The Large Glass a cura di Alex Da Corte al MAXXI — dal 13 dicembre 2024 all’11 ottobre 2026
The Large Glass, il riallestimento della Collezione MAXXI affidato all'artista statunitense Alex Da Corte, è aperto fino a domenica 11 ottobre 2026 nella galleria 4 del MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, in via Guido Reni 4a, 00196 Roma, quartiere Flaminio. Il museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 11 alle 19, il lunedì è chiuso e la biglietteria chiude un'ora prima del museo, quindi alle 18. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 verso piazza Mancini, oppure con il bus 910 da Termini; su via Guido Reni c'è una fermata ATAC che porta il nome del museo. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del MAXXI, e i biglietti si comprano alla cassa del museo o online sul canale indicato dal sito ufficiale della sede.
The Large Glass al MAXXI: date, orari e biglietti
The Large Glass ha aperto il 13 dicembre 2024 e chiude l'11 ottobre 2026: sono le date pubblicate dal MAXXI sulla pagina ufficiale della mostra, che la presenta come allestimento della Collezione MAXXI nella galleria 4. Chi legge adesso ha davanti gli ultimi giorni di un percorso che è rimasto aperto per quasi due anni.
Le date e gli ultimi giorni
Il portale turistico di Roma Capitale riporta per la stessa mostra un periodo diverso, dal 13 dicembre 2025 al 25 ottobre 2026. Vale il calendario del museo, che indica la chiusura all'11 ottobre 2026, una domenica. In pratica restano le ultime settimane di settembre e i primi dieci giorni di ottobre, con sei giorni di apertura su sette. Il lunedì 12 ottobre il museo è chiuso, e la mostra è già terminata.
Gli orari del museo
Il MAXXI è aperto dal martedì alla domenica, dalle 11 alle 19. Il lunedì è chiuso. La biglietteria resta aperta fino a un'ora prima della chiusura del museo: l'ultimo biglietto si compra alle 18. È il dato che conta davvero, perché chi arriva alle 18:15 trova le sale ancora illuminate e la cassa già chiusa.
Dove si trova la galleria 4
The Large Glass occupa la galleria 4 dell'edificio di Zaha Hadid. Alla cassa conviene chiedere al personale il percorso più diretto, perché al MAXXI più mostre sono aperte contemporaneamente e le gallerie si susseguono senza soluzione di continuità.
Biglietti e prenotazione
I prezzi di ingresso sono pubblicati sul sito ufficiale del MAXXI. Il biglietto si acquista alla cassa del museo o online, sul canale di vendita indicato dal sito ufficiale della sede. Per riduzioni, gratuità e gruppi il numero del museo è lo 06 3201954. Nell'ultima settimana di apertura, e in particolare nel fine settimana del 10 e 11 ottobre, l'acquisto online evita la coda alla cassa.
Cosa si vede in The Large Glass di Alex Da Corte
The Large Glass è una nuova lettura della Collezione MAXXI: il museo ha chiesto a un artista, Alex Da Corte, di scegliere e mettere in dialogo opere d'arte, di architettura e di fotografia che appartengono alle sue raccolte. Non è una mostra monografica di Da Corte, è la collezione del museo vista attraverso i suoi occhi.
Un artista come curatore
Il MAXXI descrive il riallestimento della Collezione come una formula che coinvolge ogni volta un artista o un intellettuale, chiamato a far parlare tra loro le opere. È un'occasione di valorizzazione e di ricerca, per presentare lavori di grandi maestri e di artisti contemporanei in accostamenti che un curatore di formazione accademica difficilmente sceglierebbe. Per The Large Glass la scelta è caduta su un artista concettuale che lavora con pittura, scultura, installazione, performance e video: uno sguardo abituato a mescolare, per definizione.
Acqua, vento, fuoco e terra
Da Corte legge la Collezione MAXXI in senso organico. Nelle curve dell'edificio di Zaha Hadid ritrova i quattro elementi classici, acqua, vento, fuoco e terra, e costruisce un racconto fatto di crescita, decadenza e trasformazione, con la natura che si insinua in ogni cosa. Il testo di presentazione del curatore chiude il percorso immaginando un viaggio «verso un'età del vetro», in cui si possa esistere ovunque senza lasciare traccia. Da qui il titolo: il vetro come materia trasparente, fragile, che trattiene e lascia passare insieme.
