Musei in transizione: il MART al MAXXI — 29 ottobre 2026
Giovedì 29 ottobre 2026 alle 18:00 il MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, in via Guido Reni 4a (00196 Roma), ospita l'incontro dedicato al MART, il Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, all'interno del ciclo Musei in transizione. Nuove sfide per le istituzioni contemporanee. Intervengono Maria Emanuela Bruni, presidente della Fondazione MAXXI, e Micol Forti, direttrice del MART. L'appuntamento è nella sala Graziella Lonardi Buontempo, con ingresso libero fino a esaurimento dei posti; i titolari della myMAXXI card possono riservare un posto scrivendo all'indirizzo indicato dal museo entro il giorno prima. Dal centro si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 verso piazza Mancini, oppure con gli autobus 910, 53, 168 e 982, che hanno una fermata su via Guido Reni a circa 130 metri dall'ingresso. Tutte le informazioni sono sulla pagina ufficiale dell'incontro sul sito del MAXXI.
Il MART al MAXXI: data, orario, sala e ingresso
L'incontro sul MART al MAXXI si tiene giovedì 29 ottobre 2026 alle 18:00 nella sala Graziella Lonardi Buontempo, con ingresso libero fino a esaurimento dei posti.
Quando
Giovedì 29 ottobre 2026, ore 18:00. È un orario di fine pomeriggio, pensato per chi esce dal lavoro, e cade un'ora prima della chiusura del museo, che dal martedì alla domenica apre dalle 11 alle 19 e resta chiuso il lunedì.
Dove
Al MAXXI, in via Guido Reni, nel quartiere Flaminio. La sala è quella intitolata a Graziella Lonardi Buontempo, lo spazio che il museo usa per talk, presentazioni e conversazioni pubbliche.
Ingresso
L'ingresso all'incontro è libero fino a esaurimento dei posti: non c'è biglietto da comprare. Chi ha la myMAXXI card, la tessera annuale del museo, può invece contare su posti riservati, a patto di scrivere a mymaxxi@fondazionemaxxi.it entro il giorno prima dell'evento.
Chi parla
Al tavolo siedono Maria Emanuela Bruni, presidente della Fondazione MAXXI, e Micol Forti, direttrice del MART. Una conversazione fra due vertici di museo, uno romano e uno trentino, sul futuro delle istituzioni che si occupano di arte moderna e contemporanea.
Musei in transizione: il ciclo di incontri del MAXXI
Musei in transizione. Nuove sfide per le istituzioni contemporanee è il ciclo di incontri con cui il MAXXI porta a Roma i direttori di altri musei italiani, per discutere di come un museo resta rilevante in una società che cambia in fretta.
Il tema
Il museo lo descrive come un ciclo dedicato alle sfide che i musei contemporanei affrontano oggi, con al centro la necessità di restare rilevanti in una società in rapido cambiamento. È una domanda che un museo come il MAXXI si pone da quando è nato: che cosa deve essere un museo nel XXI secolo, oltre a un luogo che conserva ed espone opere.
Le tappe dell'autunno 2026
L'incontro sul MART è il secondo dell'autunno. Il primo, giovedì 1° ottobre alle 18:00, porta al MAXXI il MAO Museo d'Arte Orientale di Torino con Davide Quadrio. Il terzo, giovedì 19 novembre alla stessa ora, è dedicato al Museo e Real Bosco di Capodimonte con Eike Schmidt. Tre musei molto diversi fra loro: uno di arte asiatica, uno di arte moderna e contemporanea, una reggia con una delle grandi pinacoteche italiane.
Perché seguirlo
Il giudizio è netto: questi incontri sono tra le cose più utili che un museo possa offrire al pubblico. Si ascolta chi dirige un'istituzione raccontare scelte, vincoli e ambizioni, cose che in sala espositiva non si leggono mai. Per chi ama i musei è l'occasione di capire che cosa c'è dietro una mostra.
Il MART di Trento e Rovereto: che museo è
Il MART, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, è stato fondato nel 1987 e opera in tre sedi: il grande edificio di Rovereto firmato da Mario Botta e Giulio Andreolli, la Casa d'Arte Futurista Depero, sempre a Rovereto, e la Galleria Civica di Trento.
