leggono sul sito del gestore e sul portale del Comune dell'Aquila prima di partire: nell'estate 2026 il piazzale sommitale è tornato a sosta a pagamento e l'ostello resta chiuso per lavori. L'accesso all'altopiano, in sé, è libero e gratuito: non si paga un biglietto per Campo Imperatore, si paga il mezzo che ti ci porta.

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Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.

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In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.

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Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.

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Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.

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In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.

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Galleria Borghese✦ Prenotazione obbligatoria

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Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.

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Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.

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Colosseo: sotterranei e arena✦ Accesso limitato

Colosseo: sotterranei e arena

Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.

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Pompei e Costiera Amalfitana✦ Giornata lunga

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Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.

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Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.

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Castel Sant'Angelo✦ Terrazza panoramica

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Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.

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Roma di notte✦ Dopo il tramonto

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Capri e Costiera Amalfitana✦ Mare

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Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.

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Scuola dei gladiatori✦ Con i bambini

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Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.

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Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.

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Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.

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Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.

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La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.

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Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.

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Vaticano: ingresso anticipato✦ Prima dell'apertura

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Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.

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Campo Imperatore

Siamo dentro il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, circa 141.341 ettari fra le province dell'Aquila, Teramo e Pescara con propaggini nel Reatino e nell'Ascolano, con sede dell'Ente ad Assergi. Se il Lazio montano ti interessa, la stessa idea di quota e silenzio la ritrovi in scala minore sulle Montagne della Duchessa e sul Terminillo; ma Campo Imperatore è un'altra categoria di paesaggio, e conviene saperlo prima di partire.

Che cosa è davvero Campo Imperatore (AQ)

Campo Imperatore è un altopiano di origine glaciale e carsico-alluvionale che si distende a circa 1800 metri di quota media in provincia dell'Aquila, sul fianco meridionale del massiccio del Gran Sasso d'Italia. Il nome antico, Campo Imperiale, la tradizione lo lega a Federico II di Svevia e ai pascoli demaniali che la corona sveva controllava in queste montagne. È il più vasto altopiano dell'Appennino e uno dei più estesi d'Italia: circa diciotto chilometri di lunghezza per otto di larghezza massima lungo la direttrice nord-ovest sud-est, per una superficie complessiva vicina ai 75 chilometri quadrati.

Le quote raccontano meglio di qualsiasi aggettivo che cosa significhi salire qui. Il punto più basso, verso la Val Voltigno, è a 1460 metri; la stazione meteorologica in cima ai Valloni è a 2138; le cupole dell'osservatorio astronomico stanno più in alto ancora. Sopra la piana si alzano il Corno Grande, la vetta più alta dell'Appennino continentale, il Monte Prena, il Monte Camicia, il Monte Aquila, la Scindarella. Il risultato è una conca erbosa immensa chiusa da un anfiteatro di roccia calcarea.

I numeri di Campo Imperatore (AQ) che vale la pena ricordare

Diciotto chilometri per otto. Settantacinque chilometri quadrati. Da 1460 a 2138 metri. Novecento millimetri di precipitazioni annue. Una media di meno quattro gradi a febbraio e di undici gradi ad agosto. Sono cifre che vanno tenute insieme, perché spiegano la vegetazione rasa, l'assenza quasi totale di alberi, la persistenza della neve fino a maggio inoltrato nelle conche esposte a nord e la ragione per cui il pascolo estivo qui è stato per secoli una risorsa economica e non un dettaglio pittoresco.

Perché Campo Imperatore (AQ) è spoglio di alberi

La quota da sola non basterebbe a spiegare l'assenza di bosco. Il limite superiore della faggeta appenninica arriva intorno ai 1700 e 1800 metri, e infatti alle spalle di Fonte Vetica il bosco c'è. Il resto lo hanno fatto secoli di disboscamento e di pascolo intensivo: legname per le fornaci, per l'edilizia, per il carbone, e greggi che hanno tenuto rasa l'erba impedendo la ricolonizzazione. La prateria di Campo Imperatore, insomma, è un paesaggio in gran parte costruito dall'uomo, e questo è il punto che quasi nessuno spiega ai turisti che scendono dalla funivia.

Il piccolo Tibet e Fosco Maraini

L'etichetta che accompagna l'altopiano in ogni didascalia nasce da un confronto colto. Fosco Maraini, alpinista, orientalista e fotografo, che il Tibet lo aveva attraversato davvero, paragonò Campo Imperatore su scala ridotta alla valle di Phari Dzong, e coniò l'espressione piccolo Tibet. È rimasta d'uso comune, e per una volta l'iperbole turistica ha una paternità seria: chi la usa oggi ripete, senza saperlo, l'osservazione di uno dei più grandi viaggiatori italiani del Novecento.

Campo Imperatore

Come si arriva a Campo Imperatore (AQ)

In auto da Roma a Campo Imperatore (AQ)

Il percorso naturale è l'autostrada A24 Roma Teramo fino a Assergi, poi la SS 17 bis. Da Roma sono circa centosessanta chilometri e, traffico permettendo, poco meno di due ore fino a Fonte Cerreto, un'altra mezz'ora scarsa di tornanti fino alla piana. La strada è larga, ben tenuta e panoramica, ma in quota il meteo cambia in fretta: nebbia e vento forte sono la norma, non l'eccezione, e in caso di neve la salita viene chiusa senza troppi preavvisi. D'inverno le gomme invernali o le catene a bordo non sono un consiglio, sono un obbligo di legge sulle strade di montagna abruzzesi.

La funivia del Gran Sasso

La funivia collega Fonte Cerreto, a 1115 metri, con la stazione di monte accanto all'albergo di Campo Imperatore, a 2130. È l'accesso storico all'altopiano e in inverno, quando la SS 17 bis è chiusa, resta l'unico modo per raggiungere la parte occidentale della piana. L'impianto ha una lunga storia di manutenzioni straordinarie: nel 2024 e nel 2025 è stato fermato per la sostituzione delle quattro funi portanti, un intervento da circa quattro milioni di euro con bobine da 62 tonnellate l'una e funi d'acciaio di quasi sessanta millimetri di diametro arrivate dalla Svizzera, e nei mesi di fermo il collegamento è stato garantito da un servizio di autobus navetta fra Fonte Cerreto e la piana. Prima di mettersi in macchina, un controllo sullo stato dell'impianto evita brutte sorprese.

Gli altri accessi a Campo Imperatore (AQ)

La SS 17 bis non è l'unica via. Da est si sale a Vado di Sole, 1621 metri, provenendo da Farindola e da Castelli. Da sud si valica Capo di Serre, 1600 metri, arrivando da Castel del Monte. Da nord si scollina a Vado di Corno, 1962 metri, da Isola del Gran Sasso: quel valico ricalca un antico tracciato montano che metteva in comunicazione il versante aquilano e quello teramano molto prima che esistessero le automobili. Due strade secondarie salgono poi da Filetto e da Santo Stefano di Sessanio e si innestano sulla SS 17 bis alle pendici di Montecristo e di Monte Bolza; d'inverno chiudono con la prima nevicata seria e riaprono tardi.

Campo Imperatore (AQ) senza auto

Senza mezzo proprio la cosa si complica. La combinazione praticabile è autobus di linea o treno fino all'Aquila, poi collegamento su gomma verso Assergi e Fonte Cerreto, quindi funivia. Chi organizza gruppi conosce bene il problema e lo risolve con pullman privati: è il tipo di logistica di quota che un accompagnatore turistico gestisce di mestiere, come spiega la pagina sull'accompagnamento turistico professionale di TourLeaderPro.

