Origine. La donazione Madalena Negrone alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea — dal 17 settembre all’11 ottobre 2026
Origine. La donazione Madalena Negrone è aperta dal 17 settembre all'11 ottobre 2026 alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea (GNAMC), viale delle Belle Arti 131, 00197 Roma, dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19 (ultimo ingresso alle 18.15; lunedì chiuso), con apertura serale ogni giovedì dalle 19 alle 23. Il tram ferma a pochi passi dall'ingresso, alla fermata Galleria Arte Moderna; la stazione Flaminio della metropolitana è a poco più di mezzo chilometro in linea d'aria. La mostra è inclusa nel biglietto d'ingresso al museo: intero 17 euro, ridotto 2 euro per i cittadini dell'Unione europea fra i 18 e i 25 anni, gratis sotto i 18 anni. I biglietti si comprano alla cassa del museo oppure online sul circuito di prevendita autorizzato, raggiungibile dal sito ufficiale della Galleria. La mostra è a cura di Guicciardo Sassoli de Bianchi.

Cinque tele, una donazione, tre settimane e mezzo: Origine è la mostra più piccola in corso alla Galleria Nazionale, e proprio per questo va vista con attenzione. La pittrice genovese Madalena Negrone dona al museo Origine (2025), un olio su tela che entra nella collezione permanente, e lo presenta insieme ad altre quattro opere recenti mai esposte prima al pubblico. A nostro giudizio le piccole mostre di donazione sono spesso le più rivelatrici: raccontano come una collezione pubblica cresce, un quadro alla volta.
Origine alla Galleria Nazionale: le informazioni essenziali
Origine. La donazione Madalena Negrone chiude domenica 11 ottobre 2026: resta meno di due settimane per vederla. È inclusa nel biglietto del museo e non ha un ingresso separato.
Date e orari
La mostra ha aperto giovedì 17 settembre e segue l'orario della Galleria: dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19, ultimo ingresso 45 minuti prima della chiusura. Il lunedì il museo è chiuso. Fino a metà dicembre la Galleria apre ogni giovedì anche la sera, dalle 19 alle 23, con un biglietto serale da 10 euro: nel periodo che resta alla mostra le serate utili sono giovedì 1° e giovedì 8 ottobre.
Quanto costa
Il biglietto intero della Galleria costa 17 euro, il ridotto 2 euro per i cittadini europei fra i 18 e i 25 anni. Sotto i 18 anni si entra gratis. Chi ha il biglietto della Galleria Borghese della stessa giornata entra con un ridotto da 10 euro, la formula che il museo chiama da Canova a Canova.
La prima domenica di ottobre
Domenica 4 ottobre, prima domenica del mese, l'ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria e rispetto della fascia oraria. È l'ultima giornata gratuita prima della chiusura della mostra.
Che cosa si vede in Origine: le cinque opere di Madalena Negrone
La mostra riunisce cinque dipinti: Origine, del 2025, donato dall'artista e accolto nella collezione permanente, e altre quattro opere recenti presentate per la prima volta al pubblico. Insieme permettono di ripercorrere i temi della ricerca di Negrone nell'ultimo decennio.
Origine (2025)
È l'opera donata. Una trama fitta di segni turchesi e blu percorre la tela intrecciandosi in nodi e movimenti concentrici. Al centro sembra prendere forma una forza generatrice, in un'alternanza continua di nascita, espansione e dissoluzione. La Galleria la legge come la sintesi della ricerca dell'artista: l'origine come processo incessante, in cui materia, energia e forma si influenzano a vicenda. La tela misura 160 per 180 centimetri.
Blue 5172
È la tela più grande della mostra, larga cinque metri. Davanti a un dipinto di questa scala il gesto dell'artista si legge nella sua dimensione fisica: il braccio, il corpo, il movimento necessario per coprire una superficie così ampia. Esposta per la prima volta al pubblico, è il pezzo che da solo giustifica la visita.