Un'agorà contemporanea
La presentazione del MAXXI parla di un museo nato come un'agorà contemporanea. L'immagine si capisce appena si arriva a Rovereto: l'ingresso è un passaggio fra due palazzi storici di corso Bettini, Palazzo Alberti Poja e Palazzo Annona, che porta a una piazza circolare coperta da una grande cupola. Il museo si apre come uno spazio pubblico, prima ancora che come un contenitore di opere.
Dal 1987 a oggi
Il MART nasce nel 1987 come ente autonomo della Provincia autonoma di Trento. Fino al 2002 la sua sede principale è il Palazzo delle Albere, a Trento. L'idea di ampliare il museo, per raccogliere da un lato l'arte del futurista trentino Fortunato Depero e dall'altro l'eredità del Museo Provinciale d'Arte di Trento, risale al 1991 e si deve soprattutto a Gabriella Belli, che dirige il museo dal 1989 al 2011. Il 15 dicembre 2002 apre la nuova sede di Rovereto. Nell'ottobre 2013 entra a far parte del MART anche la Galleria Civica di Trento.
Le collezioni
Le collezioni contano circa 20.000 opere, dall'Ottocento al contemporaneo: dipinti, disegni, incisioni, sculture. I nuclei più importanti riguardano le avanguardie del Novecento, con molte opere di Giorgio de Chirico, Carlo Carrà, Mario Sironi e dei futuristi roveretani Fortunato Depero e Angiolino Spallanzani. Nel museo ha sede anche l'Archivio del '900, il centro di ricerca del MART.
I direttori
Dopo Gabriella Belli, il museo è stato diretto da Cristiana Collu dal 2012 al 2015, da Gianfranco Maraniello dal 2015 al 2020 e da Diego Ferretti fino al 2025. Da fine 2025 la direttrice è Micol Forti, che il 29 ottobre parla al MAXXI.
L'edificio di Mario Botta a Rovereto
La sede di Rovereto del MART è stata progettata dall'architetto ticinese Mario Botta con l'ingegnere roveretano Giulio Andreolli e inaugurata il 15 dicembre 2002.
Una cupola che guarda al Pantheon
Botta e Andreolli si sono ispirati a modelli classici, e in particolare al Pantheon per la grande cupola. È un dettaglio che a Roma fa sorridere: il museo del contemporaneo più noto del Trentino porta in cima un'idea nata a pochi chilometri dal MAXXI. La cupola è radiale, in acciaio e plexiglas, e ha uno spicchio mancante, reso possibile da soluzioni ingegneristiche complesse. Sotto c'è una piazza con una fontana al centro.
La pietra di Palladio
Per il rivestimento murale gli architetti hanno scelto la pietra gialla di Vicenza, quella usata tradizionalmente da Andrea Palladio, applicandola con un sistema che permette di sostituire ogni singola lastra in modo autonomo. La manutenzione diventa parte del progetto.
Due architetture a confronto
Chi ascolta Micol Forti al MAXXI si trova dentro l'edificio di Zaha Hadid, che è l'opposto della cupola di Botta: niente simmetrie, niente centro, solo percorsi che si intrecciano. Due modi di intendere il museo contemporaneo, e due risposte diverse alla domanda del ciclo.
Micol Forti: biografia della direttrice del MART
Micol Forti è una storica dell'arte e curatrice, direttrice del MART da fine 2025, con un'esperienza ventennale nei musei e nella ricerca e un lungo lavoro sul rapporto fra Chiesa e arte contemporanea.
Una carriera fra musei e università
Secondo la biografia pubblicata dal MAXXI, Micol Forti ha maturato un'esperienza di vent'anni nel settore museale e della ricerca. Ha insegnato Museologia alla Facoltà di scienze umanistiche della Sapienza di Roma ed è stata visiting professor all'Università IDEM di Monterrey, in Messico.
I padiglioni della Santa Sede
Tra le sue esperienze più importanti c'è la curatela del Padiglione della Santa Sede alla Biennale d'Arte di Venezia, nel 2013 e nel 2015, e alla Biennale di Architettura del 2018. Sono incarichi che hanno portato il tema del sacro dentro la più nota rassegna d'arte contemporanea italiana.