Gli artisti in mostra
Il MAXXI elenca diciassette nomi in mostra: Francis Alÿs, Atelier Van Lieshout, AWP e Atelier Oslo, Massimo Bartolini, Alighiero Boetti, DEMOGO, Luigi Ghirri, Domenico Gnoli, Wolf Kahlen, Ugo La Pietra, Marisa Merz, Luigi Pellegrin, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Lauretta Vinciarelli, Kara Walker e Gal Weinstein. È un elenco che mette sullo stesso piano maestri italiani del secondo Novecento, studi di architettura, fotografi e artisti internazionali di generazioni diverse. Il senso dell'operazione è proprio questo: togliere le opere dalla loro casella abituale.
Arte, architettura, fotografia
Il MAXXI nasce come museo di arte e di architettura, e le sue collezioni comprendono le due cose. In una sala tradizionale un progetto di architettura resta un documento, un disegno appeso vicino a un plastico. In The Large Glass progetti, fotografie e opere d'arte condividono lo stesso spazio e lo stesso racconto. Chi entra con in testa la distinzione tra i generi esce con qualche dubbio in più, ed è un buon risultato per una collezione pubblica.
Come leggere il percorso
Il consiglio è di non cercare un filo cronologico: non c'è. Conviene invece cercare il materiale di ogni opera, la sua superficie, la sua temperatura. Da Corte ragiona per elementi e per trasformazioni, e il percorso si capisce meglio se ci si chiede davanti a ogni lavoro quale dei quattro elementi evochi. È un gioco, ma un gioco serio, e rende la visita più attiva di quanto sia di solito una sala di collezione.
Una curiosità su The Large Glass a cura di Alex Da Corte al MAXXI — dal 13 dicembre 2024 all'11 ottobre 2026
La curiosità è che a firmare la curatela di una collezione nazionale italiana sia un artista cresciuto in parte in Venezuela, formato tra New York, Philadelphia e Yale, e noto al grande pubblico per un'opera installata sul tetto di un museo. Nel 2021 Alex Da Corte ha realizzato la Roof Garden Commission del Metropolitan Museum of Art di New York, intitolata As Long as the Sun Lasts: il progetto annuale che il Met affida ogni estate a un artista per la sua terrazza sopra Central Park.
Da quel tetto newyorkese alla galleria 4 del MAXXI il passo sembra lungo, e invece c'è una coerenza. Da Corte lavora da sempre accostando fonti lontane: la cultura popolare e la storia dell'arte, il cartone animato e la pittura, la pubblicità e la scultura. Chiedergli di rileggere una collezione pubblica significa chiedergli di fare in un museo ciò che fa nel suo studio: mescolare.
C'è un secondo aspetto curioso. Nel testo di presentazione Da Corte non parla di opere, parla dell'edificio. Parte dalle «curve rigonfie» del progetto di Zaha Hadid e vi riconosce gli elementi naturali. È raro che un curatore dichiari di aver costruito una mostra a partire dall'architettura del contenitore. Qui succede, e il visitatore attento se ne accorge: le opere seguono il movimento delle pareti, e la galleria stessa diventa parte del racconto.
Chi è Alex Da Corte, il curatore di The Large Glass
Alex Da Corte è un artista concettuale statunitense nato nel 1980 a Camden, nel New Jersey, che vive e lavora a Philadelphia. Lavora con pittura, scultura, installazione, performance e video, e il suo lavoro esplora le sfumature dell'esperienza contemporanea stratificando ispirazioni prese in egual misura dalla cultura popolare e dalla storia dell'arte.
Infanzia e formazione
Da Corte ha trascorso gli anni della formazione in Venezuela. Nel 2001 ha studiato cinema e animazione e belle arti alla School of Visual Arts di New York; nel 2004 si è diplomato in incisione e belle arti alla University of the Arts di Philadelphia. Nel 2010 ha conseguito il master in belle arti a Yale. Quella doppia formazione, tra immagine in movimento e stampa, si riconosce ancora oggi in un lavoro che passa con naturalezza dal video alla scultura.
Le prime mostre
La prima personale risale al 2005, alla Rosenwald-Wolf Gallery della University of the Arts di Philadelphia, con il titolo The Death of All Things Beautiful. Seguono Chicago nel 2009, la galleria di Yale nel 2010, New York e Portland nel 2013. Nel 2014 arriva a Londra, da White Cube, con White Rain, e presenta con Jayson Musson Easternsports all'Institute of Contemporary Art di Philadelphia. Nel 2015 espone a Milano da Gió Marconi, con Devil Town: è il primo legame documentato con l'Italia, che si rinnova nel 2024 con World Leader Pretend nella stessa galleria milanese.