Una curiosità su Campo Imperatore (AQ)

Nella parte meridionale della piana, a cavallo fra la vallata di Barisciano e l'altopiano di Navelli, si contano una decina di conche d'acqua di forma quasi perfettamente semicircolare e di modesta profondità. Il più celebre è il lago di Pietranzoni, quello che compare in metà delle fotografie di Campo Imperatore, con il Corno Grande specchiato dentro. La curiosità riguarda la loro origine, sulla quale gli studiosi non hanno mai trovato un accordo definitivo: c'è chi li ha letti come crateri da impatto meteoritico, chi come depressioni carsiche di origine meteorica modellate dallo scioglimento nivale, chi come stagni di abbeverata scavati e mantenuti dai pastori nei secoli della transumanza. Le tre ipotesi convivono ancora nella letteratura, e nessuna delle tre è stata dimostrata in modo da chiudere la discussione.

Vale la pena fermarsi un momento su questo punto, perché dice qualcosa di più generale su Campo Imperatore. Un paesaggio che sembra intatto e primordiale è invece un palinsesto: glaciazioni, carsismo, pastorizia millenaria e interventi recenti si sovrappongono e a volte non si distinguono più. Il lago di Pietranzoni cambia dimensione di anno in anno, si riduce quasi a pozza nelle estati siccitose e torna ampio dopo gli inverni nevosi. Chi ci arriva sperando nella cartolina in agosto rischia di trovare una chiazza di fango; chi ci arriva a giugno, con la neve appena sciolta, trova lo specchio d'acqua che tutti cercano. La differenza fra una fotografia riuscita e una delusione, qui, è una questione di calendario e di annata piovosa, non di fortuna.

Aggiungo un dettaglio che sfugge quasi sempre: la piana è anche il bacino di alimentazione idrica di mezzo Abruzzo interno. Dalla sorgente di Fonte Vetica esce l'acqua che alimenta l'acquedotto del comune di Castel del Monte, e più in generale l'acqua che entra nel calcare del Gran Sasso riemerge chilometri più in là, in sorgenti che dissetano centri e valli intere. Camminare su Campo Imperatore significa camminare sul tetto di un sistema idrico enorme e invisibile.

Campo Imperatore

I Valloni: il settore attrezzato di Campo Imperatore (AQ)

La parte nord-occidentale dell'altopiano, alle pendici del Monte Portella, è nota come i Valloni ed è l'unico settore realmente antropizzato di Campo Imperatore. In poche centinaia di metri, fra i 2117 e i 2150 metri di quota, si concentrano un albergo storico, una chiesa, un giardino botanico alpino, una stazione meteorologica riconosciuta a livello internazionale e un osservatorio astronomico professionale. Non esiste in Italia un altro pianoro d'alta quota con una simile densità di funzioni.

L'albergo di Campo Imperatore (AQ)

L'edificio a ferro di cavallo che domina il piazzale porta la firma di Vittorio Bonadè Bottino, l'ingegnere torinese che negli anni Trenta progettò per la FIAT e per il regime una serie di alberghi di montagna dal linguaggio razionalista e dalla struttura massiccia. Fu costruito in quel decennio come punto d'appoggio della nascente stazione sciistica e come vetrina del turismo alpino di regime. La sua fama, però, deriva da altro: fu l'ultima prigione di Benito Mussolini, detenuto qui dal 28 agosto al 12 settembre 1943, e il teatro dell'azione tedesca che lo liberò.

La struttura principale resta chiusa da anni per un intervento di recupero. I lavori, finanziati con circa 3,8 milioni di euro attraverso il fondo complementare al PNRR, puntano a restituire l'albergo come struttura ricettiva di fascia alta; a questi si affiancano il cantiere sull'ostello e quello sul cunicolo di collegamento fra la stazione della funivia e l'albergo, aggiudicati dal Comune dell'Aquila nella primavera 2026 per un investimento complessivo intorno al milione di euro. Nell'estate 2026 l'ostello e una porzione del piazzale sono rimasti chiusi per l'intera stagione. La camera dove Mussolini fu tenuto prigioniero, con gli arredi originali, è stata a lungo visitabile a pagamento: la sua accessibilità dipende dall'andamento dei lavori e va verificata sul posto o presso il gestore.

La chiesa della Madonna della Neve

A ridosso dell'albergo sorge un piccolo edificio religioso considerato fra i più elevati d'Europa. Fu realizzato nel 1934, restaurato nel 1992 e consacrato nel 1993 da papa Giovanni Paolo II, che di questa montagna fu frequentatore assiduo. È una costruzione minima, quasi un rifugio con un campanile, e proprio per questo funziona: a 2130 metri, con il vento che spazza il piazzale, una porta che si apre su venti metri quadrati di raccoglimento ha un peso che nessuna basilica di città può avere.

Il giardino botanico alpino di Campo Imperatore (AQ)

Il giardino botanico del Gran Sasso Vincenzo Rivera occupa 3500 metri quadrati a 2117 metri di quota e fu fondato nel 1952 per iniziativa di Vincenzo Rivera, agronomo e rettore dell'Università dell'Aquila, di cui porta il nome. Oggi è gestito dal dipartimento di scienze ambientali dello stesso ateneo insieme all'Ufficio Territoriale per la Biodiversità dell'Aquila e con la collaborazione del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. L'apertura al pubblico è stagionale e breve, dal 15 giugno al 15 settembre, tutti i giorni festivi compresi, dalle 10 alle 17.30.

Non aspettarti aiuole ornamentali. Un giardino alpino è un laboratorio a cielo aperto in cui si coltivano, si studiano e si conservano le specie d'alta quota del massiccio: endemismi appenninici, piante rupicole, flora delle praterie sommitali. Chi ha la pazienza di percorrerlo con calma esce sapendo riconoscere sul sentiero quello che prima era genericamente erba. Per un confronto di pianura, l'Orto Botanico di Roma lavora sullo stesso principio a quaranta metri sul livello del mare, con risultati opposti e complementari.

La stazione meteorologica di Campo Imperatore (AQ)

A quota 2138 metri opera una stazione meteorologica ufficialmente riconosciuta dall'Organizzazione meteorologica mondiale. È uno dei punti di misura di alta quota più importanti dell'Appennino e fornisce da decenni le serie storiche su cui si leggono l'innevamento, le medie termiche e le tendenze climatiche del massiccio. I valori sono severi: media di meno quattro gradi nel mese più freddo, febbraio, e di undici gradi e due decimi in agosto, con minime che nella parte bassa della piana scendono con facilità a venticinque gradi sotto zero durante le irruzioni fredde invernali.

Osservatorio del Gran Sasso - Campo Imperatore

L'osservatorio astronomico di Campo Imperatore (AQ)

Quota elevata, aria secca, lontananza dalle luci delle città: le condizioni che rendono Campo Imperatore un luogo scomodo per viverci lo rendono ottimo per osservare il cielo. La stazione osservativa di Campo Imperatore dell'INAF Osservatorio Astronomico d'Abruzzo si trova a circa 2150 metri e viene indicata come l'osservatorio professionale più alto del territorio italiano. Il telescopio Schmidt, con specchio da 90 centimetri e apertura di 60, fu installato nei primi anni Sessanta e la stazione venne inaugurata nel 1965; è gemello dello Schmidt di Asiago e riprende in una sola posa più di un grado quadrato di cielo.