I temi della ricerca
La sua attività di ricerca si concentra sulla storia dell'arte europea, sul rapporto fra Chiesa e arte contemporanea, sulla fotografia artistica internazionale e sulla museologia intesa come strumento di conservazione e di innovazione. È autrice di numerose pubblicazioni specialistiche e siede in comitati scientifici e giurie.
Una romana a Rovereto
Il percorso di Micol Forti passa da Roma, dove ha insegnato Museologia alla Sapienza. Il 29 ottobre torna in città per raccontare il museo trentino che dirige da meno di un anno. È questo, per me, il motivo più interessante per andare: ascoltare come una curatrice formata a Roma guarda a un museo nato in provincia e cresciuto fino a diventare un riferimento nazionale.
Maria Emanuela Bruni e la Fondazione MAXXI
A dialogare con Micol Forti è Maria Emanuela Bruni, presidente della Fondazione MAXXI, l'ente che gestisce il museo di via Guido Reni e la sua sede dell'Aquila.
Il ruolo della Fondazione
La Fondazione MAXXI è l'istituzione che produce le mostre, le rassegne e gli incontri del museo, e che ha dato vita anche a MAXXI L'Aquila. Il ciclo Musei in transizione è una sua iniziativa: la presidente del museo ospitante che interroga, uno dopo l'altro, i direttori di altri musei.
Un confronto fra pari
Il formato ha un pregio: non è una lezione, è una conversazione fra chi deve prendere decisioni simili. Budget, pubblico, collezioni, rapporto con il territorio, programmazione. Chi segue l'incontro ascolta due punti di vista su problemi comuni.
Una curiosità sui Musei in transizione: il MART al MAXXI — 29 ottobre 2026
La curiosità è nella storia stessa dei due musei. Il MART apre la sua sede di Rovereto nel dicembre 2002; nello stesso anno, a Roma, al Flaminio, si inaugura l'Auditorium di Renzo Piano, e pochi anni prima, nel 1998, si è chiuso il concorso internazionale per il museo che diventerà il MAXXI. È una generazione di grandi edifici per la cultura contemporanea nati quasi insieme, da una parte e dall'altra dell'Italia, affidati a grandi firme: Botta a Rovereto, Piano e Hadid a Roma.
La seconda curiosità riguarda il nome. Tutti dicono MART, pochi ricordano per esteso che cosa significa: Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Due città nel nome, e oggi tre sedi, perché alla sede di Rovereto e alla Galleria Civica di Trento si aggiunge la Casa d'Arte Futurista Depero, anche questa a Rovereto, dedicata a Fortunato Depero.
La terza curiosità è la cupola di Botta, che si ispira al Pantheon. Parlare del MART a Roma, a pochi chilometri dal modello, ha una sua ironia. E il MAXXI, che invece rifiuta qualunque cupola e qualunque centro, è la sede più adatta per mettere a confronto due idee opposte di architettura museale. Un consiglio: prima dell'incontro guardate una foto della piazza coperta del MART, poi alzate gli occhi sulle scale nere sospese del MAXXI. La discussione comincia da lì.
Il MAXXI di Zaha Hadid, la sede dell'incontro
Il MAXXI, inaugurato nel 2010, è il primo museo nazionale italiano dedicato alle arti e all'architettura contemporanee, e il suo edificio è di Zaha Hadid, vincitrice del concorso internazionale bandito nel 1998.
Da caserma a museo
Il MAXXI nasce su un terreno militare. Nel 1997 il Ministero per i Beni Culturali ottenne dal Ministero della Difesa l'area della ex Caserma Montello, occupata da officine e padiglioni in disuso. Da quella cessione prende forma l'idea di un polo nazionale per le arti del XXI secolo in un quartiere residenziale, lontano dai luoghi tradizionali dell'arte romana.
Il concorso
Al concorso del 1998 arrivarono 273 candidature da tutto il mondo. Il programma chiedeva un museo per l'architettura e uno per le arti, spazi per le produzioni sperimentali, una biblioteca, un auditorium, luoghi per gli eventi dal vivo e per la didattica. Vinse Zaha Hadid, con un progetto esteso su 29 mila metri quadrati.
