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Newton, Goethe, Galileo di Mischa Kuball alla Casa di Goethe — fino al 4 ottobre 2026

Evento concluso · si è chiuso il 4 Ottobre 2026. Guarda gli eventi in programma a Roma →

In breve. La mostra Newton, Goethe, Galileo. Riflessioni di Mischa Kuball è aperta alla Casa di Goethe fino a domenica 4 ottobre 2026, dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.30, lunedì chiuso).

La mostra Newton, Goethe, Galileo. Riflessioni di Mischa Kuball è aperta alla Casa di Goethe fino a domenica 4 ottobre 2026, dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.30, lunedì chiuso). Il museo si trova in via del Corso 18, 00186 Roma, al primo piano del palazzo, a pochi passi da piazza del Popolo: la fermata più comoda è Flaminio della metro A, dove arriva anche il tram 2; per gli autobus conviene consultare il calcolatore di percorso ATAC. Il biglietto del museo costa 6 euro intero e 5 euro ridotto, con carta famiglia a 17 euro e ingresso gratuito per i bambini fino a 10 anni; si acquista alla cassa del museo, e le informazioni aggiornate sono sul sito ufficiale della sede. Mercoledì 30 settembre, dalle 18 alle 20, è in programma la presentazione del catalogo con l'artista.

Il palazzo di via del Corso 18 che ospita al primo piano la Casa di Goethe
Il palazzo di via del Corso 18 che ospita al primo piano la Casa di Goethe Foto: Foto: Tom86, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Newton, Goethe, Galileo alla Casa di Goethe: la mostra in breve

La personale di Mischa Kuball alla Casa di Goethe è aperta dal 30 aprile al 4 ottobre 2026 ed è curata da Gregor H. Lersch, direttore del museo. L'inaugurazione si è tenuta il 29 aprile, con l'artista in sala e i saluti istituzionali di Lersch, di Monika Schnetkamp per la KAI 10 | Arthena Foundation di Düsseldorf e di Andreas Krüger, capo dell'Ufficio culturale dell'Ambasciata tedesca a Roma. Il progetto nasce da una collaborazione fra il museo romano e la fondazione di Düsseldorf.

La mostra è costruita su due cicli di opere e su due episodi della storia della scienza. Il primo è la disputa a distanza fra Johann Wolfgang von Goethe e Isaac Newton sulla natura dei colori e sulla rifrazione della luce; il secondo è l'osservazione delle macchie solari da parte di Galileo Galilei all'inizio del Seicento, le stesse osservazioni che contribuirono a portarlo al conflitto con la Chiesa cattolica. Due installazioni di luce, due stanze, un filo che lega la fisica, la percezione e il potere.

A nostro giudizio è una mostra piccola nel numero delle opere e ampia nelle domande che pone. Chi entra si trova dentro un fenomeno luminoso più che davanti a una serie di oggetti da osservare in fila, e il tempo che conviene concedersi è quello necessario perché le proiezioni compiano più di un giro.

Le opere di Mischa Kuball in mostra alla Casa di Goethe

Le installazioni principali della mostra sono due: Newton/Goethe (luce nera), realizzata appositamente per la Casa di Goethe, e five suns / after Galileo, prestata dalla Monika Schnetkamp Collection di Düsseldorf. Attorno a esse il percorso comprende lavori a parete e materiali in vetrina.

Newton/Goethe (luce nera)

L'installazione Newton/Goethe (luce nera) è lo spunto iniziale del progetto. Secondo la presentazione del museo, il dibattito storico sulla rifrazione della luce e sulla teoria dei colori diventa qui un'esperienza che si estende negli spazi museali: le concezioni di Goethe e di Newton si intrecciano in una proiezione su un corpo rotante, e dal movimento, dalla sovrapposizione e dal cambiamento continuo nascono costellazioni cromatiche instabili, che sfuggono a una lettura univoca. Il colore, in questa stanza, non è un risultato ma un processo, che dipende dalla fonte luminosa, dallo spazio, dal tempo e dal punto di vista di chi guarda.

Il testo di sala che introduce l'opera indica come punti di partenza tre parole tedesche: Phänomenologie, Photon e Lichtquant, cioè fenomenologia, fotone e quanto di luce. Le proiezioni rotanti attraversano lo spazio e vengono rifratte da prismi, moltiplicate e distribuite, in relazione agli esperimenti ottici dei due autori. Lo stesso pannello ricorda che già il titolo richiama l'opera di Lucio Fontana, le cui sperimentazioni con la luce colorata e la luce nera, a partire dagli anni Quaranta, hanno cambiato il modo di pensare lo spazio e il ruolo dell'osservatore nell'arte.

five suns / after Galileo

Nella seconda parte della mostra, five suns / after Galileo proietta la luce su cinque vetri rotanti di colori diversi. Il riferimento sono le macchie solari che Galileo osservò in movimento e in trasformazione, fissandole in una serie di immagini. Il museo sottolinea come Galileo, pur senza sapere con esattezza che cosa fossero quelle macchie, vi riconobbe una conferma della visione copernicana, in contrasto con i dogmi della Chiesa del tempo.