I musei e le istituzioni
Dal 2016 in poi il lavoro di Da Corte entra nei musei. Free Roses al Massachusetts Museum of Contemporary Art e 50 Wigs all'HEART di Herning, in Danimarca, nel 2016; Slow Graffiti alla Secessione di Vienna nel 2017; una personale al Kölnischer Kunstverein di Colonia nel 2018. Poi il Metropolitan Museum of Art di New York nel 2021, con la commissione per il Roof Garden, il Louisiana Museum of Modern Art di Humlebæk nel 2022 con Mr. Remember, il 21st Century Museum of Contemporary Art di Kanazawa, in Giappone, nel 2023 con Fresh Hell. Nel 2025 il Modern Art Museum of Fort Worth, in Texas, gli ha dedicato The Whale.
Le grandi rassegne internazionali
Da Corte ha partecipato alle tre rassegne che contano di più per un artista statunitense della sua generazione. Nel 2018 alla 57ª edizione della Carnegie International di Pittsburgh; nel 2019 alla 58ª Biennale di Venezia, May You Live in Interesting Times, tra Padiglione Centrale e Arsenale; nel 2022 alla Whitney Biennial di New York, Quiet as It's Kept. Prima ancora, nel 2015, la Biennale di Lione e nel 2016 la mostra Dreamlands al Whitney Museum. La Biennale veneziana del 2019 è il suo precedente italiano più visibile.
L'artista che scrive
Da Corte scrive anche. Nel marzo 2025 ha pubblicato Soft Power su The Brooklyn Rail, e nell'aprile dello stesso anno una delle classifiche personali Top Ten su Artforum. È un dettaglio che aiuta a leggere The Large Glass: il testo che accompagna il riallestimento è scritto da un artista abituato a costruire immagini anche con le parole, e va letto in sala con la stessa attenzione che si dedica alle opere.
Una cosa che non ti dice nessuno su The Large Glass a cura di Alex Da Corte al MAXXI — dal 13 dicembre 2024 all'11 ottobre 2026
Quello che quasi nessuno dice è che The Large Glass è una mostra di collezione, e che proprio per questo è la più adatta a chi al MAXXI non ci è mai stato. Le grandi mostre temporanee portano a Roma un artista; un riallestimento di collezione racconta il museo stesso, cosa ha comprato, cosa ha ricevuto, quali scelte ha fatto in quindici anni. Chi vuole capire il MAXXI, più che visitarlo, dovrebbe cominciare da qui.
Seconda cosa taciuta: la chiusura imminente. Le date di The Large Glass circolano in versioni diverse, e il portale turistico cittadino indica una chiusura a fine ottobre. Il museo indica l'11 ottobre 2026. Chi si fida della data sbagliata arriva a sala chiusa, e le collezioni, dopo un riallestimento, non tornano mai nello stesso ordine.
Terza cosa, pratica: la biglietteria chiude alle 18, un'ora prima del museo. Nei pomeriggi di ottobre la luce cala presto e la tentazione di arrivare tardi, dopo una giornata in centro, è forte. Un'ora in galleria 4 basta per The Large Glass, ma non per il resto del museo.
Quarta cosa: The Large Glass ha una guida in Comunicazione Aumentativa Alternativa, con i simboli pittografici, scaricabile dalla pagina ufficiale della mostra, e una video guida nella Lingua dei Segni Italiana. Sono strumenti pensati per l'accessibilità, ma la guida in CAA è anche un ottimo modo per preparare alla visita un bambino piccolo. Pochi genitori lo sanno.
Il MAXXI di Zaha Hadid, la sede di The Large Glass
Il MAXXI è il primo museo nazionale italiano dedicato alle arti e all'architettura contemporanee, inaugurato nel 2010 su progetto di Zaha Hadid. The Large Glass abita il museo nel senso più letterale: parte dalla sua architettura per rileggere le sue collezioni.
Una caserma diventata museo
Nel 1997 l'allora Ministero per i Beni Culturali ottenne dal Ministero della Difesa un'ampia area nel quartiere Flaminio, occupata da officine e padiglioni della ex Caserma Montello, da tempo in disuso. Il museo nasce dunque su un terreno militare, in un quartiere residenziale, lontano dai luoghi tradizionali dell'arte romana. Chi arriva da piazza del Popolo lo capisce subito: qui la città cambia passo e anche scala.
