Mikhail Pletnëv all’Auditorium Parco della Musica — 3 marzo 2027
Il pianista russo Mikhail Pletnëv suona per l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia mercoledì 3 marzo 2027 alle 20:00 nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30 (00196 Roma). In programma la Sonata n. 8 op. 13 «Patetica» e la Sonata n. 14 op. 27 n. 2 «Al chiaro di luna» di Beethoven e Le Stagioni di Čajkovskij. I biglietti costano 38 euro in platea, 26 in galleria di secondo settore e 18 in galleria di terzo settore, sono in vendita dal 12 gennaio 2027 e si acquistano ai botteghini dell'Auditorium e di via Vittoria 6 e sul circuito di prevendita autorizzato dall'Accademia, raggiungibile dalla pagina ufficiale del concerto. All'Auditorium si arriva con il tram 2 dalla stazione Flaminio della metro A, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, e con gli autobus 910 da Termini, 53, 982 e 168.

Vincitore della medaglia d'oro al Concorso Čajkovskij di Mosca nel 1978, fondatore della Russian National Orchestra, pianista, direttore e compositore: Pletnëv porta a Roma un programma di due sonate beethoveniane celebri e il ciclo dei dodici mesi di Čajkovskij. Il recital fa parte delle celebrazioni con cui l'Accademia ricorda il bicentenario della morte di Beethoven, 1827-2027.
Mikhail Pletnëv a Santa Cecilia: data, orario e biglietti
Il recital di Mikhail Pletnëv è in programma mercoledì 3 marzo 2027 alle 20:00 nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica, con biglietti da 18 a 38 euro. È una data unica.
I prezzi
La pagina ufficiale indica tre fasce: 38 euro per la platea, 26 euro per la galleria di secondo settore, 18 euro per la galleria di terzo settore. Le agevolazioni per i giovani sono pubblicate nella sezione dedicata del sito dell'Accademia.
Quando si comprano
L'Accademia ha diviso la prevendita della stagione 2026/2027 in due periodi: dal 10 settembre 2026 per i concerti fino al 27 febbraio 2027, dal 12 gennaio 2027 per quelli dal 3 marzo in avanti. Il recital di Pletnëv apre proprio il secondo periodo: i biglietti sono acquistabili dal 12 gennaio.
Dove si comprano
Secondo l'Accademia, gli unici rivenditori autorizzati sono i punti vendita del circuito di prevendita a cui rimanda la pagina ufficiale, il botteghino dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone e quello di via Vittoria 6. L'infoline risponde allo 06 8082058, la biglietteria all'indirizzo biglietteria@santacecilia.it.
Il programma: Beethoven e Čajkovskij
Il programma di Mikhail Pletnëv comprende due sonate di Ludwig van Beethoven, la n. 8 op. 13 detta «Patetica» e la n. 14 op. 27 n. 2 detta «Al chiaro di luna», e Le Stagioni op. 37a di Pëtr Il'ič Čajkovskij.
Due sonate con un nome
Le due sonate beethoveniane sono fra le più conosciute del catalogo, al punto che il grande pubblico le identifica con il loro soprannome più che con il numero d'opera. Proprio questa popolarità le rende una prova delicata per un interprete: chi le ascolta le conosce, e ogni scelta di tempo e di suono si nota.
Il bicentenario beethoveniano
L'Accademia di Santa Cecilia inserisce il recital nelle celebrazioni per il duecentesimo anniversario della morte di Beethoven. Una settimana prima, dal 25 al 27 febbraio, Fabio Luisi dirige nella Sala Santa Cecilia la Missa Solemnis; ad aprile Daniel Harding la Nona Sinfonia.
Dalla sonata al ciclo
Dopo le due sonate, la seconda parte è occupata da un ciclo di dodici pezzi brevi. Il contrasto è voluto: da un lato la forma sonata classica, dall'altro una serie di miniature, una per ogni mese dell'anno, scritte da Čajkovskij per una rivista.