Kuball, spiega ancora la presentazione, usa l'installazione per esporre la propria idea della conoscenza e del pensiero visivo: Galileo inaugurò una visione ampliata dagli strumenti, individuale e verificabile, diversa da quella autorizzata. Ne discende un'idea che attraversa tutta la mostra, cioè che la visibilità non è mai neutra e si inserisce sempre in rapporti di potere. Il conflitto fra lo scienziato e la Chiesa crea inoltre un legame diretto con Roma e con la sua lunga storia di città dei papi.

La scritta al neon e le opere a parete

Nelle immagini della mostra diffuse dal museo compare una grande scritta luminosa bianca con i tre nomi del titolo, Newton, Goethe e Galileo, disposti su tre righe e separati da barre di luce. Accanto, due opere a parete in cornice nera riprendono lettere rovesciate e specchiate, mentre una vetrina accoglie materiali di studio. Il dialogo fra la luce artificiale e i soffitti a cassettoni lignei del palazzo di via del Corso è uno degli aspetti più riusciti dell'allestimento.

Goethe contro Newton: la teoria dei colori raccontata dalla mostra

Goethe pubblicò il trattato Zur Farbenlehre, la Teoria dei colori, nel 1810, e in quelle pagine contraddiceva apertamente il modello fisico di Newton. Per lo scienziato inglese la luce bianca si scompone nei colori dello spettro visibile e il colore è una proprietà oggettiva della luce; per il poeta tedesco i colori nascono nel passaggio fra luce e oscurità e sono legati in modo indissolubile al soggetto che vede.

Due idee di colore

Il museo descrive l'approccio di Goethe come olistico: il colore è per lui un fenomeno di esperienza, non soltanto un dato di misura. La sua teoria è rimasta controversa sul piano scientifico, ma ha avuto un effetto durevole sull'arte, sulla teoria della percezione e sull'estetica, e ha influenzato molti artisti fino a oggi. La mostra non prende posizione per l'uno o per l'altro: mette le due visioni una accanto all'altra e lascia che si sovrappongano nella proiezione.

Perché proprio a Roma

La scelta della sede ha una logica evidente. La Casa di Goethe occupa l'appartamento in cui il poeta visse durante il soggiorno romano, e gli anni italiani furono per Goethe anche anni di studio della natura, della mineralogia, della botanica e dell'arte. Galileo, dal canto suo, porta con sé il processo romano. Due storie diverse, entrambe legate a Roma e al rapporto fra ciò che si vede e ciò che è lecito affermare.

Chi è Mischa Kuball, l'artista della luce

Mischa Kuball è un artista concettuale tedesco nato a Düsseldorf il 20 settembre 1959, attivo dal 1977 nello spazio pubblico e nelle istituzioni. Da oltre trent'anni lavora soprattutto con la luce, affrontando temi sociali e politici; le sue opere dialogano spesso con questioni scientifiche, come le neuroscienze, o con la teoria dell'arte di Aby Warburg. Gli spazi pubblici e privati, nelle parole del museo, diventano con lui piattaforme di scambio fra pubblico, artista e opera.

L'insegnamento

Kuball è stato professore ospite alla Hochschule für Grafik und Buchkunst di Lipsia nel 1999 e 2000 con un corso intitolato Licht und Raum, luce e spazio. Ha insegnato alla Staatliche Hochschule für Gestaltung di Karlsruhe, legata allo ZKM, prima come supplente nel 2004 e poi come professore dal 2005 al 2008, dove ha fondato con gli studenti il formato 1A18. Dall'ottobre 2007 al marzo 2026 è stato professore di arte dei media alla Kunsthochschule für Medien di Colonia, dove nel 2007 è nato il laboratorio sperimentale studentesco minus1. Dal 2015 è membro dell'Accademia delle scienze e delle arti del Nordreno-Vestfalia.

I progetti nello spazio pubblico

Nel 2010, per Ruhr.2010 capitale europea della cultura, Kuball ha realizzato il progetto partecipativo NEW POTT con famiglie provenienti da circa cento nazioni che vivono nell'area della Ruhr, da cui sono nati un volume nel 2011 e un libro di atti nel 2012. Dal 2009 porta avanti la serie public preposition, installazioni nello spazio pubblico realizzate a Venezia e a Marfa nel 2009, a Toronto e Berna nel 2011, a Wolfsburg, Gerusalemme, Katowice e Christchurch nel 2012. Nel 2013 ha presentato con l'artista statunitense Anthony McCall l'installazione luminosa El-Aleph al Faena Arts Center di Buenos Aires.