Il concorso vinto da Zaha Hadid
Nel 1998 fu bandito un concorso internazionale con un programma articolato: un museo per l'architettura e uno per le arti del XXI secolo, spazi per le produzioni sperimentali, biblioteca, auditorium, spazi per lo spettacolo dal vivo e per la didattica. Arrivarono 273 candidature. Vinse Zaha Hadid, scelta per la capacità del progetto di integrarsi nel tessuto urbano e di offrire alla nuova istituzione una sequenza di spazi pubblici.
La piazza Alighiero Boetti
Il complesso si estende su 29 mila metri quadrati intorno a una grande piazza aperta, intitolata ad Alighiero Boetti. Vi sono esposte opere, e in occasione degli eventi in programma resta aperta gratuitamente al pubblico anche fuori dagli orari del museo. Boetti è anche tra gli artisti presenti in The Large Glass: chi entra attraversa la piazza che porta il suo nome e ritrova il suo lavoro in galleria 4.
Le opere sempre visibili
Le collezioni del MAXXI sono esposte a rotazione, ma tre installazioni restano sempre visibili: quelle di Anish Kapoor, di Sol LeWitt e di Maurizio Mochetti. Dopo The Large Glass vale la pena cercarle, perché completano il quadro della collezione con opere pensate per restare. Il personale di sala sa indicare dove si trovano.
Il consiglio che ti do per visitare The Large Glass a cura di Alex Da Corte al MAXXI — dal 13 dicembre 2024 all'11 ottobre 2026
Conviene andare un martedì o un mercoledì, entro la prima settimana di ottobre, a metà mattina: il museo apre alle 11, e nella prima ora le gallerie sono ancora tranquille. L'ultimo fine settimana, quello del 10 e 11 ottobre, sarà il più affollato, anche perché il 10 ottobre il MAXXI partecipa alla XXII Giornata del Contemporaneo con un appuntamento alle 11.
Una volta dentro, partite dalla piazza e guardate l'edificio prima di entrare. Da Corte ha costruito il suo racconto sulle curve di Zaha Hadid, e senza aver visto quelle curve da fuori metà del discorso si perde. Poi salite direttamente alla galleria 4 e dedicate a The Large Glass un'ora piena. Leggete il testo introduttivo del curatore all'ingresso: è breve, e dà la chiave per tutto il resto.
In sala non cercate un ordine cronologico, cercate i materiali. Pietra, acqua, luce, vetro, terra: davanti a ogni opera chiedetevi quale elemento evochi. È la griglia che Da Corte propone, e funziona. Chi visita con bambini o ragazzi può trasformarla in un gioco a squadre, con risultati sorprendenti.
Dopo la galleria 4 lasciate almeno mezz'ora per le installazioni permanenti di Kapoor, LeWitt e Mochetti, e un'altra mezz'ora per la caffetteria o per la piazza. Due ore in tutto sono il tempo giusto. Chi ha un pomeriggio intero può completare la giornata all'Auditorium Parco della Musica, a dieci minuti a piedi, o attraversare il Ponte della Musica verso il Foro Italico. Per una visita privata con una guida, Tour Leader Pro organizza percorsi su misura al MAXXI e nel Flaminio.
Come arrivare al MAXXI per The Large Glass
Il MAXXI si raggiunge dal centro con la metro A fino alla stazione Flaminio e poi con il tram 2 verso piazza Mancini. È il percorso più semplice da Termini, da Spagna e dal Vaticano, e il più affidabile nelle ore di traffico.
Metro A e tram 2
Dalla stazione Flaminio, in piazzale Flaminio, parte il tram 2, che ha l'altro capolinea a piazza Mancini e attraversa il quartiere in cui si trova il museo. Dalla fermata più vicina a via Guido Reni si cammina pochi minuti verso il Tevere. L'Auditorium Parco della Musica indica la stessa combinazione, metro A più tram 2, come via principale per chi arriva con i mezzi.
Gli autobus
Le linee che servono la zona, secondo le indicazioni pubblicate dall'Auditorium, sono il 910, da Termini a piazza Mancini; il 53, da piazza Mancini a largo Chigi; il 168, da largo Maresciallo Diaz alla stazione Tiburtina; il 982, da viale XVII Olimpiade alla stazione Quattro Venti. Il 910 è la soluzione migliore da Termini senza cambi; il 53 è comodo per chi parte da via del Corso.
La fermata MAXXI
Su via Guido Reni c'è una fermata ATAC che porta il nome del museo, a circa 130 metri dall'ingresso, segnalata come accessibile alle sedie a rotelle. Le linee che vi fermano possono cambiare nel corso dell'anno: prima di partire conviene controllare sul calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti di Roma.