Le Stagioni di Čajkovskij, mese per mese
Le Stagioni op. 37a sono una raccolta di dodici pezzi per pianoforte, uno per ogni mese dell'anno, composti da Čajkovskij fra il 1875 e il 1876 e pubblicati mese per mese nel 1876 dalla rivista musicale Nuvellist di San Pietroburgo; la durata media è di circa 43 minuti.
Una commissione editoriale
Nel 1875 Nikolaj Bernard, editore del Nuvellist, chiese a Čajkovskij dodici brevi pezzi e propose anche i sottotitoli. Il compositore, assillato da problemi economici, accettò, e la rivista promise ai lettori un pezzo nuovo ogni mese per tutto il 1876. L'editore decise di introdurre ogni brano con alcuni versi di poeti russi dell'epoca, quasi delle epigrafi.
Da gennaio a giugno
Gennaio si intitola Accanto al focolare, con versi di Puškin; febbraio Il Carnevale, con versi di Vjazemskij; marzo Il canto dell'allodola e aprile Il bucaneve, entrambi con versi di Majkov; maggio Le notti bianche, con versi di Fet; giugno è la Barcarola, con versi di Pleščeev, in sol minore, Andante cantabile.
Da luglio a dicembre
Luglio è La canzone del mietitore e agosto La fienagione, con versi di Kol'cov; settembre La caccia, ancora con Puškin; ottobre il Canto d'autunno, Andante doloroso e molto cantabile, con versi di Aleksej Tolstoj; novembre Sulla troika, con versi di Nekrasov; dicembre Feste, un valzer, con versi di Žukovskij.
La forma
La maggior parte dei pezzi è in forma ternaria, con una prima sezione, un episodio centrale contrastante e il ritorno della prima idea. Sono pagine brevi, pensate per il pianoforte domestico dei lettori della rivista, ma nelle mani di un grande interprete diventano un ciclo unitario.
Chi è Mikhail Pletnëv
Mikhail Pletnëv è un pianista, direttore d'orchestra e compositore russo nato ad Arcangelo il 14 aprile 1957, vincitore della medaglia d'oro al VI Concorso Internazionale Čajkovskij di Mosca nel 1978 e fondatore della Russian National Orchestra.
Una famiglia di musicisti
È nato in una famiglia di musicisti: il padre suonava e insegnava il bajan, la madre era pianista. Ha studiato per sei anni con Kira Shashkina nella scuola speciale di musica del Conservatorio di Kazan, poi a tredici anni è entrato nella Scuola centrale di musica di Mosca, allievo di Evgeny Timakin. Nella stessa classe c'era il pianista Ivo Pogorelić, con cui ha stretto un'amicizia duratura.
Il Conservatorio e il Concorso Čajkovskij
Nel 1974 è entrato al Conservatorio di Mosca, dove ha studiato con Yakov Flier e Lev Vlassenko. A ventuno anni, nel 1978, ha vinto la medaglia d'oro e il primo premio al Concorso Čajkovskij, che gli ha dato fama internazionale; l'anno dopo ha debuttato negli Stati Uniti. Ha anche insegnato al Conservatorio di Mosca. Fra i musicisti che più lo hanno influenzato ha indicato Sergej Rachmaninov.
La Russian National Orchestra
Nel 1990 ha fondato la Russian National Orchestra, la prima orchestra russa non sostenuta dallo Stato dal 1917, di cui è stato il primo direttore principale. Con l'orchestra ha debuttato in disco nel 1991 con la Sesta Sinfonia di Čajkovskij e la Marcia slava. Alla fine degli anni Novanta ha lasciato il ruolo di direttore principale, restando direttore artistico.
Pletnëv in disco, i premi e le composizioni
Mikhail Pletnëv ha inciso a lungo per Deutsche Grammophon, soprattutto repertorio russo, e nel 2007 ha registrato l'integrale delle sinfonie di Beethoven; nel 2005 ha vinto un Grammy per la migliore esecuzione di musica da camera con Martha Argerich.