Nel 1997 si aggiunse l'AZT-24, un riflettore da 1,1 metri, l'unico telescopio dotato di camera infrarossa in Italia, con rivelatori che lavorano fra mille e duemilacinquecento nanometri e vanno raffreddati a temperature criogeniche. La storia di quello strumento è degna di un romanzo: nacque come dono della Germania nazista all'Italia, finì come bottino di guerra sovietico all'osservatorio di Pulkovo, presso Leningrado, e tornò in Italia soltanto nei primi anni Novanta grazie alla trattativa condotta dai direttori Roberto Buonanno e Vittorio Castellani.

Sotto queste cupole sono passati programmi di ricerca di primo piano: CINEOS, dedicato alla ricerca e alla caratterizzazione fisica degli oggetti near-Earth; SWIRT, sulle supernove; WEBT, sui nuclei galattici attivi; CITO, il Campo Imperatore Transients Observer. Negli ultimi anni la stazione lavora anche alla caccia delle controparti ottiche delle sorgenti di onde gravitazionali rivelate da Virgo e LIGO. Le aperture al pubblico sono organizzate in estate insieme al gestore degli impianti e vanno verificate di volta in volta sul sito dell'INAF. Chi vuole capire come si fa astronomia in Italia può utilmente confrontare questa stazione con l'Osservatorio di Monte Porzio Catone e con l'Osservatorio di Monte Mario, che raccontano due stagioni diverse della stessa disciplina.

Una cosa che non ti dice nessuno su Campo Imperatore (AQ)

Sotto i tuoi piedi, mentre cammini sulla prateria, lavora uno dei laboratori di fisica sotterranea più grandi del mondo. I Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'INFN sono scavati nella pancia della montagna, accanto al traforo autostradale dell'A24, e la roccia sovrastante fa da schermo naturale contro la radiazione cosmica. Lì dentro si studiano i neutrini, si dà la caccia alla materia oscura, si riproducono in laboratorio le reazioni nucleari che accendono le stelle: nomi come Borexino e XENONnT circolano nelle riviste scientifiche di mezzo pianeta. Il visitatore che sale a Campo Imperatore per gli arrosticini quasi mai sa di trovarsi sopra un impianto di ricerca di quella portata.

La seconda cosa che non ti dice nessuno riguarda il camoscio appenninico. Il camoscio d'Abruzzo, endemismo della penisola, era stato ridotto quasi all'estinzione alla fine dell'Ottocento e sopravviveva in un solo nucleo, quello del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Fra il 1992 e il 1999 è stato reintrodotto sul Gran Sasso con un programma paziente e oggi la popolazione complessiva della specie viene stimata intorno al migliaio di individui. Osservarlo richiede binocolo, pazienza e le ore giuste: prima mattina e tardo pomeriggio, sui versanti rocciosi sopra la piana, non sul piazzale della funivia. Chi vuole capire da dove viene questa storia può leggere anche la pagina della Camosciara, santuario storico della specie.

Terzo elemento, meno romantico ma decisivo: qui il vento uccide. Campo Imperatore è una conca aperta a 1800 metri esposta alle correnti adriatiche e a quelle occidentali, e il passaggio da giornata mite a bufera avviene nell'arco di un'ora. Ogni inverno le cronache locali raccontano di escursionisti sorpresi in maglietta sopra il piazzale. La prateria dolce che vedi dalla funivia è terreno d'alta montagna a tutti gli effetti, senza ripari naturali e senza punti di riferimento con la nebbia. Non è un avvertimento retorico: è la ragione per cui la sezione locale del soccorso alpino ha una delle statistiche di intervento più fitte dell'Appennino centrale.

Fonte Vetica e il versante meridionale di Campo Imperatore (AQ)

Fonte Vetica è la porta sud-orientale dell'altopiano, a 1634 metri, sotto i versanti sud-occidentali del Monte Camicia. È l'unico settore di Campo Imperatore in cui si vede del bosco: rimboschimenti di pini e faggete che si allungano fino a Vado di Sole, al valico di Capo di Serre e ai contrafforti del Monte Bolza. Il contrasto con la prateria nuda della piana centrale è netto e vale il viaggio anche solo per quello.

La tragedia del 1919 a Fonte Vetica

Il 13 ottobre 1919 una tempesta di neve arrivò a Fonte Vetica con settimane di anticipo sull'inverno. Il pastore Pupo Nunzio di Roio non fece in tempo a scendere a valle: morirono lui, due dei suoi figli piccoli e cinquemila pecore del gregge. La memoria locale ha tenuto vivo l'episodio più di qualsiasi libro di storia, e sul luogo è stato posto un monumento con lapide commemorativa, opera dello scultore Vicentino Michetti. Nel 2006 il monumento fu gravemente danneggiato da vandali. Chi passa di lì e si ferma davanti a quella pietra capisce in trenta secondi che cosa significasse la transumanza prima delle previsioni meteorologiche: un mestiere in cui una nevicata fuori stagione poteva cancellare una famiglia e il suo intero patrimonio.

I macelli e gli arrosticini

Poco distante si trova la zona detta dei macelli, un piccolo insieme di punti di ristoro fissi che vendono carne fresca, salumi, insaccati e formaggi, con aree attrezzate all'aperto dotate di tavoli, fornacelle, carbone e bombola a gas. Il rito è semplice: si compra, si cuoce, si mangia. Gli arrosticini di pecora, spiedini sottili di carne ovina, qui non sono una proposta gastronomica per turisti, sono la traduzione diretta di un'economia pastorale. Nei pressi opera anche l'omonimo rifugio appenninico. Un consiglio da chi ci porta gruppi: nei fine settimana estivi la zona è affollatissima e la coda alle fornacelle è lunga, quindi o si arriva presto o si sceglie un giorno feriale.

Il canestrato di Castel del Monte

Il formaggio simbolo di questi pascoli è il canestrato di Castel del Monte, presidio Slow Food, pecorino a pasta dura dal sapore deciso e piccante, ottenuto dal latte di pecore di razza Sopravissana e Gentile di Puglia. Le stagionature vanno da due mesi per le forme piccole fino a quindici mesi per le forme tradizionali da quindici chili. L'area di produzione coincide con i pascoli del versante meridionale del Gran Sasso, cioè con Campo Imperatore. La rassegna degli ovini che si tiene in agosto in località Fonte Macina, a sud dell'altopiano, resta l'appuntamento in cui allevatori e produttori si incontrano: le date esatte le pubblicano ogni anno il Comune di Castel del Monte e il Parco.

Campo Imperatore

Il consiglio che ti do per visitare Campo Imperatore (AQ)

Il consiglio più utile che posso darti è di scegliere l'ora, non il giorno. Campo Imperatore alle undici del mattino di un sabato d'agosto è un parcheggio in quota con centinaia di persone che scattano la stessa fotografia. Lo stesso luogo alle sei e mezza del mattino, o alle sette di sera, è uno degli spazi più impressionanti dell'Appennino: la luce radente disegna ogni piega della prateria, il Corno Grande cambia colore in dieci minuti, i greggi si muovono e il vento cala. Se hai una sola giornata, dormi la sera prima a Fonte Cerreto, a Santo Stefano di Sessanio o all'Aquila e sali all'alba. Vale il doppio della stessa gita fatta a metà giornata.