In auto e parcheggi
In auto si arriva da via Flaminia o dal Lungotevere. Il parcheggio nel quartiere è difficile nei giorni feriali e quasi impossibile nelle sere di concerto all'Auditorium o di partita allo Stadio Olimpico. L'Auditorium ha due parcheggi a pagamento, uno a raso e uno coperto multipiano, con accessi da viale Pietro de Coubertin e da viale Maresciallo Pilsudski e posti riservati alle persone con disabilità. Dal parcheggio al MAXXI si cammina una decina di minuti.
A piedi dal Ponte della Musica
Il Ponte della Musica, dedicato ad Armando Trovajoli, collega piazza Gentile da Fabriano, nel Flaminio, con il Lungotevere Cadorna all'altezza del Foro Italico ed è riservato a pedoni e biciclette. Dal ponte al MAXXI ci sono circa 650 metri lungo l'asse di via Guido Reni. Chi alloggia a Prati o nel quartiere Della Vittoria può arrivare a piedi, e la passeggiata sul fiume vale da sola il tragitto.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Chi va al MAXXI sa che è un museo di Zaha Hadid. Pochi ricordano che sorge sull'area della ex Caserma Montello, un complesso militare di officine e padiglioni passato dal Ministero della Difesa al Ministero per i Beni Culturali nel 1997. È un fatto noto agli architetti e a chi abita il quartiere, ma le guide preferiscono raccontare le curve dell'edificio.
Eppure spiega molto. Spiega perché il museo sorge in un quartiere residenziale e non in un'area monumentale: il terreno era disponibile perché era demanio militare. E spiega il carattere di un intero pezzo di città, il Flaminio, dove negli ultimi decenni aree marginali sono diventate luoghi di cultura. Lo stesso è accaduto, a poche centinaia di metri, con l'Auditorium Parco della Musica, sorto su un'area che gli stessi gestori descrivono come degradata e abbandonata prima del concorso vinto da Renzo Piano nel 1994.
Per The Large Glass questo fatto ha un peso particolare. Da Corte racconta la collezione come un organismo che cresce, decade e si trasforma, con la natura che si insinua in ogni cosa. Il museo stesso è il risultato di una trasformazione: da officina militare a spazio per l'arte. Chi attraversa la piazza pensando alla caserma che c'era prima legge il titolo della mostra con un'altra consapevolezza.
C'è un secondo fatto risaputo e poco citato: il portale turistico di Roma Capitale ricorda che il Flaminio è storicamente il primo quartiere della Capitale. Visitare una collezione di arte del XXI secolo nel primo quartiere della Roma moderna ha un senso preciso, e rende la gita al MAXXI qualcosa di più di un'uscita al museo.
Come organizzare la visita a The Large Glass
The Large Glass si visita in un'ora; con il resto del museo e una pausa servono due ore e mezza, tre con il tragitto dal centro. È una visita che si incastra bene in una mattina o in un pomeriggio.
Quanto tempo serve
Per la galleria 4 basta un'ora, a patto di leggere il testo del curatore e di fermarsi davanti alle opere che colpiscono. Mezz'ora in più per le installazioni permanenti, mezz'ora per la piazza e per la caffetteria. Con il trasporto dal centro, una visita completa occupa tre o quattro ore.
Il giorno e l'ora
Il lunedì il museo è chiuso. I giorni migliori sono il martedì e il mercoledì, l'ora migliore l'apertura delle 11. Chi ha solo il fine settimana eviti il pomeriggio della domenica 11 ottobre, ultimo giorno di apertura, e ricordi che la biglietteria chiude alle 18.
Servizi del museo
Il MAXXI offre guardaroba, servizi igienici anche per persone con disabilità, caffetteria, bar e ristorante, audioguide anche in lingua, visite guidate, attività didattiche per le scuole e laboratori. Il calendario degli appuntamenti è sul sito ufficiale del museo.
Visitare in gruppo
Per i gruppi The Large Glass funziona bene perché non ha un percorso obbligato: le persone si distribuiscono nella galleria senza creare colli di bottiglia. Con un gruppo funziona una breve introduzione sulla piazza, parlando dell'edificio e del curatore, poi quaranta minuti liberi e alla fine un confronto sui quattro elementi. Le discussioni migliori nascono sempre dalle opere che nessuno aveva notato.
