La vasca di Franco Marcoaldi alla Casa delle Letterature — 6 ottobre 2026
La vasca. Atto unico sulla guerra, il nuovo libro di Franco Marcoaldi pubblicato da Elliot nel 2026, viene presentato martedì 6 ottobre 2026 alle 18 alla Casa delle Letterature, la biblioteca di Roma Capitale in Piazza dell'Orologio 3, dentro il complesso borrominiano dell'Oratorio dei Filippini. L'autore dialoga con gli attori Anna Bonaiuto e Andrea Renzi; modera il iamatologo e traduttore Giorgio Amitrano. L'ingresso è libero fino a esaurimento dei posti, senza biglietto. La Casa delle Letterature si raggiunge a piedi da piazza Navona e da Campo de' Fiori, oppure con gli autobus che percorrono corso Vittorio Emanuele II (linee 40 e 64, fermata Chiesa Nuova). Per informazioni la biblioteca risponde allo 06 45460581 e all'indirizzo casadelleletterature@bibliotechediroma.it.
L'incontro fa parte del programma delle Biblioteche di Roma 2025-2026 e mette insieme un poeta che ha scritto molto per la scena, due attori tra i più riconoscibili del teatro italiano e uno studioso di letteratura giapponese legato a Marcoaldi da vecchie collaborazioni. Il libro è un testo teatrale in un atto: una presentazione con due interpreti di questo livello promette di diventare, almeno in parte, una lettura scenica.
La vasca di Franco Marcoaldi in breve
Data e ora
Martedì 6 ottobre 2026, alle 18. Il programma, come sempre per gli incontri delle Biblioteche di Roma, può subire variazioni: gli aggiornamenti compaiono sul sito delle Biblioteche di Roma e sul portale culture.roma.it.
Ingresso
Libero fino a esaurimento dei posti. Non si prenota e non si paga: chi arriva prima entra. Con due nomi come Anna Bonaiuto e Andrea Renzi al tavolo, conviene essere in sala con un quarto d'ora di anticipo.
Il libro
La vasca è un atto unico pubblicato da Elliot nel 2026. È un testo per il teatro, il che spiega la scelta di affidare il dialogo con l'autore a due attori.
Chi c'è al tavolo
Franco Marcoaldi, poeta e scrittore; Anna Bonaiuto, attrice di teatro e di cinema; Andrea Renzi, attore e regista teatrale; Giorgio Amitrano, professore di letteratura giapponese all'Orientale di Napoli e traduttore di Murakami e Banana Yoshimoto, nel ruolo di moderatore.
Di che cosa parla La vasca
La vasca racconta Giulia, una ex giornalista che vive da sola in una casa-bunker immersa nella natura e cerca di opporsi al caos del mondo registrando con minuzia le storie personali delle vittime di guerra.
Una donna contro il rumore della guerra
Secondo la presentazione dell'editore riportata dalle Biblioteche di Roma, la vita di Giulia è scandita da telefonate surreali, notiziari improbabili e dall'acqua torbida di una vasca, inquietante e ambigua. La realtà esterna e il suo mondo interiore finiscono per confondersi. Il pianeta scivola nella follia collettiva e la guerra dilaga ovunque.
La memoria come sepoltura
Il cuore del testo è l'ossessione della protagonista: seppellire idealmente gli infiniti morti senza nome attraverso la propria testimonianza. È un gesto antico, quello di dare un nome e un racconto a chi non ne ha avuto, spinto fino al delirio. Giulia si aggrappa alla musica e al ricordo di un amore perduto per ricreare un ordine che fuori non esiste più.
Perché un atto unico
La forma dell'atto unico, un solo spazio e un solo tempo, è la più adatta a un racconto di clausura. Marcoaldi non è nuovo a questa misura: nel 2020 ha pubblicato con Einaudi Quinta stagione. Monologo drammatico, e ha scritto per il teatro Benjaminowo e Sconcerto, portati in scena con Toni Servillo. La vasca si inserisce in questa linea di scrittura per la voce.