Secondo punto, l'attrezzatura. Anche in luglio, in quota, servono una giacca a vento, un pile, un cappello e occhiali da sole seri: sopra i duemila metri la radiazione ultravioletta è aggressiva e sull'erba secca il riverbero non perdona. Scarpe da trekking, non sneakers: il terreno è irregolare, pieno di buche, sassi e residui di pascolo. Acqua a sufficienza, perché fontanili affidabili lungo i percorsi ce ne sono pochi. E una carta escursionistica cartacea, perché la copertura telefonica è discontinua e con la nebbia l'orientamento a vista su una prateria senza riferimenti diventa un problema serio.

Terzo: non trattare Campo Imperatore come una tappa fotografica isolata. La giornata migliore che si può costruire qui mette insieme la piana, Rocca Calascio, Santo Stefano di Sessanio e Castel del Monte, con una sosta a Fonte Vetica. Sono trenta chilometri di strade panoramiche che raccontano una storia sola, quella della pastorizia d'altura, e che presi separatamente perdono senso. Se organizzi il viaggio in inglese per amici stranieri, la guida regionale di ItalyPlanner sull'Abruzzo mette in fila esattamente questo circuito.

Opinione netta, per chiudere: la funivia è comoda e panoramica, ma se la giornata è limpida e la strada è aperta, salire in auto lungo la SS 17 bis dà molto di più, perché ti fa attraversare la piana per chilometri invece di depositarti sul piazzale. La funivia diventa la scelta giusta d'inverno, quando la strada chiude, o quando vuoi risparmiare la fatica della guida in quota.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che a Campo Imperatore si sciasse per primi sull'Appennino lo sanno in molti. Quello che si cita raramente è quanto quella priorità abbia contato. La stazione sciistica di Campo Imperatore è la prima nata sulla catena appenninica, fra le più elevate dell'intera dorsale e mediamente fra le più nevose d'Italia, e la sua fondazione negli anni Trenta, con l'albergo e la funivia, rappresenta il primo esperimento italiano di stazione di montagna progettata a tavolino come sistema integrato: impianto di risalita, struttura ricettiva d'alta quota, piste. Nulla di simile esisteva allora nel Centro-Sud.

Il secondo fatto poco citato riguarda il ghiaccio. Sul versante settentrionale del Corno Grande, fra i 2650 e i 2850 metri, sopravvive il Calderone, tradizionalmente considerato il ghiacciaio più meridionale d'Europa alla latitudine di 42 gradi e 28 primi nord, escludendo la catena dell'Elbrus. Nel 2019 è stato declassato a glacionevato: ghiaccio residuo privo di movimento gravitativo. I numeri raccontano una ritirata drammatica, da oltre centomila metri quadrati misurati alla fine del Settecento a poco più di trentacinquemila nella rilevazione del 2008. Non si vede da Campo Imperatore, ma è lì, e sapere di camminare a poca distanza dall'ultimo ghiaccio dell'Appennino cambia il modo di guardare quelle rocce.

Terzo fatto: la piana è attraversata da uno dei grandi tratturi della transumanza, i corridoi erbosi larghi decine di metri che per secoli hanno portato centinaia di migliaia di pecore dal Tavoliere di Puglia ai pascoli abruzzesi e ritorno. Il tratturo che collegava L'Aquila a Foggia è il maggiore della rete. In primavera, ancora oggi, migliaia di capi salgono a Campo Imperatore. È una pratica documentata da almeno due millenni, riconosciuta come patrimonio culturale, e non un folklore ricostruito per il turismo.

Sciare a Campo Imperatore (AQ)

Le piste e gli impianti

Gli impianti di risalita si sviluppano all'estremità occidentale dell'altopiano, fra la valle detta delle Fontari e il Monte Scindarella, e comprendono tre impianti per un totale di circa quindici chilometri di piste da sci alpino. A questi si aggiungono oltre sessanta chilometri di tracciati per lo sci nordico, uno snow park per lo snowboard con half pipe e boarder cross e un anello per il fondo. Il dominio è unito nel comprensorio Tre Nevi con Campo Felice e Ovindoli Monte Magnola, e da anni si parla di ampliamenti verso la Fossa Paganica e Montecristo che restano allo stadio di progetto.

Il listino della stagione 2025 2026 indicava lo skipass giornaliero intero intorno ai 35 euro, con una key card obbligatoria da 3 euro per l'accesso ai tornelli, gratuità per i bambini fino a sei anni compiuti e riduzioni per under 18, universitari fino a 26 anni, over 65, maestri di sci, soci CAI e forze dell'ordine. Le tariffe cambiano di stagione: prima di partire vanno confermate sul sito del gestore degli impianti.

Sci alpinismo e fuoripista a Campo Imperatore (AQ)

Il vero patrimonio invernale di Campo Imperatore, per chi sa muoversi, non sono le piste ma lo scialpinismo. I canali e i pendii del Monte Aquila, della Scindarella, del Portella e di Monte Cristo offrono itinerari di ogni grado, con avvicinamenti brevi e dislivelli generosi. Bisogna dirlo senza giri di parole: qui il rischio valanghe è concreto, la neve appenninica è capricciosa e il bollettino va letto ogni volta, con ARTVA, pala e sonda a bordo e la capacità di usarli. La bellezza dell'ambiente non riduce la serietà del terreno.

Quanta neve fa davvero a Campo Imperatore (AQ)

Le precipitazioni sfiorano i novecento millimetri annui, con un picco autunnale e una diminuzione rapida scendendo verso la parte meridionale dell'altopiano. Fra novembre e aprile cadono a carattere nevoso, con accumuli consistenti per tutto l'inverno. Nelle annate favorevoli l'innevamento in quota dura fino a maggio inoltrato, e non è raro trovare lingue di neve nelle conche esposte a nord anche a inizio estate. È una delle ragioni per cui questa stazione, storicamente, ha avuto stagioni lunghe rispetto ad altre località appenniniche.

Campo Imperatore

Escursionismo e alpinismo a Campo Imperatore (AQ)

Le grandi traversate del Gran Sasso

Campo Imperatore è punto di partenza e di arrivo di alcune delle traversate più belle dell'Appennino. Da qui parte l'itinerario che raggiunge il Lago di Provvidenza attraverso la Valle di Chiarino; quello che scende a Prati di Tivo e Pietracamela passando fra Corno Grande e Corno Piccolo, per il Rifugio Carlo Franchetti e il Vallone delle Cornacchie, oppure per la Val Maone; quello che porta a Prato Selva per la valle del Venacquaro; il Sentiero del Centenario e l'anello di Campo Pericoli. C'è poi la traversata storico-religiosa che da Assergi arriva a Isola del Gran Sasso e al santuario di San Gabriele dell'Addolorata, attraversando i valloni e Vado di Corno.

L'Ippovia del Gran Sasso

L'altopiano è collegato ai borghi vicini, Assergi, Calascio, Castel del Monte e Santo Stefano di Sessanio, da una rete fitta di itinerari percorribili a piedi, in bicicletta o a cavallo. Il più noto è l'Ippovia del Gran Sasso, un percorso ad anello dotato di aree attrezzate per la sosta che gira intorno all'intero massiccio collegando i versanti aquilano, teramano e pescarese per circa trecento chilometri: viene indicato come il più lungo d'Italia. Tocca i bordi occidentali di accesso alla piana, fra Monte Cristo e la Fossa di Paganica, e quelli meridionali del Piano del Voltigno, passando in corrispondenza dei borghi storici.