Da abbinare nella stessa giornata
Nella stessa giornata si abbinano bene l'Auditorium Parco della Musica, con le sue opere d'arte nel foyer e nei giardini, oppure un secondo museo più a sud: la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea o il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, ai margini di Villa Borghese. Il tram 2 porta a piazzale Flaminio in pochi minuti. Per la scheda completa del museo c'è la pagina dedicata al MAXXI.
La foto giusta da fare a The Large Glass a cura di Alex Da Corte al MAXXI — dal 13 dicembre 2024 all'11 ottobre 2026
La foto giusta, per The Large Glass, si fa fuori prima ancora che dentro: sulla piazza Alighiero Boetti, con le curve dell'edificio di Zaha Hadid alle spalle. Da Corte parte proprio da lì, dalle «curve rigonfie» dell'architettura, e una foto che le mostri per intero è il miglior promemoria di tutta la mostra.
Il consiglio pratico è di arretrare fino al bordo della piazza e aspettare che qualcuno attraversi lo spazio vuoto. Una figura piccola davanti alla facciata dà la scala dell'edificio. Nei pomeriggi di inizio ottobre la luce radente scivola sulle superfici e le rende quasi liquide: acqua, appunto, uno dei quattro elementi del curatore.
Dentro la galleria 4 le regole sulle fotografie le fissa il museo: meglio chiedere al personale prima di scattare. Se è consentito, lasciate perdere le foto d'insieme, che al MAXXI vengono sempre piatte, e cercate i riflessi. The Large Glass è una mostra che parla di trasparenze e di materie che cambiano stato; un riflesso su una teca, una superficie che restituisce la luce della sala, dicono più di una panoramica.
Il Flaminio intorno al MAXXI: cosa c'è vicino a The Large Glass
Il MAXXI si trova nel Flaminio, tra via Flaminia, il Tevere e la collina dei Parioli. In pochi minuti a piedi si raggiungono l'Auditorium, il Ponte della Musica e Villa Glori.
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone
Progettato da Renzo Piano, l'Auditorium è stato inaugurato in due tempi nel 2002: il 21 aprile le sale Petrassi e Sinopoli, il 21 dicembre la sala Santa Cecilia. Durante i lavori vennero alla luce i resti di un'antica villa romana, integrati nel complesso; nel foyer c'è un piccolo Museo Archeologico. Dopo la scomparsa di Ennio Morricone, nel 2020, l'Auditorium è stato intitolato al compositore. È aperto tutti i giorni dalle 11 alle 20.
Il Ponte della Musica
Il Ponte della Musica, progettato nel 1999 e costruito a partire dal 2008, è lungo 190 metri e largo fino a 22 nella parte centrale. Il progetto è dello studio londinese Buro Happold con la società romana Carlo Lotti e Associati. Nel maggio 2013 al nome del ponte è stato aggiunto quello di Armando Trovajoli.
Villa Glori
Alle spalle dell'Auditorium sale la collina di Villa Glori, aperta dalle 7 al tramonto. Fu inaugurata nel 1924 come Parco della Rimembranza, su progetto di Raffaele De Vico, e molti alberi furono piantati dagli studenti romani, ciascuno dedicato a un caduto della Prima guerra mondiale. Dal 1997 il parco ospita installazioni di artisti contemporanei, tra cui Kounellis, Staccioli e, dal 2000, la Porta del Sole di Giuseppe Uncini. Dopo una mostra organizzata sui quattro elementi, una passeggiata tra alberi e sculture è il seguito naturale.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del luogo in cui si visita The Large Glass va da un'area militare dismessa a un museo nazionale, e dal Risorgimento alle collezioni del XXI secolo.
1867: i Cairoli a Villa Glori
A un chilometro dal museo, sulla collina di Villa Glori, si consumò uno degli episodi più noti del Risorgimento romano. Nell'ottobre 1867 una settantina di volontari guidati da Enrico e Giovanni Cairoli, arrivati a Ponte Milvio senza trovare i rinforzi sperati, si rifugiarono sulla collina, dove furono intercettati e sconfitti dall'esercito pontificio. Enrico morì, Giovanni fu gravemente ferito.
1924: il Parco della Rimembranza
Nel 1924 la stessa collina fu aperta al pubblico come Parco della Rimembranza per i caduti della Prima guerra mondiale, con alberi piantati dagli studenti della città.
1997 e 1998: la caserma e il concorso
Nel 1997 l'area della ex Caserma Montello passa dal Ministero della Difesa al Ministero per i Beni Culturali. L'anno dopo viene bandito il concorso internazionale per il nuovo museo, con 273 candidature: vince Zaha Hadid.