La piazza e le opere sempre visibili
Al centro del progetto c'è una grande piazza aperta, intitolata ad Alighiero Boetti. Le collezioni sono esposte a rotazione, ma tre installazioni restano sempre visibili: quelle di Anish Kapoor, di Sol LeWitt e di Maurizio Mochetti.
Un museo che parla
Il MAXXI produce e ospita mostre di arte, architettura, design, fotografia e moda, e insieme rassegne di cinema, spettacoli, concerti e incontri. Il ciclo Musei in transizione si inserisce in questa vocazione: un museo che si interroga pubblicamente su che cosa sia un museo. Per conoscere meglio l'istituzione c'è la nostra scheda sul MAXXI.
Una cosa che non ti dice nessuno sui Musei in transizione: il MART al MAXXI — 29 ottobre 2026
Quello che nessuno dice è che questi incontri, a ingresso libero e alle sei di un giovedì, si riempiono. La sala Graziella Lonardi Buontempo non è un teatro, e i posti non sono infiniti. Chi arriva alle 18 in punto rischia di restare in piedi o di non entrare. Il consiglio è di essere in via Guido Reni verso le 17:30, entrare, lasciare il cappotto al guardaroba e sedersi con calma.
La seconda cosa riguarda la myMAXXI card. Chi frequenta il museo spesso farebbe bene a valutarla: dà un anno di vantaggi e, per incontri come questo, il diritto a un posto riservato, che si ottiene scrivendo all'indirizzo della tessera entro il giorno prima. In una serata affollata fa la differenza fra ascoltare seduti e ascoltare dal fondo.
La terza cosa è di calendario. L'incontro finisce a ridosso delle 19, quando il museo chiude. Chi vuole vedere una mostra deve entrare prima, nel primo pomeriggio, perché dopo il talk le sale sono già in chiusura. Organizzate la giornata al contrario: prima le mostre, poi l'incontro.
Infine, una nota di sostanza. Il MART è un museo che molti romani conoscono solo per nome, perché Rovereto non è una gita da fine settimana. Questo incontro è il modo più economico per conoscerlo: un'ora di conversazione gratuita, a Roma, con la persona che lo dirige.
Come arrivare al MAXXI per l'incontro sul MART
Il MAXXI si raggiunge dal centro con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 in direzione piazza Mancini, oppure con gli autobus 910, 53, 168 e 982.
Metro A e tram 2
Dalla stazione Flaminio, in piazzale Flaminio, parte il tram 2, che ha l'altro capolinea a piazza Mancini e attraversa il quartiere del museo. Si scende alla fermata più vicina a via Guido Reni e si cammina verso il Tevere. Alle 17 di un giovedì il tram è pieno di chi torna a casa dal lavoro: calcolate qualche minuto in più.
Gli autobus
Le linee che servono la zona sono il 910, da Termini a piazza Mancini; il 53, da piazza Mancini a largo Chigi; il 168, da largo Maresciallo Diaz alla stazione Tiburtina; il 982, da viale XVII Olimpiade alla stazione Quattro Venti. Su via Guido Reni, a circa 130 metri dall'ingresso, c'è una fermata che porta il nome del museo, segnalata come accessibile alle sedie a rotelle.
In auto
In auto si arriva da via Flaminia o dal Lungotevere. Il giovedì pomeriggio il parcheggio nel Flaminio è difficile, e lo diventa di più nelle sere di concerto all'Auditorium. I due parcheggi a pagamento dell'Auditorium, con accesso da viale Pietro de Coubertin, sono a una decina di minuti a piedi.
A piedi o in bicicletta
Il Ponte della Musica, dedicato ad Armando Trovajoli, collega il Flaminio al Lungotevere Cadorna all'altezza del Foro Italico ed è percorribile solo a piedi o in bicicletta. Chi arriva da Prati o dalla zona Della Vittoria attraversa il Tevere in pochi minuti.