Le mostre personali

Fra le personali di Kuball figurano mies-mies al Centro internazionale per l'arte della luce di Unna nel 2007, con fotografie su scatole luminose dedicate al Padiglione di Barcellona di Mies van der Rohe; Platon's Mirror fra il 2011 e il 2012, fra ZKM di Karlsruhe, Sydney, Cracovia, Bucarest, Sofia, Londra, Lisbona e Düsseldorf; Licht auf Kirchner al Kirchner Museum di Davos fra il 2016 e il 2017; res·o·nant al Museo ebraico di Berlino fra il 2017 e il 2019; ReferenzRäume al Kunstmuseum di Wolfsburg nel 2021; BLACKOUT al Skulpturenmuseum Glaskasten di Marl nel 2021, con una luce bianca pulsante e abbagliante; Light_Poesis allo Skulpturenpark Waldfrieden fra il 2023 e il 2024.

Premi e riconoscimenti

Nel 1990 Kuball ha ricevuto il premio ars viva del Kulturkreis dell'industria tedesca, nel 1991 una borsa per la fotografia contemporanea della fondazione Alfried Krupp von Bohlen und Halbach, nel 1992 il premio del Land Nordrhein-Westfalen per le arti visive. Nel 1998 ha firmato il contributo tedesco alla 24ª Biennale di San Paolo e ha ottenuto una borsa di Villa Massimo a Roma. Nel gennaio 2016 gli è stato assegnato il Deutscher Lichtkunstpreis, il premio tedesco per l'arte della luce.

La presentazione del catalogo di Newton, Goethe, Galileo il 30 settembre

Mercoledì 30 settembre 2026 la Casa di Goethe presenta il catalogo della mostra, pubblicato da Magonza editore, con un appuntamento dalle 18 alle 20. Alle 18 l'artista conduce personalmente una visita guidata della mostra; alle 19 segue la presentazione del volume con Mischa Kuball, Adrienne Drake, direttrice della Fondazione Giuliani, e Gregor H. Lersch.

Che cosa contiene il volume

Il catalogo documenta l'esposizione con le immagini delle installazioni e comprende due saggi che mettono in relazione arte contemporanea, storia della scienza e teoria del colore. Gregor H. Lersch analizza il confronto fra Goethe e Newton sulla teoria dei colori e colloca il progetto nel percorso di Kuball. Lo storico dell'arte Horst Bredekamp firma il contributo Galileo e l'interazione tra luce e impurità, dedicato al ruolo della luce e delle imperfezioni della materia nelle osservazioni di Galileo: proprio ciò che appare impuro o imperfetto, sostiene Bredekamp, ha contribuito alla nascita di una nuova visione scientifica del mondo.

Come partecipare

Le modalità di accesso alla serata del 30 settembre sono indicate sul sito ufficiale della Casa di Goethe, a cui conviene fare riferimento prima di presentarsi; per informazioni il museo risponde all'indirizzo info@casadigoethe.it e al numero 06 32650412. A nostro giudizio è l'occasione migliore per vedere la mostra, perché consente di ascoltare dall'autore le ragioni delle scelte di luce e di spazio.

La Casa di Goethe: storia del museo di via del Corso 18

La Casa di Goethe è un museo e centro culturale dedicato a Johann Wolfgang von Goethe e al suo viaggio in Italia, ospitato in via del Corso 18, nel rione Campo Marzio. Occupa l'appartamento in cui Goethe abitò durante il soggiorno romano, ospite del pittore Johann Heinrich Wilhelm Tischbein. È un'istituzione dell'Arbeitskreis selbständiger Kultur-Institute, l'associazione tedesca degli istituti culturali autonomi con sede a Bonn, ed è finanziata dall'incaricato del governo federale per la cultura e i media.

Il palazzo e i suoi proprietari

Il palazzo di via del Corso 18 fu per oltre un secolo, dal 1824 al 1948, proprietà della famiglia Bracci, discendenti dello scultore Pietro Bracci. Nel 1948 l'ultimo erede lasciò l'edificio alla Mensa vescovile di Civita Castellana. La storia dell'edificio è ricostruita nel volume Via del Corso 18. Storia di un indirizzo di Dorothee Hock, pubblicato dal museo nel 2013.