La serie Egg: Green, Red e Yellow
Tre opere della serie Egg, distinte dal colore dominante. Il tema dell'uovo, forma dell'origine per eccellenza, dialoga direttamente con il titolo della mostra. La Galleria spiega che questo nucleo nasce dalla serie Entangled, la ricerca con cui l'artista si confronta con la fisica quantistica.
Entangled e la fisica quantistica
Nella serie Entangled Negrone prende il concetto di entanglement della fisica quantistica e lo trasforma da fenomeno scientifico in principio poetico, capace di suggerire una condizione di connessione reciproca. Le composizioni, dice la nota biografica del museo, evocano talvolta il movimento delle particelle nello spazio e nel tempo, e riflettono su energia, movimento, ritmo, spazio e connessione.
Human Made: la pittura contro l'immagine automatica
Da circa dieci anni Madalena Negrone scrive sul retro delle proprie opere la dichiarazione Human Made, No Robots or AI involved. È una presa di posizione esplicita sul carattere interamente manuale del suo lavoro.
Il tempo della pittura
La Galleria colloca questa scelta nel presente: un'epoca in cui la tecnologia permette di produrre all'istante immagini sempre più complesse. Negrone rivendica invece il tempo necessario alla pittura. In questo senso Origine diventa per il museo un'opera emblematica: l'immagine è testimone della presenza concreta dell'artista e dell'esperienza del fare.
Un tema di questo autunno romano
La coincidenza è curiosa. Proprio in queste settimane, a pochi passi, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia presenta L'indovino di Mouna Rebeiz, un'installazione concepita fra intelligenza artificiale e tradizioni simboliche. Due artiste, due musei di Valle Giulia, lo stesso interrogativo sul rapporto fra la mano umana e la macchina. Chi ha mezza giornata libera può vederle entrambe e farsi un'opinione.
Il gesto e la musica
La ricerca di Negrone nasce da un rapporto diretto e fisico con la pittura. Il gesto lascia sulla tela tracce, addensamenti, sovrapposizioni e vortici che sembrano registrare le forze che generano la forma. La formazione musicale dell'artista pesa sulla struttura delle composizioni: sequenze, ripetizioni, pause e variazioni, secondo un'idea della pittura come spazio dinamico e ritmico. Guardate le tele come si ascolta un brano: cercate il tema, poi le variazioni.
Chi è Madalena Negrone
Madalena Negrone è nata a Genova nel 1982 e lavora fra il capoluogo ligure e New York. La sua è una pittura astratta in cui esperienza gestuale, materia, movimento e ritmo incontrano l'interesse per la dimensione scientifica e metafisica.
La formazione a Genova
Negrone è cresciuta a Genova, dove fin da giovane si è avvicinata alla pittura studiando con Gabriele Kutzke, pittore e scultore di origine tedesca. La nota biografica della Galleria sottolinea quanto la città natale abbia pesato sulla sua ricerca: il carattere mediterraneo, l'architettura, la pluralità di culture che la attraversano.
Un percorso non lineare
Alla formazione artistica Negrone ha affiancato studi e attività professionali nel campo delle relazioni internazionali, la formazione musicale e una lunga esperienza di viaggi e scambi culturali. Non è il percorso tipico dell'accademia di belle arti, e si vede: la sua pittura porta dentro interessi che vengono da altrove, la fisica, la musica, la geografia.
Le mostre
Nel 2022 ha partecipato alla mostra Forma 1 più uno alla Galleria Guidi di Genova, accanto a opere di protagonisti del movimento Forma 1. Nel giugno 2023 ha presentato Entangled, la sua prima personale, al Museo d'Arte e Scienza di Milano. Nel 2024 ha esposto a New York alla Tourné Gallery e ha partecipato alle collettive Spectral Dimensions, nella stessa galleria, e Destiny vs. Will al Sotheby's Institute of Art.