Il consiglio che ti do per visitare i Musei in transizione: il MART al MAXXI — 29 ottobre 2026
Vale la pena dedicare all'incontro un pomeriggio intero. Arrivate al MAXXI verso le 15, visitate una mostra con calma, prendete un caffè al bar del museo e presentatevi davanti alla sala Graziella Lonardi Buontempo mezz'ora prima delle 18. Così l'incontro sul MART diventa la conclusione naturale di una giornata dedicata al museo contemporaneo, e non una corsa dopo l'ufficio.
Secondo consiglio: preparatevi. Non serve molto, bastano dieci minuti. Guardate il sito del MART, le mostre in corso a Rovereto e a Trento, una foto della cupola di Botta. Chi arriva sapendo che cosa è il museo ascolta meglio e, se c'è spazio per le domande, ne fa di migliori.
Terzo consiglio: seguite tutto il ciclo. L'incontro del 29 ottobre acquista senso se lo si ascolta accanto a quello del 1° ottobre con Davide Quadrio sul MAO di Torino e a quello del 19 novembre con Eike Schmidt su Capodimonte. Tre musei, tre modelli, tre risposte alla stessa domanda.
Ultimo consiglio: se lavorate nella cultura, nel turismo o nella scuola, portate un collega. Incontri come questo servono a chi i musei li frequenta per mestiere più ancora che al pubblico curioso, e il confronto nel dopo, davanti a un bicchiere al Flaminio, vale quanto l'ora di ascolto.
Come organizzare il pomeriggio al MAXXI
Un pomeriggio al MAXXI con l'incontro sul MART si organizza in tre tempi: una mostra nel primo pomeriggio, una pausa al bar del museo, il talk delle 18.
Le mostre
Nel corso del 2026 il MAXXI ha presentato, fra le altre, la mostra di Sophie Calle al MAXXI. Quali mostre siano aperte il 29 ottobre lo dice il sito ufficiale del museo: controllatelo prima e scegliete in anticipo che cosa vedere.
Gli orari del museo
Il MAXXI apre dal martedì alla domenica dalle 11 alle 19, e la biglietteria chiude un'ora prima. Per vedere una mostra prima dell'incontro bisogna quindi comprare il biglietto entro le 18, e in pratica entrare nel primo pomeriggio.
I servizi
Il museo ha guardaroba, bar, caffetteria e ristorante. Il bar è il posto giusto per fare una pausa fra la mostra e l'incontro, senza uscire dall'edificio.
Dopo l'incontro
Alle 19 il museo chiude. Chi vuole cenare in zona ha l'Auditorium Parco della Musica a dieci minuti a piedi, con i suoi bar e la sua libreria, e i locali di Ponte Milvio a pochi minuti di autobus.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Chi va al MAXXI sa che è un museo di Zaha Hadid; pochi ricordano che sorge sull'area della ex Caserma Montello, un complesso militare ceduto dal Ministero della Difesa al Ministero per i Beni Culturali nel 1997. Il museo del contemporaneo nasce su un terreno che per decenni era stato chiuso ai cittadini.
Anche sul MART c'è un fatto risaputo e poco citato. Tutti lo associano a Rovereto e al grande edificio di Botta, ma per i suoi primi quindici anni il museo ha avuto sede a Trento, nel Palazzo delle Albere. La sede di Rovereto arriva solo nel 2002, e la Galleria Civica di Trento entra nel museo nel 2013. Il MART, in altre parole, è un museo che ha cambiato forma più volte: esattamente il tipo di esperienza che un ciclo intitolato Musei in transizione vuole raccontare.
E c'è un terzo fatto, quasi mai ricordato. Nel 2010, l'anno in cui a Roma apriva il MAXXI, il MART ospitava a Rovereto una mostra intitolata Musei nel XXI secolo: Idee Progetti Edifici, e nello stesso autunno una grande retrospettiva sulle architetture di Mario Botta dal 1960 al 2010. Due musei che si interrogavano sulla stessa domanda nello stesso momento, a seicento chilometri di distanza. Sedici anni dopo si siedono allo stesso tavolo.
Il Flaminio intorno al MAXXI: cosa c'è vicino
Il MAXXI si trova nel Flaminio, fra via Flaminia, il Tevere e la collina dei Parioli. A pochi minuti a piedi ci sono l'Auditorium Parco della Musica, il Ponte della Musica e il parco di Villa Glori.