Čajkovskij sul podio
Con la Russian National Orchestra ha registrato per Pentatone l'integrale delle sinfonie di Čajkovskij e la Sinfonia Manfred, oltre a pagine come Francesca da Rimini, Romeo e Giulietta e il Capriccio italiano. La sua incisione della Prima Sinfonia, Sogni d'inverno, è stata accolta con grande favore dalla critica.
Il repertorio russo
Le prime registrazioni da direttore comprendono La bella addormentata e la Sinfonia Manfred di Čajkovskij, la Seconda e la Terza di Rachmaninov; in seguito sono venuti Šostakovič, Skrjabin, Rimskij-Korsakov e Taneev. Nel 2019 è uscito un suo recital pianistico con Bach, Scarlatti, Beethoven e Chopin.
I premi
Oltre al Concorso Čajkovskij e al Grammy, ha ricevuto nel 1978 il Premio Lenin del Komsomol, nel 1982 il Premio statale Glinka, un Echo Klassik nel 1999 per Skrjabin e più volte il Premio di Stato della Federazione Russa.
Il compositore e trascrittore
Fra le sue composizioni ci sono un Quintetto con pianoforte del 1978, un Capriccio per pianoforte e orchestra del 1985, una Sinfonia classica del 1988, un Concerto per viola del 1997 e le Variazioni su un tema di Rachmaninov del 2000. È noto anche per le trascrizioni per pianoforte dello Schiaccianoci e della Bella addormentata di Čajkovskij e per la suite da Cenerentola di Prokof'ev per due pianoforti.
Pletnëv e Beethoven: dal podio alla tastiera
Mikhail Pletnëv conosce Beethoven anche dal podio: nel 2007 ha registrato per Deutsche Grammophon l'integrale delle nove sinfonie, e nel recital discografico del 2019 ha affiancato Beethoven a Bach, Scarlatti e Chopin.
Un pianista che dirige
Chi ha diretto tutte le sinfonie di un compositore arriva alle sue sonate con un orecchio particolare: le sonate di Beethoven sono piene di scritture che imitano l'orchestra, accordi pieni, contrasti improvvisi di dinamica, linee affidate al basso come a violoncelli e contrabbassi. A nostro giudizio è proprio questa la ragione per ascoltare la Patetica da un musicista come Pletnëv: il pianoforte pensato come un'orchestra.
Due sonate, due caratteri
Le due sonate in programma hanno caratteri opposti, e il loro accostamento non è casuale. Una ha un soprannome drammatico, l'altra un soprannome notturno e contemplativo. Messe una dopo l'altra, disegnano due facce dello stesso compositore, la tensione e il raccoglimento, prima che la seconda parte del recital porti il pubblico in Russia.
Il filo russo
Pletnëv è cresciuto nella scuola pianistica di Mosca, con Yakov Flier e Lev Vlassenko, e ha indicato in Rachmaninov il suo modello. Le Stagioni, in questo senso, sono un ritorno a casa: un ciclo nato per i salotti di San Pietroburgo, con i versi dei grandi poeti russi in testa a ogni mese, affidato a un pianista che viene da quella tradizione.
Una curiosità su Mikhail Pletnëv all'Auditorium Parco della Musica — 3 marzo 2027
La curiosità più evidente del recital è un filo che lega il pianista al secondo compositore in programma. Pletnëv deve la sua fama internazionale al Concorso che porta il nome di Čajkovskij, vinto a Mosca nel 1978; da direttore ha inciso tutte le sinfonie del compositore; da trascrittore ha portato sul pianoforte lo Schiaccianoci e La bella addormentata. Quando suona Le Stagioni, dunque, suona un autore che attraversa tutta la sua vita musicale.
La seconda curiosità riguarda la nascita delle Stagioni. Non furono un progetto personale del compositore, ma una commissione giornalistica: un pezzo al mese per i lettori di una rivista di San Pietroburgo, con sottotitoli proposti dall'editore e versi di poeti russi in testa a ogni brano. Čajkovskij accettò anche per ragioni economiche. Gennaio e febbraio furono scritti alla fine del 1875 e mandati all'editore con una proposta: se non fossero andati bene, il compositore avrebbe riscritto febbraio e adeguato tutti gli altri al gusto della rivista.
