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Barbonə al Teatro Cometa Off — dal 1 al 4 ottobre 2026

Barbonə, lo spettacolo di Carlo Picchiotti e Anna Piscopo prodotto da UAO Spettacoli, è in scena al Teatro Cometa Off di Roma da giovedì 1 a domenica 4 ottobre 2026, in Via Luca Della Robbia 47, nel rione Testaccio, a pochi passi da piazza Testaccio. Gli orari sono questi: giovedì 1 e venerdì 2 ottobre alle 21, sabato 3 alle 19, domenica 4 alle 17.30. Si arriva con la metro B, fermata Piramide, e poi dieci minuti a piedi; in alternativa il tram 3, fermata Marmorata/Galvani, o il bus 719, fermata Galvani/Zabaglia. Il biglietto costa 18 euro, diritti di prevendita compresi, ed è in sola vendita online: si acquista dal sito ufficiale del Teatro Cometa Off, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dal teatro.

Barbonə al Teatro Cometa Off: date, orari e biglietti in breve

Barbonə resta in cartellone al Cometa Off per quattro recite, in un solo fine settimana lungo, dal giovedì alla domenica. È un monologo con musica dal vivo: in scena Anna Piscopo, che firma il testo con Carlo Picchiotti e dirige lo spettacolo, e la sassofonista Milena Angelè. La durata dichiarata dal racconto stesso dello spettacolo è di circa un'ora, e la misura conta: è teatro breve, denso, da vedere tutto d'un fiato e poi da discutere a cena.

Le quattro recite

Il calendario pubblicato dal teatro è semplice. Giovedì 1 ottobre alle 21, venerdì 2 ottobre alle 21, sabato 3 ottobre alle 19, domenica 4 ottobre alle 17.30. L'orario anticipato del sabato e quello pomeridiano della domenica sono pensati per chi vuole uscire dal teatro con la serata ancora davanti; il giovedì e il venerdì sono le repliche più classiche, con l'uscita verso le dieci e un quarto e la cena dopo.

Quanto costa e dove si compra

Il prezzo è unico: 18 euro, comprensivi dei diritti di prevendita. La vendita avviene soltanto online, dal sito del teatro, che indirizza al rivenditore autorizzato. In una sala da novantanove posti questa scelta ha una conseguenza pratica: chi aspetta di presentarsi alla porta la sera stessa rischia di trovare il tutto esaurito, e comunque non troverà un botteghino tradizionale su cui contare.

Chi c'è in scena

La locandina ufficiale dice: UAO Spettacoli presenta Barbonə, di Carlo Picchiotti e Anna Piscopo, diretto e interpretato da Anna Piscopo, con il sax dal vivo di Milena Angelè. Due presenze sul palco, quindi, una che parla e una che suona. Il portale turistico di Roma Capitale riassume la paternità con la formula «di e con Anna Piscopo e Carlo Picchiotti»; la scheda del teatro, più dettagliata, assegna a Picchiotti la scrittura e ad Anna Piscopo scrittura, regia e interpretazione.

Di cosa parla Barbonə: una notte su una panchina

Barbonə racconta una notte all'aperto, a Roma o in una città che le somiglia molto, di una persona senza casa che ha perso l'angolo di marciapiede su cui dormiva da due inverni. La scheda dello spettacolo parla di una donna, o forse di un uomo, e aggiunge che la cosa non si capisce più e non importa più: la protagonista ha perso il lavoro, la casa, il genere, e ora sta perdendo anche il nome. Accanto a lei, per tutta la notte, c'è una sassofonista di strada.

Il titolo e la schwa

La vocale finale del titolo non è un vezzo tipografico. La schwa, quella e rovesciata che negli ultimi anni è entrata nel dibattito sulla lingua inclusiva, qui dice esattamente il tema: una persona che la strada ha consumato al punto da cancellarne anche il genere grammaticale. La presentazione ufficiale lo spiega con un'immagine molto fisica, quella del freddo patito per dieci inverni di fila, che riduce il corpo a qualcosa che trema e non fa più distinzioni. Chi arriva al Cometa Off aspettandosi un manifesto linguistico troverà invece un personaggio in carne e ossa, sgradevole quando serve, e questo a nostro giudizio è il pregio principale del progetto.