2010: l'apertura del MAXXI
Nel 2010 il MAXXI apre come primo museo nazionale italiano per le arti e l'architettura contemporanee. Da allora produce e ospita mostre di arte, architettura, design, fotografia e moda, rassegne di cinema, teatro e danza.
2024: The Large Glass
Il 13 dicembre 2024 apre in galleria 4 The Large Glass, il riallestimento della Collezione MAXXI curato da Alex Da Corte. La mostra resta aperta fino all'11 ottobre 2026, quasi due anni.
Chi è passato da The Large Glass a cura di Alex Da Corte al MAXXI — dal 13 dicembre 2024 all'11 ottobre 2026
Dal MAXXI è passata prima di tutto Zaha Hadid, che ha vinto il concorso del 1998 tra 273 candidature e ha firmato il primo museo nazionale italiano per le arti e l'architettura del XXI secolo. Con The Large Glass il suo edificio diventa anche il soggetto di una mostra: Alex Da Corte dichiara di essere partito dalle sue curve per costruire il racconto.
Poi ci sono gli artisti che il curatore ha riunito in galleria 4. Alighiero Boetti, che dà il nome alla piazza del museo. Marisa Merz, Giuseppe Penone e Michelangelo Pistoletto, protagonisti dell'arte italiana del secondo Novecento. Luigi Ghirri e Domenico Gnoli. Architetti e progettisti come Luigi Pellegrin, Ugo La Pietra e Lauretta Vinciarelli, e studi come AWP, Atelier Oslo, DEMOGO e Atelier Van Lieshout. Artisti internazionali come Francis Alÿs, Kara Walker, Gal Weinstein e Wolf Kahlen, accanto a Massimo Bartolini. Diciassette nomi, generazioni e mestieri diversi, nella stessa sala.
Accanto a loro, gli artisti le cui opere sono sempre visibili al MAXXI, qualunque sia la mostra in corso: Anish Kapoor, Sol LeWitt e Maurizio Mochetti.
E poi lui, Alex Da Corte, arrivato a Roma con alle spalle la Biennale di Venezia del 2019, la Carnegie International del 2018, la Whitney Biennial del 2022 e personali al Metropolitan di New York, al Louisiana in Danimarca, a Kanazawa in Giappone. Allargando lo sguardo al quartiere, il Flaminio ha visto passare Renzo Piano, che ha progettato l'Auditorium, Armando Trovajoli, che ha dato il nome al ponte sul Tevere, i fratelli Cairoli e Raffaele De Vico sulla collina di Villa Glori.
The Large Glass e l'accessibilità del MAXXI
The Large Glass è una delle mostre più accessibili del MAXXI: il museo ha pubblicato una video guida nella Lingua dei Segni Italiana e una guida in Comunicazione Aumentativa Alternativa con simboli pittografici, all'interno del programma MAXXIperTUTTI.
LIS e CAA
La video guida in LIS si trova sulla pagina ufficiale della mostra e si può guardare prima della visita o in sala con il proprio telefono. La guida in CAA si scarica dalla stessa pagina: è pensata per persone con difficoltà di comunicazione, ma è utile anche per preparare alla visita bambini piccoli o visitatori che non parlano italiano.
Muoversi nel museo
Il portale turistico di Roma Capitale indica il MAXXI come museo accessibile, con servizi igienici dedicati. Per ascensori, percorsi e gratuità dell'accompagnatore conviene telefonare prima al museo, allo 06 3201954.
Arrivare e parcheggiare
La fermata ATAC MAXXI su via Guido Reni è segnalata come accessibile alle sedie a rotelle. I due parcheggi a pagamento dell'Auditorium, a una decina di minuti, hanno posti riservati alle persone con disabilità.
The Large Glass con i bambini
The Large Glass si presta alla visita con i bambini più di molte mostre del MAXXI, perché l'idea dei quattro elementi è immediata e trasforma la galleria in un gioco di osservazione.
Con i più piccoli
Prima di partire scaricate la guida in CAA dalla pagina ufficiale: i simboli pittografici aiutano i bambini a sapere cosa vedranno. In sala proponete di cercare acqua, fuoco, aria e terra nelle opere. Un'ora è il limite giusto; poi la piazza, dove si corre in sicurezza.
Con i ragazzi
Con gli adolescenti funziona una domanda sola: perché queste opere sono state messe insieme? Lasciate che trovino la loro risposta prima di leggere il testo del curatore. Il confronto, dopo, è spesso più interessante della visita stessa.