L'Auditorium Parco della Musica
Progettato da Renzo Piano, l'Auditorium è stato inaugurato nel 2002: il 21 aprile le sale Petrassi e Sinopoli, il 21 dicembre la sala Santa Cecilia. È nato per dare una sede definitiva all'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, rimasta senza sala dal 1936, quando fu demolito l'Augusteo. Dal 2020 porta il nome di Ennio Morricone. La sera del 29 ottobre, alle 20, nella Sala Petrassi suonano i Radiodervish: chi vuole può unire le due cose.
Il Ponte della Musica
Lungo 190 metri e largo fino a 22 nella parte centrale, il Ponte della Musica è stato progettato dallo studio londinese Buro Happold con la società romana Carlo Lotti e Associati. Dal maggio 2013 porta anche il nome di Armando Trovajoli.
Villa Glori
Alle spalle dell'Auditorium sale la collina di Villa Glori, aperta al pubblico nel 1924 come Parco della Rimembranza su progetto di Raffaele De Vico. Dal 1997 il parco ospita installazioni di artisti contemporanei.
Verso il centro
Scendendo lungo via Flaminia si arriva a piazzale Flaminio, alla Porta del Popolo e all'obelisco Flaminio, e a sinistra si apre Villa Borghese. A breve distanza dal museo c'è anche il Teatro Olimpico.
La foto giusta da fare ai Musei in transizione: il MART al MAXXI — 29 ottobre 2026
La foto giusta, il 29 ottobre, si fa fuori, prima dell'incontro. A fine ottobre il sole a Roma tramonta presto, e chi arriva al MAXXI verso le 17:30 trova la piazza Alighiero Boetti nella luce radente del tramonto, con le grandi superfici dell'edificio di Zaha Hadid che cambiano colore. È il momento migliore della giornata per fotografare il museo.
Il consiglio pratico è di cercare una delle grandi linee dell'edificio, lo sbalzo del volume superiore o il muro curvo verso via Guido Reni, e di usarla come guida per l'inquadratura, aspettando che una persona attraversi la piazza. Una figura piccola nel grande spazio dà la scala dell'architettura.
Dentro, la foto classica è quella delle scale nere sospese nell'atrio, che si incrociano in diagonale sotto la luce zenitale. Anche con il telefono, dal basso, l'immagine funziona sempre.
Durante l'incontro, invece, il telefono resta in tasca. Un talk è un momento di ascolto, e il rumore di uno scatto o la luce di uno schermo in una sala raccolta disturbano chi parla e chi ascolta. Se volete un ricordo, scattate alla fine, quando le relatrici si alzano e il pubblico si avvicina al tavolo.
Per chi ha tempo, una seconda foto: il MAXXI e l'Auditorium nella stessa sera, a dieci minuti di distanza. Le coperture di piombo delle sale di Renzo Piano illuminate dopo il tramonto sono l'altra faccia dell'architettura contemporanea del Flaminio.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del luogo in cui si tiene l'incontro sul MART è recente e densa, e si allarga al quartiere intorno.
1867: i Cairoli a Villa Glori
A un chilometro dal museo, sulla collina di Villa Glori, il 23 ottobre 1867 una settantina di volontari garibaldini guidati da Enrico e Giovanni Cairoli, partiti per portare armi agli insorti romani, fu intercettata e sconfitta dall'esercito pontificio. Enrico morì, Giovanni fu gravemente ferito.
1924: il Parco della Rimembranza
Nel 1924 la stessa collina fu aperta al pubblico come Parco della Rimembranza per i caduti della Prima guerra mondiale, su progetto di Raffaele De Vico, con alberi piantati dagli studenti romani.
1997 e 1998: la caserma e il concorso
Nel 1997 l'area della ex Caserma Montello passò dal Ministero della Difesa al Ministero per i Beni Culturali. L'anno dopo fu bandito il concorso internazionale per il nuovo museo: 273 candidature, vittoria di Zaha Hadid.
2002 e 2010: l'Auditorium e il MAXXI
Nel 2002 aprì l'Auditorium Parco della Musica di Renzo Piano, a poche centinaia di metri; nello stesso anno, il 15 dicembre, apriva a Rovereto la nuova sede del MART. Nel 2010 aprì il MAXXI, primo museo nazionale italiano per le arti e l'architettura contemporanee. In otto anni il Flaminio cambiò volto.