Un libro del nostro tempo
Il sottotitolo, atto unico sulla guerra, dichiara il tema senza giri di parole. L'ultimo libro di saggistica di Marcoaldi, La Disperanza, un sentimento del nostro tempo, uscito da Einaudi nel 2026, lavora sullo stesso clima morale: la difficoltà di sperare davanti alle notizie quotidiane. Chi li legge entrambi vede il poeta e il saggista guardare la stessa ferita da due lati.
Chi è Franco Marcoaldi
Franco Marcoaldi è nato a Guidonia Montecelio il 21 maggio 1955 ed è poeta, scrittore e giornalista; collabora da molti anni con la Repubblica. La poesia è il centro della sua attività, ma il suo lavoro si allarga al teatro, alla musica, alla televisione, al viaggio.
Le raccolte di poesia
Il primo riconoscimento importante arriva con A mosca cieca, Einaudi 1992, Premio Viareggio per la poesia. Seguono Celibi al limbo (Einaudi 1995, Premio Paolo Prestigiacomo), Amore non Amore (Bompiani 1997, ripubblicato in più edizioni fino a La nave di Teseo nel 2019), L'isola celeste (2000), Animali in versi (2006, Premio Brancati), Il tempo ormai breve (2008), La trappola (2012), Il mondo sia lodato (2015), Tutto qui (2017), tutti nella collana bianca di Einaudi. Nel maggio 2025 è uscito Una parola ancora, sempre da Einaudi. I suoi libri in versi hanno ottenuto premi come il Viareggio, il Montale, il Pavese e il Brancati.
Narrativa e viaggio
Ha scritto romanzi e racconti, fra cui Il vergine (Bompiani 1998, Premio Dessì), Benjaminowo: padre e figlio (2004), Sconcerto (2010) e Baldo. I cani ci guardano (Einaudi 2011). I libri di viaggio comprendono Un mese col Buddha. Dal Tibet all'Engadina, con prefazione di Claudio Magris, Prove di viaggio (Premio Città di Gaeta) e Viaggio al centro della provincia (Einaudi 2009). Nel 2024 ha pubblicato con Einaudi I cani sciolti. Comunità di solitari, opera in parte autobiografica su chi sceglie di chiamarsi fuori.
Saggi e curatele
In Voci rubate (Einaudi 1993) ha raccolto incontri con Canetti, Jünger, Isaiah Berlin, Hrabal, Cioran, Marek Edelman e Octavio Paz. Ha curato il Meridiano Mondadori dedicato a Fosco Maraini, Pellegrino in Asia (2007), e ha introdotto opere di Cesare Brandi, Pier Paolo Pasolini e Beniamino Placido. Con Ferdinando Scianna ha firmato Di bestie e di animali (Contrasto 2017), con Tomaso Montanari l'antologia Cento luoghi di-versi. Un viaggio in Italia (Treccani 2020). Una certa idea di letteratura. Dieci scrittori per amici è uscito da Donzelli nel 2018.
Teatro, musica, televisione
Ha fondato la rivista Leggere ed è stato consulente editoriale per Donzelli e Mondadori. Ha scritto per il teatro, con Toni Servillo, per la musica, lavorando con i compositori Fabio Vacchi e Giorgio Battistelli, e per la televisione: ha collaborato ai Dieci Comandamenti di Roberto Benigni ed è autore di Grand'Italia, dodici ritratti di italiani che hanno reso grande il paese nel mondo, andati in onda su Rai Storia e nel 2016 su Sky Arte.
Con gli artisti
Ha lavorato con il fotografo Mario Dondero e con la pittrice Giosetta Fioroni, con la quale ha realizzato Patanella dreams (Lubrina 2001) e I miei cani (Corraini 2007), libro a cui ha partecipato anche Giorgio Amitrano. Il moderatore dell'incontro, dunque, non è una scelta di circostanza.
Anna Bonaiuto, attrice e voce
Anna Bonaiuto è nata a Latisana, in Friuli, il 28 gennaio 1950, da padre napoletano e madre friulana; diplomata all'Accademia nazionale d'arte drammatica, è una delle attrici più importanti del teatro e del cinema italiano.