Munari e Parigi
Nel 2025 la mostra Madalena Negrone meets Bruno Munari, alla Galleria Guidi di Genova, ha messo in dialogo le sue tele con le sculture da viaggio di Munari. Nel 2026 ha presentato Quantum Coherence alla Tourné Gallery di Parigi, in un confronto con l'artista Dominique de Bellefroid sul tema dell'entanglement e delle connessioni fra materia, spazio e tempo. L'ingresso nella collezione della Galleria Nazionale arriva dunque al termine di un decennio di lavoro coerente su pochi temi.
Il curatore e il senso di una donazione
La mostra è curata da Guicciardo Sassoli de Bianchi. La formula è quella della donazione presentata al pubblico: un'opera entra nella collezione permanente e il museo la mostra accanto ad altri lavori dell'artista, per spiegare da dove viene.
Come cresce una collezione pubblica
La Galleria Nazionale conserva circa 20.000 opere fra dipinti, disegni, sculture, installazioni, design, filmati e fotografie. Le mostre come Origine rendono visibile un passaggio che di solito resta dietro le quinte: il momento in cui un'opera contemporanea smette di essere privata e diventa di tutti.
Perché conta per il visitatore
Per chi visita, vuol dire una cosa semplice. Chiusa la mostra, Origine resterà nella collezione permanente, mentre la Galleria presenta le altre quattro tele solo per la durata dell'esposizione. Vederla oggi accanto alle opere sorelle è il modo migliore di capirla nel suo contesto: dopo sarà un quadro fra ventimila.
Una curiosità su Origine. La donazione Madalena Negrone alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea — dal 17 settembre all'11 ottobre 2026
La curiosità più interessante riguarda il retro dei quadri, non il davanti. Da circa dieci anni Madalena Negrone appone sul retro di ogni opera la scritta Human Made, No Robots or AI involved. È una firma che nessun visitatore vedrà, perché le tele sono appese al muro, ma che accompagnerà Origine per tutta la sua vita nella collezione: nei magazzini, nei prestiti, nei restauri. Fra cinquant'anni un restauratore che girerà la tela troverà quella dichiarazione, e capirà qualcosa del 2025 che forse noi oggi non vediamo ancora.
La seconda curiosità è la coincidenza con la storia del palazzo. L'edificio che ospita la Galleria fu costruito fra il 1908 e il 1911 da Cesare Bazzani per l'Esposizione Internazionale d'Arte del Cinquantenario dell'Unità: nacque come padiglione, un luogo pensato per mostrare il nuovo. E il museo, istituito nel 1883, nel 1939 prese per legge il nome di Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Arte Contemporanea, confermando quella che la Galleria stessa chiama la sua attitudine a museo del presente.
Una pittrice nata nel 1982 che dona al museo un quadro dipinto nel 2025 è esattamente quello per cui l'istituzione fu fondata: raccogliere l'arte del proprio tempo. A nostro giudizio queste piccole donazioni dicono più sulla salute di un museo che le grandi mostre.
La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea
La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea si trova in viale delle Belle Arti 131, nella valle delle Accademie ai margini di Villa Borghese, in un edificio di Cesare Bazzani completato nel 1911. È un museo del Ministero della Cultura dotato di autonomia speciale dal 2014.
Il palazzo di Bazzani
Circa 15.000 metri quadrati dell'edificio sono dedicati agli spazi espositivi e ai servizi, e l'esposizione vera e propria ne occupa circa 10.000. È un museo grande, dove si cammina molto: per una mostra piccola come Origine conviene decidere prima quali altre sale vedere.
Gli ampliamenti
Un primo ampliamento, dello stesso Bazzani, fu realizzato fra il 1933 e il 1934. Un secondo, progettato da Luigi Cosenza, fu completato solo in parte e restò aperto al pubblico dal 1989 al 1998. Oggi l'Ala Cosenza è in restauro su progetto di Mario Botta e diventerà un polo per formazione, didattica e ricerca, con biblioteca e archivi.