La terza riguarda la composizione. Secondo le ricostruzioni, marzo, aprile e maggio furono scritti separatamente, mentre gli altri sette brani furono composti insieme, nello stesso quaderno, probabilmente fra il 22 aprile e il 27 maggio 1876. In seguito l'editore Jurgenson acquistò i diritti e pubblicò la raccolta con il numero d'opera 37 bis.
La Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica
La Sala Sinopoli è una delle tre grandi sale dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, il complesso progettato da Renzo Piano in viale Pietro de Coubertin 30, sede stabile della stagione dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia dal 2003.
La prima sala aperta
La Sala Sinopoli è stata la prima ad aprire, il 21 aprile 2002, alcuni mesi prima dell'inaugurazione del resto del complesso, avvenuta il 21 dicembre 2002 con la Sala Santa Cecilia. Porta il nome di Giuseppe Sinopoli, uno dei direttori stabili dell'Accademia.
Una sala per il recital
Accanto alla Sinopoli ci sono la Sala Santa Cecilia, la più grande, e la Sala Petrassi, oltre alla cavea all'aperto e al Teatro Studio. Per un recital di pianoforte solo, la Sinopoli offre una dimensione più raccolta della grande sala sinfonica, in cui il suono dello strumento arriva diretto.
L'Accademia e l'Auditorium
L'Auditorium è la sede principale dell'Accademia, che vi conserva anche la Bibliomediateca e il Museo degli Strumenti Musicali. Le informazioni generali sul complesso sono nella scheda dell'Auditorium Parco della Musica.
Una cosa che non ti dice nessuno su Mikhail Pletnëv all'Auditorium Parco della Musica — 3 marzo 2027
La prima cosa che pochi dicono è che Mikhail Pletnëv è, prima di tutto, un musicista completo, e che il pianoforte è solo una delle sue attività. Dagli anni Novanta ha passato gran parte del tempo sul podio, con l'orchestra che ha fondato, e ha scritto musica propria, dalla Sinfonia classica al Concerto per viola. Ascoltarlo in recital significa ascoltare un pianista che pensa anche da direttore e da compositore: le voci interne, i colori, gli equilibri fra le mani.
La seconda riguarda la prevendita. Il recital di Pletnëv è il primo concerto del secondo periodo di vendita della stagione: i biglietti escono il 12 gennaio 2027, quattro mesi dopo quelli dei concerti autunnali. La Sala Sinopoli è più piccola della Santa Cecilia, e un nome di questo richiamo tende a esaurire presto la platea.
La terza è pratica: l'Accademia è inflessibile sulla puntualità. Il recital comincia alle 20 in punto, di mercoledì, con il traffico serale di via Flaminia; chi arriva in ritardo non entra in sala fino al primo momento utile.
Il consiglio che ti do per visitare Mikhail Pletnëv all'Auditorium Parco della Musica — 3 marzo 2027
Il primo consiglio è ascoltare le Stagioni con i titoli in mano. Sapere che giugno è una barcarola, che novembre è un viaggio in troika e che dicembre è un valzer delle feste trasforma una sequenza di dodici pezzi in un racconto. Chi vuole andare oltre può cercare i versi dei poeti russi che l'editore mise in testa a ogni mese: Puškin, Fet, Majkov, Nekrasov.
Il secondo è ascoltare le due sonate di Beethoven come se non le si conoscesse. Proprio perché sono celebri, il rischio è di aspettarsi quello che già si sa. Pletnëv è, a nostro giudizio, un interprete dalle scelte personali: conviene ascoltare i suoi tempi e i suoi colori per quello che sono, invece di confrontarli con il disco di casa.
Il terzo riguarda il posto. Per un recital di pianoforte la platea offre il suono più pieno; chi preferisce la galleria, più economica, ha comunque una buona visuale sulla tastiera se sceglie il lato giusto.
Il quarto è comprare presto: i biglietti sono in vendita dal 12 gennaio 2027.