Il teatro
Ha lavorato con Luca Ronconi, Mario Missiroli, Carlo Cecchi, Mario Martone e Toni Servillo. Nel 2003 ha vinto il Premio Ubu come migliore attrice per donna Rosa Priore in Sabato, domenica e lunedì di Eduardo De Filippo, con la regia di Servillo. Negli ultimi anni è stata al Piccolo Teatro di Milano con i testi di Pascal Rambert e al Teatro greco di Siracusa con Elettra di Sofocle nel 2025 e I Persiani di Eschilo nel 2026.
Il cinema
Nel 1993 vince la Coppa Volpi a Venezia per Dove siete? Io sono qui di Liliana Cavani; nel 1995 è protagonista di L'amore molesto di Mario Martone, dal romanzo di Elena Ferrante, e ottiene David di Donatello, Nastro d'argento, Globo d'oro e Grolla d'oro. È stata Livia Danese, moglie di Giulio Andreotti, nel Divo di Paolo Sorrentino, e ha lavorato con Nanni Moretti, Daniele Luchetti, Carlo Verdone, Ferzan Özpetek.
La voce
Per molti lettori la sua voce è quella dei romanzi di Elena Ferrante, che ha letto per intero negli audiolibri dell'Amica geniale. Ha letto anche Proust, Tolstoj e Natalia Ginzburg. Una voce abituata a reggere lunghi monologhi femminili, che su un testo come La vasca trova un terreno naturale.
Andrea Renzi, attore e regista
Andrea Renzi è nato a Roma il 7 febbraio 1963; debutta in teatro a quattordici anni diretto da Mario Martone ed è tra i fondatori delle compagnie Falso Movimento e Teatri Uniti.
Regista
Nel 1984 vince il premio Opera Prima con il monologo Sangue e Arena e comincia a lavorare come regista. Ha firmato, fra gli altri, Diario di un pazzo da Gogol', con Roberto De Francesco, e Giorni felici di Beckett. Nel 2026 è in scena con I turni, testo e regia di Cristina Comencini.
Attore di cinema
Ha recitato in L'uomo in più di Paolo Sorrentino, Le fate ignoranti di Ferzan Özpetek, Noi credevamo e Il giovane favoloso di Martone, Viva la libertà di Roberto Andò. In televisione è stato il vicequestore Leonardo Brandi nell'undicesima stagione di Distretto di Polizia.
Un sodalizio lungo
Bonaiuto e Renzi hanno recitato insieme in Morte di un matematico napoletano e Teatro di guerra di Martone e in Viva la libertà di Andò. Vederli allo stesso tavolo significa ritrovare una coppia di interpreti cresciuta intorno al lavoro di Mario Martone.
Giorgio Amitrano, il moderatore
Giorgio Amitrano è nato a Jesi nel 1957 ed è professore ordinario di letteratura giapponese all'Università di Napoli L'Orientale; nel 2012 è stato nominato direttore dell'Istituto italiano di cultura di Tokyo.
Il traduttore
Ha tradotto in italiano Banana Yoshimoto, da Kitchen in poi, e Haruki Murakami, fra cui Norwegian Wood, Kafka sulla spiaggia e 1Q84, oltre a Kawabata, Yasushi Inoue e Mishima. Ha ricevuto il Premio Grinzane Cavour nel 2008 e il Premio Noma nel 2001; nel 2020 il Giappone gli ha conferito l'Ordine del Sol Levante.
Il legame con Marcoaldi
Amitrano ha partecipato al libro I miei cani di Marcoaldi e Giosetta Fioroni. E, curiosità che lega il tavolo, compare in un breve cameo nel film collettivo I vesuviani del 1997, nello stesso film in cui recita Anna Bonaiuto.
La Casa delle Letterature
La Casa delle Letterature è una biblioteca del sistema delle Biblioteche di Roma, aperta nel 2000 come prima Casa del sistema culturale cittadino, e occupa una parte del complesso dell'Oratorio dei Filippini in piazza dell'Orologio.
Una biblioteca dedicata alla letteratura
A differenza delle biblioteche di quartiere, la Casa delle Letterature è un luogo di incontri con scrittori, poeti e traduttori, e di presentazioni come questa. Il suo pubblico è fatto di lettori forti, studenti, persone del mondo editoriale.