Un museo più antico del suo palazzo
La Galleria fu istituita con un Regio decreto del 26 luglio 1883 e aprì al pubblico nel 1885 nel Palazzo delle Esposizioni di via Nazionale. Si trasferì a Valle Giulia solo nel 1915. Oggi possiede la collezione più ampia in Italia di arte italiana e internazionale dal XIX al XXI secolo.
Oltre Origine: che cosa vedere nella Galleria Nazionale
Il biglietto che apre Origine apre anche la collezione permanente e le altre mostre in corso. Sarebbe un errore uscire dopo mezz'ora.
I capolavori indicati dal museo
La Galleria propone un percorso fra i suoi capolavori: Sogni di Vittorio Corcos, Le tre età di Gustav Klimt, Dopo il bagno di Edgar Degas, il Ritratto di Hanka Zborowska di Amedeo Modigliani, Mobile di Alexander Calder, Il giardiniere di Vincent van Gogh, Coppa Chimerica di Hans Arp, Espansione dinamica + velocità di Giacomo Balla, Ettore e Andromaca di Giorgio de Chirico. Per chi arriva da Origine, il confronto con l'astrazione del Novecento, da Balla a Calder, è il complemento naturale.
Il design nelle sale
Dall'aprile 2026 il percorso della collezione dialoga con il design: sedute, oggetti, parati e tendaggi realizzati con aziende italiane del settore. L'obiettivo dichiarato è rendere le sale più confortevoli e invitare a sostare. Nelle sale ci si può sedere, e davanti a una tela di cinque metri come Blue 5172 è un vantaggio.
Le altre mostre dell'autunno
Fino al 25 ottobre 2026 è aperta After Un percorso di lavoro. Fendi / Karl Lagerfeld 1985, che riprende la mostra con cui nel 1985 la Galleria portò la moda in museo. Fino al 31 dicembre una sala è dedicata a Marinella Senatore, artista dell'anno 2026. Dal 18 novembre arriverà Marina Abramović.
Una cosa che non ti dice nessuno su Origine. La donazione Madalena Negrone alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea — dal 17 settembre all'11 ottobre 2026
Il biglietto della Galleria Nazionale vale tre ore. Il museo lo spiega con il controllo del numero di visitatori presenti, per ragioni di sicurezza, e chiede di entrare nella fascia di tre ore scelta al momento dell'acquisto. Dentro quella fascia si può anche uscire per il Caffè delle Arti e rientrare.
Per una mostra di cinque opere tre ore sembrano tante, e lo sono. Ma proprio per questo la visita a Origine va costruita come parte di un percorso più ampio: la donazione di Negrone, la mostra Fendi e Lagerfeld fino al 25 ottobre, la sala di Marinella Senatore, qualche capolavoro della collezione. Chi entra solo per le cinque tele e poi esce ha sprecato il biglietto.
C'è poi un dettaglio pratico. Nelle sale si entra solo con borse più piccole di 25 per 30 per 12 centimetri; zaini, borse ampie e ombrelli vanno al guardaroba, che è gratuito. In ottobre, con la pioggia, gli ombrelli si accumulano: arrivate con poco. E ricordate che l'ultima serata del giovedì utile per la mostra è l'8 ottobre, tre giorni prima della chiusura. A nostro giudizio è il modo migliore di vederla, con il museo quasi vuoto e la luce artificiale che fa risaltare i blu di Origine.
Orari e biglietti della Galleria Nazionale
Origine segue orari e tariffe della Galleria: dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19, giovedì anche dalle 19 alle 23, intero 17 euro, mostra inclusa.
Orario ordinario e serale
La biglietteria è aperta dalle 9 alle 18.15 e accetta carte. Il giovedì il museo resta aperto senza interruzione dall'orario diurno a quello serale, e la tariffa serale da 10 euro scatta dopo le 18.15.
Riduzioni e gratuità
Il ridotto da 2 euro vale per i cittadini europei fra i 18 e i 25 anni. Si entra gratis sotto i 18 anni, e gratis entrano anche, fra gli altri, le persone con disabilità con un accompagnatore, le guide turistiche e i soci ICOM. La Galleria aderisce alla Roma Pass.