Dal primo museo del 1973 all'apertura del 1997

Il 29 ottobre 1973 fu inaugurato un primo museo dedicato a Goethe in alcune stanze prese in affitto al secondo piano; gestito da privati con scarsi fondi pubblici, chiuse nell'estate del 1982. Qualche anno dopo l'associazione tedesca ricevette l'incarico di fondare un nuovo museo e nel 1990 acquistò l'intero primo piano dalla Mensa vescovile, avviando un lungo restauro. La Casa di Goethe aprì il 30 maggio 1997 e da allora ricorda con mostre e incontri il suo ospite più illustre; fino al 2013 è stata diretta da Ursula Bongaerts, oggi la guida Gregor H. Lersch.

La dépendance del secondo piano

Nel 2009, con il sostegno del Parlamento tedesco, l'associazione acquistò un altro appartamento al secondo piano, inaugurato nel 2012: per caso è lo stesso che aveva ospitato il primo museo goethiano. Qui si trovano la biblioteca storica del Deutscher Künstlerverein, l'associazione degli artisti tedeschi fondata nel 1848, una foresteria per i borsisti e una sala per gli incontri.

La collezione permanente della Casa di Goethe

Le sale della collezione permanente della Casa di Goethe raccontano il viaggio italiano e il soggiorno romano del poeta attraverso lettere, quadri, disegni, libri e documenti. La visita alla mostra di Kuball comprende anche questo percorso, ed è un peccato saltarlo.

Hackert, Tischbein, Kniep

Fra le opere esposte ci sono disegni originali di Jakob Philipp Hackert, di Johann Heinrich Wilhelm Tischbein e di Christoph Heinrich Kniep, gli artisti che accompagnarono con la matita l'esperienza italiana di Goethe. Sono fogli che restituiscono il paesaggio e le rovine come li vedevano i viaggiatori di fine Settecento.

Warhol, Ontani, Alfaro

Accanto ai documenti storici la collezione accoglie opere moderne, fra cui il ritratto di Goethe di Andy Warhol, un lavoro di Luigi Ontani e una scultura di Andreu Alfaro. Quattro sale sono riservate alle mostre temporanee, che spesso trattano temi italo tedeschi e la tradizione del viaggio in Italia fino ai giorni nostri. Una sala ospita la biblioteca con i libri raccolti da Richard W. Dorn, prime edizioni di Goethe e testi sulla storia delle idee e sui rapporti culturali fra Germania e Italia.

Goethe a Roma: il soggiorno che ha dato il nome al museo

Goethe arrivò a Roma il 29 ottobre 1786, dopo essere partito in segreto da Karlsbad il 3 settembre. Il resoconto di quel viaggio, Italienische Reise, fu scritto molto più tardi, fra il 1813 e il 1817, a partire dai diari dell'epoca.

L'incognito di Johann Philipp Möller

Già celebre come autore del Werther, Goethe viaggiò in incognito come pittore tedesco sotto il nome di Johann Philipp Möller, quasi sempre da solo e in carrozza di posta. A Roma alloggiò dapprima all'Albergo dell'Orso, poi si trasferì presso Tischbein, con cui era in corrispondenza da tempo. Il pittore viveva con altri artisti di lingua tedesca, fra cui Friedrich Bury, Heinrich Meyer, Johann Heinrich Lips e Johann Georg Schütz: la Casa di Goethe racconta oggi il soggiorno del poeta e questa cerchia. Il mezzo incognito fu presto scoperto, ma la comunità tedesca accettò di ignorare chi fosse.

Napoli, la Sicilia e il ritorno

Dopo quattro mesi intensi, nel febbraio 1787 Goethe partì con Tischbein per Napoli, salì due volte sul Vesuvio e visitò Pompei, Ercolano e Paestum; poi raggiunse la Sicilia. Tornò a Roma nel giugno 1787, decise di trascorrervi un altro inverno e prese lo studio lasciato libero da Tischbein, dedicandosi al disegno, alla pittura e alla scrittura: in quei mesi completò l'Egmont e nel novembre 1787 invitò a Roma il compositore Philipp Christoph Kayser per le musiche di scena. Lasciò la città dopo la Pasqua del 1788.

Una curiosità su Newton, Goethe, Galileo di Mischa Kuball alla Casa di Goethe — fino al 4 ottobre 2026

La curiosità più interessante riguarda l'artista prima ancora della mostra: Mischa Kuball conosce Roma da residente. Nel 1998, lo stesso anno in cui firmò il contributo tedesco alla 24ª Biennale di San Paolo, ottenne una borsa di Villa Massimo a Roma. Il ritorno a Roma quasi trent'anni dopo, in un museo che racconta proprio un altro soggiorno tedesco di studio, ha qualcosa di circolare.