I materiali della scena

Una panchina, una bottiglia, un sax. La protagonista non ha un cartone su cui sdraiarsi né un bicchiere per l'elemosina. Ha una bottiglia e molte cose da dire. Per un'ora racconta, provoca, bestemmia, ricorda, mente. Nella scheda del teatro compaiono figure che la protagonista evoca durante la notte: Julio, un rom che reagisce con rabbia all'indifferenza dei passanti; Mbake, che regala il suo unico gelato a una vecchia per dimostrare di essere buono; l'elemosina vissuta come acquisto di indulgenze; il ricordo delle lucciole sparite e sostituite dalle insegne luminose.

Il gioco del facciamo che

Il centro drammaturgico dello spettacolo è un gioco infantile, il «facciamo che», dove vince chi mente meglio. La protagonista costruisce davanti al pubblico una biografia accettabile, quella di un'impiegata delle Poste che un giorno molla tutto per fare il clown: una storia consolatoria e commovente, e falsa. Il punto, secondo la presentazione, è che la marginalità viene perdonata solo quando è una disgrazia; se fosse una scelta farebbe paura. Da qui lo spettacolo si rivolge direttamente alla platea, uno spettatore alla volta. In una sala dove la prima fila è a pochi passi dall'attrice, questo rivolgersi al pubblico non è un modo di dire.

Il sax come secondo personaggio

Milena Angelè non accompagna: nel progetto il suo sassofono è il secondo personaggio, che non parla mai e risponde con note storte, rifiuti, ninne nanne spezzate. Nel finale è il sax a lasciare la scena vuota, con una domanda che attraversa tutto lo spettacolo e che riguarda la solitudine. Chi ama il teatro musicale di piccolo formato sa quanto conti una presenza così: dà al monologo un contrappunto, gli toglie il rischio della predica e costringe l'attrice a misurare i silenzi.

Perché vedere Barbonə: un giudizio sul progetto

Barbonə è teatro civile di formato minimo, e va preso per quello che è: un'ora di parola e musica senza scenografia, senza effetti, affidata a un'attrice e a una musicista. Il rischio di questi lavori è il pietismo, la lezione morale impartita a una platea che ha già deciso da che parte stare. La presentazione ufficiale dichiara l'intenzione opposta: rifiutare la pietà, smontarla, rimandarla al mittente. Se ci riesce lo dirà la sala; di sicuro il testo si espone, e in un panorama romano pieno di commedie rassicuranti un monologo che vuole mettere a disagio merita la serata.

A chi lo consiglio

A chi segue la scena teatrale indipendente, a chi ha amato il teatro di narrazione e vuole vederne una declinazione più aspra, a chi lavora nel sociale e conosce la strada da vicino, e sospetto troverà qui meno retorica del solito. Lo sconsiglio a chi cerca una serata leggera e a chi mal sopporta il turpiloquio: la scheda parla apertamente di bestemmie, e non credo sia un modo di dire.

L'età del pubblico

Il teatro non indica un'età minima. Per temi e linguaggio lo considero uno spettacolo per adulti e per ragazzi delle superiori accompagnati, magari con una chiacchierata prima e dopo. Ai bambini non lo porterei.

Anna Piscopo, autrice, regista e interprete di Barbonə

Anna Piscopo è un'attrice, autrice e regista che si muove fra teatro e cinema, con una formazione da sceneggiatrice di alto livello. Il suo profilo, così come lo riassume la scheda biografica pubblicata dal portale CinemaItaliano.info, parte dalla scrittura: ha vinto la borsa di studio completa come sceneggiatrice all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico, la scuola romana da cui sono passati generazioni di interpreti e registi italiani.

La formazione da attrice

Come interprete si è formata con l'acting coach internazionale Doris Hicks, della scuola di Susan Batson, e con Francesca De Sapio. Sono due nomi che a chi conosce la didattica dell'attore dicono molto: il metodo di derivazione americana, il lavoro sulla verità emotiva del personaggio, l'attenzione al corpo e al sottotesto. In un monologo come Barbonə, dove un corpo esposto al freddo è il centro dello spettacolo, questa formazione non è un dettaglio da curriculum.

Il Premio Rai Carlo Bixio e la scrittura seriale

Nel 2016 Anna Piscopo ha vinto il Premio Rai Carlo Bixio con la sceneggiatura di una serie televisiva originale, Angry Kidz. È un riconoscimento dedicato alla scrittura per la televisione e premia progetti di autori emergenti: vuol dire che la sua mano di autrice è stata apprezzata anche fuori dal teatro, in un campo dove struttura, ritmo e costruzione dei personaggi contano quanto l'ispirazione.