I vicini illustri
Nello stesso complesso hanno sede l'Archivio Storico Capitolino, dal 1922, e l'Istituto Storico Italiano per il Medioevo, dal 1924, affacciato su piazza dell'Orologio. Su via dei Filippini si trova il Teatro dell'Orologio. È un isolato interamente dedicato alla memoria scritta della città.
L'Oratorio dei Filippini di Borromini
L'Oratorio dei Filippini è un edificio costruito da Francesco Borromini fra il 1637 e il 1667 per la Congregazione di San Filippo Neri, accanto alla chiesa di Santa Maria in Vallicella, la Chiesa Nuova.
Un corpo con le braccia aperte
Borromini fu scelto dai padri filippini fra il 1637 e il 1640. Organizzò oratorio, sacrestia e biblioteca con criteri di funzionalità e decoro: spazi solenni per la vita comune, ambienti raccolti per la residenza. Lui stesso descrisse l'oratorio come un corpo umano con le braccia aperte, che abbraccia chiunque entri. Una definizione che si adatta bene anche a una biblioteca pubblica.
La facciata in mattoni
La facciata, costruita in laterizio su richiesta della congregazione, è divisa in cinque settori da paraste su pianta concava; la parte centrale del primo ordine si curva in avanti, quella superiore si incava in una nicchia. Il timpano ha per la prima volta una sagoma mistilinea. La parte centrale è in mattoni sottili color giallo paglierino con giunti di due o tre millimetri, le parti laterali in mattoni rosati: una policromia sottile che si nota solo guardando con attenzione.
La torre dell'orologio
Sul lato di piazza dell'Orologio si alza la torre che dà il nome alla piazza, anch'essa parte del complesso borrominiano. Per saperne di più sull'architetto c'è la guida a Borromini a Roma.
Come arrivare alla Casa delle Letterature
La Casa delle Letterature si trova in piazza dell'Orologio 3, nel rione Parione, fra piazza Navona e corso Vittorio Emanuele II; la metropolitana non arriva in zona e il modo migliore è l'autobus o una passeggiata.
In autobus
Le linee che percorrono corso Vittorio Emanuele II, come la 40 e la 64 da Termini e da piazza Venezia, fermano davanti alla Chiesa Nuova; da lì si gira intorno all'Oratorio fino a piazza dell'Orologio in un paio di minuti.
A piedi
Da piazza Navona sono cinque minuti verso ovest; da Campo de' Fiori una decina, attraversando corso Vittorio. Da Castel Sant'Angelo si arriva passando ponte Sant'Angelo e via dei Banchi Nuovi.
In auto
La zona è interamente nella ZTL del centro storico: meglio lasciare l'auto a casa.
Come organizzare la serata
La presentazione comincia alle 18 e dura di solito un'ora, un'ora e mezza: si esce all'ora dell'aperitivo, nel quartiere più vivace del centro storico.
Prima
Arrivando nel primo pomeriggio si può entrare nella Chiesa Nuova e poi fare il giro dell'Oratorio per osservare la facciata di Borromini. Oppure si passa dal Museo di Roma a Palazzo Braschi, a pochi passi.
Dopo
All'uscita, via del Governo Vecchio, via dei Coronari e le strade intorno a Santa Maria della Pace offrono enoteche, trattorie e bar. È una delle zone migliori di Roma per una cena a piedi dopo un incontro culturale.
Il libro
Chi desidera una dedica dell'autore farà bene a comprare la propria copia in libreria prima dell'incontro e portarla con sé.
Accessibilità e visita con i bambini
La Casa delle Letterature è ospitata in un edificio storico del Seicento; per informazioni sull'accesso con sedia a rotelle conviene chiamare la biblioteca allo 06 45460581.
Con i ragazzi
Un incontro su un atto unico sulla guerra è pensato per un pubblico adulto. Per studenti delle superiori appassionati di teatro può essere un'occasione rara di ascoltare due attori di questo livello parlare di un testo in lavorazione.