Come arrivare all'Auditorium Parco della Musica
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone si raggiunge con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, e con gli autobus 910, 982, 168 e 53. La metropolitana non arriva fin qui: la stazione più vicina è Flaminio, sulla linea A.
Metro A e tram 2
Dalla stazione Flaminio si esce su piazzale Flaminio e si prende il tram 2, che percorre via Flaminia. Si scende a Flaminia/Reni o ad Apollodoro e si cammina per qualche minuto verso viale Pietro de Coubertin.
Autobus 910 da Termini
Il 910 parte da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e porta all'Auditorium senza cambi.
Le altre linee
Il 53, il 982 e il 168 completano i collegamenti. Il 3 marzo è un mercoledì feriale: per il ritorno dopo le 22 conviene verificare gli orari sul calcolatore di percorso ATAC.
In auto
Il tratto di viale Pietro de Coubertin davanti all'Auditorium è chiuso al traffico. Il complesso ha un parcheggio interno a pagamento con posti limitati.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Mikhail Pletnëv ha fondato la Russian National Orchestra. Meno spesso si ricorda come nacque: nel 1988 il pianista fu invitato a suonare a Washington in occasione del vertice fra le due superpotenze, e lì conobbe Michail Gorbačëv, con cui strinse amicizia. Da quel rapporto venne il sostegno che due anni dopo, nel 1990, gli permise di fondare la prima orchestra russa non finanziata dallo Stato dal 1917.
Un secondo fatto poco citato riguarda la sua formazione: alla Scuola centrale di musica di Mosca aveva come compagno di classe Ivo Pogorelić, con cui ha stretto un'amicizia rimasta nel tempo.
E ancora: nel repertorio di Pletnëv c'è un lavoro di trascrizione poco noto al grande pubblico. Prima ancora di vincere il Concorso Čajkovskij aveva trascritto per pianoforte due pezzi da concerto dall'Anna Karenina di Rodion Ščedrin, e più tardi ha portato sulla tastiera i balletti di Čajkovskij.
Come organizzare la serata
Per il recital delle 20:00 conviene arrivare all'Auditorium verso le 19:30, ritirare i biglietti e prendere posto con calma prima della chiusura delle porte.
Prima del concerto
Il foyer dell'Auditorium ha un bar e una caffetteria; chi esce dal lavoro può mangiare qualcosa lì, senza correre fra un ristorante e la sala.
Una settimana di musica
La settimana del recital è piena: il 4 marzo comincia la serie di tre concerti di Daniel Harding con Beatrice Rana nella Sala Santa Cecilia, e la stessa sera l'Accademia Filarmonica Romana porta il Quartetto Prometeo e il violoncellista Claudio Pasceri al Teatro Argentina.
La foto giusta da fare a Mikhail Pletnëv all'Auditorium Parco della Musica — 3 marzo 2027
La foto giusta a un recital non si fa durante l'esecuzione: un pianoforte solo vive di pianissimi, e ogni rumore in sala si sente. Il momento è prima dell'inizio, con il pianoforte a coda solo al centro del palco della Sinopoli e le luci di sala ancora accese, oppure l'applauso finale.
Fuori, la foto da fare è l'Auditorium illuminato, con i tre grandi volumi rivestiti di piombo che Renzo Piano ha disposto intorno alla cavea. A inizio marzo, alle 19:30, è buio, e le luci del foyer disegnano bene le forme degli edifici.
Chi arriva presto può cercare un dettaglio meno scontato: dalla terrazza fra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli si vedono i resti della villa romana scoperta durante i lavori, un'immagine che accosta antico e contemporaneo.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il terreno su cui sorge l'Auditorium ha una storia molto più lunga del complesso. Durante i lavori emersero i resti di una villa romana costruita nel III secolo avanti Cristo sul luogo di una piccola fattoria arcaica del VI secolo avanti Cristo; la scoperta costrinse Renzo Piano a modificare il progetto, spostando due delle tre sale. I reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.