Mangia!, dal palco allo schermo

Il lavoro che l'ha fatta conoscere è Mangia!, un one girl show, come lei stessa lo definisce, con cui ha vinto numerosi premi. Da quello spettacolo è nato un film: nella filmografia pubblicata da CinemaItaliano.info Mangia! compare nel 2024 come sua opera prima da regista, con Anna Piscopo anche attrice, autrice del soggetto e della sceneggiatura. Il film ha partecipato, fra gli altri, al festival Primo Piano sull'Autore, Pianeta Donna, e al Catania Film Festival, Gold Elephant World.

Il cinema documentario e i cortometraggi

Nel 2018 ha prodotto il cortometraggio documentario Oumar Asouman, il Minotauro, scritto e girato a quattro mani con Matteo Ferri. Nella sua filmografia compaiono inoltre la partecipazione come attrice al cortometraggio Sono Io e al film Spore, entrambi del 2020; soggetto e sceneggiatura del corto Due Mondi Separati, del 2023; e una partecipazione al documentario Juso per Ferie, del 2026. Il filo che lega questi titoli è evidente: storie di margini, di persone ai bordi, raccontate con un misto di ironia e durezza.

Perché Barbonə è coerente con il suo percorso

Mettendo in fila i titoli, Barbonə appare come una tappa naturale: un'autrice che ha già lavorato sul monologo al femminile, sul documentario sociale e sulla scrittura seriale torna al teatro con un personaggio che somma tutti questi temi. Chi ha visto Mangia! ritroverà la stessa energia verbale; chi non lo conosce avrà un'ora per capire di che pasta è fatta un'interprete che scrive da sé il proprio teatro.

Milena Angelè al sax e UAO Spettacoli

Barbonə è prodotto da UAO Spettacoli, indicata dalla locandina come compagnia che presenta lo spettacolo, e vede in scena la sassofonista Milena Angelè. Il suo ruolo, come si è detto, non è di accompagnamento: il sax è pensato come secondo personaggio, muto e ostinato, che risponde alla protagonista con la musica. Per chi va a teatro con l'orecchio attento, è la parte più interessante da osservare: come una musicista costruisce un personaggio senza parole, fatto di attacchi, pause, note volutamente imperfette.

Il teatro con musica dal vivo

Nei piccoli teatri romani la musica dal vivo è un lusso, perché costa, occupa spazio e richiede prove lunghe. In un monologo diventa un equilibrio delicato: la musicista deve lasciare spazio alla parola senza sparire. Consiglio di sedersi in una posizione da cui si vedano bene entrambe le interpreti: lo spettacolo è un dialogo, anche se una delle due voci non parla.

Il Teatro Cometa Off: storia e caratteristiche della sala di Testaccio

Il Teatro Cometa Off è una sala polifunzionale da novantanove posti ricavata in un edificio di fine Ottocento di Testaccio, nata per iniziativa di Giorgio Barattolo, gestore del Teatro della Cometa. Il Cometa storico è la sala alle pendici del Campidoglio aperta nel 1958 e salutata all'epoca con entusiasmo dallo studioso Antonio Muñoz; l'Off ne è la sorella giovane, pensata per un teatro più libero e sperimentale.

La famiglia Barattolo e il cinema muto

La storia della sala comincia in realtà molto prima, nel cinema. Giorgio Barattolo è nipote di Giuseppe Barattolo, produttore cinematografico del primo ventennio del Novecento, fondatore della Caesar Film e scopritore di Francesca Bertini, la diva del muto italiano. È una genealogia che pochi spettatori conoscono e che spiega bene lo spirito del luogo: una famiglia che da tre generazioni vive di spettacolo e che ha scelto di aprire un secondo teatro in un quartiere popolare invece che in una via elegante.

Il progetto di Fabio Tudisco

Per trasformare il locale in teatro, Barattolo affidò il progetto a un architetto giovane, Fabio Tudisco, che aveva visto crescere sul palcoscenico come direttore tecnico. Le richieste erano stringenti: uno spazio polifunzionale e una disposizione libera del pubblico. I lavori durarono venti mesi. Il risultato è una sala dove le novantanove sedie rosso scuro possono essere spostate da una parte all'altra, sistemate su tribune telescopiche a gradoni, oppure fatte sparire del tutto se l'allestimento lo richiede.

Un solo livello, nessuna barriera

Tutto al Cometa Off si sviluppa su un unico piano: non c'è un palco rialzato che separa gli attori dagli spettatori, e anche l'area della scena è mobile. La buona visibilità è affidata alla flessibilità dei posti. Per uno spettacolo come Barbonə, dove la protagonista si rivolge agli spettatori uno alla volta, è la configurazione ideale: la distanza fra chi parla e chi ascolta è quella di una conversazione.