Le ascensioni dalle quote di Campo Imperatore (AQ)

Partendo dalla piana si sale al Corno Grande, al Pizzo Cefalone, al Pizzo d'Intermesoli, al Monte Prena e al Monte Camicia, alcune di queste con difficoltà propriamente alpinistiche e passaggi che richiedono esperienza, casco e capacità di muoversi su roccia friabile. Su un registro escursionistico più tranquillo restano il Monte Portella con il rifugio Duca degli Abruzzi, il Monte Aquila e il Monte Scindarella: tre mete che regalano il panorama sull'altopiano senza chiedere competenze tecniche. Il Monte Camicia, con la sua parete nord, è invece una delle pagine più severe dell'alpinismo appenninico, e non è terreno da improvvisare.

Camminare a Campo Imperatore (AQ) con i bambini

La piana è generosa con le famiglie: il piazzale della funivia, il breve giro al giardino botanico, la salita facile verso il rifugio Duca degli Abruzzi e le passeggiate lungo i prati verso il lago di Pietranzoni funzionano bene con bambini dai sei anni in su. Due avvertenze: il sole a quota è impietoso, quindi cappello e crema solare; e il vento fa scendere la temperatura percepita anche di dieci gradi, quindi uno strato in più nello zaino anche a luglio. Chi cerca una montagna più addomesticata per una prima uscita può ripiegare su Monte Livata, molto più vicina a Roma.

Campo Imperatore (AQ) in bicicletta

La salita classica da Assergi e Fonte Cerreto

In primavera e in estate Campo Imperatore è una delle mete più frequentate dai ciclisti dell'Italia centrale. La salita canonica parte da Assergi, a 860 metri, o da Fonte Cerreto, a 1125, e arriva alla sommità della piana intorno ai 2128 metri: fra i ventisette e i trentuno chilometri di sviluppo per un dislivello complessivo compreso all'incirca fra 1120 e 1360 metri. Il profilo è spezzato in due tronconi: una prima parte con pendenze fra il quattro e il sette per cento fino alla Fossa di Paganica, a 1760 metri, poi una discesa e un falsopiano che raffreddano le gambe, infine una seconda rampa di 5,7 chilometri intorno al nove e dieci per cento. È considerata una delle salite più impegnative del Centro Italia insieme al Terminillo e al Blockhaus.

Le altre salite verso Campo Imperatore (AQ)

Chi vuole evitare la strada principale ha alternative di grande fascino. Da Ofena o da Villa Santa Lucia degli Abruzzi si sale a Capo di Serre passando per Castel del Monte, con circa 1110 metri di dislivello. Da Barisciano si arriva per Santo Stefano di Sessanio; da San Pio delle Camere si passa per Carapelle Calvisio, Castelvecchio Calvisio, Calascio e Castel del Monte, per circa 750 metri di dislivello. Da est si valica Vado di Sole partendo da Castelli o Farindola, con dislivelli fra i 1100 e i 1200 metri. Tutte queste vie confluiscono nella parte meridionale della piana, dove il cicloturismo lungo l'altopiano diventa quasi pianeggiante e straordinariamente panoramico.

Mountain bike a Campo Imperatore (AQ)

La piana e i rilievi che la circondano offrono percorsi di mountain bike di difficoltà contenuta su sterrate e tratturi, e discese di downhill lungo i pendii che scendono verso valle. La regola non scritta, qui, è il rispetto delle greggi e delle recinzioni mobili dei pastori: si passa lontano, si richiudono i varchi, non si taglia in mezzo agli animali. Il pascolo non è scenografia, è lavoro.

La foto giusta da fare a Campo Imperatore (AQ)

La fotografia che tutti cercano è il Corno Grande riflesso nel lago di Pietranzoni. Si fa dalla sponda meridionale del laghetto, la mattina presto, quando l'aria è ferma e la superficie dell'acqua non è increspata dal vento: verso le dieci la brezza si alza e il riflesso sparisce. Periodo migliore da fine maggio a inizio luglio, quando lo scioglimento nivale garantisce acqua a sufficienza; ad agosto, in annate secche, il bacino si riduce a una pozza fangosa e la fotografia semplicemente non esiste.

La seconda immagine da portarsi a casa è meno scontata e a mio giudizio più forte: il gregge in movimento sulla prateria, con la piana che si perde nella foschia e le montagne sullo sfondo. Serve teleobiettivo, serve pazienza, e serve accettare di non decidere tu il momento. Le greggi si spostano nelle ore fresche, quindi prima delle nove e dopo le diciotto. Non avvicinarti: un teleobiettivo da 200 millimetri rende molto di più di cinquanta passi in avanti che spaventano gli animali e infastidiscono il pastore.

Terza opzione, invernale: l'albergo di Campo Imperatore sotto la neve, ripreso dal piazzale con il taglio orizzontale dell'edificio contro il bianco. È una fotografia architettonica prima ancora che paesaggistica, e restituisce meglio di qualsiasi didascalia il razionalismo di Bonadè Bottino. Quarta opzione, notturna: la Via Lattea sopra le cupole dell'osservatorio. Qui l'inquinamento luminoso è fra i più bassi dell'Italia centrale, servono treppiede, obiettivo luminoso e nottate senza luna, ma il risultato ripaga la sveglia. Un avvertimento pratico: d'inverno, sul piazzale, le batterie delle fotocamere si scaricano in un attimo, quindi tienile al caldo sotto la giacca.

Ultima raccomandazione, controcorrente. La fotografia peggiore di Campo Imperatore è quella scattata dal parcheggio con il grandangolo: la piana è troppo grande, l'occhio non trova un soggetto e l'immagine risulta vuota. Cerca un primo piano, una recinzione, un masso, una pecora, una figura umana. Senza scala di riferimento questo paesaggio non si racconta.

Il clima di Campo Imperatore (AQ)

Le precipitazioni sfiorano i novecento millimetri annui con un picco in autunno e una rapida diminuzione scendendo verso la parte meridionale dell'altopiano. Da novembre ad aprile si presentano a carattere nevoso, con accumuli consistenti durante tutto l'inverno. La temperatura media del mese più freddo, febbraio, è di meno quattro gradi; quella del mese più caldo, agosto, di undici gradi e due decimi. Nella parte bassa della piana, d'inverno, si raggiungono con facilità i venticinque gradi sotto zero.

Il dato che conta per chi visita non è la media, però, ma l'escursione. In una giornata di luglio si passa dai cinque gradi dell'alba ai venti del primo pomeriggio, con vento che soffia quasi sempre e umidità bassa. Ad agosto, mentre Roma soffoca, qui si dorme sotto una coperta. Questo è il motivo per cui l'altopiano è stato per secoli il rifugio estivo delle greggi e, più di recente, dei romani che salgono a cercare aria. Fra i luoghi montani raggiungibili in giornata dalla capitale, Campo Imperatore resta quello con il salto termico più netto rispetto alla città.

Campo Imperatore

Pastorizia, transumanza ed economia di Campo Imperatore (AQ)

Per secoli Campo Imperatore ha rappresentato una delle principali risorse per l'allevamento, la pastorizia e la transumanza dell'intero Abruzzo, e in particolare dei borghi che lo circondano e della stessa Aquila. Il meccanismo era semplice e ferreo: d'inverno le greggi svernavano nel Tavoliere pugliese, in primavera risalivano i tratturi verso i pascoli d'altura, in autunno tornavano giù. Migliaia e migliaia di capi si muovevano ogni anno lungo corridoi erbosi codificati e protetti da leggi regie, e la lana e i formaggi che ne derivavano hanno costruito la ricchezza dei centri montani e delle loro chiese.