Un secondo dettaglio riguarda l'opera di Galileo. five suns / after Galileo arriva dalla collezione privata di Monika Schnetkamp, imprenditrice e fondatrice della KAI 10 | Arthena Foundation di Düsseldorf. Nel 2023 Schnetkamp ha ricevuto il riconoscimento Maecenas proprio dall'associazione tedesca di cui la Casa di Goethe fa parte: il prestito, in altre parole, è anche un segno dei legami fra il mecenatismo privato renano e il museo romano.

Infine il titolo. Nelle immagini ufficiali la scritta al neon mette i tre nomi in colonna, Newton sopra Goethe sopra Galileo, e le barre luminose che li separano hanno lo stesso colore della luce che le produce. È un modo asciutto di ricordare che, per Kuball, le parole stesse sono fatte di luce e possono essere lette come un fenomeno ottico prima che come un concetto.

Una cosa che non ti dice nessuno su Newton, Goethe, Galileo di Mischa Kuball alla Casa di Goethe — fino al 4 ottobre 2026

Quello che raramente si dice è che la Casa di Goethe non è al piano terra. Il museo è al primo piano del palazzo di via del Corso 18, e secondo la voce enciclopedica dedicata al museo l'accesso per le persone con disabilità è limitato dalle dimensioni ridotte dell'ascensore. Chi ha difficoltà motorie o viaggia con un passeggino ingombrante fa bene a telefonare prima al museo, allo 06 32650412, per capire come organizzare la salita.

Un'altra cosa poco nota riguarda il prezzo. Il tariffario del museo prevede uno sconto di un euro per chi ha visitato la Keats-Shelley House nei tre giorni precedenti: le due case di poeti stranieri del Tridente, una in via del Corso e l'altra ai piedi della scalinata di Trinità dei Monti, si possono dunque combinare con un piccolo vantaggio. La riduzione a 5 euro vale inoltre per studenti, over 65, giornalisti e soci di diverse associazioni e istituzioni culturali elencate sul sito, e il museo precisa che durante i lavori di riallestimento delle mostre l'ingresso è ridotto per tutti.

Il consiglio che ti do per visitare Newton, Goethe, Galileo di Mischa Kuball alla Casa di Goethe — fino al 4 ottobre 2026

Il consiglio è di visitare la mostra con calma e al mattino di un giorno feriale, fra martedì e venerdì, quando via del Corso è meno affollata e le sale del primo piano sono più silenziose. Le installazioni di Kuball lavorano sulla durata: la proiezione di Newton/Goethe (luce nera) sul corpo rotante e i cinque vetri colorati di five suns / after Galileo cambiano continuamente, e il senso dell'opera si coglie solo restando qualche minuto fermi nello stesso punto e poi spostandosi.

Conviene poi non fermarsi alla mostra temporanea. La collezione permanente, con i disegni di Hackert, Tischbein e Kniep e il ritratto di Goethe di Andy Warhol, occupa poco tempo e dà alla mostra di Kuball il suo contesto: si capisce meglio il confronto fra Goethe e Newton dopo aver visto le stanze in cui il poeta visse e studiò.

Chi preferisce un racconto strutturato può usare l'audioguida del museo, a noleggio per 5 euro, oppure partecipare alle visite guidate gratuite che il museo propone la domenica alle 11 e alle 16 in italiano, pagando il solo biglietto d'ingresso. Per il 30 settembre, infine, la presentazione del catalogo con l'artista rende la serata la più ricca dell'intero periodo di apertura.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Goethe visse a Roma; è meno citato il fatto che la Casa di Goethe si presenta come l'unico museo tedesco all'estero. Il museo non è una sede diplomatica né un istituto di lingua, ma un museo vero e proprio, con una collezione, una biblioteca specializzata e un programma di mostre, sostenuto dal governo federale tedesco attraverso l'associazione degli istituti culturali autonomi.

Altrettanto risaputo, e poco raccontato, è il legame fra via del Corso e il carnevale. La strada prende il nome dalle corse dei cavalli berberi, detti bàrberi, che papa Paolo II trasferì qui nel 1467 dal Monte Testaccio, quando rettificò il tracciato riconducendolo a quello dell'antica via Flaminia, chiamata nell'antichità e nel Medioevo via Lata. Le corse si disputavano dall'arco di Portogallo, all'altezza di via della Vite, fino a piazza Venezia, e furono abolite nel 1883 dopo un incidente mortale. La casa in cui abitò Goethe si affaccia dunque sul rettilineo delle antiche corse.

La strada ha poi cambiato nome più volte: divenne corso Umberto I dopo il regicidio del 1900, corso del Popolo nel 1944, e tornò via del Corso due anni più tardi.