Una curiosità su La vasca di Franco Marcoaldi alla Casa delle Letterature — 6 ottobre 2026
La curiosità è nel luogo. Nell'Oratorio dei Filippini, nell'anno 1600, fu eseguita la Rappresentatione di anima et corpo di Emilio de' Cavalieri, considerata uno dei primi esempi della forma musicale che proprio da questo edificio e dalla congregazione di San Filippo Neri prese il nome: l'oratorio. Era un dialogo drammatico cantato fra l'Anima e il Corpo, una riflessione in forma di spettacolo sulla vanità del mondo e sulla salvezza.
Quattro secoli dopo, nello stesso complesso, si presenta un atto unico in cui una donna sola, davanti alla guerra che dilaga, si aggrappa alla musica e alla memoria dei morti. Il legame non è forzato: anche La vasca è un dialogo fra un'anima e un mondo che la travolge, e anche qui la musica è un appiglio. Marcoaldi, del resto, ha lavorato con compositori come Fabio Vacchi e Giorgio Battistelli, e ha scritto libretti. Ascoltare Anna Bonaiuto leggere qualche pagina del testo fra queste mura significa, a modo suo, riportare il teatro di parola nel luogo in cui la parola cantata ha inventato un genere.
Una cosa che non ti dice nessuno su La vasca di Franco Marcoaldi alla Casa delle Letterature — 6 ottobre 2026
La cosa che nessuno ti dice riguarda l'indirizzo. Il portale culturale di Roma Capitale, nella scheda dell'evento, indica correttamente piazza dell'Orologio 3, ma il pulsante della mappa rimanda alla Biblioteca Penazzato, in via Dino Penazzato, un'altra biblioteca del sistema, in tutt'altra zona della città. Chi si affida al navigatore senza controllare rischia di finire lontano. L'indirizzo giusto è piazza dell'Orologio 3, dietro la Chiesa Nuova.
La seconda cosa riguarda i posti. L'ingresso è libero fino a esaurimento, e le sale della Casa delle Letterature non sono un teatro. Un incontro con un poeta premiato, due attori noti al grande pubblico e il traduttore di Murakami richiama pubblico da ambienti diversi: lettori di poesia, appassionati di teatro, studenti di giapponese. Non esiste prenotazione: chi arriva alle 18 in punto rischia di restare in piedi o fuori. Presentatevi verso le 17.40, con calma, e usate l'attesa per guardare il cortile dell'Oratorio.
Il consiglio che ti do per visitare La vasca di Franco Marcoaldi alla Casa delle Letterature — 6 ottobre 2026
Il consiglio è di arrivare dalla parte di corso Vittorio, davanti alla Chiesa Nuova, e girare a piedi intorno all'Oratorio prima di entrare. Guardate la facciata di Borromini accanto a quella della chiesa: quella dell'Oratorio è in mattoni, concava, con un timpano dalla sagoma mistilinea che a Roma nessuno aveva ancora osato. Due idee di architettura a pochi metri di distanza. Poi girate l'angolo fino a piazza dell'Orologio, e alzate lo sguardo sulla torre.
Il secondo consiglio riguarda la lettura. Se avete tempo, prima dell'incontro leggete una raccolta di Marcoaldi, anche solo qualche pagina di Animali in versi o di Il mondo sia lodato: capirete meglio il passaggio dalla sua poesia, spesso ironica e affettuosa, a un testo cupo come La vasca. E durante l'incontro ascoltate come Bonaiuto e Renzi usano la voce: due attori formati nel teatro di Martone e di Servillo sanno trasformare una presentazione in una piccola prova aperta. Alla fine fermatevi a fare una domanda: gli incontri in biblioteca sono tra i pochi luoghi in cui si può parlare direttamente con un autore.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che l'Oratorio dei Filippini sia un capolavoro di Borromini è un fatto noto. Meno citato è quello che accadde all'edificio dopo il 1870. Con la presa di Roma lo Stato italiano requisì il complesso, come molti beni ecclesiastici della città, e per trent'anni vi installò dei tribunali. Il luogo pensato per la preghiera e la musica sacra divenne un palazzo di giustizia, con aule, cancellerie e udienze.