2026: il ciclo Musei in transizione
Nell'autunno 2026 il MAXXI ospita il ciclo Musei in transizione, con il MAO di Torino il 1° ottobre, il MART il 29 ottobre e Capodimonte il 19 novembre.
Chi è passato dai Musei in transizione: il MART al MAXXI — 29 ottobre 2026
Dal MAXXI è passata, prima di tutti, Zaha Hadid, che ha vinto il concorso del 1998 e ha firmato l'edificio. In modo permanente ci sono gli artisti le cui opere restano sempre visibili: Anish Kapoor, Sol LeWitt e Maurizio Mochetti. La piazza porta il nome di Alighiero Boetti, e la sala in cui si tiene l'incontro quello di Graziella Lonardi Buontempo.
Il 29 ottobre passano dal MAXXI Maria Emanuela Bruni, presidente della Fondazione MAXXI, e Micol Forti, direttrice del MART, già curatrice dei padiglioni della Santa Sede alle Biennali di Venezia del 2013, del 2015 e del 2018.
Attraverso il racconto di Micol Forti passano idealmente anche i nomi del MART: Mario Botta e Giulio Andreolli, che hanno progettato la sede di Rovereto; Gabriella Belli, che ha voluto il nuovo museo; Fortunato Depero, il futurista roveretano la cui casa d'arte è una delle tre sedi; e gli artisti delle collezioni, da de Chirico a Carrà, da Sironi a Spallanzani.
Nello stesso ciclo passano, prima e dopo, Davide Quadrio del MAO di Torino e Eike Schmidt di Capodimonte. E nei giorni intorno all'incontro il MAXXI ospita, fra gli altri, un talk dedicato a Roma segreta di Paolo Portoghesi e la XXII Giornata del Contemporaneo, il 10 ottobre. Allargando lo sguardo al quartiere, dal Flaminio sono passati Renzo Piano, Armando Trovajoli, Enrico e Giovanni Cairoli, Raffaele De Vico.
Accessibilità e pubblico dell'incontro
Il MAXXI è indicato dal portale turistico di Roma Capitale come museo accessibile alle persone con disabilità, con servizi igienici dedicati; la fermata su via Guido Reni, a circa 130 metri dall'ingresso, è segnalata come accessibile alle sedie a rotelle.
La sala
Chi ha esigenze particolari di accesso o di posto farà bene a contattare il MAXXI prima dell'incontro, attraverso i canali indicati sul sito ufficiale.
Per chi è l'incontro
L'incontro è pensato per un pubblico adulto: appassionati d'arte, studenti di storia dell'arte e di architettura, professionisti dei musei e della cultura. Non c'è bisogno di competenze specifiche, ma è una conversazione di contenuto, non un intrattenimento.
Con i ragazzi
Per gli studenti delle superiori e dell'università che pensano a un futuro nei musei, un'ora ad ascoltare la direttrice del MART è un'occasione rara. Per i bambini, meglio i laboratori del fine settimana del MAXXI.
Parcheggi riservati
I due parcheggi a pagamento dell'Auditorium, a una decina di minuti a piedi dal MAXXI, hanno posti riservati alle persone con disabilità.
Dove mangiare vicino al MAXXI
Il MAXXI ha al suo interno caffetteria, bar e ristorante, che seguono l'orario del museo; per la cena dopo l'incontro le zone più comode sono il Flaminio, l'Auditorium e Ponte Milvio.
Prima dell'incontro
Il bar del museo è la soluzione più pratica per un caffè o uno spuntino fra una mostra e il talk. Si resta dentro, al caldo, a pochi passi dalla sala.
Dopo l'incontro
Alle 19 il museo chiude. Lungo via Flaminia, verso piazza Mancini e verso piazzale Flaminio, ci sono bar e ristoranti di quartiere, frequentati più dai residenti che dai turisti. L'Auditorium, a dieci minuti a piedi, ha bar e un ristorante aperti nelle sere di concerto. Ponte Milvio, più a nord, è la zona più animata, con molti locali aperti fino a tardi.