La foto giusta da fare a Newton, Goethe, Galileo di Mischa Kuball alla Casa di Goethe — fino al 4 ottobre 2026

La foto più riconoscibile della mostra è la scritta luminosa con i tre nomi in colonna, Newton, Goethe e Galileo, sulla parete bianca sotto il soffitto a travi di legno. Conviene inquadrarla leggermente di sbieco, includendo il soffitto e la parete laterale con le opere in cornice nera: il contrasto fra la luce fredda del neon e il legno scuro del palazzo racconta in un'immagine il senso del progetto. Prima di scattare è bene verificare con il personale di sala le regole sulle fotografie, indicate dal museo.

Nella sala di five suns / after Galileo la fotografia più interessante è quella che cattura il cambiamento: due o tre scatti a pochi secondi di distanza mostrano come i cinque vetri rotanti modificano la luce proiettata. Una sequenza vale più di un'immagine singola.

All'esterno, la foto giusta è quella della facciata di via del Corso 18 presa dal marciapiede opposto, con il portone e le finestre del primo piano: è l'appartamento in cui Goethe abitò. Chi ha tempo può poi risalire il Corso fino a piazza del Popolo e fotografare il rettilineo in direzione del Vittoriano, che chiude la prospettiva a sud mentre a nord la strada punta verso l'obelisco Flaminio.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il 29 ottobre 1786 Goethe arrivò a Roma e, dopo pochi giorni all'Albergo dell'Orso, si stabilì presso Tischbein nell'appartamento che oggi è la Casa di Goethe. Nel 1787 Tischbein dipinse il celebre Ritratto di Goethe nella campagna romana, oggi a Francoforte, che mostra lo scrittore in posa meditativa sullo sfondo dell'Appia antica, fra resti di sculture e rovine di acquedotti: un'immagine diventata il simbolo del Grand Tour. Dopo la partenza di Tischbein per Napoli, Goethe occupò il suo studio, completando l'Egmont.

Nel 1824 il palazzo passò alla famiglia Bracci, discendenti dello scultore Pietro Bracci, che lo tenne fino al 1948, quando l'ultimo erede lo lasciò alla Mensa vescovile di Civita Castellana. Il 29 ottobre 1973, nell'anniversario esatto dell'arrivo di Goethe a Roma, fu inaugurato il primo museo goethiano in alcune stanze del secondo piano, chiuso nel 1982.

Nel 1990 l'associazione tedesca acquistò il primo piano e, dopo il restauro, il 30 maggio 1997 aprì la Casa di Goethe. Nel 2009 fu acquistato l'appartamento del secondo piano, inaugurato nel 2012 con la biblioteca del Deutscher Künstlerverein. Il 29 aprile 2026, infine, è stata inaugurata la mostra di Mischa Kuball, con la prima opera concepita appositamente per le sale del museo nel segno del confronto fra Goethe e Newton.

Chi è passato da Newton, Goethe, Galileo di Mischa Kuball alla Casa di Goethe — fino al 4 ottobre 2026

Il primo nome è naturalmente Johann Wolfgang von Goethe, che qui abitò fra il 1786 e il 1788, ospite di Johann Heinrich Wilhelm Tischbein, il pittore nato a Haina nel 1751 che fu poi direttore dell'Accademia di Napoli. Nella stessa casa e nella stessa cerchia vivevano Friedrich Bury, Heinrich Meyer, Johann Heinrich Lips e Johann Georg Schütz, artisti di lingua tedesca che a Roma studiavano l'antico. Nel novembre 1787 arrivò in città, su invito di Goethe, il compositore Philipp Christoph Kayser.

Fra il 1824 e il 1948 il palazzo fu abitato dai discendenti dello scultore Pietro Bracci. In tempi recenti le sale hanno ospitato direttori come Ursula Bongaerts, alla guida del museo dal 1997 al 2013, e Gregor H. Lersch, direttore attuale e curatore della mostra.

Con la mostra del 2026 sono passati da via del Corso 18 Mischa Kuball, presente all'inaugurazione e alla presentazione del catalogo; Monika Schnetkamp della KAI 10 | Arthena Foundation; Andreas Krüger dell'Ambasciata tedesca; Adrienne Drake, direttrice della Fondazione Giuliani, chiamata a presentare il volume; e, attraverso il suo saggio, lo storico dell'arte Horst Bredekamp. Nella collezione, poi, sono presenti con le loro opere Jakob Philipp Hackert, Christoph Heinrich Kniep, Andy Warhol, Luigi Ontani e Andreu Alfaro.

Come arrivare alla Casa di Goethe in via del Corso 18

La Casa di Goethe è in via del Corso 18, nel tratto settentrionale della strada, fra piazza del Popolo e San Giacomo in Augusta, subito dopo Palazzo Rondinini.