L'acustica e le reti in ferro

Tudisco ha lasciato leggibile il contenitore originale, velandolo con reti in ferro ad alte prestazioni acustiche. La consulenza sull'acustica è stata affidata a Enrico Moretti, di Biobyte, tecnico che il teatro presenta come uno dei maggiori esperti di acustica architettonica, con interventi all'Auditorium di Milano e una collaborazione con Renzo Piano per la Città della Musica di Roma, cioè l'Auditorium Parco della Musica. In una sala piccola, con un sax dal vivo e una voce non amplificata, l'acustica fa la differenza fra una serata faticosa e una serata limpida.

L'edificio: un magazzino di macchine agricole del tardo Ottocento

L'edificio che ospita il Cometa Off fu costruito alla fine dell'Ottocento, dopo una convenzione fra il Comune di Roma e alcuni privati, in anni in cui per Testaccio era prevista una destinazione industriale poi sfumata. Il locale era nato per l'esposizione e la vendita di macchine agricole, insieme al corpo attiguo che oggi ospita un supermercato.

Le capriate Polonceau

Il pezzo forte della sala, per chi alza lo sguardo, sono le capriate in ferro forgiato del tetto, del tipo detto Polonceau, dal nome dell'ingegnere francese che mise a punto questo schema di travatura. Il teatro sottolinea che la struttura non ha subito modifiche rispetto all'originale, a parte la sostituzione del tavolato in legno del tetto. Sono capriate artigianali, testimoni dell'audacia tecnica di un'epoca che a Roma costruiva, a pochi isolati di distanza, anche il grande Mattatoio.

Un teatro nato dentro un quartiere operaio

La storia del locale racconta quella del rione. Testaccio fu pensato alla fine dell'Ottocento come quartiere di lavoro, fra il fiume, lo scalo e il mattatoio; la destinazione industriale non si realizzò del tutto, ma l'impronta popolare è rimasta. Un teatro ricavato in un magazzino di macchine agricole è coerente con questa storia, e porta in un quartiere residenziale il pubblico serale che altrimenti andrebbe solo nel centro storico.

Come arrivare al Teatro Cometa Off per Barbonə

Il Teatro Cometa Off si trova in Via Luca Della Robbia 47, a circa cinquanta metri da piazza Testaccio, e si raggiunge con la metro B fino a Piramide, con il tram 3 o con il bus 719. Testaccio è un quartiere compatto e pianeggiante, e le distanze a piedi sono brevi.

In metropolitana

La stazione più comoda è Piramide, sulla linea B, che è anche nodo di interscambio con la ferrovia Roma Lido e con la stazione Ostiense. Da Porta San Paolo la sala dista circa 450 metri in linea d'aria: si attraversa via Marmorata o le vie parallele e in dieci minuti di cammino tranquillo si arriva in piazza Testaccio. Per il ritorno dopo la replica serale, conviene controllare l'orario dell'ultima corsa della metro B sul sito del trasporto pubblico romano.

In tram e in autobus

Il tram 3 ferma a Marmorata/Galvani, lungo l'asse di via Marmorata che taglia il rione; da lì al teatro sono pochi minuti. Il bus 719 ha la fermata Galvani/Zabaglia, sul lato del Monte dei Cocci. Sono le indicazioni che il Mattatoio di Roma, poche strade più in là, dà ai propri visitatori, e valgono anche per il Cometa Off.

In auto e in taxi

Testaccio è fuori dalla ZTL del centro storico, ma il parcheggio nelle strade del rione la sera è difficile: sono vie strette, residenziali, con stalli quasi sempre occupati. Chi arriva in auto farà bene a mettere in conto qualche giro, oppure a lasciare la macchina nella zona di Ostiense e proseguire a piedi. Il taxi resta la soluzione più comoda per le repliche delle 21, soprattutto per chi viene da quartieri mal serviti dalla metro B.

Testaccio intorno al teatro: cosa c'è a pochi passi

Intorno al Teatro Cometa Off, nel raggio di dieci minuti a piedi, si trovano il Nuovo Mercato di Testaccio, il Monte dei Cocci, il Cimitero Acattolico, la Piramide Cestia e l'ex Mattatoio. È uno dei quartieri romani più facili da girare a piedi prima di uno spettacolo.