Il consiglio pratico
Il giovedì sera a fine ottobre i ristoranti del Flaminio non sono pieni come nel fine settimana, ma nelle sere di concerto all'Auditorium conviene prenotare.
Il MART al MAXXI a fine ottobre: il periodo dell'anno a Roma
Fine ottobre è uno dei momenti migliori per i musei romani: il caldo è passato, le giornate si accorciano, e la città riprende il ritmo delle stagioni culturali.
L'ottobre del Flaminio
Ottobre è un mese pieno al Flaminio. Il 10 ottobre il MAXXI partecipa alla Giornata del Contemporaneo, e fra metà e fine mese il quartiere si anima con la Festa del Cinema di Roma all'Auditorium. Chi scopre il ciclo Musei in transizione con l'incontro sul MART ha buone ragioni per tornare a novembre per Capodimonte.
Il tempo
A fine ottobre a Roma le temperature sono ancora miti di giorno, ma la sera rinfresca e le piogge autunnali sono frequenti. Un ombrello in borsa, per la passeggiata fra il tram e il museo, non è mai sprecato.
L'ora legale
Il 29 ottobre cade pochi giorni dopo il ritorno all'ora solare, e alle 18 è già quasi buio. Chi vuole fotografare il MAXXI con la luce deve arrivare prima.
Domande frequenti sul MART al MAXXI
Quando si tiene l'incontro sul MART al MAXXI?
L'incontro sul MART al MAXXI si tiene giovedì 29 ottobre 2026 alle 18:00 nella sala Graziella Lonardi Buontempo del museo, in via Guido Reni a Roma. Fa parte del ciclo Musei in transizione. Nuove sfide per le istituzioni contemporanee, che in autunno ospita anche il MAO di Torino e Capodimonte.
L'incontro sul MART al MAXXI è gratuito?
Sì, l'incontro sul MART al MAXXI è a ingresso libero fino a esaurimento dei posti. I titolari della myMAXXI card possono avere un posto riservato scrivendo a mymaxxi@fondazionemaxxi.it entro il giorno prima dell'evento. Per visitare le mostre del museo serve invece il biglietto ordinario.
Chi parla all'incontro sul MART al MAXXI?
All'incontro sul MART al MAXXI intervengono Maria Emanuela Bruni, presidente della Fondazione MAXXI, e Micol Forti, storica dell'arte e curatrice, direttrice del MART da fine 2025 e già curatrice del Padiglione della Santa Sede alla Biennale di Venezia nel 2013, nel 2015 e nel 2018.
Il MART è a Roma?
No, il MART, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, ha le sue sedi in Trentino: il grande edificio di Mario Botta a Rovereto, la Casa d'Arte Futurista Depero e la Galleria Civica di Trento. A Roma, il 29 ottobre, se ne parla al MAXXI, con la sua direttrice.
Che cos'è il ciclo Musei in transizione?
Musei in transizione è un ciclo di incontri del MAXXI dedicato alle sfide dei musei contemporanei, con al centro la necessità di restare rilevanti in una società che cambia in fretta. Nell'autunno 2026 ospita il MAO di Torino il 1° ottobre, il MART il 29 ottobre e Capodimonte il 19 novembre.
Come si arriva al MAXXI con i mezzi?
Il MAXXI si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 verso piazza Mancini, oppure con gli autobus 910, 53, 168 e 982, che hanno una fermata su via Guido Reni a circa 130 metri dall'ingresso del museo.
Si possono visitare le mostre del MAXXI prima dell'incontro?
Sì, il MAXXI è aperto dal martedì alla domenica dalle 11 alle 19, e la biglietteria chiude un'ora prima. Per vedere una mostra prima dell'incontro delle 18 conviene entrare nel primo pomeriggio, con il biglietto del museo, e poi spostarsi in sala.
Il consiglio finale sull'incontro del MART al MAXXI
Le mostre si vedono, ma i musei si capiscono solo ascoltando chi li dirige. Un'ora gratuita con la direttrice del MART, dentro l'edificio di Zaha Hadid, vale più di molte visite guidate. Entrate al MAXXI nel primo pomeriggio, vedete una mostra, e alle 17:30 siate davanti alla sala.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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