In metropolitana

La stazione più vicina è Flaminio della linea A, che dal 2005 si chiama Flaminio-Piazza del Popolo; dall'uscita si attraversa la Porta del Popolo, si passa la piazza e si imbocca il Corso fra le due chiese gemelle. In alternativa la fermata Spagna, sempre sulla linea A, consente di arrivare passando per il Tridente.

In tram e in autobus

A piazzale Flaminio arriva il tram 2, con fermata Flaminio; alla stessa piazza fermano anche autobus ATAC e Cotral. Per scegliere la linea di superficie più adatta al punto di partenza conviene usare il calcolatore di percorso ATAC, perché via del Corso è in gran parte riservata al traffico pedonale e ai mezzi autorizzati.

In auto e in treno

Il Tridente è zona a traffico limitato e l'auto non è una buona idea. Chi arriva in treno dalla linea Roma Nord scende a piazzale Flaminio, dove la stazione ferroviaria è collegata direttamente alla metropolitana.

Cosa vedere intorno alla Casa di Goethe

Intorno alla Casa di Goethe si trova uno dei quadranti più densi di Roma, il Tridente, formato da via di Ripetta, via del Corso e via del Babuino, le tre strade che da Porta del Popolo portavano i pellegrini verso San Pietro, il Laterano e Santa Maria Maggiore.

Piazza del Popolo e le chiese

A pochi metri si apre piazza del Popolo, con l'obelisco Flaminio al centro, le chiese gemelle di Santa Maria in Montesanto e Santa Maria dei Miracoli e, accanto alla porta, la basilica di Santa Maria del Popolo. Sopra la piazza sale la terrazza del Pincio, da cui si entra a Villa Borghese.

Verso piazza di Spagna e l'Ara Pacis

Scendendo il Corso si incontrano San Giacomo in Augusta e la chiesa di San Carlo al Corso, con la grande cupola di Pietro da Cortona; poco oltre, verso il Tevere, l'Ara Pacis e il Mausoleo di Augusto. Dal lato opposto, via dei Condotti porta a piazza di Spagna, alla Keats-Shelley House e all'Antico Caffè Greco.

Come organizzare la visita alla mostra di Mischa Kuball

La visita alla Casa di Goethe, fra collezione permanente e mostra di Kuball, richiede circa un'ora; le visite guidate del museo, secondo il sito, durano circa sessanta minuti. È una misura che permette di inserirla facilmente in una mattinata nel Tridente.

Una mattina fra Goethe e Keats

Una combinazione sensata è la Casa di Goethe all'apertura delle 10, una passeggiata lungo il Corso e via dei Condotti, poi la Keats-Shelley House, approfittando dello sconto previsto dal tariffario per chi ha visitato l'altra casa nei tre giorni precedenti.

Un pomeriggio con salita al Pincio

In alternativa conviene entrare nel primo pomeriggio, tenendo presente l'ultimo ingresso alle 17.30, e salire al Pincio al tramonto. Dopo una mostra dedicata alla luce e ai colori la vista su Roma dall'alto ha una coerenza particolare.

Dove mangiare vicino alla Casa di Goethe

Nei dintorni della Casa di Goethe l'offerta è ampia e varia. Il Tridente, fra via del Corso, via di Ripetta e via del Babuino, è pieno di caffè storici, bar per una colazione in piedi, trattorie e ristoranti di ogni fascia di prezzo, oltre a enoteche con cucina.

Una cena dopo la mostra

Per una cena seduti le traverse fra il Corso e via del Babuino offrono ristoranti di cucina romana e italiana. Il consiglio è di prenotare nei fine settimana, quando il Tridente è frequentatissimo anche a ottobre.

Biglietti, orari e servizi della Casa di Goethe

La Casa di Goethe è aperta dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18, con ultimo ingresso alle 17.30; il lunedì il museo è chiuso, mentre gli uffici restano operativi. Il museo chiude inoltre il primo maggio, dal 15 al 17 agosto, dal 24 al 26 dicembre e dal 29 dicembre al primo gennaio.

Le tariffe

Il biglietto intero costa 6 euro; il ridotto 5 euro vale per studenti, over 65, giornalisti e soci di numerose associazioni ed enti indicati sul sito. La carta famiglia costa 17 euro. Entrano gratis i bambini fino a 10 anni, le persone con disabilità con un accompagnatore e i soci ICOM. Il biglietto si acquista alla cassa del museo.

Servizi

Il museo offre il noleggio dell'audioguida a 5 euro, un guardaroba e un bookshop con cataloghi e pubblicazioni della Casa di Goethe, cartoline, facsimili e giochi. La biblioteca è consultabile solo su appuntamento. Per informazioni il museo risponde all'indirizzo info@casadigoethe.it e al numero 06 32650412.