Il Nuovo Mercato di Testaccio

Il Nuovo Mercato di Testaccio è a circa 360 metri dal teatro. Coperto, luminoso, frequentato dai romani del rione, è un buon posto per un pranzo veloce il giorno della replica pomeridiana di domenica, se si arriva presto: gli orari dei banchi sono quelli di un mercato rionale, e nel pomeriggio molti chiudono.

Il Monte dei Cocci e il Cimitero Acattolico

A circa quattrocento metri si alza il Monte Testaccio, la collina artificiale formata dai cocci delle anfore scaricate in epoca romana dal vicino porto fluviale: è la ragione del nome del quartiere, dal latino testae, cocci. Poco oltre, a circa 380 metri dal teatro, il Cimitero Acattolico, dove riposano fra gli altri John Keats e Percy Bysshe Shelley, è uno dei luoghi più silenziosi di Roma. Per chi va alla replica di domenica pomeriggio, una passeggiata fra i viali prima dello spettacolo prepara bene a un testo che parla di memoria e di esclusione.

La Piramide e Porta San Paolo

La Piramide Cestia e Porta San Paolo sono sul percorso dalla metro al teatro, a circa 450 metri. Vale la pena fermarsi un minuto: il sepolcro a piramide di Caio Cestio, incastonato nelle Mura Aureliane, è una delle immagini più singolari della città, e la sera è illuminato.

L'ex Mattatoio

L'ex Mattatoio di piazza Orazio Giustiniani, a circa 590 metri, è il complesso costruito fra il 1888 e il 1891 da Gioacchino Ersoch e dismesso nel 1975. Oggi è un polo per le arti, con i padiglioni 9a e 9b dedicati alle mostre, aperti dal martedì alla domenica dalle 11 alle 20. Chi va al Cometa Off il sabato alle 19 può abbinare una visita pomeridiana al Mattatoio e poi scendere a piedi verso il teatro. Per un quadro più largo del rione, rimando alla scheda su cosa vedere a Testaccio e al Museo diffuso del rione Testaccio.

Dove mangiare a Testaccio prima o dopo Barbonə

Testaccio è uno dei quartieri romani con la tradizione gastronomica più forte, legata alla cucina del quinto quarto nata intorno al vecchio mattatoio. Per una serata a teatro la regola pratica è semplice: con la replica delle 21, cena dopo; con quella delle 19 del sabato, aperitivo prima e cena dopo; con la domenica alle 17.30, pranzo tardo o merenda prima e cena presto all'uscita.

Trattorie e cucina romana

Nelle vie intorno a piazza Testaccio e a via Marmorata ci sono trattorie di cucina romana e pizzerie di quartiere. Il consiglio è prenotare, soprattutto il venerdì e il sabato: sono locali frequentati dai residenti, e le sere del fine settimana si riempiono presto. Dopo uno spettacolo di un'ora, uscendo verso le dieci e un quarto, si è ancora in tempo per sedersi a cena con calma.

Aperitivo e dopo teatro

Verso via di Monte Testaccio, ai piedi del Monte dei Cocci, si concentrano i locali serali. Il sabato, dopo la replica delle 19, è la zona più viva del rione.

Accessibilità e informazioni pratiche al Cometa Off

Il Teatro Cometa Off si sviluppa su un unico livello, senza palco rialzato, con le poltrone su tribune telescopiche a gradoni. La presentazione del teatro non entra nel dettaglio dei servizi per persone con disabilità motoria: chi ha bisogno di un posto accessibile o di informazioni sugli ingressi farà bene a contattare il teatro prima di acquistare il biglietto, tramite i recapiti pubblicati sul sito ufficiale.

Arrivare in anticipo

In una sala da novantanove posti senza numerazione rigida la differenza fra una prima fila e un posto laterale è grande. Arrivare un quarto d'ora prima dell'inizio è il modo più semplice per scegliere bene. Per Barbonə consiglio una posizione centrale e non troppo lontana: la protagonista parla al pubblico uno spettatore alla volta, e il gioco funziona meglio da vicino.