La storia moderna comincia con una demolizione: nel 1936 fu abbattuta la sala dell'Augusteo, e per oltre sessant'anni Roma restò senza un auditorium costruito per la musica sinfonica. Nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area del Villaggio Olimpico; nel 1993 Renzo Piano vinse il concorso. Il 21 aprile 2002 aprì la Sala Sinopoli, la stessa di questo recital; il 21 dicembre 2002 fu inaugurato il resto del complesso.
Dal 2003 l'Auditorium è la sede stabile della stagione dell'Accademia; dal 2006 ospita la Festa del Cinema di Roma; nel 2020 è stato intitolato a Ennio Morricone. Nel 2027 vi si celebra, con diversi concerti, il bicentenario della morte di Beethoven.
Chi è passato da Mikhail Pletnëv all'Auditorium Parco della Musica — 3 marzo 2027
La Sala Sinopoli ha avuto ospiti di peso fin dal primo giorno. Alla sua apertura, nel 2002, il compositore Goffredo Petrassi volle essere presente e ascoltò la prima esecuzione nella nuova sala della sua Ouverture da concerto; la sala più piccola del complesso porta oggi il suo nome. Da allora sul palco della Sinopoli sono passati i grandi nomi della musica da camera e del recital ospiti dell'Accademia.
Nella stagione 2026/2027 la sala accoglie, fra gli altri, la Theodora di Händel con il Monteverdi Choir, il Quatuor Ebène con l'integrale dei quartetti di Beethoven, Sol Gabetta e Bertrand Chamayou, Jordi Savall, la Winterreise di Allan Clayton e, il 17 marzo, il duo pianistico Lucas e Arthur Jussen.
E dalla carriera di Pletnëv passano nomi che raccontano un'epoca: Yakov Flier e Lev Vlassenko, i maestri del Conservatorio di Mosca; Ivo Pogorelić, il compagno di classe; Martha Argerich, con cui ha vinto un Grammy; Rachmaninov, il modello dichiarato. Il 3 marzo tocca a lui, solo al pianoforte, con Beethoven e Čajkovskij.
Pletnëv nella stagione 2026/2027 dell'Accademia
Il recital di Mikhail Pletnëv fa parte della stagione 2026/2027 dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che accanto ai concerti sinfonici propone recital e musica da camera, in gran parte nella Sala Sinopoli.
I pianisti della stagione
Il pianoforte ha un posto di rilievo: il recital di Evgeny Kissin e András Schiff a novembre, Beatrice Rana con Harding a marzo, il duo Jussen il 17 marzo.
La panoramica
Il programma completo è raccontato nella scheda sulla stagione 2026/2027 di Santa Cecilia.
Accessibilità e ragazzi
Per esigenze di accessibilità nella Sala Sinopoli conviene contattare in anticipo la biglietteria dell'Accademia all'infoline 06 8082058 o all'indirizzo biglietteria@santacecilia.it, per scegliere il posto più adatto e conoscere il percorso d'accesso.
Persone con mobilità ridotta
Arrivare con buon anticipo permette di chiedere al personale di sala il percorso migliore prima che si formi la coda all'ingresso.
Con i ragazzi
Le Stagioni, dodici pezzi brevi con un titolo ciascuno, sono una buona porta d'ingresso per un ragazzo che studia pianoforte: sono pezzi brevi, ciascuno con un'immagine precisa. L'orario delle 20:00 di un mercoledì rende la serata impegnativa per i più piccoli.
Il quartiere intorno all'Auditorium
L'Auditorium sorge fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski: un pezzo di Roma moderna in cui l'architettura contemporanea dialoga con il verde.
Il MAXXI
Vicino alla fermata Flaminia/Reni del tram 2 si trova il MAXXI, il museo nazionale delle arti del XXI secolo.
Verso il Tevere
Dall'Auditorium si scende verso il fiume e il Ponte della Musica, la passerella che collega il Flaminio al Foro Italico.
Verso il centro
Con il tram 2 si torna a piazzale Flaminio, dove comincia Villa Borghese.