Abbonamento annuale
L'abbonamento individuale costa 50 euro e vale 365 giorni dal primo ingresso. Per chi abita a Roma e pensa di tornare per Abramović a novembre, conviene fare due conti.
Il consiglio che ti do per visitare Origine. La donazione Madalena Negrone alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea — dal 17 settembre all'11 ottobre 2026
Andate giovedì 1° o giovedì 8 ottobre, di sera, entrando verso le 19.30. Il biglietto serale costa 10 euro invece di 17, il museo è tranquillo e avete tre ore e mezza fino alla chiusura. È la soluzione migliore per una mostra breve, che si vede in mezz'ora, e per aggiungerci la mostra Fendi e Lagerfeld e un passaggio nella collezione.
Davanti alle opere, il consiglio è preciso: cominciare da Blue 5172, la tela di cinque metri, e guardarla prima da lontano, poi da vicino: da lontano si vede il ritmo, da vicino il gesto. Poi passate alle tre Egg, e confrontate i colori. Solo alla fine fermatevi su Origine: dopo le altre quattro capirete meglio perché l'artista abbia scelto proprio questa da donare al museo.
Se invece potete andare solo di giorno, scegliete un martedì o un mercoledì mattina e combinate la visita con Villa Giulia, a pochi passi. Evitate domenica 4 ottobre, gratuita con prenotazione: è la giornata più affollata del mese, e per cinque tele non vale la pena di stare in coda.
Come arrivare alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna
La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea si trova in viale delle Belle Arti 131, nel quartiere Pinciano, ai margini di Villa Borghese. Il mezzo più comodo è il tram, con fermata Galleria Arte Moderna a pochi passi dall'ingresso.
In tram
La fermata Galleria Arte Moderna è a pochi metri dall'ingresso. Poco più a ovest, su piazzale delle Belle Arti, c'è la fermata Belle Arti, servita da tram e autobus. Le linee e gli orari cambiano con i lavori e le stagioni: per il percorso dal vostro punto di partenza usate il calcolatore di percorso dell'ATAC.
In metropolitana
La stazione Flaminio della metropolitana è a poco più di mezzo chilometro in linea d'aria dal museo. Chi arriva dal centro può proseguire a piedi da piazzale Flaminio, oppure attraversare Villa Borghese.
A piedi da Villa Borghese
Da piazza del Popolo e dalla Galleria Borghese il museo dista meno di un chilometro in linea d'aria. La passeggiata dentro Villa Borghese è piacevole nelle giornate asciutte di ottobre; la sera, uscendo alle 23, meglio il tram o un taxi.
In auto
La Galleria non segnala un parcheggio proprio. In viale delle Belle Arti c'è una postazione del car sharing comunale. Il consiglio resta il trasporto pubblico.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Lo sanno in molti e quasi nessuno lo dice: la Galleria Nazionale d'Arte Moderna è stata fra i primi musei italiani ad aprire le sale alla moda. Il 5 ottobre 1985 vi fu inaugurata la mostra voluta da Karl Lagerfeld per celebrare i primi vent'anni di collaborazione con FENDI. Si intitolava Un percorso di lavoro e mostrava i passaggi dall'ideazione alla produzione del capo.
Quarant'anni dopo, dal 10 luglio al 25 ottobre 2026, il museo e FENDI hanno riproposto quella mostra con After Un percorso di lavoro. Fendi / Karl Lagerfeld 1985, ideata da Maria Grazia Chiuri e curata da Maria Luisa Frisa. Chi va a vedere Origine entro l'11 ottobre la trova ancora aperta, con lo stesso biglietto.
Perché ricordarlo parlando di una pittrice astratta? Perché spiega la vocazione del luogo. Moda nel 1985, design nelle sale dal 2026, performance a fine anno, e in mezzo una pittrice che rivendica il lavoro della mano contro l'immagine automatica. La Galleria Nazionale ha l'abitudine di aprire le porte a linguaggi diversi, e Origine si inserisce in questa linea: una donazione di pittura, fatta a mano, in un museo che non ha mai smesso di interrogarsi sul presente. Chi immagina la Galleria come un museo di quadri ottocenteschi ha un'idea ferma a molti decenni fa.