Una curiosità su Barbonə al Teatro Cometa Off — dal 1 al 4 ottobre 2026

La curiosità più interessante riguarda il luogo più che lo spettacolo: il Teatro Cometa Off, dove per quattro sere si parla di chi ha perso la casa, è nato dentro un edificio costruito alla fine dell'Ottocento per esporre e vendere macchine agricole. Il locale venne edificato grazie a una convenzione fra il Comune di Roma e alcuni privati, negli anni in cui per Testaccio si immaginava un futuro industriale, poi rimasto in gran parte sulla carta. Il corpo di fabbrica accanto, nato con lo stesso scopo, oggi ospita un supermercato. Il teatro, invece, ha conservato le capriate originali in ferro forgiato, del tipo Polonceau, che reggono la copertura da oltre un secolo; secondo la ricostruzione del teatro, l'unica sostituzione è stata quella del tavolato in legno del tetto. C'è una coincidenza che trovo eloquente: uno spettacolo sulla perdita dell'identità, sulla città che consuma e poi smaltisce, va in scena in un edificio che ha cambiato funzione più volte senza perdere la propria struttura. Il contenitore è rimasto quello, velato dalle reti acustiche; è cambiato soltanto l'uso. E c'è un'altra coincidenza, più leggera: la sala è figlia di una famiglia legata al cinema muto, quella di Giuseppe Barattolo, e Barbonə affida metà del proprio racconto a un personaggio che non parla mai, il sax di Milena Angelè.

Una cosa che non ti dice nessuno su Barbonə al Teatro Cometa Off — dal 1 al 4 ottobre 2026

Quello che le presentazioni non dicono, e che invece conviene sapere, è che al Cometa Off non esiste una distanza di sicurezza fra palco e platea. La sala si sviluppa tutta su un livello, la scena è mobile e le novantanove sedie vengono disposte di volta in volta a seconda dell'allestimento. Per uno spettacolo che, secondo la scheda ufficiale, a un certo punto ribalta il tavolo e si rivolge direttamente al pubblico, uno spettatore alla volta, significa che chi siede nelle prime file può trovarsi davvero interpellato. Non è un invito alla partecipazione del tipo cabaret, dove si sale sul palco: è un rivolgersi a qualcuno guardandolo in faccia, in una stanza piccola. Chi è timido e preferisce osservare senza essere coinvolto farà bene a scegliere un posto laterale o più arretrato; chi invece vuole vivere lo spettacolo fino in fondo si sieda davanti. La seconda cosa che nessuno dice è che la vendita avviene solo online: in una sala così piccola, con quattro recite in tutto, non conviene contare sul botteghino dell'ultimo minuto. Comprate il biglietto con qualche giorno di anticipo, soprattutto per il sabato.

Il consiglio che ti do per visitare Barbonə al Teatro Cometa Off — dal 1 al 4 ottobre 2026

Il consiglio è scegliere la replica di sabato 3 ottobre alle 19 e costruirci intorno un pomeriggio a Testaccio. Si arriva con la metro B a Piramide verso le quattro, si passa davanti alla Piramide Cestia e a Porta San Paolo, si entra al Cimitero Acattolico finché è aperto, poi si risale verso il Monte dei Cocci e il Mattatoio, dove i padiglioni delle mostre sono aperti fino alle 20. Alle sette meno un quarto si è davanti al teatro, in via Luca Della Robbia, a due passi da piazza Testaccio. Lo spettacolo dura circa un'ora: all'uscita, verso le otto e un quarto, il rione è nel momento migliore per cenare. Una trattoria di cucina romana, prenotata in anticipo, chiude la giornata. In questo modo il testo di Anna Piscopo, che parla di una città che consuma e poi smaltisce, lo si vede dopo aver camminato in un quartiere che la città ha costruito per il lavoro, per il macello e per lo scarico delle anfore. Non è una coincidenza da forzare, ma aiuta a guardare lo spettacolo con occhi meno distratti. Chi ha solo la sera libera scelga il giovedì o il venerdì alle 21: sono le repliche più raccolte, con un pubblico spesso di addetti ai lavori.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che il teatro italiano del Novecento deve molto al cinema, e viceversa. Meno spesso si ricorda che dietro alcune sale romane ci sono dinastie nate nel cinema muto. È il caso del Cometa: Giorgio Barattolo, che ha voluto sia il Teatro della Cometa sia il Cometa Off, è nipote di Giuseppe Barattolo, produttore del primo ventennio del secolo, fondatore della Caesar Film e scopritore di Francesca Bertini, la prima grande diva del cinema italiano. La Caesar Film fu una delle case di produzione protagoniste di quella che il teatro chiama la stagione aurea del muto italiano. È un legame che nella sala di Testaccio non si vede, perché non ci sono foto d'epoca né cimeli, eppure dà senso alla scelta di un imprenditore di aprire uno spazio sperimentale invece di limitarsi a gestire un teatro tradizionale. L'altro fatto risaputo e poco citato riguarda l'acustica: il consulente scelto per la sala, Enrico Moretti di Biobyte, ha lavorato con Renzo Piano per la Città della Musica di Roma. In altre parole, la piccola sala di Testaccio e le grandi sale dell'Auditorium Parco della Musica condividono una firma tecnica. Si sente, in uno spettacolo dove un sax e una voce devono convivere senza sovrastarsi.