Il turismo è arrivato tardi, soltanto nel Novecento, e proprio grazie all'albergo e alla funivia. Da allora l'economia dell'altopiano è diventata mista: pascolo estivo, sport invernali, escursionismo, ristorazione. La pratica sportiva è rimasta costante grazie all'innevamento e alla facilità di collegamento con l'A24. Dal Duemila in poi i borghi circostanti, colpiti da uno spopolamento gravissimo, sono stati oggetto di operazioni di recupero: il caso più noto è l'albergo diffuso di Santo Stefano di Sessanio, che ha trasformato un paese quasi abbandonato in una destinazione internazionale. Il sisma dell'Aquila del 2009 ha poi imposto una lunga stagione di ricostruzione che ha toccato tutti i comuni dell'altopiano.

Chi gestisce Campo Imperatore (AQ)

La titolarità dei terreni e delle infrastrutture è divisa fra il Comune dell'Aquila, i comuni limitrofi, gli usi civici e le proprietà collettive dei pascoli, con il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga che esercita la tutela ambientale. Gli impianti di risalita e la funivia fanno capo al Centro Turistico del Gran Sasso. Questa architettura spiega perché su Campo Imperatore le decisioni siano lente e i cantieri lunghi: ogni intervento passa per più enti e per il vincolo di parco nazionale.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il fatto che ha reso Campo Imperatore un nome noto in tutto il mondo è l'azione del 12 settembre 1943. Dopo l'armistizio di Cassibile Benito Mussolini, arrestato il 25 luglio, era stato trasferito più volte per sottrarlo ai tedeschi e il 28 agosto era stato portato all'albergo di Campo Imperatore, isolato in quota e raggiungibile soltanto con la funivia. I servizi tedeschi individuarono il luogo di detenzione proprio quel 28 agosto, grazie al lavoro di SS e polizia di sicurezza a Roma. L'operazione, nome in codice Quercia, fu condotta da reparti di paracadutisti tedeschi e da un gruppo di Waffen-SS agli ordini di Otto Skorzeny, con il maggiore Harald-Otto Mors comandante del reggimento paracadutisti e Georg von Berlepsch alla testa della prima compagnia. Gli alianti atterrarono sulla prateria a ridosso dell'albergo, la guarnigione italiana si arrese senza sparare, e Mussolini fu portato via con un piccolo aereo Fieseler Storch che decollò dal pianoro. Il fotografo Toni Schneiders, aggregato ai paracadutisti, documentò tutta l'azione: le sue immagini fecero il giro del mondo come materiale di propaganda e gli aprirono una carriera di fotoreporter.

Il secondo avvenimento è quello che gli abruzzesi ricordano prima di ogni altro: la tempesta di neve del 13 ottobre 1919 a Fonte Vetica, con la morte del pastore Pupo Nunzio di Roio, di due suoi figli e di cinquemila pecore. In una comunità che viveva di greggi, quella notte fu una catastrofe economica oltre che umana, e il monumento di Vicentino Michetti la tramanda ancora.

Il terzo capitolo è sportivo. Campo Imperatore ha ospitato il primo arrivo di tappa del Giro d'Italia nel 1971, vinto dallo spagnolo Vicente Lopez Carril. Nel 1999 la tappa sul Gran Sasso fu vinta da Marco Pantani, in una delle sue giornate più celebrate. Nel 2018 la salita tornò nel percorso della corsa rosa e a imporsi fu il britannico Simon Yates. La fonte ufficiale del Giro conta quattro arrivi di tappa su questa ascesa e la descrive come ventisei chilometri e quattro con novecento metri di dislivello, pendenza media del tre e quattro per cento e punte del tredici, calcolata dalla partenza di Santo Stefano di Sessanio.

Quarto: la nascita della scienza in quota. L'inaugurazione della stazione osservativa nel 1965, l'arrivo dell'AZT-24 nel 1997 dopo mezzo secolo di esilio sovietico e, sotto l'altopiano, l'apertura dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso hanno fatto di questa montagna uno dei punti della ricerca fondamentale italiana. Nel 2001 la stazione di Campo Imperatore è diventata sede del programma internazionale CINEOS, dedicato agli oggetti near-Earth, e da quelle campagne osservative è uscita una mole imponente di misure astrometriche su asteroidi.

Quinto: il 6 aprile 2009 il terremoto dell'Aquila ha colpito l'intero comprensorio. I borghi dell'altopiano hanno pagato un prezzo pesante in edifici storici e in abbandono, e la ricostruzione di Santo Stefano di Sessanio, di Castelvecchio Calvisio e delle frazioni aquilane ha impegnato più di un decennio. Chi sale oggi a Campo Imperatore attraversa paesi in cui il cantiere è ancora parte del paesaggio.

Chi è passato da Campo Imperatore (AQ)

Federico II di Svevia è il nome che apre la lista, sia pure per via indiretta: la tradizione lega a lui e ai suoi pascoli demaniali il toponimo di Campo Imperiale da cui deriva quello attuale. È una attribuzione tradizionale, non un documento notarile, ma ha resistito otto secoli.

Fosco Maraini, come si è visto, passò di qui e lasciò all'altopiano il soprannome di piccolo Tibet. Benito Mussolini vi trascorse gli ultimi quindici giorni della sua prigionia, dal 28 agosto al 12 settembre 1943, e da qui ripartì per Vienna e per Salò; con lui passarono Otto Skorzeny, Harald-Otto Mors e i loro reparti, e il generale Fernando Soleti, portato dai tedeschi per indurre i carabinieri di guardia a non aprire il fuoco.

Papa Giovanni Paolo II fu il frequentatore più affezionato di questa montagna. Amava salire d'estate a cercare solitudine fra Campo Imperatore, il borgo di Assergi e la vicina Campo Felice, e proprio a lui è stata intitolata la cima Giovanni Paolo II, a 2425 metri, sul Gran Sasso. Nel 1993 consacrò la chiesetta della Madonna della Neve accanto all'albergo.

Fra gli scienziati vanno ricordati Vincenzo Rivera, agronomo e rettore dell'Università dell'Aquila, che nel 1952 volle il giardino botanico alpino, e gli astronomi Roberto Buonanno e Vittorio Castellani, che negli anni Novanta riportarono in Italia il telescopio infrarosso finito a Pulkovo come bottino di guerra.

Poi c'è il cinema. Bud Spencer e Terence Hill girarono qui Lo chiamavano Trinità e Continuavano a chiamarlo Trinità, entrambi del 1971. Vittorio Gassman e Philippe Noiret attraversarono la piana per Il deserto dei Tartari di Valerio Zurlini, del 1976, che di questo altopiano fece la fortezza Bastiani. Aldo, Giovanni e Giacomo ci portarono Così è la vita nel 1998. Poco lontano, fra Rocca Calascio e Castel del Monte, sono passati Peter Yates con Krull nel 1983, Matthew Broderick, Rutger Hauer e Michelle Pfeiffer con Ladyhawke nel 1985, Arnold Schwarzenegger e Brigitte Nielsen con Yado nello stesso anno, Sean Connery con Il nome della rosa nel 1986 e George Clooney con The American nel 2010. Nei laboratori sotterranei sotto la piana Valerio Mastandrea ha girato L'orizzonte degli eventi nel 2005.

Ci sono infine i ciclisti: Vicente Lopez Carril nel 1971, Marco Pantani nel 1999, Simon Yates nel 2018 hanno alzato le braccia su questa salita davanti alle telecamere del Giro d'Italia. E ci sono, ogni anno da almeno duemila anni, i pastori che salgono in maggio con le greggi: sono loro i frequentatori più costanti di Campo Imperatore, e nessuna troupe li ha mai davvero raccontati.