La foto giusta da fare a Origine. La donazione Madalena Negrone alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea — dal 17 settembre all'11 ottobre 2026
Il museo permette le fotografie senza flash, senza cavalletti e senza bastoni per selfie. Dentro la mostra, la foto giusta è una sola: Blue 5172 intera, con una persona davanti per dare la scala. Una tela larga cinque metri, fotografata da sola, sembra un quadro qualunque sullo schermo del telefono; con una figura umana davanti diventa quello che è, un campo di colore che supera il corpo di chi la guarda. Mettetevi al centro della sala, lasciate che chi è con voi si fermi davanti al quadro, e scattate in orizzontale.
La seconda foto è un dettaglio. Avvicinatevi a Origine e inquadrate soltanto una porzione della tela, dove i segni turchesi si annodano: a distanza ravvicinata si vede la materia della pittura, gli spessori, i passaggi del pennello. È l'immagine che meglio racconta la dichiarazione Human Made dell'artista.
La terza si fa fuori. La facciata della Galleria su viale delle Belle Arti, con la sua scalinata, è l'immagine con cui il museo si presenta. Mettetevi sul marciapiede opposto e inquadrate la scalinata intera; se andate il giovedì sera, con l'edificio illuminato, la stessa inquadratura cambia carattere.
Accessibilità della Galleria Nazionale
La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea dichiara un'accessibilità totale grazie a una rampa esterna, ascensori e pedane elevatrici interne. Ci sono servizi igienici per persone con disabilità e un fasciatoio; le persone con disabilità e un accompagnatore entrano gratis.
L'ingresso accessibile
L'ingresso con rampa è su via Gramsci. Il museo mette a disposizione anche carrozzine, da chiedere in biglietteria all'arrivo.
Visite tattili
Per le visite tattili la Galleria indica un contatto dedicato nella pagina delle informazioni per la visita. Una mostra di pittura come Origine non prevede il contatto con le opere, ma il museo organizza percorsi inclusivi sulla collezione: conviene scrivere in anticipo.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
26 luglio 1883: un Regio decreto istituisce la Galleria Nazionale d'Arte Moderna, con il compito di raccogliere le opere d'arte del nuovo Stato unitario.
1885: il museo apre al pubblico nel Palazzo delle Esposizioni di via Nazionale.
1908-1911: Cesare Bazzani progetta e costruisce in Valle Giulia il palazzo per l'Esposizione Internazionale d'Arte del Cinquantenario dell'Unità.
1912: la riforma dello statuto apre le acquisizioni anche alle opere della prima metà dell'Ottocento.
1915: la Galleria si trasferisce nella sede attuale.
1933-1934: Bazzani firma il primo ampliamento.
1939: una legge cambia il nome del museo in Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Arte Contemporanea.
5 ottobre 1985: si inaugura la mostra di Karl Lagerfeld per FENDI, fra le prime a portare la moda in un museo italiano.
1989-1998: resta aperta l'ala progettata da Luigi Cosenza, completata solo in parte; fra il 1995 e il 1999 le due ali dell'edificio vengono restaurate.
2014: il museo ottiene l'autonomia speciale.
2026: il design entra nelle sale della collezione; Marinella Senatore è l'artista dell'anno; a luglio torna, rivisitata, la mostra Fendi del 1985; il 17 settembre Origine di Madalena Negrone entra nella collezione permanente.
Intorno alla Galleria Nazionale: Valle Giulia e Villa Borghese
La Galleria si trova nella valle delle Accademie, ai margini di Villa Borghese. Nel raggio di un chilometro ci sono alcuni dei musei più importanti di Roma, e una mostra breve come Origine si presta a essere combinata.