Poi, nel Novecento, la svolta verso la cultura: dal 1922 l'Archivio Storico Capitolino, cioè la memoria documentaria del Comune di Roma, dal 1924 l'Istituto Storico Italiano per il Medioevo, e dal 2000 la Casa delle Letterature. Il complesso che Borromini aveva organizzato attorno a un oratorio, una sacrestia e una biblioteca per i padri filippini è tornato, dopo la parentesi giudiziaria, alla sua vocazione originaria: conservare e trasmettere la parola. Oggi chi entra per una presentazione di libri attraversa gli stessi spazi che hanno custodito atti processuali e, prima ancora, i volumi della congregazione.
La foto giusta da fare a La vasca di Franco Marcoaldi alla Casa delle Letterature — 6 ottobre 2026
La foto giusta è quella della facciata dell'Oratorio dei Filippini vista da piazza della Chiesa Nuova, in diagonale, in modo da cogliere la curva concava del prospetto e il timpano mistilineo. Alle 17.30 di inizio ottobre la luce del tardo pomeriggio scalda i mattoni e fa risaltare la differenza fra il giallo paglierino della parte centrale e il rosato dei lati, quella policromia sottile voluta da Borromini che in pieno sole si perde.
La seconda foto è la torre dell'orologio, dal centro della piazzetta: è il simbolo del luogo e dà il nome all'indirizzo. La terza, per chi ama i dettagli, è un primo piano dei mattoni della facciata, con i giunti di due o tre millimetri: una lezione di tecnica edilizia in un solo scatto. Durante l'incontro, se volete fotografare il tavolo dei relatori, fatelo senza flash e senza disturbare; meglio uno scatto all'inizio o alla fine, quando gli applausi coprono il rumore dell'otturatore.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Nel 1600, nell'ambiente della congregazione fondata da San Filippo Neri, viene eseguita la Rappresentatione di anima et corpo di Emilio de' Cavalieri, uno dei primi oratori musicali della storia. Fra il 1637 e il 1640 i padri filippini scelgono Francesco Borromini come architetto del nuovo Oratorio accanto a Santa Maria in Vallicella; i lavori proseguono fino al 1667 e danno vita a uno dei capolavori del barocco romano, con la sua facciata in mattoni, la biblioteca e la torre dell'orologio.
Nel 1870, dopo la presa di Roma, il complesso viene requisito dallo Stato e per trent'anni ospita i tribunali. Nel 1922 vi si insedia l'Archivio Storico Capitolino, nel 1924 l'Istituto Storico Italiano per il Medioevo. Nel 2000 nasce la Casa delle Letterature, prima Casa del sistema culturale cittadino, che da allora ospita incontri con scrittori, poeti e traduttori. Il 6 ottobre 2026 si aggiunge a questa storia la presentazione della Vasca di Franco Marcoaldi, con Anna Bonaiuto, Andrea Renzi e Giorgio Amitrano.
Chi è passato da La vasca di Franco Marcoaldi alla Casa delle Letterature — 6 ottobre 2026
Il primo nome è quello di San Filippo Neri, fondatore della congregazione per la quale l'Oratorio fu costruito, e il secondo quello di Francesco Borromini, che lo progettò e ne seguì il cantiere per trent'anni. Poi Emilio de' Cavalieri, autore della Rappresentatione di anima et corpo del 1600, e i musicisti che fecero dell'oratorio un genere destinato a durare. Per trent'anni, dopo il 1870, vi passarono giudici, avvocati e imputati dei tribunali ospitati nell'edificio.
Nel Novecento sono arrivati gli archivisti del Comune di Roma e gli storici dell'Istituto per il Medioevo, e dal 2000 gli scrittori, i poeti e i traduttori ospiti della Casa delle Letterature. Il 6 ottobre 2026 si siedono allo stesso tavolo Franco Marcoaldi, poeta premiato con il Viareggio e con il Brancati; Anna Bonaiuto, Coppa Volpi e David di Donatello, voce italiana di Elena Ferrante; Andrea Renzi, fondatore di Falso Movimento e di Teatri Uniti; Giorgio Amitrano, il traduttore che ha fatto conoscere agli italiani Banana Yoshimoto e Haruki Murakami. Quattro percorsi diversi che si incrociano, per un'ora, dove quattro secoli fa si cantava il dialogo fra l'Anima e il Corpo.