Accessibilità della Casa di Goethe

La Casa di Goethe si trova al primo piano del palazzo di via del Corso 18 e l'accesso per le persone con disabilità è limitato dalle dimensioni ridotte dell'ascensore. Le persone con disabilità e il loro accompagnatore entrano gratuitamente. Prima della visita conviene contattare il museo per verificare le condizioni di accesso e concordare eventuali necessità.

Domande frequenti su Newton, Goethe, Galileo alla Casa di Goethe

Fino a quando è aperta la mostra di Mischa Kuball alla Casa di Goethe?

La mostra Newton, Goethe, Galileo. Riflessioni di Mischa Kuball è aperta alla Casa di Goethe fino a domenica 4 ottobre 2026. È stata inaugurata il 29 aprile e aperta al pubblico dal 30 aprile. Il museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18, con ultimo ingresso alle 17.30.

Quanto costa il biglietto della Casa di Goethe?

Il biglietto della Casa di Goethe costa 6 euro intero e 5 euro ridotto, con carta famiglia a 17 euro per due adulti e fino a tre figli. L'ingresso è gratuito per i bambini fino a 10 anni, per le persone con disabilità con un accompagnatore e per i soci ICOM. Il biglietto comprende la collezione permanente.

Dove si trova la Casa di Goethe a Roma?

La Casa di Goethe si trova in via del Corso 18, al primo piano del palazzo, nel rione Campo Marzio, a pochi passi da piazza del Popolo. La stazione della metropolitana più vicina è Flaminio della linea A, dove ferma anche il tram 2.

Quali opere ci sono nella mostra Newton, Goethe, Galileo?

La mostra Newton, Goethe, Galileo presenta due installazioni luminose di Mischa Kuball: Newton/Goethe (luce nera), creata per la Casa di Goethe, e five suns / after Galileo, prestata dalla Monika Schnetkamp Collection di Düsseldorf. La prima intreccia le teorie di Goethe e Newton sui colori, la seconda le osservazioni di Galileo sulle macchie solari.

Cosa succede il 30 settembre alla Casa di Goethe?

Il 30 settembre 2026 la Casa di Goethe presenta il catalogo della mostra, edito da Magonza, dalle 18 alle 20. Alle 18 Mischa Kuball conduce una visita della mostra, alle 19 il volume viene presentato dall'artista con Adrienne Drake e Gregor H. Lersch. Le modalità di accesso sono sul sito del museo.

Chi è Mischa Kuball?

Mischa Kuball è un artista concettuale tedesco nato a Düsseldorf nel 1959, che da oltre trent'anni lavora soprattutto con la luce. Ha insegnato arte dei media alla Kunsthochschule für Medien di Colonia dal 2007 al 2026, ha rappresentato la Germania alla Biennale di San Paolo del 1998 e nel 2016 ha vinto il Deutscher Lichtkunstpreis.

La Casa di Goethe è accessibile in sedia a rotelle?

La Casa di Goethe si trova al primo piano e l'accesso per le persone con disabilità è limitato dalle dimensioni ridotte dell'ascensore. Le persone con disabilità e il loro accompagnatore entrano gratis. Prima della visita conviene telefonare al museo allo 06 32650412 per verificare le condizioni di accesso.

Quanto tempo serve per visitare la Casa di Goethe?

Per la Casa di Goethe, fra mostra di Kuball e collezione permanente, serve circa un'ora. Le visite guidate proposte dal museo durano circa sessanta minuti; la domenica alle 11 e alle 16 ce n'è una in italiano gratuita, con il solo biglietto d'ingresso.

Il consiglio finale su Newton, Goethe, Galileo alla Casa di Goethe

Newton, Goethe, Galileo è una mostra da vedere nei suoi ultimi giorni con la calma che le installazioni di luce richiedono. Il consiglio è di scegliere una mattina feriale, di concedere alle proiezioni il tempo di compiere più di un giro e di non saltare la collezione permanente, che rende comprensibile il dialogo fra il poeta, lo scienziato inglese e l'astronomo toscano. Chi può, vada mercoledì 30 settembre, quando l'artista presenta il catalogo; chi arriva nel fine settimana conclusivo metta in conto più pubblico. A nostro giudizio è una delle occasioni più intelligenti dell'autunno romano per ragionare su che cosa significhi vedere.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento30 Aprile 2026 10:00 — 4 Ottobre 2026
IndirizzoCasa di Goethe, Via del Corso 18, 00186 Roma Centro storico, Roma, Roma Città
CategorieEventiMostre