La foto giusta da fare a Barbonə al Teatro Cometa Off — dal 1 al 4 ottobre 2026

Durante lo spettacolo niente foto: la sala è piccola, lo schermo di un telefono si vede da ogni posto e disturba l'attrice e il pubblico. La foto giusta si fa prima o dopo. Dentro, a sala vuota o durante l'ingresso del pubblico, l'inquadratura migliore è dal basso verso l'alto, per prendere le capriate Polonceau in ferro forgiato che reggono il tetto: le reti acustiche le velano appena, e il contrasto fra la struttura ottocentesca e le sedie rosso scuro dice in un'immagine la storia della sala. Fuori, la foto da portare a casa è in piazza Testaccio, a cinquanta metri dal teatro, all'ora del tramonto se si va alla replica del sabato alle 19: la piazza con la fontana e i palazzi popolari di inizio Novecento racconta il rione meglio di qualsiasi didascalia. Chi arriva dalla metro può aggiungere uno scatto alla Piramide Cestia illuminata, sul percorso. E se volete un'immagine che dialoghi con lo spettacolo, cercate una panchina vuota del rione sotto un lampione: è la scena di Barbonə prima che qualcuno ci si sieda sopra, e non serve altro.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Cometa Off è recente, ma l'edificio e il rione hanno alle spalle più di un secolo. Il locale fu costruito alla fine dell'Ottocento, dopo una convenzione fra il Comune di Roma e alcuni privati, quando il piano urbanistico della Roma capitale destinava Testaccio a quartiere industriale. È la stessa stagione in cui, a pochi isolati di distanza, Gioacchino Ersoch costruiva il Mattatoio, fra il 1888 e il 1891: il grande macello comunale, con i padiglioni in mattoni e ferro ai piedi del Monte dei Cocci, fu per quasi un secolo il motore economico del rione. Il locale di via Luca Della Robbia nacque come esposizione e vendita di macchine agricole, un'attività legata a quella Roma di confine fra città e campagna. Nel 1975 il Mattatoio fu dismesso e Testaccio cominciò la sua lunga trasformazione da quartiere di lavoro a quartiere di cultura: dalla Facoltà di Architettura di Roma Tre nei padiglioni, nel 2000, al Macro Testaccio, nel 2002, fino alla Città dell'altra economia, nel 2007. Il Cometa Off appartiene a questa stessa stagione di riconversione: un imprenditore teatrale individua un vecchio magazzino dall'altezza libera eccezionale, lo affida a un giovane architetto e in venti mesi di lavori lo trasforma in una sala polivalente. La continuità è evidente: capannoni e magazzini costruiti per le merci diventano spazi per il pubblico.

Chi è passato da Barbonə al Teatro Cometa Off — dal 1 al 4 ottobre 2026

Dal Cometa Off passano soprattutto compagnie indipendenti, autori contemporanei e interpreti che cercano uno spazio raccolto. Il cartellone della stagione 2026/2027 pubblicato dal teatro lo mostra bene: dopo Barbonə arrivano, fra gli altri, Liberato di Gianni Clementi, con Camillo Grassi, dal 20 al 25 ottobre, la storia di un rigattiere nella Roma occupata degli anni Quaranta; e 2 donne e 1 delitto di Valentina Capecci, con Patrizia Bellucci e Barbara Begala, per la regia di Fabio Lombardi, dal 27 ottobre al 1 novembre. Dietro la sala ci sono persone che vale la pena ricordare. Giorgio Barattolo, che l'ha voluta; Fabio Tudisco, l'architetto che prima di progettarla aveva lavorato come direttore tecnico sul palcoscenico del Cometa storico; Enrico Moretti, il consulente per l'acustica che ha lavorato all'Auditorium di Milano e con Renzo Piano all'Auditorium Parco della Musica di Roma. E, a monte di tutto, Giuseppe Barattolo, il produttore della Caesar Film, e Francesca Bertini, la diva che lui scoprì. In questa stagione ci passano Anna Piscopo, autrice premiata dalla Rai con il Carlo Bixio e regista di Mangia!, Carlo Picchiotti, coautore del testo, e Milena Angelè con il suo sassofono.