Cosa vedere intorno alla Casa delle Letterature
La Casa delle Letterature è nel rione Parione, a pochi passi da alcuni dei luoghi più famosi del centro storico.
La Chiesa Nuova
Accanto all'Oratorio, Santa Maria in Vallicella è la chiesa dei filippini. Per la storia della pala d'altare c'è la scheda sul quadro motorizzato di Rubens.
Piazza Navona e Pasquino
A cinque minuti, piazza Navona; lungo la strada si incontra Pasquino, la statua parlante dei romani.
Castel Sant'Angelo
Verso il Tevere, oltre via dei Banchi Nuovi, si raggiunge Castel Sant'Angelo in dieci minuti a piedi.
Dove mangiare vicino a piazza dell'Orologio
Intorno a piazza dell'Orologio, via del Governo Vecchio, via dei Coronari e le vie verso piazza Navona offrono trattorie romane, enoteche, pizzerie e bar per l'aperitivo.
Prima dell'incontro
Per un caffè o uno spuntino, i bar di via del Governo Vecchio e di corso Vittorio sono la scelta più rapida.
Dopo
Per cena la zona fra via del Governo Vecchio e l'Arco della Pace è ricca di osterie. Il martedì sera c'è meno affollamento che nel fine settimana, ma nei locali più piccoli conviene comunque prenotare.
Domande frequenti su La vasca di Franco Marcoaldi
Quando e dove si presenta La vasca di Franco Marcoaldi?
La vasca di Franco Marcoaldi si presenta martedì 6 ottobre 2026 alle 18 alla Casa delle Letterature, in piazza dell'Orologio 3, nel complesso dell'Oratorio dei Filippini. L'incontro fa parte del programma delle Biblioteche di Roma.
Serve un biglietto per la presentazione alla Casa delle Letterature?
La presentazione alla Casa delle Letterature è a ingresso libero fino a esaurimento dei posti, senza biglietto né prenotazione. Conviene arrivare una ventina di minuti prima, perché la presenza di Anna Bonaiuto e Andrea Renzi richiama molto pubblico.
Chi partecipa all'incontro su La vasca?
All'incontro su La vasca l'autore Franco Marcoaldi dialoga con gli attori Anna Bonaiuto e Andrea Renzi; modera Giorgio Amitrano, professore di letteratura giapponese all'Orientale di Napoli e traduttore di Murakami e Banana Yoshimoto.
Di che cosa parla il libro La vasca?
La vasca è un atto unico sulla guerra pubblicato da Elliot nel 2026: racconta Giulia, ex giornalista chiusa in una casa-bunker, che registra le storie delle vittime di guerra per seppellire idealmente i morti senza nome, mentre il mondo scivola nella follia collettiva.
Come si arriva alla Casa delle Letterature?
La Casa delle Letterature si raggiunge con gli autobus di corso Vittorio Emanuele II, come il 40 e il 64, fermata Chiesa Nuova, oppure a piedi da piazza Navona in cinque minuti. La zona è in ZTL; attenzione alla mappa del portale, che rimanda per errore a un'altra biblioteca.
Chi è Franco Marcoaldi?
Franco Marcoaldi è un poeta e scrittore nato a Guidonia Montecelio nel 1955, collaboratore della Repubblica, autore di raccolte Einaudi premiate con il Viareggio e il Brancati, di libri di viaggio e di testi per il teatro scritti con Toni Servillo.
La Casa delle Letterature è dentro l'Oratorio dei Filippini?
Sì, la Casa delle Letterature ha sede dal 2000 nel complesso dell'Oratorio dei Filippini, costruito da Francesco Borromini fra il 1637 e il 1667, dove si trovano anche l'Archivio Storico Capitolino e l'Istituto Storico Italiano per il Medioevo.
Il consiglio finale su La vasca
Un poeta, due grandi attori e un traduttore in un edificio di Borromini, gratis, un martedì alle sei del pomeriggio: Roma offre serate così più spesso di quanto si creda, ma bisogna saperle cercare. Arrivate presto, girate intorno all'Oratorio, ascoltate le voci. E dopo, prima di cena, fermatevi un attimo in piazza dell'Orologio: la torre di Borromini segna le ore di una città che non smette di raccontarsi.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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