Villa Giulia
Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia è a meno di 400 metri in linea d'aria. Fino al 29 novembre ospita L'indovino di Mouna Rebeiz, e dal 25 settembre la mostra fotografica di Dayanita Singh.
Galleria Borghese e Bioparco
La Galleria Borghese è a meno di 900 metri attraverso il parco, e con il suo biglietto della stessa giornata si entra alla Galleria Nazionale con 10 euro. Il Bioparco è a circa 350 metri: una combinazione utile per le famiglie.
Verso il Pincio e il Flaminio
Scendendo verso sud si arriva alla terrazza del Pincio e a piazza del Popolo. Verso nord, a quasi due chilometri, c'è il MAXXI, l'altro grande museo statale del contemporaneo.
Dove mangiare vicino alla Galleria Nazionale
Dentro la Galleria c'è il Caffè delle Arti, caffetteria e ristorante aperto dal martedì alla domenica dalle 8 alle 20, raggiungibile dal museo o dall'esterno in via Gramsci 73. Nell'atrio c'è anche un punto ristoro.
Il Caffè delle Arti
Dentro la fascia di tre ore del biglietto si può uscire dalle sale e rientrare per il caffè. Il giovedì sera, quando il museo resta aperto fino alle 23, il caffè chiude alle 20: organizzatevi prima.
Fuori dal museo
Intorno a Valle Giulia l'offerta si concentra verso il Flaminio e i Parioli: bar di quartiere, trattorie, pizzerie. Per una cena dopo il giovedì sera, la soluzione più comoda è scendere verso piazzale Flaminio e il centro.
Chi è passato da Origine. La donazione Madalena Negrone alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea — dal 17 settembre all'11 ottobre 2026
Il primo nome è quello di Cesare Bazzani, l'architetto che fra il 1908 e il 1911 costruì il palazzo per l'Esposizione Internazionale d'Arte e che tornò fra il 1933 e il 1934 per il primo ampliamento. Dopo di lui l'ingegnere Luigi Cosenza, autore del secondo ampliamento, e oggi l'architetto Mario Botta, che firma il restauro dell'Ala Cosenza.
Nel 1985 passò di qui Karl Lagerfeld, con la mostra che portò la moda in museo. Nel 2026 il suo lavoro è tornato nelle stesse sale grazie a Maria Grazia Chiuri e Maria Luisa Frisa. Nello stesso anno sono arrivati lo scultore uruguaiano Pablo Atchugarry, con cinquantacinque sculture, e Marinella Senatore, artista dell'anno.
E nelle sale, da oltre un secolo, sono passati i capolavori di Klimt, Van Gogh, Modigliani, Degas, Balla, de Chirico, Calder, Burri. È in questa compagnia che entra Origine: una tela di una pittrice genovese nata nel 1982, che ha studiato con Gabriele Kutzke, ha esposto al Museo d'Arte e Scienza di Milano, a New York e a Parigi, e ha confrontato il proprio lavoro con quello di Bruno Munari.
Per una donazione, la compagnia conta. Un quadro che entra nella collezione della Galleria Nazionale non è più soltanto un'opera: diventa parte del racconto che lo Stato fa della propria arte. Con Origine, per la prima volta, quel racconto comprende anche la dichiarazione scritta sul retro: fatto a mano, senza robot né intelligenza artificiale.
Origine con i bambini
La Galleria Nazionale è gratuita sotto i 18 anni, e una mostra breve come Origine si presta a una visita con bambini, a patto di farne un gioco.
Il gioco dei colori
Davanti alle tre Egg chiedete ai bambini di scegliere il proprio colore preferito e di spiegare perché. Davanti a Blue 5172 fateli contare quanti passi servono per percorrere la tela da un capo all'altro. Sono modi semplici per far capire che un quadro astratto si guarda con il corpo.
Il resto del museo
Il museo organizza visite e laboratori per famiglie. Le sedute di design nelle sale aiutano a dosare la fatica, e il Bioparco a pochi passi è il premio finale più efficace.