Dove mangiare vicino al MAXXI
Il MAXXI ha al suo interno caffetteria, bar e ristorante: è la soluzione più pratica per una pausa senza uscire e rientrare.
Dentro il museo e all'Auditorium
Oltre ai servizi del MAXXI, l'Auditorium Parco della Musica, a dieci minuti a piedi, ha bar e ristorante, con il verde intorno. È una buona base per chi abbina la mostra a una passeggiata a Villa Glori.
Flaminio, Parioli e Ponte Milvio
Il Flaminio è un quartiere residenziale, con locali pensati per chi vi abita e lavora: perfetti per un pranzo veloce. Per una cena dopo la mostra, i Parioli sono noti per cocktail bar e ristoranti alla moda, secondo il portale turistico di Roma Capitale; l'altra direzione è Ponte Milvio, a nord lungo il Tevere.
Domande frequenti su The Large Glass al MAXXI
Fino a quando si può vedere The Large Glass al MAXXI?
The Large Glass al MAXXI è aperta fino a domenica 11 ottobre 2026, secondo il calendario pubblicato dal museo sulla pagina ufficiale della mostra. Ha aperto il 13 dicembre 2024 nella galleria 4. Altre fonti indicano una chiusura più tarda, ma fa fede il museo: chi vuole vederla deve andarci entro l'11 ottobre.
Quali sono gli orari del MAXXI?
Il MAXXI è aperto dal martedì alla domenica dalle 11 alle 19 ed è chiuso il lunedì. La biglietteria chiude un'ora prima del museo, quindi l'ultimo biglietto per The Large Glass si compra alle 18. Per aperture straordinarie conviene controllare il sito ufficiale del museo prima di partire.
Quanto costa il biglietto per The Large Glass?
I prezzi del biglietto per The Large Glass e per il MAXXI sono pubblicati sul sito ufficiale del museo. Il biglietto si compra alla cassa oppure online, sul canale di vendita indicato dal sito ufficiale della sede. Per riduzioni e gruppi il numero del museo è lo 06 3201954.
Chi è Alex Da Corte?
Alex Da Corte, curatore di The Large Glass, è un artista concettuale statunitense nato nel 1980 a Camden, nel New Jersey, che vive a Philadelphia. Lavora con pittura, scultura, installazione, performance e video. Ha partecipato alla Biennale di Venezia del 2019 e alla Whitney Biennial del 2022, e nel 2021 ha firmato la Roof Garden Commission del Metropolitan Museum of Art.
Quali artisti sono esposti in The Large Glass?
In The Large Glass il MAXXI espone opere di diciassette artisti e studi della sua collezione, tra cui Alighiero Boetti, Marisa Merz, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Luigi Ghirri, Domenico Gnoli, Francis Alÿs, Kara Walker e Massimo Bartolini, accanto a progetti di architetti come Luigi Pellegrin, Ugo La Pietra e Lauretta Vinciarelli.
Come si arriva al MAXXI con i mezzi pubblici?
Il MAXXI, sede di The Large Glass, si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 verso piazza Mancini. Da Termini c'è il bus 910, dal centro il 53 da largo Chigi. Su via Guido Reni c'è una fermata ATAC che porta il nome del museo, a circa 130 metri dall'ingresso.
The Large Glass è adatta ai bambini?
The Large Glass è adatta ai bambini, soprattutto se si usa la chiave dei quattro elementi proposta dal curatore come gioco di osservazione. Il MAXXI mette a disposizione una guida in Comunicazione Aumentativa Alternativa scaricabile dalla pagina della mostra, utile per preparare i più piccoli. Un'ora in galleria è la durata giusta.
Quanto tempo serve per visitare The Large Glass?
Per The Large Glass al MAXXI serve circa un'ora nella galleria 4. Con le installazioni permanenti di Kapoor, LeWitt e Mochetti e una pausa in caffetteria, la visita al museo sale a due ore o due ore e mezza, più il tragitto dal centro.
Il consiglio finale su The Large Glass al MAXXI
Se al MAXXI non siete mai entrati, The Large Glass è la porta giusta, e mancano pochi giorni. Andateci entro la prima settimana di ottobre, di mattina, leggete le poche righe del curatore e poi smettete di cercare un filo logico: guardate i materiali, le superfici, la luce. Uscite sulla piazza e riguardate l'edificio. Capirete che Da Corte ha fatto una cosa semplice e rara, ha preso sul serio l'architettura in cui lavorava. È una lezione che vale per ogni museo che visiterete dopo.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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