Dove mangiare prima o dopo il concerto
All'interno dell'Auditorium ci sono un bar e una caffetteria nel foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada: la soluzione più comoda per chi arriva direttamente dal lavoro.
Nel quartiere
Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini ci sono pizzerie, trattorie e bar di quartiere. Di mercoledì conviene prenotare presto e cenare prima del concerto.
Ponte Milvio
Chi preferisce cenare dopo trova l'offerta più ampia nella zona di Ponte Milvio, a pochi minuti, dove diversi locali restano aperti fino a tardi.
Inizio marzo a Roma
Inizio marzo è uno dei momenti migliori per un viaggio musicale a Roma: in pochi giorni Pletnëv il 3, Harding e Beatrice Rana dal 4 al 6, il Quartetto Prometeo al Teatro Argentina il 4. Le giornate si allungano e i musei sono ancora poco affollati, ma le sere restano fresche: all'uscita dall'Auditorium, verso le 22, serve una giacca pesante.
Due settimane di pianoforte
Chi ama il pianoforte può costruirsi un piccolo festival: Pletnëv il 3 marzo in Sala Sinopoli, Beatrice Rana con il Terzo Concerto di Prokof'ev nella Sala Santa Cecilia dal 4 al 6, e il 17 marzo, di nuovo in Sala Sinopoli, il duo dei fratelli Lucas e Arthur Jussen con un programma per due pianoforti che va da Bach a Gershwin. Tre modi diversi di intendere lo strumento, nella stessa casa.
Domande frequenti su Pletnëv a Santa Cecilia
Quando suona Mikhail Pletnëv a Roma?
Mikhail Pletnëv suona per l'Accademia di Santa Cecilia mercoledì 3 marzo 2027 alle 20:00 nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30.
Che cosa suona Pletnëv a Santa Cecilia?
Il programma di Mikhail Pletnëv a Santa Cecilia comprende la Sonata n. 8 op. 13 «Patetica» e la Sonata n. 14 op. 27 n. 2 «Al chiaro di luna» di Beethoven e Le Stagioni op. 37a di Čajkovskij, dodici pezzi dedicati ai mesi dell'anno.
Quanto costano i biglietti per Pletnëv?
I biglietti per il recital di Mikhail Pletnëv costano 38 euro in platea, 26 euro in galleria di secondo settore e 18 euro in galleria di terzo settore. Sono in vendita dal 12 gennaio 2027 ai botteghini dell'Auditorium e di via Vittoria 6 e sul circuito autorizzato dall'Accademia.
Chi è Mikhail Pletnëv?
Mikhail Pletnëv è un pianista, direttore e compositore russo nato ad Arcangelo nel 1957. Ha vinto la medaglia d'oro al Concorso Čajkovskij nel 1978, ha fondato nel 1990 la Russian National Orchestra e ha vinto un Grammy nel 2005 con Martha Argerich.
Che cosa sono Le Stagioni di Čajkovskij?
Le Stagioni di Čajkovskij, in programma nel recital di Pletnëv, sono dodici pezzi per pianoforte, uno per ogni mese, pubblicati nel 1876 dalla rivista Nuvellist di San Pietroburgo, ciascuno introdotto da versi di poeti russi. Durano circa 43 minuti.
Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica?
L'Auditorium Parco della Musica, in viale Pietro de Coubertin 30, si raggiunge con il tram 2 dalla stazione Flaminio della metro A, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, e con gli autobus 910 da Termini, 53, 982 e 168.
Il consiglio finale su Pletnëv a Santa Cecilia
Un pianista che è anche direttore e compositore, due sonate beethoveniane nell'anno del bicentenario e il ciclo dei mesi di Čajkovskij suonato da chi ha legato a quel compositore tutta la carriera: a nostro giudizio è uno dei recital più personali della stagione romana. Il consiglio è comprare il biglietto appena si apre la prevendita, il 12 gennaio, ascoltare le Stagioni con i titoli dei mesi in mente e arrivare in sala con largo anticipo, perché alle 20 le porte si chiudono.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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