Campo Imperatore (AQ) al cinema e nella pubblicità

L'altopiano funziona sullo schermo perché è uno spazio senza tempo e senza segni riconoscibili: può essere il deserto dei Tartari, la Scozia medievale, il West. Oltre ai film già citati, la piana ha ospitato campagne pubblicitarie con testimonial internazionali, fra cui Leonardo DiCaprio, e scene di videoclip musicali italiani, dal brano di Elisa Eppure sentire, un senso di te, a Nell'aria di Simona Molinari. La ragione è sempre la stessa: in pochi chilometri quadrati si trovano prateria, roccia, neve, laghi e nessuna infrastruttura visibile, il che riduce i costi di produzione e amplia le possibilità di inquadratura.

Chi arriva sperando di riconoscere le location deve mettere in conto una delusione: senza i costumi e senza la luce studiata, la piana è semplicemente se stessa. Il gioco funziona meglio a Rocca Calascio, dove il castello è riconoscibile all'istante.

Intorno a Campo Imperatore (AQ): cosa vedere nel raggio di venti minuti

Rocca Calascio

All'estremità sud-orientale dell'altopiano si alza Rocca Calascio, a circa 1460 metri, uno dei castelli più elevati d'Italia e l'unico fra le numerose fortezze dell'aquilano ad affacciarsi direttamente sulla piana. La torre quadrata centrale viene ricondotta al XII secolo e all'età normanna; le quattro torri circolari agli angoli furono aggiunte, secondo la tradizione storiografica locale, per volontà di Antonio Piccolomini, marchese di Capestrano, verso la fine del XV secolo. Il complesso fu restaurato e consolidato a partire dagli anni Ottanta del Novecento, e alcune case del borgo medievale sottostante sono state recuperate come strutture ricettive. La salita finale si fa a piedi, in una ventina di minuti dal parcheggio: non è faticosa, ma con il ghiaccio invernale diventa insidiosa.

L'oratorio di Santa Maria della Pietà

Poco sotto la rocca sorge l'oratorio ottagonale di Santa Maria della Pietà, eretto nel 1596 secondo una tradizione che lo lega a uno scontro fra la popolazione locale e una banda di briganti. Ha pianta a otto lati, cupola a otto spicchi con lanterna centrale e all'interno conserva alcuni affreschi. Nacque come luogo di sosta e preghiera per i pastori che si spostavano da Santo Stefano di Sessanio verso la valle dell'Aterno: è uno degli edifici che meglio raccontano il rapporto fra fede e transumanza su queste montagne.

I ruderi del monastero di Santa Maria del Monte

Sui rilievi che chiudono la piana restano i ruderi del monastero di Santa Maria del Monte, grangia edificata nel 1222 e appartenente ai possedimenti dell'abbazia cistercense di Santa Maria di Casanova. Una grangia era un'azienda agricola monastica, non un convento di clausura: serviva a gestire pascoli, greggi e raccolti in quota. Vederne i muri a secco a queste altitudini aiuta a capire quanto capillare fosse il controllo monastico sul territorio nel Duecento. Chi ama questo tema trova un termine di paragone maggiore nell'Abbazia di Montecassino.

Castel del Monte e Santo Stefano di Sessanio

Castel del Monte, borgo fortificato a 1346 metri, è la capitale del canestrato e uno dei centri della pastorizia d'altura; il suo tessuto urbano a spirale, con archi, sottopassi e case-mura, è fra i meglio conservati dell'Abruzzo interno. Santo Stefano di Sessanio, con la sua torre medicea ricostruita dopo il sisma del 2009 e l'albergo diffuso, è diventato la vetrina internazionale di questo territorio. Vale anche una deviazione a Calascio, a Carapelle Calvisio e a Castelvecchio Calvisio, borghi minuscoli e quasi disabitati che conservano impianti medievali intatti.

L'Aquila

A meno di trenta chilometri dalla piana c'è L'Aquila, con la basilica di Santa Maria di Collemaggio, la fontana delle novantanove cannelle e il forte spagnolo. Dopo il terremoto del 2009 la città ha attraversato una ricostruzione lunghissima e oggi il centro storico è in gran parte tornato percorribile. Una giornata a Campo Imperatore che si chiude con una sera all'Aquila è, a mio parere, il modo migliore di conoscere questa parte d'Abruzzo.

Quando andare a Campo Imperatore (AQ)

Da metà giugno a metà settembre l'altopiano è nella sua stagione piena: strada aperta, funivia in servizio, giardino botanico visitabile, greggi al pascolo, punti di ristoro attivi a Fonte Vetica. Giugno e la prima metà di luglio sono i mesi con la fioritura migliore e con i laghetti pieni. Agosto è il mese più affollato, soprattutto nei fine settimana e a Ferragosto. Settembre è il mio periodo preferito: aria limpida, luce lunga, pochissima gente, temperature ancora gradevoli. In ottobre l'altopiano si svuota e diventa magnifico, ma il meteo è instabile e le prime nevicate possono arrivare presto, come insegna il 13 ottobre 1919.

D'inverno il discorso cambia: la SS 17 bis chiude, si sale con la funivia quando è in servizio e il piazzale diventa la base della stazione sciistica. Chi non scia e vuole comunque vedere la piana innevata deve informarsi sullo stato degli impianti prima di partire, perché tra manutenzioni straordinarie e chiusure per vento la salita non è mai garantita. Primavera: aprile e maggio sono i mesi più incerti, con neve residua, strade a singhiozzo e servizi ancora chiusi.

Accessibilità e servizi a Campo Imperatore (AQ)

Il piazzale sommitale della funivia e i suoi immediati dintorni sono percorribili anche da persone con mobilità ridotta, e i servizi igienici della stazione di monte restano accessibili anche durante i cantieri; oltre quel raggio il terreno diventa prateria irregolare e la sedia a rotelle non passa. La cabina della funivia ha una capienza ampia ed è la via di accesso più agevole per chi non può affrontare la strada. Punti di ristoro e servizi in quota sono limitati e condizionati dai lavori in corso su albergo e ostello, mentre a Fonte Cerreto e a Fonte Vetica l'offerta è più stabile. Acqua potabile: la sorgente di Fonte Vetica è il riferimento storico, ma in quota conviene salire con le proprie scorte.

Campo Imperatore (AQ) e il resto della montagna vicina a Roma

Vale la pena collocare Campo Imperatore nel quadro delle montagne raggiungibili in giornata dalla capitale. Il Terminillo resta la montagna dei romani per abitudine e per distanza; Monte Livata e i Simbruini offrono faggete e neve facile a un'ora e mezza; le Montagne della Duchessa e i monti Navegna e Cervia danno solitudine e laghi; il Monte Soratte è la montagna in miniatura dell'agro falisco. Verso l'interno, le Gole del Sagittario e la Camosciara raccontano l'Abruzzo dei parchi storici, mentre il lago del Turano e Rieti sono le tappe intermedie classiche. Campo Imperatore, rispetto a tutte queste, gioca un campionato diverso: è alta montagna vera a due ore da Roma, con quote, meteo e rischi da alta montagna.

Chi organizza un viaggio per ospiti stranieri trova in inglese la panoramica sulle cose da fare a Roma nella guida best things to do in Rome e la selezione delle gite di un giorno in day trips in Italy; per i gruppi organizzati, la logistica di una giornata come questa è materia da professionisti, ed è quello di cui si occupa la pagina sull'organizzazione di viaggi di gruppo in Italia di TourLeaderPro.