Perché vale la pena vedere Origine
Cinque tele non fanno una grande mostra, e Origine non pretende di esserlo. Vale la pena per tre ragioni. La prima è Blue 5172, un dipinto di cinque metri esposto per la prima volta al pubblico. La seconda è il momento: una donazione mostrata al pubblico è un'occasione rara per capire come nasce una collezione. La terza è il biglietto: con lo stesso ingresso si vedono la mostra Fendi e Lagerfeld, la sala di Marinella Senatore e i capolavori della collezione.
Il limite è il tempo. La mostra chiude l'11 ottobre, e chi rimanda la perde. Chi ama la pittura astratta ci trovi un'artista coerente; chi la guarda con diffidenza, dia almeno dieci minuti a Blue 5172 prima di giudicare.
Domande frequenti su Origine alla Galleria Nazionale
Fino a quando è aperta la mostra Origine di Madalena Negrone?
Origine. La donazione Madalena Negrone resta aperta alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea fino a domenica 11 ottobre 2026. La mostra ha aperto il 17 settembre e segue gli orari del museo: dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19, il giovedì anche dalle 19 alle 23.
Quanto costa vedere la mostra Origine?
La mostra Origine è inclusa nel biglietto d'ingresso alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea: intero 17 euro, ridotto 2 euro per i cittadini europei fra i 18 e i 25 anni, gratis sotto i 18 anni. Il giovedì sera, dalle 19 alle 23, il biglietto costa 10 euro.
Quante opere ci sono nella mostra di Madalena Negrone?
Origine alla Galleria Nazionale presenta cinque dipinti di Madalena Negrone: Origine (2025), donato al museo, la grande tela Blue 5172 larga cinque metri e tre opere della serie Egg, Green, Red e Yellow. Le quattro opere accanto a Origine sono esposte per la prima volta al pubblico.
Chi è Madalena Negrone?
Madalena Negrone è una pittrice astratta nata a Genova nel 1982, attiva fra Genova e New York. Ha studiato pittura con Gabriele Kutzke e ha esposto al Museo d'Arte e Scienza di Milano, alla Tourné Gallery di New York e di Parigi e alla Galleria Guidi di Genova, dove nel 2025 ha dialogato con Bruno Munari.
C'è un giorno gratuito per vedere Origine?
La Galleria Nazionale d'Arte Moderna è gratuita la prima domenica del mese, con prenotazione obbligatoria e fascia oraria. Nel periodo di Origine l'unica data è domenica 4 ottobre 2026. È una giornata molto affollata: per una mostra breve conviene scegliere un giorno feriale o il giovedì sera.
Come si arriva alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna?
La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, in viale delle Belle Arti 131, si raggiunge in tram con fermata Galleria Arte Moderna, a pochi passi dall'ingresso. La stazione Flaminio della metropolitana è a poco più di mezzo chilometro in linea d'aria, e da Villa Borghese si arriva a piedi attraverso il parco.
Cosa significa la scritta Human Made sulle opere di Negrone?
Da circa dieci anni Madalena Negrone scrive sul retro delle proprie opere Human Made, No Robots or AI involved, per sottolineare il carattere interamente manuale del suo lavoro. La Galleria Nazionale legge Origine come un'opera emblematica di questa scelta: la pittura come testimonianza della presenza dell'artista.
Il consiglio finale su Origine
Conviene non aspettare l'ultimo weekend. Il consiglio è di andare giovedì 1° o giovedì 8 ottobre, di sera, con il biglietto da 10 euro: mezz'ora per le cinque tele di Madalena Negrone, un'ora per la mostra Fendi e Lagerfeld, il resto per Klimt e Balla. Davanti a Blue 5172 conviene fermarsi finché non si smette di cercare una figura e si comincia a vedere il ritmo. E prima di uscire vale la pena tornare da Origine: fra qualche settimana sarà una tela fra ventimila, e vale la pena averla vista quando era ancora al centro della sala.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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