Roma a inizio ottobre: il periodo giusto per il teatro

La prima settimana di ottobre è il momento in cui la stagione teatrale romana riparte davvero, dopo i mesi delle arene estive. Le giornate sono ancora tiepide, le sere si fanno fresche, e Testaccio vive una delle sue stagioni migliori: si può camminare a piedi dalla metro al teatro senza il caldo di agosto e senza la pioggia di novembre.

Altre serate nella zona

Chi vuole fare di Testaccio e Ostiense il proprio quartiere di riferimento per il fine settimana trova a poca distanza la Centrale Montemartini, con le statue antiche fra i macchinari di una centrale elettrica, e le strade della street art di Ostiense. Più in alto, dall'altra parte di viale Aventino, l'Aventino offre il giardino degli Aranci e il silenzio dei conventi.

Domande frequenti su Barbonə al Cometa Off

Quando va in scena Barbonə al Teatro Cometa Off?

Barbonə va in scena al Teatro Cometa Off di Roma da giovedì 1 a domenica 4 ottobre 2026, con quattro recite. Giovedì e venerdì l'inizio è alle 21, sabato alle 19, domenica alle 17.30. Il calendario è quello pubblicato dal teatro sulla pagina dello spettacolo, dove si trovano anche gli eventuali aggiornamenti.

Quanto costa il biglietto per Barbonə?

Il biglietto per Barbonə al Teatro Cometa Off costa 18 euro, diritti di prevendita compresi, secondo il sito ufficiale del teatro. La vendita è solo online: si parte dalla pagina dello spettacolo sul sito del Cometa Off, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato. Conviene acquistare con anticipo, perché la sala ha novantanove posti.

Dove si trova il Teatro Cometa Off?

Il Teatro Cometa Off si trova in Via Luca Della Robbia 47, nel rione Testaccio, a circa cinquanta metri da piazza Testaccio. La fermata della metro più vicina è Piramide, linea B, a una decina di minuti a piedi. In superficie servono il tram 3, fermata Marmorata/Galvani, e il bus 719, fermata Galvani/Zabaglia.

Chi sono gli interpreti di Barbonə?

Barbonə è scritto da Carlo Picchiotti e Anna Piscopo, diretto e interpretato da Anna Piscopo, con il sassofono dal vivo di Milena Angelè. Lo presenta UAO Spettacoli. Anna Piscopo è autrice e attrice formata all'Accademia Silvio D'Amico come sceneggiatrice, vincitrice del Premio Rai Carlo Bixio nel 2016 e autrice e regista del film Mangia!.

Quanto dura Barbonə?

Barbonə dura circa un'ora, secondo la presentazione pubblicata dal Teatro Cometa Off, che descrive la protagonista mentre per un'ora racconta, provoca e ricorda. È uno spettacolo senza intervallo: con la replica delle 21 si esce intorno alle dieci e un quarto, con quella delle 19 del sabato verso le otto e un quarto.

Barbonə è adatto ai ragazzi?

Il Teatro Cometa Off non indica un'età minima per Barbonə, ma il linguaggio è esplicito e i temi sono duri: povertà, identità, esclusione. È adatto agli adulti e ai ragazzi delle superiori, meglio se accompagnati e con un momento di confronto dopo. Per i bambini non lo consiglio.

Cosa significa la ə nel titolo Barbonə?

La ə finale di Barbonə è una schwa, la vocale neutra usata in italiano per non marcare il genere. Nello spettacolo del Cometa Off ha un senso preciso: la protagonista ha perso lavoro, casa e anche il genere, e la presentazione ufficiale lega questa perdita al freddo di tanti inverni in strada, che rende il corpo indistinto.

Come si arriva al Cometa Off in auto?

Il Teatro Cometa Off è a Testaccio, fuori dalla ZTL del centro storico, quindi si può arrivare in auto senza permessi. Il parcheggio la sera nelle vie del rione è però difficile. Chi può scelga la metro B fino a Piramide o il taxi, soprattutto per le repliche delle 21 del giovedì e del venerdì.

Il consiglio finale su Barbonə

Le città si capiscono anche dai loro teatri piccoli, quelli dove si va senza abito della festa e si esce con qualcosa da discutere. Barbonə al Cometa Off è una di queste serate. Comprate il biglietto in anticipo, arrivate a Testaccio con un'ora di margine, camminate fra la Piramide e piazza Testaccio, sedetevi abbastanza vicino da sentire il fiato dell'attrice e le note storte del sax. Poi andate a cena in una trattoria del rione e parlatene.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento1 Ottobre 2026 21:00 — 4 Ottobre 2026
IndirizzoTeatro Cometa Off, Via Luca Della Robbia 47, 00153 Roma Roma Città

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