Domande veloci su Campo Imperatore (AQ)

Quanto dista Campo Imperatore (AQ) da Roma?

Circa centosessanta chilometri via autostrada A24 fino a Assergi, poi la SS 17 bis. Il tempo di percorrenza reale, porta a porta, oscilla fra le due ore e le due ore e mezza a seconda del traffico e delle condizioni della strada di montagna.

Si paga il biglietto per entrare a Campo Imperatore (AQ)?

No. L'altopiano è territorio aperto e l'accesso è libero. Si pagano la funivia, l'eventuale skipass, il parcheggio nel piazzale sommitale quando è a pagamento e le singole strutture come il giardino botanico.

Quanto costa la funivia del Gran Sasso?

Le tariffe sono aggiornate dal gestore stagione per stagione e vanno consultate sul suo sito ufficiale prima della partenza, insieme agli orari delle corse e allo stato di funzionamento dell'impianto.

La funivia di Campo Imperatore (AQ) è sempre aperta?

No. L'impianto osserva periodi di fermo per manutenzione, e negli ultimi anni ha subito lunghe chiusure per la sostituzione delle quattro funi portanti. Sospensioni possono verificarsi anche con vento forte. Durante i fermi prolungati è stato attivato un servizio di autobus navetta da Fonte Cerreto.

Si arriva a Campo Imperatore (AQ) in auto?

Sì, lungo la SS 17 bis, che nella bella stagione sale fino al piazzale e prosegue verso Fonte Vetica e Castel del Monte. In inverno la strada viene chiusa per neve e la funivia resta l'unico accesso alla parte occidentale della piana.

Quanto è alto Campo Imperatore (AQ)?

L'altopiano varia dai 1460 metri della Val Voltigno ai 2138 della stazione meteorologica. Il piazzale con l'albergo e gli impianti è intorno ai 2130 metri; la quota media della piana è di circa 1800 metri.

Perché Campo Imperatore (AQ) è chiamato piccolo Tibet?

Per il paragone coniato da Fosco Maraini, che accostò l'altopiano, su scala ridotta, alla valle tibetana di Phari Dzong. L'espressione è entrata nell'uso comune ed è rimasta.

Che animali si vedono a Campo Imperatore (AQ)?

Greggi e mandrie al pascolo in estate, aquile reali, falchi, gracchi e numerose specie di passeriformi nei periodi migratori. Con fortuna e binocolo, sui versanti rocciosi, il camoscio appenninico reintrodotto sul Gran Sasso fra il 1992 e il 1999.

Si può visitare la camera di Mussolini all'albergo di Campo Imperatore (AQ)?

La stanza con gli arredi originali è stata a lungo visitabile a pagamento, ma la struttura principale è interessata da un cantiere di recupero. L'apertura va verificata presso il gestore prima di salire.

Il giardino botanico di Campo Imperatore (AQ) quando è aperto?

Dal 15 giugno al 15 settembre, tutti i giorni compresi i festivi, dalle 10 alle 17.30, secondo quanto indica l'Università dell'Aquila che lo gestisce.

Si può visitare l'osservatorio astronomico di Campo Imperatore (AQ)?

La stazione osservativa dell'INAF organizza aperture al pubblico in estate insieme al gestore degli impianti. Le date e le modalità di prenotazione vengono pubblicate sul sito dell'Osservatorio Astronomico d'Abruzzo.

Campo Imperatore (AQ) è adatto ai bambini?

Sì, con le dovute cautele. Il piazzale, il giardino botanico e le passeggiate facili verso il rifugio Duca degli Abruzzi o verso i laghetti funzionano bene dai sei anni in su. Servono protezione solare, cappello e uno strato in più per il vento.

Quanto tempo serve per visitare Campo Imperatore (AQ)?

Una mezza giornata basta per il piazzale, il giardino botanico e una passeggiata breve. Una giornata intera consente di aggiungere Fonte Vetica e uno dei borghi. Per Rocca Calascio, Santo Stefano di Sessanio e Castel del Monte insieme all'altopiano serve un fine settimana.

Dove si mangiano gli arrosticini a Campo Imperatore (AQ)?

Nella zona dei macelli di Fonte Vetica, dove si acquista carne fresca e si cuoce in proprio nelle aree attrezzate con fornacelle. Nei fine settimana estivi c'è molta coda: conviene arrivare presto.

Si scia a Campo Imperatore (AQ)?

Sì. La stazione, la prima nata sull'Appennino, conta tre impianti e circa quindici chilometri di piste per lo sci alpino, oltre sessanta chilometri per il fondo, uno snow park e un anello per lo sci nordico, ed è unita nel comprensorio Tre Nevi con Campo Felice e Ovindoli Monte Magnola.

Quanto costa lo skipass a Campo Imperatore (AQ)?

Il listino della stagione 2025 2026 indicava il giornaliero intero intorno ai 35 euro più 3 euro di key card, con riduzioni per diverse categorie e gratuità sotto i sei anni. Le tariffe della stagione in corso vanno confermate sul sito del gestore.

C'è campo telefonico a Campo Imperatore (AQ)?

La copertura è discontinua e cambia molto a seconda dell'operatore e del punto della piana. Per le escursioni serve una carta cartacea e non la sola applicazione sul telefono.

Serve prenotare per salire a Campo Imperatore (AQ)?

Per l'altopiano no. Nei fine settimana di alta stagione può essere utile informarsi in anticipo sulla funivia e sui parcheggi, e per il giardino botanico o le aperture dell'osservatorio conviene contattare i rispettivi gestori.

Che differenza c'è fra Campo Imperatore (AQ) e Campo Felice?

Campo Felice è una conca sciistica più piccola e più bassa, a ovest dell'Aquila, molto frequentata dai romani per la vicinanza. Campo Imperatore è un altopiano di 75 chilometri quadrati a quote superiori, con un patrimonio naturalistico, storico e scientifico incomparabile. Le due località fanno parte dello stesso comprensorio Tre Nevi.

Si può dormire a Campo Imperatore (AQ)?

In quota l'offerta è limitata e condizionata dai cantieri su albergo e ostello. Le basi consuete sono Fonte Cerreto, Assergi, L'Aquila, Santo Stefano di Sessanio e Castel del Monte.

Campo Imperatore (AQ) si può visitare con il cane?

Sì, all'aperto e al guinzaglio. Attenzione ai cani da guardiania delle greggi, che sono animali da lavoro: si passa larghi, senza avvicinarsi al gregge e senza lasciare il proprio cane libero.

Qual è il periodo migliore per fotografare Campo Imperatore (AQ)?

Fra fine maggio e inizio luglio per i laghetti pieni e la fioritura, a settembre per la limpidezza dell'aria, in inverno per l'albergo sotto la neve. Sempre nelle due ore dopo l'alba o prima del tramonto.

Un'ultima cosa, detta da chi su questa piana ci accompagna gente da molti anni: Campo Imperatore va guadagnato con il tempo, non consumato con una sosta di venti minuti sul piazzale. Prendi la strada verso Fonte Vetica, fermati dove non c'è nessuno, spegni il motore e ascolta. Il rumore che senti è il vento sull'erba e i campanacci lontani, ed è lo stesso identico rumore che sentivano i pastori che salivano da Foggia lungo il tratturo. Se torni a casa con quello nelle orecchie, hai capito che cos'è questo altopiano; se torni a casa solo con la fotografia del lago, hai visto un fondale.

Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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